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TRIVVLZIANA.
CATALOGO
DEI COD. MANOSCRITTI
EDITO. PER CURA
DI
GIULIO PORRO
Vice-Presidente della R. Deputazione di Storia Patria
TORINO
STAMPERIA REALE DI G. B. PARAVIA E COMP.
MDOOOLXXXIV
PROPRIETÀ LETTERÀRIA
7 »
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Torino — Slaraperia Heale Ut G. B. I'aiayia e C.
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PREFAZIONE
Venendo pubblicato il Catalogo dei Codici manoscritti dell'attuale
Biblioteca Trivulzio, credo non sia inopportuno raggiungervi alcuni
brevi cenni sulla sua formazione. E innanzi tutto noterò come in
*
questa illustre famiglia, che annovera tra i suoi figli due Marescialli di
Francia e molti altri uomini insigni nella milizia, che diede alla Chiesa
quattro Cardinali e molti altri Prelati, non mancarono gli uomini di
lettere, e pare fosse ereditario ne1 suoi membri l'amore alle cose belle,
alle collezioni sia di libri che di oggetti d'arte.
Fin dal sec. xv troviamo un Àrasmo che meritò pel suo sapfere di
essere posto dal Fi 1 elfo fra gli interlocutori del suo secondo Convito (edito
a Milano senza note tipografiche verso il 1475) (1). Nello stesso secolo
troviamo il Beato Francesco Trivulzio dell'ordine dei Francescani, ce-
lebre per la sua facondia, che amava lo studio, ed i libri, e di ciò fanno
fede le parole da lui scritte sopra un bellissimo esemplare della Pan-
Micologia Radnerii de Pisi* ,(2), che si conserva in questa Biblioteca.
(f ) In questa Biblioteca si conserta un Codice che gli appartenne. Vedasi alla pag. 50 Brutti
Leonardo detto Aretino- La guerra dei Goti. C0D. 2115.
(2) Rainerius de Pisis Pantheologia S. L_A. et t. n. (Hain Pref. Bib. N. 13016). • Ad ustim fra-
« trio Francisci de Trfrultio, et perttnet loco Sci Johannis apnd Laude ».
« Recordare lector exorare pro_ anima magnifici domini Petri de cujus elemosyna emptus
e est Iiber iste: qui obiit anno dni mcccclxxiii die primo Decembrìs in ci vi ti te Terdone I1t.m| dni
• nostri Galea* Maria ducis Mediolani quinti, ultra Padum tunc eomissarius , obi ego frater
< Pranciscos primogenitos suus fui presens et credo quod mediante ordine fratrum mi no rum
• sii salvile: quia vitam s«am bene floivit ».
vi PBEFÀZIONE
Il celebre Gian Giacomo QVI NViNQVAM QVIEVIT, come leggesi
sul suo avello, trovava #il tempo in mezzo allo strepito delle armi ed
alla cura degli affari pubblici, di raccogliere libri sia stampati che ma-
noscritti, come asserisce Bernardino Arluno nella sua storia Ms. , scri-
vendo: Componendae quoque BiblioUiecae stimma UH aura fuit. Sgra-
ziatamente quella Biblioteca andò dispersa; ma a provarne l'esistenza
rimangono alcuni Codici col suo stemma e col suo nome, che si trovano
descritti in questo Catalogo , come pure fra gli stampati si trova uno
splendido esemplare dell'opera di S. Agostino De civitate Dei, collo
stemma di lui e della Beatrice d'Avalos sua seconda moglie. Egli fu
gran protettore dei letterati , dei quali amava di circondarsi tenendoli
anche in casa sua, come fece col Valla, che vi dimorò parecchi anni, e
con altri. Leggeva con loro i classici latini e greci, specialmente quelli
che trattavano di arte militare. Prediligeva i Commentari di Giulio Cesare.
Lodovico il Moro, che lo invidiava e non lo amava, per tal suo amore
allo studio, solea chiamarlo il grammaticuccio. Il celebre Luca Paciolo
nella prefazione della sua opera Summa de aritmetica, geometria, pro-
porzioni et proportìonali) stampata a Venezia nel 1494 scrive di aver
più volte ragionato col Trivulzio sull'arte della guerra 'j e letti con lui
Quinto Curzio, Vegezio, ed altri autori. Da giovane frequentava le scuole
pubbliche e tal costume serbò anche nell'età matura. Mario Cattaneo
nell'epistola dedicatoria che precede il Panegirico di Trajano, Callimaco
Siculo , il Manuziano inneggiano al sapere di lui , e Lancino Curzio ,
scherzando, lo prega di non adoperare la penna e di lasciare libero quel
campo ai letterati che non avevano altro da fare che scrivere. Delle
sue produzioni letterarie sia in prosa che in versi nulla è giunto sino
a noi. Si hanno relazioni delle riunioni e tenzoni letterarie tenutesi in
casa sua specialmente in occasione del suo secondo matrimonio. Non
poche sono le opere a lui dedicate. Basterà l'indicare le opere di Cice-
rone, stampate a Milano dal Manuziano nel 1498 in 4 gran volumi in
fol. , di cui trovasi in questa -Biblioteca un bellissimo esemplare colla
lettera di dedica: l'opera di Isidoro Isolani De regimine principimi;
la Triulziade dell'Assaraco (1515). Della sua magnificenza, del suo buon
gusto artistico fanno larga testimonianza gli stupendi arazzi da lui fatti
eseguire in Vigevano, sui disegni del Bramantino, rappresentanti le ope-
razioni campestri dei dodici mesi dell'anno, che si conservano in fa-
PEEFAZIONE vii
miglia, e quelli che tuttora rimangono in quella città ove il Maresciallo
aveva istituita una fabbrica nel 1503 (1).
Altro mecenate delle arti e della letteratura fu Renato di Francesco.
Nel 1551 egli chiamava i Campi a dipingere le sale del suo Castello di
Formigara. Nel 1543 istituiva in Milano un'Accadèmia letteraria: fu
anche poeta e come tale lodato dall'Ariosto.
Vi fu pure un Giorgio, che nel sec. xvii raccoglieva libri, alcuni
de' quali si trovano in questa Biblioteca, come pure ve ne sono di altri
membri dellla famiglia Trivulzio.
Ma quelli che più di ogni altro loro antenato si distinsero nel rac-
cogliere tanti tesori di antichità e d'arte, come sono quelli contenuti
nell'attuale Museo, furono i due fratelli Marchese Alessandro e D. Carlo.
Del primo di essi parlano con molta stima il Muratori, il Sassi, il Gori,
Guido Ferrari nel IV voi. delle sue Dissertazioni consacra un intero
capitolo alle sue lodi, e nelle sue Lettere Lombarde stampò una Dis-
sertazione del Marchese Alessandro sulle origini degli Umbri. Aveva
molto viaggiato, e conosceva parecchie lingue sì antiche che moderne.
Fu uno dei principali promotori della Società Palatina, ed alla sua ope-
rosità ad alle grosse somme di denaro da lui contribuite devesi in parte
la buona riuscita di quella vasta e generosa impresa che fu la pubbli-
cazione degli Scriptores rerum Italicarum , e di altre opere. Fu egli
che gettò i primi fondamenti dell'attuale Biblioteca. D. Carlo dal canto
suo fu indefesso raccoglitore ed illustratore d'ogni genere di cose an-
tiche o belle, incominciando dar manoscritti , dagli smalti , dagli avorii
sino a tutti gli oggetti che potevano avere un pregio pel loro valore
artistico e di curiosità. Vestì l'abito religioso, e si dedicò con trasporto
(dice il Litta, Fam. Cel) agli stadi archeologici, e fornito di fino dir
scernimento giunse a raccogliere una distinta supellettile di Codici,
non che un Museo di antichità e di numismatica antica e moderna.
E ben a ragione egli poteva chiamare una distinta supellettile quella in
cui si trovavano tre dittici consolari, una stupenda sella d'avorio del
sec. xiv perfettamente conservata, in cui sono intagliate molte figure
(() Ne parla il Mazzuchelli nella Dissertazione sulle monete Trivulzie unita al Voi. II della
vita del Maresciallo, del Rosmini, a pag. 352; dietro* l'asserzione del Cotta, nelle aggiunte che
questi fece al suo Museo Novarese, tuttora inedite, le quali si trovano nel Ms. 1444, pag. 99, di
questa Biblioteca.
vili PREFAZIONE
rappresentanti la leggenda della donna cui il marito fa presentare in una
coppa il cuore dell'amante da lui fatto assassinare : dei tritici del sec. xiv
una pace coi gigli di Francia, e moltissimi altri oggetti d'avorio finamente
lavorati, sacri e profani. Nonché degli smalti italiani e francesi, fra cui
una bellissima anfora di Limoges del sec. xvi. Fra i vetri da lui lasciati
figura il prezioso diatrete , unico ora esistente , essendo perito nell'ul-
timo assedio, quello, per altro un po' guasto, che esisteva a Strasburgo.
Il Trivulziano, che è intatto, fu descritto dal Winkelman, ed il Conte
Luigi Bossi nella sua erudita Disseriazione sul sacro catino di Genova
pubblicò, in nota, la descrizione fattane da D. Carlo Trivulzio. Non
parlerò del medagliere, delle armi preziose, dei lavori all'agemina , dei
nielli, fra cui una pace di Maso Finiguerra. Nella ricca classe dei gioielli
da lui lasciati, va ricordata una croce stazionale in filigrana doro che
fu donata nel 1295 dal Card. Pietro Petrigossi al Monastero di S. Maria
di Pozzolo pieve di Gorgonzola (1). Uno stupendo carneo greco rappre-
sentante la testa di Antonia moglie d'Augusto : una collana di Scarabei
incisi Etruschi ed Egiziani, i primi in corniola ed i secondi in agata:
il sigillo di Francesco S. Sforza duca di Milano : due fermagli per cap-
pello del Caradosso, e moltissimi altri oggetti preziosi che sarebbe troppo
lungo l'annoverare, e più ancora il descrivere. Non mancavano i quadri
alla sua raccolta, fra cui va notata la stupenda pala d'altare, forse il più
bel lavoro del Mantegna, che vi pose la seguente sottoscrizione : A Man-
tinta pinx a graciae 1497, 15 Augusti: ed un ritratto di Lodovico il
Moro, bellissima opera del nostro Boltraffio. Va pur ricordato il mau-
soleo di Azzone Visconti, che stava altre volte nella Chiesa di San Go-
tardo annessa al palazzo di Corte (2).
Della vasta erudizione di questo benemerito raccoglitore fanno ampia
testimonianza le molte e dottissime note ed illustrazioni di oggetti del
suo Museo e di Codici della sua Biblioteca; illustrazioni che il lettore
troverà in parte pubblicate per intero in questo Catalogo. Benché le
abbia sempre citate , di alcune diedi soltanto un estratto , perchè egli ,
molto sapendo, si lasciava facilmente trarre fuori dal seminato dilun-
(1) Del Card. Petrigrossi o Perigrossi e del suo testamento parla ilGiulini nel Voi. Vili delle
Memorie su Milano.
(2) 11 Giulini ne dà il disegno e lo descrive a pag. 381 voi. X.
PREFAZIONE ix
gandosi in digressioni estranee al Codice che stava illustrando. Vissuto
in tempi (1) in cui vennero disfatte e vendute molte Biblioteche dei
conventi soppressi, ed anche di privati, ricco, ed anche coadiuvato dal
fratello Marchese Alessandro potè acquistare molti e preziosi Godici che
di poco superavano il numero di 1500 volumi.
Essi andarono divisi, come il Museo, fra i due fratelli Marchese
Gian Giacomo e Gerolamo, essendo a loro premorto il generale Ales-
sandro, ministro della guerra a Parigi nel 1805. La parte toccata a
D. Gerolamo passò poi alla di lui figlia Cristina maritata al Principe
Emilio Belgiojoso, ed ora è posseduta dalla Marchesa Trotti di lei unica
figlia. Di questa parte della ricca collezione lasciata da D. Carlo non è
qui il caso di parlare.
Il Marchese Gian Giacomo ereditò dal prozio non solamente i pre-
ziosi cimelii, ma anche l'amore allo studio, ed alle sue collezioni, che
non solo conservò gelosamente, ma accrebbe di molto. Benché non rag-
giungesse la vasta erudizione di D. Carlo , fu però uomo assai dotto. '
Appassionato cultore della letteratura italiana ed in particolar modo del
sommo poeta, aggiunse alla sua libreria molti Codici della Divina Com-
media, fra i quali merita speciale menzione quello del 1337, e moltis-
simi preziosi testi 'di lingua, come potrà rilevare chi vorrà percorrere
questo Catalogo; ma il ramo in cui potè arricchire prodigiosamente la
sua Biblioteca fu quello dei testi di lingua, e delle edizioni citate dal-
l'Accademia della Crusca, della quale egli era membro, che potè rendere
quasi completa, e così pure acquistò orazioni ed opuscoli rarissimi dei
sec. xv e xvi, come sarebbero la lettera del Coma tradotta dallo Scillacio
stampata a Pavia nel 1494: le Isole nuovamente trovate (Firenze 1495),
ed altri opuscoli relativi alla scoperta dell'America: La morte del Duca
Galiazo (senza data, ma del 1477): La presa del Moro e>del Cardinale
Ascanio: Le canzoni a ballo di Lorenzo de' Medici: Le prediche del
SaìHmarola, ed altri moltissimi opuscoli che vi si contano a centinaia.
Egli comperò intere librerie per completare od aumentare le sue col-
lezioni, e potè così mettere assieme 14 grossi volumi di Rappresenta-
zioni e più di 1 86 Commedie dei Rozzi e moltissimi novellieri, fra quali
il Morlini, della cui edizione originale del 1520 non si conoscono che
(1) Morì di 74 anni nel 1789.
(ktaL Trivuliiana B
x PBEFÀZIOfrE
* , '
cinque esemplari compreso il Trivulziano. Fece acquisto della ràtadólta
completa delle pubblicazioni Cominiane appartenuta ai fratèlli Vólpi, com-
posta tutta di esemplari in carta grande o turchina. Ebbe là fortuna di
comperare , a caro prezzo però , dei libri stampati su pergamena , fra i
quali meritano speciale menzione il Virgilio di Venezia (1470) con tre
pagine miniate (1) collo stemma dei Dona delle róse: un Cióerò de Of-
ficiis (Venezia 1470) : 5. Agostino, De civitate Dei (Venezia 1470) appar-
tenuto al Monastero di Praglia sul Padovano: uno Svelonio del 1471
pure di Venezia con miniature del Mantegna: un 'Dante di Aldo del
1502, non che altri pure assai pregevoli e rari. Grazie a lui in onesta
Biblioteca sono assai numerose le edizioni italiane e latine del sec. xv,
generalmente con amplissimi margini e di perfetta conservazione. Valga
ad esempio V Antologia greca delVAlopa (Firenze 1494) che è intonsa,
e colla lettera a Piero de' Medici : la Grarrimktica del -Lascaris (Milano
1476) quasi intonsa. Il Decor piiellaram (Venezia (2) 1479): le Opere
di Cicerone del Manuziano (Milano 1498) bellissimo esemplare cui non
manca la lettera di dedica al Magno Trivulzio: gli Offici di Cicerone di
Magqnza (1465): YOmero del Nerli di Firenze (1488) e moltissimi altri
che sarebbe troppo lungo il ricordare (3). Il Marchese'Gian Giacomo au-
mentò pure il medagliere con rari pezzi della Serie rotaana e 'della
greca : acquistò degli avorii, dei dittici consolari, ed tino sacro bellissimo
che rappresenta il S. Sepolcro e la risurrezione di Cristo, il quale nella
parte interna ha una lista di nomi, palimsesti, in caratteri Unciali 'del
v secolo (4), dei gioielli, e comperò una stupenda cassetta all'agèmina
di un finissimo e bellissimo lavoro, la quale venne illustrata' dall'Abate
Francesconi di Padova, ed altra cassetta all'agemina in oro còllo stentina
Farnese, che probabilmente appartenne a Pier Luigi: èd'un'àltfa ih oro
(1) Era proveniente dalla libreria Saibante di Verona. Lo comperò dal libraio Brizzolara per
300 luigi d'oro ; prezzo elevatissimo per quel tempo.
(2) La data nel volume è 1469, ma è ritenuto da tutti i bibliofili che essa è sbagliata e che
vi manca un X.
(3) Sarebbe davvero desiderabile che venisse pubblicato il catalogo delle ^dizioni ed opu-
scoli del sec. xv esistenti nella Trivulziana, essendovene non pochi che sono sconosciuti ai bi-
bliografi.
(4) É inedito; e non ho potuto verificare a qual chiesa abbia appartenuto. Tqtti santio l'im-
portanza che avevano questi dittici, sopra cui si scrivevano i nomi dei Vescovi, e dei personaggi
che dovevano essere invocati, o per cui si doveva pregare nelle secreta della Messa. Nei tempi
di discussioni religiose o di eresie, specialmente in quella cosi detta dei Ère capitoli1, l'èisere in-
scritto o cancellato dai dittici divenne questione importante.
PREFAZIONE xi
ed argento espilo stemiqa d'Este e Medici fatta per le nozze di Lucrezia
de' Medici con Alfonso II d'Este. Come già dissi , egli era uomo assai
dotto, come appare dalla sua corrispondenza, che meriterebbe di essere
pubblicata. La sua casa era il convegno dei letterati : Monti , Perticari ,
TAb. Pietro Mazzuchelli, Rosmini la frequen lavano. Quest'ultimo, allog-
giato nel palazzo Trivulzio , approfittò largamente della opportunità e
della ricca supellettile che aveva sotto mano per le sue pubblicazioni ,
in gran parte ispirate dpi Marchese Gian Giacomo. Sui di lui Codia,
sotto la sua sorveglianza ed a sue spese venne fatta dal Pogliani l'edi-
zione del Convita di Dante, e di altre opere minori.
Alla sua morte la raccolta passò integralmente al Fu ni co suo figlio
maschio il Marchese Giorgio. Questi pure aumentò la Biblioteca con Mss.
e }ibri stampati nel sec. xv o rari. Fra questi va notato un Ladolphas,
Vita Christi (Brescia 1496) postillato dal celebre Fra Gerolamo Savo-
narola. La Marchesa Marianna Rinuccini di lui moglie, erede in parte
della Biblioteca di quell'antica ed illustre famiglia, ora estinta, arricchì
la Trivuhianà non spio dei molti Mss. autografi de' suoi antenati (fra
i quali merita una speciale menzione l'importantissima Storia della le-
gazione in Irlanda di Mons. Giov. Battista Rinuccini Arcivescovo di
Fermo, dai 1641 al 1649), ma anche di buon numero di edizioni del
sec. xy, specialmente di quelle fatte a Roma in Aedibus Maximis. Egli
aggipjise non pochi libri stampati su pergamena , che ora , con quelli
ereditati, oltrepassano il numero di 200 volumi. Aumentò il suo Museo
con alcuni vetri antichi, fra cui una coppa di Murano con fig. del sec. xv
con alcune maioliche della fabbrica di Urbino: con degli smalti e dei
nielli e fra questi due bellissime paci, una del Peregrino, e l'altra di ignoto
autore, ma di finissimo lavoro, colle loro incorniciature originali: con
delle anni turche antiche, e colla sciabola dell'eroe polacco Kociusko.
Acquistò pure degli avorii, e fra questi merita speciale menzione un Cristo
in cattedra, lavoro Bizantino , che doveva probabilmente servire di co-
pertura ad un libro, e che appartenne a Giuliano della Rovere, che fu
poi Papa col nome di Giulio II, al quale sembra venisse offerto inqua-
drato in una cornice d'avorio ornata con nielli e pietre preziose, col suo
stemma e colle sigle I. R. S. C. R. A. MD. che io interpreto: Julianns
Rimere, Savonensis' Cardinalis Reverentissimus, Anno MD. — Ma la parte
del suo Museo in cui egli fece maggiori aggiunte fu il medagliere, spintovi
hi PBEFÀZIONE
da speciali circostanze. Nell'agosto del 1848 al ritorno degli Austriaci a
Milano il palazzo Trivulzio venne destinato ad uso di ospedale, intimando
che dovesse essere sgombrato dai mobili entro 24 ore e consegnato a quel-
l'autorità. Il ricco e prezioso mobiglio fu trasportato altrove, ma non si
poteva fare altrettanto col medagliere posto in una nicchia chiusa da ,
una porta. Non vi fu altro modo di levarlo che quello di gettare tutte
quelle monete (circa 10 mila) in tanti sacchetti alla rinfusa (1). Riavuto
il suo appartamento, il Marchese dovette pensare a riordinare il suo me-
dagliere. Un giorno ch'era andato a vederlo, lo trovai in mezzo a tutti
quei sacchetti guardandoli coll'aria d'un uomo impensierito pel grave e
lungo lavoro da eseguire. Io aveva sempre avuto passione per la numi-
smatica e gli offersi di aiutarlo. Mio cugino accettò con piacere la mia
.cooperazione, e ci mettemmo all'opera, che durò lungo tempo. Nel clas-
sificare le monete romane egli rimpiangeva la raccolta delle zecche ita-
liane , che nelle divisioni era toccata alla di lui cugina Principessa.
Cristina Belgiojoso e volle rifarla, e nei pochi .anni che gli rimasero di
vita potè , se non riuscire nel suo intento , raccogliere almeno un tal
numero di monete da renderlo un distinto medagliere anche dal lato
dei pezzi rari e delle monete d'oro che vi abbondano. Non trascurava
per questo di aumentare la serie romana ch'egli arricchì non poco por-
tandone i pezzi d'oro al rispettabile numero di 784, fra cui molti assai
rari e di bellissima conservazione : senza contare l'aumento non piccolo
nelle monete d'argento e di bronzo. La serie delle monete consolari
d'argento fu da lui aumentata sino al numero di 1900 pezzi circa: e
così pure aggiunse diversi pezzi rari alla raccolta greca. Quest'ultima
serie venne poi da me riordinata ed illustrala, come feci pure per le
monete d'oro della serie imperiale romana comprese le bizantine. Ac-
ciaccoso ed asmatico in conseguenza della grave ferita riportata da palla
(1) Dovevano essere evacuati anche i locali della Biblioteca, ma qui le difficoltà erano mag-
giori trattandosi di trasportare circa 70 mila volumi. Si ricorse al Municipio, il quale mandò
col l'agente della casa Trivulzio una sua deputazione per chiedere che questa almeno fosse lasciata
al suo posto. 11 notissimo Conte Pncbta, già consigliere di Governo e ritornato come commis-
sario straordinario, cui dovettero rivolgersi, incominciò con un reciso rifiuto, ribattendo tutte le
ragioni per le difficoltà della esecuzione di quell'ordine, con aria ora ironica, ora severa; ed alla
impossibilità di trovare i mezzi necessari pel trasporto rispose con un sogghigno, ed offrì di
mettere a loro disposizione dei cariaggi militari ed una compagnia di soldati. Dopo aver per un
po' di tempo continuato a respingere le loro ragioni, disse sorridendo: La Biblioteca Trivulzio è
troppo conosciuta in Europa, e se venisse trasportala in quel modo o manomessa direbbero che siamo
dei barbari. Rimanga pure dov'è. E così per buona ventura rimase.
PREFAZIONE xm
austriaca sulle barricate nei cinque giorni del Marzo 1848, egli poteva
a stento salire le scale per andare in Biblioteca \ e perciò ricorreva a
me per farvi delle ricerche quando gli veniva fatta qualche domanda ,
non avendo egli mai voluto tenere un bibliotecario. Dalla Marchesa
Marianna sua moglie ugualmente pervenne a questo Museo il magnifico
zaffiro ovale, lavoro del iv secolo, alto 25 millimetri e largo 38, sopra
cui venne incisa la caccia al cinghiale Galedonio colla iscrizione seguente :
CONSTANTIVS AVG.
2I<J>IAC KECAPIA KAIUIAAOKIA
che fu illustrato dal Passeri e pubblicato nel Tìiesaurus veterum dypti-
corum (Voi. IV, pag. 59, Tav. XIX).
Di eguale provenienza è il bellissimo ritratto di Antonello da Mes-
sina, che lo segnava 1476 Antonellus Messaneus pinxit: nonché alcuni
quadri di Giotto, del Ghirlandaio, del Memmi e di altri autori della
scuola Fiorentina. A quelli ereditati il Marchese Giorgio aggiunse anche
dei pregevoli bronzi, cioè un Gladiatore che vuoisi opera di Michelan-
gelo, ed un Mercurio di Gian Bologna, oltre a magnifiche terre cotte
di Faenza e Castel Durante.
Successo il Marchése Gian Giacomo , attuale possessore , al padre ,
nulla andò disperso, né vi furono divisioni, avendo il Marchese Giorgio
provveduto colle sue disposizioni testamentarie onde la Biblioteca ed il
Museo rimanessero al solo di lui figlio maschio. Passarono diversi anni
senza che questi potesse occuparsi dei tanti tesori ereditati, prima per
Fetà giovanissima, poi per essersi arruolato, non ancora ventenne, come
volontario nell'armata Piemontese nel febbraio del 1859. Lasciato il ser-
vizio dopo qualche anno e tornato nei domestici lari prese in moglie
Tunica figlia del Principe Luigi Belgiojoso. E qui bisogna che risalga
ad epoca più remota, dicendo come in altri tempi un Gian Battista Vi-
sconti mettesse assieme gran copia di libri e manoscritti, che vennero
aumentati dal di lui figlio Marchese Vercellino. Di questa raccolta parla
anche TArgelati nella Storia Letteraria Tipografica, pag. 617. Estinto
quel ramo della famiglia Visconti i manoscritti passarono in casa Bel-
giojoso, e quindi nella Trivulziana in seguito al matrimonio qui sopra
annunciato. Erano 634 volumi quando vi furono trasportati , dei quali
xiv PBEFAZIOJSTB
esisteva un semplice inventario senza descrizione di aorta. Mi addossai
con piacere l'incarico di illustrarli , e si trovano deserti nel presente
Catalogo. Qualche altro Codice venne pure aggiunto dal Marchese . Gian
Giacomo a quelli ereditati ed a quelli venuti per ragione del suo pa-
trimonio. Egli ebbe anche la fortuna di poter aumentare la rappolta
delle edizioni della Divina Commedia. Il Marchese Gian Giapprao suo
avo ne aveva rpotuto mettere assieme ; molte. Vi erano le due di -^ulig^o
e di Iesi del 1472, quelle di Venezia, un esemplare in pergamena di
quella di Aldo del 1502, ed un altro dello stesso anno postillato da
Speron Speroni e dal Tassqpi, Fautore $plla Secchia rapita. Il Marchese
Giorgio vi aveva aggiunto due esemplari di quella di Mantova del 1472.
Il Marchese Gian Giacomo aveva già potuto unirvi qpella di Breppia di
Bonin de Boninis del 1488; quando nello scorso anne ebbe la for^uqa di
poter comperare, a caro prezzo però, in Inghilterra la rarissima edizione
del Tuppo di Napoli , della quale non si conoscono che tre esemplari ,
riuscendo cosi ad avere tutte le edizioni della Divina Commedia fatte
nel sec. xv. Cosa della quale egli può andar superbo, perchè nessuna
Biblioteca pubblica o privata in Italia può vantarsi d'averla , ed il solo
British Museum possiede Finterà collezione delle edizioni ideila Divifia
Commedia fatte nel primo secolo della stampa. Qualche aggiunta fepe
pure al medagliere ed agli smalti, dei quali vi è buon pumero nel suo
Museo sia antichi che modorni, fra i quali non pochi del Pejitot.
A questi brevi ed assai incompleti cenni, specialmente per. quanto
riguarda il Museo, aggiungerò qualche parola di schiarimento sull'opera
mia. Taluno potrà osservare CI19 qualche manoscritto avrebbe potato
essere meglio intitolato, ed a questo rispondo col riconoscere gijista Vps-
servazione ; ma io mi trovai legato da precedenti denominazioni $qi ca-
taloghi, inventari ed indici, quindi dovetti accettare il già esistente, {pnde
non mettere confusione nelle possibili ricerche che potessero essef fette
sopra le provenienze ed acquisto di taluno di questi Qodici. JSbbj qnra
però nel Catalogo a cartellini per uso della Biblioteca di porvi i ridami
occorrenti.' Altra accusa che taluno potrebbe credersi autorizzato a farmi,
è Fabuso degli epiteti di stupendo, magnifico ed altri simili. L'accusa ppn
può essermi fatta che da quelli che non hanno veduto i Qpdici {Cui li
ho applicati. Non credo che Famore che porto a qijiejla Biblioteca ,ed a
quel Museo dove passai tante ore , anzi .delle intere giornate per , ;t#nti
1
i
I
-Sìm? ."_-
PBEFAZIONE
xv
anni, di cui i miei cugini, con grandissima cortesia, mi lasciarono libero
P ingresso , mettendola a mia piena disposizione , dove non vi è libro ,
non oggetto che non sia passato per. le mie mani, mi abbia accecato o
traviato ne1 miei giudizi. Ho vedute molte altre Biblioteche pubbliche e
private, ed il confronto fu spessissimo favorevole alla Trivulziana, avuto
riguardo alla bellezza degli esemplari, alla quantità dei libri ed opuscoli
rari, alle molte e belle legature dei Canevari , dei Grolliers , di Mattia
Corvino, di Colbert, alla quantità dei libri miniati. Un vecchio e no-
tissimo libraio Inglese quasi impazientato di vedersi passar davanti tanti
libri rari, che sapeva di non poter comperare, e che io gli andava mo-
strando, mi disse: « Mais ce n'est pas une Bibliothèque, c'est une col-
lection de raretés ». Non dirò che i 70 mila volumi della Trivulziana
siano tutti rari, che sarebbe una ridicolaggine, ma asserisco senza tema
di essere sbugiardato , che ve ne sono parecchie migliaia. Finirò col
ripetere il voto , che non è mio soltanto , ma che sentii esprimere più
volte da altri, cioè che il Marchese Trivulzuy come permise la pubbli-
cazione di questo , voglia far pubblicare anche il Catalogo degli incu-
nabuli e degli opuscoli antichi della sua Biblioteca, e se fosse possibile
anche quello del suo ricchissimo Museo.
Milano, il 1° luglio 1884.
Giulio Porro.
A
ABBACO (Libro d') [Cod. N. 136).
Cod. memb. in fol. dol Sec. XIV di fol. 74.
Come appare da una nota al verso del fol. I questo Codice appartenne
ad Antonio di Giovanni di Michele d'Ulivieri, e poi nel sec. XVII al Mo-
nastero di S. Mariae Inviolate Ripae. Forse era questo un convento di
Cappuccini, di Riva di Trento.
Deve essere stato scritto nel 1396 o 1397 se a sostenere questa opinione
può valere come giusto criterio il calcolo che fa l'autore al fol. 28 di una
società in accomandita , nella quale il primo compagno è stato nella com-
pagnia da dì 18 Luglio 1392 per infino a dì 15 Luglio 1396, poi fa il cal-
colo degli altri che sono entrati dopo, parlando sempre in passato del 15
Aprile 1396, giorno ai quale riduce tutti i conti della società.
L'autore doveva essere Lucchese: lo arguisco dal vedere che al fol. 8 egli
fa un calcolo prendendo per tema Lucca e Firenze, ma non lo credo di
quest'ultima città per la ragione che dovendo fare dei calcoli sopra negozi
ragguaglia il fiorino d'oro alla lira di piccioli Lucchesi; se rosse stato
fiorentino o di altra città avrebbe fatto il ragguaglio colla lira fiorentina,
pisana o senese secondo il luogo dove nacque od abitava. Altro calcolo in
cui parla di piccioli Lucchesi trovasi al fol. 12 verso, e nel seguito non
indica più la qualità di essi, il che fa supporre che il calcolo continua
sempre in moneta lucchese, il che è confermato dal trovarsi sempre attri-
buito lo stesso valore al fiorino che al principio era stato ragguagliato
alle lire e piccioli Lucchesi.
Questo Codice benissimo scritto e conservato è prezioso per le molte
notizie che se ne possono cavare dei prezzi di varie merci e monete prin-
cipalmente delle città di Toscana, ed anche per le voci spettanti all'aritme-
tica ed alle altre scienze affini.
«
Calai. Trivulziana {Stampalo il 6 febbraio 1883) 4
2 ACTA CONCILI! TBIDENTINI
ABBACO (Libro d'). [Cod. N. 188)*
Cod. cari in fol. del Sec. XIV di fol. 140 scritti ed otto bianchi.
A pie della prima pagina vi è delineato lo stemma antico dei Buondel-
monti di Firenze — incomincia colle parole seguenti:
» Perchè meglio s* intenda questa mia hopera vorrò partire in tre parti
» cioè farne tre distinzioni ho vuoi dire tre libri » ecc.
A queste parole ten^on dietro gli argomenti dei capitoli dei tre libri.
Al verso del 3° fol. incomincia il testo. É un trattato di aritmetica e di
calcoli per la mercatura. L'ultimo capitolo del III0 libro contiene alcune
nozioni elementari di geometria.
ACCIAJOLI Donatus. — Vita Caroli Magni. (Cod. N. 78t).
Cod. membr. in 8° del Sec. XV di carte c6.
La prima pagina di Questo bellissimo Codicetto è circondata da tre lati
da un fregio miniato. V iniziale è in oro e così pure la prima e terza
linea del titolo seguente in caratteri maiuscoli , col quale incomincia il
volume
DONATI ACCIAIOLI FLORÉTINI
dPHEMIVM IN VITAM CAROLI MAG
NI AD LVDOVICVM FRANCORV REGE.
Neil* ornato a pie della pagina fu lasciato in bianco lo spazio per mettervi
uno stemma. Questa operetta di Donato Acciajuoli, il vecchio, che lasciò scritte
altre opere citate dal Mazzuchelli (scrittori df Italia) fu lodata dal Landino,
dal Sabellico e da altri, e vuoisi la traesse da quella di Eg-i nardo. Il Gaddi
scrisse che l'autore la tradusse in italiano. Venne pubblicata in seguito alla
versione latina delle Vite di Plutarco, ed avendola Giorgio Vicellio ristam-
pata nel suo Agiologio , a carte 1 78, ponendo in margine « ex Plutarco » per
indicare che l'aveva presa dalla edizione di quell'opera, venne accusato di
crassa ignoranza, quasi avesse creduto che ne fosse autore Plutarco ; suppo-
sizione per verità ridicola. Venne anche pubblicata dal Frehero nel « Corpus
Francicae historiae » e dal Menchenio nella Raccolta degli e Scriptores rerum
Germanicarum » . Il Codice scritto in bellissimi caratteri quadrati è di una
perfetta conservazione.
ACCORAMBONI Virginia. — Lamento in terza rima della signora Vir-
ginia Accoramboni. (Cod. N. 928).
Cod. cart. del Sec. XVI in 4°.
Il Quadrio « (Ragione d'ogni poesia » , T. 2, pag\ 259) parla diffusamente
di questo Lamento, e desume, da un Codice dell' Ambrosiana, che ne sia
autrice la stessa Accoramboni, la quale scrisse anche altre poesie, come si
ha dalla predetta opera. Sono troppo note le vicende e la tragica fine di
questa donna perche occorra parlarne.
Aota Concilii Tridentini sub Pio IV Pont. Max. celebrati. (Cod. N. 524).
Cod. cart. del Sec. XVI in foì. di pag. scritte 513.
Nella prima pagina trovasi il « Prohemium » nella seg. leggesi:
• Earum rerum annotatio quae per suos quosque dies sub Pont. Max.
ADAMI ANTON FILIPPO
» Pio IV in promotione Concilii Tridentini acciderunt. | » Acta mensis Octo-
bris 1560 «
Alla pag. 513 dopo quattro linee di testo:
» Finitur Tridentini in initio J armari i | » Anno mdlxiiii «
Il Codice benissimo conservato è scritto in bel carattere di quel tempo.
JLota Consistorialia Pii IV Pont. Max., anno 1563. {Cod. N. 527).
Cod. cart. del Sec. XVI in fol.
Sulla prima pagina trovasi il titolo predetto, la 3 incomincia
• Anno 1563
» Tertio Nonas Januarii habita est congregatio generalis ad divi Petri
• in ea summus Pontifex verba fecit de rebus ad Concilium pertinentibus • .
Alla pag. 205 incominciano gli Atti del 1564, ed alla 588 quelli del 1565.
L'ultimo atto concistoriale, che ha principio alla pag. 866, porta la data
del VII Idus Novembris (1565), e termina alla pag. 876 ultima del volume.
Il Codice è ben conservato, e ben scritto.
Aota Consistorialia, S.mi D. N.1 Sixti Papae V* , ab anno, 1585 usque
ad annum 1590, sui Pontificata, a, Julio Antonio Sanctorio, Car-
dinale S.ae Severinae, descripta. (Cod. N. 528).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI.
Alla pag. 3 incomincia: mdlxxxv. | Die Xm Maii feria 6" 1585. | Primum
concistorium secretum S.mi D. N. Sixti. | PP. V ad quod venit cum mitra
et pluviale.
Termina il voi. alla pag. 262. con un atto del 13 Agosto 1590.
Il Codice è ben conservato e scritto chiaramente.
Aota Congregationum sub Card.16 Montio prò editione Missalis Am-
brosiani anni 1640. (Cod. N. 598).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII. di pag. 32.
Incomincia lo scritto alla pag. 3 essendo bianche le due precedenti, colla
determinazione presa dall' Arci v. Monti di creare una commissione per la
ristampa del Messale Ambrosiano. Essa era composta di 1 4 membri , dei
quali vi sono i nomi, colla giunta di altri tre teologi che dovevano prepa-
rare le modificazioni da farsi nella nuova edizione. La prima riunione ebbe
luogo il 4 Giugno 4639: la terzadecima ed ultima il 30 Dicembre dello
stesso anno.
ADAMI Anton Filippo. — I principi della morale , ossia saggio sopra
l'uoma,. poema di Aless. Pope, tradotto in versi sciolti, con l'ag-
giunta di altri componimenti dello stesso autore. (Cod. N. 54).
Cod. cart. in 8° picc. del Sec. XVIII.
Sul frontispizio trovasi la data: Venezia 1762 presso G. B. Novelli, il
che farebbe Quasi credere che il libro dovesse essere stampato colle predette
note tipografiche; ma, ch'io sappia, non fu mai dato alla luce. Questo au-
tore non e ricordato dal Tiraboschi, né poteva esserlo dal Mazzuchelli che
stampò il secondo volume degli scrittori Italiani , in cui l' Adami doveva
trovare posto, nel 1753. Nessun altro autore, a mia cognizione, parlò di
lui, neppure il Quadrio suo contemporaneo.
AELLUS JO. JACOBUS
Adda, fiume, sua navigazione. Discorso Accademico al Cte di Firmian,
(Cod. N. 4727).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVJII (1770).
Manca il nome dell'autore (vedi anche Descrizione compendiosa della
navigazione del fiume Adda COD. 1673).
Adversaria Medioa. (Cod. 'N. 677).
Cod. cart. del Sec. XVI di carte 113 numerizzate, più altre cinque al principio di indice»
È un trattato di medicina, con molte ricette, alla fine, per ogni genere
di malattia. Deve essere stato incominciato neir ultimo decennio del
sec. xv, perchè al fol. 64 verso vi è la data seguente: die xxi Maii 1495.
Nel qual giorno sembra scritta la cura da farsi per le febbri Cansonida-
rum (sic). Venne continuato nel secolo seguente da un altro medico essen-
done diversa la scrittura. Vi sono indicate molte cure di malattie secondo le
prescrizioni di diversi autori non solo Italiani, ma anche stranieri. In una
curiosa nota a pag. 98, colla data del 26 Luglio 1541 , si parla del matri-
monio di una magnifica Madonna Angelica vedova di un de Ferrariis con
un Ilario Crespo. Vi era una famiglia Crespo nobile Veneta, ma ve n'erano
a Milano, ed io credo che si trattasse dei Crespi di questa città vedendo
citato come testimonio un Gamboloita, nome milanese. Più tardi il Codice
passa nelle mani di un Reina, che sulla prima pagina scrisse la nota se-
Silente: « Ex libris Jo. Baptae. Rejne Mediolanensis artium et medicine
octoris ■ . La copertura di questo Codice è in pergamena, e vi sono scritti
in versi dei precetti di scherma, ed un regolamento per la sala di un ma-
stro, del quale manca il nome. Vi è però al basso lo stemma di lui , che
rappresento un castello sormontato di un'aquila Sveva. In alto del fol.
vedesi il maestro, con due spade al suolo, inginocchiato davanti alla Ver-
gine col putto. Dal suo costume e dalla forma del carattere appare fattura
della fine del sec. xvi o principio del seguente.
AEGIDIUS Romanus. — Summa super libros Rhetoricorum Aristotelis.
{Cod. N. 837).
Cod. cart del Sec. XV in fol.
L'autore di questo trattato nacque dalla nobilissi
nel 1249. Il Tiraboschi, voi. IV, pag. 147, dà alcune n
nobilissima famiglia Colonna
notizie sulla vita di lui
e sulle opere che scrisse, citando anche gli autori che ne parlarono. Entrò
nell'Ordine degli Agostiniani, visse lungamente in Francia e mori ad Avi-
gnone nel 1316. — Il Codice è ben conservato, scritto in due colonne. Al
principio vi è un fol. di riguardo in pergamena, sul quale vi è un fram-
mento di un trattato sul matrimonio del sec. xv.
AELLUS. Jo. Jacobus. — Epistolae. {Cod. N. 664).
Cod. cart. del Sec. XVI in 8° di fol. 135.
-.T ^- - " -~*-^»~ ■
ALBEKI GENEALOGICI
AGOSTINO (S.). — Sermoni. {Cod. N. 400).
• Cod. cari in 4° picc. del Sec. XV, contiene due opere.
I. « Incomincia li sermoni de Santo Àugustino li quali lai fece a suoi
« Santi heremiti et frati, et prima la vita et regola che li dete ».
Questa prima parte del Codice è scritta in colonna ed ha i sommarii e
le iniziali in rosso. Contiene venti sermoni, l'ultimo dei quali manca del
solito sommario.
Questo volgarizzamento fu stampato diverse volte sotto il nome di Frate
Agostino da Scarperia. Ne parlarono TArgelati, il Paitoni ed il Villa nella
Bio. dei volgarizzatori e nei supplementi. Il Codice presente diversifica in
alcune lezioni dal testo che fu pubblicato dal Manni.
II. « Incomincia la Ystoria de Scto Clemente da latino in vulgare^trans-
latata dal perito e venerabile homo messer Guido da Gonzaga da Matova » .
Questa parte del Codice non è scritta in colonna, come l'altra, e non è
della medesima mano. Ha però anch'essa i sommarii e le iniziali in rosso.
Di questo volgarizzamento non fa menzione TArgelati. Esso incomincia
« Antichamente i la cita de Roma fu uno nobilimo zetile homo el quale
«< per nome era chiamato Faustiniano ».
Il Guido da Gonzaga da Mantova che tradusse questa vita di S. Cle-
mente potrebbe essere quello citato nella III Tavola del Litta, che fu eletto
Abbate di S. Andrea , ed ebbe in commenda l'abbazia di S. Benedetto di
Polirone e morì nel 1459. Era figlio di Febo. Debbo però osservare che al-
cuni cronisti Mantovani attribuiscono i fatti della vita di questo perso-
naggio ad un altro Guido figlio di Luigi , che il Litta registra nella
Tav. XVIIL
•
AGOSTINO (S.)- — Sermoni tradotti da frate Agostino da Scarperia.
{Cod. N. 401).
Cod. cart. in 8° del Sec. XV.
Sono 21 Capitoli o Sermoni, l'ultimo de* quali De conscientia non è fra
gli stampati a Firenze nel 1731 dal Manni. Dopo questi ne seguono altri in
itino ed alcuni capitoli Pure in latino di S. Bernardo e S. Gregorio. Sopra
un fol. di riguardo alla nne del volume vi è la nota seguente di scrittura
del sec. xv. « Questo libro sie de Sancta Maria Magdalena de Treviso :
« chi lo tiene et non lo rende sia excomunicato » .
Alberi genealogioi. — Cronologia delle famiglie nobili e cittadine di
Milano. {Cod. N. 866, 867).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII in 2 voi.
Alberi genealogie! delle famiglie nobili di Milano. (Cod. N. 868, 869).
Cod. cart in fol. mas. del Sec. XVIII, 2 voi.
Sono disposti in ordine alfabetico con un indice al principio.
Alberi genealogie! di famiglie Milanesi. (Cod. N. 1872 al 1888).
Cod. cart. in fol. picc. del Sec. XVIII, voi. 17.
ALBEBTANUS, CÀUSIDICUS BEIX1ENSIS
Alberi genealogioi di famiglie Milanesi. {Cod. N. 1813, 1814).
Cod. cart. in fol. dal Sec. XVIII, 2 voi
Zibaldone senza ordine: vi sono copiati molti documenti.
Alberi genealogioi cavati da protocolli historici di tutte le città et da
istromenti. (Cod. N. 1827).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVII.
Zibaldone senz'ordine con documenti.
Alberi genealogioi. (Cod. N. 1831).
Cod. cart. in fol. del Sec XVII.
Al principio vi è un indice alfabetico. Questi alberi genealogici appar-
tengono non soltanto a famiglie Milanesi, ma anche ad altre molte Italiane
ed estere. Si riducono a poche generazioni. Credo che lo scopo per cui
furono fatti, sia stato quello di constatare certi matrimoni e diritti di suc-
cessione. In una pagina ove sono notati i matrimoni di due figlie del
C. Gian Francesco Sanseverino vi è la nota seguente: « Ex quadam alle-
gatane in iure prò D. Com. Julia apud me in 2d0 tomo variorum Fr. Ai-
ciati ». L'allegazione citata trovasi precisamente nel Cod. 1603 di questa
biblioteca pervenutovi da quella dei Marchesi Visconti. Arguisco da ciò che
siano opera di quel Vercellino Visconti che raccolse tante notizie sulla sua
e molte altre famiglie Milanesi, che ora trovansi pure in questa biblioteca.
La data di questo Codice si trova nella nota seguente, che è a poche pa-
gine dopo la precitata, e contiene l'albero Serbelloni « Cavate aa una in-
formazione mandata dal C10 Gian Battista Sorbellono al C. Galeazzo Gualdo
Priorato per mio mezzo a 5 Marzo 1659 ».
ALBERT ANUS causidicus Brixiensis: Opuscula. (Cod. N. 679).
Cod. memb. del Sec. XIV in 4*.
I. Incomincia senza alcuna intestazione il trattato » De doctrina dicendi
et tacendi • che termina alla la col. del fol. 7 verso colle seguenti parole:
• Explicit liber de doctrina dicendi et tacendi ab Albertano causidico
« Brixiensi de hora Sanctae Agathae compositus et compilatus sub mggxl
• quinto de mense december. Qui scripsit scribat semper cum domino
» vivat etc. » .
II. Parimente senza intestazione incomincia al detto fol. 7 v. il trattato
dello stesso autore Albertano » De consolatone et Consilio » che termina
al fol. 29 v., ove incomincia il
III. » Tractatus de dilectione dei et proximi et aliarum rerum de for-
• mula vitae honestae » che termina al fol. 74.
IV. Al medesimo fol. 74, v. , incominciano i cinque Sermoni, de' quali
parla il Mazzuchelli (Scrittori d'Italia T. I., P. I., pag. 296).
V. Termina il Cod. con una » Epistola beati Ambrosii de moribus et
honesta vita » .
Fra le diverse annotazioni che si leggono sui fol. di riguardo merita
d'essere osservata la seguente che sta al verso del 1° fol.
• mccclxxxi die Martis vigesimo mensis augusti detentus fui in castro
» porte Romane ego. . . (l), in quo castro tunc temporis morabatur dominus
(1) Il nome à illeggibile per una macchia che ha corrosa la pergamena.
ALCIATUS ANDBEAS
» Guidolus de Vicomercato ; et hoc mandato illustrissime et ex.™ domine
» domine Regine de la Schalla ■ .
ALBERTUS de Saxonia. — Commentarius in Aristotelem de coelo et
mundo. [Cod. N. 1730).
Cod. cart in 4* del Sec. X.
Incomincia il testo senza intitolazione. Alla fine vi è la nota seguente:
» Expliciunt questiones totius libri de celo et mundo... per Aibertum de
> Sansonia. 1415. 8 Octobris ». Segue un indice in fine al quale vi era una
nota, il nome del possessore del libro, che fu cancellato, e colla medesima
data ripetuta — Alberto di Sassonia fu monaco Agostiniano. Ne parla il
Fabrizio nella Bib. latina « Mediae et infimae aetatis » T. 1, pag. 49. Il
Possevino asserisce che questo autore nel 1031 compose dei commentari
astrologici sulle tavole Altonsine. Parlano di lui • Philippe* Elssio nell'En-
comiasticon » pag. 22, ed altri.
ALBRICIA, familia. — Dissertazione storica sulla nobiltà di questa fa-
miglia Comasca. {Cod. N. 1811).
Cod. cart in 4° del Sec. XVII.
ALCIATUS Andreas. {Cod. N. 738).
Cod. cart.*del Sec. XVI in fol. contiene k
I. Philargyrus Comoedia.
II. Fol. 42. Albucii Aurelii in Alciati Philargyrum interpretatiunculae.
IH. Fol. 56. Andreae Alciati Nubes : antiqua rabula ex Aristophane.
IV. Fol. 94. Gualterii Corbetae annotationes in Nebulas Aristophanis, ad
amplissimum virum Minutium Taegium senato rem.
Tutti questi opuscoli sono citati dall' A rge lati (Bib. Scrip. Mediol.) e sono
inediti.
ALCIATUS Andreas. — Opusculum et Àntiquarium Cicerei monumenta
ab Àlciato pretermissa. {Cod. N. 739).
Cod. cart. del Sec. XVIII in fol. scritto di mano di D. Giov. Ant. Trivulzio: contiene
I. De tempio S. Eustorgii : tribus Magis; fonteTad S. Barnabam: S. Petro
martyre: porta Ticinensi: S. Laurentii tempio. Concordatum cum eo quod
in Bib. Ambrosiana adservatur.
IL Pag. 13. » Antiquae inscriptiones et vetera monumenta patriae a
» codice Biffiano petita. » Respondent originali in Bib. Ambrosiana.
III. Pag. 159. Francisci Cicerei antiquorum monumentorum urbis Me-
diolani ab Alciato pretermissorum libri duo.
ALGIATV& Andreas. — Inscriptiones patriae. {Cod. N. 757).
Cod. cart. del Sec. XVI in 4°.
ALCIATUS Andreas. — Patriae inscriptiones veteraque monumenta
quibus addita sunt quaedam alia ejus generis ab aliis scriptoribus
collecta. ' {Cod. N. 812).
Cod. cart. del Sec. XVI in fol.
Bellissimo codice assai bene ed accuratamente scritto con molti disegni
di monumenti.
8 ALCIATO, MISCELLANEA
ALCIATDS Andreas. — Rerum patrie libri IV et alia quaedam opu-
scula cum annotationibus Caroli Basilicae Petri Epis. Novariensis.
{Cod. N. 813).
Cod. cart. del Sec. XVII in fol.
Gli opuscoli contenuti in questo Codice sono i seguenti :
I. Rerum patriae libri IV.
II. Pag. 193. De templi divi Eustorgii: tribus Magis: divo Petro martyre:
divi Laurentii tempio, et aliis scitu ofignis.
III. Pag. 203. Divi Arialdi vita.
IV. Pag. 213. De formula Romani imperii lib. IL
V. Pag. 243. De re nummaria.
VI. Pag. 251. Rei vestiariae vocabula aliquot expiicata.
' VII. Pag. 255. De Norantio, Cedro, Adamio, Limone , aliisque speciebus
arborum.
L* Anelati ommise nel catalogo ch'egli dà delle opere dell' Alciato la
vita « Divi Arialdi • , che fu però pubblicata dal Puricelh nei libro « SS. MM.
Arialdi et Erlembaldi • lib. 1, cap. 12, cavandola precisamente da questo
Codice che apparteneva al Monastero Milanese de' Ss. Cosma e Damiano.
I quattro libri « Rerum patriae » furono stampati a Milano dal Bidelli nel
1625, e si trovano anche nel « Thesaurus • del Grevio. Il D. Carlo De Ca-
stillia scrisse una vita dell' Alciato senza data, stampata a Milano.
ALCIATO, Miscellanea. (Cod. N. 1601 al 1604).
Cod. cart. del Sec. XVI in fol. 4 voi.
Questi quattro volumi furono esaminati dall' Argelati , che parlò delle
lettere e degli opuscoli in essi contenuti nella « Bib. Scrip Mediol. » T. I, P. II,
col. 29 e 30, nell'articolo dedicato al Card. Francesco Alciato. La maggior
parte di essi sono scritti di mano di quell'insigne porporato, o per lo meno
si riferiscono a lui. Ne indicherò sommariamente il contenuto avvertendo
che al principio di ciascun volume vi è un indice dettagliato.
Voi. I. Contiene 50 pagine. Le prime quattro sono lettere ris^uardanti
l'ordine dei Certosini, (lei quali il Card. Alciato era protettore. Vi sono di-
versi opuscoli sulle annate e diritti del Papa. Molti abbozzi autografi di
orazioni del suddetto Cardinale ed altri lavori relativi a materie ecclesia-
stiche di autori diversi.
Voi. II. Questo volume, all'infuori di poche pagine, è tutto scritto di
mano del Card. Alciato. Vi sono abbozzi di orazioni per diverse persone ?
di lettere scritte al suo parente e protettore il celebre Andrea Alciato: di
abbozzi diretti ad altri, ma da lui mandati al predetto suo congiunto, pel
quale professava grande stima e riconoscenza.
Voi. Ili di fol. 798. Al principio del Codice vi sono dieci lettere di Fi-
lippo Maria Visconti duca di Milano corcernenti affari di Genova, cui se-
guono 'quattro « Orationes (1) Comitis Primi », ed una lettera di Pietro
d'Assisi al Papa. Vengono dopo venti « Allegationes » per diverse famiglie
di vari autori. La seconda di queste porta la firma eu il ben noto sigillo
col caduceo, quale vedesi nel rovescio della medaglia coniata in onore di
Andrea Alciato. Oltre alla firma egli vi appose diverse note. Vi è un fol. in
cui . sono registrati i personaggi distinti di questa famiglia con brevi
cenni biografici.
Voi. IV di 888 pag. Compouesi in gran parte di carte risguardanti gli
(1) L'Argelati col 448 notò queste quattro Orazioni di Petri de Comitibus dicendole esistenti
in Coa. Ms. Bib. tf. Vicecomitam. Il codice è precisamente questo, ma l'indicazione di lui potrebbe
lasciar credere che si traiti di un codice separato, e non di uno inserto come in questo caso.
ALLEGAZIONI VARIE
Alciati. Vi sono molte lettere dirette al Cardinale. Alcuni scritti di Andrea,
fra i quali un frammento della storia di casa Visconti. Molte lettere di un
Battista Alciato a Cristoforo Tanzi; molte lettere autografe del Cardinale;
lettere autografe del Majoragio, del Bargeo e di altri letterati. Notevole
soprattutto è una corrispondenza di Gian Jacopo Elio, della quale parla con
molta lode l'Argelati nella « Bib. Scrip. Med ■ T. I, P. II, col. 6. Questo
autore notò motte cose di questi quattro volumi, che allora trovavansi nella
biblioteca dei fratelli Marchesi Visconti, ma senza indicare che fossero riu-
nite in volumi. Non occorre parlare del pregio grandissimo di questa Mi-
scellanea ove si trovano raccolte tante memorie autografe di quei due
uomini insigni quali furono Andrea e Francesco Alciati, e tanti altri scritti
di celebri personaggi.
ALEMARI Dorotheo. — Il quartier mastro generale ossia discorso della
castramentazione. (Cod. N. 1857).
Cod. cari del Sec. XVII (1694) in fol.
ALFIERI Catalano. — Corrispondenza. (Cod. N. 1509).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
Nei primi 94 fol. sono trascritte le lettere ed istruzione che il Duca di
Savoia scriveva durante la guerra contro i Genovesi nel 1678 al suo ge-
nerale Alfieri Catalano , le risposte di questi ed altre lettere relative alla
guerra. Dal fol. 96 al 116 vi sono due relazioni su quegli avvenimenti la
prima dello stesso Alfieri, l'altra del sergente maggiore Fedriani.
Queste lettere sono inedite, ma essendovene diverse copie a Torino ed
altrove tanto nelle Bib. pubbliche che nelle private, esse furono largamente
usufruttate dagli scrittori delle storie Piemontesi, ed hanno per conseguenza
perduta gran parte della loro importanza.
ALGHISI P. Fulgenzio. — Estratto della sua storia di Casal Monfer-
rato. (Cod. N. 1294).
Cod. cart. del Sec. XVI II in fol.
Il P. Fulgenzio Alghisi scrisse una storia del Monferrato divisa in due
volumi, che si conservavano nella libreria da lui fondata nel convento di
S. Croce degli Agostiniani in Casale sua patria. Ivi egli mori nel 1684.
Questo Codice contiene un brano di quella storia, nel quale l'autore volle
provare che Cristoforo Colombo era nato nel castello di Cuccaro nel Mon-
ferrato. Questo frammento venne autenticato da un notaro. Vi è unita una
dichiarazione originale con sigillo di Fr. Ottavio Bigliana cancelliere , in
cui viene dato il catalogo anche delle altre opere dell' Alghisi che esiste-
vano nella biblioteca dello stesso convento di S. Croce di Casale. Il Tira-
bòschi parlò bensì di questo autore nel voi. VIII a pag. 148 in una nota,
ma nel T. V, ove tratta la questione della patria di Colombo non fa parola
del nostro autore.
Allegazioni varie. {Cod. N. 1526 al 1531).
Sono documenti parte stampati e parte manoscritti prodotti per cause
davanti al Governo ed ai Tribunali per diritti o crediti reclamati da famiglie
di Milano ed altre. Erano 7 volumi , ma manca il secondo. In ciascuno di
essi i documenti sono disposti in ordine alfabetico secondo la famiglia cui
appartengono, delle quali vi è l'indice al principio di ciascun volume. Vi
Calai. Triculziana {Stampalo il C febbraio 1883) 2
10 ÀMBBOSIUS (SANCTUS)
sono allegati curiosi, e qualcuno anche non manca d'importanza storica.
Non rimontano a tempi molto antichi. Gli stampati sono per la massima
parte del sec. xvii.
AMADEUS (beatus). — Apocalypsis nova. (Cod. N. 402)-
i *
Cod. cari in fol. del Sec. XVI (1512).
Alla fine vi sono alcune memorie storiche in italiano e segnatamente
sul tentativo dei frati di S. Angelo in Milano di occupare il convento della
Pace già concesso al B. Amadeo. In questa memoria è fatta menzione di
Teodoro Trivulzio che fu poi Maresciallo di Francia.
Il B. Amadeo dell'illustre famiglia Portoghese Gomez de Silva, autore
della « Nova Apocalypsis » fu minore osservante di S. Francesco. Venuto
in Italia fondò diversi monasteri del suo ordine e fra gli altri quello della
Pace in Milano, di cui pose la prima pietra nel 1466, essendogli stata fatta
donazione del terreno dal Duca di Milano, fu adoperato in missioni diplo-
matiche dalla Duchessa Bianca Maria Visconti, da altri Principi e dal Papa
Sisto IV, che lo chiamò a Roma e lo fece superiore del convento di S. Pietro
in Montorio non ancora finito. Morì in Milano ai 10 d'Agosto 1471 e fu
sepolto nel predetto convento della Pace. Poco dopo la sua morte fu scritta la
sua vita, di cui furono poi fatte molte edizioni. La prima è quella senza data
di luogo ed anno, ma uscita dalla tipografia Milanese, di cui un esemplare
è fra gl'incunabuli da me donati alla Bib. Ambrosiana. I Bollandisti pure
ne scrissero la vita che si trova sotto il 10 Agosto. Nel voi. II di dòtta
mese a pag. 564 E essi dicono: t Plerique biographi recentiores tradunt
B. Amacteum quasdam revelationes suas literis mandasse atque librum illum
Sassim Novam Apocalypsin appellant • . Tale opera fu pure citata dal Wa-
ingo, che scrisse. . . « Multas mirasaue accepit a Deo revelationes : de his
integrum librum conscripsit cui titulus Nova Apocalypsis. Innumera sunt
hujus libri exemplaria seu corrupta multisque erroribus scatentia » . Questa
sentenza è confermata da Antonio Vasconcello, che nel libro « Anacepha-
laeosibus Lusitaniae » , pag. 526, lamenta che le interpolazioni fatte abbiano
scemata autorità alle rivelazioni del B. Amadeo. E ciò ripete anche Theo-
f)hilo Raynaud nell' « Agiologio Lugdunensi • , pag. 242. Le interpolazioni
urono tali e tante che lo « Bzovius in annalibus ecclesiasticis ad an. 1471 »
censurò amaramente quel libro in cui, egli scrive, si trovano persino degli
errori contro la fede.
AMBROGI Giov. Paolo- {Cod. N. 925).
Tre capitoli, intitolati « I giusti ricordi » diretti e dedicati air ni.-0 et
Rev.mo Dott. il sig. Don Odoardo Cardinal Farnese di Roma, li 29 di Maggia
1616.
Sono citati dal Quadrio nel Tom. 2, pag. 561 , che ne ebbe notizia da
un Codice dell'Ambrosiana, ma che ignorò l'esistenza di questo, che è au-
tografo.
■
AMBROSIUS (Sanctus). — Tractatus de Penitentia, et libri de Officiis*
(Cod. N. 399):
Cod. memb. del Sec. XI in 4° pioc.
D. Carlo Trivulzio in una nota preposta al volume dice di aver acqui-
stato questo Codice nel 1740, ed era proveniente dal Comasco. Lo giudica
del sec. xi non molto inoltrato. È certo che non è della fine di quel secolo,
e forse a mio parere potrebbe essere della seconda metà del secolo prece-
ANAGRAMMA 1 1
dente, e tale mia opinione venne divisa da altri valenti paleografi. Vi sono
5 ure due altre note dell'erudito D. Carlo, la prima intorno ad* un passo
el 1° libro • de Officiis • in cui S. Ambrogio tratta^della castimonia dei
preti, il quale si trova bensì nelle edizioni che furon latte di questo trat-
tato, ma secondo alcuni autori fu interpolato nel sec. x da quelli che vo-
levano il celibato dei preti , che fu causa di tanti sanguinosi disordini a
Milano. La seconda nota tratta di una variante che trovasi ugualmente nel
f libro • de Officiis. Alla fine del volume in un fol. di riguardo sta scritto
una parte del canone della Messa di carattere quasi cancellato del sec. x.
Vi ho aggiunto un fol. sopra cui ho trascritto quelle parti di questo canone
che si possono ancora leggere benché con molta difficoltà.
AMBROSIOS (Sanctus). — De Abraham et Isaac, et animo, de bono
m Ortis, de Iacob et vita beata : de fuga saeculi : passio Macabeorum :
de Iosepho, et de xn benedictionibus ratriarcharum (Cod. N. 452).
Cod. memb. del Sec. XII in 8°.
Ha le iniziali a colori miniati. Precede una nota illustrativa di D. Carlo
Trivulzio, il quale osserva che con questo Codice si potrebbero forse riem-
pire le lacune che i Maurini nell'edizione delle opere di S. Ambrogio, la-
sciarono nel libro di Abraham.
AMBROSIUS, Camaldulensis frater. Epistolae. (Cod. N. 1626).
Cod. cart. del Sec. XV in fol.
»
Di questo autore parlò il Fabrizio nella Bib. latina • Mediae et infimae
aetatis », T. 1, citando anche la collezione delle sue lettere.
AMELONGHI Hieronimo. — Gigantea. (Cod. N. 1181).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVII.
Poemetto in ottava rima dedicato ed in lode di Cosimo II De Medici
Granduca di Toscana.
.Ammaestramenti Santi et utili. (Cod. N. 427).
Cod. memb. del Sec. XIV in 8°.
Precede un prologo che incomincia così:
« In questo si contengono santi et utili ammaestramenti spirituali et
« doctrine di vicii et inganni , battaglie di dimonia , le quali cose furono
• astraete d'uno grande e spirituale libro il quale fu composto et ordinato
• da uno venerabile santo di vita patre abate et conducitore di molti san-
« tissimi monaci •.
Credo che questo opuscolo sia inedito.
.Anagramma del nome del Conte Antonio Belgiojoso (Cod. N. 1220).
Cod. cart. del Sec. XVIII in fol.
Sul frontispizio colorato vi è il titolo di t Epica ossequiosa in applauso
« all'anagramma dedotto dal nome di S. E. il sig.r Conte Antonio Barbiano
« di Belgiojoso ».
È una lunga canzone in lode di quel signore.
12 ANGELA (BEATA)
ANASTASIUS, bibliothecarius. — Historia ecclesiastica sive Cronographia
tripartita. (Cod. N. 1501).
Cod. cart. in foL del Sec. XVII.
Il C.le G. B. Mazzuchelli negli « Scrittori d'Italia », T. 1, P. II, p. 666,
n. 4, cita quest'opera che fa stampata negli « Scriptores Byzantini » a
Parigi nel 1649. Il Codice è ben scritto.
ANDALO, fra, da Ymola Ordinis minorum professor Sacrae theologiae.
Verba Salvatoris nostri domini Jesu Christi in missali posita quae
per anni circulum in ecclesia leguntur. Nob. magnifico ac potenti
domino Astorgio de Manfredis Faventiae, etc. (Cod. N. 452).
Cod. memb. del Sec. XIV in foL
Bellissimo Codice perfettamente conservato. Nella lettera maiuscola che
assieme ad altri vaghissimi fregi adornano la prima pagina, vi è una mezza
figura in abito signorile col bastone di comando nella destra, che ritengo
debba essere il ritratto di Astorre Manfredi, al quale fra Andalo da Imola
dedicò questo trattato. A pie della pagina vi è lo stemma di quella fami-
glia. Fra Andalo nella prefazione diretta ad Astorre dice che sollecitato da
lui per sua divozione a raccogliere i detti di Gesù Cristo sparsi nei vangeli
li dispose secondo l'ordine che si trovano nel Messale nel corso dell'anno
con alcune riflessioni, e che perciò questo suo lavoro può essere chiamato
Jesualis liber. Chi fosse questo fra Andalo dei minori osservanti non ho
potuto trovare non parlandone affatto il Wadingo sia negli Annahs sia nel
Catalogus scriptorum Ordinis minorum, e non facendone cenno il Rodolfo
né altri scrittori cui ricorsi. Rimane a sapersi a quale dei Manfredi se ad
Astorre I od al II sia dedidato il libro. Dopo l'atroce sterminio e saccheggio di
Faenza, ordinato dal Cardinale Roberto di Ginevra legato di Papa Gregorio XI
nel 1377 Astorre I, riuscì a rendersi nuovamente padrone di quella misera
città e ne rimase signore sino al 1404, in cui ridotto a tristissime condi-
zioni da Alberico da Barbiano fu costretto a venderla al legato pontificio
Baldassarre Cossa, che fu in seguito Papa col nome di Giovanni XXIII. Ma
il Cossa non pagò mai i 25 mila fiorini d' oro stipulati nel contratto , e
nell'anno seguente 1405 avuto nelle mani, per tradimento, il Manfredi, gli
fece tagliare la testa. Dopo il 1377 Astorre si era pure impadronito di Imola
ed era anche stato fatto vicario del Papa. É dunque molto probabile che
fra Andalo dedicasse a questi il suo libro. Imola non ritornò sotto il do-
minio dei Manfredi che nel 1439 per opera del Duca di Milano. Guid' Antonio
Manfredi morì nel 1448 lasciando Faenza al maggiore dei suoi figli Astorre II
ed Imola a Taddeo, che la vendè a Gerolamo Riario nel 1473. Vi è minor
probabilità che fra Andalo da Imola, posta sotto II dominio di Taddeo, dedi-
casse un suo lavoro ad un signore di altra città, di quello che la facesse
ed offrisse al suo signore come lo fu Astorre I. Oltre di che- la scrittura e
le miniature accennano ad un1 epoca anteriore alla metà del sec. xv e sem-
brano appartenere piuttosto alla fine del secolo precedente. Questo Codice
è benissimo conservato, colla legatura originale in velluto rosso , cui fu-
rono levate le borchie , probabilmente d' oro o d'argento. Oltre alle mi-
niature dellg. prima pagina vi sono tutte le iniziali dorate con disegni a
penna azzurri.
ANGELA, beata, da Fuligno. — Visioni. [Cod. N. 150).
Cod. cart. in fol. del Sec. XIV.
Incomincia col titolo seguente :
ANNALES MEDIOLANENSES 13
« Questo libro se contiene molta visione et contemplatone de la beata
« Angela da Fuligno sorore del terzo ordine di Sancto Francesco pove-
« rello ».
La vita o meglio le visioni e contemplazioni della B. Angela da Fuligno
furono scritte in latino da frate Arnoldo deir Ordine de' minori, che fu suo
confessore, ed il Ms. originale in pergamena era conservato nel convento
di quell'Ordine ad Assisi, fu pubblicato a Venezia nel 1521 ed in seguito
in altre città , e lo fu pure dai Bollandisti sotto la data del 4 Gennaio ,
giorno in cui essa morì. Il Wadingo (Ann. Min., T. VI, p. 162) dice:
« Scripserunt alii compendiosius ejus vitam potiora ex Arnolfo clesumentes » .
Ne furono anche fatte diverse traduzioni. Parlò di questa beata e delle sue
visioni Lodovico Iacobilli nella « Vita de* Santi e Beati dell' Umbria » (Fu-
ligno 1617, p. 17), e ripete nel proemio quanto trovasi riferito anche in
questo Codice suir esame fatto di esse dal Card. Iacopo Colonna e da altri
otto monaci Francescani a ciò delegati. Giovannini Gerolamo sotto il nome
di fra Gerolamo da Capugnano pure ne diede una traduzione che fece stam-
pare a Venezia nel 1604. Quella contenuta in questo Codice è affatto di-
versa da quelle citate più sopra, ed è assai più antica, giacché si può rite-
nere che venne fatta al più tardi al principio del sec. xv, come sembra
essere l'età del Codice, da un Lombardo. Il copista deve essere stato un
Toscano, perchè il carattere rassomiglia moltissimo per la forma a quello
di altri Codici scritti in quel paese, che ho confrontati , e per trovarsi uel
primo capitolo una osservazione sui vocaboli da lui meglio interpretati ,
perchè non erano quelli usati nella sua contrada. I due primi capitoli sono
aggiunti dal copista e non fanno parte dell'opera di fra Arnoldo.
*
ÀNGIOLIERI (Checco degli). — Alcuni sonetti non mai stampati tratti
dalla raccolta di Rimatori antichi Sanesi di Lione. Allani Ms. della
libreria Chigi. (Cod. N. 900).
Cod. memb. in 8°
Diceria di Santa Nafissa di Annibal Caro.
Canzone in lode del Pino del Cavaliere Lionardo Salviati copiata da un
Codice Ms. di rime creduto autografo esistente nella Magliabecchiana.
« In Venezia manoscritto da me Amedeo Mazzoli Tanno 1763 ».
Il Mazzoli celebre calligrafo imitò in questo volume la stampa con rara
perfezione.
Annalei MediolanenseB. — Ab anonimo auctore literis consignati —
Ordo servatus in funere Jo. Galeatii primi ducis Mediolani — Oratio
Tetri de Castelletto in funere ejusdem — Epitaphiura ejusdem —
Fratris Andreae Biliae ordinis heremitarum S. Augustini Rerum
gestarum sub Ill.mo Jo. Galeaz et . Philippo Maria Med.* Ducibus —
lue annotazioni sul Marchese del Vasto e sopra Goffredo e Bal-
dovino re di Gerusalemme — Exemplum privilegi quo D. Franciscus
Petrarca efficitur poèta — Bulla Benedicti XII qua civitas Medio-
lani liberatur ab interdictu. (Cod. N. 1381).
Cod. cart. del Sec. XVI in fol.
Il contenuto di questo Ms. corrisponderebbe al Codice dell'Archivio ca-
pitolare del Duomo di Novara del quale parla il Muratori nei R. I. S.,
Tom. XVI, pag. 637 e T. XIX , a cui è posto il titolo di CAronica Mediolani
appellata él Valùon. Se non che questo Codice che non è peraltro mutilo
incomincia soltanto all'anno 1349, mentre il Novarese dà principio al suo
racconto coiranno 1230.
14 ÀNTIFONÀBIUM EOMANUM
Annales Januensei. (Cod. N. 4496).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
Questa raccolta di Annali che incomincia dall'anno 1100 e giunge sino
al 1293 venne pubblicata dal Muratori nel VI voi. dei R. I. S. In questo
Codice gli Annali sono preceduti da copiosi indici , colla serie dei Consoli
ed altri magistrati.
Annales cìvitatis Lucae. (Cod. N. 1611).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
Questa storia di autore anonimo la credo inedita : essa incomincia dalla
fondazione di Lucca e giunge sino alla morte di Castracelo Castracane (1328).
Sembra non sia finita, perchè il Cod. termina colle parole « Finis VI libri » ,
dal che parrebbe che ve ne fossero altri.
Annona della città e Stato di Milano. (Cod. N. 1504).
Cod. cart in fol. di pag. 697.
Si compone di molte pezze diverse. Incomincia col • Consumo del grano
« contenuto nel calcolo et ripartimento fatto sin al nuovo raccolto dell anno
t 1591, cominciando al 1° Gennaro d'esso anno ». Vi sono molte memorie
fatte anche per ordine governativo. L'ultima è del 1742, ed è stampata.
Adnotationes et decisiones in Concilium Tridentinum Patrum congre-
gationis. (Cod. N. 563).
Cod. cart. del Sec. XVII in 4°.
Annotazioni diverse. (Cod. N. 303).
Cod. cart del Sec. XVIII in fol.
Queste annotazioni messe in ordine alfabetico sembrano state scritte da
un medico, mentre risguardano per la maggior parte la scienza medica.
Antifonarium. (Cod. N. 379).
Cod. memb. pel Sec. XV in 8°.
Fu scritto ad uso di un convento di monache. Vi è notata la musica:
l'ultimo quaderno aggiunto è di carta.
Antifonarium Humiliatorum. (Cod. N. 518).
Cod. memb. del Sec. XV in fol. picc
È ben scritto: colle note musicali: ha le lettere maiuscole con ornati
a penna in azzurro e rosso, in fine è mutilo.
Antifonarium Romanum. (Cod. N. 618).
Cod. memb. del Sec. XV in fol.
Ha molte iniziali fatte con arabeschi rosso azzurro ben eseguiti. Conserva
la sua legatura originale. Al principio vi sono alcuni fogli rifatti in carta»
ABCHINTUS ALEXANDER 15
ANTONELLI. Prelato di S. S. (Cod. N. 1720).
Cod. cari, in fol. del Sec. XVIII.
Lettera ad un ministro della Regina Maria Teresa d'Austria, in cui viene
esaminata l'opera pubblicata in Roma intitolata ragioni della Sede Apo-
stolica sopra il Ducato di Parma e Piacenza.
«
ANTONIUS de Neapoli. — « Questiones Magistri Antonii de Neapoli
« ordinis fratrum predicatorum Archiepiscopi Amalphitensis super
« quatuor libros sententiarum ». (Cod. 1682).
Cod. cart. in fol. del Sec XV.
Il Fabricio non parla di Questo autore. Lo si trova però registrato dal-
l'Ecard, negli a Scriptores Ordinis Predicatorum » (Tom. I, pag. 820), ove cita
anche quest' opera di lui , e combatte l'opinione del Toppi , il quale volle
fare di un solo due personaggi diversi, chiamando l'uno Antonio da Napoli
e l'altro Antonio de Carlenis, che era il suo nome di famiglia.
AperQu sur l'école militaire établie a Neustadt dans la Basse Autriche,
et tableau de Téducation et instruction qui se donnent a FAcadémie
militaire du Genie l'an 1752. {Cod. N. 1860).
Cod. cart. del Sec. XVIIt in 4°.
i
Apocalypiii Mediolaneniis. (Cod. N. 1815 al 1824).
Cod. cart del Sec. XVIII in fol., 10 voi. compresi 4 di supplemento.
Sono notizie cavate da pubblici 'documenti senza ordine di data e di
nomi. Ciascun volume ha uq indice assai accurato delle famiglie, per ordine
alfabetico. È una preziosa raccolta assai utile per chi ha bisogno di fare
ricerche sopra personaggi Milanesi.
Appareoohio per la visita fatta dall'Eni. Cardinale Cesare Monti Arci-
vescovo di Milano della Parrocchiale di Brianza il dì 13 Maggio
1639. (Cod. N. 237).
Cod. cart. del Sec. XVII in fol.
ARCHINTUS Alexander. (Cod. N. 564).
De praedestinatis et beatae Mariae Magdalenae pudicitia ac yir-
ginitate dialogus in quo Philippum Archintum patruum ac Pompilium
nepotem colloquentes facit.
Ejusdem dialogus alter in quo eodem Philippo patruo ac Pom-
pilio nepote disserentibus quis sit villicus iniquitatis ex sextodecimo
capite Lucae quam diligen tossirne explicatur.
Ejusdem dialogus afius in quo eosdem, in eos qui prò salvatore
servatorem scribunt colloquentes facit.
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI.
I titoli dei dialoghi ed i nomi degli interlocutori sono scritti in rosso.
16 AKESINUS PETRUS FBÀN.
Ai dialoghi precede loco proSmii una lettera « Catharini ad sanctam Syno-
dum Tridentinam ».
A pie del primo foglio verso vi è la seguente nota autografa:
« Phi. (cioè Philippi) Archinti Episcopi Comensis Alex. Arcninti ejus patris
libellus • .
L' Argelati « Bib. Scrip. Mediol. » T. I, P. II, col. 63, parla di quest'opera
e delle copie che ne esistevano. Non credo che questa sia quella cn' egli dice
esistente nella Bib. del Capitolo del Duomo. Non è quella neppure eh* era
nella libreria Archinto , ma bensì un'altra ch'egli non ha conosciuto. Il
Codice è benissimo scritto. »
Aroivesoovi di Milano. — Carte relative alla loro elezione ed ai loro
privilegi. Sono 37 documenti. (Cod. N. 1178).
Cod. cart. del 2ec. XVIII in fol.
ARCO (d) Sigismondo. — Opuscoli. (Cod. N. 1190).
Cod. cart. del Sec. XVIII in 16°
I. Della difficoltà del regnare.
II. Storia ed innocenti corrispondenze del Conte Sigismondo d'Arco colla
Principessa Claudia Felice d'Inspruch.
Alla fine vi è il nome del copista « Bonaventura Viapiani scrisse • . Vi
è un altro esemplare del secondo opuscolo fra i Codici, Rinuccini Alessandro
COD. 1950, col titolo Istoria del C.to d'Arco.
ARESE, Conte Benedetto. — Lettere. (Cod. N. 1540).
Cod. cart. del Sec. XVII in fol.
Queste lettere autografe sono dirette per la maggior parte al figlio di
lui Benedetto monaco Cisterciense. Sono scritte in lingua purissima come
si conveniva ad un accademico della Crusca quale egli era. Vi sono unite
altre 4 lettere autografe, una di Carlo Maria Maggi, una di Pietro Maggi
e due di Pandolfo Pandolfini, colleglli questi ultimi dell' Arese nell'Acca-
demia della Crusca.
ÀRESINUS Petrus Frangiscus. — Literarium viridarium. (Cod. N. 619).
Cod. cart. del Sec. XVII in 8°. .
Precede una lettera dedicatoria al P. Gian Domenico Gatti colla data
1670. L'autore s'intitola « Clericus Mediol. sacrae Tbeologiae doctor ». Non
fu registrato dall'Argelati nella « Bib. Scrip. Mediol • ne lo fu tra gli scrit-
tori» della Compagnia di Gesù dai fratelli Backer. Da un'epigrafe che si
legge prima della Comedia Macheronica che trovasi nel Cod. seguente si
rileva che nel 1660 egli era studente di rettorica nel collegio de' Gesuiti
di Brera di Milano. E una miscela di prose e poesie latine ed italiane, la
massima parte d'argomento sacro. Queste opere e quelle del Cod. seguente
sono inedite.
ÀRESINUS Petrus Fran. — Epigrammatum. Elegiarum Poematum alio-
rumque carminum volumeji. (God. N. 620).
Cod. cart. del Sec. XVII in 8°.
■^■^fe-rSJlO. «-
ARISTOTILES 17
Vi sono aggiunti questi altri opuscoli di lui.
« Tractatus de descriptione materiae ».
« Tractatus de epigrammata ».
« B. Aloysius Gonzaga solstitium sanctitatis ».
« Comoedia Macaromca ».
ARISTOTILE. — « Etica de Aristotile traducta in volgare optima ».
{Cod. N. 144).
Cod. cart. del Sec. XV in fol. di carte 40.
La traduzione è quella di Taddeo d'Alderotto detto l'Ippocratista. Sul
primo fol. di riguardo, in pergamena, vi è un sonetto acrostico dal quale
si ritraggono i nomi di chi ha scritto il Codice, e della persona per cui fu
scritto, senza però che si possa determinare da esso chi sia l'uno o l'altro,
poiché ricomponendo le lettere se ne forma il seguente indirizzo : « Dome-
nego Bafo Antonio da Canal dedica vit ». A togliere però il dubbio vale
lo stemma della famiglia Baffo che entro una ghirlanda si trova a pie di
questo sonetto, mentre poi sulla prima pagina del testo si vede quello dei
Canal. Sul verso del fol. 40 vi è un altro sonetto acrostico, di cui ricom-
ponendo quelle lettere dei capoversi che sono scritte in rosso, si ha:
« Tuus o regina quid optes explorare
Labor mihi visa capesere fas esto ».
Questo Codice conserva la sua bella legatura originale in cuoio con or-
nati impressi. Ha le iniziali miniate e dorate. La prima di queste contiene
una figura che forse potrebbe essere un ritratto.
'ARISTOTILES. — Opera quaedam. {Cod. iV- 764).
Cod. memb. del Sec. XIII in 4° di fol. 168.
Sul verso del fol. di risguardo fu scritto nel sec. xv l'indice dei trattati
contenuti nel voi., che sono:
I. (Fol. 1). • Liber coeli et mundi Aristotelis incipit ».
Vi è una bella iniziale miniata , e le lettere della prima parola arabe-
scate alternativamente in rosso ed azzurro.
Fol. 26 v. « Finitus est tractatus primus libri coeli et mundi. Incipit
tractatas secundus libri coeli et mundi » .
Nella pa£. seg. vi è una bella iniziale miniata che rappresenta Aristo-
tele in piedi con un libro in atto d'insegnare.
Fol. 49. Termina il II libro ed incomincia il III, che termina (fol. 65)
ove incomincia il IV.
II. (Fol. 72) « Tractatus primus, de causis proprietatum et elementorum
quatuor. Translatus a Magistro Girardo Cremonensi in Toleto • .
Fol. 77. > Inceptio tractatus secundi in redeundo super illum qui putavit
quod terra sit mobilis et orbis sit quietus, non rotundus ».
III. (Fol. 85). t Liber Aristotelis in generatione et corruptione translatus
a Magistro Girardo Cremonensi in Tolleto » .
Yf. (Fol. 116 v.). « Liber Aristotelis philosophi sapientis in factam im-
pressionem superiorum quae fiunt in alto et inferius translatus a Magistro
Gerardo Cremonensi in Tolleto.
V. (Fol. 152 v.). Incomincia senza intestazione il trattato « De compo-
sitione lapidum ».
VI. (Fol. 155). Ugualmente senza intestazione incomincia il primo libro del
trattato De plantis et vegetalibus » .
Tutte le intestazioni di questi trattati sono in rosso ed hanno al prin-
cipio di ognuno di essi una miniatura. Il Cod. è benissimo scritto e con-
servato. Come si vede la traduzione di parte di questi trattati viene attri-
CaiùL Trivulziana {Stampato il 6 febbraio 4883) 3
18 AEME GENTILIZIE
buita a Gherardo Cremonese che altri vorrebbe fosse detto Carmonese , da
Cannona città della Spagna. Fu molto disputato sulla patria di Gherardo.
Ne parlò diffusamente "Arisi nel primo volume della Cremona letterata
(pag. 269 e seg.) e nel III voi. pag. 81. Sarebbe qui mutile una discussione
su questo argomento , sul quale si può anche consultare il Lance t ti. Sola
dirò che né V Arisi né il Fabrizio, i quali diedero l'elenco delle sue opere,
vi hanno registrato la traduzione dì questi libri d'Aristotile, che accrescono^
lode al suo sapere.
ARLUNUS Bernardinus. — Jur. Cons. Med. Historia patria ab urbe con-
dita et de bello Gallico. (Cod. N. 706)*
Cod. cari del Sec. XVII in 4°.
Questa storia di cui parla l'Argelati, T. 1, P. II, è tuttora inedita, benché
se ne fosse incominciata la stampa a Basilea da Giov. Oporino. Ve n' è una
copia all'Ambrosiana colla prefazione stampata del Majoragio. In questa
Bib. (Cod. 1447) vi è pure quella prefazione manoscritta coeva se non auto-
grafa dell'autore.
ARLUNUS Bernardinus. — Historia Mediolanensis cum prefatione An-
tonii Majoragii. (Cod. N. 1447)-
Cod. cari in fol. del Sec. XVI.
ARLUNUS Bernardinus. — Panegiricus Carolo V nuncupatus — Carmen
heroicum in Caesaris adventu — Prefatio Augustissimo Senato
Sfortiaco. (Cod. N. 1449).
Cod. cari in fol. del Sec. XVI.
Questo Codice è quello citato d^ll'Argelati (col. 99 n. IV) che apparte-
neva ai Mar/ Visconti. Alla fine fu aggiunto posteriormente una * Rela-
tione della venuta dell'Ili.1110 sig. Ambrogio Spinola Marchese de los Bal-
bases nel porto di Genova nel 1629 ».
ARLUNUS Bernardinus. — Panegiricus Carolo Caesari nuncupatus —
De Caesaris adventu carmen gratulatorium — Ad Senatum Sfor-
tiacum libellus prò quadam sua causa. (Cod. N. 724).
Cod. cari in fol. del Sec. XVI.
Tutti questi opuscoli citati dall' Argelati sono inediti.
Arme miniate. (Cod. N. 2156).
Cod. cari del Sec. XVI e XVII in 8° picc.
Questi stemmi appartengono tutti a famiglie tedesche e portano gli anni
1594 e seguenti. Vi sono in diversi luoghi nomi di persone che forse pos-
sedettero il Codice : sono assai finamente miniati : vi sono uniti altri 1 3 foL
sciolti, pure con alcuni stemmi miniati.
Arme gentilizie dei Governatori di Milano. (Cod. N. 1825).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
Gli stemmi incominciano con quello di D. Ferdinando Alvaro di Toledo
Duca d'Alba 1555 sino al Conte di Wilzech.
V.
ATESTE MIBSINIO 19
0 stemmi antichi. (Cod. N. 1390).
Cod. cart. in fol. picc. del Sec. XV.
1 primi fogli contengono le arme ed imprese dei Visconti e degli Sforza,
poi quelle delle città sopra cui ebbero dominio: in seguito vengono per
ordine alfabetico le arme delle famiglie Milanesi , cui sono frammiste alcune
poche di altre casate Lombarde e del Piemonte ed occupano 340 facciate,
-essendovi nove stemmi per ogni pagina. Alla pag. 380 leggesi la nota se-
guente « 1495 a dì 16 Otobre Io Melchior Lampugnano ratio fede come
« questo libro è il libro dele arme antique di Milano et per fede ho fatto
3ucsta sottoscrittione di mia man propria ». Malgrado tale data precisa
ubito che nel 1495 Melchior Lampugnano scrivesse con quei grossi carat-
teri. Sull'età del Codice però non vi può essere dubbio stante la forma della
.scrittura dei moltissimi nomi che vi si trovano. Finiti gli stemmi milanesi,
dopo alcuni fol. bianchi, vi sono arme di re e principi, ed alla fine del volume
«opra due fol. (de' quali uno in pergamena che era di riguardo ^contiene
alcune righe di un'opera legale) vi sono alcuni stemmi non colorati, e
molti monogrammi e insegne che credo di tabellionato ed alcune di speziali
« medici.
ÀRM1NII, manes ad Germaniae Proceres. (Cod. N. 630).
Cod. cart del Sec. XVIII in 4°.
Questo opuscolo è una esortazione ai principi Tedeschi di collegarsi
contro la Francia. Fu scritto dopo l'elezione di Stanislao al trono di Polonia
che ebbe luogo nel 1764 dopo la morte di Federico Augusto accaduta al
5 Ottobre dell'anno precedente.
ÀRNULPHUS. — Historia de gestis urbis Mediolanensis (Cod. N. 1348).
Cod. cart. del Sec. XVII in 4°, contiene 3 opere.
I. « Arnulphi historia » della quale non vi si trovano che i primi tre
libri, fu pubblicata più volte e fra le altre anche dal Muratori nel voi. IV
R. I. S. Nella Miscellanea, Cod. 1347, trovasi inserta un'altra copia, di
-quest'opera che contiene tutti i 5 libri.
II. « Landulphi junioris, seu de Sancto Paulo Historia » . Venne pubbli-
cata dal Muratori R. I. S.f Tom. V, pag. 469.
m. Passio B. Arialdi. Quest' opuscolo fu pubblicato dal Puricelli nel
lib. Ili della sua opera « De Ss. Martyribus Arialdi Alciato et Erlembaldo
Cotta •.
ATESTE Mirsinio. — Rime. (Cod. N. 1114).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVIII.
Queste poesie sono dedicate alla Princ. Maria Teresa Cibo d'Este, Prin-
cipessa ereditaria di Modena e Duchessa di Massa. L'autore non dice
il suo nome, ma prende quello con cui era designato quale Pastor Arcade
nella celebre Accademia dì Roma. Il suo nome non trovasi nel Dizionario
«lei Pseudonomi del Melzi, il che mi fa credere che queste poesie sieno ine-
dite. Sono autografe.
' *
20 AVERLINO ANTONIO
ATTENDOLO BOLOGNINI Gio. — Lettere. (Cod. N. 170).
Cod. cart in fol. del Sec. XV.
Sono lettere che il Conte scriveva dall'anno 1473 sino al 1492, e fra
queste molte patenti, dirette ai suoi podestà feudali.
Sono unite al Codice alcune memorie di D. Carlo Trivulzio riguardanti
la famiglia Bolognini e questa raccolta. Vi sono pure alcune stampe dei
Privilegi feudali di, Oleggio e di S. Angelo Lodigiano concessi da Fran-
cesco Sforza e dalla Duchessa Bona ai Conti Bolognini: del Patriziato di
Pavia dato ai medesimi , e la copia dell' Istromento di procura fatta dal
Conte Giov. Attendolo nel nobile sig. Guiniforte de' Giochi a vendere tutti
i beni ch'egli possedeva in Bologna.
Atti delle virtù Teologali. (Cod. N. 421).
• Cod. cart del Sec. XVIII in 8°.
Atti della Repubblica di Milano dall'anno 1447, 14 Agosto, sino ai 23
Febb. 1450. (Cod. N. 1767).
Cod. cart in fol. del Sec. XVIII.
È un indice degli atti che esistevano nel 1737 nell'archivio civico, ri-
sguardanti la Repubblica Ambrosiana, redatto dall'archivista Lualdi.
AVELLINO (Sant'Andrea). — Trattato utilissimo per conoscere et ac-
quistare la vera humiltà. (Cod. N. 2149).
Cod. cart. in 4° del tee XVI di 36 foL
Questo trattato dell' Umiltà è autografo e porta alla fine 1' autentica-
zione, in data 22 Aprile 1662, del P. Giuseppe Silos, chierico regolare Tea-
tino che attesta esserne la scrittura realmente del B. Andrea Avellino.
Questa firma è poi autenticata dal noterò Gregorio Nava e questa a sua
volta dal Protonotario apostolico Cesare da Biandrate, che vi appose il suo
sigillo. La legatura è in seta con ricami in oro , con l'effigie del santo fi-
namente ricamata in seta a colori da un lato, mentre dall'altro vi è rica-
mato pure nello stesso modo un albero con frutti. Non occorre dimostrare*
quanto sia prezioso questo Codice. S. Andrea Avellino nato nel 1521 morì
nel 1608. Dalla fermezza e regolarità della scrittura si può affermare che
non fu scritto in età avanzata. Le sue opere furono stampate a Napoli in
5 voi. nel 1733-34 dopo la sua canonizzazione seguita nel 1712 sotto Cle-
mente XI. Questo trattato trovasi nel voi. V.
AVERLINO Antonio detto Filarete. — Trattato d'architettura.
(Cod. N. 863).
Cod. cart. in foL maaaimo del Sec. XV.
L' Averlino che fu il primo architetto del nostro Ospedale maggiore com-
pose quest'opera che non venne mai stampata, ad eccezione di alcune poche
notizie sulla storia dell'arte , che furono "pubblicate dallo Zani nella Enci-
clopedia Metodica delle belle arti e dal Gaye. Si conoscono diversi esem-
plari di. quest'opera che hanno tra di loro delle notevoli differenze. Quello
della Magliabecchiana è dedicato a Pietro de* Medici "ed ha 25 capitoli invece
AVVISI DIVEESI 21
di 24, l'ultimo contenendo la descrizione delle fabbriche eseguite per Cosimo
de' Medici, le quali mancano nell'esemplare Trivulziano. Pare che il Filarete
componesse quest'opera in special modo per Francesco Sforza, a cui è de-
dicato questo Codice, che è stupendo, con moltissimi disegni mirabilmente
eseguiti.
Il compianto Carlo Promis nella bellissima sua opera a Dell'arte dell'In-
gegnere e dell'Artigliere in Italia » raccolse molta notizie sul» Filarete e
sulle copie che esistono di questo suo lavoro, di cui egli dà un sunto det-
tagliato. Fu anche tradotto in latino.
Il Mazzuchelli pure gli dedicò un articolo.
Avviti diversi. (Cod. N. 1667 al 1669).
Cod. cart in fol. del Sec. XVII in 3 volami.
È una raccolta di avvisi parte stampati, parte manoscritti. La massima
parte emanati dalle autorità Milanesi.
22 BALDACCINI PIETEO
B
BADOARO Federico. — Relazione del Chiar.™0 M. Federico Badoaro
ritornato Ambasciatore della Ser.ma Repubblica di Venetia da Carlo V
Imperatore e dal re Filippo di Spagna suo figliuolo Tanno md49.
(Cod. N. 1474).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI,
È unita al Ms. una nota dell' ab. Pietro Mazzuchelli Pref. dell'Ambro-
siana intorno all'autore di questa relazione, con aggiunte in margine le
varianti correzioni ed aggiunte tratte da un Codice dell'Ambrosiana.
BADOARO Federico. — Relatione del Chiar.mo M. Federico Badoaro
ritornato Ambasciatore della Ser.ma Rep. di Venetia da Carlo V
Imperatore et da Felipo re di Spagna suo figliuolo Tanno mdlvu.
(Cod. N. 1471).
Cod. cart in fol. del Sec. XVI.
BAGATTINI Natale, coadiutore dlnduno. — Esposizione a. S. E. l'Ar-
civescovo Pozzobonelh di alcuni mali trattamenti da lui ricevuti.
{Cod. N. 1365).
Cod. cart. del Sec. XVtlI in 4°.
BAJARDI, Monsignore. — Lettere del 1755 e 1756. (Cod. N. 329).
Queste lettere autografe dirette al Conte Antonio Belgiojoso sono scritte
da Napoli e contengono curiosi dettagli sulle persone di quella Corte e
sulle cose dello Stato. Vi ò spesso fatto parola del celebre ministro Tan-
nucci.
BALDACCINI Pietro (il poeta senza studio). — Poema in X Canti.
{Cod. N. 67).
Cod. cart in 8° del Sec. XIX.
In questo poema sono raccontate le avventure di Belfiore figlio di Ri*
naldo e di Armida.
BÀRBÀBIGO GIAN FRANCESCO 23
BALDACCINI Pietro. — La bellezza delle donne, poema in 8 canti).
{Cod. N. 68).
Cod. cart del Sec. I£IX in 8°
In fine vi è la seguente sottoscrizione autografa, 1826, 30 Luglio. Poeta
sensa (sic) studio. Poema' sesto in Milano. Pietro Baldaccini.
BALDI Bernardino. — Vita e fatti di Guidobaldo I di Montefeltro ,
Duca d'Urbino. (Cod. N. 155).
Cod. cart in fol. del Sec. XVI, con correzioni autografe.
Sul verso dell'ultima carta leggesi scritto di mano del Baldi, colla tra-
duzione latina ad verbum, un epigramma greco , col quale il Poliziano ac-
compagnò la restituzione di un libro che gli era stato dato a prestito dal
Duca Guidobaldo. Al di sopra di questo epigramma fu scritta da altra mano
la data 27 Marzo 1616. A questo Codice vanno unite le varianti dell'edi-
zione fatta a Milano nel 1821 dal Silvestri per cura del Cav. Carlo Rosmini,
scritte di pugno dell' ab. Pietro Mazzuchelh.
BALDI Bernardino. — Vita e fatti di Federico da Montefeltro Duca
di Urbino. Ricavata dal Cod. 1086 della libreria Albani in Roma
e ricopiato scrupolosamente nel 1823. (Cod. N. 156).
Ms. in fol.
BALOCHO (Antonio da) detto comunemente Antonio da Vercelli. —
Consigli della salute del peccatore. (Cod. N. 434).
Cod. cari in 4° del Sec. XV.
Antonio Balocho era frate dell'Ordine de' minori osservanti. Il Wadingo
(Ann. T. XIII, pag. 441) dice che nel 1468 era Vicario del suo Ordine nella
Prov. di Milano, e che avendo predicato chetissime nella chiesa di S. Vittore
a Varese alla presenza di Bonaventura Piantanida, Bartolomeo de' Porri ed
altri , costoro gli donarono dei terreni sopra cui fabbricò un monastero. Nel
1474 era ad Orvieto ed il suddetto Wadingo (T. XIV, p. 94, XIII) lo nomina
fra i promotori della istituzione del Monte di pietà in quella città. Egli vi
si trovava ancora nel 1483, ed il precitato autore (T. aIV, p. 351, XaXV)
racconta che vi morì dopo aver messo pace fra quei cittadini che da lunghi
anni erano in grande discordia. Il Wadingo nell'altra opera « Scriptores
Ord. min. (Romae 1650, pag. 29 e seg.) » lo loda e dà l'indice delle sue opere,
delle quali alcune furono stampate , ma tace di questa rimasta inedita , e
sconosciuta anche al Willot, che parla di questo autore nell' « Athenae or-
todoxorum Sodalitii Franciscani (Leodii 1598, pag. 49) » dove, erroneamente
chiamandolo Antoninus invece di Antonius, lo dice « vir apostolicus et prae-
dicator gratissimus ». Altre notizie non ho trovato di lui.
BARBARIGO Gian Francesco, Cardinale. — Lettere a Mons. Carlo Bar-
tolomeo Piazza. (Cod. N. 740).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
Il Card. G. F. Barbarigo nacque in Venezia nel 1658. Tanta era la sua
riputazione che quantunque giovanissimo fu mandato due volte ambascia-
/
24 BÀBZIZA GASPABINUS '
toro a Luigi XIV re di Francia. Abbracciata in séguito la camera eccle-
siastica fu fatto vescovo di Verona nel 1697. Nel 1714 passò alla sede di
Brescia e di là venne trasferito a Quella di Padova essendo già stato creato
Cardinale da Clemente XI. Morì nel 1730. Fu gran protettore delle lettere ed
uomo assai dotto. — L'Argelati (Bib. Sor. Med. col. 1097) diede la biografia ed
il catalogo delle opere di Bart. Piazza, cui sono dirette queste lettere : era egli
nato nella diocesi di Milano nel 1632, e mori a Roma nel 1713. Fu uomo
operosissimo e copri molte cariche , e fra le altre quella di tesoriere della
Basilica di S. Pietro, e fu arciprete di S. Maria in Cosmedin. Queste let-
tere, che per la massima parte vertono sopra argomenti ecclesiastici, inco-
minciano nel Giugno 1 669 e vanno sino al 1 687. Vi furono aggiunti i rias-
sunti di altre lettere dirette a M. Piazza , alcune notizie su di lui e delle
poesie latine e italiane in suo onore. Al principio del Codice vi è una
In formazione, stampata, sulla vita di M. Piazza coli' elenco delle sue opere,
con un'aggiunta manoscritta di altri cenni biografici. Queste lettere furono
trascritte da Gian Batt. Castiglione
BARBIÀNO di Belgiojoso Conte Ludovico. — Memorie storiche.
(Cod. N. 1488).
Cod. cart. del Sec. XVIII in foL
«
In questo Codice vengono raccontati i fatti di questo illustre personaggio
che san in gran fama militare servendo sotto il vessillo dei re di Francia
Luigi XII e Francesco I, e dell'imperatore Carlo V. Nacoue l'anno 1495 e
mori nel 1531. Questo Codice rimase per alcun tempo nelle mani del Conte
Pompeo Litta, con molti altri, quando questi riuniva i documenti per scri-
vere la storia della famiglia Belgiojoso. Nell'archivio di quella casa se fte
trova un'altra copia.
BARONII Caes., Card. Errores. (Cod. N. 300).
Cod. cart. del Sec. XVII (1G07).
É una critica del voi. XI degli Annali di questo celebre scrittore, dal
n. 18 al n. 144. È dedicato, questo libro, da un autore anonimo all'Eco ma
Johari Velasquez Gran Contestabile di Castiglia, che fu governatore di
Milano. La lettera di dedica è del 4 Agosto 1607. L'Argelati col 1618 cita
quest'opera come produzione di Giov. Battista Visconti, del quale vi sono
molte altre opere. Non so sopra qual fondamento basò la sua asserzione.
BARRONIO Brocardo. — Ritratto della Rezia. (Cod. N. 1233).
■
• Cod. cart del Sec XVII in 8« di fol. 42.
Sul primo fol. a modo di ffontispizio colla data 1607 sta scritto « Ritratto
della Rezia scritto da Barronio alli Oratori delle tre leghe Grisone , già
detti Rheti, ove si mostrano quanto vagliano et possono quelle loro comu-
nanze come si governano et insieme quali manchamenti et imperfettioni vi
siano et di qual riforma havrebbero di bisogno.
BÀRZIZA Gasparinus. — Pergomensis in Epistolas Senecae. (Cod. N. 747).
Cod. cart. del Sec. XV in fol.
Incomincia colla seguente intestazione in rosso.
BELLARMINI ROBERTI 25
« Gasparinns Pergomensis in epistolas Senecae et primo ad Lucillium,
« éeinde ad Paulum et Pauli ad Senecam ».
11 Fabrizio nella sua Bib. lat. (T. I, p. 433) parlando delle lettere di
Seneca cita questi commenti di Gasparino Bergomense e li dice inediti ed
esistenti nella Vaticana , fra i Codici dei Buchi si' Urbino. Vedasi pure il
lltaauobelU ; SMétori d'Italia.
BÀSCARINI Dott. Lorenzo. — I trionfi di Meleagro negli Amori d'Ata-
lanta, òpera per musica. (Cod. N. 1118).
Cod. cart. del Sec. XVII in fol.
BASILIGAPETRI Giov. Battista. — Consigli medici. (Cod. N. 249).
Cod. cart. del Sec. XVI ia 8».
« In fine vi è la seguente sottoscrizione. « Et per fede. • . mi suono di
* mia propria mano sottoscritto adi 21 Gennaio 1574. Ego Io Batta de Basi-
« licapetri medicus chyrurgicus Mediolanensis prò fide subscripsi et hoc
« jura mento attestor ». È tutto autografo.
BASILIUS (Sanctus). — De deitate Filii et Spiritus Sancti. (Cod. N. 541).
4
Cod. metnb. in fol. del Sec. XV.
Questo Codice assai ben conservato e benissimo scrìtto ha la prima let-
tera iniziale miniata ed incomincia colla intestazione seguente in lettere
maiuscole in rosso.
* Beati Basilii archiepiscopi Cosareae Capadociensis de deitate filii et
« spiritus sancti ad versus Eunomfum liber a Georg-io Trapezuntio traductus ».
A pie della prima pagina vi era Tarma dei PP. Carmelitani descalciati
di Milano; come la si vede nel « liber Meditationum » Cod. 543 di questa
biblioteca, ma qui fu cancellata, ma non in modo che non la si possa ri-
conoscere.
BÈLCARI Feo. — Prato spirituale tradotto. (Cod. N. 538).
Cod. cart in fol. del Sec. XV, con iniziali a colori.
Incomincia colla lettera di « Pheo Belcari al Reverendo in Xpó padre
« Egano Bolognese et gli altri poveri per Jesu Xpo dicti Jesuati ». Dopo
questa lettera « Incomincia el prato spirituale de sancti padri composto da
« Sco Giovanni Eucrato et mandato al suo in Xpo figliuole Sophronio So-
li phìsta ».
La lezione di questo Codice è corretta ed è eguale, con delle varianti ,
a quella che fu stampata a Venezia nel 1 479 dal maestro Nicolao De Girar-
denghi nelle vite de' Santi Padri. A pie della prima pagina vi è il nome
di un antico possessore del Codice, cioè « Franciscus Justiniani », e sotto
a questo « S. Mariae de Bubia ».
BELLARMINI Roberti, S. R. E, Cardinalis. — Modesta et fidelis ad-
monitio ad Jacobum Mngnae Britanniae regem. (Cod. N. 718).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
Calmi. Trivulzlana {Stampato II 31 marzo 1883) 4
26 BEBETTA GASPARE
BELLI Italici et praeclarorum ejus ^estorum compendiosa descriptio.
(Cod. N. ti 13).
Cod. cari del Sec. XVIII in 4°.
È un poema latino diviso in V libri in cui vien narrata la guerra nel
Genovesato del 1746 e degli anni seguenti. È inedita d'autore anonimo: ne
esiste un'altra, copia a Genova.
BELLINGIONE Bernardo. — Alcune poesie e alcune stanze cavate da
rappresentazioni sacre, copiate da libri stampati. (Cod. N. 931).
Cod. cari in 4°. del Sec. XVJII.
Copiate da Giuseppe Gradenigo.
BERETTA Gaspare. — Estratto di fortificazioni dell1 Accademia del
Comm. Villegas, dove. si annoverano quantità d'autori con alcune
annotazioni. (Cod. N. 227).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVII.
Il Conte Gaspare Beretta, mastro di campo, fu celebre ai suoi giorni
come ingegnere militare; assistè alla presa di tredici fortezze ed alla difesa
di otto: fu pure incaricato di molte missioni diplomatiche. Non andò esente
da gravi peripezie, probabilmente suscitategli da uomini invidiosi della sua
fama e della sua fortuna.
Neir Archivio di Stato di Milano trovasi il a Processo (incominciato il
« 2 Dicembre 167.r>) costrutto sopra ie fraudi nella fabbrica delle fortifica-
ti zioni dello Stato di Milano, nel quale restano per hora costituiti rei il
« Mastro di campo et ingegnere maggiore Gaspare Beretta detenuto nel
« Castello di Milano. Domenico Sereno, etc. etc. •.
Da questo castello, ignoro quando , fu trasportato in quello di Pavia ,
dove si trovava ancora detenuto nei 1679, epoca in cui fu ricondotto in
quello di Milano. Pare che la sua prigionia fosse molto rigorosa e ne sof-
frisse anche in salute, come appare dalla lettera e ricordi della moglie di
lui Giovanna Perez. Nel dicembre dello stesso anno la Giunta della K. Ma-
nutenzione delV esercito ordinò che gli fossero sequestrati il soldi) , paghe ,
razioni etc. Tale ordine venne rinnovato neir Ottóbre del 1681 e contempo-
raneamente, il 18, furono spediti a Madrid gli atti originali, perchè il prò-
cesso venisse risolto da quella Corte sovrana. Le cose andarono per le lunghe
ed il Beretta al 28 Gennaio 1686 consegnò al secretano Rossi una Nuova
breve compendiosa e veridica informazione, che era stata composta dall' av- *
vocato Forrieri. Pare che in seguito a questa Nuova istanza venisse final-
mente riconosciuta la sua innocenza , poiché al 23 del Marzo susseguente
vien data notizia da 8. E. il Governatore al sig. Visitatore generale dell or-
dine dato per Unterò pagamento del soldo da farsi al M° di campo Beretta:
ed il 5 Luglio dello stesso anno la Giunta diede l'ordine di pagamento alla
città di Cremona di parte del soldo dovutogli. Quando fosse liberato dal
carcere non trovasi negli atti conservati nell'Archivio di Milano. Morì nel
1703, e venne sepolto nella chiesa ora soppressa dei Carmelitani Scalzi. Sul
suo sepolcro leggevasi una iscrizione che ne ricordava le gesta. Essa pro-
babilmente ora più non esiste, ma l'Àrgelati per buona sorte ce ne ha con-
servato il testo. Questo autore (Scrip. Med.. T. II, P. II, coi. 1735) parla con
lode del Beretta e dà l'elenco delle opere da lui scritte, ma non cita questo
Codice né il seguente ; a meno che non si voglia comprenderli nell'Art. V ove
nota « Opuscula plurima incomposita ad militarem architecturam spectantia
« a quibus multa possi ut confici volumina ». Ma ciò non può stare perchè
BEEETTA GASPARE 27
Questi due volumi sono completi e non incompositi e sono di scarsa mole.
Questo opuscolo è autografo come appare da una nota scritta sul 1° fol.
Incomincia con un lungo preambolo sui « Poligoni o sia lati delle figure
« et la difesa osservata da diversi autori ridotte a misura di Milano ». Vi
sono interpolati nel testo alcuni disegni lineari di fortificazioni. Viene in
seguito l'esame critico dell'opera del Comm. Villegas « Accademia de for-
tincacion » .
BERETTA Gaspare. — Anno 1673. Alcune memorie del Mastro di campo
Beretta. . (Cod. N. 228).
« Su questo picciol libro si contiene una Relatione politica et militare
« della Borgogna contea fatta Fauno IG69 del mese di Maggio.
« Diario del viaggio tanto delP andata quanto del ritorno mentre con
t tal occasione passai a Genova e disegnai la fortezza fatta al porto di Vado
« presso Savona.
• Ancora si vede la concessione et capitoli stabiliti per il passo ottenuto
• dalla Repubblica de Valesani per la gente dello Stato di Milano in soc-
« corso della suddetta Provincia di Borgogna Tanno presente 1673 d'Aprile.
t Et similmente la concessione del Cantone di Berna et quanto è passato
• in quella facenda per non haverla terminata il nostro ambasciatore Conte
« Alfonso Casati.
t Quanto anche per contratto fatto da Francesi con li suddetti Valesani
t per la leva di mille fanti, la medesima settimana il mese d'Aprile ch'io
• era in Briga » .
Anche per questo Codice non citato dall' Argelati vale quanto fu detto
per il precedente.
BERETTA Gaspare. — Memoria ossia Giornale Istorico dell'assedio di
Valenza descritto ocularmente. (Cod. N. 186).
Cod. cart in fol. del Sec. XVII (i656>
Vi è unita la pianta a colori delle fortificazioni di quella città. È auto-
grafo ed ha alla fine la firma dell'autore.
BERETTA Gaspare. — Assiomi fondamentali e pratici del Tenente di
« Mastro di campo generale Gasparo Beretta Ingegnere maggiore
« degli eserciti in Lombardia intorno le offese aifese et fortilica-
« zioni dèlie piazze Tanno 1661 ».
Cod. cart. in fol.
Anche questo Codice pare originale , o per lo meno sono autografe le
correzioni.
BERETTA Gaspare. — Altra copia della stessa opera con ugual titolo,
ma colla data 1662. (Cod. N. 282).
BERETTA Gaspare. — Catalogo delle sue opere. (Cod. N. 280).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
L* Argelati scrisse che il Beretta lasciò Opuscolo, plurima incomposita, ma
non ne diede il titolo. Con questo Codice si potrebbe riempire quella lacuna.
28 BEBNABDINUS DE SENIS
La maggior parte delle opere di questo autore si trovano in questa biblio
teca: Oltre a quelle qui notate se ne trovano pure autografe nella Miscel-
lanea militare. COD. 283.
BEfaETTI Conte Giuseppe. — Pratica e massima della guerra che con-
tiene tutto ciò che appartiene al Comando generale d* eserciti e
subalterni d'essi con lordine che dee tenersi per marciare, accam-
pare, combattere, attaccare e difendere le piazze, città e quartieri.
(Cod. N. 284).
Cod. cari, del Sec. XVIH in ioL
Il Conte D. Giuseppe Beretti era lettore delle matematiche militari per
S. Mu nelle Scuole Palatine della città di Milano. Vi sono in questo Codice
molte correzioni autografe. Non è citato né dall' Argelati nò dal Predali.
« Bib. Mil. » .
■
BERNARDELLI Matteo. — Poesie. (Cod. N. 1010).
Cod. cart del Sec. XVIII in fol.
Sono traduzioni in versi di diversi brani di autori latini v Nel vecchio
inventario della libreria furono così notati perchè sul cartone vi era scritto
Ìuel nome ; ma siccome esso aveva servito di coperta agli atti di una causa
ro R. D. Jo. Matheo Margari centra Matheum BernardeUi, ooiae ivi si
legge , così credo che l'averli attribuiti a quest' ultimo sia una semplice
congettura senza vero fondamento. In ogni modo sarebbero di autore ano-
nimo, perchè altro nome non vi si trova.
«
BERNARDI (di) De Monti Girolamo. — - Pratica d'aritmetica.
(Cod. N. 57).
Cod. cart. in 8° del 1571.
In seguito alle pritae quattro operazioni dell'aritmetica vi è la soluzioni
di un gran numero di problemi.
BERNARDI (Sancti). — Psalmographium oonfectum in laurìem Virginis
matris Dei. {Cod. N. 426).
Cod. memb. del Sec. XV in 8°.
Alla fine furono aggiunte altre preghiere.
BERNARDIN US de Senis. — Tractatus de contractibus et usuri*.
(Cod. N. 674).
Cod. memb. del Sec XV in 8« pica di fol. 227
Precede una Tabula semumum et materiartm che occupa 10 fol.t indi
« Incipit tractatus de contractibus et usuris secundum fratrem Bernar-
« dinum de Senis, et primo ponitur ordo dicendorum in materia dtetorum
% contractuum et usurarum »*
BESUTIO (DE) JOHÀNNOLUS 29
Questo Codice devq essere stato scritto prima del USO , anno in cui il
suo autore venne canonizzato, stantecbè non gli vien dato il titolo di Santo.
Questi sermoni Tennero stampati per la prima volta nel secolo xv, senza
data né luogo ; ma Secondo 1 Hain, Bep. Bibl. N. 2835 l'edizione sarebbe di
Strasburgo. Il Codice è accuratamente scritto con bel carattere , ma con
molte abbreviature. Ha le iniziali miniate ed è ben conservato.
BERTINI Anton Francesco. — Frammento di un' apologia a favore del
Bertini per certe voci e frasi da lui usate che voleansi riguardare
come non toscane. (Cod. N. 575).
Cod. cart. in fol. di carte 10
Il Bertini fece stampare l'apologia col titolo seguente:
« Risposta di Anton Giuseppe Branchi da Castel Fiorentino, scolaro nello
« studio Pisano a quanto espose il signor Giovan Paolo Lucardesi al libro
« del r Ecc.™ sig. Dottor Ant. Fr. Bertini intitolato: Lo specchio che non
« adula, ecc. Colonia (cioè Lucca) nella Stamperia Arcivescovile, 1708 ».
BERTOLI Gian Domenico- — Delle antichità di Aquileja. (Cod. N. 167).
Cod. cart. dal Sec. XVIII con figure diiegnate a peana in fol.
0
Non vi è che il III voi. ed è autografo. È opera di pregio ed è citata
nel V voi. del « Corpus Inscriptionum » stampato a Berlino.
BESOZZI Gioachino, monaco Cisterciense poiJCardinale. (Cod. N. 51).
»
Sono 22 lettere autografe dirette al P. D. Lorenzo Giorgi dall'anno 1728
al 1743. Vi è unita una lettera di Alfonso Rodrigue allo stesso Giorgi.
Queste lettere vertono sopra argomenti di erudizione. Il P. Giorgi era mo-
naco Cisterciense e fu poi Abbate di S. Stefano in Conili. Fu uomo di gran
sapere e 1' Argelati (Bib. Scrip. Med.) ne parla con gran lode in diversi
luoghi ma specialmente nella col. 187. Da queste lettere appare che il
P. Giorgi aveva incominciata la trascrizione ed illustrazione delle pergamene
del Monastero di S. Ambrogio, le quali vennero poi pubblicate nel Codice
Diplomatico Sant Ambrosiano dal Ftima^alli, e da ultimo riprodotte da me
Bel Cod Diplomatico Lombardo (Mon Hist. Patriae. T. XIII) edito a Torino.
U Cardinale Besozzi era esso pure uomo erudito e vien lodato dall* Argelati.
(1. & COI. 151).
BESUTIO (de) Johannolus. — * Liber iinbreviatnraram mei Johannoli
« de Besutio notarti filli q.m domini Savioli civitatis Mediolani
« scribeque ÌIL™1 d.ni d.ni ducis Mediolani annorum mccccii et
« mcccciii ». (Cod. iV. 143).
Cod. m«mh. la fbL éè\ Sec. XV.
«
Precede una rubrica del contenuto di questo volume. Questi istromenti
non sono contratti fra privati , ma bensì atti che interessano la storia ,
esaeado stipulati fra i principi della casa Visconti ed altri personaggi o con
città soggette al loro dominio.
30 BIAGIA (LA)
BESOZZO Don Giov. Pietro. — Sermone, ossia discorso sopra le me-
ravigliose virtù et gratie della Maddalena felicissima all'eccellente
protofìsico et lettore di medicina al primo luogo nello studio di
Pavia il sig. Nicolò Boldone. (Cod. N. 373).
Cod. cart del Sec. XVI in 4°.
Precede un sonetto del sig. Filippo Binasco alla Maddalena, ed in calce
un altro di Vittoria Colonna, Marchesa di Pescara, in laude della gloriosis-
sima Maria Maddalena. Questo discorso fu stampato in Milano nel 1577.
É citato dall' Argelati (col. 152).
BEST A. Giacomo Filippo. — Descrizione origine e meraviglie della citTà
di Milano e delle imprese dei suoi cittadini. (Cod. N. 180 al 183).
Cod. cart in fol. del Sec. XVII, 3 voi. autografi, più una copia del 2° volume
L'autore di questa storia era un notaro milanese che mori nei primi
anni del sec. xvn, essendo egli ancor vivo, ma attempato, nel 1606 come
appare da una postilla al cap. I del lib. xi. Coprì diverse cariche in Milano
e fu per ragione d'ufficio deputato. alla difesa di uno dei complici del ten-
tato assassinio di S. Carlo Borromeo, ma poi avendo rinunciato alla vita
pubblica si dedicò alle ricerche storiche sulla sua città natale e scrisse
auesti tre grossi volumi in cui pur ripetendo le favolose origini e primordi
i Milano, riunì preziosissime notizie che ci sarebbero in gran parte sco-
nosciute s'egli non le avesse consegnate nella sua storia.
Nel I voi. di pag. 1207 dopo aver detto delle origini di Milano e descritta
brevemente la città e suo territorio parla del clero, delle chiese e dei mo-
nasteri che allora esistevano, delle magistrature, delle città che furono
soggette ai duchi di Milano e termina col ricordare quei cittadini che fio-
rirono nelle armi, nelle scienze ed ebbero dignità ecclesiastiche, e quelli
che furon canonizzati.
Nel secondo voi., di pag. 1291, incomincia la storia di Milano: pren-
1 dendola dalle sue origini favolose la conduce sino all'anno 1352, in cui morì
l'Arcivescovo Giovanni Visconti signore di Milano.
Il terzo voi. , di pag. 1440, contiene la storia della città di Milano dal
principio della signoria di Barnabò Matteo e Galeazzo Visconti sino al 1561.
Questi tre volumi sono autografi. La copia del secondo è d'altra mano,
ma venne fatta eseguire dallo stesso autore. Essi sono tanto più preziosi
in quanto che oltre al loro valore storico, non ne esistono al tre~ copie. Solo
si trova nella Bib. Ambrosiana un estratto del primo volume.
Il Besta fu ricordato con lode dal Picinelli nell'Ateneo de' letterati
milanesi, dall' Ab. Placido Puccinelli nella Fede e nobiltà del notaro, e
lo cita più volte nel Zodiaco della chiesa Milanese , e dall' Argelati nella
Bib. Scrip. Med.
BIAGIA (la) da Dicomano. — Commedia. (Cod. N. 926).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVIII.
Vi è unita la commedia del « Bifolco Villanesco » di Pietro Ulivi da
Scarperia,
BIL1IS (DE) ANDREAS 31
Bibbia sacra. (Cod. N. 9139).
Cod. membr. in fol. del Sec. XIV di fol. 606 compreso l'ultimo bianco.
Questo prezioso e magnifico Codice è scritto in due colonne con bellis-
simi caratteri semigotici quadrati: contiene tutti i libri dell'antico e del
nuovo Testamento. Al principio di ogni libro vi sono delle stupende minia-
ture di stile Giottesco, che salgono al N. di 141. Quella che trovasi al fol.
435 dove incomincia il nuovo Testamento è un vero quadro: copre tutta
la pagina e vi è rappresentato Cristo in croce, circondato da una specie di
albero da cui escono dei rami sui quali in tanti scudetti sono effigiati i
profeti ed i patriarchi. Queste miniature sono benissimo disegnate e di va-
ghissimo colorito, che al pari dell'oro messovi a profusione conservano tutta
la primitiva freschezza. Le iniziali dei capitoli sono tutte ornate di arabeschi
rosso azzurro. Il Codice è di una conservazione perfetta: ha una legatura
in cuoio con ornati impressi a freddo, eseguita in Germania dove questo
volume fu trasportato come lo provano alcune note, che furono aggiunte
posteriormente, e che sono di scrittura tedesca. É un vero capolavoro d'arte.
Il testo è assai corretto, ed è quello della Vulgata di cui si 6ervì Sisto V.
per l'edizione che ne fece fare.
BIANCHI Ercole. — Memorie. (Cod. N. 1287).
Cod. cart. del Sec. XVII in fol.
L'Àrgeiati (Bib. Scrip. Med. col. 180) parlò con molta lode di Ercole
Bianchi, di cui dà pochi cenni biografici ed il catalogo delle opere. Ma egli
ommise queste memorie che più di ogni altra possono interessare perchè
raccontano la sua delegazione al campo spngnuolo al Po e quanto vi acca-
deva nel 1636. Sono autografe, ed a confermarne l'autenticità vi è unita
una lettera del tiglio di lui Luigi, che nel 1666 ne chiedeva la restituzione
avendole egli prestate al defunto principe Ercole Trivulzio. Vi sono pure
altre lettere autografe di diversi personaggi a lui dirette.
BIGOLINÀ Giulia. — Urania, Novella. (Cod. N. 88).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVI.
Precede la dedicatoria assai lunga « Al magnifico et eccellente Dottor
« di leggi il S. Bartolomeo Sabatico Giulia Bigolina •. Indi viene la no-
vella pure assai lunga a Urania nella quale si contiene l'amore d'una giovane
• di tal nome » .
Questo Codice apparteneva alla libreria Saibante di Verona. É scritto
molto accuratamente, ed è forse autografo, essendo esso l'esemplare offerto
al Salvatico , di cui si vedono le iniziali B. S. allato ad uno stemma che
trovasi sulla copertura originale in cuoio nero con ornati impressi in oro.
Questa novella e inedita, e fu notata dal Conte Borromeo nel Catalogo dei
Novellieri Italiani (Ed. 2a, pag. 8).
*
BILIIS (de) Andreas. — Historia rerum gestarum a Jo. Galeaz et Phi-
lippo Maria ducibus Mediolani. (Cod. N. 1383).
Cod. memb. in fol. del Sec. XV.
Di questo bellissimo Codice colle iniziali dorate e miniate che apparteneva
32 BLANCHINUS JO. BAPTISTA
allori ai Marchesi Visconti fa cenno T Argelati nel t° voi., col. 160, della
« Bib. Scrip. Mediol. » , ed è il quarto dei testi che servirono per la stampa
di quest'opera nel voi. XIX degli S. R. I. Infine si lerae • Thomas Curtius
« presbyter mediolanensis transcripsit hoc opus, et id expedivit xvi mensis
« Maii mccoclxxii » Il Codice è benissimo conservato ed ha la sua legatura
« originale ».
BILIIS (de) Andreas. — Historia Mediolanensis. (Cod. N. 1430).
Ood. memo, in fol. del Sec XV.
Sul primo fol. trovasi un bel fregio con iniziali miniate, ed a pie della
pagina uno stemma di fasce azzurro ed oro.
BILIIS (db) Andreas. — Historia rerum gestarum lll.m Mediolani Ducum
Johannis Galeaz et Philippi Mariae. (Cod. N. 1502).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI.
Alla fine vi si legge la stessa sottoscrizione che trovasi nell* esemplare
in pergamena del 1472 COD. 1383, per cui è chiaro esser questa una copia
di quello. In principio del fol. di risguardo si legge la nota seguente:
« 1658, 28 Novembris. Jo. Petri Puricelli Archipresbiteri Laurentiani donum
t eo clarius quod baec historia patris mei chirograpbo Qui tunc temporis,
a senator erat imprimi jussa • . Segue la firma di Vercelli no Visconti.
B1RAG0 Gerolamo. — Meneghino alla Senavra. (Cod. N. 995).
Cod. cart/ del Sec. XVill in 4°.
BIRAGO Gerolamo. — Altra copia. (Cod. N. 996).
BIZOZERO Jo. Baptista. — Tractatus quatuor videlicet de furto resti-
tutione usura et contractibus. (Cod. N. 683).
Cod. cart. del Sec. XVI in 4°.
A pie della prima pagina leggesi scribente Jo. Baptista Ruga, anno 1592.
Giov. Battista Bizozero nacque a Varese e visse ai tempi di S. Carlo
che lo mandò in varii luoghi ad esercitare il suo ministero sacerdotale.
Scrisse diverse cose, alcune delle quali furono stampate ed altre rimasero
inedite: fra queste ultime vi sono questi quattro trattati di cui due rimasero
ignoti all' Argelati che nella • Bib. Se. Med, Tom. I, P. 11, col. 176 »* nota
il « Tractatus de usura » e nel T. II, P, 1 1 nota il • Tractatus de furto » ,
omettendo quelli « De Restitutione e De Contractibus • .
BLANCHINUS Jo. Baptista. — De origine antiquitate et nobilitate fa-
mi liae Crassae. (Cod. N. 1448).
4
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII, autografo.
fri&rrt Dtllt-Cm lift Elia,?* C ferrar» . i
LIBRO DEL JESUS per uso di MASSIMILIANO SFORZA
-;cice N* 2163 Pag in-
FIGLIO DI LODOVICO IL MORO DUCA DI MILANO
BOCCACCIO GIOVANNI 33
BLANCHINUS Jo. Baptista. — De origine antiquitate et nobilitate
JH mae fomiliae Crassae Roman ae in diversas Italiae urbes propaga tae
deque viris toga sego ve conspicuis ejusdem Dissertatio.
(Cod. N. 1785).
Cod. cart del Sec. XVII in 4°, autografo.
BLANCHINUS Jo. Baptista. — Genealogia et historia Cribellae gentis
arbor. (Cod. N. 1782).
Cod. cart in fol. del Sec. XVII.
BLANCHINUS Jo. Babtista. — Langobardum regiarumque et illustrium
famiiiarum a Langobardis regibus genus ducentium origenes gene-
rationes stemmata etc. Tom. I. (Cod. N. 1783).
Series genealogica totius gentis vice comitum. Tom. II.
(Cod. N. 1784).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII, 2 voi. autografi con alcuni fogli stampati.
BOCCACCIO Giovanni. — Vita di Dante Alighieri. « Inchomineia la
« vita del chiarissimo poeta Dante Alighieri da Firenze composta
« per lo magnificilo poeta messere Giovanni Bocchaci da Certaldo » .
(Cod. N. 80).
Cod. cart. in 4° pi ce. del Sec. XV di carte 36.
Sulla prima facciata vi è un fregio miniato, i capoversi hanno le ini-
ziali in colore. Termina « Qui finisce if breve tractato de la origine, vita,
« costumi et opere del chiaro poeta Dante Alighieri di Fiorenza facto in
« laude et comendatione del detto poeta dal venerabile poeta messere Gio-
« vanni Boccaccio da Certaldo di Firenze, finito adì 22 d'Ottobre 1437 *.
Dopo la vita di Dante « Incomincia la storia del secondo filosofo > .
Questo Codice appartenne al pittore Giuseppe Bossi, e sopra di esso venne
fatta l'edizione di questa vita premessa alla • Divina Commedia • stampata
in Milano dal Mussi nel 1809. La vita però è più breve di quella che tro-
vasi in altre edizioni perchè vennero tralasciate alcune digressioni ed ab-
breviate alcune parti.
BOCCACCIO Giovanni. — Ninfale Fiesolano. (Cod. N. 969).
Cod. cart. in 4° del Sec. XIV.
Incomincia colla seguente intestazione in rosso:
■ Incomincia elibro chiamato il Ninfale il quale parla damore cioè dafrico
■ et di Messola compilato et facto per messer giovanni bochaccio da Cer-
« taldo poeta ».
La lezione è buona ed ha bellissime e molte varianti.
BOCCACCIO Giovanni. — La Teseide. (Cod. N. 1017).
Còd. cart. in fol. del Sec. XIV.
Incomincia questo bellissimo Codice colla lettera del Boccaccio a Fiam-
Catal. TrivuUiana (Sitànpito il 31 marzo 1883/ 5
I
84 BOETHIUS SEVERINUS
metta. Quindi segue un • Sonetto nel quale si contiene nno argomento
« generale a tutto illibro • , poi un altro « Sonetto nel quale si dimostra
• uno argomento partichulare del primo libro ». Poi viene il poema • Incho-
« mincia il primo libro del Teseida et de le nozze de la regina ipolita. Im-
• prima la invochatione dello auctore ». Termina il Codice così « Qui finisce
• ìllibro nominato Teseida chompilato et facto per lo eccellente poeta messer
• Giovanni da Certaldo, la cui gratiosa anima abbia ricevuta ne le sue
« braccia il beato messer Sancto Michele Angelo et rappresentata ne la gloria
« di vita eterna dinanzi al vero et eterno Ydio nostro signore Yhu Xpo Amen ».
I versi sono frammisti qua e là da alcune illustrazioni in prosa diverse
da quelle stampate nei margini della Ediz. del 1475. Nella iniziale della
lettera a Fiammetta miniata e dorata con un fregio nel margine vedesi una
figura che dovrebbe essere il ritratto dell'autore. Anche l'iniziale del poema
è miniata. I sommari sono in rosso e le iniziali dei libri con arabeschi rosso
azzurro. Sulla prima pagina vi era uno stemma che fu coperto con un forte
color rosso.
BOCCACCIO Giovanni. — De casibus virorum et feomìnarum illustrium.
{Cod. N. 750).
Cod. cart. in fol. del McO a 2 col.
Incomincia colla seguente intestazione in rosso « Johanis Bocatii de
Certaldo de casibus virorum illustrium li ber primus incipit ad generosum
et strenuum militem dnm Mohinardum de Cavalcantibus de Florentia
preclarum regni Siciliae Mareschallum Oblatio libri », termina colla sot-
toscrizione « Johannis Boccatii de Certaldo ad strenuum militem Maghi -
nardum de Cavalcantibus de Florentia preclarum regni Sicilie Marescallum
de casibus virorum illustrium liber nonus et ultimus explicit. Adversa
fortuna. Per me laurentium de Assisio in Roccha conta invalescente peste
die xxviii Julii 1430. Deo gratias amen ».
La prima edizione conosciuta di quest' opera del Boccaccio è quella senza
data che vuoisi sia stampata coi caratteri di Giorgio Husner a Strasburgo.
Fu tradotta in francese e stampata a Bruges nel 1 476, e più altre volte in
Francia nello stesso secolo. Fu pure tradotta in spagnuolo e stampata a
Siviglia nel 1495. Non ebbe ugual fortuna in Italia dove la traduzione
fattane da Giuseppe Betussi venne alla luce per la prima volta a Venezia
soltanto nel 1545 per T Arrivabene, e riprodotta poi nel 1551 pei fratelli
Nicolini da Sabbio, e nel 1598, con aggiunte di Francesco Serdonati a Fi-
renze pel Giunti.
BOETHIUS Severinus. — Aritmethica et Musica. — Gerbertus schola-
sticus Constantino suo: Epistola. (Cod. N- 646).
Cod. memb. del Sec. XII in fol. acefalo
Codice di scrittura assai minuta ma nitida e regolare, colle figure ben
disegnate in rosso. Molte iniziali sono in rosso od azzurro con graziosi
arabeschi a penna. La lettera di Gerberto, scolastico, la quale tratta del
modo di formare la sfera vien ricordata dal Fabrizio nella « Bib. Latina »
e fu stampata dal Mabillon negli Analecta, Tom. II, pag. 212 ».
BOETHIUS Severinus. — De consolatione philosophiae. {Cod. N. 702).
Cod. memb. in fol. picc. del Sec. XIV.
Incomincia il testo senza essere preceduto da alcun titolo. In fine leggesi
BOJÀRDO MATTEO MAEIA 35
di carattere dfrerso ma antico • Explicit liber boecii de consolatione Deo
• gratias amen • . Alcune iniziali sono ornate con arabeschi fatti a penna,
le altre semplicemente colorate.
B0ETH1US Skverinus. — De consolatione philosophiae. (Cod. N. 810).
Cod. Art in fol. del Sec. XV.
Incomincia il testo, senza alcun titolo, con una lettera maiuscola miniata.
A pie della pagina vi è lo stemma Crivelli. Termina al fol. 38 ove inco-
mincia « L. Ann. Seneca ad Galionem de rernediis fortuitorum ». Questo
trattatela occupa 2 fol.
B0JARD0 Matteo Maria Conte di Scandiano. — Orlando innamorato.
(Cod. N. 1094).
Cod. memb. in fol. del Sec. XV di carte 150, più 4 bianche in fine.
Al principio del volume trovasi la nota seguente di D. Carlo Trivulzio.
t varii letterati parlano del Bojardo come il Valisnieri, il Crescimbeni,
il Fontanini, il Quadrio e più di tutti il Conte Giov. Maria Mazzuchelli
nell'opera degli scrittori d'Italia. Tom. V., dove dà ragguaglio di due
testi a penna di questo poema: il primo come esistente presso di me
Carlo Trivulzio, ed il secondo come esistente già alcuni anni in Modena
presso Bartolomeo Soliani libraio stampatore. Ho qualche memoria che
il Codice del Soliani non altro sia che il presente venduto da esso al
sig. Conte questore D. Francesco di Aguirre, grande amatore di ottimi
libri nei suo passaggio per Modena circa l'anno del 1736, allorché resti-
tuì vasi alla sua carica di questore in Milano, di dove era partito a cagione
delle armi Gallo Sarde che avevano occupato Questo Stato. Dopo la morte
di esso io ne feci l'aquisto dal sig. Abb. Don Filippo Sacchetti Romano
deputato dell'erede alla vendita dei libri del suddetto Ministro. E ciò fu
il giorno 6 di Aprile dell'anno 1748. Il Bojardo prevenuto dalla morte
nel 1494 non lasciò di questo suo poema che il primo e secondo libro
con nove canti del terzo, e tutto ciò contiene il presente Codice. Il libro
Juarto, quinto e sesto che si trova nella stampa di questo poema è opera
i Mesr Nicolò de^lr Agostini. Il presente Codice è scritto vivente l'autore
o alla più al principio del xvi secolo ed ha lezioni diverse delle stampate » .
Alla precedente nota di D. Carlo aggiungerò che molte e assai notevoli
sono le varianti che esistono fra il testo di Questo Codice e l'edizione del
1528, esistente in quésta libreria, citata dal Melzi nella Bibliografia dei
poemi cavallereschi, pag. 46.
Don Carlo Trivulzio non aveva avuto campo di fare confronti, ma il
Marchese Gian Giacomo, suo nipote, sospettando che fosse autografo portò
il MS. a Modena e lo fece esaminare il 23 febbraio 182C dai Bibliotecari
della Bib. Estense Baraldi Cavedoni e Galvani, dal Prof. Parenti e dal signor
Bernabei notaio dell'Archivio secreto del Duca di Modena, i quali avendolo
confrontato con tre lettere autografe del Conte di Scandiano, che si trova-
vano in quell'Archivio giudicarono che questo Codice è tutto scritto di mano
del Boiardo. Ciò è consegnato in una nota autografa del March. Gian Gia-
como Trivulzio, la quale è unita al volume. Più tardi il figlio di lui Mar-
• chese Giorgio potè avere una lettera autografa del Conte di Scandiano
diretta alla Contessa di Castelluccio D. Cassandra da Correggio Visconti
munita del suo sigillo ed unirla alla nota precedente e porre così ognuno
in grado di accertarsi , col confronto che questo Codice e realmente auto-
grafo. — Aggiungerò che è scritto con molta cura ed assai nitido. Alla fine
36 BUONÀMICUS LAZABUS
però che sotto l'ultima ottava al fol. 159 vi è scritto Jft
che scrisse il poema. Fu mosso da taluno il dubbio che il Codice potesse
essere di mano del secretano del Bojardo, del quale si trovano lettere scritte
e sottoscritte col nome del suo padrone, la cui scrittura rassomigliava molto
alla sua. Posto anche che ciò fosse (e non lo credo dopo le testimonianze
dei bibliotecari Modenesi di cui sopra), quésto non scemerebbe autorità al
Codice perchè scritto sotto gli occhi dell'autore. Ma ora è di moda di metter
tutto in dubbio. — Ogni pagina contiene 14 ottave in due colonne. Non
vi è divisione di canti: fra una ottava e l'altra rimane vuoto lo spazio di
una riga. Solo fu lasciata nell'ottava che incomincia un nuovo canto uno
spazio bianco per miniarvi la prima lettera, la quale manca. Al principio
del volume la prima colonna non contiene che sei ottave, essendo rimasto
bianco il luogo per mettere il titolo del poema. Non occorrono parole per
dimostrare di quanto pregio sin questo Codice, che è anche di una perfetta
conservazione.
BOLZONE Jacopo. — Libro di Abbaco. (Cod. N. 278),
Cod. cari in foL del Sec. XVI.
Sulla prima pagina l'autore si sottoscrive Abachisia et scrittor publico
in Piacenza. Al fot. 7 in alto trovasi il millesimo 1518, senz'altro.
BONACURSIUS Pistoriensis juris consultus. — Declama tio de nobilitate
generis et virtutis quae eorum precellentior sit: habita inter P. Cor-
nelium consultorem virum et C. Flaminium equestris ordinis virum.
(Cod. N. 633).
Cod. memo, in 4° del Sec. XV.
Questa operetta dovrebbe essere di quel Giovanni Buonaccorsi di Pistoja,
giureconsulto che insegnava diritto in Pisa nel 1490, e che fu ucciso per
vendetta da Ascanio Ciocio, cui era stato ammazzato il padre da Andrea
Buonaccorsi (Vedi Salvi, Stor. Pist, P. Ili, pag. 10). Il P. Fr. Zaccaria (Bib.
Pistor., pag. 173) lo dice autore di più opere che mai furono stampate. 11
Mazzuchelh pure lo notò nel voi. II, P. IV, p. 2297, ma nessuno di questi
scrittori dà il catalogo delle sue opere.
BUONAMICUS Lazarus. — Epistolae ac tria Epigrammata, quorum duo
grece scripta. (Cod. N. 656).
Cod. cari in i 2° del Sec. XVI autografo.
Le epistole sono in versi. In fine trovansi alcuni altri versi latini d'altra
mano che sembrano esercizi di composizione.
Lazaro Buonamici fu letterato di gran fama a' suoi tempi. Nato in Bassano
nel 1479 da poveri genitori, studiò a Padova, ove dopo molte vicende di-
venne professore e finì la vita nel 1552. Egli si trovava a Roma nel 1527
all'epoca del terribile saccheggio dato a quella città, e vi corse grandi pe-
ricoli, e perde non solo la sua biblioteca ma anche tutti i suoi scritti. Poche
sono auindi le opere lasciate dal Buonamici perchè in seguito temendo forse
dì vedersi assalito dai critici in rappresaglia delle sue censure àgli altrui
BONCOMPAGNUS 87
lavori, non pubblicò che poche cose. Per tal ragione è tanto più prezioso
Ìuesto Codicetto che contiene delle epistole scritte mentre era professore a
adova. Esse sono autografe. . Il Mazzuchelli (T. II, P. IV, p. 2325) dopo
aver dato delle notizie biografiche su di lui , dà 1' elenco delle sue opere ;
ma fra le « Epistolae » da lui citate non si trovano quelle contenute in
questo Codice che sono inedite.
BONAVENTURA S. — Breviloquium Catholicae veritatis. — Itinerarium
montis in Deum. (Cod. N. 437).
Cod. menib. con fogli piegati, da appendere alla cintura, del Sec. XIV in 8*
racchiuso in busta di legno.
Vi è unita una dissertazione di D. Carlo sull' opera e sul Codice e sua
forma.
BONCOMPAGNUS. — Tractatus varii. (Cod. N. 721).
Ood. memb. in fol. pioc. del Sec. XIII di fol. 87 oltre due fol. di riguardo e due in fine.
Non vi è intestazione, ma vi fu lasciato Io spazio in bianco per farla.
Questo primo trattato come vien detto nella seconda linea, è intitolato
« Pratum eloquentiae • e versa sulla composizione sia letteraria che diplo-
matica, e sulla corrispondenza privata. Esso termina al fol. 68 ove leggesi
la seguente sottoscrizione: « Recitatus equidem fuit iste liber approbatus
et coronatus lauro Bononiae apud secundum Johannem in monte in loco
qui dicitur paradisus anno domini millesimo ducentesimo quintodecimo,
septimo Kalendas Aprilis , coram univilis (sic) et aliorum doctorum et
8Cholariorum multitudine numerosa. — Item datus et deductus fuit Paduac
in majori ecclesia in presentia domini Alatrini summi Ponti ticis cappellani
Sanctae Apostolicae sedis legati, venerabilique Jordani paduani episcopi
Ziffredi theologi canzelarii Mediolanensis professoris juris canonici et ci-
vilis et omnium doctorum et scolarium Paduae commorantibus anno
domini millesimo ducentesimo vigesimo sexto, ultimo die mensis Martii » .
Nello stesso fol. 68 incomincia un altro trattato senza intestazione che
termina al fol. 78 verso colle parole Explicit Cedrus, ed ha pe* argomento
i privilegi. *
Al fol. 78 trovasi un altro trattato che termina colle parole Explicit liber
qui Mirra vocatur.
Al verso del fol. 80 incomincia il trattato De amicitia che al verso del
fol. 86 termina Explicit liber Boncompagni de amicitia. >
In seguito manca un fol. ed altri dopo l'87 solo rimasto. I fol. di riguardo
tanto al principio che alla fine erano atti notarili che furono raschiati per
modo da renderne impossibile la lettura. Sul penultimo venne poi scritta
nel sec. xiv una nota relativa alla figura dei numeri ed al loro valore, e
sull'ultimo di scrittura dello stesso secolo leggesi « Rhetorica Boncompagni
* magistri Ambrosii de Minici cum . dictaminibus ».
Malgrado le più diligenti ricerche non mi venne fatto di trovar notizia
dell'autore di questi trattati che ritengo siano inediti. Quasi dubiterei che
il Boncompognus sia un pseudonimo. Non posso crederli opera di Ambrogio
Minici, il di cui nome non trovasi nel Fabricio, nominato nell'ultima nota,
perchè in diversi luoghi del trattato « qui Mirra vocatur • dovendo riportare
degli esempi replicatamente si servì d'altri nomi : Ego Johannes — ego
Vuielmus, ma non mai scrisse Ego Ambrpsius , nome che più facilmente
dove» presentarsi al suo pensiero.
38 BONIS (JOHANNES DE)
BONFADIUS Jacobus. — Annales Ianuenses ab anno 1528 recuperatae
libertatis , usque ad an. 1550. [Cod. N. 1497).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI. •
Il Codice è accuratamente scritto, ed è coevo dell' autore. Non vi è il
nome del Bonfadio al principio ma lo si legge alla fine del terzo libro.
Quest'opera fu stampata per la prima volta nel 1586.
BONIS (Johannes de) de Aretio. — Carmina. (Cod. N. 860).
Cod. parte memb. parte cartaceo in fol. del Sec. XIV.
Incomincia colle Egloghe. In un angolo del fol. in carattere minutissimo
vi è la nota seguente « Incipit primus liber bucolicarum per I. L. de Bonis
• de Aretio. Prima que dicitur Janua ubi describitur. . . Antonioti Adnrni
« tunc ducis. Interlocutores sunt Silvius et viator » . Queste egloghe sono
dieci e terminano alla fine della la col. del 7° fol. nella seconda col. del
quale « Incipit liber Epistolarum • che finiscono al fol. 15. Seguono altre
poesie che non hanno titolo, fra le quali vi sono degli inni sacri. Al fol. 34
« Incipit liber Romulee in quo primo tractatur de primevo ortu urbis, Ro-
« mulo, regibus, morte Lucretie et principio consulatus. Johannis L. de Bonis
« de Aretio • . Al fol 42 v. « Explicit primus liber incipit secundus Romulee
« Jo. L. de Bonis de Aretio ». Al fol. 47 « Incipit tertius liber Romulee Jo.
• L. de Bonis de Aretio ». Al fol. 57 « Explicit tertius liber incipit quartus
• Romulee ». Questo libro però non è compiuto essendovene soltanto 64
versi. Il V non ha intestazione come non l'hanno il VI ed il VII, del quale
ultimo non vi sono che 24 versi.
Il Mazzuchelli parla di questo autore nel voi. II, P. Ili, p. 1665, ma non
fece che copiare quasi letteralmente quanto aveva scritto il Quadrio nelle
correzioni ed aggiunte premesse air Indice Universale della Storia e ragione
dogai poesia (pag. 266 e 267). Essi s' ingannarono in più cose. Prima di
tutto i Codici che portano il nome del De Bonis nella Bib. Trivulzio non
sono due ma tre, due in fol. ed uno in 4°, e 'vi esistevano fin dai tempi
del Quadrio. Il De Bonis non potè fiorire circa la fine del sec. xm per la
ragione che nella la egloga tesse le lodi del Doge di Genova Antoniotto
Adorno, che fu eletto a quella carica nel 1383 e fu il secondo Doge della
sua famiglia, essendolo stato pel primo Daniele. Era anzi ancor vivo il De
Bonis al principio del sec. xv, perchè scrive delle epistole per far cessare
lo scisma di Papa Giovanni xxm che era stato eletto nel 1410. Non sono
tre i canti della Romulea ma sette. L' opera non pare finita e non sono
terminati neppur tutti i primi canti come si vede dalla descrizione che ha
fatto qui sopra del Codice. Negli ultimi canti parla di Cesare, e si vede che
forse intendeva di mettere in versi tutta la Storia Romana come Petrus
Parisiensis (de Riva) aveva fatto colla Bibbia. I precitati autori non parlano
delle epistole, delle altre poesie latine e degli inni sacri che si trovano in
questo Codice.
Il Fabrizio non conobbe questo autore. Lo Zaccaria nel libro « Excursus
literarii per Italiani » scrisse a pag. 322 parlando della libreria del MM Tri-
vulzio « Inter Mss. Codices Johannis de Bonis Aretini Italica et Latina car-
mina non uno volumine comprehensa adservat » . Tutti e tre questi volumi
sembrano autografi stante le grandissime correzioni e te diversità sostanziali
che si vedono nel testo delle stesse poesie. Credesi pure opera autografa del
De Bonis un altro Codice di questa biblioteca notato col titolo di « Serrao
de Oratore et Ciceronis Rhetorica ad Herennium » . (Cod. N. 862).
I primi 35 fol. di questo Codice sono in pergamena e palimsesti: furono
BORGHESI LORENZO 39
esaminati dal Card. Mai che non ne fece caso , come cosa di pòco valore.
Esaminandoli ho trovato che sono frammenti di un'opera legale, cioè com-
menti sul Digesto.
BONIS (Johannes de) de Aretio. — Carmina. (Cod. N. 861).
Cod. cari in fol. mas. del Sec. XIV e XV.
Incomincia colle egloghe le quali sono poste in ordine diverso da quelle
del Cod. precedente e con delle varianti. Alla pag. 47 « Incipit primus liber
• epistolarum • . Sono 27 epistole che trattano di affari politico-ecclesiastici
specialmente sullo scisma di Papa Giovanni. Questi sarebbe Baldassare
Cossa, essendo stato nominato papa da sedici cardinali il 17 Maggio 1410
prese il nome di Giovanni XXIII e fu deposto dal Concilio di Costanza il
29 Maggio 1415. Queste lettere sono importanti per la storia di quel tempo,
e salve le varianti sono le medesime che trovansi nel Codice precedente. —
Segue un poema di terza rima, che deve essere stato scritto dopo il 1386,
perchè nel 1° canto viene profetizzata la morte violenta di Carlo di Du razzo
che venne assassinato in queir anno. Viene descritto, in questo poema che
è in forma di visione, il sacco e massacro di Arezzo ch'ebbe luogo nel 1381,
del quale si ha un racconto anche in una cronaca in terza rima di Ser
Gorello, stampata dal Muratori nel voi. XV dei R. I. S. Questo poemetto è
inedito come lo sono anche tutte le altre poesie del De Bonis. — Segue un
altro poema in latino in cui racconta la storia de* suoi tempi: deve essere
stato scritto dopo il 1 395 perchè Gian Galeazzo vien nominato col titolo di
Duca. Dopo vi sono le egloghe, ma non tutte e con diverso ordine e molte
varianti. — Dopo queste si trovano delle cantilene morali parte latine parte
italiane, fra cui una in lode di Gian Galeazzo Visconti. Anche questo Co-
dice contiene dei fol. in pergamena palimsesti che contengono commenti
legali.
»
BONIS (Johannes de) de Aretio. — Bucolica et Romulea. (Cod. N. 675).
Cod. memo, con qualche fol. in carta del Sec. XIV in 4°.
Il Mazzuchelli nel T. II, P. Ili, p. 1665 cita appunto questo Codice che
fin da' suoi tempi apparteneva alla Bib. Trivulzio. Alcuni dei fogli in per-
gamena sono palimsesti, la scrittura primitiva de' quali è di poco anteriore
alla seconda. Erano commenti legali e trattati ecclesiastici. Non vi son che
tre egloghe. La seconda di queste sarebbe la 7* del Codice precedente. Vi
sono de' cambiamenti grandissimi da farla quasi sembrare altra cosa: la
terza sarebbe la V del primo Codice. Della Romulea non vi sono che i primi
tre canti.
BORGHESI Lorenzo da città di Castello. — Vita di Chiappino Vitelli
signore di Montone, ecc. (Cod. N. 47).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVII di fol. 147
oltre al frontispizio, l'indice e tre fol. bianchi che occupano fol. 24.
Previo un fol. bianco vi è il seguente frontispizio in rosso « Vita di
« Chiappino Vitelli signore di Montone, Marchese Perriolo e di Citona Gran
« Commendatore de Cavalieri di S. Stefano, Conte di Campagna et arbitro
« tra la Maestà Cattolica e l'Inghilterra, nella quale sommariamente si rac-
40 BORBOMEO (S. CARLO)
• contano gli eccelsi gradi e gli egregi i fatti militari di questo gran ca-
• valliero. Raccolta da D. Lorenzo Borghesi da città di Castello » .
Dopo due fol. bianchi vi è la « Tavola delle cose più notabili che nella
• presente opera si contengono » . Al fol. 146 vi è la « Nota degli autori
« da quali ho raccolto la presente narrazione » .
Questa vita di Chiappino Vitelli, che sembra autografa, è tuttora inedita
e rimase sconosciuta al Litta. É assai pregevole questo lavoro di un autore
che pare contemporaneo o di poco posteriore al celebre capitano di cui rac-
conta le gesta, e che potè consultare molte cronache, delle quali dà la nota,
che non furono mai pubblicate, ed ora forse sono amarri te. Chiappino Vi-
telli fu tra i migliori generali che servirono il re di Spagna: non poche
furono le missioni diplomatiche affidategli da Filippo II. Si mantenne sempre
fedele ai principe ai cui stipendi si era messo, benché gli fossero più volte
fatte dal re di Francia assai lusinghiere proposte.
La sua morte avvenuta in Olanda è raccontata dal Borghesi assai diver-
samente che dal Litta. Nella raccolta di autografi che esistono nella Bib.
Trivulzio vi sono dodici lettere di Chiappino Vitelli scritte dall' Aprile al
Maggio 1534 durante la guerra di Siena.
BORGHI Luigi. — Storia della lega di Cambrai. (Cod. N. 1455).
Cod. cart in fol. del Sec. XVI.
Il Borghi fu secretano della Rep. Veneta enei 1552 venne dal Consiglio
dei X incaricato di scriverne gli Annali. Nel Voi. VII, P. II dell'Archivio
storico italiano venne pubblicata la parte che serve di supplemento alla
storia di Daniele Barbaro. Il testo contenuto in questo Codice ha però alcune
differenze collo stampato. Incomincia dalla lega fatta da Giulio II nel 1513
e giunge sino di 1515.
BORROMEO (S. Carlo). Miscellanea. (Cod. N. 551 e 552).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI, 2 voi.
Questi due preziosi volumi contendono diverse lettere autografe di S.
Carlo, e di altri illustri personaggi. Vi sono importanti documenti special-
mente sulla controversia fra il d10 Arcivescovo ed il Comra. Requesens go-
vernatore di Milano. Altri documenti risguardano il tentativo fatto da S. Carlo
di introdurre il rito Ambrosiano in Monza. Al principio d'ogni volume tro-
vasi l'indice delle lettere e documenti in esso contenuti. Il 1° voi. si com-
pone di 63 pezze: il 2° di 64 , oltre molte lettere di condoglianza per la
morte di S. Carlo dirette al Conte Renato Borromeo.
BORROMEO (S. Carlo). Libro di memorie (Cod. N. 2153).
Cod. cart. in 12° di fol. 180, compreso il primo non numerizzato, sul quale D. Carlo Trivulzio
scrisse di aver numerizzato i fogli per poter fare su questo libretto delle memorie delle
cose in esso contenute sotto di un ìndice onde poter più facilmente ritrovarle.
Di tal lavoro progettato non esiste traccia, benché nulla sia stato disperso
o distrutto degli scritti di D. Carlo. Al fol. 180 trovasi l'autenticazione
seguente :
« Liber archetypus in quo S. Carolus Borromeus Med. Archiepiscopi et
• Cardinalis varia adnotabat quae ad Pastoralem suam curam tum Dioecesis
« tum Provinciae pertinebant propria frequenter manu: in cujus rei fide
BORBOMEO (S. CABLO) 41
« suae snbscripsi. In aedibus bibliothecae Ambrosianae hoc die 16 X.mbris
« 1746. Joseph Antoni us Saxius eidem praefectus. (locas sigilli).
Segue un fol. bianco dopo il quale trovasi la nota seguente di D. Carlo
Trivuizio.
« Giambattista Possevino Mantovano nei discorsi della vita et attioni di
« Carlo Borromeo. og$i Santo, Cardinale et Arcivescovo di Milano stampata
« in Roma nel 1591 , in 8°, al cap. 17, pag>. 10! f dice così Procurava di
« sapere avanti i Concilii non solo li difetti universali di tutta la provincia
« e Diocesi , vma anco dei particolari e laici e clerici et vescovi : et per
« onesto aveva un libretto il quale teneva sempre appresso di sé, nelquale
• di sua propria mano scriveva i difetti de' sudditi de' quali era informato
« per rimediarvi poi a tempo e luogo con quella sua solita destrezza e dol-
« cezza tanto grande che sforzava gli uomini a condiscendere al voler suo • .
Fin qui il Possevino, le di cui parole identificano questo libretto del quale
vi è tutta la presunzione di dire che il Santo lo abbia tenuto presso di so
dall'anno 1582 sino alla sua morte che fu alli 3 di Novembre del 1584. Su
di questo si vede che non solo notava ciò che dice il Possevino', ma vi
segnava ancora altre cose attinenti alla sua chiesa. Queste memorie poi non
sono tutte scritte di pugno del Santo, ma bensì molte. Altre moltissime
sono scritte da persone sue confidenti, onde è certo il definire che portato
al Santo qualche affare che richiedesse di farne memoria molte volte esso
stesso ne faceva notazione sopra di questo suo libretto, e moltissime altre
volte si serviva a questo fine di qualche suo famigliare ivi presente. Per
verificare quanto ilice il Possevino che S. Carlo procurava di sapere avanti
i Concilii non solo li difetti universali di tutte le provincie e diocesi ma
ancora dei particolari e laici e clerici e vescovi per rimediarvi poi a tempo
e luogo si veda ciò che ha notato il Santo a pag. Ili, nella quale descrive
la natura del vescovo di Novara. Per essere la mano del Santo un po' dif-
ficile a capirsi , qui trascrivo tutto quello che contiene la detta pagina :
« Novariae episcopus habet catulos delicatos in cubiculo cum petìaentibus
« collari bus etc. — Mensam nimis delicatam fiori bus etc — Vitra preciosa
« et varia deque iis sermo frequens in mensa et aves cantantes. — Musica
« instrumenta in mensa. In aegritudinibus etiam plura — Iracundfts etiam
, « — in missa oblivia quae^am . — Ambicionis suspectus — Vicarius monialium
« cepit dona a monialibas — Mulctae applicatae Fabricae episcopali — Se-
* cretarii capiunt prò copiis etc — Testes futuri (idest futuri Concilii).
a In civitate P. Baptista Nasus canonicus Cathedralis. In dioecesi P. Jo.
« Maria Carnenius ^Archipresbiter Olegii. P. Bernardus de Paganis alter cu-
« ratus Lunae vel preposi tus Insulae • .
Queste osservazioni sopra la persona del vescovo di Novara furono scritte
dal Santo Tanno 1582 avanti il Maggio, nel qual mese celebrò il sesto Con-
cilio provinciale, ovvero le notò per farne uso nel settimo Concilio , che
prevenuto dalla morte non potè effettuare. Sappiasi che questo vescovo jl)
era persona buona, ma il nostro S. Carlo che aveva sempre presente ciò che
dice S. Paolo (Ep. 1. ad Timotheum, e. 3): Oportetergo Èpiscopum irrepren-
sibilem esse, ed in quella ad Titum, Cap. I : Oportet enim Épiscojmm sine
crimine esse, con quel che segue, era ben lontano di contentarsi che fosse
buon vescovo, ma lo voleva ottimo e santo.
BORROMEO (S. Carlo). — Bollettini autografi. (Cod. N. 492, 493).
Sono cinque pacchi entro una techa di legno in forma di libro, ed altri
due pacchi separati legati assieme.
(1) Era questi che D. Carlo non volle nominare un Francesco Bossi milanese che dalla cat-
tedra di Perugia era stato trasferito a quella di Novara nel 1579. L'Ughelli (It. Sac. T. IV, col. 725)
dica di lai « hoc ipsnm.S. Carlo Borromeo a pud Pontificem procurante, quippe qui optimis prae-
• eulibas ac sibi simillimis suffraganeis impensius delectaretur ».
Calai. Trtoulilana (Slam paio il 31 marzo 1883) 6
42 BOSSI MAECO ANTONIO
Questi bollettini scritti per la massima parte da S. Carlo sono versetti
della Bibbia, o*de* S. Padri.
La forma in cui sono così divisi ed infilzati è la stessa con cui furono
disposti al tempo di detto Santo, ad eccezione di due che per essersi rotto
il cordoncino furono infilzati di nuovo. Il Possevino (Discorsi della vita et
attioni di Carlo Borromeo. Card. Arciv. di Milano. Roma, 1591, pag. 38),
parla di questi bollettini dei quali poi si serviva per le prediche e per com-
porre l'opera disegnata col titolo di « Sylva pastoralis » , della quale vi è
una copia in questa biblioteca. COD. N. 494.
I bollettini che non sono di mano del Cardinale, devono essere scritti
dal Possevino, che nell'opera suddetta dice di essere stato il solito compagno
negli studi del Santo Arcivescovo.
(Estratto da una nota di D. Carlo Triv. unita al volume).
BORROMEO (S. Carlo). — Lettere copiate dagli originali esistenti nella
Bit). Ambrosiana, di mano dell' Ad. Felice Monti custode della detta
Biblioteca. {Cod. N. 1631 al 1637).
Cod. cart. del Sec. XVI e XVIII in fol. pica
Queste lettere dirette a S. Carlo da molti personaggi sono importantis-
sime per la storia ecclesiastica.
BORROMEO (Cardinal Federico). — Carteggio copiato dagli originali
esistenti nella Bib. Ambrosiana, di mano dell'Ab. Felice Monti cu-
stode della stessa Bib. {Cod. N. 1638, 1639).
Cod. cart. in fol. picc. del Sec. XVIII, 2 voi.
BOSSI Giuseppe. — Descrizione del monumento di Gastone di Foix.
(Cod. N. 3).
Cod. cart. del Sec. XIX. in 8° di pag. 49.
Questo celebre monumento preparato da Agostino Busti detto il Barn-
boia, non fu mai eretto, ed il lavoro dei pezzi che dovevano comporre fu
igegno del Bossi che cogli
nell Ambrosiana ed al Castellazzo nella villa già Arconati , ora Sorniani,
seppe indovinarne la forma. I pezzi che dovevano comporre (mesto magni-
fico monumento andarono dispersi. Se ne trovano anche in Francia ed in
Inghilterra. Esiste pure una copia di questo opuscolo nell'Ambrosiana.
BOSSI Marco Antonio. — Legazione agli Svizzeri. (Cod. N. 169).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI (1560).
L'Argelati (Bib. Scr. Med. T. 1 , P. II, col 219) parla di questo Codice
che a' suoi tempi esisteva in casa Arese , e lamenta che mancasse la se-
conda parte di questa legazione agli Svizzeri che il Bossi prudentisHme
BOTERÒ GIOVANNI 43
gessit. Egli non ci dà altra notizia sull'autore se non che fu tra i Decu-
rioni delia città di Milano, e che morì nel 1582. Niuno ignora quanta parte
ebbero gli Svizzeri nella storia d'Italia e specialmente di Lombardia nel
sec. xvi per le milizie che mettevano a disposizione di chi vi faceva guerra
e manometteva queste infelici Provincie, e di quanta importanza fossero le
relazioni coi Tredici Cantonf, in gran parte protestanti, all'epoca in cui
stava per riaprirsi il Concilio ecumenico che Pio IV trasportò a Trento con
decreto fatto nel 1560.
•
BOSSI Ambrosius. — Flos florum, sive Chronica antiquitatum civitatis
Mediolani. (Cod. N. 1369).
Cod. cari in fol. del Sec. XVII.
È scritto di mano di Battista Bianchino notaro. Questo è l'esemplare
citato dall'Argelati alla col. 1960 come esistente nella Bib. dei Monaci di
S. Ambrogio. Al principio del libro vi è l'indice dei capitoli, poi alcune
note dello stesso Bianchino. Alla fine del volume trovasi la nota seguente.
• Presens chronici exemplum desumptus fuit ex originali ut credi tur prisco
quidem charactere conscripto existente apud [haeredes Aloysii ab Ecclesia
olim secretari urbani Med.Bl an 1659 ». È incerta l'epoca in cui visse Am-
brogio Bossi. Il Sitoni lo inscrive nel collegio dei Giurisperiti Milanesi fra
il 1445 ed 11 1450. Nuli' altro si conosce di lui. La maggior parte di questa
cronaca, che incomincia dalla creazione dei mondo, è ripiena di quelle fa-
vole che si raccontano sulle origini di Milano e sulla storia antica. Non
diventa attendibile che avvicinandosi alla fine. Termina all'anno 1347; ma
poi vi è aggiunto il diploma d'investitura del Ducato di Milano in Gian
Galeazzo Visconti del 1 396 con altri documenti , e la narrazione della cat-
tura di Bernabò Visconti. Credo che questo esemplare sia l'unico esistente
di questa cronaca , giacché quello che era dei Della Chiesa pare più non
esista o almeno ignorasi dove ora si trovi.
BOSSI Fabrizio. — Lettere autografe. (Cod. N. 1609).
Cod. cart. del Sec. XVII in fol.
Fabrizio Bossi ricordato dall'Argelati alla col. 211 , fl\ 1 , P. II degli
Scrip. Med., coprì alte cariche e fu anche Prefetto di Milano nel 1601 Ve-
desi il suo nome nella iscrizione sulla torre dell'orologio nella piazza detta
de' Mercanti, dove altre volte era il Broletto e dove stava la campana che
alla sera dava il segno ai cittadini di coprire il fuoco e chiudere le osterie.
Queste lettere trattano di affari pubblici e privati.
BOTERÒ Giovanni. — Osservazioni sopra Cor. Tacito. (Cod. N. 1 29).
Cod. cart. in fol. picc. del Sec. XVII di carte scritte 35.
Nella lettera dedicatoria che precede la Ragion di Stato diretta a Voi-
fango Teodorico arcivescovo di Salisburgo, datata da Roma ai 10 di Maggio
del 1589, il Boterò espone le cagioni per cui scrisse queiropera, cioè per
confutare quanto dissero su quell'argomento il Macchiavello e Tacito. Questo
Codice contiene le osservazioni da lui fatte sopra quest'ultimo autore. È
curioso di vedere quali appunti preparasse contro lo storico Romano. Questi
studi sono inediti.
U BEEVE
•
i
BRACCIOLINI Francesco. — Della Croce riacquistata , poema eroico ,
lib. XV. Parigi, per Renato Ruelle, 1605. (Cod. N. 897).
Questo volume è interfogliato e vi sono molte aggiunte e correzioni
autografe dell'autore.
BRASCA (Santo). — Viaggio in Terra Santa. (Cod. iV.#398)
Cod. memb. del Sec. XV in 8°.
.Questo Codice scritto con molta cura ha nella prima pagina un con-
torno miniato ed uno scudo sostenuto da due puttini contenente una
croce d'argento in campo rosso. Ritengo che sia l'esemplare che fece fare
per sé l'autore. Non lo credo scritto da lui , ma da un copista di profes-
. sione. In fine vi è la planimetria del S. Sepolcro : e nel fol. di riguardo la
nota seguente. • Questo libro si he de le moniche de Madona S.cU Maria
« Monte cioè S.cU Maria Maddalena de la Guarda et S.cU Martha ».
D. Carlo Trivulzio vi unì una sua nota assai diffusa, in principio del
volume, in cui dice che dopo le prime due carte mancano 4 fol. che questo
viaggio fu stampato colla stessa data che si legge in fine del Ms. cioè da
Leonardo Pachel et Ulderico Scinzenzeller nel J481 , hortatu Ambrosii Ar-
chinti. Questo Codice fu da lui collazionato colla suddetta edizione e li
trovò concordi . se non che verso la fine dove il Brasca parlando del suo
ritorno in patria -dice che arrivato al porto di Cassano non potè traghettare
l'Adda a motivo che i Principi di Milano avevano inibito il passaggio per
suspicione di peste. Ma i gentiluomini Milanesi che avevano possessioni in
Cassano avendo conosciuto il di lui arrivo gli mandarono grosse provvi-
sioni di vivande e di vini et Ottaviano Porro con Bernardo da Crema an-
darono a pranzare con lui. Di questo pranzo non si trova fatto menzione
nella stampa del 1481 probabilmente per non far conoscere questa infra-
zione agli ordini ducali , cosa che avrebbe potuto procurar loro non pic-
cole noie.
BREMBATUS Leoninus. — Gratulalo prò Repoblica Bergomensi ad
Ser.m Principem Christoforum Maururn inclitum ducem Venetiarum.
(Cod. N. 794)
Cod. cart. in 4* picc. del Sec. XV.
In fronte a questo Ms. è legato un fol. in pergamena su cui è scritto un
sonetto col titolo Bergamo città, composto per la magnifica et valorosa si-
gnora Emilia Brembada moglie del fu sig. dottore Ezechiel Solza. — Il Doge
Cristoforo Moro fu eletto nell'anno 1462.
• *
BREME (Louis de). — Traité de l'art de la guerre. (Cod. N. 1855).
Cod. cart. in fol. con carta colorata del 1790.
Breve di PP. Sisto IV a favore dei Canonici Regolari Lateranensi di S.
Agostino del 1478. Copia legalizzata da due notai. (Cod. N. 387).
Cod. in porg. del Sec. XVI in 4°.
BREVIABIUM ÀMBBOSJANUM 45
Breviarium Ambrosia num. {Cod. N. 2260).
Cod. memb. in fol. del Sec. XIV.
Questo magnifico Codice di una conservazione perfetta colla sua lega-
tura originale di cuoio con borchie e lamine di metallo intagliate consta
di fol. 360 ed ,ha 27 lettere riccamente miniate con ornati che si estendono
sui margini. È scritto molto accuratamente in caratteri grandi a due co-
lonne colle intestazioni in rosso. La prima pagina è contornata da elegan-
tissimi ornati; nella parte inferiore vi sono due miniature che occupano
tutta la larghezza. della pagina. Quella di destra rappresenta un battesimo:
Erobabilmente quello solenne del Sabato Santo, amministrato da un Vescovo
'altra rappresenta il gigante Golia ucciso da Davide colla fronda , dietro
di lui, nell angolo del fol. vi è una guglia di stile gotico.
Il testo incomincia in rosso Hymnus Sanctorum confessorum Ambroxii
et Augustini de fide Xptiana. Segue il Tedeum : nella lettera iniziale sono
dipinti i due santi vescovi. Tutte? le lettere iniziali dell'inno sono fatte a
penna con arabeschi in rosso ed azzurro. Alla fine della seconda colonna :
Incipit liber psalterii scm translationem Scissimi ac venerabilis patris nri
Ambroxii Sce Mediolanensis ecesie Archiepi Ps. David ». Il Salterio ter-
mina al verso del fol. 52 dove incominciano pli • Hyinni ad matutinum
omni die, per totius anni circulum ». Al fol. 58 « Hec est forma sa-
cramenti et fidelitatis quam faciunt et facere debent custodes et veglones
Sce Mediolanensis ecclesie ». Ed al verso dello stesso fol.. • In nomine
Sce et individue Trinitatis Incipit liber manualis de universis festività-
tibus et dominicis et singulis diebus tam de matutinis missis vesperis
et vigiliis totius anni_scdm institutionem Scissimi ac venerabilis patris
nri Ambroxii Mediolan Archiepi •. Al verso del fol. 174 si trovano le
orazioni e cerimonie per le Litanie Ambrosiane. Al fol. 287 verso « Expo-
sitio matutini officii Mediolanensis ecclesie edita a Theodoro ejusdem ec-
clesie Pontifice ».
Questa esposizione che fu stampata dal Casola nel Breviario Ambrosiano
edito da lui nel 1490 termina al fol. 299 ed è seguita dalla seguente nota
in rosso* « Regnavit annos xxn. Obiit anno currente dcgclxxx ». Questa
nota non può riferirsi al vescovo Theodoro II che stando alla nota del Coleti
nella ristampa dell' Ughel li mori nel 739, ma riguarda Carlomanno che morì
infatti il 22 di Marzo dell'880, secondo gii Annali di Fulda. Alla predetta
data in rosso segue un brano della storia di Landolfo seniore (citato anche
dal Mabillon nel I voi. del Museum Italicum a pag. 106), che fu pubblicato
nel voi. IV degli S. R. I. e sono precisamente ì Gap. X , XI , XII e XIII ,
col. 73 e seguenti. Al fol. 301 « Hoc est exemplum unius sententie late
« inter dnm Archiepiscopum ex una parte et dnm cimiliarcham ex altera
« de infrascriptis reous ». La controversia giudicata con questa sentenza
del 16 Giugno 1206 in favore dell'Arcivescovo versava sullobbligo che in-
combeva alCimiliarca della manutenzione degli arredi sacri della Metropoli-
tana. Il Giulini dopo averne diffusamente parlato a pag. 207 e seguenti del
voi. VII la pubblicò per intero alla fine di quel volume. — Al fol. 303 « Incipit
«ordo quali ter denarii omnium festivitatum dividuntur ». Venne questo
brano pubblicato dal Muratori nella Dissertatilo LVII (voi. IV delle Anti-
quitates, col. 921). Al fol. 313 « In nomine Sce et individue Trinitatis. In-
« cipit ordo Sce Mediolanensis ecclesie qualiter unicuique sit agendum se-
cuna u in otticium suum ». Questa parte che è tolta da un antico testo di
Beroldo venne pubblicata nella predetta Dissertazione 57 dal Muratori. Vi
sono per altro delle notevoli differenze nella distribuzione dei capitoli , ed
anche nei testo. Al fol. 334 • Commemoralo superbie Raveipatis Archie-
>
46 BBEVIARIUM AMBROSIANUM
a piscopi et quomodo se Mediolanensi Archiepiscopo Rome superbe preférre
« presumpserit et qualiter inde virtus subcubuit et coofusus abiit •.
Questo episodio della storia ecclesiastica Milanese venne pubblicato da!
Puricelli nella vita « S. Laurentii Littae », Cap. XXIV, N. 29 e seguenti,
avendone prima parlato nel Cap. V. Anche il Giulini nel T. Ili, pag\ 207
e seguenti, riferisce il fatto citando il Codice di Beroldo. Dopo questo rac-
conto vi sono altre preghiere, ed al fol. 335 « Incipit commemorati© hujus
• Sce Mediolanensis ecclesie episcoporum : quantum in hoc seculo vixerunt
• aut ubi sepulti sunt • . Queste vite non sono quelle dei Confalonieri , e
le credo inedite, furono però citate da Gian Francesco Besozzi nella Istoria
Pontificale di Milano. Al fol. 339 verso incomincia un ritmo in lode del-
l'arcivescovo Enrico da Settala che ritengo inedito/e non è citato dal Sassi
nelle vite degli Arcivescovi di Milano. Vi è pure un altro ritmo per l'ar-
civescovo Guglielmo Rizzoli che fu pubblicato dall'Argelati (Scrip. Med. ,
T. II, col. 123*). Ai fol. 333 si trova V iscrizione in versi che leggesi sul-
l'arca sepolcrale dell' arciv. Ottone Visconti , che venne egualmente pub-
blicata dall'Argelati.' Terminano queste biografie con quella di Guglielmo
Pusterla, che morì nel 1370.— Seguono le costituzioni dell'arcivescovo Ot-
tone Visconti per le stazioni della Quaresima, che sono citate al N. 3 dal-
l'Argelati nell'articolo dedicato a questo personaggio. Al fol. 345 incomincia
il Calendario» che termina ai fol. 357. Nei tre fogli seguenti vi sono delle
preghiere che rimangono interrotte al fol. 359, con cui termina il Codice.
Questo volume è una copia di quello che trovasi nella Bibl. del Capitolo
della Metropolitana, il Quale come dissi venne citato, ed in gran parte pub-
blicato dal Muratori e dal Giulini, il quale pubblicò, nel T. VII, pag. 207,
?uella nota del prete Boffa, che dice di aver trascritta la sentenza per la lite
ra l'Arcivescovo ed il Cimiliarca della Metropolitana, di cui ho parlato più -
sopra , dall antico Codice di Beroldo, e di averla messa in questo nuovo. Quel
Ms. benissimo conservato trovasi ancora nella Bib. Capitolare, e meriterebbe
che si facesse un estratto delle note che vi furono aggiunte posteriormente nei
sec. XIV e XV, ed in particolare quelle interpolate nel Calendario che non
sono semplici annotazioni sul giorno della morte di alcuni dei nostri Arci-
vescovi ed altri personaggi, ma riferiscono anche fatti storici. Quelle note,
estranee al testo del Breviario, non furono copiate in questo Codice, il quale
deve essere stato scritto poco dopo il 1370, cioè dopo la morte dell'arcive-
scovo Guglielmo da Pusterla in esso registrata e pnma di quella di Simone
Borsano successore di lui , del quale non è fatta menzione. Si vede che
l'antico obituario il quale si chiudeva colla morte di Ottone Visconti non
fu continuato, ma fu aggiunta la notizia della morte del Pusterla , perchè
avvenuta forse in quei giorni, ma non furono registrati i nomi degli Arci- m
vescovi che ressero la Chiesa milanese fra Ottone Visconti ed il Pusterla. '
L'essere questo Codice una copia di quello conservato nella Bib. Capitolare
non ne scema il pregio, perchè oltre alle bellissime miniature che lo ador-
nano vi sono delle diversità da notarsi.
Breviario** Ambrosianum. (Cod. N. 457).
Cod. memb» del Sec. XV in 8<\
D. Carlo Trivuizio in una delle note aggiunte alla fine del Codice lo
attribuisce alla prima metà del sec. xv , perchè nel Calendario al 20 di
Maggio fu aggiunto da altra mano S. Bernardino che fu canonizzato .nel
1450. La prima pagina è miniata e vi è lo stèmma dei Cattanei di Vimer-
cate, come lo si vede nell'antico armoriale di questa Bib. , Cod. 1390, ma
non è sormontato dall'Aquila.
Trascrivo le altre note di D> Carlo
BREVIAEIUM ORDINIS MINOEUM S. FBANCISCI 47
« Nel Calendario ^premesso a questo Breviario si ha alli 12 di Luglio Con-
« sec ratio ecclesiae Sce Brigidae, e nel giorno seguente Consecratio Sci Jocobi.
a In Milano non mi sovviene che vi sia mai stato Chiesa dedicata a S. Bri-
« gida, all'opposto nella diocesi ne trovo due che sono cura d'anime, e le
« cui terre si chiamano S. Brigida. La prima è nella pieve di Olginate e
« la seconda nella pieve di Periodo nella valle Averara. S. Giacomo non
« saprei qual Chiesa indicasse, mentre a questo santo apostolo più Chiese
« furono consecrate, ma verosimilmente sarà stata qualche parrocchiale non
* tanto discosta da quella di S. Brigida. Alla pag. 218 vi sono le litanie
« Triduane, onde può esser utile per vedere quali visite di Chiese facevasi
« in quo' tempi. Alla pag. 321 retro si ha « Incipit officium Berualdi »: qui
« suppongo che indichi l' ofiiciatura delle Domeniche dopo la Pentecoste
« secondo l'ordine fatto da Beroldo cicelendario, ossia custode delle lampade
« della Metropolitana di Milano e scrittore delle cerimonie del rito Ambro-
« siano vivente intorno l' anno 1130, il cui bel Codice si custodisce nella
« Bib. del Capitolo del Duomo. Alla pag. 331 vi è l'ordine del battesimo.
« Lezioni qui in questo Breviario non ce ne sono ; segno che ha servito a
« qualche canonico obbligato al coro, dove in Codice appartato si custodiva
« n Lezionario ».
Breviarium Ambrosianuru. (Cod. N. 546).
Cod. memb, del Sec. XIV in fol. mutilo.
D. Carlo notò in foglietti preposti al volume tutte le mancanze che vi
6ono, e dice che malgrado ciò il Codice è di molto pregio, perchè alcune ru-
briche possono illustrare il rito Ambrosiano. I fogli mancanti sono oltre i
primi quattro mesi del Calendario quelli in cui probabilmente vi erano delle
miniature. É assai ben scritto e tutte le iniziali sono con ornati a penna
rosso azzurre.
Breviarium Augustinianum. (Cod. N. 516).
Cod. memb. in 4° del Sec. XV.
Precede il Calendario , poi un fol. col contorno miniato ove incomincia
l'Ufficio. Vi sono diversi fogli ed iniziali miniate. È scritto assai bene in
rosso e nero sopra bellissima pergamena. Conserva la sua legatura origi-
nale in pelle con ornati incisi a freddo.
Breviarium. (Cod. N. 394).
Cod. memb. del Sec. XV in 8°.
Precede il Calendario. Bel Codice di una conservazione perfetta colla sua
legatura originale : è scritto assai bene con molte iniziali con figure miniate,
e con diverse pagine contornate di eleganti fregi. Questo Codice, come os-
serva D. Carjo Trivulzio in una nota inserta ai principio del voi., fu scritto
nella seconda metà del sec. xv trovandosi nelle litanie il nome di S. Ber-
nardino, che mori nel 1444 e fu canonizzato nel 1450.
Breviarium Ordinis Minorum S. Francisco (Cod. N. 322).
Cod. memb. del Sec. XV in 8° mutilo.
48 BBEVIÀRIUM
è mancante al principio e furono mal legati i quinterni che non si se-
guono regolarmente.
Il voi. come sta ora incomincia colla pagina numerizzata 317 e colle
parole « Incipiunt festivitates sauctorum per anni circulum : in Sci Satur-
« nini martyris oratio ». L'iniziale Deus che segue racchiude una minia-
tura che rappresenta il S. martire Saturnino colla j)alma in una mano ed
un libro nell'altra. Termina colla leggenda di « Sce Clare virginis », della
quale non vi è che la Lectio I e II ed una piccola parte della III e della
VII, non rimanendovi che una metà dell'ultimo foglio. Mancano tutte le
carte nuraerizzate prima della 147 e ne mancano altre interpolatamente
sino alla 486, dopo di cui mancano tutte sino al complemento del volume.
Vi sono alcune iniziali miniate, altre con arabeschi a penna rosso-azzurre.
Breviarium monasticum Kitzingense. (Cod. °N. 263).
Cod. memb. mutilo del Sec. XII in 8° pkc.
D. Carlo Trivulzio fece su questo Codice una dottissima dissertazione ,
che trovasi inserta al principio dei volume. Esso prova che questo Breviario
appartenne alle monache del monastero Kitzingense posto nella diocesi di
wurtzburg in Franconia. Quel cenobio durò sino al 1544 in cui mori l'ul-
tima abbadessa: dopo tal anno esso venne occupato dal Marchese di Anspach
(ramo dei Marchesi di Brandeburgo) e secolarizzato. D. Carlo non si limitò a
parlare del monastero a cui appartenne questo Breviario, ma scrisse anche
di S. Adologa protettrice di esso, e della officiatura: sonovi pure molte no-
tizie sulla fondazione dei monasteri.
Breviarium Olivetanum. (Cod. N. 267).
Cod. memb. del Sec. XV in 8°.
Sopra un foglio di riguardo vi è la nota seguente di D. Carlo Trivulzio.
a f. Questo Breviario Olivetano dovrebbe essere stato o del Monastero
« di S. Gerolamo di Pisa , o di quello di Quarto di Genova , perchè fra le
« commemorazioni comuni vi si legge Quella di S. Gerolamo e così pure
« l'officio dello stesso Santo particolare. Nel Calendario alli 20 di Maggio
« vi è notato S. Bernardino morto nel 1444 e cononizzato nel 1450. Sog-
« giungo che qui si ha l'ufficio della Visitazione dalli 2 Luglio, il quale
« fu comandato l'anno 1449 e quanto all'ufficio della Trasfigurazione ordi-
« nato l'anno 1457 qui non si legge ».'
Dietro questa ultima osservazione di D. Carlo si potrebbe arguire che
questo Breviario fu scritto dopo il 1450 e prima del 1457. Questo Codice è
benissimo conservato e vi sono quattro fogli con lettere iniziali e fregi
miniati nell'intero contorno.
Breviarium secundum consuetudinem Romanae Curiae. (Cod. N. 264).
*
Cod. memb. con iniziali miniate del Sec. XV in fol.
•
Breviarium. (Cod. N. 342).
Cod. memb. del Sec. XV in 24°
Scritto in carattere minutissimo con qualche piccola e rozza miniatura.
BRONZINO AGNOLO 49
Breviarium Vallombrosanum. (Cod. N. 265).
Cod. memb. del 3ec. XV in 8°.
Appartenne al monastero di S. Lanfranco presso Pavia. Porta la data
del 1640.
BRIVIO Josepho di Milano. — Lamento dei Piemontesi contro Francia.
(Cod. N. 32).
Cod. cari del Sec. XVI in 8° di fol. 48 compresi 3 bianchi in fine.
Sul 1° fol. vi è il titolo seguente:
« Opera nuovamente composta in honore e laude de la 111™ Gasa de
« Medici qual contiene il gran lamento che fan li Piemontesi per essere
« vinti anni fa amalati dei mal francese Tanno de gracia millecinquecento 55 » .
Al verso di questo medesimo fol. vi è una lettera dedicatoria « airill.1"0 Si-
• gnore il Sig. Giovan Jacopo de Medici Marchese di Melegnano. La sotto-
scrizione « Humil servo Josepho Brivio da Milano » è assai sbiadita per
una macchia d'acqua. In un fol. di riguardo vi è una annotazione di D.
Carlo in cui da un sunto di questo libro facendo osservare che malgrado
il titolo poco onesto esso non è che un romanzo o piuttosto libello politico
contro la dominazione francese in Piemonte con un appello a Carlo V perchè
ajuti gli Italiani a liberarsi da quei loro oppressori. — Questo Codice è
precisamente quello citato dall' Argelati nella col. 231 dove sotto il nome
di Brippius Joseph alter al N. HI lo notò cambiandogli in parte il titolo
ch'egli forse trovò indecente per l'equivoco a cui si presta.
BROCARDUS Domitius. — Vulgaria fragmenta. (Cod. N. 1018).
Cod. memb. del Sec. XV in 4° con miniatura.
Non ho potuto trovare notizia alcuna di questo autore. Il Mazzuchelli,
il Quadrio, il Tiraboschi parlano di altri di quel cognome, che erano pure
Padovani ma posteriori al nostro Domizio, il quale fiorì nella prima metà
del sec. xv. Sul primo fol., che ha un contorno miniato vedesi lo stemma
Visconteo ed ai lati di esso le lettere FI. MA. che significano Filippo Maria
che fu Duca di Milano e morì nel 1447. Queste poesie però sono anteriori
al 1438 perchè una di esse è diretta a Malatesta de Malatesti Signore di
Pesaro, che morì ai 14 Novembre di quell'anno, come trovasi notato negli
Annali del Muratori. Il Brocardo fu uno dei tanti imitatori del Petrarca, e
scrisse sonetti e canzoni in vita ed in morte di una donna forse immagi-
naria. Il Codice conserva la sua legatura originale in cuojo impresso con
la vipera Viscontea nel mezzo, ed un contorno di altre più piccole a modo
d' ornato.
BRONZINO Agnolo. — Poesie burlesche. (Cod. N. 955).
»
Cod. cart dei Sec. XVIII in fol. pica, copia fatta da Daniele Farsetti patrizio veneto.
Diverse poesie di Agnolo Allori più conosciuto sotto il nome di Bronzino,
pittore fiorentino, furono stampate durante la sua vita. La tipografia Alvi-
sopoli di Venezia nel 1822 diede una edizione completa delle sue opere, ma
assai scorretta. Il Mazzuchelli, Scrit. d'Italia (T. I. pag. 510 e seg.) parla
dell'Allori e dà l'indice delle sue opere, che erano già state indicate dal
Quadrio nel voi. 2°. Ragione d'ogni poesia.
Co/ai. TrivuUiana {Stampato il 9 maggio 4883) 7
50 BBUNI LEONABDO
BRUNI Leonardo detto Aretino. — La guerra dei Goti tradotta in ita-
liano da Lodovico Petroni nobile Senese l'anno 1456. (Cod. N. 78).
Cod. memb. del Sec. XV in 4° di fol. 96.
Al principio, nella lettera dedicatoria, fu raschiato il nome proprio del
personaggio di casa Sanse verino cui era diretta. Probabilmente era quello
del celebre Roberto nipote del Duca Francesco Sforza. In calce al voi. trovasi
la nota seguente : • Del magnifico et preci a rissimo Mess. Erasmo Tri vulzio
« dignissimo Consig. ducale • . Questi fu figliuolo di Giacomello molto ben
voluto dai duchi di Milauo che ebbe in feudo Breme e fu governatore di
Cremona. Dopo quella nota leggesi: « Questo libro lae fatto fare el Magni-
« fico ac prestantissimo messere. . . » . Il nome che veniva in seguito venne
raschiato, ma pure stentatamente vi si legge Roberto da Sanseverino. Unita
al volume vi è una dotta memoria di D. Carlo Trivulzio, in cui parla del-
l'opera di Leonardo Aretino e poi di diversi membri della famiglia Trivulzio
che portarono il nome di Arasmo. Parlò di questo Codice anche il Villa
nelle Addizioni e Correzioni alla Biblioteca dei Volgarizzatori dell' Argelati
nel voi. V, p. 436, nota T.
BRUNI Leonardo detto Aretino. — Libri IV de bello gotico, in Italia,
gesto. {Cod. N. 802).
Cod. cart. in 4° del Sec. XV.
Seguono a quest' opera altre quattro pagine di altro ignoto autore in
cui parlasi di Totila. Quest'opera che die luogo a vivissime accuse di plagio
a Leonardo Bruni , fu stampata per la prima volta a Fuligno nel 4470. Il
Mazzuchelli, Ser. d'Ital., voi. II, P. IV, j). 2205 , in fine della nota 90 cita
questo Codice appartenente a D. Carlo Trivulzio.
RRUNI Leonardo detto Aretino. — Versiones variae ex graeco.
(Cod. N. 832).
Cod. cart. del Sec XV in fol.
Fu già nella biblioteca del [celebre letterato Apostolo Zeno, dalla quale
passò nella Trivulziana. Contiene i seguenti opuscoli :
1. Xenophontis tyrannus.
2. Ejusdem Apologia Socratis.
3. Demosthenis Philippica IV.
4. Philippi epistola ad Athenienses.
5. Eschinis epistola ad Athenienses.
6. Piatonis Pnaedon.
7. Basilii li beli us ad nepotes.
8. Piatonis Criton.
9. Ciceronis vita.
10. Plutarchi vita Demosthenis.
11. Ejusdem vita Sertorii.
12. Ejusdem vita Pauli Aemilii.
13. Ejusdem vita Ti beri i et Caii Gracchorum.
14. Ejusdem vita Marci Antonini.
A questi opuscoli precede un fol. in pergamena contenente una lettera
di Leonardo Aretino a Nicolao Nicoli. Le iniziali di ciascun opuscolo sono
primate.
BUECHARDUS 51
BRUTOS M. Jonius. — Epistolae. {Cod. N. 780).
Cod. memb. in 8° picc. del Sec, XV con iniziali miniate.
Questo Oodicetto contiene la traduzione latina fatta dal Rinuccì delle
lettere greche di Bruto, raccolte da Mitridate e da lui indirizzate al re suo
cugino dello stesso nome. Queste lettere vengono però giudicate apocrife
dagli eruditi. (Vedi Fabrizio Bib. greca, Lib. Il, Cap. X). L' originale greco
di queste lettere fu pubblicato nel sec. xv co|le lettere di Falaride. Il Cod.
incomincia colla lettera di dedica Sanct.m0 duo. tiro. Nicolao pp. V Rinucius
ctm devotione reverende votum.
Bolla Officii Rev.m Dnorum Cubiculariorum et scutiferorum apostoli-
corum. ' . (Cod. N. 501).
Dopo questo titolo sul fol. seguente incomincia la bolla di Leone X colla
data ix Kal. Augusti (23 Luglio) 1515. Dopo 5 fol. bianchi leggesi:
• Sedente Paulo HI Pont. Max. In nomine e te. Haec sunt capitala ordì-
• nationes et statuta quae Re v. dni. cubicularii Apostolici in eorum generali
« et ordinaria congregatane sub die penultima Aprilis anno a nativitate
• domini millesimo quingentesimo trigesimo nono. . . concorditer approbarunt
• et confìrmarunt etc. » .
Fol. • Forma juramenti per novum scutiferum in admissione prestandi » .
Fol. « Initium Sancti Evangelii secundnm Joannem sequuntur ordina-
t tdones Reverendissimorum Dnorum scutiferorum Aplicorum.
Codice memb. in 4 del sec. xvi; con titoli ed iniziali in colori ed oro
con un fregio miniato sulla prima carta della formula del giuramento, ai
pie della quale vi è lo stemma di Leone X, il di cui nome è scritto in ca-
ratteri d'oro nella formula, ed in fine una miniatura rappresentante G. C.
a mezza figura sotto la croce con due figure in atto di adorazione a lato.
La carta ove incomincia l'Evangelo di S. Giovanni ed il testo della ordi-
nazione hanno pure un fregio eT iniziale miniata. I capitoli approvati sotto
Paolo III sono scritti da altra mano con minor eleganza e magnificenza, il
che mi fa credere che furono aggiunti dopo, quando cioè fu nuovamente
legato il volume cui venne tolta la ricca copertura che aveva di certo in
origine.
BulUrium Cistercense. (Cod. N. 589).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI e XVII.
Incomincia con « l'Index bullarum et brevi una apostolicorum spectantium
« ad congregationem S. Bernardi in Italia provinciae Lombardiae et ejus
i monasteria » .
Quest'indice è diviso per monasteri ed i brevi che riguardano ciascuno
di loro sono messi cronologicamente. I brevi che incominciano al fol. 17
sono messi senz'ordine. Vi sono inserti degli atti abbaziali. Alla fine vi è
TOrdo Capitoli generalis celebrati diebus 21, 22, 23 e 24 Maii 1601 : in se-
guito ve ne sono altri. L'ultimo è del 1613.
BURCHARDUS. — Gollectio canonum in lib. XX distributa.
{Cod. N. 601).
Cod. memb. del Sec. XI in fol.
Burcardo, monacò benedettino, fu creato, vescovo di Worms nel 969 e
morì nel 1025. Questa sua collezione di Canoni fu stampata più volte, ma
52 BUBIGOZZO MARCO
gli antichi Codici di quest'opera sono rari e tenuti in gran pregio perchè
possono contenere qualche canone inedito e perchè non in tutti e eguale la
distribuzione. Questo Codice ha tutta l'apparenza di essere stato scritto
durante la vita dell'autore. In una nota che si trova al Jol. 83, v. in ca-
rattere del sec. xv si legge : « Iste liber est fratrum Sce Crucis ordinis
« humiliatorum ». Il convento che gli Umiliati avevano nella città di No-
vara era intitolato S. Croce, ed è probabile che abbia appartenuto questo
Codice a quel monastero.
Sgraziatamente questo voi. ha delle mancanze non solo al principio ed
alla fine, ma anche nel corpo. Queste notizie sono estratte da una nota di
D. Carlo Trivulzio che trovasi al principio del volume.
BURCHARDDS Johannes. — Diaria Pontificata Innocentii PP. Vili de-
scripta ab anno (1484) dieque suae creationis usque ad diera sui
obitus. (Cod. N. 1349).
Cod. cart. in fol. picc. di carte 30, di cui 2 bianchi in fine, del Sec. XVII.
BURCHARDUS Johannes. — Diarium pontificatus Alexandri VI.
(Cod. N. 1350).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
Si è detto troppo di questi famosi diari perchè occorra parlarne. *
BURCHIELLO Gian Domenico. — Sonetti. (Cod. N. 975). .
Cod. cart. in fol. picc. del Sec. XV.
Il Codice è assai ben conservato e la prima pag. ha un contorno mi-
niato. Fino al sonetto « Cesare imperaci or vago et honesto • i sonetti si
seguono nello stesso ordine in cui stanno neli Ed. dei Giunti 1568. Ma in
seguito essi hanno diversa distribuzione e sono alla rinfusa. Nel Ms. il
sonetto che segue il precitato trovasi nella seconda parte a pag. 76 della
edizione predetta, ed in seguito vi sono frammisti dei sonetti di altri autori,
dei quali però manca sempre il nome. Ve ne sono di Battista Alberti , di
M. Anselmo, di M. Nicolò, che trovansi nella edizione dei Giunti e di altri
che vi mancano, ma sempre senza il nome.
BURCHIELLO Gian Domenico. — Sonetti. (Cod. N. 976).
Cod. memb. del Sec. XV in 8°.
Benissimo scritto e conservato, con un fregio miniato nella 1* pag. Vi
sono alcune poche postille coir indice del sec. xvi. Trovansi frammiste poesie
di altri autori, ed a car.' 154 una canzone morale del Burchiello.
BURIGÒZZO Marco. - Cronaca. (Cod. N. 1432, 1433).
Cod. cart. del Sec. XVI in 8°.
Questo Codice è autografo di forma irregolare, perchè messi assieme dei
quinterni di carta diversa, e di dimensione ineguale.
Qual è il cultore di Storia Milanese che non conosca, almen di nome, la
cronaca del Burigozzo, un buon mereiaio che narrava giorno per giorno lo
BUSCA GABRIELE ' SS
strazio che della povera città fecero amici e nemici dal 1500 al 1544, anno
in cui egli morì? Essa è singolarissima e di molta importanza. Ne furono
fatte due edizioni. La prima nell'Archivio storico del vieusseux, la seconda
a Milano, in cui venne semplicemente riprodotto il testo fiorentino. Malgrado
ciò essa dovrebbe essere ristampata perchè sono tali e tante le varianti e
l'esistenza di questo Codice autografo venne in casa Trivulzio per fare le
correzioni ai due primi fogli che erano già stampati e trovò che vi erano
tali differenze da rendere impossibile un semplice Errata corrige, ma che
bisognava ricomporli di nuovo. A ciò lo stampatore non volle acconsentire
per il danno pecuniario cui avrebbe dovuto soggiacere, e continuò la sem-
plice riproduzione dello stampato del Vieusseux. Unito all' autografo vi è
una copia del sec. xvu (che non arriva che al 17 di Giugno del 1526) ed
un esemplare dell' Ed. fiorentina con fogli bianchi intercalati in cui furono
dal Rovani notate le varianti ed ommissioni delle prime 12 pagine. Verso
la fine dell'autografo si vedono .alcuni fogli scritti da mano diversa : poi
riprende per poche pagine la scrittura del Burigozzo , la quale cessa per
lasciar luogo nell'ultimo foglio a quella del figlio che chiuse il quinterno
e la cronaca «del padre con queste strane parole : • Come vederai ne la $ro-
« nica de mio figliolo impero io per la morte che mi è sopra gionta più
« non posso scrivere » , facendo per tal modo dire ai povero Bungozzo una
sciocchezza che era flutto del suo cervello, e dare occasione air editore di
aggiungervi quella finissima osservazione che vi si legge in nota (pag 552,
Tomo HI]. À scarico però dell'antico amanuense, sulla di cui copia venne
fetta l'Ea. fiorentina, devo dire che la scrittura del Burigozzo è tu tt' altro
che facile a leggersi.
BURIGOZZO Marco. — Cronaca di Milano. {Cod. N. 1434).
Cod. cart. del Sec. XVIII in fol.
Credo che sia una copia dell'esemplare dell'Ambrosiana sul quale venne
fetta l'Ed. fiorentina per suggerimento del Conte Pompeo Litta , che non
conobbe il Ms. autografo di cui sopra.
BUSCA Gabriele. — Discorso di fortificazione. (Cod. N. 96).
Cod. cart. in 4» del Sec. XVH.
Gabriele Busca nacque a Milano e servì sotto le bandiere di Carlo Ema-
nuele, Duca di Savoia, al quale fu carissimo, e che lo incaricò, come in-
gegnere militare, di ristaurare le fortezze del suo Stato. Pubblicò diverse
opere d'arte militare che sono ricordate dall' Argelati (Bib. Scr. Med., T. I,
P. II, col. 242). Fra le altre evvi questa che rimase inedita. Questo discorso
dedicato al Marchese Carlo Filiberto d'Este ha molte correzioni che sono
evidentemente di mano dell'autore. I disegni di fortificazioni che in esso si
trovano sono assai ben fatti ed. accurati, e le note scrittevi essendo di mano
dello stesso Busca credo si possa ritenere che siano stati eseguiti da lui. Il
Lomazzo lo ha lodato e cosi pure altri autori come rilevasi dal sopracitato
Argelati. Questo Codice è quel medesimo che esisteva presso i fratelli Mar-
chesi Visconti.
54
CALDI DOMENICO DI FILIPPO
C
Calabro, Quinto. — I Paralipomeni di Omero. Poema nel quale si con-
• tiene tutto il successo della guerra Troiana, dalla morte di Ettore
infìno alla partita dei Greci," tradotto dal greco da Bernardino Baldi
da Urbino Abb. di Guastalla et Accademico Affidato.
{Cod. N. 1206).
Cod. cart. in fol. del Sec. XIX.
Il Mazzuchelli negli Scr. d'Ital. (voi. II, ÌP. I, p. 124) cita quest'opera fra
le inedite del Baldi , e dice che esisteva nell'Arch. Vescovile di Guastalla
insieme a molte altre che perirono nell'incendio avvenuto dopo la morte
di Mons. Girardini, uno dei successori del Baldi. Non credo che dopo d'al-
lora sia stata stampata.
CALDI Domenico di Filippo. — Poesie.
Cod. cart. del Sec. XV in 4».
(Cod, N. 984).
Questo Codice è notato nel vecchio inventario dei Mss. Trivulzio sotto
il nome di Caldi al quale furono attribuite, non so con qual fondamento,
alcune poesie che vi si trovano. Io credo però che il Caldi non sia stato
che il copista e proprietario del libro. Esso contiene 3 operette diverse.
I. La sfera di Leonardo Dati, di cui incomincia il testo senza alcun titolo.
Alla fine si legge : • Finito el terzo libro della sperra che ha istanze C° 46
in tutto: per me domenicho di Filippo Caldi, questo dì xvi di Novembre
1476 deo grazias ».
II. • Chomincia el giudicio, cioè quando Iddio discenderà nelle nugholle
del ciello a giudichare el mondo come parla el sacro vangielo che nella
avalle di Giosafat Idio partirà e buoni da rei. Et imprima diro danticristo • .
Questo poemetto è diviso in tre parti, e alla fine dell'ultima leggesi:
t Finito el giudicio alla veni mento d'anticristo ella sua vituperosa mortte
che sono in tuctto istanze settantaquattro per me domenicoo di Filippo
Caldi questo dì xxii di Novembre 1 497 ».
IH. « Qui dappiè sera ischrito una degnia laude della Vergine Maria la
quale chilla dira ogni matina a sua riverenza e honore non mora di mala
morte in quel di chella dirà con divozione esse gli fusse aposto il falso
converà per potenza della Vergine Maria si ritruovi la verità • .
CAMPANO NICOLO' 55
CALEPP1US Fr. Ambrosius. — Dictionarium. (Cod. N. 833).
Cod. cari in fol. di carte 422 del Sec. XV.
Non ha intestazione. Al fol. 413 leggesi:
• Finis ad laudem Dei et divi presoicteri S. Augustini die 6 Octubris
• 1487 •. Vengono in seguito delle aggiunte che finiscono al verso del
fol. 422.
Questo Codice, come appare da una nota in testa al 1 fol. apparteneva
al Convento di S. Mariae Consolationis di Lemine nel Bergamasco : pervenne
nella Bib. Trivulzio nel 1817, per cessione fattane dal Prof. Giuseppe Bel-
tramelli da Bergamo. Sembra autografo a giudicarne dalle correzioni ed
aggiunte, della stessa scrittura, che vi sono numerosissime ad ogni pagina.
Il Facciolati fa cenno di un Codice originale di quest'opera conservato
a Bergamo, che non è certamente questo perchè quello si componeva come
asserisce il Verani di 923 fol., ed era mutilo in principio ed in fine. Questo
invece è completo ed è di fol. 422. Quest'opera, compita nel 1487 non vide
la luce che quindici anni dopo se dobbiamo credere al Panzer, seguito anche
dal Brunet, il quale registra come edizione principe quella di Beggio del
1502, del Bertocchi. Il suddetto P. Verani, come altri che parlano ex pro-
fesso del Caleppio asseriscono che la prima edizione fu dedicata al Senato
e popolo Bergamasco, e tal dedica senza data fu riprodotta in parecchie
edizioni posteriori, e fra l'altre in quella del 1519 per Nicolaum de Pretis,
ignorata dal Panzer. Il Mazzuchelli, già Prefetto dell'Ambrosiana, in una
nota inserta in questo Codice, della quale questa ò un" riassunto , dice di
aver veduto copia del decreto con cui il detto Senato ringraziò il P. Am-
brogio per quella dedica, con fargli pagare un certo numero di ducati dal
pubblico erario di Bergamo , circostanza ignorata dai suoi biografi. Negli
ultimi anni della sua vita, protratta fino al 1510 il Caleppio aveva preparato
il materiale per fare un'edizione più ampia del suo Dizionario , ed aveva
stesa perfino un'altra dedica diretta al generale del suo ordine il celebre
P. Egidio da Viterbo, poco dopo creato Cardinale. Ora il Codice accennato
dal verani potrebbe essere quello preparato dal Caleppio per la seconda
edizione, e questo sarebbe il primo originale.
»
CÀMBIAGHI Alessandro. — Raccolta di alcune prose. (Cod. N. 998).
Cod. cart del Sec. XVIII in 4°.
CAMERANO (Asinari Ottavio Conte di). — li Tancredi, tragedia.
(Cod. N. 990).
Cod. cart. del Sec. XVI in 4°.
Fa stampato in Bergamo per Comin Ventura nel 1588.
CAMPANO Nicolò. — Lamento di cjuel Tribolato di Strascino Campano
Senese sopra il male incognito il quale tratta della patientia et im-
patientia. (Cod. N. 982).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVII.
Nicolò Campano fu della Congrega dei lumi di Siena, nella quale era
detto V Umoroso (Melzi, Dizionario d'opere anonime e pseudonime, T. Ili,
pag. 113). Questa operetta venne stampata più volte. La prima edizione è
Suella di Siena, senza data. La prima con data è del 1521 ai Nicolò Zoppino
i Venezia. In questa biblioteca trovasi quella non meno rara del 1523 dello
stesso stampatore.
6« CANZONETTE
CAMPEGIUS Jo. — Index legum. (God. N. 711).
Cod. cart del Sec. XVI in fol.
Giovanni Campegio, celebre giureconsulto Bolognese, fiorì nel sec. xv e
nei primi anni del susseguente essendo egli morto nel 1511 all'età di 63
anni. Fu padre del celebre Cardili. Lorenzo Campegio. Il Panciroli ed il Ti-
ra boschi parlano diffusamente delle sue vicende e de' suoi scritti che in
getrte perirono quando gli fu saccheggiata la casa nel 1506 nella presa di
ologna durante la guerra mossa da Giulio II a Giovanni Benti voglio. Questo
Codice contiene diverse opere: la prima è « l'Index legum » del Campeggi,
che parmi scritto nel sec. xv. Vi furono poi aggiunti altri opuscoli legali
di altri autori sino alla fine del sec. xvi , essendovi in uno di essi citato
un decreto del lò92.
CANC1ANI fra Paolo. — Discorso sulla Poesia antica. Sulla introduzione
dell'uso di leggere e scrivere. {Cod. N. 128).
Cod. cart. autografo del Sec. XVII I.
CÀN1S Jo. Jacobus. — Mocenici Carmen. (Cod. N. 782).
God. memb. in 8° del Sec. XV.
Di Gian Giacomo Cane da Padova, che fu professore di jus , canonico
nella Università della sua patria , fa menzione il Facciolati (Fasti Gym.
Patav., P. II, pag. 41). Anche il Panzer (Tom. II, pag. 275) nota un altro
poema di lui stampato nel 1485 in-4°, e cosi pure il P. De Agostini (Istoria
degli Seri. Veneziani, T. I, p. 94) registra un altro suo carme diverso da
Duello indicato dal Panzer. Ma niuno fa menzione di quello che trovasi nel
odicc presente, il quale ha al principio una miniatura che rappresenta il
poeta genuflesso davanti al trono del Doge Pietro Mocenigo in atto di pre-
sentargli il suo carme. Questo Codice è certamente quello offerto al detto
principe come lo dimostrano quella miniatura, lo stemma Mocenigo a pie
della pagina e la seguente iscrizione in caratteri d'oro:
P. MOCENIGO S. ROM. IMPERII ET
VENETOR DVCI INGLYTO
IOANES IAGOB CANIS IVRIS
VTRIVSQ DOCTOR COMESQ. CAES.
I due primi versi del poema sono scritti in lettere capitali in oro e l'ini-
ziale sopra un campo verde. In fine leggesi :
MOCENICI CARMINIS
LIBER PRIMVS
EXPLICIT.
II Codice conserva la legatura originale sulla quale vi erano le arme
Mocenigo , che furono levate. Vi è unita al voi. una nota dell' Ab. Pietro
Mazzuchelli, dalla quale vennero tolte queste notizie.
Canzonette poste in musica. (Cod. N. 55).
Cod. cart. dei Sec. XVI in 8°.
Alla fine sono state aggiunte nel sec. xvii altre canzoni , alcune delle
quali dovevano essere cantate durante la danza, di cui vi è il nome.
CÀBÀMUEE JOHANNES 57
^ES
Oansoni dilettevoli in dialetto Siciliano. (Cod. N. 895).
Cod. cart del Sec. XVI in 12*.
Canzoni antiche copiate da un antico codice. (Cod. N. 952).
Cod. cart. del Sec. XIX in 4«, 14 fol.
CAPITANI (db) e Beccaria di Valtellina. (Cod. N. 1828).
Cod. cart. in 8° del Sec. XIX.
Sono memorie su quelle due famiglie.
CÀPRUCCI Marino. — Orazione in lode di Carlo V Imp. alla Ser.ma Ma-
dama Margherita d'Austria. (Cod. N. 34).
Cod. cart. in fol. picc. del Sec. XVII.
Uniti vi si trovano le seguenti:
II. « Oratio habita Romae in aula ducalis Palatii Apostolici ad summum
« Pont. Gregorium XV ab oratoribus Reip. Genuensis dum eidem Pont.
Max. ejusdem Reipubblicae nomine obedientiam prestaverunt ». In Vati-
cano, 1621, Aprile.
III. Orazione di Scipione Fieramosca , ambasciatore di Vicenza a Fr.co
Contarmi.
Sotto in carattere più moderno sta scritto « Crederei • recitata fra Tanno
1625 ed il 1630.
Viene in seguito un'altra
IV. Diceria al Ser. eClem. Principe (di Venezia) recitata dall'oratore di
una città della quale non trovasi il nome essendo sempre designata la città
di N. Verte sopra le gravezze.
V. Il fol. 14° ed ultimo contiene una lode delle stelle nello stile il più
enfàtico ed iperbolico del sec. xvn.
CARAFFA Carlo, Cardinale. — Istruzioni e lettere concernenti la guerra
fra Paolo IV, Carlo V e Filippo II col negoziato in Francia con
Enrico IL (Cod. N. 261).
Cod. cari in 4° del Sec. XVI.
Sulla guerra suddetta vedasi l'altro Ms. di questa biblioteca di Pietro
Nores (COD. 145), il quale tratta dello stesso argomento.
CARAMUEL Johannes. — Opera varia. (Cod. N. 534).
Cod. cart autografo del Sec. XVII in fol.
Positiones sacrae ex miversa Theologia, stampate nel 1640, dedicate a
S. Ignazio ed a S. Fr. Xaverio; poi
I. Transuncto d'un calendario Cistcrciense.
II. Remedio de Espana.
III. Di Bìnitiones generalis capi tuli celebrati Cisterii, An. 1628.
IV. Definitiones Òapituli generalis celebrati anno 1618 in Monte Cister-
ciense.
V. Quaestiones variae.
VI. Commentario sopra le regole di S. Benedetto.
*
Calai. TrivuUtana {Stampalo il 9 maggio 1883) 8
58 CARMINA VAKIOBUM
Giovanni Caramuel nacque in Madrid nel 1606; il padre era nativo dei
Paesi Bassi, la madre tedesca: studiò in Spagna, dove si fece Cistercense,
poi andò abbate di Melrose nei Paesi Bassi , poi di Dissembourg. Portò il
nome di vescovo di Misi, suffraganeo di Magonza, poi abbate superiore de
Benedettini a Vienna ed a Praga. Dopo essere stato vescovo di Konigsgratz
e di Campagna nel regno di Napoli, nel 1673 passò alla sede vescovile di
Vigevano, ove morì nel 1682. L Ughelli, Italia Sacra, T. IV, col. 825, loda
molto il suo sapere e lo dice autore di molte opere.
CARBONE Vbnceslao. — Delle fortificazioni. (Cod. N. 289).
God. cari in fol. del Sec. XVII.
Sui primo fol. vi è il titolo seguente:
« Delle fortificazioni di Vencislavo Carbone della natione oltremontana
• di Vormatia del Palatinato inferiore • .
É autografo come appare dalle correzioni fatte.
CARDANUS Hibronymus. — Ars magna. (Cod. N. ÌS1).
God. cari in fol. del Sec. XVI.
Questo Codice incomincia col trattato di geometria di Euclide che ha il
seguente titolo:
• El primo libro de li prenci pi i de geometria de Euclide Megarense per
« Constantio Bolognese traducto de latino in vulgare nel alma et inclita
« città di Milano metropoli di Lombardia ad instantia di Vincentio Seregno
« architeto ne la fabrica del Domo di Milano anno 1539 •.
Questa traduzione non vien citata uè dal Paitoni, né dall' Àrgelati e Villa.
Anche il Tiraboschi non fa menzione di Costantino Bolognese.
Dopo P Euclide, sopra carta diversa, trovasi l'Ars Magna, cui precede un
preambolo così intestato:
« Hieronymi Castilionei Cardani medici Mediolanensis in librum suum
« artis magne sive quadraginta capitulorum et quadraginta questionum
• prohemium ad reverendissimum dominum Philippum Archiutum Epi-
« scopum Burri S. Sepulcri • .
Questo trattato del Cardano, che venne anche stampato, è autografo.
L' Àrgelati (T. I, P. 11) ha dato la nota delle opere di questo fecondo scrit-
tore, ora quasi dimenticato, ma che godette a' suoi giorni di grandissima
fama. L'avv. Mantovani ne tradusse P autobiografia che fece stampare a
Milano nel 1821.
CARINI Fabrizio. — Discorso sopra li cincrae d'adornati d'architettura
e della descrittone della simetria delle parti principali di quelli,
con un capitolo nel fine di alcune cose necessarie d'osservarsi per
ben fabbricare. (Cod. N. 220).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVII.
CARINI Fabrizio. — Disegni e figure di facile compartimento delii
cinque ordini d'adornati d'architettura. (Cod. N. 221).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVII.
Carmina Variorum. (Cod. N. 1168e 1169).
Cod. cart in fol. del Sec. XVI, 2 voi.
Il primo di questi due preziosi volumi incomincia col « V libro Epi-
CASA (MONSIGNOR DELLA) 59
grammatura Andreae Alciati , del quale vi sono delle correzioni autografe.
Dopo questo vengono delle poesie di altri sessantuno autori , moltissime
delie quali sono autografe e dirette tanto al celebre giureconsulto Andrea
Alciato quanto al cardinale Francesco Alciato. La maggior parte sono la-
tine, alcune greche, altre italiane.
Il secondo volume contiene poesie di un numero ancor maggiore di
autori. Sono parimente autografe e dirette al cardinale Francesco Alciato.
Ve ne sono di letterati distintissimi come sarebbero il Tasso ed Annibal
Caro. Pare che questa raccolta sia stata messa assieme da un membro della
famiglia Alciato. La massima parte di queste poesie sono inedite.
CARO Annibale. — Varie lettere, alcune inedite con illustrazioni. Vi
sono due numeri del giornale di Roma il Zibaldone del 1818. La
illustrazione e diverse lettere sono scritte dal Mazzuchelli Bibliot.
dell'Ambrosiana. (Cod. N. 125).
CARO Annibale. — Lettere inedite famigliari e di negozi copiate da un
Ms. cartaceo dei sec xvi e ivii esistente nella Bib. di Papa Pio VI.
Le lettere contenute nel 2° voi. erano nella Biblioteca del Card. Fran-
cesco de Zelada Bibliotecario di Pio VI. (Cod. N. 126 e 127).
<
CARRARA Johannes Michael Albertus. — « Armiranda acta ludis Me-
« galensibus Calisto III Sacerdoti Maximo. Federico IIII Caesare
« Francisco Foscareno venetorum duce. Benedicto Vecturio et Leo-
« nardo Contareno Patavii pretoribus Modos fecit flaccus claudi tibiis
« duabus sarzanis » . (Cod. N. 763).
Cod. memb. con alcune pag. cart. del Sec. XV.
Sopra il titolo surriferito è miniata Tarme del Carrara, che non è quella
dei Carrara di Padova, ma bensì di una famiglia Bergamasca. In una carta
di fronte vedonsi miniati in una specie di giardino le due figure del poeta
e di una donna, forse la moglie o piuttosto la sua amante. Questo Codice
apparteneva al Prof. Giuseppe Beltramelli di Bergamo che vi scrisse di
fronte la seguente annotazione : « 1779. Codice pregiatissimo, essendo unico
che si conosca dell'opera presente di Michel Carrara, la quale come da
me posseduta vien pur citata dal Cav. Tiraboschi, ove del Carrara nella
Stona letteraria si ragiona. Questo Codice ha inoltre del medesimo autore
varie altre poesie che si ravvisano infallibilmente autografe per le can-
cellature e cambiamenti che vi si trovano. Moltissimo pregio poi s'ac-
cresce a quest'opera dal ritratto dell'autore e della sua amante, per quanto
si può congetturare » .
Il luogo ove il Tiraboschi parla di questo Codice è il voi. VI, pag. 891,
nota a. Il Fabrizio nella Bib. lat., T. 1, p. 353, ha un articolo sopra questo
autore, sul quale poi lo Zeno Diss. Vossiane, T. II, p. 27 , scrisse una dif-
fusa memoria.
CASA (Monsignor della) Arcivescovo di Benevento. — Lettere scritte a
nome del Cardinal Caraffa et negoziatore della lega tra Papa Paolo IY
et il re di Francia all'Arcivescovo di Consa Nunzio di Papa Paolo IV
alla M> dell'Imperatore. (Cod. N. 131).
Cod. cart. scritto tempore autunnali anno 1604, Florentiae, in fol. di carte 90.
Queste lettere furono pubblicate più volte.
60 CASOLA PIETRO
In questo Codice sono seguite dai Capitoli della lega conchiusa fra il
Papa ed Enrico II re di Francia. Nella edizione di Napoli, 1733, delle opere
di M. Della Casa i Capitoli si trovano nel T. V, pag. 73 , dopo la lettera
del 14 Ottobre 1555 al sig. Annibale Rucellai.
CASATI. — Memorie sulla famiglia. {Cod. N. 1241).
Cod. cart. del Sec. XVII in 4°.
Incominciano dall'epoca di Lotario Imp. e giungono sino al 1525 con
una breve aggiunta fatte nel 1686.
CASCIA (Simone da) e Cavalca. (Cod. N. 505).
Cod. memb. del Sec. XIV in 4°, contiene diversi opuscoli.
I. « Incomenza lo prologo de la vita cristiana de le sentencie de SS.
• Padri, de quelo che de fare l'anima e lo corpo. Conzosiacosache Dio eresse
• lomo in anima et in corpo « . Termina « Finisce lo libro de la vita cri-
• stiana la quale fece frate Symone da Cascia del ordine de frati heremi-
« tani de Sco Augustino • .
IL • Sermone et tractato contra quelli defecti de molti che pareno et
• sono tenuti spirituali de la infrascripta epystola de San Paulo ad Ga-
• • lathas, la quale se leze la quintadecima domenicha dopo la festa de la
« Trinità ». — Termina « Finisse lo libro de la disciplina de li spirituali •.
III. ■ Tractato de le molte stoltizie che se cometono ne la bataglia spi-
t rituale. Prologo • . Termina « Finisce lo tractato cum li sonetti de le
• stultizie che si comettono ne la battaglia spirituale • .
In principio sopra un fol. di riguardo vi è la nota seguente di carattere
antico, ma non di quello del Codice
• Iste liber est conventus Sacte Marie Incoronate ordinis heremitarum
« Sci Augustini observantium • .
Il convento dell'Incoronata era in Milano, presso porta Comasina, ora
Garibaldi, ora serve di caserma e la chiesa di parrocchia. — Il Codice ha
le iniziali miniate ed un fregio sulla prima carta.
In fine vi è la seguente opera che è mutila.
IV. « Incipit libellus de triplici via per quam pervenitur ad veram sa-
« pientiam compositus a fratre Bonaventura ordinis fratrum minorum in
• theologia ».
Questo Codice venne illustrato dal Prof. M. A. Parenti in una lettera al
sig. Gaetano Majocchi di Cento inserta nelle Memorie di Religione, Modena,
T. XIV, pag. 491 che trovasi unita al volume.
Caso seguito. — Novella in terza rima d'ignoto autore. {Cod: .N. 1182).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVIII.
CASOLA Pietro. — Viaggio a Gerusalemme. (Cod. N. 141).
Cod. cart. in fol. picc. di pag. 165 del Sec. XV.
Questo Codice è prezioso perchè unico di questa importante e curiosa
relazione : è autografo come lo dimostrano le correzioni che vi si trovano
anche di interi periodi , correzioni che non potevano essere fatte che dallo
stesso autore. — Il Sassi nella sua « Hifctoria Typographica Mediol. col.
cccxvin D. », notò che il Casola , canonico milanese, fece un viaggio in
Grecia ed in Oriente ; ma egli non conobbe questa relazione, che TArgelati
non avrebbe certo mancato di registrare fra le opere del Gasola se fosse
CASTALDO ANTONIO
61
stata conosciuta. — Io l'ho pubblicata nel 1855 in occasione delle nozze di
D' Evelina Trivulzio col Marchese di Lutniarez. Nella prefazione che vi ho
premesso vi sono le poche notizie che si hanno del nostro autore e sulle
opere di lui. Questo Codice sgraziatamente è mancante del 1° fol. e del suo
corrispondente. Quella prima carta doveva contenere una prefazione in cui
di certo era notata l'epoca del suo viaggio, giacché al fol. 2 continuando,
racconta le circostanze nelle quali fu intrapreso. Non sarebbe questa una
grave perdite perchè col mezzo di alcune date da lui notate si trova in
qual giorno dei mese cadesse la Fasqua in quell'anno e si trova che fu nel
1494 ch'egli partì per visitare i luoghi santi. A conferma di questa data
troviamo ch'egli parla della notizia avuta a Moderno nel ritornare dalla Pa-
lestina della calata in Italia di Carlo Vili, re di Francia , che infatti ebbe
luogo nel 1494. Più spiacevole è la perdita del foglio corrispondente al primo
in cui era continuata la descrizione dell'isola di Candia e de' suoi prodotti :
descrizione di cui non rimase che una parte.
Questa relazione di viaggio a Gerusalemme è una delle più belle che
siano state pubblicate precedenti al sec xvi, e non la credo certo inferiore
sotto ogni rapporto a quella del Braydenbach suo contemporaneo che andò
in Palestina al Sinai ed in Egitto nel 1483, e che fece stampare la relazione
del suo viaggio a Magonza, aove era canonico, nel 1 486. Sono uniti al Co-
dice alcuni fol. di illustrazioni fatte da D. Carlo Trivulzio.
CASSI ANO Giovanni. — Instituti de li Monachi cenobiti. (Cod. N. 425).
Ood. parte in perg. e parte in carta del Sec. XV in 4*.
Incomincia colla seguente intestazione in rosso:
• Incominciano li istituti de Sci padri in volgare nel quale è scritto
I «eoamente la sententia et la verità de l'opera,' a venga che in alcuno
uoero si muti l'ordine delle parole o de capitoli per lo meglio , cioè per
parlare più chiaro et più utile. Incomincia il prologo di Giovanni Cas-
siano heremita sopra lo libro de li istituti delli monaci cenobiti cioè che
stanno in congregatione. Et de li otto principali vitii et de loro rimedii
a papa castoro (sic) scritto et mandato » .
In seguito agli Istituti vi è la:
■ Leggenda de Sca Domitilla Vergine e martire • .
Credo che amendue questi opuscoli siano inediti.
CASTALDO Antonio, Napoletano, principale notaro del Regno. — « Hi-
« storia delle cose occorse in Napoli dal tempo che vi tu viceré
« D. Pietro di Toledo Marchese de Viliafranca, e di alcuni parti-
ci colari de molti anni prima infino alla ribellione di Ferrante
« Sanseverino principe di Salerno ed altre occorrenze da poi se-
te guite ». (Cod. N. 25).
Cod. cart. del Sec. XVI, in 8° di pag. 355.
Incomincia alla 1* pag. col titolo soprascritto cui segue immediatamente
il testo.
Nicolò Toppi nella sua Bib. Nanolitana dice di Antonio Castaldo da Na-
poli che ha scritto molte còse peschereccie in lingua nostra , ma non parla
di questa Historia. Il Quadrio nella Storia e ragione d'ogni poesia, T. 2,
p. 676, nomina Antonio Castaldo dicendo che si hanno delle poesie di lui
nella Raccolta di rime di diversi in morte di Sigismondo re di Polonia.
Napoli, presso Giuseppe Cocchi, 1572. — Ai due precitati autori rimase a
quanto pare ignota questa istoria assai pregevole non solo perchè i fatti in
essa riportati sono di un autore contemporaneo , ma anche per le. notizie
letterarie che in essa si trovano. Vi sono delle note marginali e delle cor-
62 CÀSTIGLIONI BONÀVENTUBA
rezioni di carattere diverso. I fatti narrati comprendono dall'anno 1532 al
1553. Fu pubblicata nella collezione Gravier e se ne trovano parecchi esem-
plari Mss. nelle biblioteche di Napoli.
CASTELLI P. Siro Giuseppe. — Storia dei Vescovi di Pavia da S. Siro
a S. Teodoro Tanno 778. (Cod. N. 553).
Cod. cari in fol. del Sec. XVIII.
Questo Ms., come rilevasi da una nota cancellata ma che pur si può
riuscire a leggere , apparteneva al convento dei PP. Carmelitani. Non è
l'originale, essendo scritto da diverse mani , ma è assai probabile che sia
stato copiato dai frati del convento di S. Teresa fuori e presso le mura di
Pavia ove dimorava il P. Siro Castelli. Non contiene che la prima parte
della sua opera, la quale autografa si trova ora nella Bib della Università
di Pavia. Questa storia non è scritta con troppa critica ed assieme a molte
notizie preziose per la chiesa Pavese vi sono mescolati dei racconti favolosi.
Quest'opera era preparata per la stampa e nel suddetto Codice della Uni-
versità vi sono le approvazioni ottenute dai superiori di Pavia, Milano e
Roma. Non fu però mai pubblicata e l'autore faceva dono del suo Ms. ad
un suo nipote nel 1732 come risulta da una lettera autografa di lui unita
al Codice Pavese.
CASTELLI Franciscus. — De statu Mediolanensis Ecclesiae.
(Cod. N. 562).
Cod. cart. del Sec. XVIII in fol. pioc.
L'autografo di questo opuscolo esisteva nell'Archivio della ven.** fab-
brica del Duomo di Milano, ed è citato dall' Argelati. B. S. M., T I, P. II,
col. 342, IV.
CASTELLI, Mons. Vescovo d'Armenia. (Cod. N. 1140).
Cod. cart. del Sec. XVII.
É una miscellanea risguardante le chiese, gli ospedali e le confraternite,
con diversi decreti di Gregorio XIII sopra tali materie. Vi si trova la visita
fatta da lui a Parma come visitatore apostolico, e le lettere che diresse in
tale occasione al Vescovo di quella città.
CASTI Gio. Battista. — Novelle. (Cod. N. 1071).
Cod. cart. del Sec. XVIII in fol.
Sono dieci soltanto e tutte stampate.
CÀSTIGLIONI Bonaventura. — Vite et gesti delli Sanctissimi XI Arci-
vescovi di Milano precessori a S. Ambrogio. {Cod. N. 560).
Cod. cart. del Sec. XVII in fol.
Il notaro D. Bianchini, come appare da una nota copiò quest'opera dal-
l'autografo che era nell'Archivio del Monastero di S. Ambrogio in Milano.
Non contiene soltanto le vite di quegl'undici vescovi, ma tratta anche di
CÀSTIGLIONI GIO. BATTISTA 63
CASTIGLIONI Gaetano. — Due esami processuali in materia criminale.
[Cod. N. 1695).
Cod. cart. in fol. del Sec XVIII.
Il primo di questi processi verte sopra l'omicidio di un prete colpito
accidentalmente a caccia: finisce coll'assoluzione del cacciatore: è del 1734.
Dello stesso anno è il secondo processo parimente per omicidio : ma questo
non è terminato perchè finendo l'anno si doveva continuarlo nel seguente.
Amendue questi fatti accaddero nel territorio di Desio.
CASTIGLIONI Gio. Battista Canonico. (Cod. N. 511).
Cod. cart. in fol. pica del Sec. XVIII.
Illustrazioni ad un Sacramentario Ambrosiano del sec. xiii.
CASTIGLIONI Gio. Battista. — Fasciculus foliorum Mss.m a I. B. Ca-
stillioneo collectus.
Cod. cart. del Sec. XVIII in fol.
Sono dissertazioni di materia ecclesiastica e pastorali di vescovi.
CASTIGLIONI Gio. Battista. — Adnotationes ad vindicandam veritatem
contra allegata ad aram concordiae in causa precedentiae prò Abate
a monachis lmp.1 Basilicae et monasterii S. Ambrosii Maj. Med.ni
Cod. cart in fol. del Sec. XVIII autografo.
CASTIGLIONI Gio. Battista. — Excerpta ex variis auctoribus tam editis
quam inèditis : ad S. eruditionem spectantia et scripta a Can. I. B.
Castillioneo. (Cod. N. 557).
Cod. cart. del Sec. XVIII in fol.
CASTIGLIONI Gio. Battista. — Observationes ad Muratorii dissertationes
exscriptae ,a I. B. Cast. (Cod. N. 558).
Cod. cart. in fol. picc. del Sec* XVIII , autografo.
CASTIGLIONI Gio. Battista. — Elenchus chronologicus ex autographis
et apographis pub. Tabularii Mon. S. Ambrosii cum mantissa con-
fectus an. 1734 a Rev. Georgio Laurentio Ab. Cisterc.
(Cod. N. 559).
CASTIGLIONI Gio. Battista. — Àrchiepiscopum Mecliol. Series.
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII, autografo.
CASTIGLIONI Gio. Battista. — Miscellanea historica. (Cod. N. 741).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII, autografo.
Questo Codice incomincia con delle notizie storiche sulla fondazione dei
Monasteri della città e diocesi di Milano. Prosegue poi con notizie staccate
64 CASTIGLIONI GIO. BATTISTA
che si riferiscono alla Storia ecclesiastica e profana, al culto, alle anti-
chità, etc. Questo Ms. è importante perchè cita dei documenti che andarono
dispersi o distrutti.
CASTIGLIONI Gio. Battista. — Bibliografia Milanese. (Cod Jf. 825).
Cod. cart del Sec. XVIII in fol*
Il frontispizio è disegnato a penna. L'opera è diretta al Pr. di Kaunitz
e la dice scritta per incarico del Conte di Firmian. La bibliografia non
registra opere di scienze e belle lettere , ma riguarda essenzialmente la
storia. Vi sono pur citate delle edizioni milanesi del sec. xv.
CASTIGLIONI Gio. Battista. — Altro Codice col titolo di Bibliografia
sul dorso, che contiene un catalogo dei Mss. della Biblioteca Arci-
vescovile di Udine, di quella di M. Fontanini ed altre. (Cod. N. 826).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
CASTIGLIONI Gio. Battista. — Storia dei primi iv secoli delia Chiesa
di Milano. (Cod. N. 827).
Cod. cart. del Sec. XVIII in fol. autografo.
Sul primo fol. leggesi la nota seguente:
• Questa storia, tessuta da me con ordine cronologico, è tratta dai Con-
cili^ dai Santi Padri, dagli antichi storici ecclesiastici e dai vetusti mar-
tirologi e messali, fattosi anche uso del Codice Teodosiano per riguardo
alle leggi segnate in Milano. «Di essa, pure io n'ebbi l'onorevole incarico
da S. E. il sig. Conte di Firmian a oggetto d'istruirne il poc'anzi lodato
Arciduca Leopoldo ».
CASTIGLIONI Gio. Battista. — Antifonario del sec. xm ad uso della
Basilica di S. Stefano: trascritto da un Codice in pergamena dal
Canonico Castiglioni. (Cod. N. 829).
Cod. cart del Sec. XVIII.
CASTIGLIONI Gio. Battista. — Note alli documenti del^Mon. di S. Am-
brogio prodotti o nel Registro o nell'Appendice. (Cod. N. 830).
Cod. cart del Sec. XVIII in fol., autografo.
CASTIGLIONI Gio. Battista. — Osservazioni intorno alla censura del
suo libro degli spettacoli. (Cod. N. 831).
Cod. cart. del Sec. XVIII in fol., autografo
« • ■
CASTIGLIONI Gio. Battista. — Poesie. Sono schede autografe.
(Cod. N. 993).
Cod. cart. del Sec. XVIII in fol.
* . * " • »
CASTIGLIONI Gio. Battista. — I. Dell'antichissimo rito di pregare per
l'Imperatore, interamente conservato nella sola Chiesa Àmbros. —
II. Saggio, della storia, ecclesiastica di Milano. (Cod. N. 1721).
Cod. cart. in fol. del Sec XVIII, autografo.
LIBRO DEL JESUS per uso di MASSIMILIANO SFORZA
i:* 2163 Paqma N?2i?
FIGLIO DI LODOVICO IL MORO DUCA DI MILANO '
CATONIS 65
Catologo di una libreria posta in vendita. (Cod. N. 1693).
è Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
Dalia prefazione sembrerebbe che sia stata offerta al Marchese Alessandro
Trivulzio.
Cataloga* Praeposi turar um et Àrchipresbiterorum regionum ordine
disposi tarum. (Cod. N 561 j.
Cod. cart. del Sec. XVIII in 4°.
Catalogo di famiglie nobili Milanesi estratto da Istrumenti.
(Cod, N. 1787).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
Vi sono notati gli atti colle loro date dai quali furono presi i nomi delle
famiglie.
GATANI Baldo. — Rime. {Cod. N. 1116).
Cod. memb. in 4° del Sec. XVI.
Sul frontispizio in oro leggesi :
■ All'Illustrissima et Excnu sig. laS. Donna Orsini Peretti Colonna Prin-
• cipessa di Paliano » . .
Dovrebbe questo essere il volume di dedica. Il Quadrio, Voi. II, p. 316,
XVI, cita il Tempio fabbricato da diversi coltissimi et nobilissimi ingegni in
lode di £. Flavia Peretti Orsina, etc. Roma, Giov. Martinelli, 1591. Fra le
poesie inserte in quel volume nota quella di Baldo Catanio, che ritengo
siano quelle contenute in questo Codice. Il Catani diede pure alle stampe
un'Egloga in Orvieto Tintamari, 1582.
CÀTO Marcus. — Opus de Agricultura. Varonis. Rerum rusticarum liber.
(Cod. N. 773).
Cod. del Sec XV in 8°.
Il Catone è scritto su membrana, del Varone sono in memb. il 1° ed
ultimo fol. dei trierni. La prima carta ha l'iniziale ed un fregio miniato
con oro, e così pure nell'opera di Varone le altre iniziali sono in azzurro
ed i titoli de' capitoli in rosso. In fine al Varone è scritto in rosso: « Va-
• ronis rerum rusticarum, lib. IH, explicit felicitqr scriptus per_me Ugo-
• linum F. Mathei de Perusio in ci vitate Florentiae sub annis dui 1467 et
• de mense Septembris » . In alcune carte in fine leggonsi alcune note del
sec. xvi, relative a principi,* papi ed avvenimenti del tempo, e molte pro-
fezie. Il Cod. conserva la sua legatura originale in cuoio, con ornati im-
pressi, ben conservata.
Catoni* liber in vulgaristas rismas translati a dno Gatenacio de Cam-
pania milite praetermissa Catonis prosa. — IL Lo libro della pa-
ciencia. (Cod, N. 795).
Cod. cart. del Sec. XIV in 4°.
L'Ab. Àng. Teodoro Villa nella continuazione della Bib. de' volgarizza-
tori dell' Argelati (T. V, p. 4'i2, nota F; ha parlato di questo Codice Tri-
GoAal. Trtvulziana (Stampato il 9 maggio 4883) 0
66 ^ CAVALCA DOMENICO
vulziano, dandone anche i primi sei versi, ma non dice cosa alcuna
dell'autore Catenaccio de Campania , che non fu neppure ricordato dal
Quadrio, dal Tiraboschi , né dal Toppi. L'autore nella chiusura del libro
ripete il suo nome dandosi l'epiteto di militem jnmosum. Alcuni fogli di
questo Codice sono pali tn sesti ma furono raschiati e lavati per modo da
rendere impossibile di leggere alcun che della prima scrittura. Al principio
del voi. vi sono due fol. di riguardo che contengono alcune lezioni sacre
colla musica notata coi neumi, che mi sembrano scritte nel sec. xn.
La seconda parte di questo Codice contiene il libro della paciencia, senza
il nome dell'autore che e il Cavalca. Vi sono però delle notevolissime dif-
ferenze nella dicitura fra questo Ms. e l'edizione di Venezia di Cristoforo de
Pensis, 1494, che trovasi in questa Bibliot. A pie della prima pagina si
legge la nota seguente : • Iste li ber concessus est perpetualiter ad usum
• canonicorum re^ularium Sancte Marie bianche de Casoreto extra Portam
• Òrientalem Mediolani, etc. • . Questa nota è ripetuta alla fine del volume
con piccole differenze-
CATTANEO Gerolamo." — Le saggie difficoltà del Principato di Genova.
Discorso per la coronazione del Serenissimo Doge Agostino Centu-
rione. [Cod. N. 626).
Cod. cari in fol. picc. del Sec. XVI II.
Questo discorso fu stampato a Cesena per il Neri, 1651, ed a Napoli nel
1718, a pag. 39 della Raccolta di discorsi di insigni oratori della Compagnia
di Gesù. In questo Ms. il suo nome è detto Ambrogio Cattaneo, ma è scritto
da altra mano posteriormente ed è sbagliato, .e dovrebbe dire Gerolamo.
Nella • Bib. des écrivains de la Comp. de Jesus (troisième sèrie, p. 227) è
citato col suo vero nome di Gerolamo. Nacque a Bari da famiglia genovese
nel 1620, entrò come novizio nella Compagnia di Gesù a Napoli nel 1634.
La Repubblica di Genova gli conferì il titolo di suo istoriografo. Morì dopo
il 1676.
CAVALCA Domenico. — Le trenta stultitie. (Cod. N. 352).
Cod. memb. del Sec. XV in due col. in 8°.
I. Sermo de septem grati is quae faciunt animam salvam.
II. Sermo de assumptione beatae Virginis Mariae.
III. Incomincia uno certo trac ta tei lo chiamato le XXX stultitie.
In questo Codice alle XXX stultitie ne fu aggiunta un'altra col titolo
seguente: « La trigesima prima stultitia e maggiore di tutte si è che il
« matto Abate fa li matti monaci. Amen ».
CAVALCA Domenico. — Specchio della Croce; (Cod. N. .405).
Cod. cart. in 4° del Sec. XIV, acefalo.
Mancano in principio alcune carte che contenevano il proemio, il primo'
capitolo e parte del secondo. Il Codice principia dalle parole: « Tornasse
« danno a lui e quasi Dio avesse lo torto » , le quali sono poco pift che alla
metà del Cap. IL
Alla fine leggesi in rosso: « Compi ito è lo specchio della croce: Deo
gratias. Amen. Amen ».
Vengono in seguito alcuni sermoni di S. Bernardo in latino , poi tre
Laudi in volgare ad onore di varii Santi , che credo siano inedite. — Lo
specchio di croce ha i titoli dei capitoli in rosso ed alcune iniziali in rosso
ed azzurro.
CAVAZZA (CONTE GEROLAMO) 67
CAVALCA Domenico. — Le trenta stultitie. (Cod. N. 406).
Cod. cari ia fol. picc. del Sec. XV.
Sembra che il copista sia veneto, essendovi delle voci scritte con idiotismi
propri di quel paese, come sarebbe batalgia invece di battaglia.
Mancano le ultime cinque stultitie.
CAVALCA Domenico. — Incomincia uno bello tractato et utile contra
lo maledetto peccato della lingua. (Cod, N. 407).
Cod. memb. in 8° del Sec. XIV.
Dopo il prologo vi è l'indice dei capitoli. Alla fine, in rosso di carattere
uguale a quello del Ms. vi è la nota seguente : • Questo libro sie de maestro
Bruno orefexe de Forlì » .
CAVALCANTI Bartolomeo. — Discorso circa la militia romana del sesto
libro deirhistoria di Polibio tradotto in lingua volgare.
(Cod. N. 99).
Cod. cart in 4° del Sec. XVI.
Questa traduzione fu stampata per la prima volta a Firenze, senza nome
dello stampatore nel 1552, assieme al modo di accampare tradotto dal greco
da Filippo Strozzi. Parlano di questo libro Apostolo Zeno, il Paitoni e l'Ar
gelati, nonché il Tiraboschi.
CAVALCANO' Desiderio. — Rime. (Cod. N. 916).
*
Cod. cart. in 4° del 1553.
Manca il principio della lettera dedicatoria. Parla di Desiderio Cavalcabò.
il P. Aug. Gabriello di S. Maria negli Scrittori Vicentini (voi. V, p. ccxxxvm).'
Queste rime sono divise in due parti, la prima in vita, la seconda in morte
di certa signora di cui tace il nome. Sembrano inedite, dacché il citato au-
tore non fa menzione che delle sue rime sparse nelle Raccolte di quei tempi.
CAVAZZA (Conte Gerolamo). — Lettere e relazioni dirette al Doge
di Venezia (Francesco Molin) del Cav. Cavazza ambasciatore della
Ser.m» Rep. di Venezia del 1650 e 1651. [Cod. N. 1475).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
Gerolamo Cavazza era secretano del Consiglio dei X , quando venne
mandato in Polonia. In tale occasione fu creato Conte. Se ne legge il de-
creto nell'Aula Zdba/rétta, Padova 1670. Lo riporto perchè serve a darci
notizie sul personaggio, e perchè il libro è divenuto piuttosto raro. « Fran-
te ciscus Molin D. O. Dux Venetiarum, etc. Partendo presentemente per il
« lungo e pericoloso viaggio di Polonia dove è destinato il circospetto fe-
ce delissimo secretano del Consiglio di X, Gerolamo Cavazza, in cui con-
ti corrono li requisiti di merito singolare ben noti a questo Consiglio per
« i vantaggi ricevuti da numerose levate da lui spedite, non meno che in
« altri essenzialissimi maneggi a profitto delle cose nostre ben degno si
« rende d'ogni più viva dimostratone d'ornamento e di grado alle sue
70 CESSOLE (JACOPO DA)
Cerimoniale per i governatori di Milano nelle relazioni di diversi in-
gressi e partenze da questa città di personaggi illustri.
{Cod. N. 1490).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
Il primo ingresso è quello della regina di Spagna nel 1598, l'ultimo è
del 1630. Ha una bella legatura in cuoio impresso colla data pure impressa
MDLXXXXI.
CESSOLE (Jacopo da). — De ludo Schaccorum. (Cod. N. 748).
Cod. memb. in fol. del Sec. XIV di fol. 25, più 2 bianchi.
Fu assai disputato sul vero nome e patria dell'autore di questo trattato,
trovandosi nella Ed. senza data , fatta coi caratteri di cui si servirono il
Ketelaer e Gerardo da Lempt a Utrecht nel 1473, nominato Jacobus de Thes-
salonica, mentre nell'Ed. di Milano del 1479 (la prima con data) esso vien
chiamato Jacobus de Cessolis, come lo è pure nella maggior parte dei Co-
dici Mss. e negli stampati. Il Quetif (Bib. Ord. Predicatorum) lo dice nativo
di Tierache in Piccardia. Prospero Marchandxnel suo Dictionnaire (1. p. 179)
raccolse molte notizie su queste differenze che sono da attribuirsi ai copisti.
Questo Codice termina colle parole: « Hunc ludum ad honorem nobillium
« ego frater Jacobus de Cessolis ordinis predicatorum composui » . Il signor
Pietro Marocco nella prefazione air edizione fatta a Milano nel 1829 della
traduzione tratta da un Codice della Magliabecchiana, riportò diverse delle
opinioni che corrono sulla patria dell'autore e diede la nota di alcuni Codici
Mss. e delle edizioni fattene.
CESSOLE (Jacopo da). — « Incipit prologus in librum super ludum
« schaccorum (juem oomposuit fr. Jacobus de Cessolis et scriptus
« per manum ir. Georgi de Pasqualibus de Mediolano Ordinis mi-
« norum ». (Cod. N. 24).
Cod. memb. del Sec. XV in fol. picc.
CESSOLE (Jacopo da). — « Incomenza el libro sopra el giocho di scacchi
« per vulgare il compose frate Jacopo de^ Cesoie dell'ordine de frati
« predicatori ». ' (Cod. N. 23).
Cod. cart. in 8° del Sec. XV di fol. 96 compresi 3 ultimi bianchi.
I sommari dei capitoli e le iniziali sono in rosso. In fine leggesi : « Qui
« finisse al giocho de scachi el quale fo trovato da uno phylosofo nominato
• Yerses in la grande città Babilonica nel tempo del Evilmoradach el quale
« fu re della ditta città et fu fiolo de Nabucodònosor » . Il sig. Pietro Ma-
rocco nella prefazione all'Ed. precitata 1829, fatta fare da D. Gaetano Melzi,
dice, parlando di questo Codice, che il testo sa molto di Lombardismo, o,
per meglio dire, del dialetto veneziano, ciò che non ne diminuisce il pregio.
Osservo che ben poco ci rimane del dialetto milanese o lombardo di quei
tempi, ma quel poco non differisce tanto da 1 veneto quanto ai giorni nostri.
Ciò fu già da me avvertito nella prefazione al Viaggio in Terra Santa del
Casola, che ho pubblicato nel 1855. — Nella prima lettera iniziale che è
un D trovasi uno stemma che ha nella parte superiore l'aquila sveva e nel-
l'inferiore una fascia dentellata con tre gigli. I Codici della traduzione ita-
liana di questo trattato sono rari. La Tnvulz\ana possiede un esemplare in
pergamena della sovrastata Ed. del 1826.
GHARTARIUM MONASTERII RIPALTAE 71
CHARTIER Alain. — Poesie. (Cod. N. 971).
Cofl. memb. del Sec. XV in 8°.
Questo bel Codice è scritto molto accuratamente in due colonne. Il primo
fol. ha un contorno miniato. La prima lettera, N, contiene una graziosa
miniatura ove è rappresentato un signore che piegando le ginocchia offre
un giojello che pare un braccialetto, con catena smaltata aa una donna. Il
Codice non ha intestazione e contiene le opere seguenti:
Fol. 1. La belle dame sans mercy.
Fol. 7. v. La réponse quo fit Maistre Alain Charretier dessus la ^elle
dame sans mercy.
Fol.%9. Cy après s'ensuit le loy de Paix que fit Maistre Alain Charretier.
Ha il titolo in rosso, come lo sono tutti i seguenti:
Fol. il v. Cy après s'ensuit ung lay de plaisance.
Fol. 13. Complamte pour la mort de sa dame de Maistre Alain Charretier,
Fol. 14. Cy après s'ensuit le Bréviaire des nobles M. A. Charretier.
Fol. 17. Cy après s'ensuit le livre des quatre dames M. A. Charretier.
Fol. 35. Cy commence le resveille matin.
Fol. 37. Cy commence lospital damours.
Il Codice termina al fol. 47. Le iniziali di ciascuna di queste operette
sono miniate.
Chartarium Monasterii Ripaltae. (Cod. N. 1615).
Cod. memb. in fol. del Sec. XV di fol. 146.
Incomincia al fol. 1. v. con una invocazione a Dio scritta in rosso, cui
segue una esposizione del contenuto di questo volume, nel quale furono
registrati i sommari di tutti gli istromenti di compere e donazioni fatte al
Monastero di S. Maria di Ripatta dell'Ordine dei Cisterciensi nella diocesi
di Tortona. Al fol. 2° dopo una nuova invocazione a Dio, scritta in rosso,
incomincia il sommario col documento seguente che ha la prima lettera
riccamente arabescata in rosso ed azzurro: « Anno dominice incarnationis
« millesimo centesimo, quinquagesimo tertio » . Questa però non è la carta
più antica, e ciò per la ragione che i documenti furono rubricati sotto le
cinque Grancie che possedeva il detto monastero. Il più antico trovasi re-
gistrato al fol. 73, ove incominciano i documenti risguardanti la Grancia
De Quidis. Precede a questo documento il seguente titolo in rosso: • Hic
• incipiunt instrumenta donationum et legatorum facta monasterio de Ri-
• palta amore Dei rerum immobiliumjacentium in territorio Grancie Guidis ».
Questo documento che nel Codice è segnato in margine di carattere mo-
derno col numero progressivo 373 è un atto di donazione fatto al monastero
da un Guillermo de Sala e dalla moglie di lui Zuxiana , ed incomincia :
« Anno dominice incarnationis millesimo centesimo quinquagesimo indi-
« ctione tertiadecima die sabati exeunte mense Augusti in burgo Terdonae » .
L'ultimo atto registrato è del 1318. « Indictione prima die dominico vini
« mensis Aprilis », e trovasi al fol. 146. Al verso dello stesso fol., che è
l'ultimo del Codice, vi è, di carattere diverso, registrata la professione fatta
nel detto Cenobio da un Pietro de Rubeis da Milano ai 19 Dicembre 1428.
Da una nota che precede il sommario, N. 544, al fol. 101 v. che fu scritto
Suesto Codice da frate Nicolò da Vercelli , il quale era monaco e notaro
elio stesso convento di ftipalta, pel quale rogò diversi atti che sono pure
in questo Codice. Da una nota inserta appare che esso fu comperato il 9
Dicembre 1772 in un negozio di libri a Milano da D. Carlo Trivulzio, che
vi aggiunse, in parte di sua mano, una illustrazione del volume ed una
nota cronologica degli istru menti in esso contenuti delle note storiche ri-
72 CHARTAEIUM MONASTEEII RIPALTAE
sguardanti il monastero di Ripalta, non che un catalogo delle famiglie che
sono nominate in questi documenti. — Benché il Codice non contenga che
atti notarili, è poco importante perchè da esso si può ricavare la lista degli
abbati di quel Cenobio dalla sua origine, che pare possa fissarsi al 1150,
sino al principio del sec. xiv : ed i nomi dei Consoli di Tortona. Molte poi
delle persone che fecero contratti o donazioni* al detto monastero apparten-
gono a famiglie illustri come i Marchesi Malaspina, i Ponzoni ed altre. È
pure da notarsi in questo Codice il modo con cui furono indicati i giorni
del mese. Dall' I al 1 4 si contano progressivamente colla formula intrante
mense: dal 15 in poi si contano decrescenti, exeunte mense. Il Ducange nel
suo glossario alle parole mensis intrans e mensis eanens ragiona intorno a
Iuesta formola, che egli dice s'incomincia a trovare verso la fine del sec. x.
uche il Mabillon/citato dal Ducange, parla di questa formolji e fa delle
osservazioni sul giorno da cui s'incomincia a contare in modo decrescente
exeunte mense, come si fa colle calende. È singolare anche il vedere sempre
citata la lira Pavese anche dopo il 1248, anno in cui Tlmp. Federico II
accordò ai Tortonesi il diritto di batter moneta. Però si trova, benché assai
di raro, citata la lira Tortonese, come si può vedere al fol. 144, Doc. 724.
— Non si conosce l'epoca precisa della fondazione di questo Cenobio detto
prima di S. Giovanni, poi di S. Maria. Soltanto si sa che era una figlia-
zione di quello di Lucedio , fondato questo nel 1127. Né il Lubin, né il
Manrique, né altri autori che scrissero sull'Ordine Cisterciense lo dicono.
Si può per altro arguire che la esistenza di esso dati dalla metà del sec. xii,
essendovi una carta di donazione di alcuni pezzi di terra fatta in « manibus
Bartolomei Sacerdotis » nel 1 150, i quali terreni facevano parte della Grancia
de Guidi che appare poi essere di proprietà di quel monastero. Il Bartolomeo
Sacerdote non e qualificato né come monaco né come priore. Questo atto
di donazione si trova per estenso nel Codice seguente, N. 1616. Chartarium
Ripaltae, e non vi è fatta menzione del Cenobio di Ripalta , e perciò par-
rebbe che ancora non esistesse. In quell'atto vien dichiarato che la dona-
zione sarà irrevocabile, se si edificherà una chiesa in quel luogo a tenore
, della volontà espressane dai donatori. Nel documento 236, fol. 47, risulta
' che vi era nel óiugno la chiesa e vi era per priore un Guidone Sacerdote.
In altro atto vi appare come priore Ascherio, poi in altro nuovamente Gui-
done Sacerdote, il che induce a credere che fossero mandati da Lucedio,
quando occorreva. Nel 1157 poi, ai 9 d'Ottobre, Dgc. 3°, vien nominato col
titolo di Abbate. Come la massima parte dei monasteri divenuti ricchi Ri-
palta colle sue pingui rendite venne data in commenda e poi scomparve
nel gran naufragio del secolo scorso, rimanendo la magnifica chiesa e parte
del monastero ad uso parrocchiale.
Chartarium Monasterii Ripaltae. {Cod. A7. 1616).
Cod. memb. del Sec. XIV.
Questo Codice contiene in estenso gli atti d'acquisti e di donazioni fatte a
questo Cenobio, de* quali vi sono i sommarii nel precedente COD. 1615. È da
osservarsi però che esso non contiene che 581 atti, mentre i sommarii dell'altro
ascendono a 728. Vi sono in questo volume alcuni istromenti de| quali non
è fatto cenno nel Codice 1615, e viceversa vi sono in quello dei sommarii
de' quali non si trovano gli atti in questo. I due si completano. Al prin-
cipio del volume vi sono due fol. di risguardo non numerati, sul primo dei
quali si trova una lista di spese per registri e legature di libri, poi un atto
notarile del 1235. Le altre tre facciate sono bianche. Seguono 10 fol. di
indice che termina alla prima colonna del fol. IO v., essendovi nella seconda
un atto del 1203. Al fol. II vi è la seguente intestazione in rosso: • Incipit
« liber Chartularum Monasterii Ripaltae de vendicionibus ». Il Codice ori-
ginale terminerebbe al fol. 1 or> recto, ed infatti Tatto che vi è scritto è
CHOZIS (ÀMBBOSIUS DE) 73
l'ultimo dell'indice. Al verso di Questo fol. e sul seguente 156 vi sono due
atti : il primo del 1255, l'altro del 1235, che sono di altra mano, del sec. xv.
CHIESA Sebastiano. — Il Capitolo de frati: poema in 8a rima.
(Cod. N. 935).
Cod. cart. del Sec. XVIII in 8° picc.
Il Quadrio, Tom. VI, pag. 723, parla di questo poema che era inedito e
dell'altro che venne scritto in risposta col titolo di Cortona convertita. Egli
ignorava il nome dell'autore di quest'ultimo, che è un P. Francesco Antonio
Moneti Cortonese , minor conventuale. In questa biblioteca trovansi due
esemplari di questo secondo poema , che il Quadrio accusa di essere un
libello diffamatorio anziché un poema grazioso e faceto. Al principio del
volume, dopo un Discorso al lettore, trovasi la chiave per intendere le al-
lusioni che sonvi in ciascuno de' Canti del Capitolo de1 frali.
CHIESA Sebastiano. — Capitolo de frati. (Cod, N. 1122).
Cod. cart. del Sec. XVIII in fol. picc.
Questo Codice è più antico del precedente (COD. 935) : è scritto con
miglior calligrafìa, ma è meno corretto dell'altro ed ha anche delle lacune.
Al Canto XI fu premessa l'argomento del XII sopprimendo il suo, per cui
il poema riuscì ai soli 14 Canti, grazie alle variazioni che seguono. Il testo
incomincia colle stanze del Canto XI , ma dopo le prime 19 mancano le
seguenti 48, per cui la stanza 20 di questo Codice corrisponde invece alla
67, cui seguono le altre sino alla fine del Canto, che si trova cosi essere
la 28a. La stanza 29 è quella con cui nell'altro Codice incomincia il Canto
XII. Noto però che la strofa 36 di questo Codice non trovasi nell'altro. Nel
Canto XII, che sarebbe il XIII, mancano molti fogli, per cui dalla 5» stanza
si salta alla 57a. Nell'ultimo Canto, dopo la 97" strofa ne mancano 9 e così
pure mancano . le (ultime cinque. Malgrado queste imperfezioni il Codice
non è da disprezzarsi perchè coevo dell'autore e forse copiato sulla prima
trascrizione fattane. È noto che l'autore lesse questa sua produzione ad
alcuni amici, dichiarando che non intendeva di pubblicarla. Uno di essi,
desideroso di possederla, la chiese all'autore per una sola notte, promettendo
di rendere il Ms. alla mattina susseguente : così fu fatto , ma egli aveva
diviso il poema in tanti brani e datili a diversi amici , ciascuno dei quali
potè nella notte fare la copia della parte avuta. E così venuto il mattino
il poema era tutto copiato:
Chiromantia. (Cod. N. 244).
Cod. cart. del Sec. XVII in 4°.
Il Codice incomincia con un trattato di astrologia. Manca il nome del-
l'autore.
CHOZIS (Ambrosius de) filiùs q.dam Petri de Chozis nel^ borgo degli
Ortolani in Porta Chumana Mediolani, Memorie per Fan che fu la
morìa in Milan 1576. (Cod. iV. 1374).
Cod. cart. del Sec. XVI in fol. autografo.
Sono riferite alcune vicende di quei giorni nefasti in modo grossolano.
Alla fine racconta di quelli della sua famiglia che morirono di peste, poi
Calai. TrivuUiana (Stampato iM6 giugno 1883) *0
74 CHRONICA PHILIPPI DE CASTRO SEPRIO
del suo matrimonio. L'ultima nota è del 1578, in cui descrive la processione
fatta in rendimento di grazie per essere cessata la pestilenza. Queste me*
morie vennero pubblicate dal Marchese Carlo Visconti nell' Archivio storico
Lombardo.
Ohronicae de mirabilibus Roraae, et indulgentiae ecclesiarura patriar-
chalium et aliarum ecclesiarum minorum quae extractae fuerunt a
Chronicis beati Petri Apostoli urbis Romae. — II. Vitae Patrum.
{Cod. N. 369).
Cod. cart. del Sec. XV in 4° di 12 fol. mutilo alla fine.
Il testo di questo opuscolo sulle meraviglie di Roma non è quello che
fu ripetutamente stampato in Roma nel sec. xv dal Planch.
Le • Chronicae » finiscono al fol. 6, dove incominciano le Vitae patrum;
De ilio qui nvmquam ridebat. Questi favolosi racconti non sono quelli si
trovano nelle Vite de' Santi Padri.
Ohronica Philipp! de Castro Seprio: de dictis et factis civitatis Me-
diolani. {Cod. iV. 1218).
Cod. cart. del Sec. XVI in 4° di fol. 43.
In fine vi è la nota seguente^ Extractum ab exemplari non autentico
« scripto de anno a nativitate dni 1557 sub die octavo maij ad literam
« prout supra ».
Incomincia questa Cronaca dalla fondazione di Milano , e contiene un
racconto favoloso e talvolta ridicolo di quei primi tempi, il quale è seguito
da un epitome della Storia Romana, specialmente dell epoca imperiale con
insertavi la serie dei Vescovi di Milano. Meno conciso quando narra gli
avvenimenti più vicini al suo tempo, dà i nomi di molti Consoli e Podestà
della Repubblica Milanese, e termina coiranno 1271. Inutile il dire che
quanto risguarda l'epoche antiche è ripieno de* più grossolani errori di
cronologia di nomi e di fatti sì che non ha alcun valore; ma preziosa essa
diventa quando arriva al sec. xn ed al xm , epoche non lontane e coeve
dello scrittore. Il Conte Giulini nelle sue storie cita più volte questa Cronaca
e si duole quando cessa di essergli scorta. Nel Codice Trivufziano dopo la
Cronaca di Filippo da Castel Seprio vi è una continuazione che arriva sino
al 1389. In seguito vi è un'altra Cronichetta col titolo di Edificationes ec-
clesiarum Meaiolanì, nella quale sono notate le epoche della fondazione di
molte chiese dal 750 al 1476. Questo Codice credo sia il medesimo di cui
si è servito il Giulini e che fu descritto dall' Argelati nella Bib. Scrip. Mediol.,
e che esisteva nella libreria del monastero di S. Ambrogio. La descrizione
fattane dall' Argelati corrisponde perfettamente al Codice Trivulziano. La
segnatura Cod. 39 colla quale era segnato ai tempi del Giulini come egli
dice a pag. 211 del tomo I f si trova nel primo fol. bianco dell'esemplare
Trivulzio. Quindi parmi possa ritenersi con certezza che è il medesimo. Si
potrebbe obiettare che l' Argelati dice che porta la segnatura N. 86, ma
potrebbe darsi benissimo che la segnatura fosse stata cambiata dopo che
fu descritta dall'Argenti. Forse vi era una segnatura, 86, su cartellino
esterno ora perduto. Certo è che il N. 36 citato dal Giulini vi si trova. Ciò
stante questo Codice sarebbe assai prezioso perchè unico che si conosca di
Suesta Cronaca. Vero è che l' Argelati nella sovracitata opera in una nota
ice che il Ch.mo Beretta nelle sue schede asserisce di averne veduto un
altro esemplare a Lodi, ma di questo non si ha più alcuna notizia ed io
ne feci inutilmente ricerca in quella città, dove persona che conosce quanto
vi esiste, mi disse che lo credeva perduto assieme ad altri Codici che erano
CHRONIQUES DE SÀVOYE 75
nell'Archivio dell'Ospedale.. Credo quindi probabile che questo esemplare
sia unico, salvo che ne fu fatta pochi anni sono una copia che ora si trova
all'Ambrosiana. Per disgrazia l'amanuense doveva essere persona poco dotta,
perchè in molti luoghi interpretò malamente le abbreviature che di certo
vi erano nel Codice da lui trascritto, ommise anche delle parole e storpiò
molti nomi. — È pure da notarsi che l'Argelati scrisse che questa Cronaca
finisce col 1265, mentre io e così pure il Giulini, abbiamo asserito che ter-
mina col 1971. Nel Codice Trivulziano vi è' una nota marginale di mano
diversa, ma-antica, del tenore seguente: « Hic explicit Chronica Philippi
« de Castro seprio quae sequuntur fuerunt ab alio incerto addita » . Questa
nota incomincia di fronte alla terza linea della pag. 82. Se questo è il
Codice che fa già dei monaci di S. Ambrogio, come lo credo, bisogna dire
che sia sfuggita all'Argelati una linea che fu tirata dopo quanto è riferito
sotto l'anno 1 271 , e siccome questa data colla quale incomincia la pag. 82
non ha che due linee può darsi che TArgelati non v'abbia posto mente ed
abbia ritenuto che la Cronaca di Filippo da Castel Seprio terminasse al
1265, data dell'ultimo avvejiimento con cui finisce la pagina precedente.
Nessuna notizia abbiamo intorno alla vita dell'autore. L'Argelati confessa
di esserne affatto ignaro. Il Piccinelli si riferisce semplicemente al Moriggia,
il quale non dice che queste parole: Filippo di Castel Seprio scrisse anch'esso
una Historia tenuta in gran stima. Essi diedero a questa Cronaca il titolo
di Storia dei primi re di Milano. L'autore in tutto il libro parla mai di sé,
né dice parola che possa dar indizio dell'esser suo. Io non fui più fortunato
degli altri nelle mie ricerche, che furon brevi, mancando le fonti cui attinger
notizie- Solo crederei permesso il congetturare che fosse monaco. La cono-
scenza ch'ei mostra dei sacri Canoni e delle Decretali dei Papi, specialmente
di quelle che vertono sul celibato dei preti, lo zelo col quale condanna quei
sacerdoti che ancor credevano loro permesso l'ammogliarsi, mi inducono ad
avere tale opinione; perchè sarebbe troppo straordinario il trovare in quel
tempo un secolare tanto versato nello studio del Jus Canonico.
Chronioon Creqponae ab anno 1167 ad 1268. {Cod. N. 1339).
Cod. cart. del Sec. XV in 4° con unitavi una copia moderna.
L'Argelati trovò questo Codice nella Biblioteca dei Marchesi Visconti
(dalla quale passò nella Bib. Belgiojoso e quindi nella Trivulziana), e si
contento di ripetere il titolo che si trova sul cartone (vedi Bib. Scrip. Med.
T. I, P. II, col. 50, anonimo V). Questa cronaca invece appartiene a Cremona
e fu pubblicata dal Muratori nel Voi. VII, pag. 629 degli S. R. I. col titolo di
« Anonymi Chronicon breve Cremonense ab anno mxcvi usque ad annum
« mggxxxiii ». L'equivoco sta in questo che il presente Codice è mancante
del principio e quindi la cronaca non incomincia che coiranno 1167. Il Cod.
invece di cui si servì il Muratori mancava di parecchi fogli alla fine, per
cui la credette terminata coi 1233, mentre in questo si prolunga sino al
1269. Il Ch.mo D. Robolotti la pubblicò per intero nell'Archivio Storico del
Vieusseux.
Chroniques de Savoye. {Cod. N. 1437).
Cod. cart. del principio del Sec. XV in fol.
I fol. di questo Ms. sono numerizzati , ma il 1° è segnato 31, è quindi
chiaro che vi doveva essere un opuscolo precedente: mi attengo ai numeri
vecchi della paginazione.
Fol. 31 leggesi. « Cy commence la table des intitulations etchappitres
« de ce livre ».
Questo indice va sino al verso del fol. 50 ed è seguito da uno bianco.
76 CICEEEJUS FRANCISCUS
Fol. 52. « En ce livre estrai t de maintes et notables excriptures et anciennes
« est contenue la genealogie des illustres seigneurs et contes de Savoye
« jadis escripts leurs grans faits et oeuvres vertueuses tant en arme comme
« aultrement. Aussi leurs prosperites accroisseraents dhonneurs et aultres
« et de biens, et aassi de leurs adversites. La quelle genealogie commence
« premierement es ancestres de Berolx filz de Hugues filx du due de
« Sacxonie jadis du quel sont descendus les dit seigneurs contes de Savoye
« comme sensuyt ».
Finita la Chronique de Amé VII, al verso del fol. 283, ve ne sono altre
due di scrittura italiana più recente coi « Noms des contes de Maurienne
« et Savoye yssus de lancyenne race des Saxoniens commencent a Berol
o de Saxe ».
La scrittura di questo Codice è accurata, piuttosto grande e della forma
dei Codici francesi antichi. Le intestazioni dei capitoli sono in rosso. Benché
queste Cronache siano state pubblicate i Codici che le contengono sono
tenuti in gran conto perchè rari, e questo è certo uno dei più pregievoli.
CICEREJUS Franciscus. — Monumenta antiqua Mediolani.
(Cod. N. 811).
|Cod. cart. del Sec. XVI in fol. di carte MG.
Francesco Ciceri uomo assai erudito, come dice r Argelati (Bib. Scr. Med.
T. I, P. II, col. 459) volle completare la raccolta delle iscrizioni romane
fatta dall' Alciato, raccogliendo quelle che erano state ommesse da quel-
l'uomo insigne. Questo Codice, che nell'articolo dell' Argelati e segnato col
n. X è il zibaldone in cui il Ciceri le copiava. È libro prezioso ed unico
tanto più importante per l'epigrafia romana del Milanese e del Comasco,
che molte delle iscrizioni qui trascritte più non esistono o sono perdute,
essendo stati quei marmi adoperati come materiale di fabbrica. Oltre alle
iscrizioni vi .sono disegnati molti monumenti.
CICEREJUS Franciscus. — Epistolae latinae et italicae conscriptae ab
anno 1546 ad 1594. (Cod. N. 655).
Cod. cart. del Sec. XVI in 4°.
Questo è il Codice citato dall' Argelati (col. 450, n. XI) come autografo
Queste lettere non sono fra quelle pubblicate nel 1782 da Pompeo Casati.
Sono inedite e vertono sopra soggetti letterari e di erudizione.
CICEREJUS Franciscus. — Salyrae in quibus «le Horatii de Lncillii ver-
sibus judicium iacit Explanatio ad ornatissinrium virum Julianun:
Gosellinum Hispaniarum regis a secretis. (Cod. N. 755).
Cod. cart. del Sec. XVI in 4°. Autografo.
È il Codice di cui parla l' Argelati. T. I, P. II, col. 431, XII.
CICEREJUS Franciscus. — Opera varia. {Cod. N. 756).
Cod. cart. del Sec. XVI in 8°.
I. Narrationes variae. — Contiene molti aneddoti avvenuti a* suoi giorni.
II. Adnotationes in nonnulla diplomata existentes in Archi vo Mon. b. Am-
brosii Mediolani.
CICEBONIS M. TULLII 77
III. Epitaphia quaedam.
IV. Angeli Decembris commentarius de supplicationibus Maiis ac vete-
rani religionibus ad insignem virura Johannem Thuscanellam.
V. Quinque opuscula graeca ex libro quem Vafterius Corbeta a Demetrio
Calcondylae filio olim habuit.
VI. Lazari Bonamici Bassanensis in librum I ad Herennium annota-
tiones.
VII. I modi più comuni con che ha scritto le sue epistole Cicerone se-
condo li generi di quelle.
VIII. De narrationibus.
IX. Proverbia italice et latine.
X. Alexandri Bernanii Piacentini in Valerli exemplum de C. Licinio
quod L. Nono e duodecimo habetur explicatio.
XI. Petri Molini de dictione liber.
Tutti questi opuscoli sono di mano del Ciceri. Questo Codice rimase
sconosciuto all'Argelati.
CICERONIS M. Tullii. — Opera. {Coti N. 693).
Cod. memb. in fol. del Sec. XV di fol. 105.
I. Fol. 1. Marci Tullii Ciceronis prò Marco Marcello Senatu et Cesare
Oratio incipit.
Questa intestazione , come pure tutte le altre che seguono sono in ca-
rattere corsivo ed in inchiostro azzurro. La pagina ha da tre lati un fregio
miniato, come lo è la prima lettera. Nella parte inferiore si vede lo stemma
dei tre gigli d'oro (che rassomigliano molto a tre ferri di lancia) in campo
rosso
Fol. 9. • Marci Tullii Ciceronis super libro suo qui Major Cato appel-
li latur de Senectute ad Aticum amicum suum Prologus incipit feliciter».
Sotto questo titolo vi ò una bellissima pittura che occupa metà della
pagina rappresentante un monaco con calotta nera in testa seduto in cat-
tedra, che consegna un volume ad un giovane monaco, che sta genuflesso
davanti a lui. Lo stesso monaco è nuovamente rappresentato genuflesso
davanti ad altro personaggio che sta in piedi dal lato opposto, e che riceve
il volume , che dal color rosso , dalla forma e dai fermagli sembra essere
il medésimo. Questo personaggio, a differenza del primo, ha la testa sco-
perta e porta una folta barba; il di lui abito è anche più corto e senza
strascico. Questa pagina ha un fregio miniato che ne copre tre lati.
Fol. 10 a mezza pag. « Et hic incipit tractatus preambule disputationis. ».
Qui pure l'iniziale ed i tre lati della pag. sono miniati.
Fol. 13 pagina ed iniziale miniate. Vi si legge la seguente intestazione
che non trovasi nelle edizioni stampate di questo trattato, nei quali corre
il testo senza interruzione e senza quelle divisioni, che qui si riscontrano.
« Enumeracio causarum cur senectus apud Scipionem et Lelium misera
« videatur, et hic est tocius libelli periodus secunda refetens primam vitu-
« peracionem » .
Fol. 16 v. Ornato come nei precedenti, vi si legge la «eguente intesta-
zione. • Finitur secunda periodus. Et incipit tercia ejusdem libelli in qua
« refellitur vituperaci secunda obiecta senectuti ».
Fol. 20. Ornato come nei precedenti. « Finita periodo tercia. Incipit quarta
« in qua refellitur vituperacio tercia obiecta senectuti ».
III. Fol. 33. Un bel dipinto rappresenta un monaco che piegando il gi-
nocchio presenta un volume legato in rosso al Duca di Borbone , il quale
stende la mano per riceverlo, y Duca ha la testa coperta da un alto ber-
retto, porta una lunga veste con strascico, ed una collana d'oro, dietro a
lui stanno due cortigiani. La pa£\ ha da tre lati un fregio miniato collo
stemma dei gigli nella parte inferiore, l'inizialo miniata a colori ed oro
i*'
78 CICERONIS M. TULLIL
sotto al dipinto si legge. «< A tres excellant glorieux et noble princei Loys
« onde de roy de france due de bourbon conte de clermont et de foreste
« seigneur de beaujeu grant chamberier et per de france ».
Fol. 35 v. a Cy ine le prologue du translateur ».
Fol. 36 La pag. è ornata come le precedenti. La miniatura rappresenta
un monaco in cattedra che spiega a due giovani monaci un libro posto
sopra un leggio davanti a lui. In alto della pagina vi è la seguente inte-
stazione. « Et commence le preambule de la disputaciou de Tulle corn-
ei mencent en latin Sepe numero. Et premierement Scipion avec Lelius se
« emerveille et demande a Caton ».
Fol. 44 v. Coi soliti fregi, la pittura rappresenta due personaggi in abito
lijngo, uno dei quali ha un alto berretto sul capo seduti in cattedra, mentre
un altro sta loro dinanzi e gesticola parlando. I tre personaggi sono Sci-
pione, Lelio e Catone.
Fol. 53. « Cy fine la seconde distinction du livre de vieillesse. Et apres
n commence la tierce en laauelle Tulle reprend et confnte la seconde vi-
ci tuperation opposee a vieillesse ».
Al verso dello stesso fol., che è ornato come quelli già descritti, la pit-
tura rappresenta due villani in abito succinto che lottano entro uno steccato,
fuori del quale un soldato coperto da armatura con sovrapposta una giornea
e che porta un vitello sulle spalle sembra eccitarli.
Fol. 6't. La miniatura accompagnata dai soliti ornati rappresenta un
personaggio con folta barba con alto berretto in capo seduto a mensa con
una giovane, la. quale sembra parlargli , mentre sul davanti un carnefice
colla scure levata sta per decapitare un villano in camicia che inginocchiato
appoggia la testa al ceppo.
Fol. 105. « Cy fine le livre de Tulle de vieillesse translate de latin en
« frangois du commandement de tres excellend glorieux et noble prince
« loys due de Bourbon par moi Laurend de premierfait cinquiesme jour
« de Novembre mil ecce et cinq »,
Questo bellissimo Codice è l'originale presentato a Luigi II duca di Bor-
bone conte di Clermont et Foretz. figlio di Pietro I duca di Borbone. Esso
era fratello di Giovanna moglie di Carlo V detto il Savio re di Francia ,
che soleva chiamarla il Sole del suo reame tanto erano splendide le qualità
di cuore e di spirito di cui era dotata , tanta era la sua bellezza. Lorenzo
di Premierfait oratore e poeta celebre a* suoi tempi morì nel 1418. Egli
fece altre traduzioni fra cui quella del Decamerone , del Boccaccio , di cui
si servì il Caxton per fare la sua in Inglese , che stampò a Londra nel
1481. Le miniature sono bellissime condotte da un artista di primo ordine.
II Codice è perfettamente conservato : il carattere è corsivo , ina chiaro ed
accurato.
CICERONIS M. Tullii. — De Oratore. (Cod. N. 723).
Cod. memb. in fol. picc. del Sec. XV.
Sulla prima pagina vi sono arabeschi a colori ed oro con uno scudo a
pie di pagita, che fu cancellato in modo da rendere impossibile di scoprire
quale stemma contenesse. Nella lettera iniziale C vi è miniata vagamente
una mezza figura che gesticola in atto di parlare. Il carattere è bello e
molto accurato, il testo è corretto.
CICERONIS M. Tullii. — De Officiis. (Cod. N. 661).
Cod. memb. in 8° picc. del Sec. XV.
In fine del trattato leggesi. « M. T. Ciceronis Officiorum liber terciua
#i
CICERONIS M. TULLII 79
« finii Compievi anno in Pontificatus Johann is pp. XXIII xmi Eal. Ali-
ci gustas. Hieronymus donatus patricius. Rivoalto ».
Sulla prima pagina di riguardo leggonsi alcune sentenze di Platone e
di Cicerone, scritte dalla stessa mano del Codice. Sul recto dell'ultima pag.
che rimaneva vuota è scritta la lettera di Cicerone a Decio Bruto. « Lemia
a uno omnium familiarissimo etc ». Sul verso leggonsi ripetuti due volte
i versi di Silio Italico, detto qui Silvius Italus, in lode di Cicerone, poi altre
sentenze. •
CICERONIS M. Tullii. — De officiis libri tres et Rethoricorum ad
Herennium liber quartus ab initio usque ad C. XII. (Cod. N. 769).
Cod. memb. in 8° del Sec. XI.
Sui fol. di risguardo vi sono scritti dei versi di carattere del Sec. xv.
Le lettere capitali sono miniate.
CICERONIS* M. Tullii. — De officiis. (Cod. N. 770).
Cod. cart. in 8° del Sec. XV.
In fine si legge. « Marci Tullii Ciceronis de officiis liber explicit 1432
« die xxvin Julia in palatio Laudeus; finitus est iste liber per Ant.D de
Buseto.
«
CICERONIS M. Tm.ui. — Epistolae familiares. (Cod. N. 808).
Cod. memb. in fol. del Sec. XV.
Le iniziali al principio di ciascun libro sono miniate. Sul primo fol. vi
è pure un ornato con uno stemma che è affatto scomparso.
Termina colla 'seguente sottoscrizione. « M. Tullii Ciceronis Arpinatis
« epistolarum familiarium ad Q. Tironem liber. ultimus foelicissime consu-
« matus. Anno dni hccccl. Et de mense Frebuarii xiij. Christo deo qui sit
* benedictus ».
Bel Codice ben conservato e ben scritto. Alla fine sopra un fol. di ri-
sguardo vi è un frammento di Aulo Gellio.
CICERONIS M. Tullii. — Rethoricorum novorum liber "ad Herennium.
(Cod. N. 772).
Cod. memb. in 4° del Sec. XV.
Questo bel Codice ben scritto e che conserva ancora la sua legatura
originale in velluto rosso appartenne al Card. Ascanio Sforza, di cui si ve-
dono le iniziali, lo stemma, e le imprese sul primo fol. Vi sono altre ini-
ziali miniate.
CICERONIS M. Tullii. — Opuscula. (Cod. N. 771).
Cod. memb. del Sec. XV in 8°.
I. Ciceronis si non ima. In fine leggesi. « Finis sinonimorum ex Cicerone » .
La liste di questi sinonimi è preceduta da una breve lettera apocrifa:
Cicero Lutio Veturio suo salutem.
II. Opuscolo grammaticale, anonimo, sulle differenze delle parole. Inco-
80 CLEMENT1S XI
mincia ». Inter polliceri et promittere hoc interest ». Termina « Atramen-
tarius homo qui vendit • .
Ili L'Orazione prò M. Marcello attribuita a Cicerone.
IV. L'Orazione di Cicerone prò Q. Ligorio.
V. Le tre Orazioni di Cicerone. In L. Catilinam. In fine della terza leg-
gesi « Scripsit Lutius Basilee sibi et concordissimo fratri suo Melchiori
mccccxxxii ».
IV. L'Orazione di Cicerone ^Pro A. Licinio Archia poeta. E scritta dalla
stessa mano, ma con inchiostro diverso.
Vi sono le iniziali miniate e così pure la prima pagina ove eravi uno
stemma, ora cancellato. È unita al volume una illustrazione di questo Co-
dice fatta dall' Ab. Mazzuchelli.
CIGERONIS M. Tullii. — Dialogo nomalo Lelio o voglia dire di Ami-
cizia. (Cod. N. 704).
Cod. memb. del Sec. XVI in fol.
Incomincia colla seguente intestazione in lettere capitali disse. « Marco
« Tullio Cicerone a Pomponio Attico ». Alla fine vi è una nota di D. Carlo
Trivulzio dalla quale appare che « questa traduzione non è fra quelle co-
cc nosciute e stampate e che si scosta in alcuni luoghi dal testo Ciceroniano
« per dar più risalto d'erudizione e per ben intenaere maggiormente l'au-
« tore » . Il Codice è ben conservato ed ha la sua legatura originale veneta
di marocchino rosso con ornati in oro.
Cifre per lettere diplomatiche. (Cod. N. 1766).
Sono quindici fogli : ve ne ha di Italiane, Spagnuole e Tedesche. Appar-
tengono al Sec. xvii.
C1MILOCII Herculis. — Carmina. (Cod. N. 1108).
Cod. cart. del Sec. XVII in 4°.
Sono quattro libri di poesie latine sopra vari argomenti. Ve ne sono
pure di Italiane. Alcune di queste poesie furono stampate in una Raccolta
pubblicata in Toscana come vedesi da una lettera che trovasi presso la fine
del volume diretta dallo stampatore al lettore.
CLEMENS PP. Vili. — Copia brevium missorum in Germaniam tem-
pore legationis Ep. Cremonensis (Cesaris Speciani). (Cod. N. 1 1 35).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI.
Al principio del volume vi è la nota dei brevi.
CLEMENTE IX Papa. — Drammi — 11 palazzo incantato — Le armi
e gli amori — La comica del cielo — La vita humana — Dal
male il bene — S. Bonifacio — S. Alessio. (Cod. N. 942 al 948).
Cod. cart del Sec. XVII in 4°.
CLEMENTIS XI. — Homelia habita an 1708 et Epistola nuncupativa
Antonii Lecchi. (Cod. N. 716).
Cod. cart. del Sec. XVIII in fol.
CLEBICUS TJBEETINUS CBESCENTINAS 81
GLERICUS Ubertinus Crescentinas. — Gratulatorium Carmen.
(Cod. N. 785).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV.
*
Al verso del 1° fol. a modo d'iscrizione in lettere maiuscole con linee
alternate azzurre é rosse leggesi: « Ad Illustrissimos principes et magna-
li nimos dominos Sphortiam Mariam Bari ducem et Ludovicum Sphortiam
« Mariam Vicecomites de eorum redditu ex Gallia Hubertini Clerici Cre-
« scentinatis gratulatorium Carmen ».
Al fol. seguente incomincia il testo in lettere maiuscole senz'altro in-
testazione. A pie di questa pagina vi è lo stemma delle onde d'argento in
campo azzurro, inquartate col freno d'oro in campo rosso. Il Carme termina
al fol. 8 colla seguente sottoscrizione in lettere capitali. « Deo maximo et
« optimo gratias Amen. Exscripsit hoc Carmen Thomas Curtius presbiter ».
Nessuno storico o cronista contemporaneo parla della dimora in Francia
di Sforza Maria, e di Lodovico Maria, detto poi il Moro. Soltanto nel Corio
trovasi notato sotto l'anno 1476 che nella vigilia di Natale « Galeazo
« Sforza secondo l'usanza entro il castello in una grande sala inferiore
« dieta de li fazoli a sono de trombe e stupendissimo apparato ivi venuto
« con la Bona et figliuoli sui su lo fuocho fece ponere il zoccho, et fu por-
« tato da Philippo et Octaviano suoi fratelli. Sforza duca di Bari et Lodo-
« vico già da alcuni mesi passati gli havea relegati in Francia ». Indi
seguitando racconta quanto accadde nel Gennaio seguente e dice: « Circha
« a mezzo mese Sforza e Lodovico di Gallia giunsero a Milano » e narra
come cospirassero contro il Governo della Duchessa Bona e di Cicco Simo-
netta, e come al principio di Febbraio giungesse a Milano Lodovico Gonzaga
Marchese di Mantova e cercasse di comporre le discordie , e come poi nel
tnese di Giugno Sforza e Lodovico fossero nuovamente mandati a confine. Da
tutto ciò risulta ad evidenza che questo Carme fu scritto dopo la metà del
Gennaio 1477 quando accorsero a Milano dalla Francia i due fratelli Sforza
e non più tardi del principio di Febbraio, perchè incominciarono subito le
cospirazioni ed i torbidi eoe il Marchese di Mantova cercò invano di asso-
pire. — Scarse sono le notizie che si hanno del Clerici autore di questo
Carme. Il Fabrizio nella Bibliotheca Med. et Inf. Latinitatis (T. VI, p. 283),
scrive « Hubertinus Clericus Crescentinas ex oppido Crescentio ad Durium
« agmen in Longobardia transpadana sub potestate Ducis Sabaudiae oriun-
« dus vixit post medium sec. xv Papiae et Mediolani bonas literas docuit ».
In seguito a queste parole egli dà la nota delle sue opere, ma di questo
Carme non parla. L'Argelati non lo notò fra gli Scnptores exteri , ma
gli consacra un articolo nell'Hist. Typographica Litt. Mediol. (col. cclxxiii
e seg.) , in cui parla delle opere di lui . ma non fa cenno di questa. Più
certe notizie di lui si trovano in una edizione della Ep. Heroidum di
Ovidio fatta a Milano nel 1490, la quale sfuggì alle ricerche dei bibliografi,
se ne eccettui il Prop. Amati che la cita a pag. 336 del voi. V delle Ri-
cercàe Storieo-critiche-scienUfiche. Questa rarissima edizione , che trovasi
nella Trivulziana, contiene una lettera del Clerici diretta a Guido di San
Giorgio Conte di Biandrate, nella quale spiega come dopo l'uccisione del
Duca Galeazzo Maria Sforza e dopo aver veduto cacciati in esilio Sforza,
Duca di Bari, Lodovico Maria ed Ascanio, non che il Sanseverino , ricercò
qual altro principe protettore delle lettere potesse accoglierlo, e come niuno
ne scoprisse migliore di Guglielmo di Monferrato, e però si riducesse dopo
di essere stato professore a Milano ed a Pavia a diventarlo a Casale di
Monferrato. Forse alla sua risoluzione di lasciar Milano non fu estraneo
questo Carme che lo avrà messo in cattiva vista di Cicco Simonetta, che
avrà veduto in Ubertino un caldo partigiano, e forse un agente attivo dei
fratelli Sforza , che volevano impadronirsi del governo ducale. In questa
edizione vi è pure alla fine una nota ove e detto ohe Ubertino per cognome
Clerici Crescentinate pubblico professore di belle lettere in Casale, con sti-
Caial. Trivulziana (Stampato il 16 giugno 1883) 41
82 COLLALTO (ANT. BAMBALDO CONTE DI)
pendio della città e del Marchese di Monferrato, facesse stampare a Venezia
quella interpretazione delle Epistole Heroidi di Ovidio al 6. (vili Idus) di
Settembre del 1481.
Anche di questa edizione nessun bibliografo fa* cenno se non il detto
Preposto Amati nell'opera e voi. sopracitato a pag. 588.
CL1MAC0 (S. Giovanni). — Opuscoli- (Cod. N. 20).
Cod. cart. del Sec. XV in 4° picc.
I. La scala dei Paradiso.
II. La exortatione de Sco Johanne e lo ascendimelo di questa sancta
scala.
III. La vita de S. Johanne quale scrisse compendiosamente frate Daniele
humele monaco del monastero de Raytu.
Il testo è corretto ed offre molte e belle varianti.
CLIMAGO (S. Giovanni). — Scala del Paradiso. (Cod. N. 21).
Cod. cart in 4» del Sec. XV di fol. 213.
Mancano due fol. del sesterno 7° ed uno dell' 8°. In fine è pure mutilo,
ma di pochi fogli, essendo intero il trattato della Scala del Paradiso e solo
mancando poco più della metà del Sermone di S. Giovanni al pastore. Il
testo di questa traduzione italiana del libro di S. Giov. Climaco ha tali
diversità con quello dell'edizione di Venezia del 1478 e del 1491 da farla
apparire opera di altro autore, se non che il fondo s'appalesa il medesimo.
È da osservarsi alla fine un fol. di riscontro in pergamena ove trovasi
scritto fra i testimoni ad un istromento cujusdam pacis (come è detto in
una nota a tergo) il nome di Guido dalle Colonne giudice, da Messina ,
l'autore della favolosa Historia Troyana tolta da Darete Frigio.
CLIMACO (S. Giovanni). — La Scala del Paradiso. (Cod. N. 22).
Cod. memb. in 12° del Sec. XV.
Incomincia: « Questo libro compose uno delli Santi Padri antichi il cui
« nome fu Giovanni abate del monasterio del Monte Sinaj etc. » Seguita
la tavola dei gradi di questa Scala ossia de1 capitoli che sono trenta e quindi
comincia il primo grado. « De la fu§:a del mondo et renuntiatione de le
« cose terrene •. Le rubriche de' capitoli sono in rosso. In fine della Scala
havvi in rosso: « Questo è la fine.de lo trigesimo grado de la celestial
« scala de Sco Giohanne Climaco abate del monasterio de Monte Sinaj.
« Deo gratias ». Poi « Qui comenza il sermone de Scto Giohanni al pa-
« store. In questo libro materiale etc. ».
Questo Codice fu illustrato dal prof. M. Ant. Parenti in una lettera da
lui diretta al sig. Gaetano Majocchi, la quale trovasi inserta nel voi. XVI,
pag. 131 delle Memorie di religione e morale e di letteratura stampate a
Modena. In essa il dotto Professore dopo aver parlato dell'autore di questo
volgarizzamento, e del testo contenuto in questo Codice conchiude col dire
ch'esso è molto pregevole, e non sarebbe spesa perduta lo spogliarlo per
il Vocabolario della Crusca.
COLLALTO (Ant. Rambaldo Conte di). — Rime. Parte I e IL
(Cod. iV. 960-961-962).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVIII.
Va unita al 1° voi. una nota di mano del Marchese Ippolito Pindemonte
COLONNE (GUIDO GIUDICE DELLE) 88
relativa al Ms. Seguita a questi 2 voi. delle rime del Collalto un terzo
volume della stessa forma e carattere , il quale contiene diverse lettere a
lui scritte da Luisa Bergalli. Secondo il giudizio del Pindemonte il conte-
nuto di questi volumi è inedito. Ne ch'io mi sappia furono pubblicati da
quel tempo in poi. — Questi tre volumi hanno una bella legatura in pelle
rossa con ornati impressi in oro. Provengono dalla famiglia Dogale Da
Ponte di Venezia, di cui vi è lo stemma al principio d'ogni volume.
Colleotanea theologica. (Co ci. N. 52).
Cod. cart. in 4° del Sec. XV.
Fol. 1. Incipiunt auctoritates diversorum doctorum in ordine alphabeti.
A pie della pag. vi è uno stemma che dovrebbe essere di una casata
fiorentina accostato dalle parole « florida fiorenti floreat florentia flore ».
i
COLOMBO Michele. — Tre novelle e frammento di un novelliere antico.
(Cod. N. 66).
Ood. autografo del Sec. XIX in 8° di fol. 50.
Tutte queste novelle furono poi stampate: ed in fronte al Ms. trovasi
una nota di mano del Conte Tomitano relativa alla composizione di esse
ed alla loro origine.
Novella I. Del sig. Gio. Batt. Amaltheo.
» II e III. Di Messer Agnolo Piccione.
Colonioa. — Memorie diverse. (Cod. N. 1736).
Cod. cart. del Sec. XVII I in fol. contiene':
I. Scrittura concernente la istruzione da darsi perula trattazione del
Concordato colla S. Sede 1757.
II. Relazione di ciò che ha pensato la Giunta sopra il Censimento dei
• coloni.
III. Progetto di concordato, da proporsi per lo Stato di Milano ad imi-
tazione di quello di Napoli.
IV. Lettera del Cara. Archinto al Card. Pozzobonelli del 18 Giugno
1757. %
V. Risposta del Card. Pozzobonelli.
VI. Informazione trasmessa a Roma dal Card. Archinto.
VII. Altra simile.
VIII. Concordato colla S. Sede intorno alla porzione colonica dei beni
antichi ecclesiastici dello Stato di Milano 1759. Stampato.
COLONNE (Guido Giudice delle). — Storia Trojana. (Cod. N. 137).
Cod. memb. del Sec. XIV in fol. di carte 100, più 3 fol. di indice in principio.
Fol. 1. t Qui chomenza la instoria Trojana chompillada da diversi libri
t d'autori per Misser Guido dalla cholopna della città di Messina amaistrado
« di tutte le sciencie ».
Termina « Finito libro referamus gratias Xpo Laus tibi sit Xpe dno.
« liber explicit iste » .
L'indice ed i sommarii sono in rosso. Le iniziali di varii colori.
La prima edizione di questa istoria favolosa è quella di Venezia del
64 COMMENDONE, CAEDINALE
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1481 che è rarissima. In seguito, nel sec. xv, De furon fatte altre. Vedi per
la firma autografa di questo autore il Cod. 21 di questa Biblioteca. Climaco
Giovanni.
COLORETTI Agostino da Reggio. — Apologia per rill.mft famiglia Ben-
zoni. (Cod. N. 1780).
Cod. cart in fol. del Sec. XVII 1.
COLUMELLA L. Junio Moderato. — Della cose della Villa, lib. II, III,
IV e V ed il libro degli alberi del medesimo. (Cod. N. 76).
Cod. cart. del Sec. XVI in fol. picc. di carte 177 numerate.
Incomincia col II libro così: « Tu mi domandi o Publio Siivino, quello
« che senza intermissione di tempo io non ricuso d'insegnarti, perche ca-
« gione nel primo libro io contradicessi all'opinione quasi di tutti gli antichi
« ch'hanno parlato dell'agricoltura ». Vi sono alcune postille marginali di
mano diversa da quella del Codice. Appartenne a Domenico Maria Manni ,
che vi scrisse il suo nome sulla prima carta aggiungendo che molto lo
apprezzava. Sul verso della medesima carta vi e una nota sul probabile
autore di questa traduzione che pare possa essere G. B. Tebaldi, che dice
d'aver trovato il regolo degli antichi di cui hassi in questo Codice la figura
a carta 103. In un fol., al principio, vi è la nota delle misure romane di
cose liquide. Questa traduzione differisce radicalmente da quella che ne fece
Pietro Lauro Modenese, che fu stampata per la prima volta a Venezia nel
1554.
Oomedia (la gran) de los cabaileros Templarios. (Cod. N. 991).
Cod. cart. del Sec. XVI (1630 in 8°.
È attribuita a Montalban.
COMMENDONE, Cardinale. (Cod. N. 1467).
Cod. cart in fol. del Sec. XVI di fol. 67 scritti ed altri bianchi.
I. Relazione dell'isola di Malta fatta alla Santità di nostro Signore Papa
Gregorio XIII nell'anno 1582.
fi. Discorso sopra la Corte di Roma dell' 111.™0 Card. Commendone al
signor Gerolamo savorgnano.
Il Card. Commendone al dire del Tiraboschi (T. VII, p. 349) fu uno degli
uomini più grandi del suo secolo • di cai benché non abbiamo opere che
« ci facciano prova de' suoi talenti e de' suoi progressi nelle lettere e
« nelle scienze, sappiamo però che furono da lui coltivate » . In seguito ci
dà la notizia (pag. 352) che nella libreria di S. Salvatore a Bologna eravi
di lui Discorso sopra la Corte di Roma. Non citando l'eruditissimo autore
della Storia della Letteratura italiana la Relazione delV isola di Malta, con-
vien credere ch'egli non l'abbia conosciuta. Nessuna di queste due operette
fu stampata, ch'io mi sappia, e ben lo meriterebbero per la loro importanza,
specialmente la seconda.
COMMENDONE, Cardinale. — Discorso sopra la Corte di Roma al si-
gnor Gerolamo Savorgnano. (Cod. N. 1470).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVII.
Dopo il Discorso vi è una e Istruzione data da un ambasciatore cattolico
in Roma al suo successore.
COMPENDIO 85
Commentarla decretalium Bonrfacii Vili. (Cod. N. 857).
.Cod. caii. in fol. mas. del Sec. XV in due colonne.
Ignoro chi sia l'autore di questa compilazione essendo rimasto vuoto lo
spazio in cui doveva essere scritto il titolo, e non essendovi nel corpo del
Codice, ne alla fine di esso indizio alcuno del suo nome. Nella prefazione
egli dice di aver riunito quanto dissero sulle decretali i Calciarmi, Lapo da
Castello ed altri autori, che nomina, vi dovevano essere altri volumi, perchè
alla fine vi è una nota che dice : Explicit liber primus Sexti.
Commentariolus De vita et rebus gestis Francisci fìonhomii Cremo -
nensis Vercellensis. Episcopi. {Cod. N. 1541).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII I.
GOMNENUS Jo. Andreas Angelus Flavius. — Genealogia diversarum
familiarum mundi incipiendo ab Adamo. (Cod. N. 1800).
Cod. cart in fol. del Sec. XVII.
Copiato dalle stampe dal notaro Bianchini. Vi sono le genealogie di
alcune famiglie Milanesi.
Como. — Raccolta di documenti sugli scrittori Comaschi.
{Cod. N. 1483).
9
I. Larius redivi vus si ve de scrip tori bus Novocomensibus auctore Josepho
Busca.
II. Senatores patria Novocomenses.
III. Lettere del P. D. Primo Tatti e D. Gerolamo Semenzi autografe
(sec. xvn).
IV. Notizie e biografie sugli scrittori Comaschi. (Sono disposte per or-
dine alfabetico in fase, separati).
V. Notizie e biografie di Papi, Vescovi, Cardinali ecc., Comaschi. In fa-
scicoli separati e per ordine alfabetico.
VI. Scrittori della famiglia Rusca.
Queste carte sono di diverse epoche, dei sec. xvn e xvm, riunite in un
volume.
Comparizioni di Collegio, dei Jurisperiti, Fisici, Ingegneri, Causidici,
Tribunale Araldico. (Cod. N. 1532 al 1536).
Sono 5 volumi parte stampati, parte Mss. dei sec. xvii e xvm.
Compartito di alloggiamenti dei cavalli riformato nell'anno 1482 nel
contado di Pavia e campagna oltre Po e Lomellina. (Cod. N. 1221).
Cod. cart in 4° del Sec. XVI.
Compendio di varie cose spettanti a Milano, Pavia, Monza, i Visconti
e la famiglia de1 Marcelhni ritrovate in diverse storie. (Cod. N. 105).
Cod. cart. del Sec. XVI in 4°.
In mezzo a' racconti favolosi questo Codice contiene delle notizie non
spregevoli.
86 CONCILIUM TRIDENTINUM
Compendio della vita e morte della Venda Madre Veronica Calcatemi
fondatrice del collegio della B. V. Maria e S. Filippo Neri in Mi-
lano. Alla fine vi sono dei Ricordi lasciati dalla Yen. M. Veronica
. Calcaterra. (Cod. N. 414).
Cod. cart. del 3ec. XVII in 4°.
Soppresso il convento 'da essa fondato, il Governo del primo regno d'I-
talia vi istituì un collegio per le fanciulle ben conosciuto sotto il nome di
S. Filippo. Dopo il 18)8 quel locale fu ridotto ad uso caserma. La vita della
Calcaterra fu scritta da un padre cappuccino chiamato Leandro e venne
anche stampata. (Vedi Torre Ritratto di MiL, pag. 327).
Compendio della vita di Bartol.0 Homati Sacerdote Ambrosiano cavato
fedelmente da Pietro Eaolo Stromanieo historiograib Bresciano, e
da diversi autori del P. Paolo Moriggi. (Cod. N. 585).
Relazione di quanto si trova registrato nei Mss. della vita e . miracoli
del M. 111.-8 e Rev.d0 Sig. Bartolomeo Homati.
Compendio storico della città di Milano. (Cod. N. 4417).
Cod. cart. del Sec. XVIII in fol.
Alla fine vi è aggiunto l'elenco dei Governatori dello Stato di Milano
dal 1536 al 1760 colla data della loro durata in carica.
Compendio genealogico delle famiglie aggregate alla Nobiltà Veneta
con lo sborso dei ducati 100 mila descritte al Libro d'oro.
(Cod. N. 1835-1836-1837-1838).
Cod. cart. del Sec. XVIII in 4°.
Ve ne sono quattro copie. Una di esse ha sopra un fol. precedente il
frontispizio tre epigrammi latini.
Competenze, precedenze, cerimoniali. (Cod. N. 1735).
Cod. cart. in fol. parte Ms., parte stampato.
Sono 22 documenti, dei quali vi è la nota con un sunto al principio del
volume. Non sono in ordine cronologico. La maggior parte appartengono
al sec. xvii, alcune al seguente.
Oonoilium Tridentinum. — Miscellanea. (Cod. N. 550).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI.
Questa Miscellanea contiene 23 documenti relativi al Concilio di Trento.
La maggior parte sono copie del sec. xvi. Una lettera diretta a S. Carlo
Borromeo porta la firma originale del vescovo Dolfin.
Conoilium Tridentinum. — Gonsultatio de articulis reformationis in
Concilio Tridentino praepositis ab imperatore transmissa ad Conci-
lium anno 1562. (Cod. N. 588).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI.
CONCLAVI 87
Oonoilium Tridentinum. (Cod. N. 594).
Cod. cart in fol. del Sec. XVI.
Questo Codice contiene l'edizione Piacentina, del 1594, dei canoni e de-
creti del Concilio di Trento, cui furono aggiunti dei margini per fervi delle
annotazioni. Vi sono in seguito molte lettere e documenti relativi al detto
Concilio ed alla diocesi di Novara e Cremona.
Questo Codice appartenne al celebre Mons. Cesare Speciano vescovo di
Cremona, e credesi che le note marginali siano scritte da lui.
(fondavi. — Sono sei volumi che contengono la Storia dei Conclavi
da Nicola V (1447 ad Innocenzo X 1644). Sono notati col numero
progressivo che avevano nel Catalogo Belgiojoso. Appartennero a
M.r Comazzano, di cui vi sono in questa Biblioteca molti altri Mss.
Voi. I. {Cod. N. 1145).
I. Discorso di M.r Giov. Francesco Lottino sopra l'attioni dei Conclavi.
IL Somma dei Capitoli conchiusi e segnati dai Cardinali in conclave in
Sede vacante di Paolo IV .d'Ottobre 1559 da osservarsi dal futuro Conclave.
Vi sono diversi documenti relativi.
III. Discorso notabilissimo airill.mo Card. Caraffa per ha ver dall'Imperio
Siena.
Voi. IL (Cod. N. 1146).
I. Conclave fatto per Sede vacante di Eugenio IV, nel quale fu creato
Pontefice Nicolò V (1447).
IL Conclave fatto per la Sede vacante di Nicolò V, in cui fu creato papa
Alfonso Borgia, detto Calisto III. 1455.
III. Conclave fatto per la Sede vacante di Calisto IH, in cui fu creato
papa Enea Piccolomini detto Pio II (1458).
IV. Conclave fatto dopo la morte di Pio II , nel quale fu creato papa
Pietro Barbo detto Paolo II (1464).
V. Conclave fatto per la morte di Paolo II, nel quale fu creato papa
Francesco della Rovere detto Sisto IV (1474).
VI. Conclave in cui fu eletto Innocenzo Vili (1484).
VII. Conclave in cui fu eletto Alessandro VI (1492).
Vili. Conclave in cui fu eletto Pio III (1503).
IX. Conclave in cui fu creato papa Giulio II (1503).
X. Conclave in cui fu creato papa Leone X (1513).
XI. Conclave in cui fu creato papa Adriano VI (1522).
XII. Conclave per l'elezione di Clemente VII (1523).
XIII. Conclave per l'elezione di Paolo III (1534).
XIV. Conclave per-1' elezione di Giulio III (1550)1
XV. Conclave per l'elezione di Marcello II (1555).
XVI. Conclave per relezione di Paolo IV (1555).
XVII. Conclave per l'elezione di Pio IV (1559).
XVIII. Conclave per l'elezione di Pio V (1566).
XIX. Conclave per l'elezione di Gregorio XIII (1572).
XX. Conclave per l'elezione di Sisto V (1585).
XXL Conclave per l'elezione di Urbano VII (1590).
Voi. III. (Cod, N. 1147).
I. Conclave per l'elezione di Gregorio XIV (1590).
II. Conclave per l'elezione di Innocenzo IX (1591).
88 CONCLAVI
III. Conclave per l'elezione di Clemente Vili (1592).
IV. Conclave per l'elezione di Leone XI (1655).
V. Conclave per l'elezione di Paolo V (1605).
VI. Conclave per l'elezione di Gregorio XV (1621).
VII. Conclave per l'elezione di Urbano Vili (1623).
Voi. IV. (Cod. N. 1148).
I. Conclave in cui fu creato Innocenzo X (1644).
Voi V. {Cod, N. 1149).
v.
I. Conclave papae Adriani VI anno 1522.
IL Conclave papae Clementis VII (1523).
III. Conclave papae Pauli IH (1534).
IV. Conclave papae Marcelli II (1555).
V. Conclave papae Pauli IV (1555).
VI. Conclave papae Pii IV (1559).
VII. Conclave papae Pii V (1566).
Vili. Conclave papae Gregorii X.III (1572).
IX. Conclave papae Gregorii XIV (1590).
Voi. V. (Cod. N.ììbO).
I. Conclave di Clemente Vili (1592).
IL Conclave di Gregorio XIV (1590) scritto da Lelio Maretti gentiluomo
Senese.
IH. Conclave nella morte di Clemente Vili dove fu creato papa il
Card. Alessandro de' Medici detto Leone XI (1605).
IV. Relazione del Conclave nel quale fu creato papa Paolo V (1605).
V. Istruzione data ad un legato.
VI. Relazione del secondo viaggio fatto dall'armata cattolica da Siracusa
in Levante (1619).
VII. Sommaria relazione dello stato presente delle cose in Germania
(1617).
Vili. Lettera del Card, di Parma al Cristianissimo del negozio di Venetia
quando si finì et venne il Cardinale di Giojosa a Roma (1607).
IX. Discorso sopra il Conclave dopo la morte di Urbano VII fatto da
M. Pietro Magni.
Conolavl e Pasquinate. (Cod. N. 1151).
Cod. cart. in fol. Sec. del XVII.
I. Conclave per l'elezione di Calisto HI.
IL Conclave per Pio IL
III. Conclave per Adriano VI.
IV. Conclave per Leone X.
V. Conclave per Paolo IV.
VI. Discorso sopra il Conclave da farsi (per Urbano VII).
VII. Conclave per Gregorio XV.
VIII. Conclave per Urbano Vili.
IX. Conclave, altro, per lo stesso.
X. Discorso sopra i Conclavi.
XI. Relazione della Corte di Roma e dei riti da osservarsi in essa etc.
(16111.
XII. Constitutio Gregorii XV de electione romani pontificis. Stampata
1621.
CONCOREZZO (GABRIEL DE) 89
XIII. Pasquinate in occasione di Conclavi, e per la morte dei Papi. Ve
ne sono del sec. xvi e xvn: sono in gran numero e sembrano originali.
GONCORDIO (fra Bartolomeo da San). — Ammaestramenti degli antichi.
(Cod. N. 134).
Cod. cart. in fol. del Sec. XIV di fol. 77.
I sommarii sono scritti in rosso, e le iniziali ora in rosso, ora in azzurro.
Alla fine vi è la seguente postilla scritta nel sec. xvi. • Questo testo è ri-
« scontrato con quello dell Jnferrigno e di sua mano scritte le correzioni ;
• e ancora con quello di M. Francesco Neri, con uno di S. Maria Novella » .
In fine furono trascritte le rubriche nel sec. xvi.
Questo prezioso Codice è auello stesso che servì air ab. Francesco Ridolfi
(il Rifiorito accademico della Crusca) per la stampa che ne fece a Firenze
nel 1661 e che dedicò al Ser.mo Principe di Toscana Cosimo de' Medici.
GONCORDIO (fra Bartolomeo da San). — « Incipit summa de casibus con-
« scientie composita per fratrem Bartholomeum de Sco Concordio:
« qui Pisanus fuit et Ordinis predicatorum, qui etiam e^plevit ipsam
« summam in civitate Pisana anno dni 1338 de mense Decembris
u tempore Sanctissimi patris dni Benedicti pp. XII. Qui et supra-
« dictns fr. Bartholomeus obiit anno dni 1347 die 11 Julii cujns
« anima requiescat in pace. Amen. (Cod. N. 438).
Cod. memb. in fol. picc. del Sec. XIV.
Incomincia « Quoniam ut ait Gregorius super Ezechielem, nullum omni-
• potenti Deo tale sacrificami est quale zelus animarum • .
La prima pagina ha un bellissimo fregio miniato all'intorno, e nell'ini-
ziale parimente miniata e dorata vi è un monaco domenicano cher forse
sarà il ritratto dell'autore. Al pie della pag. vi è uno stemma bipartito.
Nella parte superiore ha una stella d'oro in campo azzurro; nell'inferiore
una croce di S. Andrea che attraversa per intero un campo rosso.
CONCOREZZO (Gabriel de). — Fabulae cum allegoriis noviter repertae.
(Cod, N. 759).
Cod. cart. del Sec. XV in 8°.
Intorno a questo Gabriele da Concorezzo vedasi il Rosmini nella vita
di Vittorino da Feltre e l'Argelati Bib. Scrip. Med. col. 1753. Quest'opera
di cui il Rosmini non fa cenno contiene la mitologia degli antichi, di cui
l'autore si studia di spiegare il significato allegorico.
Da una nota alla fine si vede che questo Codice fu terminato in Brescia
il 18 Ottobre 1451. Alla fine in un fol. di riscontro si trovano due note.
Nella prima è detto che venne segnata la pace fra il Duca di Milano e la
Rep. Veneta alle ore 7 di notte del 10 Aprile 145ì per opera di fr. Simone
essendo presente (come lo riferisce anche il Poggio) il Mag.c0 Paolo Barbo
oratore della Ser.raa Repubblica , il quale era nipote di Papa Eugenio IV.
Questo fra Simone era da Camerino e dell'Ordine degli Agostiniani. Ne
parla anche il Muratori negli Annali sotto l'anno 1454. — La seconda
nota si riferisce alla pace seguita nel 1529 fra l'Imperatore Carlo V, il Duca
di Milano ed altri potentati. Questo Codice apparteneva al convento de'
Cappuccini di Bergamo.
Coiai. Trlvulztana (Stampato il 16 giugno 4883) 42
90 CONSILIA VÀBIOBUM
CONFANONERIUS Antonius. — Vitae Archi episcoporum Mediolani ad
an. dm 1402, continuatae ad an. usque 1555, ex codice pergàraeno
in Arch. Primicerii asservato. (Cod. N. 1340).
Cod. cart. del Sec. XVI in 4°.
CONFANONERIUS Antonius. — Aliud exeraplar. (Cod. N. 1341).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII di mano di G. Ant Trivulzio.
CONFANONERIUS Antonius. — Altro esemplare con aggiunte di G. B.
Fontana. _ (Cod. N. 496).
CONFALONER1US o Gonfanonerius Caesar. — Epitome historiarum a
mundo condito. (Cod. N. 350).
Cod. cart. del Sec. XVII in 16°.
Questo autore non solo fu ommesso dali'Argelati, ma non fu registrato
fra gli Scrittori della Compagnia di Gesù dei fratelli Becker. Il Predari
cita un'altra opera di lui che trovasi Ms. nell'Ambrosiana, ma non parla
di questa.
■
Considerazioni sopra le amicizie e conversazioni dei Giovanetti , di
autore anonimo. (Cod. N. 36).
Cod. cart. del Sec. XVIII in 4°.
Consilia variorum prò D. Sigismundo Estensi. (Cod. N. 1599).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI.
Questi venti consulti fatti dai più celebri Giuristi della prima metà del
sec. xvi come Andrea Alciato, Giason del Maino, Antonio Carpano, Socino
Mariano, ed altri sono originali ed hanno il sigillo e la firma autografa
dei loro autori. — Il motivo di questa importantissima causa" fu il seguente.
Da Angela Sforza che possedeva estesissimi poderi nel territorio Milanese
Lodigiano e Pavese, e da Ercole da Este Ferrarese erano stati procreati
Sigismondo e Lucrezia, che fu maritata a Manfredo da Correggio. Angela
lasciò erede il figlio Sigismondo e fece un legato di 12 mila scudi in fa-
vore di sua figlia Lucrezia, cui aveva già sborsata una dote conveniente:
legato che venne soddisfatto dall'erede Sigismondo. Dopo 12 anni il notaro
che aveva pubblicato il testamento della Angela Sforza venuta a morte
dichiarò che quell'atto era diverso dal vero. Perciò la Lucrezia ritenuto
nullo il testamento chiese di succedere in parti uguali col fratello nella
eredità materna ; secondo la consuetudine del luogo di S. Martino ove essa
abitava e dove era morta la madre. Sigismondo, ritenuto nullo il testa-
mento, chiese la restituzione del legato di 12 mila scudi cogli interessi, e
l'esclusione della sorella dalla eredità in forza degli Statuti di Milano, Pavia
e Lodi dove erano posti i beni della defunta loro madre. Come si vede la
causa era assai importante e per l'entità dei beni contrastati e per la qualità
delle famiglie litiganti, e dal punto di vista legale. È curioso di vedere quali
fossero le opinioni dei più celebri giuristi di quel tempo, e come le svol-
gessero. Il primo consulto (che è del Collegio dei Dottori Pavesi con au-
tentica del notaio, e sigillo) porta la data del 1544, e dello stesso anno
sono altri allegati che vengono in seguito.
COSTITUZIONI E EEGOLE 91
Conrtituxione (la) o vero memoriale de li poveri heremiti del ordine
overo congregatone de frate Piero da Pisa. (Cod. N. 328).
Cod. cart. del Sec. XV in 8° di fol. 51.
Al fol. 40_v. si trova la nota seguente: « A dì 8 Novembrio 1496 nel
• locho de Sco Sebastiano de Venexia fo compito e scripto a laude de Dio
• de la Madona et de Sancto Sebastiano • .
Dopo una linea di lettere senza vocali.
« Seguita la interrogatone e peticione che se debbono fare a li novitii
• in presentia de li fratelli prima nanzi che se vestano » .
Conttitutione over Ordinatione delle Santimoniale del Eremitano de
Sco Augustino. (Cod. N. 382).
Cod. memb. in 4° del Sec. XVI.
Verso la fine si legge: • Laus deo die XX Settembris anno 1508 » e
d'altra mano « Iste liber est S. Agnetis Civitatis Mediolani • .
Il monastero di S. Agnese detto comunemente d'Arcognano. come di-
cono il Puricelli (Monumenta Basiiicae Ambrosianae, pag. 386) ed il Sitoni,
Collectanea, p. 305, era verso porta Vercellina, ora Magenta, nella via che
portava il suo nome. Benché appartenessero all'ordine degli Umiliati queste
monache seguivano la regola di S. Agostino. Secondo il Buiatti ed u Mo-
riggia il monastero e la chiesa di S. Agnese che ora più non esistono
furono edificati nel 1467 da Bianca Maria Sforza Visconti Duchessa di Milano
probabilmente sotto l'invocazione di quella Santa in onore di Agnese del
Maino sua madre
Constitutionet Innocentii III. (Cod. N. 388).
«
Cod. memb. del Sec. XIV, sono due quaderni slegati.
Il primo contiene un brano delle Costituzioni di Innocenzo III. Nel se-
condo quaderno vi è la fine del cap. 27, il 28, 29, 30 e 31 della cronaca
di Turpino pubblicata dal Ciampi a Firenze nel 1822 col titolo: De vita .
Caroli Magni et Rolandi. Dopo il Cap. 31 in questo frammento che ha no-
tevoli varianti trovasi interpolato un brano • Quid sit grammatica • etc.
poi viene il cap. 32 edito del Ciampi a pae\ 86; al quale tengon dietro i
seguenti due capitoli che mancano alla suddetta edizione di Firenze , cioè
• Mirabile miraculum quod accidit Rolando antequam ingrederetur Hispa-
« niam • e De obitu beati Turpini martyris, Remensis achiepiscopi • . ,
Dopo questi due capitoli vi è ancora qualche breve cenno relativo ai
paladini dì Carlo Magno, una lettera di papa Calisto ed una d'Innocenzo III
sui caduti nelle guerre contro i Saraceni.
Conttitutiones Collegii Borromei. (Cod. N. 1209).
Cod. cart in 4° del Sec. XVII.
Costituzioni e Regole dei Padri della Congregazione Eremitana Scalza
dell'ordine di S. Agostino. (Cod. N. 329).
Cod. cart del Sec. XVII in 8°.
92 CONSUETUDINES CIVITATIS MEDIOL.
Consti tutiones Ducum Mediolani Novariae attinentes. {Cod. N. 1454).
Cod. cart. del Sec. XVI in fol.
Incominciano dal 1386 e giungono sino ai tempi di Lodovico il Moro.
Il Cod. è assai guasto dall'umidità.
Constitutiones fratrum Ordinis B. M. Virginis de Monte Carmelo an-
tiquae observantiae regularis. (Cod. N. 1696).
Cod. cart. del Sec. XVIII in fol.
Consuetudine! Civitatis Mediol. an 1216 et Statuto Med. an. 1396.
{Cod. N. 1262).
Cod. cart. in fol. p. scritto nel 1617 di fol. 196
oltre fol. 14 in principio non numerati ed altri 6 bianchi in fine.
I primi due fol. contengono un indice o per meglio dire delle indica-
zioni sopra il contenuto del voi. Sui 4° fol. vi è la nota seguente:
• Volume di statuti e privilegi vecchi de la città de Milano prestatimi
« dai S. Raphael Fagnani I. C. di Collegio fatto trascrivere da Pietro Ce-
« sarino et pagatolo a soldi 4 il foglio anco ha notato consegnatone alli
• 2 Novembre 1617, non li resta se non lire 15 in tutto. Ha notato 5 No-
t vembre 1617 ».
Seguono alcune annotazioni sulle mosse di D. Pietro governatore di
Milano (1), alle quali è sottoposta la firma Alexander Raudensis.
Segue l'indice dei capitoli degli statuti del 1396 che occupa 9 fogli. Al
fol. seguente 15 del Ms. e dove incomincia la vecchia numerazione dei fogli
hanno principio gli statuti fatti da G. Galeazzo Visconti nel 1396, i quali
finiscono al verso del fol. 130 dove trovasi una nota di Rafael Fagnani
relativa alle Co?isuetudinesy le quali incominciano al fol. 131 colla seguente
intestazione. « Incipit liber consuetudinum Mediolani » . Termina questa
compilazione al fol. 188 v. colla nota seguente: • Explicit liber consuetu-
c dinum in nomine dui nostri Jesu Xpi factum et composi tuoi de anno
« domini currente mccxvi quo anno complete fuerunt ».
Seguono tre capitoli di privilegi favolosi risguardanti i Reges Angle-
riae dai quali si volevano far discendere i Visconti. Essi terminano al
verso del 189 colla parola Amen. Sull'ultimo dei 6 fol. bianchi vi sono
alcune note sul contenuto del volume. — Questo Codice è prezioso perchè
ci conserva gli ordinamenti di Milano nel tempo in cui si reggeva a Re-
pubblica e quelli dei non meno glorioso dominio di Gian Galeazzo Visconti
che se non* fosse stato colto da immatura morte a Melegnano nel 1402
avrebbe consolidato il suo dominio e preso il titolo di re. Benché nel Codice
siano posposte agli statuti, le Consuetudini avranno la precedenza nelle
mie osservazioni. Nel 1215 Brunasio Porcha Novarese Podestà di Milano
fece decretare che fossero raccolti in un Codice tutti i decreti fatti sotto i
Consoli e Podestà precedenti , e quelle Consuetudini che per il lungo uso
avevano forza di legge. Ciò venne eseguito nell'anno seguente essendo
Podestà Jacopo de Malacorigìa Piacentino aiutato da 12 uomini discreti,
de' quali ci furono conservati i nomi. I decreti dei re Longobardi, i capi-
tolari di Carlo Magno, le leggi emanate sotto i suoi successori avevano
modificato in grandissima parte il Codice Giustinianeo, ma non lo avevano
tolto. Fu creduto anche ne fosse perduto il testo ma certo ne rimanevano
(1). D. Pedro de Toledo y Osorio Marchese di Villafranca fu nominato Governatore di Milano
nel Dicembre 1615, e ritornò in Spagna nel 1618.
CONSULTA ecc. 93
le tradizioni e con quelle si reggevano i rapporti della proprietà. Come
appare dal preambolo di questo Codice, risorta Milano dopo la catastrofe del
1162 furono fatte delle leggi parziali a seconda dei bisogni e queste colle
consuetudini furono raccolte, come dissi, per disposizione di Brunasio Porcha.
Quel Codice andò certamente perduto , ma un giureconsulto Milanese di
quei tempi ne fece un sunto o trattato , che al principio del sec. xvn esi-
steva presso Rafaele Fagnani, quello stesso che lasciò molti volumi di me-
morie sulle famiglie Milanesi, che ora trovansi nella Bib. Ambrosiana. Di
quel trattato egli fece fare una copia che autenticòx còlla sua firma e che
venne deposta nell'Ambrosiana fino dai primi tempi di quella istituzione.
Quella copia fu veduta dal C.te Gabriele Verri, l'autore dell'opera t De ori-
gine et progressu juris Mediolanensis » , dal Giulini e da altri, i quali tutti
ritenendone il titolo citarono sempre quel Codice come contenente le Con-
suetudines, mentre non è che un sunto o trattato su di esse. Il Codice Tri-
vulziano fu copiato ugualmente da quello del Fagnani, -ed è assai più
corretto di quello dell'Ambrosiana, ed ha molte annotazioni di mano dello
stesso Fagnani , come ho potuto verificare confrontandolo con altri suoi
scritti ali Ambrosiana. Credo che questo Codice sia quello di cui parla il
succitato C.,c Verri, che gli era stato prestato dall'ab. D. Costanzo d'Adda.
perchè amendue gli amanuensi dei Codici Ambrosiano e Trivulziano li tra
scrissero nello stesso modo, come pure trascrissero fuor di posto un brano
del capitolo De servitutibus (fol. 165), che fu posto nel capitolo De feudis
(fol. 175) ed incomincia: « Ad haec si cui volenti edificare •. Malgrado
ciò è prezioso per la storia del diritto Milanese questo trattato che è il
solo monumento scritto rimastoci , che ci dia un sunto completo degli
ordini civili e criminali di quel tempo.
Negli anni successivi furono fatte altre leggi ed alcune delle vecchie furono
abolite, finché Gian Galeazzo Visconti che voleva far scomparire dalla legi-
slazione quanto poteva ricordare l'èra repubblicana Tece compilare gli statuti
del 1396, in cui furono raccolte le leggi che reggevano lo Stato, facendovi
le modificazioni occorrenti, ma conservando il complesso delle leggi pre-
cedenti. Degli statuti di G. Galeazzo si conoscono tre altri esemplari oltre
a questo. Il M.M Antonio Busca ne possiede uno bellissimo in pergamena con-
temporaneo. Gli altri due sono all'Ambrosiana, ambo cartacei. Il primo in
fol. grande lo credo dei primi anni del sec. xv, se pure non è coevo. L'altro
è posteriore, ma del sec. xv. Questi statuti nel 1480 furono modificati e
stampati dal Suardi, e poi con altre modificazioni ristampati nel 1498 dal
Manuziano quanto alla parte civile. I criminali lo furono nel 1502. Né l'Ar-
chivio di S. Fedele, né quello del Municipio possedono le Consueti! dines,
né gli statuti del 1396. In quello di S. Fedele però vi è un Codice antico con-
tenente decreti fatti nel sec. xiv. Codice prezioso, ma sgraziatamente mutilo
ed assai guasto.
30 Gennaio 1867 (1).
Consuetudine! Neapolitanae. (Cod. N. 1205).
Cod. cart del Sec. XVIII in 4°.
Consulta dello Stato di Milano a S. E. il Governatore colla rispetto-
sissima risposta a S. M. Cesarea nell'affare del Rimpiazzo 1737.
(Cod. N. 1366).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
(!) Le Consuetudines Tanno seguente a quello in cui feci questa illustrazione del Codice Tri-
vulziano furono pubblicate nel voi. XVI. Pars prior dei Monumenta Historiae Patriae di Torino.
94 CONTROVEBSIÀE etc.
Consulte intorno le pendenze di confine insorte per la cessione delle
due province di Novara e di Tortona con la Corte di Torino, umi-
liate a S. M. Cesarea Cattolica dalla Reati Giunta su questa materia
deputata, compilata dal Marchese Senatore D. Martino de Colla.
(Cod, N. 1702).
Cod. cari, del Sec. XVIII in fol.
Contenimento appartenente alla spedizione, come anche sopra l'ispe-
zione dei Pichetli e Guardie del Campo. (Cod. N. 1865)
Cod. cart. in 4* del Sec. XVIII.
CONTI (Giusto de). — La bella mano. (Cod. N. 910)
Cod. memb. in 16° del Sec. XV.
Questo bellissimo Ms. è quello che il Canonico G. Maria Cresci mbeni ,
ne* suoi Commentari della volgar poesia (Tom. V, pag. 67), asserisce di aver
veduto presso il P. D. Stanislao Santinelli Chier. Reg. Somasco, allora mae-
stro di rettorica nel collegio dementino di Roma. Alla fine del Cod. sono
aggiunti i 24 sonetti di G. Antonio Romanello Padovano, pubblicati pure
colla Bella mano nell'Ed. del 1472, e nell'ultima di Verona del Tumermani,
che amendue si trovano in questa Biblioteca. A questi seguono due rozzi
sonetti di mano antica d'ignoto autore.
CONTI (Giusto de1). — La bella mano. (Cod, N. 985).
Cod. memb. del Sec. XV in fol. picc.
In auesto bel Cdtìice è curiosa l'iniziale del primo sonetto • Amor quando
• per farmi ben felice. L'altra amorosa spina nel cor mise » ove alludendo
alle parole dell'autore venne miniata una pianta di spino intrecciata colla
lettera A.
Il testo di questo Codice ha molte e notevoli varianti dall' Ed. principe
del 1472 del Malpighi di Bologna, e cpll'altra pure rarissima del 1492, che
pure trovasi nella Trivulziana.
Conto generale delle spese per la fabbrica del Nuovo Archivio ed Uffici
civici in Broletto dal Settembre 1770 al Dicem. 1774.
(Cod. N. 1797).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
Contribuzioni e carichi dello Stato di Milano dal 1741 al 1747 per
sostenere le spese militari non compreso il sofferto particolarmente
dalle rispettive Comunità. (Cod. N. 1685).
Cod. cart. in fol. del Sec XVIII.
Controveriiae inter Johannem Longonum et Franchinum Ruscham.
(Cod. N. 226).
Cod. memb. del Sec. XV in 8°.
Il Codice è originale con annessa una carta topografica ove sono trac-
ciate le roggie ed i terreni da irrigarsi. Vi sono anche alcune iniziali mi-
niate e gli stemmi ducali in cera.
CONTROVEBSIÀ etc. 95
Controversiae Sinenses. — Narratio earum quae circa Sinenses con-
troversias acta sunt in.Sinis an. 1705 et 1706. (Cod. N. 230).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVIII. * '
Libro curioso in cui sono riferite le trattative seguite fra i Gesuiti ed
il Governo Chinese.
Controversia epularis prima de prandio. Ad Ludovicum Caesium An-
tistitem etc. Font. (Cod. N. 1799).
Cod.'cart. in fol. mas. dei Sec. XVI.
Credo che questo opuscolo sia opera di un G. B. Fontana de' Conti. Nato
questi a Milano andò a Roma, ove fu protetto dal Card. Alciato che assai
lo stimava. Morì giovane a trenta tré anni, % ma era già salito in gran fama,
sì che fu lodato dal Si^onio ch'egli aiutò nelle sue ricerche, e dal Picinelli
nell'Ateneo de1 Letterati Milanesi, pag. 279. Ciò che mi fa crederlo autore
di questo opuscolo è il vederlo dedicato a Lodovico Cesi. Aveva il Fontana
de* Conti scritta un'opera assai pregiata col titolo De prisca Caesiorum
gente. In questo opuscolo dice : « Saepius ad te et scribam alibi de te ». In
questa Controversia l'autore mostra grande erudizione e ciò s'attaglia con
quello che dicono del Fontana i precitati autori e l'Argelati, Bib. Scr. Med.
X • ■!§ X • xl«
Osserverò finalmente che dopo la intestazione al Card. Cesi vi è la parola
Font, abbreviatura, che quantunque staccata è però posta in modo che si può
ritenere faccia seguito e completi l'indirizzo al Cardinale. Il Picinelli cita di lui
una vita di suor Angelica Paola Negri, che fu stampata a Roma nel 1576,
e di cui trovasi un esemplare manoscritto nella Miscellanea Alciato in
questa Biblioteca COD. 1601. Credo che appartenga pure al Fontana un
altro opuscolo che sta nello stesso Cod. 1601, che ha per titolo Detectio
Coemeterii B. Priscillae an. 1578. Non ha intestazione, ma il vederlo fra
le carte del Card, ed il leggervi alla fine « Vale decus et ornamentum
pietatis et litterarum • mi fanno credere che fosse a lui diretto. Tale è la
mia opinione, ma l'Argelati fu di parere diverso. Egli notò questo opuscolo
(Col. 30, N. V) come opera del Card. Alciato dicendola arricchita di note
marginali di mano dell autore. È verissimo che vi sono alcune poche cor-
rezioni e note marginali, ma dopo averle confrontate cogli autografi di lui
che si trovano nella Miscellanea Alciato, Cod. 1601 di questa Biblioteca
ho dovuto convincermi che esse non sono di sua mano. La scrittura di
? pesto opuscolo mostra ad evidenza che fu scritto da un copista di pr-
essione. Crederei piuttosto che le note sono del Fontana. Non è il solo
caso in cui l'Argelati sia caduto in errore, dovuto probabilmente alla bre-
vità del tempo concessogli per esaminare i Codici de* Mar." Visconti , dei
quali questo faceva parte. Ciò non diminuisce certo il suo grandissimo
merito, e rimane sempre degna d'ammirazione la sua operosità. È il caso
di ripetere : « Facile est inventis adderò » , ma quando si pensa alla enorme
quantità di notizie da lui accumulate nei 4 voi. della Bit). Scrip. Mediol.
e nelle altre non poche sue opere non si può a meno di provare per lui
una profonda stima.
Controversia de precedenza inter civitates Laudensem et Comanensem.
(Cod. N. 274).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVII.
Vi sono
denza sopra
esposte prima le ragioni per cui Lodi doveva avere la prece*
Como ed in seguito quelle di quest'ultima città.
96 CONVENZIONI ecc.
Controversie di lingua e letteratura. (Cod. N. 305)v
Cod. cart. del Sec. XVIII in fol.
Contiene le 12 scritture seguenti:
I. AI Rev.d0 prete D. Giuseppe Pari ni : risposta ad una sua lettera al
P. D. Paolo Onofrio Branda stampata in Milano nel 1760.
II. Risposta all'autore dei libri intitolati: « La Badia di Meneghitt a
consulta — Él canzeler de la Badia di Meneghitt — Spassatemp del Tiz-
zireu in difesa dell'autore dei due dialoghi della lingua Toscana ».
III. Al sig. Cari' Antonio Tanzi in difesa dell'autore dei dialogi della
lingua Toscana Guarinio Pitonio.
IV. All'autore della Camaretta di Meneghitt in conservazione Guarinio
Pitonio.
V. Al Rev. sig. D. Domenico Seresi Martino Buonstomaco.
VI. Ai sig. critici dei due dialoghi della lingua Toscana Guarinio Pi-
tonio.
VII. Commento delle note apposte al dialogo della lingua Toscana. ed
alla prefazione compilato da Guarinio Pitonio.
Vili. Ad un -amico su la seconda lettera del sig. Ab.Parini al P. D. Paolo
Onofrio Branda Guarinio Pitonio
IX. Ad un amico su la felicità del matrimonio, opera morale piacevole
e politica dell' Ab. NN. Guarinio Pitonio.
X. All'Onorat.mo sig. Ab. Giuseppe Parini.
XI. Della questiouelotteraria nata in Milano l'anno 1760 tra il P. D. Paolo
Onofrio Branda ed alcuni Accademici Trasformati su la lingua Toscana e
Milanese, dialogo di Guarinio Pitonio.
L'ultimo de' precedenti opuscoli porta il N. 12, ma il 10 manca e sono
soli 11.
Controversie fra il Card. Arcivescovo Carlo Borromeo ed il Senato e
Governatore di Milano nel 1573. {Cod. N. 547).
Cod. cart. in fol. pi ce. del Sec. XVI di fol: 66, più un indice al principio.
Sono notissime le controversie che insorsero nel 1573 fra l'Arcivescovo
di Milano Card. Carlo Borromeo ed il Senato e Governatore di Milano Don
Luis de. Requesens. Le cose andarono tanto oltre che il Cardinale fece af-
figgere sulla porta delle chiese la scomunica contro il Governatore, contro
il Presidente del Senato ed altri. In questo Codice sono riuniti 36 docu-
menti relativi a quella vertenza di non piccola importanza trattandosi della
pretesa dell'Arcivescovo di tener birri armati, di pronunciar sentenze ese-
cutorie anche in materia civile ove fosse interessato un ecclesiastico.
Convenzioni per i redditi dello Stato di Milano. (Cod. N. 313).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI.
Queste convenzioni sono tre. La prima fu fatta dal Card. d'Amboise
luogotenente di Lodovico XII re di Francia per il pagamento dei debiti
lasciati dal Duca Lodovico il Moro , con Bergonzo Botta, e doveva durare
quindici anni incominciando dal 1 Gennaio 1501.
La. seconda è fatta ugualmente dal Card. d'Amboise con Alessandro
Ferrerò Milanese per la ferma del sale del Ducato di Milano da incomin-
ciare col 1 Gennaio 1502 e duratura per quattro anni.
La terza convenzione è fatta direttamente dal re di Francia con Apollonio
Visconti di tutti li datti et entrate dello Stato di Milano come erano state
:2i63- LIBRO DEL JESVS pel- liso di MASSIMILIANO SFORZA--- Prfgir
FIGLIO DI LODOVICO IL MORO DUCA DI MILANO
CORNÀZZANO POMPEO 97
prima concesse ad Alessandro Gambarana, che le aveva poi rinunciate, per
anni 5 da incominciarsi col 1° Gennaio 1510.
Convenzioni pel matrimonio di Valentina Visconti e il Duca di Turena
poi d'Orléans fratello del re di Francia. .(Cod. N. 1332).
Cod. memb. del Sec. XVI in fol.
Don Carlo Trivulzio a questo bellissimo Codice aggiunse una nota, che
credo inutile di riportare per intero, in cui dice che una parte delle con-
venzioni in esso contenute non furono mai stampate. Non credo che lo siano
state in seguito , e parmi varrebbe la spesa di pubblicare questo curioso
documento per intero sia per l'interesse storico, stante le deplorabili con-
seguenze che ne scaturirono, sia per la descrizione del corredo portato dalla
sposa, il quale è poco conosciuto benché stampato due volte, la prima nella
Cronaca del Monferrato di Benvenuto Sangiorgio nel 1625, l'altra nella ri-
stampa di questa Cronaca, che trovasi nel voi. XXIII dei R. I. S.
Conventiones inter Ser.am Rempublicam Genuensem et Chienses anno
dni mcccxvii ac preclareque al^ae inter eandem Rempub. et IH.08
dnos Maunenses super dominium insulae Chii ac utriusqne Phoceae
variis temporibus initae, magna cum diligentia et industria ex multis
archiviis collectae. (Cod. N. 1487).
4 Cod. cart. del Sec. XVII in fol.
Prezioso Codice , perchè molti degli atti in esso contenuti più non si
trovano negli Archivi Genovesi.
Convivium, Sacrum» Carmelitanum. (Cod. N. 436).
Cod. memb. del. Sec. XVII in 8°.
Bel Codicetto con legatura del tempo assai ricca in cuoio con ornati
impressi in oro. Le iniziali di ogni orazione sono miniate con disegni in
oro e chiaro oscuro. Si vede dalla sua ricchezza che questo libro apparteneva
ad un alto personaggio.
Copiae autenticae notarii Piacentini Petri de Jehindis ab anno 1377
ad 1465 instrumentorem. (Cod. iV. 1798).
Cod. memb. del Sec. XV in fol.
CORNÀZZANO Gio. Angelo. — Volumen allegationum. (Cod. N. 1546).
Cod. cart. del Sec. XVII in fol.
Sono allegati per cause ecclesiastiche pendenti davanti ai Tribunali.
CORNÀZZANO Pompeo. — Lettere a lui dirette. (Cod. N. 1547).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
Pompeo Cornazzano di nobile famiglia Pavese monaco Cisterciense fu
Vescovo di Parma dal 1615 al 1647. Questo volume contiene le lettere
Calai. Trivulziana (Stampalo il 5 luglio 1883) J3
98 COBNEUS J. BAP.
autografe direttegli per gli affari della diocesi dai Vicari generali Camillo
Picedi , Francesco Sinibaldi , Cesare Galli ed Alessandro Sperelli. Al prin-
cipio vi è una notizia sul Picedi che non era ben veduto dal Duca Odoardo
Farnese.
CORNAZZANO, famiglia. — Corrispondenze. (Cod. N. 1548 al 1567).
Cod. cart. in fol. dei Sec. XVI e XVII, 20 voi. .
In questi venti volumi vennero riunite le lettere ordinali dirette a di-
versi membri della famiglia Cornazzano di Pavia. Le più antiche del prin-
cipio del sec. xvi sono quelle a Manfredotto , Aldighieri , e Gerolamo, dei
quali non si hanno notizie. Assai numerose sono quelle dirette a M.r Pompeo
Vescovo di Parma, ed hanno anche maggior importanza storica. Ve ne
sono di personaggi distinti, e fra P altre oel voi. 16 una del Cardinale
Barberini che fu poi PP. Urbano Vili. Vastissima è pure la corrispon-
denza di M.r Giov. Angelo nipote del predetto M.r Pompeo. Questi abbracciò
prima la carriera ecclesiastica, ma poi essendo morto il di lui fratello pri-
mogenito, avutane dispensa dal Papa, prese moglie. Ebbe diversa la fortuna,
giacché se ebbe onori ebbe pur traversie sino ad essere imprigionato. Vi è
in questa Biblioteca un'apologia da lui redatta colla pomposa ampollosità
del secolo in cui visse. (Vedi Encomio COD. 1543). Darò un sunto dei volumi.
Voi. I. Lettere di Principi al M.w Gerolamo Cornazzano , sec. xvi. La
prima è di Margherita d'Austria figlia naturale di Carlo V, moglie in prime
nozze di Alessandro de' Medici, poi di Ottavio Farnese duca di Parma. Le
altre sono di Principi Italiani e stranieri Altre sono dirette a M.r Pompeo.
II e III. Lettere di Alessandro Sperelli a M.r Pompeo sugli affari della
diocesi di Parma.
IV e V. Lettere di M.r Pompeo al nipote Gian Angelo, e ad altri sugli
affari della diocesi.
VI. Di Prelati diversi a M.r Pompeo.
VII e Vili. Di Principi a M.r Pompeo.
IX. Di Principi a M.r Gian Angelo.
X. Di M.r Pompeo al nipote Gian Angelo.
XI. Di Vescovi a Mons. Gian Angelo.
XII. Di Cardinali a Mons. Gian Angelo.
XIII. Di Vescovi a Mons. Pompeo.
XIV. Di Gesuiti dal 1611 al 1649. Le prime sono dirette a M.r Pompeo
le altre a M.r Gian Angelo.
XV. Di Cardinali a Mons. Gian Angelo dal 1631 al 1650.
XVI. Di Cardinali a Mons Pompeo.
XVII. Di Cardinali, Vescovi ed altri personaggi a Mons Pompeo ed a
Mons. Gian Angelo.
XVIII. Di Cardinali, Principi e personaggi illustri a M.r G. Angelo.
XIX. Di Cardinali, Principi, Vescovi ed altri personaggi a Manfredotto,
Aldigherio, M.r Pompeo e M.r G. Angelo.
XX. Miscellanea di fogli volanti stampati a Mss. di M.r Gian Angelo,
in gran parte risguardanti la morte e i funerali di M.r Pompeo vescovo di
Parma con alcune lettere autografe di condoglianza per tale occasione. Una
di quelle è del Card. Federico Borromeo.
CORNEUS J. Bap. — Magister chori Metropolitanae Mediol. Excerpta
ex adversariis. (Cod. iV. 563).
Cod. cart. del Sec. XVIII in fol.
L'Argelati alle col. 473 e 1980 diede l'elenco delle opere scritte da questo
autore, che mori nell'età di 84 anni nel Dicembre 1688.
COTTA LAZZARO AUG. 99
CORONA D. Ascanio Silva. — Fatti tragici successi nella città e regno di
Napoli. — Vita della madre di Giulia de Marco. (Cod. N. 1139).
Cod. cari, del Sec. XVII in fol.
Nessun dizionario biografico e neppure Nicolò Toppi nella sua Biblioteca
Napoletana parla dell'autore di quest'opera che rimase affatto sconosciuta*
Essa consta di due parti. Nella prima, di pag. 502, sono raccontati molti
fatti tragici e delitti specialmente accaduti nel Napoletano. La seconda
parte, di pag. 173, contiene la vita della madre Giulia de Marco condan-
nata, con alcuni preti, come eretica. Vi è narrata la storia dell'eresia pro-
pagata in Napoli ed altre parti d'Italia nel 1535 da D. Giovanni Valdes
Spagnuolo. Queste due opere, specialmente la seconda, sono di molto in-
teresse. Il Carnesecchi , il di cui processo fu pubblicato nella Miscellanea
di Storia Patria, voi. X, e che fu decapitato e poi arso a Roma nel 1567
faceva parte di questi eretici.
Correspondance d'Italie. (Cod, N. 1521 al 1525),
Cod. cari in fol. del Sec. XVIII, 5 voi.
Sotto questo titolo si trovano delle lettere e rapporti dei più illustri
personaggi del sec. xvi risguardanti gii affari d'Europa in genere, ma più
particolarmente quelli dell'Italia e della Francia. Questa raccolta di docu-
menti è importantissima per la nostra storia. La corrispondenza si estende
dal 1521 al 1526. Furono copiati con molta cura a Parigi nel 1719, come
appare dall'autentica che trovasi ad ogni pezza firmata Wynants. Non è
detto da qual Biblioteca o Archivio siano state tolte.
Correzioni proposte pel Messale Ambrosiano da Serviliano Lattuada e
dal Canonico Matteo Robecco nel 1749. (Cod. N. 532).
Cod. cart in fol. del Sec. XVI IL
CORSO Rinaldo. — Lettere autografe. (Cod. N. 10).
Cod. cart del Sec. XVI in 8° di. fol. 49 scritti e 10 bianchi.
Rinaldo Corso era l'agente della Casa d' Avalos al Vasto e questo Codice
contiene le minute delle lettere da lui dirette alla Mar.53 Maria d'Aragona
vedova di Alfonso d' Avalos d'Aquino Marchese del Vasto e di Pescara.
Alcune sono dirette ad altri personaggi, fra i quali notansi D. Inico figlio
della suddetta Mar." Maria : D. Beatrice figlia pure della stessa e moglie
di Alfonso de Guevara Conte di Potenza: ì Signori di Correggio: il Duca
d'Urbino, ed altri.
La prima di queste lettere porta la data del Dicembre 1557 e l'ultima
dell'Agosto 1559.
Sono certamente autografe.
Rinaldo Corso fu poeta, e nella raccolta di poesie intitolata il Tempio
alla divina sig. D. Giovanna d'Aragona (Venezia, per Francesco Rocca 1563)
vi sono alcuni suoi versi in italiano, in latino ed in spagnuolo.
COTTA Lazzaro Am*. — Museo Novarese. (Cod. N. 1444).
Cod. cart. del Sec. XVIII in fol.
É T esemplare stampato con aggiunte Mss, autografe dell' autore. Non
100 CEESCENTIIS (PETRUS DE)
sono poche ne di lieve momento le correzioni ed aggiunte che il Cotta fece
ai suo Museo Novarese, e che sono intercalate nel testo stampato. Vi è in
seguito un supplemento di fol. 167 in cui sono affastellate note, citazioni ,
documenti ed iscrizioni anche Romane. È assai importante per la Storia e
per l'Archeologia non solo della diocesi di Novara, ma anche per quella
dei paesi limitrofi.
Meno alcune poche cose questo supplemento è autografo.
COTTA Lazzaro Aug. — Corografia e descrizione della Riviera di San
Giulio. Milano 1668.
Corografia e descrizione dell'Isola di S. Giulio nella diocesi di
Novara estratte dal libro IV della Corografia della Riviera di San
Giulio. Milano 1693, con aggiunte autografe dello stesso autore.
(Cod. N. 1445).
Cod. cart in fol. del Sec. XVIII.
COTTA Lazzaro Aug. — Gozzano nella Riviera di S. Giulio. Discorso
estratto dal libro IV della Corografia del Cotta con una lettera au-
tografa del figlio di lui Onofrio. {Cod. N. 1446).
CREMOSANO Marco. — Memorie storiche di Milano antiche e moderne
sino all'anno 1691. (Cod. N. 1346).
Cod. cart. in 4°, copiato da Giov. Ant. Trivulzio nel Sec. XVIII.
Questo autore è lodato per la sua diligenza nel raccogliere notizie sto-
riche sulla città di Milano dall' Argelati, T. I, col. 498. L'autografo esisteva
presso Daniele Porro canonico della nostra basilica di S. Lorenzo, e sembra
che sia perduto. Quest'opera è divisa in due parti: la prima dall'origine
della citta arriva al sec. xvi dando notizie storiche alla rinfusa senza ordine
cronologico , ultima delle quali è un capitolo in cui riferisce le crudeltà
commesse da Barnabò Visconti. La seconda è un diario in cui sono scritti
gli avvenimenti accaduti dal 1642 al 1691. Quest'ultima parte è la più in-
teressante, perchè l'autore riferisce cose accadute sotto i suoi occhi , e fu
da me pubblicata nell'Archivio Storico Lombardo.
CRESCENTIIS (Petrus de). — Libri XII ruralium commodorum.
(Cod. N. 834).
Cod. cart. in fol. del Sec. XV.
Precede un indice che occupa 8 fol._al fol. 9 che è in pergamena. « In-
. « cipit liber ruralium commodorum a dno Petro de Crescentiis ci ve Bononiae
« ad honorem omnipotentis dei et Serenissimi regis Karolli et ad utilitatem
« omnium gentium compilatus » .
A pie di questo fol. vi è uno stemma miniato. t
Alla fine ael XII libro. « Explicit liber de ruralibus commodis editus a
• Magistro Petro de Crescentiis bononiense et scriptus per Bertulinum
« Jacobi de Girardis de Lacosta notarium anno.currente mcggclxxi. Indictione
t quarta. (Segue in rosso). Et qui liber est dominorum Johannis firmi et
• Felixii fratrum et natorum quondam dm Antonii de Senioribus de Co-
• menduno civium Pergami » .
Termina con un epigramma sulla morte.
L'opera sull'agricoltura del Crescenzi, come lo dimostra il Tiraboschi
CRESC0N1US CORIPPUS FL. 101
(voi. V, pag. 22'*) fu scritta fra il 1304 ed il 1309. La prima edizione, con
data che ne fu fatta è quella di Johan Schussler del 1471.
CRESCENZIO Giov. Pietro. — Anfiteatro romano. Delle famiglie illustri
della gran città di Milano. Parte 2da. (Cod. N. 1422).
Cod. cari, del Sec. XVI II in fol.
Questa seconda parte non venne mai stampata.
La prima venne alla luce in Milano coi tipi dei fratelli Malatesta senza
anno, ma probabilmente nel 1648 o 49. Il Crescenzio registrò con tutta
serietà le più favolose origini delle famiglie. Non è attendibile che quando
arriva all'epoca in cui visse.
CRESCENZIO Gio. Pietro. (Cod. N. 1423 e 1424).
Altra copia del Sec. XVII ia 2 voi. io fol.
Cresconias Corippus fi. — Johannides. Seu de bellis Libicis: ed al-
cune poesie italiane. (Cod. N. 686).
Cod. cari del Sec. XIV in fol.
Questo prezioso Codice fu descritto minutamente dall' Ab. Pietro Mazzu-
chelli nella prefazione ch'egli fece al Corippo stampato a Milano nel 1820,
e però non tarò che indicarne il contenuto rimandando alla predetta pre-
fazione chi ne volesse più ampie notizie. Per lungo tempo fu creduto che
questo poema importantissimo per la storia fosse andato perduto, perchè
la copia fattane rare verso la metà del sec. xi dall' Ab. Desiderio di Monte
Cassino fu inutilmente cercata in quella Biblioteca dal Foggini nello scorso
secolo,, e l'altro esemplare che fu visto dal Cuspiniano nella Bib. di Mattia
Corvino probabilmente ora più non esiste, essendo quella libreria stata
dispersa m parte ed in parte portata a Costantinopoli per ordine di Soli-
mano TI, quando s'impadronì di Buda nel 1526. Esso non compare nell'elenco
di quei Codici regalati dal Sultano alla Dieta Ungherese, né si trova nei
Codici Corviniani dell' Ewards.
Tempo fa ne venne scoperto un esemplare nella Biblioteca reale di Madrid»
del quale si giovò per farne una nuova edizione accuratissima il D. Giu-
seppe Partsch, il quale rimase qui alcune settimane per studiare il Codice
Trivulziano e farne il confronto col testo Madrileno e colla edizione del
Mazzuchelli. Di questo Codice egli parla lungamente nel proemio di quella
edizione , la quale fa parte dei « Monumenta Germaniae historica », e fu
stampata a Berlino nel 1879.
Il volume incomincia:
I. Col poema di Corippo.
II. Un frammento di un poema italiano in terza rima senza nome d'au-
tore, che incomincia:
t Son sostegno del mondo tutto quanto
« Perchè far figli e fargli compagnia
t Ubidienti al marito e suo vanto » .
L'ultima terzina è come segue:
« 0 se cadesse faria un gran salto.
• D'alcun dico per nome stare indarno
t Agia perdono chi commetto difalto » .
In questo componimento essendo fatta menzione di Urbano VI egli è
evidente che è del sec. xiv.
•*•
A
102 CE1 VELLI
Il Mazza eh el li crede che ne sia autore I. L. De Bonis di Arezzo che
scrisse pare il poema che vieti dietro ed ha il seguente titolo.
III. Victoria virtutum con (sic) vitiis conflictantium edita a Johanne
L. De Bonis de Aretio incipit primus cantus.
« Unico padre eterno Dino e trino
• Che festi e i cieli la terra il mar l'abisso
• L'angelo et l'uomo et tucto così fino ».
Questo poema è in sette canti, l'ultimo de' quali termina colla seguente
terzina :
« Allor si divotare Pinferne curie
« Et Minosse abandona il grande ofitio
« Et non punisce chi fa più ingiuria » .
IV. Francisci Petrarchae Eglogae.
Il Quadrio parlando di questo Codice cita delle Elegie; ma errò, vi sono
invece delle egloghe senza nome d'autore, che non sono del De Bonis, ma
bensì del Petrarca come è evidente dal primo verso dell'egloga prima:
« Monice tranquillo solus tibi conditus antro » .
V. Sonovi pure nell'ultimo foglio i primi trentasei versi del 1° libro del
poema l' Africa del Petrarca.
GR1BELLI LEODRYsn. — De expeditione Pii pp. secundi in Turcos libri III.
(Cod. N. 765).
Cod. cart. del Sec. XV in fol.
É pubblicato nel voi. XXIII del Muratori R. I. S.
CRISPI Petri Antonij, Sacerdotis Bustiensi relation um de oppido Busti
Arsitii partes III. (Cod. N. 1382).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
L'Argelati, T. I, P. II, col. 502, citando le opere di questo autore ch'egli
chiama Crespius, nota che il Picinelli, Ateneo dei letterati Milanesi, pag. 456,
registrò due opere e disse che temeva che forse ingannato dal titolo egli
avesse fatto d'una sola opera due cose diverse, lasciando alla prudenza
del lettore di dare su ciò un giudizio. Questo Codice scioglie il problema.
Il titolo ed il contenuto di questo volume mostrano che il Picinelli aveva
ragione e che Vlnsubria^ era altra opera che non questa, di cui solo argo-
mento è il Borgo di Busto Arsizio.
CRISTIANI Giov. Battista. — Trattato di scherma. [Cod. N. 256)
Cod. cart. del Sec. del XVII in 8«.
È dedicato dall'autore, che si sottoscrive maestro di scherma, al Marchese
Giuseppe Maria Visconti.
CRIVELLI. — Libro de privilegi et conventioni della famiglia.
(Cod. N. 1989).
Cod. xnemb. io 4° del Sec. XVI di fol. 22 compresi due bianchi alla fine.
La numerazione dei fol. incomincia sul secondo che porta il num. 1.
Questo Codice contiene, come indica il titolo, la copia dei privilegi ac-
cordati alla famiglia milanese Crivelli. Il primo di essi in favore di Antonio
Crivelli ha la data die X Junii 1137. L'indizione ivi notata, XV, è giusta,
CRONICA GENEALOGICA 103
ma non così la firma di Francesco Sforza col titolo di Duca di Milano come
è detto nella intestazione , essendo nel Giugno ancora vivo Filippo Maria
Visconti, che mori neir Agosto del 1447. Il secondo atto è una convenzione
fatta dai Crivelli coi Difensori della libertà di Milano, nel 1448. Seguono
altri diplomi di Francesco Sforza in favore di quello stesso individuo. Il
Codice termina con atti relativi ad un Alessandro Crivelli, l'ultimo dei quali
porta la data del 1551.
Cronaca Veneta. (Cod. N. 1237).
Cod. cai*, in 8° del Sec. XVII.
ft il racconto favoloso dell'andata a Venezia dell'Imp. Federico, per sot-
tomettersi a Papa Alessandro III. In fine si legge: • Jo Ant° del Biancho
« della Cha de Chomun fui su la ditta armada e viti tute queste cose ».
• Io Gio. Batta Clerici o copiato questo dalla propria scritta per mano
• del sopradetto Ant.° ne giunto ne sciemato ne parole n'accenti » .
Cronioa autentica Veneziana. (Còd. N. 1351).
Cod. cari del Sec. XVI II in 4°.
Arriva al 1410. ed ha in seguito un ragguaglio delle famiglie Venete
per ordine alfabetico che arriva soltanto alla lettera R. É scritta in dialetto
Veneziano. Nel principio contiene racconti favolosi , ma in seguito divien
pregevole. È divisa in due libri e la credo inedita.
Cronaoa autentica Veneziana. (Cod. N. 242).
Cod. cart. in 4° del Sec. XV.
In fine ha le armi delle famiglie Venete , che non arrivano anche in
questa che alla lettera K.
Cronioa genealogica della nobiltà Veneta. (Cod. N. 1759).
Cod. cart. del Sec. XV in fol.
Sul primo fol. trovasi una Regola per trovare in che di entra tufi i mesi
de tanno a cominciare <fyl 14 ?6. Sul verso di questo fol. ne fu ingom-
mato uno a stampa della Rota della lettera Domenicale e dell aureo numero
del 1492. — Al fol. 4 ei è una tavola colla • Regola de lp ore e de i ponti
« del dì e quanto cresce e quanto decresce • . — Ai verso del fol. 6 inco-
mincia la nomenclatura delie casate Venete col loro stemma, alcuni dei
quali colorati.
Al fol. 28 trovasi un brano di una cronaca che ha principio col giorno
10 Settembre 1437, ma che doveva incominciare assai prima. Esso termina
al fol. 32, lasciando 1 ultima parola incompleta e riferendo avvenimenti del
Settembre 1 '#38. La credo inedita. É però da osservarsi che nella parte del
Codice ove sono notate le casate Venete la scrittura originale cessa colla
famiglia Proti , e che la Papazizi che le vien dietro collo altre sino alla
fine furono aggiunte posteriormente alla fine del sec. xvi o principio
dei xvii.
Sulla pergamena che serve di copertura a questo Codice trovasi la fine
di una canzone francese a più voci colie note musicali, la quale però fu
scritta da mano italiana nei sec. xv.
104 CRONICHETTA
Oronaohe della città di Venezia dalla sua fondazione all'arino 1579 con
l'origine e blasoni delle famiglie Nobili Venete. (Cod. N. 1758).
Cod. cari in fol. del Sec. XVII.
Il Codice incomincia con una cronaca, favolosa nei primordi, che arriva al
1453 e che si riferisce in buona parte alla istituzione della Magistratura
della Ser.m* Repubblica. Dopo notizie sulle casate Venete vi è un'altra cro-
naca che incomincia con fatti accaduti sotto il Doge Pietro Gradenigo, cioè
negli ultimi anni del sec. xiu o primi del successivo ed arriva al 1579.
Credo che amenduc questi scritti siano inediti.
Cronica de tute le Caxade dell'inclita et nobil città de Venetia cioè de
li gentilhomini che sono venuti, ad abitar in questa città.
(Cod. N. 1589).
Cod. cari in fol. del Sec. XVH con stemmi colorati.
Croniche del Marchese di Mantova. (Cod. N. 1217).
Cod. del Sec. XV in 4°.
Questa cronaca malgrado il titolo che trovasi al principio del volume
contiene la storia della battaglia del Yaro, dove l'armata francese di Carlo Vili
sarebbe stata completamente disfatta senza il valore e labilità del celebre
Gian Giacomo Trivulzio. Fu stampata una relazione di questo fatto da Aldo
Manuzio nel 1496 col titolo De bello Carolino, scritta da Alessandro Benedetti,
la quale tradotta poi da Lodovico Damenichi venne alla luce in Venezia
nel 1549. Questa relazione è diversa dalla predetta e secondo l'opinione
espressa in una nota posta nel foglio di risguardo da un antico possessore
di questo Codice essa è assai superiore alle altre da lui vedute. Ciò che
rende ancor più autorevole questa relazione è che l'autore fufcdel testi-
monio, come egli dice nel primo foglio, di quanto narra. Credo che questo
Codice sia autografo o per lo meno fu riveduto dall'autore essendovi non
E oche correzioni. Venne pubblicata nel 1 e 2d0 fascicolo dell' Arch. Storico
ombardo del 1879. Sulla giornata dei Taro venne anche pubblicata una
Lettera di ragguaglio da un Franceschi.
Cronaohe Lombarde. (Cod N. 1375).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
I. Beltramolo da Silva.
Cronaca brevissima, la quale incomincia dall'anno 1200 sino al 1336, e
riferisce fotti accaduti in Lombardia , e specialmente nella città di Como ,
e in Valtellina.
II. Merlo Stefano, ha il titolo seguente. Cronichetta d'una parte delle
cose occorse in la povera Lombardia e principalmente nella Valtellina comin-
ciando dall'anno 1486 sino al 1540.
Cronichetta di casa Farsetti. Ovvero vite di alcuni uomini di questa
casa. (Cod. N. 38).
Cod. cart in 8* di fol. 60 del Sec. XVIII.
Vita di Cosimo ed Andrea , per Domenico Maria Manni a di Tommaso
« Giuseppe e di Giov. Jacopo pel Comm. Tom. Gius. Farsetti di Anton Fran-
« Cesco, e di Maffeo Arciv. di Ravenua per Jacopo Morelli ».
CUNICULUS 105
Chronicon ab anno 1218 ad 1553. (Cod. N. 1379).
Cod. cart. del Sec. XVI in fol. piec.
L'autore deve essere stato Piemontese, perchè racconta essenzialmente
le cose avvenute in quelle province. Nel principio questa cronaca è molto
sommaria e non dà notizia che di alcuni dei fatti più rimarchevoli ; ma
giunto al sec. xvi e narrando cose avvenute sotto ì suoi occhi e notate
giorno per giorno acquista maggior pregio ed autorità.
CuniouliuL — De libertate et immunitate ecclesiarum ad regem Por-
galliae Joh. III. (Cod. N. 592)
Cod. cart. del Sec. XVI in fol.
Cote/. Trivulziana [Stampato il 5 luglio 4883) 44
106 DANTE ALIGHIERI
D
DAINI Giacomo. — Della origine e genealogia della casa Gonzaga scritta
in latino da Giacomo Daini notaio e tradotta in italiano da Ippo-
lito Castello Giureconsulto. (Cod. N. 1179).
Cod. cari in fol. del Sec. XVIII.
V autografo di auesta cronaca si trova nell' Archivio Gonzaga a Mantova,
come pure quello Clelia traduzione.
DANTE Alighieri. — Divina Commedia. (Cod. N. 1079).
Cod. memb. in fol. del Sec. XIV.
Non contiene che l'Inferno ed il Purgatorio.
Appartenne già al pittor Bossi che lo teneva in gran stima per la sua
antichità e le cui varianti furono pubblicate da lui stesso nella edizione
che fece fare dal Mussi in Milano.
Tutti i capitoli della prima Cantica hanno le iniziali miniate. Non ha
argomenti ne indicazioni di canti. Sulla prima carta vi è una miniatura
che rappresenta la Selva oscura coi due poeti a pie del fol. 21 v. 22, 23 e
23 v.f che contengono i canti V e VI vi sono altre miniature che rappre-
sentano i fatti ivi narrati. Il carattere ha sofferto in molti fol. per la cattiva
qualità dell'inchiostro. Ha larghissimi margini rigrati per scrivervi un com-
mento. Al fol. 159 dove incomincia il Purgatorio fu lasciato un grande
spazio in bianco per l'iniziale da miniarsi. Il viviani nel T ed. di Udine avendo
dato un catalogo dei Cod. Trivulziani della Divina Commedia ne indicherò
il numero che tengono. Questo sarebbe il 1.
DANTE Alighieri. — Le tre cantiche. (Cod. N. 1080).
Cod. memb. del 1337.
Questo preziosissimo Codice è dopo il Laudiano di Piacenza del 1336 il
Eiù antico che si conosca con data certa. È benissimo conservato e ricco di
ellissime varianti come scrisse il Viviani nella rassegna che fece dei Codici
Danteschi riscontrati per l'edizione da lui fatta della Divina Commedia a
Udine nel 1823, ove stampò gli argomenti premessi a ciascun canto che
leggonsi in questo Codice dandone anche un fac simile della scrittura. È
DANTE ALIGHIEBI 107
benissimo scritto in due colonne cogli argomenti in rosso. La prima iniziale
di ciascuna cantica è miniate e gli ornati si protendono in un fregio che
circonda tutta la pagina, e vi si trovano figure allusive alle cose dette nel
primo capitolo, salvo quello dell'ultima cantica in cui è rappresentata Tin-
. coronazione del poeta e busti di santi.
I fogli hanno un'antica numerazione in cui corsero due errori, il primo
è che dopo il fol. 39 ne fu lasciato uno senza numero, e così pure dopo il
fol. 77, e ciò fa sì che si trova una differenza alla fine di due numeri.
Il Cod. principia colla intestazione seguente :
• Incomincia la Comedia di Dante Alleghieri di Fiorenza nella quale
« tratta de le pene et patimenti de vizij et de meriti et premi de le virtù » .
— Al verso del fol. 70 ove termina il Purgatorio rimanendo una colonna
bianca vi fu scritto posteriormente da altra mano il quadernario sulla
B. Vergine che viene attribuito a Dante, e che leggevasi sulle pareti di
una saia pubblica di Venezia, come asserisce il Foscarini nella Letteratura
Veneta.
II poema termina al verso del fo. 105 colle seguenti sottoscrizioni : • Explicit
« liber comedie Dantis Alegherij de Florentia $ eum editus sub anno dnice
Incarnat Millo trecento de Mense Marti i Sole in ariete lune xmj in libra ».
« S/ Franciscus S/ Nardi de Barberino vallis pese curie Summe fontis
__ O O 0 o
• scripsit hunc librum sub anno dni m ccc xxx vi] » .
Al fol. 106 incomincia senza alcuna intestazione il Capitolo di Jacopo
figlio* di Dante ed al 107 quello di Busone da Gubbio.
Al verso del fol. 108 le^gesi in rosso. « Questi sono li nomi delti uffi-
• ciali et le dignitadi delh antichi romani » . Questo scritto del sec. xv
occupa Ire colonne, ed il foglio su cui è scritta la terza essendo stato ta-
fliato per il lungo non appare se l'opuscolo sia finito o sia mutilo. Gai
iviani, lt°.
DANTE Alighieri. — Divina Commedia. (Cod. N. 1071).
Cod. eart. in fol. del 1405.
Precedono tre prefazioni latine. La prima incomincia: « Liber iste divi-
« ditur in tres partes principales quarum prima appellatur infernus » .
La Seconda. « Ad intelligentiam presentis chomedie secundum quod
« expositores in scientiis perutuntur • .
La terza. « Etsi celestis et increati principis investigabilis providcncia
t mortales » .
Di questi tre prologhi i primi due sono una traduzione di quelli di Ja-
copo della Lana. Il terzo è quello del commento latino creduto di Jacopo
figlio di Dante.
Al verso del terzo fol. incomincia senza alcuna intestazione il capitolo
di Busone da Gubbio, ed al verso del quarto quello di Jacopo di Dante.
Al fol. 6 principia la Divina Commedia, al 57 il Purgatorio, al 99 il Pa-
radiso, che termina al fol. 145 colla sottoscrizione seguente:
• Qui è compito il libro de Dante Aldegheri da Firenze scrito per man
« de Ghirardo da Coreza in mccccv » . — Segue una canzone alla Vergine
d'ignoto autore, che incomincia: • Salve regina Santa imperatrice ».
Al fol. 100 incominciano le canzoni di Dante, ma non vi sono tutte ed
hanno l'ordine seguente:
Le tre del Convito : le due prime della Vita Nuova , poi altre canzoni
che nella edizione delle rime di Dante fatta a Parigi dal Buttura nel 1823
portano i numeri, che pongo neir ordine in cui stanno nel Codice XII - XIV.
La sestina unica che trovasi a pag. 132 - XVIII - XIX - XX - XV - XXII -
XXI - IV - XVI.
Dopo queste segue la canzone di Cino da Pistoia che venne pubblicata,
108 DANTE ALIGHIERI
traendola da questo Codice, dal Ciampi nel 1814, nel supplemento (pag. 19)
alla Vita e poesie del suddetto Gino. Dopo questa canzone è nuovamente
trascritta quella che trovasi in questo Codice. Ave regina Santa imperatrice,
e con essa termina il volume.
Il Codice è larghissimo di margini evidentemente lasciati per scrìvervi
un commento, ed infatti al fol. 99 dove incomincia il Paradiso vi sono delle
note marginali ed altre interlineari, ma queste meglio potrebbero dirsi una
traduzione latina di gran parte dei versi. Il commento non è quello di Ja-
copo della Lana. Queste note, della stessa mano del testo, non oltrepassano
la settima terzina del terzo canto.
II Batines parla di questo Codice nel voi. II, pag. 139, e lo descrive un
poco più accuratamente che non avesse fatto il Viviani , ma confrontando
la sua con questa descrizione si capirà facilmente ch'egli non ebbe in mano
il volume III del Cat Viviani.
DANTE Alighieri. — Divina Commedia col Commento di Jacopo della
Lana. ' (Cod. N. 2263).
Cod. memb. in fol. grande del 1405.
Il Codice è assai ben scritto in due colonne: il commento non è in mar-
gine, ma in seguito a ciascun canto: le lettere iniziali al principio d'ogni
canto ed a quella del commento sono miniate: a pie della pagina ove in-
cominciano ì canti dal II al X vi sono delle bellissime pitture allusive al
testo: sul primo fol. è scritta in rosso la « Rubrica di Dante et prima in
t la prima parte dello inferno • .
Questa rubrica è soltanto dell'Inferno ed occupa anche il verso del fol.
cui ne seguono due bianchi.
Al 4° fol. incomincia il poema colla intestazione seguente:
« Canto primo della prima parte la quale si chiama Inferno nel quale
« l'auctore fa prohemio a tucta l'opera ».
Intorno a questo fol. vi sono dei fogliami miniati e dorati : nella lettera
iniziale è raffigurato Dante seduto e meditante. A piò della pagina vi è
uno stemma. Al verso dello stesso fol. dove incomincia il commento in una
grande iniziale è ripetuta la figura del poeta in piedi. Il commento dell'In-
ferno termina al fol. 103 ed al seguente vi è in rosso la Rubrica del Pur-
gatorio.
Dopo un fol. bianco al fol. 106 « Comincia la seconda parte della com-
• media di Dante Alleghieri di Firenze. Nella Quale parte si purgano li
« commessi peccati et vitij de quali l'uomo è confesso et pentuto con animo
« di satisfactione et contiene XXXIII canti. Qui nel primo canto sono quelli
« che sperano di venire Quando che sia alle beate genti • .
Nella lettera miniata i cui fogliami ornano tre lati del fol. vedesi la
figura di Dante in piedi con un libro nella mano destra. Questa figura è
ripetuta nell'iniziale miniata al verso dello stesso fol.
Al fol. 201 vi è in rosso la rubrica della terza parte, e dopo un fol.
bianco « Comincia la terza parte della Commedia di Dante Alleghieri di
« Firenze chiamata Paradiso nella quale tracta de beati et della celestiale
• gloria et de meriti et premi do Sancti. Et dividesi in nove parti si come
« Finferno. Canto 1° nel cui principio l'autore prohemiza ala sequente can-
« tica et sono nello helemento del fuoco et Beatrice solve alautore una que-
■ stione nel quale canto lautore promette di trattare delle cose divine in-
• vocando la scienza poetica cioè Apollo dio di sapienza » .
Nella lettera iniziale miniata è rappresentato Cristo in cattedra in atto
di benedire. Gli ornati si estendono su tre margini. L'iniziale al verso di
questo fol. contiene fogliami. Al pie del fol 208 vi è un disegno a penna
assai bello allusivo ai primi versi del secondo canto.
Dopo il commento dell'ultimo canto al verso del fol. 334 leggesi: ■ La
DANTE ALIGHIERI 109
« sopradicta expositione chiose overo postille descripto fo che a me minimo
e intendente pare che fosse lo intellecto dello autore. Et però ogni exemplo
« argomento oppinione concluxione allegoria sententia overo alcuno decto
« che in essa descripto intesa vel assegnata sello si conforma et assimiglia
« al senso et al tenore della sancta madre ecclesia cattholica romana ap-
« provo affermo et oe per bene dicto se deviasse discrepasse overo con tra
« dicesse al predicto senso et tenore della sancta chiesa sia per vano et
a non benejlicto, et però lo casso et vacuo et tegno per de nessuno valore
« sicome xpiano puro fedele et verace ». f*
Indi viene il Credo attribuito a Dante e poi la sottoscrizione seguente:
« Explicit liber Dantis Allegerii scripto per mano di me Paolo di Dunio
« tosi da Pisa negli anni dui mccgcv a dì xxv daprile Deo gratias ».
Al fol. 335. « Questo capitulo fece Messer Busone dagobbio il quale parla
« sopra tutta la Commedia di Dante Alleghieri di Firenze ».
Al verso dello stesso fol. in fine della 2* colonna « Questo capitulo fece
« Jacopo figliuolo di Dante Alleghieri di Firenze il quale parla sopra tucta
« la conmedia del decto Dante ».
Dopo il capitolo al fol. 137 nella prima col. leggesi:
« 0 tu che in questo libro te trastulli
« Guarda cum le lucerne non saciuffi
« Rendimel presto e guardai dai fanciulli ».
Seguono tre fol. bianchi.
La scrittura di quebio Codice è quadrata piuttosto grande, molto accu-
rata. Il voi. è di una conservazione perfetta, solo alcune delle miniature n
?iè di pagina dei primi canti dell'Inferno hanno un po' sofferto per l'uso,
utte le altre sono freschissime: conserva la sua legatura originale di cuoio
impresso colle borchie d'ottone lavorate. IV del Cat. Viviani.
DANTE Alighieri. — La Divina Commedia. (Cod. N. 1081).
Cod. cart. in fol. del Sec. XV.
Manca dell'ultima carta, terminando coi due primi versi della terzina
del Canto 33.
Ma per la vista che s'avvalorava
In riguardando una sola parvenza.
Ha le iniziali a colori. Al principio di ciascuna cantica ha un fregio
miniato: è ben conservato.
Sopra uno de fol. che contengono il Can. XIV del Purgatorio si legge
il nome di Scipio de Bonetis.
La scrittura sembra del principio del sec. xvi. Nella prima ed in parte
della seconda cantica si trovano alcune note. — Questo Codice che appar-
teneva al pittore Bossi, esisteva una volta nella libreria dei Carmelitani d'Asti
leggendosi sulla prima carta: « Ex Gramaticis Bibliothecae conventus Carmel
Astae ». V del Cat. Viv.
DANTE Alighieri. — La Divina Commedia. (Cod. N. 1048)*
Cod. memb. in 8° gr. del Sec. XV.
Precede a ciascuna cantica una miniatura che occupa tutta la pagina :
la prima e la terza non sono finite. Le iniziali al principio di ciascuna delle
tre parti sono miniate con ornati intorno al|f pagina. In calce alla prima
vedevasi uno stemma ora cancellato.
Il Cod. principia: a Incomincia il primo libro decto inferno della Comedia
t overo cantica di Dante delli Aldignieri illustrissimo poeta Fiorentino » ,
110 DANTE ALIGHIERI
È ben scritto e ben conservato. Non ha note. Appartenne al pittore Bossi.
VI del Cat. Viv.
DANTE Alighieri. — La Divina Commedia con postille latine.
(Cod. N. 1072).
Cod. cari in fol. del Sec. XV.
Il Cod. incomincia con un indice delle materie e delle persone di cui
Dante parlò nel suo poema: è scritto in due colonne ed ha la seguente
intestazione: « Incipit tabula super commediam Dantis et noveritis quod
« primus numerus significat in quo libro sit primo secundo vel tertio. So-
ft cundus numerus significat quotationem capitali illius libri. Tertius mi-
ci merus significat quotationem partis illius capitali. Nam tota comedia
« dividitur in tres libros qui appellantur Cantica et quislibet liber dividitur
« per capitala et quodlibet capitulum dividitur per partes ».
Questo indice occupa sette fol. sull'ottavo incomincia il poema che ter-
mina al fol. 212 colla sottoscrizione seguente: « Explicit liber Dantis. Ego
« Fr. Stephanus Ser Francisci de Florentia ordinis fratrum predicatorum
sacre tneologie humilis professor scripsi hunc librum et glossarium anno
ni Mccccvin in castro civitatis Bononiensis.
Segue « Epitaphium dantis super ejus sepulchrum in Ravenna. Aliud
« epitaphium sepulture ejus ». #
In margine al primo di essi sta scritto: « Istud epitaphium primum
« dicitur quod fecit ipse Dantis ».
Il commento latino è parte marginale, parte interlineare.
Il Cod. consta di 219 fol. scritti. Il Salvi nel mandarne la notizia al
Bandini (che la pubblicò in nota a pag. 537 del voi. II del Cat. dei Mss.
della Laurenziana) disse che erano ccx, ma egli non li aveva contati e fi-
dandosi dell'antica numerazione a pie di pagina, ove realmente sull'ultimo
vi è il numero 210 fu tratto in errore e non s'accorse che dopo il fol. 33
l'antico scrittore ne saltò uno , ed un altro dopo il 39. Il Canonico Gian
Jacopo Dionisi che fece più edizioni della Divina Commedia, la prima delle
auah a Parma nel 1795 teneva in gran conto questo Codice, come consta
a una sua lettera autografa unita al volume nella Quale parla anche dei
diversi possessori che lo ebbero, e che sono assai più di quelli notati dal
Batines nel Tomo II. pag. 140. Il più antico di essi che si conosca è quello
notato a pie della j pagina ove incomincia il poema, ove leggesi : « Liber
« D. Grimani Cardinalis S. Marci ». Poi, come sta nella prima pag. delPin-
dice, fu posseduta dalla Domus Venetae Societatis Jesus. Di un altro pos-
sessore il nome nella sommità della stessa Pagina, ma fu cancellato in modo
da non potersi più decifrare. Il carattere ael Codice è chiaro, più grande
nel testo e più minuto nel commento* L'indice al principio è esso pure dì
mano di Fra Stefano. È il VII del Cat. Viv.
DANTE Alighieri. — La Divina Commedia, con qualche breve nota.
{Cod. N. 1046)-
Cod. memb. in 4* del Sec. XV.
Nelle prime sei carte leggonsi gli argomenti dei capitoli; sulla settima è
scritto, di mano posteriore a Oratio beati Awjustini Episcopi, Dulcissime
« dne Jhu Xpe verus deus » la quale però non è di quel Santo. L'iniziale
del poema è miniata, con^ pure quelle della 2* e 3* Cantica. I titoli dei
capitoli sono in rosso e le iniziali dei medesimi sono colorate. Dopo il poema
leggesi d'altra mano un capitolo in lode della B. Vergine che comincia:
O madre del Signore de Universo. Al verso dello stesso fol. vi è l'orazione:
DANTE ALIGHIEBI 111
O anima Xpi sancHfica me colla nota : « Hanc oratioaem fecit papa Johan-
« nes XXIf et pubblicava in publico concistorio anno domini mcccxxx et
• dedit talem indulgentiam ut cotiescumque hanc orationem quis dixerit
• trium milium dierum crimalium et venialium mille annorum ». Alcuni
vollero attribuire questa orazione a S. Ignazio di Loyola. Anche questa ora-
zione è di mano posteriore.
Finalmente a carte 200 e seguenti non numerate leggonsi i capitoli del
figlio di Dante e di Busone, ma senza i loro nomi. Vi e unita al Codice
la descrizione fattane dall'Abate Mazzuchelli dalla quale fu tratta la presente.
Vni del Cat. Viv.
■
DANTE Alighieri. — La Divina Commedia con glosse interlineari e
commento nei margini pure in latino. (Cod. N. 1085).
Cod. cari in fol. del Sec. XV.
Il commento sembra un compendio di quello di Benvenuto de Ram-
baldi da Imola. In principio mancano i primi tre canti e parte del IV
essendosi perduti 4 fol. Quindi incomincia il Codice coir ultimo verso della
terzina 28 « Sembianza aveva ne trista ne lieta » ed il commento « Quelli
« è homero describit ipsum a proheminentia honoris etc. ». Alla fine
» Explicit liber Dantis Aldigherii Fiorentini. Expleta est^tota comedia Dantis
« de Aldigheriis de Florentia edita per eum anno dni nostri Jesu Christi
« mccc° de mense Martii Sole in ariete lune xiiij in libra qui decessit in
« civitate Ravene in m°ccc0xxi° die Sancte crucis de mense Setembris cujus
« anime altissimus deus misereatur. FALLO (scritto in rosso) Ego Ludovicus
« quondam Johannis Matei de Franceschis de Imolajscripsi hunc Dantem
« mea manu propria anno dominice incarnationis dni nostri Jesu Christi
« mgcccxxv die xv mensis Martii et scripsi ipsum in duodecim diebus con-
« tinuis et finitis die Martis de mane ante prandium, hora decima octava
« luna existente in scorpione sub signo Mercurii Imole in domo mee prò-
« prie habitationis in sala diete domus ».
Nel fol. seguente 166 di altra mano vi sono le seguenti memorie e Emptus
« Bononie 1469, ad usum dni Gasparis Bononiensis quoad patri bus placuerit »
= « Il comprò a Pesaro Antaldo Antaldi nel 1810. Nel 181 1 il donò al chia-
• rissimo amico il Cav. Giuseppe Bossi ».
Al verso dello stesso fol. ai mano dello scrittore del Codice vi è una
Orazione de* Genovesi a Filippo Maria Visconti Duca di Milano in occasione
che nel 1435 si sottrassero al suo dominio. Essa è intitolata: « Premissiva
« per Januenses post rebellionem ad serenissimum principem ducem Me-
a diolani ». Incomincia: e Scimus Illus.c princeps quod motus nostros non
a miraberis vix quod lenti fuerint ». Termina nella stessa pagina «< Sed
« illud est quod volumus in primis per vestram dominationem statim reddi
« castra omnia atque arces que per riparia? nostras ultra iugum suo nomine
« detinentur: in quo cognoscemus quo pacta se velit nobiscum ».
Il rimanente dell' orazione non fti qui trascritto.
Nel fol. seguente 167 trovasi di altra mano del sec. xv. « Compendio
e soto brevità di tuti li capitoli che sono xxxiij de questa terza et ultima
« comedia di. Dante intitolata Canthica paradisi per la quale meglio inten-
« dere è da sapere corno nel Capit. primo dopo lo pronemio tracta come
« ogni cosa naturalmente tende in buono fine lo qual fine si è fuora de
é« l'ordine mondano ». Termina questo compendio così : «Nel 33Uo e ultimo
« capitalo ora ad nostra donna con pia humile e devota oratione poi acede
« a vedere quel a ultima e perfetta beatitudine de la quale editto de sopra
• che consiste nela visione del creatore de tutte le creature. Finis ».
Il fol. 168 nella prima pagina è bianco , e nella seconda sono diverse
112 DANTE ALIGHIERI
memorie di mano dello scrittore del Codice e di altre coeve, parte in ca-
rattere rosso (1).
Cod. cart. colla marca d'un drago in fol. di carte segnate dal numero
7 al 168 essendosi perdute le prime 6. Ha le lettere iniziali ad ogni canto
o capitolo colorate e quelle del primo capitolo della II e III cantica fregiate
anche d'oro.
DANTE Alighieri. — La Divina Commedia con commento.
{Cod. N. 1084).
Cod. memb. in fol. del Sec. XV di carte 248. .
Il voi. incomincia colla seguente intestazione in rosso.
• Incipit comedia Dantis Aldegerii de Florentia in qua agitur de penis
vitiosorum et meritis virtuosorum Capitulum primum prime partis que
vocatur infernus in quo auctor facit prohemium totius operis ».
Fol. 81 v. « Incipit secunda comedia Dantis Aldegerii de Florentia in
qua agitur de purgatione criminum commissorum quorum homo fuit pe-
nitens et confexus cum animo satisfatiendi Et continet cantos XXX in
quorum primo jigitur de illis qui sperant venire ad gloriam quandocumque.
DEO GRAS ÀMT » .
Fol. 163. • Incipit tercia cantica comedie paradisi Dantis Aldegerii de
Florencia in qua tractatur de celesti gloria de premiis beatorum et divi-
ditur in IX partes sicut infernus. Cantus primus in quo ponitur prohemium
et describitur elementum ignis et Beatrix solvit autori unam questionem •.
Al verso dello stesso fol. in lettere maiuscole YHC | Incipit beata glo|ria
paradisi XPC.
Al fol. 243 termina il poema. « Finito libro sit laus gloria XPC ».
Al fol. 244. « Rubrica tocius Dantis et primo tocius prime comedie in-
« ferni -. Questa rubrica tutta in rosso in due colonne termina al v^ dello
stesso fol. « Expliciunt capitula Paradisi sive tercie comedie. Deo GrasAm.
Al fol. 245. « Frotola composita per me Georgium Servia Christofori
« de quibusdam gestis Janue anno mense et loco ut in ipsa continetur ».
Questa frottola in terzine incomincia con una data fatta a modo d'in-
dovinello che potrebbe indicare il 1455, così espresso:
« Bissestato già poi dal gran Messia
« 70. 5 otto et total tre
• Dono preciso che però li venia ».
Malgrado l'intestazione questa frottola non contiene fatti accaduti, ma
bensì la visione fantastica di un giudicato davanti a Minosse. Essa termina
alla fine della prima colonna del fol. 246 ed è seguita da quartine, nelle
Suali si esortano i Genovesi alla concordia ed a sottrarsi al giogo del Duca
i Milano, essa incomincia così:
0 fratelli mei carnali
Genovesi naturali
De vogliamo ai nostri mali
Proveder cum sancta unione.
Termina al fol. 247, al verso del quale leggesi:
« IHC mccccliìii die Jovis viiij Maij post prandium Illustris D. Petrus
« de Campofregoso dux Januensiùm convenit et pepigit cum universis ar-
ti) Questa descrizione è copiata da quella che trovasi unita ai Codice fatta dall' Ab. Pietro
Mazzuchelli. Egli trascrisse anche le otto note che sono al verso del fol. 168, le quali sono una
specie di profezie che credo si riferiscono ad un Pontefice, meno l'ultima che è un frammento
d una lettera di Cicerone. IX del Cat. Viv.
DANTE ALIGHIERI US
« tistis Jaaue iuratis saper crucem sanctissimi crucifixi presentibas capi-
« taneis artificum Petro de Montemoro Oberto de poca notariis. Dominico
de Barbaglio macellano Basilio, Asinelio, cartario Bartholomeo Baxadone
« lanerio et Antonio Navono ad palati um Sancti Thome ». Parrebbe che
dovesse seguire un atto, ma il resto del fol. è bianco.
Nel seguente che è l'ultimo vi sono di mano diversa le due note se-
guenti : « Illustris dns Petrus de Campo ser voca » . — Iste liber est dandus
« et restituendus heredibus quondam Galeazini de Cribellis qui sunt dns
« Johannes de Cribellis canzelarius ad consilium secretum qui stat prope
« sanctum petrum ad vineam et alter frater ejus cujus ipse dns Johannes
« habet curam ».
Le iniziali al principio d'ogni canto sono vagamente fatte a penna con
diversi colori.
L'argomento dei capitoli è in latino scritto in rosso: il commento è in
italiano e non va oltre alla quarta terzina del VII canto e dovrebbe essere
quel medesimo che vien descritto dal Bandini nel catalogo dei Codici della
Laurenziana alla col. 36 e seguenti del T. V, Plut. XL, Ood. XXXVII che
incomincia: « Nel principio di questo libro è da sapere che l'autore di
« questo libro fu Dante deli Aldighieri etc. ».
Una gran parte dei fol. di questo Codice sono palimsesti, ma furono così
bene lavati e raschiati, che appena si può leggere in alcuni qualche parola.
Vi si scorgono dei segni di tabellionato, per cui è da ritenersi che fossero atti
notarili. La loro scrittura sembra essere del sec. xv. In altri fol. il carattere
è quadrato più grande, evidentemente scritti da un copista di professione
ed erano in due colonne. Si vede ancora la piega della pergamena che in-
dica aver essi fatto parte di un libro: sono essi pure scritti nel sec. xv.
Dalle poche parole che ho potuto decifrare parrebbe fossero commenti di
un'opera legale. Il Cod. è ben conservato. li! il X del Cat. Viv.
DANTE Alighieri. — La Divina Commedia. (Cod. N. 1077).
Cod. memb. del Sec. XIV in foL di carte 90.
Fol. 1 . « Incomincia la commedia di Dante Allighierì di Firenze ne la
« quale tracta dele pene et punimenti de vizii et de meriti premii dele
« virtù. Canto primo de la prima parte la qual si chiama inferno nel quale
« lautore fa prohemio a tutta l'opera ».
Termina al fol. 90 senza sottoscrizione.
Gli argomenti in rosso preposti a ciascun canto sono quei medesimi che
si trovano nel COD. 1080 di questa Bibl. che porta la data 1337.
La scrittura di questi due Codici si rassomiglia talmente che si può as-
serire senza temerità che sono della stessa mano, e se una supposizione in
materia tanto difficile può essere azzardata , oserei dire che questo Ms. è
anteriore a quello del 1337. Se non è più antico è per lo meno coevo. Erra
grandemente il Batines (T. II, p. 142) neir attribuirlo al sec. xv; ma egli
copiò il Catalogo Viviani e non vide il Codice. Nella Bib. di Brera trovasi
un altro Ms. della Divina Commedia la cui scrittura è uguale a questa. Le
miniature, che stanno a capo di ciascuna cantica sono arcaiche e rivelano
l'antichità del Cod.
Nella prima di queste iniziali è rappresentato Virgilio che pone la sua
mano a quella di Dante. Nella seconda si vedono i due poeti in una bar-
chetta, allusione ai versi Per correr miglior acqua alza te vele — Le navi-
cella ornai del mio ingegno. — Nella terza Beatrice mostra a Dante l'eterne
rote. Nel primo fol. cu risguardo leggesi la nota seguente: « Di Giovanni
« Alessandri 1796. In segno di vera amicizia e stima dono al sig.Cav. Giù-
« seppe Bossi 1810. Firenze 24 Settembre 1810. XI del Cat. Viv.
Coiai TrkmUtana (Stampalo il 46 luglio 4883) 45
114 DANTE ALIGHIEEI
DANTE Alighieri. — La Divina Commedia. (Cod. N. 1079).
Cod. memb. in fol. gr. del See. XIV.
Al principio di ciascuna cantica la lettera iniziale è miniata . Quelle de
canti sono tratteggiate in rosso ed azzurro. A pie della prima pagina vi è
una miniatura che occupa tutta la larghezza del fol., la quale rappresenta
Dante affrontato dalle tre belve.
La forma della scrittura e lo stile arcaico delle miniature attestano l'an-
tichità del Codice , che se fosse stato veduto dal Batines non lo avrebbe
certo attribuito, come fece, al sec xv (voi. II , pagr. 113, n. 272). Il Codice
è scritto in due colonne, consta di 7t fol. e termina colla seguente sotto-
scrizione in gran parte illeggibile, perchè il basso dei fol. dell'ultima can-
tica furono un po' guasti dall'umidità.
« Finis dee gratias amen. Expletum
• per Xpm da mihi potum. | Gavelinus
« osso me scripsit amen. =
Vi sono dei brevi argomenti in latino a ciascun canto, ma talvolta man-
cano non essendovi che l'indicazione « Incipit. . . cantus Inferni » o delle
altre cantiche.
XII del Cat. Viv.
DANTE Alighieri. — La Divina Commedia. (Cod. N. 1045).
Cod. cari in fol. pioe. del Sec XV.
In fine leggesi: « 1425 Gandie
« Finis laus deo die 14 Novembris ».
Nella coperta vi è un frammento in pergamena di un breve di Martino V
del 18 o §8 Maggio anno vi, che corrisponde al 1424.
In una nota aggiunta di mano dell' Ab. Pietro Mazzuchelli, e non del-
l'Ab. Viviani come dice il Batines, si legge: a La correzione della lettera
« di questo bel Codice da me riscontrato con diligenza fa sì ch'io lo reputi
« uno dei migliori testi a penna. Codice cartaceo colla marca in parte
« d'un M gotica ed in parte d'una forbice. XIII del Cat. Viv.
DANTE Alighieri. — La Divina Commedia. {Cod. N. 1057).
Cod. cari ut fol. del Sec XV.
La carta ha la marca dei tre monti in un cerchio. Appartenne ad un
monastero di Venezia, come rilevasi dalle seguenti annotazioni che leggonsi
scritte da mani diverse nei primi fol. di risguardo.
« Questo libro di Dante sie del Monastier
« lassato da Ser Nicolo Buora zojelier prò
« a — . Dio per lui. =
« Yhs. Xps. Questo Dante è del Monasterio del Santissim lasato
« per mi S/ Nicolo Bora zovelier ut patres horent deum prò lace
« in Venetia ».
Leggesi anche sulla prima pa§\ « Iste li ber est Monasterii S ».
I primi sei fol. sono rappezzati, ma il testo non è coperto che. nel verso
dei due primi. In alto di ciascuna pag. lo scrittore del Codice pose il nome
della cantica Sulle prime quattro carte scrisse Mondo, sulle seguenti altre
quattro Limbo poi Inferno etc.
Fol. 1. « Qui comenza la prima comedia de Dante Altichieri chiamata
« inferno, capitolo primo dove l'autore tracta delti tre vitii li quali linpediano
DANTE ALIGHIERI 115
« a fere la sua opera et come trova Virgilio chello campa da questi tre
« vitii ».
Fol. 71. « Qui comenza la seconda Comedia di Dante Altichieri da Firenze
« nei quale lautore trata le pene de li peccati puniti confesi over non con-
c fesi sino al ultima ora de sua vita chiamato purgatorio ».
Fol. 140. a Qui comenza la terza comedia di Dante Altichieri chiamata
« paradiso capitolo primo dove domanda soccorso al dio apolo cioè al dio
« delle sciencie a conpire la sua opera et come Beatrice lo conforta et fa
« questione come le anime possono entrare in li corpi celestiali senza oc-
« cupare locho, rubrica ».
Fol. 207 v. a Finito lo terzo libro de Dante Aldichieri da Firenze chia-
« mato paradiso e qui .trata/ de la gloria et de li premii deli Santi ,
« Laus deo ».
Fol. 208. t Qui comenza la distincione che fa il figlio di Dante sopra
« il primo libro chiamato inferno ».
Seguono le altre due distinzioni di Jacopo figlio di Dante che terminano
al fol. 210 seguite dalla sottoscrizione. « Laus deo patri et filio et Spiri tui
« Sancto. Amen ».
Meno i guasti accennati sui primi fol. il Cod. è ben conservato. Non vi
sono commenti. Al fol. 51 ove trovasi il XXVI Canto dell'Inferno coir apo-
strofe a Firenze, è scritto in margine lege totum, ma di mano diversa.
XIV del Cat. Viv.
DANTE Alighieri. — La Divina Commedia. (Cod. N. 1056).
Cod. cari in fol. del Sec. XV.
Fol. 1 . « Cominca la comedia di Dante Alighieri nella quale tracta delle
« pene et de punimenti'de vitii et de meriti et premi delle virtù ».
In calce leggesi : « Questo libro è di Jacopo di Giovanni di Neri di Vanni
« Attavanti cittadino Fiorentino, el quale schrissi di mia propria mano.
« finito a di iij di Marzo 1460 ».
Dopo tre carte bianche segue una pergamena di risguardo sul cui dritto
d'altra mano si legge: « Questo Dante sic di Pietro pagholo di Stefano de
« ricco e pregasi che chi lo truova lo renda et saragli usato buona dischre-
« zione ». Indi dopo altre annotazioni di niun conto d'altra mano si sog-
giunge: « Questo Tha scritto Pietro Paulo figliuolo devico e la sua madre
« è madonna Luchrecia ». Finalmente sulla parte interiore della coperta del
Cod. in fine di esso evvi quest'altra nota. « Questo Dante si è di Ser Ala-
« manno di Benedetto chappellano dello spedale di Sancta Maria degli In-
« nocenti di Firenze ». Questa nota ha forse fatto credere che il Cod. avesse
appartenuto al Varchi che aveva nome Benedetto, perchè Alamanno di Be-
nedetto dinota che fosse figlio dì Benedetto. Ma bisognerebbe assicurarsi
che il Varchi avesse un figlio chiamato Alamanno , che questi fosse stato
erede di suo padre o che dal padre avesse in qualche modo questo libro,
avendo potuto il figlio acquistarlo senza che lo avesse mai posseduto al
padre. Il Cod. è ornato nella prima pag. di fregi con oro, e con ciascuna
iniziale delle tre cantiche ugualmente a colori e oro, nella prima delle quali
altresì evvi un uomo a mezza figura in veste rossa, con cui si pretese Jòrse
di rappresentare Dante. Ogni capitolo ha il sommario in rosso e l'i ai zi al e
colorata. La marca della carta è un cappello: il Codice è ben conservato:
ha la sua legatura originale in cuoio impresso. XV del Cat. Viv. *
« Questa descrizione è fatta dall' Ab. Mazzuchelli e si trova scritta di
« suo pugno sopra un foglio unito al voi. » .
116 DANTE ALIGHIERI
DANTE Alighieri. — La Divina Commedia. (Cod. N. 1075).
Cod. cart. in fol. del Sec. XV.
Fol. 1. Leggesi il capitolo attribuito a Jacopo figlio di Dante colla se-
guente intestazione in rosso.
« Questo capitulo fece il figliuolo di Dante Allagbieri il quale parla di
« tutto questo libro distinguendo tutte tre le matere ciascuna particular-
« mente ».
Dopo questo capitolo al fol. 2 trovasi un sonetto pure di Jacopo di Dante
così intestato:
« Sonetus iste cum divisione .predicta missus fuit per Jacobum filium
a Dantis Allagbieri ^ad magnificimi et sapientoni militem dnm Gujdonem
e de Polenta ango dui mccgxxii indictione secunda die prima mensis Madii » .
In fine dell'ultima cantica leggesi: « Compiuto è il libro di Dante Allaghieri
a da Firenze scripto per Chnstofano ditto Fiorentino di Tanuccio dal Monte
« Sancto Savino die xx Magio 1466. nella piubicha Deo gratias Amen ».
I titoli dei capitoli sono in rosso e le iniziali in rosso ed azzurro. Il
Codice, che appartenne al Cav. Bossi, è ben conservato. XVI del Cat. Viv.
DANTE Alighieri. — La Divina Commedia. {Cod. N. 1078)
Cod. memb. in fol. del Sec. XIV.
Appartenne alla Bib. Belgiojoso: non ha commenti. Principia colla se-
guente intestazione in rosso.
« Incomincia il primo cato d' la p'ma comedia di Dante Aleghieri di Fi-
« renze ove tracta p xxxim capti del anime che sono i inferno >.
Termina « Explicit prologum comedie ttii et ultimi libri Dantis Alli-
« gherii de Florentia Laus oni potenti deo et tote eccie sit semp. amen.
Sotto vi è la seguente nota^ • Iste liber est Monasterii Seti Hyeronimi
« de Quarto que Ditissim? Dns Johaes Baptista Sist* largit* fuit fri Bndicto
« de Rapallo anno 1496 die xvuij Februani o. Oltre all'essere questo Codice
assai pregevole per la sua antichità lo è anche per le varianti che in esso
si riscontrano. La scrittura rassomiglia, benché un po' più grossa, a quella
del Cod. del 1337.
DANTE Alighieri. — La Divina Commedia. (Cod. N* 1047).
Cod. cart. in 4° del Sec. XIV (1372) di fol. 288.
Sulle prime due carte del Cod. furono trascritti i primi versi di tutti i
canti del poema: non sono però della stessa mano del testo. Il poema in-
comincia al fol. 3 senza alcuna intestazione. I canti non sono preceduti da
argomenti, ma semplicemente dal loro numero in rosso talvolta scritto
tal altra in numeri romani : sulla pagina dove incomincia il poema fu di-
segnato nel margine esterno un mastino che salta sopra un cervo e lo
morde: a pie della stessa pagina, dalla bocca di un dragone, esce un or-
nato , a penna in rosso , che gira intorno a tre lati di essa. Al verso del
fol. 95 incomincia il purgatorio: al 193 il paradiso. Termina al fol. 268 colla
sottoscrizione seguente: « Explicit liber tercius paradisi comedie. Dantis
« Aligherii de Florentia deo gratias amen » e nell'estremo lembo del fol
• in carattere minutissimo • gplet (completus) a 1 372 die lune xiiii 7mbris
« hora meridiei ».
DANTE ALIGHIERI 117
Al fol. 269. Incomincia senza intestazione il capitolo di Busone da Gubbio:
al fine di esso fol. 272 lesesi:
« Explicit capitulnm divisionis super tota comedia libri Dantis Alligherii
« de Florentia factum et com positura per dnui Busonem de Eugubio deo
« gratias amen ». Segue il capitolo del figlio di Dante esso pure 'senza in-
testazione, che alla fine, fol. 275, ha la nota seguente: « Explicit capitulum
« super divisione tocius comedi e dantis editum per dnm petrum ejus fi-
li lium ».
« Qui scripsit scribat semper cum domino vivat
« Vivat donatus in cellis in nomine feiix
« Qui scripsit hunc librum vocatur in paradismn
« Qui me furatur vel reddat vel moriatur ».
Al fol. 276 leggesi l'orazione gratulatoria che i rappresentanti della città
di Padova recitarono al Doge Pasquale Malipiero nel 1457 per la sua ele-
zione. Seguono 6 fol. bianchi poi al fol. 284.
a Infrascripta carmina fuerunt scrita Ruberto regi Jerusalem et Sicilie
« per totum colegium medichorum Salerni ubi tunc vigebat flos studii
« medicine prò conserva tione sanitatis persone sue ». Sono questi i famosi
precetti della scuola Salernitana.
Al verso dello stesso fol. vi è la definizione dell'uomo e della donna, e
sotto in caratteri maiuscoli intrecciati al modo che si trovano nei Cod. del
sec. x il distico
a Ne tu languore vivens ledaris amore
« Nasonem noris a quo sumes carmen amoris ».
Al fol. 285 v. lo stemma della famiglia veneta Renier accostato dalle
lettere A. R. e sotto cogli stessi caratteri maiuscoli intrecciati « Vincit omnia
• virtus ». — Al verso del fol. 286 vi sono delle ricette parte in latino,
parte in italiano.
Al fol. 287, « Sufficit habuisse mccccli adi viti Lujo • e più sotto il verso
di Dante Pocha favilla gran fiamma seconda interrotto nel mezzo da un
cuore con fiammelle che cadono da un acciarino e pietra focaia, e sotto
• V
Singulariter in spe costituisti me
Al verso dello stesso fol. sono descritti i modi per trovare la Pasqua
l'Epatta ed altri simili calcoli che dovrebbero essere stati scritti nel 1452,
perchè uno di essi ha la soluzione e si riferisce al detto anno, essi oc-
cupano anche il fol. successivo. Sul cartone del libro , nella parte interna,
leggesi un sonetto amoroso nel genere Petrarchesco di autore ignoto che
incomincia:
t Mille fiate al giorno i benedicho » .
La marca della carta nei primi 132 fol. è il cappello, in alcuni altri
quaderni il drago poi un R maiuscola. Il Codice conserva la sua legatura
originale in pelle rossa , ma ne furono levate le borchie. La scrittura è
chiara, ben conservato. XVII del Cat. Viv.
DANTE Alighieri. — La Divina Commedia. (Cod. N. 1083).
Cod. cart in fol. del Sec. XV. »
Questo Codice che deve essere stato scritto nello Stato Veneto nel sec. xv
è preziosissimo per le molte notizie sparse nelle note, e perchè vedesi essere
stato scritto non da un semplice copista, ma da un grande amatore e stu-
118 DANTE ALIGHIEEI
dioso di Dante. Alla fine vi è il Credo attribuito a Dante i capitoli di Eli-
sone da Gubbio e di Jacopo figlio di Dante. Ha molte e curiose miniature :
tutto pieno di postille e lunghi commenti italiani e latini, compilati da quelli
di Jacopo della Lana e di Benvenuto da Imola a cui l'amanuense aggiunse
qualche sua osservazione. I passi tolti dal primo dei mentovati commenti
sono parte riportati in italiano , come per esempio tutta la lunghissima
giunta dei preconii che sta in fine, parte 'tradotti in latino. Dell' Imolese è
la lung-a ma mutila prefazione del primo fol. : e la maggior parte dei fogli
volanti attaccati qua e là frammezzo il testo non sono che estratti delle
sue note storiche.
Questa descrizione è copiata da una nota d'ignoto autore, che trovasi
unita al volume e che fu scritta, a guanto pare , fra il 1815 ed il 1833 ,
anno in cui morì il M.r G. G. Trivulzio seniore. XVIII del Cat. Viv.
DANTE Alighieri. — La Divina Commedia. (Cod. N. 1074).
Cod. memb. in fol. del Sec. XV mancante di alcune carte.
Il Codice incomincia colla lettera di Martino Paolo Nidobeato diretta al
Marchese di Monferrato, quale la si legge nell'Ed. di Milano del 1478 coi
versi « ad lectorem »' salvo gli ultimi quattro nei quali il Nidobeato esorta
tutti a provvedersi della sua edizione. Vengono in seguito gli argomenti in
latino della prima cantica e della seconda fino al Canto XXVIII. Gli altri del
Purgatorio e tutti quelli dei Paradiso mancano. Come pure mancano i due
1)rimi canti e le prime 31 terzine del terzo. Vi sono in seguito queste altre
acune. Nel canto XVII dell'Inferno dalla terzina 24 inclusive sino alla 42,
vi è quindi una lacuna prima del fol. 50, secondo la numerazione moderna
fatta sui fogli.
Nel Purgatorio manca il principio del Canto XXV, cioè le prime tre
terzine ■ idest • un fol. fra il 182 ed il 183.
Nel Paradiso tra il fol. 240 e 241 manca un fol. che conteneva le ultime
due terzine del Canto VI. Tra il fol. 320 e 321 mancano due fol. che conte-
nevano le ultime dieci terzine del Canto XXVIII.
Il Codice è tutto coperto nei margini di commenti latini ed ha una tra-
duzione interlineare latina sovrapposta a ciascun verso, della quale il Viviani
scrive di aver tratto partito più d'una volta nelle sue note al testo. Non
posso convenire con quel dotto Dantofilo nella conseguenza ch'egli trae
dall'avere il pittor Bossi comperato questo Codice a Parigi (per mezzo del
libraio fiorentino Molini colà stabilito) per conchiudere che fu scritto in
Francia. I dati paleografici sono contrari alla sua opinione. Io credo che il
Codice fu scritto in Italia e forse in Lombardia essendo quei caratteri fre-
quentissimi fra noi, e crederei che lo fu anziché alla fine del sec. xv nel
principio del sec. seguente. Parrà strana l'opinione che un simile grosso
volume fosse scritto nel sec. xvi quando già si erano fatte molto edizioni
del poema, ma farò osservare che il Codice è indubbiamente posteriore al
1478 data della Nidobeatina, poiché l'amanuense vi ha trascritta la dedica
al Marchese di Monferrato ed i versi ■ ad lectorem » ; e non può essere il
Cod. che ha servito per fare quella edizione, perchè il commento non è il
medesimo e moltissime sono le varianti. Io credo che fu scritto da uno stu-
dioso che volle farvi un proprio commento; studioso cui non avrebbero
mancato i mezzi per comperare una delle sette edizioni che già erano state
fette del poema sacro (non contata quella di Milano del 1474, che non ha
mai esistito) se potè averne a sufficienza per comperare la finissima per-
gamena di cui si è servito. Nel legare il Codice vi furono intercalati dei
fol. bianchi non solo nei luoghi ove eravi una lacuna, ma anche in altri,
fenerando così un po' di confusione nella numerazione precedente dei fol.
JX del Cat. Viv.
DANTE ÀLIGÉIEBI 119
* *
DANTE Alighieri. — La Divina Commedia. {Cod. N. 1082).
Cod. cari, in foh del Sec. XIV.
A pie della prima pagina era scritto il nome della Biblioteca a cui ap-
parteneva, e che fu fatto scomparire, e sopra cui venne impresso con carat-
teri a stampa « Bibliot. Bossianae Alexandrinae ». Il Cod. è assai ben
conservato in bèi carattere, ma non tutto della stessa mano: non ha titoli,
né sommarli: senza numero de' capitoli, i quali hanno le iniziali il primo
a varii colori, gli altri in rosso. Non è citato dal Viviani , né dal Batines.
DANTE Alighieri. — La Divina Commedia. {Cod. N. 1049).
Cod. cart. del Sec. XV in 4°.
Ha i titoli in latino: in fine è scritto: « Laus deo patri et filio et Spi-
• ritui Sancto • e più sotto di mano dello stesso amanuense:
t Ho tu che chun questo libro te trastuli
• Guardalo da la luzerna e da i fanzuli ».
Non è citato dal Viviani, né dal Batines.
DANTE Alighieri. — Il Purgatorio e il Paradiso. (Cod. N. 1054).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV.
Ha alcune glosse marginali. Nella prima pagina leggonsi i nomi dei
suoi antichi possessori cosi « Mutii Papirii »: indi « Ego Jacobus Jacobillus
« emi ex bibhotheca quadam in cure campii flore pridie Id. octobr mclxxxvi
(I486). L'ultimo è Paulus Gualdus: il noto scrittore della vita di Gian Vin-
cenzo Pinelli ».
Questa nota è dell' Ab. Mazzuchelli , alla quale il Batines aggiunse :
« Questo Codice è rammentato dal Tomasini nell'opera Bibliothecae Mss.
Patavinae Utini 1739 in 4° fac 104 siccome esistente presso Girolamo
« Gualdo ».
DANTE Alighieri. — L'Inferno ed i primi quattordici canti del Purga-
torio e parte del XV sino al verso (Cod. N. 1086).
Poi giunti fummo all' Angi ol Benedetto.
Cod. cart. in 4° del Sec. XV.
•
Sembra scritto in Toscana d'onde venne nella Trivulziana è ben con-
servato. Principia: « Chominca la chomedia di dante aringhieri di Firenze
« nella quale tratta delle pene et punitione de vitii e de meriti et premii
« delle virtù Chapitolo primo della prima parte di questo libro lo quale si
« chiama Inferno nel quale l'autore fa prohemio a tutto il tractato del
« libro Ch ».
Questo dabben uomo copiò malamente il principio degli argomenti che
si trovano in altri Codici cne sono gli stessi con poca mutazione di quelli
della Trivulziana N. 2 (Cod. 1080). Egli non ha certo meglio copiato il
testo.
(Questa nota è del Viviani) XXI del Cat. Viv.
1B0 DANTE ÀLIGHIEBI
DANTE Alighieri — La terza Cantica (Cod. N. 1055).
Cod. cart. in 4° del Sec. XV.
Contiene solo il Paradiso col commento del Buti, è mancante in fine ter-
minando coll'ultimo verso della 27mt terzina del Canto XXX.
Questo è il Codice di cui parlò l'Ab. Quadrio nel Tom. VI della sua
Storia e ragione d'ogni poesia,' pag. 256. Ma quel celebre scrittore prese
abbaglio nel l'asserire essere il commento della 2*1 Cantica quando egli è
della terza. (Questa nota è del M.6 Gian Giacomo Trivulzi seniore). XXII
Cat. Viv.
DANTE Alighieri. — Commento della Divina Commedia del Buti.
(Cod. N. 1059 al 1067).
Cod. cart. del Sec XVIII in 9 voi. in fol.
Questo Cod. fu riscontrato ool Cod. 13 Pluteo della Laurenziana di Fi-
renze.
DANTE Alighieri. — Commento sulla Divina Commedia del Buti.
(Cod. N. 1087).
Cod. cart. in foL del Sec. XVII.
Giunge soltanto al Canto X del Purgatorio.
Questo Codice appartenne al pittor Bossi che vi notò di averlo comprato
in Roma nel 1804.
DANTE Alighieri. — Commento del Cte Lorenzo Magalotti sui primi
cinque canti della Divina Commedia. (Cod. N. 1095).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
Sulla prima carta è scritta la seguente nota del Cav. pittor Bossi. « Questo
Ms. apparteneva al Cav. Salviatì ed io Io comperai a Roma nel 1804 uni-
tamente ad altro comento sullo stesso soggetto che tocca verso la fine del
Canto X del Purgatorio oltre tutto l'Inferno ».
Questo Codice fu stampato Tanno 1819 in Milano per opera del M."° Gian
Giac. Trivulzio seniore.
DANTE Alighieri. — Postille sulla Divina Commedia estratte da un
Codice cart. scritto e glossato da Fr. Stefano di Ser Francesco da
Firenze dell'Ordine de1 Predicatori Tanno 1408 in Bologna.
(Cod. N. 1068).
Cod. cart. del Sec. XIX in fol.
Copia di mano dell'Ab. P Mazzuchelli.
DANTE Alighieri. — Salmi penitenziali. (Cod. N. 1054).
Cod. memb. del Sec. XV in 12°.
Il nome di Dante vi è scritto di mano moderna sul recto del 1° fol. cosi
Salmi de Dante. Alla fine « Deo gratias Amen » . È scritto in due colonne
colle iniziali in rosso al principio d'ogni terzina.
DANTE ALIGHIERI 121
DANTE Alighieri. — Canzoni. — Bindi Bunichii Senensis cantiones. —
Dantis Alengerii Fiorentini cantiones. (Cod. N. 1053).
Cod. memb. del Sec. XV in 16°.
#
Appartenne già al eelebre Apostolo Zeno, di cai vedovasi il nome stam-
pato sopra un pezzetto di carta incollata nella parte interna della coperta,
ma andò smarrito. Vedi il Mazzuchelli Scrittori d'Italia dove, all'articolo
Bonichi, questo Ms. è citato come posseduto dallo Zeno. Ultimamente era
posseduto dal pittor Bossi.
Incomincia colle Bindii Bunichi cantiones con tutti i titoli in latino. In
fine alle quali Bindi Senensis cantiones Jiniunt Seguita nel fol. seguente
Dantis Alengerii Fiorentini cantiones. In fine Dantis Alengerii Fiorentini
cantiones finiunt In seguito vengono tre pagine di Errori che sono in le
canzoni di Dante per mancamento de esemplari corretto da imo antico et
assai tono.
DANTE Alighieri. -1- Commento sulla canzone di Dante. [Cod. N. 1095)
« Tre donne intorno al cor mi son venute ».
Cod. cart. in fol. del Sec. XIX.
DANTE Alighieri. — Rime. (Cod. N. 1052).
Cod. memb. del Sec. XV in 10».
« Cantilene di Dante Alinghieri poeta Fiorentino ».
Sono notate in margine , di carattere diverso , alcune varianti e corre-
zioni.
DANTE Alighieri. — Confronto generale delle rime di Dante fatto sui
Codici Mss. della Laurenziana. • (Cod. N. 1102),
Cod. cart. in ibi. del Sec. XIX.
DANTE Alighieri. — Postille ed interpretazioni fatte alle rime di Dante
del sig. Giov. Galvani sulla Ediz. interfogliata delle Rime di Dante.
Roveta 1823. (Cod. N. 1070).
Cod. c&rt. in 4° del Sec. XIX.
DANTE Alighieri. — Commenti del C.e Giulio Perticali. (Cod. N. 1100).
Cod. cart in fol. del Sec. XIX.
Questo Codice contiene le Rime di Dante stampate in piccolo formato
__,. j- -_i.-_* — i:-x. i 1- scritti i e *"' '~ ~
e da altri.
con carte grandi interfogliate, sopra le quali sono scritti i conienti, le va-
rianti e le correzioni fatte dal C.e Giulio Perticar!
DANTE Alighieri. — Rime antiche. (Cod. N. 1058).
Cod. cart. del Sec. XV in fol. picc. di carte 104.
Questo prezioso Codice appartenne già al pittor Bossi che lo vendo con
altri Mss. al M.w Gian Giacomo Trivulzio , seniore, fu terminato nel 1425,
Coiai. TrUmhiana [Stampato il 46 luglio 4883) 46
1*2 DANTE ÀLIGHIEBI
come appare dalla nota seguente che trovasi ripetuta due volte al v. del
fol. 103. « Liber iste completus fuit anno domini cu ire n te mccccxxv die vi-
« gesimo quinto Maij in Trevixio per me N. B. de Crema ». Le due iniziali
N. B. sono quelle di Nicolaus Benzonus, nome che trovasi anche scritto
per intero al verso del fol. 73 in una nota, sopr# un sonetto che aggiunse
alli 27 di Febbraio del 1426. Benché il carattere in quel sonetto» come pure
quello al fol. 104 v. dove è ripetuto il nome del Benzoni , sia più minuto
pure si vede che è della stessa mano. Pare ch'egli fosse anche poeta, giacché
il sovracitato sonetto al fol. 104 v. porta il suo nome.
La famiglia Benzoni da cui uscì lo scrittore di questo Codice era fra le
più distinte di Crema, dove sino dai tempi di Federico Barbarossa era alla
testa del partito Guelfo e perciò in opposizione ai Conti di Camisano capi
dei Ghibellini. Un Filippino Benzoni, detto Compogno, era salito a tal grado
di potere, sul finire del sec. xiv, che stava per essere nominato Signore di
Crema quando fu colto dalla morte. Gli successero nel potere e furono Si-
gnori di Crema i fratelli di lui , ed in seguito un Giorgio della sua forni-
glia, che dovette abbandonare la patria nel 1423 per evitare la sorte toccata
a Gabrino Fonduto e ad altri Signori che Filippo Maria Visconti duca di
Milano tolse di mezzo per ricuperare le città da loro usurpate alla morte
di Gian Galeazzo suo padre. Dopo la fuga di Giorgio tutti i Benzoni dovet-
tero esulare, e vennero loro confiscati i beni. È assai probabile che il nostro
Nicolò seguisse il suo agnato nell'esilio e ricoverasse a Treviso, o vi avesse
impiego dalla Rep. Veneta che aveva preso Giorgio a' suoi stipendi. Quando
nel 1426 il Carmagnola prese Brescia ai 27 di Marzo, Giorgio Benzoni vi
fu mandato con altri capitani onde rinforzare Tarmata Veneta , che strin-
?eva d'assedio il castello di quella città, valorosamente difeso da Antonio
andriano, la quale ,era minacciata da Frane Sforza, da Nicolò Picinino ed
altri condottieri ducali. Il trovarsi un sonetto al verso dell'ultimo fol. di
questo Codice colla sottoscrizione Nicolaus Benzonus in Brixia mi fa sup-
porre che egli avesse seguito il suo agnato Giorgio quando entrò in quella
città. Sono però queste semplici congetture, perchè non ho trovato men-
zione di questo personaggio in nessuna storia o cronaca stampata di quel
tempo.
Devo però notare che nel Consiglio Generale tenutosi a Crema nel 1405
in cui fu eletto a Signore di quella città Giorgio Benzoni fra gli interve-
nuti si legge il nome di Nicolò Benzoni. Non oserei asserire che sia lo
scrittore di questo Codice, solo cito la circostanza.
L'atto predetto, che fu anche pubblicato puossi vedere in un Codice di
questa Biblioteca che ha per titolo Apologia per Vili, famiglia Benzoni,
opera di Nicolò OoloretH. COD. 1780.
Al fol. 74 nella lettera capitale vedesi lo stemma antico dei Benzoni
sopra cui le due lettere N. B. iniziali del nome dello scrittore del Codice.
L'arme antica dei Benzoni era un campo diviso in due parti: nel superiore
vi era un cane nero in campo d'oro, nell'inferiore una pelle d? ermellino :con
i suoi peli e macchie nere. Queste arme furono confermate ai Benzoni dal-
l'Imp. Rodolfo con diploma dato in Ratisbona nel 1576, diploma che si legge
nel sopradetto Cod. del Coloretti. Il leone rampante colia spada nuda tra
le branche fu concesso a Giorgio Benzoni come Conte di Crema quando gli
venne conferito quel titolo e l'investitura feudale nel HI 5 da Filippo Maria
Viscónti al quale Giorgio aveva prestato omaggio di sudditanza. Lo stemma
antico col quale Nicolò ornava il suo Codice indicherebbe ch'egli era membro
di Quella nobile casata. — Nel primo fol. vedesi anche il nome di un frate
Carlo Alberto Piatti Carmelitano Milanese cui probabilmente appartenne
questo Codice. Ignoro da chi lo acquistasse il pittor Bossi: forse lo ebbe
dopo il 1796 quando furono disperse le Biblioteche dei monaci alla sop-
pressione dei loro conventi. — Questa raccolta di poesie di diversi autori è
preceduta dalla Vita nuova di Dante, e vedesi sul 1° fol., in rosso, la sem-
plice intestazione « Dante Alighieri poeta da Firenze » . Il testo della Vita
DANTE ALIGHTEBI
123
nuova corrisponde a quello dell'Edi, di Firenze del Tartini 1723. Però tro-
vansi molte varianti. — Ài verso del fol. 23 incominciano alcune canzoni di
Dante.
Al fol. 29 trovasi il « Voto di maistro Antonio da Ferrara fatto a nostra
« donna di non giucjiare a giocho di dadi per spatio di x anni » . A questo
tengon dietro sonetti e poi canzoni di diversi autori senza nessun ordine,
i cui nomi sono notati più sotto. È da rimarcarsi che le canzoni che se-
guono la Vita nuova e quelle che vengono dopo il fol. 74. Sono tutte scritte
a modo di prosa senza andar a capo a ciascun verso. Molte delle poesie
contenute in questo Codice sono inedite, e le altre presentano molte e belle
varianti. Il carattere è regolare , quadrato e chiaro con qualche abbrevia-
tura. Il M* G. G. Triv., seniore, vi fece delle annotazioni marginali indi-
cando le edizioni in cui vennero stampate alcune di queste poesie.
Prima di acquistare Questo Codice egli ne avea copiato di sua mano una
gran parte, dando però loro un ordine diverso, cioè dividendole secondo gli
autori. Anche quella copia è in questa Biblioteca.
Nomi degli autori delle Rime contenute in questo Cod.
Abacho (Paolo dell').
Albini Ricardo.
Anastasio di Ser Guido.
Anguissola Lancillotto.
Anonimi diversi.
Antonio da Ferrara.
Barbiera Riccio.
Bardi (Tomaso de).
Bene (Senti uccio del).
Benzoni Nicolò.
Bonaccio Giovanni.
Bollichi Bindo.
Busone da Gubbio.
Ceccho d'Ascoli.
Cino dal Borgo S. Sepolcro.
Cino da Pistoia.
Cortese.
Dante.
Pietro di Dante.
Durante Giov.
Fontanelli Muzione.
Forese.
Frescobaldi Dino.
Federico di M. Gerì d'Arezzo.
Gano da Colle.
Giani Lapo.
Guinicelli Guido.
Iacopo da Imola.
Lodovico da Petramala,
Mino di Vani d'Arezzo.
Monachi Ser Ventura.
Montichiello (Domenico da).
Monte (Cristoforo da)
Montuccio.
Pe ruzzi Francesco.
Petrarca.
Ricciardo (il Conte).
Sacchetti Giannozzo.
Sali m beni Benuccio.
Soldanieri Nicolò.
Uberti (Facio degli).
Vercellino.
Visconti Bruzio.
DANTE Alighieri. — Rime e Petrarca rime. (Cod. iV. 1091).
Cod. memb. in fol. del Sec. XIV di fol. scritti 57.
Fol. 1 in rosso. « Qui chominciano le chanzoni morali del sollenissimo
« volghare poeta cioè de Dante Aldighieri cittadino Fiorentino • .
Tutte le iniziali sono in rosso. Queste canzoni sono scritte senza distin-
zione di versi, a modo di prosa e non sono nell'ordine in cui trovansi nella
Ed. di Parigi 1823 edita per cura di Antonio Bottura. Ne mancano 14 e
sono la 3, 5, 9, 10, 1 1 e dalla 23 alla 31*. Terminano al fol. 9 colla seguente
124 DANTE ALIGHIEBI
sottoscrizione. « Qui finischono le chanzoni morali di Dante Aldighieri no-
« steo cittadino Fiorentino ».
Al verso dello stesso fol. 9 leggesi in rosso.
« Sonetti e chanzoni morali di Messer Francesco Petrarca poeta Fio-
« reatino ».
Fol. 55 v. vi è la canzone di Guido Chavalchanti
' « Donna mi pregha perch'io voglia dire ».
Fol. 56 in rosso. « Di messer Francescho Petrarcha poeta Fiorentino » .
Qui furono trascritti alcuni sonetti che erano stati ommessi. Termina al
fol. 57 così : a Iste liber est mei Jacobi Martini medici de Spoleto quem mihi
« dono dedit Angelus thome de Corbinellis de Florentia in civitate Forilivii
« in Testo omnium Sanctorum anno domini mccccxvii presentibus generosa
• domina Pippa ipsius Angeli uxore, et Sandra ejusdem Angeli filia ».
Seguono due fol. bianchi. Anche il canzoniere del Petrarca fu scritto a
modo di prosa, e non sempre fu conservato il solito ordine nelle poesie.
DANTE Alighieri. — Vita nuova, quindici canzoni e sette sonetti.
(Cod. N. 1050).
Cod. cart. in 4° del Sec. XV. '
Oltre alle suddette opere dell1 Alighieri il Codice contiene un sonetto di
M. Busone da Gubbio a Manuel Giudeo sulla morte di Dante colla risposta
dello stesso Manuel = Tre sonetti di Cino da Pistoia a Dante ed altrettanti
di Dante a Cino = Canzoni e sonetti di Cino = Canzoni e sonetti di Guido
Cavalcanti = Due canzoni di Maestro Antonio da Ferrara, l'una scritta
quando si sparse la voce che fosse morto il Petrarca, l'altra di soggetto
amoroso. Il Codice finisce coi seguenti versi di una canzone di Bartolomeo
del Castel di Pieve. « Cruda selvaggia fuggitiva e fiera. Negli atti nel
parlar e nella mente cruda selvaggia fuggitiva » .
Questo Cod. fu riscontrato per l'Ed. della Vita nuova fatta a Milano nel
1827 dal Pogliani, e vi è citato sotto il nome di Cod. F. — Alla fine vi è
un indice di mano del M." G. G. Trivulzio.
DANTE Alighieri. — De vulgari eloquio, e Mussato: Tragedia Eccelini.
(Cod. N. 1088).
Cod. cart del Sec. XV in fol.
Al fol. 1 in rosso. « Incipit liber de vulgari eloquio sive idiomate editus
« per Dantem ».
Termina al foL 13 v. colle parole « Explicit d.
Nel fol. seguente furono ripetute le ultime sei linee di questo trattato
sulle quali pero furono tirate delle riff he per indicare che vanno cancellate :
sono della stessa mano del Codice, in alto del fol. leggesi « Ego Marcus de
Placentia ».
Le iniziali dei capitoli sono ornate con filetti a penna alternati azzurri
e rossi: gli argomenti in rosso.
Al fol. 15 senza intestazione incomincia un sommario della origine 6
fine de$li Eccelini da Romano ed al fol. 17 in rosso « Albertini Musati
<( Patavi tragedia Eccelini felicitar incipit Adheletta Eccelinus Albericus » .
Termina al fol. 27 in rosso a Explicit tragedia dm Albertini Musati Pa-
ce tavi historiographi et tragedi felici ter amen » .
Trascrivo la illustrazione di questo Cod. fatta dall' Ab. Mazzuchelli che
autografa è unita al voi.
Il Cod. cart in fol. del sec. xiv come lo crede chi scrisse l'annessa
scheda, o forse anche del xv, Quantunque contenga due opere latine più
volte stampate, cioè: « 1° De vulgari eloquio sive idiomate editus per Dantem
DANTE ALIGHIEBI 125
2° Albertini Musati Patavi tragedia Eccelini », è assai pregevole per varii
capi. Per rapporto a questa seconda opera è da notarsi che quivi precede
un argomento più lungo d'assai di quello pubblicato nella rara edizione
Veneta del 1636 uscita colle stampe del Pi nel li per opera di Felice Osio
Milanese professore dell'Università di Padova insieme alle altre opere tutte
del Mussato e nella ristampa fattane prima dal Grevio e dal Burmanno nel
« Thesaurus Antiquitatum et Historiarum Italiae, T. VI, P. IL Lugduni Ba-
tavorum 1722- ; indi dal Muratori nel T. X, Ser. Re. Ita]. Med. 1727, col. 785,
e nel tomo 27 di non so quale Miscellanea accennata nelle sopradette schede.
Oltre al suddetto argomento ha il Codice delle note che pur mancano
nelle edizioni accennate. Ciò mostra che questo Codice non fu per avven-
tura uno dei quattro di cui dice di aver fatto uso l'Osio, e nemmeno degli
altri due di cui pubblicò il Muratori le varianti essendo questi ultimi della
Bib. Ambrosiana. Forse detto argomento principalmente potrebbe aggiun-
gere qualche circostanza ignorata dal Verci nella sua Storia degli Eccelini,
e il testo della tragedia fornir potrebbe delle correzioni alla stessa, per chi
ne dovesse procurare una nuova edizione.
Per rapporto all'opera « de Vulgari eloquentia » è altresì molto com-
mendevole il Codice per più ragioni. In primo luogo conferma l' opinione
ormai comunemente ricevuta, ma un tempo contrastata che quest'opera sia
veramente di Dante, perchè di lui nel titolo scritto con minio porta il nome.
Da ciò si rileva che non fu già il Trissino, come taluno penso che a Dante
l'ascrivesse senza autorità veruna. In secondo luogo mostra questo Codice
che il Trissino fosse il traduttore dell'opera stessa, la quale uscì in volgare
per la prima volta a Vicenza nel 1529 dalle stampe dei Janiculo coi carat-
teri dal Trissino inventati. Ciò ne induce a credere quella nota posta nella
carta di riguardo in fronte al Codice stesso. Ivi in carattere Trissiniano,
non mai usato da altri si vede quella stessa nota che poi fu stampata non
solo nella suddetta edizione Vicentina, ma anche nella Ferrarese uscita dai
torchi del Mammarelli nel 1583, insieme al Castellano pur del Trissino;
benché in questa edizione siansi adoperati i caratteri comuni/ La suddetta
nota è del tenore seguente: « Giovanni di Boccaccio da Certaldo ne la vita
« di Dante. Appresso già vicino a la sua marte compose un libretto in
« prosa latina il quale egli intitul« De vulgari eloquentia. E come per lo
« detto libretto apparisca lui ha vere in animo di distinguerlo et di termi -
« narlo in quattro libri ® che più non facesse da la morte soprapresa?, a>
« che perduti siano gli altri più no ne appariscono che i due primi ».
Osservo qui oltre i due e e e i due o « anche i due u v ossai la distin-
zione dell' ft vocale dal v consonante come in Giovanni vulgari hauere etc.
cose tutte inventate e praticate nel sec. xvi dal Trissino solo. Quindi vedesi
ancora l'opera stessa postillata di mano dello stesso Trissino o per spie-
garvi qualche abbreviatura o per correggervi qualche errore. Non saprei
se il Trissino vedesse altri Codici dell'opera stessa, perchè quivi non vi è
la distinzione nei due libri e i capi si seguono indistintamente senza nu-
mero e come se fossero d'un libro solo essendo soltanto contrassegnati dal
titoli in rosso e dalle iniziali colorate fuorché l'ultimo capo del libro se-
condo che sta unito all'antecedente come parte di esso. Da mano posteriore
al Trissino furono aggiunti in margine i numeri a ciascun capo e fu scritto
liòer secundus ove questo ha principio. Resterà soltanto di fare il confronto
colla versione del Trissino per vedere se egli abbiala fatta su questo suo
Codice come è probabile, ma ciò richiede maggior agio. Intanto abbiamo
qui una prova da aggiungere alle ragioni che già determinarono Apostolo
Zeno a credere tal versione fatta realmente dal Trissino. Ecco come egli
scrive al Fontanini. a Prima di partirmi da Dante vi dico che il trattato
« latino De vulgari eloquentia tanto è suo quanto il volgare è traduzione
a del Trissino. Io l'ho a parte a parte esaminato e ho fatti molti curiosi
■ riscontri per far avveduto ciascuno che la traduzione non è di Dante, ma
• bensì del Trissino che in molti luoghi ha sbagliato non intendendo il
120 DANTE ALIGHIERI
a sentimento del latino confondendolo ed alterandolo a suo piacimento. La
« dicitura scopre la verità dell'uno e dell'altro vedendosi il latino di quella
« barbarie misto che era in uso à quei tempi praticato da Dante negli altri
« suoi componimenti , dove all'opposto il volgare si scosta di molto dalla
u di lui dicitura assai più purgata ed armoniosa » . Questa lettera leggesi
soltanto nella seconda edizione delle lettere di Apostolo Zeno pubblicate dal
Chiar.0 sig. Ab. Morelli in Venezia nel 1785. Ivi nel tomo I alla pag 65,
donde ne fu riprodotto il passo testé recato dal Tiraboschi nella seconda
edizione della sua Storia della letteratura italiana in una nota alla pag. 502
T. V d. 2, avendo egli nella prima edizione stimato meglio di starsene in
silenzio sopra l'autore df detta traduzione forse per rispetto al Fontanini,
al Maffei , al Muratori , allo Zorzi , i quali avean tirato dal partito, loro il
Castelli e il Calvi. Dei quali ultimi due il primo nella vita del Trissino,
pag. 1 1 G , e il secondo nella Bib. degli Scrittori Vicentini posero tra le
opere non del Trissino ma a lui attribuite il detto volgarizzamento. — Di
mano parimenti del Trissino leggesi in uno degli ultimi fogli rimasti vuoti
dopo la tragedia del Mussato la seguente nota. Libri prestati:
A M. Lascari la grammatica di Scolarlo.
» un altro libro greco con proverbi.
A Basilio la grammatica di Theodoro a pena in membrana.
» le tragedie di Sofocle con glose.
» Herodoto.
rihavuto Al Marostica psello sopra Homero.
Al Leoniceno Alexandro sopra Ar. de sensu.
A Thomaso suo nipote Hippocratis Aphorismi cum comento GK liber
optimus.
A Don Francesco Prisciano antiquissimo.
ribavuti A Mes Giovanni Ruc Vitruvio Ep. Cicer. ad Atticum etc.
A Lazaro Bastianato Alexandro de fato et altre opere,
rihavuto A Mes Nicola prisciano. lo organo di Arist.
Questa nota dà una buona lezione a chi presta libri , poiché di nove
persone a cui il Trissino avea prestato dei libri soltanto quattro glieli re-
sero. Essa non essendo scritta coll'ortografia Trissiniana deve credersi al-
Suanto anteriore al 1524 in cai incominciò il Trissino a far uso in pubblico
ei nuovi suoi caratteri aggiunti all'alfabeto italiano.
(Qui il Mazzuchelli dà delle notizie sui nove individui cui il Trissino
aveva prestato i libri: notizie che credo inutile di riportare indi prosegue).
— Altre annotazioni trovansi in fine del Codice di diverse mani; la prima
è la seguente. « Marci Rhaetorici viri Exc.mi ». Non so chi sia costui che
potrebbe essere lo stesso parimenti ignoto che sottoscrisse due volte il suo
nome così. Mei Marci de Placentia. Il Trissino notò M. Zorzo Ridolphi che
fu capitano a Rezo, nome pure a me sconosciuto. Indi leggesi Liber iste
Bartholomey de Zanibellis dicitur esse. Questi potrebbe essere quel Barto-
lomeo Zarnberti cui dice il Pa. Degli Agostini nel T. II degli Scrittori Ve-
neziani alla pag. 572 che, pubblicò una latina commedia sotto il titolo di
Dolotechne Venetiis per Johannem de Tridino in 4°, censurata in gran
parte da Lilio Gregorio Giraldi nel Dialogus 1 Poetarum sui temporis mter
ejus opera, T. II, col. 543. Segue nel Codice. « Eie liber est Iacobi Messer
Óiementis de Padua causidici : altri nomi oscuri. Finalmente torna a compa-
rire il carattere del Trissino che pose la seguente annotazione sulT armonia
del verso italiano.
(Angelo Colotio)
« Il numero secondo M A. C. bello e
« in altra forma e' nsolito et alato
« brutto cioè senza numero
« Di che s'adorna volentier il mondo ».
Fin qui l'illustrazione^ fatta dall' Ab. Mazzuchelli, alla quale mi sia lecito
di aggiungere una mia osservazione. Nella nota che teovasi sul Ibi. di
DANTE ALIGHIERI 127
risguardo al principio del Codice e che incomincia Giovanni Boccacci gli e
e gli « sono nel Ms. più raramente adoperati che nello stampato v. g. il
cognome dell' autore del Dècamerone è scritto qui con due o semplici ,
mentre nello stampato (che trovasi in questa Bib.) ha invece due » e così
in altri luoghi. Viceversa l'a del Ms. è sostituito nello stampato dall' o sem-
plice nella parola Morte.
Siccome la nota è certamente anteriore allo stampato tali differenze mi
inducono a credere ch'egli la scrivesse quando concepito il pensiero di in-
trodurre quelle due lettere nel nostro alfabeto non ne aveva ancora ben
fissato l'uso9 come eseguì poi nel 1524.
DANTE Alighieri. — Convito. (Cod. N. 1089).
Cod. cari in fol. p. del Sec. XV.
Fol. 1. • Comincia il Covivio di Dante Alighieri poeta Fiorentino ».
Termina « Finito il Covivio di Dante Alighieri Fiorentino poeta » . É ben
conservato/ ma la scrittura non è bella.
DANTE Alighieri. — Convito e le canzoni. {Cod* N. 1090).
Cod. eart in fol. pica del Sec. XIV.
Fol. 1 . Hic incipit Monàchia solenissimi dantis Aldgeii et nàrat de cho-
libet.
Questa intestazione è in rosso, come lo sono le iniziali dei capitoli: essa
però è sbagliata è l'errore fu ripetuto anche alla seconda parto. Il testo
non è quello della Monarchia di Dante, bensì del Convivio. Le canzoni sono
scritte a modo di prosa: è scritto in due col., vi sono alcune postille mar-
ginali di nessun conto. Manca il fol. 12, e tal mancanza è antica, perchè vi
si vede segnato da mano antica il numero delle carte senza interruzione.
DANTE Alighieri. — Convivio. (Cod. N. 1069).
Cod. cart. in fol. p. del Sec. XIX.
È la copia servita per la stampa della edizione che ne fece fere il Mar-
chese 6. G. Trivulzio nel 1826 a Milano.
è
DANTE Alighieri. — Convivio. {Cod. N. 1098).
Cod. cart. in ibi. del Sec. XIX.
Luoghi errati in tutti i Codici finora riscontrati del Convivio e che po-
trebbero riscontrarsi nel Cod. Vaticano 4778.
DANTE Alighieri. — Convivio. * (Cod. N. 1101>
»
Cod. cart. in fol. del Sec. XIX.
Copia tratta del Cod. XXVI della Classe seconda dei Mss. Italiani della
Bib. Marciana di Venezia, che fu già di Tom. Gius. Farsetti (T. I, pag. 283,
COD CVII). Nelle pag. dispari stanno a riscontro le varie lezioni tratte dal
Cod. XXXIV della Classe XI dei COD. Mss. volgari della Bib. Nani, pag. 52,
Cod. XXXVII.
128 DATI LEÓNÀBDO~
la seguito si trovano le varianti del Convito tratte dai seguenti Godici
della Laurenziana di Firenze.
134. Gaddiano Pluteo 90 superiore
135 primo Gaddiano PI. 90 sup.
135 secondo Gaddiano PI. 90 sup.
3. Gaddiano PI. 96 inferiore,
riscontrate coir Ed. di Firenze del Tortini e Franchi 1723.
DANTE Alighieri. — Convivio. (Cod. N. 1099).
Cod. cari in quinterni separati del See. XIX contiene:. '
I. Oriani osservazioni sopra l'edizione del Convivio di Venezia. Zoppino
1529 (autografo).
II. Pederzini Cavazzoni. Osservazioni intorno al Convivio di Dante. Pa-
dova 1827 (autografo).
III. Maggi Antonio. Risposta alle osservazioni del sig. Pederzini Cavaz-
zoni intorno al Convito di Dante. Padova 1827 (autografo).
IV. Pederzini Cavazzoni. Nota alla risposta fatta dei Ch. SS. editori del
Convito alle osservazioni di F. P. C. (autografo).
DANTE Alighieri- — Spoglio di alcune voci usate da Dante nelle sue
rime. In margine sono notati i luoghi da dove sono cavate, di mano
del M." G. G. Trivulzio. (Còd. N. 1097).
Cod. cart. del See. XIX in fol.
DANTE Alighieri. — Miscellanea di poesie e prose risguardanti il poeta.
Sono 11 fascicoli staccati. Vi è unito a ciascuno T indice.
(Cod. N. 1096).
Cod. cart. in fol. del See. XIX.
DATI Leonardo. — La Sfera. (Cod. N. 901).
Cod. memb. del See. XV in 12°.
Fol. 1. « Comincia la spera composta p Lionardo Dati et p Ghoro Dati
« volgarizzata et messa in rima ».
La prima carta ha l'iniziale miniata e dorata con un fregio che si pro-
tende su tre lati della pagina. In calce vi è uno stemma. Le iniziali di
ciascuna ottava sono in rosso e così pure le indicazioni delle materie, che
Botò non oltrepassano la terza parte del libro. — Quest'opera di Leonardo
ati ebbe nel see. xv tre edizioni, che tutte trovansi in questa Biblioteca.
Il Fossi, Cat. della Magliabécchiana, T. I , col. col. 604 e 605 , ne descrive
due. Dietro lui le registrò il Panzer e l'Hain, ma la terza rimase ignota
ai bibliografi. Sono tutte senza data, e senza nome di luogo e di tipografo.
Non occorre dire che sono tutte assai rare.
DATI Leonardo. — La Sfera. (Cod. N. 1022).
Cod. cart del See. XV in fol. pice.
Incomincia il testo senza alcun titolo. Vi sono disegnate e colorite prima
le figure della Sfera e poi le carte geografiche dei paesi che descrive. Il
TONATI AELII
GRAMMATICA ad USUM
V/- V'ALIA NI SPHORTÌAE ECC.
Codice N- --:io7 Pagina N* 139
.' M
DAVIDIS, PSÀLTEBIUM 129
Cod. è mutilo alla fine mancandovi tre carte che dovevano contenere le
ultime 18 ottave.
DAfl Leonardo. — La Sfera. (Cod. N. 1023).
Cod. cart. in fol. del Sec. XV.
Il Cod. è mutilo in principio incominciando esso all'ottava. « Veggio le
stelle in su ch'el polo gira » che è la settima. Nella prima parte sono di-
segnate e colorate le figure della Sfera : nella seconda le carte geografiche
con disegni di edilìzi e di città.
Datlmn vini tabernarum Cumarum et ci vita ti s Mediolani nec non aliae
additiones. Sec. xiv et xv prò iisdem civitatibus. (Cod. N. 1402).
Cod, cart. del Sec. XV in fol.
I. Datium vini tabernarum Cumarum.
Non vi è indicazione dell'anno in cui furono decretati questi statuti e
le convenzioni stipulate coi venditori di vino, né vi sono i nomi dei consoli
e dei podestà da cui poterne ricavare V epoca , ma si può asseverare che
appartengono alla prima metà del sec. xiv, perchè si trova notato che nel
13Ì3 venne modificato il capitolo XV. Di tali aggiunte e correzioni ven-
nero pur fatte ad altri articoli in diversi anni, l'ultima delle quali è del
1373.
II. Datura datii vini civitatis Mediolani. Contiene 1' istrumento d' ap-
Elto del dazio del vino e relativi capitoli stipulati nell'anno 1364 fra Cornino
issi sindaco a nome del Comune di Milano col consenso dell'Arcivescovo
Giovanni Visconti e coir intervento dei dodici di Provvisione e Zanino da
Landriano e soci per l'anno 1 354. Questi capitoli devono essere stati ripetuti
ad ogni rinnovazione d'appalto, salvo alcune poche modificazioni che sono
notate, l'ultima delle quali è del 1379. Pare che il Giulini abbia ignorato
l'esistenza di questi statuti non avendone egli fatto menzione mentre parlò
di auelli sul panno, sulla legna ed altre materie e non di questi.
III. Seguono altri ordini e modificazioni dei detti statuti fatti nei sec. xiv
e xv sia per il dazio sul vino nella città di Como, come su quello di Milano.
Queste modificazioni non oltrepassano il 1439.
IV. Vi sono uniti gli Statuti Coltegli I. C. Comensium, stampati a Como
nel 1592, e il diploma originale di nomina di Federico Panigarola a Podestà
di Como nel 1509.
D*tio di Melegnano. (Cod. N. 235).
Cod. memb. del Sec. XV in 4°.
Questo Codice contiene gli appalti fatti in diversi anni del pedagio del
ponte sul Lambro a Melegnano colla tariffa delle tasse che si dovevano pa-
gare. Il primo appalto per un anno è del 1343 ed è concesso dall'Arcive-
scovo Giovanni visconti , da Luchino e dai loro nipoti Matteo , Barnabò e
Galeazzo ed un Beltramino Mainerio. Vi sono aggiunte alcune disposizioni
e decreti relativi ad esso dazio, l'ultimo de' quali è del 1498.
DAVIDIS. — Psalterium. (Cod. N. 439).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV.
La prima carta ha il fondo d'oro e di varii colori con miniature bellis-
Otet. TrituUiana {Stampato il 16 luglio 1883) 47
130 DECEMBEIUS PETRUS CANDIDUS
$
sime, a pie della pagina vi è lo stemma dei Decapitani di Arsago, come lo
si vede nel God. 1390 Armi antiche di questa Bib. Il titolo seguente è scritto
in oro sopra fondo rosso « Incipit Psalterium vel jsoliloquium David • poi
incomincia il primo salmo « Beatus vir » in caratteri d oro sopra fondo az-
zurro. Tutte le iniziali dei salmi e loro versetti sono in oro sopra campo di
diversi colori. Alla fine di ciascun salmo vi è un'orazione. Aicentoquaran-
tanove salmi che compongono il salterio tengon dietro i varii cantici che
si trovano nella biblia , l'inno Ambrosiano, il simbolo Niceno, quello di
S. Atanasio ed il « Gloria in excelsis » con alcune aggiunte che furono can-
cellate. L'Ab. Mazzuchelli scrisse in una nota unita al voi. che il testo di
questo Codice è conforme a quello stampato in Milano nel 1477 da Gabriel
Brebbia.
Il Codice è di tuna perfetta conservazione.
DECEMBRIUS Petrus Candidus. (Cod. N. 104).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVI.
Contiene tre opnsculi.
I. Decembrius. Vita Philippi Mar. Vicecomitis ducis Med.ni
II. Confalonerius Ant. Vitae Archiep. Mediol. ad an. 1489.
III. De Sancto Johanne Bono Archiep. Mediol.
DECEMBRIUS Petrus Candidus. — Epigrammata et alia opuscula.
(Cod. N. 793).
Cod, cart. in fol. picc. del Sec. XV.
Fol. 1 Epigrammata et epistolae metrice P Candidi feliciter ad Illustrem
Inichum Davalum Magnum Camerarium.
In fine del Cod. vi è una nota del Decembrio in cui si difende col Da-
valos di un'accusa fattagli dal Panormita di avere, nella sua traduzione di
Appiano, chiamata Celtica la Gallia Cisalpina. Egli allega in propria difesa
un passo del primo libro di Silio Italico. L'Argelati, Bib. Scr. Med. T II.
P. II, col. 2104, cita questa Epistola, e nella stessa col. B gli epigrammi
del Decembrio. Vi sono però in questo Codice diverse poesie latine di altri
autori pure Milanesi che non furono da lui registrate.
DECEMBRIUS Petrus Candidus. — Vita Philippi Mariae III Ligurum
ducis. Privilegia Due. Mediolani ac principatus Papiae in Jo. Galeaz
Vicecomitem conlata. Ejusdem ducis Jo. Gal. exequiae. Aliqua no-
tabilia extracta a Chronica Martiniana Carmina in lauderà Vercelli ni
Vicecomitis. . (Cod. N. 1273).
God. cart. del Sec. XVII in fol.
In fine vi è la nota seguente. « Ex vetusto Codice Ms. quod apud comi-
« tem Philippum Vicecomitem asservatur haec descripsi. Jo. Jacobus ab
« Ecclesia an. 1625 »,
DECEMBRIUS Petrus Candidus. — Vita di Francesco Sforza.
(Cod. N. 1328).
Cod. memb. in 4° del Sec XV.
Fol. 1. « Incomincia la Descriptione de li fatti militari et bellicosi del
« victoriosissimo principe et signore Francesco Sforza duca di Milano ordì-
DECRETI 131
« nati da P. Candido, prima in latino poi tradutti in volgare al dicto prin-
« cipe ».
In fine in rosso leggesi « Finisse la notatione de le facendo agitate ne
« la vita de lo Illustrissimo Francesco Sfortia quarto duca di Milano per
« P. Candido felicemente scripta in latino poy traducta in vulgare. Deo
« laus » .
Questo è il Codice, molto guasto, che esisteva nella libreria dei monaci
di S. Ambrogio citato dall' Argelati nell'ultimo voi. col. 2101, T. IV.
Deoisiones Congregationis Cardinalium Sce Inquisitionis. (Cod. N. 529).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII con alcuni fogli stampati.
Deoisiones R. Magistratus ordinarli Status Mediolani ordine alphabetico
materiarum collectae. (Cod. N. 1734).
Cod. cart in fol. del Sec. XVII.
Deoisiones casuum quae singulis mensibus in Rectorum Portae Coma-
si nae conventibus ab ipsimet rectoribus in unaquaque eorum Paro-
chiali ecclesia mutuo consensu dirimi solent ab an. 1581 ad 1615.
(Cod. N. 563).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI.
Declaratorio sopra le regole di S. Benedetto. (Cod. N. 345).
Cod. cart in 16° del Sec. XVII.
Colla suddetta Regola sono legati, il libro II dei Dialoghi di S. Gregorio,
lo Speculum D. Bernardi, ed una bolla di Urbano lì. Questi opuscoli sono
impressi a Venezia per Luca Ànt. Giunti 1505.
É mutilo in fine non arrivando che verso la fine del Cap. 65. Gli ultimi
fogli sono un po' guasti per l'umidità.
Doorota a Yicecomitibus dominis Med. edita sec. xiv. (Cod. N. 241).
Cod. cart. del Sec. XV in 4°.
Questo Codice non ha intestazione ed incomincia con un decreto del
1341. e De pena ledentium Statum dni et Comunis Med. decretum ». È
mutilo alla line: l'ultimo decreto al fol. 113 v. ha per titolo: « Quod po-
« testates non ducant secum aliquem de jurisdictione illa ubi vadunt in
officium ». Vi manca la data che doveva essere di poco posteriore al pre-
cedente, che è del 2 Dicembre 1391, essendovi ancora intitolato Gian Ga-
leazzo soltanto come • dominus Mediolani, Comes Virtutum etc. ».
Dooreti dei Duchi di Milano sulle granaglie. (Cod. N. 1230).
Cod. cart. del Sec. XV in 4°.
Il primo di questi decreti è del 1389 emanato da G. Galeazzo Visconti.
L'ultimo è del 1496, ma è seguito nel Cod. da un altro del 15 gennaio 1435.
ìtooreti dei Duchi di Milano per Cremona. (Cod. N. 1265).
Cod. cart. dei Sec. XV e XVI in fol.
»
Il Codice incomincia con un decreto del 1385 diretto da Gian Galeazzo
132 DECRETA DDCUM MEDIOLANI
Visconti al Podestà di Cremona. Non vi è tenuto l'ordine cronologico dei
decreti, né strettamente l'ordine per materia, ma è diviso in più parti che
sempre incominciano coi decreti del sec. xiv. Il decreto più recente è del
Mar." del Vasto governatore di Milano pel re di Spagna del 1541 contro
i duelli, che è la conferma di un precedente decreto di Francesco II Sforza
del 1523 sopra simile argomento. Il Cod. termina con un decreto: Centra
laborantes bona excemptorum del 1461 : è ben conservato, ben scritto, ma
non tutto della stessa mano.
Deoreta antiqua Mediolanensia. (Cod. N. 1399).
Cod. cart 'dei Sec. XV e XVI in fol.
Contiene decreti relativi alla città di Milano il primo dei quali è di Lu-
chino Visconti: « Quod banniti de aliqua ci vi tate domimi nabeantur et
a tractentur prò bannitis aliarum civitatum ejus ». L'ultimo è dell'Impe-
ratore Carlo V intorno alle proroghe da concedersi nelle liti.
Deoreta Ducimi Mediolani libris duobus comprehensa collectore Johanne
de Sanctis. * (Cod. N. 1400).
Cod. cart. del Sec. XV in fol.
Al principio di ciascun libro vi è la rubrica dei decreti. Di carattere
dello scorso secolo leggesi in fronte al Cod. « Differt plurimum haec col-
ie lectio ab ea quam typis mandavit Petrus Paulus Bonettus anno 1654 ut
« conferenti manifestum erit ».
Deoreta antiqua Civitatis Cumarum. (Cod. N. 1268).
Cod. cart. del Sec. XV in fol.
Incominciano dal 1382 e giungono sino al 1440. Ve ne sono che vertono
intorno alle inimicizie fra le due famiglie dei Vitani e dei Rusconi che si
disputarono il dominio di Como. Vi è pure l'atto di cessione di questa città
fatta da Lotario Rusca al duca di Milano Filippo Maria.
Deoreta provisionalia prò plebe Incini condita ab IU.mo et M. R. I. D.
doctore Prothonotario Apost. D. Alexandre Magrolino Can. ord. et
visitatore de mandato 111. ac Rev. D. Federici Borromei Card. Archiep.
collecta et confirmata per IH. et Rev. Prothon. Apost. Jo. Bapt.
Caimum. (Cod, N. 1260).
Cod. cart. del Sec. XVII in fol.
»
Deoreta condita per 111. et Rev. Ludovicum Septalam Prothon. Apost.
Provisitatorem quartae regionis Med. dioecesis in visitatione tacta
PI. Bruzzani an. 1678 de mense Aprilis. (Cod. N. 1315).
Cod. cart. del Sec. XVII in fol.
Deoreta Ducum Mediolani. (Cod. N. 1324)
Cod. merab. dei Sec. XV e XVI in 4*.
Sono decreti rilasciati specialmente in favore dei luoghi pii in diversi
DECRETA DUCUM MEDIOLANI 133
anni. Furono copiati come leggasi in principio da un libro esistente nel-
l'Ufficio degli Statuti. Non sono in ordine cronologico. Gli ultimi sono di
mano e di epoche assai posteriori: l'ultimo è del 1571.
Decreta Ducalia Med. ab ari. 1401 ad 1403. (Cod. N. 1453).
Cod. cart in fol. del Sec. XVIII.
Decreta Ducalia Med. (Cod. N. 1427).
Cod. cart. in fol, del Sec. XV.
Il Cod. incomincia colla « Rubrica decreto™ m Ducalium » , che occupa
sino al fol. 8. Al fol. 9 vi sono tre decreti di 6. Galeazzo Conte di Virtù del
1375, .1382 e 1383: al v. dello stesso fol. incominciano i nomi delle persone
che componevano il a Oonsilium generale Cremonae imbivolutum die primo
« mensis Januarii an. 1487 ».
Al fol. 11 principia la numerazione col N. 1 e vi si trovano i « Capitola
« comunitatis Creinone ad principerà cum responsionibus*» ed al fol. nu-
merato 3 principiano i decreti; il primo de' quali è del 1385 e l'ultimo del
1 402, tutti ris£uardanti Cremona e dati cja Gian Galeazzo. Al fol. 98 si tro-
vano altri capitoli della città di Cremona , cui seguono i decreti del Duca
Filippo Maria che arrivano al fol. 130. Vengono dopo i decreti poi gli sta-
tuti fatti da Francesco Sforza, e poi quelli dei suoi successori. Il Cod. ter-
mina al fol. 286 con un decreto di Francesco II Sforza del 1525. Tutti questi
decreti risguardano Cremona. *
Il Cod. e assai bene scritto e conservato.
Decreto Ducalia ab anno 1345 ad 1508 prò Cremona. (Cod. N. 1428).
Cod. cart. dei Sec. XV e XVI in fol.
Contiene i medesimi decreti che il Cod. precedente N. 1427, con aggiunti
alcuni altri sino al 1538. Il Cod. incomincia con una «.Tabula seu reper-
torium » che occupa sei fol. non numerati oltre due bianchi uno prima ed
mio dopo Al fol. 9 incominciano i decreti che vanno sino al fol. 252. Ve
ne sono di altri Principi con alcune bolle papali.
*
Decreto Ducalia. (Cod. N. 1505).
Cod* cart in fol. di epoche diverse.
È una miscellanea di decreti dal 1384 fino al sec. xvi affastellati senza
ordine di data e di materia. Si riferiscono però tutti alla città e ducato di
LO.
Decreto Ducum Mediolani. (Cod. N. 1510).
Cod. cart in fol. del Sec. XV.
Incomincia il Codice colle rubriche, poi segue un decreto del 1369. Ter-
mina con un decreto della duchessa Bona e Galeazzo Maria Sforza che è
seguito da un principio di grida di Lodovico XII.
U Codice è mutilo e dovrebbe essere mancante di due quinterni avuto
riguardo agli spaghi che rimangono.
134 DICTA etc.
/
Deourioni della città di Milano ridotti dal numero 1 50 a 60 colla serie
dei medesimi. (Cod. N. 1773).
Cod. cart. del Sec. XVIII in fol.
DELFINO Melchiorre. — Osservazioni su Macchiavelli. {Cod. N. 122)
Hanno la seguente dedica: • Al Mar.M Gian Giacomo Trivulzio tanto
benemerito dell'Italia queste osservazioni sulle opere dell'Illustre Segretario
Fiorentino scritte in Napoli nel 1821 da Melchiorre Delfino in testimonianza
d'amicizia invia in dono l'autore da Teramo 20 Marzo 1824.
Deliberazioni del Consiglio Generale della città di Milano dal 1731
al 1733. (Cod. N. 1649).
Cod. cart. del Sec. XVIII in foL
Depreoatio animae ad Deum in orimi tribulatione. Coi sette salmi pe-
nitenziali. ♦ (Cod. N. 460).
(Vedi Officium beatae M. Virginia an. mdxxiii COD. 459 di cai questo faceva parte).
Desoription de la Corse. (Cod. N. 580).
Cod. cart. in fol. di carte 50 del Sec. XVIII.
Descrizione dell'Italia. (Cod. N. 1336).
Cod. cart. in 16° di fol. 70 del Sec. XVII.
Questo Cod. contiene non solo delle notizie geografiche, ma anche delle
storiche sulle diverse dominazioni cui furono sottomesse le città e provincie
in esso descritte. Dai nomi di alcuni Principi allora regnanti risulta che
quest'opera fu scritta fra il 1665 ed il 1694.
Descrizione dell'Italia. (Cod. N. 1212).
Cod. cart del Sec. XVIII in 4° mutilo.
É un lavoro diverso dal precedente.
Descrizione compendiosa della navigazione del fiume Adda.
(Cod. N. 1673).
Cod. cart. del Sec. XVIU in fol.
Vedi anche Adda fiume Cod. N. 1727.
Diarium Maestri cerimoniarum ecclesiae Metropolitanae de functionibus
ecclesiasticis quibus S. Carolus interfuit vel prefuit ab anno 1574
ad an 1577. (Cod. N. 1448).
È l'originale autografo dello stesso Cerimoniere.
Dieta et plorationes quae dixit Virgo Maria plorans super fìlium suum.
{Cod. N. 487).
Cod. memo, del Sec. XV in 12°.
DIPLÒMI 135
Diotionarium latinum. (Cod. N. 746).
Cod. cart. in foì. del Sec. XV di fol. 266.
Ha la prima lettera miniata: è benissimo conservato: lo credo una copia
dell'opera di Amb. Caleppio, di cui l'autografo fu descritto. Cod. 833.
DIEGO del Castillo. — Chronica del rey Don Henrique de Castillo Y
Leon IV d'este nombre. (Cod. N. 1624).
Cod. cari del Sec. XVII in fol.
Dimostrazione della specificazione intorno al valore dei beni passati
per dispensa nel sec. xvi dalle mani laiche nelle morte col risultato
di ciascuna pagina dei due libri contenenti li sommarli delle 2310
suppliche e dispense ritrovate nell'Archivio del Senato di Milano.
(Cod. N. 1852).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI II
Dimostrazione divisa in due specificazioni notate l'una GC, Tal tra DD
intorno al valore dei beni passati per dispensa nell'andato sec. xvh
dalle mani laiche nelle morte col risultato di ciascuna pagina delli
sei libri contenenti li soramarii delle 8084 suppliche e dispense
ritrovate nell'Archivio del Senato di Milano. (Cod. N. 1853).
DIONISII. — Areopagitae, opera. (Ood. N. 356).
Cod. memb. del Sec. XIII in 8° di fol. 236.
Alla fine vi è la nota seguente: • Anno domini mgcxgvi completa est
• prima correctio et punctatio hujus libri in festo Scorum Processi Marti-
• mani : fuit autem die lunae • .
Diploma di nobiltà con titoli a favore dei fratelli Gagliardi della Volta
con stemmi miniati. (Cod. N. 1413).
Cod. memb. del 1852 in fol.
Diplomi dei Duchi di Ferrara alla Certosa di S Cristoforo.
(Cod. N. 1439).
Cod. memb. in fol. del Sec. XV.
Il primo di Questi diplomi è del 15 Aprile 1461: l'ultimo del 1500. Fu-
rono scritti nell anno di cui portano la data ed autenticati da notari diversi.
Diplomi come sopra. (Cod. N. 1440).
Cod. memb. in ibi.
Questo bel Codice contiene tre diplomi io favore della suddetta Certosa
di S. Cristoforo di Ferrara.
Il primo è di Alfonso d'Este del 20 Aprile 1462. Il primo fol. ad ecce-
zione di poche righe scritte è tutto miniato. Nel contorno fatto da bellissimi
186 DISCOESÒ ecc.
candelabri si trovano sei imprese della casa d'Este, in alto lo stemma ed
al pie della pag. fra due figure umane che finiscono in code a fogliami ,
vi è il monogramma CAR con una croce astata equivalente ad un T (cartusia).
Il mezzo del fol. è occupato da una magnifica miniatura rappresentante la
Vergine seduta in cattedra col putto sulle braccia: alla sua destra S. Cri-
stoforo: alla sinistra un Vescovo mitrato , che ha nella destra il pastorale
ed accompagna colla sinistra il Duca Alfonso che s'inginocchia tenendo
colle mani giunte un berretto. II Duca ha un abito nero con ricca collana
d'oro. Sotto Questa miniatura vi è la firma autografa d'Alfonso d'Este, il
cui nome in lettere d'oro miniate viene in seguito. Questa pagina è cer-
tamente opera di un insigne artista e non è indegna di Cosimo Tura detto
il Cosmè di Ferrara, di cui vi sono altre miniature in questa Biblioteca nel
trattato di Fr. Tommaso da Ferrara e nel Messale COD. 2165.
Il secondo diploma del 29 Giugno 1535 è preceduto da una miniatura
che occupa tre quarti del fol. ove è rappresentato il medesimo soggetto
che nella precedente. Se non che in questa il Duca Ercole appare vestito
di broccato doro, ed oltre al berretto tiene nelle mani giunte lo scettro.
Vi è un ricco contorno a fondo d'oro con fogliami e figure con due im-
prese: in alto lo stemma , e sotto il monogramma CART e il nome del
Duca in lettere d'oro su fondo rosso. La firma autografa del duca Ercole è
al verso di questo fol.
Il terzo diploma del 2 Aprile 1562 è pure preceduto da una miniatura
che occupa tutto il fol. Il contorno è bello a gran fogliami d'oro con due
figure ai lati rappresentanti la Fede e la Speranza ed al piò della pag. in
luogo del monogramma che si vede nelle precedenti miniature qui trovasi
la Carità raffigurata da una donna semisdraiata che sta per coprire col
proprio mantello due puttini nudi che le stanno presso. Nel mezzo la mi-
niatura rappresenta lo stesso soggetto delle precedenti. Il Duca porta una
lunga veste d'oro con maniche larghissime ed un ampio bavero d'armellino.
Sotto la miniatura il nome di Alfonso II è in oro sopra fondo azzurro. Nel
fol susseguente il di lui autografo. Vi sono in seguito quattro altri diplomi
in favore della Certosa ma senza miniature.
È superfluo il far rimarcare quanto sia importante per la storia dell'arte
questo Codice in cui sono riunite tre miniature di epoche diverse fatte nella
stessa città da artisti valentissimi.
Dai due lati della copertura moderna furono messi due stemmi Estensi
accostato l'uno all'altro dalle iniziali B. D. cioè Borsius Dux: e l'altro colle
lettere H. D. Hercules Dux. Questi due stemmi chiusi in una ghirlanda
con contorno dorato erano forse sulla copertura originale essendo antichi.
Disoorto politico militare a S. M. Cattolica. (Cod. N. 247).
Cod. cari del Sec. XVI in 8°.
• Il modo che la M. C. ha da tenere per accrescere le forze sue che
« siano cossi possenti in mavre cossi come sono in terra » .
Fol. X. « Particolare informazione alla M. Cattolica del navale Magi-
« strato de Venezia et sue entrate » .
Diioorso sopra le cose di Spagna, di Savoia e d'Italia. (Cod. N. 262).
Cod. cari in 4°. Sulla coperta vi ò la data 1615.
Le condizioni politiche di cui parla l'autore mi fanno credere che questa
lettera sia stata scritta nel 1613 prima che scoppiasse la guerra pel Mon-
ferrato.
DISSERTAZIONE 137
Discono breve delli Magistrati et altri Ufficiali sì di giustizia che de
guerra quali servono al Ser.m0 sig. Carlo Manuel duca di Savoja,
principe di Piemonte nelli suoi Stati di Savoja e Piemonte.
Cod. cari, del Sec. XVII in fol.
È una esposizione della pianta del Governo del Duca Carlo Emanuele
uno dei più grandi Principi di Casa Savoia. Vi sono esposte anche le ren-
dite di ciascuna delle contee e provincie che componevano i suoi Stati.
Discono letto nell'Accademia della Crusca in elogio del M." Gian Gia-
como Trivulzio nel 1831. Alla fine vi è una nota autocrata del-
l'Ab. Gius. Borghi Fautore del Discorso sulla Storia d'Italia.
(Cod. N. 576).
Cod. cari in fol.
Discono, ossia Introduzione all'Architettura di Yitruvio letto nell'Ac-
cademia di Lettere, Scienze ed Arti in Padova nel 1830.
(Cod. N. 578).
Cod. cart in fol.
Discorso sopra il futuro Conclave e di tutti li Cardinali papabili fatto
mentre la S. di N. S. Papa Urbano Vili stava in pericolo di vita
durante la guerra tra S.a S.tò et i Principi collegati Fan 1644 — e
Lettera del Card. Ludovisio al Card. Borromeo in materia della ri-
forma del Conclave. (Cod. N. 1359).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
Dispaooi Imperiali dal 1750 al 1777 concernenti V Amministrazione della
Lombardia. (Cod. N. 1651 al 1657).
Cod. cart. in fol. del Sec XVIII, 7 voi.
Dispaooi (serie di) Reali e ordini risguardanti la Lombardia.
(Cod. N. 1658 al 1666).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI, voi. 9.
Sono divisi per materia, e non vi è che il sunto.
Dispense accordate dal Senato alle Mani-morte per' acquisto di beni
delFan. 1526 al 1765. (Cod. N. 1839 al 1851).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII. voi. 13.
Vedi anche Dimostrazione COD. 1852 e 1853 e Notizie COD. 1854 , ove
è trattata la stessa materia.
Dissertazione sopra alcuni dubbj intorno al voto della povertà che si
professa dai Cavai, di Malta. (Cod. N. 1723).
Cod. cart. io fol. del Sec. XVI.
Calai. Trivulziana (Stampato il 21 luglio 1883) 48
188 DOCUMENTI ecc.
Diorami. (Cod. N. 341).
Cod. memb. del Sec. XV in 16°.
L'ordine cui apparteneva questo Ufficio deve esser quello dei Gerolimini,
perchè S. Gerolamo vi è notato con maggior distinzione degli altri Santi.
Veramente potrebbe farne dubitare il vedere che la Commemorano fratrum
ordinis è notata sotto il 9 di Novembre, mentrechè nel Breviario impresso
a Saragozza nel 1562 sta agli 8 dello stesso mese.
Diutile (Dies utiles). {Cod. N. 100).
Cod. cart. in 4° del Sec. XV.
Questo curioso diutile del foro Milanese contiene delle note storiche ed
altre di minor conto. Vi sono sempre notate le sedute del Consiglio gene-
rale. Alla fine dell'anno 1445 ed in seguito di altri vi è la lista degli Av-
stato il possessore di questo diutile. Altri pure ve ne sono ; l'ultimo all'anno
1477 e seguenti, è un Azone Spanzota notarius offitio provixionum comunis
Medìolani. Nel Cod. 1613 notato col titolo di Excerpta ove trovasi la copia
delle note storiche contenute nel Diutile del notaio Filippo da Liscate
(COD. 1612) si trova la copia anche delle note storiche di questo Codice.
Diutile. — Dies utiles notarii Medìolani Filippi de Liscate ab an. 1491
ad an. 1538. (Cod. N. 1612).
Cod. cart in ibi. autografo.
Questo volume è assai interessante per la Storia di Milano , perchè vi
sono notati in moltissimi luoghi gli avvenimenti che accadevano nella città.
Sotto il titolo Excerpta, Cod. 1613, vi è una copia di Queste note*
L'Argelati non conobbe questo Codice e non parla di questo autore che
con molta diligenza notava gli avvenimenti della giornata.
Dootrin* ludi ari th mora achiae qui vulgariter philosophorum ludus ap-
pellata est cujus inventorem Archi tam philosophum fuisse ferunt.
(Cod.N. 715).
Cod. cart in fol. del Sec. XV.
Non ho trovato notizie né su questo trattato, nò sul suo autore che
sembrano sconosciuti.
Doeuutnti storici. (Cod. N. 1215).
Cod. cart. del Sec. XVI in 8°.
Risguardano le cose d'Europa in generale specialmente dell'anno 1689.
Documenti della Certosa di Ferrara. (Cod. N. 1441 e 1442).
Cod. memb. in fol. 2 voi.
Questi due volumi contengono gli atti di compere e vendite, livelli ecc.
della Certosa di S. Cristoforo di Ferrara. Tutti questi atti aggiunti uno
DONATI (AELII) 18t
ss
dopo l'altro negli anni in cui furono stipulati sono autenticati dal notaro
che li rogò. Il 1° voi. contiene gli atti dal 1474 al 1535 il secondo dal 1543
al 1642.
(Vedi Diplomi COD. 1439 e 1440, ove trovansi altri documenti relativi
a questo cenobio).
Documenti Francesi. (Cod. N. 1568 e 1569).
Cod. cart. in fol., 2 voi.
Il 1° voi. contiene 17 documenti di epoche diverse. Incomincia con una
lettera di Francesco I del 15)5: l'ultimo è un manifesto di rottura tra la
Spagna e la Francia del 1719.
Il 2° voi. contiene 19 documenti relativi alla Lega ed alla Fronda ed
arrivano sino al regno di Luigi XV. Termina con una satira politica in
versi preceduta da una memoria sulla celebre Contessa Du Barry.
DOMINICI! S (de Flandria). — Super VI Metaphysicae Questiones.
[Cod. N. 1648).
Cod. cart. in fol. del Sec XVI.
In fine leggonsi le note seguenti':
« Explicit prima secunde summe divine physicae Fr. Dominici de
« Fiandna artium magistri alme Universitatis Pansiensis eximii sacre theo-
« logie professoris ordinis fratrum predicatorum ».
« Item 1490 die vigesimo Madii incepi presens opus et deo coadjuvapte
« peregi die duodecimo Augusti ejusdem anni ».
L'opera di cui questo Codice non contiene che una parte venne stam-
pata a Venezia nel 1496 e nel 1499 ed in seguito più altre volte. Il Fabrizio
ne parla nella Bib. latina « Mediae et infimae aetatis » T. II, pag. 53.
DOMIS (Suor Angela de). — Meditazioni. (Cod. N. 413).
Cod. cart del Sec. XVIII in 4°.
Il convento di S. Lazzaro ove era professa Suor Angela de Domis sor-
geva in Milano nel luogo detto Quadrettino ed era sotto la direzione dei
Padri Domenicani delle Grazie. Anticamente era uno Spedale pei tignosi,
che come altri fu soppresso dal duca Francesco Sforza per incorporarne le
rendite a quelle del Grande' Ospedale da lui eretto. Rimasto vuoto quel
locale fu chiesto a Lodovico il Moro da una matrona Milanese per crearvi
un Monastero, che durò sino alla fine del secolo passato..
DONATI (Abui). — Grammatica. Ad usum Maximiliani Sphortiae fiiii
Ducis Med. Ludovici cognomento il Moro. (Cod. N. 21 67).
Cod. merab. in fol. del Sec. XV.
Don Carlo Trivulzio dopo aver acquistato questo magnifico e curiosissimo
Codice vi unì una lunga e dotta illustrazione, che venne in poca parte stam*
pata dal Rosmini nella Vita del Filelfo, Tom III, Appendice. Essendovi in
essa molte cose inutili a riportarsi ne pubblicherò soltanto Quella parte che
serve ad illustrare il Codice. Esso si compone di tre opuscoli. Il primo è la
Grammatica di Elio Donato che termina al fol. 42, ove si legge: Donati
apusculum explicit. Il secondo contiene alcuni ^distici ed i detti morali altre
volte attribuiti a Marco Catone, ma che il Withofio provò in una disscr-
140 DONATI (AELII)
tazione stampata ad Amsterdam nel 1754 essere opera di Quinto Sereno
Sammonico. il terzo si compone di precetti grammaticali senza nome
d'autore.
In fine vi è un sonetto in lode di Lodovico il Moro. — • Don Carlo* poi
così descrive il Codice :
Giacché la copertura del Codice trovasi ornata da ciascuna parte
da cinque imprese perciò ho premesso qui avanti un piccolo
Quadrato oblungo con dentro te lettere A B C D E acciò spe-
ditamente resti indicato il luogo di quell'impresa di cui si
-3 parla. Nel mezzo A compare l'arma del ducato di Milano, cioè
la Vipera Viscontea in campo d'argento inquartata con l'Aquila nera in
campo d'oro. Il primo dei visconti che inquartasse la Vipera con l'Aquila
fu Gian Galeazzo Signore di Milano e Vicario imperiale alcuni mesi prima
che ricevesse dall'imperatore Venceslao nel 1395 il diploma col quale ve-
niva creato Duca di Milano. Lo scudo vien fiancheggiato da tronchi accesi
da cui pendono le secchie , impresa usata da Galeazzo II padre del sud-
detto Gian Galeazzo. All'intorno dello scudo si legge :
LVdovicus MAm SFortia ANfflus Dite Mediolml.
In alto dove vi è la lettera B compare uno scudino dentro del quale ve-
donsi due torri d'oro e un fiume che scorre nel mezzo, impresa Viscontea e
Sforzesca che s'incontra di nuovo nella pittura alla pag. 29. Nell'altro angolo
alla lettera C vi è un altro scudino con una scure inceppata dentro un
tronco d'arbore. Questa impresa fu usata dagrli Sforza duchi di Milano in
memoria di ciò che avvenne a Sforza Attendolo di Cotignola padre del Duca
Francesco. Antica tradizione certo fu , dice il Muratori che egli zappando
la terra ed invitato da alcuni al mestiere dell' armi gettasse la zappa sopra
una quercia per prenderne augurio; se calava seguitare nel suo esercizio,
e se restava nell'albero di abbracciare la milizia. Non cadde la zappa ed
egli marciò alla guerra, dove per la sua violenza gli fu posto il sopran-
nome di Sforza. Nell'angolo D si vede in uno scudino la scopetta d'oro in
campo rosso impresa di Lodovico il Moro: all'intorno della scopetta vedesi
un listello in cui dovrebbe essere scritto Merito et tempore. Nell'angolo E
nello scudino vedonsi due mani che sostengono un panno con entro qualche
cosa di pesante col Tal a ti guai a mi. Questa impresa venne così spiegata
dal P. Gasparo Bugatti nella sua Storia Universale a pag. 630. • L'isola
di Negroponte presa dai Turchi nel 1470 dolse a tutta Europa nonché ad
Italia et a Galeazzo Sforza duca di Milano, il quale attese a vivere in
pace per buon tempo , e allo stare forse soverchiamente sopra novelli
amori onde non poco sdegnosa si stente la duchessa Bona con essolui.
Ma intenerita poi per una debole occasione di vista di vendetta che le
insegnò Pandolfo Ambigato uflmo arguto e faceto cioè di usar l'impresa
del Burato con quel motto Tal a ti guai a mi, la qual insegna veggiamo
nelle ducali imprese per tutto nota, diede a sospettare al duca un pezzo.
Ma compreso l'effetto che suol fare il burato che ora da un pugno et or
dall'altro è percosso per sottigliar la farina et che l'ui* pugno vendica
l'altro se ne rise prima et poi si corruccio con l'esser motteggiato di«
vendetta di disonore. Tuttavia conosciuta la bontà della Duchessa usò tal
arme anch' egli volgendo questo senso nel senso di giustizia. Onde lodato
Pandolfo ebbe egli ancora la medesima insegna con altri doni ».
Nell'altra parte della coperta si rimira nel mezzo uno scudo, nel quale
a destra havvi una vipera viscontea in campo d'argento , ed alla sinistra
vedonsi tre aquile nere in campo d'oro e fuori dello scudo si legge: MAXtflu-
lianus SFortia PaPiae CQmes. Quest'arme è replicata due volte nel Codice
al verso delle pag. 2 e 3. — La prima pittura che si presenta aprendo il
Codice è il ritratto di profilo del principino Massimiliano. Egli nacque alla
fine del 1491 o principio del 1492 da Lodovico Sforza allora duca di Bari e
da Beatrice d'Este figlia di Ercole duca di Ferrara. L'anno 1500 Lodovico
DONATI (AELII) 141
perde lo Stato e la libertà , ma i figliuoli cioè Massimiliano e Francesco
erano stati inviati in Germania presso l'imperatore Massimiliano fino dai
Settembre del 1499 , dove dimorarono sino al 1512, nel qual anno Massi-
miliano ottenne lo Stato di Milano in cui si mantenne sino all'Agosto 1515,
in cui si arrese a Francesco I re di Francia rinunciando lo Stato e le sue
ragioni al detto Re per una pensione annua di 30 mila scudi d'oro. Morì
in Francia nel Giugno 1530. Questo ritratto che occupa tutto il fol. (alt.
cent. 27, larg. cent, 18) è di tal bellezza che da tutti è ritenuto opera di
Leonardo da Vinci.
Alla pag. di contro si ha il seguente sonetto di cui tutte le iniziali sono
miniate. — All'Ili."0 Sig. Conte di Pavia.
Non basta a l'homo sol forza e lo ingegno
Signor mio dolce a governare un Stato
Ma ancor convien sii docto e letterato
Ad esser di corona et sceptri degno.
La virtù sola è che governa un regno
La quale in questo libro tanto ornato
Ritrovar se potrà sei te fia grato
•Tenerlo teco e non haverlo a sdegno.
Per qual cosa fu Cesar sì sublime ?
Per la virtute e letre e tu Signore
Con la virtù poi gire a l'alte cime.
Or leggi volentier che proprio un fiore
, Me pari che tra gli altri se sublime
Pien de infinito e delicato odore.
Al di sotto di questo sonetto vi è lo scudo Visconteo accostato da due
Sirene, le quali hanno sulle spalle un canestro di fiori. — Voltatala pagina
si vede un ben inteso piedestallo sopra del quale è collocata Tarme del
contado di Pavia. Nel piedestallo in ben ripartite lettere romane si legge:
Chi va chi viene e perchè il tempo vola
Va voluntieri il signor Conte a schola.
La pagina tre ci fa vedere un nobil arco fiancheggiato da pilastri ar-
ricchiti di fogliami coi rispettivi capitelli di genere Bramantesco. In alto
si vede una lapide sostenuta da due geni alati, nella quale sono scritti quei
versi con i quali Donato manifesta alli scolari ciò che è per insegnare in
Suesta grammatica. Dentro l'arco si vede molto caseggiato e nel fondo
elle montagne ed un castello. Sul dinanzi si vedono molti ragazzi colla
bisacca dei Toro libri dirigersi verso la scuola. Il piccolo Massimiliano* che
si distingue dagli altri per la stoffa d'oro del suo abito e per la calza parte
rossa e parte morella è in atto di pacificare due di quegli scolari che sono
alle prese fra loro.
Il contorno del rovescio di questo foglio è tutto miniato. Primeriamente
in alto compare dentro uno scudo il ritratto di Lodovico il Moro. Al pie
della pagina vedesi Tarma del ducato colla impresa delle secchie a fianco
e col nome in abbreviatura di INdovicus MAm SFortia ANfflm DwX Me-
dioLanl Nel margine laterale dietro rimirasi un servo della casa ducale,
come lo dimostra la divisa della calza bianca ed azzurra, il quale tiene
un'alta bandiera con Tarme del contado di Pavia. Nel margine sinistro si
trova un ugual servo che tiene un'alta face accesa. La pittura che si vede
dentro la pagina rappresenta il principila) vestito di tela d'oro tutto intento
colla grammatica aperta in mano alla spiegazione del maestro.
Al verso della pag. 10 si vede il principe Massimiliano a cavallo vestito
di un giubbone di stoffa d'oro e colTabito rosso accompagnato da due servi
ducali, uno al freno del cavallo , l'altro alla staffa , oltre un terzo che lo
142 DONATI (ÀELII)
seguita con un gran spadone sulla spalla destra. Al piede della pagina si
hanno, questi versi :
« Va per Milano il Conte innamorato
« E da tutte le dame è contemplato ».
E perciò il pittore ha dipinto una appoggiata ad una finestra che con
una rosa in mano osserva il Conte.
Al verso della pag. 13 abbiamo il Conte a scuola tutto intento con un
libro in mano a sentire la lezione che fa il maestro. Il Principino è seduto
su nobil scranno con berretta in capo avente indosso una veste di stoffa
d'oro stretta alle reni da un cingolo celeste a cui è annessa una taschetta
dello stesso colore. Il precettore e seduto su di un banco avanti al tavolino
con un libro aperto avanti facendo la lezione al Conte. Questo precettore
è vestito di una tunica rossa assai ampia , avente il capo cinto di corona
tessuta di foglie d'oro. Sul tavolo coperto di tappeto celeste vi sono tre
altri libri chiusi. Non ho potuto trovare chi fosse questo precettore.
Tre giovani qui si hanno, due seduti e dormigliosi ed un terzo che con
piegato un ginocchio si diverte con un cane. Ciascuno di essi ha un libro,
per cui si dimostrano scolari e di più domestici della Corte ducale, come
lo rende chiaro la divisa della calza bianca e morella. Due uccellatori ritti
in piedi calzati colla divisa Sforzesca addestrano due verdoni o pappagalli.
Evvi poi un grosso e diforme nano che tiene un parasole davanti al Conte.
Questa figura è pure in divisa Sforzesca ed ha un corvo che gli pizzica un
calcagno. Bello è il paesetto che si vede al di là di un'ampia finestra. Al
piede della miniatura si hanno questi due versi :
Infin ch'el maestro insegna il Conte a gara
Studia et ascolta e volentieri impara.
La miniatura a pag. 26 rappresenta un giardino in cui è innalzata una
tenda, sotto la quale- si vede il Conte a pranzo servito da più paggetti, al-
cuni de' quali tengono la solita divisa della calza bianca e morella. Fra
questi paggetti se ne vede uno moro. La persona che resta dirimpetto al
Conte con una legger bacchetta nella destra e la faccia volta al credenziere
dinota esser egli il mastro di casa. Nel fregio rosso che circonda la cupola
del padiglione vi sono delle lettere iniziali che avranno avuto il loro signi-
ficato ora impossibile di indovinare. Al pie della pagina si leggono questi
versi:
El Conte mangia sotto al bel moschetto
E in quel giardino ognun prende diletto.
Alla pag. 29 si vede il Conte seduto sopra un carro trionfale tirato da
due destrieri bianchi. Egli è vestito di stona d'oro con la divisa Sforzesca
nella calza destra e con berretta in testa, avente nelle mani il caduceo ci-
mato dal pileo per farci capire che egli con l'applicazione allo studio ha
superati tutti i talenti dell'universo, come lo dimostra il caduceo simbolo
di Mercurio conosciuto dagli antichi come il dio della sapienza. Precede il
carro trionfale una nana caricatura già osservata alla pag. 13 conia solita
divisa della calza bianca e morella, impresa che hanno pure le altre figure.
Questa caricatura colla destra batte il tamburo e con la sinistra suona il
piffero, alla qual sinfonia fa allegrezza un cane.
In appresso vengono quattro giovani , forse di quelli chiamati ragazzi *
ciascuno con un'impresa in mano. Il primo ha la colomba, impresa di Gian
Galeazzo primo duca di Milano. Il secondo la scure confitta nel ramo, il
terzo la scopetta, il quarto il fiume fra le due torri : imprese, queste tre ultime,
già descritte sulla copertura del libro. Gli ultimi due giovani hanno l'im-
presa pendente al colio e tengono colle mani un'alta face accesa. Alla testa
del cavallo sinistro trovasi un ragazzo da stalla che sta attento al troppo
DONATIONllS btc. 148
ardore dei destrieri. Di poi segue un altro con la «bandiera spiegata, in cui
vi ha la vipera inquartata con l'aquila.
In appresso vengono due tubatori che suonano le trombe dritte ornate
da un panno rosso, sul quale si vede in oro l'impresa dei tre semprevivi:
divisa usata da Galeazzo Maria Sforza e frequentemente da Francesco II
ultimo Duca di Milano.
Un altro ragazzo si vede collocato* vicino alle trombe, ma non sembra
avere un suo ufficio proprio. Al piede della pittura si leggono questi due
versi:
El Conte ha subjugato tutto il mondo
Però trionpha in quel carro iocondo.
Alla pagina 42 retro la pittura si mostra alla destra una donna rche
rappresenta la virtù , ed alla sinistra altra donna che dinota la corrotta
natura, col Conte in mezzo che si appiglia alla prima. Il fondo è occupato
da alte rocche, castelli e caseggiati. Al piede della pagina si legge:
Qui tutto alla virtù il Conte è dato
E la donna de vitii ha refutato.
Alla pag. 43 ove incomincia il terzo opuscolo si vede il precettore se-
duto che consegna un libro al piccolo Massimiliano.
Alla pag. 53 verso si vede un titolo azzurro in cui a lettere d'oro si
legge: « Emuletur Maximilianus patris vestigia » e sotto il seguente so-
netto:
Se questo libro insino a qui scienza
Tha mostro ne faren tnonpho e festa
Or fa conto ch'el meglio qui ti resta
Al santo simulacro reverenza.
Mirar in costui quella divina essenza
Che i secreti del ciel ne manifesta
In questa viva effigie in questa tèsta
Vedrai fede giusticia amor clemenza.
Questo è quel Cesar che ti dissi prima
Contempla lui che questa è la fucina
Che Italia tutta e tutta Europa isti ma.
Felice ognun che al suo voler se inclina
Mira quanti per lui son posti in cima
E come esalta chi lo segue e affina.
Nella pagina di contro a questo sonetto vi è il ritratto di Lodovico il
Moro, bello esso pure, ma non della finezza e finitezza di quello di Massi-
miliano eh' è al principio del volume.
Questo bellissimo Codice è di una conservazione perfetta. Le miniature
grandi assai belle, ma non tutte della stessa mano: assai graziose tutte le
lettere iniziali che vi sono a profusione.
Donatione*, concessiones et privilegia facta Magnifiche dominae Luciae
Comitissae Meltii per IU.m dominum ducera Mediolani.
(Cod. N. 1333).
Cod. memb. in 4° del Sec. XV.
Ha la iniziali miniate ed in oro: a carte 10 vedesi Tarme della Contessa
di Melzo inquartata con quella de' Visconti. La stessa arme è miniata anche
nella prima iniziale. Queste donazioni furono pubblicate dal Rosmini nella
Stor. di Mil., T. Ili, pag. 25, e T. IV pag. 108 e seguenti.
144 DtJBIA etc.
DONI (Anton Francesco). — Le ville. (Cod. N. 15).
Cod. cart. del 1573 in 8°.
Codice prezioso per essere quello stesso che questo bizzarro ingegno donò
al sig. Paolo Cassini scrivendogli nella dedicatoria a Conserverete questo
<« libretto di Ville «ci vostro studio di mia mano scritto disegnato et legato » .
I disegni sono quindici, non compresi i fregi e le iniziali, e sono condotti
con molta leggiadria, fra questi vi è il ritratto dell'autore. Sono intersecati
di motti greci, latini e italiani. La legatura è in pergamena con gigli im-
pressi in oro. Quest'opera fu stampata a Bologna nel 1566 dal Bonacci, ed
e divenuta tanto rara che non venne neppur citata nell'ultima edizione del
Brunet, perchè non comparsa nelle vendfite. L'Haim Bib. Ital. MU. 1771,
la nota a pag. 372, 2.
Droits des ambassadeurs et Ministres publics et leurs fonctions.
(Cod. N. 1419).
Cod. cart. io fol. del Sec. XVII.
Dubia Magistri Pauli P- artium Sacrosanctae Theologiaeque doctoris
et Magistri et consequentiae Sitrodi. (Cod. N. 391).
Cod. cart. acefalo del Sec. XV in 40.
Alla fine dei Dubia vi è la nota seguente:
« Haec sunt dubia clarissimi magistri Pauli P. artium sacrosancte theo-
• logieque doctoris et magistri amen. Ad laudem dei sancteque Marie Vir-
« ginis nec non Sanctorum omnium et Sanctarum Amen. Cujus anima in
« pace quiescat Amen. • — Dopo quattro fol. bianclfi incomincia senza al-
cuna intestazione « Consequentia est illatio etc. » Il volume termina colla
sottoscrizione seguente :
• Expliciunt consequentie Sitrodi Amen » .
Al verso dell'ultimo fol. trovasi la nota seguente che fu cancellata di
cui ho potuto rilevare le parole che ripeto. • Haec prò ac subtilis-
• sima dubia Magistri p. pergulensis cum aliis operibus scriptis
« Veneciis anno ani 1497 die vigesimo octavo mensis Octubris
Di questo Magister Paulus non ho potuto trovar notizie. — Nel nome di
Sitrodus devesi levare l't che venne aggiunto dopo, e rimarrà Strodus, che
è il vero. Era questi, detto anche Strodeus Rodulphus, un monaco Scozzese,
di cui parla il Fabrizio alla pag. 36 del IV volume. Fra le altre opere di
questo autore egli cita pure le « Consequentiarum formulae » .
ELUCIDÀTIONES etc. 145
E
Elenohi cronologici ed alfabetici dei signori Vicari di Provvisione Giu-
dici delle strade e vettovaglie e legna, e XII del tribunale di Prov-
visione della città di Milano. {Cod. N. 1768).
Cod. cart in fol. del 1795.
Elenoo dei Magistrati della R. città di Milano dell'anno 1518 al 1786
inclusive. (Cod. N. 871).
Cod. cart. in fol. mas. del Sec. XVIII.
Elenoo generale nel quale sono descritti per ordine d'alfabeto li nomi
e cognomi di Gavaglieri della città di Milano che godono l'accesso
alla K. Ducal Corte con l'aumento delle nobili famiglie quali me-
diante la dovuta approvazione deirEccmo Tribunale Araldico hanno
cominciato a godere li onori della sudu R. Ducal Corte. Vi è pure
l'elenco dei gentilhomini di Camera delle LL. M. M. IL RR. Ap.
Ap. e di S. A. S. di Modena.
Consi. Intimi Att. di Governo. Cav. dell'Insigne ordine del
Toson d'oro i Cav. di San Stefano, li Grandi di Spagna. Inoltre i
LX Decurioni e Dottori di Collegio e fisici Collegiata i R. Ministri
deirEcc.mo Senato e R. D. Magistrato Camerale con altre dignità e
titoli d'onore che possedono li Cav. della città di Milano.
(Cod, N. 1832, 1833 e 1834).
Cod. cart in fol. del Sec. XVIII. Ve ne sono tre copie.
Elenoo dei Vicari di Provvisione dal 1600 al 1771. (Cod. N. 1770).
Cod. cart ih fol. del Sec. XVIII.
Etaoidatione» quorundam locorum Concilii Tridentini ab Ill.i8 et Rev.
DD. Gardinalibus ejusdem Concilii interpretibus emissae et concessae
diversis Episcopis et aliis prelatis. (Cod. N. 525).
Cod. cart. del Sec. XVII in fol.
Coiai. Trivubtona [Stampato a 21 luglio 1883) 49
Uè EPISTOLÀE VABIOBUM
Etaoubrationen accademicae de universo genere Symbolorum quod
Itali. vocant Imprese. (Cod. N. 253).
Cod. cari in 8» dall'anno 1617.
Enoomio delllll. e Rev. Mon. G. Angelo Gornazzano.
(Cod. N. 1542 e 1543).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII. 2 copie.
Questo pomposo elogio è coperto di numerosissime correzioni e cambia-
menti fatti dall'autore. Di Giov. Angelo Cornazzano Marchese di Sommo.
Vedi sotto Gornazzano G. Ang. Ang. COD 1546.
Entrata di Carlo Y Imperatore in Roma il 5 Aprile 1536.
(Cod. N. 1299).
Cod. cari in fol. del Sec. XVI.
È una descrizione di quell'ingresso solenne e del seguito che accom-
pagnò l'Imperatore.
Epigrammi in versi latini, col titolo postovi di recente: a Ex Jani
Gruteri inscriptionibns Romanis ». (Cod. N. 1007).
Cod. cart. in fol, del Sec. XVI.
Epigraphia varia. (Cod. N. 259).
Cod. cart. del. Sec. XVII in 8°.
Sono epigrammi latini colla versione italiana e di alcuni anche francese.
Epifltolae variorum. (Cod. N. 803).
Cod. cart. in fol. picc. del Sec XV.
Sono dei seguenti autori:
1. Di Jacopo Antiquario 3.
2. Di Ermolao Barbaro 8.
3. Di Francesco Maturanti o 1.
4. Di Giorgio Menila 1.
5. Di Pico della Mirandola 2.
6. Del Poliziano 1.
7. Priores libertatis populi Fior, ad Lud. Sforti am. Med. ducom 1.
8. Papiensis Cardinalis 1.
9. Di Sigismondo Fulginate 2.
10. Di Giorgio Valla 2.
11. Di Ugolino Verino 1.
12. Copia literarum missarum ad Card. Florentinum 1.
Dodici di queste lettere sono dirette a Jacopo Antiquario, delle quali 1 1
furono pubblicate nel 1813 nelle Memorie di Jacopo Antiquario, come si ha
da una nota in principio del voi. del Cav. Vermiglioli.
Epistolae variorum. (Cod. N. 643).
Cod. memb. in !• picc del Sec. XV.
Le prime 158 pag. sono occupate dalle lettere di Antonio Beccatelli Bo-
EBBABIUM PIGUEATUM 147
lognese detto il Panormita celebre poeta laureato da Sigismondo impera-
tore nel 1433. Ne seguono altre del Filelfo — Maffeo vegio — Guarino
Veronese — Lorenzo valla — Poggio Fiorentino — Francesco Occha. — Il
Cod. è ben scritto e ben conservato ad eccezione del primo fol. che fu la-
cerato per levarne lo stemma miniato. Apostolo Zeno nelle Dissertazioni
Vossiane, T. I, pag. 305 e seguenti parla a lungo del Panormita e delle
sue opere.
BpiftoUe scriptae ad varios Cardinales. (Cod. N. 709).
Cod. cari in fol. del Sec. XVI.
Diverse di queste lettere sono scritte dal celebre G. B. Amaltheo.
Buona parte sono dirette al Vescovo Vartniense. Questi è Stanislao Osio
Polacco, il Quale nacque nel 1504. Fu fatto vescovo Varmiense, cioè di
Warmerlanat nella Prussia Polacca e indi fatto Cardinale da Pio IV nel
1&61. Morì nel 1579. Vedi Ciacconio, T. Ili, p. 908. L'ultima di queste let-
tere in forma di breve di Gregorio XIII verte sulla controversia fra S. Carlo
ed il Senato di Milano. Vi sono per ultimo aggiunte delle lettere del Car-
dinal Farnese scritte al Vescovo di Fano Nuncio all'Imp. Carlo V sopra le
cose di Parma e Piacenza nel 1548.
EplstoUe clarorum virorum. (Cod. N. 742).
Cod. cart in fol. del Sec XVIII.
Sono dei seguenti autori. P. Angelo Maria Arcioni Johan. Mabillonus —
Olaus Odelius — Benedictus Bachinius — Gofredus Leibnitius — ■ Antonine
Muratorius — Petrus Cannetus — Jo. Federicus Hekelius — Jo. Bapta Ma-
rinella. Henricus Cuperus — Daniel Papebrochius, ed altri. Ve ne sono di
inedite.
Epirtolae ad Romanos Ponti fices. — Copiate da libri a stampa e Mss.
raccolte dall' Ab. Felice Monti custode della Bib. Ambrosiana.
(Cod. N. 1640 al 1643).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII, 4 voi.
Incominciano al sec. ii e giungono al 1761.
Erbariom figuratum. (Cod. N. 298).
Cod. memb. del Sec. XV in fol. di carte 117.
In una specie di prefazione che trovasi al verso del 1° fol. leg^evasi il nome
deir autore di questo libro, ma venne cancellato: con qualche fatica ho riuscito
a decifrarlo e parmi vi sia scritto per manum Antonii dominici de Zanchis
aromatarii bergomensis. Il 2° e 3° fol. sono occupati dall'indice. In ognuno
dei susseguenti d' ambo i lati trovasi un grossolano disegno a penna colo-
rato di una pianta o erba, col suo nome ed una spiegazione delle sue virtù.
I fogli furono anticamente numerizzati, ma legandoli non fu tenuto conto
del numero negli ultimi, e vi è della confusione. Il numero delle piante
descritte nellf indice arriva alla 191, e dovrebbero occupare 96 fol., ma il
numero di questi è maggiore e però convien dire che non tutte si trovano
nell'indice. In questo fu tenuto 1 ordine alfabetico, ma non lo fu nel libro.
1 Qftò stante non puossi stabilire che non manchi qualche fol. come a me pare.
U8 ESTE (DUCA ALFONSO D')
ERIZZO Nicolò. — Relazione della Corte di Roma. (Cod. N. 1466).
Cod. cart. in fol. del 1703.
Erudisioni historiche cavate dallo Scisma de* Greci del P. Maimbourg.
(Cod. N. 2).
Cod. cart in 8* del Sec. XVII di fol. 118.
Di queste erudizioni esiste soltanto il 2° voi. il quale contiene il ristretto
della storia dello Scisma dei Greci dell'Arianesimo degli Iconoclasti, e delle
Crociate. Le opere del Maimbourg furono stampate a Parigi. Vedi su questo
autore la Bibliot. « des Écrivains de la Compagnie de Jesus par Aug. ,e
Aloi Backer ». Serie IV, pag. 371 e seguenti.
Esercizi spirituali da M. M. della Compagnia di Gesù indirizzati da
Como li 20 Settembre 1687 a Suor Maria Àurelia di Milano.
{Cod. N. 464).
Cod. cart del Sec. XVII in 4°.
*
Vi è unita una illustrazione di D. Carlo Trivulzio.
Eteroixio per tutta l'infanteria di S. M. I. R. del 1769. — Nova tra-
duzione dell'anno 1771. (Cod. N. 1861).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVIII.
ESOPO. — Favole ed Insegnamenti. (Cod. N. 133).
Cod. cart. in fol. del Sec. XV di fol. 29.
Questo Codice contiene le favole di Esopo volgarizzate per uno da Siena.
Dalla pag. 1 sino alla 25 inclusivamente. Da questa alla metà della pag. 26
alcuni ammonimenti sulla donna che dee gire ad marito. Ed in seguito sino
alla fine il Libro di dato.
Le favole di Esopo vanno d'accordo tanto per la disposizione come per
la lezione col Cod. Mocenigo, sul quale venne fatta l' edizione di Padova
del 1811 dall' Ab. Berti. Sono però precedute da una introduzione che in-
comincia: « Isforzasi la presente scriptum acciochè de diletto faccia uti*
« lità » la quale manca nella Ed. del Berti, e si trova in quella del Manni
(Firenze 1788), ma con varietà di lezione.
La fine dell'Esopo in questo Codice è diversa da quella delle due pre-
dette edizioni : qui si legge: « Qui si termina lo picciolo Ysopacto et sempre
« sia Dio laudato et benedicto Amen ».
Il Manni non ha questa chiusa, ed il Berti alquanto diversa. — Il Codice
termina « Finito el libro di Cato sia Xpo benedicto et laudato • .
Sembra scritto in Toscana, ed ha sul primo fol. impresso con inchiostro
moderno il segno seguente
ESTE (Duca Alfonso d'). — Lettera apologetica. (Cod. N. 102).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVI di fol. 37.
In testa al 1° fol. si legge: « Translato di latino in volgare di una (et-
ESTIMO ecc. 149
o tera scrìtta da lo 111.™ Sig. Don Alfonso da Este duca di Ferrara per
«sua justificazione allo Imperatore mutatis mutandis al li altri principi
« Christiani ». — Al fol. 10. « Resposta alle invective qui annesse di Don
« Alfonso già Duca di Ferrara pubblicate contro la S.u et gloriosa me-
« moria di Leone PP. X sotto pretesto di una lettera scritta alla Cesarea
a Maestà * .
Questa lettera è del 6 Gennaio 1522.
ESTE (Marchese Filiberto d1). — Lettere dal 1738 al 1751.
(Cod. N. 1577 e 1578).
Cod. cari in fol. 2 voi.
Queste lettere scritte parte in italiano e parte in francese sono autografe
e sono tutte dirette alla moglie sua Luigia .
Trattano per lo più di alari domestici e non hanno che un mediocre
interesse storico. '
ESTE (Gabriele d'). Memorie diverse. (Cod. N. 1572).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
Sono diversi documenti risguardanti affari pubblici, specialmente relativi
al Governo di Lombardia. In parte autografi.
ESTE (Gabriele d'). — Mémoires secrètes sur plusieurs chefs concer-
nant le service du roy dans divers lieux de la Monarchie et sur
la campagne de Fiandre de l'an 1709 par D. Gabriel d'Este general
de batailfe etc. (Cod. N. 1573).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
Queste memorie autografe sono preziose per la storia di quei tempi, nar-
rando l'autore dei fatti ne1 quali ebbe non piccola parte.
ESTE (Gabriele d). — Miscellanea di memorie, dispacci e documenti
risguardanti affari pubblici, per la massima . parte scritti di proprio
pugno dal Mar.** Gabriele d'Este. (Cod. N. 1570).
Cod. cari in fol. del Sec. XVIII.
ESTE (Gabriele d). — Minute di lettere a diversi sopra affari pubblici.
Autografo. (Cod. N. 1571).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
ESTE (Gabriele v>\ — Memorie e minute di lettere in parte autografe
concernenti affari pubblici. (Cod. N. 1572).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
Estimo del Monte di Brianza fatto per ordine di Francesco I Sforza.
(Cod N: 1220).
Cod. cart. in 8° del Sec. XV.
Nei primi 4 fol. vi sono delle annotazioni di Giov. Simone da Meda
154 ESTRATTO «oc.
no taro: al fol. 5 vi è la seguente intestazione, a mcggclyi die xx Deeenjbris.
« Infrascriptum est estimum universitatis Montis Briancie confertum per
« spectabilem et excolendum legum doctorem dnm Franciscum de Mangano
a ducalem vicarium et generateci nostrum et comissarium super reforma-
« tione dicti estimi per literas ducales tenoris hujusmodi ». — Dopo la let-
tera ducale seguita da un fol. bianco incominciano gli « Ordine* emanati
dal Comissario de Mangano » indi viene l'Estimo. È importante per la co-
rografia del Monte di Èrianza e per i confronti che si possono stabilire fra
il valore dei fondi in quel tempo, e quelli d'oggigiorno.
Estimo e perticato generale dello Stato di Milano. (Cod. N. 1700).
Cod. cart. del Sec. XVI in fol.
Questo importantissimo Codice incomincia con una relazione sulla ri-
scossione degli aggravi pubblici , in cui è detto come per le angherie e
differenze commesse le Provincie presentassero un ricorso a Carlo V nel
1543 allo scopo di ottenere che fosse fatta un'equa ripartizione delle im-
poste. Seguono le relazioni di tutti gli ordini, e delle operazioni fatte ese-
guire dai governatori onde venisse ratto un estimo di tutte le città e terre
che componevano lo Stato di Milano per potervi applicare una tassa equa
ed uniforme. Vi sono per conseguenza notizie storiche ed economiche pre-
ziosissime su quelle operazioni e sullo stato delle nostre Provincie, con
riparti delle singole tasse. Queste notizie arrivano sino al 1586 II Codice
è originale e pieno di correzioni.
Estimo. — Documenti e memorie sull'Estimo dello Stato di Milano.
(Cod. N. 1763).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII in parte stampato.
Estratto delle cose più notabili che si ritrovano nei libri dei ricordi della
nostra Congregazione di S. Giovanni Battista del Tempio detta dei
Neri dall'anno 1478 insino al presente 1788. Vi è unito il Registro
delle Tornate di detta Congregazione. (Cod. N. 206).
Cod. cart in fol. del Sec. XVIII.
Questo Codice andrebbe unito al così detto libro nero che trovasi pure
in questa Biblioteca, COD. 207. Il compilatore di questo estratto, come esso
dice nella prefazione, raccolse tutte le notizie più rimarchevoli che riguar-
dano la celebre Confraternita di S. Giovanni decollato di Firenze. Vi ag-
giunse un elenco dei donatori e delle offerte fatte, ed un estratto dal libro
nero di quelle esecuzioni che furono accompagnate da qualche circostanza
straordinaria. È la storia di quella Confraternita dall'epoca della sua riforma,
cioè dal 1478 sino alla metà dello scorso secolo. É il Codice originale ve-
nuto in questa Bibl. da quella de1 Ri miccini.
Estratto della pratica militare del defunto generale d'artiglieria Ragal.
(Cod. N. 1864).
Cod. cart. del Sec. XVIII in 4°.
EVANGELISTIÀBIUM btc. 151
Midtft. — ÉTKAEIAOT ETOIXEIQN. — Euclidis elementorum libri.
(Cod. N. 652).
Cod. cart. in 12° del Sec. XVI.
Contiene i 15 libri degli elementi di Euclide elegantemente scritti colle
figure delineate con molta diligenza. La prima pagina ha un fregio e P ini-
ziale miniata con oro , od in calce un'arme parimente miniata. Sul recto
(fella carta di risguardo vi è la seguente epigrafe autografa:
COM IOANNI VECTIO
PATR. VENETO
JACÓBVS facciolatvs
D. D.
Il titolo e la segnatura sono in rosso.
Conserva la sua bella legatura originale.
EUSEBIO. — Incomincia il transito del glorioso dottore Messer Sco
Jherommo facto per Sancto Eusebio. (God. N. 84).
Cod. càrt. in 4° del Sec. XV.
La prima pag. ha un fregio miniato con un'arme a piò di essa consi-
stente m una fascia d'argento in campo azzurro. Alla fine leggesi:
« Qui finisce el transito del glorioso messere Sancto Jherommo scripto
« per me Cristofano di piero di Francescho bagnesi oggi questo di otto di
« Novembre mcccclxxxxih ».
Segue della stessa mano il
« Salterio di David abreviato da Sancto hieronimo tradotto da Marsilio
« Ficino fiorentino di lingua latina in toscana ».
In fine leggesi : « Oratione o vero fine del Salterio di David abbreviato
« da Sancto Hieronimo » .
LArgelati, Bib. dei Volgarizzatori, registrò diversi Mss. del transito di
S. Gerolamo scritto da Eusebio, ma dà al traduttore l'aggiunta di Incerto
o d'incognito. Egli nota il principio di uno di questi Mss. cosi: « Avendo
« Sancto Jéronimo compiti novantasei anni etc. • principio che corrisponde
a quello del Cap. Ili di questo Codice. Il testo stampato per la prima volta
senza nome di luogo per Bartolomeo Cremonese nel 1493, e che inseguito
ebbe molte edizioni col titolo di Vita e Transito del B. Hieronimo, diffe-
risce da quello contenuto in questo Codice.
Evangelirtiarium secundum consuetudinem Romanae Guriae.
(Cod. N. 2148).
Cod. memb. in %• del Sec. XVI.
Questo Evangelistiario venne fatto per uso di Francesco II Sforza ultimo
duca di Milano. E^li aveva per moglie Cristina figlia di Cristiano II re
di Danimarca, e di Isabella di Castiglia sorella delrlmp. Carlo V. L'arme
Sforza unita a quella di Danimarca si vede a pie della prima pagina , e
così pure in altri fol. del Codice. Ai lati di essa la lettera FR. CH. iniziali
di Francesco e Christina. Due putti tengono una fascia in cui sono le se-
guenti lettere divise da punti F . R . 0 . v. C . le quali sono ripetute in una
152 EXCERPTA btc.
specie di scudo a fondo d'oro che si vede ai due lati della pagina, come
lo è parimente in tutte le altre che sono miniate. Quale sia il loro signi-
ficato né io, né altri abbiamo saputo indovinare. In alto vedesi una co-
lomba illesa in un disco di fiamme col motto A. BON DROIT. impresa
dei Visconti usata anche dagli Sforza. Nell'iniziale miniata vi è il Padre
eterno.
Al fol. 6 v. oltre al vaghissimo contorno miniato vi sono due bellissime
miniature, la prima ha per soggetto la presentazione al tempio: la seconda
la sacra famiglia.
Al fol. 38 come in quello descritto precedentemente vi è il contorno che
inquadra il testo con una miniatura che rappresenta Cristo crocefisso, con
la vergine e S. Giovanni.
Al fol. 57 al basso del contorno miniato vi è lo stemma Visconteo. Una
bella miniatura raffigura Cristo deposto dalla croce in grembo alla Vergine,
colle due Marie ai lati.
Al fol. 62. La miniatura rappresenta la risurrezione di Cristo ed il con-
torno ha nella parte inferioi% lo stemma Visconteo colle sigle FR. IL
Al fol. 71 il soggetto della miniatura è la discesa dello Spirito Santo
nel Cenacolo: sul lato nell'inquadratura lo stemma Visconteo ed al basso
fra ornati le sigle F. R. O. V. C. su fondo d'oro.
Al fol. 96 vi è un grande stemma bipartito Sforza e Danimarca colle
lettere FR. CH. D. M.
Al fol, 97 è miniata l'Assunta con ornati da un lato solo della pagina.
IL fol. 112 v. ha un ornato da un lato del fol. ed uno scheletro su fondo
nero colla data 1531.
Il Cod. termina al fol. 114 colla seguente sottoscrizione:
« Explicit evangelistiarium secundum curiam romanam scriptum per me
« D. Benedictum Cremonensem » .
Il Codice che conserva la sua legatura originale in pelle con ricchi or-
nati in oro impressi, è scritto con molta cura ed ha tutte le iniziali stu-
pendamente miniate. Oltre alle nove pagine già descritte vi sono delle
miniature ai lati dei fol. 45, 61, 70, 74 e 75 che sono di una grandissima
finezza e conservano perfettamente la freschezza dei colori. Il libro deve
essere stato miniato dagli artisti addetti alla Cancelleria ducale, perchè vi
sono dei diplomi miniati di Francesco II Sforza che hanno degli ornati
uguali a quelli di questo Codice, e specialmente quella specie di nave che
qui si trova sempre ripetuta. Io vidi neir Archivio di Stato , molti anni
sono, un diploma mimato di questo stesso Duca che in un cartoccio aveva
scritto Martini opus. Venne rubato assieme ad altre carte al tempo del
Direttore Osio.
Probabilmente quel Martini (se sia nome o cognome non saprei dire) fu
l'autore di queste miniature, e non già QuelY Atyustus Decius, che mise il
suo nome sotto ad una crocifissione nel Messale di Francesco II Sforza ,
posseduto dal M.M Gerolamo d'Adda colla data 1535. Questo volume è di
una perfetta conservazione.
Ezoerpta historica nonnullorum dierum utilium. (Cod. N. 1613).
Cod. cart. del Sec. XVIII in foL
Sono le annotazioni cavate dal Diutile di Filippo da Liscate notaro Mi-
lanese, il cui autografo trovasi in questa Biblioteca. Vedi Diutile , Codice
N. 1612. In seguito alle note storiche sopradette vi sono quelle cavate
da un altro Diutile di uno Spanzota che pure trovasi in questa Biblioteca,
Cod. N. 100.
EXPEDITIO btc. 15S
Exerottium far die Sammentlich Kaiserlich Koniglich infanterie.
(Cod. N. 1868 e 1869).
Cod. csrt. in 4° del Sec. XVIII, 2 voi., quo di tetto, l'altro di tavole.
Bipeditio in Anximenses. (Cod. N. 1383).
Cod. cari in fol. del Sec. XVIII.
fi la relazione dell'assedio e reddizione di Osimo fatto nel 1487 dall'ar-
mata PontiScia capitanata da G. Giacomo Trivulzio. Non credo che sia stata
stampata, perchè il Rosmini nella vita del Magno Trivulzio non ne fa cenno,
ed anche il Muratori non la cita.
Galli. TrkmUkm* (Stampato il 9 aptta 4M3) 20
164 FALARIDE
F
FABIUS de Ugubio. — Lectiones habitae in Gimnasio Patavino an 1532.
(Cod. N. 297).
Coi eart. in foL del Sec. XVI.
Sono lezioni di diritto civile: trattano dell' eredità.
Sul 1° fol. leggesi: « Lectiones Ex.mi ordinarii de mane D. Fabii de
« Ugubio in Patavino Gimnasio legatus cuius concurrentes sunt Ex.™ Fran-
« cischinus Curtius Papiensis et Ex." D. Marcus de Mantua Patavinus an.
« 1532 ». Sulla pergamena che serve di copertura al Codice vi sono delle
annotazioni insignificanti, e delle poesie: e vi si legge il nome di Annibale
Visconti, che è anche ripetuto sulla prima pagina.
FACIUS Bartholomeus. — De bello Clodiano gesto an. 1 377 ad Jacobum
Spinulam. (Cod. N. 1491).
Cod. cart. in fol. del See/XVI.
Quest'opera fu stampata per la prima volta a Lione nel 1568 , poi nel
1578 e nel Thesaurus Burmannianus, T. V, P. IV.
FALARIDE. — Lettere tradotte in volgare da Francesco Aretino.
(Cod. N. 77).
Cod. cart in 4° del Sec XV.
Questo bel Codice con sommari e con titoli in rosso e le iniziali a co-
lori, è assai ben conservato. Incomincia col « Proemio di Bartolomeo Fontio
« affrancescho Baroncini nella traductione delle pistole di Fallari ». In se-
guito « Inchomincia il proemio di Francescho Aretino nelle pistole di Fai-
« lari traducte dallui di grecho in latino allo illustre principe Mala testa
« novello de Maletesti et di latino in volgare da bartolomeo rontio fioren-
« tino ».
Le lettere di Falaride tradotte in italiano dal Fonzio furono stampate più
volte nel sec. xv e nei seguenti. L'Argelati nella Bib. de9 Volgarizzatori.
T. II, pag. 70, e T. IV, pag. 489, parla di questo volgarizzamento. Nel
catalogo della Laurenziana , in quello della Èiccardiana ed in altri sono
descritti Codici Mss. di quest'opera tanto latini che italiani. Questo Codice
confrontato con altri risultò essere fra i più corretti.
FASCICOLO bcc 156
Famiglie estratte dall'Indice dell'Ufficio degli Statuti di Milano.
(Cod. N. 1826).
Cod. cart. in 4# del Sec. XVII.
Vi è unito un opuscolo a stampa « Monumenta Officii Statutorum in-
clitae civitatis Mediolani per notarium Caesarem Picinellum 1643.
Famiglie tratte dai protocolli dall'anno 1420 al 1690.
(Cod. N. 1813 e 1814).
Cod. cari in fol. del Sec. XVIII, 2 voi.
Famiglie (Protocolli di) et historici di tutte le città. (Cod. N. 1827).
Cod. cart. in 4* del Sec. XVIII.
Vedi anche Alberi.
FAN1ANUS Raphael. — Excerpta e monumentis Raphaelis Faniani de
familiis nobilibus Mediolani a litera A ad totam I. de duobus
tomis D. Canonici Solae an. 1703 aucta et suppleta ad reliquia al-
phabeti de Tom. 3 D. Cora. Francisci Archinti an 1705 et subinde
additionibus hinc inde inventis completata per Jo. Ant. Trivùltium
I. C. Mediol. {Cod. N. 870).
Cod. cart in fol. del Sec. XVIII.
É un estratto dell'opera voluminosa del Fagnani , che esiste autografa
nella Bit). Ambrosiana. .
FANUSIUS Campani». — De familiis illustribus Italiae libri V.
(Cod. N. 1781).
Cod. cart in fol. del Sec. XVII.
•
Il Tiraboschi, T. VII, pag. 1034 e seguenti , parla a lungo di Fanusio
Campano, che egli ritiene non abbia mai esistito, e vuole che questo libro
sia una impostura di Alfonso Ciccarelli celebre per altre falsificazioni di
simil genere. L* Allaoi più di ogni altro fornì prove contro il Ciccarelli.
Sia o non sia vera l'esistenza di Fanusio Campano , certo è che il libro è
pieno di fandonie ed è scritto con ben poca critica storica.
FARNESE Alessandro e Margherita d'Austria sua madre. — • Lettere-
(Cod. N. 1605)
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI.
Vedi Sfbnirato, COD. 1605, dove si trova la descrizione di questo Codice.
FmoìmIo di carte spettanti alla Corona di Ferro di Monza parte stam-
pate e parte Mss. (Cod. N. 1289).
Cod. «art in fol. del Sec. XVIII.
156 FIORETTI DI S. FBANCESCO
Favola d'Amore e Psiche. (Cod. N. 26).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV di fol. 56.
Nel 1° fol. fu lasciato uno spazio vuoto per mettervi il titolo che manca.
D. Carlo Trivuizio in un fol. di risguardo scrisse la nota seguente.
« La favola d'Amore e Psiche viene descritta lungamente daL. Apulejo
nel suo libro dell'Asino d'oro sul fine del libro IV e continua tutti i libri
V, VI e VII. Questa del presente Ms. quanto al favoleggiamento va del
pari con quella d' Apulejo, ma si scosta assai nella sposizione, perchè è molto
Parafrasata. Il Conte Matteo Maria Bojardo nella traduzione italiana dei-
Asino d'oro è stato attaccatissimo al testo latino, onde non si può dir sua
l'esposizione di questa favola contenuta nel presente Codice. Molto meno
può essere fatica di Agnolo Firenzuola autore anch'esso d'una traduzione
dell'Asino d'oro, perchè l'età del manoscritto è anteriore all'età del Firen-
zuola ».
Questa traduzione è pregevole e meriterebbe come testo di lingua d'es-
sere pubblicata.
FERNI Bernardini. — Naufragium Italicum libri V. (Cod. N. 725).
Cod. cart. del Sec. XVIII in fol.
Bernardino de' Brusoni più conosciuto sotto il nome di Ferni nacque a
Gal la rate nel 1507. Fu ascritto nella matricola dei Notai Milanesi. Scrisse
la storia delle guerre fra il 1521 ed il 1531 pel ristabilimento nello Stato di
Milano del Duca Francesco II Sforza, al quale dedicò il suo libro. Mori nel
1579. Questa sua storia è inedita e pregevole come d'autore che assistè ai
fatti che racconta.
FERNI Bernardini. — Annotationes et Statuta et Constitutiones Medio-
lani 1576. (Cod. N. 1644).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI.
Questo Codice autografo è quello che esisteva nel Monastero di S. Am-
brogio di Milano e che fu descritto dall' Argelati nella Bib. Scrip. Med.,
T. I, P. II, col. 595, N. 2.
Ferrara (Duchi di). — Lettere. (Cod, N. 208 al 216).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI, 9 voi. '
Questi preziosi volumi contengono lettere autografe dei Duchi di Ferrara
ai loro dipendenti sia per affari pubblici come privati. Incominciano dal
1506 ed arrivano al 1598.
Feudi delle Lanche. (Cod. N. 1775).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
Sono dichiarazioni, petizioni e carteggi relativi ai feudi delle Langhe
nella Lunigiana con decisioni fiscali intorno ai medesimi.
*
Fioretti di S. Francesco. (Cod.N. 385).
Cod. memb. in 4« del Sec. XIV.
Questo bel Codice principia « Incomenza i fiorati del nostro padre Mes-
FIAMMA (PB. GALVANEUS DE LA) 157
— _ . ,,..»»—.
« sere San Francescho » termina coi soliti versi « Qui scripsit scribat e te. ».
Le iniziali dei capoversi sono in rosso. In questo Codice manca l'ultimo
capitolo, de uno divoto parlare de la vita de San Francesco, che si trova
nelle edizioni di quest'opera di Venezia 1493 e 1512. Esso fu però omesso
nel r Ed. di Firenze del Tartini e Franchi 1718 ed in quella accuratissima
di Verona del 1822 fatta dal P. Cesari. Il testo poi presenta molte e note-
voli varianti.
FLAMMA (Fr. Galvanetjs de la) Ordinis predicatorum. — De Archie-
piscopis Mediol. et aliis mirabilibus ejuadem ecclesiae ad Jo. Vice-
comitem Archiepiscopum et dom Mediol. 1339. (Cod. N. 1275).
Cod. cart in fol. del Sec. XVII.
aggiunge cne " MS- esisteva presso gii ereai ai ìAiigi aena uniesa. ro-
treDbe darsi che questo fosse il Codice a cui egli alludeva, e me lo persuade
il vedere che un altro Codice del Fiamma pervenuto in questa Biblioteca
dai Della Chiesa è scritto dalla stessa mano , ha una simile legatura , ed
un foglio collo stemma di Milano come l'altro. Ma se ciò fosse sarebbero
sfuggiti all'Anelati i due seguenti opuscoli che stanno in questo Codice.
Il primo è intitolato: Translatio reUquiarum B. B. Apostolorum Petri et
Pauli. Il secondo è una breve cronaca che incomincia dall'anno 780 ed arriva
al 1263, nella quale sono molto succintamente accennati alcuni fatti colla data
in cui accaddero. Questa cronichetta non ha intestazione , ma il trovarla
unita ad altre opere di Galvano Fiamma mi fa supporre ch'egli ne possa
essere l'autore. In ogni modo essa è sconosciuta , come lo è pure 1 altro
opuscolo Translatio reUquiarum etc. che potrebbe essere parimente del
Fiamma.
FLAMMA (Fr. Galvaneus de la). — Annales Mediolanenses seu Mani-
pulus florum ab urbe condita. (Cod. N. 1276).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI f.
Dopo il precedente titolo vi è un indice dei capitoli. Alla fine del testo
si trova la nota seguente : « Cronica de principibus Mediolanensibus et gestis
« eorum explicit per me presbiterum Johannem de Munti qui jussu Mag.ci et
« prestantissimi militis dni Vercellini Vicecomitis ac ducalis comissarii Tri-
« ciique castellani diligentissime scripsi die 9 Julii 1483.
Nel fol. seguente evvi quest'altra nota « Ex antiquo exemplari Ms. quod
• apud Comitem Philippum Vicecomitem asservatur annalium mediolanen-
« sium monimenta haec exseripsi. Jo Jacobus ab Ecclesia anno 1625 ».
Il Codice è scritto molto accuratamente.
FLAMMA (Fr. Galvaneus de la). — Cronica di Milano ovvero Manipolo
di fiori. . (Cod. N. 1 385).
Cod. memb. del Sec XV in fol. picc.
Della cronaca di Galvano Fiamma fu stampato il testo latino nel voi. XI
degli Scrip. Ber. ItaL, ma questa traduzione rimase inedita. Essa è quasi
letterale, ma in alcuni luoghi vi sono delle amplificazioni ed aggiunte. Il
volume è ben scritto e conservato colla sua legatura originale. LArgelati,
Bib. Scr. Med., T. I9 col. 627, N. 7, ha parlato lungamente di quest opera
e dei Codici che ne esistevano, ma tacque del presente che non ha conosciuto.
16S PLOEENTII btc.
/
FLAMMA (Fr. Galvaneus de la). — Chronica Mediolani.
(Cod. N. 1 386).
Cod. cart. in fol.
Sai frontispizio leggesi: « Johannes de Abbiate de Foreriis de_Rotariis
« comes Castellamontis etc. ex vetusto originali transumpsit an. dni 1711 ».
FLAMMA (Fr. Galvaneus de la). — Chronica de antiquitatibus civitatis
Mediolanensis quam edidit frater Galvaneus de la Flama ordine
fratrum predicatorum sacre theologie lector. Et nomen cronice et
libri est cronica Galvagniana. (Cod. N. 1438).
Cod. memb. in fol. del Sec. XIV.
Sgraziatamente questo Codice consta di soli dieci fogli. Sul primo, oltre
a diversi fogliami colorati nel contorno, vi à una lettera iniziale ove è rap-
presentato ira Galvaneo che scrive. Non è fuor di luogo il supporre che
sia il ritratto dell'autore, trattandosi che il Codice è coevo del Fiamma.
Nel margine degli altri fol. vi sono delle mezze figure con corona reale.
Nella parte superiore del terzo fol. vedesi una citta, un re seduto ed un
altro personaggio con un'anitra sul pugno, come si usava di tenere gli
sparvieri. A pie del 5° fol. un'altra città con un re seduto collo scettro e
dall'altro lato la scrofa mezzo lanata da cui favolosamente volevasi che
traesse origine il nome di Mediolanum. Nei fol. 6 e 8 altre città, e nel 9°
tre stendardi. Questo frammento è assai pregevole, perchè coevo dell'autore
che visse per lo meno sino all'anno 1344 e forse più. Vedi Argelati Bibl.
Scrip. Med. col. 625 e 626.
FLORENTII musici sacerdotisque ad illustrissimum dominum et D. Asca-
ri ium Sf. Mariam Vicecomitem ac Sancti Viti Diaconum Cardi-
nalem dignissimum liber musices incipit. (Cod. N. 2146).
Cod. memb. in 4* del Sec. del XV.
Le prime due carte, una delle quali contiene il titolo surriferito scritto
in lettere capitali in oro sopra fondo azzurro posta di fronte all'altra in
cui incomincia la lettera dedicatoria, sono adorne di bellissime miniature.
In calce vi sono le armi degli Sforza sormontate dal Cappello Cardinalizio.
Il Codice termina con un « Epigramma in continentiam libri » , sottoscritto
« Per Fran Tranchedinum ».
Fra le miniature che adornano il primo fol. v. di questo bellissimo Co-
dice vi è la mezza figura di un uomo attempato che tiene in mano una
chitarra. Fu creduto da taluno che fosse il ritratto di Leonardo da Vinci ,
e che ne fosse autore un suo scolaro. Non divido tale opinione. La testa
non rassomiglia punto a quella che si ritiene essere il ritratto di Leonardo»
al dire del Vasari. Le miniature sono per certo dell' Atta vanti Fiorentino,
celebre per questo genere di lavori. Ed infatti è impossibile trovar minia-
ture più eleganti, più delicate e di una maggior finezza di quelle che ador-
nano queste due pagine.
Anche nel testo i capiversi hanno lettere miniate di squisita bellezza.
Ciò che contribuisce ancor più a persuadermi che l'Atta vanti ne sia l'autore,
si è che la scrittura del Codice rassomiglia moltissimo a quella di un altro
Ms. di questa Biblioteca, proveniente da quella di Matia Corvino re d'Un-
gheria, il quale fuor d'ogni dubbio venne eseguito in Toscana, con una
certa imitazione della scrittura antica. Don Carlo Trivulzio che unì a questo
Codice una dotta illustrazione confessa di non aver trovato in alcun luogo
FONTANA 15*
^_a*.
^ *^>
ss
fatta menzione di questo prete Florentius e del suo trattato. Malgrado gli
studi fatti sulla musica e sugli autori antichi di tal materia, in questi ultimi
tempi mai furon date notizie intorno a questo trattato ed al suo autore,
e se venne citato lo fu a proposito di questo Codice, che con tutto il fon-
damento si può ritenere unico. É assai pregevole quest'opera tuttora inedita,
a giudizio di quelli che la esaminarono. L'autore si mostra molto erudito
e profondo nella materia. Vogliono alcuni che il FhrenUo fosse Milanese.
fi vero che eravi a Milano una famiglia Fiorenza, ora estinta, ma ciò non
è ragione sufficiente per ritenerlo di questa città , ma per lo meno e poco
probabile, se non certo, che vi dimorasse, perchè un uomo di quel sapere in
mtto di musica sarebbe stato impiegato nella Cappella ducale, od in quella
del Duomo; e non si trova mai il suo nome nei registri dell'una e del-
l'altra, né fino ad ora fu rinvenuto fra le carte dell'Archivio di Stato. È
assai probabile che il Codice fu presentato al Card. Ascanio Sforza fra il
Marzo del 1484 epoca in cui fu creato Cardinale da Sisto IV e l'Agosto del
1499 anno in cui per l'espulsione da Milano del Duca Lodovico egli doveva
avere altro pel capo che di proteggere artisti e letterati ed ordinar loro
lavori (come appare dalla dedica lo sia stato questo trattato) avendo egli
vissuto da quest'epoca fino alla sua morte, avvenuta nel 1505 in continui
affanni ed angustie anche personali. Il Codice è scritto con moltissima di-
ligenza, con Te note musicali in oro. Si vede che venne fatto per un Prin-
cipe magnifico e generoso amatore e protettore delle belle arti. È di una
perfetta conservazione, ma sfortunatamente ne fu levato il fol. dove inco-
minciava il 2*° libro, probabilmente arricchito di miniature come quelle che
si ammirano al principio.
Fio» Patrum et fomentum religiosorum , fratris Johannis Abbatis Mo-
nasterii Nigrae. {Cod. N. 410).
Cod. memb. in 4° del Sec. XIV.
È un trattato di morale per i frati con molti esempi e detti cavati dalle
Vite de' Santi.
FOLENGO Teofilo, detto Merlino Goccaglio. — Palermitano in terza
rima. (Cod. N. 1030).
Cod. cart. in fol. piec. del Sec. XVII I
È una copia tratta a quanto pare da un Ms. del Monastero di S. Bene-
detto di Mantova. É un solo quaderno che contiene sino alla fine del Cap. XIII
del primo libro di questo poema che è citato dal Quadrio nel voi. VI à
pag. 269. Non fu mai stampato ch'io mi sappia.
Fondiarie delle Cappelle del Duomo di Milano. (Cod. N. 1214).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVIII.
9
Vi sono indicati molti documenti e molte notizie sulle Cappelle e sulle
reliquie che si trovano nel Duomo.
FONTANA. — De Archiepiscopis Medioliani a S.° Barnaba ad Jo. Arcim-
boldum cum additionibu3. (Cod. N. 494).
Cod. cari in fol. pi ce. del Sec XVII.
Questo catalogo ò inedito , come lo sono pure le aggiunte che vi fece
6. B. Fontana de* Conti, delle quali parla i'Argelati nella Bib. Scr. Med.,
160 FORMULÀBIUM btc.
T. I, P. II, col. 445. In una nota unita al voi. si parla dell'antico posses-
sore di questo Codice, che non è quello che aveva il Si toni di Scozia.
FORIERI Conte. — 11 matrimonio a Sindacato. (Cod. N. 1119).
Cod. eart. in fol. del Sec XVII.
L'Argelati, Bib. Scrip. Med., T. I, P. II, e nel T. II, P. II, cita diversi
scrittori di questa famiglia. L'autore di questo trattato potrebbe essere quel
Giovanni che nell'ultimo volume viene ricordato alla col. 1876, e che mori
nel 1634. Egli era ascritto al Collegio dei Nobili Medici. Questo trattato,
che è autografo, non è citato dall' Argelati.
Forma recipiendi novitios. (Cod. N. 331).
Cod. memb. del Sec. XV in 8°.
Sopra un fol. di risguardo sta scritto Cartusie Mediolani. Vi erano a
breve distanza dalla nostra città due Monasteri di Certosini, 1 uno a Chia-
ravalle, l'altro a Garignano. In mancanza di più esatte indicazioni non
saprei a quale delle due Certose possa aver appartenuto questo Codice. Il
volume termina colla « Forma excomunicandi proprietarios in die ramis
« palmarum ».
Quest'ultima parte malgrado il suo titolo in latino è scritta in italiano,
e piuttosto che una formula di scomunica contro i monaci che possedevano
qualche oggetto, sono considerazioni sul voto di povertà cui erano tenuti
i Certosini.
Formulariam Cancelleriae ducalis Mediolani. (Cod. N. 1229).
Cod. memb. del Sec. XV in 4°.
Fu scritto durante la Signoria di Francesco I Sforza , e per uso della
sua cancelleria. Il Cod. non ha intestazione ed incomincia coir indirizzo al
Serenissimo Imperatore Federico. Conserva la sua legatura originale.
Formulariam quod in Cancelleria Ex.mi Senatus Mediolani servatur.
(Cod. N. 1255).
Cod. cari in fol. del Sec. XVII.
Formulariam expeditionis Senatus Mediolanensis. (Cod. N. 1314).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVII.
Formulariam Cancelleriae Archiepiscopalis Mediolani ad usura Danielis
Porri, ejusdem cancelleriae coadjutoris cum appendice nonnullarum
instructionum prò ipso coadjutore, 1689. (Cod. N. 1321).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
Codice autografo non ricordato dall'Argenti.
Formularium Cancelleriae Senatus Mediolani quae hoc tempore sunt
in usu sublatis voi castigatis iis quas Senatus ipse tolti vel castigari
jussit anno 1607, 2 copie. (Cod. N. 1646 e 1731).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
ti iterai £«//« Croce
DONATI AELI1
GRAMMATICA ad USUM
MAXIMILIAN1 SPH0RT1AE ECC.
Codice N? 2167 Pagina NP 139
Mità/i-
Ebatìpia C 5#r: *».-.••» e r
FBAMMENTO ecc. 161
Foraralarium ad usum notariorum. (Cod. N. 1690).
Cod. cart. in fol. del Sec. XV mutilo.
FORNI Antonio. — Lettere autografe al M.8e Filippo cTEste dal 1579
al 1601. (Cod. N. 1596).
Cod. in fól.
Antonio Forni di famiglia Modenese da quanto appare da una sua let-
tera era un agente politico del M.M d'Este e risiedeva a Torino. Non tutte
però le lettere sono datate da questa città. Molte di esse sono in cifra e
risguardano gli affari di Stato e gli intrighi delia Corte Sabauda.
FORTINI. — Novelle de1 Novizi. (Cod. N. 69 al 75\
Cod. cart. in 8° del Sec. XIX, 7 voi.
Sono divise in 8 giornate, l'ultimo voi. ne contiene due. Queste novelle
sono copiate dal Cod Ms. citato dal Tiraboschi che esisteva in Siena presso
il Prof. Ab. Chiaccheri. Alcune di queste Novelle furono stampate, ma la
maggior parte sono inedite. Le oscenità, dice il Tiraboschi, da cui sono
macchiate oscurano i pregi che danno loro la grazia e la naturalezza dello
stile.
FOSCAR1N1 Marco. — Relazione al Ser.m0 Doge e Senato.
(Cod. N. 1293).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIH. ^
Il Foscarini era Ambasciatore straordinario alla Corte Reale di Torino,
e ne fa qui la relazione come era d'uso.
FRACASTORO Gerolamo. — Lettera autografa. (Cod. N. 1167).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI.
r
È una relazione sulla lacuna di Venezia diretta al Mag," Sig. Alvise Cor-
nare. Vi è unito un esemplare in carta turchina della edizione che ne fu
fetta a Venezia nel 1815 coi tipi Alvisopoli.
Frammenti di Codici membranacei di diversi secoli dal x in poi, parte
biblici, liturgici, dei rito Ambrosiano, e parte d'argomenti profani.
Sono fogli che per la massima parte servirono di copertura o di
risguardo ad altri volumi. Vi sono diversi calendari.
(Cod. N. 596).
Frammento di rogiti notarili. (Cod. N. 1650).
Cod. cart. in fol. del Sec XVI.
È un formulario di istromenti diversi ad uso di un notaro , di cui non
trovasi il nome.
CaitL Trtvnlrta** (Stampato il 9 agosto 1883) 21
162 FEISI PAOLO
Frammento di un'opera ascetica. (Cod. H 325>
Co<L cari 'in 8° del Sec. XV.
É parte in latino, parte in italiano. Alla fine vi è una tavola dell'Aureo
numero delle Indizioni ed altri simili.
FRANCINO Prete Paolo. — Ricreazioni spirituali. (Cod. N. 422).
Cod. cart. in 8° del Sec. XV] I.
Sono dedicate a M.r Meraviglia Vescovo di Novara nel 1677, probabil-
mente sono autografe. Vi sono alcuni disegni a penna, e lo stemma Me-
raviglia sul 1° fol.
FRANCO Matteo. — Sonetti. (Cod. N. 965).'
Cod. cari in 8° del Sec. XV.
I nomi delle persone cui sono diretti sono scritti in rosso. A carte 116
trovasi un sonetto di Luigi Pulci, che è inedito, a Marsilio Ficino che in-
comincia « Marsilio questa tua filosofia ».
Alla fine del Codice vi è l'indice alfabetico dei sonetti, il quale è pre-
ceduto da alcuni altri sonetti di carattere diverso e posteriore che mi sem-
brano della fine del sec. xvi.
FREGOSO Gian Battista (Fulgosius in latino era detto). — De dictis
et factis memorabilibus. (Cod. N. 172).
Cod. cart in fol. del Sec. XV.
.L'autore di quest'opera fu Doge di Genova, ma deposto nel 1483 per gli
intrighi di suo zio Paolo Cardinale e Vescovo di quella città, che gli suc-
cedette nella dignità ducale, fu esiliato a Frejus, dove per consolarsi della
perduta potenza si diede a scrivere, nei momenti d'ozio che gli lasciavano,
le cospirazioni contro lo zio.
Le sue diverse opere sono citate dal Tiraboschi (T. VI, pag, 787), ma
più particolarmente da Apostolo Zeno nel 2d0 volume delle Vossiane a
pag. 215. Questo diligente autore dice che il Fregoso scrisse quest'opera
in volgare, che non ne fu mai pubblicato il testo originale italiano, ma
soltanto la traduzione latina fatta da Camillo Ghilini e stampata per la
{)rima volta in Milano da Iacopo Ferrari nel 1508. Quest'opera fu molto
odata dal Fresnero e dal Foglietta.
Questo bel Codice contiene il testo italiano e non sarebbe da stupirsi
che fosse autografo apparendo dalla scrittura coevo dell'autore. La Biblioteca
Trivulzio possiede la sovracitata Ed. del 1508, come pure l'altra opera del
Fregoso intitolata Anteros stampata a Milano nel 1496, edizione, dice lo Zeno,
assai rara. Sgraziatamente questo Codice è mancante dei due ultimi fogli.
FRISI Paolo. — Della maniera di restituire la navigazione perduta da
Milano a Pavia e di riaprire la comunicazione col Po e coi mare.
Relazione topografica idrometrica presentata a S. A. R. l'Arciduca
Ferdinando d'Austria. (Cod. N 290).
Cod. cart. in fol. del 1772.
Quest'opera è citata dal Predari. Bibliografia Milanese, p ag. 533, ed è
inedita.
FUNERALI ecc. 168
FULGENTIUS Planciades. — Enarrationes fabularum seu Mythologia.
(Cod. N. 645).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV.
La lettera iniziale è miniata ed al pie della pag. vi era il luogro per lo
stemma, ma lo scudo non fu riempito. Vi sono diverse edizioni di quest'o-
pera, la prima è quella di Milano del 1498 di Ulrico Schinzenzeller.
Funerali per la regina di Sardegna Giovanna Cristina Polissena fatti
nel Duomo di Milano Tan. 1735. Sono disegni a chiaro-scuro, delle
statue, quadri e delle iscrizioni. (Cod. N. 859).
Cod. cari in fol. mas. del See. XVIII.
1«4 GALLAKATUS GAESAB
G
GALENI. - Opera greca. (Cod. N. 685).
Cod. in carta bombacina in 4° del Sec XV di ibi. 230
Sgraziatamente il Cod. è mutilo in principio ed in fine. I Codici di Ga-
leno sono rari. Vi è unito un foglietto colla indicazione dei diversi trattati
contenuti in questo voi. di mano del Prof. Miìller.
GALEOTA Francesco Napoletano. — Novella intitolata Americo di Gua-
scogna. {Cod. N. 570).
Cod. cart del Sec. XIX in 4°.
È una copia di mano del M.n G. Giacomo Trivulzio che vi premise una
notizia sull'autore cavata dall'Andrea.
GAL1NDEZ Alonso de Garvajal. — Generaciones semblansas y obras
de los excellentes reyes de Espana D. Enrique tersero y D. Iuan
el segando y de los venerabiles prelados y notabiles caballeros que
in los tiempos de estes reyes fueron ordinados. (Cod. N. 1692).
Cod. cart in fol. del Sec. XVIII.
Alla fine vi è un albero genealogico.
GALIORI Giulio. — Progetto per compire la facciata del Duomo di
Milano nella maniera più semplice, economica ed analoga al rima-
nente del tempio, rassegnata ali ottimo discernimento dell' 111. mo
S. Mons. D. Teodoro Triulzi. (Cod. N. 1413).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII, con disegni.
GALLAKATUS Caesar. — De belio Africo per Carolum V gesto, an
1535. (Cod. N. 705).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI.
L'autore che scrisse anche altre opere narra in questo libro la spedizione
GÀLTERO FILIPPO 165
di Carlo V contro la Goletta e Tunisi. Il suo racconto tuttora inedito è
tanto più pregevole inquantochè egli ne faceva parte. Il Codice è autografo.
Carlo suo nipote vi aggiunse un indice. L'Argelati, T. I, P. II, col. 659,
Siria di questo Ms. che dalla famiglia Gallarati passò nelle mani di
. Carlo T.
GALUZIO Giacomo Antonio. — Estratto del suo processo e falsificazioni
de lui fatte. (Cod. N. 1177).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
»
G. Ani Galuzio era figlio di un notaio Milanese. Andò a servire in qua-
lità di cameriere il Vescovo di Tortona: essendo stato licenziato ritornò
in patria, dove divenne notaro e falsificò un grandissimo numero di docu-
menti antichi. Convinto di tal delitto venne per sentenza del Senato stroz-
zato e poi bruciato alli 10 Settembre 1685. Questo processo e quello di
Francesco Crippa vennero stampati a Milano nel 1683. Ora sono irrepe-
ribili, ma si trovano. nell'Archivio di Stato.
GÀLLUZZI Suor Maria Domitilla, Cappuccina. — Esami e rivelazioni.
(Cod. N. 268).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVII.
Curioso documento, dell'esaltazione cui può giungere la mente di una
donna, sino ai punto da credere di vedere e conversare con Gesù Cristo e
colla B. Vergine, e di avere le stigmate come S. Francesco d'Assisi.
GÀLLUZZI Suor Maria Domitilla, Cappuccina. — Rivelazioni.
(Cod. N. 490).
Cod. cart in fol. del Sec. XVII.
GÀLLUZZI Suor Maria Domitilla, Cappuccina. — Vero lume del modo
di osservare l'antica e santa regola di S. Chiara. (Cod. N. 491).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
GALLES10 MARIOTTO. — Versi italiani e due novelle in prosa indi-
rizzati a Laura Orsina Delia Rovere. (Cod. N. 912).
Cod. memb. in 8° del Sec. XVI.
Il Gallesio come poeta fu ignoto al Quadrio, e come novellista lo fu al
Borromeo, che non fanno alcun cenno di lui. In una delle dediche parlando
esso di un convito dentro de la ciptà di Bologna si potrebbe crederlo di
quella terra, ma il Fantuzzi nelle Notizie degli Scrittori Bolognesi, benché'
abbia registrati diversi altri scrittori del cognome Gallesi del sec. xvi non
ha parlato del Mariotto. Egli deve aver vissuto alla fine del sec. xy essen-
dovi in questo Codice la narrazione della presa di Negroponte dai Turchi
avvenuta nel 1480, come egli scrive. La seconda novella, che è quella di
Seleuco e di Antioco, è quasi una copia di quella di Leonardo Bruni Aretino.
GALTERO Filippo. — Àlexandreis. (Cod. N. 651).
Cod. memb. del Sec. XIII in 12°.
Questo poema è tratto dal libro di Quinto Curzio ed è dedicato a
166 GABATIS (MABTINUS DE)
Guglielmo I Arcivescovo di Reims. Fu stampato per la prima volta a Stra-
sburgo nel 1512, e pia altre volte in seguito. Unita al Cod. trovasi una
illustrazione sul Ma. e sul suo autore autografo dell' Ab. Pietro Mazzuchelli.
GAMBINO d'Arezzo. — Rime. {Cod. N. 972).
Cod. memb. in fol. picc. del Sec. XV.
La maggior parte di queste rime è in lode di Nicolò Vitelli. A pie della •
prima pagina si vede uno stemma. Tra gli altri componimenti di Gambino
trovasi una canzone in morte di Jacopo Piccinino pubblicata da G. B. Ver-
miglioli Perugino» che possedeva questo Codice. 11 Quadrio, T. VI, pag. 136,
dice che Gambino fiorì ai tempi di Borso d'Este circa il 1471, e dà il titolo
delle opere da lui scritte, ma non parla di questa. Non mi venne fatto di
trovare altra notizia di costui né di queste rime, che ritengo siano inedite.
Di Gambino parla anche il Mazzuchelli (Scrittori d'Italia), ma esso pure
tace di questa sua opera.
GANDINDS Fr. Pbtrus. — Lectiones sacrae. (Cod. N. 455).
Cod. memb. in 4° del §ec. XIV.
Sono lezioni e meditazioni per tutto l'anno. Alla fine di quelle, per la
Quaresima al fol. 184, vi è la nota seguente: « Expliciunt collationes per
t totam quadragesimam compillate per fratrem Petrum Gandinum de or-
« dine predicatorum ». Dopo queste furono raschiate alcune parole. Termina
senza sottoscrizione. Il Fabricio non ha parlato di questo autore che rimase
ignoto anche al Quetif ed alTEccard.
GARATIS (Martinus de). — Tractatus. (Cod. N. 138).
Questo bellissimo Codice ha sulla prima pagina una miniatura rappre-
sentante la Vergine seduta in un prato col bambino in grembo. Essa oc-
cupa tutta la larghezza del fol., che è contornato da palme e corone. La
lettera iniziale contiene una miniatura rappresentante un Vescovo che scrive :
a pie della pagina lo stemma Visconteo sorretto da due angioletti. Queste
miniature ben conservate sono assai belle. Le iniziali dei dodici libri che
compongono l'opera sono pure miniate. Incomincia con una lettera di de-
dica a Filippo Maria Visconti, il cui nome trovasi però soltanto al principio
della rubrica, che viene dopo la lettera.
Il nome dell'autore Martino De Goratis da Lodi trovasi alla fine del vo-
lume in una nota, ove discute se gli scrittori debbano o no mettere il loro
nome. Fii dottore in utroque jure , come si ha nella lettera di dedica. Fu
-professore all'Università di Pavia, ove incominciò questo trattato, e poi in
quella di Siena ove lo terminò. Gli argomenti dei libri della sua opera sono
1 seguenti:
De prìncipibus.
De consihariis principum.
De legatis principum.
De Castellarne.
De Officialibus.
De milite.
De bello.
De crìmine lesae majestatis.
De confederationibus principum et conventionibus.
De privilegio et rescripto.
De oignitate.
De Fisco.
GENEALOGIE ice. W
Questi capitoli seno suddivisi in sentenze.
Nessun autore trovo che abbia parlato del Garati, neppure Alessandro
Giseri nel Giardino isterico Lodigiano. U Argelati che aveva veduto questo
Codice nella Biblioteca dei Marchesi Visconti lo cita nella col. 51, come
Anonimus X e dà l'indice de' capitoli.
GAYTAN Pbdro. Istoria de Oran y des vujerieges dirigida al muy 111°
Seiior Don Lope de Montenegro gran canceller delrestado de Milan.
£1 pianto che Hizo S. Pedro quando negò a Jesu Cristo compuesto
per Pedro Gaytan dirigido al Seiior D. Lope de Montenegro gran
canceller de Milan. (Cod. N. 1356).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVI. Autografo.
Genealogia da Adamo sino a Gesù Cristo, e cronologia dei Papi sino
ad Urbano. \ (Cod. N. 489)
Cod. memb. in rotolo del Sec. XIII.
Questa curiosa pergamena lunga metri 3,67 e larga metri 0,31 fu scritta
ed ornata con molta cura. Lungo tutto il lato sinistro corre un fregio: nel
destro pure, ma è interrotto. In cima a sinistra è delineata a penna la
fila. A
nome,
spiega le ragioni del suo lavoro. Partendo dall'albero sotto cui stanno Adamo
ed Eva trovasi una lista azzurra, in cui sopra piattelli sono scritti i nomi
dei patriarchi componenti la genealogia di Gesù Cristo, del quale è deli-
neata la culla. Ai lati di questa vi sono altre genealogie con spiegazioni
e dati storici suffli Assiri ed altri re e popoli, con una pretesa pianta di
Gerusalemme. Ai disotto della culla vi è Cristo in croce , colla vergine e
S. Giovanni, e più sotto i dodici Apostoli con S. Paolo. La croce è posta
sopra una specie di nastro azzurro come il precedente, nel quale, parimente
. sopra piattelli, leggonsi i nomi dei Papi , con a fianco di ciascuno la du-
rata del loro pontificato. Paralellamente a sinistra vi è la serie degli Im-
peratori romani, che incominciano soltanto da Caligola, con scritto a fianco
fa durata del loro regno e con alcune notizie storiche. La serie imperiale
ove sono notati molti degli Imperatori d'Oriente è susseguita da quella dei
Re Longobardi. Dall'altro lato vi è quella degli Imperatori d'Occidente da
Carlo Magno sino a Federico II, di cui è notata l'incoronazione nel 1220.
Vi furono posteriormente aggiunti Corrado e Guglielmo che furono soltanto
Re. Ad un certo punto i nomi dei Papi sono scritti a tre di fronte. Essi
arrivano sino ad Onorio III , che morì nel 1 227. Gregorio IX e gli altri
quattro che seguono furono aggiunti da altra mano posteriormente. Sotto
queste serie vi sono le figure del Papa e dell'Imperatore, e fra di loro è
scritta la formola del giuramento che i Pontefici esigevano dagli Impera*
tori. Questo Codice che prova un gran sapere da parte del suo autore, avuto
specialmente riguardo ai tempi, ed alla scarsità di libri e di mezzi per pro-
curarseli che vi era nell'epoca in cui viveva, deve essere stato terminato
verso la fine del 1224. Oltre all'esservi troncate all'anno precedente le serie
dei regnanti si trovano due note alla fine del rotolo che riferiscono la no-
tizia di due terribili scosse di terremoto avvenute nel 1224.
Genealogie di famiglie Genovesi, sive liber Aureus.
(Cod.N. 1492 e 1493).
Cod. cart. in fai. del Sec. XVII, 2 voi.
Nel primo volume sono « Le ventottp famiglie di Genova et de loro
168 GESUITICA
« primi cognomi et origine fatte nell'anno 1528 dai Riformatori ». E sa-
rebbero le famiglie dette del Portico vecchio. Il secondo volume contiene
quelle del Portico nuovo.
Genealogia della famiglia Àrrigoni. (Cod. N. 1795).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
Genealogia et historia Comi tura Blanderati auctore Pietro Boggio.
(Cod. N. 1762).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII (1670).
Genealogia della Casa Reale di Toscana e della Gasa eccellentissima
de' Medici di Napoli. (Cod. N. 1801).
Cod. cart. in fol del Sec. XVII.
Geometria*. — Tractatus. (Cod. N. 218).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVII.
In fine vi è a Ars fortificatoria a domino Elia Gumpp On ni ponti die tata.
A. D. 1640 ».
GEORGIUS Benignus. — Libellus de Virginis matris assumptione.
(Cod. N. 453).
Cod. memb. in 8° del Sec XVI.
Precede in rosso la dedica seguente :
« Georgii Benigni Archiepiscopi Nazareni ad Mag™ Paulam Vicecomi-
« tem devotionis et omnium bona rum artium sectatorem preci puum in li-
« bellum de assumptione Virginis Dei matris Probemium incipit ».
Al verso dello stesso fol. 1 è ripetuta la medesima intestazione pel libello
che incomincia al fol. 2.
Il Fabrizio, Bib. lat. , T. Ili, pag. 33, col. ?, cita questo opuscolo con
altre opere di questo autore, secondo lui, Raguseo dell'Ordine de9 Minori
ed Arcivescovo di Nazareth nel 1500. Il Vadingo, Ann. T. XV, pag. 125,
dice di lui che fu « ex nobilissima familia Salviatorum virtù ti bus et literis
« insignis ».
GERARDINA (Notizie storiche della famiglia). (Cod. N. 1800).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
Ctaraitloa Milanese. — Catalogus Provinciae Medioi. (Cod. N. 1248).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVII.
È un elenco di tutti i gesuiti che vi furono nella Provincia di Milano,
colla data della loro nascita, dell'ingresso nell'Ordine, e della loro morte.
Incomincia dal 1559 e termina al 1737.
Ctaraitloa. — Forma del governo gesuitico. (Cod. N. 1714).
. Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
GIOVANNI (SER) 169
Otraitioa.. — Cose memorabili della chiesa e casa di S. Fedele ca-
vate da libri mastri e Mss. dell'Archivio, 1563.
(Cod. N. 1715 al 1718).
Cod. cart. in foL del Sec. XVIII, 4 voi.
Nel 1° voi. sono uniti i disegni della chiesa del 1723. Gli altri tre vo-
lumi sono di formato diverso e contengono notizie dell'ingresso de' PP. Ge-
suiti in Milano nel 1554 e loro vicende fino agli ultimi tempi quando fu
soppresso l'Ordine.
Nel terzo voi. si trova la lista degli «, Insigni benefattori dall'anno 1567,
« nel quale si diede principio alla fabbrica della chiesa di S. Fedele et dal-
« Tanno 1572 nel quale cominciò la casa professa sino all'anno 1584 nel
* quale morì San Carlo ». Oltre i nomi degli oblatori con delle notizie su
di loro, vi sono specificati i doni fatti, e vi si trovano la storia dell'Ordine
a Milano, e molte biografie di PP. Gesuiti, e molte notizie sui beni posse-
duti. Nel IV voi. vi sono dei documenti relativi alla concessione chiesta
dai Gesuiti di occupare il vicolo che sta dietro S. Fedele per erigervi il
campanile. Questi curiosi volumi sono importanti per la storia de' Gesuiti
a Milano.
GMnitioa. — Rinnovazioni originali di voti di professione dei Gesuiti
entrati nella casa professa di S. Fedele a Milano. (Cod. N. 1719).
Cod. cart in fol. dei Sec. XVI e XVII.
GIACOMINI TEBALDUZZI MALASPINI Lorenzo Accademico Fiorentino.
— Ragionamenti d'amore divisi in tre parti. (Cod. N. 573).
Cod. cart. in 8° del Sec. XIX.
V
GIANNONE Pietro. — Professione di fede al P. Giuseppe San Felice
Gesuita, dimorante in Roma. (Cod. N. 591).
Quest'opuscolo del celebre autore della Storia civile di Napoli fu stam-
pato senza nome di tipografo, senza luogo ed anno, e venne poi riprodotto
nelle opere postume in difesa a a Losanna » 1760.
(Mostra (la stupenda) fatta in Padova sotto il felicissimo reggimento
dell'Ili.0 sig. Gornaro ecc. — Poema eroico di L. G. P.
{Cod. N. 921).
Cod. cart in 4° del Sec. XVI.
GIOVANNI (Ser) Fiorentino. — Il Pecorone. (Cod. N. 85).
Cod. cart in 4° del Sec. XV di fol. 146, di coi 2 bianchi.
La prima pagina ha un fregio e la iniziale miniata. Eravi anche uno
stemma, ma il volume venne smarginato nel legarlo , e non ne rimase a
sufficienza per capire a cjual famiglia appartenesse.
Il sonetto che nell'edizione di Milano 1558 precede le novelle, in questo
Codice è posto alla fine, ed è seguito da altri versi di carattere diverso. —
Al v. di uno de' fol. bianchi alla fine vi è « Hic liber est Sebastiani Vin~
« oentìi Arigis de Florentia ». — Nella carta di risguardo in fine leggesi
Calai. TrUmbtana {Stampato ìf 20 agosto 1883) 22
170 GIUSTINIANI GEROLAMO
la nota seguente : « Questo celebre manoscritto ed unico in tutta Italia sul
« quale fu fatta la rara impressione (1) in Milano apparteneva un tempo
« al dotto Bastian de Rossi ed ora a me Daniele Farsetti. Ed ora a me
« Gian Giacomo Trivulzio ».
Dalla Bib. Farsetti era passato nelle mani di Giuseppe Gradenigo di
Venezia, dal quale fu ceduto al M." Trivulzio. Dopo la nota del Farsetti
in cui dichiara che questo Codice è unico, sarebbero parole sprecate quelle
che si adoperassero a provare quanto esso sia prezioso.
Giudizio della abilità e doti dei Ministri di S. &. il Granduca di To-
scana Gian Gastone de1 Medici. (Cod. N. 306).
Cod. in fol. del Sec. XVIII di foL 40 compresi due bianchi.
L'autore di questo giudizio rimasto anonimo ùella prefazione o lettera
che dovrebbe essere diretta ad un Ministro del nuovo Granduca di Toscana
Francesco di Lorena, dice di volerlo informare sulle persone che presero
parte air amministrazione sotto il precedente Granduca Gian Gastone de1
Medici, onde rendergli più fàcili i provvedimenti per un buon governo. Egli
perciò tesse di ognuno di loro una breve biografìa, od un cenno sulle loro
aualità morali ed intellettuali. Deve essere autografo e conserva i segni
elle piegature fatte per metterlo in una busta. È assai curioso.
Giuditta (il) universale del Notaro Veneziano. (Cod. N. 997).
Cod. cari in fol. del Sec XVIII.
Sono quartine in dialetto Veneziano.
Giuramento generale di fedeltà prestato in Milano al Re delle Spagne
Filippo V. (Cod. N. 1648).
Cod. cari in fol. del Sec XVIII.
GIUSSAN1 (Pr. Gian Pietro). — Vita di S. Carlo Borromeo Cardinale
ed Arcivescovo di Milano. (Cod. N. 600),
Cod. cari in fol. del Sec XVII.
D. Carlo Trivulzio in una nota inserta nel volume dà delle notizie sulla
famiglia Giù ssani, e narra come egli nel 1776 acquistasse questo Codice
dall'ultimo membro allora vivente di Questa famiglia. Prova in seguito es-
sere questo l'autografo e non già quello che trovasi air Ambrosiana, come
fu erroneamente ritenuto da alcuni scrittori.
Questa vita di San Carlo che fin dalla sua origine fu assai stimata vide
la luce per la prima volta in Roma nel 1610 ed ebbe più edizioni.
GIUSTINIANI Gerolamo. — Relazione di Roma del 1651.
(Cod. N. 1480).
Cod. cart. in fol. del^Sec. XVII.
(1) L'edizione di cui qui si parla à queUa degli stampatori fratelli Meda del 1568, appresso
Qìot. Antonio degli Antonii. L'esemplare che di questa rara edizione possiede la Bib. Trivulzio
appartenne già alla Bib. del Card. Gius. Renato Imperiali, come si vede dal timbro appostovi
GOSELINI (CAV. GIULIO AGEIPPA) 171
Gloria delle donne. — Leggenda di Sancta Catharina vergine. — Leg-
genda de Sancta Barbara. — Leggenda de Sancta Lucia.
(Cod. N. 432).
Cod. raemb. in 8° del Sec. XV.
La prima pagina ha un contórno miniato. L'iniziale è miniata sopra un
fondo d'oro. Anche le iniziali delle altre leggende sono miniate e dorate ed
hanno nel centro la figura della Santa di cui parlano.
A pie della prima pagina vi è uno stemma bipartito; ha nella parte
superiore un leone nero in campo d'oro , e nell'inferiore tre fasce azzurre
in campo d'oro.
«
GloMulaa super veterem logica m compilatele a Magistro Girardo de
Nogento. . {Cod. N. 753).
Cod. memb. in 4° del Sec. XIU.
GOLDONI Carlo. — 11 Cavaliere di Spirito, Commedia in versi.
(Cod. N. 1402).
Cod. cart in foL del Sec. XVI II.
GONZAGA (Origine della famiglia). (Cod. N. 299).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
Questo Codice di autore anonimo è autografo , come lo dimostrano le
molte correzioni e cancellature. Racconta la storia di casa Gonzaga dalle
sue origini sino al sec. xvi inoltrato.
GORI Pf. Giulio, Gesuita — Istoria della vita del glorioso Imp. Carlo VI.
(Cod. N. 61).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVIII.
Credo che quest'opera del P. Gori sia medita. Non è terminata. Nella
« Bib. des écnvains de la comp. de Jesus » dei fratelli Baker , IV Serie,
pag. 283 , è nominato il P. Giulio Gori come autore di libri di pietà, di
cui due vengono citati; ma non vi si parla della vita di Carlo VI, il che
mi fa credere che questo Codice sia autografo e forse unico.
GORINI Innocenzo, Oblato e Dott. in Sac. Teologia. — Discorso sulla
nascita del Ser.mo Arciduca Giuseppe nel 1740, con relazioni Mss.
e stampate delle feste fatte in Milano in quella occasione.
(Cod. N. 1647).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
GOSELINI (Cav. Giulio Agrippa). — De le laudi di Helena. Orazione
d'Isocrate tradotta dal latino. (Cod. N. il).
Cod. cart. in 8° del Sec XVI di pag. 39.
Sul fol. di risguardo vi è la seguente nota. « Questo libreto è di mano
del mio amatissimo figlio cavalier Giulio Agrippa Ooselini dolce et amato
ricordo ».
Questa nota è di mano di Giuliano Goselini l'autore della vita di D. Fer-
172 GOUVERNEMENT DE FRANCE
rante Gonzaga governatore di Milano , del quale fu secretano, e di altee
opere in prosa ed in versi, di cui diverse furono stampate. Nel fol. seguente
vi è il titolo in lettere maiuscole. Delle laudi di ff elena. — Nel fol. succes-
sivo a questo segnato 1 trovasi una lettera dedicatoria colla data in Milano
a xxviiii di Marzo del mdlxvii diretta ad un signore, di cui manca il nome.
Alla pa£. v incomincia il testo , che è la traduzione in Italiano dell'ora-
zione di Isocrate delle lodi di Elena. Termina a pag. xxxvnu.
Giulio Agrippa Uoselini morì di 19 anni e 9 mesi: fu tumulato nella
Chiesa di S. Maria de1 Servi (che ora più non esiste , ed era sulla piazza
dell' attuai tempio di S. Cario) , con una iscrizione ora scomparsa , ma di
cui ci conservò il testo Matteo Valerio (1), il cui Codice fa parte di questa
Biblioteca, COD. 604. Il Goselini aveva 15 anni quando fece questa tradu-
zione, il che prova quanto fosse vera l'asserzione dell' Argelati « Bib. Scrip.
Med. » col. 2120, che lo dice di precoce sapere. Egli però non conobbe
questo lavoro di Giulio Agrippa non facendone cenno in alcun modo.
IVLIO AGR1PPAE
GOSELINO
EQVITI
FORMA LITERIS INGENIO
EXCELLENTI
MORIBVS LONGE SVAVISSIMIS
COMVNI MOERORE OMNIVM
ANNO MDLXXI XI KALEN AVGVSTI
MORTVO
IVLIANVS GOSELINVS PATER
CLARA ALBINOVANA MATER
VNICO FILIO
ANNOS XIX MEN IX NATO
ET SIBI
MONVM POSVERVNT
EXORNATA CELLA ET DOTE ADDITA IN REM SACR
QVOTIDIE FACIENDAM
GOSELINI Giuliano. — Vita del Pr. D. Ferrante Gonzaga.
(Cod. N. 1322).
Cod. cart. in fol del Sec. XVI.
Quest'opera fu stampata a Milano da Gotardo Ponzio nel 1574. Il pre-
sente Codice appartenne alla Bib. de' Marchesi Stampa Soncino , de9 quali
vedesi lo stemma incollato sulla legatura interna.
Gouvernement de France. (Cod. N. 217)*
Cod. cart. in 4<> del Sec. XVIII.
É una esposizione del come fosse costituita l'amministrazione del Governo
francese.
(J ) Onde conservarne più sicura la memoria la riproduco.
GRAZZINI ANTON FRANCESCO 173
Chrammatloa latina. (Cod. H 676).
Cod. memb. in 4° del Sec. XV, mutilo.
GRAN VELA Antonio Cardinale. — Lettera al B. Sfondrato.
(Cod. N. 1606).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI.
Vedi Sfondrato, COD. 1606, dove vi è la descrizione del Codice.
*
GRÀPPUTO Tommaso. — Il Convito Borghesiano, in cui si raccontano
dieci piacevolissime novelle, opera di F. G. A. V. dedicata al merito
singolare del N. U. il C. Giulio Bernardino Tomitano. (Cod. N. 110).
Cod. in fol. del Sec. XVIII.
Sulla pagina' di frontispizio leggesi il seguente : « N. B. che il mano-
scritto è di mano dell'autore Tommaso Grapputo, e le correzioni, secondo
le quali si sono stampate queste novelle, sono di mano del Ch.° sig. Fran-
cesco di Giuseppe Negri Vmiziano ». Il Convito Borghesiano fu stampato
a Venezia nel 1800 colia data di Londra per Isac Iacson. In questa Biblio-
teca se ne trova un esemplare in pergamena colla dedica al Conte Giulio
Bernardino Tomitano. In altri esemplari però manca questa dedica, e vi è
qualche differenza nel frontispizio, ove è detta opera di Messer Grappolino.
GRAPPUTO Tommaso. — Agnoletta e Masetto, Novella. {Cod. N.UÌ).
Cod. in fol. del 1804.
Questa novella fu stampata a Milano dal Mussi nel 1 806, ma senza nome
di stampatore e di luogo, e ne viene fatto autore lo stesso Messer Grappolino.
Di quest'opera pure esiste nella Trivulziana un esemplare in pargamena.
GRATTAROLA Marco Aurelio. — Compendio della vita , gesti et cose
miracolose della S. Memoria di Carlo Borromeo Card. Arcivescovo
di Milano per informatione nella causa della sua canonizzazione
cavato dalli processi originali dell'Archivio Archiepiscopale di Milano.
(Cod. N. 599).
Cod. cart in fol. del 1603 e 1604.
D. Carlo Trivulzio in una nota da lui unita al volume provò essere questa
vita di S. Carlo opera del P. M. Ant. Grattaroia proposto generale degli
Oblati, il Quale fu procuratore in Roma per la canonizzazione del detto Santo.
Questo volume per la massima parte è autografo, avendone egli confrontato
il carattere con altri autografi che si conservano nella Bib. Ambrosiana.
GRAZZINI Anton Francesco detto il Lasca. — Novella X ed ultima
della terza cena. (Cod. N. 16).
Cod. cart. in 8° picc. del Sec. XVII.
La scrittura di questo piccolo* Codice è assai bella , ed è forse per tal
!>regio che venne conservato. Potrebbe però darsi, ma non lo credo, case
osse anteriore al 1756, anno in cui questa novella per la prima volta fu
stampata a Parigi colla data di Londra.
vi
174 GBIDÀRIO ecc.
GRAZZINI Anton Francesco. — La prima cena. (Cod. N. 17).
Cod. cart. in 8° pica del Sec. XVIII di fol. 94.
Questo Codicetto prodigio di calligrafia imitante il carattere corsivo
stampato è opera di Amadeo Mazzoli e fu scritto nel 1755, come vedesi
' dalla nota da lui apposta sulla prima pagina nel luogo dove avrebbe do-
vuto leggersi il nome dello stampatore.
GRAZZINI Anton Francesco. — Copia del Codice contenente novelle di
questo autore scritto nel sec. xvii e che fu già della libreria Stro-
ziana segnato N. 313, ed ora trovasi nella Magliabecchiana, Classe VI,
N. 190. (Cod. N. 191).
Cod. cart in fol. del Sec. XIX.
GREGORIUS (Sanctus) Papa. — Pastorale. (Cod. N. 515).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV.
Questo bel Codice benissimo conservato colla sua legatura originale in
pelle con ornati in oro impressi a freddo incomincia coir indice de Capitoli
« Incipiunt capitula libri Pastoralis Beati Gregorii Papae urbis Bomae ».
Nella pagina susseguente dove incomincia il Liber pastoralis nell'iniziale
in oro vi è una miniatura che rappresenta il Papa in atto di benedire l'ar-
civescovo di Ravenna Giovanni e di consegnargli il pastorale. Questi ha la
mitra bianca in capo ed è vestito colla dalmatica verde. La pagina è contornata
da tre lati da un fregio miniato ed in calce ha due stemmi. Quello coll'aquila
Sveva che è Tarme vescovile di Trento, l'altro è quello di Giovanni Hin-
derbach de Hassia, al quale fu dedicato il Codice e che fu eletto Vescovo
di quella città nel 1465 mentre era a Roma legato di Federico III impera-
tore a Paolo II papa, e che mori nel 1486.
I sommarii de' capitoli sono tutti in rosso e le iniziali in oro sopra un
fondo miniato. In fine leggesi la seguente annotazione in rosso: « Idi bus
« Quintilibus anni salutis Millesimi Quadringrentesimi sexagesimi sexti Bea-
« tissimi papaejGfregorii ad Johannem archiepiscopum Ravennatem pasto -
« rale R. domio Sanctae Tridentinae ecclesiae Episcopo optime merito Hie-
« ronymus Botenpeck prepositus in Rebedorf eiusce in urbe Capellani
« scripsit feliciter. Acta Paulo II maximo pontifico urbis Romae. Federico III
a divo Caesare Augusto pariter regnantibus. Dixi ».
GREGORIUS (Sanctus) Papa. — Dialoghi. {Cod. N. 539)-
Cod. memb. del Sec. XIV in fol.
Incomincia « Questo sie il dialogo di Sco Gregorio recato in volgare:
« et questo sie lo prologo di vulgarizzatore in primo al nome di Dio amen ».
Termina « Finisce lo quarto libro del dyalogo del beato Sco Gregorio Deo
« gratias amen ».
I nomi degli interlocutori dei dialoghi, ed i sommarii dei capitoli sono
scritti in rosso. Le iniziali si alternano rosse ed azzurre. Il testo è quello
stesso dell'edizione di Venezia 1475 per P. M. F.
Gridario Milanese per ordine alfabetico di materie. (Cod. N. 1861)
Cod. cart in fol. del Sec. XVI II.
GUABINI, VERONENSIS 175
GRUMELLO (Antonio da). — Cronaca dall'anno 1467*51 1519.
(Cod. N. 1 387 ).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI.
Questa cronaca pregevolissima, di cui non si conoscono altri esemplari
all' infuori di questo, fu stampata nel 1856 dal Prof. Giuseppe Muller nel primo
voi. della Saccolta di Cronisti, e documenti storici Lombardi. Nella prefazione
egli raccolse quelle pochissime notizie che potè sgranellare sul Grumello,
dalle quali risulta ch'egli era di famiglia Pavese, e che prese parte attiva
negli avvenimenti politici e guerreschi del suo tempo in favore degli Sforza.
GUALFREDUS, Magister. — Poetica novella ad Dnm Innocentium Pa-
pam tertium. (Cod. N. 681).
Cod. memb. in 4° del Sec. XY.
Incomincia il testo senza alcuna intestazione.
La prima lettera è miniata. Termina colla nota seguente: « Explicit
t poetna novella magistri Gualfredi ad dominum Innocentium papam ter-
« tium. Deo gratias Amen » . — Galfridus o Gualterius, o Gualdretus, giacché
lo si trova scritto in più modi, de Vinosalvo (Vinisauf) r istoriograto della
crociata di Ricardo cuor di leone in Palestina è l'autore di questo libro di
cui parla il Fabricio, T. Ili, pag. 1 2. Egli era di origine Inglese, ma edu-
cato in Italia. Il Leysero pubblicò quest'opera nel 1721 nella Bistorta poe-
tarmi medii Aevi, il Fabricio però scrive eh* essa era già stata stampata
un'.altra volta, ma non dice dove.
GUALFREDUS, Magister. - Poetica novella. (Cod. N. 728).
Cod. memb. in 8° del Sec XIV.
Vi sono molte varianti e note.
GUALFREDUS, Magister. — Poetica novella. (Cod. N. 762).
Cod. memb. in 4° del Sec. XIV.
Ha le iniziali in azzurro, ed i sommarii in rosso.
GUARINI, Veronensis. — Regulae. (Cod. N. 631).
Cod. cart. in 4° del Sec. XV.
Ha le iniziali in oro e miniate I titoli sono in rosso. Queste regole fu-
rono stampate molte volte. La prima edizione è quella del 1470, che viene
attribuita a Nicolò Jenson.
GUARINI, Veronensis. — Opuscula. (Cod. N. 666).
Cod. cari in 4° del Sec. XV.
I. M. T. Cicer. Recolete super pàradoxis incipiunt sub Rey.do Magistro
Guarino Veronensi.
IL M. T. C. de Senectute incipiunt sub reverendo Magistro Guarino
Veronensi.
176 GUICCIÀBDINI LUIGI
III. Incipit commentimi super librum Ciceronis de amicitia.
Termina rs\og.
Explicit commentum super librum M. T. Ciceronis de amicitia collectum
sub peritissimo dio Guarino Veronensi.
Il Rosmini nella vita di Guarino Veronese (Brescia 1806, pag. 147) cita
precisamente questo Codice della Bib. Trivulzio, né pare che altri Mss. egli
conoscesse di Questi tre opuscoli, che non furono mai stampati. A pie della
prima pagina è scritto il nome , probabilmente autografo dell'antico pos-
sessore di questo Codice cioè : « Liber D Grimani Card." S. Marci, Dome-
nico Grimani fu creato Cardinale da Alessandro VI nei 1493 ». Morì di 63
anni nel 1523. Scrisse diverse opere e tradusse le omelie di S. Giovanni
Grisostomo. Aveva raccolto una Biblioteca di ottomila volumi, numero assai
ragguardevole per quei tempi. Fra questi eravi il famoso Breviario ch'egli
legò alla Repubblica, e che si ammira ancora nella Marciana. — Di Guarino
Veronese e delle sue opere parlarono il Tiraboschi , Apostolo Zeno e molti
altri scrittori. Il Rosmini nella vita precitata raccolse quanto poteva sapersi
di questo dotto ed instancabile grammatico.
GUARNELLO Alessandro. — Traduzione del VI libro dell'Eneide in
8a rima. [Cod. N. 929).
Cod. cari in \° del Sec. XVI.
È unito a questo Codice un fol. in cui sono scritte due note risguar-
danti l'autore e la sua traduzione che fu corretta dal Tasso. La prima è di
mano ignota, la seconda è di D. Carlo Trivulzio. Il Quadrio, T. VI, pag. 69 4
parla di questo Codice.
Guerre d'Italia dal 1613 al 1615. (Cod. N. 1500).
Cod. cari in fol. del Sec. XVII.
L'autore anonimo di questa istoria in una lettera diretta al Duca di
Lerma dice che prende a raccontare quanto avvenne nei primi tre anni del
Governo del Marchese della Hynoyosa per difenderlo dalle accifee mossegli
ingiustamente. Questo signore fu mandato in Italia qual Governatore
dello Stato di Milano nel 1611 e fu richiamato nel 1615 per render conto
della sua condotta , essendo stato malcontento di lui Filippo III re di
Spagna.
GUICCIARDINI Luigi. — 11 sacco di Roma descritto et in appresso la
relazione del sacco di Roma dell'anno 1527 con altre particolarità
di quei tempi, descritti da Marcello Alberino Romano.
(Cod. N. 146).
Cod. cari in foL pica del Sec. XVII di pag. 234.
Il Sacco di Roma venne stampato per la prima volta a Parigi nel 1674
presso il libraio Piget ed anche presso Lud. Billaine , nonché presso Tom-
maso Jelbv. Malgrado la diversità de' nomi de' librai è la medesima edi-
zione col frontispizio mutato in parte. Fu erroneamente attribuita a Francesco
Guicciardini, e nella edizione di Colonia (Lucca) 1758 fu anche stampato il
suo nome. Essa è invece di Luigi suo fratello, come appare da questo Co-
dice, e come ora è da tutti riconosciuto. Il Sacco di Roma descritto da Mar-
cello Alberino è inedito. Carlo Milanesi diede un sunto di quest'opera nel
GUZMAN (FRANCISCO DE)
177
Saggio Monografico da lui preposto alla pubblicazione della Relazione del
Guicciardini e di altri del Sacco di Roma stampata a Firenze dal Barbèra
nel 1867.
GUZMAN (Francisco de). — Triumphos morales.
(Cod. N. 1112).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI.
Sul frontispizio si vede lo stemma Salazar col nome di quella fa-
miglia al disopra, e sotto la data del ir>70. Sono le lodi delle virtù in
8* rima.
CmétL Trivuliiana
{Stampato il 20 agtto 4883)
23
178 v HORA.TII (FLACCI QUINTI)
H
H1ER0N1MUS (S.U8). — Epistola ad Eustochium de virginitate servanda
et eiusdem S.li contra Jovinianum libr IL Item ex ammonitione mi-
rabili S. Hieronimi fratribus suis facta in morte. Quaedam excerpta.
(Cod. N. 433).
Cod. cart. in 8° del Sec. XV.
L'orazione in « articulo mortis » con cui termina il Cod. è mutila.
HIERONYMUS a Sancta Fide. — Tractatus contra Judeos domini hie-
ronymi medici domini ac sacratissimi Benedicti pp XIII qui fuit
hebreus conversus ad fidem Xpi per beatum Vincentium ordinis
predicatorum. (Cod. N. 1681).
Cod. cart. in fol. del Sec. XV.
Precedono alcune notizie sul Talmud. In fine si legge : « Idemmet Petrus
« Borgolochus bononie scripsit. Vale lector » . Segue un excerptum ex Suida
relativo ad un libro che era presso gli ebrei, cioè un'Epistola di Filippo a Teo-
dosio principe de' Giudei. Prima della sua conversione era detto Josuè Lurki ;
era spagnuolo: abiurò nel 1412. Parlò di lui il Fabrizio nella « Bib. Med.
et Inf. etc. » T. Ili, pag. 246.
Hlttoria. — « Incomincia Thistoria di quelli tre Santi Monaci quali
« andarono al paradiso terrestre ovvero deliciarum ». (Cod. N. 351).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV. •
Termina « Alla quale (gloria infinita) Iddio conduca noi et tutte le anime
Christiane per infinita secula seculorum amen. — È scritto molto accura-
tamente ; ed ha tutte le lettere maiuscole in oro con un fregio nella prima
Spagina: sembra scritto da un Milanese, stante i Lombardismi che vi si
rovano.
HORATII FLACCI (Quinti). - Carmina. (Cod. N. 736).
Cod. memb. in fol. del Sec. XV.
Vi è uno stemma a pie della prima pagina che pare sia quello della
HUGO DE SANCTO VICTORE 17»
famiglia Milanese de Noceto, come sta nel libro $ Arme antiche, Cod. 1390
che trovasi in questa Biblioteca.
L'iniziale è pure disegnata a colori, come lo sono alcune altre, ma non
tutte regolarmente. Vi si trovano pure alcuni disegni a penna. In alcuni
luoghi vi sono dei commenti : tutti i margini delle epistole ne sono coperti.
Alla fine delle Odi si legge:
Hic tunc multimodas finiunt Horatius odas
Horatii Flacci quintus et ultimus carminumjlibe£_
Finit et per me Jacobum de clodiis filium dni Àn
Ejusdem horatii epistolarum liber primus inchoat.
HORATII FLACCI (Quinti). — Carmina. (Cod. N. 788).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV.
Le iniziali- sono in rosso ed azzurro, la prima pagina ha un fregio e
l'iniziale miniata con oro.
Nella epistola a Giulio Floro colla quale termina il Codice l'ultimo verso
vi si trova trasportato dal luo^o ove dovrebbe stare tre versi prima.
Il primo e gli ultimi fol. di risguardo erano scritti, ma furono raschiati
per modo da renderne impossibile la lettura, solo da qualche parola meno
erasa si capisce che è scrittura del sec. xv.
Nel primo fol. di risguardo vi è la nota seguente: « Die xxim Decein-
« bris mdhii Ego Bo E. jipplicui Perusium et coepi officium thesaurerie prò
« S.mo D. N. Dno Julio pp ij » . Conserva la legatura originale in cuoio
impresso.
HORATII FLACCI (Quinti). — Odae. (Cod. N. 789).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV.
Le odi hanno delle postille marginali ed interlineari pure di carattere
antico. Il Codice è mutilo dopo i primi tre versi dell'Ode AVI « ad populum
Romanum d , Vi era anche il Carmen seculare, dopo il quale seguivano alcuni
fol. di un commento, ma non rimane ora che poco più dei capoversi, es-
sendo stati i fol. tagliati per il lungo. Conserva la sua legatura originale
in cuoio impresso. •
HORATII FLACCI (Quinti). — De arte poetica. Epistolarum fragraenta.
(Cod. N. 790).
Cod. cart. in 8° del Sec. XIV.
Il Cod. incomincia col verso 48 dell'arte poetica.
Nel primo libro delle Epistole manca la fine della I Epistola « ad Me-
cenatem »: tutta la II ed il principio della III. Manca della line dell'Ep. VI
e del principio della VII. Manca della fine dell'Ep. XVI e principio della
XVII. Il lib. II è completo.
HUGO de Sancto Victore. — Claustrale de anima et corpore Domini.
{Cod. N. 403).
Cod. memb. in 4° del Sec. XIV.
In principio del volume si trova una nota di D. Carlo Trivulzio intorno
all'autore.
Nella lettera L con cui incomincia questo trattato, vi è il ritratto, a
quanto pare, di Ugo da S. Vittore in abito cardinalizio.
a
180 HTMNAK1UM AMBKOSIÀNUM
A pie della pagina trovasi una indicazione che prova aver appartenuto
questo Codice alla Certosa di Garignano presso Milano.
HYGINIUS Julius. - De Signis. {Cod. N. 690)
Cod. cart. in 4° del Sec XV.
La disposizione del testo in questo Codice è di versa da quella che trovasi
n eli' Ed. di Venezia del 1482 e nelle altre che ne furono fatte in seguito.
Incomincia colla Descriptio Jbrmarum caelestìum che nella predetta Ed.
sarebbe il lib. Ili Dopo, al fol. 34 incomincia senza intestazione. « De Si-
« gnorum caelestium historia » che sarebbe il lib. IL I libri I e IV man-
cano. Le figure astronomiche sono disegnate a penna e ben fatte : le stelle
vi sono marcate in oro. Vi si trovano due fol. ai risguardo coperti di an-
notazioni. Sul primo vi è scritto: Iginvus de Signis. Marsilii et amicorwn.
Credo che questi sia Marsilio Ficino il celebre letterato protetto da Cosimo
e Lorenzo de' Medici, che cadde nelle follie astrologiche, come si vede nel
suo libro De vita coelitas comparanda. che gli valse d'essere sospettato di
magia, accusa di cui egli dovette scolparsi. É perciò probabile cne questo
libro gli abbia appartenuto e che siano di sua mano le note che vi si trovano.
Hymnarium Ambrosianum. — « Liber hymnorum per totius anni cir-
« culum seenndum constitutiones sanctissimi dectorisque patris nostri
« Ambrosii » . (Cod. N. 347).
Cod. memb. in 8° del Sec. XIV, colle note musicali.
In una nota posta al principio del volume D. Carlo Trivulzio opina che
questo Codice appartiene al sec. xiv , ma che però è posteriore al 1336,
stantachè vi è 1 inno composto da San Tomaso d'Aquino pel Corpus Do-
mini, che sembra sia stato introdotto nel rito Ambrosiano soltanto in
quell'anno.
INCISIONI (LIBBO DI) . 181
-iTir
I
Immagini di Maria Vergine che sono in Milano. (Cod. N. 374).
' Cod. cari, in 4° del Sec. XVII.
Contiene delle notizie storiche non prive d'interesse. Non ho potuto sco-
prire il nome dell'autore.
Il Ms. è in gran parte autografo, come lo mostrano le correzioni ed ag-
giunte.
IMBOTTJ Louis Bernardin. — Livre d'embouchures. (Cod. N. 606).
Cod. cart. in fol. del 1065.
Louis B. Imbottj, escuier sieur de Beaumont, scrisse questo trattato sul
modo di immorsare i cavalli corredandolo con disegni di freni convenienti
alla natura ed all'umore delle bestie che devonsi domare. Non può esservi
nei suo genere un lavoro più completo.
InoUioni (libro di). . (Cod. N. 2143).
Cod. cart in fol. picc.
Vi sono in Biblioteca delle cartelle contenenti delle incisioni antiche, ma
non sono descritte in questo catalogo. Solo queste essendo legate in un
libro furono messe fra i Mss. Questa preziosa raccolta meriterebbe una par-
ticolare descrizione per ciascun fol. se si potesse in un semplice catalogo
inserire un simile lavoro. Mi limiterò quindi ad alcune indicazioni som-
marie. Le incisioni vi furono messe senza ordine di data o di scuola da un
amatore, che molto probabilmente viveva nella seconda metà del sec. xvi,
giacché nessuna di esse è posteriore a quel tempo.
Fol. 1. La prima di queste incisioni rappresenta il profeta Ezechiele, o
fa raorte degli altri 23 profeti che vengono in seguito.
Fol. 2. La seconda è una nave; sembra di scuola Tedesca.
Fol. 3 al 25. Vengono in seguito gli altri 23 profeti nell'ordine seguente:
Daniele — Helia — Samuel — Josue — David — Abias — Eliseo — Moise
— Noe — Amos — Jeremia — Joel — Salomon — Jacob — Abacuc — Ba-
ruch — Isaia — Ageo — Zaccaria — Malachia — Naum — Jona — Aron.
Queste 24 incisioni (comprese quelle del N. 1) sono attribuite a Baccio
182 . INCISIONI (LIBEO DI)
Baldini. Sono di una perfetta conservazione, avendo tutte il fol. intonso
dell'altezza di 30 centimetri» per 21 di larghezza, e sono certamente delle
prime prove.
Dal fol. 26 al 35. Seguono altri dieci santi, cioè :
S. Bartolomeo — Giacomo Maggiore — Filippo — Taddeo- Juda — Gio-
vanni Maggiore — Simone — Andrea — Matteo — Mattia, incisi da Israel
V. Meken. Questi fol. sono ugualmente intonsi e della stessa misura dei
precedenti perfettamente conservati.
Fol. 36. Vi è rappresentato un vecchio che offre denaro ad una giovane.
E segnato colle iniziali I. M., cioè Israel Meken: buona prova ben con-
servata.
Fol. 37. Ornati di scuola italiana.
Fol. 38. S. Sebastiano con due arcieri. Scuola italiana.
Fol. 39. Donna giovane con un giovane seduti che si tengono per le
mani. Incisione di Israel Meken.
Fol. 40. Cinque incisioni tirate sopra un medesimo foglio. Quattro rap-
presentano i dottori della chiesa, un'altra più grande la natività.
Fol. 41. Vi sono quattro liste di ornati. Due sono candelabri identici:
gli altri due diversi alcun poco fra di loro, ma di ugual dimensione: erano
forse destinati ad ornamento di libri; hanno nel mezzo uno scudo con entro
una croce, forse quella di Savoia, con angioli che la fiancheggiano. Scuola
italiana.
Fol. 42. Tre incisioni di Martino Schongauer. Due tirate sopra" lo stesso
fol., l'altra ingommata fra loro. La prima rappresenta cinque ngure isolate
ed uno scoiattolo, ed alcuni fogliami e fiori. La terza un guerriero che tra-
figge il diavolo, liberando una donna inginocchiata. Nel rondo ha la sigle
M. S. La terza, che è nel mezzo, ingommata, rappresenta una regina che
tiene un libro che pare stia leggendo: colia marca M. S.
Fol. 43. Una nave in mare burrascoso è salvata da S. Michele. Scuola
tedesca.
Fol. 44. Sopra questo fol. vi sono sei incisioni, cioè uno scudo grande
con copia danzante nel mezzo, e nel contorno puttini che suonano, fra or-
nati, e nella parte inferiore i due giovani sdraiati, la donna è nuda. Nei
! quattro vani mori del circolo vi sono delle teste di donna. Nella parte in-
eriore del fol. due figure muliebri sostengono due cornucopie formanti un
circolo, dove poteva essere disegnato uno stemma. La prova è bella , ma
la carta ha dei guasti. Scuola italiana.
Fol. 45. Altro scudo con scene erotiche. In giro sopra un nastro intrec-
ciato con fogliami vi è la leggenda * Amore vuol fé e dove fé non è Amor
non può ». Scuola italiana.
Fol. 46. Cristo messo nel sepolcro di I. Culmbach, secondo alcuni , e di
Jan von Carinostro, secondo altri. Sul verso dello stesso fol. venne ingom-
mato un S Cristoforo colle iniziali M. S. (Martino Schongauer).
Fol. 47. Cristo in croce con Angeli, la Maria e S. Gerolamo.
Fol 48. Un ricco ostensorio di stile gotico. Scuola tedesca.
Fol. 49. La flagellazione segnata I. C. (Jan Carinostro?). Sul verso dello
stesso fol. S. Damiano e S. Francesco segnato I. M. (Israel Meken).
Fol. 50. Sopra una medesima lamina furono incisi sei quadretti rappre-
sentanti una sequela di scene che terminano coir estremo supplizio di più
persone. La* mancanza di qualsiasi scritto che accenni a quale avvenimento
si riferiscono rende impossibile ogni congettura in proposito, giacché ai
tempi ne1 quali fu inciso questo rame (prima metà del sec. xvi) erano state
troppo frequenti e comuni simili scene per poterne fissare una. Eccone la
descrizione. — Nel primo quadretto si vedono seduti ad una mensa tre giu-
dici secolari, davanti a loro stanno un pellegrino ed una pellegrina o vian-
danti che tali vengono indicati dal bordone che tengono. Sono coperti da
un mantello, e la veste sottoposta è a striscio ondulate a modo ai fiam-
melle, il che mi fa credere che l'incisore abbia così voluto designarle come
INDEX etc. 183
persone destinate al rogo. Tale congettura la fondo nel vedere nel secondo
compartimento una donna che viene impiccata, la quale porta una veste a
fiammelle, e crederei che ciò volesse indicare che quella donna dopo essere
steta impiccata doveva essere abbruciata , e ciò per ordine della S. Inqui-
sizione, perchè a dritta si vedono due giovani frati , uno de' quali porta
una croce astata, e fra di loro un altro frate più provetto che tiene il cap-
puccio sulla testa. A sinistra si vedono le teste e le zampe di due cavalli
che appartengono alla scorta del carnefice. Nel terzo ricompaiono i due pel-
legrini del primo quadretto, sembrano camminare e sono seguiti da una
donna che ha la testa scoperta e tiene essa pure il bordone, e indossa una
veste a fiammelle. Nel quarto compartimento si vede una casa incendiata
con un uomo armato di tridente che ne attizza il fuoco. Nel quinto è rap-
presentata una donna ignuda attaccata ad un palo, essa ha sulla testa certi
ornamenti che solevano portare le meretrici. Si vede ch'essa è condannata
ad essere arsa viva, perchè in fianco e dietro di lei avvampano già le
fiamme ed un garzone si avanza portando nuove fascine. Nel sesto vengono
rappresentati un uomo ed una donna impiccati , e da ambo i lati testo di
cavalli che indicano la scorta del carnefice , ma non vi sono né preti , né
frati, né croci, il che vuol dire che non erano giustiziati per ordine della
podestà ecclesiastica. Non credo che l'incisione sia di scuola italiana.
Fol. 51. Sant'Anna, la Madonna ed il bambino con paesaggio e mare
nel fondo.
* Fol. 52. San Gerolamo nel deserto. Scuola tedesca.
Fol. 53. Scudo con cani che attaccano un orso.
Fol. 51. Nove liste di ornati sopra un solo rame. Sul verso di questo
fol. fu ingommato uno stemma colle iniziali I. M. (Israel Meken) in alto, e
sotto la parola Bacholt.
Fol. 55. Sopra lo stesso fol. e da un sol rame si trova un vaso sostenuto
da un leone e da un grifone: e sotto una Pace colla Vergine e bambino.
Scuola tedesca.
Fol. 56 al 6t. Le Sibille Ellespontina — Frigia — Delfina — Cumana —
Europa — Persica. Bellissime prove sopra fol. intonsi.
Fol. 62. La Vergine che adora il bambino. Scuola italiana.
Sul v. dello stesso fol. furono ingommate due incisioni, cioè una S. Clara,
ed una lista di fogliami per ornato, ambedue di scuola tedesca.
Fol. 63. Santa Maria Maddalena. Scuola italiana. Fol. intonso dell'ugual
misura dei profeti e delle sibille.
Fol. 6i. San Sebastiano con tre arcieri che lo saettano: ai lati del Santo
vi sono stampate delle preghiere in latino. Seguono due fol. bianchi non
numerati.
Fol. 65. S. Pietro e Paolo sopra un solo rame e fol. segnato I. M. (Israel
Meken).
Fol. 66. San Rocco ed un altro Santo che tiene un calice da cui esce
un serpente: segnato pure I. M. parimente sopra un solo rame e fol.
Fol. 67. Altri due Santi simili ai precedenti (66 e 67). Tutti questi Santi
sono posti due a due sotto un arco, od ancona.
Dopo 3 fol. bianchi fol. 68. La morte della Vergine segnato Israel V. M»
(Meken).
Index numismatum romanorum grecorum eermanorum aliorumque gen-
tium et barbarorum 111.1 principis Ludovici comitis Palatini Rnèni
Bavariae ducis etc. (Cod. N. 269).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVII.
184 INQUISIZIONE
Indioe . delle carte dell'Archivio del castello di Milano trasportato Tanno
178... nella casa protessa di S. Fedele dei soppressi Gesuiti. Questo
indice è il primo spoglio fatto dei mazzi di quell'immenso Archivio,
e però non è ridotto a rigoroso alfabeto... Peraltro questo indice,
che sicuramente è unico, somministra notizie assai interessanti.
Questa nota è di D. Carlo Trivulzio. (Cod. N. 308 al 311).
Cod. cart. del Sec. XVIII in fol., 4 voi.
Va unito a questi un altro voi. dell* ugual formato che ha per titolo:
Spogli fatti nelt Archivio del Castello di Milano, e che nella parte da me
omessa nella nota surriferita sono detti Lettere missive. Questo indice è
prezioso specialmente dopo gli scarti inconsulti fatti delle carte dell'Archivio
detto già di S. Fedele ora di Stato, e dopo i furti che vi furono commessi.
Indice degli ordini della città di Milano dal 1550 al 1660.
(Cod. N. 1354).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
La prima parte di questi ordini, copiati da D. P. Ant. Trivulzio, è disposta
per ordine alfabetico di materia e comprende gli atti dal 1550 al 1650. La
seconda parte composta di quattro fascicoli e invece disposta per ordine
cronologico. Essi arrivano sino al 30 Dicembre del 1659. Nell'anno seguente
1660 non è registrata che le nomina del G* Barnaba Barbò a Vicario di
Provvisione.
Informazione del modo che si osserva nel trattare le cause civili nella
' città di Milano. [Cod. N. 271).
Cod. cart in fol del Sec. XVIII di fol. 250.
Informazione (ampia) dell'Assemblea straordinaria de' Monsignori Ar-
civescovi e Vescovi tenuta nell'Arcivescovado di Parigi nei primi
di Aprile e Maggio 1681 presieduta dall'Arcivescovo di Parigi.
(Cod. N. 273).
Cod. cart. del Sec. XVII in fol.
Inni secondo il rito romano colle note musicali ad uso della scuola di
S. Marta in P. Ticinese in Milano. (Cod. N. 521).
Cod. memb. in fol. del Sec. XV.
Vi è unito un altro libro di Inni ad uso della stessa scuola stampato in
Milano nel 1695. Vedi anche Officio, Cod. 520 ad uso della scuola di S. Marta.
Inni ecclesiastici tradotti in versi italiani. (Cod. N. 370).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVIII.
Inquisitene. (Cod. N. 1166).
Cod. cart. in fol. dei Sec. XVI e XVII.
Raccolta di atti, molti dei quali sono originali, relativi al Santo Ufficio
INTERPBETÀZIONE ecc. 185
della Inquisizione di Conio e della Valtellina che ne dipendeva. Incomin-
ciano nei sec. xvi e si. estendono al xvn. Vi si trovano anche gli estratti
di alcuni processi.
Ifltitntione (de) et origine Crucesignatorum. [Cod. N. 404).
Cod. memb. ed io parte cart. in 4° del Sec. XV.
Questo Codice appartenne al Convento di S. Pietro Martire di Vigevano,
come appare da due note che vi sono scritte, e servì al Vicario dell'Inqui-
sitore di quella città, come leggesi alla fine. Consta di due parti ; la prima
in carta, la seconda in pergamena. Incomincia col titolo seguente:
« De institutione et origine cruce signatorum Prefatio • . Dopo la pre-
fazione segue un trattato sulla Inquisizione , ed è una specie di manuale
che occupa 44 fot. compreso un indice. Dopo si trova un Capitulum insti*
tutionum papalium conerà hereticam pravitatem — Segue un Compendivi
episcopale diviso in tre parti: nella prima sono notate, dopo un preambolo,
tutte le dispense che possono essere accordate dai Vescovi.' Nella seconda
parte tratta di quelle facoltà die sono interdette ai Vescovi perchè riser-
vate al Pontefice. Nella terza tratta di quelle cose che spettano all'Officio
pastorale.
Institutiones canonicae. (Cod. N. 590).
Cod. cart. del Sec. XVII in fol.
Incomincia con un indice , dopo il quale mancano due fogli. Non vi è
nome d'autore.
Instruotio circa conficiendos processus inquisitionis in qualitates eorum
qui promovendi sunt ad regimen cathedralium. (Cod. N. 250).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVII.
Instruotio secretissima Gallo Britanno lìatava Federico V corniti pala-
tino eleclori data. (Cod. N. 1598).
Cod. cart. del 1620 in fol.
Vi è unita una incisione rappresentante i principi elettori. Nella parte
superiore sta scritto: Il festino del re delle fave. Nella inferiore dei versi
recitati da diversi personaggi. È una satira politica.
Interpretazione dei sogni secondo i filosofi de Persia, India et Egypto.
(Cod. N. 140)
Cod. cart. in fol. del Sec. XV.
L' Ab. Pietro Mazzuchelli nella illustrazione che fece alla lettera del Coma
tradotto dallo Scyllacio, Pavia 1 494. inserta in quel rarissimo opuscolo che
si trova nella Tnvulziana, parlò diffusamente di questo Codice e però tra-
scrivo la sua nota.
Questo Codice (l'interpretazione dei sogni) è cartaceo del sec. xv in fol.,
e le opere cui comprende sono quelle di Aristotile e di Acmet o di Leone
Tristano sopra i sogni. Della prima manca il 1° fol., e in calce al capitolo
medesimo, che è l'ultimo, trovasi questa nota. « Fine del tractato de Ari-
« stotìle de li insomnii traducto per Nicolao ScyJlatio Siculo doctore de arte
Calai. Tripulxiana , (Stampalo il 20 agosto 4883) 24
186
INVESTITURA ecc.
a et medicina degnissimo lectore de philosophia in Pavia ad instantia de
« la 111.111* Madonna Isabella Visconti Àragonea et excellentissima duchessa
de Milano » . Indi segue un sonetto del traduttore, il quale incomincia :
Illustrissima duchessa questo oscuro.
Dopo tal rozza poesia leggesi: Finis Papié. Viene poi in seguito l' altro
trattato sulla stessa materia, al guale precede una lettera di Leone IHstan o
philosqpho et interprete de sommi a Ugo suo magistro. Da questo sembra
essere lo stesso Leone l'autore dell'opera seguente. In fine della tavola al-
fabetica posta in calce alla stessa opera e in fine anche di tutto il Codice
legatesi quest'altra nota, a Finisse la interpretazione de insomnii secondo i
« philosophi de Asia» d'India et Egypto traducte per Magistro Nicolao Scvl-
« latio Siculo doctore de arte et medicina dignissimo lectore de philosophia
« in lo inclito studio de Papi a- ad instantia de la Illustrissima Isabella du-
« chessa di Milano ». Anche quivi aggiungesi un altro sonetto, il quale
comincia : Hot che la barca mia al porto è arrivata. Dopo di esso sta la
data così: Finis papié 17 Octobris 1493. L'ultimo numero non molto bene
si ravvisa, ma pure sembra essere un 3. Tale sembrò pure al Villa, come dirò
più abbasso. Pure anche più di 60 anni fa non doveva essere molto chiaro
e visibile. Ciò oso di asserire , perchè vedo che il Quadrio nel Tomo VII
della Storia e ragione d'ogni poesia stampato nel 1752 descrivendo questo
Codice stesso fin d'allora esistente, com'egli si esprime, presso il Marchese
D. Carlo Trivulzio con occasione di ricordare i due sonetti già da me ac-
cennati nel riportarne la data segna l'anno 1499. In quest'anno, come è noto,
nell'Ottobre e fin anche nel Settembre era già in possesso di Milano Lodo-
vico XII re di Francia , il quale esclusivamente q. sé pretendeva doversi
non che il possesso anche il titolo dì Duca di Milano , né avrebbe un suo
salariato come doveva essere il Scyllacio come professore a Pavia o qua-
lunque altro scrittore in Pavia osato di chiamare Duchessa di Milano una
persona della famiglia Sforza, la quale quel Re asseriva essersi intrusa in
un dominio a lui dovuto. Un altro errore commise pur ivi il Quadrio leg-
gendo Scollano ove sta scritto Scillatio, e nominandolo quindi Scyllano e ivi
e nell'indice il nostro Scyllacio o Scyllatio che vale lo stesso, perchè in quei
tempi qui in Lombardia principalmente il e avanti Vi e Ve pronuncia vasi
egualmente, ed il t avanti le vocali ia io ec come la z, che ora si è sostituita
in detti casi al e e al t nella scrittura. L'abbaglio preso dal Quadrio in
leggere tal nome provenne dal mancare il punto sopra l'è e Tessere il t
accoppiato all'i istesso. .. Il Villa nel Tomo ultimo della Bib. dei Volgariz-
zatori dell' Argelati, pag. 380, descrive lo stesso Codice cui dice d'aver ve-
duto egli pure presso il Ch ° D. Carlo Trivulzio. Ivi chiama egli Scyllano
e non Scyllatio il traduttore, e riporta per intero la lettera di Leone Tri-
stano, donde conchiude che questi dev'esserne l'autore, anziché Acmet a
cui si attribuisce in alcune stampe questa o somigliante opera. Indi recita
per intero pure l'ultimo sonetto senza però far cenno del primo e riporta
altresì la data del Codice ove l'anno è espresso così 1493, soggiungendo,
male letto dal Quadrio 1499.
Investitura delio Stato di Siena per il sig. D. Giovanni Figueroa pro-
curatore e mandatario di Filippo II re di Spagna nella persona di
Cosimo de'. Medici secondo Duca di Firenze nel 1557.
(Cod. N. 1300).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
Investitura dello Stato di Milano. (Cod. N. 1506).
Cod. cart. in fol. parte Ma,, parte stampato.
Sono 18 pezze ed incominciano colla erezione dello Stato di Milano in
ISOCRATE 187
ducato a favore di 6. 6. Visconti del r Maggio 1395. L'ultimo è dell'Im-
peratore Leopoldo del 9 Agosto 1659. Non sono però tutte investiture. Vi
sono i patti fra le città di Pavia e Francesco Sforza del 1447, ed i capitoli
fra la città di Milano e quella di Como dello stesso anno.
ISOCRATE. — Oraison escripte a Nicocles roy de Cypres touchant
Padministration d'un royaume. (Cod. N. 2152).
God. memb. in 8° del Sec. XVI di fol. 18.
Questo bel Codicetto scritto con gran cura è legato in pelle nera. Sul
piatto esterno del volume vi è una inquadratura coir arni e Hi no di Bretagna
agli angoli ; nel mezzo un esagono in forma di stella accantonato da del-
fìni incoronati, e dell' armellino : nel mezzo dell'esagono si legge il titolo
qui sopra riportato, nell'altro piatto la seguente iscrizione:
DIVO HENR. VALESIO
FRAN. DELPHINO
ET ARMORIC DV
Q POTENTISS.
NVMCVPABAVR (sic)
AN 1542.
Sul recto del 1° fol. si leggono i versi seguenti:
« Ce livre est a moy Gabrielle
« Qui voudrois bien avoir l'esprit
« Et le scavoir semblable a celle
« Qui lagmis icy en escript » .
Al verso dello stesso fol. leggonsi questi altri:
■
« Quand vous viendres a regarder cecy
« Avant quailleurs mettes vostre courage
« Souvenez vous d'une ani a feict cecy
« De qui le coeur vous aemeure pour gage ».
Sotto questo epigramma vi era un nome , ma fu raschiato con tanta
cura che non è possibile di leggerlo. Al recto dell'ultimo fol. erano stati
scritti altri versi che furono pure raschiati, e resi illeggibili. Al verso dello
stesso fol. leggesi:
» De vraye amour aultre amour reciprochile
« C'est le parfaict de son plus grand desir
« Mais si l'amour de l' aultre amour se mocque
0 Pour ung amour trop moings digne choisir
« C'est ung ennuy qui ne donne loysir
« Temps ne repos pour trouver reconfort
« Le desespoir est pire que la mort
« Et jalouzie est ung vray desespoir
«Ofoy rompue 0 trop aparent tort
« Pour vous me fault pis que mort recepvoir ».
Questo prezioso volumetto è rimarchevole per le persone cui appartenne.
L'iscrizione sul cartone ci fa sapere che fu dedicato ai Delfino di Francia,
che fu poi re sotto il nome di Enrico II. L'epigramma del 1° fol. ci dà il
nome della bellissima Gabrielle d'Estrées, la donna che seppe più lunga-
mente cattivarsi 1' amore del volubile Enrico IV, dal quale ebbe tre figli,
188 ISTOBIA DI RINALDO DA MONTALBANO
ed era incinta di un quarto quando improvvisamente morì. Tutti i versi
sovracitati sono scritti da lei, e le parole del primo epigramma mi fanno
credere che questa traduzione sia opera, della celebre Margherita di Valois,
che fece e dedicò questo suo lavoro al nipote Enrico II. Questa Principessa
nata nel 1492 era sorella di Francesco I: donna di gran cuore e di molto
ingegno, era di non comune coltura in un'epoca in cui altre Principesse
sapevano il latino ed il greco e si occupavano di letteratura. Scrisse
« l'Heptameron ossai » delle novelle del genere del Decamerone del Boc-
caccio, e lasciò altre opere in prosa ed in versi. Questo volume da lei de-
dicato al nipote , conservato come memoria di famiglia sarà stato dato ,
probabilmente, ad Enrico IV, che si trovava essere piccolo figlio dell'au-
trice. Da questi passò nelle mani dell'amata Gabriella che ben giustamente
poteva manifestare il desiderio di rassomigliare all'avola del gran Bearnese.
Margherita che Francesco I soleva chiamare la Marguerite des Margue-
rites, cioè la perla- delle perle, rimasta vedova di Carlo IV duca d'AlenQon
nel 1525, sposò due anni dopo Enrico d'Albret re di Navarra, e mori nel
1549 lasciando una sola figlia, Jeanne d'Albret che fu madre di Enrico IV.
ISOCRATIS. — Oratio ad Nicoclera. (Cod. N. 2151).
God. memb. in 8° del Sec. XV.
Sul primo fol. che ha un contorno e l'iniziale miniati si legge in ca-
ratteri maiuscoli in oro.
a Ad Illustre Principem Federicum Urbini Comitem Alamaijni Rinuccini
« in orationem Ysocratis ex greco translatam prefatio feliciter incipit ».
Termina questa prefazione al v. del fol. 6 colla data: « Florentie Quarto
« Novcmbris mcccclxxi ».
Indi ugualmente in maiuscole in oro.
« Ysocratis oratio de regno ad Nicoclem per Alamannum Rinuccinum ex
(sic)
« greco latine latine facta incipit feliciter • . Termina al fol. 29 colla data: « Fi-
fe nis pridie Nonas Novembris mcccclxxi », sotto cui vi è una sigla che contiene
il nome di Alamanno Rinuccini. — Fra i molti uomini di lettere che con-
tribuirono a rendere illustre il nome dei Rinuccini Alamanno occupa cer-
tamente il primo posto. Egli fu eminente non solo come letterato, ma altresì
come uomo politico. Servì la sua patria ed ebbe le più alte cariche ed onori
nella Repubblica Fiorentina. Molti scrittori lo lodarono , ma specialmente
il Fossi e l'Aiazzi che ne dettarono la vita e diedero l'elenco delle sue opere,
ma questa sua traduzione dal greco rimase loro ignota.
Il volume benissimo conservato colla sua bella legatura antica è quello
stesso che l'autore mandò al Conte Federico d'Urbino, cui era dedicato ed
a cui aveva già diretto con altra lettera dedicatoria la sua traduzione della
vita di Apollonio Tyaneo.
*
Istoria di Rinaldo da Montalbano. (Cod. N. 135).
kCod. cart. in fol. del Sec. XV di carte 60.
Al principio del voi. sopra un fol. di risguardo trovasi la nota seguente:
a Nell'Ottobre del 1795 che fu qui in casa mia l'Ab. Eusebio della Lana
a Lucchese acquistai da lui questo Ms. che egli aveva trovato in Toscana.
« L'Ab. Giacomo Morelli a carte 299 della Biolioteca manoscritta di Tom.
« Giuseppe Farsetti descrivendo un Codice (N. 114) in fol. del sec. xv di
« questo testo di lingua dice che questo volgarizzamento viene citato come
« testo di lingua dai Vocabu Liristi, e ciò sopra un Ms. che una volta fra quei
« dell' Accademia si conservava. Aggiunge che coraechè il Codice Farsetti,
ISTORIA DELL'ANTICO TESTAMENTO 189
« ora nella Marciana manca di due carte al principio e d'un' altra alla fine,
« è però molto prezioso essendo rarissime le copie di tale Volgarizzamento,
« che non fu mai dato alla stampa non essendovi notizia al presente che
« di esso verun altro Codice si trovi oltre a due che in Firenze si serbano
« l'uno del sec. xiv riveduto & racconcio per Giovanni da Strada chiamato
• lo Stradino nel 1474, e questo si trova nella libreria Palatina (Zaccaria,
« Excurs. lit. per Italiani , pag. 23) , 1' altro sta nella Laurenziana , e per
« quanto leggesi nella Bibliot. de1 Mss. del P. Montfaucon, T. I, pag. 326,
• fu scritto per mano dello Stradino nel 1506, e sembra essere lo stesso
« che presso il medesimo Stradino vide il Salviati, come accenna nel Tomo I
« degli Avvenimenti a carte 131. Questo nostro Codice mancante della sola
« prima carta è da tenersi in maggior conto di quello della Farsettiana
« descritto dal Morelli , mancante di due carte al principio e di un'altra
« alla fine. A questo difetto si potrà facilmente rimediare facendo tascrivere
« la prima carta del Cori /Palatino di Firenze o meglio dall'altro della Lau-
« renziana. Oderzo 12 di Aprile 1809. Giulio Bernardino Tomitano ».
Istoria come pervenisse la Sig. Bianca Cappello Nobil Veneziana Gran-
duchessa di Toscana. (Cod. N. 119).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVII.
In fine trovasi un opuscolo scritto del medesimo carattere col titolo:
« Morte di Cecco d'Ascoli seguita in Firenze alli 15 7.mbre 1328 ».
Questi due opuscoli dovevano far parte di un Codice di Miscellanea ,
perchè hanno i fol. numerizzati incominciando la prima a pag. 190, e la
seconda a pag. 234.
Istoria come la Sig. Bianca Cappello ecc. (Cod. N. 307).
Cod. cart. del Sec. XVII.
É una copia della stessa Istoria del Cod. precedente
Istoria del Conte d'Arco. (Cod, N. 1950).
Cod. cart in fol. del Sec. XVII di 23 fol. scritti e 7 bianchi.
Il Conte Ant. Maria Borromeo nel « Catalogo dei Novellieri » (Bassano
1805, pag. 61) dice che l'autore di questo opuscolo è il sig. Firmiano Po-
chini Padovano, e che venne stampato colla data di Nicopoli appresso Evasio
Folgori 1708, in 8°. Altra edizione ne fu fatta a Firenze nel 1765 coltitelo
di Amori innocenti di Sigismondo Conte d'Arco con la Princ. Claudia Felice
d'Inspruck tradotti dalla lingua Spagnuola dal Conte Lorenzo Magalotti.
Istoria dell'Antico Testamento. (Cod. N. 545).
Cod. memb. in fol. del Sec. XV acefalo.
Questo Codice può riguardarsi come diviso in due parti. La prima con-
tiene una esposizione della creazione del mondo e della Storia dell'Antico
Testamento fino all'uscita degli Ebrei dall'Egitto, ma il principio manca. Il
contenuto nella seconda parte viene spiegato dall'autore nella esposizione
seguente: « Inprimamente lo comenzamento de questo libro sie lo avegnimento
190 ISTOBIÀ etc.
« de la nostra Madona Sancta Maria, zoe come Joachin tolse Anna per sua
« mugliere et come nassete la nostra donna et corno ella tolsse Josep per suo
e sposo. Et la natività del nostro Sigw et la infancia de Jhu Xpo bndecto.
« Ancora seguita può driedo la passione d$l nostro signore yhu Xpo et altri mi-
te racolli.Item drieto la passione seguita la resurrecione et laassunsione et molti
« altri miracolli del nostro Sig" meser yhu Xpo. Item seguita la vita et
« li miracolli che fece la nostra donna vergene madona Sancta maria driedo
« la assensione del suo dolce fiolo. Et come la passa de questa vita et as-
« sendete in ciello il terzo di in anima et in corpo. Item el pianto de la
a nostra donna. Item lofficio de la nostra donna e i noti salmi peni tendali,
« et la messa de la nostra donna tutto per vulgare et molte altre oraci one.
« Item seguita una raxone de luna molto bella. Item li evangelli per vul-
a gare. Amen ».
Non occorre parlare della prima parte che è un estratto della Bibbia
misto a favolosi racconti della Storia Assira , Greca e Romana , ma della
seconda parte gioverà fare una più minuta dercrizione.
Prima di tutto trovasi una parafrasi del Protoevangelo di San Giacomo,
del quale fu pubblicato il testo latino dal Fabricio e da altri, ma non già
questa traduzione che ritengo sconosciuta, come lo è quella che segue della
Passione di N. S. 0. C. del pseudo evangelo di Nicodemo con molte ag-
S tante tolte da altri apocrifi. Dopo questi vi sono i Miracoli della Vergine
aria, ma non sono quelli di cui furono fette tante edizioni nel sec. xv. —
Segue il Lamento et pianto della nostra donna in terza rima. Di questo
poemetto non ho potuto trovare chi sia l'autore. Ne esiste però una edi-
zione con molte e notevoli varianti fatta da Maestro Luca Venetiano in
Venetia a dì xvn Marzo mcccclxxxi, della quale conservasi un bellissimo
esemplare in questa Biblioteca. Ho cercato inutilmente nei bibliografi no-
tizie di questo volume ignorato da tutti, e che non è da confondersi colla
Vita della gloriosissima Vergine del Cornazzano stampata dallo stesso
Luca Venetiano in quello stesso anno, della Quale pure esiste un esemplare
nella Trivulziana. Segue la traduzione dell' Ufficio e della Messa secondo la
Curia romana, coi sette Salmi penitenziali. Anche questa parafrasi è inedita
e sconosciuta. Dopo viene la Raxone della luna, e poi la traduzione di al-
cuni capitoli degli Evangeli, e chiusesi il volume colla seguente sottoscri-
zione : « Et ego Dominicus fiiius nobiiis viri Nicolai de Cartrano scripsi
die xxui] Mai] 1465 » . La scrittura del Codice è bella , e lo stile è buono.
Istoria de la Passione del nostro Segnor Jesu Christo. {Cod. N. 1993).
Cod. memb. in fol. pioc. del Sec XIV di fol. 32 compreso 1 bianco in fine.
Incomincia col titolo seguente: « Questa sie Ustoria de la passion del
« nostro Segnor yHù Xpo tingia da tati li quatro evangelisti tato aponcto
« segando lavita (la verità). Li quatro evangelisti si parlavano in divisi
« modi de la passion del nostro Segnor ma no se pono keli se discordano
« ma quelo che luno tase laltro compie. Unde de tati quatro nu avemo
« fato una historia laqual si comprende tute quelle cosse ke fono fagie e
« digie in la sova passione ».
Termina al verso del fol. 31 colla nota seguente:
« Iste liber est Hieronimi del noto et costavit sibi de suis denariis
« grossos xxv a presbitero Ambroxino de Massonibus — Dum sumus in
o Sfondo vivamus corpore mondo — Ilio piane omnia possidet qui piane
« oontempxit omnia ».
L'iniziale del primo fol. è miniata con ornati che contornano per tre
lati la pagina. Il fol. di risguardo ai principio contiene un atto notarile
mutilo dell'anno 1521. Non ho trovato indizio dell'autore di questo opuscolo,
ISTRUMENTI ecc. 181
né lo trovai citato. Lo scrittore era certamente Veneto, perchè egli vi me-
scola l'italiano col suo dialetto. È importante per la filologia.
Irtrumenti di vendita sopra il dazio del vino e la gabella del sale fatta
dalla città di Milano ai fratelli Caravaggio nel 1576 e 1577 rogati
dal notaro Gian Bernardo della Chiesa. Autentici. (Cod. N. 233).
Cod. memb. in 4* del Sec. XVI.
Irtromenti di liberazione e ratifica fra il Sig. CaiTAntonio e Hieronimo
Brebbia. (Cod. N. 234).
Cod. memb. in 4° del 1580.
Irtromenti di confesso dei Conti Bolognini di aver ricevuto i livelli da
Gian Ambrogio de Regalis per la possessione detta de Gruminello
dal 1512 al 1538. Autentici. (Cod. N. 1239).
y Cod. memb. in 4* del Sec. XVI.
Irtrumento di vendita che fa il Governatore di Milano Giov. Fernando
de Velasco ad Antonio Gropallo Genovese dell'annuo reddito di
Lire 685, 14, 3 di Mil. sulla ferma del sale nel 1599.
(Cod. N. 1242).
Cod. memb. in 4° del Sec. XVI.
Irtromento di vendita a Gabriele Olocato di beni Camerali fatta dalla
R. Ducal Camera di Milano nel 1596. (Cod. N. 1243).
Cod. memb. in 4° del Sec. XVI.
lrtromento. — Altra copia con qualche variante. (Cod. N. 1244).
Cod. memb. in 4° del Sec. XVI.
lrtromento di vendita di alcuni redditi camerali a Massimo del Piero
fatta dagli agenti della R. Ducal Camera di Milano rogato da Ce-
sare Regaino il 20 Luglio 1589. (Cod. N. 1245).
Cod. memb. in 4* del Sec. XVI.
strumenti varii del Sec. xv. (Cod. N. 1310).
Cod. cari in fol. del Sec. XV.
Non sono autentici, e credo che siano stati raccolti come formulari per
uso di notai novizi.
Irtrumenti del notaio Francesco de Sanctis ed altri. (Cod. N. 1520).
Cod. cari in fol. del Sec. XV.
È un'accozaglia di atti notarili, testamenti, ed altri atti d'ogni genere
192 ISTBUZIONI ecc.
non originali, ma in copia, pei quali non venne l'ordine cronologico, e che
panni sia stato messo assieme come formulario ad uso del notaro eie Sanctis,
il quale a metà circa del volume vi scrisse anche Una genealogia della
sua famiglia, che era di Gallarate, e che sembra fosse abbastanza antica.
L' ultima nascita da lui notata è del 1 f 57. Vi sono pure altre memorie sparse
nel volume.
Istromento di compera di un palazzo in Roma fatta dal Mag.co Signor
Tomaso Marino nel \ 547 per il prezzo di scudi 25 mila. Autentico.
(Cod. N. 1990).
In questo istromento vi è una nota di statue e marmi antichi che si
trovavano nel suddetto palazzo.
Istromento di vendita fatta dall'Arcivescovo di Milano Ippolito d'fiste,
di beni di proprietà della mensa arcivescovile siti in Valtellina nel
luogo di Tilli per il prezzo di 4 mila scudi d'oro, avutone il per-
messo dalla Santa Sede e dal Duca di Milano Francesco II, rogato
dal notaro Francesco de Garabelli al 10 di Giugno 1534.
(Cod. N. 1992).
Cod. memb. in 4° del Sec. XVI. Il primo fol. è tagliato per metà.
Istromento di elezione del Consiglio di 900 cittadini de1 più accreditati
deputati al Governo della Repubblica Milanese, rogato il 17 Agosto
1447 da Ambrogio Sommaruga notaro dell'Ufficio di Provvisione
di Milano. (Cod. N. 1756).
Cod. cari in fol. del Sec. XVIII.
Instrumentum conventionis inter Franciscum Sfortiam et civitatem Me-
diolani actum an 1450. (Cod. N. 1757).
Cod. eart in fol. del Sec. XVII.
Istromento di deposito di denaro fatto nelle mani di Gabriele Pani-
garola dal Mar.86 Lodovico de Maggi. (Cod. N. 1764).
Cod cari in fol. del 1529.
Istruzioni a legati Apostolici e Nunci. (Cod. N. 1152 e 1153).
Cod. cart. ia fol. del Sec. XVII, 2 voi.
Voi. 1°. I. Istruzione a M.r Carafa vescovo d'Aversa nunzio all'Impera-
tore, 1621.
II. Istruzione a Mons. Molitorio vescovo di Nicastro nunzio in Colonia,
1621.
III. Istruzione a Mons. Verospi auditore di Rota nunzio straordinario in
Germania, 1622.
IV. Ordine a Mons. Vefospi di trattare con l'Imperatore della persona
del Card. Chisellio, 1622.
V. Ordine a Mons. Verospi per rallegrarsi con l'Imperatore e l'Impera-
trice delle loro nozze, 1622.
fùtottc*.* fini U Crotf
DONATI AELII
GRAMMATICA ad USUM
MAXIMILIAN1 SPHORTIAE ECC.
Codice N° 2167 Pagina N? 139
Mlldto
Eholipi* CF*rt<*riu e /• -<»/;,
IOHANNES DE JANUA 193
VI. Istruzione al Sig. D. Pietro Aldobrandini luogotenente generale in
Germania, 1621.
VII. Istruzione al Sig. Matteo Pini pagatore e collatriale in Germania.
Voi. 2°. I. Istruzione a Mons. di Torres arcivescovo di Andrianopoli nunzio
in Polonia, 1621.
II. Istruzione a Mons. Vescovo di Nola nunzio ordinario in Polonia, 1622.
m. Istruzione a Mons. Donozetto arcivescovo di Seleucia legato d'Avi-
gnone, 1621.
IV. Istruzione al P. D. Tobia Carona per andare al Re di Francia ed al
Sig. Duca di Savoia per l'Impresa di Ginevra, 1621.
V. Istruzione a Mons. Corsini arcivescovo di Tarsi nuncio in Francia.
1621.
Irtrusioni date dalla Città di Milano a diversi suoi inviati.
(Cod. N. 1680).
• Cod. cari parte stampato, parte Ma. in fol. dal 1557 al 1724.
Sono in numero di sedici. Ve ne sono molte che non si trovano notate
dal Salomoni. Memorie storiche diplomatiche. Ai principio vi è unito un
indice.
Itinerari diversi per l'Italia e per altre parti d'Europa. (Cod. N. 101).
CojJ. cart. in 8« del Sec. XVI.
L'autore di questi itinerari doveva essere Milanese, perchè incomincia
questi itinerari prendendo le mosse da Milano città Metropoli di Lombardia.
Itinerari per diverse parti della Francia e dell'Italia. (Cod. N. 1866).
Cod. cart. in 4° del Sec. XIX.
IACOPO (maestro) da Fiorenza. — Tractatus Algorismi. (Cod. N. 90).
Cod. cart. in fol. picc. del Sec. XIV di fol. 68 più 10 memo, in fine.
■ Incipit^ tractatus Algorismi: hujus autem artis novem sunt speci es.
« Silicet numeratio additio sub tractatio mediatio duplatio multiplicatio di-
« visio progressio et radicum extracio, compilatus a Magistro Jacobo de
• Florentia apud montem pessulanum anno dui millesimo trecentiesimo
« se p timo in mense septemoris «. — Quantunque il titolo sia in latino il
« trattato è scritto in volgare ed incomincia: « Conciossiacossachè tute
« quelle chosse lequali lumana generatione di questo sechulo sanno o pos-
« sono sapere etc. ».
Insieme con questo Codice è legato un altro Codicetto di forma più
piccola in pergamena anch'esso del sec xiv che contiene la Maniera di
calcolare alcune misure. — Questo Codice ha qualche fol. mancante, e non
è sempre esatta la loro numerazione. Per queste imperfezioni vedasi il fol.
che ho unito al volume.
IOHANNES de Janua. — Catholicon. (Cod N. 612).
Cod. memb. in fol. mas. del Sec. XIV.
Iohannes Ianuensis, come viene comunemente chiamato, era della nobile
Coiai. TrivuUiana (Stampalo il 20 agotto 4883) 25
194, IOHÀNNES ISPANENSIS
famiglia de' Balbi. Appartenne all'Ordine dei predicatori ; godè a' suoi tempi
di grandissima riputazione; morì nel 1298. Scrisse diverse opere, ma la più
conosciuta ed importante è il « Catholicon » ch'egli stesso dice di aver
terminato nel 1286. Diede al suo libro tal nome, cioè di Universale, perchè
contiene molte cose di grammatica, ortografia, un dizionario ecc. Fu uno
de' primi libri stampati: la prima edizione essendo del 1460 di Magonza,
che vien con gran fondamento attribuita al Guttenberg. L'Echard (Serio.
Ord. Predicatorum, T. I, pag. 462) parla con molto elogio del sapere e della
vita esemplare di questo monaco. — Questo magnifico Codice benissimo
conservato e ornato con bellissimi contorni miniati con figure, in tre pa-
gine, con molte iniziali ugualmente miniate con grande ricchezza ed ele-
ganza, appartenne alla Bib. di S. Michele di Murano, come vedesi da una
nota nell'ultimo fol. Crederei anzi che sia stato eseguito espressamente per
quel Monastero, vedendo a pie della prima pagina , nel luogo dove gene-
ralmente usavasi di porre lo stemma del possessore , l'Arcangelo ST Mi-
chele. Fu comperato dal M.M Giorgio Trivulzio con alcuni altri Codici nel
Ì844.
•
IOHÀNNES Ispanensis. — Astronomia. (Cod. N. 726).
Cod. cart* col. i fol. di ogni quintemetto in perg. in fol. del Sec. XV. -
Contiene i trattati seguenti:
I. Fol. 2. « Incipit introductorius Aldilazir Àibabiza ad magisterium iu-
te diciorum astrorum servi dei gloriosi qui dicitur Alkabicius cum laude
« dei et eius adjutorio interpretatus a magistro Johanne Hispanensis ».
Termina al fol. 18: « Perfectus est liber introductorius etc. » come nella
intestazione. Di questa versione dall'Arabo esistono diverse edizioni anche
del sec. xv con notevoli varietà. L'autore Arabo sembra vivesse nel sec. xii.
Del traduttore vedansi le poche notizie che stanno nel Fabricio. Ed. di Pa-
dova 1754, T. I. pag. 84.
II. Fol. 18 v.« Ìncipit introductorium Zaelis Bombirs israelite in iudiciis
« astrorum ».
III. Fol. 22 « Incipit tractatus Zaelis israelite de interrogationibus » . Fu
stampato a Venezia nel 1497.
Iv. Fol. 42. « Ejusdem Zeelis Bombirs israelite tractatus de ellectionibus
« incipit ». Fu stampato .a Venezia colla precedente, poi a Basilea nel 1551
sotto il nome di Zehelis Arabi.
V. Fol. 47 v. « Ejusdem Zehelis Bombirs israelite de interrogationibus
« tractatus incipit ». Quest'opera è diversa da quella che ha lo stesso titolo
al N. III. Fa parte anche questa dell'edizione veneta del 1497.
Il De-Rossi nel Dizionario degli autori Ebrei non fa menzione di questo
autore, per cui è da credere che non fosse israelita , ma piuttosto Arabo f
molto più che come tale è qualificato nella suddetta edizione di Basilea
del 1551.
VI. Fol. M v. « Omarbasi Alfragani Tiberiadis de nativitatibus puerorum
« liber incipit ». Trovasi stampata quest'opera nella suddetta raccolta, pare
che l'autore vivesse nel sec. ix. Nel catalogo della Biblioteca Casanatense
dicesi vivesse nel 950.
VII. Fol. 66 v. « De mutatione temporum ».
Termina al fol. 67. « Sìcut diximus in libro Mundi » .
Da questa citazione si potrà forse inferire chi fosse V autore di questo
opuscolo.
VIII. Fol 67 v. « Ad sciendum quid quis teneat in manu».
IX. Fol. 68. « De significatore investigando •.
X. Fol. 68 v. « De scientia adeptionis ».
Termina il Cod. al fol. 69 con Èxplicit. — Da un fol. antico staccato al
fol. 56 rilevasi che il Codice fu scritto a Torino, od almeno in Piemonte,
IOVIUS BENEDICTUS 195
i 4
avanti al 1478. — Unito al voi. trovasi una illustrazione (\qì Codice del-
l'Ab. Pietro Mazzuchelli, dalla quale fu cavato questo sunto.
IOVIUS Benedictus. — Àpparatus Urbis Novocomensis in Adventu Caroli V
imperatoris. (Cod. N. 603).
Cod. cari, in ibi. del 1541.
Di questo Codice autografo parla Pompeo Casati in una nota a pag. 107
del primo voi. delle Epistolae Cicereii, Mil. 1782.
IOVIUS Benedictus. — Opuscula. - {Cod. N. 640).
Cod. cart. in 6° del Sec. XVI.
I. a De recessu Turcae viso Caesaris apparatu ».
II. « Epigrammata ».
III. a Querela in suum cujusque amorem quae Philantia inscribitur ».
IV. « De duodecim fontibus ».
V. a Odae ad Alexandrum Farnesium Cardinalem 1547 »-
VI. « Àpparatus urbis Novocomensis in adventu Caroli V Iinp. ».
Sul frontispizio vi è dopo il titolo la nota seguente:
« Quam ex Codice Baptistaé Morosini fideliter exseri ptam cum ha-
« bito alio exemplari ab Hieronimo Camutio collatione facta emendavi-
« mus etc. ». %
IOVIUS Benedictus. — Opuscula. (Cod. N. 668).
Cod. cart. in 4° del Sec XVI.
I. t De duodecim fontibus Comum ambientibus et uno in urbe media » .
Questo opuscolo termina al fol. 22 v. e dopo la parola Finis leggesi in
lettere maiuscole
II. « Musaci Leandri et Hero e greco in latinum poema conversum a
« C. Iovio laudato ». Questo "titolo dovrebbe trovarsi al fol. 24 (il 23 è bianco)
dove incomincia il poema di Museo , che termina al fol. 34 v. Al fol. 35'
vi è « l'Epitaphium amborum ex Antipatro ». Dopo un fol. bianco al fol. 37
vi è
HI. « C. Iovii laudati de Venetis Gallicum tropheum » che termina al
fol. 43 ed ultimo.
FÀlviano. Questa edizione è di tal rarità che rimase sconosciuta al Panzer
e non si trova nel « Manuel du libraire » del Brunet. Venne dal Giovio de-
dicata al Vescovo di Como Scaramuzza Trivulzio. Pare che questa operetta
non fosse conosciute da G. Batt. Giovio, poiché nell'elogio da lui scritto
del suo antenato Benedetto non la cita, benché dica che scrisse molti versi
latini.
IOVIUS Benedictus. — Opuscula varia. (Cod. N. 745).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI.
I. tf De humana societate libri tres ».
II. « Versio Apollonii Thyanei Epistolarum ». Precede una lettera del
Giovio ad Alessandro Holocato.
196 IOVIUS BENEDICTTIS
III. « Futurus apparatila et exoratio urbis Novocomensis in adventu
Caroli V Imp. » — Precede una lettera al March, del Vasto Alfonso d'Avalot.
Questo è il Codice di cui parlasi nella nota dell'Epistola terza a Cornelio.
Siculo. « Cicereii Epist. » T. I, pag. 108.
IOVIUS Benedictus. — Opuscula varia. (Cod. N. 744).
Cod. cari io fol. del Sec. XVI.
Questo volume contiene anche cose di altri autori, incomincia con la
I. « Epistola Cassiodori ad Gaudiosum Theodorici Gothorum in Italia
« regis cancellarium ».
IL Segue un estratto « Ex Chronica Bentii ».
III. Fol. 4. Storia ecclesiastica di Como e de9 suoi Vescovi arriva sino al
vescovo Cesare Trivulzio, il quale era succeduto in quella sede ad Antonio
Trivulzio sue zio nel 1527.
IV. Fol. 22 « De templis et coenobiis ».
V. Fol. 32. (sine titulo). « De civitate Comi ».
VI. Fol. 37. « De viris illustribus Comensibus ».
Termina al fol. 49 — Il brano qui inserto della Cronaca del Benzio fa
stampato innanzi alla Storia di Benedetto Giovio. Il Tiraboschi credette che
quella Cronaca fosse andata perduta , ma il Conte Gian Batt. Giovio (Uo-
mini illustri della diocesi Comasca, pag. 314 e seg.) provò che la Cronaca
creduta di Benvenuto de' Ram baldi da Imola esistente nell'Ambrosiana è
opera del Benzio.
Sgraziatamente di quel magnifico Codice non esiste che il primo volume,
per certo il meno importante , ove tratta de' popoli antichi. Questo fram-
mento è il Cap. 138 del Lib. XIV, nel quale parla De omnibus Civita tibus.
In una altro Codice dell'Ambrosiana trovasi copiato il Cap. 36 di questo
medesimo Lib. XIV De civitate Mediolani, ma non riporta altro e non vi è
nome d'autore. — Nella sovracitata nota a pag. 107 del 1° voi. delle « Epi-
stole del Cicerejo » sono citate diverse opere Mss. di Benedetto Giovio e
fra le altre i Codici della Bib. Belgioioso, de' quali uno è. il presente.
IOVIUS Benedictus. — Catalogus Episcoporum Comensium.
{Cod. N. 745).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI.
Precede una lettera di dedica al Vescovo Cesare Trivulzio colla data del
Gennaio 1534. In questo Codice mancano alla fine alcune poche righe che
trovansi nell'altro esemplare di quest'opera COD. 774. Non è pero mutilo
essendovi la parola FINIS.
*
IOVIUS Benedictus. — Veterum monumentorum quae tam Comi tam
ejus in agro reperta sunt collectanea. (Cod. N. 754).
Cod. cart in 4° del Sec. XVI.
È scritto con molta cura: le lapidi vi sono disegnate e colorite air ac-
querello.
IOVIUS Benedictus. — Opuscula. (Cod. N. 814).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI.
■
1. « Benedicti Iovii Comensis veterum monumentorum quae tam Comi
« tam ejus in agro reperta sunt collectanea ». Occupa fol. 25.
IULIANI . 197
2. « Priscianus de numeris. Paraphrasis Ben. Iovii ».
Precede una lettera d'invio di questo suo lavoro diretta all'Alciato ed
una lettera di Prisciano a Simmaco. Occupa 5 fol.
3. « Andreae Alciati responsio ad annotationes Benedicti Iovii in histo-
• riam suam » . Sono 8 fol.
L'Argelati nella nota delle opere dell'Alciate per la Responsio ad annota-
tiones cita questo Cod. che apparteneva ai fratelli Visconti. Credo che questo
sia il solo esemplare esistente di questo opuscolo dell' Alciato a Benedetto
Giovio.
IOVIUS Bknedictus. — Historia patria ab initio Urbis usque ad an \ 532.
{Cod. N. 1283).
Cod. c&rt. in 4* del Sec. XVII.
Vi è aggiunta alla fine la «Epistola Cassiodori ad Gaudiosum Theodo-
rici Gothorum in Italia regis Cancellarium » e « YExtractum ex Chronica
Bencii ». Sopra questa Cronaca vedasi quanto ne ho scritto più sopra COD. 744,
e Sull'opuscolo di Benvenuto da Imola nella « Miscellanea historica » COD 1 344.
IOVIUS Benedictus. — Historia patria cui preest Cassiodori ad Iuditiosum
Epistola, et fragmentum Cronichae Èentii adjunctis Francisci Ci-
galini de nobilitate Comensis studii. {Cod. N. 1284).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
IULIANI. — Epitome latina novellarum. # {Cod. N. 688).
Cod. memb. in 4° della fine del Sec. VIIF.
Incomincia con l'indice dei capitoli, de' quali però manca ima parte,
cioè i primi clxxxvii , il seguente è così scritto De his qui ex livera et
ascriplio (sic) patri nati sunt. Termina quest'Indice al v. del fol. 10, su cui
sono scritte soltanto due linee, l'ultima delle quali è la seguente ccxxvn.
Il fol. 11 è bianco al recto ed al verso in rosso CONSTITVTIO I.
1. Si haeres legata solvere noluerit.
Al fol. 240 v.
EXPTCVT IVST ri'AN IMP
CONST TNS
INCP IVSTINI IMP. NO
VELIA CONSTITVTIO
AD IVLIANVM PRaE
FECTVM VRBIS
Al fol. 246. EXPLc. romanas leges quas novelle vocant Iustiniani Imps.
SVMMVS ET ALMI
FICVS DOM ET VB
TITO PRAES vo<^^ceP5
LIBIV SVO PRAECÈP
FIERI TEMPORE
Ì9S . IUSTINIANI IMP.
Vi è unita al volume una lettera autografe del Conte Carlo Baudi di
Vesme diretta al Prof. Haenel , in cui da una descrizione minuziosa di
questo prezioso Codice. Egli la termina con questo giudizio: * Codicem
« vides nitrii habere inediti , nec contemnendum tamen tum ob antiqui-
• tatem tum ob additas Epitomae Constitutiones (inter quas eminet sanctio
• pragmatica) quas pauci certe et forte e superstitibus unus praeter hunc
t Banconeti nunc Parisiensis codex serva vit ex quo edidit Miraeus ».
Il Codice fu certamente scritto in Italia.
Non ho trovato nell'Ughelli, Italia sacra, altro vescovo del nome di Tito,
g#e
dittico esistente nella cattedrale di quella città , il quale fu pubblicato dal
Gori nel « Thesaurus veterum dypticorum • T. II, pag. 201. Il Gams nel
i Catalogus Episcoporum • non dice più dell' Ughelli. Il fol. di risguardo
che trovasi al principio fu scritto nel sec. x e contiene un brano Ex Eu-
sebii historia ecclesiastica interprete Rufino, Lib. IV, XXVIII, XXIX e parte
del XXX. É troppo evidente l'importanza di questo bellissimo Codice per
essere necessario il dimostrarla. Noterò che esso è assai singolare dal lato
paleografico essendo la scrittura assai diligentata, e della forma così detta
Longobarda. Si vede che venne eseguito per un alto personaggio e da un
calligrafo di professione. Avuto riguardo al tempo in cui fu scritto può
essere qualificato per un esemplare di lusso. Il Prof. Haenel descrisse
Questo Codice parlandone con molta lode nella Prefazione all'Epitome di
riuliano da lui pubblicata.
IUSTINIANI Imp. - Corpus juris civilis. . (Cod. N. 824).
Cod. memb. in fol. del Sec. XIII.
È scritto su due colonne di fol. 433.
I primi sette fol. contengono la ■ Tabula supra quinque volumina legum ■ .
L'ottavo fol. incomincia: ■ In nomine dni nostri Jhu. Xpi. Domini Iustiniani
• sacratissimi principis augusti juris enucleati in omni vetere jure coli ec ti.
• Digestorum seu Pandectarum ex ordine • .
Questo bellissimo Codice fu acquistato da Don Carlo Trivulzio nel 1770,
come trovasi accennato in una nota da lui unita al voi. Esòo proveniva da
Lione ed aveva fatto parte della libreria di M. Ponat presidente del Parla-,
mento di Grenoble, del quale evvi ancora lo stemma ed il nome in un car-
tello sulla coperta. E prezioso per le varianti che in esso si riscontrano e
per le belle miniature che stanno a capo di ogni libro, le quali rappresen-
tano un soggetto relativo al contenuto di esso. La prima per indicare la
scelta fatta da Giustiniano delle leggi che entrarono nel nuovo Codice e
l'abolizione di tutte le altre, rappresenta un gran fuoco su cui un giovane
getta dei libri per ordine di un personaggio che indossa una veste talare
rossa e berretto nero , il quale ha un seguito di due persone a capo sco-
perto: il fondo è a scacchi rossi, azzurri ed oro. L'età di questo Codice si
desume non solamente dalla sua scrittura, ma ancora dalla forma delle
vesti che si vedono nelle miniature. In fine del voi. sopra un fol. di ri-
sguardo trovasi la nota seguente:
« Iste liber est capello beate Marie eredum veherabilis viri domini Petri
• Coste quem mutuum domino Petro de Porta pdrtavit Adam filius suus
t die ultima Ianuarii mcccclxvi.
G. Viennensis.
II nome di P. Coste trovasi pure scritto sul 1° fol.
Di questo personaggio non si potè trovare notizia sicura nella Oallia
Christiana. Trovasi pero nel voi. Vi, col. 1113 una nota dei priori ed abbati
KOCH 109
della chiesa di « Sce Mariae de Aspirano sen Sce Mariae Regalia a Per pi -
• guano • , in cui è nominato pel primo un Petrus che sedette dal 1140 al
1 1 44. Un Petrus II nel 1 206 e finalmente un Petrus III dal 1 250 al 1 269. Questo
ultimo forse fu il primo possessore di questo volume. Trovasi poi nel T. XIII,
pag. 58 della stessa opera nominato un « Petrus de Porta Rivensis Cuno-
nicus senator Tolosanus • in una bolla dell'Aprile 1510. Non è impossibile
che sia il personaggio di cui è fatto cenno nella nota. Fin qui D. Carlo. —
Questo Ms. è tanto più prezioso inquantochè contiene tutti i libri del Co-
dice Giustinianeo e che se ne contano pochi in tutta Europa che siano com-
pleti come questo, oltredichè n'ò ottima la lezione. Lo credo scritto in Italia,
malgrado che le miniature èembrino di scuola francese.
Ina feudale Neapolitanum. (Cod. N. 1906).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVIII.
1UVENALIS (D. Junius). Satirae et Terentius. P. Afer, Gomoediae.
(Cod. N. 806).
Cod. cart. in fol. del Sec. XV.
Tanto le Satire di Giovenale , quanto le Commedie di Terenzio, hanno
delle postille interlineari e marginali di carattere antico, ma diverso da quelle
delF amanuense. Le Commedie sono scritte a modo di prosa. Il Codice sembra
scritto in paese Tedesco, leggendosi in fine delle Satire • O schonne Maria • ,
il crattere però potrebbe farlo credere scritto altrove. Lo credp scritto nella
Svizzera Tedesca. La marca della carta è una testa di bove avente fra le
corna un'asta sormontata da una stella. Osservo che fra le marche della
carta pubblicate dal sig. C. de la Cerna Santa rider, nel « Supplement au
catalogne • della sua librerìa nella Tav. I vi sono diverse teste di bove che
rassomigliano a questa, ma nessuna è identica. Nelle fabbriche Milanesi fu
pure adoperata tale marca, e quella che il predetto autore riporta al N. 1 30
della Tav. V rassomiglia più di tutte a quella di questo Codice, ma non è
uguale. Vi si vede in alcuni fogli un'altra marca, che è una specie di co-
rona pure con asta sormontata dalla stella, ma quest'ultima marca non si
trova nell'opera suddetta.
La legatura originale che conserva è tedesca, come lo sono alcuni nomi
che si leggono sul cartone. Ciò che mi conferma nella opinione che il Co-
dice è tedesco e il vedere scritto colla K il captus della sottoscrizione se-
guente colla quale termina il libro.
• Raptus est finis hujus feria quarta ante festum Sancti Johannis ante
• portam anno lxiij • . Evidentemente in questa data manca il principio
MCCCC.
IUVENALIS. — Satyrae. (Cod. N. 680).
Cod. memb. in 4° del Sec. XV.
È scritto assai bene. La prima pagina ha una miniatura: è ben conser-
vato: vi sono alcune note marginali del sec. xvi.
KOCH. — Histoire ancienne par M. Koch Professeur bibliothéeaire à
Strasbourg. (Cod. N. 1185).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVIII. Non vi è che il 2° voi.
200 LÀNDRIÀNUS MABSILIUS
LABUS Giovanni. — Sul Decamerone di M. Giov. Boccaccio.
(Cod, N. 574).
Cod. cart. in fol. del 1803.
Con un'epigrafe in principio, di dedica Al Cittadino Gian Giocamo Tri-
vulzio ecc. di mano dell'autore , che alla fine di questa dissertazione si
sottoscrisse.
Laotantii Firmiani. — Divinarum institutionura libri septem: liber
octavus de Ira Dei: liber IX de Opificio Dei. {Cod. N. 729).
Cod memb. in fol. del Sec. XV.
I titoli dei capitoli sono in rosso e le iniziali ora in rosso ora in azzurro.
I libri De Ira dei e De Opificio dei sono considerati come facienti corpo coi
sette libri delle Istituzioni divine , giacché - si legge al principio di essi :
Incipit liber octavus Firmiani Lactantii De ira dei. Incipit liber nonus Fir-
miani Lactancii de opificio dei vel formatione hominù. In fine poi del Codice
è scritto : Explieit liber nonus et ultimus etc-
In principio havvi, della stessa scrittura del Codice, una notizia intorno
a Lattanzio. La prima carta ove incomincia il testo ha l'iniziale ed il con-
torno miniato. Sono pure miniate le prime lettere di ciascun libro.
LAMPUGNANO Alessandro. — Studio geografico per il collegio di
Parma. (Cod. N. 1213).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVII.
L'autore di questo studio era Parmigiano e io scriveva nel 1682, come
appare nell'articolo in cui parla del ducato di Piacenza.
LÀNDRIÀNUS Marsilius. — Synodus Viglevanensis habita an. 1597.
(Cod. N. 609 e 610).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI. 2 voi.
II primo di questi due voi. ha in fine l'autenticazione con sigillo nero di
« Cesar Pezzanus canonicus ecclesiae collegiatae S. Ambrosii majoris Me-
LASCAEIS COSTANTINUS 201
• diolani Protonotarius Apostolicus et hujus Synodi diocesanae primae Vi-
« glevanensis secretarius > . Non è ricordato dall' Argelati.
LANZALOTTO di Montebretto. — Istromenti notarili. (Cod. N. 1688).
*
Cod. cart. in fol. del Sec. XV mutilo.
«.
LASCARIS Constantinus. — Grammatica Greca. (Cod. N. 2147).
Cod. memb. in 8° di fol. 66 del Sec. XV.
Il primo fol. ha una inquadratura miniata avente. nella parte superiore
l'impresa Visconteo Sforzesca della corona colle palme , al lato destro la
vipera Viscontea: al piede la vipera inquartata coir aquila: ai fianehi di
questo stemma lesesi: IO. GZ f)X MD SEXTVS.
Il testo è preceduto dalla seguente intestazione in lettere maiuscole in
oro: CtìNSTANTINCON AACKAP€G)C TOY BYZANTIOY nePI TCON
OKTC0 M€P6)N TOY AOrOY KAI AAA0N TIN0N ANArKA0* BIBAION
nP6)TON.
Sgraziatamente la prima lettera iniziale miniata con cui principiava il
testo venne tagliata.
Il fol. 11 ha pure una inquadratura miniata collo stemma Visconteo nel
lato esterno, bipartito dalla vipera, e delle tre aquile una sopra l'altra, col-
r impresa dei tre anelli in alto e quella del leopardo sulle fiamme col ci-
miero e le secchie.
E qui incomincia il II libro. II€PI PHMATOC
Al v. del fol. 12 incomincia il terzo libro Questa pagina è parimente
inquadrata da una miniatura coir impresa delle onde in alto: dei tre anelli
inquartati colla scacchiera al lato: ed il cimiero Visconteo colla biscia cre-
stata e le secchie al piede. Il titolo è semplicemente in rosso ed in minu-
scolo.
Il fol. 27 è inquadrato come i precedenti, col titolo in rosso e tre im-
prese , cioè la scopetta in alto , la colomba al piede , al lato i tre monti
sormontati da carciofi fioriti .
Al fol. 41 la solita inquadratura miniata e tre imprese, del freno, del-
l'arcobaleno, e del cane col collare spezzato al piede, e la mano che lo
teneva. Il titolo nePI ANTCONYMICON in lettere capitali azzurre.
Al fol. 51 v. T inquadratura miniata con tre imprese, il gelso in alto, i
tizzoni accesi colle secchie, ed il cimiero colle fragole, abbasso il titolo
FI€PI ANTtìNYMICtìN €K AlA<t>OPG)N in lettere capitali azzurre.
Al fol. 54 nell'inquadratura miniata vi è l'impresa del melagrano in alto
della nappa al basso: al lato venne cancellata, ma si può scorgere un resto
di fiamma. Forse era la impresa della mano sopra la fiamma col motto :
• Se tu non vuoi credere guarda • impresa poco usata che si vede in una
raccolta esistente in questa Biblioteca. Il titolo di questa settima parte si
trova scritto nel fol. precedente in lettere azzurre maiuscole.
Al fol. 58 v. nella inquadratura si vede il cuore stretto fra due mani,
in alto: al piede i due rami di nespolo intrecciati e carichi di frutti : al
lato lo stemma di Francia bipartito colla croce di Savoia. Il titolo I16PI
TON ANOMAACON PHMATCON in lettere maiuscole azzurre.
Termina al fol. 66.
Costantino Lascaris, uno di quegli illustri Greci che tanto contribuirono
al risorgimento delle lettere in Europa, lasciò Costantinopoli nel 1454 e
venne accolto con molto onore da Francesco Sforza duca di Milano, che lo
incaricò di insegnare la linga greca a sua figlia Ippolita , che fu poi ma-
ritata ad Alfonso di Napoli nel 1465. Egli aveva già da qualche anno la-
sciato la Corte degli Sforza per andare a Roma presso il Card. Bessarione,
Citai. TrivuUiana (Stampato il 20 agotto 1883) 26
202 LATINI BBUNETTO
quando nel 1465 essendo andato in Sicilia il Senato di Messina gli conferì
la cittadinanza di quella città, ove morì nel 1 493. — Questo Codice venne
offerto e probabilmente fatto eseguire per uso di Gian Galeazzo figlio del
duca Galeazzo Maria (quello che fu assassinato al 26 Dicembre 1476) come
lo provano le iniziali del suo nome e l'indicazione precisa di « Dux Medio-
lani VI • . Si dovrebbe quindi ritenere che il Codice è posteriore al 1476.
Ma vi sono alcune circostanze che potrebbero a mio giudizio lasciar luogo
a. credere che fu incominciato nel 1475. Questa grammatica del Lascaris,
che è il primo libro stampato in greco yeune edito a Milano ai 30 di Gen-
naio del 1476 da Dionisio Parrà vicino. È quindi assai probabile che questo
Codice fosse già incominciato quando ne uscì la stampa, e mi pare evidente
che venne terminato dopo la morte di Galeazzo Maria, cioè dopo il 26 Di-
cembre 1476. Vi ^ poi un'altra singolarità in questo Codice ed è quello
stemma bipartito di Francia e Savoia che vedesi al fol. 58. Non saprei
come spiegarne l'esistenza in questo volume se non col ritenere che esso
appartenga alla sorella della duchessa Dona la regina Carlotta moglie di
Luigi IX re di Francia, e si debba quindi credere che vi fu posto per ri-
cordare che il duca Gian Galeazzo era per parte di madre nipote del re di
Francia. La duchessa Bona era stata allevata presso il cognato e fu da
Suesti conchiuso il matrimonio di 4ei con Galeazzo Maria quasi a premio
eli' aiuto prestatogli dagli Sforza nella guerra detta del Bien public. Il testo
di questo Codice non presenta differenza alcuna con quello stampato nella
rarissima Ed. 1476, di cui trovasi un bellissimo esemplare nella Trivulziana.
Che alla duchessa Bona piacesse di vedere sui suoi libri i gigli di Francia
ne è una prova il magnifico Ms. esistente nella Bib. del Re a Torino, che
incomincia: Questo libro sie Vhistoria della vita di Sco Joaehìm, che ha la
seguente sottoscrizione: Opus Christophori De Petris Mutinensis die V
Aprilis 1475. Questo stupendo Codice che venne eseguito per la duchessa
Bona ci mostra, in tutte le pagine, alternato lo stemma dei gigli di Francia
colla croce di Savoia.
LATINI Brunetto. — Il Tesoro. (Cod. N. 165).
CocL cari in fol. del Sec. XV di fol. 126 compresi 3 bianchi in fine.
Principia colle parole : • Qui comincia el libro del thesoro lo quale fece
ser Brunetto Latini Fiorentino » . Il Tesoro non è suddiviso in questo Ms.
in varii libri siccome negli stampati, ma è diviso solamente in tre parti
principali. La prima finisce: « Ma innanzi vuole fondare suo hedificio sopra
« el libro de Aristotele, et si lo translaterà di latino in volgare • . La stampa
citata dalla Crusca ha di latino in romanzo.
Dopo questo parole seguono nel Codice alcune carte bianche che dove-
vano contenere la traduzione dell'Etica d'Aristotele , o piuttosto del com-
pendio dell'Etica che Brunetto aveva trodotto in francese ed inserito nel
suo Tesoro. Ma perchè Brunetto aveva fatta la sua traduzione dall'italiano
(ch'egli all'uso antico chiama latino) di Taddeo d'Alderotto così Bono Giam-
boni che tradusse nel nostro volgare l'opera di Brunetto non credette di
fare una nuova versione di essa Etica , ma di prevalersi del testo del
medsimo Taddeo. Qual che si fosse la cagione lo scrittore del Codice pre-
sente lasciò in bianco le pagine dove egli si proponeva di trascrivere l'Etica,
e quindi ripiglia il testo.
« Comincia la seconda parte del libro IId0 e del thesoro dì Ser Brunetto
• Latini da Firenze •.
Nella terza parte < VOratione di Cato Uticense sopra alla materia della
• congiura di Catilina ». Finisce coliti parole: • voi lo vedrete venire et
• fieri et crudelmente contra noi • . E dopo lo scrittore del Codice sog-
giunge: ■ Qui non mancha nulla •. Termina al verso del fol. 123 colle
parole : Finito el thesoro. In nessuna parte è fatta menzione di Bono Giam-
■ noni, che fu il traduttore del Tesoro.
LAUDI etc. 203
■_■ a :r
LATINI Brunetto. — 11 Patafio cavato da un Ms. del Sig. D. Antonio
Maria Salvini con alcune annotazioni del medesimo. (Cod. N. 62).
Cod. cart. in fol. picc. del Sec. XVIII di fol. 64.
%
9
Land! spirituali, leggende, orazioni ecc. (Cod. jV. 92).
Cod. cart. in 4° del Sec. XV.
A pag. 30? si legge la nota seguente :
• Questo libro sie de Johanne de Dazii , scripto per sua mano propria
• ad tumore de l'alto et superno dio et de la gloriosa Verzene Maria et
■ de Sancto Ambroxio patre nostro, et de tuti li Sancti et Sancte de vita
■ eterna: 1490: fornito a dì xi di Novembre. E sia noto et manifesto a
, («tei
« zascheduna fedele persona che legerà su questo blibro voglia dire per
• sua gratia una Ave Maria per l'anima de coluy che a scripto questo libro
• mcccclxxxx » . — Dopo questa nota continuano altre laudi e preghiere
in prosa ed in versi. Termina il volume con uua leggenda de uno spirito
apparso presso ad Avignone in Francia. Ma questa leggenda nou è finita
mancandone una parte che andò perduta. Neil1 ultima pagina vi è la parola
di richiamo per il quaderno seguente che manca.
Per quanto mi consta queste laudi sono inedite.
Laudi de la fraternità del beato Francesco. (Cod. N. 535).
Cod. memo, in fol. picc. del Sec XV.
Il Cod. incomincia con un indice in rosso e nero col titolo seguente:
■ Questa è la lobricha del libro de le laude de la fraternità del beato
• Sco Francesco scripta per alfabeto anno dni mccccxxv » .
Questo indice occupa tre fol. non numerati : al quarto incominciano le
Laude de Sancto Francesscho, e la numerazione de' fogli in rosso di carat-
tere antico, la quale arriva al fol. lxxxxi, dove terminano colla seguente
sottoscrizione: Verbum caro factum est de Virgine Maria. — Dopo il fol. lxx
manca un quinterno ed i nùmeri romani delle pagine non sono compiti ,
perchè il Codice venne smarginato. Seguono dopo queste laude 28 fol. non
numerati in cui è scritta La Passione di JV- S. 0. C. — Il Conte Giulio
Perticari (vedi Giornale Arcadico, Anno I, N. 1) crede che questo poemetto
sia opera del Boccaccio. In un Codice però della pubblica libreria di Siena
•esso viene attribuito ad un tal Nicolò Cicerchia di Mino. (Vedi a pag. 216
del Catalogo dei testi a penna dei sec. xiu, xiv e xv di quella libreria, il
rie fa seguito ai Capitoli dei disciplinati della Ven. Compagnia della Ma-
nu, pubblicati dall' Ab. Luigi de Angelis, Siena 1818). Questo poemetto
venne stampato più volte nel sec. xv. Io confrontai il testo di questo Ms.
colle sei edizioni di quel secolo che si trovano nella Trivulziana e vi ho
trovato delle differenze assai notevoli.
Spessissimo vi sono alterati i versi , benché se ne conservino le rime.
In alcuni luoghi vi sono delle lacune ovvero sono sostituite delle altre ot-
tave. Pare che il copista abbia voluto correggere o rifondere a modo suo
il libro che doveva trascrivere. — Vi fa seguito un'altra poesia che termina
al verso del fol. 28 sotto alla quale leggesi : « Questa passione a facto seri-
• vere Bartolomeo [manca il cognome) camarlingo della fraternità di San
• Francesco al tempo che Paolo de la Spina fu priore nel mille 459 • . Da
un verso di quest'ultima poesia si potrebbe quasi arguire che l'autore di
essa fu Senese, e siccome la scrittura del Codice è la medesima crederei
che esso abbia appartenuto ed anzi sia stato fatto per la confraternita di
S. Francesco in quella città. Seguono otto fol. di altre laude che dovevano
204 LÀZABONUS PETRUS
essere cantate, perchè vi è indicata la cantilena. La £rima dice Laude de
Magi nel tuono per Tumeltà. La seconda Laude de Xpo nel tuono Madre
chefesti. — Seguono altri 8 fol. di laude scritte da diversa mano, alle
quali pure fu preposta l'indicazione della cantilena. E così termina il Codice
il quale doveva avere per lo meno un altro quaderno , non essendo finita
r ultima laude. Credo che queste laude siano inedite.
Il Cod. ha le iniziali ed i titoli delle laudi in rosso.
Laudi spirituali. (Cod. N. 913).
Cod. cart in 8° del Sec. XV.
Oltre ad un gran numero di laudi in volgare , alcune delle quali sono
del B. Jacopone, ne contiene sei in latino , fra le quali havvi lo « Stabat
Mater » . Contiene pure i sonetti di Fazio degli U berti sopra i sette peccati
capitali. Una traduzione in terza rima dei salmi penitenziali ed altre cose
sacre. Ve ne sono di inedite. Le iniziali sono in rosso ed azzurro.
LA VAL (Antoine de). — La seconde Philippique de Ciceron traduite
par exprès commandement de Monseigneur Anne due de Joyeuse
pair et admiral de France etc. par Antoine de Lavai geographe du
roy et capitaine de son pare et chàteau de Beaumanoir lez Moulins
en Bourbonnois: au raoys d'Aoust l'an 1586. (Cod. N. 1334).
Cod. cart. in 8°.
È l'esemplare offerto all'ammiraglio duca di Joyeuse. La legatura è in
pergamena con ornati impressi in oro, e colle àncore insegna della sua carica
LAZARONUS Petrus. — Carmen de IV Virtutibus Cardinalibus.
(Cod. N. 749).
Cod. memb. in fol. picc. del Sec. XV di carte 48.
L'Argelati, nella P. II del T. II, col. 2000, correggendo quanto aveva
detto nella F. I del medesimo voi. , col. 790, essere cioè il Lazzaroni Mi-
lanese lo dichiara Bresciano, e dà la nota delle altre opere stampate e ma-
noscritte di questo autore ch'egli dice prò more sec* xv satis elegans. Egli
fu professore di rettorica nel Ginnasio Pavese. Né TArgelati per altro, né
il Sassi conobbero questo volume t che era dedicato al figlio primogenito
del duca Francesco Sforza; a meno che fosse quello indicato al N. VI col
titolo di « Carminimi • lib. IV. Pare questo esemplare fosse Quello desti-
nato al Principe, perché è scritto con bellissimo carattere su bella perga-
mena, e le iniziali sodo molto finamente miniate. Non vi sono però gli
stemmi Sforzeschi come si trovano in altri Còdici dedicati a quei Principi.
Il libro incomincia colla seguente intestazione in rossq^ * Illustri ac ma-
• gnauimo domino Sfortiae Vicecomiti Illustrissimi dni Franoisci ducis
i Mediolani Quarti primogenito Petrus Lazaronus Brixiensis S. P. D. De
« prudentia liner primus » .
Al fol. 1 1 . De fide liber secundus.
Fol. 21. De justitia liber tertius.
Fol. 31. De liberalitate liber quartus.
Termina al fol. 42 recto coi seguenti versi che sono gli ultimi degli
encomi i tributati al Principe che era stato lodato per ciascuna delle pre-
dette virtù.
Magnifico splendes prae cunctis nomine ductor
Cesarea clamant homines te gente renatum
Nam vincere solent populos confecta sub ipso
Done duce in terris magnas spectantia laudes.
LAZARONUS PETRUS 205
LAZARONUS Petrus. — Ad lllustrissimum ducem Mediolani Johannem
Galeacium Sextum de gestis illustrissimorum ducum Philippi tertii
Francisci quarti, Galeacii Mariae quinti libellus a Petro Lazarono
compendiose editus. (Cod* N. 699).
Cod. memb. in 8° del. Sec. XV.
Il Cod. principia colla lettera dedicatoria in prosa al duca Giovanni Ga-
leazzo, e in fine ad essa sono scritti quattro versi De situ Mediolani.
Il libro De Oestis è in versi esametri e comincia:
• Magnanimi reges qui praesunt urbibus amplis
« Qui populos in pace reguut o carissime princeps •.
In fine si legge :
« Hoc opus in partes divisi quatuor illas
• Carmina tercentum numerat pars singula quoque.
• Deut superi vitam felicem, tempora longa
• Imperiumque ducem servent per secula multa » .
Quantunque manchino gli stemmi ed imprese Visconti Sforza, dalla di-
ligenza colla quale è scritto il Codice si può arguire ch'esso sia quello che
il Lazaroni presentava al Duca.
L' Anelati nella Bib. Scr. Med. , T. II , P. II, col. 2000, parlando del
Lazaroni fa menzione di questo poema che è inedito al N. III. Credo che
questo sia precisamente il Codice da lui citato che era nella libreria de'
Padri Gesuiti di San Fedele , come sta scritto in una nota a piò della
prima pagina, del quale aveva dato la descrizione e riprodotta la lettera
eli dedica nel Tomo I, col. cgglxviii e seguenti.
LAZARONUS Petrus. — De septem praerogativis quae nobilitant domos.
(Cod. N. 778).
Cod. memb. in 4° del Sec. XV.
Comincia con una dedicatoria in prosa al • Rev.mo Praesuli D. D. Ulrico
• de Lapideviro et Tridentine urbis Principi clarissimo Petrus Lazaronus
• in Ticinensi Gymnasi) publicus lector S. P. D. • — Anche questa operetta
è in versi esametri. Ha le iniziali miniate e dorate. Al Cod. è unita una
erudita nota di illustrazione dell' Ab. Mazzuchelli. Anche questo poemetto
fu sconosciuto al Sassi ed è inedito.
LAZARONUS Petrus. — Carmina ad Gasparem Vicecomitem.
(Cod. N. 779).
Cod. memb. in 8° del Sec* XV.
Incomincia con una lettera di dedica al Visconti , alla quale tengono
dietro i seguenti componimenti :
De probitate ejusdem magnifici equitis. Gasp. Vie.
De fide.
De amore patriae.
De moderati one.
Che questo Codicetto benissimo conservato sia quel medesimo che venne
presentato al Visconti si può ritrarlo dall'eleganza colla quale si scrissero
ì due titoli d'indirizzo della dedicatoria e delle poesie, in caratteri capitali
in azzurro, in rosso, in oro. I titoli di ciascuna poesia sono in caratteri ca-
pitali rossi, salvo il primo che è in azzurro. — L'Argelati (Bib. Scr. Med.,
206
LEGGENDA kcc.
T. II, col. 790), cita di lui le poesie fatte per le nozze deli'Imp. Massimi-
liano con Bianca Maria Sforza, stampate a Milano nel 1494, ma non parla
di queste rimastegli ignote e che sono inedite. Il Gaspare Visconti cui sono
dedicate è 1 autore dei Ritmi stampati nel 1493 e del poema Paolo e Daria
pubblicato nel 1495, di cui esistono in questa Biblioteca ambo le rare edi-
zioni. Vedasi dello stesso il voi. della poesie Cod. 1093.
Léghe degli Svizzeri dal 1315 al 1559. (Cod. N. 1332).
Cod. cari, in 8* del Sec. XVI di fol. 273, più 3 fol. di indice al principio.
Vi è unito a stampa : « Dissertatio historica Juridica Thologica de Status
« Helvetici liberiate • .
Sono trentacinque documenti , cioè leghe e convenzioni fatte dagli Sviz-
zeri incominciando dal 1315. Vi è fra questi anche un Sommario dei fatti
dtarme et altri successi et cose più notande in Svizari. Sotto questo titolo
vi è una cronaca che incomincia colla favolosa fondazione di Zurigo , ma
che non è senza importanza quando arrivata al sec. xiv contiene date e
fatti precisi. Essa giunge, non sempre però conservando un esatto ordine
cronologico, sino al 1554 , data che trovasi al fol. 254, ove l'autore nota
quell'anno come il corrente. Tutti questi documenti sono in italiano,
Leggenda (la) di Giovanni da Procida tratta da un Codice del Sec. xiv
della Bib. Estense di Modena. (Cod. N. 118).
Cod. cari in fol. picc. del Sec. XIX.
Leggenda (la) di St Orsola e quella di S. Giov. Battista.
(Cod N. 1537).
Cod. cart. in fol. del Sec. XIV. di carte 41.
È mutilo. La leggenda di S. Orsola occupa fol. 11: quella di S. Gio-
vanni Battista 30. Credo che siano inedite e parmi l'amanuense fosse To-
scano.
Vi sono altre leggende inserte in altri Codici ne do qui la nota per gli
studiosi.
Leggenda de SS. Aimo e Vermondo. Vedi Officium S. Victoris.
(Cod: N. 509).
Leggenda di S. Domitilla V.ne M.™ Vedi Cassiano Giov. Istituti.
(Cod. N. 425).
Leggenda di Tantalo. Vedi Scaiyeria, della.
(Cod. N. 132).
Leggenda di Sl Alessio e di S. Margherita. Vedi Miscellanea.
(Cod. N. 93).
Leggenda di Barlhaam e Giosafat. Vedi Storia di Barlaam.
(Cod. N. 89).
LEONARDO DA VINCI 207
Leggi emanate dal Governo Veneto dirette al Provveditore di Verona.
(Cod. N. 1330).
Cod. acefalo memb. in 4° del Sec. XVIII.
Sulla* bella legatura di marocchino rosso con molti arabeschi in oro si
vede da una parte il Leone di S. Marco, dall'altra l'arme Contarmi.
LEMENE Francesco. # — Della discendenza e nobiltà dei Maccaroni. —
Indovinelli giocosi per le donne con il loro scioglimento.
(Cod. N. 938).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVII (1698).
Né il Quadrio , nò il Tiraboschi , nò il P. Ceva nella vita del Lemene
parlano di queste due operette di lui, che sono a quanto credo inedite.
LEONARDO da Vinci. — Libro d'annotazioni e memorie.
(Cod, N. 216*V
Cod. cart. in 8° del Sec. XVI di pag. 102.
Questo prezioso Codice constava di fol. 57, ma ne furono levati sei de1
quali si vedono gli avanzi, per cui non ne ha che 51. Don Carlo Trivulzio
un) al volume una sua nota, della quale non trascrivo che una parte, ab-
bastanza curiosa che si riferisce all'acquisto da lui fattone Eccola:
« 1783 3 Gennaro. Questo Codicetto di Leonardo da Vinci era del Signor
Don Gaetano Caccia cavaliere Novarese ma domiciliato in Milano morto
Tanno 1782 alli 9 di Gennaro sotto la Parocchia di San Damianino la Scala.
Io Carlo Trivulzio l'acquistai . dal detto Cavaliere intorno Tanno 1750 uni-
tamente a un quinario d'oro di Giulio Majoriano e a qualche altra cosa
che non più mi ricordo dandoli in cambio un orologio d'argento di ri-
petizione che io due anni avanti aveva comperato usato per sedici gigliati
ma che in verità era ottimissimo, che però questo Codicetto mi viene a
costare sei in sette gigliati • .
Il rimanente della nota di D. Carlo si riferisce ai Codici di Leonardo
che stavano nell'Ambrosiana, e che furono con altri preziosi Codici e quadri
portati via dal Governo repubblicano francese e trovansi tuttora a Parigi e
quindi come inutili alla illustrazione di questo Codice tralascio di trascri-
verla, e passerò senz'altro alla descrizione del volume e suo contenuto.
Alla pag. 2 vi sono sette teste in caricatura: alla pag. 30 uno schizzo
di figura umana intera ; ed alle pag. 59 e 73 due bellissime teste di profilo.
Una cosa qui è' da notare assai curiosa. Queste tre ultime figure furono
prima incise con una punta di avorio o di osso, e poi sull'incavo fatto
venne steso l'inchiostro colla penna, ma^non su tutte le linee incise, ma sol-
tanto sopra una parte, e ciò venne fatto evidentemente per non cancellare le
parole ch'egli aveva scritto prima su quelle pagine. Sopra gli altri fol. vi
sono moltissimi disegni e schizzi di macchine, di vòlte e di edifici, vi sono
lunghe litanie di parole scritte in colonna senza alcun nesso fra di loro ,
per cui non si sa capire perchè messe assieme ed in quel modo. Alcune
delle voci di queste litanie hanno accanto la spiegazione del loro signifi-
cato, o i loro sinonimi , altre no. Nulla di tutto ciò vale a spiegare aual
fosse T intendimento di Leonardo nello scriverle. Vi sono delle pagine intere
di testo corrente con spiegazioni ed osservazioni sui disegni ivi delineati.
Tutte queste sono scritte al modo solito di quel sommo ingegno , cioè da
destra a sinistra, ciò che a lui doveva tornar più facile che ad altri, perchè
si serviva di preferenza della meno sinistra sia per disegnare che per scrivere.
Per altro alla pag. 46 si trova una nota sul peso e forza dell'acqua, la quale
è scritta al modo usato ordinariamente da tutti cioè da sinistra a destra,
208 LEONARDO DA VINCI
e così pure qua e là alcune poche parole. Noterò alcune delle cose più sin-
golari e che possono meglio servire a dar un'idea delia varietà delle an-
notazioni fatte da Leonardo, e della importanza del volume. Le trascriverò
esattamente e colla stessa ortografia che hanno nel Codice. Leonardo come
si vedrà spesso raddoppiava delle lettere per fare una sola parola di due ,
il che genera confusione e rende la lettura del Codice più malagevole anche
servendosi dello specchio in cui si vedono riprodotti i caratteri nel nostro
modo usato di leggere. Pare che come amava di disegnar caricature gli
Ìriacesse anche di scherzare, e lo arguisco dalle seguenti linee che leggonsi
ra l'altre a pag. 2.
« Sei Petrarcha amo si forte i lauro
« Fu percheglie ben fralla salsiccia e tonno
{sic) i
• Io no posso di lor co far tesauro ».
Alle pag. 1 2 è disegnato un eclisse di Sole e sotto vi è scritto :
• Modo de vedere il Sole eclissato sanza passione dell ochio. Tolli una
« charta effalle busi chon aguchia e per li busi riguarda il Sole » .
Alla pag. 27 vi è il disegno di una scala , nel genere di quella inven-
tata dal sig. Porta, che si protende sopra un'alta torre ed è equilibrata con
grossi sassi posti all'estremità del carro sopra cui è impiantata. Sgraziata-
mente Leonardo non scrisse una sola parola per spiegare la sua idea , né
su questa, né su altre pagine. Si vede chiaramente che questa scala doveva
servire per dar l'assalto alle fortezze.
Vi sono pure sentenze morali come la seguente che trovasi a pag. 32:
t Sichome una giornata bene spesa dallieto dormire così una vita bene
• usata da lieto morire ».
Alla pag. 41 vi è uno schizzo di vòlta ed accanto scrisse: ■ il pilastro
• sarà charicho in su G • e potrebbe darsi che si riferisse alla cupola della
chiesa delle Grazie, tanto più che a pag. 42 vi è un disegno che rassomi-
glia assai al basamento che oggi si vede nella parte esterna del coro di
quella chiesa.
Alla pag. 43 si legge: « rampini che li uscii si sera per loro » col di-
segno di due gangheri, sotto al secondo dei quali Leonardo scrisse : • quel
« medesimo ».
Pag, 45. ■ Ogni nostra cognitione principia da sentimenti » .
Alla pag. 48. Vi è la spiegazione del fuoco greco; ne dà la composi-
zione ed il modo di servirsene
Pag. 49 • A chi da noia el vomito il navicare da da bere sugo d'a-
• sentio » poi seguono delle osservazioni sull'acqua del mare.
Dalla pag. 53 alla. 56 vi sono studii sulle bombarde, sulla fusione dei
metalli, specialmente del bronzo e sua composizione, con molti disegni di
attrezzi per tali operazioni.
Pag. 57. « Demetrio solea dire non essere differentia dalle parole e voce
• dellimperiti ignoranti che sia da soni e strepiti causati dal ventre ripieno
• di superfluo vento, et questo non senza cagione dice imperocchellui non
« reputava essere differentia da qual parte costoro mandassino fuora la voce
• o dalla parte inferiori o dalla bocha cheli una ollaltra era di pari vali-
• mento e sustantia ».
• La st ulti ti a esschudo de la vergognia come la improntitudine ».
Pag. 58. • Nulla puoi essere scripto per nuovo ricerchare et quale cosa
• di te ammestesso prometta » .
Pag. 61 . • Settu volessi sapere che challata a un fiume per onni miglio sanza
« operare altro livello terai questo modo: ghuarda di elegiere una parte
« del fiume la quale abia più conformità cnolla universalità del corso di
• che vuoi sapere il chalo: di quella piglierai 100 br. di riva le quali ter-
« mina lor principio etiine con due virgole come apare di sopra in a b. e poni
• al principio una visicha a gala o uno pezettodi sugaro et nota in quanti
LEONAEDO DA VINCI 209
t tempi musici detta cosa chaminando che le declinative onde perviene al
« line del camino de le 100 br. et poi ne misura molti altri di più tardi
• et ancora di più veloci corsi et di poi misura il calo di 100 br. chelli-
■ vello et che queste ragione avendo misurato diverse acque saprai poi
• dire solamente chel core 1 00 passi di na riva e notando in quanti tempi
• quella tua golloza affatto quel corso dirai con verità il chalo che la fa per
■ miglio • .
Pag. 68. ■ Farisei Frati Santi vuol dire •
« La vita bene spesa lunga è • .
Pag. 69. « Che cosa è sono fatto dal cholpo ».
Seguono molte osservazioni sul suono e modo di produrlo fra cui la se-
guente : « Il tempo nel quale si gienera il cholpo ella più breve chosa che
« per luomo si possa fare » .
Pag. 74. t II movimento della chosa visiva alla chosa stabile fa spesse
■ volte essa cosa stabile parere trasmutarsi in el moto della cosa movente,
• ella cosa movente parere stabile offerma » .
Pag. 78. • Navi fatte de travi » .
• Navi fatte de vimini tessuti e fasciate de corame per corsali » .
• Lanima mai se può chorompere nella coruttione del corpo, ma sta nel
• corpo a similitudine del vento che causa del sono del organo che gua-
• standosi una chana non resultava per quella del vento buono effetto • .
• Motto detto da un giovane ad un vecchio: dispregiato un vecchio pu-
• blicamente un giovane mostrando altamente non temer quello , onde il
• giovane gli rispose che la sua lunga età gli faceva migliore scudo che
« la lenghua o le forze • .
Pag. 81. « Della violentia ».
• Dicho oni chorpo mosso o perchosso ritiene in se per alquanto spatio
• la natura dèssa perchossione o movimento ettritienella tanto più o meno
■ quanto sarà maggiore o minore la potentia ella forza desso cholpo o mo-
o
« vimento : esemplo. Vedi 1 colpo dato in una campana quanto riserva in se
« il rumore della perchussione. Vedi 1 pietra uscire della bombarda quanto
■ riserva la natura del movimento. Il colpo dato in corpo denso durerà più
• il sono che in chorpo raro et quello ara più durata cnessia in corpo so-
• speso essottile ».
• Lochio riserva in se limagini de chorpi luminosi per alquanto spatio » •
Pa£. 96. « Se sarai assalito di notte in tua alogiamenti o che tu ne
dubitassi usa tenere in punto trabocchetti che gitino triboli di ferro, osse,
sei assalito trali infra i nemici et arai tempo a mettere a ordine i tuoi
contra alli assalitori e genti Inimici i quali pel dolore de* feriti piedi
poco si potranno adoperare e l'ordine del tuo assalire farai così: dividi la
tua gente in due squadroni e metti in mezzo i inimici ma fa che tuti
abi le suole de le scharpe et così i chavali i sua feri chome dissi dinanzi
altrimenti i triboli non conossierebono i sua da nimici effa chogni tra-
boco getti di detti triboli una chanata » .
Leonardo continua per due pagine a dare spiegazioni sopra questi tri-
boli, dei Quali dà anche il disegno. E qui aggiungerò che anni sono quando
venne fabbricata la nuova cavallerizza in fianco al castello di Milano , ne
furono trovati due che io ho veduto, ed erano precisamente quali si trovano
descritti e disegnati da Leonardo in questo Codice.
Alla pag. 99. vi è il disegno di una balestra, e nelle tre successive ri-
tornano le solite litanie di parole. Molte più sono le annotazioni fatte da
Leonardo, nò tutte le volli trascrivere, mi basta di averne dato un saggio
onde il lettore possa farsi un* idea del suo modo di scrivere , e come ne
siano svariati gli argomenti.
Calai. Trivultiana (Stampalo ti 6 tetlembre 4883) 27
210 LBTTEEB ORIGINALI
LEONINO Giuseppe, dall'Aquila. — Egloga volgare in versi sciolti ed
epigrammi latini. (Cod. N. 927).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVI.
Sono diretti alla Ser.1"* Mad. Margherita d'Austria, e preceduti da una
lettera di dedica datata dall'Aquila il 12 Gennaio 1584.
LERCÀRO Giovan Battista. — Historia dei tumulti di Genova del 1575
e 1576. (Cod. N. 1499).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
G. Batt. Spotorno nella storia letteraria della Liguria (T. Ili , pag. 49
e 81) parla con lode di questa opera del Lercaro che fu Doge di denova.
La scrisse nel 1580 come appare nella prima linea delia Prefazione. Non
venne mai stampata. Questa copia fu eseguita nel 1638 da Gian Battista
Grimaldi come vedesi nel 1° fol. del Codice.
Lettera sulla caducità del Conte Duca (d'Olivares) privato della M> del
re Filippo IV. (Cod. N. 1362).
Cod. cart in fol. del Sec. XVII.
Lettera del P. N N. ad un suo amico intorno al gran peso della di-
gnità Cardinalizia e specialmente intorno al debito che hanno li
Cardinali di dar buon consiglio al Papa. (Cod. N. 1686).
Lettera. — Altra copia. (Cod. N. 1687).
Lettere di diversi autori. (Cod. N. 9).
Cod. cart. in 8° del Sec. XIX, fol. 86.
Dopo un fol. bianco vi sono tre lettere di Fra Paolo Sarpi a Mons. Luigi
Lollino Vescovo di Belluno, copiate dagli autografi da Francesco Testa. —
Segue un fol. bianco, nel 5 trovasi il seguente frontispizio : • Lettere XX
di Carlo Dati Fiorentino ». Le prime 18 sono dirette a Mons. Ottavio Fal-
conieri romano , le due ultime a M. Giov. Delfino Patriarca di Aauileja ,
cavate dagli originali che si conservavano nella libreria di Giulio bernar-
dino Tomitano. Queste lettere sono precedute da una Notizia di Mons. Ot-
tavio Falconieri.
Seguono 5 lettere dello stesso Dati, quattro al Card. Leopoldo de' Medici
e la 5* al Card. Dolfin, poi due lettere autografe del Tomitano al Marchese
G. Giacomo Trivulzio con altre del Dati. — Viene dopo una miscellanea di
lettere di varii autori, fra le quali ve ne sono del Tasso, dell'Ariosto e del
Berni. Alla fine vi è un indice.
Lettere originali. (Cod. N. 196).
Cod. cari in 4° del Sec. XVIII.
Muratori lettere N. 13.
Galiano Celestino 2.
Trapasso Metastasio Leopoldo 1.
Metastasi o Pietro 19.
y
LETTERE bcc 211
Maffei Scipione 11.
Lama Bernardo 1.
Campai Ile Tomaso 3.
Roma fra Giuseppe 4.
Badia Carlo 1.
Gregori Grimaldi 1.
Grimaldi Costantino 1.
Giànnone Pietro 2.
Lama Bernardo 3.
Campiani 5.
Volpi Gaetano 1.
Lettere divote per istruzione di un Granduca di Toscana.
(Cod. N. 428).
Cod. cart. in 12<> del Sec. XVII.
L'Amanuense ha voluto imitare col carattere ia stampa. Manca il nome
dell'autore, quello del Granduca cui sono dirette e dell'anno in cui furono
scritte. Sembrano però opera? di un Gesuita Genovese o almeno dimorante
a Genova, e dirette al granduca Cosimo III de' Medici. La diligenza nella
scrittura, l'eleganza della legatura in marocchino rosso con doratura dei
fol. sul taglio, mi inducono a supporre che il volumetto sia quello offerto
al Granduca. Dal farsi menzione in una di queste lettere di una grave ma-
lattia in cui era caduto in Genova un Doge di casa Sauli si può dedurre
ch'esse siano state scritte fra l'anno 1697 e 1699.
lettere (alcune) di celebri autori estratte dell'antico Archivio secreto
di Mantova. (Cod. N. 577).
Cod. cart. in fol. del 1829.
Sono 12 lettere:
7 del Tasso.
1 dell'Ariosto.
2 di Veronica Gambara.
1 di Luigi Alamanni.
1 di Luigi Pico.
Alcune di queste lettere furono stampate nell'io giornale di scienze e
lettere, N. 144 dell'anno secondo, 2 Dicembre 1829.
Lattare. — Quinternetto dove si copiano le lettere che si mandano
airillm0 Tribunale della Sanità ed altre per servizio del Tribunale
nel dubbio di, peste del 1658.
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
Lettere del Duca d'Orléans al General Colmenero 26 Mtfrs 1707, altra
del 30 Agosto. — Lettera del Sù$. di Maquesac allo stesso. — Carta
scritta al Princ. di Vaudemont dal Gen. Colmenero, 30 Settembre
1707. (Cod. N. 1361).
Cod. cart. in fol. staccati del Sec. XVIII. Sono in francese.
Lettere dirette al S. D. Carlo Emanuele d'Este Marchese di Santa Cri-
stina dal 1710 al 1736. (Cod. N. 1574, 1575 e 1576).
3 voi. in fol.
Sono autografe, e ve ne sono di illustri personaggi, fra gli altri molte
del Pr. Eugenio di Savoia. Interessanti per la storia di quel tempo.
212 . LETTERE ecc.
Lettere dirette da diversi al Conte Antonio Belgiojoso. (Cod. iV. 1579).
Queste lettere originali furono scritte dal 1745 al 1755. Le sottoscrizioni
sono indecifrabili. Ne è autore un agente che il Conte Antonio Belgiojoso
teneva a Vienna per patrocinare le nomine a cariche e dignità cui egli
aspirava. Sono piene di dettagli sulla tìorte imperiale e 6opra moltissimi
personaggi che risiedevano in quella capitale ed in altre Corti estere. Sono
molto interessanti per la storia aneddotica di quegli anni.
Lettere dirette al M.*° d'Este di S. Martino nel 1746-47-48.
(Cod. N. 1580).
Cod. cart. del Sec. XVIII.
Sono 42 lettere in francese scritte dal celebre archeologo e diplomatico
Barone Filippo di Stosch. La massima parte sono autografe ed alcune poche
non hanno a originale che la firma, e ciò è probabilmente dovuto alla ma-
lattia d'occhi della quale parla in una di quelle lettere. Lo Stosch era stato
obbligato di lasciar Roma, dove era incaricato di sorvegliare gli emigrati
Inglesi, perchè era stato minacciato della vita se non partiva subito. Si
ritirò a Firenze, dove continuò i suoi studii d'archeologia e dove morì nel
1757. Queste lettere però non trattano di cose scientifiche, ma solo degli
affari politici e militari di quegli anni. Sono unite a questo volume due
lettere con firma autografa del Cardinale Alessandro Albani, nelle quali si
parla del Bar. Stosch, dirette ugualmente al Marchese d'Este.
Lettere di diversi Cardinali dirette al Card. Yiseo da Silva legato delle
Marche dal 1532 al 1555. (Cod. N. 1591).
Cod. cart. in fol.
Sono 58 lettere autografe, fra le quali una del Bembo, 4 del Sadoleto.
Una dello Sfondrato che fu creato Papa nel 1590 e prese il nome di Gre-
gorio XIV, e di altri insigni personaggi.
Lettere del Card* Giovanni Salviati e del Card. Farnese a Mons. Mi-
chele de Silva poi Card. Viseo dal 1525 al 1545. Sono copie.
(Cod. N. 1592).
Cod. cart in fol. pica del Sec. XVIII.
Lettere di diversi personaggi ragguardevoli dall'anno 1518 al 1525.
(Cod. N. 1370).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
*
Le 131 lettere contenute in questo voi. sono importantissime per la storia
dell'Europa in genere, ma specialmente per quella d'Italia. Furono anni
disastrosi per la nostra penisola ove le soldatesche bistrattavano orribil-
mente le misere popolazioni, che non avrebbero saputo dire se più avevano
a dolersi dei nemici o dei pretesi amici.
sime le relazioni che vi si trovano sull'assedio e battaglia di Pavia in cui
Francesco I venne fatto prigioniero. Sono di molto interesse le lettere di
Gerolamo Negri, che fu poi Vescovo di Chioggia, piene di curiosi dettagli
LETTERE ecc. 213
sui personaggi che vivevano a Roma in quegli anni. A questo volume fu
aggiunto in fol. staccati un indirizzo o voto scritto nel 1728 dagli Abbati
e Consoli della Camera dei Mercanti diretto al Governatore del Ducato di
Milano allo scopo di ottenere che venisse introdotta una giusta proporzione
fra le monete estere e quelle dello Stato. Vi è pure un ìndice aelle lettere
contenute nel Codice con alcuni cenni sui personaggi che le scrissero.
Lettere di personaggi del Sec. xvi. (Cod. N. 1587).
Sono 85 lettere autografe. Ve n* è una di Torquato Tasso (da me pub-
blicata nell'Arch. Stor. Lomb.) un decreto in cui vi è la firma di Bernardo
Tasso. Diverse di S. Carlo Borromeo, una del Vergerio: un'altra di S.An-
drea Avellino , ed altre di distinti personaggi. Moltissime sono dirette al
March. Filippo d'Este.
Lettere di personaggi del Sec. xvn e xvm. (Cod. N. 1588).
Sono HI lettere autografe, fra le quali se ne trovano una del P. Kircher:
una del celebre Conte di Bonneval ed altre di insigni letterati. Le tre let-
tere che portavano i N. 79, 80, 81, furono levate non si sa quando, e solo
rimangono le due ricevute che hanno i N. 64 e 65.
Lettere originali diverse. (Cod. N. 1594).
Cod. eart. in fol. del Sec. XVI. *
Queste lettere in numero di 47 risguardano in massima parte la famiglia
Borromeo. Ve ne sono alcune di membri di quella casa. Le prime furono
scritte dal vescovo Filippo Archinto che fu grande amico ai S. Carlo e
contribuì moltissimo alla sua canonizzazione. Nel voi. trovasi l'elenco delle
lettere.
Lettere diverse dal 1566 al 1595 risguardanti Pavia. (Cod. N. 1600).
Sono originali, e per la massima parte di Paolo Emilio Modegnani e di
Lodovico Trovamala. Trattano di affari amministrativi del Principato di
Pavia.
Lettere e rime di autori diversi. (Cod. N. 941).
Cod. cart. in 8<> del Sec. XVI.
Tre sono le lettere contenute in questo Codice e sono di Claudio To-
lomeo La prima diretta a Messer Dionigi Atanagi in cui tratta della povertà.
Fu pubblicata nelle lettere di M. Claudio Tolomei , Venezia Giolito 1 548 a
pag. 126: e dal Zucchi nell'Idea del Secretarlo, Tomo III, pag. 275.
La seconda a M.r Febo Tolomei trovasi nelle suddette lettere a pag. 195.
La terza a Mes. Gerolamo Bagliamonte nel detto voi. a pag. 23.
Seguono molti sonetti di argomenti diversi senza nome d* autore — poi
due egloghe del Varchi. — Satira in dispregio delle donne. — Notte amo-
rosa. — Poi dei sonetti di 59 autori , alcuni dei quali rimasero ignoti al
Quadrio ed al Tiraboschi. Inutile il dire che vi sono molte poesie inedite
tanto fra gli autori ignoti come fra quelli conosciuti.
2U LIBEE MEDITATIONUM
Libar Congregationum super editione Breviarii Ambrosiani edita anno
1580 et prò editione missalis edita 1594. (Cod. N. 377).
Cod. cari, in V del Sec. XVI.
Questo Codice è autografo ed è opera del maestro delle cerimonie Gian
Paolo Clerici, come appare al fol. 13 dove è scritto Ego Magister etc. Il suo
nome proprio qui om messo si trova però registrato in tutte lettere in altri
luoghi, fra l'altre nel primo fol. Gian Paolo Clerici era Oblato e fu due
volte Proposto di S. Sepolcro, e servì San Carlo in qualità di maestro delle
cerimonie. Sono uniti al voi. quattro foglietti volanti contenenti notizie
sopra questo libro. Il titolo che si legge sul cartone è di mano di D. Carlo
Tnvulzio. L'Argelati notò altre opere del Clerici, ma non conobbe questa.
Liber Divinae doctrinae datae per personam Eterni Patris intelectui lo-
quentis admirabilis et. almae Yirginis Katerinae de Senis.
{Cod. N. 497).
Cod. merab. in 4° del Sec. XV.
Bellissimo Codice ben conservato: nella prima pag. vi è miniata l'ef-
figie della Santa e di un frate che scrive. Alla fine vi sono alcuni fol. stac-
cati con memorie di D. Carlo relative a S. Caterina, ed al Codice, che da
una nota raschiata che trovasi alla fine, appartenne, secondo lui, alla Certosa
di Pavia.
Liber Hiemalis Secundum ordinerò 8. Ambrosii Archiepiscopi Mediolani.
{Cod. N. 617).
Cod. memb. in fol. del Sec* XV.
lì un antifonario colle note musicali. Sul 1° fol. vi sono le arme di casa
Corio. É mutilo: ha l' iniziale miniata: e la sua legatura originale.
Lfber merfitationum. QGod. N. 330).
Cod. memb. in 8° del Sec. XIV.
In un fol di risguardo al principio del voi. trovansi le due note se-
guenti : • Liber vere aureus certe concionatori valde utilis si modo nactus
• sit intelligentem lectorem , scriptus est ante ducentos et eo amplius
« annos ».
• Qui liber a P. Emanuel a Sa est visus et recognitus atque multum
• laudatus ».
La prima di queste note è di scrittura del sec. xvi, la seconda di non
molto posteriore.
Il P. Emanuele Sa gesuita Portoghese insegnò teologia in patria, poi a
Roma. S'acquistò fama di buon oratore predicando nelle principali città
d'Italia: fu impiegato dal Papa per la nuova edizione della Biblia. Mandato
per riposarsi delle sue lunghe fatiche ad Àrona sul Lago Maggiore, vi mori
ai 30 Dicembre 1596 nella casa professa dei Gesuiti, essendo nell'anno 66mo
della sua età. Fu uomo assai dotto e scrisse diverse opere di cui i Baoker die-
dero la nota nella « Bibliot. des Ecrivains de la Compagnie de Jesus • I Serie,
pag. 466. Parla di lui anche il Moreri nel • Dictionnaire historique ■ a pa-
gina 1 della P. II del T. IX (Parigi 1759). — É molto probabile che la
prima delle note surriferite sia di mano del Sa, e che la seconda sia stata
scritta da una persona ohe lo aveva conosciuto negli ultimi anni della sua
LI8B0 ice. 215
•zr.
▼ita ed aveva secolni pariate di questo Ms. che in seguito gli appartenne.
Manca il nome dell'autore di questo libro che malgrado gli elogi fattine
dal P. Sa rimase inedito e sconosciuto. Le meditazioni sono precedute da
cinque fol. che contengono un indice e delle note. Un antico possessore
nel Sec. xv su questi primi fol. disegnò a penna alcune teste ed un lieorno.
Libar meditationum annuntiationis incarnationis nativitatis circumcisionis
oblationis tempore vite Xpi passionis crncifixionis mortis resurre-
ctionis apparitionum ascensionis Xpi Amen. (Cod. N. 543).
Cod. memb. in fol. del Sec. XV.
Questo Codice ha quarantasei" grandi e Belle miniature rappresentanti
fatti della vita della B. Vergine e di Gesù Cristo. Nella miniatura del
P fol. si vede il Padre eterno seduto in cattedra colla destra in atto
di benedire, col globo nella sinistra e con una moltitudine di Angeli e
di Santi in adorazione. Accanto vi è V insegna del convento colla leg-
genda in un cartoccio Bibli. PP. CARM. DISC. MED. Il convento dei Car-
melitani Scalzi a Milano era accanto alla chiesa del Carmine che ora serve
di parrocchia. In fine si legge: • Explieit liber meditationum età, come
nell'intestazione, e più sotto: • Iste liber est mei Xpofori de Cassano ».
Siccome il carattere di questa sottoscrizione è uguale a quello del testo
è assai probabile che il Cristoforo sia, se non l'autore, almeno certo *ló
scrittore del libro. Queste meditazioni sono inedite, e come testo di lingua
italiana avrebbero meritato più di altre gli onori della stampa.
Libar de patriarchis, ossia catalogo delle Chiese patriarcali e dei titoli
Cardinalizi di Koma, delle Chiese vescovili di tutto il mondo e dei
potentati Cristiani, degli Ordini regolari, ed infine alcune note sto-
riche che arrivano al 1305. (Cod. N. 504).
Cod. memb. in 4* del Sec. XIV.
Liber nobilitatis Reip. Genuae. (Cod. N. 1494).
Cod. cari in fol. del Sec. XVII.
Precede un processo verbale del 17 Febb. 1603 in cui vien riferito come
furono riposti i libri d'oro della Repubblica Genovese in certe casse per
essere custoditi.
Libro del Jesus per uso di Massimiliano Sforza figlio di Lodovico il
Moro Duca di Milano. (Cod. N. 2163).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV.
Don Carlo Trivulzio scrisse una lunga e dottissima dissertazione illu-
strando questo Codice. Essa venne in parte stampata dal Rosmini nella vita
di Francesco Filelfo (Tom. IH appendice pag\ 4 e seg.) Io riprodurrò la
nota unita al Codice , ommettendo solo alcune parti che mi sembrano
inutili , perchè si riferiscono alle diversità che si riscontrano nell'Ave
Maria e nella Salve regina come si recitano oggigiorno e queste ore
ghiere come sono scritte in questo Codice: ed aggiungerò alcune altre
cose che non furono notate da quel dottissimo autore. Egli incomincia la
sua illustrazione col provare che questo libro fu realmente fatto per Mas-
216 LIBRO ecc.
similiano Sforza. Riprodurrò tali argomenti nella descrizione che fa del
Codice, poi seguitando egli così si esprime:
Avanti che si descriva questa miniatura è necessario dire qualche cosa
di Massimiliano. Egli nacque sul fine del 1491 o sul principio del 1492 da
Lodovico Sforza allora Duca di Bari, ed in seguito di Milano ancora, e da
Beatrice Estense. Allorquando Lodovico Tanno 1500 perde Io Stato e la
libertà egli aveva digia assicurato i suoi figli , cioè Massimiliano e Fran-
cesco, il quale aveva due anni meno del fratello presso l'Imperatore Mas-
similiano di Germania, ed ivi si trattennero sino all'anno 1512 in cui Mas-
similiano ottenne lo Stato di Milano e lo resse fino al 1515, nel quale anno
lo rinunciò, per un appannaggio di 30 mila ducati d'oro, a Francesco I re
di Francia, nel cui regno visse il restante de* suoi giorni, e mori a Parigi
intorno Tanno 1530. Principe sfornito d'ogni pulitezza, né che punto
aveva ereditato la virtù de* suoi avi. — La miniatura pertanto posta sul
1° fol. rappresenta il Principe Massimiliano a cavallo coperto di armatura
meno Telmo in testa, impugnando nella destra il bastone di comando. Il
prospetto della miniatura sembra indicare la rocchetta del Castello di Mi-
lano, luogo dove i nostri Duchi frequentemente abitavano (1).
Sul fol. 2 leggonsi i versi seguenti:
t L'arme stan bene adosso ad un signore
« E le fere battaglie el crudo marte
« Perchè con esse si può far honore
« E spander la sua fama in ogni parte
« Ma anchor le letre son con l'arme un fiore
« Che eterna gloria insieme pon donarte
« Sì che signor se a letre ti darai *
« Fama immortai per tutto el mondo harai ».
Sul terzo fol. sono miniati ai lati due specie di candelabri composti di
ornati: in alto le lettere dell'alfabeto maiuscole in oro sopra una lapide
sotto cui sono ripetute in minuscolo. Al basso della pagina lo stemma Vi-
sconteo della biscia inquartata coli' aquila accostata da due puttini. La mi-
niatura chiusa nella lettera iniziale del « Pater noster » col quale incomincia
lo scritto rappresenta Gesù Cristo col disco cruccerò , colla destra alzata
in atto di benedire e tenendo colla sinistra il globo. Tutte le lettere dei
capiversi sono miniate e così pure quelle dell'Ave Maria, del Credo e Clelia
invocazione alla croce che occupano il verso di questo fol. tutto il recto del
seguente e parte del suo verso ove fu miniata una mano che tiene uno
staffile sotto cui sta scritto:
« Questa fu facta per noi ragazzi
« E anchor per quei che son bestiai e pazzi ».
Né si creda che lo staffile fosse una vana minaccia. Il Corio ci racconta
che Galeazzo Maria zio di Massimiliano diventato Duca si vendicò delle
frustate ricevute da Cola Montano suo precettore col farlo frustare pubbli-
camente onde punirlo di un turpe delitto da questi commesso.
Al verso dei fol. 5 leggonsi, senza per altro alcuna intestazione che ne
indichi l'oggetto, i complimenti o dialogo ch'ebbe luogo fra l'Imperatore
e il piccolo Massimiliano. Sotto questi si leggono i versi seguenti:
« Dice Brunor che il Conte ad ogni posta
« Dato ha allo imperador bella risposta ».
La stupenda miniatura a pag. 6 rappresenta il principino Massimiliano
(IJ Io credo piuttosto che rappresenti il castello di Pavia perchè è quella la sua architettura
e perchè è naturale che fosse di preferenza rappresentata quella città di cui egli portava il titolo
di Conte.
LIBRO ecc. 217
che porge i suoi ossequii all'imperatore Massimiliano. L* incontro di questi
due Principi deve essere stato allorquando l'Imperatore venne in Italia
Fanno 1496, nella qual occasione ebbe due congressi col duca Lodovico. Il
primo nel Luglio nella terra di Malsio (luogo al di là delle Alpi al confine
della Germania dalla parte di Valtellina). La seconda volta, verosimil-
mente nel Settembre (1) a Meda, terra discosta da Milano 14 miglia. In
uno di questi luoghi pertanto, ma più probabilmente nel secondo , deve il
duca Lodovico aver fatto presentare all'Imperatore il principino Massimi-
liano. In tale occasione furono recitati i complimenti in lingua tedesca
scritti nel fol. 5, cui fu aggiunta la traduzione italiana. Quanto alli abiti
l'Imperatore è vestito di lunga tunica di color celeste, sopra la quale ha
una specie di zimarra di color flavo foderati di nobil pelle. Dal collo gli
Sende il tosone d'oro. Il Principino è in nobil farsetto. I due personaggi
ietro di questi, uno assai giovane con gran spadone, forse sarà un paggio,
l'altro involto in gran pallio rosso, verosimilmente è il Brunor menzionato
nei due versi surriferiti al pie della pag. 5. Questo è il conte Brunorio
Pietra nobile Pavese, la cui famiglia fu traspiantata in Vigevano nel tempo
che fu promosso al Vescovado di quella città il conte Galeazzo Pietra. Il Sac-
chetti nel suo Vigevano illustrato a pag. 121 dice: « Il conte Fraucesco
« Brunorio Pietra fu molto amato e stimato dal duca Lodovico Maria Sforza
« del quale era cameriere maggiore , e perciò dallo stesso Duca quando
« restò prigione dell1 esercito francese sotto Novara fu dato al detto conte
« Brunoro la cura dei due figliuoli Massimiliano e Francesco dal quale
« furono condotti in Alemagna all'imperatore Massimiliano dove vissero
« finché fu il Duca reintegrato del Ducato, che poi fece il conte Francesco
« Brunoro castellano del castello di Milano, oltre molti altri gradi di onore
« che egli ebbe, fra i quali fu anche governatore di Cremona e di Vige-
• vano », così il Sacchetti il quale qui prende alcuni abbagli. Primo che
Lodovico Sforza fatto prigioniero l'anno 1500 affidasse a Brunoro i due
suoi fiffli acciò li conducesse in Germania. Questo seguì Tanno 1499 ve-
dendo Lodovico il Moro che le cose sue andavano malamente mandò in
Germania i due suoi figli Massimiliano d'anni 9 e Francesco d'anni 7 as-
sieme di Princivalle Visconti educatore del primo. E qui si noti che nono-
stante che il Sacchetti dice che Brunoro fu quello che condusse i figli in
Germania quando che dal Corio sembra dedursi che tale incombenza fosse
data a Princivalle Visconti. Ad ogni modo fra questi due scrittori in ciò
non vi è contraddizione , imperocché Princivalle andò in Germania come
3)0 di Massimiliano (carica ottenuta nei 1498 per la morte del conte Gian
Antonio Borella , di cui Princivalle era suocero) ed il conte Brunoro può
essere andato come aio di Francesco o come intendente di tutta la casa.
Il secondo abbaglio del Sacchetti è che il Duca rientrato nel ducato (qui
voglio credere che intenda parlare di Massimiliano) fece il conte Brunoro
castellano del castello di Milano, quando si ha da Andrea da Prato autore
vivente in quegli anni nella sua Storia di Milano , che in occasione che i
Francesi resero i castelli di Milano e di Cremona (an. 1513) « in questo
« entrò Castellano Messer Brunoro Preda il quale el duca di Milano navea
« sino nella sua puerizia in Alemagna servito : et nel Castel di Milano fu
« posto il Conte Francesco Sforza ». — Qui si ponga mente che il Prin-
cipino sì negli accennati due versi:
« Dice Brunor eh el Conte ad ogni posta
a Dato ha allo imperador bella risposta »
come negli altri che vanno uniti alla miniatura che vengono in appresso
egli è sempre chiamato Conte. Ciò prova, come dissi , che questo libretto
(!) Vedi il Corio all'anno 1496 od il Muratori Ann. d'Italia sotto il detto anno.
Calai. Trivulziana {Stampato il 6 settembre 1883) 28
218 LIBRO ecc.
appartiene a Massimiliano Sforza imperocché il titolo di Conte di Pavia »
nella famiglia dei nostri Duchi era il distintivo del loro primogenito*
Sui v. del fol. 6 leggonsi i seguenti versi :
« Qui mastro Ambrosio dice
« Da de la ughette al Conte
« E lui .con lieta fronte
a Dimanda del cappone
« Perchè è miglior boccone
« Di che la balia ride
« E tal question decide
« Dicendo eh è contenta
« Un quadro li presenta
« Queir Ottavi an che taglia
« Zacherin se travaglia
a Col vino a tuttavia
« Resta poi in compagnia
a Doppo che have disnato
« El Conte e la Beatrice
a Cecilia Caterina
« Che al Conte dan piacere ».
Questi versi sono la spiegazione della miniatura che vedesi al fol. 8 così
descritta da D. Carlo.
La miniatura rappresenta il principino Massimiliano seduto alla mensa,
cioè a pranzo. I personaggi che vi assistono sono i seguenti : Il Principino se-
duto a tavola bislunga : dirimpetto la balia seduta che somministra il cibo
al Principe: alla sinistra è seduta una persona che assiste anch' egli al Prin-
cipe. Questo, secondo me, è l'indicato in quel verso: Quel Ottavxan che ta-
glia. Il servo che sta in piedi a fianco di Ottaviano sembra la persona di
cui parlano i due versi:
« Zaccarin se travaglia
a Col vino a tutta via ».
Il personaggio attempato vestito di lunga veste rossa con berretta di
ugual colore situato dietro d'Ottaviano è Zaccarino e che 6ta osservando
attentamente il Principe è maestro Ambrosio indicato nel primo verso. Le
tre femmine dietro del Principe sono Beatrice , Cecilia e Caterina menzio-
nate nei penultimi versi. Due dei suddetti personaggi si può congetturare»
chi siano, cioè mastro Ambrosio e Cecilia. Mastro Ambrosio qui è posto
o per il maestro di scuola o pel medico.. Io sono di sentimento essere il
medico e questo per due congetture. La prima è che egli dice di dare al
Principino delle ughette. Da ciò deduco l'avvedutezza del medico nell'avere
premura che il Principe si cibi di cose leggeri, e che facciano buon sangue,
come sono le ughette. La seconda congettura è che Andrea da Prato nella
sua accennata Storia di Milano dice che partito da Milano il duca Lodovico
Sforza per la Germania (an. 1499) la plebe ha saccheggiato varie case no-
bili, fra le quali quella del maestro Ambrosio da Boxate medico ed astro-
logo ducale. Da ciò s'inferisce che questo medico era assai attaccato alla
persona del Duca attesoché quelle case che in detta occasione patirono tal
disgrazia erano tutte di famiglie nobili assai ben affette al duca Lodovico.
Pertanto da tutto ciò che qui si è detto ognun vede che vi è tutta la pre-
sunzione di credere che il maestro Ambrosio espresso nella presente mi-
niatura sia l'accennato medico astrologo ducale. Quanto a Cecilia trovo che
il Bellincione poeta Fiorentino al servizio di Lodovico duca di Milano nelle
sue rime stampate in Milano l'anno 1493 ha un sonetto sopra tra ritratto
di una tal Cecilia fatto dal celebre Leonardo da Vinci.
LIBRO ecc. 219
Ecco il sonetto :
« Di che te adiri a chi invidia hai natura
« Al Vinci che *ha ritratto una tua stella
« Cecilia sì bellissima oggi è quella
« Che a' suoi begli occhi el sol par ombra oscura.
« L'honor è tuo se ben con sua pictura
« La fa che par che ascolti e non favella
« Pensa quanto sarà più viva e bella
« Più a te fia gloria in ogni età futura,
a Ringraziar dunque Lodovico or poi
« Et r ingegno e la man di Leonardo
« Che a posteri di lei voglion far parte,
a Chi lei vedrà così ben che sia tardo
« Vederla viva dirà basti ad noi
« Comprender or quel che è natura ed arte ».
Quel Lodovico nominato in questo sonetto s'intende Lodovico Sforza
duca di Milano Qui introdotto dal Bellincione per ispiegare che la natura
deve ringraziar Lodovico e Leonardo, perchè il primo coir ordinare che Ce-
cilia sia ritratta, ed il secondo coir aver eseguita l'opera hanno ambedue
fatto parte ai posteri della bellezza che essa natura ha compartito a quella
donna.
Altra bellissima miniatura è quella che trovasi al fol. 9. Essa rappre-
senta il piccolo Massimiliano che si sollazza guardando volare varii uccelli,
come anche prende piacere nel veder prendere lucertine da un paggio. Di-
rimpetto al Principe sta un grave personaggio che fa cenno che la notte si
approssima. Questi è il conte Sorella ajo di Massimiliano. Dietro al Principino
sta un giovane signore riccamente vestito, ed in alto di un caseggiato un
paggio che si sporge fuori da una finestra suonando il corno. Oltre a questo
caseggiato vi è rappresentata nel fondo la vista di un paesaggio, e sul
Siano avanzato una grossa torre formata con assise di pietra come quelle
ei torrioni del castello di Milano. Nel fol. 10 leggonsi i seguenti versi
che spiegano il soggetto della miniatura.
« Insin chel Cornazan qui sona el corno
« Va Franceschin pigliando i lucertini
« E il signor Conte alla sua voce intorno
a Ha di fanelli e mille altri uccellini
« Che fan gran festa a quel bel viso adorno
« Qual mostra in se mille angiol cherubini
« Dall'altro canto poi il Conte Borella
a Dice eh' è notte e in ciel pare una stella ».
Il conte Borella di cui si parla in questi versi è Gian Antonio Secco
nobile Milanese, conte di Borella nella Calabria e di Vimercate borgata nel
Milanese. Colla sua prudenza e integrità egli si acquistò un'ampia confi-
denza di tutta la ducal corte Sforzesca. Egli fu allevato in Corte del Duca
Francesco. Questo signore tanto l'amò che lo fece campagno nella puerizia
del principe Galeazzo Maria suo primogenito , il quale lo prese in tanto
affetto che asceso al trono , dopo la morte del padre non ebbe affari che a
lui non confidasse, ed allo stesso appoggiò l'educazione di Gian Galeazzo
suo primogenito. Seguita poi nel 1476 la tragica morte di esso Duca il
conte Borella fu in ugual stima sì presso la Duchessa tutrice che del gio-
vinetto nuovo Duca, u quale molto se ne valse. Morto nel 1494 questo ama-
bilissimo ma sfortunatissimo Principe che dal titolo ducale in fuori poco
più gode del proprio Stato occupatogli da Lodovico il Moro suo zio sotto
il titolo di reggenza, il conte Borella fu dal nuovo duca Lodovico il Moro
fette ajo del ai lui primogenito Massimiliano. Ora il mantenersi il conto
fc20 LIBRO Ecc.
Borella presso tatti i Principi Sforzeschi in tanta stima da affidargli l'edu-
cazione dei loro primogeniti V uno dopo Y altro in tempo che fra quei Prin-
cipi vi erano tante invidie, fa ben conoscere di quanta prudenza e integrità
fosse egli dotato. Quanto poi fosse gratificato da essi Principi si vegga
Gerolamo Bosso a pag. 113 del suo libro intitolato : Genealogia delV origine
et dignità della casa Secca (Milano 1708 pel Malatesta). Vedasi anche nella
Comparizione di collegio dell'anno 1668 delti sig. conti Federico e Gian
Antonio Secco Borella, ove si ha parte del privilegio col quale Lodovico
Sforza conferma, Tanno 1495, il feudo di Vimercate a Gian Antonio conte
di Borella de' Secchi, dove fra le altre cose dice che Gian Antonio era edu-
catore di Massimiliano Sforza di lui figlio. Questo conte Borella morì Tanno
f 498, e fu sepolto nella chiesa di S. Maria delle Grazie in Milano, come si
ha dalla lapide ivi esistente che gli fu posta dal figlio di lui Antonio Maria.
Al. v. del fol. 10 incomincia il Misererò seguito dalla Salve regina, colla
Ìuale termina questo prezioso Codicetto. Notisi che tutti i capiversi di queste
uè preghiere sono miniati. — Fin qui la illustrazione ai D. Carlo, alla
quale aggiungo che la seconda e la quarta miniatura che adornano questo
prezioso Codice furono sempre ritenute opera di Leonardo da Vinci, ma in
questi tempi nei quali è di moda di mettere tutto in dubbio fu detto da
taluno che fossero opera del Bramantino, e secondo altri di un altro pen-
nello di maggior valore di questi. Il solo dubbio però che siano di Leonardo
basta a provare quale ne sia il pregio. Circa T epoca in cui furono eseguite
sono di opinione che non sono anteriori al 1496 , per la ragione che in
quest'anno seguì la presentazione del Principino all'Imperatore qui rappre-
sentata, né posteriore al 1498, anno in cui cessò di vivere il conte Borella,
{>erchè trattandosi di una scena indifferente come è quella di prendere dei
ucertini non avrebbe dipinto il defunto, ma bensì il precettore che trovavasi
allora in carica.
Libro d'orazioni ad uso di Isabella d'Aragona vedova di Gian Galeazzo
Sforza duca di Milano. (Cod. N. Si 44).
God. memb. in fol. del Sec. XVI.
La duchessa Isabella, per cui venne eseguito questo libro di preghiere,
era figlia di Alfonso duca di Calabria (in appresso re di Napoli) e di Ippolita
Sforza figlia di Francesco I duca di Milano. Nata nel 1470 si maritò con Gian
Galeazzo Sforza suo cugino nel 1489. Rimasta vedova alli 22 di Ottobre
del 1494 continuò a dimorare nel castello di Pavia sino al 1500, anno in
cui si ritirò nel ducato di Bari a lei donato nell'Agosto dell'anno prece-
dente da Lodovico il Moro quando si rifugiò in Germania. In quella occa-
sione^ esìi pregò la duchessa Isabella di confidargli il figlio suo Francesco
Maria che era nato nel 1 490 , ma essa temendo per la vita del legittimo
erede del ducato se affidato a chi gli aveva usurpato il trono , k> ricusò ,
ed ugualmente male gliene incolse, che Lodovico XII nel Novembre del
1499 lo portò seco in Francia /dove mori per una caduta da cavallo, se-
condo alcuni nel 1511, e nel 1504 se devesi ritenere per vero ciò die scrisse
il Giovio nel libro V degli elogi degli uomini di guerra, nel l'elogio di Isa-
bella. Tralascio di ripetere quanto fu detto sulle vicende di questo sventu-
rato Principe, perchè estranee al Codice, sólo faccio rimarcare la data della
sua morte, perchè servirà a determinare Y età del Codice. La duchessa Isa-
bella ebbe due altre figlie; la prima Bona nata nel 1491 fu maritata nel
1518 con Sigismondo re di Polonia. Rimasta vedova nel 1548 si ritirò nel
ducato di Bari e vi mori nel 1558. — La seconda per nome Ippolita nata
nei 1493 morì nel 1501. La duchessa Isabella morì in Napoli alh 11 di Feb-
braio del 1524 e fu sepolta nella chiesa di S. Domenico dei Domenicani.
Ciò premesso credo di poter asserire, con buon fondamento, che il Codice
LIBRO ecc. 221
venne eseguito fra il 1511 ed il 1518, differendo in ciò dall'opinione di
D. Carlo Trivulzio, che in una nota premessa al volume, lo vuole eseguito
nel 1500, quando cioè la duchessa Isabella si ritirò a Bari. In appoggio
della mia opinione osservo che in nessun luogo del Codice è fatta menzione
né del marito Gian Galeazzo, né del figlio loro Francesco Maria . né della
figlia Ippolita , tutti defunti , mentre invece quello della Bona e ripetuto
dodici volte nelle dieci preghiere in cui la raccomanda a Dio. Se il Codice
fosse stato eseguito dopo il 151 8 questa Principessa sarebbe stata qualifi-
cata col titolo di Regina, e vi sarebbe stato aggiunto il nome del marito
di lei Sigismondo. Una sola volta poi a pag. 73 è nominata la duchessa
Isabella. — Al Codice originale furono aggiunti due quaderni, uno al prin-
cipio, l'altro alla fine : sembrano però scritti dalla stessa mano ; non così
le iniziali miniate che sono assai meno belle.
La prima pagina del Codice originale che in causa dell'aggiunta ora è
la 17, è interamente coperta di miniature divisa in 15 compartimenti. In quello
di mezzo, assai più grande di tutti gli altri, sta la Vergine col Divin putto
in braccio circondata ai piedi dalle anime del purgatorio che a mezza per-
sona escono dal suolo. Sotto queste vi sono quattro linee di testo ed al pie
della pagina lo stemma bipartito d'Aragona e Visconteo con due puttini
ai lati. A compire la pagina vi sono in giro altri 13 compartimenti con
figure di Santi. La pagina precedente che appartiene al quaderno aggiunto
e fa riscontro alla 17* fu miniata dallo stesso artista ed è divisa in 9 com-
pone dei Magi: la risurrezione: l'ascensione: la pentecoste: l'assunzione
della Vergine. Queste miniature sono assai belle e molto fine, come lo sono
pure le grandi iniziali che si trovano in gran numero nel volume, con fregi
anche sui margini. Esse non hanno a che fare colle miniature che si tro-
vano nei diplomi ducali di quel tempo, né con altre di scuola Lombarda,
e ciò m'induce a credere che il Codice non fu fatto a Milano, né a Pavia,
ma bensì nell'Italia meridionale: ed anche questo starebbe in favore del-
l'epoca in cui a mio giudizio venne fatto il Codice, cioè quando la duchessa
Isabella era stabilita a Bari. Le intestazioni delle preghiere sono scritte in
oro ed in italiano, mentre tutte le preghiere sono in latino, e sono in parte
assai diverse da quelle ora comunemente usate da noi.
Libro (il) di meraviglie chiamato Felix. (Cod. N. 184).
Cod. eart in fol. del Sec. XV di fol. 143 più uno bianco.
Al fol. 44 vi è la nota seguente -. « Nota che in questo locho che co-
« menza ma al tempo prexente siegue lo libro nostro, imperoche dal prin-
« cipk) fin in questo locho io lo fezii accopiare perchè era perso due quaderni
« del diete libro ».
Infatti la scrittura dei primi tre quaderni è di mano diversa, e vi sono
due fol. ed il verso di un altro copiati di troppo e* quindi in doppio.
Quest'opera è un trattato di morale che si finge scritto da un monaco
chiamato Felix. Lo credo inedito; è scritto in buona lingua.
Iftfbro di varie cose spirituali di me 6. B. F. (Cod. N. 362).
9
Cod. cart. in 16° del Sec. XVII.
Il titolo soprascritto si trova in un fol. di risguardo colla data 1629. In
una nota che si trova scritta nella parte interna del cartone questo libro,
che sarebbe autografo, è attribuito a 6. Battista Faggi da Desio uomo di
222 LIBKO ecc.
gran pietà, che vien citato dall' Argelati « Bib. Scrip. Med. » T. II, col. 587
come autore di due opere che vennero stampate a Milano. Egli non citò
questa.
Libro di preci ed orazioni per i disciplini di S. Agata. (Cod. N. 383).
Cod. cart. in 4° del 1476.
■
Incomincia : . « Questo sia lo offitio de la assumptione de la gloriosa Ver-
a zene Maria ».
Al v. del fol. xi vi è la nota seguente: « Hunc librum fecerunt fieri
« discreti viri disciplinati dns Imolus de Crispis qui est prior Scholae ec-
ce clesie Sancte Agathe Mediolani. Et Xpoforus de Cataneis qui est subprior
« ejusdem scole. Ad honorem dei nec non Virginis Marie et beate Virginis
« et martiris Agathe et omnium Sanctorum. Amen. Anno dm 1476 die
«17 Mensis Septembris. Regnante domno nostro YEù Xpo in secula secu-
« lorum. Et duce Galeaz Maria quinto anguigero Mediolani regnante. Et
« hic liber scriptus fuit nomine supradicte scole per bernardum marti -
« gnonum in edibus hospitalis magni novi Mediolani locatum ».
Segue la « Tabula hujus libri ».
Di queste preghiere ve ne sono in latino, ma la massima parte sono in
italiano. Vi furono aggiunti otto fol. di carattere poco posteriore contenenti
preghiere, ma ne devono mancare altri, perchè l'ultima non è finita.
i/ oratorio della confraternita di S. Agata era posto sul piazzale di S. Na-
zaro Maggiore. Il Lattuada, Descrizione di Milano, T. II, pag. 314, dà molte
notizie intorno a questa confraternita che era antichissima.
Libro di preci ad uso dei disciplini di S. Marta. {Cod. N. 416).
Cod. cart. in 4Q del Sec. XV.
» Altro ad uso della stessa scuola. (Cod. N. 417).
» ld. id. * (Cod. N. 418).
» Id. id. in 8°. (Cod. N. 419).
Vi sono in questi quattro Codici molte laudi in versi italiani. La piccola
chiesa di S. Marta oratorio de* disciplini alla Romana era posta in un vi-
colo a sinistra della chiesa di S. Giorgio in palazzo. Ora non ne rimane
più vestigio. Fu il primo fondato in Milano, e perciò questa confraternita
de' disciplini aveva^la precedenza sopra tutte le altre, vedi Lattuada, De-
scrizione di Milano/ T. ili, pag. 142.
Libro di preci ed i sette salmi penitenziali ad uso dei Disciplini.
(Cod. N. 540).
Cod. memb. in fol. del Sec. XV.
É mutilo in fine: ha le iniziali miniate con figure. La regia scuola o
confraternita di S. Bernardino» cui apparteneva questo libro era situata sul
piazzale de' PP. minori conventuali ai S. Francesco in Milano, e fu sop-
pressa con decreto della Giunta Economale delli 8 Gennaio 1778.
•»*
LIBEO ecc. 223
Libro di Note musicali per le Messe di rito Romano. (Cod. N. 597).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI.
Libro di predizioni astronomiche o astrologiche. (Cod. N. 717).
Cod. cari, in fol. del Sec. XV.
* quinta ». Questi se non fu l'autore fu per
possessore del Codice e si servì di un atto da lui rogato , in pergamena,
nel 1477. Indictione X per farvi la sopraccoperta. Questo ci dà una data
certa sull'epoca in cui ebbe il Codice, che sarebbe il 1472 nel quale cade
l'indizione quinta, a meno, che fosse il 1487. Il libro incomincia coi prono-
stici per ciascun mese o costellazione, sulle qualità che avranno i bambini :
ed in seguito nota i giorni fasti e nefasti, ed altre osservazioni consimili.
Libro de nobili Veneti aggiustato a primo Marzo 1628, con tutte le
casate fatte da novo et tutte le gentildonne venete maritate.
(Cod. N. 1188).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVII.
Libro delle famiglie ascritte alla Nobiltà Veneta. (Cod. N. 1392).
Cod. cart. in 4° del Sec. XV.
1° fol. « In chomenzia il primo nascimento de le nobilissime famiglie
« e schiate e casate de Ja inchlita alma zita de Venezia chon le sue digne
« e laudabile insegne zoè quale che al presente si atrovino, le pasate che
« aora non sono de le loro famiglie chusi antiche chome quelle che perle
« suo degne opere aggiornata sono sta chiamate nobilissime degne de i
« loro glorioxo chonsiglio ».
Termina l'elenco delle famiglie al fol. 100, dopo il quale ve ne sono 5
bianchi. Al fol. 106 incomincia la -serie dei dogi, ciascuno dei quali ha una
breve notizia sulla data della sua elezione , della sua morte , e sul luogo
della sua sepoltura : accaùto vi è lo stemma di ciascuno sormontato dal
corno ducale colorito. A questa serie precede la seguente intestazione :
« Questi sono tuti i doxi Veneziani prima fati in rachiana zoè in zita nuova
« abitando in quel tempo Veneziani in quel luogo poi trasferidi in Mala-
« jnocho : prima i fezono i maistri di cavalieri per anno uno per uno, ri-
ti tornò a far doxi chomo prima et eziam sono nominati qui soto tutti i
« doxi fati in Rivoalto zoe in Veniexia per infino a questo zorno che idio
« per longro tempo in grandissima potenzia e stato i conservano. Prima i
« doxi fati in Rachiana zoè in zita nuova »>.
Termina al fol. 119 coir elezione del doge Zuan Mocenigo eletto nel 1478,
ma vi sono lasciati in bianco gli spazi per mettere la cifra dell'anno, mese
e giorno della durata del suo dogfcao, terminando colle parole, e/o sepelito.
Queste ommlssioni provano che il Codice fu scritto prima del 1485, anno
in cui morì ai 5 di Novembre Giovanni Mocenigo. Al fol. 40 parlando della
famiglia Riario, dice che fu ascritta al Gran Consiglio il 12 Settembre 1481
al tempo del conte Gerolamo Riario, quindi abbiamo i due estremi limiti per
fissare l'età del Codice in quei quattro anni fra il 12 Settembre 1481 ed il
5 di Novembre del 1485. Le casate Venete sono in ordine alfabetico. In
margine a ciascuna di esse vi è il suo stemma colorato. Una breve notizia
ci informa della loro provenienza, deiranno in cui furono ascritte al Gran
224 LIGOBIO PIERO
Consiglio, delle chiese da loro edificate, e. secondò i casi nella persona di
chi si sono estinte : né vi mancano le notizie storiche. Devo però avvertire
che non sempre sono esatte le indicazioni per le famiglie che non sono pret-
tamente Venete. Malgrado ciò il Codice è assai pregevole, perchè ci dà
notizia di un numero grandissimo di famiglie che furono ascritte alla no-
biltà Veneta. Fra i molti libri di questo genere iche mi capitarono fra le
mani non ne ho trovato alcuno che sia più ampio e che contenga un mag-
gior numero di casate e di informazioni.
$
Libro di Soldati di Milizia levati Tanno 1647 pertinenti alla pieve di
Brivio riviera di Lécco et Valsasina assegnati alla compagnia di
Cornelio Nocca. (Cod. N. 1607).
Cod. cari in 4° del Sec. XVII. Autografo.
»
Libro della riscossione delle biade nella Prov. di Pavia per S. M. Cesarea
nel 1558 fatto per Cornelio Beaqua. (Cod. iV. 1625).
Cod. cari in fol. del Sec. XVI. Autografo.
Lignaggi, ovver generazioni quali sono discesi di Adam et di Eva.
(Cod. N. 95).
Cod. cart in 4° del Sec XIV.
Il Cod. incomincia colla seguente intestazione in rosso:
« Qui, si descrive per ordine i lignaggi overo generationi i quali sono
« disciesi di Adam primo nostro patire et di Eva sua compagnia. Et por-
« remo le ètadi del secolo et del tempo ch'elle bastarono per melglo di-
- « mostrare l'origine delle cose passate l'una dopo l'altra. Et conteremo de
« i principali signori ke furon dopo Adam primamente dui incominciò la
« prima età del secolo ». Ad alcuni fatti della Bibbia sono mescolati in questo
opuscolo i più strani racconti di storia profana. A quanto panni Fautore
di questo compendio dovrebbe essere toscano. Il Codice non è certamente
originale, ma è una copia sincrona. Lo deduco dal vedere che in diversi %
luoghi si trovano aggiunte delta stessa mano delle parole che l'amanuense
aveva ommesso di copiare , e ve ne sono pure alcuni nei quali manca il
senso, perchè evidentemente il copista saltò Qualche linea. Credo che questo
opuscolo sia inedito. Non è citato nel Vocabolario della Crusca, ma potrebbe
stare benissimo fra i testi di lingua. Termina al verso del fol. 26 con alcuni
precetti che dice trovati nel libro della Sibilla Tiburtina.
LIG0RI0 Pmno. (Cod. N. 611).
Cod. cari in foj. mas. del Sec. XVI di carte 41.
Fol. 1. t Trattato delle antichità XLVII di Pyrrho Ligorio patritio Na-
« poletano et cittadino Romano nel quale si dichiarano alcune famose ville
« et particolarmente dell'antichità di Tivoli dedicato all' Illustrissimo et
« Reverendissimo Cardinal Farnese ».
Questo titolo è tutto in lettere maiuscole.
Pirro Ligorio Napoletano morto nel 1583 alla Corte di Ferrara, dove era
stato nominato suo antiquario dal duca Alfonso II scrisse diverse opere ,
alcune delle quali furono stampate. La più considerevole è Quella tuttora
inedita, meno alcuni opuscoli, sulle' Antichità divisa in 30 voi., che venne
assai lodata dal Muratori, dal Maflfei, dal Tira boschi e da alivi, ma più par-
ticolarmente dal Tafuri, che nel voi. VI degli Scrittori Napoletani raccolse
DONATI AELI1
GRAMMATICA ad USUM
MAXI MILt ANI SPHORTIAE ECC.
Codice N? 2167 . Pagina N? 139
f'ol*irar CWU Crore Milano
Bliotipu C Fwrvr.o * Fi
Citfi
LITAXIÀE TBIDTTANAE »**
le testimonianze di stima di cui gli fwoao prodigai i sovTacitati astori.
Quei trenta volumi sulle Antichità comperati dal duca Carlo Emanuele di
Savoia per 18 mila ducati sono ora custoditi nell'Archivio di Stato a Torino.
Vuoisi però che l'opera completa fosse di 40 volumi, e che dieci se ne tro-
vassero nelle Bib. Reale di Napoli, avendo il Bjoerastaehl asserito ne' suoi
viaggi di averli veduti ed esaminati, e che altri dodici volumi esistessero
Mila Vaticana. Io non ho avuto campo di fare i necessari confronti , ma
sarebbe buona cosa il verificare se i Codici di Napoli e di Roma conten-
gono materie diverse di quelle che sono nei Mss. Torinesi.
Il Codice Trivulzàano e autografo, in carta turchina come quelli di To-
rino. Molti di quei volumi sono dedicati al duca Alfonso II di Ferrara.
Questo invece lo è al Cardinal Farnese. Dovrebbe corrispondere al vo-
lume XX della collezione di Torino , nel Quale si tratta ugualmente delle
Antichità di Tivoli , essendovi però qualche leggera differenza nel titolo
e mancandovi la dedica al Card. Farnese. Ma quest'ultimo è assai più vo-
luminoso e contiene moltissimi disegni e piante di edifici , specialmente
della villa Adriana, che non sì trovano nel Codice Trivulzio. Il Grevio nel
• Thesaurus Antiquitatum Itat. • , T. VIII , P. IV. pubblicò la descrizione
delle Antichità di Tivoli con una traduzione latina- Notabilissime sono però
le differenze che esistono fra il testo pubblicato dal Grevio e quello del
Cbd. Trivulziano, e tali che si potrebbero dire due lavori diversi, se qualche
volta, non avessero per alcune linee il medesimo testo. Nella Ed. Greviana
mancano le iscrizioni che abbondano nel Codice Trivulzio. La stessa osser-
vazione può essere fatta sulle differenze che esistono fra il Codice Torinese
e quello stampato dal Grevio. per cui si possono ritenere tre lavori diversi.
Questo della Trivulziana sembrami un estratto del lavoro contenuto nella
grande opera del Ligorio. Lavoro fatto per il Cardinal Farnese al quale
venne dedicato.
LIPPI Lobenzo. — 11 Malmantile racquistato Poema di Parlane Zipoli
Fiorentino al Ser.mo Sig. Principe Card. Ippolito di Toscana.
(Cod. M 986).
CaL cart ia * del Sec XVII.
Questo Cod. dovrebbe essere sincrono dell'autore. In fine vi e la chiave
dei nomi. la questa Biblioteca vi sono tre esemplari della prima edizione
di questo poema del 1616: due dei quali in carta grande intonsi colla pre-
fazione di Giovanni Celli che è assai rara non avendone egli, a quanto pare,
fattane tirare che una cinquantina di copie, che in seguito cercò di riavere
e distruggere.
Litaniae dulcissimi et melKfhti doctoris et Àbbatis Sancti Bernardi.
(Cod. N. 332).
Coè. parte nwrab. e parie cart in 12» dèi Sec. XV.
Vi sono altre orazioni attribuite allo stesso Santo.
Litaniae Ambrosianae. (Cod. N. 333).
Cod. mesti), m 42° del Sec XV.
Sono tutte colle note musicali.
Ulani*» Triduawae. (Cod. N. 514).
Cod. cart in * dei Sec XV.
Questo Codice fu scritto certamente dopo il 1356, trovandosi notato che
Colai. TrkmUiana {Stampato ti 6 settembre 1883) 29
226 LUALDI IGNAZIO
.<•*•
in quell'anno, Giovanni vescovo di Cremona per licenza accordata dal pro-
tonotario e legato apostolico Montelongo consacrò i sette altari nella chiesa
di San Simpliciano. Lo credo di mezzo secolo posteriore, stantechè alla fine
del Codice vi sono notati i giorni in cui erit pascha a principiare dal 1410.
Deve aver appartenuto ad un ecclesiastico addetto alla chiesa di S. Am-
brogio, perche vi è fatta menzione particolare di quella basilica , e sono
notate in rosso le feste commemorative di quel Santo , cosa non fatta per
altri, e neppure per le più grandi solennità. È ornato da molte e graziose
miniature nelle lettere iniziali. È pregevole anche per le notizie che se ne
possono cavare circa le chiese e la topografìa di Milano.
LIVIO Tito. [Cod. N. 166).
Cod. raemb. in fol. del Sec. XIV.
Fol. 1. « Qui incomincia il proemio sopra el primo libro dela prima deca
• de le istorie romane compilata per lo excellente et sovrano autore Tito
• Livio felicemente • '.
Questo prezioso Codice ricco di bellissime ed assai curiose miniature
colle iniziali in oro contiene quello stesso volgarizzamento della prima de-
cade di Tito Livio che fu stampato in Firenze da Luca di Giovanni Bonac-
corsi cartolaio e indirizzato a Bernardo di Nicolò Cambini. Intorno a questa
edizione vedasi quello che scrisse l'Argelati nella Biò. de' Volgarizzatori ,
il quale dice di parlarne sulla fede di M.r Fontanini non sovvenendogli
d'aver veduto questo libro rarissimo. Un esemplare di esso trovasi nella
Trivulziana. * Alcuni attribuirono questo volgarizzamento al Boccaccio , e
certamente la dicitura del Codice è in buonissimo italiano con alcuni ar-
caismi. In una carta al principio del Cod. è scritto pure in carattere del
sec. xiv una « nota de li uomini de li Ufficiali et de le dignità de de li antichi
« Romani si come homini degni di perpetua memoria » . Indi seguita collo
stesso carattere del Codice la « Tabula de le rubriche sopra il libro de la
• prima deca ».
Termina il Cod. colle seguenti parole: « Qui finisce il decimo libro et
« ultimo della prima deca delle storie romane di Tito Livio sovrano autore.
« Qui soripsit scribat semper cum domino vivat » più sotto leggesi : « Ex
« bibliotheca 111."1 D. Don Mathei de Barresio facta anno XpT 1531 ».
Questo Codice fu scritto e miniato, senza dubbio, in Toscana.
LODI Defendente. — Historia della famiglia Vistarmi. (Cod. N. 1776).
Cod. cari, in fol. del Sec. XVIII.
Non arriva che al lib. VI, cioè sino all'anno 1552. Vi dovevano essere
altri libri in seguito. Il lib. VII è annunciato dall'autore alla fine del VI.
LOYOLA (Ignatius de). — Exercitia Spiritualia. {Cod. Df 4?3).
Cod. cari in 4° del Sec. XVI.
LUALDI Ignazio. — Storia compendiosa, con la serie cronologica ed
alfabetica degli individui del Consiglio generale della città di Milano
tanto nei scorsi secoli quanto al presente. (Cod. N. 1769).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII (17*4.
LUCANUS (M. ANNEUS) 227
LUCANOS (M. Annabus). — Pharsalia. (Cod. N. 961).
Cod. memb. in 4* del Sec. XIV.
Incomincia col noto Epitafio di Lucano : Cordoba me genuit rapuit vero
prètta etc.
In fine leggesi di carattere antico, ma non della stessa mano che scrisse
il Codice:
Explicit IH. Lucani anno mgccIxxiii.
Appartenne già alia famiglia Anguissola. É ricco di miniature, che sono
intramezzate al testo: ha le iniziali dei canti ornate di fregi, miniate e
dorate. I capoversi de' paragrafi nei quali è diviso ciascun libro sono an-
ch'essi distinti con iniziali in oro sopra fondo azzurro. A pie della prima
vi è uno stemma. Cinque fra le miniature sopradette occupano quasi in-
teramente la pagina. Altre undici sono nel campo della lettera iniziale di
ciascun libro del poema. É singolare l'idea ch'ebbe il miniatore di distin-
guere le insegne delle due fazioni mettendo nella bandiera dell'uno l'aquila
nera in campo d'oro, nell'altro i gigli della casa reale di Francia: cosa
che aveva fatto sospettare a taluno che il Cod. fosse francese. Ma ciò non
è; la scrittura e lo stemma sono troppo evidentemente italiani per muo-
verne dubbio. Diversi furono i giudizi sull'autore di queste miniature rite-
nute da tutti bellissime. Alcuni le attribuiscono a Nicolò da Bologna ed a
Iacopo suo figlio : altri le disse di Taddeo Gaddi , e taluno le volle opera
del celebre Giovanni da Milano. Vi è unita una lettera dell' Ab. Mazzuchelli
diretta al M.M G. Giacomo Trivulzio relativa al Codice.
LUCANUS (M. Annkus> — Pharsalia. (Cod. N. 692).
Cod. memb. in fol. picc. del Sec XV
Nella carta di riscontro al v. in una ghirlanda d'alloro con puttini ,
leggesi in oro : LVCANI CORDVBIENSIS VIRI CIBARISSIMI LIB IN-
\ CIPiT FELICITER.
Il 1° fol. è contornato da uu bellissimo fregio miniato con paesaggi, pro-
spettive, pattini e bestie : al pie della pagina lo stemma Gonzaga.. Il testo
ha la prima lettera dorata e miniata, ed è preceduto dal noto Epigramma
Oordma me genuit. I fogli dove incominciano i libri seguenti sono tutti
miniati nello stesso genere del primo , ma soltanto da tre lati , e senza In
stemma. In fine leggesi la seguente sottoscrizione in lettere capitali alter
nate azzurro e rosse:
EXPLICIT LIBER VLTIMVS_
LVCANI DEO GRATIAS AMÈ
RAPHAEL B/ DE F EXPLEVIT
« . HOC OPVS DIE XXVI IVLII
MCCCCLVI SVB DOMINIO
ILLVSTRISSIMI DNI DI LO
DOVICI DE GONZAGA MARCHIO
MANTVE C ducali* locutenenUs gnalis etc.
IN CARCERE CASTRI MANTVE
DEO GRATIAS.
Magnifico Codice benissimo conservato.
LUSCUS FRANCISCUS
LUCREZIO Tito, Caro. — Della natura delle cose. Traduzione dì Ales-
sandro Marchetti, di mano del Mar." Alessandro Trivulzio.
(Cod. N. 987).
Cod. cart ia 4° dal Sac. KVUI.
LUNATI Nicolò. — Compendio storico della città e Stato di Milano,
de1 suoi dominatori, Governi e Tribunali. (Cod. N. 1537).
Cod. cart dai 1764 in ibi
É dedicato all'imperatrice Maria Teresa : è inedito e non è ricordato dal
Predari.
LUNATI Nicolò. — Altra copia. (Cod. N. 1316).
LUSCUS Francibcus. — Oratio ad Francìscuin Sfortsam Mediolani Ducem.
(Cod. N. 648).
Cad. «amo. in 12° 4*1 Sec. XV.
In calce alla 1* pag. è scritto « Ex biblioteca episcopale Tridentina: »
ha la lettera iniziale miniata.
L'orazione termina colla data Ex vinc. 1454, sotto la qnale è ripetuto
il titolo surriferito che fa scritto da altra «ano pia moderna. Francesco
Lusco di Antonio Vicentino viene ricordato con molta lode dal P. A. Ga-
briello di S. Maria nella Bib. degli Scrittori Vicentini, voi. H , peg. J , ma
egH non & cenno di questa orazione, che gli rimase ignota.
■4.
MAGALOTTI LORENZO 22*
M
Maoohlnasioni (le memorande) del D.r Fisico Paolo Gemello.
(Cod. N. 120).
Cod cart in fol. del Sec. XVIII.
È un zibaldone in cui sono raccontate le peripezie e le pretese del
D.r fisico Paolo Gemello. Fu incominciato a scrivere nel 1715. Questo per-
sonaggio, a quanto pare molto vanitoso e stravagante morì nel 1717, come
rilevasi da un epitano pieno di contumelie che trovasi nell'ultimo foglio.
MACR0B1US (àur Theodosius). — Commentarium in Somnium Soi-
pkrais et Perai* A. Fìacci, Sa tirae cuoi Commentarne Cornuti.
{Cod. N. 678).
Ced. catt in M. del Soc. XV.
Sono due Codici legati assieme e scritti da due diversi amanuensi. U
Commento di Macrobio è scritto tutto di seguito senza divisione di capitoli,
e neppure è indicata quella del secondo libro. Il carattere è nitido, ma con
molte abbreviature. Ha moltissime e singolari varianti e trasposizioni di
parole. — Il Commentario dì Persio è scritto tutto di séguito coi luoghi
delie satire illustrati, a modo di prosa, ed è preceduto dalla vita del poeta.
Termina « Explicit Cornuti Comentum in Persium ».
MAGALOTTI Lorenzo. — Lettere famigliari in materia di religione.
(Cod. N. 593).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
Queste lettere furono pubblicate a Venezia nel 1719 da Sebastiano Coleti.
Credo che questo Codice» che è di certo anteriore alla stampa, possa essere
autografo.
MAGALOTTI Lorenzo. — Commento alla Divina Commedia di Dante.
{Cod. N. 1092).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII l.
Giunge soltanto alla fine del Canto V dell9 Inferno. Fu pubblicato per
cura del M." Gian Giacomo Trivulzio, il quale lo acquistò aagli eredi del
280 MAGNI FRANCISCUS BERNARDINI^
pittore Giuseppe Bossi. Questi vi avea fatto sulla prima carta l'annotazione
seguente: « Questo Ms. apparteneva al Card.6 Salviati ed io lo comperai a
« Roma nel 1804 unitamente ad altro comento sullo stesso soggetto , che
« tocca verso la fine del Canto X del Purgatorio.; oltre tutto l'Inferno ». Il
Commento di cui qui parla il Bossi è quello di Francesco da Buti già esi-
stente purè in questa Biblioteca, COD. 1087.
■
MAGGI Carlo Maria. — 11 Manco male. Commedia. , {Cod. N. 892).
Cod. cut. in 8° del Sec. XVII.
MAGGI Carlo Maria. — La Griselda di Saluzzo. Dramma.
{Cod. N. 999).
Cod. cari in fol. picc. del Sec. XVII.
La lezione di questo Ms. ha molte differenze da quella del testo stampato
nel T. Ili delle lettere e rime varie del Maggi raccolte dal Muratori, vi è
unita una nota dell' Ab. Mazzuchelli relativa alle suddette varianti.
MAGGI Carlo Maria. — Il falso filosofo. Commedia. {Cod. N. 1000)
Cod. cari in 8° del Sec. XVII.
MAGGI Carlo Maria. — 11 Barone di Birbanza. Commedia.
(Cod. N. 1043).
Cod. cart in fol. del Sec. XVII.
MAGGI Carlo Maria. — Versione dell'atto III della Troade di Seneca
e dell'atto I dell'Adularla di Pianto, ed i Consigli di Meneghino.
Commedia. (Cod. N. 1044).
Cod. cart. in fol del Sec. XVII.
*
Magistrature e offici della Rep. di Venezia. (Cod. N. 1189).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVI.
F. 2. « Venetia Officii et magistrati che aspeta de esser fotti per el
« Magior Consiglio sì in Venetia come in mar et terra ferma et per tuto
t el suo stado ».
Fol. 52. « Cons.0 de X Officii et magistrati che aspeta de esser fatti per
« rexcellentissimo Consejo de X ».
Fol. 55. « Pregadi, Omtii et magistrati che aspeta de esser fatti per el
« Serenissimo Consejo de Pregadi ».
MAGNI Franciscus Bernardini^. — De rebus Hungaricis comite Jo. Ja-
cobo Belgiojoso provinciae moderatore ad Justum Lipsinm Epistolae
quatuor. (Cod. N. 1691).
Cod. cart. in fol. del Sec XVIII.
Queste lettere furono copiate dagli originali esistenti nella Bib. Ambro-
siana, alla quale furono donate dal conte Alberico Barbiano di Belgiojoso
nel 1676. 1/ autore di queste lettere, ricordato dall' Argelati nel T. Il, P. I,
col. 831, era secretano del conte 6. Giacomo Belgiojoso durante la sua di-
mora in Ungheria.
MANDEVILLE JEÉAN 2 3 1
Hagnifioenm di Milano, ossia descrizione di tutte le fabbriche di questa
Metropoli, come pure delle cose più antiche, rare e notabili che in
ciascuna desse ritrovansi , ornata di cento e più rami raccolte ed
ordinate da N. N. (Cod. N. 1794).
Cod, cart. in fol. mas. del Sec. XVIII.
Non ho potuto trovare chi sia l'autore di quest'opera che venne scritta
nella seconda metà del secolo scorso, prima che incominciassero le riforme
di Giuseppe II, giacché si trovano descritte molte chiese e conventi che
furono soppressi per ordine di quell'Imperatore. Il Codice non è autografo,
ma vi sono moltissime correzioni, certamente di mano dell'autore. Era pre-
parato per la stampa e forse dovevano servire per quest'opera le incisioni
di Antonio del Re, che furono di Francesco Bellati e che trovansi in questa
Biblioteca, COD. 1871 , ed in ratti furono uniti a questo Codice tre fogli su cui
stanno 28 di quelle incisioni. L'autore non dà notizie molto estese sull'ori-
gine dei più antichi monumenti; ma vi sono notate diligentemente le pit-
ture che esistevano nelle chiese col nome degli autori. E per tale motivo
il Codice non manca d'importanza.
MAHONA Silvio. — Lettere autografe al M-M d'Este. (Cod. N. 1597).
Cod. cart in fol. del Sec. XVI e XVII.
Il Mahona entrò al servizio del M.8t d'Este nel 1571 succedendo nell'im-
piego a suo padre, che moriva in Biella nell'Ottobre di quell'anno. Ciò
consta da una sua lettera che trovasi al principio di questo Codice. Era
addetto all'amministrazione dei beni di quel signore. La maggior parte di
queste lettere, che vanno dal 1576 al 1624, riguardano affari patrimoniali,
ma non mancano di quando in quando le notizie politiche.
MAJOHAGIUS M. Antonius. — De Senatu et Senatoribus.
(Cod. N. 260).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVI.
L'Argelati, T. II, P. I, col 841, N. XV, cita questo Codice come auto-
grafo. Fu stampata quest'opera a Milano nel 1561. Il Magioragio fu assai
dotto, ed autore di molte opere.
MALJPIEBO Gerolamo. — Petrarca spirituale. (Cod. N. 911).
Cod. cart del Sec. XVI in 16°.
Il Quadrio, voi. II, pag. 230, parlando di questo autore dice che venne
annoverato fra i celebri letterati Veneti dal Sansovino sotto l'anno 1523, e
che questa sua fatica Quanto malagevole altrettanto vana fu data alla
stampa in Venezia dal Marcolini nel 1536. Credo che questo Codice è an-
teriore al detto anno.
MANDEVILLE Jehan. (Cod. N. 816).
Cod. memb. in fol. del Sec. XIV.
Giov. Mandeville cavaliere Inglese fece il suo viaggio in Oriente nella
prima metà del sec. xiv. Il suo racconto è spesso favoloso. Pare che lo seri*
vesse in francese, ed in questa lingua fu stampato per la prima volta nel
aaa mabcaldi Francesco
148Q senza nome di stampatore e di luogo. Fa tradotto in latino ed in ita*
liana, e ristampato in quello stesso anno più volte. La traduzione inglese
non renne stampata prima del 1499. Ne furon fatte molte edizioni nel
sec. xv. Questo magnifico Codice è pregevolissimo e per la soa antichità ,
essendo di poco posteriore al tempo in cui visse l'autore, e per la sua ac-
curatissima esecuzione calligrafica. Ha tutte le iniziali miniate e tutte le
pagine sono contornate da bellissimi arabeschi e fogliami. Conserva la sua
legatura originale in velluto rosso ed è di una perfetta conservazione. Alla
de Mandevìlle ehevalier de la
. an de grace MCCCLXzxxvf le Mer-
li credi xm iour de Septembre par la main de Richart Homo» clerc ».
Dopo queste parole furono cancellate due linee, delle quali non rinane
che la fine « Deo gratias ».
MANFREDI (de) Lelio. — Poema in terza rima. (Coi. AL 908)
Cod. cari in 12° del Sec XVI.
In principio trovasi la seguente intestazione in rosso :
» Allo Illustrissimo principe et ex™0 Signore S. Federico de Gonzagha
« Marchese de Mantua Lelio de Manfredi ».
Il Quadrio, T. VI, pag. 1 92, ha parlato di questo Codice e del suo con-
tenuto, che è inedito.
Manifesto della casa Corsini quando prese servizio coll'Intante D. Carlo
di Spagna (1732). (Cod. N. 1298).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII 1.
MARC ALDI Francesco. — Storia di Maria Stuarda e di sua figlio.
(Cod. N. 1194).
Cod cart. in 8° del Sec. XVI. Autografo.
È preceduta da una lettera a M.r Giov. Battista Crivelli colla data delti
9 Aprile 1592. Nella Bib, dei Monaci di S. Ambrogio vi era un esemplare
di questa Storia colla data del 1° Maggio 1582 dedicata a Tomaso Sauli.
(Vedi Argelati, Bib. Scrip. Mediol., T. il, col. 856).
MARC AL DI Francesco. — Relazione di Venezia. (Cod. JV. 1195).
Cod. cart. in 8* del Sec. XVI.
Questo opuscolo sconosciuto* air Argelati , è con lettera da Ferrara del
13 di Marzo 1592 dedicato al Sig. Marchése di S. Martin D. Filippo d'Este.
MARC ALDI Francesco. — Relazione del Regno di Napoli
(Cod. N. 1196 e 1197).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVI.
Vi sono due esemplari di questa relazione. Il primo colla data del 1595
da Venezia è dedicato al Sig. D. Francesco de Vera d' Aragon. Il secondo ,
datato da Milano nel 1596, è dedicato ad un [personaggio di cui venne
cancellato il nome. Questo opuscolo non è ricordato dalTArgeltfi L e.
MAKINONUS DIAMANTES • 288
MARC ALDI Francesco. — Relazione di Ferrara. (Cod. N. 1198).
Cod. cart. in 8° del Sec XVI.
È preceduta da una lettera di dedica al Sig. Giulio Giustiniani, del 1597.
L'Àrgelati parla di questo opuscolo nella seconda parte del T. II, col 2004,
dicendo che ne esiste un esemplare dedicato al Card. Federico Borromeo
nella Bib. Ambrosiana.
MARC ALDI Francesco. — Relazione di Spagna. (Cod. N. 1199),
Cod. cart. in 8° del Sec. XVI.
Vi è la lettera di dedica colla data 1590, ma il primo fol., su cui eravi
il nome della persona cui era diretta, manca. Anche di questo opuscolo vi
era una copia nella Bib. dei Monaci di S. Ambrogio dedicata a Giulio Sauli.
Tutte queste relazioni del Marcaldi sono autografe. L'Àrgelati, 1. e, ne
parla con molta lode. Furono presentate dall'autore a diversi personaggi
probabilmente per ottenerne qualche mercede.
MARCALDI Francesco. —Relazione di Genova. (Vedi Rinuccìni,Go(\. 1899)
MARIA regina di Scozia. Tragedia. (Cod. N. 932).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVII.
MARINI Gian Battista. — Squarci del poema l'Adone copiati da altro Ms.
Cod. cart. in 8° del Sec. XVIII.
Sono descrizioni e racconti presi da diversi canti di quel poema.
MARINONUS Bartholomeus. — Formulario di lettere o precetti di ret-
• torica. (Cod N 635).
Cod. cart. in 4° del Sec. XV.
Incomincia con una lettera così intestata:
« Barptholomeus Marinonus Jacobo suo legnanensi iurato unico S. D. P. »
Ritengo che questo autore fosse Milanese essendovi questa famiglia a
Milano, come pure vi sono dei Legnarli. Esso rimase ignoto a tutti i nostri
biografi. Potrebbe esser figlio di un Magister Stephanua de Marinonibus,
che ebbe per moglie una Giova nnina de Balbis, il di cui testamento fu ro-
gato in aitano dal notaro Maffeo de Suganapis il 28 Ottobre 1468.
MARINONUS DIamantes. — De origine urbis Mediolani et nobilinm
familiarum ejus. (Cod. N. 1373).
Cod. cart in fol. del Sec. XVII.
In principio si legge : « Ex manuscripto autographo depromptus fide-
« liter ». Ho confrontato questo Codice coi due che stanno nella Biblioteca
Ambrosiana ed ho trovato che contengono precisamente il medesimo testo.
Solamente che in quello segnato Y 182 sup. l'elenco delle famiglie fu messo
sin dal principio in ordine alfabetico, mentre nell'altro segnato H 181 inf.
e che fu copiato, come leggesi sul frontispizio dall'autografo, incomincia
CaiaL TrivulMana (Stampato il 17 teltembre 1883) $0
£S4 • MARTOEELLI BALDO
»»!ÌliWM«HWH««Mr 111
colla famiglia Attendolo , come il Trivulziano che pure fa « ex Ms. auto-
« grapbo depromptus fideliter » .
MAR1N0NUS Diamantbs. — Altra copia, in formato maggiore, del sec. xvm,
nella quale dopo narrate le origini di Milano vi è soltanto l'elenco
delle famiglie, ma non vi sono le notizie sulle loro origini come
si trovano nel Cod. precedente. (Cod. N. 1372).
MÀRINONUS Diamantes* — — Altra copia di mano del Sig. Giov. An-
tonio Trivulzio del sec. xvm. (Cod. N. 1345).
MARISCALCO della Congrèga de' Rozzi. — L'Assetta , commedia ru-
sticale. (Cod. N. 989).
Cod. eart. del Sec. XVIII in 4°.
MARISCALCO della Congrega de' Rozzi. — Altra copia imitante la stampa
scritta da Amadeo Mazzoli, celebre calligrafo Veneto nel 1754.
(Cod. N. 988).
Cod. memb. in 8° del See. XVIII.
MARTELLI Guglielmo. — Stanze. (Cod. N. 906).
Cod. memb. in 8* del Sec. XVI.
Questo bel Codicetto benissimo scritto colle iniziali di ciascuna stanza
miniate contiene soltanto la prima parte delle tre che furono stampate
nella Scelta di stanze di diversi autori Toscani raccolta da M. Agostino
Ferentillit Venezia presso gli eredi di Marco Sessa 1572 (pag. 223). Questo
Codice die deve essere coevo dell'autore ha delle notevoli varianti. Con-
serva la sua bella legatura originale in cuoio nero con ornati impressi e
con leggende tolte dal canzoniere del Petrarca. Nella parte interna inqua-
drati 1 uno al principio, l'altro alla fine si leggono i due seguenti versi:
« Ciascuno il qual in simil grado jace
« Se quel non cangia lieto esser non speri • .
MARTIGNONIBOS (de) Lauhentius. — Instrumenta varia.
(Cod. N. 1728).
Cod. cari in fol. del Sec. XVIII.
*
Queste copie di documenti sono importanti per la Storia Milanese es-
sendo essi relativi ad affari pubblici. Alcune convenzioni sono del 1448 fatte
a nome della Repubblica di Milano. Altre benché collocate dopo sono di
epoca anteriore ed appartengono al Duca Filippo Maria Visconti.
MARTORELLI Baldo. — Grammatica ad uso di Ippolita Maria figlia d i
Francesco I Sforza duca di Milano. (Cod. N. 786).
Cod. memb. in 8* del See. XV.
Sul 1° fol. vi è un ornato a colori ed oro che ne occupa tre lati. la
alto le sigle IHS sormontate da una corona: al basso la biscia Viscontea
accostata dalle due sigle HiP. MA (Hippolita Maria). — Alla fine del volume
MASCALCIA (LIBRO DI) 236
leggesi la nota seguente: « Anno ab incaroatione Christi mcccclx Baldus
« Martorellus Piceni has regulas composuit prò illustri Comite Galeaz et
« inclyta domina Hippolita sorore ejus : qui non recusat ut quantum de
« hoc libello tantum eie sui parvi nominis fama detrahatur ».
Ad onta della predetta data questa grammatica fu composta dal Marto-
rili nel 1454. Ne è prova l'esempio riportato al fol. ix, che suona così:
Qaleazo è de dece anni bello et grande come ti. Questo Principe era nato il
14, e secondo il Muratori al 24 di Gennaio del 1444; questa grammatica
quindi fu composta nel 1454, e la data 1460 si riferisce soltanto al tempo
in cui venne scritta la nota. Galeazzo ebbe in seguito altro maestro. Ippo-
lita conservò ancora il Martorelli qual precettore durante diversi anni. In
un Codice De Senectute di Cicerone scritto da lei, che era nel convento de'
Cisterciensi a Pavia e venne portato a Roma nel Monastero di S. Croce di
Gerusalemme dal P Ab. Don Gioachino Besozzi si trova la nota seguente :
« Ego Hippolita Maria Vicecomes illustrissimi principis Francisci Sfortiae
« ducis Mediolani exeripsi mea manu hunc libellttn sub tempus pueritiae
« meae et sub Baldo precettore anno a natali Christiane) mcccclviii Octavo
« Idus Iulias ». Trovandomi a Roma nel 1879 io feci ricerca di questo Ms.
di Ippolita Sforza nella Bib. Vittorio Emanuele in cui furono trasportati i
Codici che erano nel Monastero di S. Croce di Gerusalemme, ma non fu
trovato, ed invece rinvenni nel vecchio catalogo della libreria di quel ce-
nobio una nota di mano moderna, che dice che esso fu rubato durante la
Repubblica Romana nel 1849. Ippolita Sforza, che poi andò sposa ad Alfonso
duca di Calabria, e poi re di Napoli, fa donna assai erudita, ed è annove-
rata dall'Ariosto fra le più celebri dell'età sua in questi versi:
« Veggo Ippolita Sforza e la nudrita
« Damigella Trivulzio al sacro speco ».
Fu lodata da molti altri autori, fra i quali il Sassi e l'Argelati che diede
l'elenco degli scritti lasciati da lei. Fra i Codici di questa Biblioteca vi
sono delle opere sue. Queste notizie sono in parte cavate dalla illustrazione
che fece di questo Codice D. Cario Trivulzio, che vi unì anche un antico
ritratto di profilo, miniato su pergamena del duca Francesco Sforza.
Hartjrologium. (Cod. N. 506).
Cod. memb. in fol. del Sec. XV.
Martyrologimn. — Altra copia simile. (Cod. N. 507).
Vi sono alla fine di amendue questi Codici delle Lectiones, ma non sono
uguali. Conservano la loro legatura originale.
MASCALCIA (libro di). (Cod. N. 277).
Cod. cart. in fol. dei Sec. .XVI.
Incomincia senza intestazione. Alla fine prima dell'indice leggesi la nota
seguente :
« Finisse il libro de Manescalcia de Petro Andrea homo antiquo et ex-
a pertissimo ne l'arte equestre de la inclita May.* del Signore re Don Fer-
« rando de Aragona et per comandamento de sua May. scritto et tradueto
« da Catalano in idioma Italiano et scritto anchora de parte de lo Ill.mo
« S.r Federicho delli S.ri et Conti de Sanzorzo per mano de me Jo. Jncobo
« de Ponceto de Bayro desiderosissimo et obsequioso nervo de esso. Ne
Tanno del Signore 1550 a li 20 de Aprile + ».
286 MAZZOLENI BENEDETTO
MASSAGLIA (Benedetto da). — Trattato sulle misure. (Cod. N. 1191).
Cod. cari in 8° picc. del Sec. XVI.
Sul verso del 2° fol. si legge: « Jhesus 1523 die 26 Junii libro de Be-
(( nedeto de Massalia traduto per my anomo de li amizi » . Tutte le misure
sono riportate al piede Milanese. Massaglia, o più correttamente Missaglia,
è un paese della Brianza.
MATHASILANIS (D/Matheus de) de Bononia. — Notabilia. [Cod. N. 713).
Cod. cart. in fol. del Sec. XV.
Il 1° fol. ha delle annotazioni estranee al libro. In alcune di esse trovasi
la data 1471 in unapquella del 1472 che essendo della stessa scrittura del
Codice sono atte a fissarne l'epoca precisa. In un angolo del 2° fol. sta
scritto: « Ista sunt notabilia D.ni Matbei de Mathasilanis ».La prima Nota
porta il N. 173. Non è già che il Codice sia mutilo, giacché dopo 4 fol.
ove le Notabilia arrivano alle 199, ed altri 4 fol. bianchi, si trova un quin-
terno ove dopo r intestazione: Mathei de Mathasilanis Bononiensis notabilia
incomincia il N. 1 ed arrivano di seguito sino al N. 172, per cui il qua-
derno andrebbe messo dopo questo; ma nel Cod. al verso del fol. ove
termina l'art. 172 incomincia un trattato legale che non ha titolo, per cui
non vi è modo di collocarlo convenientemente.
A questo primo trattato ne seguono altri cioè:
II. Tractatus sumarie cognitionis compilatus per D. Odofredum eximium
legum doctorem.
III. Tractatus extensionis per dominum Matheum de Mathasulanis.
IV. Tractatus gerundiorum et participiorum secundum Dm01 Àndream
Casi de Pisis.
V. Viene in seguito senza intestazione un trattato sui lucri che in To-
scana provengono agli avvocati dalle minute dei precetti ed istromenti;
e dopo alcuni fol. bianchi.
• vi. Tractatus per modum lecture in VI Clementinarum t che non ha
nome di autore ed è mutilo.
Non ho trovato notizie del Matasilano e neppure di Andrea Casi da Pisa.
L'Odofredo fu celebre e faceto professore di leggi nell'Università di Bologna
nel sec. xm.
Matrimonio (il) stravagante. — Commedia rappresentata in Roma nel
Testate dell'anno 1784 nel teatro della Verità. (Cod. N. 1105).
Cod. cart iq 4° del Sec. XVUI.
MAZARIN (Cardinal). — Commencement du Ministère de Mazarin et
sa fortune en France et plusieurs intrigues de la cour 1731.
(Cod. N. 1302).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
È forse una copia tratta da un Ms. della Bibl. Barberini di Roma.
MAZZOLENI Benedetto. Oblato. — Notizie dei Seminari nella diocesi
di Milano presentato a sua Em. Rev. Mons. Arcivescovo Stampa ,
1739. (Cod. N. 1249).
Cod. cart. io 8« del Sec. XVIII.
MEMOBIA ecc. 237
Hedioa et Astrologica quaedam. (Cod. N. 758).
Cod. memb. in 4° del Sec. XV.
Mutilo al principio: incomincia col fol. 41. A carte 57 verso leggesi:
« 1454 primo Maii paulo post solis ortum « A carte 56 havvi di mano di-
versa una ricetta per il mal francese, scritta a quanto parmi nei primi anni
del sec. xvi.
MEDICI (de) Ippolito, Cardinale. — Traduzione del II lib. dell'Eneide
di Virgilio. (Cod. N. 907).
Cod. memb. in 8* del Sec. XVI
MEDICI (de') Lorenzo. — Lettere a Piero Alamanni orator Fiorentino
a Milano degli anni 1486-87-88. (Cod. N. 124).
Copia del Sec. XIX di un Codice Fiorentino del Sec. XVI che fu della Bib. Salviati in fol.
MEDICI (de') Lorenzo. — Lettere di Lorenzo de' Medici a Piero Ala-
manni orator Fiorentino a Milano dell'anno mccgglxxxix, ed a Roma
dell'anno mccccxci. Copiate nei 1808 da un Codice del Sec. xvi avente
lo stemma Salviati colla iscrizione Ex lib. Bib. Dom. Salviatae, ed
era posseduto dal pittore Giuseppe Bossi , coli aggiunta di alcune
brevi note dell'Ab. Pietro Mazzuchelli. Voi. I. (Cod. N. 189).
MEDICI (de1) Lorenzo. — Voi. IL Lettere di Lorenzo de* Medici et
Piero suo figlinolo a Piero Alamanni orator Fiorentino a Roma ed
a Napoli e Milano, copiate nel 1809 da un Codice del Sec. xvi
avente di fronte impresso uno stemma coll'epigrafe Ex lib. Bib.
Dom. Salviatae, ed era posseduto dal S. Giuseppe Bossi pittore col-
Taggiunta di brevi note dell1 Ab. Pietro Mazzuchelli. (Cod. N. 1 90).
MEDICI (de1) Lorenzo Giuliano e Piero. — Poesie tratte dai Codici Lau-
renziani. (Cod. N. 1038).
Cod. cart. in fol. del Sec. XIX. .
Sono scritte da Gaspare Bencini bibliotecario della Laurenziana.
Memorabilia Senatus Mediolani. (Cod. N. 1513).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI II.
È una collezione di tutto ciò che poteva ri sguarda re il Senato disposta
per ordine alfabetico.
Memoria sulla economia politica dello Stato di Milano. (Cod. N. 1674).
Cod. cart. in fol. del Sec. XV1IT.
Memoria sopra la Chiesa e collegiata di S. Maria della Scala di Milano
(Cod. N. 1676)
Cod. cart in fol. del Sec. XVI II,
A
288 MEMORIALE ecc.
Memoriale della Confraternita di S. Giov. Battista volgarmente detta
dei Neri di S. Maria della Croce a Tempio. (Cod. N. 207).
Cod. cart. in fol. di carte 245 scrìtte.
Questo Codice , che è V originale che stava presso la suddetta Confra-
ternita, ha la sua legatura primitiva in pelle nera con borchie e fermagli.
Nel mezzo della copertura in un circolo di stellette il monogramma YhS.
Precedono due fol. il primo de' quali contiene la relazione di un dono di
reliquie fatto alla compagnia da Giulio Portigiani : nel secondo trovasi ri-
ferita la concessione di indulgenze attaccate alle tavolette dipinte che tro-
vatisi unite a questo volume , delle quali parlerò più sotto. Segue un fol.
in pergamena: nel mezzo di esso sta uno scudo dal quale escono fiammelle.
■4-
ed in cui è ripetuto il monogramma YhS. Sotto vi è riferita la notizia di
una inondazione seguita ai 13 di Settembre 1557, durante la quale riem-
piutosi d'acqua il luogo dove era custodito l'antico Registro della Confra-
ternita questo ne rimase talmente guasto che fu dato l'ordine di copiarlo,
come venne fatto. Questo nuovo Registro poi che ora si descrive fu conti-
nuato nel modo solito a praticarsi prima. Nel verso di detto fol. vi è un
disegno a penna colorito rappresentante S. Giov. Battista in atto di bene-
dire uno de1 confratelli della compagnia coperto dell'abito detto veste nera
dei battuti: accanto in un circolo vi è la sigla /S\ T T ripetuta anche sotto
un versetto dell'Evangelo di S. Luca, la quale significa S. Maria Templi.
— Nel fol. seguente segnato 1 vi è l'indicazione della divisione del volume
come si dirà. Nei fol. 2 e 3 vi è brevemente narrata l'origine e la storia
della compagnia Dal fol. 4 al 39 vi sono i nomi degli uomini della Con-
fraternita Vivi. L'ultimo notato è del 14 Gennaio 1753. Seguono 10 fogli
bianchi. - Dal fol. 50 al 78 sono notati i nomi dei confratelli passati al-
l'altra vita. Dei primi 100 non vi è la data della morte, il 101 morì nel
1482, mancano in seguito alcune date, ma dal 1502 in poi sono esattamente
riferite sino al 1752 che è l'ultimo. Seguono 13 fol. bianchi. Al fol. 92 in-
cominciano i nomi di quelli che hanno rinunciato ad appartenere alla
compagnia. Vanno sino al verso del fol. 98 e riprendono al fol. 280 per
terminare al fol. 28*2 verso. — Dal fol. 99 al 101 quelli che furono rimossi.
— Dal fol. 102 al 245 sono registrati i sentenziati a morte. Il rimanente dei
fol. numerizzati sino al 288 sono bianchi ad eccezione dal 280 al 282 come
dissi sopra.
La celebre Confraternita di S. Giovanni Battista, come è detto al fol. 3
e seguenti ebbe principio nel 1347. Vi furono ascritti moltissimi personaggi,
fra i quali Lorenzo e Piero de' Medici. Si dedicò ad opere pie, ma sopra-
tutto all'assistenza dei condannati a morte. La parte più curiosa ed inte-
ressante di questo Codice è quella in cui sono i nomi dei giustiziati, mentre
di molti oltre al genere di supplizio è detta la causa della condanna, ed i
dettagli delle ultime ore della loro vita. Non vi sono soltanto registrati
degli oscuri delinquenti , ma anche degli illustri personaggi , fra ì quali
sono da, rimarcarsi il Savonarola coi due frati che gli furon compagni , i
quali prima furono digradati, poi impiccati , ed i loro cadaveri abbruciati,
come si legge al fol. 120 verso. Vi si trovano i nomi di personaggi delle
{)iù distinte famiglie Fiorentine condannati per delitti politici Nel 1478 si
egge questa nota curiosa. « In questo anno per insino a dì 20 Aprile ne
« fu impiccati et morti senza la compagnia nostra più di ottanta corpi per
« lo stato et caso di Lorenzo de' Medici et de* Pazzi. Et di questi non tac-
« ciamo mentione non vi ci essendo intervenuti ». — Il periodo in cui più
frequenti appariscono le esecuzioni capitali è quello del regime repubbli-
cano dal 1420 al 1530, durante il quale il numero dei giustiziati salì a 911
non compresi i 122 che furono decapitati o impiccati per la congiura de'
Pazzi. Non vi mancano i supplizi per le streghe. — Questo prezioso Codice
MÉMOIKE etc.
239
passò dalla Bib. Rinuccini di Firenze nella Trivulziana assieme a due an-
tiche tavolette dipinte una delle quali rappresenta Cristo crocefisso colle
tre Marie, S. Giovanni e S. Giacomo. L'altra tavoletta rappresenta pari-
mente il crocefisso.
Nella parte posteriore è ripètuto quel dipinto che dissi più sopra trovarsi
sul verso del fol. in pergamena. La prima di queste tavolette era quella
che si dava a baciare ai condannati e porta l'impronta delle labbra di quei
disgraziati, che ne cancellarono in piccola parte il dipinto. É molto pro-
babile se non certo che questa tavoletta fa baciata dal Savonarola. Nel
1615 essendo state tolte dal carnefice ad un Raffaello di Giuliano de* Calci
alcune reliquie ch'egli aveva indosso, e nelle quali avea gran fede il P. Ge-
nerale della Confraternita onde procurare in seguito maggior conforto ai
condannati ottenne da Roma delle indulgenze attaccate a queste tavolette.
La relazione di questo fatto si trova al fol. 187 verso, ed è ripetuta nel
secondo dei fogli staccati che si trovano al principio del volume, dei
Sua li ho già parlato. Appartenne a questa Confraternita Folco di Francesco
inuccini che morì nel 1 620, ed il cav. Tommaso del senatore Camillo Ri-
nuccini che entrò nella compagnia alli 11 Febb. 1628, e tenne il Registro
per qualche tempo e vi scrisse le esecuzioni fatte dall'anno 1631 al 1649.
È unito a questo volume un Estratto dei personaggi più notevoli stati giu-
stiziati, di mano moderna, ed un libercolo autografo di Lorenzo Grossi cap-
pellano della Confraternita che dal 1661 al 1672 fece delle annotazioni sui
condannati a morte da lui assistiti. Vedasi anche l'altro Codice (206) Estratto
delle cose più notabili, il quale si riferisce a questo.
Memoria sopra il miglior regolamento militare economico della caval-
leria della Repubblica Italiana. (Cod. N. 1859).
Cod. cari, in 4° del Sec. XIX.
Mimoire* et confessions de Mad. Vendramin Sale.
Cod. in cari del Sec XIX di fol. 18.
(Cod. N. 130),
Copia tratta da Francesco Testa dagli originali esistenti presso di lui.
Fiorenza Vetodramin nacque in Venezia nel 1773 da Francesco Vendramin
ultimo Bailo della Rep. Veneta a Costantinopoli , e da Alba Corner della
regina (Caterina di Cipro) s'innamorò di un Campos gentiluomo addetto
air Ambasciata di Spagna, che non potè sposare per le leggi della Repub-
blica che vietavano i matrimoni delle gentildonne coi aiplomatici esteri. Fu
costretta a maritarsi col marchese Luigi Sale Manfredi Rapetta di Vicenza.
Parlano di lei diffusamente il conte Giov. da Schio nella sua opera inedita
sulle Persone memorabili di Vicenza e la si<* Luigia Codemo nei due libri
Fronde e fiori del Veneto letterario — Pagine famigliari.
Il Molmenti nelle Vecchie Storie, pag. 151, ne racconta la vita, col ti-
tolo: Una bella suicida. Innamoratasi di tm ufficiale francese di nome
Girard nel 1797, quando* giovane bellissima nel maggior delirio di una
passione corrisposta con ardore, nulla poteva far presagire il funesto pro-
posito» si avvelenò dopo aver congedati sorridendo gli amici che avevano
passata la sera nella sua casa.
Mimo Ire concerna nt les Monnoies de l'état Ecclesiastique.
(Cod. N. 1305).
Cod. cari, in fol. del Sec XVIII.
240 MEMORIE ecc.
Memorie scientifiche. (Cod. N. 46).
Cod. eart. in 8° del Sec XVI i di pag. 222.
Contiene una raccolta di annotazioni scientifiche, letterarie, cronologiche
e storiche ed altri soggetti svariati. Queste memorie sono pregevoli. In
fine vi è un indice. Non si trova in alcun luogo il nome della dotta per-
sona che fece queste annotazioni per proprio uso, non già per essere pub-
t blicate.
Memorie intorno alla Compagnia delle Sante Croci in Milano.
(Cod. N. 1765).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
La Compagnia delle S. Croci fu istituita da S. Carlo nell'anno 1578.
Essa ebbe origine dal fatto seguente. Durante la peste del 1 576 erano stati
eretti degli altari sulle piazze, ne quadrivi per celebrarvi la messa per gli
abitanti delle case circonvicine e specialmente per quelli che non potevano
uscire per essere stati messi in quarantena per la morte avvenuta di qualche
appestato nella loro abitazione. Cessato il morbo il Santo Arcivescovo ri-
tornando un giorno dal borgo degli Ortolani si fermò al largo del Cord a si o
e persuase agli abitanti dei contorni di innalzare una colonna colla croce
sul luogo ove era stato messo l'altare. L'anno seguente il desiderio del pio
Arcivescovo era soddisfatto. In seguito ne furono erette delle altre nei luoghi
consimili. L'esempio fu seguito anche dopo la peste del 1630. Man mano
che si innalzavano queste croci veniva istituita una Confraternita perchè
ne avesse cura. In alcuni luoghi però invece della colonna veniva dipinta
sul muro di una casa vicina una immagine con statue ed altri ornamenti.
Il primo priore destinato ad organizzare queste Compagnie fu un P. Fran-
cesco Porro canonico in S. Maria della Scala.
Questo Codice si compone di 44 fascicoli staccati. Il primo di essi consta
di otto fogli e contiene 1 elenco delle Confraternite che ritengo notate in
ordine cronologico. Da esso risulta che quelle Compagnie corrispondenti ad
altrettante croci ai 28 di Aprile del 1580 erano undici, ed ai 12 Marzo del-
l'anno seguente ve n'erano state aggiunte altre otto. A queste 19 Confra-
ternite venne assegnato un posto nelle processioni per ordine di S. Carlo,
sotto il cui impulso erano state costituite. Nel 1610 erano salite al numero
di 38 e nei 1670 a 44. È unito a questo primo fascicolo un catalogo delle
basiliche collegiate, chiese parrocchiali, oratorii, monasteri, luoghi pii ecc.
Il secondo fascicolo ed i seguenti sino al 39° contengono le notizie relative
a ciascuna di (fu elle croci, cioè la data della sua erezione, della fondazione
delle rispettive Confraternite, e le vicende successive. Non sono messe in
ordine cronologico : le ultime due non sono terminate. Queste notizie sono
preziose per la nostra città, ora che di quelle croci non ne rimangono in
piedi che tre sole ; e sono assai più ampie e particolareggiate che non Quelle
che trovansi sparse nella Descrizione di Milano del Lattuada. — Vi è alla
fine aggiunto (fascicolo 40) un catalogo emendato degli Arcivescovi di Mi-
lano sino al card. Pozzobonelli eletto nel 1*43, duraute la vita del quale
venne compilato questo elenco, e non viene indicata l'epoca della morte.
— Seguono due fascicoli (41 e 42) relativi alla pubblicazione in Lombardia
della famosa Bolla in coma domini: e due altri (43 e 44) colla nota delle
parrocchie e dei monasteri di frati e monache esistenti in Milano. — L'au-
tore di queste memorie, del quale non ho trovato il nome, era cancelliere
della Compagnia della S. Croce al Cordusio; che aveva per patrono S. Bar-
naba primo vescovo di Milano, come risulta da una nota alla pag. 2 del
fascicolo XVI. Terminò di scrivere nel 1760, anno da lui notato come cor-
rente fase. 39 che non è compiuto.
MENOCHIUS JÀCOBUS 241
MENDOZA (Don Francisco db). — Memorial que dio Don Francisco de
Mendoza y Bodaville Cardinal Argobispo de Burgos al rey Don Felipe
segundo die algunos linajes de Espana. {Cod. N. 275).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
MENOCHIUS Jacobus. - Opera.
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI, 4 voi.
Niuno di quelli che studiarono legge ignora di quanta autorità , anche
oggigiorno , siano le opere di questo autore. Troppo lungo sarebbe ed
estraneo al nostro compito il citare gli scrittóri che parlarono di lui. Solo
citeremo il Tiraboschi che nel voi. VIJ, pag. 743, conferma l'opinione del
Ghilini che lo proclamava il primo giureconsulto del suo secolo. L'Argelati,
T. II, col. 2129, dà l'elenco dette sue opere stampate e manoscritte. La Tri-
vulziana possiede le seguenti.
MENOCHIUS Jacobus. — Menochiae familiae monumenta.
(Cod.N. 1627).
Incomincia questo prezioso Codice con delle annotazioni autobiografiche
che occupano 14 fol. Queste memorie hanno principio nell'anno 1532 e fi-
niscono all'anno 1575. Dopo 9 fol bianchi si trova colla data 1607 « die
Veneris decima Augusti » notata la morte del Menochio da suo figlio. Dopo
altri 9 fol. bianchi trovasi la vita del celebre giureconsulto scritta dal fi-
gliuolo di lui Giovanni , che mi sembra essa pure autografa. Questa bio-
grafia che occupa 16 fol. non è terminata. Sono uniti a questo volume
alcuni fogli volanti contenenti:
I. Epilogus vitae Jacobi Menochii colPepitafio che era sul sepolcro di
lui nella chiesa di S Maria di Canova nuova a Pavia.
II. Ringraziamento da me fatto alla città di Cremona nel Consiglio
generale nell'occasione che il sig. senatore Pertusati ha preso il possesso
di Sindacatore nel fine del biennio della mia pretura di detta città. (Segue
la firma Jacobus Menochius Senator. Autografo).
III. Una lettera originale di Pietro Layezzini.
IV. Altra di Alessandro Nicolai.
V. Orazione in lode della Rev. Madre S. Oerolama Menochia Abbadessa
nel monastero di S. Chiara in Padova.
Questo Codice non è citato dall' Argelati.
MENOCHIUS Jacobus. — Menochiae familiae Miscellanea.
(Cod. N. 1628).
Questo volume si compone di 77 fascicoli o documenti parte originali
e parte stampati tutti risguardanti la famiglia Menochia. Vi sono unite
cinaue copie di un ritratto inciso in rame del celebre Giacomo Menochio.
Anche questo Codice non è citato dall' Argelati.
MENOCHIUS Jacobus. - De more. (Cod. N. 1629).
Questo Codice è autografo come lo dimostrano le molte correzioni, can-
cellature ed aggiunte. Al principio, dopo il proemio, è notato Tanno tr>78.
CalaU Trivuiziana [Stampato il 47 settembre 1883) 31
242 MILITI! ecc.
MENOCHIDS Jacobus. — De necessitate ejusque privilegiis.
(Cod. N. 1630).
Anche questo volume, in parte autografo, non è ricordato dall' Argelati,
a meno che non si voglia comprenderlo nel N. XVIII fra i a Plura alia Mss.
adhuc recondita » (l. e. col. 2130).
MERCEDIN1 Dottor Bartolomeo. — Edilio sopra la sua miseria et in-
nocenza, all'Altezza Ser.ma di Odoardo farnese duca di Parma e
Piacenza. (Cod. N. 917).
Cod. cart. in 4° del Sec XVII.
Segue « Prego dell'autore a Sua Divina Maestà sopra il simbolo degli
« Apostoli ».
Esemplare di dedica collo stemma Farnese inquartato con quello de'
Medici sul frontispizio.
MERONA famiglia. — Documenti e prove della loro nobiltà-
(Cod. N. 1889).
Cod. cart. in fol. pica del Sec. XVIII.
Sono quinterni e fascicoli staccati.
MERU LA Gaudfntius. — Laudativi generis formulae ex M. T. Cicerone
per Gaud. Merulam Novariensem. (Cod. N. 295).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI.
L' Argelati, Bib. Scrip. Med., T. II, P. II, còl. 2132, ha dato la nota
delle opere Ms. e stampate di Gaud. Menila, ma non registrò questa, che
pare autografa. Malgrado il titolo è un zibaldone in cui sono raccolte de-
finizioni diverse tolte dalle opere di Cicerone non solo, ma anche da altri
autori. Vi sono lodati Giuliano, Lorenzo, Pietro e Cosimo II de' Medici.
MERULA Gaudentius. — De claris antiquissimisque Italorum aliarumque
gentium facetiis. (Cod. N. 1377).
Cod. cart in fol. del Sec. XVII.
Vi sono riportate molte iscrizioni romane.
Questo Cod. era nella Bib. de* Monaci di S. Ambrogio ed è citato dal-
l'Argelati nell'ultimo volume della Bib. Scrip. Med., col. 2132.
MICHELIN1 Abb. — Canto intitolato la bontà per il funerale di Adolfo
Federico re di Svezia. ' (Cod. N. 1033).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
Precede una dedicatoria in francese , e segue un discorso pronunciato
dall'autore in occasione della sua ammissione all'Accademia delle Scienze
di Stocolma. É autografo.
Bfilitia del Ducato di Milano levata Tanno 1651, so vrain tendente il
O Orazio Archinto. (Cod. N. 1309).
Cod. cart. in fol. picc. del Sec. XVII.
Vi è unita la Delegazione del C.,€ Gerolamo Cairno nelle pievi di Appiano,
Nerviano, Parabiago e Castelseprio.
MISSAE etc. 248
MINUTI (Antonio de). — Compendio de gesti del Magnanimo et glo-
riosissimo S. Sforza dal tempo della sua natività tino alla morte
sua, compilato in volgare per Antonio de Minuti Piacentino del-
l'anno MccccLvim in Milano sotto lo duca Francesco Sforza duca 1111°.
(Cod. N. 142).
God. cart. in fol. del Sec. XV.
La prima iniziale del proemio è miniata, le altre dei varii capitoli sono
a colon : i sommarli sono in rosso. L'opera incomincia con un proemio in
latino, nel quale si fanno discendere gli Sforza da alto lignaggio in Ger-
mania. Il Cod. termina: « Ad laudem Dei ejusque genitricis Amen. Qui
« scribit scribat semper cum domino vivat. Talis suui scriptor Elias nomine
0
« vocor: Si quis volet scire Elias de Putheo fuit ille. Sub anno mccccIxxxx0
t die x Junii Amen ».
Quest'opera fu da me pubblicata nel voi. VII della Miscellanea Storica
edita dalla R. Deputazione di Storia Patria, Torino 1869. Nella prefazione
che vi apposi ho dato notizie del Codice della Bib. Nazionale di Parigi
che contiene questa medesima biografia. Il Codice Trivulziano, benché assai
meno bello del Parigino , ha sopra di lui il merito di essere più antico , e
di avere il nome dell' autore, che dal Poggiali e da altri era stato erronea-
mente creduto che fosse Antonio Cornazzano Piacentino. Nella stessa pre-
fazione ho detto anche quel pochissimo che ho potuto trovare sull'autore.
Minohionerit (le) di Gorzegno. — Canti due in ottava rima al Conte
Luigi Crivelli. (Cod. N. 896).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVII.
Mirabilibui (de) Romae et indulgentiis. (Cod. N. 368).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVI.
Il titolo qui sopra è scritto di mano antica sul dorso di questo libercolo,
il quale in realtà non contiene che una breve notizia sulla convenzione del
1521 fra Leone X e Carlo V, della quale in seguito havvi il testo. Dopo
trovasi 1 atto di sudditanza per il regno di Sicilia fatto a nome di Filippo II
nel 1561, colla presentazione della chinea del grauo e del denaro convenuto.
Segue un brevissimo sunto col titolo: Origo Siciliae cum genealogia regum:
dopo il quale trovasi un breve trattato: De iure patronàlus regni Siciliae,
che è sottoscritto da Hieronimus Vitalis Messanensis et regni Siciliae
rationalis.
Miscellanea. — Qui dovrebbero aver luogo le miscellanee, ma siccome
sono numerosissime ho creduto opportuno di rimandarle tutte alla
fine della lettera M pag. 257.
Miuae aliquot devotissimae. (Cod. N. 408).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVIII.
Ha nel cartone da ambo le parti uno scudo in corona di quercia, nel
Quale vi sono cinque stemmi, uno al lato sinistro superiore è quello degli
Odescalchi. Nel campo inferiore a dritta quello dei Borghese. Negli angoli
del libro sono ripetuti due 0 legati con frecce che li attraversano in forma
di X ed un I che li bipartisce.
244 MISSALE ROMANUM
Missale Ambrosianum ad usum filancae Mariae Vicecomitis et Agnetis
Del Maino ejus matris. (Cod. N. 513).
Cod. memb. in 4* del Sec. XV.
In una eruditissima nota preposta al volume D. Carlo Trivuizio dà le
ragioni per cui questo messale deve ritenersi scritto fra il 1425 ed il 1437,
e dà moltissime e curiose notizie su Aernese Del Maino, che fu l'amante del
duca Filippo Maria, e sopra la Bianca Maria loro figlia, che fu poi moglie
di Francesco Sforza. Al verso del fol. 52 trovasi la preghiera per Bianca
Maria e per l'Agnese.
Alla fine vi sono altre note di D. Carlo Trivuizio sopra la Del Maino.
Il Codice è mancante del calendario , di alcuni altri- fol., ed è mutilo alla
fine. É ben scritto e vi sono degli spazi vuoti, rimasti bianchi per essere
miniati.
Minale Ambrosianum. (Cod. JV. 522).
Cod. memb. in 4° del Sec. XIV.
In fine vi è la nota seguente : « In nomine dni Àmen. Iste liber misse
« est ecclesie Sce Marie de Berchayno virenantie de Hosteno quem ego
« Laurentius natus ex Mattioli de Berchayno notarius manu mea propria
« scripsi de anno dni mcccxxxviii et ipse ecclesie donavi in remedio anime
« mee et meorum defunctorum : deo gratias Amen.
Vi è unita una nota di D. Carlo sul Codice e sul nome di Borchayno
oggi Brichino presso Porlezza.
Missale Ambrosianum. (Cod. N. 615).
God. memb. in fol. del Sec. XV.
É mancante al principio di un fol. al Canone il crocefisso originario fu
itituito da una incisione in legno. Fu scritto dopo il 1450 essendovi nel
calendario ai 20 di Maggio S. Bernardino, il quale fu canonizzato da Ni-
colò V al 21 di Maggio del. 1450. Gli ultimi fol. sono anche più recenti,
ma sempre del sec. xv.
sostituito
Missale Romanum. (Cod. N. 395).
Cod. memb. in fol. del Sec. XV.
Precede il calendario. Ha tutte le iniziali miniate e diverse pagine col
contorno di ornati. È scritto in rosso e nero.
MUialo Romanum. (Cod. N. 519).
Cod. cart. in 4° p. del Sec. XIV.
Precede il calendario : è mutilo in diversi luoghi. Verso la fine vi sono
• due omelie di S. Cesario vescovo di Arles precedute dal « Transitus Beate
Mariae Virginia » e da alcune parti dell' ufficiatura.
Al principio vi sono due fol. in pergamena che servono di copertura, su
cui è scritto un brano della Sacra Scrittura e sembrano del sec. xi. Alla
fine vi sono pure altri fol. che servono di copertura contenenti brani di
trattati teologici del sec. xiu.
MISSALE etc. 245
Minale Romanum. (Cod. N. 613).
Cod. memb. in fol. del Sec. XV.
Manca il crocifisso al Canone. Furono lasciati vuoti gli spazi per le
grandi iniziali che dovevano essere miniate. Precede il calendario: è scritto
in nero e rosso. Al principio sul fol. di risguardqjsolla data 1593 vi è la
lista dei « Veneranda monasteria ordinis nostri Seti Hieronymi de (toser-
ei vantia ».
Alla fine alcuni fol. sono guasti.
Minai* Romanum. (Cod. N. 614).
Cod. memb. in fol. del Sec. XV.
Questo Messale di rito romano, scrive D. Carlo in una nota inserta nel
volume, fu eseguito per uso de* Frati Minoriti o Agostiniani, come lo pro-
vano alcune rubriche ed è proveniente da Como Fu scritto prima del 1 457,
ed in seguito vi furono fatte delie aggiunte. È benissimo scritto e. conser-
vato ed ha nella prima pagina degli ornati in miniatura, col re Davide
nella lettera iniziale. Al Canone vi è dipinto il crocefisso colla Vergine
Maria e S. Giovanni.
Minai* Romanum ad usum Card> Estensis. (Cod. JV. 2165).
Cod. memb. in 4° gr. del Sec. XV.
Non è facile l'incontrare sia nelle pubbliche che nelle private Biblioteche
dei Mss. che possano competere per bellezza e ricchezza di miuiature con
3uesto volume. Basti il dire che venne eseguito dal celebre Cosimo Tura
etto il Cosmè per un membro della casa d'Este, e probabilmente per quel-
l'Ippolito che poi divenne Cardinale, e fu il primo dei due di questo nome.
La finezza delle miniature rivela la mano dell'insigne artista che pose copi
amore ogni suo studio per rendere splendido questo volume, che composto
di 422 fol. della più fina pergamena non ne ha uno solo che da una parte
o dall'altra non sia ornato di finissime e svariatissime miniature, o non
sia per lo meno scritto in caratteri d'oro con arabeschi in oro e colori ,
come v g. le pagine che contengono il canone. Moltissime sono le pagine
che meriterebbero una particolare illustrazione, ma ciò mi farebbe di troppo
oltrepassare il limite che posso accordare alla descrizione di uno dei tanti
Codici miniati che si trovano in questa Biblioteca. Eccone dunque una breve
descrizione. — Precedono sei fol. col calendario scritti in rosso e nero : al
principio d'ogni mese il KL. è miniato e vi è un verso latino relativo ad
esso. Dopo un fol. bianco al fol. 8 incomincia il messale. La pagina ha una
inquadratura miniata divisa in dodici compartimenti. Quello a pie della pa-
gina ne occupa tutta la larghezza, e nel suo mezzo sta dipinto un padi-
glione, le cui tende vengono sollevate da due puttini, mentre altri due fra
le pieghe sporgono la testa dando fiato alle trombe: sotto ai padiglione
altri puttini sostengono un cimiero e tengono lo scudo coli' arme Estense.
In ciascuno degli angoli tre puttini suonano diversi istromenti. In alto, nel
xjompartimento di nrezzo, vi è la figura del Padre eterno, in quelli ai due .
angoli vi è in uno la Vergine inginocchiata, nell'altro l'Arcangelo Gabriello:
gli altri scompartimenti del margine contengono ornati e figure di Santi,
fi testo è scritto in due colonne rosso e nero, e così pure in tutto il Codice.
Incomincia: « Ordo mi|ssalis Sm cosue 1 tudinem roma | ne ecclesie | ». Nella
grande iniziale A che se^ue scorgesi il santo re David inginocchiato. —
ui verso del fol. 190 vi e una grande miniatura rappresentante la cruci-
fissione: essa è circondata, a compire la pagina, da quadretti di finissimo
lavoro in cui sono raffigurate le diverse scene della passione. Non vi è testo.
246 MISSALE EOMANUM
Il recto del fol. seguente ha parimente una inquadratura divisa in otto
parti. Quella più grande a pie della pagina rappresenta la tumulazione dì
G. Cristo. Nella lettera iniziale si vede un sacerdote che celebra la messa
nel momento della elevazione.
Il fol. 197 ha pure una grande iniziale miniata ed un ricchissimo contorno
diviso in quadretti allusivi alla risurrezione. Il fol. 270 parimente ha una
inquadratura miniata divisa in compartimenti : in quello al pie della pagina
vi è la pesca miracolosa. Altra pagina simile vedesi al fol. 361.
Ho notato questi pochi fol. miniati, perchè sono i più rimarchevoli, ma
come già dissi tutti ì fol. hanno miniature finissime, di una conservazione
perfetta e di una esecuzione sorprendente. Il volume conserva la sua lega-
tura originale coperta di broccato giallo con fiorami rossi , colle borchie e
fermagli di argento dorato. — Il Cosimo Tura morì nel 1490, prima che
Ippolito d'Este fosse fatto Cardinale (1493), il che spiega la mancanza delle
insegne di quella dignità. Questo prezioso Codice pervenne nella Trivul-
ziana dalla Bib. del principe Belgiojoso. È noto che il ramo degli Estensi
stabilito in Piemonte terminò in una donna che sposò un Belgiojoso : è
Juindi assai probabile che il magnifico volume facesse parte della eredità
i quella illustre famiglia.
Minale Romanum. (Cod. N. 2166).
Cod. memb. in fol. p. del Sec. XV.
Questo magnifico messale venne eseguito per il duca Carlo di Berry e
Gujenne quarto figlio di Carlo VII re di Francia. Questo principe nato nel
1446, e morto nel 1472, era di ca&ttere debolissimo, e si lasciò mettere
alla testa della « Ligue du bien public » contro Luigi XI suo fratello.
Pare che fosse grande amatore di libri miniati , o per lo meno protettore
del celebre Jean Fouquet. il quale aveva fatto per lui • Lea Anciennetés des
Jnifs selon la sentence de Joseph », magnifico Codice, che ora si trova nella
Biblioteca Nazionale di Parigi. Questo messale rimase sconosciuto all'autore
dell'articolo su Jean Fouquet inserito nel « Magasin Pittoresque » (1857,
pag. 372), ed ai signori vallet de Viriville, Leon de Labordeed altri che
parlarono di questo esimio artista. Questo Codice contiene 35 grandi minia-
ture, altre 28 più piccole, e 27 grandi lettere iniziali miniate. Non tutte sono
della stessa mano. Parecchie sono del Fouquet, altre di Pierre de Limbourg
ed altre di autori ignoti. Tutte sono bellissime, le 28, che sono a pie della
pagiua e ne occupano tutta la larghezza e le figurine nelle lettere iniziali
sono di una finezza meravigliosa. Il volume è di una conservazione per-
fetta, i colori freschissimi, talché si direbbe uscito ora dalle mani de^li
artisti che vi lavorarono. Nello scorso secolo apparteneva ai Conti d'Aghè,
de* quali vi è lo stemma sopra un fol. di risguardo. Ciascuna miniatura
meriterebbe una speciale descrizione, ma per amore di brevità mi limiterò
a parlare soltanto delle più belle, o che per altri riguardi meritano parti-
colare osservazione. — Lo scrittore del Codice pare fosse di quelli che in-
cominciavano Tanno al Natale , ma fece precedere « La messe de nostre
« dame que lon dit en PAvent » (fol. 1), ed il pittore vi pose l'Annuncia-
zione: La Vergine è seduta davanti ad un leggio, ed accanto a lei ha un
giglio fiorito in un vaso: la colomba sul capo. L'Angelo inginocchiato
colla leggenda: Ava Maria gratta piena etc. scritta sopra una fascia che
fli esce dalla bocca. In alto, in un angolo, il Padre eterno da cui partono
uè raggi che terminano allo Spirito Santo raffigurato dalla colomba che
è sul capo della Vergine. La lettera iniziale contiene Noè nell'arca che
aspetta la colomba che ritorna col ramo d'ulivo. Nella miniatura al basso della
pagina, larga quanto il testo , è rappresentato Mosè davanti al roveto ar-
dente, dal quale Dio gli parla. In giro vi sono dei fogliami ad oro e colori.
Al verso del fol. 4 vi è il presepio. La Vergine inginocchiata colle mani
giunte in adorazione davanti al bambino, ha dietro di lei S. Giuseppe. Fuori
MISS ALE ROMANtJM 247
dalla grotta, in alto, un coro d'angeli tengono una fascia in cai sta scritto :
Gloria in excelsis eie* Nella lettera inizialo D un angelo tiene una benda
con scrittovi : « Ecce evangelizo vobis etc. » mostrandola ai pastori che tro-
vansi nella miniatura sottoposta. In giro vi sono degli ornati come nella
prima miniatura, più degli angeli che a mezzo corpo escono dalle nubi
tenendo ciascuno una fascia con leggenda. A questa miniatura pare abbia
posto mano il Fouquet.
Al fol. 30 verso, Gesù che prega nell'orto di Getsemani, sul davanti i
tre apostoli addormentati: nel fondo si vedono gli sgherri che arrivano.
Nella lettera iniziale Cristo legato alla colonna è flagellato da due mani-
goldi. Nella miniatura al basso Cristo che porta la croce seguito da Erode
e dai capi Farisei e la Veronica davanti a lui che si accinge ad asciugargli
il volto. Questa stupenda miniatura è opera incontestabile del Fouquet ed
è forse la più bella fra le bellissime di questo Codice. La figura del Keden-
tore. il far largo e morbido delle pieghe tanto delle vesti ai Gesù come di
quelle degli Apostoli, la correttezza del disegno non lasciano dubbio sul*
1 autore di questa pagina. La figura di S. Pietro immerso in un profondo
sonno, l'espressione diversa nei tre dormienti che mostrano la differenza
che vi era nel loro carattere sono veramente mirabili. La miniatura della
iniziale e quella inferiore sono di una finezza e vaghezza grandissima.
Assai fina e bella è la miniatura al fol. 38, nella quale si vede l'interno
di una sala in cui sono radunati i capi del Sinedrio. Giuda sta loro di-
nanzi e numera sul tavolo i denari che gli furono dati. Uno dei capi tiene
davanti a sé altri denari, forse per mostrare che avrebbero dato anche mag-
gior somma al traditore. Nella lettera iniziale Gesù è condotto da due
sgherri. Non so che cosa possa rappresentare la miniatura al basso della
pagina in cui si vede un soldato sopra una mula che trae dietro sé, legato
con lunga fune, un prigioniero che non è certo Gesù Cristo; ma un uomo
del volgo. Lo segue un signore montato sopra un palafreno, che parla ad
un gruppo di persone, fra le quali dei pastori, il di cui gregge pascola poco
discosto. Questa miniatura assai bella e molto fina dovrebbe essere di Pietro
di Limbourg.
Il Cristo in croce (fol. 18) colla Vergine e S. Giovanni sentono la scuola
italiana e sono pure opera di Jean Fouquet. Sul secondo piano vi sono le
Marie che vengono da un lato e gli sgherri che partono dall'altro. Nel
fondo si vede Gerusalemme. Le figure a piedi ed a cavallo che si avviano
alla città sono di una finezza straordinaria. Il paesaggio che termina il
quadro è bellissimo. Nella parte inferiore il sacrifìcio di Abramo.
Quantunque assai bella non sarebbe da notarsi la miniatura che trovasi
al fol. 87, se non richiamasse P attenzione per altri titoli. É qui rappresen-
tata la Trinità. Il padre ed il figlio sono ugualmente giovani , si rassorai-
fliano ed hanno una veste rossa amplissima amendue: il fondo é coperto
i teste di santi grafite sopra oro. Un circolo ovale coi quattro evangelisti
negli angoli della cornice che inquadra il tutto. Nella lettera iniziatesi vede
un prete che celebra una messa solenne assistito dal diacono, suddiacono, ed
un chierico. Nella miniatura sottoposta un altro sacerdote celebra la messa
per due sposi che sono inginocchiati e coperti da un gran velo tenuto da
due assistenti: dietro vi sono altre figure: in giro i soliti ornati con angeli
che escono a mezza persona dalle nuvole. Ma ciò che vi è di maggior in-
teresse in questa pagina è la figura che si trova nel margine esterno. Essa
rappresenta il Principe per il quale venne fatto questo messale. Il Duca di
Beiry vi è raffigurato giovane, con poca barba bionda al mento, ha i ca-
pelli castani, la corona sul capo, porta un ampio manto di colore azzurro
foderato di armellino con pellegrina simile: è inginocchiato, colle mani
giunte, davanti ad un leggio coperto da un drappo rosso che si prolunga
fin sotto la persona del Duca. Sul leggìo sta un libro aperto. Dietro al
Principe vi è lo scudo coi gigli d'oro sopra fondo azzurro, e al di sopra di
esso il pellicano, che era la sua impresa. Questa figura e benissimo miniata
248 MISSALE ROMANUM
e del più grande interesse vedendosi chiaramente che è un ritratto. Ignoro
se vi siano in Francia altri ritratti di questo sventurato Principe morto
avvelenato nel fiore della gioventù ; ma se anche non fosse unico sarà sempre
prezioso come ricordo storico. •
Al fol. 93 trovasi rappresentata la nascita di S. Giov. Battista. In un
gran letto a cortine rosse giace S. Elisabetta col neonato, ch'essa affida ad
un'ancella. Due altre donne ed un fanciullo sono nella stanza che è ammobi-
liata come usavasi in Francia o meglio in Fiandra nel sec. xv nelle case
borghesi. Un gatto mangia in una scodella, e poco discosto un cane rosicchia
un osso: dalla porta aperta si vedono diverse persone nella camera at-
tigua. Finissima è la miniatura e vaghissimo il quadro ch'essa rappresenta.
Nella lettera iniziale vi è il Padre eterno che guarda nella sottoposta mi-
niatura il Battesimo di Cristo nel Giordano, mentre si aprono i cieli (come
dice il Vangelo) e scende su di esso lo Spirito Santo in forma di colomba.
Quest'ultima miniatura è di una finezza veramente meravigliosa. Il fiume
scorre in iscorcio nel mezzo del quadro: sul primo piano sono Cristo e
S. Giovanni: sulla spouda destra vi è un gran castello: sulla sinistra altre
case ed una collina boscata, dalla quale scendono delle figure che sono
microscopiche: un gruppo di persone stanno a breve distanza osservando
la scena del battesimo.
Assai bello è pure il fol. 103 in cui è rappresentata la natività della
B. Vergine. S. Anna riposa in letto sul fianco destro guardando le due an-
celle che lavano la neonata, mentre una terza le rassetta le coltri. Questa
miniatura è della stessa mano di quella già descritta che trovasi al fol. 93.
'Bella è anche la figura (fol. 106) di S. Michele che trafigge Lucifero.
Nella lettera iniziale è riprodotto lo stesso Arcangelo che tiene le bilancie;
e nella miniatura sottoposta si vede la cacciata degli angeli ribelli , nella
quale il pittore die corso alla sua fantasia trasformandoli in strani mostri,
come era costume dei pittori nel medio evo. Ciò che è singolare è che uno
degli angeli buoni , coperto come gli altri da completa armatura, ha lo
scudo al braccio sinistro coli' arme dei tre gigli di Francia.
Al fol. Ili è rappresentato l'interno di una chiesa di stile gotico. S. Ilario,
interrotta la messa, seduto davanti all'altare, rivolto al popolo spiega il
Vangelo. É impossibile di non rimanere sorpresi nel vedere la finezza delle
linee che riproducono le nervature, i fasci di sottili colonne, e le altre mo-
danature ed ornati di questa cattedrale. La figura di S. Ilario è graziosis-
sima e finissima, come lo sono anche quelle dei canonici , del clero e del
popolo che lo stanno ad ascoltare.
È meravigliosa la miniatura al fol. 1 1 3 dove è rappresentata La gloria
di colui che tutto muove, e la Mìlitìa caelestis exercitus In alto sta la San-
tissima Trinità in trono con un'aureola di teste d'angeli: al di sotto in
quattro ranghi distinti composti ciascuno di due gruppi, sono distribuiti i
santi secondo 1& differenti loro categorie. A persuadere della finezza di questa
miniatura basterà il dire che nello spazio di centimetri 9 per 16 */■ » rimasto
al di sotto della Trinità il miniatore ha saputo dipingervi centotrentasei
figurine intiere, ben distinte lasciando uno spazio nel mezzo, che separa i
due gruppi, con tre cattedrali gotiche da un lato in fianco ai tre gruppi
superiori di destra e parimente a sinistra, se non che da questo lato a fianco
dei santi guerrieri della seconda linea in luogo della chiesa ha dipinto due
padiglioni. Nella iniziale un angelo scende dal cielo tenendo una fascia in
cui e scritto un versetto , e sotto vi sono dodici figurine di santi e di
quattro angeli. La miniatura al basso della pagina rappresenta un solenne
convito reale assai curioso e finamente miniato. Il He seduto a mensa
sotto un baldacchino ha la corona in testa: siedono allo stesso desco
altri sei personaggi tre per ciascun lato. Dei servi portano vasi d'oro e
delle vivande, mentre altri entrano dalla porta d'ingresso suonando delle
trombe.
MISSILE ROMANUM 249
Un altro interno di chiesa gotica ci presenta il fol. 116 ancor più fina-
mente miniato di quello già descritto al fol. 111. Qui si vede un prete che
celebra la messa, e nel mezzo della chiesa un feretro sotto un baldacchino.
Vi è riprodotto il cane che si vede ugualmente in iscorcio al fol. 38, il che
mi fa credere che anche questa miniatura come quella al fol. Ili, che è
evidentemente della stessa mano siano pure opera di Pietro Limbourg. Nella
lettera iniziale si vede il Cristo qui venturus estjudicare vivos et mortuos.
La miniatura al di sotto ci rappresenta un cimitero , in cui , essendo
Juesta T ufficiatura per il giorno dei morti, alcuni frati vengono a recitarvi
eJle preghiere pei defunti , mentre un prete , seguito da un chierico che
tiene il vaso dell'acqua santa, benedice aspergendo i sepolcri, ed alcuni
dolenti in lutto fanno la visita alla tomba dei loro defunti.
Rimarchevole pure è la miniatura al fol. 118 ove è dipinta S. Elena
circondata da parecchi perscmaggi, che fa scavare la terra sul Calvario per
cercarvi la santa croce. Nella lettera iniziale vi è il crocefisso, e nella mi-
niatura a pie della pagina è riprodotta S. Elena colla sua corte che per ri-
conoscere quale delle tre croci scoperte fosse quella cui era stato appeso
Gesù Cristo vi fa sovrapporre una defunta che a quel contatto ritorna in vita.
La miniatura al fol ,120 è di un grandissimo interesse, perchè oltre al-
l'essere assai bella ci de! un bellissimo ritratto. La Vergine seduta in trono
si prepara a porgere il seno al divino infante: è circondata da angeli che
le offrono dei fiori, e due altri che le tengono sospesa la corona sul capo:
il fondo rosso è tutto grafito di piccole teste di angeli al lato destro della
Vergine si vede un uomo inginocchiato colle mani giunte rivolte alla Ma-
donna: ha la testa scoperta è alquanto calvo.; i capelli neri, senza barba:
porta una lunga veste rossa con cappuccio. È evidentemente un ritratto ,
ed io credo possa essere quello del Fouquet. Certo non è guello del duca
di Berry, perchè non rassomiglia punto all'altro che trovasi ai fol. 87 Non
è quello di un gran personaggio, perchè non vi è stemma , né corona , nò
porta armatura. Chi altri che il pittore poteva essere messo in una mi-
niatura che era fatta per il fratello del Re di Francia? Non si possono
fare che delle congetture, ma osserverò che i biografi del Fouquet dicono
ch'egli fosse nato circa il 1420: che questo messale deve essere stato finito
prima del 1472, epoca della morte del duca di Berry, quindi il Fouquet
poteva avere circa cinquantanni o poco più , e tale è l'età che mostra di
avere il ritratto. Ciò premesso , mi pare che si possa con sufficiente pre-
sunzione crederla l'effigie del grande artista. Oltre ai soliti ornati nel mar-
gine vi sono dipinti degli angeli che anche qui escono a mezza figura dalle
nuvole, ciascuno de' quali suona uno strumento diverso.
Stupenda è la miniatura che rappresenta la crocifissione di S. Andrea, che
puoeei ritenere opera di Jean Fouquet. Il santo è già appeso alla croce
eretta, e quattro manigoldi strìhgono i nodi che lo attaccano. Sono assai
espressive, ciascuna secondo il suo carattere, le cinque figure che compon-
gono Questo quadro. Nella lettera iniziale fu dipinto Gesù Cristo che vidit
auos Jratres (come dice il Vangelo) Petrum et Andream et vocavit eos.
Nella pittura al basso è raffigurata la pesca miracolosa. Devo pur notare
che al fol. 124 nella lettera iniziale si vede S. Andrea cui sta davanti gè-
nuflesso sopra un inginocchiatoio un giovane Principe imberbe vestito con
ricchissima giornea di velluto nero ricamata in oro. Ha sul capo la stessa
corona che si vede sul ritratto al fol. 87. Ritengo che questo sia un altro
ritratto" del duca di Berry più giovane.
Ora mi sia concesso di fare alcune osservazioni per determinare l'epoca
precisa in cui venne eseguito questo messale.
Esso incomincia colla Messe de nostre dame que hn dit eri Tannée : poi
viene la Messe de minuti, seguita dalla Messe du matin, e dalla Qrant
Messe, cioè le tre Messe di Natale. Ciò mi fa credere che il pittore o il
Duca fossero di quelli che incominciavano Tanno a Natale. Vengono dopo
la Messa dell' Epifania, della Chandeleur, e quelle delle altre grandi solen-
Catal THvulziana {Stampato il 27 tettembre 4883) 32
250 MOINAGE (LE) DE GUILLAUME
nità e di alcuni santi come si segnano nel calendario. L'ultima è la festa
di S. Andrea che cade al 30 di Novembre. Non essendovi dopo quel giorno
alcuna festa è evidente che il messale è completo: ma nei Codice mancano
le ultime parole dopo il qui tecum della Oratio post commmionem , colle
quali doveva terminare quest' ultima officiatine, e rimangono in bianco
cinque linee ridate per compire il foglio, che erano più che sufficienti per
scrivervi il vivit et regnai etc. che seguono il qui tecum, che, come dissi,
sono le ultime scritte nel Codice. Perchè questa interruzione ? perchè non
furono aggiunte le poche parole mancanti a compire r opera? Parmi che
si possa ragionevolmente supporre che saputasi la improvvisa morte del
duca di Berry (28 Maggio 1472) l'amanuense non abbia continuato a scri-
vere quelle^pocne parole, e non abbia aggiunto il solito Calendario, perchè
era mancato il Principe pel quale si eseguiva il libro, e non si sapeva per
il momento a chi consegnarlo ed esigerne il prezzo. Se altri troverà una
miglior spiegazione l'accetterò. In ogni modo questa piccolissima mancanza
di 18 parole non basta per far ritenere il Codice come imperfetto e mutilo,
ma basta a me per farmi credere che fu terminato nei primi cinque mesi
del 1472.
MUsale votivum. (Cod. N. 409)
Cod. cart. in 8° del Sec. XV.
Incomincia con YAbsolutio in arttculo mortis , cui tien dietro il Calen-
dario che è mancante degli ultimi tre mesi, poi « Ad honorem dei incipit
» Missale votivum secundum consuetudinem Rom. ecclesie ».
Al fol. 72 vi è la data seguente in rosso:
o o
« mcccclxxij0 die T octubris In Yseo completum est ».
È mutilo in diversi luoghi.
MISSIRINI Melchiorre. — Sonetti di vario argomento. (Cod. N. 953).
■
Cod. cari, in fol. del Sec XIX.
Sono autografi e dedicati al M." G. G. Trivulzio nel 1823.
MOCENIGO Pietro. — Relazione della Corte di Roma dell'Exc.™ Ca-
valier Pietro Mocenigo Ambasciadore ordinario della Set.1** Repub
blica di Venetia appresso il Sommo Pontefice. (Cod. N. 1468)
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
MOCENIGO Pietro. - Relazione della Corte Britannica. (Cod. N. 1202)
Cod. cart. in 8° picc. del Sec. XVII.
Questa relazione è fatta circa l'anno 1671 o 1672, nei quali anni regnava
Carlo II.
Moinage (le) de Guillaume. (Cod. N. 1025;
Cod. memb. in fol. del Sec. XIII, a 2 colonne.
Il professore Pio Rama avendo fatto degli studii sopra questo Codice
ne fece la descrizione che io trascrivo.
MOINAGE (LE) DE GUILLAUME 251
Un'antica numerazione assegna al Codice 233 carte, in realtà erano per
altro 234, giacché per errore una fu saltata tra quelle che portano i nu-
meri 207 e 208. Attualmente le carte sono 229 mancando quelle che erano
segnate 1, 59, 78, 90, 168. Manifestamente le sottrazioni avvennero per
avidità delle miniature, che il più delle volte hanno lasciato un'impronta
evidente sulla facciata con cui venivano a baciarsi. Quantunque fregiate di
miniature ancor esse furono per buona sorte risparmiate le carte 22 , 38 ,
141, 196. — Il Ms. contiene una serie di Ohansons de geste del Ciclo Nar-
bonese, ossia di Garin de Mmtglane. Ogni chanson era ed è preceduta da
una miniatura della larghezza di una colonna ed alta in proporzione; solo
della miniatura che stava in principio del volume non posso affermare con
certezza che non avesse dimensioni maggiori. Sono miniate alternativa-
mente rosse ed azzurre le iniziali maiuscole delle singole tirades. Diversa e
molto maggiore di tutte l' altre è la maiuscola da cui comincia una Ghanson.
— Le colonne contengono di norma 40 versi: nei primi 4 fogli (2-5) sol-
tanto 39. Abbiamo pertanto una somma totale di circa 36,500 versi.
Les chansons contenute nel Codice sono le seguenti :
I. (Fol. 2-22 r°). Enfances Guillaume mancanti del principio.
Primi versi conservati :
A imois~que post lefete Salì Martin
E nautre tre me vroiz reutir
« t » ^»
D roit en espoigne vs en (1. envers) les sarr
J e ennerbonne ne vodre me venir.
Ultimo verso.
♦
S e a terg ne li toille le chief
Ci finissent les enfances Guilliaume.
. II. (Fol, 22 r. 38 r°). Couronnement Looys.
princ. Oez Seignor qua Diex nos soit edaut
fine. En gnt b'nge fu looys entrez
Gnt il fu riches Guill nen set grez
Explicit le corounement looy's.
III. (Fol. 38 r. — 47 v°). Oharrai de Nimes.
princ. Oez Seignor diex nos croisse bonte
fine. L e roi lentat gnt ioie enamence
D ieu enaore 7 Marie sa mer.
IV. (Fol. 47 v. — 58 v°). Prise d? Orcmge. — Il principio di questa chanson
non si distingue per caratteri esteriori da quello di una semplice tir ade.
Non c'è iniziale maggiore del solito , non miniatura, non uno spazio che
serva a separare dal uharroi. v
princ. Oez Seignor q Dieu nos beneie.
252 * MOINÀGE (LE) DE GUILLAUME
Il poema terminava sul fol. 59 r. 2* colonna. Fa da spia l'impronta della
miniatura. Ultimi versi conservati:
• S - cop Sidone p si fier mautalant
T ot le porfant desi ou piz devant
M ort labati du dest' auferrant.
V. (Fol. 60 r. — 77 v°). Enfances Viviens. Primi versi conservati:
Q1 de par moi Jhu la beneie
E t gart ses bois chatiau j ses villes
7 ses citez j gns manenties
Q' de guere ne raura eie mie.
Queste Enfances terminavano al fol. 78 v. v 2 col. Ultimi versi che ci
rimangono:
E n ceste t're sot venu mi parent
7 la gnt ieste aymi le vaillant
A me ans est leroi q frace apant
«*» _
Qv nt cil lentandent si sot hi j ioiat
T ot li noaudres mal mi dolor ne sani
VI. (Fol. 79 r° — 89 v°). Covenaus Viviens. — Mancanti del principio e
della fine. Primi nostri versi :
N ies dit Quitt mlt petit durerez
S e convenant adieu tenir volez
I anest il home tat ne pvz ne ber
^*
N essent fouir qnt il est enpressez.
Ultimi versi:
A ia deul que il a Demine
A il Quitt devant li encontre
■
N a conut mie q il est avugle
H auce lespee tei cop lia donne.
VII. (Fol. 91 r° — 142 v°). Baiaille (FAleschans. — Cominciava al fol. 90 v. ,
2 col. Primi versi conservati:
S es escuz frez j son hiaume luisans
E ncontre t're li fu aval pendans
Vij plaies ot p en ij les flans
fine. P uis fu il rois j amirans clamez
J usq* momible j coqst les h'itez
lei finist labataille daualescauf.
MOINAGE (LE) DE GUILLAUME 253
Vili. (Fol 142 v* - 167 v°). Baiatile Loqmfer.
princ. Seignor oez merveilleuse chanson
Ja de plus noire ne aos dira nus boa.
La fine era sul fo). 168 , sul verso pare , ma Questa volta la miniatura
non ha lasciato una traccia sicura. Ultimi versi che ci rimangono:
V s leriuage Alamf retorna
A una roche lasifort ahurtee
Q' la nef est pmi le fouz faussee.
IV. (Fol. 169 r° — 191 r°). Moina gè Renoart Primi nostri versi:
L e moinne iot si fu espooriz
N e latendist par tot lor de pariz
L e moinne ot Re q li crie
fine. 7 servi dieu volentiers J de gre .
I 1 le scauoient leanz ontre lor gre
P lus lont cresnu qui ne lont ame
Ci finist le Moinage Renoart.
X. (Fol. 191 r° — 233 r°). Moinage Guillaume.
pine. Borine chancon pleroit vos aoir
(sic)
fine. E neo ala gent de religion
A Saint (Juilliaume du dosert i diton
A pres samort nesai deli chancon
O r prions dieu qui nos feoe pardon
S i coume il fist Guillaume le Baron
Explicit le moinnage Guilliaume.
«
Sul verso di questo foglio si leggono alcune note interessanti. In primo
luogo un principio decantare (sec. xiv-xv).
« Altissimo par ere d' gloria prego q media seno ememoria quio posa
« cantar lanobel storia emeromiosa la qual audire ».
Ma ben altrimenti degna di osservazione è la nota che si ha più giù
d'altra mano « Regilliose (sic) ac honeste dne franche | habatisse monasterii
« ordinis Sce Clare de Ragusa detur libenter ». A questa nota, e qui sta
l'importante, può assegnarsi una data sicura entro certi limiti , grazie ad
un'altra che le sta a fianco della stessa mano. » Johannes Supantio dei gra
« veneQie dalmate | atq? cronagie dux et dimidie qua. . . | pari . Thoist (?). . .
« comene ». Poco male se anche non tutte le parole sono leggibili. Noi
sappiamo intanto che al tempo del dogato di Giovanni Sopranzo, vale a
dire fra il 1312 e il 1328, il manoscritto si trovava a Ragusa, e che chi lo
possedeva era la badessa dei Monastero di S. Chiara. Circa un secolo dopo
aveva emigrato a Milano. Che sulla pergamena che ricopre interamente
254 MONTIFALCHIUS PETBUS JACOBUS
una delle due assicelle della rilegatura, quella in fine del volume sta scritto
di una mano appartenente alla seconda metà del trecento o alla prima metà
del quattrocento. « Iste liber est Nicholy de Vicomcato porte nove parochie
« Sancti Protasii ad Monachos Mlj ».
Ho cercato inutilmente un Nicola negli alberi della famiglia Vi mercati ; ma
ciò appunto inclinerebbe ad identificare il nostro con quello nominato in una
carta del 1434 citata dal Gallucio nelle Memorie dell'antichissima e nobilissima
famiglia de' Capitani di Vimercate. In questa carta il capitolo della Metro-
politana Milanese loda « tamauam de nobili genere procreatos Nobiles dnós
« Johannem Lanzelottum et Conradinum fratres de Capitaneis de Vicomer-
« cato natos Nobilis viri Dni Nicolai ». S'intende essere più che possibile
che il possessore del Codice fosse tutt* altra persona. — P. Rajna.
Monaohe (le) in Gala. — Poemetto in sestine. (Cod. N. 933).
Cod. cart. in 12° del See. XVIII.
Monaohe (le) in disordine. — Poemetto. (Cod N. 934).
Cod. cart. in 4° picc. del See. XVIII.
Autore di questo poemetto è il conte Francesco Pertusati. Il monastero
di cui si parla era quello di S. Lucia in P. Vercellina soppresso ed evacuato
nel 1755.
MONETI P. F. N. minor conventuale. — Cortona convertita nella mis-
sione del P. Petracciuoli Gesuita. (Cod. N. 98).
Cod. cart. in 8* del See. XVII.
Poema di sei canti di stile Bernesco fatto in vendetta del poema il Ca-
pitolo dei Frati del P. Sebastiano Chiesa gesuita Reggiano.
MONETI P- F. N. minor conventuale* — Cortona convertita.
(Cod. N. 936).
Cod. cart. in 8° del See. XVIII.
■
/
MONTECUCCOLI Conte Raimondo. — Tavole militari- (Cod. N. 1858).
Cod. cart in fol. del See. XVII (1645).
MONTIFALCHIUS Petrus Jacobus. — De cognominibus Deorum Opu-
sculum. (Cod. N. 59).
Cod. cart. in 8° del See. XVI.
Questo opuscolo citato dal Vossio (p. 664) e dal Fabritio (T. V, p. 87)
fu stampato a Perugia nel 1525. L'essere stato pubblicato non scema per
altro il pregio di questo Codice che dal carattere appare scritto prima della
stampa fattane.
MORONE GEROLAMO 255
o
ss
MONTIUS Hieronymus. — Opera varia. (Cod. N. 1623).
Cod. cari in foL del Sec XVI.
L'Argelati, T. II. P. I, col. 950, cita le opere di questo autore, ma non
conobbe il Codice presente, in cui si trovano parecchie cose inedite. Al
principio vi sono delle poesie latine autografe cui seguono altre stampate
ed altre corrette dal Beolchi , indi « Oratio habita primo suae senatoriae '
« dignitatis consessu » (inedita). Oratio in funere Annae Austriae Hispa-
« niarum reginae habita die 6 Septembris 1 581 » (inedita). Amendue queste
orazioni rimasero sconosciute all'Àrgelati. — « Romana epigrammata ve-
« tristissima ex saxis vetustissimis delecta ». Questi epigrammi furono co-
5 iati da marmi esistenti in Roma. Vedi anche Carmina variorum (Cod. 1 169)
ove si trovano alcune poesie di questo autore.
Morbo (il) Campano. — Commedia. (Cod. N. 1104).
Cod. cari in 4° del Sec. XVIII.
Moreto (il). — Egloga tradotta in versi sciolti. (Cod. N. 957).
Cod, memb. in 8° del Sec. XVIII.
tppresenta il soggetto dell'Egloga: Tal tra l'agricoltore Sileno co' suoi bovi
aggiogati. Sotto 1 Egloga si legge: « Amadeus Mazzoli manuscripsit Ve-
• netii an. dni 1754 ».
Questa poesia è stampata fra le « Quattro elegantissime Egloghe rusti-
cali ». Venezia ap. Paolo Colombani 1760, in 8°.
MORLINI Hieronymus, Parthenopeus. — Novellarum opus auctum ad
numerum lxxxx. (Cod. N. 707).
Cod. cart. in 4° del Sec XIX.
È una copia esatta di quello del conte Borromeo. Vedi Cat. dei Novel-
lieri, Ed. 2\ pag. 60. In questa Biblioteca trovasi la rarissima edizióne
originale del 1520, della quale non si conoscono che pochissimi esemplari
(credo 5).
MORONE Gerolamo. — Opere. (Cod. N. 820).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI in tre volumi.
Il primo voi. pervenuto da ultimo in questa dalla Bib. Belgiojoso (e che
sarebbe uno dei quattro che TArgelati, T. II, P. I, col. 971, dice che ap-
partenevano al marchese Carlo de Silva), ha scritto sul cartone di mano
antica. « Originale del primo volume in tempo di Lodovico XII re di Francia
« dal 1499 interrotto sino al 1512 ». Il voi. incomincia colla • Relatio tem-
• porum et pretextum Ludovici Sfortiae appellati il Moro, cum tirami ice
« occupavit ducatum et universum domfnium Mediolanense Galeatio nepoti
• et duci legittimo ». Di questa relazione non vi sono che due soli fogli.
Dopo alcuni fol. bianchi leggesi: « Hieronymi Moronis Patritii et lur. Con-
ce sulti Mediolanensis Epistolarum li ber primus ». La prima lettera diretta
a Iacopo Antiquario è dell'Ottobre 1499. Dopo le lettere vengono le Ora-
tìones registrate dall' Argelati, poi la facoltà accordata à Gasparo Panigarola
256 MORONE GEROLAMO
di far stampare il decreto di erezione del Senato di Milano, ed un decreto
di Francesco I re di Francia con insortovi un altro di Lodovico XII , col
quale termina il volume.
(Cod. N. 821).
Il secondo voi. incomincia colla lettera « Hieron. Moronus Senator Jacobo
« Oliverio Regii Senatus Cancellano S. P. D. Fateor excelse praeses et fateri
« juvat etc. ». la Quale è datata « ìv Idus Iunii 1512 »: e termina colla
lettera « Joanni Coilae primo Secretano, datata xi Kal Maii 1513 ».
(Cod. N. 822).
Il terzo voi. ha per prima la lettera « Ill.BO Maximiliano dui. Vidit Prorex
« mandata etc. ex Placentia vii Kal Maii 1513 » e termina colla lettera
« Joanni Coilae. Debuisses cum tantum tibi tribuam etc. » senza data, ma
che deve però essere stata scritta nel 1515 , perchè l'antecedente difetta
« Ad Cardi nalem Seduneusem » porta la data « Mediolani ìv Nonas Maii
« 1515 ». — Questi due volumi riuniti in una busta furono venduti al mar-
chese Gian 6. Trivulzio dal cons. Carlo de Castillia , che ignoro come ne
fosse diventato proprietario. — Il IV dei volumi citati dall' Argelati trovasi
Eresso il duca Scotti , e contiene, fra l'altre cose, la difesa che scrisse il
[orone , dopo d'essere stato fatto prigione a tradimento dal Pescara. —
Questi tre preziosi volumi autografi sono della più grande importanza per
la Storia d'Italia, e per quella di Milano in particolare. Le opere tutte del
Morone furono pubblicate a Torino nella 1* Serie della Miscellanea storica
della R. Deputazione di Storia Patria per cura del compianto comm. Do-
menico Promis e del prof. Giuseppe Muller.
MORONE Gerolamo. — Opere. (Cod. N. 1172, 1173 e 1174).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII, 3 voi.
Sono le copie dei tre primi volumi delle opere autografe del Gran Can-
celliere che esistevano presso il marchese Silva , e qui sopra descritti.
Nel 1° voi. trovansi altre copie di lettere estratte da questo volume fotte
nel sec. xvm.
MORONE Gerolamo. — Opuscola quaedam. (Cod. N. 823).
Cod. cari in fol. del Sec. XVIII.
Furono stampati nella Miscellanea storica di Torino , come dissi più
sopra.
MORONE Gerolamo. — Miscellanea storica risguardante il Gran Can-
celliere Gerolamo Morone. (Cod. N. 819).
Cod. cart in fol. del Sec. XVIII.
1° Decreto di Francesco II Sforza duca di Milano del 23 Novembre 1521,
col quale nomina il conte Gerolamo Morone a reggente dello Stato in sua
vece.
2° Copia delle lettere mandate dal marchese di Pescara alla Comunità
di Milano il 14 Ottobre 1525.
3* e 4° Lettere relative alla carcerazione del Morone.
5° Riconto dato a Mons. Balenson circa quel che ha da sollecitare presso
MISSALE ROMANUM
ad U5UM
CARDINALIS ESTENS1S
Codice N?2165 Pagina N?245
Foèogni D*lM-Croce ' *** Elicila C f«rurM
MISCELLANEA ecc. 257
la Ces."* M.u per la provvisione dell'esercito, et del regno di Napoli et in
le cose della guerra per il C.te Jeronimo Morone commissario generale.
6° e 7° Rapporto e lettere all'Imp. Carlo V del Morone sulle cose d'Italia
scritte nel 1528.
8° Altre simili undici lettere, l'ultima delle quali è del 7 Settembre
1528.
MOROSINI Giovanni. — Relazione della Corte di Francia* del 1621.
(Cod. N. 1201).
Cod. cari in 8° picc del Sec. XVII. v
MURALTUS Franciscus. — Historia de rebus in Lombardia gestis ab
anno 1492 ad an. 1520. (Cod. N.. 1431).
Cod cari in fol. del Sec. XVI. Autografo.
Questa cronaca importantissima per la storia di quel tempo fu stampata
a Milano nel 18*8 durante il Governo Provvisorio, ma sopravvenuti gli
Austriaci l'editore Daelli partì lasciando i fogli stampati , ma non ancora
legati in volume, in custodia ad un amico. Questi ne vendette una parte.
Nel » 86 1 ritornato a Milano il Daelli la mise fuori colla data di questo
anno, e con una prefazione di Bianchi Giovini, che si era valso di alcuni
Codici Comensi per fare quella edizione. Vi sono fra questa #ed il Codice
Trivulziano delle notabili differenze ed anche delle lacune, per cui sarebbe
prezzo dell'opera il farne una nuova edizione sopra questo autografo. Il
marchese Trivulzio accordò al Daelli di far eseguire il fac simile ed alcune
aggiunte che si trovano in quel volume quando lo mise in vendita nel-
l'anno sovraindicato 1861.
MUSTOXIDI Andrea. — Poesie fatte per la marchesa Beatrice Trivulzio
Serbelloni Autografe. (Cod. N. 937).
Cod. eart in 12° del Sec. XIX.
Miscellanea sacra. (Cod. N. 19).
Cod. momb. in 8° del Sec. XV.
Ha la prima pag. e le iniziali miniate. Contiene:
I. Cavalca fra Domenico. Specchio di croce.
IL Pater noster glossato da S. Gregorio.
III. Dottrina cristiana.
IV. S. Gerolamo Epistola ad Eustochia Vergine, Cap. XII.
V. S. Gerolamo Ammaestramenti a' suoi discepoli, Gap. LXIII.
VI. Vita di Fursco de Ymbernia, Cap. VI.
VII. Dimande di S. Alberto a Cristo.
Miscellanea di Aritmetica ed Alchimia. (Cod. N. 53).
Cod. cari in 8° del Sec. XVIII di fol. 80, in parte bianchi.
Incomincia con una ricetta per una operazione d'Alchimia. — Segue un
trattato col titolo di « Breves elucidationes in tabulam Smaragdinam Her-
metis ». — La strada dell'unica verità. — Altre ricette. — Lettere scritte
a varii discepoli di Hermete contenenti le principali chiavi della filosofìa
secreta.
«
Calai. TrivuUiana (Stampato il 27 teltembre 1883) 33
258 MISCELLANEA
Miscellanea. {Cod. N. 93).
Cod. cart. in 8° del Sec. XV.
Questo Ms. sembra composto di due Codicetti se si ha riguardo alla
carta, e di tre se si voglia considerare la scrittura.
I. Il primo è un calendario Agostiniano, che forse apparteneva agli an-
tichi Agostiniani di Monza. Esso ha una festa particolare per S. Agostino
con Ottava, e di seconda mano ha pure aggiunte alli 4 Maggio quella di
S. Monica di lui madre e alli 10 Settembre quella di Nicolò da Tolentino
dell'ordine degli Eremitani di S. Agostino. Inoltre d'una terza mano vedesi
ancora aggiunta la festa della conversione di S. Agostino alli 5 Maggio.
Di seconda mano pure si legge sotto li 6 Giugno SancH Girardi de Mo-
doecia. Che il Codice sia stato scritto a Milano o poco distante da questa
città lo mostra ad evidenza quanto si legge agli 11 d'Aprile Sanati Am-
brosi archi episcopi andem, perchè in Aprile, in cui cade per lo più il Giovedì
Santo, facevasi festa nella chiesa ora demolita detta di S. Ambrogio ad
Nemus, e dal volgo S. Ambroes andeni. La carta di questa parte del Codice
ha per marca la rosa che è una delle più frequenti delle nostre cartiere.
II. Il secondo opuscolo intitolato : Passio Sancii Oalisti pape et martiris
è quello pubblicato dal Mombritio, e poi da altri. Confrontato coir edizione
del Mombritio presenta delle lezioni anche migliori e supplisce una di lui
lacuna. Questo Codicetto è di scrittura diversa dal seguente; ma la carta
è simile avendo amendue per marca la forbice.
HI. Il terzo Codicetto contiene diverse cose, cioè:
1° Leggenda di S. Alessio in versi Martelliani, fra loro disuguali però,
e rimati irregolarmente in dialetto Lombardo. Di questa leggenda non tro-
vasi menzione presso il Quadrio.
2° Leggenda di S. Margherita V. e M. in versi per lo più novenari con
qualche endecasillabo rimati irregolarmente in dialetto pure Lombardo con-
simile all'antecedente. Questa è presa dagli atti favolosi di detta Santa,
che furono pubblicati dal Mombritio, e che non è impossibile che siano
quegli stessi che condannò come apocrifi S. Gelasio I, Papa nel Concilio
Romano del 494. Tal leggenda latina vidi anche in un bel Codicetto del
cav. Bossi pittore proveniente dalia libreria Saibante di Verona con pitture
del sec. xiv. Il suo autore fu un certo Theotimo detto in quel Codicetto
Theothemo di cui nulla sappiamo. Il Quadrio parla di queste poesie nel
T. VI alla pag. 363, e cita un Codice dell'Ambrosiana, riportandone alcuni
brani, che apparteneva, come leggesi in una nota, ad un Giovan Francesco
de Cignardi Milanese che lo scrisse nel 1429. Il Quadrio erroneamente dietro
di essa suppose che il Cignardi fosse l'autore di questa leggenda.
Le voci lienda (la cui origine ignota al Cherubini vedesi qui esser leg-
genda) scosso smaganiade ed altre ben possono far credere Milanese l'autore
di questa rozza poesia che bene sta nel Codice Ambrosiano accoppiata a
quella di Bonvesin da Riva, ed a lui potrebbero forse piuttosto attribuirsi
anziché al Cignardi.
Ili e IV. Seguono nel presente Codicetto due Orazioni, l'una detta di
Leone III e l'altra di S. Agostino, amendue indegne di tali autori loro at-
tribuite falsamente, e superstiziose.
V e VI. In fine evvi una parafrasi dell'Ave Maria in versi ed una breve
orazione pure in versi, a S. Caterina Verg. e Mar. Esse sono troppo piccole
cose per poterne rintracciare l'autore.
Questa illustrazione è un sunto cavato da quella che trovasi unita al
Codice, di cui è autore il fu Ab. Pietro Mazzuchelli prefetto dell'Ambro-
siana.
MISCELLANEA 259
Miscellanea. (Cod. N 115).
Cod. cart. in foL del Sec. XIX. Contiene:
lettere di Giov. Vittore Soderini. Sono inedite e. trascritte dal conte Giulio
Bernardino Tomitano.
Lettere di Pietro Me tastasi o.
Lettere dell' Abb. Ferdinando Galliani.
Lettere di Orazio Ruceliai.
Lettere di Paolo Manuzio: due epistole latine, una a Muzio Calino,
l'altra a Reginaldo Polo.
A questa precede Concio habita db illustrissimo duce Ferrariensium
(Ercole II) trascritta da un Codice del Seminario di Padova.
Lettere latine di Guarino Veronese.
Lettere di Borghini Vincenzo.
Segue un sonetto contro Gaspara Stampa. — Un madrigale del Verità.
— Due stanze del Navagero. — Madrigale di Giov. Batt. Amaltheo. —
Sonetto di Giorgio Merlo. — Sonetto d'ignoto autore.
Lettera di Benedetto Varchi.
Principio di un poema intitolato : De avibus rapacibus ad aucupia aptis.
Due ottave volgari.
Versi volgari di Gerolamo Fracastoro.
Capoversi di alcuni sonetti di Benedetto Varchi.
Due sonetti di Francesco Melchiori. — Lettere al medesimo di sua so-
rella Faustina, e traduzione in versi di questa lettera fatta da Francesco.
Traduzione dell'Ode di Orazio Donec gratus d'ignoto autore.
Canzone di Cosimo Gherio.
Due sonetti di Lodovico Ariosto.
Miscellanea. (Cod. N. 161).
Cod. cart. in fol. dei Sec. XVII, XVIII e XIX.
I. Lettera al Pr. Tomaso in Talamone di Silvano d'Alpina (1646).
IL Discorso francese. Fu scritto durante il Congresso di Munster. (Vedi
Franceschi).
III. Bolla di Sisto V premessa alla sua Bibbia latina trascritta esatta-
mente col numero delle righe, facciate ed errori che si trovano nella
stampata.
IV. Discorso sulla felicità.
V. Breve trattato della natura e corrispondenza de' Nei di Lodovico
Settata Milanese.
VI. Itinerario di Germania de li Ma£.ci Ambasciatori Veneti M. Giorgio
Contarmi C.te dei Zapho, e M. Paolo Pisani a li Ser.mi Federico tertio Imp.
a Massimiliano suo nolo re de Romani facto per Andrea de Franceschi, che
fu a quella legatione Coadjutor dell' Exceliente Dno Georgio de Federicis
Secretano Veneto delFan. 1492.
VII. Relazione di un residente Veneto a Milano nell'anno 1520.
Vili. Lo Statère Filippino ovvero Rilievi di Gio. Fabbroni sulla bontà
e titolo dell'oro nativo.
IX. Lettera di ragguaglio della giornata al Taro, e presa di Monopoli
1495, (V. Franceschi).
Miscellanea. (Cod. N. 163).
Cod. cart. in fol. dei Sec XVIII e XIX.
Precedono alcuni opuscoli stampati sulla morte del conte Cristiani e sul-
l'autenticità del corpo di S. Pietro Igneo.
I. Femia sentenziato: favola di Mes. Stucco a Mes. Cattabrighe, con
note del Quadrio.
260 MISCELLANEA STOEICA
Pier Iacopo Martelli è l'autore di questo opuscolo, che uscì alla luce per
la prima volta col titolo di « Il Femia sentenziato » favola di Messer Stucco
a Messer Cattabrighe, Cagliari 1724, per Francesco Anselmo. Questa data
è falsa, e realmente l'opuscolo fu stampato coi tipi della Società Palatina
a Milano. Il Martelli scrisse questa favola in odio del marchese Scipione
Maffei adirato dall' aver questi ommesso il di lui nome fra i Tragici Italiani.
(Vedi Melzi Dizionario di opere anonime, T. IH, col. 1 14, alla parola Stucco)
Della edizione precitata divenuta rara vi è un esemplare in questa Bi-
blioteca.
IL Sonetti di Leone X dell' Ab. Sergardi e di Scipione Maffei.
III. Martelli Pier. Iac. Il Reno pensile con note del Quadrio.
IV. Istoria della Sig.* Bianca Cappello.
V. Votum Card. Azolini in causa beatificationis Card. Bellarmini (in ita-
liano).
VI. Series cronologica historiarum : per la raccolta degli Scrip. R. Ital.
del Muratori.
VII. Elegia italiana per la morte di Alessandro Riccardi con parafrasi
del Quadrio.
Miscellanea Genovese. (Cod. N. 171).
Cod. cart. in fòl. dei Sec. XV e XVII.
I. De Infantia Pauli Secundi Fulgosii Januensis.
IL H istoria civitatis Januae.
III. Chrònicon Januense ab an. 1339 ad 4 488.
IV. Collectanea rerum Januensium.
V. Epistola Hieronymi Gioii Paulo Fulgosio (autografo).
VL Instrumentum an. 1662 prò Alphonso Gonzaga comke NoteKariae.
Miioellanea Storica Milanese. (Cod. N. 173 e 174).
Cod. cart. in fol. dei Sec. XV e XVI.
Questi due volumi contengono oltre a cento documenti risgnardanti l' am-
ministrazione dello Stato di Milano nei sec. xv e xvi Molti di essi sono per il
Sale,altri per la Zecca, altri per le spese della casa ducale.Ve ne sono dei puriosi,
come una nota di gioie impegnato dal D. Lodovico il Moro: la pianta del-
l'Università di Pavia cogli stipendi pagati ai Professori: quelli della Can-
celleria ducale ed altri. È difficile di trovare una Miscellanea di documenti
più interessanti di questa. Alcuni di essi furono da me pubblicati nell'Ar-
chivio Storico Lombardo. Al principio di ogni volume vi è l'indice dei do-
cumenti in esso contenuti.
Miscellanea Storica. (Cod. N. 197).
Cod. cart in fòl. del Sec XVI e XVII
Incomincia con la nota seguente: a 1591 a dì 10 Gennaio. Notta dellì
« benefici juspatronali di questo Stato di Milano ». Vi sono notati tutti i
benefici i ecclesiastici di Juspatronato del Re di Spagna come Duca di Milano
colle rendite di ciascuno. Non si riferiscono però soltanto a quelli di questa
città e provincia, ma anche alle altre del Ducato. In seguito vi sono molti
documenti e notizie storiche messe assieme senz'ordine alcuno di data e
di materia. Si riferiscono a fatti relativi non solamente a Milano ed all'Italia,
ma anche a paesi esteri.
MISCELLÀNEA POLITICA 261
KisotUanea Medica. (Cod. N. 198).
Cod. cari io fol. del Sec. XV.
In principio vi è la data mcccclxviiii. É un zibaldone sulle virtù di al-
cune erbe aromatiche, di ricette e di metodi per curare diverse malattie.
Alla fine vi sono trattate altre materie senz'ordine. Fra l'altre cose vi è
una visione e il a Dies irae ».
Miscellanea Militare. (Cod. N. 283).
«
Cod. cari, in fol. pica del Sec. XVII.
I. An. 1658 dì 24 Feb°. Relatione della visita fattomi de intorno alla
fortificatione della piazza di Trino.
II. Modo di fare le mine per effetto di voltare in alto qualunque machine
nemiche e spianare le montagne per facilitare il passo agli eserciti. — In
questo trattato si parla dell1 artiglieria e del modo di far la polvere.
III. Pianta di una fortezza moderna di doppi baluardi et con le cortine
piatte.
Questa Miscellanea è composta di scritti autografi del Mastro di campo
Gaspare Beretta ad eccezione del 1° opuscolo che è una copia. Non si trova
il suo nome in alcun luogo, ma ne fa certi l'uguaglianza del carattere di
questo Codice cogli altri già descritti che esistono di lui in questa Bi-
blioteca.
Miscellanea Politica. (Cod. N. 293).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
I. Anticamera di Plutone sopra la rivoluzione di Napoli an. 1647.
(fi in forma di dialogo fra diversi personaggi, uno dei quali è Masaniello).
II. Discorso del Sig. di Lione fatto ai Serenissimi collegi di Genova, nel
suo passaggio verso Roma d'ordine del re Cristianissimo.
(Per il Conclave del \6bb).
IH. Memoriale sporto alla S.tt di N. S. papa Alessandro VII per il rice-
vimento dell' Ambasciatore di Portogallo (1656). Risguarda la storia non solo
del Portogallo, ma anche della Spagna.
HlMeUanea Politica. (Cod. N. 294).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
Contiene molti documenti sulla monarchia Spagnuola: sul celebre An-
tonio Perez: sulla inquisizione in Ispagna: sulla guerra di Fiandra: sul
Card. Baroni o: sull'ingresso della regina di Polonia in Cracovia: ed altri
simili opuscoli.
Miscellanea Politica. (Cod. N. 301).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
I. Boccinata ovvero Battarella per Tapi Barberino *in occasione delle
mosse dell'armi di N. S. PP. Urbano VIII contro il Duca di Parma, 1642.
II. L'Italia sospira le sue presenti disgrazie nella considerazione delle
sue passate fortune.
III. Risposta d'un gentiluomo Alemanno ad un suo amico Parigino in-
torno a due lettere pubblicate in Francia circa l' elettone d'un nuovo im-
peratore Tanno 1657.
262 MISCELLANEA ecc.
IV. Convenzioni fra Cristina di Francia duchessa di Savoia tutrice di
Carlo Emanuele suo figlio ed altri Principi della Casa di Savoia
V. Relatione del Congresso tra due re Cattolico e Cristianissimo all'isola
della Pace e dèi seguito di esso.
VI. Teoria della vecchia per la giovane da marito (terzine)
VII. Lettera scritta dal re di Francia al Gran Turco.
Vili. Lettera Spagnuola di D. Prudenzio Perez (1669).
IX. Meraviglioso principio et infelice fine del nuovo profeta per nome
chiamato Natnan Levi.
X. Relatione astrologica sopra Tanno 1673 fatta dal Sig. Mattia Averlier
professore di astronomia in Parigi.
(Quest'ultima è una profezia politica).
MUoellanea Storica Politica. (Cod. N. 302).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
I. Discorso se un principe deve castigare i suoi Magistrati quando er-
rano e fanno molte ingiustizie (sec. xvn).
II. Se è meglio castigare o sopportare i maldicenti (sec. xvn).
III. Discorso tra Luciano e Mercurio intitolato le Pazzie d'Europa (sec. xvn).
IV. Discorso al Sig. Conte d'Ognate, Viceré e capitano generale di Na-
poli, intitolato le Pazzie d'Italia (sec. xvn).
V. Bresciani: le turbolenze di Cremona del 1646.
VI. Il Mercurio postiglione di questo e l'altro mondo, dove s'introducono
a parlare Giove, Marte, Momo e Mercurio (sec xvn).
VII. Le vere massime di un ministro di Stato (sec. xvni).
Questi discorsi sono importanti per la Storia politica dell'Italia nel
sec. xvn.
MUoellanea Latina. (Cod. N. 323).
Cod. cart. in 8° p. del Sec. XV di fol. 240 de1 quali 6 bianchi.
Fol. 1. I. Epistola B. Ambrosi Episcopi de moribus et honesta vita.
Fol. 3. II. Magni Ugonis de ara sposse j[l).
Fol. 31. Incipiunt capitula primi libri Sci Ysidori Episc. quodsummum
bonum appellatur.
MUoellanea Latina e Italiana sacra. (Cod. N. 324).
Cod. cart con alcuni fol. memb. in 8° del Sec. XV.
Fol. 1. I. Didascalon Ugonis.
Fol 43. II. Epistolae B. Hieronymi ad Paulum et Eustochium et ceteras
Virgines de regula bene vivendi.
Fol. 64. III. Manuale S, Augustini de cognitione verae vitae. De Spiritu
et anima. Sermones ad heremitas.
Fol. 83. IV. De salute sine aspiratione animae
Fol. 92. v. V. De cognitione verae vitae.
Fol. 110. VI. Sermones B. Augustini ad heremitas.
Fol. 170. VII. Speculum monachorum B. Bernardi Abb.
(1) Questo trattato intitolato più rettamente nel Cod. 499 De arrha animae è* di Ugo de Seo
Vietare,
MISCELLANEA LATINA SACEA 263
Fol. 174. Vili. Speculum peccatoris editum a Sco Augustine
Fol. 177 v. IX. Meditatio beati Anselmi Archiep. de misericordia humana.
Fol. 185. X. Regula et vita fratrum minorum.
Fol. 188. XI. Testamentum B. patris nostri Francisci.
Fol. 191. XII. Tractatus de preceptis re^nlae fratrum minorum.
Fol 243. XIII. De defectibos in celebrati on e Missae.
Fol. 152. XIV. Tractato de li difecti li quali possono intervenire nella
messa.
Fol. 311. XV. Parole che disse Sco Hieronimo quando vite el corpo de
Cristo.
Fol. 317. XVI. Tractato sui Novizi.
Fol. 311. XVII. Notizie diverse risguardanti i frati minori.
Fol. 345 v. XVIII v. Regula qualiter debeat novitius informari secundum
S. Bonaventura m.
Fol. 257. XIX. Epistola di Joanni Napolitano ad Silvia vergine e ho-
nestissinfa ne la quale exorta quella a la religione.
Questo Codice fu scritto da un frate Gerolamo de Manfredi da Mantova
che al fol. 232 notò di avere compiuto il Tractatus de preceptis regulae fra-
trum minorum al 21 Novembre 1454. Egli però non pose qui che le iniziali
e H. et H. de Mantua in loco nostro S. Mariae de la Nova Neapoli ». Si
sottoscrisse pure in altri luoghi, ma più esplicitamente al verso del fol. 328.
« Et ego Fr. Hieronimus de Manfredis de Mantua hanc transcripsi in epi-
« scopatu Ferrariae tempore XLU de mense Martii 1479 ». Nell'anno se-
guente in Vigilia assumptionis egli era in « loco Vincendo » . Ma poco deve
aver vissuto dopo questo giorno , perchè non scrisse più che pochi fogli.
Gli ultimi due opuscoli sono di altra mano. Che cosa fosse questo frate
dell'Ordine de' Minori osservanti di S. Francesco non ho potuto trovare. Il
Wadingo ne' suoi annali non ne parla.
Miscellanea Latina sacra. (Cod. N. 326).
Cod. cart. in 8° del Sec XV di fol. 62 scritti e 3 bianchi in 2 col.
Fol. 1. I. Libellus devotus et utilis compositus a domino Johanne Gerson
cancellano Parisiensi de imitatione Christi et contemptu mundi.
Fol. 50 v. II. Orationes Magistri Henrici de Hassia. Magister in Theo-
logia De quinque literis nommis Jhesu.
Fol. 54. III. Consideratio sui.
Fol. 56. IV. Regula honestatis edita a B. Bernardo abbate.
Fol. 57. V. Qualiter verus religiosus debeat ducere vitam suam coram
deo et hominibus.
Fol. 59 v. VI Tractatus fratris Bonaventurae de honestate religiosorum
Fol. 61 v. VII. Oratio Beati Augustini.
È unita al voi. al principio una dotta dissertazione sui trattati che esso
contiene: ed in fine altri quattro fogli di note.
Miscellanea Latina sacra. (Cod. N. 354).
Cod. memb, in 8° del Sec. XV.
I. Epistola B. Eusebii Cremonensis ad Damasum Portuensem Episc. et
ad Theodoricum romanorum senatorem ejus fratrem de morte B. Hieronyrni
doctoris.
II. Epistola Augustini Episcopi doctoris ad Cyrillum de laudibus Hie-
ronyrni.
DI. Epistola B. Cyrilli Episc. Hierosolymitani ad Sem Augusti num de
miraculis post mortem Sanctissimi Hieronyrni.
264 MISCELLANEA
IV. Preces. cuoi indulgentiis (di mano più recente).
É unita a questo volume una nota dell' Abb. Mazzuchelli colla descrizione
del Codice e suo contenuto , e colle ragioni per cui i detti trattati sono
generalmente ritenuti come apocrifi, e così pure le indulgenze per la loro
stranezza.
Misoellanea Latina sacra. (Cod. N. 359).
Cod. parte cari e parte memb. in 8° dal Sec. XV di fol. 175, più 2 di risgoardo
e indice al principio.
Fol. 1. I. Leggeri in rosso: « Incipit Confessio Fr. Antonii de » Il
nome è quasi scomparso, ma pure vi si può leggere de Florentìa archie-
piscopi.
Fra Antonio da Firenze detto generalmente Antonino per la sua piccola
statura, scrisse un trattato sulla confessione, che fu anche tradotto in ita-
liano e stampato più volte nel sec. xv Quello però che qui si trova non è
il testo dell'Arcivescovo Fiorentino. Vi è bensì tenuto lo stesso ordine nelle
materie, e vi si trovano anche delle frasi identiche, ma è un'amplificazione
di Quello che leggasi stampato. Termina al fol. 60 con parole illeggibili.
Fol. 61. II. Incipit tractatus excomunicationum editus per venerabilem
Fr. Franciseum de Platea ordinis minorum , filium quondam famosissimi
doctoris dm Johannis de Platea de Bononia.
Visse questo autore nel sec. xv. Il Vadingo ed il Fabritio citano questa
sua opera. Termina al 106 con una « tabula abreviationum ».
Al fol. 107 vi è una rubrica Juris civilis, ma non oltrepassa le nove
righe.
Fol. 107 v. III. De casi bus diocesanis reservatis.
Questo trattato d'ignoto autore rimane interrotto dopo tre linee al fo-
glio 119; al verso del qual fol. trovasi un frammento che deve appartenere
al trattato de confessione sopra descritto. Al fol. 120 v. leggesi: a L'inter-
« rogatione che se debono fare a quelli che sono in caso ai morte » . Anche
questo frammento dovrebbe far parte del trattato sulla confessione: è però
scritto in due colonne ed è in italiano.
Fol. 121 IV. Infrascripte sunt peregrinationes totius terrae Sanctae quae
a modernis peregri nis visitantur.
Questo opuscolo d'ignoto autore è mutilo , essendo stati tagliati i due
fol. seguenti. Altri quattro rimasero bianchi. Ai fol. 128 e 129 altri fram-
menti del trattato de confessione. — Al fol. 1 30. Orazioni pei moribondi. —
Al fol. 131. Notizia sull'arresto del conte Giacomo Picinino, ed al v. delle
formolo d'assoluzione.
Fol. 132. V. Epistola B. Eusebii discipuli gloriosissimi Hieronymi ad
Damasum episc. et Teodoricum Senato rem Romanorum de morte ejusdem
Hieronymi.
Questa lettera fu molte volte stampata. Al fol. 170 vi è l'indice dei ca-
pitoli che la compongono. Dopo due fol. bianchi ve n$ sono tre altri con-
tenenti preghiere, fra le quali una traduzione in versi italiani della Salve
Regina.
Miscellanea. (Cod. N. 495).
Cod. memb. in 8° del. Sec. XV.
I. Il declaratorio facto per lo capitolo generale de la Congregatane de
li Monachi de la Observantia de S Justina sopra la regola del Padre Bea-
tissimo Benedetto Abb. (mutilo).
II. Frammento de' sette salmi Penitenziali colle litanie tradotte e para-
MISCELLANEA 265
frasate in terzine d'ignoto autore. Dopo un brano di salmo vi è la parafrasi
del De profundis , e del salmo Domine exaudi orationem meam. Indi vi è
una specie di Laude. Confrontati con diverse traduzioni dei salmi che sono
alle stampe non ne ho trovato che corrispondano. Li credo inediti , ed è
peccato che non sia che un frammento, perchè meriterebbero d'essere pub-
blicati. Il cartone di questo Codicetto è coperto di pergamena, dove sono
scritte alcune delle lettere di Cicerone.
i
Miscellanea Latina sacra. (Cod. N. 499).
Cod. memb, in 4° del Sec. XIV di fol. 60.
!. Liber de arra animae B. Ugonis de Sancte Victore canonici regularis
S. Augustine
Ugo di S. Vittore nato in Sassonia era monaco nel convento di S. Vit-
tore presso Parigi, e da esso prese il nome. Benché morisse giovane (a 44
anni nel 1 1 40) lasciò scritte molte opere che furono replicatameli te stampate.
Questo opuscolo è fra gli editi.
Fol. 11. IL Soliloquia B. Ricardi Canonici regularis et prioris S. Victor is
de Parisiis.
Ricardo di S. Vittore prese esso pure il nome dal suo convento nel quale
era priore. Nacque in Scozia e morì nel 1173. Fu amico di S. Bernardo e
del monaco Ugo dell'articolo precedente. Scrisse molte opere che furono
stampate, delle quali il Fabricio diede il catalogo. Vincenzo Beluacense ne
dà altre che rimasero inedite, fra cui trovansi i due trattati di questo Codice.
Fol. 14. III. Trinarium B. Bonaventurae cardinalis.
Fol. 19. IV. Liber Sci Bernardi abb.Ui De diligendo Deo.
Fol. 31. V. Liber Sci_Bernardi abb.,u de precepto et dispensatione.
Fol. 46. VI. Liber Sci Bernardi abb.,u apologeticus ad Wuilielmum ab-
batem.
VII. Devotissima et pulcherrima meditatio sive soliloquium Ricardi de
S. Victore canonici regularis.
Il Codice è mutilo in fine. Al principio, sopra un fol. di risguardo, vi è
la data 1476 sotto cui furono cancellate le seguenti parole che a stento si '
possono leggere:* Iste liber est monasteri i Clarevallensis prope Mediolanum ».
Sotto questa vi è un'altra nota raschiata ed illeggibile. Sullo stesso fol.
vi è notato « Questo Codice era del monastero di Casoreto due miglia da
Milano de' padri Lateranensi comperato li 24 Ottobre 1752 dal Cetti libraio »
Mieoellanea Latina sacra. (Cod. N. 500).
Cod. memb. in 4° del Sec. XIV.
Questo Codice è mutilo in principio ed alla fine. Contiene 39 opuscoli ,
dei quali 33 sono di S. Agostino II primo è di S. Bernardo « De conside-
« ratione ad Eugenium papam », Due sono anonimi: Un'« epistola Prosperi
• ad Augustinum » ed un'altra alla stesso di Hilarii. Vi è unita al voi. la
Rubrica di tutti questi opuscoli.
Miftoellanea. (Cod. N. 579).
Cod. cari in fol. del Sec. XVI di fol. 65 e 5 bianchi.
I Lettera scritta dal N. U. Antonio Ottobon al N. U. Pietro suo figlio,
che fu poi Cardinale nipote di PP. Alessandro Vili. Venezia 1689.
II. Supplica di Pio Enea degli Obizfci all'Ecc."10 Consiglio dei X. Senza
data.
Coiai. Trivulziana (Stampato ti 27 settembre 4883) 34
266 MISCELLANEA LATINA
III. Testamento della città di Caudia.
È una satira politica. Senza data.
IV. Sentenza di Pilato contro Gesù Cristo.
V. Lettere e rapporti di rappresentanti sopra affari interni alla S.m* Re-
pubblica.
Sono della fine del sec. xvn.
VI. Formulari di titoli che usa la Ser.ma Repub. di Venezia con principi.
VII. Lettera di Sultan Mehemet alla Ser.* Rep. di Venezia.
Vili. Lettera alla Ser.™ Rep. di Venezia della fine del sec. xvn.
IX. Lettera dell' Ecc. mo Sig. Alvise Contarmi da Munger alla Ser.""1 Rep.
di Venezia (1624). r
MUoellanea Politica storica. {Cod. N. 595).
Cod. cart. in fol. picc. del Sec. XVII.
Questo Codice contiene 39 documenti de' quali vi è P indice. La maggior
parte risguardano la Corte Romana. Vi sono tre opuscoli di Galileo, il primo
sul flusso e riflusso del mare: il secondo intorno ai Pianeti Medicei: il
terzo diretto a S. Francesco Ingoli intorno ai Movimento del Sole e della
Terra. Vi sono due brevi sunti, l'uno della Storia d* Italia da Galla Placidia
alla morte di G. Galeazzo '.Visconti duca di Milano: l'altro della Rep. di
Firenze dal 1080 al 1454.
Mlfoellanea Latina e Italiana. (Cod. N. 621).
Cod. cart. in 8* del Sec. XVII.
I. Brevis tractatus de poesi scenica.
Questo trattato fu scritto sotto dettatura del P. Alfonso Vagnoni Gesuita,
che fu maestro di rettorica nel 1594 nel Collegio di Brera a Milano , poi
nel 1603 come missionario s'imbarcò per le Indie, ove morì nel 16*0. (Vedi
Bib. des Écrivains de la Comp. de Jesus. Ser. IV, pag. 707).
P. 245. II. Compendi um pbisicae a R. P. Fideli Danielio traditum.
Questi pure fu gesuita e professore nello stesso Collegio di Brera a Mi-
lano, e morì in questa città nel 1616. (Vedi 1. s. e, Ser. II, p. 165).
P. 277. III. Explicatio terminorum logicorum et divisionum.
Pare dello stesso P. Danieli.
P. 282. IV. Argumenta naturalia et rationes irrefragabiles Tacenensium
doctorum naturalium contra centum assertiones Jo. P. Guerrae Seminarii
Med. alumni. An. 1592.
P. 306. V. Sequuntur arguraenta rationes et confutationes doctorum
Tacenensium secundae classis.
Questi sono versi in Milanese macaronico.
P.'32t. VI. Argumentum doctoris nostri pedagogici.
Sono rime nel genere macaronico.
P. 325. VII. Copia di una lettera scritta dallo stesso autore ai Sig. Giov.
Pietro Guerra fatto sacerdote in data 21 Gennaio 1595.
P. 378. Vili. Trattato dell'uomo e regole da seguirsi da chi desidera
conservare la sanità nel modo di vivere.
P. 331. IX. Tragedia pastorale.
Mlfoellanea Latina. (Cod. N. 632)
Cod. cart in fol. picc. del Sec. XV.
I. Elegie volgarmente nttrihnite a Cornelio Gallo. Mancano del titolo e
MISCELLANEA STORICA 267
delle iniziali, probabilmente perchè si voleva farle in rosso. L'amanuense
di questo Codice si uniforma al parere di coloro che fanno autore di queste
elegie un Massimiano, leggendosi in fine deli1 ultima:
Tali bus infectae deponis verba senectae
Scriptas ab Erimaco Maximiano Lupo.
4 m
Il Codice presenta delle notevoli varianti dalle stampate.
IL Priapeja: attribuita a Virgilio.
III. Ovidio. In Ibin.
IV. Satira di Tomaso Seneca contro Basinio de' Basini in versi latini
esametri.
Questo Codice appartenne al prof. Giuseppe Beltramelli eli Bergamo e
vi è sull'ultimo fol. una illustrazione scritta da lui.
Miscellanea di cose grammaticali. (Cod. N. 636).
Cod. memb. in 4° del 3ec. XIV.
Non vi è intestazione: incomincia con una proposizione di cui segue
l'analisi, alla quale ne seguono molte altre. Credo che il Codice manchi di
un primo quacicrno. Al fol. 18 Incipiunt expositiones figurarum. Anche alla
fine il Codice è mutilo e vi furono aggiunti alcuni fol. in carta, contenenti
essi pure delle osservazioDÌ grammaticali sui verbi e sui nomi latini.
MiioeUanea. {Cod. N. 638).
Cod. cart. in 8° del Sec. XV.
L Albertanus Brixiensis. Expositio moralis hujus versus — Secundum
Albertanum..
Termina al fol. 6 ove d'altra mano è scritto: Explicit Albertani doctrina
loquendi et tacendi.
II. Incipit liber dne prudentie de consolatione et Consilio.
È mutilo non essendovi che due fol. Il Fabricio, Bib. lat., T. I, pag. 39,
parla di questi due opuscoli di Albertano Giudice da Brescia. Più corretta-
mente e con maggiori particolari ne scrisse il Mazzuchelli, Scrii d'Italia,
T. I, P. I, pag. 294;
III. Pauh veneti logica.
Non ha nome d'autore , né intestazione. Questa operetta fu stampata
molte volte, e fra l'altre a Milano nel 1474. Anche quésto trattato è mu-
tilo. Non vi sono che 16 fol.
IV. Casus reservati prò quibus solet mitti ad Sedem Apostolicam.
V. Colatio mentalis.
Miscellanea Storica. (Cod. N. 641).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV.
Credo che questo Codice provenga dalla Bib. Saibante di Verona. Lo
desumo dal trovarvisi l'opuscolo di Lauro Qiririni che il P. Giov. degli
Agostini cita come esistente in quella Biblioteca , da cui passarono altri
libri nella Trivulziana, fra i quali il Virgilio in pergamena di Venezia 1470.
Contiene :
I. De urbis Constantinopoleosjactura capti vitateque ad S.m dnm Nicolaum
summum pontificem Leonardi Chiensis humilis Theologiae professoris Mi-
thilenique archiepiscopi historia.
268 MISCELLANEA LATINA
Intorno a Questo importantissimo opuscolo vedasi quanto ne scrive il
Chiar™0 Cornelio Desi moni negli atti della Società Ligure dì Storia Patria,
voi. X, fase. Ili, pag. 302.
II. Quirinus Laurus. De urbis Constantinopoleos jactura ad B. Nicolaum V
Pont. Max."
Questo opuscolo venne stampato dal P. Giovanni degli Agostini nel
I voi, pae\ 216 e seguenti delle Notizie critiche degli Scrittori veneziani.
III. Jsiaorus Card.1" Ruthenus Epis. Sabinensis. De urbis Constantinopoleos
jactura captivitateque.
Fu pubblicato dal Reusner nelle Epistolae Turcicae, lib. IV, pag. 104:
dal Eaynaldo ad an. 1453, N. VI: e da Cortese nel Trattato delle dignità
de' Cardinali, lib I, cap. De Cardinalibus qui aìiquid scripserunt Questo
{>relato si trovava in Costantinopoli legato del Papa per fa conciliazione
ra la chiesa Greca e la Romana quando la città fu presa dai Turchi.
IV. Ad Serenissimum principetn et invictissimum regem Aragonum Al-
phonsum Nicolai Sagudim Oratio De effigie statura moribus et natura regis
Teucroru m et de morte imperatoris Constantinopoleos et Chirbace magni
ducis tempore captivitatis urbis Constantinopoleos, quae fuit anno mccccliii
vigesimo nono Maii etc.
Di Nicolò Sagudino detto anche Euboicus 9 cioè da Negroponte parla a
lungo Apostolo Zeno nelle Dissertazioni Vassiane e cita questo opuscolo alla
pag. 341 del T. I. Nel titolo però vi è qualche leggera diversità.
V. Poemetto latino senza intestazione preceduto da una lettera al Papa,
nel quale si chiamano i popoli all'armi per riprendere Costantinopoli. Nel
preambolo, pure in versi, il poeta che fa parlare l'imp. Costantino il grande
dichiara il proprio nome , cioè Luscus. Èra egli * Vicentino e ne parla con
lode il P. Aug. Gabriele di S. Maria, ma non cita questo poemetto che gli
fu sconosciuto. Ed è parimente da lui ignorata un'orazione del Lusco a
Francesco Sforza la quale trovasi Ms. in questa Biblioteca (Cod. 648). Questo
poema con altri sullo stesso argomento venne pubblicato nel voi. XXII dei
a Monumenta Hungariae histonca » del Sig. Maria Dethier bibliotecario del
Sultano. Egli lo aveva avuto dal Sig. Carlo Hopf che lo aveva trascritto
da questo Codice Trivulziano. Siccome non se ne conoscono altri esemplari
puossi ragionevolmente ritenere che questo sia runico esistente. Mi fu detto
ultimamente che tutte le copie del voi. XXII sovrastato dei Mon. Hun-
gariae furono interamente distrutte, e quindi potrebbe anche essere ritenuto
come inedito, se il fatto della distruzione delle copie è realmente vero. —
Alla fine del Codice, che è assai ben conservato e colla sua legatura orì-
finale vi è sopra due fogli che si raffrontano una carta topografica colorata
i Costantinopoli. Le iniziali di questi opuscoli sono miniate, ad eccezione
del poemetto del Lusco, e della lettera che lo precede.
Miscellanea Latina. {Cod. N. 642).
Cod. cart. in 4° p. del Sec. XV.
I. Leonardi Aretini Epistola.
II. Xenophontis Tyrannus.
III. Isocratis Paranensis admonitio.
IV. Isocratis oratorie de imperio ad Nicoclem Cypri regem, per Carolum
Aretinum e graeco in latinum translatum.
V. Guarini Veronensis in libellum Isocratis ad 111.10 dnm Leonellum
Estensem.
VI. Ejusdem ad Ill.m Pr. D. Leonellum Estensem de Assentatoris et amici
diflferentia ex Plutarco.
VII. Plutarchi de regimine principia liber.
VIII. Hieronymi presbyteri de liberorum officiis erga parentes Epistola*
IX. Jo. Ant. Campani Oratio habita in convento Germanico.
MISCELLANEA LATINA 269
X. Ejusdem epistola Laurentio Mediceo.
XI. Ejusdem óratio babita in funere Baptistae Sfortiae uxoris Federici
ducis Urbinatum.
XII. Ejusdem oratio de vita et laudi bus D. Tbomae Aquinatis.
XIII. Oratio Romae habita jussu Pii Pont. Max. die cinerum 1462.
XIV. Johannis Voltae epistola Barth. Ghalco dum dicat illi Plutarchi
opusculum.
XV. Angeli Politiani Epistola Tristano Chalco 1 489. Laudat Marianum
Genazanensem.
XVI. Dantis Aligherii libellus de Monarchia.
Miscellanea. (Cod. N. 650).
Cod. memb. in 8° del Sec XV.
I. Ex Chronicis return Siciliae.
IL Oratio IH. D. Ippolitae Ducissae Calabriae.
III. Epistola Ducis Calabriae ad dnm Papam 1467.
IV. Pro epistolis dictandis forma Laurentii Aquilejensis.
V. De festis celebrandis et abrogatis.
Il secondo di questi opuscoli, cioè l'Orazione di Ippolita Sforza duchessa
di Calabria da lei recitata davanti al Pontefice, esiste anche nella Biblioteca
Ambrosiana. (Vedi Argelati Scrip. Mediol.). È inedita.
Il quarto opuscolo di Lorenzo d'Aquileja è ricordato dal Ducange e dal
Fabricio, che dice di non saper altro di lui. Credo che anche le altre epi-
stole siano inedite.
Miscellanea Latina. (Cod. N 658).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV.
I. Guarini Veroneusis ad Angelum Corbinekum civem Florentinum in
Plutarchi de liberis educandis translacionem de £iaeco hoc ut sequitur
modo prohemium felici ter incipit.
II. Franciscus Philelphus preclaro equiti Palanti Strozae Salutem. Epistola.
III. Lysiae oratoris funebris Orario prò hiis Atheniensibus qui Corintheis
adversus Lacedemonios auxilium ferentes praelio moriere.
IV. Franciscus Philelphus clarissimo equiti Palanti Strozae Salutem.
Epistola.
V. Lysiae oratoris de Eratosthenis adulteri nece defensio.
VI Ad 111."1 et summura V. et clementissimum patrem dnm Alfonsum
Sctae R. Ecclesiae Cardinalem Francisci Philelphi prefacio in Aristotelis
Rethoricam.
VII. Aristotelis rethorica ad Alexandrum regem.
Alla fine vi è la nota seguente: Explicit ex Padua un Idus May mcccclviii.
Bel Codice assai ben scritto colle iniziali miniate.
Miscellanea Latina. (Cod. N. 660).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV.
t
I. Leonardi Aretini Lino Colludo Epistola.
Fol. 2. II. Magni Basilii Oratio ad Nepotem.
Fol. 26. III. Lini Colludi Salutati Fabula de cancro et vulpe.
Fol. 27. IV. Hic incipiunt proverbia Saloinonis.
Termina al fol. 34. La 1a pagina è miniata. Vi è uno stemma che più
non si riconosce essendo cancellato. Nell'orazione di S. Basilio vi sono molte '
correzioni! essa fu stampata molte volte nel sec. xv. (Vedi Mazzuchelli
Scrittori ItaL).
270 MISCELLANEA LATINA
Miscellanea. (Coti. N. 662).
Cod. raemb. in 4° del Sec. XIII.
I. De contemptu Mundi, poema cum glossis sec. xin.
Di questo poemetto non ho trovato notizie. Ne esisteva una copia nella
Bib. Nani di Venezia. (V. Catalogo Nani, p. 152, Cod. cxvi).
II. Sermones dominicales.
III. Frammento di un Commentario sulla Cantica.
IV. Tessere per sermoni.
Mitoellanea Latina (Cod. N. 682).
Cod. cart. in fol. picc. del Sec. XV.
I. Plutarchi Cheronensis ad Trajanum Imp. Apophtegmata in latinum
translata a Francisco Philelpho. É preceduta da una lettera di questi Ad
Illustrissimum Principem Philippum Mariam Anglum Vicecomitem.
II. Libanii comparatio Alexandri et Scipionis. Tranelatio ignoti auctoris.
III. Guarinus Veronensis suavissimo Jobanni Lamoliae S. P. D. Questa
lettera Contiene l'elogio e la giustificazione dell'Ermafrodite di Ant. Pa-
normita e termina con quattro versi esametri in sua lode. (Vedi Rosmini,
Vita di Guarino, T. IL pag. 46 e seguenti).
IV M. T. Ciceronis De universa creatione ad Tironem.
V. Epistolae Lysimachi regis. Tbeodori. Diogenis et aliorum.
VI. Epitomae Livianae auae vuteo adscribuntur L. Floro.
VII al XXVI. Lettere dei Re di Napoli e di altri Principi italiani.
XXVII. Traduzione latina di un'orazione di S. Basilio sul modo di viver
bene. Senza nome del traduttore.
XXVIII. Traduzione latina del libro di Senofonte Ki/mov sive Tyrannus.
È preceduta da una dedica ad un Nicolaum ; non v'è il nome del tra-
duttore. %
XXIX. Epistola Cosmi Raymundi ad Antonium Canobium (1432).
XXX. Epistola regis Sicihae ad Petrum de Campofregoso Januensium
ducem.
XXXI. De magistratibus Romano rum.
XXXII. Spiegazione delle sigle usate dai Romani
XXXIII. Oratio dm Barni de Sala.
XXXIV. Pii II. Epistola ad Cardinalem Ravennatem.
XXXV. Ejusdem ad Ferdinandum regem: cum responsione.
XXXVI. Epistola Cardinalis Ravennatis ad Sum. Pont.
XXXVII. Epistola ducis Venetiarum ad Franciscum Sfortiam.
XXXVIII. Epistola Francisci Sfortiae ad Christoforum Maurum ducem
Venetiarum.
XXXIX. Responsio ducis Venetiarum Francisco Sfortiae.
XL. Oratio Francisci Aretini ad Paulum II P. M.
XLI. Oratio Card. Cayetani habita Mediol. diexix Maii 1464. Fu recitata
in occasione delle nozze di Ippolita Sforza col Duca di Calabria.
Mitoellanea Latina. (Cod. N. 704).
Cod. cart. in fol. del Sec. XV.
I. Ricius Antonius. Oratio. Non vi è intestazione. Alla fine leggasi la
nota seguente: « Hec suprascripta oratio habita fuit in alma civitate Ver-
« cellarum per Antonium Ricium dei gratta monasterii Sci Ambrosii ma-
* « joris Medi ola ai abbatem et comitem etc. : in sponsaliis IIL^_acMag.ci do-
« mini Gasparis Vicecomitis nomine IU.nii Principis et Exc.ml dni Dni Philippi
MISCELLANEA 271
« Marie ducis Mediolani et comitis Papié , Anglerieque couiitis ac Janue
« dominus , et IU.me domine domine Marie primogenite Ill.mi dni dm
« ducis Sabaudiae in maxima iUustrium principum et magniiicorum fre-
« quentia procerum die xxiiii mensis Septembris hora xx, An. mccccxxvii ».
Bartolomeo Arese nella « Series chronologica Abbatum Mon. Amb. »
pag. 45, dice di Antonio Ricio abbate commendatario nominato nel 1425.
« Quis fuerit et undeexierit non satis co m per tuoi est ». L' Arsela ti no a lo
nomina, e bisogna dire che egli non abbia conosciuta questa orazione, perchè
lo avrebbe almeno ricordato fra gli « Scriptores exteri ». Il Gaspare Visconti
che Qui compare come rappresentante del duca Filippo Maria è quello stesso
che fu mandato ambasci ad ore in Inghilterra , e ai cui vedesi il sepolcro
nella chiesa di S Eustorgio (1). Gli storici narrano che al duca Filippo
Maria Visconti già in lotta coi Veneziani venisse dichiarata la guerra da
Amedeo duca di Savoia nell'Agosto del 1)27. Il Duca di Milano non vo-
lendo avere un nemico alle spalle cercò di far pace col Savoiardo , e l'ot-
tenne sottoponendosi a gravose condizioni. Fu in quella occasione combinato
il matrimonio fra lui e Maria primogenita di Amedeo, che ebbe poi luogo
ai 2 di Dicembre di quell'anno. Nel Guichenon e nel Dumont si leggono
gli atti rogati in quel giorno. Nessun scrittore, neppure il Giulini parla
della cerimonia del 24 Settembre a Vercelli, in cui fu recitata questa ora-
zione che è inedita e che ritengo sia unica, e però di molto pregio.
II. Liber aetatum mundi.
Non ha intestazione: dopo un breve esordio l'autore anonimo parla della
età del mondo e quindi incomincia la Storia che da Giulio Cesare conduce
sino al 1296 , nel qual anno racconta di Marco Polo e del suo libro , del
quale dà un sunto. In fine leggesi : « Explicit liber novorum statum seculi
« nec non de vitis summorum pontificum ac serenissimorum regum et il-
« lustrium genealogiarum principum variorumque etc. mccccxxviii ».
III. Petrarca Franciscus. Ammirabile Oriseliais opusculum. Alla fine leg-
gesi : « Explicit ystoria Griselidis maxime fides conjugalis et constantie
« mulieris dictate et retexta per vatem clarissimum dominum Franciscum
Petrarcham etc. mccccxxviii ».
Miscellanea. (Cod. N. 751).
Cod. cart. in fol. picc. del Sèc. XV.
I. Epistola ScT,ni dm nri supra rosam auream ad Ill.m Principem dnrn
ducem Mediolani transmissam.
II. Pro plenaria papali indulgenza quae concessa est ad ecc Iesi ara raa-
jorem et hospitale novum Mediolani.
HI. Epistola Sci Johannis Chrisostomi consolatoria super exilium quod
sustinebat.
IV. Quid- prò amico faciendum sit narrat S. Ambrosius in libro de Of-
ficiis.
V Hic inferius notantur quamplura notabilia et menti tradenda Tullii
-in I, II, III et IV De officiis.
VI. Sententiae ex Biblia sacra et ex scriptis Scum Patrum.
VII. Declamatio Coliucii Pieri Cancellarli Florentinorum super cohactum
et castum Lucretiae casum.
(1) Nella stessa cappella trovasi il sepolcro della moglie di lai Agnese Besozzi. Nel i .96, epoca
in cai per odio coatro ì titoli si cancellarono anche quelli che si trovavano sulle iscrizioni sepol-
crali fu a colpi di martello spianato il marmo ove stava scritto il di lei casato. Il Litta che pub-
blicò quel monumento lo riprodusse colle lacune che esistono attualmente. Il Valerio il di col
Codice Terrà descritto più sotto ci conservò quella iscrizione che diceva : IN HOC SEPVLCRO
IACET MAGNIFICA DNA AGNES OLIM VXOR EXCELSi MILITIS DOM GASPARIS VICE-
COMITIS QVAE OBHT DIE XXIX APRILIS AN. MCCCCXVII.
272 MISCELLANEA
Vili. Declamrftio Gollucii Pieri Cancel. Floreat. Questio est coram de-
cemviris quid jure civili etatuendum sit de his qui fecerunt Carmen famosuoi
contra aliquem vel ipsum recita verunt.
IX. Invectiva Florentinorum contra arma Comitis Virtutum transmissa
per Colucium (ino Hengiramo de Braschis.
X. Epistola Pogii Leonardo Aretino de condemnatione et supplitio Hie-
ronymi Pragensis eretici.
XI. Invectìva contra Florentinos.
XII. De regimine principimi.
XIII. Enarratio invasionis Turrhorum in regnum Borussicum dno duci
Med. missa et subscripta a Christoforo Mauro duce Venetiarum.
XIV. De morali dicto Trajani Rom. Imper.
XV. Francisci Philelphi oratio funebris prò Mag.00 ducali Senatore Phi-
lippo Borromeo comite etc.
XVI. De amore. Quartina in italiano.
XVII. De quinque nobilibus claris et probis mulieribus nomine et facto
literatis8imis.
XVIII De olimmo otio Diocletiani Imp. Rom. ad statum privatae vitae.
XIX. Sententiae Ciceronis et Senecae.
XX. Epistolae quatuor sine nomine.
XXI. Seguono alcuni fol. bianchi, e vedesi dopo la traccia di altri fogli
tagliati, poi ricomincia il testo con un'orazione acefala sulla necessità di
fare la guerra ai Turchi.
XXIIf Breve Pii IL P. M. ad IU.in Dnm Ducem Mediolani contra Sigismun-
dum Malatestam et ejus filmili hereticos atque scismaticos et aliis fedioribus
etiam sceleribus inquinatos.
XXIII. Epigrammata Timonis et aliorum.
XXIV. Franciscus Petrarca: de vita Solitaria cum epistola Lombardi ad
eundem.
XXV. Tractatus de Aronea et podagra editus a F. Petrarca.
XXVI. Facius de Ubertis: de amore poesis.
XXVII. Epistola post factum de viro ad mulierem cum responso mu-
lieris ad virum.
XXVIII. Questio formata per 111. dnm Marchionem Ferrariae cuidam suo
oratori: « quale hora meglio esser inamorato • .
XXIX. Epistola qua nunciatur Episcopo Cumano pax habita inter regem
Francorum et dnm Carolum.
XXX. Gasparis Sancti Triciensis poesis prò electione Episcopi Cumani.
XXXI. Eiusdem alia poesis dno Simoni Barberio de Burgo Franche
XXXII. Distichon in laudem Ginevrae nimphae pulchernmae.
XXXIII. Epigramma ad Augustinum Albertum grammaticum.
XXXIV. Oratio IH. Due Ipolitae Sphortiae publice habita coram Surnmo
Pontefice an. 1459 in conventu Mantuano.
XXXV. Epistola Johannis Aloysii Tuscani ad Mag. Gasparem Ducalem
phisicum.
XXXVI. Epigramma Porcellii poetae Gaspari Pisavoco ducali phisico
equiti aurato.
XXXVII. Chrysostomus de penitentia.
XXXVIII. Epistola: de morte Com. Alberti Scotti Piacentini.
XXXIX. Quatuor Epigrammata prò eodem.
XL. Oratio habita an. 1462 Bononiae prò funere nepotis Cardinalis legati.
XLI. Epistola ad Regem Poloniae Casimirum et ejus responsum.
XLII. Versi al Principe di Taranto.
XLIII. Componimento in lode della Glor. Verg. Maria.
XLIV. Preces devotae.
XLV. Sentenza sul prestare ad usura.
MISCELLANEA LATINA 273
In fine dell'ultima pagina si legge : _
« Hic liber est mei (il nome fu raschiato) legum doctoris f. q. dni An-
« tonij de Colegio dnoruin Doctorum inclitae civitatis Papié Vicarii et Lo.
« cumtenentis Mag.ci viri dal Antonii de la Eclexia civitatis et districtus
e Cumarnm ducalis benemeriti potestatis sub anno dni mcccclxviii et lxviiii
« ad laudem dni dei Amen.
Miscellanea. (Cod. N. 753).
Cod. memb. in 8° del Sec. XIII.
I. Tractatus Philosophiae. Senza intestazione e nome dell'autore.
IL Hic incipiunt scripta super proprietates Porphirii.
III. Commentum super Categorias Aristotelis.
IV. Commentarium super physicam.
Al principio del Codice vi sono tre fogli di un Glossario latino del sec x.
Alla fine sopra un fol. di risguardo vi sono diverse note, una delle quali
ripetuta due volte ci dà il nome del possessore_del Codice. « Iste liber est
« fratris Roberti Hystale de Y ber ni a ordinis Sce Marie de Monte Carmeli » .
Miscellanea Latina. (Cod. N. 760)
Questo volume contiene sei opere: non sono tutte dello stesso formato,
né della stessa epoca.
I. Iste liber recte titulatur metrologus.
Est ad metrorum culmine certa via.
Cod. memb. del sec. xui di 8 fol. Il titolo suddetto è scritto in rosso.
L'autore è anonimo, e non è ricordato nella Bib. Inf. Lat. del Fabricio. Vi
sono delle note marginali antiche, ma posteriori alla primitiva scrittura
del Codice. Lo credo inedito.
II. Cod. memb. del sec. xv di 10 fol. Il titolo di questo opuscolo è con-
tenuto nel seguente distico che trovasi nella 1* pagina.
« Incipit a magno petramine scripta Tebaldo
« Regula de'longis de brevibusque protis ».
Questo trattato di prosodia è in versi: non è citato dal Fabricio, e lo credo
pure inedito come il seguente.
IH. Cod. memb. del sec. xv, che occupa il verso dell'ultimo fol. del trat-
tato precedente, poi 2 fol. ed il recto del fol. susseguente. È un altro trat-
tato di prosodia in prosa che non ha alcun titolo.
IV. Nicolai Carmen. Cod. memb. di fol. 21 del sec. xv.
Il nome dell'autore ed il titolo sono nel distico seguente che leggesi al
principio:
« Iste liber merito floreale particulatur
« Qui velut est sertum flonbus ex variis.
« Utile dulce tibi varium qui queris habere
« Que Nicolaus delegit carmina quere ».
Né il Fabricio, né il Tiraboschi hanno parlato di questo autore che mise .
in versi dei proverbi e precetti sopra diversi argomenti , come a dire di
igiene, di morale, sugli indizi del tempo ecc.
Lo ritengo inedito.
V. Cod. cart. di fol. 45 del sec. xiv.
In una specie di proemio l'autore dice che trovandosi in Mantova un
Cute/. Trivuliiana [Stampato il 27 settembre 4883) 35
274 MISCELLANEA
maestro di Teologia lo pregò di scrivere Declarationes metrorum Boetii
secundum mensuras eorum. Queste declarationes occupano sino al fol. 26 v.,
dove in seguito ad altro proemio incominciano altre declarationes sulle Odi
di Orazio, ma non oltrepassano l'Ode seconda, ed il lavoro si vede inter-
rotto essendovi solo l'intestazione. Seguono 3 fol. di un quinterno incepto
Mediolani sulla prosodia. Altri 1 5 fol. sono occupati da poesie latine scritte
in diversi luoghi sopra varii argomenti. Una di esse è così intitolata:
Carmina composita in civitate Mediolani de laude ecclesie ùove ejusdem
civitatis, et Ótvristus semper loquitur. Parla in esso certamente del Duomo
che è infatti dedicato alla Vergine incominciando quel carme coi seguenti
versi :
« Nam mihi semper erit munus per secula grattini
« Constructum matrique meae tam nobile templum ».
Il Duomo ebbe principio nel 1 386 , come tutti sanno e come consta da
una piccola lapide coeva che vi si trova. — L'autore deve essere stato agli
stipendi di G. Galeazzo Visconti, giacché in un dialogo fra lui e la Morte
mentre era di guardia ad una delle porte di Piacenza per vietarne l'in-
gresso ai sospetti di peste, dice :
■
\ o Sum vir sum dominator sum missus ab ilio
« Illustrem excelsum noster quem predicat orbis
« Virtutum comitem etc. ». •
Il vedere G. Galeazzo nominato col solo titolo di Conte di Virtù mi fa
credere che questa poesia fu scritta prima del 1395 anno in cui ottenne il
titolo di Duca, e perciò che la peste di cui parla sia quella che infierì nel
1383.
Da altre poesie che diresse Magistro Johanni de Cremona olim magistro
meo si vede che in seguito si erano ritirati nel Castello di San Giovanni
nel Piacentino. Da un altra poesia pare che egli abbracciasse in seguito la
carriera ecclesiastica, e sembrerebbe dal vederlo parlare di Mantova e del
suo Vescovo ch'egli fosse di quella città. Evvi pure al principio un altro
Carmen diretto a Francischi de Boscho domìni Mantuae canzelario , dal
quale appare il suo nome Haec Francisce ttms' mittit tibi Bariholomeus*
Non appare però in alcun luogo di qual casato egli fosse. Il Fabritio non
ne parla, ed io credo che queste poesie, non che le precedenti declarationes
siano inedite. Solo venne pubblicata dall' Ab, Ceruti la poesia relativa al
Duomo prendendola da questo Codice.
IV. Cod. menib. del sec. xm. Sono 13 fol. che contengono frammenti di
cose grammaticali.
Miscellanea. (Cod. N. 761)
Cod. cart. in 8° del Sec. XV.
I. Incipit memoriale sub compendio acquisi tionis civitatis Sanctae Jero
solimae totius terrae sanctae per inclitissimum principem dnm Godefredum
de Bolem (sic) aliosque reges latinos nobiles suos successores temporis pos
sessioni» ac lamentabilis ejusdem perditionis postquam sectatores pseuch
prophetae Mahometi ipsam civitatem sive terram penitus obtinuerunt.
II. Poggii: de varietà te fortunae, situ Indiae , mori bus , animalibus ,
arbori bus, aromatibus, atque gemmis.
liber
III. Leonardi Aretini Isagogicum moralis disciplinae ad Galeottum Ri-
casolanum.
IV. Epistola Leonardi Aretini Bindatio Recasolano.
Questa lettera precede la traduzione fatta dal Bruni della Novella del
Boccaccio. « Tancredi prenze di Salerno etc. ».
MISCELLÀNEA 275
V. Laura propriis virtutibus illustris etc.
Copia della nota scritta dal Petrarca sul Virgilio che trovasi ora nella
Bib . Ambrosiana.
VI. Librum tuum quem nostro materno eloquio ut opinor juvenis edidisti.
Così incomincia la lettera colla quale il Petrarca inviava al Boccaccio
la traduzione da lui fatta della novella Griselda da Saluzzo, la quale viene
in seguito.
VII. Clarissimi ac eloquentissimi Leonardi Aretini historia felicitar in-
cipit.
fi questa la Istoria ossia la Novella di Stratonica narrata in italiano da
Leonardo Aretino.
Vili. In nomine dm Incipit prologus in libro qui dicitur Elucidarius.
IX. Catalogo dei Sommi Pontefici scritto da una mano, da S. Pietro fino
ad Eugenio IV, e da altra da Questi fino a Pio II.
X. Cotnpendium elocutionis lectum ex Cicerone metrice editum per Ja-
cobam Languscum Venetum.
É in esametri.
Miscellanea. (Cod. N. 766).
Cod. cart. in 4* dei Sec. XV e XVI.
I. Francisci Aretini oratio habita Romae in concistorio Mensis Novembris
an. 1464, coram S. P. Paulo IL
Francesco Accolti comunemente detto Francesco Aretino insigne giure-
consulto nato nel 1418, mori, secondo il Baldovinetti, nel 1483. Neil Tira-
boschi, né il Mazzuchelli che parlarono di lui,- e delle sue opere conobbero
questa sua orazione, e la sua andata a Roma nel 1464.
II. Lucianus de calumnia.
Della traduzione del libro di Luciano De calumnia, fatta dall'Accolti il
Mazzuchelli (voi. I, pag. 75) cita un esemplare Ms. esistente nella Lauren-
ziana a Firenze.
III. Bartholomei de Brenzano civis Veronensis in avum suum Nicolaum
funebris Oratio.
Di questi Brenzani Veronesi non ho trovato notizie.
IV. Marci Danduli doctoris et equitis oratoris Veneti apud Albertum
Poloniae regem Oratio.
Il Cicogna nella Bibliografia Veneta non fa menzione di Questa orazione. .
L'Ajgostim nella biografia di lui che inserì nel voi. II degli Scrittori Ve-
neziani a pag. 285 parla bensì della sua ambasciata in Polonia nel 149?,
ma nulla dice di questa orazione certamente inedita.
V. Alexandri Ruinagiae Piacentini Oratio.
Questa orazione ffenne recitata nella cattedrale di Parma alle Idi di Gen-
naio del 1497 pei funerali di Beatrice d'Esfc moglie di Lodovico il Moro.
É scritta con molta eleganza di stile e basti a farne l'elogio il dire che il
Cicerejo uomo dottissimo non sdegnò di fare questa trascrizione di propria
mano. Il Poggiali nelle Memorie Stor. Lett. di Piacenza (T. I, p. 61) parla
di questo celebre giureconsulto ed oratore e delle sue opere , ma non cita
questa orazione, che il Ruinaga recitò all'età di 24 anni quando era da
pochi mesi ritornato dall'Università di Pavia dove avea ottenuta la laurea.
VI. Aurelii Albutii ad IH." Ambrosium Vicecomitem in morte Hermae
fratria consolatoria.
Questa Consolatoria è parimente scritta dal Cicerejo ed è preceduta da
una sua lettera diretta ai fratelli Gilini in cui racconta la morte ed i fu-
nerali di Iacopo Antiquario. L'Argelati non conobbe questa poesia dell' Al-
bozio.
VII. Joh. Petri de Medicis Carmen.
276 MISCELLANEA
Il nome dell'autore di questo Carme trovasi alla fine nei due seguenti
vera :
« Si nomen queris panditur namque Johannes
« Petrus de Medicis est, mihi crede, nomen suum ».
Il Negri (Scrittori Fiorentini) non parla di questo autore. Essendovi a
Milano una famiglia antichissima di quel nome cercai nell'Argelati ed in
altri biografi nostri. Nessuno ne parla. Ritengo però dhe fosse Milanese ,
perchè questo carme è scritto dalla stessa mano delle due seguenti poesie
del Fi 1 elfo che riguardano precisamente questa città. Argomento di questo
carme è la storia di un amore con intervento degli Dei dell'Olimpo pagano.
Vili. • Francisci Phiielphi cantio moralis ad Christum
« Salvatorem et Ambrosi um Pontificem prò pace ».
Credo che questa canzone del Filelfo sia inedita , ed il Rosmini nella
vita di lui non ne fa cenno. Ritengo che sia stata scritta nei primi mesi
del 1450, ouando in Milano, assediato da Francesco Sforza, si faceva sentire
così crudelmente la fame. Egli invoca S. Ambrogio, perchè dia pace a
questa sua città dove Ne grano abòiam ne miglio. Non osa esprimersi troppo
chiaramente, perchè in quei giorni dominava il terrore, ed egli già favo-
rito del duca Filippo Maria Visconti poteva esser creduto fautore dello
Sforza genero del suo benefattore. Invoca Dio che mandi Giuditta a libe-
rare Israello, e cita altri esempi biblici, ma non osa, né vuole imprecare,
né nominare lo Sforza.
IX. Supplicatione di Francesco Filelfo a la Santissima Vergine Maria
per la conservazione de lo gloriosissimo principe Filippo Maria Anglo.
Questa poesia si trova stampata in seguito alla Vita di S. Giovanni Bat-
tista nella edizione fatta da Filippo Mantegazza detto Cassano, a Milano
nel 1494, della quale si trova un esemplare in questa Biblioteca.
X. Epistola Gabrielis Paveri Fontana ad IU.m principem Franciscum Sfor-
tiam data Med. vi Idus Quintilis 1455.
Il Poggiali nelle memorie per la Storia letteraria di Piacenza (T. I ,
pag. 36 e seguenti) riassume ciò che intorno al Paveri Fontana avevano
raccolto il Sassi ed altri autori. Nulla fu più aggiunto ch'io sappia a quelle
notizie. Nel dare l'elenco. delle opere di questo letterato egli tace di questo
e dei due seguenti scritti evidentemente a lui sconosciuti. Nella lettera
diretta a Francesco Sforza l'autore parla della descrizione da lui fatta delle
feste e conviti, che durarono sei giorni per le nozze, di Tristano suo figlio
naturale con Beatrice figlia naturale di Nicolò IH dà Este duca di Ferrara,
vedova di Nicolò da Correggio. Il Litta fa seguire questo matrimonio al
28 di Ottobre 1454. Da questa narrazione appare invece che la sposa arrivò
a Milano il 27 Aprile 1455. L'epitalamio del Filelfo per gli sposi che trovasi
stampato fra le Orazioni nella edizione fattane a Brescia nel 1488 è datata
da Ferrara vm Idus (6) Aprilis 1455: da ciò argomento non essere esatta
la data di questo matrimonio messa dal Litta.
XI. Gabrielis Paveri Fontana nuptialis celebratio ad Antonium Guido-
bonum ducalem apud Veneto* oratorem x Eal. Junias 1455.
XII. Ejusdem Carmen ad Franciscum Sfortiam Mediol. ìv Idus Quintilis
1455.
XIII. Oratio Parentalis prò Antonio de Leyva Mediolani gubernatore.
Miscellanea. (fiod. N. 768).
Cod. memb. in 4° del Sec. XIV, in due colonne.
Il primo fol. di riguardo è del sec. xn : faceva parte di un Messale , e
contiene la Missa prò se et aliis sacerdolUms secondo il rito Romano ; ma
è diversa da quella del Messale in uso al giorno d'oggi.
MISCELLANEA LATINA 277
I. Onesto è il libro d'Albertanò Giudice da Brescia.
Questo trattato Delle sei maniere* di parlare fu composto in latino , e
venne tradotto in volgare nello stesso sec xm , in cui l'autore compose
questa ed altre opere per ammaestramento di un suo figliuolo. Questo vol-
garizzamento fu stampato per la prima volta in Firenze nel 1610 per cura
di Bastiano de Rossi accademico della Crusca. Il testo di questo Codice
{>resenta delle varianti che potrebbero correggere le edizioni che ne furon
atte. Ne parlano l'Argelati, Bib. de' Volgarizzatori, V. I, pag. 31, il Maz-
zuchelli, Scrittori d'Italia, ed altri.
Fol. 11 v. IL II libro di Cato.
Questo volgarizzamento di cui parla l'Argelati, Bib. de* Volg., voi. I ,
pag. 95 e 199, fu stampato dal Manni in Firenze nel 1754. SulFautore di
quest'opera sono da vederci l'Audifredi nel « Catalogus Bib. Casanatensis,
art. Caro », ed il Fabricio Bib. Lat., pag. 680. Sembra che questo opuscolo
sia stato scritto da un mediocre poeta del sec. vii od vm , che diede il ti-
tolo di Catone al suo libro pieno di precetti morali per l'educazione dei
fanciulli.
Fol. 20. III. Libro di Seneca d'ammaestramenti e di altri Savj.
Sarà forse un estratto di alcune sentenze cavate qua e là dalle opere
di Seneca ed altri antichi autori. Non ho trovato memoria nei bibliografi
di questo e dei seguenti opuscoli.
Fol. 23. IV. Sententie e proverbi di Salomone.
Fol. 27 v. V. Versi detti Proveriiorum.
Sono sentenze morali prese, per quanto sembra, da scrittori ecclesiastici.
Fol. 29 v. VI. Libro d'amaestramenti che si chiama Savio Romano.
Sembra una versione letterale dei distici morali , suesposti , di Dionisio
Catone con una certa qual rima per ciascun distico.
Fol. 42 v. VII. Libro de S. Paulo apostolo.
È una raccomandazione della santificazione della domenica, intrecciata
con un dialogo, fra S. Paolo e S. Michele, sulle pene dell'inferno, descritte
a modo di quelle di Dante , dal Santo Arcangelo. Il Fabricio nell'ultimo
tomo dei libri sacri apocrifi, ove narra varie cose attribuite a S. Paolo non
fa cenno di questa, che sembra composta al più presto nel sec. xm.
Fol. 48. Vili. Libro del piato che fece Cristo sulla croce col diavolo.
Anche di questa operetta non si trova menzione nel Fabricio. Sembra
opera del sec. xi.
Fol. 53 v. IX. Cinque chiavi della sapienza.
Sono varie sentenze morali prese da diversi autori e radunate senza
ordine, ed anche senza titolo, giacché quello che sembra esserlo è piuttosto
il principio dell'opuscolo.
Miscellanea Latina. {Cod. N. 774).
Cod. cart. in 8° del Sec. XV.
I. Plinii Veronensis de viris illustribus liber.
Quest'opera qui attribuita a Plinio e che lo fu pure a Cornelio Nipote
è quella che ora viene comunemente attribuita a Sesto Aurelio Vittore. In
questo Codice però non arriva che ad Ostilio Mancino cui vien dato il pre-
nome di Tullio invece di Gajo come si trova in altri Codici e mancano i
successivi capitoli.
Sul verso dell'ultimo fol. ove terminano le vite trovansi alcuni esametri
che contengono una predizione sull'anno 1447, sotto ai quali leggesi:
« Paulus Alfer Spit ano dni hccccIx die xvm Aprilis Sabati ».
IL La seconda parte del Codice contiene poesie e prose de' seguenti
autori.
1. Marrasio Giov. Il Narbone, Bibliografia Sicula, T. IV, pag. 63, cita
278 MISCELLANEA LATINA
di questo autore un poema amatorium elegiaco versu, del quale trovasi qui
una parte se non tutto, riportandosi al Fagello ed al Littora. Dalla brevità
di quell'articolo appare che ben poco si sa e si ha di questo autore che
viveva alla metà del sec. xv. Anche nel voi. I, pag. 159 cita di lui una
Elegia Gemina, ma non vi aggiunge notizie.
2. Maffeo Vegio. Poesie latine.
3. Angelina. Sono poesie responsive al Marrasio di cui sopra. Non ho
trovato sue notizie.
4. PorcelJio. Il Tiraboschi gli dedica nel voi. VI un lungo articolo. Vi
sono parecchie sue poesie in più luoghi del Codice.
5. Ovidii Nasonis in laudem Virgilii Maronis.
6. Petrus Siculus. Poesie latine.
7. Leonardi Aretini. Epistola.
8. Ser Angelo da Faenza: poesie.
9. Costanza da Varano. Il Tiraboschi lodò assai questa donna, della quale
furono stampate alcune orazioni latine, ed aggiunge che si diceva che ver-
seggiasse in latino, ma che egli ignorava se di tali poesie si potesse indi-
care alcun saggio. Eccone uno in questo Codice, che è certamente inedito
ed è forse unico. Il Quadrio (T. II, pag. 202) dice, che scrisse in vèrso eroico
latino, nel quale non fu alcuno che l'avanzasse, ma non dà notizie di queste
sue poesie, ed è da credere che non ne avesse mai vedute.
10. Francesco Petrarca. Visitatio Italiae ac commendalo.
11. Virgilio. Ode. Non la credo di Virgilio e non è di Orazio.
12. Mala testa Boccaccio. Nel Codice e così accennato:
Epitaphium Marchionis Estensis Nicolai per Malatestam Boccacium.
Non no trovato notizie di questo autore.
13. Nalli Rainaldo da Tagliacozzo.
14. Carlo Aretino.
15. Francesco Durante da Faenza.
16. Enea Silvio Piccolomini (che fu poi papa Pio II).
17. Sapho e Phaone: parafrasi latina
18. Lettera del Prete Gianni al Papa.
19. Poesie latine senza nome d'autore.
Il Codice è ben conservato : ha i titoli dei capi e le iniziali in rosso : la
scrittura chiara. Ho notato tutti i nomi degli autori, ma non tutte le loro
poesie.
Miscellanea Greca. [Cod. N. 775).
Cod. memb. in 4° del Sec. XV.
1. Breve delucidazione delle otto parti del discorso scritta da Costantino
Chimaco.
2. Gabrio Greco : nelle favole di Esopo con glosse interlineari : vengono
in seguito sei favole di Esopo, una delle quali cioè quella della Pernice e
del Cacciatore è in versi : le altre in prosa.
3. Sentenze di Catone tradotte di fatino in greco da Massimo Planude
con glosse interlineari.
Varie sono le opinioni sul vero autore dei distici morali che furono re-
plicatamcnte stampati come opera di Catone. Giov. Ilderico Withoff fra
gli altri in una dissertazione che fece stampare in Amsterdam nel 1754
cercò di provare e con ragioni abbastanza valide che il vero autore di queste
sentenze è Quinto Sereno Sammonico medico, che visse ai tempi dell'Impe-
ratore Caracalla. — Il Codice è ben conservato: non è tutto della stessa mano.
Miscellanea Latina. (Cod. N. 817).
Cod. memb. in fol. del Sec. XV.
1. Laertii Diogenis vitae atque sententiae eorum qui in Philosophia
MISCELLANEA MEDICA 279
claruerunt etc. con lettera a Cosimo de' Medici del traduttore Ambrogio
Traversari Camaldolese.
2. Herodotus, de vita Homeri, praemissa Peregrini Allii praefatio ad Lau-
rentina Medicem.
3. P. Virgilii Maronis vita per Donatum Grammaticum edita.
4. Vitae quorundam latinorum poetarum a P. Candido edita.
5. Pomponii Infortunati in M. An. Lucani vitam.
6. Ex annumerati oni bus Eusebii de temporibus per Olympiados poetarum
quorundam latinorum vitae.
7. Verba M. Fabi Quintiliani de Institutione oratoria lib. X cum de poetis
latinis trac tatù.
Questo bellissimo Codice fu scritto a Firenze per il celebre Mattia Cor-
vino re d'Ungheria La legatura è fatta con rilievi nel genere delle arabe.
Nel mezzo si vede scolpita Tarma di Mattia.
Il primo fol. ha una inquadratura tutta finamente miniata in cui sono
ripetuti gli stemmi d'Ungheria e del suo re. Sono pure miniate le iniziali
di ciascuno dei trattati sopra notati. Il Codice è perfettamente conservato.
In un fol. di risguardo alla fine leggesi in lettere maiuscole:
FRANCISCVS SASSETTVS THOMAE _
F1LIVS FLORENTINVS CIVIS FACIVNDV
CVRAVIT. MITI A FATA MIHI
Il Sassetti era un agente commerciale dei Medici, ma era anche cultore
delle lettere. Ebbe tomba in Firenze.
Intorno ai Codici Corviniani vedasi quanto ne scrivo descrivendo l'altro
Codice proveniente dalla stessa Biblioteca, che contiene le opere di Porphirio
(Cod. 818).
Miscellanea Medica. {Cod. N. 836).
Cod. memb. in fol. del Sec. XIV.
Sul fol di riguardo vi sono delineate rozzamente delle figure per di-
mostrazioni chirurgiche, ed una parte del Zodiaco con alcune note. Il testo
incomincia al fol. 1 con una lettera capitale miniata e lo costeggia il titolo
in rosso.
I. Incipit cyrurgia Magistri Guilielmi.
A pie della pagina vi è uno stemma che quantunque un po' guasto
lascia vedere un leone rampante. Termina al fol. 28 v. come segue:
« Explicit cirurgia magistri Guillielmi Piacentini de Saliceto quam ipse
« compilavit in civitate Bononiae ad utilitatem studencium. Millesimo au-
• centesimo sexagesimo octavo 1 268 • .
Guglielmo di Saliceto fu uno de' più riputati medici del suo tempo.
Fece assai belle scoperte sul sistema nervoso che precedettero di molto
quelle del celebre D.r Willis. Secondo il Freind (History of Medicine) fu
professore a Verona, ma il veder notato in questo Codice che compilò il
suo lavoro a Bologna mi fa credere che l'autore inglese abbia preso un
equivoco. In quest'ultima città infatti vi era una fiorentissima Università,
mentre non ve ne fu mai a Verona. Il Saliceto morì circa il 1280. La prima
edizione di questa sua opera è quella di Piacenza del 1476. Venne anche
tradotta in italiano e stampata a Venezia nel 1479.
Fol. 29. II. Incipit cirurgia Magistri Bruni ex dictis sapientum ve-
terum breviter ac lucide compilata.
Fol. 56 v. « Explicit cirurgia Magistri Bruni : si quis vivificat scientiam
« non est mortuus ».
Questo trattato ha la maggior parte delle lettere iniziali miniate con
figure. Il fol. 55 fu quasi tutto levato. Maestro Bruno Lasca Fiorentino fu
^
280 MISCELLANEA
esso pure celebre chirurgo. Venne confuso con un altro Mag.r Branus Loon-
Soburgensis esso pure medico ed autore di un trattato di tal materia. Ve-
asi Giulio Negri Degli Scrittori Fiorentini, p. 113, ed il Fabricio Biblio-
teca Latina, T. I, p. 290.
III. Avicenna. Cyrurgia.
Manca il 1° fol. di guesto trattato che termina al fol. 87 v. colle parole:
« Explicit cyrurgia Avicennae. Amen. Benedicamus domino Deo gratias ».
Vi sono molte iniziali miniate ed altre disegnate a penna in rosso ed
azzurro. Questo trattato venne « Impressum per Johannem de Noerdlingen
« et Henricum de llarlem nel 1482, et Emendata per eximium artium et
« medicinae doctorem Magistrum Petrum Andream Morfianum deYmola».
I Codici della Chirurgia ai Avicenna non sono comuni. Ne esisteva uno
nella libreria Capponi.
Miscellanea di Poesie italiane e latine. (Cod. N. 924).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVIII.
Incomincia col sonetto del Bembo a Clemente VII. Vi sono poesie del
Casa, del Sai and ri, di G. M. della Valle, di Erasmo Valvasone, dei Coppetti,
del Marini, di Dante, di Virgilio e di Orazio.
MisoeUanta Spagnuola. (Cod. N. 940).
Cod. cari, in 8° del Sec. XVI...
I. No vela de Grysel y Mirabella.
II. Doctrinal de los privados que fizo el Marques de Santillana al Mae-
stro de Campo Sant Yago.
III. Coronacion del rey de Romanos facha en Vienna 1495.
IV. Dezir que fizo Diego de Burgos secretano del Marques de Santillana
al rey de Portugal.
V. Coplas que fizo Costana.
VI. Coplas de Yuan de Mena.
VII. A las damas de la reyna (parte in prosa, parte in versi).
Vili. Los seiiales que sera en el mundo quando el antecristo venia a
regnar.
1XT En loar de la nacion de Esparia.
Al principio del voi. vi è la nota seguente:
« Johannes Franciscus Meltius hic scripsitdie xin Junii 1546 ». — Questi
fu il discepolo favorito di Leonardo da Vinci.
Miscellanea. (Cod. N. 951).
Cod. cart. in 4° del Sec. XIX.
I. Memorie e poesie dell'Accademia Gran eli esca copiate da un Ms. di
mano del N. U. Daniel Farsetti.
II. Pugna pugnorum sive Venetiarum pugilatus di Antonio Roggia.
III. Rime inedite del Mag.c0 Lorenzo de* Medici dall' Ab. D. Dalie Laste
tratte da un antico Ms. di Apostolo Zeno ed ora da questo di nuovo esat-
tamente copiate.
IV. Rime contadinesche di Antonio Malatesti copiate da un Codice au-
tografo della Bib. Maglia becchiana da Lod. Coltellini, e da questo tratte dal
D. Dalle Laste.
V. Rime tratte da diversi Mss. di mano dallo stesso D. Dalle Laste.
VI. Diceria di S. Nafissa del Comm A. Caro.
MISCELLANEA 281
VII. Invettiva di M. Bartolomeo Arnigio contro alle barbe lunghe.
VIIL La canzone del Pino di Leonardo Salviati.
Vi sono altre poesie dei seguenti autori: Pietro Aretino — Conte Cesare
— Coppetta Francesco — Caro Annibale — Martelli Vincenzo — Castelvetro
Lodovico — Feretti Giovanni — Leone X.
Miftoellanea di Poesie italiane. (Cod. N. 973).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV.
Mancano i primi otto fol., il nono incomincia col verso della IV canzone
del Petrarca Stetti a mirarla ond ella ebbe vergogna. Seguono altri sonetti
e canzoni dello stesso autore e di altri. Mancano pure tre fol. dopo il 21 .
In fine vi sono 10 fol. non numerati contenenti una canzone e delle ottave
amorose.
Miscellanea. — Stanze. (Cod. N. 9$).
Cod. memb. in 4° del Sec. XVI.
I. Bembo. « Nell'odorato e lucido Oriente ».
II. Luigi Alamanni. « L'O oscuro suo senticr te notte avea ».
III. Lodovico Martelli, a Leggiadre donne' ih cui Tanni d'amore ».
IV. Senza nome d'autore, ma che in altro Codice sono attribuite a Gu-
glielmo Martelli. « 0 vai che siete sotto '1 freddo cielo ».
I nomi de^li autori scritti al principio dei componimenti suddetti sono
di carattere più moderno.
Mitoellanea. (Cod. N. 981).
Cod. cari in fol. picc. del Sec. XVI. '
Appartenne già ad Antonio Migliora, come si vede in calce alla prima
pagina. Sullo stesso 1° fol. leggesi la lettera del Petrarca a Leonardo Boc-
comuzzi, che è la sola che si conosca di lui scritta in italiano, e che si trova
stampata fra le sue opere edite a Basilea.
IL Favola di Narcisso di Luigi Alamanni a Madonna Batina Carrara
Spinola.
III. Elegie dello stesso. Contengono molte lezioni diverse dalle stampate.
Ciò che è più notabile si è che in testa alla prima vedesi questo titolo :
Elegia prima di Luigi Alamanni al Sftg. Senato TrivulUo , mentre nella
stampa esse sono intitolate a Francesco I re di Francia.
IV. Egloga dello stesso « In morte della Costanza de Bardi donna di
Gerolamo Guicciardini ». Quest'egloga è l'undecima delle stampate dal
Giunti.
V. I sette salmi penitenziali di Luigi Alamanni. ,.
VI. Stanze di M. Pietro Bembo.
VII. Stanze di Cristoforo Ser Higi contro le stanze di M. Pietro Bembo,
oer le medesime rime.
Vili. Stanze di Lodovico Martelli in lode delle donne.
IX. Sonetto. « Donne che di bellezze e d'onestate ».
X. Canzone. « Donna del ciel se l'umiltà te el pianto »•
XI. Stanze di Guglielmo Martelli.
XII. Ode di Benedetto da Monte Varchi.
XIII. Elegie dello stesso.
XIV. Androgeo. Egloga di Bardo de Bardi. Questo componimento è pre-
ceduto dalla lettera in prosa con cui l'autore l'indirizza ad Andrea Taddei.
Catti. TrhmUtana {Stampalo il 42 ottobre 1883) 36
282 MISCELLANEA DI POESIE
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I
XV e XVI. Sonetti del Molza e del Guidiccioni.
La lezione del Codice è molto corretta, ed è ben conservato.
Miscellanea di rime di varii autori illustri del Sec xvi. (Cod. N. 982).
Cod. cart in 8° del Sec. XVI.
Contiene poesie dei seguenti:
Achillino — Allegretto — Amanio Nicolò (Cremasco) — Arrigoni —
Mons. Della Casa — An. Caro — Conte Marco (forse C. Marco Thiene) —
Fabri — Guidiccioni Giovanni — Marmetta — Molza — Sellajo — Tacca
(questi non è ricordato dal Quadrio) — Varchi Benedetto — Vi sono anche
poesie di un G. N. ed una canzone senza il nome dell'autore.
Miscellanea di prose e poesie. (Cod. N. 1024).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI.
I. Estratti di precetti rettorici.
II. Fulvio Fiamma. Lettera sull'onore.
HI. Salviati Leonardo: Discorso sulle prime parole degli Annali di Tacito.
IV. Vite, in compendio, del Bembo — Giov. Della Casa — Lod. Ariosto
— Fr. Coppetta — B. Cappella — D. Vernier — Aug. di Costanzo — Gh. Spini
~ Ben. Varchi — Scritte da autore anonimo.
V. Sedici sonetti contro Pier Aug. de Barga.^Sembrano di Fulvio Fiamma.
VI. Sonetti varii di soggetto amoroso, e perifrasi in ottava rima del-
l'Idillio di Mosco Amor fuggitivo^ con una canzone e tre altri sonetti.
Dal contesto di qualche passo di questi componimenti pare siano opera
del Bargeo.
VII. De Rossi Gerolamo, vescovo di Pavia, lettera originale a Benedetto
Varchi, con un sonetto diretto allo stesso.
Vili. Grazzini A. F., detto il Lasca: due sonetti al Varchi. Quello in
fol. volante è alle stampe; l'altro è inedito. Sono autografi.
IX. De Nobili Giulio : tre sonetti a Ben. Varchi con correzioni di questi.
Autografo.
X. Un quadernario di Benedetto Varchi contenente alcuni sonetti, un
frammento grammaticale sulle particelle del discorso : due epistole latine a
Giulio della Stufa. Copie di diverse lettere dirette al Varchi e da esso fatte
trascrivere in un quaderno numerato dalla pag. 1 alla 86. Il carattere
sembra di Angelo Bronzino che in gioventù faceva da amanuense al Varchi.
Ve ne sono di pubblicate, ma molte sono inedite, e meriterebbero d'esser
date alla luce, vi è unito un indice.
XI. Lettere di diversi a Benedetto Varchi. Vi è unito un elenco dei
nomi in ordine alfabetico.
Sono copie del sec. xvi.
MUoellanea di Poesie. {Cod. N. 1028).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII tratto da un Cod. del Sec. XV.
I. Burchiello. Sonetti.
II. Burchiello. Sonetti: con varianti dalla stampa.
III. Sonetti anonimi.
IV. Ser Lupero da Lucca. Sonetti a Castruccio.
V. Castruccio. Sonetti a Ser Lupero.
VI. Landozzo degli Albizi. Sonetto.
VII. Ciano del Borgo. Sonetto.
MISCELLANEA ECCLESIASTICA SÒ3
»
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Vili. Petrarca. Sonetto.
IX. Varianti ai sonetti del Burchiello dell' Ed. di Londra 1757.
X. Varianti al 3° Cap. del Trionfo d'amore del Petrarca dell' Ed. Comi-
niana.
XI. Varianti al Credo di Dante dell' Ed. di Venezia 1758.
XII. Scartato Giovanni. La rotta di Nicolò Piccinino.
Miscellanea di Poesie ed Orazioni. (Cod. N. 1 1 06).
Cod. cari in 8» del Sec. XVIII.
Contiene diverse produzioni che credo siano tutte dello stesso autore
Pietro Pessani, del quale trovasi al principio un poema intitolato Menelao,
che sarebbe diviso in quattro canti, de' quali vi sono gli argomenti. Non
vi è per altro che il solo 1° canto. — Seguono altre poesie dello stesso
autore colle sole iniziali P. P.: indi tre orazioni senza nome d'autore, e
termina colla « Epitome rerum gestarum a Francisco Mauroceno copiarum
« Reipublicae Venetae imperatore ».
Miscellanea Poetica storica. {Cod. N. 1123).
Cod. cari in fol. del Sec. XVI.
I. Canzone intitolata preghiera al Signore.
II. Quirini. Relazione della vittoria riportata dai Veneziani contro ai
Turchi nel 1571.
III. Ad Johannem Austriacum epigrammata duo.
IV. M. Ant. Bebulci Mediolanensis epigrammata.
V. Rime di Pietro Spino, gentiluomo Bergamasco.
VI. Sonetto dello stesso tradotto [in latino da Francesco Morandi Ve-
ronese.
VII. Sommario della capitolazione della tregua e pace stabilita nel 1573
fra il Turco e i Veneziani.
Vili. Canzone in lode di D. Giovanni d'Austria.
IX. Sonetto al S. Pietro Spino.
X. Lo stesso ricorretto.
XI. Ad Johannem Specianum judicem rerum capitalium populorum In-
subriae Carmen.
XII. Olivae Jo. Baptae. ad Caesarem Specianum Cremonae Episcopum car-
mina varia.
XIII. Ejusdem epistola ad Caesarem Specianum.
XIV. Ad eundem carmina.
XV. De comicis versibus.
XVI. Vocabulorum et phrasium explanatio.
Miscellanea Ecclesiastica. (Cod. N. 1124).
Cod.'cart in fol. del Sec. XVI e XVII.
Incomincia con una bolla stampata di Gregorio XIII.
I. Francolino Marcello di Monte Albedolo : risposta ad alcuni dubbii sul
cerimoniale della Messa.
II. Id. De cereo paschali accendendo quotidie usque ad ascensionem.
1585.
III. Lettera sulle cerimonie da usarsi da un Cardinale con D. Giovanni
d'Austria.
IV. Francolino Marcello: risoluzione di alcuni dubbii sulle cerimonie*
284 MISCELLANEA STORICA ECCLESIASTICA
V. Cardinalis S. Severinae ceremoniarum dubia varia ab eodem resoluta*
VI. Galesinus Petrus: Dubia circa dies in quibus Episcopus pontifica-
liter celebrare debet.
VII. Quibus diebus episcopi pontificaliter celebrare debent secundum opi-
nionem Card. S.e Severinae.
Vili. Dubitationes ceremoniarum circa missam quae in Capella regìa
Hispaniarum celebra tur, eorumque explicationes per magistrum ceremo-
niarum SS. D. N. Papae.
IX. De Franchis Curtius canonicus S. Petri : dubia ceremoniarum.
X. Speciano Cesare. Lettere scritte al Sig. Ottaviano Parravicino da
Roma nel 1581, sul rituale che si voleva fare in Spagna; con firme e po-
stille autografe.
XI. Francolinus Marcellus. Dubia ceremoniarum resoluta.
XII. Dubitationes nonnullae prò concilio Mediolanensi circa ceremonias
et explicatio.
XIII. Dubbii di cerimonie per Milano.
XIV. Risoluzioni di dubbii pel Card. Borromeo.
Miscellanea Storica ecclesiastica. (Cod. N. 1 1 25).
Cod. cari in fol dei Sec. XVI e XVII.
I. Pace fra il Ser.mo Duca di Parma ed il Ser.mo Duca di Mantova. 1593
II al V. Lettere autografe dell' Ab. Speciano, del 1594.
VI e VII. Scritture dell'Economo di Milano contro gli ecclesiastici e
specialmente contro il Vescovo di Vigevano.
Vili e IX. Lettere dell' Abb. Speciano a Mons.r Vescovo di Cremona
Nunzio Apostolico in Ratisbona. 1594.
X. Invectiva in Nuncium Apostolicum. 1595.
Ha per titolo: • Nuncio Papae Furioso ». É scritto da un protestante.
XI. Considerazioni sopra il procedere di Mons. di S. Severo et pericoli
et danni che ne possono seguire continuando più lungamente. 1595.
XII. Ragioni per le quali non si può sperare la lega di Polonia con
l'Imperatore, cosi per le cose in sé come per rispetto delh Polacchi et anche
di S. M. Cattolica. 1 596.
XIII. Copia di lettera del 6. Duca di Toscana. 1595.
XIV. Lettera d'ignoto a S. S. a favore del Conte d'ArundelIo inglese,
che si era impegnato di pigliar vivo il Gran Turco, e di condurlo in qualche
luogo di S. S. 1596.
XV. Breve di Clemente VIII a Guglielmo di S. Clemente oratore di S. S.
presso l'Imperatore. 1597.
XVI. Duplicato del precedente N. XI.
XVII e XVIII. Due scritture di Mons. S. Severo colle annotazioni di
Mons. Speciano. 1597.
XIX. Lettera autografa del Card, di S. Giorgio a Mons. Vescovo di Cre-
mona, in cui gli rende conto degli attentati di D. Cesare d'Este e della
scrittura pubblicata contro di lui. 1597.
XX. Capitoli fatti fra la M. Cattolica ed il Marchese del Finale.
XXI. Diploma dell' Imp. Rodolfo sullo stesso argomento. 1598.
XXII. Status ecclesiae Cremonensis sub Caesare Speciano Episcopo.
XXIII. Istruzione data a Mons. Cesare Speciano per la Nunziatura di
Germania.
XXIV. Altre istruzioni date allo stesso nella medesima occasione.
XXV. Ragionamento I. Sul modo con cui dobbiamo udire la parola di Dio.
XXVI. Ragionamento IL Spiegazione del testo « Ego induravi cor Pha-
raonis ».
XXVII. Ragionamento III. Dei travagli che l'uomo sente nel tempo della
morte. -
MISCELLANEA STORICA ECCLESIASTICA 285
XXVIII. Catalogo dei libri e Mss. della Biblioteca di M. Cesare Spedano.
1607.
Miscellanea Storica Ecclesiastica. {Cod. N. 1126).
Cod. cari in fol. dei Sec. XVI e XVII.
I. Lettera al Card. Borromeo del D. Gerolamo Ilurtado sopra i motivi
della sua partenza dalla Compagnia di Gesù.
II. Delle cose che devono osservare i Vescovi nella visita delle chiese e
congregazioni.
III. Relazione dell'infelice successo dell'impresa di Canisia.
IV. Copia di lettera del Card. Borromeo a S. S. su ir introdurre il rito
Ambrosiano a Monza.
V. Relazione di M. Spedano sopra un afere di precedenza nella proces-
sione del Corpus Domini in Cremona.
VI. Discorso sull'utile e danno delle risaie nel Novarese.
VII. Rappresentanza Fatta a S. M. Cattolica a nome del Papa dal Nuncio
apostolico.
Vili. Rappresentanza di S. S. al re di Spagna, sui mali che cagionano
alla chiesa i suoi ministri.
IX. Giustificazione di D. Floriano da Ferrara Ab. di Boara sui disordini
suoi, e de' suoi religiosi. 1591.
X. Capitolo di lettera del Card. Paoletti sopra le qualità che desidera
nel suo Vicario.
XI. Copia di lettera del Card Borromeo sopra l'inibizione fatta fare dal
Governatore di Milano intorno alla vendita dei calendari.
XII. Sententia lata a D. N. Gregorio Xlfl in favorem Hospitalis magni
Mediolani contra haeredes Thomae de Marinis.
XIII. Breve informazione dei Seminari di Milano.
XIV. Dubia in causa jurisdictionis Mediolanensis cum rcsponsionibus
Bernardini Burghesii.
XV. Relazione della visita Apostolica fatta dal Card, di S. Prassede nella
cattedrale di S. Eusebio in Vercelli.
XVI. Lettera autografa di M.r Spedano sopra i commedianti.
XVII. Copia di un memoriale che si doveva dare al Re di Spagna sul-
l'affare della giurisdizione che pendeva fra la corte Asci vosco vile ed il Se-
nato di Milano.
XVIII. Allegazione nella quale si tratta se l'Arcivescovo di Milano possa
tenere la famiglia dei birri armati.
XIX. Discorso sopra le cose de' Veneziani che si mostrano molto fautori
degli eretici e dei Turchi cogli scritti di fra Paolo Sarpi.
XX. Arbore genealogico dei Re di Leone d'Aragona e di Castiglia.
XXL Jacobi Menochii consilium super prohibitione facta a Magistrata
laico de non serenda oryza in prediis uberi bus latisque urbibus vicis et
viis publicis vicinis (stampato).
XXII e XXIII. Due altri opuscoli stampati sullo stesso argomento.
XXIV. Lettera di G. Battista Spedano sulla mala dottrina di due frati
eremitani.
XXV. Regole ed utili avvertimenti per i giovani dell'Oratorio segreto
sotto il titolo et protettone dell'immacolata concezione della gloriosa Ver-
gine emanate dal Card. Federico Borromeo.
Miscellanea Storica ecclesiastica. {Cod, N. 1127).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI.
I. Copia di lettera di S. Carlo scritta alla Sig. Barbara Cornazzano.
IL Risposta del Card. Wormiense all'Oriconio. 1563.
286 MISCELLANEA STORICA ECCLESIASTICA
V*
III. Convenzioni dei PP. della Compagnia di Gesù per lo stabilimento
del loro collegio in Milano con S. Carlo 1566.
IV. Copia di una lunga lettera di S. Carlo Borromeo a M.r Bonomi in
cui si lagna dei Gesuiti. 1571.
V. Capitoli circa i studi et prediche de figliuoli del Seminario.
VI. Copia autenticata di lettera del Card. Borromeo a Mons.r Venegosa.
1569.
VII. Lettera del Re di Portogallo in favore dei prelati contro i laici.
1 569.
VIII. Instrumentum traditionis viridarii et domus, de la Canonica Mediol.
factae per Card. Della Chiesa Cardinali Borromeo^ 1571, con correzioni ori-
ginali.
IX. Lettera del Collegio de' Cardinali, colla quale danno parte al Car-
dinale Borromeo della morte di Pio V, 1572.
La lettera è sottoscritta da Silvio Antoniano. Originale.
X. Forma provvisionis episcopatus, 1563.
XI. Lettera del Card. Della Chiesa al Card. Borromeo sopra il negozio di
Brera, 1572. Originale autografo.
XII. Patenti originali del Card. Borromeo , colle quali nomina a visita-
tori dei conventi i monsignori Ormanetto, Giacobello e Spedano, 1572. Vi
è la firma autografa di S. Carlo.
XIII. Quattro lettere autografe di M. Cesare Spedano al conte Giovanni
Battista Borromeo.
XIV. Due lettere di Paolo Beni procuratore in Roma al Card. Borromeo.
XV. Informatio Archiep. Mediol. prò veneratione censurarum Angliae ,
1575.
XVI. Testamentum Caroli Card. Borromei, 1576.
XVII. Lettera del Card. Borromeo al Re di Spagna.
XVlIbii Documenti per l'erezione degli Oblati.
XVIII al XX. Lettere con firma autografa di S. Carlo Borromeo.
XXI. Copia di lettere del Card. Borromeo al S. Padre sulla giurisdizione
ecclesiastica.
XXII. Lettera con firma autografa di S. Parlo Borromeo al S. Padre
sulla giurisdizione ecclesiastica.
XXII I. Copia di lettera di Antonio Cornago in raccomandazione del Re-
ferendario Vanegas ad istanza del sig. Antonio Perez con un poscritto ori-
ginale.
XXIV Brutte copie di due lettere al Vescovo di Lodi, 1583.
XXV. Lettera originale di Sebastiano Xuarez al Card. Borromeo con
due altre brutte copie.
XXVI. Lettera originale del Vanegas al Card. Borromeo con altre brutte
copie dello stesso.
XXVII. Lettere originali di Matteo Sam.10 vicario apostolico a M. Spe-
dano.
XXVIII. Lettere originali di D. Eutichio Vimercati sugli abusi da to-
gliersi. Segue la nota dei monasteri di monache governati dai chierici re-
golari.
XXIX al XXXI. Lettere originali del Referendario Vanegas.
XXXII. Lettere originali di Gerolamo Binaschi al Card. Borromeo.
XXXIII. Lettera originale di M. Spedano al Card. Sfondrato.
XXXIV. Lettere spagnuole dirette al Card. Borromeo.
XXXV. Promessa di pagamento di Sebastiano Xuarez al Card. Borromeo.
XXXVI. Lettera originale del Card. Alessandrino (Ottavio Parravicini
Comasco, 1584) al Padre Priore di S. Domenico di Bologna.
XXXVII. Quod facere sacrum sit a Sanctis Patribus receptum.
XXXVIII. Instrumentum cessionis factae per D. fratres de Specianis in
D. Caesarem eorum fratrem de redditu annuo Scutorum 360.
XXXIX al XLII. Lettere autografe al Card. Borromeo del Refer. Vanegas,
MISCELLANEA STORICA ECCLESIASTICA 287
di Sebastiano Xuarez, di M. Speciano e di fr. Felice Piacentino con memo-
riali e documenti.
XLIII. Lettera autografa di S. Carlo Borromeo a Mons. Speciano.
XLIV. Lettera autografa di Lanfranco Regna , in cui parla della morte
di S. Carlo.
XLV. Relatione delli Seminari et collegi di Milano et fuori che erano
governati dal Card, di Santa Prassede.
XLVI. Copia di lettera dei S. Padre al Re di Spagna, 1586.
XLVII. Regulae Seminarii Novariensis, 1590.
XLVIII. Copia di lettere di M.r Speciano al Marchese Del Finale.
XLIX. Due lettere originali del G. Duca di Toscana al Vescovo di No-
vara.
L. Promemoria al Card Mattei Vescovo di Cremona.
LI. Promemoria al Card. S. Giorgio risguardante il Collegio Elvetico.
LII. Decreto imperiale originale , con cui viene ingiunto al Vescovo di
Cremona di far pagare il sussidio di 20 mila scudi d'oro per la guerra
contro il Turco.
LUI. Copia di lettere di Mons. Vescovo di Cremona al presidente Bono,
1603.
LIV. Breve sunto dell' attentato contro Enrico IV re di Francia nel 1594,
ed espulsione de' Gesuiti
Lv. An et quando clerici teneantur ad custodiam et reparationem mu-
rorum civitatatis , 1 605. Vi è unita una lettera autografa del prete Gian
Battista Rainaldi.
LVbiI. Attestato originale del Card. Pompeo Arrigoni per M. Speciano
Vescovo di Cremona.
LVI. Due lettere colla firma autografa di Mons. Speciano ed unito me-
moriale a S. M. Cesarea.
Miscellanea Storica ecclesiastica. {Cod, N. 1128).
Cod. cart. in fol. dei Sec. XVI e XV11.
I. Responsio catholicorum ad scriptum Ducum Saxoniae filiorum Johannis
Federici.
IL Lettera del Cav. Lussi alli Signori dei cantoni Cattolici onde mandino
genti in aiuto della corona di Francia 14 Maggio 1562..
III. Memoriale dato a Mons. Commendone su quello che dovrà fare in
Germania, 1560.
IV. Memoriale ad PS. PP. Paulum IV in favorem Coloniensis electi.
V. Lettera dei Signori Legati al Concilio perchè si leggesse nella Con-
gregazione Svizzera, 1563.
VI. Copia di lettera del Card. Borromeo, 12 Ottobre 1569, in cui si tratta
dell'unione de* PP. Barnabiti cogli Umiliati.
VII. Altre lettere sullo stesso argomento.
VIII. Lettera del colonnello Lussi ai SS. Svizzeri, 1578.
, VHP1*. Lettere dei SS. dei sette cantoni Svizzeri al Vescovo di Como ,
1578. (Era M.r Volpi che fu mandato dal Papa legato in Svizzera. Esiste
Ms. la sua corrispondenza presso la famiglia Franchi a Como).
IX. Lettere e corrispondenze dei SS. Svizzeri, 1578 e 1579.
X. Trattato del Teologo della cattedrale di Cremona contro la falsa dot-
trina del Teologo della Rep. Veneta (fra Paolo Sarpi).
XI. Conclusione di alcuni teologi Spagnuoli sul tema se si possa sco-
prire e nominare un complice in confessione (In Spagnuolo).
XII. Declaratio formae regiminis status Clivensis tempore infirmitatis
Ducis, 1592.
XIII. Ultima regiminis forma concepta die xi Decembris 1592 a Ducissa
et consiliariis tam catholicis quam haereticis subscripta.
288 MISCELLANEA STOBICA ECCLESIASTICA
XIIlb». Quitanza di denaro e spese di casa del Nuncio apostolico in
Boemia, 1592.
XIV. Ragguaglio e consecutivo memoriale di Margherita Lambertenghi
per essere dispensata dal voto di castità (sec* xvi).
XV. Concordia inter Carolum Card.™ Principem Lotharingiae et D.m Jo.
Georgium March.™ Brandeburgicura prò Episcopato Argentinensi, 1593.
XVI. Instructio cujusdam Commissari ad Ducissam Clivensum transmissa
cum relatione in margine, 1593.
XVII. Nonnullae quaestiones super regimine ducatus Clivensis cum ea-
rundem disceptatione.
XVIII. Orazione fatta in Venezia al Doge per levare ai PP. Gesuiti l'U-
niversità di Padova.
XIX. Epistola Jacobi Avellanedae Rev. Dom. Gaspari a Quiroga Ep. To-
letaho.
XX. Relazione del negotio trattato con l'Imperatore in Ratisbona sopra
l'elezione del Re de' Romani, 1594.
XXI. Querela Principissae Sibillae sororis Ducis Juliacensis contra Du-
cissam Jacobam Ducis uxoris, 1595, 28 Januarii.
XXII. Responsum Papae ad quaedam petita Ducissae.
XXIII. Instructio comissarii Papae ad Duc.ro Clivensem transmissa.
XXIV. Lo quo S. Majestad ha mandado responder a los punctos princi-
pales de lo que al Nuncio le ha propuesto da parte de S. Santi tad, 13 Mayo
1596.
XXV. Cesareo passaporto dell'imp. Rodolfo a favore del Nuncio aposto-
lico M. Speciano.
XXVI e XXVII. Due altre carte Cesaree originali in tedesco a favore
del suddetto Nuncio Speciano.
XXVIII. Risposta del re di Francia Enrico IV alli punti propoetigli dal
Primo Presidente di Parigi per impedire la restituzione dei PP. Gesuiti.
XXIX. Passaporto originale dell Imp. Rodolfo accordato a Mone. Speciano
che ritornava in Italia dalla sua Nunziatura di Germania, 1598.
XXX. Passaporto originale del Cav. Vendramin ambasciatore Veneto a
favore di M. Speciano all'occasione del suo ritorno in Italia, 1598.
XXXI. Altro passaporto imperiale, originale a favore del suddetto Mon-
signor Speciano, 1599.
XXXII. Altro passaporto in tedesco come sopra.
XXXIII. Scrittura stampata per sostenere che devesi osservare il costume
antico nel sedere in Consiglio, 1599. (Deve essere cosa riguardante Cre-
mona, benché non vi sia nominata , stantechè i sottoscritti sono tutti di
famiglie Cremonesi).
XXXIV. De la felicissima muerte del vey D. Felipe II, 1598.
XXXV. Lettere scritte all' Ecc.100 Duca di Lerma ed al Conte di Fuentes
sopra le cose di Lombardia. Sono di M. Ves. Cesare Speciano, di cui vi sono
delle aggiunte autografe. Sono del 1603 e 1604.
XXXVI. Copie di lettere con correzioni autografe di M. Cesare Speciano
a S. Santità giustificandosi di accuse fatte contro di lui.
XXXVII. Memoria sulla famiglia Speciano: autografo di M. Cesare Spe-
ciano. (Sono diversi fol. separati).
XXXVIII. Traduzione delle lettere del Gran visir Linan Pascià all'Im-
peratore chiedendo se vuol pace o guerra e sollecitando il pagamento del
tributo.
XXXIX. Bandi della Regina d' Inghilterra per la religione.
XL. Discorso sull'affare di religione e sul negozio coi Veneziani , e del
loro contegno colla corte di Roma.
XLI. Protesta fatta da Giacomo Picaglia stampatore della corte del Giap-
pone.
XLII. Carta geografica del Giappone, 1589.
MISSALE ROMANUM
ad USUM
CARDINALIS ESTENS1S
Codice N?2J65 Pagina U-2^5
Fé t m, ^ M,lAM BlniipA C Ferrano • ft-J
Foiofr*£ Dilla- Croce ;
MISCELLANEA STOEICA ECCLESIASTICA 289
i
Miscellanea Storica ecclesiastica. (Cod. N. 1129).
Cod. cari in fol. dei Sec. XVI e XVII.
I. Ordine di S. M. Cattolica circa il conferire gli uffici, 1588.
II. Ordini per Tarmata navale contro l'Inghilterra fatti dal Duca di Me-
dina Sidonia, 1588.
III Relatione de Parmada (che si prepara contro l'Inghilterra, 1588).
IV. Discorso nel quale si dissuade S. M. Cattolica dall'Impresa contro
l'Inghilterra, 1588.
V. Discorso del priore D. Eternando , nel quale si persuade l'impresa
d'Inghilterra, 1588, in spàgnuolo.
vi. Discorso nel quale si dissuade S. M. Cattolica dal far lega col Turco.
VII. Discorso sopra l'impero, sopra le forze e sul modo di governo del
Turco.
Vili. Discorso del capitano Luigi Cobreta portato a S. S.tà dal Nuncio
Taverna, sul modo di vincere facilmente il Turco e gli eretici (autografo
in spàgnuolo).
IX. Parere del marchese di Santa Crux circa quello che convien fare
per rimediare ai danni degli Inglesi.
X. Discorso a S. M. Cattolica di quanto è da farsi per l'impresa d'In-
ghilterra.
XI. Pragmatica para los tratamientos y cortesias. (Stampato 1586)
XII. Pregon (grida) para la buena governacion d'està corte. (Stampato
1585).
XIII al XVIII. Sei lettere autografe di S. Carlo Borromeo e di M. Cesare
Spedano.
XIX. Epistola Mariae Reginae Scotiae Paulo ante ejus caedem scripta ad
Sixtum PP. V, 23 Nov. 1586.
XX. Memoria al presidente di Castiglia da sottoporre a S. M. Cattolica.
(Vi sono delle correzioni che sembrano di mano di S. Carlo).
XXI. Copie di diversi capi di riforma trattati con S. M.u ^Cattolica.
XXII. Relazione di tutto quello che il Vescovo di Novara M.r Spedano
trattò con S. S.u a dì 4 Agosto 1589.
XXIII. Epistola Filippi II Hisp. Regis missa Cardinalibus 1559. Questa
lettera spuria fu stampata.
XXIV. Epistola Àrchiep. Evorae ad Romanum Pontificem prò Gestiitis,
1588.
XXV. Operazioni nelle quali un buon Vescovo si deve occupare.
XXVI. virtù della pietra di porco spino mandata dal Vescovo di Evora.
XXVII. Copia di ricetta mandata alla Regina Elisabetta d'Ungheria.
XXVIIL Nota degli Arcivescovadi e Vescovadi di Spagna e loro rendite.
XXIX. Concessione della Santa Crociata, 1584.
XXX. Sentenza di Sisto V contro il Vescovo di Teano.
XXXI. Lettera a S. M. Cattolica sopra alcuni abusi. (Non è firmata, ma
ha il sigillo di M.r Spedano Vescovo di Novara, e mi sembra di sua mano).
É del 27 Aprile 1589.
XXXn. Constitutio Sixti V Collegi Cardinalium, 1586. (Stampata).
XXXIIbli. Copia di una lettera dell' Imperatrice al Card. Madruzzi, 1588.
XXXIII. Parere sulla liberazione dell'Arciduca Massimiliano, 1588.
XXXIV. Due brevi di Adriano VI, 1 523.
XXXV. Decreto ministeriale sui titoli dei Cardinali, 1587.
XXXVI. Memoriale a S. S. sugli aggravi che si fanno ai Vescovi Napo-
letani.
XXXVII. Risposta al suddetto Memoriale.
XXXVIII. Risposta del Consiglio di Napoli all'Arcivescovo di detta città,
1580.
CmtmL TrUmUUma {Stampato il 31 ottobre 4883) 37
t
290 MISCELLANEA STORICA
XXXIX al XLII. Indices quorundam gravaminum in regno Neapolitano,
1587.
XLUI. Inconvenienti che risultano dalla bólla delle crociate.
XLIV. Besozzi D. Giorgio. Sulla milizia da farsi, 1588.
XLV. Breve contro l'immunità ecclesiastica concessa a Milano, 1586.
XLVI. Relazione sulla compagnia dei Bianchi in Napoli, 1588.
XLVII e XLVIII. Brevi di S S * al Re di Spagna sulla creazione dei
Cardinali.
XLIX. Altro breve per la promozione al Cardinalato di Ascanio Colonna.
L. Nota degli auditori e consiglieri di S. M. Cattolica.
LI. Minute di lettere al Re di Spagna e lagnanze contro i ministri.
LII. Minute di altre lettere del 12 Maggio 1583. Queste due sembrano
di mano di M. Spedano.
LUI. Altra lettera sottoscritta da M. Spedano.
LIV. Lettera autografa di M. Spedano a S. Carlo.
LV. Lettera autografa di S. Carlo a M. Spedano.
LVI. Sulle riforme e tasse delle abbreviature.
LVII, LVIII e LIX. Nota taxarum et abbreviaturarum Nuncii Apostolici.
LX. Relazione dei rumori di Parigi, 1588.
LXI e LXII. Instructio circa modum procedendi contra Canonicos Va-
lentinenses.
LXIII. Lettera di M. Spedano al Tesoriere generale con firma autografa
e correzioni.
LXIV. Copia di una lettera al Card. Alciato riguardo agli Svizzeri, 1572.
LXV. Registro di cose del Card. Borromeo. (Sono documenti e lettere
risguardanti gli affari della chiesa).
LXVL Copia di lettere del Card. Borromeo (affari colla Svizzera).
LXVII. Discorso del Card. Borromeo sugli Svizzeri.
LXVIIL Lettera autografa di M. Vescovo di Vercelli (Gian Francesco Bo-
norai Cremonese) al Vescovo Speciano.
LXIX. Ventisei documenti risguardanti gli affari degli Svizzeri e della
- Germania della seconda metà del sec. xvi Sono importanti per la storia
della Riforma e del Concilio di Trento. Vi sono alcune lettere autografe di
M.r Bonomi Ves. di Vercelli.
LXX. Breve di Sisto V al Re Cattolico per la creazione di nnovi Cardinali.
LXXI. Altro allo stesso pel negozio dei Gerolimiti di Portogallo.
LXXIL Altro per la canonizzazione del Beato Diego.
LXXIII. Fede del Card. Caraffa per ricever novizi nella Religione.
LXXIV. Procura di p. Pietro de' Medici nella persona del Cav. Gianfi-
gliazzi per contrar matrimonio, 1582.
LXXY. Giudizio dell'Inquisizione sul libro di Rufino.
LXXVI. Orcio signaturae gratiae et justitiae.
LXXVII. Decretales literae prò Canonizatione S. Didaci.
LXXVIII. Lettera del Card. Borromeo a Mons. Cormiglia protonotario
apostolico. Vi è la firma autografa di S. Carlo. Prezioso volume per lo storia
del Concilio di Trento e della Riforma, e per gli autografi.
Miscellanea Storica. (Cod. N. 1130).
Cod. euri io fol. dei Sec. XV e XVI.
I. Concessione fatta dall' Imo. Ottone al Marchese Alderano di Sassonia
delle terre giacenti sul fiume Tanaro, 967. (Stampato).
IL Memorie storiche risguardanti alcuni luoghi della Pieve d'Incino.
III. Dichiarazione di Renato Re di Sicilia eletto arbitro fra il Duca Fran-
cesco Sforza ed il Marchese di Monferrato, nella quale ordina che il Duca
di Milano restituisca Alessandria (col sigillo e la firma autografo del Re
Renato).
IV. Conia cavata dal Messale della basilica di Sant'Ambrogio* della re*
lezione della incoronazione di G. Galeazzo Visconti, 1395.
MISCELLANEA STOBICA MI
V. Capitolimi datii panis et carnium teme Abiati, 1432.
VI. Catalogo di famiglie Cremonesi, sec. xy.
VII. Donatio facta Duo Ludovico Titioni per Comunitatem Vercellarum
de loco Decianae, 1411. Vi è unito il Discorso sopra il fatto di Desana e
ragioni sul Marchesato del Finale.
Vili. Approvazione di Filippo Maria Visconti del privilegio accordato
nel 565 alla famiglia Tizzoni dall' Impera tor Giustiniano. (Spuria)
VIIIbU. Lettere del Concilio di Basilea esortanti alla pace quelli di Francia,
1432 (in pergamena).
IX. Lega fra il Conte Francesco Sforza ed il Marchese Pallavicino, 1432.
Copia del sec. xv
X. Istromento di autorizzazione conferito dal Consiglio dei Novecento ai
capitani e difensori della libertà e Comune di Milano a prender denaro , e
vendere beni dello Stato, 1449, 26 Marzo. Al li 10 del seguente Maggio
venne confermata tale facoltà.
XI. Processo intentato da Luigi e fratelli Sanse verino contro la Comu-
nità di Lugano e sue valli , che si erano ribellate contro il loro dominio
feudale, 1467. Copia del sec. ivi.
XII. Capitoli iella pace seguita fra il Duca di Milano e il Duca di Savoia,
1469. (Copia del tempo).
XIII. Nota di cittadini Milanesi creati cittadini di Lodi. Sec. xv. Vi è
unita una nota delle casate Milanesi che hanno beni in altre città dello
Stato.
XIV.'De feudo et territorio Fraschati, 1480.
V. Pro decima solvenda ab universo clero Mediol. ex ordine pontificio
prò defensione civitatis Ferrariae, 1483. Originale.
XVI. Ordine del Magistrato straordinario a favore dei creditori, dei ban-
diti ivi notati, 1500. Copia del tempo.
XVII. Due gride di Lodovico aII Re di Francia contro i ribelli, 1500.
Stampate in Quell'anno.
XVIII. Grida dei deputati del R. Parlamento per la sospensione di tutte
le cause civili e criminali, 1500. Copia del tempo.
XIX. Lettere del Re Lodovico XII , colle quali accorda diversi privilegi
alla città di Cremona, 1509.
XX. Indulto accordato da Francesco I Re di Francia a diversi cittadini
Milanesi suoi ribelli, 1516. (Copia del tempo).
XXI. Decreto di Francesco 1 re di Francia, Duca di Milano, con cui proi-
bisce la nomina di nuovi impiegati onde ne sia ridotto il numero , come
a' tempi di Lodovico XII, 1519 (Copia del tempo). #
XXII. Decreto di Luigi XII relativo alla giustizia punitiva e legislativa
nello Stato di Milano, 1509. (Copia del tempo]
XXIII. Lettera di Francesco I . con cui vien nominata una Giunta per
la spedizione degli affari criminali, 1519. (Copia del tempo).
XXIV. Lettere reali di Francesco I a favore del Tribunale di Provvisione,
1519.
XXV. Misura del circuito della città di Milano. Vi sono uniti due decreti
del Lautrec. Porta, la data 1 8 Dicembre 1 520. Vi è in seguito la misura che
aveva nello scorso secolo.
XXVI. Breve di Clemente VII a favore delle monache del Lentasio di
Milano, 1532. (Copia del tempo).
XXVII Attestato di G. B. Sella notaio di Imola per il Rev.d0 Sig. D. Gia-
como di Cisterna, 1522. (Originale).
XXVIII. Capitala et conventiones inita per Eq. Biliam nomine Ducis
Mediolani Francisci II cum Cesarea Majestate, 1525.
XXIX. Per T alloggiamento dei soldati nella parrocchia di S. Babila sotto
il Duca di Borbone, 1526. (Copia del tempo).
XXX. Copia remissionis civitatis Astensis in Caesaream Majestatem, 1529.
(Copia del tempo).
292 MISCELLANEA STOBICA
XXXI. Capitoli della confederazione fra l'Imperatore, il Re d'Ungheria,
la Beo. Veneta ed il Duca di Milano, 1529. (Copia del tempo).
XXXII. Privilegio di Leone X a favore delle monache ai S. Vincenzo di
Milano, 1521. (Copia del tempo).
XXXIII. Capitoli e convenzioni fra il Duca di Milano, gli Otto cantoni
Svizzeri ed il Marchese di Marignano per la resa di Musso e Lecco, 1532.
(Copia del tempo).
Vi sono uniti altri capitoli firmati nello stesso giorno fra le stesse
parti.
XXXIV. Sentenza del Senato nella causa delle monache del Lentasio ,
1532. (Copia del tempo).
XaXv. Breve di Clemente VII a favore delle monache di S. Vincenzo
di Milano, 1532. (Copia del tempo).
XXXVI. Regolamento di Francesco II Sforza «Duca di Milano riguardo
agli Ebrei, 1533. Stampato.
XXXVII. Consilium Rev.° Fr. Bernardini de Busto super expulsione
Hebreorum a civitate Medi ol ani. (Sine anno). Stampato nel sec xvi.
XXXVIII. Capitoli di pace tra il Sommo Pontefice, l'Imperatore ed il
Re di Francia, 1538. (Copia del tempo).
XXXXIX. Transumptum privilegii donationis factae a Carolo V favore
D. Antoni i de Leyva, 1540.
XL. Attestazione isterica del cognome Attendolo, e della Contea di San-
t'Angelo concessa dal Duca Francesco Sforza a Matteo Bolognino castellano
di Pavia, 1452. (Stampato nel sec. xvn). *
XLI. Supplica di Marco Beacqua, onde riscattare beni confiscati. Sec. xvi.
XLIL Decreto di Carlo V Imp. per l'amministrazione pubblica nel Ducato
di Milano, 1545.
Miscellanea Storica. v {Cod. N. 1131)
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI e XVII.
1. Ricorso per far sloggiare una meretrice dalla contrada ove abitava la
Marchesa Stanga Trivulzio ed altri Signori. (Senza data, sec. xvi).
IL Dichiarazione fatta dall' Imp. Carlo V in seguito al trattato di Crepi
sul matrimonio fra il Duca d'Orléans e l'Infanta di Spagna figlia di Sua
Maestà.
III. Luca Lossetto. Descrizione del combattimento fatto in Campagna .
ed entrata del JJg. Principe di Spagna in Brusselles il 1° Aprile 1549 di-
retta al Vicario e XII di Provvisione di Milano. (Originale).
IV. Varie memorie sopra i maestri di scuola eia eleggersi nella città di
Milano, 1556. (Originale).
V. Entrata delrEcc.mo Duca Cosimo de' Medici in Siena al 28 Ottobre
1560. (Copia del tempo).
VI. Copia della Bolla di Pio V sopra l'abbazia di Morimondo.
VII. Relatio Annibalis Crucej Presidis Senatus contra Episcopum Nova-
riensem, 1574.
Vili. Grida sulle miniere di piombo , d'argento e di ferro che sono in
Valtellina, 1576.
IX. Relatione della congiura di Parma, 1611. (Copia del tempo).
X. Risposta del Duca d Urbino a S. M. Cattolica di adottare per succes-
sore un Principe di Piemonte, e sommario della capitolazione di S. M. Cat-
tolica col Duca d'Urbino.
XI. Copia di un breve di Pio V sopra la prepositura di Corbetta , 1586.
XII. Decreto di Rodolfo Imp. diretto a Carlo Emanuele Duca di Savoia
in favore dei Vescovi di Vercelli contro i Conti di Cocconato, 1587. (Originale).
XIII. Approbatio Apostolica conventionis initae inter Collegi um Brai-
dense et R. Praepositum Bruziani (1591).
MISCELLANEA STORICA 298
XIV. Istruzione di D. Scipione de Castro al Duca di Terranova designato
governatore, dello Stato di Milano.
XV. Carte e documenti relativi al feudo di Zuccarello. (Sec. xvi, in parte
originali).
XVI. Ordine per riparare ad alcuni disordini nell'Ospedale di S. Celso ,
colla nota delle Signore deputate. (Sec. xvii).
XVII. Capitoli inserti nell' instrumento rogato dalSig. Annone il 27 No*
vembre 1655 circa l'elezione del Tesoriere della città di Milano.
XVIII. Capitoli per la conservazione del perpetuo magazzino de' grani
che si voleva fare m Milano. (Sec. xviii).
XIX. De indignatone Bonifecii PP. Vili contro Philippum Francorum
regem. (Segue siagli stessi fol. una lista di apparizioni di Comete, e di fatti
relativi ai rapi.
XX. Relazione dell'ingresso di S. M. R. in Possovia, 1618. (Copia del
tempo).
XXbi\ Alexandri Rhaudensis votum de stipendila, 1620. (Correzioni ed
aggiunte autografe).
XXI. Documenti riguardanti D. Pedro Giron Duca d'Ossuna Viceré di
Napoli.
XXII. Lettera del Re di Spagna, colla quale conferma nella carica di
governatore di Milano il Duca ai Feria (1621).
XXIII. Copia di una lettera scritta dal Duca di Savoia alla Rep. di Ge-
nova, 1624 (relativa al feudo di Zuccarello).
XXIV. Catalogo degli Uffici dello Stato di Milano.
XXIV1*. De Sancto Yvone confessore.
XXV. Regolamento per il medico che dovrà risiedere giorno e notte
nell'Ospedale di Milano. (Sec. xvu).
XXVI. Sopra le riparazioni da farsi alle mura della città di Milano.
XXVH. Copia di lettere sopra alcune vertenze fra i Duchi di Modena e
di Mantova. (Sec. xvu).
XXVIII. Nota di pittori, scultori ed architetti morti dal 1642 in poi
(cioè sino al 1680).
XXIX. Lettera, stampata, sull'origine e condizione di Antonio Allegri
detto il Correggio *1 71 6. Vi è in seguito il testamento, pure stampato, del
Correggio.
XXX. Copia di lettera di un rinnegato tornato alla fede. Buda 12 Agosto
1683.
XXXI. Memorie storiche da Ottone il grande al 1630. Sono in francese.
XXXIbi*. Sentenza di assolazione di Antonio Ravizza appaltatore delle ri-
parazioni di Novara, 1709, (Stampato).
XXXII. Dichiarazione dell'Oracolo Turchesco sulla di lui durata. (Sec. xvu).
XXXIII. Controversia fra le monache di S. Paolo, ed i PP. Barnabiti.
XXXIV. Supplica data al Senato dal General Casnedi contro suo figlio.
XXXV. Trattato di pace del 16 Marzo 1731.
Miscellanea Storica. (Cod. N. 1132).
Cod. cari, in fol. del Sec. XVII.
I. Instructio Concilii generalis in Comitiis Norimbergensibus die 14. Aug.
1542, facta per Hieronymum Verollum.
IL Istruzione al Nunzio di Polonia per il Concilio Tridentino e per la
riduzione degli eretici.
III. Istruzione di M.r Costanzo a Gerolimo Mazza rei li.
IV. Istruzione a M.f Cipriano [per presentarsi al Papa ed al Card. Bor-
romeo.
V. Istruzione originale delle cose del Concilio di Trento data dai R. Le
gati a Federico Pandolfo, 9 Aprile 1562.
VI. Istruzione data a Nicolò Ormanetti per Baviera, 1563.
294 MISCELLANEA STORICA
VII. Istruzione per l'ambasciatore del Principe di Condé,
Vili. Istruzione all'Abb. di S. Gildas data dal Re di Francia per nego-
ziare con N. S. sopra il ritorno del Card, di Ferrara.
IX. Istruzione originale portata dall'Arcivescovo di Lanciano li 8 Giugno
1562, sottoscritta da 5 Cardinali in Trento.
X. Istruzione a M r Agostini Nuncio di N. S. al Ser.mo Re de' Romani
per Mons. Patriarca di Aquileja, 1558.
XI. Istruzione originale data da M. Ferrerò.
XII. Istruzione data dal Biondo d'ordine di Eugenio IV nel 1442 al Ve-
scovo di Brescia.
XIII. Bando del Re di Portogallo contro i Cambi (stampato).
XIV. Copia dell'Istruzione del Re di Francia al Concilio.
XV. Istruzione data dal D. Statilo al Card. Morone sopra le cose di Ba-
viera, 1563.
XVI. Sommario delle risposte fatte dall'Imperatore ad alcune particolari
proposte del Vescovo di Fano.
XVII. Instructio Julii III prò securitate Episcoporum residentium contra
impedientes jurisdictionem et libertatem ecclesiasticam et personas ecclesia-
sticas offendentes.
XVIII. De testibus Synodalibus et eorum officio.
XIX. Sommario delle grazie che desidera impetrare da S. S.u il ma-
gnifico Reggimento di Bologna.
XX. Istruzione di Giulio III a D. Pietro di Toledo quando fu mandato
all'Imperatore dopo la sua assunzione al Pontificato accaduta li 16 Febbraio
1550.
XXI. Istruzione come sopra portata dall' Ab. Rossetto quando fu mandato
da S* S.à in Francia.
XXII. Istruzione portata da Mons. di Tolone destinato Nuncio al Re Cri-
stianissimo.
XXIII. Discorso sopra le cose del Concilio (di Trento).
XXIV. Istruzioni a M.r di Fano per la Germania.
XXV. Sommario dell' espedi tione di un Nuncio Apostolico.
XXVI. Articuli propositi prò compart. cum regna Bohemiae.
XXVII. Archiepiscopi et episcopi S. R. I. in Germania.
XXVIII. Articuli propositi in dieta Augustana, 1559.
XXIX. Lettera e giudizio sopra l'Orazione dell' A rei v. di Salerno in morte
di Carlo V Imp. fatta in Napoli.
XXX. Memoriali per espedir Comissari Apostolici sopra l'abbondanza e
la forma dell' espedizione coi brevi.
XXXI. Prohemium testamenti Cardinalis Poli.
XXXII. Statuta collegii Conimbricensis.
XXXIII. Muscornus Hier. : quod archi di aconus Concordiae non sit obno-
xius residentiae.
XXXIV. Censura in Theatrum vitae humfcae.
XXXV. Ricordi intorno ai Regolari del Card. Borromeo.
XXXVI. Pro reformatione fratrum S. Francisci.
XXXVII. Ragioni per le quali si mostra che alli Ordini mendicanti non
si devono levare li conventi dove non stanno dodici frati da coro.'
XXXVIII. De tollendis monasteriis parvis.
XXXIX. Pii IV Pont. Max. Oratio Romae habita in Concistorio de Con-
cini Tridentini decretis, morumaue reformatione confirmandis.
XL. Declaratio S. D. N. Pii V super derogatione Concilii Tridentini.
XLI. Modo tenuto dal Conte Palatino d'Isemburg nel deporre l'Arcive-
scovo di Colonia.
XLII. Sentenza del Vescovo di Lodi contro i frati Umiliati per l'archi-
bugiata contro il Card. Borromeo Arcivescovo di Milano.
XLIIL Lettera del Vescovo vecchio di Forlì al nuovo sopra le qualità
di quella chiesa.
MISCELLANEA STORICA 295
XLIV. Relazione del transito di Mons. D'Adda, 1569.
XLV. Copia d'una lettera del S. Astorre Baglione scritta nel 1570 sopra
la perdita di Nicosia.
XLVI. Copia di una lettera di Mons. Francesco Mangi Tarugi al Car-
dinale Borromeo.
XLVII. Pri mariae preces Imperatoris quae niagis expectative reprobatae
sunt dicendae, sed in Italia non admittuntur.
XLVIII. Copia di una lettera al S Card. Borromeo pe rli padri di S. Ge-
rolamo in materia di Brera.
XLIX. Descrizione dell'Oratorio di S. Gerolamo a Roma.
L. Pro die Stationis S. Mariae della Navicella et quod eodem die non
sit in ecclesia S. Mariae Majoris
LI. Quod per errorem in M issali sit dictum oleum cathecumanorum esse
miscendum.
LII. Materiae ordinariae cum datario.
LUI. Salariae quae solvuntur a depositario Gabellae studii per mandato
111. DD. Conservatorum.
LIV. Lettera del S. Gabrio Serbellone dopo la perdita della Goletta e
di Tunisi, 1574.
LV. Lettera del Card. Vescovo di Verona sopra la vita del Card. Bor-
romeo.
LVI e LVII. Providenda circa notarios.
LVIII. Narratio eorum quae vidit Nicolaus PP. V quando S. Francisci
corpus vidit
LIX Racconto di quanto operò S. Francesco d'Assisi.
LX. Risposta fatta in nome di Papa Pio V dal Card. S. Clemente alla
protesta dell' ambasciatore di Massimiliano Imp. sopra la dignità concessa
al Gran Duca di Toscana.
LXI. Disordini dei frati in alcuni monasteri di monache alle quali si
dovrebbe provvedere.
Vi è dopo questo numero una lista dei Grandi di Spagna colle loro ren-
dite, e cosi pure degli Arcivescovi e Vescovi.
LXII. Avvertenza al Nuncio pel viaggio di Spagna.
LXIII. Ragioni per le quali è bene fare li Vicari perpetui nelle chiese
collegiate.
LXIV Discorso sopra il finir presto la guerra di Fiandra.
LXV. Copia di alcuni brevi di Gregorio XIII.
Vi è frammista a questi brevi la sentenza di Pilato contro Gesù Cristo»
ed una lettera di ignoto autore sopra S. Francesco d'Assisi.
Mi*o*ilanea Storica. Geremoniali. Precedenze. Voi. l.(Cod. N. 1133).
Cod. cari, in fol. dei Sec. XVI e XVII, in parte stampato. *
I. Diploma di Carlo V Imp., col quale nomina Cosimo de' Medici Gran
Duca di Toscana, 1537.
II. Ragioni di precedenza tra il Duca di Ferrara e il Duca di Firenze,
15 Maggio 1562 (stampato).
III. Dichiarazione di Pio V a favore del Gran Duca Cosimo de' Medici ,
27 Agosto 1569.
IV. Decreto del Consiglio Aulico Imp. per la precedenza tra il Duca di
Modena e quello di Firenze, 1572.
V. Consulta relativa alla precedenza e rango fra il Marchese della Flo-
rida, come Castellano di Milano, ed il Marchese d'Este generale, 10 Gennaio
1587.
VI. Dispaccio di Filippo II Re di Spagna, col quale si determina il rango
tra i generali della gente d'arme dello Stato di Milano ed il Castellano di
detta città, 1587.
296 MISCELLANEA STORICA
VII. Copia del Breve di Clemente Vili al Conte di Fuentes Capitano
generale dello Stato di Milano per il baldacchino in Duomo.
VIP* Altro in risposta alle lettere del suddetto presentategli dal Conte
Renato Borromeo, 1600, 26 e 28 Ottobre.
Vili. Lettera che tratta del cerimoniale preteso da un Principe genera-
lissimo nell'entrare in città, 1615.
IX. Discorso se l'Almirante nella visita del Sacro Collegio doveva visi-
tare i Cardinali d'Este Grimaldi e Vaienti e fermar la carrozza incontrandoli.
X. Scrittura data fuori in Mantova sul trattamento degli ambasciatori, 1622.
XI. Carte relative alla questione seguita fra i Dottori ed i lx Decurioni
della città di Milano in causa di precedenza, 1622.
XII. Dispaccio del Re di Spagna relativo al Consiglio seèreto, 1622, 23
Luglio.
XIII. Dichiarazione della Congregazione dei riti relativo all'uso del bal-
dacchino per gli abbati Cassinosi, con altra breve scrittura sullo stesso ar-
gomento.
XIV. Precedenza nella Corte del Duca di Savoia dei nipoti del Marchese
d'Este ai figli naturali di S. Altezza. Seguono carte relative. 1647.
XV. Lettera intorno alla precedenza fra il Governatore dell'armi a Mi-
lano ed il Conte Giovanni Borromeo, 1647.
XVI. Decreto del Governatore di Milano nella controversia di rango e
precedenza fra il Mastro da campo generale D. Giov. Vasquez de Comedo
ed il Conte Giovanni Borromeo, 31 Maggio 1647.
XVII* Descrizione del trattamento fatto nel 1649 all'Ambasciatore della
Rep. di Lucca Cav. Romano Garzoni venuto a Milano a complimentare la
Regina di Spagna moglie di Filippo IV.
XVIII. Informazione circa il trattamento da farsi dalla R. Corte di To-
rino all'Ambasciatore di Francia.
XIX. Informazioni circa il trattamento da farsi dalla Corte di Savoia al
Sig. Marchese d'Este.
. XX. Humillimae preces ad Caesaream R. Majestatem Raynaldi Ducis Mu-
tinae prò titulo et praedicato Serenissimi conferendo.
Seguono le istruzioni, le note e confessi delle spese, ed altre carte re-
lative.
XXI. Carte relative all'anzianità del Cav. Alfonso d'Este nella Religione
di Malta.
XXII. Lettere di Paolo Clerici sui trattamenti fatti dal Duca d'Ossuna
all'occasione della sua entrata in Milano, 17 Gen. 1670.
XXIII. Lettera del Marchese d'Este al Principe di Castiglione in materia
di trattamento, 12 Nov. 1670.
XXIV. Lettera circa i predicati che sono dovuti alla casa Gonzaga, 1671 .
XXV. Istruzioni e carte relative al trattamento stabilito colla Corte di
Modena per la casa dei Marchesi di S. Martino d'Este dovendosi recare a
quella Corte, 1672. Seguono altre carte relative.
XXVI. Consulta per avere da S. M. il Re di Spagna la forma del trat-
tamento dovuto dai Cardinali ai nuovi Ambasciatori, 1682.
XXVII. Lettere sopra le distinzioni pretese dalla Sig. D'Anna Suarez
nella chiesa di Rivolta, ed altre lettere del Vescovo di Cremona in tale oc-
correnza, 1686.
XXVIII. Lettera intorno al rango spettante al Sig. Principe Rasini , 30
Maggio 1690.
XXIX. Lettera rapporto al trattamento del Marchese di Caravaggio, 1691.
XXX. Lettera scritta da Vienna al Marchese d'Este in ordine ai titoli
e trattamenti dovutigli dai signori Elettori, 8 Febb. 1696.
XXXI. Istruzione del cerimoniale stabilito fra l'Arciduca Carlo ed il Re
di Portogallo.
XXXII. De precedentia quam fratres strictioris Observantiae D. Francisci
S.Mariae Giardini Mediol praetendunt ab aliis Ordinibus religiosis (stampato).
MISCELLANEA STORICA 297
Miscellanea Storica. — Precedenze cerimoniali. Voi. IL (Còd. N. 1135).
Cod. cart. in fol del Sec XVIII.
I. Lettere del Conte Codebò al Marchese d'Este circa il trattamento
Sresso la Ser.°* Corte di Modena tanto in massima di udienze che in tempi
i visita e conversazione, 1702.
II. Consulte , informazioni e lettere relativo alla preminenza di rango
nel Consiglio Secreto tra il Castellano di Milano ed il Marchese d'Este ge-
nerale, 1708 e 1709. Seguono molte carte e lettere relative, fra le quali
alcune del Pria. Eugemo di Savoia.
III. Lettere ed appuntamenti riguardanti lo stabilimento del rango nelle
pubbliche funzioni dovuto al Consiglio Secreto in concorso degli altri Tri-
bunali di Milano, 1708 e 1709.
IV. De praecedentia inter DD. Regentes ac DD. Senatores Mediolani intra
et extra Senatum, 1717. ,
V. Descrizione delle cerimonie ed etichetta seguite nell'occasione che il
Maresciallo Visconti delegato di Carlo VI conferì rinvestitura di Siena e
di Porto Ferraio ai S. Duca di Toscana G. Giastone, 1730, 3 Agosto. La
descrizione è di mano del Marchese D. Gabriele d'Este e vi sono unite altre
carte sullo stesso argomento
VI. Relazione fatta dal S. Don Nicolò Lunati maestro di cerimonie presso
il Governo generale della Lombardia Austriaca, della funzione seguita in
Milano all'occasione del contratto matrimoniale dell'Arciduca Ferdinando e
la Principessa Maria Ricciarda Beatrice d'Este.
VII. Differenza insorta nel Carnevale del 1768 fra il S. Conte Confalo-
nieri primo ciambellano di S. A. I. la Princ. Maria d'Este e gli Ecc."11 Con-
siglieri di Stato e sua terminazione. (Seguono carte relative).
Vili. Elenco delle funzioni a cui sono in forma pubblica intervenuti i
SS. Governatori di Milano.
X. Catalogo dei Cavalieri e Dame che non saranno ammessi alla Corte
se non proveranno la loro nobiltà: colla lettera, colla quale sono stati av-
vertiti dal Tribunale Araldico, 1772.
X. Nota delle Dame ammesse per grazia agli onori di Corte con lettera
7 Marzo 1777.
XI. Protesta fatta per ordine di Mons. D. Filippo Visconti Arcivescovo
di Milano per la mala intelligenza accaduta nella Basilica di S. Ambrogio,
comune a quel Preposto e Capitolo, 1785.
XII. Osservazioni sull'ordine delle mute che all'occasione del matrimonio
fra l'Arciduchessa Maria Teresa ed il Duca d'Aosta accompagnarono il
R. Commissario Conte Lascaris, 1789.
XIII. Elenchi generali delle dame e cavalieri che godono accesso alla
R. Ducal Corte.
Miscellanea Storica. (Cod. N. 1136).
Cod. cart. in fol. dei Sec. XV, XVI, XVII e XVIII.
I. Consensus Guilielmi Marchionis Montisferrati super sententiam et ar-
bitramentum inter condominos Castilioni et comunitatem et homines dicti
loci, 1477. (Originale).
II. Lettera sul memoriale dato al Re di Francia dal Conte Luigi Maria
Fieschi sopra le sue pretese sui fondi del fu Conte Gian Luigi Ineschi e
dichiarati decaduti dall' Imp Carlo V nel 1547.
in. Monitorium contra Frane. Filibertum Ferrarium Fliscum Principem
Massarani, 1621.
IV. Bando contro il Principe di Masserano.
V, Editto del Principe di Masserano, 1621 (stampato).
Coiai Trivnbiana (Stampato il 31 ottobri 4883) 38
298 MISCEUANEA STORICA
VI. Sentenza capitale contro il Marchese Scipione Del Carretto, 1590.
VII. Galeani Prospero. Memoriale per le cose di Somasio , di Montone ,
Roccabruna e Turbia e carte relative.
Vili. Feudi delle Langhe di Varzi, Cella, ecc. e loro pertinenze possedute
dal Duca Sforza Cesarini.
IX. Ricorso di Domenico del Campo del luogo di Cairo, feudo imperiale
delle Langhe.
X. Informazioni dei feudi imperiali della Lunigiana principato di Massa,
e principato di Val di Taro.
XI. Comunità di Bassigheri per il sale.
XII. Conti di Lingueglia consignori di Castellarla, di Cosio ecc. e la
Ser™ Rep. di Genova.
XIII. Cessione di Alessandria, Valenza e della Lomellina fatta da S. M.
Cattolica al Duca di Savoia, 1707.
XIV. Feudi di Robbio, Vinzaglio, Casalino ecc. concessi da S. M. Catto-
lica al Marchese di Mauleon.
XV. Pro domino Marchione Raynaldo Malaspina coatra Mar.De> Morellum
et Paulum Malaspina super feudo Madrignani.
XVI. Opuscoli e carte riguardanti Parma.
XVIL Congiura di Parma.
XVIII. Verità della procedura del Duca di Massa alla morte di Carlo II •
Re di Spagna.
XIX. Fatto succinto in seguito alla confisca dei beni del Conte Rinaldo
Tettone, 1597. É relativo alla roggia Langosco Busca.
Miscellanea Storica. {Cod. N. 1137).
Cod. cart. in fol. in parte stampato
I. Sabbioneta e Gazolo : pretese del Principe di Stigliano su quei ter*
ritorii contro la casa Gonzaga.
IL Carte sopra la questione fra alcuni Signori Cremonesi e il Duca di
Parma per alcune alluvioni del Po.
III. Discorso giuridico politico per la vendita di Pontremoli fatta alia
Repub. di Genova dal Contestabile di Castiglia, con carte relative.
IV. Monferrato e Mantova: scritture varie.
Miscellanea Storica. (Cod. N. 1138).
Cod. cart in fol.
I. Copie di diplomi, trattati, lettere ecc. pel feudo di Finale della fami*
glia Del Carretto.
IL Zucoarello feudo carte diverse.
III. Genova e Finale, carte diverse.
IV. Cocconato, feudo dei Conti Radicati, documenti.
V e VI. Idem.
VII. Morra, feudo nella diocesi d'Alba, dei Falletti.
MUeeUanea Storica. (Cod. N. 1141).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
I. Lettre de M. N. à M. N. sur les aflaires du temps (riguarda gli aflari
politici dell'Europa nel sec. xvii).
II. Privilegium Ducatus Mediolani etComitatus Papiae, 13 Octobris 1396.
(E il dell' Imp. Venceslao con cui accorda il Titolo di Duca di Milano a
Gian Galeazzo Visconti).
MISCELLANEA STOEICA 299
III. Risposta data dal Papa (Alessandro VII) alle lettere del Re di Francia,
1662, 12 Settembre.
IV. Relation individuai de la entrada publica que hizo en està corte
de Lisboa l'Exc." Conde Stampa ambaxador de S. M. el Rey de Espana
(1708).
V. Litera apostolica Alexandri VII nobili Bertucio Valiero duci Vene-
tiarum (1657).
VI. Risposta al manifesto di Francia. (Da Vienna 1688).
VII. Lettera al Granduca di Toscana, 26 Marzo 1688.
VIII. Lettera scritta dai Corsi esistenti in Corsica ai Corsi che sono fuori
dell'isola (1732).
IX. Ragioni allegate dai Corsi per la loro sollevazione.
X. Osservazioni sopra la condotta tenuta dal Ministro di Portogallo sugli
affari dei Gesuiti.
XI Lettera relativa all'espulsione dei Gesuiti, 1759.
XII. Lettera del Princ. di S. Severo sopra l'affare dei liberi Muratori,
1751.
XIIL Osservazioni del Sig. Agostino Terzaghi fisico sopra il discorso
fatto da altri fisici sopra la preservazione e cura delle persone che sono
nelle terre appestate, 9 Giugno 1576.
XIV. Vani epitafi antichi cavati da un libro manoscritto di Andrea Ai-
ciato.
XV. Epistola Io. Iac. Aellii Francisco Alciato.
XVI. Epistola Io. Iac. Aellii Barthol. Cribellio.
XVII. Epistola Io. Iac. Aellii Francisco Alciato.
XVIII. Epistola Viti Mariae Scaragi Io. Iac. Aellio, 1563.
XIX. Epistola Io. Iac. Aellii Francisco Alciato, 1562.
XX Epistola Ant. Maj oragli Nicolao Sicco, 1553.
XXI. Preces in reductione regni Angliae ad obedientiam sedis Aposto-
licae (in pergamena).
XXII. Ordine della Regina di Spagna al D. d'Ossuna, 1671.
XXIII. Discorso fatto al Re di Spagna dal rappresentante della Rep. di
Genova, e sua risposta.
XXIV. Lettera, spagnuoia, sulla incoronazione del Re d'Ungheria a Re
di Boemia.
XXV. Relacion de los gaxos pension y zacion y libreas que tenia el
cavalerizo major en casa dell' Imp. Carlo V.
XXVI. Copia di lettera scritta dal Sig. General di Dalmazia al Sig. Conte
Lelio Piovene. Questa lettera non ha data, ma dovrebbe essere della seconda
metà del secolo scorso. Contiene la relazione delle feste a cavallo date in
Vicenza per onorare la persona del Sig. Benedetto Capello, capitano in
quella città.
MUotllanea. (Cod. N. 1 142).
Cod. cari in fol. del Sec. XVlII.
I. Capitolo satirico in terza rima contro la Corte di Roma.
IL Poesie per la vittoria riportata dal Maresciallo Daun contro i Prus-
siani nel 1757. Ve ne sono alcune latine dell' A bb. Catenoni, e del P. Re-
nolio ed altre italiane del Marchese d'Este di S. Cristina generale, dell'Abate
Frugoni e del Marchese Gorini.
iti. Rezzonico: carattere di Clemente XIII e di varii altri personaggi
della Corte, Giugno 1766. Vi sono nominate diverse Principesse Romane
IV. Alcune ricerche sulla vita di Frane. Petrarca.
V. Meditazioni sull'economia stercoraria*
VI. Discorso sulle Università.
VII. Notizie tratte da libri autentici sulla Certosa di Pavia.
VIII. Memorie antiche di Lodi vecchio quando era città.
300 MISCELLANEA STOBICA
IX. Memoriale breve di diverse cose successe in Lodi vecchio in diversi
tempi.
X. Epoca di varii Vescovi della città di Lodi sino all'anno 1145.
XI. Pianta delle provvidenze prescritte da S. M. per il regolamento della
città e prov. di Lodi, 13 Ottobre 1755.
XII. De origine Langobardorum et de regimine civitatis Mediolani.
XIII. Notizie storiche di Tasserà , Serio , Pusiano e Carcano terre della
fieve d'Incino, e della battaglia qeguita fra i Milanesi e gli Imperiali ned
160.
XIV. Notizie della terra e castello di S. Colombano.
XV. Origine ed avvenimenti di Treviglio. (É mutilo).
•
Miscellanea Storica Milanese. (Cod. N. 1143).
Cod. cartin ibi del Sec. XVII, parte stampato.
Riguarda specialmente la parte giuridica e non tratta che affari del
sec. xvii.
«
Miscellanea. (Cod. N. 1144).
Cod. cart. in foL del Sec. XVII.
I. Montalto Antonio: della Monarchia di Sicilia e giurisdizione pretesa
dai Monarchi.
IL Documenti, brevi, convenzioni, privilegi relativi alla medesima.
III. Carte contro la pretesa immunità dei Sacerdoti di Pavia che pre-
tendono di essere esenti dal concorrere ai ripari del Ticino.
IV. Contro le spoglie dei preti in Napoli.
V. Religione dei Cav. di Malta ha bisogno di riforme.
VI. Lettera di fra Cosmo da Lucca sullo stesso argomento diretta a
Mons. Spedano, 1581.
VII. Trattato sulla medesima riforma.
Miscellanea Storica di Pavia. {Cod. N. 1160).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
È una miscellanea di notizie senza ordine. Vi è unita un'incisione della
celebre Torre del pizzo in gvU% ora demolita.
Miscellanea Storica. (Cod. N. 1161).
Cod. cart in fol, del Sec. XVI.
I. Istruzioni ai Vescovi di Fano , Verona e Ferentino destinati Nuncii #
con facoltà di legati in Germania.
II. Istruzione al Sig. Latino luvenale per Francia.
III. Istruzione al Rev. Sfondrati legato alla M.1à Cesarea.
IV. Lettera dell' Imp. Massimiliano al Sacro Collegio sopra i titoli dati
ai Duchi di Ferrara e di Mantova, 1575.
V. Lettera del Card. Morone decano del Sacro Collegio all' Imp. Massi-
miliano circa la revocazione dei suddetti titoli.
VI. Lettera del Card.- Farnese a M.r Del Giglio, 1550 (autografia).
VII. Istruzione e lettera di Ferrando Gonzaga al Conte Camillo Casti-
glioni di ciò che ha da narrare a S. S., 1551 (autografa).
VIII. Sette lettere autografe del Vescovo Tolommeo al Card. Farnese.
MISCELLANEA MILANESE 301
IX. Lettera del Card. Maffeo al Card. Farnese» 1552 (autografe).
X. Lettera del Card. Morone al Vescovo Giovio.
XL Discorso sulle cose di Parma. (Credo sia di M.r Tolommei).
XII. Breve di Pio II al Duca d'Amalfi, 1461.
XIII. Genealogia di casa Farnese.
XIV. Istruzione, d'incerto autore, sul modo di governarsi col Principe
d'Orange.
Useellanea. {Cod. N. 1170).
Cod. cari in ibi. del Sec. XVI
I. Alciatì Andreae constitutionis Romani imperii Liber II.
II. Alciati Andreae, de formula Romani imperii libellus.
IIL Mainoldus Io Bapt. Oratio in funeribus Scbitii babita Cremonae ,
1561.
IV. Thylesii Ant. Cosentini oratio in funere Ill.n>i Io. Iac. Trivultii (stam-
pata).
V. Ambivero Francesco. Orazione nelle esequie celebrate in Borgomanero
del Sig. Marchese Alfonso d'Este (stampato).
Hiseella&ea Mediolanensis. (Cod, N. 1277).
Cod. cart. in foL del Sec. XVIil.
I. Mediolanensis bivitatis et Status domini Vicarii imperiales et duces
ab anno 1259 ad 1706.
La lista originale non arriva che a Carlo V gli altri furono aggiunti
in seguito da altra mano.
II. Statutum anni 1308 prò Guidone de la Turre. Il Corio, il Oiulini ed
altri parlarono della elezione di Guido della Torre, ma nessuno, ch'io sappia,
pubblicò il testo della convenzione che fu stabilita fra il popolo Milanese
ed il Tornano.
III. Venditio facta per Maximilianum Sfortiam civitati et Comunitati
Mediolani cum multis privilegiis an. 1515.
Il Rosmini ne altri parlano di questa convenzione che è inedita.
IV. Capitula foederis Bononiensis an. 1530.
Non furono pubblicati dal Rosmini.
V. Capitula inter civitatem Mediolani et Franciscum Sfortiam an. 1450.
Inediti.
VI. Mandatum ducis Francisci Sfortiae in Scevam de Curte ad petendam
investituram ducatus Mediol. a Ser.m0 Imperatore Federico an. 1450. Inedito.
VIL Capitula civitatis Mediolani cum Ser.mo rege Francorum, 1502. (Ine-
dita).
Miscellanea Milanese. {Cod. N. 1281).
Cod. cari' in fol. del Sec XVIII.
I. Alcune memorie tolte dal Sommario intitolato: Delle cose memoràbili
della città di Milano di Paolo Moriagia.
II. Elenco dei Governatori di Milano dal S. Don Antonio de Leyva sino
al Principe Eugenio.
III. Estratto delle cose più singolari dell'istoria di Bernardino Corio, con
aggiunte sino al 1532.
302 MISCELLANEA ecc.
Miscellanea Valtellinese e di Francia. (Cod. N. 1982).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
É una raccolta di documenti storici riguardanti la Valtellina dei se-
coli xvi e xyii. È unito al volume un fascicolo contenente il trattato tra la
Francia e gli Svizzeri Grigiori del 1549, che concerne Lugano, Lorcarno, la
Valtellina e Chiavenna.
Miscellanea Storica. (Cod. N. 1388)..
Cod. cart in fol. del Sec. XVI.
I. Relatione di Carlo V, di Bernardo Navagero, 1546.
IL Relatione del Turco di Bern. Navagero, 1552.
Ut. Relatione di Bern. Navagero sotto Paolo IV, 1557.
IV. Relatione di Venezia al Ke Cattolico.
V. Conclave nel quale fu creato Papa Marcello li.
VI. Literae Caroli V Imp. ad Sacrum collegium Cardinalium post obi-
tum Pauli PP. IV.
VII. Relatione di Spagna del Soriano.
VIII. Relatione di Francia del Corraro, 1570.
IX. Discorso sopra la pace fatta dai Venetiani col Turco, 1573.
X. Relatione del Turco di Francesco Gondola a Gregorio XIII, 1574.
XI. Relatione di Persia dell'Alessandri, 1575.
XII. Religione di Moscovia. 1575. All' DI. Card. Dolfin.
XIII. Relatione di Portogallo 1577 et sua genealogia.
XIV. Trattato della lega fótta Tanno 1571.
XV. Ragionamento fatto da Carlo V Imp. in Roma ritornando da Tunisi
per sua giustificazione l'an. 1536. #
XVI. La morte dell'Ammiraglio Coligny seguita di ordine di Carlo IX
Re di Francia. Di Camillo Capilupi.
XVII. Lettera del Re di Navarra e del Princ. di Condó scritte a Papa
Gregorio XIII l'anno 1572.
XVIII. Discorso sulla precedenza tra le MM.U di Francia e Spagna a
favore di Spagna.
Miscellanea Monasterii Clarevallensis. (Cod. N. 1 390).
Cod. cart in fol. del Sec. XV, XVI e XVII.
Questo Codice è prezioso per la storia della celebre abbazia Cisterciense
di Chiaravalle fondata da S. Bernardo a poche miglia da Milano, nel 1135.
Il volume incomincia colla serie degli Abbati, che giunge fino al 1601. Vi
sono moltissime notizie sulle vicende di questa ricca abbazia che venne dai
Papi data in Commenda sino dal sec. xv: sugli stabili che possedeva con
inventarli dei detti beni, ed anche degli arredi sacri che stavano nella sa-
crista, fra i quali sono da notarsi delle croci e calici ornati di pietre pre-
ziose e smalti. Fu scritto da un monaco di quel cenobio, ma non vi pose
il suo nome.
r
Miscellanea Delle Cappuccine di S. Prassede e S. Barbara.
(Cod. N. 1291).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI e XVII.
Vi sono dei documenti ordinali. Questo Monastero venne fondato da
S. Carlo Borromeo nel 1579. Una Sidonia Robecchi matrona Milanese aveva.
MISCELLANEA 303
donato a tale scopo la sua casa paterna e le ortaglie annesse. Ora quel
convento fa ridotto a caserma.
Miscellanea Storica. — Repubblica Ambrosiana. (Cod. N. 1292).
Cod. cari in fol.
I. Procura facta per DD. xxiv de Consilio generali Mediol. in septem
cives ad capitulandum cum Francisco Sfortia, 28 Februarii 1450.
IL Translatio domini civitatis et Ducatus Mediol. facta per sex nobiles
cives et procuratores in Frauciscum Sfortia ni, 3 Martii 1450.
III. Ratificalo dictae translationis facta per universum populum Mediol.
solemniter congregatum, 11 Martii 1450.
IV. Solemnis ingressus Ill.mi Francisci Sfortiaeet juramentura fidelitatis
prestitum per Mediolanenses Procuratores, 21 Martii 1450.
Miscellanea Storica col titolo: Varia a Iacobo Alifero collecta.
(Cod. N. 1325).
Cod. memb. in 4° del Sec. XV di fol. 248, oltre ad 8 fol. non numerizzati al principio.
In testa al 1° fol. vi è la data mcccclvui die xxn Martii, poi vi è il re-
golamento per una giostra (venne pubblicato dal Gap. Angelucci a Torino).
Al fol. 4. Rubrica titulorum et aliorum quae continentur in hoc libro.
Fol. 9 segnato 1. In hoc libro continentur omnes literarum suprascrip-
tiones et tituli.
Fol. 86. Ordines primi et veteres ducalis cancellarne secretae.
Fol. 103 v. Vi sono le condizioni delle condotte per i capitani delle genti
d'arme.
Fol. 109. Ordini facti per lo Ill.mo S. Lodovico circa le cose criminali al
primo dì de Zenaro 1489.
Fol; 114 Ordines Iacobi Aliferi et Gabrielis Paleari secretariorum.
Fol. 117. Lista delle persone che «dovevano presentarsi alla Corte ducale
alle feste del Natale ed all'anniversario dell'assunzione al trono del Duca.
In seguito altra lista delle persone che ne sono escluse.
Fol. 128. Forma feudalis investiturae in titulum comitatus.
Sono tre investiture feudali : la prima del Duca Galeazzo Maria Sforza a
favore di Francesco Strozzi. La seconda dello stesso in favore di Martino
de Nibia. La terza della Duchessa Bona in favore di Alberto Francesco e
Pietro Maria fratelli Visconti figli di Lancelotto.
Fol. 140 v. Lista de le Zendarme del nostro 111.1"0 S. Duca di Milano.
— Sotto questo titolo sono registrate tutte le compagnie di ventura che
erano allo stipendio ducale nel 1 483 e le galee edificate dal Re Ferdinando
di Napoli, e loro costo.
Fot. 144. Forma fidelitatis antiquae et novae.
Dopo queste formule di giuramento trovasi:
Ordines et modi qui servantur in cancelleria ducali Sabaudiae erga
nobiles vassallos et feudatarios. — Ed in seguito. al
Fol. 146 v. incomincia una lunga serie di decréti ducali, alcuni de' quali,
molto interessanti, relativi alla Zecca.
Fol. 1 67 v. Lochi et spatio dove lo Stato di Milano confina con Tedeschi.
Fol. 168. Summa de tutte le squadre de la Sig.ria de Venetia alla quale
seguono notizie sulla marina Veneta.
Fol. 173 v. Lista de le gente d'arme del Ser.mo S. Re Ferrando.
Fol. 188. Bollo papali, molte delle quali sono dirette al Duca di Milano
per afiari ecclesiastici ed assoluzioni date per i decreti fatti in favore degli
Ebrei.
804 MISCELLANEA STORICA
Fol. 207 sino al 246. Miscellanea di decreti e notizie riguardanti i Ve-
neziani, Genovesi ed altri, non che persone private.
Dall'indice dei documenti contenuti in questo volume puossi giudicare
di quanta importanza esso sia per la Storia di Milano non solo , ma anche
per quella d'Italia in generale nel sec. xv.
Iacopo Alfieri era figliuolo di un Tomaso oriundo di Aquila negli Abruzzi ,
il quale seguendo la fortuna di Francesco Sforza venne a stabilirsi a Milano
dove nacque l'autore di questa raccolta. Iacopo entrato al servizio nella
Cancelleria dello Stato divenne secretarlo ducale e mori nel 1499. Scrisse
due altre opere che meriterebbero di essere pubblicate; cioè un € Diarium
« memorabilium et rerum gestarum Mediolani ab anno 1451 ad an. 1486:
« ed una Brevis commeramotio earum quae gesta sunt post mortem Philippi
Mariae Vicecomitis ducis Mediolani • L'Argelati non conobbe quest' ultima
opera dell'Alfieri.
Questo Codice è quel medesimo che venne descritto , ma poco esatta*
mente, nella Bib. Scrip. Mediol. T. IV, col. 1713 al N. Il dell'articolo
Alifer.
Mitoellanea Historica Mediol. (Cod. N. 1344).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII di mano di S. D. Giov. Antonio Trivulzio.
I. Chronica Danielis de Comitibus Angleriae.
L'originale da cui fu tratta questa copia trovasi nell'Ambrosiana, cui
fu donato da me. Io l'acquistai dagli eredi del Lancetti, scrittore Cremonese.
Un brano di questa cronaca era presso il Sitoni di Scozia, poi del Sig. Riva,
che lo cedette col rimanente della raccolta Sitoniana all'Archivio di Stato.
È in pergamena del sec. xiv, ed ha notevoli varianti col Codice ora Am-
brosiano.
II. Benvenuti Opusculum de Urbe Mediolani.
Di questo opuscolo attribuito a Benvenuto de Rambaldi detto comune-
mente da Imola, vi sono due esemplari nell'Ambrosiana, uno de' quali è
inserto nella Cronaca del Bencio Alessandrino. Magnifico Codice questo, del
quale sgraziatamente manca il secondo volume (che forse non fu mai ul-
timato) che sarebbe stato il più importante, perchè in esso l'autore doveva
scrivere la storia de' suoi tempi.
IH. Gaudentii Merulae suae aetatis res gestas.
È una continuazione della Storia di Scipione Vegio, come dice l'autore
incominciando il suo libro. Narra gli avvenimenti accaduti dal 15?3 al 1525.
È ricordato dall' Argelati, T. II, col. 2132, N. IV.
MUotUanea Storica. (Cod. N. 1347).
Cod. cari in 49 del Sec. XVIII.
I. Arnulphi libri V historiarum Mediol.
Nel libro II la divisione dei Capitoli è diversa , di modo che invece di
essere venti, come nel testo stampato dal Muratori R. I. S., T. IV, qui non
sono che undici, benché nulla manchi del testo. Uguale irregolarità trovasi
nei seguenti lib. Ili e IV, de' quali il copista fece un sol libro risultando
così l'opera composta di soli IV invece che cinque libri.
II. Stephanardi de Vicomercato Ord. Praedicatorum poema duobus libris
distinctum de gestis Othonis Vicecomitis Archiep. Mediol.
Fu pubblicato nel T. IX degli S. R. I. dal Muratori su quello stesso
Codice dell'Ambrosiana da cui ni tratta questa copia.
III. Johannis de Cermenate notarii et Syndaci Mediol. de situ, origine
et cultoribus urbis Mediolani ac de Mediolanensium gestis sub imperio Hen-
rici VII ab anno 1307 ad an. 1313.
MISCELLANEA 305
In questa copia vi è il testo intero dei due fol. che il Muratori, T. IX,
col. 1236, dice mancanti nel Codice di cui si servì. Vi sono pure altre dif-
ferenze notabili, delle quali alla fine del volume fu fatto l'elenco.
MiMeUanea Storica. (Cod. N. 1353).
Cod. carft. in fol. del See. XVI.
I. Relatione di Bernardo Navagero tornando da Roma ambasciatore a
Paolo IV nel 1558.
II. Relatione dello stato , forze e governo della Repub. di Venezia al
Cattolico Re Filippo di Spagna.
in. Relatione ael Sig. Brunoro Zampesco governatore del regno di Candia.
IV. Relatione di Gerolamo Lippomani ritornato ambasciatore del S. Duca
di Savoia l'anno 1574.
V. Relatione di Marco Foscari ritornato ambasciatore dalla Rep. di Fi-
renze, s. an.
VI. Relatione dello stato, forze et governo del S. Duca di Ferrara fatta
al Ser.mo Doge et Signoria di Venetia.
VII. Sommario della forma et modo di negotiare cogli Svizzeri, et della
forma che servono li Grisoni nel reggimento loro et governo et modo di
negotiare con essi.
Vili. Relatione di Polonia data a Papa Pio V da Mons. Giulio Ruggeri,
anno 1568.
IX. Relatione del Chiar.° Giov. Corraro tornato ambasciatore dal Re di
Francia, 1570.
*
MlMellanaa Storica. (Cod. N. 1353).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI.
I. Relatione della religione et stato et militia del Re di Etiopia detto il
prete Gianni.
II. Relatione di M. Vincenzo degli Alessandri al Ser.mo Principe et Ex.ma
Signoria di Venetia delle cose da lui osservate nel regno di Persia.
III. Discorso del Sig. Giuseppe de' Bastiani Malatesti che mostra la fa-
cilità grande che avrebbono i Principi Cristiani a dannificare il Turco con
questa occasione della guerra Persiana.
IV. Relatione del Clar.1"0 M. Gerolamo Lippomano nel ritorno di Polonia
fetta alPEcc.mo Senato Veneto, 1575.
V. Relatione o vero discorso delle cose di Moscovia qual si dice di essere
del Clar.100 M. Francesco Tiepolo.
VI. Relatione di M.r Ant. Barbaro ritornato bailo da Costantinopoli da
Sultan Selim, 1574.
VII. Relatione del Turco dopo la pace conchiusa con la Signoria di
Venetia da Mes. Costantino de Garzoni, l'anno 1574.
VIII. Discorso del Sig. Ant. Doria sopra le cose Turchesche per via di
mare.
IX. Relatione de Tunesi et Biserta con le osservatione delle qualità et
costumi degli habitanti fatta sopra l'impresa d'esse il Ser.mo Sig. Don Gio-
vanni d'Austria Tanno 1578.
Mitoellanea Milanese. (Cod. N. 1358).
Cod. cart in fol. dei Sec. XVI e XVIL
I. Origine della giudicatura della legna in Milano, f 573.
CataL Trivulxiana {Stampato a 7 novembre 4883) 39
306 MISCELLANEA
- , Hill!
II. Morte del Sig. Giudice con elezione di quattro gentilhomini del Tri-
bunale, 1605.
HI. Prima elezione del Sig. Giudice della legna fatta alla sorte, 1610.
Miscellanea Isterica Milanese. {Cod. N. 1380).
Cod. cari in fol. del Sec XVIII.
Vi sono molti documenti, alcuni anche originali, estratti di cronache, cavati
dai Codici della Bib. Ambrosiana, e liste dei magistrati di Milano e di di-
gnitari della sua chiesa. Sono in tutto 34 pezze, delle quali trovasi l'indice
al principio del volume. La maggior parte sono scritte da D. Giov. Antonio
Trivulzio ; contiene notizie importanti.
Miscellanea di fogli volanti, latini ed italiani. {Cod. N. 1421).
Cod. cari in fol. dei Sec. XV al XVIII.
Vi sono alcuni frammenti di cronache Milanesi e parecchi istromenti
. del sec. xv. Vi è un brano di cronaca latina che incomincia dall'anno 1274
ed arriva al 1331, la quale è un impasto degli « Annales Mediolanenses »
editi dal Muratori R. I. S.f T. XVI, del « Manipulus Florum » di Galvano
Fiamma e del « Flos Florum » di Ambrogio Bossi.
Miscellanea. (Cod. 2M477).
Cod. cart. in fol: del Sec. XVIII.
I. Lettera del Sig. di Voltaire al Bev. P. De la Tour rettore del Collegio
di Luigi il Grande, 7. Feb. 1746.
IL Ricordi diversi ad uno che deve esser Vescovo.
Questo Codice era composto di otto opuscoli, dei quali vi è l'indice. Fa
disfatto, e quando pervenne in questa Biblioteca non rimanevano che i due
sopracitati.
Miscellanea Storica. (Cod. N. 1481).
Cod. cart in 4° del Sec. XVIII.
I. Orazione fatta al Re di Francia.
II. Il Vecchione francese ai Sig. Principi.
III. Relazione della vittoria ottenuta dalla lega in Toscana contro quella
dei Barberini, 1643.
IV. Veridica narrazione del felicissimo e meraviglioso passaggio fatto
da questa vita all'eternità dell' Eccmo Teobaldo Maria Visconti.
V. Relazione della morte barbara e crudele del Re d'Inghilterra (stam-
pato).
VI. Ampia relazione di quanto è avvenuto nella Corte di Giustizia del
Parlamento di Londra contro S. M. il Re della Gran Brettagna, 1649.
VII. Confession del Conde Duque al so confessor.
Vili. Giustificazione di un ministro rapporto alla guerra contro la casa
d'Austria.
IX. Observations de M.r le Comte de Brienne ministre d'État sur les
mémoires de M.r de la Chastre.
X. Traité pour l'election du Due d'Anjou, depuis Henry III, Roi de Franca»
1573.
XL Copie du traité fa.it entre le Roy de France et Son Altesse de Lor-
raine, 1662.
* MISCELLANEA 307
XII. Règie pour la connaissance des devises.
XIII. Sveciae qualiscumque descriptio, 1623.
XIV. Pronostico perpetuo general y universal de la correspondencia na-
turai de las monarquias del mondo con las triplicitades del cielo.
Miscellanea Politica. (Cod. N. 1482).
• Cod. cart. in 4° del. Sec. XVII.
I. Preuves du testament de René II Due de Lorraine.
II. Lettre de M. D. L. S. a M. L: 6. sur la question si MM. les chevaliers
de Franco peuvent étre refusés.
III. Mémoire contenant plusieurs exemples et raisons politiques pour
monstrer que les étrangers ne doivent point étre admis au raaniement des
affai res publiques (epoca del Card. Mazarino).
IV. Mémoires des ambassadeurs, Nonces etc. depuis le 10 Febvrier 1634
jusqu'au mois de May 1639.
V. De la justice sommaire des Rovs 166?.
' VI. Instruction de Mons. l'Archeveque de Lyon a M.r de Guise inconti-
nent après la paix de Juillet, 1588.
VII. Advis touchant le réglement , fait contre les gens d'aflaires le 13
Octobre 1659.
VIII. La conjuration de la maison d'Àutriche contre la paix de PEurope.
IX. Traité de confédération entre Lovs XIII Roy de France et Chrystine
Beyne de Suède Pan. 1636.
X. Recueil concernant le changement arrivé en la succession de Lor-
raine, 1663.
Miscellanea Pavese. (Cod. N. 1489).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
Vi sono molti documenti in parte falsi riguardanti la famiglia Beccaria,
copie di carte relative alla città e monumenti di Pavia in quinterni e fol.
staccati.
Mi*c*llanea. {Cod. N. 1539).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
I. Esame del D.r Sassi sul libro intitolato politica e religione del Mar-
chese Gerfini, 1742, autografo.
IL Ant. Montii Oratio habita in archigymasio Bononiensi.
III. Epistolae nonnullae Jo. Cadonici Sav. Ven. Jo. Bapt. Sennae medi-
chine professori, 1743.
IV. Discorso sacro, d'ignoto autore.
V. Breve metodo di comporre il panegirico.
VI. Orazione funebre per la Marchesa d'Este di Dronero.
VII. Orazione di Mons. Locatelli recitata alla presenza del Senato per
l'apertura dei Tribunali.
VIII. Copia di lettera del Vescovo di Mantova al clero della sua diocesi,
1781.
IX. Coma di lettera di M. Pertusati Vescovo di Pavia per la beatifica-
zione del H. Alessandro Sauli.
X. Testamentum Jo. Vincentii Gravinae.
XI. Oratio S. S. PP. Clementis XII habita in Concistoro Secreto die 6
Augusti 1731.
Ali. Discorso sul luogo detto d' lutino nel ducato di Milano.
808 MISCELLANEA
XIII. Due Orazioni di D. Giovanni Tra vani no, una in rendimento di
grazie per la ricuperata salute dell' Imp. Maria Teresa, l'altra per la venuta
dell' Arciduca Ferdinando d'Austria.
XIV. Lezione accademica in lode dell'agricoltura e della vita campestre.
XV. Memorie storiche d'Italia cavate dal Sigonio.
Miscellanea. — Epistolae variorum. • (Cod. N. 1593).
Cod. cart. in fol.
Questo' [Codice contiene molte lettere autografe di P. Maria Campi , di
Giov. Pietro Puricelli, del P. Tatti e di altri , non che V Introduzione alle
Memorie civili e glorie sacre di Pavia di Gerolamo Bossi, opera imperfetta,
autografa. Vi sono pure altre memorie staccate sopra argomenti di erudizione
e di storia di autori diversi.
Miscellanea. (Cod. N. 1601).
Cod. cart in fol. dei Sec. XVI e XVII.
0
Si compone di documenti, opuscoli, lettere, ecc. Vi sono diverse difese
delle annate ecclesiastiche , e delle Compositioni. Vi si trova la nota dei
viaggi, ossia spedizioni guerresche di un Cav. di Malta di' Romagnasso di
nome Fra Maturino di Lescout, ed altre scritture sopra argomenti diversi.
Sono cinquanta documenti, dei quali vi è la nota al principio del volume.
Miscellanea. (Cod. N. 1614).
Cod. cart. in fol. dei Sec. XVI e XVII.
I. Europae descriptio lucidissima D. Carolo V Rom. Imp. dicata per An-
selmum et Christophorum Cellae.
IL Prognosticon Antonii Torquati medicinae doctoris Ferrariensis claris-
simique astrologi ab anno 1480 usque ad an. 1533 Mathiae Ungariae Regis
dicatum. — Fu stampato dal Frehero negli Scrip. Rer. Germ. T. IL pag. 58.
Il Tiraboschi parla di quest'opera nel Voi. VI, pag. 403.
III. De fide et moribus Aethioporum libellus per fratrem Franciscum
Titelmannum Hassellensem (typis Joh. Grophei 1535).
IV. Necrologium conventus Eremitarum S. Augustini Mediol. ab anno
1384 ad an. 1459.
In testa al 1° fol. trovasi scritto in rosso :
« Infra scripta sunt nomina omnium fratrum defunctorum conventus
« Mediolani mcgglxxxiv die xx mensis Augusti ista rubrica fuit scripta ».
Tra i defunti notati nella 1* pag. trovasi il seguente: « Item obitus
« Fr. doctoris mirabilis in Theologia et omnibus bonis artibus Magistri
« Andrea de Biliis qui multa seri bendo edidit perpetuae memoriae mgccgxxxv » .
Il Muratori nel T. XIX degli S. R. I. nella prefazione alla storia del Bilia
aveva detto che esso morì nel 1435; ma TArgelati Bib. Scrip. Mediol. f
T. I , P. II , col. 159 , ponendo obiisse fertur a quella data parve ritenerla
per incerta. Il presente necrologio toglie ogni dubbio.
Al principio vi è un fol. e due altri prima del necrologio messi erro-
neamente che servivano di fol. di riguardo, sui quali trovasi un frammento
della Guerra col Duca Enrico di Brunsivich, ecc. (dell'epoca delllmp. Carlo V)
che non ho potuto trovare da chi sia scritto e che mi pare sia medito.
Miscellanea di cose Milanesi storiche, parte latine, parte italiane, in
MISCELLANEA 809
. fogli volanti. La maggior parte è scritta dall' Ab. Monti ch'era Cu-
stode nell Bib. Ambrosiana. (Cod. N. 1645).
Ma. in fol. del Sec. XVIII.
Mlsoellanea di carte risguardanti l'Arcivescovo di Malines specialmente
sopra le ragioni per le quali si astenne dal pubblicare la bolla del
Papa contro i Giansenisti. {Cod. N. 1675).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII
composto di fol. in parte stampati, altri Mas., fra i quali alcuni sono autografi.
Miscellanea Milanese. (Cod. N. 1697 c.1698).
Cod. cart. in fol. 2 voi., parte stampati.
Al principio del 1° voi. trovasi un indice delle materie contenute nei
tre volumi di questa Miscellanea. Il secondo manca.
Il 1° voi. contiene le seguenti materie così divise:
A Cause di paghe, soccorsi e foraggi.
B Montisti di S. Carlo.
0 Assentisti dell'impresa Zappa.
D Censimento generale.
E Rimpiazzo.
Il 2° volume, mancante, conteneva:
F Mercimonio.
0 Mezzi comandati dal Signor Governatore Conte Traun l'anno 1741
e 1742 per provvedere ai bisogni della R. Camera, e ricorsi della
Congregazione di Stato.
H Morte dell' Imp. Carlo VI.
Il 3° volume contiene: :
/ Meta del pane.
L Monete. Il fascicolo contiene solo qualche fol. bianco.
M Causa pendente fra la città e suo ducato.
N Elezione dell'Arcivescovo.
0 Nascita del Ser.mo Arciduca.
Questi l P Invasione dei Gallo-Sardi e ritorno delle armi Austriache.
*• Veicoli l Q Invasione dei Gallo -Ispani.
■mano. | fi Materie diverse attenenti alla Congregazione di Stato e alla città
di Milano.
S Materie diverse che non risguardano la città di Milano, né la Con-
gregazione di Stato.
Miscellanea Medica. — Consultationes et Concilia.
(Cod. N. 1706 al 1710).
Cod. cart. in fol. dei Sec. XV al XVII. 5 voi.
Questa raccolta singolarissima di consulti ed opuscoli medici può riu-
scire preziosa per la storia della medicina non solo, ma anche per le molte
notizie che vi si trovano relative alle condizioni scientifiche; civili ed eco-
nomiche di quei tempi. Noterò le cose più rimarchevoli contenute in cia-
scun volume.
«
I Voi. {Cod. N. 1706).
Ha per titolo : « Noctium Patavinarum et Mediolanensium Phisici colle-
« giati Alexandri Tadini ab an. 1600 ad an. 1650 ». Contiene molti consulti
310 MISCELLANEA
medici, la maggior parte autografi del Tadino, ed alcuni brani di processi,
anche stampati, per avvelenamento ed altri delitti.
II Voi. (Cod. N. 1707).
Non ha titolo e contiene diversi trattati medici e chirurgici tutti auto-
grafi del Tadino. Ve n'è uno sulla peste, forse del òelebre Lodovico Settata
ed un curioso capitolo sopra un preservativo di quel terribile morbo, colla
data del Settembre 1630. Vi sono , col titolo De Margarine in agro Pia-
centino , delle notizie geologiche assai curiose per 1 epoca in cui furono
scritte. Vi è un fascicolo intitolato: Qasparis Asellii empirica chirurgica et
chimica ad usurn corporis humani (1). È una raccolta di ricette scritte nel
sec. xvi, che appartenne air Aselli del Quale vi sono delle aggiunte. Questo
celtbre medico lasciò i suoi scritti al Tadino ed al Settata, e ciò spiega la
presenza di questo opuscolo iu questo volume. Vi fa seguito un altro fa-
scicolo col titolo : Mirabilia secreta ad omnes morbos, con un indice di mano
di Ales. Tadino, il seniore, assai curioso.
IH Voi. (Cod. N. 1708).
Contiene 50 opuscoli fra medici e di altro argomento , per la maggior
parte autografi del Tadino. Il 1° è di Alessandro Tadino il seniore col titolo :
« Bellici tumultus pei* totam Italiani vagantes secundum aspectus Junae et
a planetarum inter se ab an. 1512 ad an. 1531 ».
Notevole è un discorso di Lodovico Settala contro l'ammissione nel col-
legio gè' Medici Milanesi di Baldassare Capra quale rubò le fatiche délVEcc?*0
matematico Galileo Galileo et sotto il suo nome le fece stampare. Trattasi della
famosa questione del compasso geometrico. L' Argelati non ha notato questo
opuscolo fra le opere del Settala. — L'autografo della traduzione fatta dal
Tadino Delle avvertenze et osservazioni appartenenti al curar le ferite di
Lodovico Settala coli' approvazione per la stampa; — Un Trattato de morbo
gallico, inedito, citato dall' Anelati come opera del Settala. — Diversi trat-
tati medici autografi del Tadino. — Un Tractatus de hiis quae pertinent ad
mulierem pregnantemf scritto nel sec. xv.
IV Voi. (Cod. K 1709)
Si compone di 359 fogli o fascicoli contenenti consulti medici, la maggior
parte autografi del Tadino. Vi sono pure alcuni fdjgli stampati sopra r av-
velenamento di una D.™ Cecilia Bescapè, di cui vi sono altri documenti nel
Voi. II di questa Miscellanea (Cod. 1707).
V Voi. (Cod. N. 1710).
Contiene sette trattati. Il primo De anima è di Branda. Porro: ce parla
l'Argelati nel voi. II, col. 1115. Il secondo De transitu sdentiarum di un
Tomitano, lo credo opera del celebre Bernardino medico, filosofo e letterato,
benché il Tiraboschi non lo citi fra le sue opere, delle quali diede la nota,
Tom. VII, pag. 449. Il terzo è un trattario di meteorologia. Gli altri sono
trattati medici.
Dalla famiglia Tadini , Milanese , sortirono varii medici assai riputati ,
come puossi rilevare dalla lapide che esisteva in S. Pietro Celestino che
viene riportata dall' Argelati nel T. II, col. 1468. Sopra tutti però fu celebre
quell'Alessandro che visse nel sec. xvu, e si rese tanto benemerito durante
la pestilenza che desolò Milano nel 1630. L' Argelati parlando di lui dà il
(1) Sa Gaspare Aselli vedasi l'Arisi Cremona letterata, T. Ili , pag. 80. Fu sepolto io Milano
nella chiesa di S. Pietro Celestino. Morì nel 1626 di 45 anni.
MISCELLÀNEA
311
catalogo delle sue opere , ma non cita questi volumi , che gli sfuggirono
nelle ricerche da lui fatte nella Biblioteca dei fratelli Visconti dove erano
conservati. Come vedesi essi contengono moltissimi opuscoli di questo no-
stro illustre cittadino, che non furono per conseguenza da lui registrati. Vi
sono pure in questi volumi degli scritti di un Alessandro Tadino, seniore,
che viene bensì nominato nella lapide in S. Pietro Celestino, ma non ebbe
Ksto nella Bib. Scrip. Med. dell'Arsela ti. Sembra che l'Alessandro, seniore,
nchè .non sia rimasta viva nei posteri la sua fama come lo fu quella del
suo omonimo, godesse ai suoi tempi molta riputazione non solo come me-
dico, ma anche come astronomo.
Miscellanea.
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
(Cod. N. 1737).
I. Delle figure e loro commodità nel fortificare i luoghi.
II. Discorso sopra il regno d'Irlanda e della gente che bisognava per
conquistarlo fatto a Gregorio XIII.
III. Delle terre degli Svizzeri e della le$a delli tre Cantoni, 1511.
IV. Commentari del regno di Francia di Michele Soriano ambasciatore
Veneto ritornato da Quella corona Tanno 1571.
V. Descrizione delle Alpi di Francia e d'Italia.
VI. Giustificatione delle attioni operate.nelle guerre di Siena dal Sig. Pietro
Strozzi Maresciallo di Francia.
VII. Avvertimento del Conte Marc' Antonio Villachiara alla Ser.n" Repub-
blica di Venezia circa le fortezze di Palmanova in Friuli del 1594.
Vili. Discorso sopra la lega fra Pio V Pont. Max., Filippo Re di Spagna
e la Rep. di Venezia. x
IX. Discorso sopra ciò che fosse da fare contro il Turco dopo la perdita
della sua armata.
X. Discorso del Conte Guido Sangiorgio sopra i progressi della guerra
contro l'Imperatore dei Turchi dopo la vittoria della battaglia navale l'anno
1571.
XI. Scrittura avuta in Venezia per memoria esecrabile d' un giuramento
fatto da un gran Principe che regnava fra cristiani.
XII. Comparazione fra due battaglie navali , l'una fra Romani e Carta-
ginesi l'altra fra Cristiani e Turchi nel 1571 (battaglia di Lepanto).
XIII. Soccorso della guerra di Persia 1577 sino ai ritorno di Sinan Pascià
(1582) narrata da uno schiavo e cameriere di Mustafà Bassa primo capitano
generale contro il Soffi.
Miscellanea. Fogli staccati,
(Cod. N. 1890).
I. Michele Colombo. Novella seconda. (Vedi Cod. 6ti, un altro esemplare.
"IL Copia di lettera del Re Francesco I di Francia all'Imperatore Carlo V,
e risposta (1526).
HI. Lettera del S. Abb. di S. L. di Soissons al Sig. Barone di St.. . . sopra
alcune rarissime edizioni del sec. xv.
312 NICODEMO
N
NAPINI Abbate. — Sonetti e altri componimenti. (Cod. N. 939).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVIII.
Sono scritti di mano del marchese Alessandro Trivulzio.
Narrazione del Borgo di Soma. (Cod. N. 1210).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVIII.
Sono notizie storiche su quel Borgo, e sopra alcuni personaggi che vi
ebbero nascita o dominio. Dell'anno 1720.
Nasoita, vita e morte di fra Cipolla. (Cod. N. 1183).
Cod. cart in 8° del Sec. XVIII.
Racconto burlesco in cui sono espressamente scritti errori d'ogni genere.
NERINI prete D. Paolo. — Lettera scritta dall'Isola di Francia li 10
Gennaio 1742 ad un suo fratello in Milano. Il Nerini era Milanese :
chierico regolare di San Paolo e missionario. (Cod. N. 586).
NICODEMO. — Passione di Cristo. (Cod. N. 390).
Cod. cart in 4° del Sec. XIV di fol. 23.
Sul 1° fol. in caratteri rossi vi è l'intestazione seguente:
« Al nome dello onnipotente iddio et di Yesu Xpo suo figliuolo et di
« tutta la sua corte celestiale. Amen. Qui si discrive ^trattato della storia
« nella quale si contiene tucta la paxione de Yhu Xpo et tuti li oprobrii
« et dirisioni et scerni et falsità opposte et tradimenti, et crudelmente fra-
li geliate et morto in croce da falsi principi de sacerdoti etc. Et questa
e storia scrisse quello nobile et gentile huomo di corte nominato Nicodemo
NOMS etc. 313
« il quale fa presente_et vide tacte le infrascripte cose et era secreto di-
« sciepolo di Yesu Xpo.
Il supposto Vangelo o Passio di Nicodemo, come ognuno sa, è apocrifo,
e fu malgrado ciò più volte stampato. Nò l'Argelati , nò il Paitoni , né il
Villa (Bib. de' Volgarizzatori) parlano di questo volgarizzamento, che ritengo
sia tuttora inedito.
NICOL AUS Bononiensis. — Expositiones chirurgicales. (Cod. N. 1729).
Cod. cart. in 4° del Sec. XV.
Incomincia il testo senza alcuna intestazione. Alla fine leggasi: « Explicit
-*- expositio Magistri Nicolai Bononiensis super quatuor libros dyrurgicales
« de ingenio sanitatis.
Nobiltà (la) di Milano smascherata ricercata dal Citarista Fedele. In
Milano per Micheli e Caroni con privilegio della Volontà.
(Cod. N. 1791).
Cod cart in fol. del Sec. XVIII.
Hoblltà (la) di Milano. — Altra copia in fol. più grande.
(Cod. N. 1793).
Nobiltà (la) di Milano. — Altra copia col titolo : La verità smascherata.
(Cod. N. 1792).
Nomina cognomina et dignitates l.ris C.torum venerabilis collegii Medio-
lani ab*an. 1426 ad an. 1555 per ordinem descripta in libris dierum
utilium dictorum annorum. (Cod. N. 1774).
Cod. cart in fol. del Sec. XVIII.
Nomi armes et blasons des Ghevaliers de la table ronde.
(Cod N. 1 395).
Cod. memb. in fol. del Sec. XV.
Incomincia colla seguente intestazione:
• Ci sont les noms armes et blasons des chevaliers et compagnons de
« la table ronde au temp que ils iurerent la queste du Saint Graal aca-
« inaleth, le jour de la. Pentecouste. Et par la vertu divine estoient tous
« a ce jour assembles. Et premierement e' est la divise de la forme meurs
« et condicions blason et armes du tres noble et puissant roy Artus iadiz
a roy de la grant bretaigne ».
Questo primo fol. ha le iniziali ed un bellissimo contorno miniato col
fondo dorato.
Dopo il re Artus segue la biografia e descrizione della persona di tutti
gli altri cavalieri, di ciascuno de quali evvi lo stemma miniato , che ter-
minano al fol. 70. Al fol. 71 incominciano le leggi che osservavano i ca-
valieri, e la descrizione de' tornei coi relativi regolamenti. Questi arrivano
fino al fol. 82, dono il quale ve ne sono due bianchi.
Questo magnifico e prezioso Codice è assai ben scritto ed ha le iniziali
miniate. Non credo che siavi opera più completa sui favolosi cavalieri della
CataL TrivuLUana (Stampato il 7 novembre 4883) 40
314 NOTIZIE ecc.
Tavola rotonda del famoso re Artus, e per quanto mi consta ò inedita.
Conserva intatta la sua legatura originale in pelle con ornamenti impressi .
NORES PIETRO. — La guerra mossa da PP. Pa,olo IV collegato con
Francia contro gli Spagnùoli e castigo datosi dal medesimo papa
ai Caraffa suoi congiunti. (Cod. N. 145).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
È assai pregevole quest'opera che venne altamente lodata da Apostolo
Zeno in una lettera a Mons. Fontanini (Venezia 1785, p. 35). Essa venne
pubblicata nel voi. XII dell'Archivio Storico Italiano in Firenze dal Vieus-
sieux nel 1847, con una prefazione del professor Scarabei li, in cui trovansi
molte notizie sul libro , e sul suo autore. Questo Codice, meno alcune va-
rianti, corrisponde perfettamente al testo pubblicato.
<
NORTE. — De principes Vireyes, Governadores y conseyeros sobre el
particular y publico de una monarquia emportantissimos a los tales
en materia de estado y govierno. (Cod. N. 254).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVII.
Note diplomatiche fra il Segretario di Stato di S. S. Pio VII e varii
diplomatici riguardanti gli affari di Roma nel 1808. (Cod. N. 1308).
Cod. cari in fol. picc. del Sec. XIX.
Notista delle medaglie antiche degli Imperatori e loro dqnne Auguste
in metallo da Giulio Cesare a Costantino il Magno.
(Cod. N. 41, 42 e 43).
Cod. cart. in 8* del Sec. XVII.
Alla fine vi è un indice. Ve ne sono altri esemplari.
Notizie storiche. (Cod. N. 200).
Cod. cart. in foL dei Sec. XVI e XVII.
servato
cadde l'avvenimento raccontato. Vi sono molti curiosi particolari
di Milano, che mi fanno credere essere l'autore di questa città. Alcune
poche notizie si riferiscono ai primi anni del sec. xvn : la maggior parte
sono dei due precedenti.
Notizie tratte dalle suppliche e dispense del presente secolo per i beni
acquistati dalle mani morte. (Cod. N. 1854).
Cod. cart in fol. del Sec. XVIII.
(Vedi anche Dispense e Dimostrazioni ove sono trattate queste medesime
materie).
NOVELLE DI VABII ÀUTOBI 815
Votili» intorno alla Novella di Giulietta e Romeo di Luigi da Porto.
{Cod. N. 572).
Cod. cari in fol. pica del Sec. XIX.
Novella anonima. — Estore dei Pelegrini Veronese innamorato di Ma-
donna Camilla de Ganagli volendo da lei andare cascha duna scalla
et morto rimane a pie de l'uscio, la donna tramortisce et volendosi
appoggiare al poggio per vederlo si cascoe giuso e morite.
(Cod. N. 31).
Cod. memb. in 8* del Sec» XVL
Manca di alcune carte nel mezzo. Il titolo e le iniziali de' capoversi sono
in rosso. Né il Borromeo, né il Gamba , né altri hanno parlato di questa
novella che ritengo inedita.
Vovelle, miscellanea di diversi autori. (Cod. N. 566).
Cod. cart. in fol. del Sec. XIX.
I. Novella d'incerto autore copiata dal Codice 2175 della Bib. San Mi-
cheliana di Murano per mano del conte Bernardino Tornitane (Vedi Bor-
romeo, Catalogo dei Novellieri, Ed. 2% pag. 69).
II. mdxxviii Mense Augusti. Novella di Bigamino e della Fogliana di
Iacopino Lancelotto trascritta dall'autografo conservato nella Estense.
III. Le Pianelle. Novella di Casto Fruscante Ticinvero (Conte Francesco
Testa).
Iv. Montirossi Ab. Giuseppe. Novella non stampata.
V. Cesari Ab. Antonio. Novelle inedite composte in Rovereto nel 1824.
VI. Lollini Luigi, vescovo di Belluno. Novelle copiate di mano del mar-
chese Gian G. Trivulzio.
VII. Galeata Francesco. Americo di Guascogna. Novella.
Vovelle (miscellanea di). (Cod. N. 567).
Cod. cart in fol. del Sec. XIX.
I. Vannetti dementino. Due novelle cavate dall'autografo esistente nella
libreria de' SS. Accademici agiati.
II. Novella di un Vicentino anonimo.
III. Pagelli Francesco. Novella.
IV. Novella d'autore anonimo.
V. Novella d'incerto autore copiata da un Codice Fiorentino.
VI. Gagliardi Antonio (sotto il [pseudonimo di Giordano Galitani). No-
vella. L'autore mori nel 1829.
Novolle di varii autori. (Cod. N. 13).
Cod. in 8°.
Codice scritto con molta diligenza dal C. Giulio Bernardino Tomitano
in Oderzo nel 1811 e dedicato al marchese G. G. Trivulzio con una epigrafe
in cui sono fatti grandi elogi di questo illustre Mecenate.
Le novelle sono dei seguenti autori:
Negri Francesco di Giuseppe Veneziano.
Cesari Antonio Ab. Veronese.
Ab. Michele Colombo. Opitergino.
316 NUCETUS JOHANNES ÀMBROSIUS
Trento Giulio di Castel Franco Trevigiano.
Bressani Giovanni Bergamasco.
Vannetti dementino Èoveretano.
Vianelli Giacomo Ant. di Chioggia.
Al Cod. è unito un fol. staccato in cui è scritta una novella autografe
del P. Ant. Cesari diversa dell'altra succitata.
Novelle diverse copiate dai Mss. antichi. (Cod. N. 159).
Cod. cart. in 4° del Sec. XIX.
Vi sono alcune novelle copiate dal marchese G. G. Trivulzio. Vi è la
copia del principio delle Novelle del Ser Cambi.
Novella in versi Smeralda e Bonifacio. (Cod. N. 571).
Cod. cart. in foL del Sec. XIX.
Novità giornaliere di Milano dal 1705 al 1707. (Cod. N. 103).
Cod. sincrono in 4° pica
Contiene molti dettagli sulle mosse delle truppe e sui personaggi che
figurarono nella guerra di successione. Termina al 6 Luglio dell'anno 1707.
NUCETUS Johannes Ambrosius. — Ritratti di signore Milanesi.
(Cod. N. 2159).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVI.
Sul verso del primo fol. colorito in nero si legge in caratteri maiuscoli,
che originariamente erano in oro , ma adesso quasi sbiaditi la seguente
dedica :
Ad Christianissimum atque invictissimurn
Francorum regem Franciscum Jo. Ambrosius
Nucetus picior.
Sunt qui purpureas vestes opobalsama gemmas
Dent tibi vel si grandius esse putent
Non miài divitiae superarli Francisce sed extat
Ingenium ingenti suscipe dona mei
Rex virtute potens Francisce potentior armis
Spes in quo stàbiles utraque Pallas habet
Ecce tibi asurgmt latrali pectore Nymphe
Pulchra cohors superis adnumeranda choris
Ecce vidue adducunt genium mentem fidemque
Et prò te accensis danl pia fhwajbcis
Se Ubi commendai nynpharum inventor ut ipsis
Sit prope te mixtus semper imaginibus.
Nel fol. seguente vedesi il ritratto di Francesco I , in profilo circon-
dato da sei figure emblematiche delle virtù, rimanendo esclusa la fede che
s'intende rappresentata dal Re. Vengono in seguito ventisette ritratti di
NUMISMÀTÀ LOMENIANA 317
donne di illustri casate Lombarde. Questi ritratti sono all'acquerello colo-
rati, posti in mezzo al foglio in un circolo , che ha una copertura della
stessa forma rotonda che si alza da una sola parte. I primi sette ritratti
rappresentano le sette virtù. In alto del fol. vi è il nome della dama, al di
sotto un distico latino in lode di lei. Queste prime sette sono tutte vedove
come vien detto in un distico che precede. Seguono altri venti ritratti di
donne rimarchevoli per la loro bellezza, e che sono molto interessanti per
l'acconciatura della testa e per le vesti. Questo volume che ha la sua legatura
originale in pelle con ornati impressi in oro, era presso un libraio di Parigi
che fece Y indice dei ritratti , ' e tradusse il nome di Nucetus in Nuffuet ,
facendolo diventare un artista Francese. Ritengo invece che sia un Italiano,
e probabilmente Milanese, del quale non ho potuto trovar notizie. Qui vi
era certamente una famiglia De Noceto, e se ne trova il nome e lo stemma
nel Codice 1390 di questa Bib. , che ha per titolo: Libro (Tarme antiche.
Nell'ultimo fol., dopo i ritratti, vi sono i seguenti versi in caratteri maiu-
scoli:
Bellovesus atrox prisco regnante per alpes
Primus in Italiani gallica signa tulli
Tunc Ifediolanum Gallr-extruxere priores
Et nostros ipsi tunc genuere patres.
Jure tenent igitur fortes sua moenia Galli
Juraque quos etiam progenuere regunt
Questo Codicetto evidentemente venne offerto dal Noceto al re Francesco
che lo avrà portato con sé ritornando in Francia. Come poi capitasse nelle
mani del libraio Parigino che lo vendette al marchese 6. 6. Trivulzio non
saprei dire, non essendosi trovato in casa memoria di questo acquisto e nep-
pure il nome del venditore.
Knmiimata Lomeniana. — Imper. Roman. (Cod. N. 670, 671 e 672).
Cod. cari in 8* del Sec. XVII.
È scritto di mano di Carlo Patin rinomato antiquario francese. Sul fron-
tispizio si legge il nome del celebre Guy Patin medico. Vi è unita una
nota di D. Carlo Trivulzio sui Patin padre e figlio.
318 ORATIONE (DELL')
O
Obsenrations sur la nouvelle édition des oeuvres de Saint Jerome
faite a Verone. (Cod. N. 582).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
É una dotta dissertazione di autore ignoto sulla edizione di S. Gerolamo
fatta dal Vallarsi, ed in parte corretta da Scipione Maffei. Questi due editori
vi sono giudicati molto severamente.
Officiai et charges de France. (Cod. N. 1338).
Cod. memb. in 8* del Sec. XVI.
Sono tutte del tempo di Luigi XII , e consistono in decreti e lettere
patenti. Questo Codice ha una magnifica legatura nel genere di quelle del
Canevario ; ma forse assai più pregevole. Lo scudo da une parte rappresenta
un imperatore romano con sèguito di fanti e cavalieri che getta offerte
sopra un'ara accesa. Nello scudo, dall'altra parte, è rappresentato il giudizio
di Paride. La legatura, come pure il Codice, è ben conservata malgrado lo
sfregamento subito.
Qui andrebbero messi gli Uffici e libri d'Ore, ma essendo moltissimi si
rimandano tutti uniti alla fine della lettera 0.
Opere mistiche della Madre D. Alma Colomba dello Spirito Santo mo-
naca benedettina in S. Felice di Pavia. Si aggiunge un trattato del
suo padre confessore della Compagnia di Gesù in ordine al trattato
sull'Orazione scritto dalla predetta monaca (Cod. N. 415).
Cod. cart in 4° del Sec XVI.
Oratlone (dell') continua. (Cod. N. 376)
Cod. cart in 4° del Sec. XVI,
ORAZIONE ecc. 319
Oratione nelle esequie di D. Alessandro d'Este. (Cod. iV. 35).
Cod. cart in 4° del Sec. XVI.
Precedono due orationi stampate: cioè quella del cav. Leonardo Salviati
nelle esequie di Cosimo de* Medici Granduca di Toscana in Firenze, 1574 :
e quella ai Alamanni Orlandi « in funere Jo. Campegii Àntistitis Bononiae
1563.
Dopo l'orazione per Alessandro d'Este ve n'è un'altra in difesa delle
corti e dei cortigiani.
Orationes variae. {Cod. N. 714).
, Cod. cart. degli anni notati.
1557. In funus Sigismundi Estensis.
1547, Pro ingressu Collegii Pomponii Cusani.
1547. Pro Jo. B. Terzago.
1583. Pro Camillo Aplano.
1707. Pro Co. Jos. Rogerio.
1708. Pro D. Ab. Vicecoraite.
1710. Pro Jos. Besutio.
1558. Pro Matheo Terzago.
Orazione per la morte di D. Alfonso Davalos Marchese del Vasto go-
vernatore di Milano. (Cod. N. 37).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVI.
Incomincia l'orazione senza alcuna intestazione. Volesse Iddio D. Al-
varo e te. Alcune lettere di queste parole sono arabescate con disegni a
penna. Termina al verso del ibi. 10 collo strano millesimo seguente mdìxì.
Al verso del fol. 11 vi è una nota sottoscritta da D. Carlo Trivulzio, e nel
fol 12, ultimo del Codice, un'altra di mano diversa. Si trascrivono ambedue
per la loro importanza.
« Questa orazione è fatta per la morte di D. Alfonso Avalos Marchese
del Vasto governatore di Milano. Governò dal 1539 al 1546, che morì in
Vigevano alla fine di Marzo d'età d'anni 45 II corpo fu portato a Milano
e sepolto in Duomo come dice il Bugati (Storia Universale, p. 948). Sul
principio di questa orazione nomina D. Alvaro principe 111.™0 Credo che auesto
sia D. Alvaro de Luna Castellano di Milano per Carlo V che governo per
poco tempo fino all'arrivo di D. Ferrante Gonzaga. L'autore credesi esser
Milanese , ma fino al presente non ho potuto indagare chi sia , certo che
merita di esser letta particolarmente per il modo di dire ». Carlo Trivulzi.
Nota 2*. « Ho trovato notato in un libro di memorie che principia dal
1489 al 1559 che il Marchese del Vasto mori li 30 Marzo a ore 3 di notte
in Martedì 1546 a Vigevano et il Giovedì notte fu portato il corpo nella
chiesa di S. Cristoforo sopra del navilio di Porta Ticinese, et il Lunedì
1 2 Aprile a ore 20 e più se li fece il corpo , et fu portato in Duomo. Il
corpo era questo. In prima 500 poveri vestiti , poi la guardia de cavalli
leggeri a piedi vestiti con veste eli bruna , e tiravano per terra le lanze ,
seguiva poi la guardia dalli Lanschinechi con un mantello di bruna: quelle
due jguardie erano uomini 40 per guardia: poi seguivano diversi a cavallo
con ì cavalli coperti di bruna et altri di veiuto nero; il primo portava un
elmeto di cavallegero , altro con una lanza , altro con una spada o stoco,
tre portavano un bastone per uno, poi un altro con un elmetto di uomo d'arme
coperto di brocato, poi tornava un altro con una lanza altro con uno stoco
820 ORDINAZIONI (STRALCIO DELLE)
■
con fodro di brocatto , e i speroni dorati , poi due insegne di fanteria e
quatro di cavaleria : di poi veniva il suo cavallo con sopra ninno , questo
era condotto a mano dalli staffieri ; poi veniva i Trombetti e tamburi vestiti
di nero : di poi il cadavere del Marchese del Vasto vestito con una veste
rossa come uno de li ordinari del Duomo con i guanti ed anelli nelle deta,
corona dorata in testa faccia discoperta, ma coperta di un trasparente velo,
et una rosa d'oro grande d'una parte • (siegue la memoria così). « Vi erano
davanti a lui gran Quantità di croci di legno e d'argento con tutti i frati
delli conventi di Milano, et li frati tutti con una torcia, quelli della corte
sua molti ufficiali e gentiluomini vestiti di bruna con gramaglie. (Nel libro
vi è lo spazio di tre righe voto che forsi in quello spazio erasi da notare
che vi era dietro il Senato, Magistrato, collegio de dottori e Medici come in
altri luoghi si trova scritto: onde è fuor di dubbio vi sarà stato anche in
questa occasione. Siegue poi la memoria a scrivere che il giorno seguente
alla mattina fu esposto il cadavere su di un « Tribunale seu cavalazo soto
« il tribuno con sopra grandissima quantità di canditoti et per la ecclesia
« li panni di bruna con le torgie di sopra apiese tute in gran numero e
« quantità » . — Non mette che vi si facesse orazione funebre, ma è sicuro
che vi fu recitata ed è stata la presente.
Orazione nella morte della Maestà Cattolica di Filippo III dedicata
all'Ili.1110 et Ecc.mo Sig. il Sig. Duca di Feria Governatore e capitano
generale dello Stato di Milano. (Cod.N. 40).
Cod. cart. in 8° pica del Sec XVII di foL 22.
Orazioni sacre rettoriche. (Cod. N. 270).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVI (guasto dall'acqua).
Orazione alla Beata Vergine. (Cod. N. 486).
Cod. memb. in 24° del Sec. XV.
ORCHI (De). — Nobiltà della casa De Orchi. (Cod. N. 1830).
Cod. cart. in 4« del Sec. XVII.
Ordinazioni fatte daH'Ecc.m0 Consiglio generale della città di Milano
nel Sec. xvii. (Cod. N. 1701).
Cod. cart. in fol.
Ordinazioni del Consiglio generale della città di Milano.
(Cod. N. 1771).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII, in parte stampato.
Sono in numero di 39 legate senz'ordine di data.
Ordinazioni (Stralcio delle) deH'Ecc.mo Consiglio generale della città di
Milano dal 1554 al 1753. (Cod. N. 1272).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
È un sunto delle ordinazioni in ordine di data.
OBDINES etc 321
Ordine dell'esercito ducale (Milanese) ad tempo de guerra. Galiate die
xxviii Novem. 1477- (Cod. N. 1278).
Cod. melnb. in 4° del See. XV.
Questo Codice è prezioso perchè ci dà una completa nozione dell' im-
Sianto dell'armata ducale in piede di guerra, colle spese inerenti ed i nomi
ei capitani che la comandavano. Questa memoria scende ai più minuti
dettagli per la cavalleria e fanteria non solo, ma anche per l'artiglieria, pel
treno. Vi è pure indicato il numero delle galee e barche da tenersi sul Po ,
le munizioni per le fortezze ed i forti da costruirsi. Tutto ciò è fatto in pre-
visione di una guerra coi Veneziani che il Duca di Milano considerava
sempre come nemici, benché allora i due Stati fossero non solo in pace fra
di loro, ma che si dovesse in breve iempo conchiudere fra di loro ed i Fio-
rentini una lega che fu sottoscritta ai 20 di Novembre del 1474, dalla quale
rimase escluso il re Ferdinando di Napoli che fino allora era stato non solo
amico del Duca di Milano, ma anche parente , avendo il Duca di Calabria
di lui figlio sposato Ippolita sorella del duca Galeazzo Maria. Vi è anche
tracciato un piano di campagna, e vi sono aggiunti i pareri dei Marchesi
di Mantova e di Monferrato, che erano in quel tempo agli stipendi del Duca
di Milano.
Questo documento venne pubblicato nell' Archivio Storico Lombardo
nel 1878.
■
Ordine dell'esercito ducale. (Cod. N. 1279).
Cod. memb. in 4° del Sec. XV.
Ordine dell'esercito ducale. — Altra copia. (Cod. N. 1280).
Cod. cart. in 4° del Sec. XV.
È preceduta da una lettera datata da Cremona il 15 Marzo 1602 di Hie-
ronyino Regio, colla quale offre questo esemplare a D. Pedro Henriquez de
Azevedo Conde de Fuentes governatore dello Stato di Milano.
Ordine Gerosolimitano. — Nomi, cognomi, patria e priorato di tutti li
Gran croci, commendatori, cavalieri, cappellani e serventi d'armi delia
sacra religione Gerosolimitana dal 1565 al 1618. (Cod. N. 1724).
Cod: cart in 4° del Sec. XVIII.
Ordinee diversi prò administratione intratariìm ducali a m» antiqui, et ante
conditas novas consti tu tiones | nempe an. 1459. (Cod. N. 1219).
Cod. cari in 8° del Sec. XV.
II titolo precedente si trova scritto sul cartone, ma il Codice non ne ha
alcuno. Questi ordini sono preceduti da una lettera ducale che porta la
data del 2 Settembre 1445, e da un indice dei capitoli. Vi sono disposizioni
che risguardano i collaterali de* quali si trovano gli Ordines nel Cod. 1266.
Ordinee sive statuta dominorum collateralium. (Cod. N. 1266).
Cod. cart. in fol. picc. del Sec. XVI.
La suddetta intestazione trovasi scritta sul primo fol. di riguardo , nel
Coiai. TrivuUiana [Stampato ti 7 novembre 1883) 41
322 ORBO etc.
seguente incomincia l'indice che occupa due pagine. Dopo un fol. bianco
incominciano ad essere numerate sino alla 52 ove termina lo scritto.
Alla pag. 1 senza intestazione trovasi un • Decretum super pagamentis
« et solutionibus fiendis famulis et barueriis » del duca Francesco Sforza
del 6 Febbraio 1458. A. questo decreto ne tengon dietro molti altri che ri-
guardano materie civili e specialmente sul pagamento delle imposte e sulla
procedura. Arrivano sino al 148?, essendovene però riportato uno del 1393.
Alla pag. 30 trovasi un capitolo « De diebus fosti vis celebra ndis », in
cui sono notate le ferie pei tribunali ed uffici ducali.
Alla pag. 33 vi è un decreto del 25 Luglio 1489 da Melegnano diretto
^ti « Magistris intra tarum nostrarum collateralibus nostris banchi stipen-
« diarorum nec non esaminatori bus rati oliatori bus etc. » in seguito al quale
vengono trascritti gli* Ordines servandi per collaterales officiales iu Mio super
« officio stipendiarorum IH.1 et Ex.* principis et Dm Dui Galeaz comitis vir-
o tutum etc. edita an. 1389 ».
Alla pag. 40, dopo la formola del giuramento prescritto l'anno 1404 9 vi
sono diversi decreti di Gian Galeazzo del 1392 in avanti che riguardano i
collaterali ed i castellani dello Stato. Ne seguono alcuni di Francesco II
Sforza, ed il Codice termina con un decreto di Carlo V del 1545, esso pure
risguardante i collaterali. Non furono mai pubblicati gli statuti dei colla-
terali, e vi sarebbe da fare uno studio interessante su di essi. Vedasi anche
il Cod. 1219 Ordines diversi che contiene delle disposizioni che li riguar-
dano.
Ordines jussu Exmi Senatus nuper impressi etc. volumini constitutionurn
adjecti. Med. 1574. (Cod. N. 1270).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI.
Colle seguenti pezze manoscritte:
Ordines Tomeriis, 1584.
Ordines Badajoz, 1580.
Ordines Segoviae, 1565.
Ordines Wormatiae, 1545.
Ordines servandi per officiales bullettarum. (Cod. N. 1397).
Cod. memb. in fol. del Sec. XV.
I primi ordini devono essere posteriori al 1 395 , perchè Gian Galeazzo
Visconti vi è già qualificato col titolo di Duca. Arrivano sino al 1 192. Mol-
tissimi di questi riguardano le donne pubbliche.
Ordo matutini mortuorum secundum modum Ambrosianum.
(Cod. N. 357).
Cod. memb. in 12° del Sec. XV.
Vi sono alcune iniziali miniate, le altre con disegni a penna. Sopra un
fol. di riguardo alla fine vi è la nota seguente:
« Iste liber sive offitiolus est Johannine de Besozero consortis Matro-
f gnani de Bernadigio Portae novae Sancti Victoris et xlu martyrum » .
Il rimanente della nota è una invocazione a Gesù Cristo. Il carattere di
questa nota è del sec. xv.
OESINI CONTE ORSO 323
Ordo offici! dierum dominicarum a Pentecoste usque ad adventum do-
mini nostri Jesu Christi tam de matutinis Mis. Vesperis : antipho-
narius estivus secundum morem B. Àmbrosii. (Cod. JS1. 616).
Cod. memb. in fol. del Sec. XIV.
In parte mutilo : è scritto in rosso e nero : conserva la sua legatura ori-
ginale.
Origine della real casa De1 Medicf (Cod. N. 1180).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
Non vi è il nome dell'autore. Arriva sino al 1719. Vi sono alcuni do-
cumenti in copia.
Origine della città di Lodi e sua descrizione. Cod. N. 1508).
Cod. cart. in fol del Sec. XVII.
Non è una storia di questa città, malgrado il titolo che vi è scritto, ma
bensì una notizia sulle sue magistrature, ed alcuni dati statistici. Da alcuno
indicazioni risulta che quest'opera sembra sia stata fatta nel 1650 o 1651
al più tardi.
ORSI Gian Giuseppe. — Dizionario di scienza cavalleresca , in cui sono
citati gli autori più accreditati che hanno trattato simile materia.
(Cod. N. 1703, 1704 e 1705).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII, 3 voi. autografi.
ORSINI Conte Onso-%— Del reggimento degli Stati. . (Cod. N. 1231).
Cod. cart in 8° del Sec. XVI.
Sul primo fol. vi sono alcuni distici latini, e con caratteri del sec. xvn
la nota seguente:
« Arte militare del Conte Orso dell' Anguillara et altre, cose •. Al verso
dello stesso fol. di carattere uguale al rimanente del Codice. « Incomenza
« la dijgna opera del M.co Conte Orso del reg.t0 degli Stati ». Al fol. 2
principia il testo che termina al fol. 46. Al cui verso vi è un distico la-
tino di Jo. Steph. de Bonello a Giovanni Bentivoglio, esortandolo a leggere
quest'opera orsini comitis.
Al fol. 48. « Victor Pisanus venetus patricius duci Ferrariae S. D. ».
Sonetto seguito da altri con altre rime torse dello stesso autore , il Quale
non è ricordato dal Cicogna nella Bibliografia Veneta. Termina al fol. 58
con una lettera in prosa.
Malgrado il titolo che una mano più recente pose sul 1° fol. di questo
Codice dicendola opera del Conte Orso dell' Anguillara egli è certo che ne
è autore quell'Orso Orsini duca di Ascoli che si trova dorato dal Litta nella
Tav. XVI della famiglia Orsini. Osservo prima di tutto che il titolo antico
dice semplicemente O* Orso ; poi che nessuno di quella casa che possedette
il feudo dell' Anguillara ebbe nome Orso. Probabilmente l'errore commesso
provenne dall'avere il Conte Orso avuto per moglie Elisabetta figlia del
Conte Dolce dell' Anguillara, la quale morì nel 1496. Malgrado il titolo di
324 OVIDIO ecc.
Reggimento degli Stati quest'opera tratta di cose attinenti alla milizia, ed
della
esiste
w_, __4 o dei
Marchesi di Saluzzo, ora divenuta proprietà del Duca di Genova. Solo che
nel Codice Trivulziano manca la data: « die II* Januarii Millesimo quadrili-
« gentesimo septuagesimo septimo • che si legge nel Codice Parigino ed
in quello del Duca di Genova.
Osservazioni per le Secretorie. {Cod. N. 1 307).
Cod. cart. in fol. del Sec XVIII.
Sono istruzioni sulle frasi da adoperarsi scrivendo alle diverse autorità
e personaggi.
OVIDII P. Nas. — Epistolae Heroides. (Cod. N. 639).
Cod. cart in 4° pica del Sec. XV.
Manca d'intestazione. Fu lasciato in bianco lo spazio per la lettera ini-
ziale H.
OVIDII Fastorum libri VI. Epistolarum ex Ponto lib. IV et Trìstium
lib. V. (Cod. N. 735).
Cod. memb. in 4° del Sec. XIII.
Incomincia in rosso sul 1° fol. « Incipit primus liber Ovidii de Fastis ».
Termina al fol. 40 colla nota seguente: • Explicit Ovidius fastorum deo
« gratias. Et bii sunt sex libri fastorum , alii sex deficiunt quia non ha-
« bentur, cum beatus Gregorius interdixit eos eo quod venefico tracta-
« bantur ». Al verso dello stesso fol. trovasi un calendario ohe ha soltanto
i primi sei mesi dell'anno, con l'indicazione delle feste che celebrava l'an-
ttea Roma pagana. Questo Calendario differisce alquanto da quello pubbli-
cato dal Grutero, T. Vili, pag. 89. *
Al fol. 42. « Incipit liber Ovidii de Ponto ».
Al fol. 66. « Incipit primus liber Ovidii do tristibus ».
Il testo non è molto corretto. Vi sono assai note marginali ed interli-
neari. Si trovano di frequente delle figure miniate sia d'uomini che di ani-
mali. Al principio vi è una dissertazione di D. Carlo Trivulzio sul Codice
e sulle favole che si raccontano da S. Gregorio Magno.
OVIDIO Nasone de arte amandi in volgare. (Cod. N. 983).
Cod. cart. in 8° del Sec. XV.
Questa traduzione dovuta a Troilo degli Avenenti, e di cui parla il Villa
p. 1234 , ed Apostolo J
conobbero questo Codice in cui dopo la traduzione dell' opera di Ovidio vi
sono altre poesie amorose senza nome di autore che potrebbero essere dello
stesso Troilo. Si noti che il Cod. Trivulziano citato dal Villa non trovasi
in questa Biblioteca , ma è nella parte dei Codici che toccarono alla prin-
cipessa Cristina Belgiqjoso, nata Trivulzio, ed ora di proprietà della nglia
di lei marchesa Trotti.
OFFICI, ORE 325
Qui sono uniti tutti gli Uffici ed i libri d'Ore, che non furono messi
al posto che avrebbero dovuto avere nel catalogo , perchè De è
troppo grande il numero.
Offloio di nostra Donna ad uso dei Cistcrciensi. (Cod. N. 334).
Cod. memb. in 12« del Sec. XV.
É scritto in Italia , vi sono alcune iniziali miniate , e vi è una nota di
D. Carlo Trivulzio.
Offloiom Beatae Mariae Virginis. (Cod. N. 335).
Cod. memb. in 12° del Sec. XV.
Contiene le ore della B. V. l'Ufficio della S. Croce dello Spirito Santo
e dei Morti, i Salmi penitenziali ed in fine un'orazione a N. S. Gesù Cristo.
Al principio delle diverse ore vi sono alcune miniature assai belle e gra-
ziose e ben conservate. Le iniziali sono miniate e con oro.
Offloiom Beatae Mariae Virginis. (Cod. N. 336).
Cod. memb. in 16* del Sec. XV.
Incomincia coli' « Ufficium B. M. V. ad matutinum ». La prima lettera D
è miniata e vi è rappresentata la Vergine col putto. Al fol. 40 incomin-
ciano i Salmi di Davide, ai quali seguono le Litanie, indi l'Ufficio della
passione, poi le quindici orazioni di S. Brigida. Alla fine vi furono aggiunte
posteriormente un'orazione alla V. M. ed una a Gesù Cristo. Vi sono di-
verse iniziali miniate.
Offloiom Beatae Mariae Virginis. (Cod. N. 337).
Cod. memb. in 16* del Sec. XV.
È scritto in Francia : ha molte miniature abbastanza belle.
Offloiom Beatae Mariae Virginis. (Cod. N. 338).
Cod. memb. in 16°. del Sec. XV.
Dopo F ■ Officium B. M. V. » vi sono i « Salmi poenitentiales, Officium
S. Crucis ; Off. S. Sniritus, et Off. Defunctorum » poi un'Orazione a 6. C.
Vi sono delle miniature.
OfAoium. (Cod. N. 339).
Cod. memb. in 16° del Sec. XV.
Di scrittura francese con molte iniziali e fogli miniati.
Offloiom. (Cod. N. 344).
Cod. memb. in 12° del Sec XV.
Incomincia col calendario, cui manca il Gennaio ed il Dicembre:
826 OFFICI, OBE
segue una pagina col contorno miniato a fiori: la lettera iniziale fa ta- |
gì lata; al pie della pagina uno scudo azzurro col monogramma YHS cir-
condato da fiammelle. Termina coli' E vangelo di S. Giovanni, ma è man-
cante prima di esso di alcuni fogli. Le miniature e le iniziali sono di uno
stile purissimo italiano.
Offloinm secundum consuetudinem Romanae Guriae. (Cod. N. 345).
Cod. memb. in 12* del See. XV.
Sopra un fol. cari aggiunto vi è la seguente nota di D. Carlo Trivulzio.
a Officio della B. V. M. scritto nel sec. xv sul fine, ad uso di qualche Bre-
« sciano, come lo comprova il Calendario in cui si hanno più Santi di Quella
« chiesa ». Incomincia col calendario e termina coir Officio dello Sp. Santo,
di cui manca la fine.
Offloinm secundum consuetudinem Romanae Guriae. (Cod. N. 349).
Cod. memb. in 16° del See. XV.
Precede il calendario : ha le iniziali in rosso ed azzurro è ben scritto e
benissimo conservato.
Offloinm diurnum ad usum Humiliatorum. (Cod. N. 392).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV.
Questo Codice manca di alcuni fogli intermedii. Alla fine vi è il Calen-
dario cui mancano i primi quattro mesi, il Settembre e l'Ottobre. Termina
con sei fol. cartacei, in cui vi sono le orazioni proprie da dirsi nella messa
di S. Giovanni da Meda, ed in fine a queste legffesi : F. Gabriel de Oia.;
cioè de Cixinuscho ora Cernusco: quale poi dei due se l'Asinario o il Lom-
bardone non si può dire. Fr. Gabriele fu il trascrittore di queste ultime ora-
zioni e forse anche l' autore, essendo esse dello stesso carattere della firma.
D. Carlo Trivulzio premise al volume una illustrazione di' questo diurno
degli Umiliati e sopra S. Giovanni da Meda.
•
Offlolo in lingua Olandese. (Cod. N. 396).
Cod. memb. in 8« del Sec. XV.
Vi sono alcune iniziali colorate. Precede il calendario. Ha la «uà lega-
tura originale in cuoio con ornati in rilievo.
Horao de Sancto Spiritu et B. M Virg. (Cod. N. 3$7)\
Cod. memb. in 8° del Sec, XV.
Precede un calendario in fine al quale vi è dipinto un zodiaco, poi l'Uf-
ficio dello Spirito Santo ed in seguito le ore della B. V. Fu scritto in Ger-
mania e molte orazioni sono in tedesco, fi ricchissimo di miniature , ma
non sono molto fine. La mancanza nel calendario di S. Caterina da Siena
e di qualche altro Santo mi fanno credere che appartenga alia prima metà
del sec. xv.
OFFICI, ORE 827
Offloio della B. Vergine. (Cod. N. 440) .
Cod. memb. in 8" del Sec. XV.
1
Magnifico Ms. fatto a Napoli, con bellissime miniature : sgraziatamente
ne furono levate alcune. Le iniziali sono tutte miniate e le intestazioni
sono scritte in oro. Ha la sua legatura originale in cuoio con ornati im-
pressi in oro: benissimo conservato.
Offloio della B. Vergine. (Cod. N. 441).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV.
Incomincia col calendario, del quale manca il mese di Gennaio. Alla fine
vi sono delle preghiere in francese. É ricco di miniature , che sono belle ,
e di stile fiammingo.
Offloio della U. Vergine. (Cod. N. 442).
Cod. memb. in o° del Sec. XV.
Dopo il calendario vi sono le ore delle B. V. l'Ufficio della S. Croce, i
Salmi penitenziali e finalmente la Salve regina, scritta sulla prima pagina
in caratteri d'oro, e seguita da alcune altre orazioni. Le iniziali sono in
oro e miniate con figure ne' luoghi principali : le altre in rosso ed azzurro.
Le pagine ove incomincia l'Ufficio della Madonna, quello dello Spirito Santo,
ed 1 Salmi penitenziali hanno un bel contorno miniato. A pie del 1° fol.
del calendario vi è la nota seguente:
« Bibliothecae domus probationis Florentinae Scholarum piarum anno
« 1754 »,
Offloio de morti: i Sette salmi penitenziali della S. Croce.
(Cod. N. 443).
Cod. memb. in 8° picc. del Sec. XVI.
È ricco di finissime miniature. A pie delle due carte che si riscontrano
vi è a sinistra Tarma Condì, e sulla carta a destra Tarme Landi, dal che
rilevasi che venne eseguito espressamente per una Condi maritata Landi.
L'Ab. Mazzucheili scrisse alcune annotazioni su queste due famiglie e sui
loro stemmi, inserte nel volume.
Offloio. (Cod. N. 444).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV.
Incomincia col l'Officio della S. Croce. È ricchissimo di miniature ed or-
nati, di stile fiammingo assai belle. Ha tutte le iniziali dipinte e dorate.
fi legato in pelle rossa con arabeschi dorati: benissimo conservato.
m
Offloio. (Cod. N. 445).
Cod. memb. in 8* del Sec. XV.
Fu scritto in Francia. Incomincia col calendario in lingua francese, dopo
il quale vengono i primi capitoli dei quattro Evangeli colT immagine degli
evangelisti in fronte a ciascuno. Seguono due orazioni una in francese ,
T altra in latino, e dopo di esse le ore della B. V. , i Salmi penitenziali 9
328 OFFICI, OEE
T Ufficio della S. Croce, dello Spirito Santo , alcune orazioni in francese e
Eer ultimo l'Ufficio dei morti. É ricchissimo di miniature che sono assai
elle, ed è benissimo conservato.
OMoio. (Cod. N. 446).
Cod. memb. in 8* del Sec XV.
Precede il calendario poi la Afissa de beata Maria, l'Ufficio S. Crucis ed i
Salmi penitenziali. Tutti i fogli hanno un lato con fiori miniati. Le iniziali
sono tutte in oro e colori : ad ogni principio di offici atura vi è una minia-
tura che occupa quasi l'intera pagina. Le miniature sono bellissime, di
stile fiammingo, e di perfetta conservazione.
Offloio. (Cod. N. 447).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV.
D. Carlo Trivulzio prepose una nota per provare che il Codice fu scritto
in Amiens capitale della Piccardia fondandosi sul fatto che nel calendario
vi sono notati in rosso i due Vescovi di Amiens S. Onorato ai 16 di Maggio
e S. Fremin ai 25 di Settembre , come pure sono notati in rosso i Santi
Fusiano, Vitorico e Gentiano assai venerati in quella città. — Questo bel
Codice venne eseguito per un principe bastardo della casa reale di Francia,
e precisamente a mio parere per il celebre Jean Comte de Dunois detto il
Grand bdtard d Orléans. In una miniatura che trovasi a tre quarti circa
del volume si vede il principe inginocchiato ; ha sopra l'armatura una
giornea azzurra cosparsa dei gigli d oro della casa reale di Francia , con
una sbarra di bastardesimo ed un leone rampante d'argento. Egli ha una
larga spada al fianco e Telmo in terra davanti a lui. Dal lato opposto vi
è uno scudo tenuto fra le zampe di un leone, parimente coi gigli, la sbarra
ed il leone d'argento rampante. Il principe ha i capelli quasi bianchi ed ò
piuttosto pingue. Da ciò si può arguire che questo Ufficio (il quale è di
certo posteriore al 1461 , perchè nel calendario vi è notata, col carattere
primitivo, S. Caterina da Siena che fu canonizzata in quell'anno da Pio II;
venne per lui eseguito negli ultimi anni della sua vita, essendo egli morto
nel 1468 all'età di 65 anni.
Quest'Ufficio ò scritto con gran cura. Vi sono 26 grandi miniature che
occupano quasi l'intera pagina, inquadrate con alcune poche linee di testo»
da una specie di cornice dorata ; oltre a queste grandi ve ne sono due altre
miniature più piccole che servono di capo verso. Le lettere maiuscole in
tutto il libro sono in oro e colori, e le iniziali dei versetti con qualche or-
nato.
A piò della prima pagina, dopo il calendario, vi è lo stemma del prin-
cipe che viene ripetuto anche in altri due luoghi. Le miniature sono belle
e ricche essendo tutte lumeggiate in oro : lasciano però qualche cosa a de-
siderare nella purezza del disegno. Il Codice è perfettamente conservato e
si direbbe uscito ora dalle mani dell'artista.
Libro di preghiere e d'ore. (Cod. N. 448).
Cod. memb. in 8 del Sec. XV.
•
É ricco di molte e belle miniature: fu scritto in Francia: legato in cuoio
nero. Vi è una note illustrativa di D. Carlo Trivulzio. Fra le miniature,
è da notarsi quella che rappresenta un personaggio seduto davanti ad un
istromento musicale composto di un cerchio di legno dorato, cui sono ap-
pese dieci piccole campane, sopra una delle quali egli percuote con un
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MISSALE ROMANUM
per il
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Codice N?2166 Pagina N? 246
Fotografi Della- Ove* £/«*jpM C Ferrar*.
OFFICI, ORE 329
martello, mentre coli' altra mano v'introduce un bastoncino, forse per im-
pedire che si prolunghi l'oscillazione e cessi il suono.
Offioio della B. V. Maria. (Cod. N 449).
Cod. memb. in 8° del See. XV.
Questo Codice è certamente francese e pare eseguito a Lione, come os-
serva in una note P. Carlo Trivulzio, per esservi nel calendario notati tutti
» i Vescovi di quella città. É assai ricco di belle miniature.
Offioio. (Cod. N. 450).
Cod. memb. in 8* del See. XV.
Fu scritto in Fiandra : ha lo stemma Bolognini sulla coperta. Incomincia
col calendario : è mutilo in fine. Le iniziali sono riccamente miniate con oro
e colori.
Offioio secundum usum Romanae Curiae anno domini mdxxiiii INRI.
(Cod. N. 459).
Cod. memb. in 8° piee.
É ricco di fregi e di iniziali dorate e miniate assai belle. Dopo la prima
carta su cui sta u titolo vi è Tarma dell'antico possessore di questo Ms , il
cui nome, titoli e cariche leggonsi nella carta di riscontro in maiuscole
così :
« Spectabilis et Magnifici domini Dni Gristofori a Schydlouyez in
« Sezmyetow et magnopotow dni castellani et capitanei cracovica ac regni
« Poloniae supremi cari ce Ile ri i tun Siradien Gostinenis & capita ».
Questi primi tre fol. sono dipinti in* nero e lo scritto come gli ornati
sono in oro. Alla fine dei volume vi è una nota di un anònimo possessore
del Codice che dice di averne staccata una parte per farne un secondo ^ro-
tarne, il quale ha per titolo: Devrecatio animae ad deum in omni tributa-
itone. Vedi sotto questo titolo 1 altra parte , che è come questa legata in
velluto rosso. (Cod. 460).
Libro di Orazioni o Officio. (Cod. N. 461).
t
Cod. memb. in 8* del See. XV.
È assai ricco di belle miniature e di fregi. Fu eseguito in Germania. Dopo
il calendario vi è una bella miniatura rappresentante il busto del Salvatore
veduto di feccia.
Termina con una orazione in tedesco.
Offioium B. M. V. secundum usum Rom. Curiae. {Cod. N. 462).
Cod. memb. in 8* del See. XV.
fi scritto in Italia: è mutilo, ma vi sono delle belle miniature. Vi è
unita una nota di D. Carlo Trivulzio relativa all'orazione « Anima Christi »
falsamente attribuita a S. Ignazio di Loyola.
Calai. TrivuUiana {Stampalo U 7 novembre 1883) 42
330 OFFICI, ORE
Ottoinm. {Cod. /V. 463).
Cod. memb. in 8° picc del Sec. XV.
Precede il calendario , al quale seguono le « Horae SS. Trinitatis » ed
altri Uffici per tutti i giorni della settimana, e per diversi Santi, poi quello
della B. V., ed in fine quello dei morti. Fu eseguito in Italia, ed è ricchis-
simo di ornati ed iniziali mimate.
Offloium secundum consuetudinem Rom. Curiae. (Cod. N. 464).
Cod. memb. in 12° del Sec. XV.
Precede il calendario. La pagina dove incomincia l'Ufficio della B. V.
ha una bellissima inquadratura miniata, nella cui parte inferiore si vede lo
stemma bipartito dei Capponi e dei Carnesecchi, amendue famiglie Fioren-
tine. Sono pure ornate con bellissime miniature che le inquadrano le altre
pagine dove incominciano l' Ufficio dei morti , i sette Salmi penitenziali ,
l'Ufficio della SS. passione, e dei quindici Salmi graduali, coi quali termina
il volume. Tutte le iniziali sono in rosso ed azzurro.
Offloiom S. Crucis et B. M. V. (Cod.' N. 465).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV.
Questo bellissimo Officio venne eseguito in Fiandra verso il 1540 a
quanto pare. Le miniature che lo adornano furono giudicate da taluno della
scuola di Vanderweiden e da altri credute di Quintino Messis. Qualunque
ne sia l'autore è certo che sono mirabili.
Al principio vi si trova il ritratto di un personaggio che D. Carlo Tri-
vulzio in una nota annessa al libro, vorrebbe fosse posteriore di un secolo
al Ms., e fosse (niello di un conte Giovanni di Wolkenstein, il quale pos-
sedette questo Ufficio , e vi appose il proprio nome in calce ad una nota
da lui scritta alla fine del volume. Seguono al ritratto dodici fol. conte-
nenti il calendario , contornati da vaghissime ed assai fine miniature rap-
» rasentanti i lavori rurali di ciascun mese. Evvi dopo il busto del Redentore,
i faccia, che tiene un globo crucifero nella sinistra, mentre benedice colla
destra. La pagina seguente ha un contorno a fondo d'oro con foglie e fiori
miniati, e colle iniziali in azzurro ed oro > come lo hanno le altre sei stu-
pende miniature che stanno al principio di ogni officiatura. Le grandi ini-
ziali sono alternate in azzurro e rosso , e le piccole a diversi colori , ma
sempre su fondo d'oro. Alla fine del volume sopra fogli di riguardo diversi
personaggi scrissero il loro nome, fra i quali rimarcansi quelli di Leopoldo
arciduca d'Austria nel 1621 e nel 1628 quello dell'arciduchessa Claudia figlia
di Ferdinando I granduca di Toscana. Il Codice è benissimo conservato.
Offloium B. M. V. Psalmi poenitentiales Officium S. Crucis et defira-
ctorum. (Cod. N. 466).
• Cod. memb. in 8* pica del Sec. XV.
Incomincia : « Ave Maria gratia piena dominus tecum. Ps David » . Ter-
mina con una orazione a N. S. Gesù Cristo. — Vi sono otto graziose mi-
niature. La prima, che occupa metà della pagina, rappresenta Maria Vergine
e S. Elisabetta che si abbracciano. L'ultima è r«Ecce homo ». Vi sono
pure delle iniziali con entrovi figure miniate. Le altre iniziali sono ornate
con disegni a penna rossi ed azzurri.
OPPICI, OEE 831
Offlotam B. Mariae Virginis. (Cod. N. 467).
Cod. memb. in 8° picc. del Sec. XV.
Sul 1° fol. vedesi uno stemma col leone rampante rosso nella parte su-
periore, azzurro nell'inferiore in campo d'argento, con una freccia sovrap-
posta al leone, ha le lettere S. B. I. T. ai quattro angoli fuori dello stemma.
Credo però che questo frontispizio sia stato aggiunto nel sec* xvi. Le mi-
niature, come pure gli ornati sono assai belli.
OfAoium secundum consuetudinem Rom. Curiae. . (Cod. N. 468).
Cod memb. in 12° del See. XVI.
Precede il calendario. Nel fregio miniato delle due pagine seguenti che
si raffrontano si vedono due stemmi. Quello a sinistra è della famiglia
Fiorentina del Giocondo, ora estinta : quello a destra è dei Ridolfi pure di
Firenze. Constando che nell'anno 1532 Maddalena Ridolfi era moglie di
Pier Francesco del Giocondo si può con certezza ritenere che questo Ufficio
le abbia appartenuto. Le miniature sono assai fine e belle.
Ottotam. (Cod. N. 469).
Cod. memb. in 12* del See. XVI.
* »
Precede il calendario, noi seguono due pagine miniate che si raffrontano.
Vi sono due stemmi. Quello a sinistra è della famiglia Fiorentina Del Gio-
condo, l'altro è composto di due mazze d'armi in campo d'oro. Le miniature
sono assai fine e belle.
Offloium. (Cod. N. 470).
Cod. memb. in 8* del See. XV.
In principio vi è una nota di D. Carlo Trivulzio relativa all'età di questo
Codice ch'egli dice posteriore al 1455. É ricchissimo di miniature e chiaro
scuro illuminate ad or^ assai belle. Conserva la sua legatura originale in
cuoio con ornati impressi.
Horaa S. Crucis et Mariae Virginia. (Cod. N. 471).
Cod. memb. in 8* del See. XVI.
Bellissimo Codice eseguito in Fiandra , ornato di molte e vaghissime
miniature ciascuna delle quali meriterebbe una speciale descrizione É dif-
ficile di trovare un libro più ricco di miniature e sopratutto di un gusto
più squisito e delicato di questo.
Sopra un fol. di risguardo al principio del volume vi sono delle note
di un Francesco Savino, in cui sotto la data del Giugno 1545 riferisce il
suo matrimonio con una Si£* Margherita di S. Nazaro, e negli anni suc-
cessivi la nascita de' suoi fagli. I nomi dei padrini farebbero credere che
fossero di famiglie cospicue, perchè i S. Giorgio ivi nominati erano Conti
di Biandrate, ed appartengono al Monferrato.
Borse prò variis festivitatibus. (Cod. N. 472).
«
Cod, memb. in 8° p. del See. XVI.
E ricchissimo di assai belle miniature. Fu eseguito in Francia. Precede
332 OFFICI, OKE
il calendario, cui seguono le « Horae SS. Trinitatis »: dopo queste molte
altre messe ed orazioni, ciascuna delle quali ha sempre una bellissima mi-
niatura che occupa tutta la pagina, e sono in numero di ventotto. Il fol.
poi ove incomincia il testo dell'ufficiatura è circondato da un contorno
miniato, come lo sono molte altre iniziali, ed i sette fogli che contengono
r Ufficio della S. Croce, non che quelli ove trovasi la commemorazione di
diversi Santi. Sembra che il Ms. non sia stato finito , perchè vi sono tre
' Offici cui mancano le grandi miniature. Conserva la sua bella legatura ori-
ginale in pelle rossa con ornati in oro.
Offloium B. Mariae Virg. {Cod. N. 473).
Cod. memb. in 12° del Sec. XVI.
Bellissimo Codice francese con molte miniature di una accuratezza e
delicatezza grandissime. Sgraziatamente dopo il calendario fu levato il primo
fol. miniato.
Exoroitium pietatis. (Cod. N. 474).
Cod. memb. in 16* del Sec. XV.
À questo Officio che contiene i soliti Officii della S. Croce, di Ilaria Ver-
gine ecc. fu posto prima del calendario un fol. col titolo suaccennato: le
miniature vi sono bellissime a chiaro scuro alluminato ad oro di stile Man-
tegnesco.
Offloium B. M. V. secundum ordinem B. Ambrosii. (Cod. N. 475).
Cod. memb. in 12° del Seo. XV.
Manca del calendario. A piò della prima pagina vi è Tarme Carcano
accostata dalle iniziali di Nicolò Carcano; nella parte superiore vi è il di
lui monogramma. Non ha che quattro, pagine miniate, ma sono assai pre-
gevoli, specialmente la seconda, e sono della scuola Lombarda.
*
Offloium secundum ordinem Rom. Curiae. ^ (Cod. N. 476).
Cod. memb. in 12° del Sec. XV.
Ha una bella miniatura al principio, le altre furono levate; non riman-
gono che alcune iniziali miniate.
Offloium. (Cod. N. 477).
Cod. memb. in 12° del Sec. XV.
Ha qualche ornato e delle belle miniature di stile italiano.
Offloium. (Cod. ' N. 478).
Cod. memb. in 12° del Sec. XVI.
In seguito al calendario vi sono due pagine miniate che si affrontano :
a pie della prima (a sinistra) vi è lo stemma Mediceo , su quella a destra
lo scudo di Savoia. Dietro ciò D. Carlo Trivulzio , in una nota annessa al
Codicetto, emette l'opinione che abbia appartenuto a Giuliano de* Medici ,
OFFICI, OEE 833
figlio di Lorenzo il Magnifico, che sposò Filiberto duchessa di Nemours,
figlia di Filippo duca di Savoia.
Giuliano morì nel 1516.
OMolmn. {Cod. N. 479).
Cod. memb. in 12* del Sac. XV.
•j
L'autore delle belle miniature che adornano questo grazioso Codicetto
sono opera di Fr. Ambrosia de Carminato che vi scrisse il suo nome. Al
principio vi è una nota di D. Carlo Trivulzio.
Offloium. {Cod. N. 480).
Cod. memb. in 24° del Seo. XV.
Scrittura francese con miniature e iniziali dorate e colorate. Precede il
calendario.
Offloium S. Crucis. S. Spiritus. B. V. M. et mortuorum. (Cod. N. 481).
Cod. memb. in 16° del Sec. XV.
Vi sono belle miniature in ogni pagina.
Offloium fi. Virg. Mariae. {Cod. N. 482).
Cod. memb. in 24° del Seo. XV.
Dopo il calendario dove incomincia l'Ufficio vi è una pagina miniata,
a pie della quale vedesi lo stemma della famiglia Carminati Brambilla,
come la si trova nel Libro (Tarme antiche che esiste in questa Biblioteca.
(Cod. 1390).
Offloium. (Cod. JV. 483).
Cod. memb. in 12° del Sec. XV.
A pie della prima pagina che è miniata vi è uno scudo in cui vedesi
l1 Agnello colla croce edin giro f AVE MABIA GRATIA PLENA D.
Nella pagina dove incomincia l' * Officium S. Crucis * , la quale ha tutto
il contorno miniato vi è uno scudo con uno stemma che ha nella parte
superiore l'aquila Sveva, e nella inferiore uno scoiattolo o leone rampante
{non si distingue bene perchè molto guasto) che tiene un ramoscello. Nelle
Armi antiche, Cod. 1390, questo stemma viene attribuito ai De Michelis di
Lodi. Le miniature sono un po' rozze.
Offloium. (Cod. N. 484).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV.
Vi sono unite alcune annotazioni di D. Carlo che riassumo in breve.
Quest'Ufficio appartenne al conte Giovanni Bolognini che fu figliuolo di
Suel Matteo che nel 1447 cedette a Francesco Sforza il castello di Pavia,
i cui era castellano , con patto di essere aggregato alla famiglia Atten-
dolo, e di avere in feudo il castello di S. Angelo nel Lodigiano. Rimasto
sempre fedele agli Sforza conservò il suo posto di castellano di Pavia finché
visse. Alla di lui morte quella carica venne conferita al figlio suo Giovanni,
334 OFFICI, ORE
pel quale venne eseguito questo libro. Ebbe per moglie una Caterina Ca-
stiglione e perciò nel primo fol. vedesi anche lo stemma di lei, oltre quello
del marito. Quello a pie del primo fol. è accostato dalla sigle CO. IO. che
significano Comes Joannes. Questo Codice assai ben scritto , ha le prime
pagine, dopo il calendario ., tutte miniate, e lo sono pure tutte le iniziali
del libro. Alla fine mancano alcuni fol. ed è un po' guasto.
Horae B. M. Virg. {Cod. N. 485).
Cod. memb. in 16° del Sec. XV.
a Hec sunt hore de dolore beate Marie virginia quas composuit dominila
« Johannes papa vicesimus secundus et contulit omnibus eius legentibus
« cotidie singulis diebus.xL annos indulgentiarum in honore virgmis glo-
« riose ».
Questo titolo è in rosso : la lettera iniziale come tutte le altre di questo
bel Codicetto è in oro e colori con un ornato a fogliami che circonda tutta
la pagina.
Offlotum B.ti Victoris Martyris. {Cod. N: 509).
Cod. memb. in 4' del 1327.
Questo volume consta di due parti, che furono riunite, perchè amendue
provenienti dal Monastero di 8. Vittore di Meda cenobio di Benedettine, che
ridotto ad altro uso esiste anche oggigiorno. La prima parte contiene l'Uf-
ficiatura che facevasi nella chiesa ai quel convento nel giorno dedicato al
detto Santo, che cade agli otto di Maggio , e la Passione de' SS. Felice e
Fortunato martirizzati in Aquileja. In fine di questa prima parte vi è la
nota seguente : « Istud officium factum fuit ad expensas Fiorine de Sor-
o biate monialis monasteri i de Meda. Millesimo tercentesimo vigesimo
• septimo de mense Aprilis. Magister Antonius de Vicomercato fecit et
a scripsit » . — Questa prima parte fu illustrata da D. Carlo Trivulzio, e le
sue note trovansi inserte nel volume.
La seconda parte del Codice ben altrimenti preziosa contiene la leggenda
de' Ss. Aimo e vermondo che vuoisi fossero ì fondatori del predetto Mo-
nastero di Meda, il quale esisteva già nel 856 , come consta da una carte
scritta in detto anno contenente un contratto di permuta fra Tagiberga
abbadessa di Quel cenobio e l'abbate di S. Ambrogio. Questa carta citata
dal Oiulini nel voi. I, pag. 264, venne da me pubblicata nel Cartario Lom-
bardo, voi. XIII « Dei Monumenta Historiae Patriae » stampati a Torino.
Questo Codice scritto esso pure nel sec. xiv è ornato da molte e belle mi-
niature rappresentanti i fatti della leggenda de' Ss. Aimo e Vermondo, e
sono assai interessanti per i costumi del tempo in cui fu scritto il Codice.
Dopo la leggenda vi sono raccontati dei miracoli seguiti per intercessione
di quei Santi, l'ultimo de' quali porta la data del 1337, ed è mutilo.
La vita di questi due Santi che si pretendono della famiglia Corio, e la
fondazione del Monastero di Meda furono pubblicate da Emanuele Lodi a
Milano nel 1745. Nel 1639 il P. Haimone Corio (citato dall' Argelati) aveva
già pubblicata la storia di questi due Santi dedicandola al card. Teodoro
Trivulzio ; ma non sono nò l'uno, né l'altro il testo di questo Ms. Il Codice
e le miniature, ad eccezione della mancanza di qualche fol. alla fine sono
benissimo conservate.
Offloinm diurnum ad usum Humiliatorum. (Cod. N. 517).
Cod. memb. in fol. p. del Sec. XIII.
D. Carlo Trivulzio fece una nota intorno a questo Officio, che è unita
OFFICI, OBE 335
al volume, la quale avverte l'importanza di questo Codice, che contiene
una delle più antiche Ufficiature del celebre ordine degli Umiliati, e vi fa
osservare diverse cose relative al calendario, ed alle annotazioni che vi si
trovano. Questo Codice appartenne alla Domus Porte Orientala, come leg-
8kesi sul primo fol. un pò smarginato. Quella casa fu poi rifabbricata e ri-
otta ad uso Seminario da S. Carlo. Chi desiderasse notizie su questa casa
potrà ritrovarle nel Tiraboschi « Monumenta Vetera Humiliatorum », che
ne parla in più luoghi.
Offloio della B. Vergine, dei Morti, della S. Croce ad uso della scuola
di S. Marta in P. Ticinese. (Cod. N. 520).
Cod. memb. in 4* del Sec. XV.
Vi è unito 1' « Officium proprium Sce"Marthae » stampato a Milano, 1705.
É acefalo, ha le iniziali miniate. — In Milano vi erano due scuole di di-
sciplini detti di S. Marta; da non confondersi col Monastero di monache
dello stesso nome. La prima era accanto alla chiesa di S Babila e l'altra
Sresso S. Giorgio al palazzo. Da Questo Codice non si può rilevare a quale
elle due appartenesse questo Officio , ma si ha dall'altro Codice N. 521
contenente gli Inni, che era di Quella presso S. Giorgio; la quale fu la
prima di questo ordine fondata a Milano. Questi scolari che già esistevano
nel sec. xv accompagnavano i condannati ai patibolo , e ciò sino all'anno
1566, in cui per opera di S. Carlo fu questo pio uso trasferito alla Confra-
ternita di S. Giovanni alla Case rotte.
Offloio. {Cod. N. 1254).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV.
È mutilo in principio ed in fine.
Offloium B. M. V. Sanctae Crucis etc. (Cod. iV. 2164).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV.
Questo magnifico Officio che si compone di 200 fol. contiene trentatrè
, grandi miniature e moltissime altre più piccole. Tutte le iniziali sono mi-
niate con profusione di dorature , e quasi tutte le pagine hanno il lato
esterno ornato con bellissimi arabeschi e fogliami miniati. E di una con-
servazione perfetta, ed i colori conservano la loro primitiva freschezza. —
Incomincia col calendario in francese. Ogni mese occupa un foglio di cui
il recto è tutto miniato. Il titolo in alto, tutte le iniziali , e le feste sono
scritte in oro. Al basso di ogni fol. vi sono da un lato un patriarca del-
l'Antico Testamento, e dall'altro un Santo del Nuovo. Sul lato destro del
fol. vi sono due quadretti: in uno è rappresentato una scena domestica o
rurale secondo la stagione in cui cade il mese; nell'altro il relativo segno
del zodiaco.
Dopo il calendario vengono i primi capitoli dei quattro evangeli. Cia-
scuno di essi è preceduto da una grande miniatura che rappresenta l'Evan-
gelista, il quale scrive avendo accanto a lui il suo animale simbolico. —
Al fol. 21 incomincia l'Ufficio della B. Vergine. Ciascuna parte di esso è
preceduta da una grande miniatura. Seguono poi al fol. 108 l'Ufficio dello
Spirito Santo ed altre diverse officiature, ciascuna delle quali è preceduta
(fol.
di Cantorbóry (fol. 193) ed altre non poche. Quest'Ufficio è un vero gioiello.
386 PAJELLUS BÀBTHOLOMAEUS VICENTINUS
P
PAEZ DE CAST1LLEJO Hérnan- — Testamento. (Cod. N. 232).
Cod. memb. in 8° del 1596.
Curioso documento per le disposizioni , e per gl'inventari che contiene.
É in Spagnuolo, le pagine tutte sono contornate da un ornato in oro. Il
testatore era prefetto della Rocca d'Angera pel re di Spagna.
P AGLI ARINO Alessandro. — Zibaldone. [Cod. N. 179).
Cod. cari in fol. del See. XVI.
Il Pagliarino non è ricordato dal Lomazzo, nò dall' Anelati benché Mi-
lanese. Egli consegnò in questo volume il frutto de' suoi studi delineando
le piante e gli spaccati di alcune chiese di Roma , con alcuni disegni di
figure, e di molte macchine idrauliche, frammezzo a questi fece molte an-
notazioni sull'arte sua, e sulla sua vita. Da queste si rileva esser esli Mi-
lanese, e che incominciò la sua carriera col tenere una bottega di scalpellino
e scultore. Andò poi a Roma e divenne ingegnere architetto. Questo zi-
baldone è di molto interesse rivelandoci la vita di un nostro artista
che irameri tara ente rimase ignorato. Anche nella recente pubblicazione del
S. Bertolotti, Gli artisti Lombardi a Soma, non si trova il nome del nostro
Pagliarino, i cui disegni hanno del merito.
PAJELLUS Bartolomaeus Vicentinus. — Epistolae Orationes et Carmina.
(Cod. N. 710).
Cod. cari in foL p. del See. XIX.
In fine si legge: Exemplar istud epistolarum Orationum et Carminum
« Bartholomaei Pajeli Nobilis Vincentini ab authographis existentibus apud
o Nob. Hyeronimuin Pajelum ejusdem descendentem transcribere coepit die
« 20 Maij et compievi t die 30 Junii 1828 Franciscus Testa Vicentinus et
« die xiii Julii N. V. March Jo. Ja. Trivultio optimo patrono suo humiliter
« obtùlit ».
Di Bartolomeo Pajello e delle sue opere trattò il P. Angiol Gabriello di
S. Maria (della famiglia Calvi) negli « Scrittori Vicentini » T. II, P. I, pa-
gina cclxii , dando un'analisi di diverse sue composizioni e stampandone
PÀLONTROTTO MELCHIORRE 337
anche alcuni brani. — Oltre alle lettere di Bartolomeo ve ne sono 'alcune
di Guglielmo Pajello. Credo che le opere di questo autore siano inedite.
PALEARI Gabriele. — Lettere. (Cod. N. 1384).
Cod. cart in fol. del Sec. XV.
Queste lettere riguardano l'ordine interno della Corte ducale e le spese
Sersonali di Galeazzo Maria Sforza Duca di Milano per Tanno 1475. Il Codice
originale.
Prima d'incominciare a trascrivervi le lettere ducali i fogli furono nu-
merizzati. Da ciò si vede che sono stati levati alcuni quinterni intermedii,
ma non un fol. di quelli scritti, ciò risultando da un indice che trovasi al
principio dove sono indicate lt> persone cui sono dirette le lettere, essendo
esse divise in quattro categorie a tenore del genere delle spese cui si ri-
ferivano.
Queste lettere che sono relativamente importanti furono da me pubbli-
cate nel voi. X dell'Archivio Storico Lombardo. Nella prefazione ho detto
quanto mi parve fosse opportuno all'illustrazione di questo Codice.
PALMIERI Matteo. — Dialogo della vita civile. (Cod. N. 81).
Cod. memb. in 4* del Sec. XV di fol. 162.
Questo bel Codice fu scritto certamente per qualche personaggio della
famiglia Pandolfini, perchè al pie della pagina segnata 10 vedesi 1 arme di
quella casa. Essendovi poi nell'arme medesima, benché appena visibile , la
biscia in sé raccolta e con una crocetta sopra il capo (che Agnolo Pandolfini
soleva aggiungere all'arme della famiglia, come simbolo del suo amore
per la pace) potrebbe credersi che per lo stesso Agnolo fosse stato scritto
il Codio». Ed in questo caso dovrebbe dirsi eseguito tra il 1430 in cui l'o-
pera fu composta ed il 1446 in cui Agnolo mori. La scrittura però ed i
fregi del libro lo fanno sembrare di un'epoca alquanto posteriore, cioè della
fine del sec. xv o poco prima. Potrebbe quindi credersi che fosse stato scritto
per uno de' figli ai Agnolo. In principio ed in fine del Codice trovansi in*
ratti alcune annotazioni, le quali debbono essere di mano di qualcheduno
de' Pandolfini vissuto nel sec. xvi , poiché fino a quel tempo arrivano le
notizie famigliari di cui esse constano. Anche i numeri delle pagine devono
essere della stessa mano. — Vi è unita al volume una memoria di mano
dell'abbate Mazzuchelli, della quale la nota qui sopra è un estratto.
PÀLONTROTTO Melchiorre. — Loca precipua et difficiliora Scripturae
Sacrae ex originali Hebraico cum vulgata editione. (Cod. N. 533).
Cod. cart. in fol. del 1637.
♦
D. Carlo fece la nota seguente sul foglio di riguardo: Di questo Melchior
« Palontrotto sino al presente non trovo memoria , se non se ii celebre
« Giacobo Lelong nella sua Bibl. Sacra, T. II, p. 1105, registra Melchior
« Palontrotto fra gli autori che hanno scritto sopra qualche salmo, citan-
« dolo così: Melchior Palontrottus 0 (idest Orthodoxus) in 6 Psalm ».
Io pure feci delle ricerche, le quali riuscirono infruttuose. Il Palontrotto
si dice nel frontispizio a Juris utriusque doctor ac Theologiae et sacrae
« linguae professor ».
Coiai. Trivulxiana (Stampato il il novembre iMZ) 43
388 PABAINO MICHELE ALFIERE
PANIGAROLA Alessandro. — Componimenti giovanili. (Cod. N. 959).
Cod. cart. in 4° g. del Sec. XVII.
L'Argelati T. II, P. I, col. 1026, consacra un articolo ad Al. Panigarola,
uscito da antica famiglia patrìzia Milanese, che era ancora tra i vivi nel
1631, e di cui ignorasi Tanno della morte. Ivi egli dice, che giovane diede
grandi speranze di sé, registra le sue opere, ma nulla dice di questi com-
ponimenti. Nessun altro autore parla di lui. Questo volume contiene delle
poesie tanto italiane che latine.
Il frontispizio ove trovasi in oro il titolo: Giovanili componimenti fatti
da Alessandro Panigarola detto V incostante, ha un contorno e degli ornati
colorati. Sulla legatura in pelle fra ornati in oro e colori vedesi Tarme
Medici bipartita argento e rosso colle palle, che appartiene ad una famiglia
Milanese di quel nome. Non so per qual ragione le ultime quattro lettere
del cognome Panigarola furono raschiate tanto nel frontispizio quanto nel
primo foglio. Il suo nome però leggesi. nella sottoscrizione ad un compo-
nimento m prosa, che ha per titolo : Il primo idolo de* miei amori, che cer-
tamente è autografo.
PANIGAROLA. — Notizie sulT Archivio. (Cod. N. 1413).
God. cart. in fol. del Sec. XVIII.
Incomincia con una lettera del 15 Giugno 1767 diretta al Governatore
di Milano, cui succede una prefazione nella quale è esposto lo stato di quel-
l'Archivio, e quali ne siano le sessioni. Questo Codice è diviso in varii
capitoli : il primo ha per titolo : « Raccolta delle leggi ed altre ordinazioni
« appartenenti *IT Ufficio Panigarola sparse per li decreti ducali , per gli
« statuti, per le nuove costituzioni e per gli editti recenti », e contiene il
sunto di moltissimi atti dal 1380 sino al 1560 divisi in varie categorie.
L'ultimo articolo è un progetto con osservazioni per il riordinamento
delT Archivio, da dividersi in due parti, Tuna riservata al Governo, T altra
ad uso pubblico.
PANITIA Pietro notaio Milanese. — Rogiti. (Cod. N. 1256).
Cod. cari in fol. del Sec. XV.
Non sono precisamente rogiti, ma bensì formulari per uso di un notaio.
Pantheittioon sive formula celebrandae Societatis Socraticae
(Cod. N. 624).
Cod. cart. in 8* del 1720.
Sul dorso del libro sta scritto il nome abbreviato delT autore, cioè CASTI.
BVON. Credo sia Castiglioni Bonaventura, del quale havvi un altro Ms. in
questa Biblioteca. Non è citato dall' Argelati.
PARAINO Michele Alfiere. — Origine e progresso della divotione a no-
stra Signora nel celebre tempio presso b. Celso in Milano. Racconto
storico e cronologico. (Cod. N. 583).
Cod. cart . in fol. del Sec. XVIII. Autografo.
PAZZI (ALFONSO DE*) 839
PÀRAINO Michele. — Guida de' forestieri per Milano antico e moderno
con la quale si vedono et intendono le cose più rimarcabili e par-
ticolari di questa inclita città. (Cod. N. 1514).
Cod. cart. in fri. del Sec. XVIII. Autografo.
Fu scritta nel 1716 come dice l'autore nella prefazione. Precede alla de-
scrizione dei monumenti una storia molto succinta di Milano, che incomincia
dai tempi favolosi ed arriva sino al predetto anno 1716. In essa l'autore si
mostra assai parziale per gli Spagnuoli, tessendo a ciascuno dei personaggi
di quella nazione che furono qui mandati come governatori , degli elog i
non solo pomposi, ma spesso anche contrari alla verità. La parte più im-
g urtante ai questo Codice è quella che contiene la descrizione di Milano,
i trovano in essa nominate tutte le chiese e gii edifìci che ornavano la
nostra città, molti de1 quali ora più non esistono.
L'autore oltre al descriverli ci dà notizie storiche sulla loro origine ,
parla dei quadri che vi si trovavano, coi nomi dei loro autori. É un copioso
e prezioso repertorio per chi cerca memorie storiche ed artistiche dei tempi
fessati. É notato dal Predari alla pag. 554 della Biografia Milanese , che
cita un'altra opera di lui, che fe seguito alla Gerarchia della città di Mi-
lano del Benaglia. Ne esiste un altro esemplare all'Ambrosiana.
PARINI Ab. Giuseppe. — Dello studio delle belle lettere. (Cod. N. 60).
CocL cart. in 8° del Sec. XVIII.
PARINI Ab. Giuseppe- — Poesie. (Cod. N. 890).
Cod. cart in 12° del Sec. XIX.
É scritto di mano del marchese G. G. Trivulzio.
Pasquinate uscite nella sede vacante per la morte di Clemente XII
nell'anno 1740. (Cod. N. 2011).
Cod. cart in fol. del Sec. XVIII.
Sono 341 pagine scritte, poi un indice che non è finito, perchè arriva
soltanto alla pag. 299, seguito da 12 fol. bianchi, dopo i quali venne ag-
giunto da altra mano e carta diversa, un « Discorso dell' ambasciatore dello
u Stato Ecclesiastico al Conlave per la sede vacante di Clemente XII, fatto
« partitameli te in otto distinte udienze a lui date dal sacro collegio ».
Come di solito anche queste Pasquinate , non sono molto castigate , ed
alcune sono anzi poco decenti.
Patente di protonotariato rilasciata a Leone Ant. Belinzago Milanese
dal Card. Cornelio Bentivoglio nel 1726. Originale. (Cod. N. 236).
Cod. memo, in 4' del Sec. XVI li.
PAZZI (Alfonso de'). — Sonetti contro Benedetto Varchi.
{Cod. N. 950).
Cod. cari in fol. picc. del Sec XVI.
Oltre i sonetti stampati nel volume delle opere burlesche (Firenze 1723,
340 PERTICARI GIULIO
pag. 380 e seguenti) contiene questo Codice altri tre che non sono ivi im-
pressi e cominciano.
« Fassi noto a ciascun com'oggi il Varchi ecc.
« Gello tu te ne vai poggiando altero ecc.
« Altero sito u dolcemente alberga ecc. »
PELLICO Silvio. — Opere. (Cod. N. 1).
Cod. cari in 8* del Sec. XIX.
Ha il frontispizio seguente : Poesie inedite di Silvio Pellico da Saluzzo.
Torino 1837. Chirio e Mina.
Dopo le cantiche vi è una vita di Pellico scritta da Giorgio Briano. ed
altri giudizi su diverse persone cavate dai manoscritti di Pellico. Non vi
sono poesie inedite e l'amanuense scrive di averle copiate dalla edizione
sovrastata 1837.
PEREZ Antonio. — Lettera al Duca di Lerma e annotazioni fatte sopra
di essa. (Cod. N. 246).
Cod. cari in 4° del Sec. XVII.
Questa lettera non ha data, ma fu scritta dopo la morte di Filippo IL
PERSIO Antonio. — Trattato dei portamenti della Signoria di Venezia
verso la Santa Sede. (Cod. N. 1154).
Cod. cari in foL del Sec. XVII.
Fu stampato alla Mirandola nel 1607 da Francesco Oiuseppino.
m
PERTICARI Giulio. — Commento alle Canzoni di Dante.
(Cod. N. 1100).
Cod. cart. in fol. del Sec. XIX.
«
È interpolato con fogli stampati delle rime di Dante.
PERTICARI Giulio. - Lettere. {Cod. N. 157).
Sono quarantasette lettere autografe dirette per la maggior parte al
celebre archeologo Bartolomeo Borghesi, ed alcune al marchese 6. 6. Tri-
vulzio. Sopra alcune di queste ultime vi sono alcune righe del Monti. Vi
furono aggiunti due fol. stampati, nell'uno dei quali trovasi una poesia del
Perticari , ed una sua lettera nell'altro , che è un numero della Gazzetta
Ticinese del 5 Dicembre 1826. Queste lettere interessantissime, come opera
letteraria, furono scritte dal 1812 al 1821.
PERTICARI Giulio. — Degli scrittori del trecento e loro imitatori libri
due. — Dell'amor patrio di Dante e del suo libro intorno al vol-
gare eloquio. Apologia Parte I e II. (Cod. N. 163).
Cod. cart in fol. del Sec. XIX. Autografo»
Vi sono per entro alcune aggiunte di mano di Vincenzo Monti.
PETRARCA FRANCESCO 841
Peri Gesuitico. — Catalogo di alcuni huomini insigni in Santità della
Prov. del Perù della compagnia di Gesù, Fatto per ordine della
Congregazione Provinciale che si celebrò nei Collegio di S. Paolo
di Lima Tanno del Signore 1630. (Cod. N. 258).
Cod. cari in 4* del Sec. XVII.
Sono alcune brevi biografie messe in ordine cronologico di mese
Petitionei civitatis Mediolani factae Carlo V Imper. ejusque respon-
siones die 8 Septembris 1529. (Cod. N. 1416).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI.
PETRARCA Fbancesco. — 1 trionfi. {Cod. N. 902).
Cod. memb. in 8* p. del Sec. XV.
La prima pag. ha un contorno miniato, e così pure le iniziali. I capitoli
sono scritti senz* ordine, ed è notabile che il Trionfo della Castità comincia
diversamente dallo stampato.
« Quando vidi in un tempo et in un loco
a Domita l'alterezza degli Dei
a E l'orgoglio degli omeni ad un gioco » ecc.
Il Ms. non è piolto corretto. Nella parte interna del cartone al principio
ed alla fine vi sono disegnate al lapis rosso due bellissime teste, che sono
fuor d'ogni dubbio di scuola Leonardesca.
PETRARCA Francesco. — Rime. (Cod. N. 903).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV.
Questo bel Codice in diverse parti è mutilo. La prima pagina che contiene
il sonetto proemiale è contornata da un fregio miniato. Negli angoli sono
dipinte in color bronzo le medaglie di Giulio Cesare, di Nerone, di Tiberio,
e di M. Agrippa. À metà del fregio a sinistra è dipinto un cane che ab-
branca un cerbiatto e a destra è rappresentato un licorno sdraiato. Sopra
il sonetto si vede un edificio, davanti al quale sta in ginocchio il Petrarca,
a cui una donna pone in capo una corona d'alloro; in lontananza una città.
In calce alla pagina vi è la biscia de' Visconti, ed intorno è scritto FRAN-
CISCVS VICECÒM. I trionfi hanno il titolo in latino. In principio vi è
l'indice.
PETRARCA Francesco. — Rime. {Cod. N. 904).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV.
Sopra la canzone / vo pensando e nel pensier m'assale leggesi FINIS
VITE VETERIS. I componimenti sono numerati con cifre romane tutti di
seguito indistintamente. In fine del canzoniere leggesi re\oa. Seguono i
trionfi FRANCISCI PETBARCE TRIVMPHORVM LIBER INCIPIT. TRIVM-
PHVS AMORIS. E così pure tutti gli altri hanno il titolo in latino. Alla
fine è scritto reXoa. Al principio vi è l'indice. La prima pagina ha un con-
torno miniato, il titolo in oro , nella lettera capitale V il ritratto del Pe-
trarca, ed al pie della pagina le vestigia d'uno stemma cancellato.
342 PETEABCA FBANCESCO
PETRARCA Francesco. — Rime. • {Cod. N. 905>
Cod. memb. in 12» del Sec. XV.
Questo bellissimo Codice è adorno di stupende miniature ; la prima delle
quali che è posta di riscontro alla prima pagina occupa tutto il fol. e rap-
presenta il Petrarca che davanti al suo scrittoio sta componendo il sonetto
proemiale, ed ha ai piedi la gatta ed uno strumento musicale. Sotto vi è
scritto Tepitafio : Frigida Francisci lapis hic tegit ossa Petrarche etc. Ognuno
dei trionfi è preceduto da una miniatura che copre tutto il fol. e rappre-
senta il carro trionfale di ciascun tema. Il Codice principia: Incomincia la
vita del alarissimo poeta messere Francesco Petrarca composta per Lionardo
Aretino. Segue T indice alfabetico del Canzoniere, indi : Francisci Petrarce
poetae diarissimi Sonectorum et Cantilenarum liòer incipit feliciterà e sotto
questa iscrizione vi è una miniatura a foggia di vignetta che rappresenta
la trasformazione di Dafne per allusione al nome di Laura, ed alla sua
onestà. In fronte ai trionfi è scritto: « Domini Francisci Petrarce Fiorentini
« poetae clarissimi triumphorum liber incipit et primus feliciter de amore ».
Assai ben scritto e di lezione molto corretta.
PETRARCA Francesco. — I Triumphi. {Cod. N. 977).
Cod. memb. in 4° del Sec. XV.
Assai ben scritto e di buona lezione.
PETRARCA Francesco. — Epistolae. {Cod. N. 1014).
Cod. cart. in fol. del Sec XV.
Le Epistolae in versi furono stampate più volte e fra l'altre a Basilea
nel 1541. Questo Codice le contiene tutte e nello stesso ordine che trovatisi
nella predetta edizione. Soltanto l'Epistola del lib. Ili che incomincia : Ora-
tutor ingenio quod me jiammanlìbus usque fu om messa nel suo posto; ma
poi trascritta alla fine del Codice dopo un brano del poema Aprica dello
stesso Petrarca. Il Codice ha molte e notevolissime varianti. È ben conser-
vato, accuratamente scritto , ma con molte abbreviature. Conserva la sua
legatura originale.
PETRARCA Francesco. — Rime. (Cod, N. 1015)
Cod. memb. in fol. del sec. XIV.
Di questo prezioso Codice, che già appartenne al P. Caterino Zeno, eoa
parlasi nella prefazione posta in fronte alla prima edizione Cominiana del
Petrarca. « Si conghiettura scritto a' tempi del poeta, di mano di qualche
« uomo letterato e diligente essendo correttissimo e concordando a meraviglia
« colle migliori edizioni. I trionfi però sono stati aggiunti da mano più re-
« cente intorno al 1 400, e sono men corretti del canzioniere » . In una nota
poi al catalogo delle edizioni del Petrarca i Sig.ri Volpi chiamano auesto
Codice impareggiabile, e nel catalogo stesso fanno osservare che il Codice
è scritto in due colonne co' versi che seguono uno rimpetto air altro. Non
venne però tenuto ugual modo nei trionfi, che quantunque scritti anch'essi
in due colonne hanno i versi uno sotto dell'altro in ciascuna colonna. Il
Codice contiene alcune di quelle rime che vendono poste nella Giunta sic-
come a1 loro luoghi notano i diligentissimi Volpi.
PETKONIUS BAETHOLOMAEUS 34S
Al Canzoniere precede l'indice delle Rime in carattere rosso, e la prima
pagina del Canzoniere ha intorno un fregio miniato che porta in calce lo
scado di un'arma che ora è cancellata. I trionfi hanno le iniziali miniate;
ed i titoli sono di mano più recente.
PETRARCA Francesco. — I trionfi. (Cod. N. 1016).
Cod. cart. in fol. del Sec. XIV.
Contiene il testo corredato di una amplissima esposizione, l'autore della
quale o almeno il copista dovette essere Napoletano , perchè scrive conti-
nuamente quisto per questo, comincianno per cominciando e simili, con in-
flessione propria di quel popolo. La lezione è piuttosto scorretta. Il testo è
scritto in carattere rosso ed il commento in nero. In fronte al primo ca-
pitolo del Trionfo d'amore leggesi : Amor vincit mundum: ed altri titoli di
simil natura leggonsi al principio degli altri trionfi. Sull'ultima carta è
stato raschiato il nome dell' autore della esposizione o dell'amanuense o
dell'antico possessore del Codice. L'esposizione non corrisponde a veruna
delle stampate che si conoscono comunemente, per cui sembra che sia
inedita.
PETRASANTA Franciscus. — De laudibus Galeacii ducis Mediolani.
(Cod. N. 700).
Cod. cart. in 4° del Sec. XV.
Il Codice incomincia colla seguente intestazione in lettere capitali :
« Francisci Petrasanctae de laudibus divi Galeacii illustrissimi Mediolanen-
« sium principis apud ducales aulicos Oratio ». La lettera iniziale con cui
incomincia l'orazione è miniata e dorata. Come appare dalla data cheleg-
ge6i alla fine fu recitata il 1° Settembre del 1466.
L'Argelati che citò altre opere di questo autore non conobbe questa che
è inedita.
PETRONIUS Bartholomaeus. — Grammatica. (Cod. N. 784).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV
Il 1° fol. ha una inquadratura miniata colle imprese Sforzesche e lo
stemma Visconteo a pie della pagina accostato da due puttini. Vi si legge
in oro in lettere maiuscole il seguente titolo: « Bartholomei Petronii Cre-
« monensis de arte grammatica regule ad eruditionem 111.™ et Ex.m D. Jo
« Galeacii ducis Mediolani Sexti ».
Gian Galeazzo aveva otto anni quando nella festa di S. Stefano 26 Di-
cembre 1476 fu assassinato il duca Galeazzo Maria suo padre. Nel susse-
guente 9 Gennaio Cicco Simonetta lo fece solennemente riconoscere come
Duca e venne proclamata la tutela della duchessa Bona di Savoia con istro-
mento che fu pubblicato dal Rosmini a pag. 150 del voi. IV della sua Storia
figli
vedervi il motto, usato anche sulle monete, Ludovico patruo gubernante fa
credere che sia stato scritto prima del 1480, anno in cui Lodovico il Moro
fu proclamato tutore del Duca e reggente dello Stato. La perfetta conser-
vazione del volume è prova sufficiente per asserire che non fu mai adòpe
rato, o ben poco. Non no trovato alcun autore che faccia menzione di questo
344 PETKUS DE RIGA
Bartolomeo Petroni Cremonese, che sarà stato probabilmente un oscuro
maestro di grammatica, forse chiamato a quell'ufficio più che dal merito
dalla protezione di qualche cortigiano o secretario ducale. Le lettere iniziali
sono tutte miniate.
PETRUS Novariensis seu Lombardus. — Liber sententiarum.
(Cod. N. 719).
Cod. cari in fol. del Sec XV.
La metà del Codice è occupata dall'opera di Pietro Lombardo in fine
della quale si legge: « Hoc in libro reperitur quioquid de deo sentitur et
« hic est finis brevis lecturae sententiarum et noviter composita per rove-
ti rendissimum Magistrum Petrum .Novariensem sacrae theologiae profes-
« sorem doctoremque civem parisiensem, et sunt scripta per me Johannem
« Ambergh de Ruremundis clericum Leodiensis dioecesis cujus vitam Deus
« dirigat et ad illum fìnem et notitiam atque gaudium perducat sempi -
« ternum amen ».
Indi segue il seguente ricordo del possessore: « Ego Antonius de Cor-
ei tesiis Scriptor Apòstolicus emi hunc librum a Joanne de Florentia carto-
« lario in Roma prò florenis tribus die xxv Julii 1454.
L' altra metà del Codice è occupata da un trattato di rettorica in latino
con postille marginali dello stesso Cortesi. Questa seconda parte del Codice
è scritta da altra mano. Unita al voi. trovasi la nota seguente: « Questo
« volume merita considerazione anche per aver appartenuto al celebre An-
« tonio Cortesi che fu padre del famoso Paolo. Di questi due soggetti ne
« parlano il Tiraboschi ed altri scrittori di storie letterarie ». Su Pietro
Lombardo vedasi quanto ne scrive il Fabricio T. V, pag. 262, ed il Tira-
boschi Voi. Ili, pag. 301 e seguenti.
PETRUS De Riga — Aurora seu biblia cannine reddita. (Cod. N. 687).
Cod. memb. in 4°Ldel Sec. XII di fol. 235.
Mancano tre fol. al principio , ed altri alle fine, essendovi soltanto una
parte degli Atti degli Apostoli , cioè sino al verso 20 del Cap. V. Questa
parafrasi in versi della Biblia fu composta in origine da Pietro da Riga ,
ma poi venne interpolata da Egidio Parisiense.
Questo Codice contiene il testo interpolato, come si ricava- dai seguenti
versi che si trovano alla fine di un avvertimento che vien dopo il Vecchio
Testamento :
« Scire cupis lector quis codicis istius auctor
a Audi quid brevi ter dicat ad ista liber
a Petrus et Egidius me conscripsere sed illa
« Auctor corrector ultimus ille fuit
«e Iste prior ramus hic Parisiensis etc. »
Nei versi susseguenti dà notizie sui due autori. Su di essi e sulla loro
opera sono da consultarsi il Fabricio « Bib. lat. », pag. i77, e Policarpo
Levser « Hist. poeseos medii aevi » pag. 692. Questo Codice, ad eccezione
delle mancanze suaccennate , è ben conservato , ben scritto con gli argo-
menti dei capitoli in rosso.
I manoscritti di quest'opera, al dire del Fabricio, non sono rarissimi,
essendovene non solo in Francia , ma anche in Germania , in Italia ed in
Inghilterra.
PHILELPHUS FRANCISCUS 345
Phalarides Epistolae e graeco in latinum versae et Malatestae Novello
dicatae. " (Cod. N. 667).
Cod. eart. in 4* del See. XVI.
É la tradazione di Francesco Aretino.
PHILELPHUS Franciscus. Oratio parentalis de Divi Francisci Sphortiae
mediol. ducis felicitate. (Cod. N. 684).
Cod. memb.. in 8° del Sec. XV.
In fine si legge: a Qaae quidem oratio habita est ab eodem Francisco
« Philelpho equite aurato laureatoque poeta in ecclesia cathedra li Medio-
« lani die lunae vii Idus Martias anno a natali chris tiano millesimo qua-
« dringentesimo sexagesimo se p timo ».
Sul fol. di riguardo vi è il nome di un antico possessore del Codice
Alexandri Magnocaballi I. GC. Il volume benissimo scritto conserva intatta
la sua legatura originale in cuoio con ornati impressi.
PHILELPHUS Franciscus. (Cod. N. 730).
Cod. memb. in 4° del See. XV.
I. Oratio de laudibus divi principis Philippi Mariae Angli habita apud
Senatum et Mediolanensem populum.
Questa orazione fu recitata nel giorno del Corpus Domini dell'anno 14i6
venne molto lodata nella vita del Filelfo, T. II, pag. 19, dal Rosmini che
l'asserisce migliore delle altre tutte, degna dell'onore della stampa, essa è
però tuttora inedita.
II. Supplicazione a la Sanctissima Vergine Maria per la conservazione
del gloriosissimo principe Filippo Maria Anglo.
Questa Supplicazione a M. V. fu stampata a Milano nel 1494 da Filippo
Mantegazza in seguito alla vita di S. Giovanni Battista in terza rima ,
dello stesso Filelfo.
III. Libro appellato Rosario, odor di vita.
Questo opuscolo fu stampato in Firenze per cura di Fil. Luigi Polidori
dalla Società Poligrafica Italiana nel 1845. L'editore appoggiato ad una
lettera anonima da lui trovata in un Codice Riccardiano attribuì quest'opera
ad un Matteo de' Corsini. Altri autori però non divisero l'opinione del Po-
lidori. Fran. Palermo l'illustratore dei Codici della Bib. Palatina di Firenze
riassunse (Voi. I, pag. 205) quanto scrissero in proposito l' Allacci ed il Cre-
scimbeni. Qualunque ne sia l'autore quest'operetta è assai ben scritta, e
questo Codice non fu conosciuto dal Polidori che non avrebbe certo man-
cato di parlarne come fece degli altri. D. Carlo Trivulzio aveva scritto una
nota sopra il contenuto di questo Codice e specialmente sul Rosario di vita,
e sulle notizie che vi si trovano sul Petrarca, ma non vi è in essa cosa al-
cuna da aggiungere a quanto scrissero dopo di lui il Polidori ed il Palermo.
IV. Poesie sulla morte.
Da mano diversa nel Sec. xvi fu aggiunta alla fine del Codice questa
poesia, che rimase interrotta dopo il primo mezzo verso dell' ottava sestina.
Non vi è nome d'autore e la credo inedita.
PHILELPHUS Franciscus. — Sphortiados. (Cod. N. 731).
Cod. cari in fol. del See. XV.
Contiene otto libri di questo poema. A pie della prima pagina vi sono
gli stemmi del Filelfo e della moglie sua Orsetta Osnaga, colle iniziali del
Calai. Trivulziana [Stampato il 17 novembre 1883) 44
846 PHILELPHUS FRANCISCUS
nome di lui FR. PH. Le iniziali dei libri ne' quali è diviso il poema sono
miniate. È scritto assai accuratamente in bel carattere corsivo, con larghi
margini su carta bombacina. Vi è Qualche rara correzione di mano del Fi-
lelfo. Di tutti i Codici della Sforziate questo è certamente il più prezioso,
perchè vale come se fosse autografo. Il Filetto non compì questo poema
che doveva essere in 24 canti. Dalla lettera di lui parrebbe che avesse già
finito il IX ed il X canto e stasse lavorando air XI , ma i diversi Codici
conosciuti che si hanno di questo poema non contengono che questi primi
otto canti. Mi venne detto però che ne è stato, tempo fa, scoperto uno che
ne contiene di più. Il Rosmini nel T. II, pag. 156 e seguenti della vita
del Filelfo parla a lungo di quest'opera ch'egli loda come la migliore che
uscisse dalla sua penna, e dà un sunto di ciascuno degli otto libri. Nello
stesso Voi. II a pag. 323 trovasi la descrizione fatta da D. Carlo Trivulzio
degli stemmi che sono sulla prima pagina del Filelfo e della moglie, come
pure di quello degli Sforza di S. Fiora, sormontato da cappello cardinalizio
che vedesi sulla bella e ricca legatura antica.
PIHLELPHUS Franciscus. — Al gloriosissimo principe Philippo Maria
Anglo la Vita del Sanctissimo Johanni Baptista. {Cod. N. 732).
Cod. m«mb. in foL del Sec. XV.
Questo Codice è bellissimo e benissimo conservato. Sull'alto del 1° fol.
sono miniate le armi del Principe cui appartenne, ed a cui fu dedicato. Le
iniziali de' canti sono d'oro con ornamenti miniati. In fine si legge: « Finis
« Mediolani mccccxIv die corporis Christi. Guidonis Paratio Cremensis ». Chi
era questo Guido Parati o Parazio ? Fu esso lo scrittore del Codice , e ne
fu possessore ? Questa seconda supposizione mi pare poco probabile, perchè
il duca Philippo Maria, assai devoto a S. Giov. Battista era ancora vivo
nel 1445, ed è inverosimile che il Codice uscisse dalla sua libreria. — Sono
48 canti in terza rima e finiscono con un capitolo nel quale il poeta si racco-
manda al Duca suo Mecenate. Fu stampato in Milano per » Magistrum
Philippum Mantegatium dictum Cassanum opera et impensa Petri Justini
Philelti di vili mensis Marti i 1494 « In seguito vi è stampata quella Sup-
plicatione di cui ho parlato più sopra nel Cod. 730, la quale porta la data
del 1446. Rai. Julias.
Il Rosmini parla di quest'opera nella vita del Filelfo, T. II, pag. 15.
PHILELPHUS Franciscus. — Lettere ed Orazioni latine.
{Cod. N. 733).
Cod. cari in fol. del Sec. XV.
In fine del Codice leggasi : « Scripta fuerunt per me Nicolaum Boneti
« Mediolani in domo Comitis Johannis Borrhomei » . In una nota quasi in-
decifrabile, che segue, vedesi il nome di Gabriele Fontana Paveri , che fu
scolaro del Filelfo, ed autore di diverse opere che trovansi Mss. in questa
Biblioteca e la data 1466.
PHILELPHUS Franciscus. — Plutarchi Cheronensis Àpophtegmata ad
Trajanum Caesarem. {Cod. N. 796)
Cod. cart in 8° del Sec. XV. '
Incomincia colla lettera del Filelfo « Ad magnanimum et illustrem pnn-
« cipem Philippum Mariam Anglum inclitum Mediolanensium ducem Fran
PHILELPHUS FRANCISCUS 347
— ^^mm^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^m 11 ■ ■ ii ■ ____^__ _. ' " ' J**~
« cisti Philelphi prefatio in Plutarchi Cheronensis apophtegmata ad Traja-
* « num Caesarem ». la fine del libro lesesi: Expletum per me Balsarinum
« Cavmum pridie Kalendas Decembris MccccLxini » .
Ha le iniziali miniate al principio della lettera dedicatoria , e dell'opu-
scolo. Le altre sono in rosso ed azzurro.
PHILELPHUS Franciscus. — Plutarchi apophtegmata laconica.
(Cod. N. 797).
God. cart. in 8* del Sec XV.
Incomincia: « Francisci Philelphi praefatio ad Nicolaum V summum
o pontificem in Plutarchi Cheronensis apophtegmata laconica ».
In fine leggesi: « Mediolani Kal. Octobr. mcgggliiii ».
PHILELPHUS Franciscus. — Opuscula varia. (Cod. N. 798).
Cod. cart in 8° del Sec. XV.
1 . « Historia mysterii absconditi inter Judeos de Jesu Christo traductum
« de greco in latinum per Franciscum Philelphum ».
Questa traduzione è indirizzata dal Filelfo • Viro religioso Fratri Alberto
t Santianensi » e la lettera porta la data « Mediol. ili Nonas Aprilis ».
Laonde il Codice presente corrisponde a quello di cui 1 Ab. Andrèis diede
notizia al cav. Rosmini (Vita di Fr. Filelfo, T. II, pag. 240).
Il Filelfo stampando nel 1476 questa traduzione e indirizzandola al Pon-
tefice Sisto IV dice di averla fatta cum in ptesentia legeret la storia so-
pranotata in un Codice ove essa era contenuta. Vero è però che la dettatura
della versione varia assaissimo nel Codice da quella della stampa;, sicché
se il Filelfo non poteva asserire d'aver improvvisata questa traduzione nel
1476, avendola già fatta un'altra volta, poteva asserirlo almeno quanto al-
l'averla rinnovata.
2. Pontii Pilati epistolae, ad Claudium imperatorem de Christo.
3. Oratio habita per Dominum Franciscum Philelphum in funere L. Bai-
desaris de Castiliono equitis Mediolanensis (inedita).
4. Index librorum graecorum in quolibet literarum genere.
5. Oratio.
PHILELPHUS Franciscus. — Oratio parentalis de Divi Francisci Sphortiae
Mediol. dncis felicitate. (Cod. N. 799 e 800).
Cod. cart. in 8* del Sec. XV. Due esemplari.
PHILELPHUS Franciscus. — Opuscula varia. {Cod. N. 801).
Cod. cart in 8° del Sec. XV.
1. Francisci Philelfi de laudibus principis Philippi Mariae Angli Oratio
habita apud Senatum et Mediol. populum (inedita).
In fine leggesi: • Finis Med. xvi Eal. Julias 1446 *.
2. Dopo la suddetta orazione il Codice è mancante, e ricomincia con un
frammento : « Socii divine et humane domus existant » . £1 frammento ter-
mina : a Et ne tedio longi sermonis redarguar censui presens matrimonium
« sub tali serie fore celebrandum ». Seguita quindi: a Pro nuptiis matri-
« monialibus. Gravissimum mihi fore reputo ».
3. Oratio in capitalo Provinciali. « Etsi sepenumero imbecillitatem in-
« genii deplorandone » .
348 PHILOMUSUS FBANCISCUS PISAUBENSIS
4. Seguono diversi prìncipii di orazioni in latino che sembrano eserci-
tazioni rettoriche. Tranne la prima orazione in lode del duca Filippo Maria
il Codice non dà criteri per farci sicuri che le altre cose siano del Filelfo.
PHILELPHUS Franciscus. — Lettere greche e latine in 48 libri.
(Cod. N. 873).
Cod. cari in fol. mass, del Sec. XV.
Questo preziosissimo Codice di cui parlava a lungo Angelo Teodoro Villa
nella Raccolta Milanese (Fase. X e XIX) ed il Rosmini nella Vita del Filelfo,
contiene 48 libri di lettere greche e latine scritte in bel carattere assai
chiaro e disposte in ordine cronologico.
Le stampate nell'edizione di Venezia del 1502 in fol. non arrivano che a
39 libri, cosicché il Ms. presente contiene 9 libri* di lettere inedite. Le greche
sparse nei varii libri sono in numero di HO e nessuna è stampata, tranne
tre sole pubblicate colla traduzione italiana dal Villa nella suddetta Raccolta
Milanese, ed un'altra che il cav. Rosmini ha inserito nella sua Vita del Fi-
lelfo colla versione del conte Carlo Ottavio Castiglioni. L'ultima lettera greca
di questo Ms. diretta a Demetrio Galcondila ha la data del 28 Maggio 1477
ed e seguita da sei linee di una lettera al Cardili. Francesco Piccolomini
vescovo di Siena, dopo la quale il Codice è mutilo. La carta del Ms. è assai
consistente , benissimo conservato il volume , se non che vi mancano la
prima e l'ultima carta, levate non si sa perchè. Apparteneva alla Biblioteca
capitolare della metropolitana di Milano, alla quale il Filelfo aveva legato
la sua libreria in sostituzione di un suo figlio a lui premorto ,- e da essa
passò per compera in quella del marchese Alessandro Trivulzio. (Vedi Ro-
smini nella Vita del Filelfo, T. Ili, pag. 103).
PH1LELFO Giov. Mario. — Officio della B. V. {Cod. N. 909).
Cod. memb. in 12° del Sec. XV.
Ha le iniziali dorate e miniate e lo stemma Estense a piò della prima
pagina.
Mario Filelfo indirizzava la sua traduzione dell'Ufficio della B. Vergine
A lì inclito et illustrissimo Principe Sorso duca di Modena con una dedica-
toria in terza rima, come in terza rima è il rimanente del Codice.
Dopo l'Ufficio della B. Vergine seguono i Salmi penitenziali : poi le
Litanie de' Santi, ma queste sono in settenari rimati due a due: l'Officio
della Santa croce : le óre dello Spirito Santo : ed in fine diverse altre ora-
zioni per la massima parte in terza rima.
Il Codice è benissimo scritto e conservato. Gli avvertimenti al lettore sono
sempre scritti in rosso ed in versi.
PH1LOMEDIS poetae Macaronici. — Carmina. (Cod. N. 647).
Cod. cari in 8° del Sec. XVII.
Al principio sul frontispizio vi è la data 1615.
Non è citato questo autore, che credo pseudonimo da nessun biografo
e bibliografo.
•
PHILOMUSUS0 Franciscus Pisaurensis. — Opuscula. (Cod. N. 783).
Cod. memb. in 8° del Sec. XVI.
1. Epicedion in funere clarissimi equitis Nicolai Savorgnani (esametri
latini).
V
PIROVANO GIOVANNI 349
2. Oratio in funere splendidissimi equitis Nicolai Savorgnani.
3. Oratio in adventu Beatricis Aragoniae Pannoniarum regina e.
4. Epitaphium Victoriae pulcherrimae mulieris Phannensis.
5 e 6. Aliud, et aliud idem.
Il Filomuso fu amico e, secondo il Giovio, molto stimato dal Bembo. Il
Fabricio nel <* Conspectus Thesauri librarii Italiae » pag. 445 , scrive che
quantunque non avesse mai veduto alcun di lui scritto, pure lo riputava
degno di essere posto nei suoi Elogi, per il solo fatto d'aver goduto della
stima ed amicizia di tanto uomo qual fu il Bembo. Questo Codice come
appare da diverse note che sono alla fine del volume appartenne antica-
mente ad Alvise Andriani, o Adriani, segretario del Senato della Rep. Veneta,
Soi ad Innocenzo de Al bis Vicentino. La scrittura di queste note sembra
ella fine del sec. xvi o principio del seguente. Da una nota poi che trovasi
sul primo fol. di riguardo appare che nel 1763 questo Codicetto autografo
era stato donato al Pat. Ven. Maria Antonio Savorgnan da un frate Luigi
Baroni Servita- Le iniziali de' principali componimenti sono in oro e miniate.
PIETRA famiglia. — Breve epilogo della nobiltà ed antichità della fa-
miglia de^ Conti Pietra di Vigevano. (Cod. N. 1806).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI II.
a
Credesi opera del conte Antonio Pietra. Vedasi anche intorno a questa
casata il Cod. 1807 sotto il titolo di Serie.
P1ETRAGR0SSA. - Storia di Pavia. {Cod. N. 1435).
Cod. cart. in fol. del 1760.
Sul frontispizio leggesi che arriva sino all'anno 1R51, ma vi furono fatte
delle aggiunte che vanno fino al 1567. Questa copia fu fatta da Leopoldo
Riva Pavese nel 1760 sopra il Codice che esisteva in casa Mezzabarba.
L'opera è inedita e non manca di pregio.
PIETRO Andrea Catalano. — Trattato di Mascalcia. (Cod. N. 277).
Cod. cart in fol. del Sec. XVI di fol. 53.
Alla fine prima dell'indice si legge :
« Finisse el libro de Mascalchia de Pietro Andrea homo antiquo et exper-
tissimo ne l'arte equestre de la inclita May està del S.° re don Ferrando
de Aragona et per comandamento de sua S.a Mayestà scritto et traduto
de Gathalano in idioma Italiano et scritto anchora da parte dello 111 mo
S. Federicho delli S.ri et Conti di Sanzorzo per mano de me Jo. Jacobo
de Poncebo de Bayro desiderosissimo et obsequioso servo de esso re ne
Tanno del Signore 1550 a di 20 di Aprile + ».
PIROVANO Giovanni. — Tractatus algebrae et geometriae.
(Cod. N. 219).
Cod. cart. in 8° del Sec. XV.
Il nome del Pirovano si legge sul primo fol, ma non può essere il nome
dell'autore ; ma deve essere quello del possessore, che dalla scrittura appare
posteriore. Ho conservato quel nome, perchè cosi trovasi notato nel catalogo
della Bib. Belgi oj oso, dalla quale proviene.
850 PLATONIS ktc.
PITTI Iacopo Senator Fiorentino. — Istoria. (Cod. N. 291).
Cod. cart. in foL del Sec. XIX.
É una copia del Ms. della Magliabecchiana alla Classe XXV, Cod. N. 349 f
autografo in fol. È la Storia di Firenze dal 1527 al 1530: epoca assai im-
portante, perchè in essa seguì la mutazione dello Stato.
PLATINA Bartholomàeus. - De Amore. {Cod. N. 649).
Cod. memb. in 16° del Sec. XVI.
La prima pagina è ornata di miniature, in alto vi è una colomba sopra
una fiamma, al basso un'arme; composta di un'aquila bianca in campo
azzurro accostata dalle iniziali N. I., intorno corre un fregio. È unita al
volume una illustrazione dell' Ab. Mazzuchelli, che tratta anche delle edi-
zioni che furon fatte di quest'opera, e degli interlocutori che sono intro-
dotti nel dialogo.
PLATINA Bartholomàeus. — De honesta voluptate et valetudine.
(Cod. N. 734).
Cod. memb. in fol. del Sec XV.
Questo bellissimo Codice di perfetta conservazione colla sua legatura
originale ha tutte le lettere iniziali dorate e miniate con puttini ed uccelli.
Il titolo è in oro , ma in parte fu raschiato e probabilmente vi erano le
parole seguenti, che si leggono nelle edizioni stampate di quest'opera: « Ad
« B. Roverellam Sancti Clementis presbiterum Gardinalem ». A pie della
pagina entro corona di lauro eravi un'arme cardinalizia, deducendosi questo
aa qualche resto di cappello rosso. Probabilmente questo era l'esemplare
offerto dal Platina al Card. Roverella.
PLATINA Bartholomàeus. — De falso ac vero bono. (Cod. N. 805).
Cod. cart in fol. picc del Sec. XV.
Questo Codice che apparteneva al prof. Giuseppe Beltramelli di Bergamo
fu da lui illustrato sull'ultima carta ai risgmardo. Ivi egli fa osservare che
in questo Ms. i dialoghi sono indirizzati Divo Paulo II Pont. Max. laddove
T Arisi (dopo vani altri] negli Scrittori Cremonesi li dice dedicati Divo
Stato IV Pont Max., dal che argomenta che il Platina avendo scritta que-
st'operetta dapprima coir idea di offrirla al pontefice Paolo II, l'abbia di
poi (e forse dopo averla effettivamente presentata a quel Pontefice) offerta
al suo successore.
Anche negli interlocutori hawi differenza fra quelli del presente Ms. ed
i nominati dall'Ansi. In fine del Codice leggesi: « Dialogi iij de vero ac
« falso bono finis a Bartholomaeo Platyna editi et Paulo I pont. max. die ».
PLATONIS Atheniensis Phiiosophi illustrissimi Coelestis noliticae liber
a graecis literis in latinas conversus per Pètrum Candidum Decem-
bnum. (Cod. N. 683).
Cod. cart in 4° del Sec. XV.
Incomincia: « Decembris oratoris in traductione totius Politicae Pia-
tonis etc. etc. ad ducem Glowcestrensem Anglum principem.
POESIE ecc. 851
L'Argelati, T. II, P. II, col. 2107 , cita la traduzione della Repub. di
Platone fatta da Uberto JDecembrio. Questo Codice contiene soltanto il I ed
il V libro, che sono preceduti da una lettera del Decembrio. Il Codice termina
con un'altra Epistola del Duca di Olocester ad Uberto Decembrio data Lon-
dini vili Idus Februarias.
PLINIUS (Ca. Cabciuus Seccjndus). — Epistolae. (Cod. N. 644).
Cod. memb. in 8° picc. del Sec. XV.
Queste lettere, di Plinio il giovane hanno in questo Codice ordine diverso
dalle stampate. Principia : « Frequenter hortatus es ut epistolas quas paulo
« accuratius scripsissem etc. » cioè colla lettera con cui Plinio invia il suo
epistolario a Septizio. — Le lettere hanno l'iniziale ed il nome della per-'
sona in rosso, ma incominciando dal fol. 117 v. mancano cotesti nomi , e
non vi è in bianco lo spazio per metterli. La lettera posta per ultima nel
Codice è nelle stampate la ventesima prima del lib. V, diretta a Rufo, dopo
la quale è scritto in lettere capitali rosse « Secundi ultimus ». — Havvi
poi la tavola per ordine alfabetico del principio di tutte le lettere. In un
fol. di risguardo trovasi di carattere anteriore al Cod. un frammento della
Commedia di Terenzio Andria, Atto IV, Se. V.
PLOR1US Dominicus Àrchilegus. — Carmina. (Cod. N. 659).
Cod. cart. in 8* del Sec. XV.
Queste poesie sono dedicate al cav. Paolo Pisani. L'autore dice d'esser
Veneto. Non ho trovato sue notizie in alcun libro. Né Apostolo Zeno, nò il
Foscarini parlano di questo autore, e neppure è nominato nella Bibliografia
Veneta del Cicogna.
Poema eroico in ottava rima, il cui soggetto sono le gesta di Lutio
Rangone. (Cod. N. 1019).
Cod. cart in fol. del Sec. XVI.
Non mi è riuscito di scoprire chi sia l'autore di questo poema. Nel se-
condo canto parla de^li Sforza, ed in particolar modo di Guido cui esso è
dedicato. Questi è dei ramo dei Conti di S. Fiora e nacque nel 1518. Di
soli sedici anni nel 1534 venne creato cardinale da Paolo III. Fu mandato
a Bologna e nelle Romagne come legato nel 1536. Fu gran Mecenate degli
uomini di lettere, e fondo una Biblioteca ed un'Accademia. É probabile che
sia durante la sua legazione a Bologna che gli venne dedicatQ questo poema.
Ebbe grandi dignità e coprì granai cariche, ma non gli mancarono le vi-
cissitudini, essendo stato messo in carcere da Paolo IV nel 1555 come par-
tigiano degli Spagnuoli. Morì nel 156'*.
Il poema è mutilo in fine, non arrivando che ai tre quarti circa del
canto XII. Erra quindi il Quadrio che parla precisamente di questo Codice
(voi. VI, pag. 59)) quando lo dice composto di XII canti, quasi che fosse
completo e finito il poema.
Poesie latine e italiane di autori diversi dei Sec. xv, xvi e xvn.
{Cod. N. 1002).
È un grosso volume di fol. staccati, in parte autografi, ed in gran parte
inediti. Ve ne sono di autori anonimi, e dei seguenti:
352 POESIE SPÀGNUOLE
/
1. Falgano (da). Poesie liriche diverse eoa un dramma intitolato Egle
dedicato a Iacopo Orsi : il principio della Batracomiomachia d'Omero tra-
dotta in versi sciolti (autografo).
2. Ànnibal Caro: due sonetti (copia contemporanea) colia traduzione in
distici latini del sonetto del Petrarca:
a Giunto Alessandro alla famosa tomba «.
3. Della Casa, M. Giov. Sonetto autografo diretto al Vescovo delia Mi-
randola.
4. Trissino: due canzoni (edite) autografe.
5. Solvetti Pietro: composizioni liriche burlesche (copia di mano di Tom-
maso Rinuccini).
6. Meiosi : rime burlesche (copi$ di mano di Leonardo Giraldi).
7. Coltellini Agostino: capitolo in stile pedantesco (copia di mano di
Pietro Vettori il giovane).
8. Cassiano Gero. Madrigale contro Alfonso de' Pazzi.
9. Anacreonte: alcune odi volgarizzate, di autore anonimo.
10. Virgilii Maronis. Moretus, et opusculum de Venere et Bacche
11. Nobilis Verzanensis. Elegia latina. Per la venuta in Firenze della
M.* dell' Impruneta (autografo).
12. Poemetto latino in lode di Pietrasanta ed altri luoghi della Luni-
giana.
13. Poesie latine di autori diversi, sopra varii argomenti.
14. Studii di lingua greca, di anonimo, ed una lettera del Card. Polo a
Piero Vettori sulla morte di M. Antonio Flaminio.
15. Il giudizio universale: tragedia latina con correzioni autografe.
16. Pindaro. Odi tradotte in versi latini.
17. Gambara Laurentius. Carmen ad Antonium Aelium Polae episcopum.
18. Boninsegni. De abitu elephantis Florentiae, 1655.
19. Heliani Ludovici Vercellensis votum prò Ludovico XII Galliaruni
rege (autografo).
20. Bargaeus Aug. Excerpta ex libro X Syriadas (copia contemperanea).
21. Vulpius Ant- Carmen ad Alex. Farnesium Cardinalem.
22. Vulpius Ant. Carmen ad Hier. Dandinum Episcopum Forocorne-
liensem.
23. Poesie latine di diversi scrittori anonimi dei sec. xyi e xvu.
21. Poesie italiane di vario genere e metro dei sec. xv e xvi.
25. Serone. Capitolo in terza rima contro il vestirsi bigio.
26. Ottoboni Marco. Madrigalesse amorose in dialetto Veneziano (autò-
grafo).
Poesie Spagnuole. (Cod. N. 63).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVII.
Nel primo fol. si legge la seguente nota: « Don Gonzalo de Paternoy
« y Ara)gon a xiii de Junio 1555 en Boloiiia nel colegio de Espana en la
« camera del Serior Camoxy Aragones de casa Goca ». — Queste poesie
trattano di argomenti pastorali o amorosi, ed in gran parte sono traduzioni
di quelle del Petrarca.
Poesie Spagnuole. ' (Cod. N. 994).
Cod. cart. in fol. picc. del Sec. XVI.
* •
Non vi è nome d'autore.
POESIE VARIE
353
Potile Spagnuole.
Cod. cari, in fol. del Sec. XVIII.
(Cod. N. 1008)
Sono brani staccati, alcuni de' quali tradotti dall' Or landò Furioso del-
l'Ariosto: sono tutte di quel genere d'argomento..
Poesie per l'incendio del Teatro della R. Ducal Corte di Milano nel-
l'anno 177... (Cod.N. 1009)
Sono due l'una italiana l'altra latina.
Poesie varie.
Cod. cari, in 8» dei Sec. XVI IL 10 voi.
(Cod. N. 880 al 889)
Sono 10 fascicoli di poesie scritte da diversi autori sopra varii argomenti
alla fine del sec. xvnr. Gli autori sono per la massima parte Milanesi ed
alcuni appartenevano all'Accademia degli Inesperti ove portavano nomi di
convenzione. Questa Accademia venne fondata in Milano verso il 1617 nel
collegio di S. Simone da Felice Osio sacerdote amantissimo delle belle let-
tere. Ne parlano il Quadrio, il Ghiiini, il Borsieri, ma non è ricordato dal
Sassi. Vi sono poesie dei seguenti autori:
Agudio Caudico Cod. 880
Fapanni Cod. 880
Antioco Maleo <
• 885
Giupponi «
. 880
Arildo Rineo ■
> 883
Inanto Storenio <
> 885
Ausonio Mirtiaco <
> 885
Meda Gius. i
. 881
Barba vara Ottavio >
> 880
Pallavicini marchese i
> 880
Biamacili Pier Luigi <
> 886
Palmone Tantalico <
. 885
Bianchi Gius. <
> 880
Pari ni Gius. ■
• 880
Bondi Clemente >
» 880
Preti Abb.
> 880
Casti >
► 889
Rossi (Gherardo de) <
• 880
Choeurì D. Frane >
> 880
Sappa cav. Ales. <
• 880
Cordara Giul. Ces. >
» 880
Silvio Pericleo «
• 885
Corilla Olimpia «
> 880
Silvio Telpusio ■
> 881,882,885
Corio Francesco «
. 888
Veniero Domen. «
> 880
Elpino Rineo «
■ 884
Zuppa • i
< 800
Frugoni Carlo In. «
> 880
Poesie varie.
<
....__ (c
Od. N. 1036).
Cod. cart. in fol. del Sec. XIX.
Bonaccorso de Montemagno — Frate Stoppa — Guittone d'Arezzo — Bindo
Bonichi — Gano di Messer Lapo da Colla — Coluccio — Tommaso di Giunta
— Deo Boni — Piero d'Anselmo — Ser Ventura Monachi — Giov. Lam-
bertini. — Vi sono dei confronti e delle note.
Poesie varie.
.Cod. cart. in fol. del Sec. XIX.
(Cod. N. 1037).
La maggior parte sono del Varchi, le altre di Alamanni Luigi — Ariosto
Lodovico — Barbato Petronio — Cappello Bernardo — Gandolfo Bastiano —
Molza — Oradini Lucio — Goro dalla Pieve — Strozzi Giambattista.
Calai Trivulztana
[Stampato il 17 novembre 1883)
45
854 POLENTONUS SICCO
POGG1US Florentinus. — Facetiae. (Cod. N. 634).
Cod. cari in fol. picc. del Sec. XV .
La prima iniziale ò in oro e miniata. In calce della prima pagina vi è
un fregio miniato e doveva esservi uno stemma ora scomparso. Le iniziali
de' capitoli sono in azzurro.
Le facezie del Poggio , malgrado , o forse precisamente perchè oscene
furono stampate molte volte anche nel sec. xv. La prima edizione con data
è quella di Ferrara del 1471. Vuoisi però che fosse stata preceduta da quella
senza note tipografiche che nel Repertorium typoa. delTHain, T. I, p. 133,
porta il numero 13174. Le edizioni però di quest opera sono generalmente
rare. In questo Codice la facezia che incomincia : « Hoc anno millesimo etc. •
ha segnato Tanno 1452, mentre nell'Ed. di Londra del 1798, T. I, p 246,
sta il 1451 a mense Aprili ». Credo che questo Codice sia anteriore alla
Ed. principe.
POGGIUS Florentinus, — De nobilitate liber. ■ (Cod. N. 777).
Cod. memb. in 4° del Sec. XV.
•
Fol. 1 . o Ad insignem omnique laude prestantissimum virum Gerardum
« Landrianum Cardinalem Cumanum Poggii Fiorentini de nobilitate liber ».
Alla fine di questo trattato vi è la data « Die viri Aprilis 1440». Segue:
o Caroli Aretini ad Poggium virum eruditissimum de nobilitate Carmen ».
— Alla fine si legge: Expliciunt feliciter. Jo. de Maguncia scripsit ».
Questo volume assai ben scritto, benissimo conservato colla sua legatura
originale in cuoio inciso, è quello stesso che fu mandato al Card. Lanuriano.
del quale si vede lo stemma nella prima pagina ove trovasi anche una
bella iniziale miniata.
POLENTONUS SicCo. — Vitae illustrium scriptorum. (Cod. N. 815).
Cod. memb. io fol. del Sec. XV.
Sul 1° fol. vedesi una bella iniziale miniata con un ornato che si estende
sul iato di esso. A pie vi è un altro ornato con uno stemma cardinalizio,
di cui parlerò più sotto. Incomincia colla seguente intestazione in lettere
capitali alternate azzurre e rosse: *
SICCONIS POLENTONI VIRI CLARISSIM1
TABVLA PRESENTIS OPERIS FOELICITER INCIPIT.
In fine si legge in lettere maiuscole:
MCGCCXXXVI SICCONIS POLENTONI VIRI
CLARISSIMI VITAE SCRIPTORVM ILLVSTRIVM
LATINAE LINGVAE LIBER OCTAWS DECIMVS
ET VLTIMVS FELICITER EXPLICIT DEO GRATIAS.
Ioannes Baptista Spada de Interamna scriptor extitit.
Sicco Polentone di nobil famiglia Padovana scrisse diverse opere. Questo
Codice contiene la principale delle sue produzioni. Parlarono di lui Apostolo
Zeno, il Tira boschi ed altri. Il Proposto Amati (Ricerche Stor. Scientir.,T. V,
8. 525), riassunse quanto era stato detto prima di lui su questo personaggio,
mesto Codice, da nessuno esaminato, è quello stesso che il Muratori nella
Prefatio ad HisL Mussali, R. I., S. T. X, scrisse di aver veduto presso il
PORCELLIUS PETRUS 355
marchese Vercellino Maria Visconti. Altra copia di quest'opera trovasi nella
Bib. Ambrosiana , codice cartaceo che parmi , dal carattere , posteriore al
Trivulziano. Secondo il Vossio ed il Muratori quest'opera venne dal Polen-
tono compiuta nel 1433, e perciò questo Codice, forse esemplare di dedica
è prezioso essendo fra i più antichi. Lo stemma sormontato da cappello
cardinalizio, che si vede a pie del 1° fol. è quello che trovasi nella T. Vili,
N. 193 dell'Arte del Blasone di M. Ant. Cinanni e che egli dice apparte-
nere alla famiglia Bonsai di Ravenna ; ma non ho trovato nel Ciacconi
alcun Cardinale di quella casata, e fra i porporati del sec. xv non ve n'ha
alcuno che abbia quello stemma con cinque stelle. Quello degli Arcimboldi
è simile, ma non ha che tre stelle.
r
POLIZIANO Angelo. — Canzoni a ballo e poesie. (Cod. N. 899).
Cod. cart. in 8» p. del Sec XVIII.
È opera di Amadeo Mazzoli, che in esso imitò perfettamente la stampa.
Sono le poesie che si trovano colle stanze e coir Orfeo in una edizione della
stamperia Galistina di Bergamo, la quale rimase sospesa è però gli esem-
plari ne sono rari.
POLIZIANO Angelo. — Rime. (Cod. N. 1035).
Cod. cart. in fol. del Sec XIX.
fi una copia esattissima del Codice Chi giano. Vi sono unite delle rime
tratte dai Codici Riccardiani e della Laurenziana, con altri fol. staccati ed
una lettera autografa del Pozzetti al pittore Giuseppe Bossi.
PONTANI Johannis Joviani commentationes in centum sententias Pto-
lomaei. (Cod. N. 151).
Cod. cari in fol. del Sec. XV.
Quest'opera venne stampata per la prima volta da Aldo Manuzio nel
1549. Il Codice è in carattere corsivo, assai chiaro, ed il testo è molto cor-
retto.
PONTONI Giovanni. — Iacopo d'Adria. Novelle. (Cod. N. 7 e 8).
Cod. cart. in 8° del 1825.
È scritto di mano di Luigi Tomai che imitò la stampa. Vi è una vi-
gnetta.
Di questa novella inedita vi sono due esemplari, che hanno delle diffe-
renze nel testo e nel frontispizio ove trovasi un disegno all'acquerello. Uno
degli esemplari fu scritto nel 1825, Ji' altro nel 1826, ed in questo vi è un
altro acquerello che manca nel primo. Amendue gli esemplari sono dedicati
al marchese 6. 6. Trivulzio.
PORCELLIUS Petrus. — Commentaria Comitis Jacobi Piccinini vocati
Scipioni Emiliani edita per P. Porcellium historicum clarissimum,
et missa Alfonso regi Aragonium, et prohemium feliciter incipit.
(Cod. N. 804).
Cod. cart in 8° del Sec. XV.
Ha le iniziali ed i titoli in rosso. Incomincia dopo il titolo soprascritto
356 PORBO DANIELE
colle parole : « Non ingratum Majestati tuae arbitror » . Alla fine è mutilo.
. Appartenne già al prof. Beltramoli. Questi commentari furono pubblicati
dal Muratori nel Tomo XX degli S. R. I. a pag. 70 e seguenti. Apostolo
Zeno, che consacrò al Porcelli un lungo articolo nelle. Dissertazioni Vossiane,
T. I, pag. 15, parla con lode delle sue opere storiche citando il favorevole
giudizio del Muratori e del Card. Quirini. Il Porcelli fu testimonio oculare
ei fatti che racconta in questo libro essendo stato mandato al campo Ve-
neziano dal re Alfonso di Napoli.
Porphirionis et Acronis commentarla in Odas Horatii Flacci.
(Cod. TV. 818).
Cod. memb. in fol. del Sec. XV.
r
Questo magnifico Codice eseguito molto probabilmente a Firenze , per il
celebre re d'Ungheria Mattia Corvino ha nel verso del l°fol. un bellissimo
ornato, nel quale trovasi un ovale in cui sta scritto in linee alternate az-
zurre ed oro PORPHIRIONIS IN HORATIVM. Sotto questo nn quadrato in
cui leggesi parimente in azzurro ed oro HOC VOLvMEN CÒNTINET
COMENTARIA PORPHIRIONIS ET ACRONIS IN (3 HORATIVM
FLACCVM. Al di sotto un altro ovale collo stemma d'Ungheria. Il secondo
fol. è tutto miniato coi diversi stemmi ed imprese di Mattia Corvino nel
contorno, con puttini e figure d'uomini e di bestie, con una bellissima fi-
gura nella lettera iniziale riccamente miniata., ed ha il seguente titolo con
righe alternate d'oro ed azzurro. POMPONII PORPHIRIONIS GR AMA-
TICI COMENTARIA IN ODAS HORATII FLACCI INCIPIVNT. Al
principio del Commento di Acrone vi sono due bellissime lettere iniziali
miniate, e così pure ad un terzo del libro, e lo sono, più in piccolo, le ini-
ziali di ciascuna Ode. Questo Codice benissimo conservato ha la sua lega-
tura originale di cuoio con impressioni dorate , ed a rilievo come le belle
legature arabe, collo stemma d'Ungheria da ambo i lati. Le miniature sem-
brano opera del celebre Attavanti. Edward Edwards nelle « Memoirs of li-
braries London 1859 » T I, pag. 395, ha pubblicato il catalogo dei 102 Mss.
Erovenienti dalla Bib. di Mattia Corvino, ma questo, come pure l'altro della
lisce 11 anca, Cod. 817, non furono da lui conosciuti e non ne parla. Il picco I
numero di Codici rimasti di quella Biblioteca che vuoisi ne contenesse ben
50 mila (cifra esageratissima come ha dimostrato in una memoria stampata
a Torino, il senatore Ercole Ricotti) basta a .dimostrare quanto siano pre-
ziosi, e come a buon diritto P Edwards potesse dire: « To be able to snaw
« a Corvinian book is a triumph even to collectioDS rich in treasures ».
PORRO Daniele. — Trattato dell'origine di varie cose specialmente ec-
clesiastiche. (Cod. N. 304).
Cod. cari in fol. del Sec. XVJI di fol. 96.
È autografo, consiste in una specie di Enciclopedia e contiene svaria*
tissime e pregevoli notizie. Vi è unito un indice.
PORRO Daniele. — Atti ordinarli della Cancelleria Arcivescovile di
Milano. (Cod. N. i 320).
Cod. cart in foL p. del Sec. XVII con alcuni fol. stampati.
L'Argelati, T. II, col. 1117 parlò di Daniele Porro e delle sue opere, ma
non ha ricordato questa che è autografa. Questi Atti furono compilati o
almeno terminati nel 1690, come leggesi nella intestazione. Vi sono altre
PORTOLANO 357
opere di questo autore sotto i titoli: « Formularium Cancellarne Archiep.
« MecL, God. 1321. — Visitatio plebis Abbiategrassi, Cod. 1368 ».
PORTA Carlo. — Giovanni Maria Visconti, Comitragedia. (Cod. N. 580).
Cod. cart. in fol. del Sec. XIX.
È anteriore alla stampa fattane.
PORTA (Nicolaus Gambertus de la) de castro Visconto alias Àrquato.
— Epithalamium in nuptias D. Philippi Mariae Vicecomitis.
(Cod. N. 698).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV.
Il Codice incomincia con un epigramma preceduto dalla seguente inte-
stazione: «Ad illustrissimum principem ac gloriosissimum et excel Ieri tissi-
• mum dominum nostrum dominum Philippum Mariam Anglum vicecomitèm
« eneodem magnanimura Mediolanensium ducem etLombardiae moparcham
« per Nicholaum Gambertum de la Porta de castro Visconto alias Arquato
o epitalamici seu nuptialis poematis epigramma suique devotissima reco-
• mendatio ».
L'iniziale di questo epigramma è riccamente miniata e dorata e da essa
diramasi uh fregio che orna tre lati della pagina. In alto vi è l'impresa
della colomba, di fianco quella della salvietta , a pie della pagina le arme
inquartate dei Visconti e di Savoia, che dimostrano esser questo l'esemplare
offerto agli sposi. Al verso dello stesso fol. vi è una dedica agli sposi ed
incomincia il poema che è diviso in quattro libri , ciascuno de' quali ha
l'iniziale miniata. Termina il volume colle seguenti parole in rosso: «Epi-
« thalamium seu nuptialis poematis explicit li ber quartus ».
Questo Codice deve essere stato scritto nell'anno 1427, in cui ebbero
luogo le nozze fra il duca Filppo Visconti e Maria di Savoia figlia del duca
Amedeo VII. Vedasi il Cod. 704 di questa Bib. Miscellanea latina ove tro-
vasi l'orazione dell' Abb. di S. Ambrogio Antonio Riccio per gli sponsali
che- furono celebrati a Vercelli. Questo poemetto è inedito. L'Argelati non
parla del suo autore, di cui non ho trovato notizie.
PORTOLANO. (Cod. N. 2160),
Cod. memb. in 8* del Sec. XVI. v
■ «
Questo elegante volume delineato con molta cura nel 1536 consta di
12 fol. Avvertasi perocché i fol. sono contati come si usa per le carte geo-
{ grafiche, cioè il verso di un fol. col recto seguente. Conserva intatta la sua
egatura originale di cuoio rosso con ornati impressi in oro.
Nel 1° fol. vi è una tavola di calcoli astronomici sulla levata e decli-
nazione del sole.
Nel 2° è tracciato il Zodiaco coi segni delle costellazioni dipinte in az-
zurro alluminate in oro. Nel mezzo sta scritto AEQVINOCTIALIS 1536.
Nel 3° trovansi le isole Molucche ? il golfo del Messico colle coste set-
tentrionali dell'America dèi Sud, e più sotto staccato è delineato lo stretto
di Ferdinando Magelanes. È da notarsi che al Sud e Sud Est di Cuba vi
sono due isole segnate in oro col nome Spagnola. Le carte sono, come in
tutto il Codice, colorite in azzurro. Non vi sono nominate che le foci dei
fiumi, i porti, ed i capi.
Nel 4* vedonsi le coste orientali delle due Americhe e la costa occiden-
tale dell'Africa, il Mediterraneo, il mar Nero, le coste della Spagna , della
Francia e le isole Britanniche.
358 PRATO^ TOMMASO DA TREVISO
Nel 5° Vi sono i contorni della Spagna, dell'Africa, dell'Arabia colle
coste dell'India e dell'Asia fino alla China.
Nel 6° trovansi le isole Britanniche , e le còste della Frisia , Olanda 9
Francia, Spagna ed Africa sino al 29° grado di latitudine.
Nel 7. le coste del Mediterraneo sino alla Corsica e Sardegna , non ve-
dendosi la Sicilia, e delle coste d'Italia solo una parte, cioè sino a Civita-
vecchia.
Nell'80 le isole di Corsica, Sardegna e Sicilia, l'Italia, il golfo di Venezia
e le coste della Dalmazia e dell'Africa da Bona sino alle Gran Sirti o 17
grado di longitudine.
Nel 9° il rimanente delle coste del Mediterraneo e del mar di Mannara
con tutte le isole dell'Arcipelago Greco.
Nel 10° le coste del Mar di Marinara, mar Nero e mare d'Azof.
Neiri 1° la planimetria dei due emisferi.
Il 12° è bianco.
Nel Codice i nomi sono scritti ora in italiano, ora in latino e spagnuolo.
Deve però essere stato fatto in Italia. Lo arguisco dalla squisita eleganza
delle figure del zodiaco , dalla scrittura e aal vedere che nelle carte ove
trovasi la scala delle misure è scritto Cento mia da punto a punto , ed in
un'altra Mia dexe da punto a punto. Non occorre il aire che vi sono le rose
dei venti. Il Codice è delineato e scritto con singolare accuratezza e finezza.
L'altezza della carta è di m. 0,21, i fogli spiegati misurano m. 0,30. È di
una perfetta conservazione.
•
Praeleotiones ad rubricam ff. anonymi auctoris. (Cod. N. 1713).
Cod. cari in fol. del Sec. XVII.
Pratioa dell'affettuoso tratto interiore dell'anima con Dio suo sposo.
(Cod. N. 363).
Cod. cari in 4° del Sec. XVII.
Sembra opera d'un Carmelitano Scalzo.
PRATO Tommaso da Treviso. (Cod. N. 654)
Cod. memb. in 8° scritto nel 1475.
Questo Codice descrive in versi latini elegiaci la morte data dagli Ebrei
di Trento al B. Simone fanciullo di due anni e quattro mesi nella setti-
mana Santa del 1475. La descrizione è dedicata dall'autore con una lettera
in prosa a Giovanni Hinderbach principe , vescovo di Trento. Nella mede-
sima lettera dicesi che il soggetto di questi versi è tratto dalla relazione
mandata ai Bresciani dal medico Gian Mattia stampata da Gerardo nella
città di Trevigi (veggasi il Panzer, T. Ili, pag. 40, N. 68) Pare che questo
Codice abbia appartenuto alla libreria dell' Ilinderbach e che anzi sia quello
stesso che l'autore presentava al suo mecenate non solamente per lo scudo
che vi aveva fatto delineare , e che doveva probabilmente portare le armi
di Quel personaggio, ma ancora per la sottoscrizione seguente che si vede
in une del libro:
Thomas pratus mancipium tuum. mccccIxxv Idibus Septembris.
La soprascritta illustrazione è dell' Ab. Pietro Mazzuchelli, che autografa
è unita al Codice.
PBISCIAM etc. 359
PRATO. — Chronica de rebus Mediol ab anno 1499 ad annum 1519
concordata cum originale in Archivo Ex.m Dora. Principis Trivultii.
(Cod, N. 1342).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
Questa copia è di mano di D. Giov. Ànt. Trivulzio. Vi sono alla fine
alcune note ai mano di D. Carlo Trivulzio sulle morti singolari avvenute
in Milano, furono cavate dai libri mortuari che si costudiscono nell'Archivio
del Tribunale della Sanità di Milano. Fra l'altre vi è notata quella del ce-
lebre pittore Bernardo Zonale. Vi sono nel volume ed alla fine diverse po-
lizze originali di ingiunzione a pagamento delle tasse imposte in diversi
anni al principio del sec. xvi. Questa cronaca fu pubblicata a Firenze nel
1842 nell'Archivio Storico Italiano.
Preoetti morali e politici per la Ser.ma Principessa Claudia de' Medici
Arciduchessa d'Austria. {Cod. N. 238).
Cod. cart. in 4° del Sec XVII.
Claudia de' Medici cui furono diretti questi precetti da autore anonimo
nacque da Fernando I granduca di Toscana nel 1604. Venne fidanzata nel
1609 a Maria della Rovere duca d'Urbino. Le nozze si celebrarono nel 1621.
Rimasta vedova dopo due anni, sposò nel 1626 Leopoldo d'Austria (Tonte
del Tirolo: morì nel 1648, lasciando fama di donna dissoltissima.
Questo esemplare è certamente quello offerto alla principessa Claudia ,
essendovi al principio lo stemma bipartito d'Austria col Mediceo, che viene
anche ripetuto nel secondo fol., ove in mezzo ad ornati , fatti a penna, vi
è la dedica a quella Principessa. In un bellissimo officio miniato di questa
Biblioteca che porta il N. 465, trovasi -la firma sua' e quella dell' arciduca
Leopoldo suo marito.
Priorista Fiorentino scritto da Luca di Antonio di Marco di Cipriano
Chiari cittadino Fiorentino, diviso in V libri, Tanno 1630.
(Cod. N. 1802 al 1804).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII. 3 volami.
Le armi ed altre imprese di ciascuna famiglia vi sono colorate con molta
diligenza. Vi sono pure rappresentate diverse costumanze Fiorentine, come
S recessioni e carri trionfali e gli stemmi della città che componevano il
randucato di Toscana. Proviene per eredità dalla Bib. Rinuccini dove por-
tava fra i Mss. il N. 236.
Priorista delle famiglie Fiorentine disposto per arti maggiori e minori.
(Cod. N. 1805).
Cod. cart. in fol. picc. del Sec. XVIII.
PRISCIANI Caesariensis Opus in XII Maronis Virgilii versus incipit.
(Cod. N. 655).
Cod. memo, in 12° del Sec. XV.
Questo Codice ha molte varianti dal testo stampato da Aldo nel 1527.
Conserva la sua bella legatura originale in cuoio impresso.
360 PRIVILEGIA etc.
Privilegia monachis Montis Olivati a Julio II Pont. Max. clementer
indulta mdvii. (Cod. N. 435).
Cod. memb. in 4° del Sec. XVI.
Questo titolo si trova scritto in oro sul primo fol. Alla fine vi è l'au-
tentica del detto privilegio fatta da un notaro nel 1524.
Privilegia et Sententiae prò monasterio S. Hieronymi de Gastellacio
Dioecesis Mediol. (Cod. N. 380).
Cod. memb. 'in 8° del Sec. XV, con aggiunte del Sec. XVL Alla fine è mutilo.
Privilegia con firmata et »nuper concessa comitibus de Tolentino circa
infeudatione Bereguardi, 1592. • (Cod. N. 1225).
Cod. memb. in 8* del Sec. XVI (originale).
Privilegia et in vesti turae feudorum concessa a ducibus Mediolani fa-
miliae de Crottis nec non investiturae eorundem feudorum antea
concessae Antonio de Porris. (Cod. N. 1285).
Cod. memb. in 4° del Sec. XV.
Le terre di Robbio, Vinzaglio ed altre concesse in origine, nel sec. xiv
al Conte Stefano de Porri secretano ducale e ad Antonio Conte di Polenzo,
suo tiglio, quando quest'ultimo. venne decapitato nel castello di Milano nel
1403 , furono in seguito accordate ai Crotti, come vedesi dalle investiture
che trovansi al principio del volume.
Privilegia varia ab anno 1081 ad an. 1369. (Cod. N. 1507).
Cod. memb. in fol. del Sec. XV.
Il primo di qitesti privilegi è concesso al Monastero di S. Simpliciano
in Milano. Tutti poi sono relativi alla terra di Treviglio. L'ultimo al fol. 16,
con cui termina il Codice è di Bernabò Visconti. Il Codice non è completo,
perchè al detto Monastero di & Simpliciano prima del 1081 erano già stati
concessi altri privilegi , e moltissimi altri ne ebbero dopo il 1369. Anche
quest'ultimo diploma è mutilo.
Privilegia donationes re numeratori a e absolutiones et remissiones in
gratiam a Gubernatoribus Mediolani prò Carolo V concessa ab anno
1527 ad an. 1529.
Item ab anno 1526 ad 1530.
Item ab anno 1542 ad 1547. (Cod. N. 1618 al 1620).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI, 3 voi.
Appartennero per certo all'Ufficio del Senato di Milano, che doveva re-
gistrare i privilegi.
PROCESSO DI FRA GEROLAMO SAVONAROLA 361
Prooessionale Romano. (Cod. N. 364).
Cod. cart. in 4* del Sec. XV di fol. 109.
In fine vi è la nota seguente : « Iste liber est. Sci Martini de Postalexio,
a et ego presbiter Jo. Petrus del Plano et rector suprascriptae ecclesiae
feci aptare de mense Augusti 1551 ».
Prooessionale. (Cod. N. 365).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV.
Incomincia colle seguenti parole in rosso: « In Purificatane beate
« Marie V. ad processionem etc • Nella prima lettera vi è una miniatura
rappresentante la Vergine che adora il bambino. Le altre iniziali sono tutte
miniate, ma senza figure. Vi è notata la musica in tutto il libro.
ProoeMional* secundum usuai Ecclesiae Sancti Johannis Hierosolimitani.
(Cod. N. 386).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV.
L'amanuense che scrisse questo Codice era francese come lo mostra il
carattere. In principio vi è una lunga illustrazione scritta da D. Carlo Tri-
vulzio.
•\
Frooesso di fra Gerolamo Savonarola. (Cod: N. 202).
Cod. cart. in fol. del Sec. XV di fol. 48.
Il primo fol. incomincia colla data seguente:
« Adì 20 di Maggio 1498. Examina di fra Girolamo facta dal R.do i. e.
« padre frate Joachino Turriano da Viue^ia generale dell1 ordine di S. Do-
« menico et M.r Francesco Remolino clerico Ilerdense auditore del Gover-
« natore di Roma in questa cosa commissario del Papa ».
Si vede che vi doveva essere un precedente interrogatorio, perchè il
testo che segue incomincia colle parole : « Di nuovo interrogato se con lui
a havieno praticato etc. ».
Gli esami del Savonarola occupano 13 fol., sull'ultimo de* quali vi è la
conferma di quanto aveva precedentemente confessato sottoscritta da lui ai
25 d'Aprile 1498 con dichiarazione di non aver subito tortura.
Al tol. 14. « Confessio fratris Silvestri Andreae de Florentia ordinis pre-
ci dicatorum », la quale incomincia al fol. seguente e termina al fol. 23.
Al verso del fol. 22 si legge: « A dì 27 (f Aprile 1498, nel segreto. Fra
e Silvestro tirato su la fune et poi posto giù disse quanto apresso ».
Al fol. 26. a Examina di fra Domenico da Pescia » che incomincia al
fol. seguente e finisce al fol. 29 verso.
Al Tol. 31 si trova la Examina facta dal Savanarola davanti ai commis-
sari et examinatori delli Ex.mi Sig. Fiorentini , ed in seguito due lettere
dirette al Papa, l'ultima delle quali firmata da moltissime persone nelle
quali vien attestata la santità della vita di fra Gerolamo. In ultimo vi è
un fol. staccato scritto da altra mano relativo esso pure al Savonarola. —
Il Sig. Prof. Pasquale Villari nel 2° volume della vita di fra Girolamo, che
pubblicò a Firenze coi tipi del Le Monnier nel 1861 fra i documenti (pa-
gina cgxlix e seguenti) ha dato alla luce i tre falsi processi contenuti in
questo volume, del celebre frate domenicano e dei suoi due discepoli e com-
pagni di sventura, con due lettere in sua difesa (pag. clxvii). In questo
Calai TrivtUziana (Stampalo il 17 novembre 1883) 46
362 PROSODIA
Codice, che ritengo sia quello di Milano, di cui gli mandò copia il signor
Dan si, vi sono tutti i nomi dei cittadini che sottoscrissero la seconda lettera,
nomi che il sig. Vi Ilari credette inutile di stampare. I processi non sono
nello stesso ordine che nell'edizione di Firenze, e vi sono delle varianti che
osserva il diligente autore, si riscontrano in tutti i Codici da lui esaminati.
Questa è certamente una delle copie Mss. date fuori dalla Signoria di Fi-
renze. La legatura è formata da un fol. di pergamena con liste di pelle
nera, come usa varisi a Firenze in quel tempo somiglianti a quella di alcuni
Codici originali Rinuccini di quella età che stanno in questi Biblioteca.
Frooesio offensivo e difensivo nella causa agitata contro rill.mo Colon-
nello D. Filippo Leyzaldi per l'uccisione da lui commessa di sua
moglie. (Cod N. 1296 e 1297).
Cod. cari in fol. del Sec XVII. 2 copie.
Sono stampati, ma vi sono delle aggiunte manoscritte. L'originale di
questo curiosissimo processo esisteva nell'Archivio del Palazzo di Giustizia,
ed ora nell'Archivio di Stato.
Prooessua prò resignatione ecclesiae Mediolanensis. (Cod. N. 1517).
Cod. cart in fol. del Sec. XV1I1.
Nel 1737 il Card. Benedetto Erba Odescalchi Arcivescovo di Milano per
ragioni di salute rinunciò all'amministrazione della diocesi riservandosi una
pensione sui redditi della Mensa Arcivescovile.
Profezie intorno ai Sommi Pontefici. (Cod. N. 549)
Cod. cart. in fol. del Sec XVII con figure.
Sono dodici i Papi, dei quali sono date le figure e gli emblemi. Sotto
di essi vi è la pretesa profezia , che non è altro che un cenno brevissimo
con parole arcane del loro carattere e delle vicissitudini del loro pontificato.
L'ultimo è Gregorio XV Ludovisi, che morì nel 1623. Non sono tutti in
ordine di successione. La prima iigura rappresenta le mura di una città
con molti soldati: sarebbero con questo tredici disegni.
Progetti di una nuova taglia nello Stato di Milano. (Cod. N. 1670).
Cod. cart. in fol. in parte stampato.
Questo grosso volume contiene molti documenti relativi alle imposte
nello Stato di Milano. Vi si trovano le risposte fatte dalle singole città.
Questi progetti risalgono al 1709, e sono preceduti da tre fascicoli di rela-
zioni sopra il Nuovo metodo di regolare i carichi,. le quali sono del 1679.
Prosodia. (Cod. N. 752).
Cod. cart in 8° del Sec XV.
Sopra il fol. di risguardo vi è la nota seguente:
« Èst Bassiani de villanis et àmicorura quem sibi M.r Aloixius frater
« dono dedit.
PSALTERIUM etc. 36 S
PROSPER Aquitanicus. — Epigrammata. (Cocl. N. 498).
Cod. memb. in 4° del Sec. XV. '
Degli epigrammi di S. Prospero furono fatte diverse edizioni nel sec. xv,
che tro valisi nel Denis , Panzer, Hain ed altri bibliografi. Nessuno però di
essi ha registrato quella fatta in Milano dallo Zaroto ai xxvi Febbraio
mcccclxxxx, e che esiste in questa Biblioteca. Alla line sopra un fot. di
risguardo trovasi l'è vangelo di S. Giovanni « In principio erat verbum ».
Psalmi poenitentiales. . (Cod. N. 488).
Sono scritti in oro con le iniziali miniate sopra un rotolo di pergamena
composto di quattro pezzi della lunghezza di metri 2,37 e della larghezza
di metri 0,11. É benissimo scritto.
Psalterium Davidis graece et latine. (Cod. N. 2161).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV
consta di fol. 234, più due fol. di riaguardo al principio in pergamena purpurea.
Questo bellissimo Codice contiene il testo greco e la versione latina della
seconda revisione di S. Gerolamo colle note esemplari. Vi sono aggiunti i
cantici coi simboli alcune preghiere, qualche opuscolo di S. Gerolamo con
un commentario sul salmo Miserere. 11 volume incomincia con due prefa-
zioni latine, la seconda delle quali è di S. Gerolamo.
Al verso del 3° fol. vi è miniata una lapide con inquadratura architet-
tonica con puttini dai lati e sopra , con uno stemma a piò della pagina
Capriolato rosso in campo azzurro sormontato da una mitra abbaziale. Sulla
lapide marmorizzata sta scritto in oro la seguente iscrizione:
INCIPIT PSAL
TERIVM DE
TRANSLATIONE
LXX INTER
PRETVM EMEN
DATVM A DI
VO HIERONY
MO
IN NOWM.
Nel fol. seguente la miniatura rappresenta una pergamena sospesa fra
due alberi spiegata con scrittavi un'altra iscrizione con angioletti e satiri.
Il verso del 4° fol. e recto del 5° contengono una stupenda miniatura,
opera di Gerolamo dai libri che rappresenta il popolo Ebreo col re Davide
che riconducono l' Arca da Gaban e la morte di Ozam che aveva osato sten-
dere la mano per sostenerla.
Al versò del 5° fol. incomincia il testo greco raffrontato al recto del 6° fol.
dal testo latino dei Salmi di Davide. Amendue queste pagine hanno una
bellissima inquadratura colle iniziali miniate ed al basso di esse ripetuto
quel medesimo stemma che si notò al fol. 3°.
Il Salterio greco termina al verso del fol. 196, ed il latino al fol. 197
recto. Il rimanente del Ms. contiene gli inni, e gli altri opuscoli sopra ac-
cennati.
364 PUBICELLI (JO. PETRUS)
Questo Codice è un vero gioiello sia per la bellezza delle miniature che
vi sono numerose , avendone tutte le iniziali , sia per V accuratezza della
scrittura tanto del testo greco quanto del latino, ed è di una perfetta con-
servazione.
• .
Psalterium Graecum. (Cod. N.. 340).
Cod. memb. in 12° del Sec. XIV mutilo.
Psalterium secundum ordinem fratrum praedicatorum. (Cod. N. 451).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV.
Il titolo è in oro, e tutta la pagina ha una inquadratura miniata, come
pure l'iniziale nella Quale vedesi la testa del re Davide. Nella parte infe-
riore vi è la figura di S. Caterina e dai lati gli stemmi Visconti e Modroni.
D. Carlo Trivulzio, in una dotta dissertazione che è inserta alla fine del
volume, esprime l'opinione che questo Codice possa aver appartenuto ad
una delie due figlie del conte Nicolò Maria Visconti (cbe si ammogliò nel
1684 con Teresa figlia ed erede del marchese Antonio Modrone), le quali si
monacarono nel convento di S. Lazzaro in Milano. Gli stemmi non sono
contemporanei alle miniature del Codice, ma si vede che furon fatti sopra
altri più antichi servendosi degli stessi scudi. Probabilmente furono ese-
guiti quando una delle due sorelle Visconti Modrone entrò nel monastero.
Psalterium secundum consuetudinem fratrum ordinis Montis Oliveti.
(Cod. N. 456)
Cod. memb. in 8° del Sec. XV.
Mancano in principio 4 fol. e così pure qualcuno nel mezzo; l'ultimo
fu tagliato per metà. Vi è al principio del volume una nota di D. Carlo
Trivulzio, in cui egli dà le ragioni per cui questo Salterio è da ritenersi
appartenuto alle Oblato della Torre de' Specchi a Roma, e parla di S. Fran-
cesca Romana istitutrice di quei convento. Ha la sua legatura originale.
PURICELLI (Jo. Petrus) Sancti Satyri confessoris et SS. Ambrosii et
Marcellinae tumulus e nocturnis facibus diurnae veritatis suae lucis
restitutus. (Cod. N. 1272).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
È autografo e vi sono moltissime correzioni. Quest'opera fu stampata in#
Milano dal Malatesta nel 1658.
PURICELLIJJo. Petrus). — De Guillelma Boema vulgo Gulielmina ■
anno dni ob haereseos notarli exhumata demum at combusta, deque
secta ipsius (Cod. N. 1371).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
Questo opuscolo inedito è citato dall' Àrgelati nel T. II, col. 1141, N. lxix.
PURICELLI (Jo. Petrus). — Dissertatio historica de Ambrosianae Mediol
basilicae decumanis. (Cod, N. 1515).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVII.
i
B inedita, e citata dall'Argelati, T. II, col. 1139, N. xxm.
PURICELLI (JO. PETRUS) 365
PURICELLI (Jo. Petrus). — Interdicti Mediolanensis an. 1632, Sede Ar-
chiepiscopali vacante promulgati, aliorumque interim prò ecclesiastica
immunitate gestorum narratio. (Cod. N. 1516).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII. '
Questo è il Codice autografo che apparteneva al Sassi bibliotecario del-
l'Ambrosiana, e che venne citato dall' Argelati nel T. II, col. 1139 al N.xxv.
È inedito.
PURICELLI (Jo. Petrus). — Miscellanea et Sorniani allegata.
(Cod. N. 1622).
Cod. cart. in foL dei Sec XVII e XVI II. Contiene:
I. Lettere e scritture spettanti alla pubblicazione delle due opere Am-
brosianae basilicae Monumenta e Tumulus S. Satyri.
II. Index capitum dissertationis quae inscribitur de Ambrosianae basi-
licae decumanis.
HI. Fragmentum contra antiquitatem canonicorum supra monacos in
basilica Ambrosiana.
IV. De juribus monachorum Cistercensium ecclesiae et monasterii S. Am-
brosia ante concordiam Urbani VIII auctore Ab. D. Hilarione Manenti.
V. Allegata ad concordiam in causa praeeminentiae quam defendit prae-
positus S. Ambrosi i contra canonicos Ecclesiae Metropoli tana e auctore Ni-
colao Sormano.
VI. Manifesto del suddetto Sormani e letterati in occasione della sua
allegazione con alcune postille Mss.
866 QUADBIO AB. FRÀNC. XAVERIO
Q
Quaderno de varias escrituras en las differencias de jurisdicfones ec-
clesiastica y rea! del Estado de Milan. (Cod. N. 1286).
Cod. cari in fol. del Sec. XVI.
Vi sono molti documenti, anche, latini ed italiani, sulla controversia per
la giurisdizione ecclesiastica , che aveva dato luogo ad atti clamorosi fin
dal tempo del Pontificato di S. Carlo Borromeo, e che si vedono continuare
sebbene con minor violenza sotto il Cardinal Federico suo successore nella
Sede Arcivescovile.
•
QUADRIO Ab. Frano. Xaverio. — Opuscoli. (Cod. # 158).
Cod. cart in 8° del Sec. XVIII.
1. Frammento di un'apologia per essere uscito dalla Compagnia di Gesù.
2. Sonetto contro gli ordini religiosi.
3. Correzioni ed aggiunte alle Dissertazioni sulla Storia della Rezia.
Vi è unita una notizia, stampata, sulla vita del Quadrio ed alcune carte
Mss. relative alla stampa della Storia d'ogni poesia.
QUADRIO Ab. Frano. Xaverio. — Dell'istoria delle piante. — Confronto
di alcune lettere Etnische, Greche, Latine, Ispaniche, Runniche.
(Cod. N. 178).
Cod. cart in fol. del Sec XVIII. Autografo.
Nel fol. 50 della Raccolta Milanese in cui vi sono le Notizie della vita
e degli stridii delFAb. Francesco Saverio . Quadrio t alla fine trovasi la nota
delle sue opere. Fra queste è notata La Botanica universale Ms. « Dicesi
« che il nostro Quadrio gran mano abbia avuto nell'opera che su questa
« materia abbiamo sotto il nome di Giacomo Zanichelli ».
Questo Codice contiene l'opera del Quadrio, che rimase inedita.
QUADRIO Ab. Frano. Xaverio. — Rime. (Cod. N. 915).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVI II.
Queste rime sono autografe e inedite. Sono distribuite in Rime serie o
QU1BIC0 DOMENICO 367
morali, Egloghe, Dialoghi, Cantate, Rime burlesche e satiriche. Nella rac-
colta degli Autografi che trovansi in questa Biblioteca vi sono delle Terzine
e sedici sonetti diretti dal Quadrio al marchese Alessandro Trivulzio.
QUADRIO Ab. Frano. Xaverio. — Sotto il pseudonimo di Messer Grillo
da Lunebiirgo. Il Mondo lunare scoperto : poema eroico in cui sotto
allegorìa viene espresso il cammino dell'anima alla perfezione Cri-
stiana. (Cod. N. 1032).
Cod. cari in fol. del Sec XV11I. Autografo.
Nel predetto N. 50 della Raccolta Milanese fra l'altre opere ò notato
anche questo suo lavoro che rimase imperfetto Non oltrepassa di molto i
quattro Canti.
Qointernetto delle elemosine fatte dal Card. Benedetto Erba Od escalchi
Arcivescovo di Milano sottoscritto dal medesimo in rendimento di
'conti del suo elemosiniere D. Giov. Maria Masnago dal mese di
Luglio 1714 al febbraio 1715. (Cod. N. 1452).
Cod. cart in fol. Originale.
QUIRICO Domenico. — Relacion de los Priorados de Castilla y Leon.
(Cod. N. 1722).
Cod. cart. in fol del 1608.
Questa relazione fu stesa per ordine di Emanuel Filiberto principe di
Savoia che ebbe il godimento di quei due priorati appartenenti all'Ordine
Gerosolimitano. Il volume conserva la sua legatura originale colla croce
dell'ordine ripetuta da ambo i lati del cartone. Il 1° fol. è coperto da un
grande stemma composto di diverse arme inquartate. Nel 2° fol. vi è la
dedica Al Serr* Principe D. Manuel Filiberto de Austria principe de
Saboya Gran prior de lo Orden de San Joan y de los priorados de Castilla
y Leon en Espana. Questo esemplare, probabilmente unico, è quello stesso
che fu consegnato al Principe. Lo credo autografo essendovi in due luoghi .
replicata la firma dell'autore, che è fuor di dubbio originale, e simile alla
scrittura di tutto il Codice.
868 RACCOLTA ecc.
R
Baooolta di carte, lettere ed altri documenti relativi alla, stamperia del-
l'Accademia Veneta^ (Cod. N. 109).
Cod. cart in 8° del Sec XIX.
L' originale di questo Codice composto od almeno conservato da Apostolo
Zeno era stato da lui legato ai frati Domenicani di Venezia, che nei 1809,
rifiutarono di venderlo al Sig. Renouard, autore della Imprimerle des Aldes.
Venne loro tolto con altri Mss. e libri dal Governo francese e mandato alla
Bib. di S. Marco» dalla quale passò immediatamente' nelle mani del Conte
Mejean capo del Gabinetto del viceré Eugenio. I monaci ne avevano fatto
fare una copia pel Renouard, che vi aggiùnse altri documenti, come risulta
da una nota a stampa che è sul 1° fot. Alla vendita della libreria Renouard
fu comperato per órdine del marchese Giorgio Trivulzio.
Baooolta di Sonetti usciti durante la guerra in Germania ed Italia alla
morte delllraper. Carlo VI. (Cod. N. 923).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVIII.
Baooolta di varie poesie dal 1616 al 1630. (Cod. N. 1001).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVII.
Incomincia con alcune poesie spagnuole. Vi sono delle canzoni di Fabio
Varese in dialetto Milanese. Alcune rime di Claudia Trivulzio ed altre, con
alcune stampate.
Baooolta di stemmi gentilizi dipinti. (Cod. N. 1779).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
Vi sono gli stemmi dei Principi che signoreggiarono Bologna e quelli
dei Legati e Vicelegati pontificii dall'origine al 1721.
M1SSALE ROMANUM
j>er il
DUCA CARLO DI BEPY
Codice N?2J66 Pagina N* 246
Mìfono
Foioqrat Da/la- Civce
£?KXipa& C. torre- *
RAGIONAMENTI ecc. 369
Baooolta di stampe incise da Marc' Antonio del Re verso Tanno 1730
rappresentanti diversi palazzi, chiese ed altri edifìci di Milano.
(Cod. N. 1571).
Cod. cart. in 8° del Sec XVI IL
Sotto ciascuna di queste incisioni che sommano al numero di 83 vi sono
delle notizie storiche sulla origine dell' edificio che rappresentano, sui cam-
biamenti di destinazione che subirono, se pubblici, e dei proprietari se pri-
vati. Alle prime fatte da Francesco Beilati nel 1790 ne furono aggiunte
delle altre che arrivano sino al 1810. Questa raccolta è preziosa non solo
perchè è unica, per quanto mi consta, ma anche per averci conservato l'i-
conografia di moltissimi edifici che furono demoliti o vennero trasformati.
Baooolta di disegni. (Cod N. 2145).
' God. cart in fol. picc.
9
Consta di venti fogli, tredici dei quali sono disegnati da ambo le parti.
Questi disegni non sono della stessa mano. Svariatissimi ne sono i soggetti
e il modo di tratteggiarli. Vi sono acquerelle, disegni col lapis a due co-
lori, a penna, lumeggiati di bianco su fondo verde , altri su fondo giallo-
gnolo, o roseo. Vi sono studi dal nudo, ornati, architetture, bestie. Alcuni
di questi disegni sono di mano maestra, talché furono supposti di Leonardo
o per lo meno della sua scuola. Di questo Codice parlò l'Amoretti nelle
Memorie sulla vita, gli studi e le opere di Leonardo da Vinci (Mil. 1804),
attribuendo a quel sommo artista un ritratto che trovasi in questo Codice
e dicendolo dell'amico e discepolo di lui Francesco Melzf. Ma nulla trovasi
che valga a render certo e neppur probabile tale giudizio dell'Amoretti, che
è soltanto una supposizione.
Ragguaglio pel tumulto di Napoli del 1647. (Cod. N. 203).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
È un diario di quanto accadde nel tumulto di Napoli, del quale fu capo
Masaniello. Questa relazione è assai pregevole, perchè fatta da un testi-
monio oculare. Alla fine vi sono delle pasquinate fatte in occasione dei
giustiziati in quel periodo di tempo.
Ragguaglio della occupazione della Garpegna nel 1738.
(Cod. N. 1303).
Cod. cart in fol. del Sec. XVIII.
Ragguaglio del Concistoro degli Em.mi Cardinali in occasione che fu
innalzato alla sacra porpora TEm.0 Card. Coscia. (Cod. N: 1306).
God. cart in fol. del Sec. XVIII.
Ragionamenti dell'Orazione sacra. (Cod. N. 420).
Cod. cart. in 8* del Sec. XVII.
Citai. Trivulztana {Stampato il 17 novembre 1883) 47
370 REGISTRO ecc.
Ragioni che hanno mosso Ferdinando Gonzaga Duca di Mantova ad
abbandonare il mondo e principato dopo la successione mascolina.
(Cod. N. 79).
Cod. mem. in 4* del Sec. XVII dì, fol. 23 scrìtti.
Tutte le pagine hanno un doppio contorno in oro. Le iniziali di tutti i
periodi. sono in oro: le principali sono più ricche. Lo scritto è indirizzato
dal Duca al Santo Padre.
Osservando il lusso calligrafo ed i contorni in oro crederei che questo
esemplare sia quello che doveva essere presentato al Papa.
RÀYMUNDI (Magistri). Summa de poenitentia. (Cod. N. 355).
*
Cod. memb. ia 12* del Sec. XV.
Al principio vi sono sei piccoli fol. palimsesti. La prima scrittura , di
poco anteriore all'età del Codice, è un frammento di trattato ascetico. La
seconda consiste di note insignificanti.
Il 1° e 2° fol. sono occupati dall'indice delle materie , in fine al quale
vi è la data 24 Aprilis. Nel fol. seguente segnato 1 incomincia il trattato,
che termina al verso del fol. 46, dove principia un altro trattato ascetico,
senza nome d'autore, che finisce al fol! 57, dove si trovano alcune note di
scrittura più recente di argomenti diversi, che sono pure insignificanti.
Rebus (de), gestjs Episcoporum Comensium. (Cod. N. 1269).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
Contiene' anche varie cose ris^uardanti i Santi e le feste di quella dio-
cesi, ed un inventario del 1297 dei beni posseduti dalla chiesa Comense nei
diversi distretti del suo territorio.
REDANÀSCO. — Collectanea monumentornm Senatus a Mag. olim Se-
natore Redanasco inchoata a I. C. D. Hilario de Curte aucta et in
suam quaeque materiam distributa, (Cod. N. 1671).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
Regalie. — Diciannove trattati e discorsi sulle Regalie e sulle pretese
della Corte di Francia sulle medesime. (Cod. N. 1545).
Cod. cart in foL del Sec. XV1I1.
Registro di Istromenti appartenenti alla famiglia Confalonieri dal 1201
al 1389. (Cod. N. 1429).
Cod. memb. in fol. del Sec. XIV.
Sul 1° fol. leggesi la nota seguente : _
« Registrimi nobilis et potentis viri dni Filippi Confenonerii fi IH b. m.
o condam dni Bernabovis Confanonieri scriptum et ordinatum per Ludo-
« vicum de Montevicho notarium imperiali auctoritate publicum Placen-
« tinum. Anno dui currente millesimo tercentesimo nonagesimo. Indictione
« terciadecima die vigfesimo quinto m&nsis Augusti ». — Nel fol. seguente
incomincia la Rubrica del contenuto. Mancano i primi sei fol. dei docu-
REGOLE eco. 371
menti. — Questa preziosa raccolta non riguarda soltanto la famiglia Con-
falonieri, ma. anche altre. Vi sono pure dei documenti storici, come sarebbe
la nomina a Vicari imperiali dei tre fratelli Visconti Matteo , Barnabò e
Galeazzo; e delle sentenze emanate dal Podestà di Piacenza. Non venne
osservato l'ordine cronologico. Vi sono documenti che risalgono al 1201.
Registro dei Convocati tenuti nel borgo di Albuzago. {Cod. N. IBI 9).
Cod. cart. in fol. del Sec. XV.
Al principio fu aggiunto un quinterno contenente un decreto di Gian
Galeazzo del 1487, cui segue una rubrica di parte degli Statuti di Milano
con altri decreti ducali del 1 489. — 11 Codice originale incomincia con una
lettera ducale che non ha titolo, ma che deve essere di Francesco Sforza ,
per le differenze esistenti fra Hesterolo , Visconti ed alcuni uomini' della
villa di Albuzago. Vengono in seguito i Convocati che incominciano nel
1456 e vanno uno al 1466. Albuzago, ora Albisciago , faceva paste delia
Pieve di Gallarate. Nel 1142 fu concesso con altre due Corti a Guido Vi-
sconti dal re Corrado , e rimase infeudato ne1 suoi discendenti per varii
secoli.
Questo Codice è l'originale che si conservava in quelle borgate , ed è
prezioso come documento della forma con cui si reggevano ancora i Comuni
nel sec. xv. Vi sono i nomi di tutti quelli che intervenivano alle sedute.
Vi sono registrate le deliberazioni prese , i regolamenti annonari , ed altri
decretati dal Consiglio.
Registrati expeditionum et scripturarum prò IU.mo et Rev.mo D. S. Ro-
manae ecclesiae diacono Card.6 Borromeo nuncupato factarum et
habitarum a S. D. N. D. Pio IV Pont. Max. {Cod. N. 605).
Cod. cari in fol. mas. del Sec. XVI.
Precede una rubrica di tutte le. spedizioni, e scritture contenute nel vo-
lume, indi trovasi la copia di tutte le concessioni di abbazie, pensioni, de-
legazioni ecc. accordate al Card. Carlo Borromeo non solo da Pio IV, ma
anche da Gregorio XIII. Qmste copie non sono tutte della stessa mano. E
di certo il registro originale. È importante per la biografia di S. Carlo non
solo, ma anche per la Storia ecclesiastica di quel tempo.
Regolamento militare del 1769 per tutte le infanterie delle loro
MM. IL e RR. (Cod. N. 1862).
Cod. cart in 4* del Sec. XVIII. 2 voi. in uno.
Traduzione dal tedesco di Bartolomeo Borrone.
Regolamento di compagnia militare per l'esercito Austriaco, diviso in
due parti. (Cod. N. 1867).
Cod. cart in 4* del Sec. XVIII.
Begole della Compagnia di S. Orsola. (Cod. N. 367).
Cod. cart. in 4° del Sac. XVI.
Vi sono unite due edizioni delle dette Regole fatte a Milano : la prima
del 1586, l'altra del 1643.
872 REGOLE scc.
La regola della Compagnia di S. Orsola contenuta in questo Codice è
Suella fatta dalla B. Angela Merici, la quale venne confermata dal Vescovo
i Brescia agli 8 d'Agosto 1536. La B. Angela mori ai 21 Marzo del 1540.
Credo che la prima edizione fatta della Regola delle Orsoline sia quella di
Brescia del 1582 presso Pietro Maria Marchetti. Ma fra il testo stampato e
quello del Codice Trivulziano vi sono molte differenze. Credo perciò che questo
Ms. avuto anche riguardo alla scrittura ed allo stile possa essere anteriore
al 1536, e per conseguenza che queste regole siano le primitive, che subi-
rono poi qualche cambiamento.
Regola© Collegii Elvetici Mediolani. (Cod. N. 1363).
Cod. cari in 4« del Sec. XVII.
Vi è annesso uno stampato col titolo di Erectio Collegii Elvetici Mediolani.
Regola Ordinis fratrum militiae B. Mariae, cioè dei frati Gaudenti.
(Cod. N. 431).
Cod. memb. in 4* del Sec. XV.
In una nota illustrativa D. Carlo Trivulzio dice di aver esaminato un
altro esemplare di queste regole, unite alle Costituzioni , che si trova nel-
l'Ambrosiana (del quale parla il Sormani alla pag. 227 del li tomo dei Pas-
seggi storicil, e di aver trovato che in esso vi sono maggiori notizie su
questi cavalieri che non ve ne siano nel Trivulziano. In quello dell'Ambro-
siana si enunciano varii capitoli generali tenuti da questi religiosi , e si
portano ancora gli ordini più interessanti emanati in quelle radunanze, in
uno de' quali capitoli si vede chiaramente che questi cavalieri avevano un
convento a Milano. Urbano IV è quello che diede la regola che si ha in
questo Codice. La qual bolla si trova nel Bollano Romano dell'Ed. di Roma,
T. Ili, pag. 398: bolla che porta l'anno 1261 , e che viene portata anche
dal P Sbaraglia nel Tomo II del Bollano Minoritico. In appresso alla Re-
golarsi hanno le Costituzioni come nella intestazione seguente: « In nomine
« dni nostri Yhu Xpi Amen. Haec sunt constitutiones et additiones facte
« in generali capitulo fratrum ordinis militiae beate Marie Virginis gloriose
« celebrate apud locum de Castro Britonum Bononiensis dioecesis ejusdem
« ordinis per venerabilem patrem dominum fratrem Henricum majorem
« dominum ordinis prelibati , una cum infrascriptis deffinitoribus infra-
lì scriptarum a dicto capitulo electis scilicet de provincia Tuscie inferius
« dns frater Ugutio de Infangatis de Florentia: de provincia Lombardie su-
« perius dnsjrater Albertus de Muro de Brixia. De provincia Lombardie
« inferius dns frater Johannes de Bononia. De provincia Marchiae Trevisane
« dns frater Petrus de Arpo de Trevisio. Ita quod amodo omnes alie con-
ti stitutiones huc usque factas per preterita capitula fratrum dicti ordinis
« sint casse et nullius valoris. Infrascripte prevaleant aliis_constitutionibus
« que recipientur facte temporibus retroactis sub anno dni millesimo tre-
« centesimo Quarto decimo mdictione duodecima die primo secundo et tercio
« mensis Maaii ».
Regol» de l'ordine de San Marco di Mantova. (Cod. N. 508).
Cod. memb. in 4° del Sec. XV.
É in latino ed italiano: ha una miniatura alla prima pagina e le ini-
ziali miniate. É assai ben conservato, colla legatura originale.
RELAZIONE ecc. 87S
Bagola della Compagnia di San Girolamo fatte in S. Maria Fulcorina
in Milano con l'approvazione di S. Carlo delli 5 Aprile 1578 sot-
toscritte di sua mano. (Cod. N. 548).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI.
Vi sono uniti in fol. staccati:
1. Costituzione della stessa compagnia.
2. Una obbligazione della Scola di S. Gerolamo in Cotiffnola.
3. Testamentum Tadei Vincemala del 1362 a favore delia Chiesa di San
Nazaro Pietrasanta in Milano, in pergamena.
4 Patente di Giovanni Visconti Arcivescovo di Milano del 1350 di ap-
frovazione dell'elezione di Giov. Landriani ad un beneficio in San Nazaro
ietrasanta di jus patronato Landriani.
Balaoion de los sucesos de las armas de su Majestad Catholica D. Phe-
lipe IV. (Cod. N. 1155 al 1158).
Cod. cart in fol. del Sec. XVII. 4 volami.
Questi quattro volumi contengono l'annuale relazione fatta al Re della
guerra del 1644, 45, 46 e 47. Questi Codici sono le copie mandate dalla
Cancelleria reale al Marchese di Caracena che era Governatore dello Stato
di Milano. Sono accuratamente scritti ed hanno la loro legatura originale
di velluto.
Relation sur la Province de Languedoc (1697). (Cod. N. 1677).
Cod. cart in fol; del Sec. XVII.
Relazione delle principali virtù esercitate dalla madre suor Maria Fran-
cesca abbadessa fondatrice delle cappuccine di nostra Signora degli
Àngioli in Milano. (Cod. N. 255).
Cod. cari in 8° del Sec. XVII (1673).
Suor Maria Francesca era figlia del Conte Alberico Barbiano di Belgiojoso.
Vi sono molte correzioni di mano diversa probabilmente quella del" autore
di cui non trovasi il nome.
Relazione di varie divote immagini della B. M. V. venerate in Milano.
(Cod. N. 372).
Cod. cart in 4° del Sec. XVII.
Vi è unito un libercolo stampato a Milano senza data col titolo: a Mi-
« racolo operato dalla Gran Madre di Dio Maria Vergine detta del SS. Ro-
« sario il giorno 2 Luglio 1741 in portandosi processionalmente la di lei
« statua dai RR. PP. Agostiniani Scalzi da S. Damiano in Monforte di Mi-
« lano ».
Molte di quelle immagini ora sono scomparse.
Bahurfraa sull'Isola di Corsica scritta sopra luogo nell'anno 1767 da
M. S. (Cod. N. 1777).
Cod. cart. in fol. del Sec. ZY1II.
374 RELAZIONE
Reiasione del seguito nella degradazione del prete Giov. Battista Be-
rengerio di Nizza in Milano il 22 Novembre 1718. (Cod. N. 587).
Cod. in fol. del Sec. XVHI.
Questa relazione contiene Tatto d'accusa ed il risultato del processo fatto
contro il prete Berengerio colpevole di molti delitti fra i quali 1* assassinio
di una donna.
Belatione della Corte di Roma composta speditissimamente da N. N.
>er servizio di S. E. il S. Marchese Vitelli Amb. straordinario al
lom. Pont. Innocenzo XII per S. A. R. il Granduca di Toscana
Cosimo III felicemente dominante. Roma 16 Luglio 1699.
{Cod. N. 1184).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVII.
Reiasione dell'Origine dell'Annona detta Abbondanza in Firenze dal
1381 al 1747. {Cod. N. 1304).
Cod. cart in fol. del Sec XVIII.
Relazione di Francia degli anni 1647, 48 e 49 di un Senatore Veneto.
(Cod. N. 1473).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
Reiasione del solenne ingresso in Venezia de) Nunzio Apostolico Gae-
tano Stampa Milanese il 14 Luglio 1721. (Cod. N. 1357)
Cod. cart in 8° del Sec XVIII.
Relazione del modo che si osserva nel trattare le cause civili nella
città di Milano. (Cod. N. 1311).
Cod. cart in fol. del Sec. XVII.
Questa relazione è assai ben fatta, ma non vi è il nome dell'autore.
. Egli la compose nel 1587 deducendosi questo alla pag. 218 menzionando
Tanno 1586 lo dice prossimo passato.
Relazione. — Altra copia con alcune leggerissime differenze alla fine.
Nell'ultima pagina vi si legge il nome Antonius Cruceolanus vulgo
de Cozzolam 1. G. che ritengo essere non l'autore, ma il possessore
del Codice. {Cod. N. 1312).
Cod. cart. in ibi. p. del Sec. XVII.
Relazione. — Altra copia. (Cod, N. 1313).
In fol. p. dello stesso Sec.
Relazione. — Altra copia con aggiuntovi il Formulario della Cancelleria
dell'Eco.™ Senato. (Cod. N. 1367).
Cod. cart. in 4* del Sec. XVI I.
RELAZIONE ecc. 375
Reiasioni diverse sugli affari d'Europa del 1703 e 1704.
(Cod. N. li 87).
Cod. cart. in 8* del Sec. XVIII.
Questo Codice contiene trenta documenti importanti per la storia d'Eu-
ropa in quel biennio che seguì dopo la morte di Carlo II re di Spagna.
Essendo rimasto vacante quel trono incominciò la guerra di successione.
Molti di quei documenti si riferiscono alla Francia, Italia. Germania e Por-
togallo, e nove trattano della carcerazione dei principi Solbiesky in Polonia.
Relazioni Venete.
Relazioni. ' (Cod. N. 1465).
1. Relazione di Roma di Bernardo Navagero, 1548.
2. Relazione di Spagna di Nicolò Tiepolo, 1532.
3. Relazione di Spagna di Nicolò Suriano, 1559.
4. Relazione del Regno di Polonia di Giov. Lippomano, 1575.
5. Relazione di Firenze e Siena, 1570.
Relazione della Corte di Roma del Cav. Nicolò Erizzo, 1703.
{Cod. JV. 1466).
Relazione dell'isola di Malta fatta a S. S. Gregorio XIII. 1582.
(Cod. N. 1467).
Discorso sopra la Corte di Roma del Card. Cornandone al Sig. Gerolamo
Savorgnano, s. an.
Relazione di Bernardo Navagero, 1559. (Cod. N. 1468).
Relazione di Pietro Mocenigo, sine anno. (Cod. N. 1469).
Dieoorto del Card. Commendone al Sig. Gerolamo Savorgnano sulla
Corte di Roma, s. a. (Cod. N. 1470).
Istruzioni date da un ambasciatore Cattolico in Roma al suo successore.
Relazione di Roma deirEccmo Giov. Giustiniani. (Cod. N. 1480).
Relazione della Francia 1647, 48 e 49. (Cod. N. 1473).
Relazione di Giov. Corer della sua legazione in Francia.
(Cod. N. 1472).
Relazione fatta da D. Alfonso dalla Queva della fìep. Veneta, s. a.
(Cod. N. 1479).
Relazione di Federico Badoer ritornato da Carlo V Imp. e da Filippo II
re di Spagna. (Cod. N. 1471 e 1474).
376 EELAZIONI DI GERMANIA
Reiasioni. (Cod. N. 1478).
Relazione di Polonia di Gerolamo Lippomano, 1575.
Relazione di Roma di Paolo Tiepolo 1568.
Relazione di Roma di Nicolò Enzzo, 1702.
Altre 3 copie.
Relazione di Francia del Cav. Giov. Batt. Nani, 1660.
Altre due copie.
Relazione di Francia di Giov. Morosini, 1672.
Relazione della visita all'Ambasciatore di Francia in Venezia, 1702.
Relazione di Germania di Gian Battista Nani, 1658.
Relazione di Giov. Sagredo ritornato di Germania, 1665.
Relazione d'Inghilterra di Daniel Barbaro, 1551.
Relazione di Polonia di Daniele Dolfìn, 1717.
Relazione dell'Ambasciata straordinaria in Francia di Nicolò Fo&arini ,
1723.
Relazione di Polonia di Gerol. Gavazza e trattato della Ser.ma Rep. di
Venezia colla Francia 1650-51. (Cod. N. 1475).
Relazioni di Persia. {Cod. N. 1456).
1. Relazione del Sig. Vincenzo Alessandri, 1571.
2. Relazione senz'anno e nome del relatore. Sec. xvi.
3. Relazione del Sig. Giov. Michiel, 1586.
Relazioni di Polonia. (Cod. N. 1457).
1. Relazione di Gerolamo Lippomano, 1575.
2. Relazione a titolo d'istruzione al Nunzio Apostolico, senz'anno, del
sec* xvi.
3. Lettera del Conte Gerolamo Gavazza, 1650-51.
4. Relazione di Angelo Morosini, 1685.
5 Relazione di Daniele Dolfin, 1717.
Relazione d'Ungheria dell'anno 1490, o poco dopo, senza nome del
relatore. (Cod. N. 1458).
Relazioni di Germania. (Cod. N. 1459).
*
1. Relazione di Bernardo Navagero, 1456.
2. Relazione del 1631. Manca il nome del relatore.
3. Estratto di relazione di Giov. Grimani, 1641.
4. Estratto di relazione dell' Amb. Giustiniani, 1654.
5. Relazione di Battista Nani, 1658.
6. Relazione di Marin Zorzi, s. a. (t).
7. Relazione di Giov. Sagredo, 1665.
8. Relazione di Francesco Dona, 1726.
9. Relazione di Daniele Dolfin, 1793.
(I ) Deve essere del 1668, perchè vi si parla della morte già seguita del primo figlio che l'im-
peratore Leopoldo ebbe d air imperatrice Margherita figlia di Filippo IV re di Spagna, e vien detto
che essa era gravida di 5 mesi. L'imperatrice Margherita partorì al 18 Gennaio 1669 una figlia»
che fu poi maritata a Massimiliano Em. elettore di Baviera.
RELAZIONI VARIE 877
BeUsioni d'Inghilterra. (Cod. N. 1460).
1. Relazione dell'anno 1549. Senza nome del relatore.
2. Relazione di Daniel Barbaro, 1551.
3. Relazione di Giovanni Michiel, 1557.
4. Relazione di Giovanni Sagredo, 1654.
5. La stessa con alcune varietà.
6. Relazioni di Pietro Mocenigo, 1671.
7. Relazione di Tomaso Guerini e Francesco Morosini, 1763.
8. Varie carte di cose passate fra la Rep. Veneta ed alcuni personaggi
d'Inghilterra.
Relazioni di Francia. {Cod. N. 1461).
1. Relazione dell'anno 1593 Senza nome del relatore.
2.- Relazione di Michel Morosini, 1654.
3. Relazione dell'anno 4656. Senza nome.
4. Relazione di Battista Nani. 1660.
5. Relazione di Giovanni Morosini, 1672.
6. Relazione di Domenico Contarmi, 1675.
7. Relazione di Nicolò Erizzo, 1702.
8. Altra dello stesso dei medesimo anno.
9. Relazione di Benedetto Capello, 1702.
- 10. Relazione di Barbaro Morosini, 1722.
11. Relazione di Lorenzo Tiepolo e Nicolò Morosini, 1722.
12. Relazione di Daniele Dolfin, 1785 e 1786.
Relazioni della Corte di Roma, {Cod. N. 1462).
1. Relazione di Paolo Tiepolo, 1568.
2. Altra copia più moderna con aggiunte.
3. Sommario della relazione di Giov. ^Corner, 1585.
4. Relazione di Giqv. Dolfin, 1600.
5. Relazione della Corte e de' Cardinali, 1602.
6. Relazione fatta da un Cardinale forastiere (1606?).
7. Relazione di Ranier Zen, 1623.
8. Relazione del Cav. Giustiniani, 1652.
9. Relazione del Pontificato di Alessandro VII.
10. Relazione di Pietro Mocenigo, 1675.
11. Relazione presentata dal Duca di Scione al Re di Francia nel 1699,
tradotta dal francese.
12. Relazione di Nicolò Erizzo, 1702.
13. Informazione delle cose di Roma di Andrea Memmo, 1709.
14. Relazione di Pietro Capello 1727 preceduta e seguita da altre scrit-
ture degli anni 1724 al 31.
Relazioni di Spagna. {Cod. N. 1463).
1. Relazione di Tomaso Contarmi, 1593.
2. Relazione dello stesso, 1596.
3. Relazione di Domenico Zane, 1658.
4. Relazione di Nicolò Erizzo, 1730.
5. Relazione di Francesco Venier, 1735.
Belarioni varie. {Cod. N. 1464).
1. Relazione della città e Repubblica di Venezia, s. a. (deve essere del
principio del sec. xvin).
Coiai. Trtvuhiana (Stampale ti 27 dicembri 4883) 48
378 RICCI INNOCENZO
2. Relazione della città e Repubblica di Venezia (sec. xviii).
3. Relazione del Sig. D. Francesco di Vera ritornato dall'ambasciata di
Venezia al Re di Spagna, 1597.
4. Istruzione di D. Alfonso de Gueva ambasciatore di Spagna a Venezia
a D. Alfonso Bravo suo successore (sec. xvn).
5. Relazione della Repubblica di Ragù si, 1628.
6. Descrizione delle cose di Cipro, 1574.
7. Descrizione della presa di Napoli, di Romania, 1686.
8. Relazione veridica di quello che è passato fra la Rep. Veneta e l'Ar-
ciduca Ferdinando sopra il ratto degli Uscocchi.
9. Relazione di Ferrara del 1575 di Pietro Manolesso (sono tre relazioni
diverse).
10. Relazione sopra la Città e Stato di Ferrara, 1598.
11. Relazione di Lazzaro Mocenigo ritornato da Guidobaldo duca d'Urbino,
1570. — Estratto della medesima.
12. Relazione di Firenze di Marco Foscari, 1527.
13. Relazione di Marco Gussoni tornato da Firenze, 1576.
14. Sommario delle relazioni di Savoia del Foscarini.
15. Relazione di un'ambasciata al Duca di Savoia Carlo Emanuele. (È ace-
fala, mancante dell'introduzione).
16. Relazione di Milano sotto il governo del Duca di Terranova.
17. Informazione delle cose dello Stato di Milano.
18. Relazione dello Stato di Milano, 1657.
19. Informazione degli Svizzeri. •
20. Dispacci del Sig. Giov. Colombo inviato della Rep. di Venezia agli
Svizzeri per trattare dell'apertura della Montagna di S. Marco, 1762.
21. Relazione di Carlo Ruzini ritornato dal Congresso di Utrecb. 1713.
Bopertorinm legale utriusque juris. (Cod. JV. 858).
Cod. cart. in fol. del Sec. XV.
A metà del volume vi sono tre fogli, sui quali furono scritti dei versi
tratti datt'Jfoeide di Virgilio: ed in fine altri due con estratti delle Epi-
stolae d'Orazio; ed alcuni versi di Lucano.
Beapona» per totum annum. (Cod. & 429).
Cod. memb. in 4° del Sec. XV.
Incomincia colla prima domenica dell'Avvento: consta di 28 fol. nume-
rizzati. Ne seguono altri 23 con diverse orazioni scritte da mano diversa ,
ma dello stesso secolo.
In due fol. di risguardo, pure in pergamena, trovasi scritto: « Officio
de Lavora da Lotta che sta in caxa del Lomazo in vertè in Milano.
RICCARDI Giacomo. — Discorso al Governatore di Milano in forma di
lettera sopra il governo dello Stato di Milano. {Cod. N. 1211)*
Cod. cart in 4° del Sec XVI.
In fine vi è la data 28 Dicembre 1592.
RICCI Innocenzo. — Lettere autografe al Marchese Filippo d'Este dal
1579 ai 1598. {Cod. N. 1595).
Cod. in fol.
Il Ricci doveva occupare un posto distinto nella casa del Marchese d'Este.
RIME DI DIVERSI AUTORI 379
la queste lettere lo ragguaglia di quanto accadeva nella casa di lui anche
riguardo all'amministrazione. In pari tempo lo informa degli avvenimenti
della Corte, della città di Torino, e delle notizie venute dall'estero. Queste
lettere non mancano di una certa importanza storica.
RIGHINO Bernardo. — Regole et tractato d'architettura militare.
{Cod. N. 607).
Cod. cart. in fol. del Sec XVII.
L* autore in un lunghissimo frontispizio si dice Milanese, professore di
scrivere , ragionato , geometra , architetto civile e militare , ingegnere del
Tribunale di Sanità e dell'esercito di S. M. G. nello Stato di Milano. Mal-
grado tutti questi titoli rimase sconosciuto all'Argelati che lo ommise anche
nell'elenco degli « Scriptòres mi noria notae ».
RIGHINO — Pratica mercantile ossia Vacchetta o libro d'Abbaco.
(Cod. N. 222).
Cod. cari in 4* dell'anno 1602.
Vi sono anche delle dimostrazioni di geometria scritte in latino ed in
spagnuolo.
RIGHINO Bernardo. — Pratica degli Ingegneri. [Cod. N. 223).
Cod. cari in 4° del Sec XVII.
RIGHINO Bernardo. — Trattato di finezze legature e saggio di metalli
oro e argento pertinenti a orefici, cecchieri e mercanti d'oro in
Milano, 1604. {Cod. N. 224).
Cod. cari in 4° del Sec. XVII (sembra autografo).
Rime in lode di una donna per nome Cornelia. (Cod. N. 894).
Cod. memb. in f? del Sec. XVI.
Siine d'ignoto autore. (Cod. N. 918).
Cod. cart. in 4' del Sec. XVI.
Queste rime sono amorose ed alquanto libere. Il Codice termina con due
sonetti che portano la data del 1575, ed hanno per argomento una Madama
dì Mongiova nata Cavor (forse Cavour). Il secondo sonetto tratta della an-
nullazione del suo matrimonio.
Rime e prose per la guerra di successione tra l'Austria e la Francia
al principio del Sec. xvui, pare scritto a Milano. (Cod. N. 949).
Cod. cari in 4° del Sec XVIII.
Rime di diversi autori. (Cod. N. 956).
Cod. cart in fol. p. del Sec. XVIII.
Le rime contenute in questa raccolta sono di Lorenzo de9 Medici —
380 RINUCCINI
Pietro Aretino — Annibal Caro — Vincenzo Martelli — Lodovico Castel-
vetro — Giov. Ferretti — di un autore incerto — Marc' Antonio Magno —
Leone X — Francesco Bracciolini — Antonio Malatesti — Leonardo Sai vi a ti.
In un fol. di risguardo, al principio, vi è una nota di Giulio Bernardino
Tomitano che dichiara che queste poesie sono scritte da Daniele Farsetti.
Btme amorose. (Cod. N. 968).
Cod. memb. in 8° del Sec. XVII.
È mutilo al principio ed alla fine ed ha molte carte tagliate o lacerate.
Conserva la sua legatura originale in pelle con fregi dorati, e sul primo
piatto è scolpito in oro in mezzo ad un ovale HELENA F.v dall'altra parte
vi ò uno stemma tra le due lettere N. T.
Rime antiche. (Cod. N. 1027).
Cod. eart in fol. del Sec. XVIII.
È scritto di mano di Daniele Farsetti. Vi sono delle annotazioni mar-
ginali ed un indice alla fine di mano del Marchese G. G. Trivulzio.
Rftne antiche con aggiunte. (Cod. N. 1039, 1040 e 1041).
Cod. «art in fol. del Sec. XIX, toI. 3.
Sono copiate principalmente dai Codici della Laurenziana di Firenze. Vi
sono moltissime annotazioni, postille e varianti di mano del Marchese
G. G. Trivulzio.
Rime antiche. (Cod. N. 4103).
Cod. cari in fol. del Sec. XIX.
Sono estratte dal Codice che apparteneva al pittore Giuseppe Bossi e.
che ora trovasi in questa Biblioteca e che fu catalogato sotto il nome di'
Dante, perchè incomincia colla Vita Nuova. Ha il numero 36 fra i Codici
Danteschi ed il num. 1058. Per la massima parte fu trascritto dal Mar-
chese G. G. Trivulzio.
Rime d'autore ignoto. (Cod. N. 1117).
Cod. eart in fol. del See. XVI.
L'autore di queste poesie dovrebbe essere Pavese o almeno doveva abi-
tarvi , perchè molte di esse sono dedicate a donne di famiglie di quella
città. Eira un imitatore del Petrarca, del quale intercala de' mezzi versi fra
i suoi. Mancano alcune carte al principio del Codice, che ritengo sia auto-
grafo. Alla fine vi sono alcune annotazioni in cui trovasi nominata una
amilla Cornazzano , che era di famiglia Pavese, della qual casa sono ve*
nuti in questa Biblioteca diversi volumi di corrispondenze. Vi è pure notata
con caratteri posteriori al testo la data 1605.
CODICI R1NUCCINI
»
I seguenti Codici dalla Biblioteca Rinuccini passarono nella Trivulziana
per eredità della Marchesa Marianna Rinuccini vedova del Marchese Giorgio
RINUCCINI 381
Trivalzio, e però vennero tenuti assieme quantunque alcuni siano di altri
autori e non di membri di quella illustre famiglia ora estinta. La maggior
parte di essi sono autografi.
R1NUCCINI famiglia. — Scritture della consorteria Rinuccini. Notizie
della famiglia: testamenti di diversi membri di essa.
(Cod. N. 1987).
Cod. cart. in fol.
Sommario dei documenti sui quali è fondata la storia della nobilissima
famiglia Rinuccini. (Cod. N. 1988).
Cod. cart. in fol.
ALAMANNO. — Vocabolario di alcune voci latine. (Cod. N. 1893).
Cod. cari in 8° pica del Sec. XV.
Vi sono uniti degli appunti storici estratti dalla Storia di Leonardo Are-
tino ; de primo bello Punico.
Sembra autografo. Gli serve di copertura una pergamena su cui era
scrìtto un brano di atto notarile del sec. xiv.
ALESSANDRO, frate. — Viaggio al Santo Sepolcro. (Cod. N. 82).
Cod. cart. in 8° del Sec. XV.
Frate Alessandro autore di questa relazione fu figliuolo di Filippo Ri-
nuccini e di Tessa Vettori, come puossi vedere nell'Ajazzi Memorie sulla
famiglia Rinuccini a pag. 13tf, N. 57. Egli nacque nel 1 1 25. Si applicò allo
studio delle belle lettere, ed esercitò la mercatura, come era costume delle
nobili famiglie Fiorentine in quel tempo, sino al 14ò9, anuo in cui al 9 di
pio
nelle sacre, come puossi vedere nella seconda parte di questa relazione, in
cui mostra gran conoscenza della Storia Sacra e dei testi biblici. Nella
Cronaca del Convento di S Marco fra Alessandro è assai lodato per la sua
pietà e per la sua dottrina. Per quante ricerche siano state fatte nell'Ar-
chivio della famiglia Rinuccini non si poterono rinvenire notizie riguardanti
il viaggio del nostro autore , né carta alcuna scritta da lui. Senza quindi
poterlo asserire con sicurezza , perchè mancano le prove , credo pero che
si possa, senza temerità , ritenere che questo Codice è autografo, non tro-
vandosi mai in esso nessuno degli errori soliti a commettersi dagli ama-
nuensi, e vedendosi per alcune correzioni che esso è copia fatta probabil-
mente sulle memorie scritte durante il viaggio e riordinate dall'autore al
ritorno in patria. Frate Alessandro divise il suo libro in due parti. La prima
ha il titolo seguente: • Col nome della Santissima et individua Trinità
• padre et figliol et Spirito Santo et de la gloriosa Vergine Maria et ge-
• neralmente di tutta la corte del paradiso io frate Alessandro di Filippo
■ Rinuccini per fare el Santo peregrinaggio del Santo Sepolcro del nostro
• Signore Jesu Christo in Hierusalem • . — Questa prima parte occupa
57 fol. e non contiene che un diario assai parco di notizie che non gli siano
personali, e ad altro non può servire che a tracciare l'itinerario da lui se-
guito, il tempo impiegato ed i patimenti, pericoli e vessazioni cui andavano
soggetti i devoti che in quel tempo intraprendevano quella peregrinazione.
382 RINUCCINI
È però, da questo lato, pregevole essendo un documento di più da aggiun-
Sere a quelli che già si conoscono, per provare quale fosse già fin d'allora
disordine dell'amministrazione dei Turchi, e l'odio che sempre nudrirono
per i Cristiani. Noterò come semplice curiosità , che il nostro autore rac-
conta al fol. 3 di aver celebrato una messa per la salute di fra Jeronimo
da Ferrara monaco del suo convento che avealo richiesto di tal favore. Da
ciò parrebbe che fra Alessandro dovesse essere stretto in amicizia col ce-
lebre Savonarola. — La seconda parte ha il titolo seguente: < Laudatur
o
Jhesus Mille ccclxxm. Al nome et gloria sia sanctissima trinità padre et
figliolo et Spirito Sancto et della gloriosa Vergine Maria et del glorioso
patriarcha Sancto Domenico et generalmente di tutta la celestiale corte
del paradiso et salute et consolatione delle anime devote. Incomincia una
breve et compendiosa annotatone et dichiaratone de Ihuoghi che si truo-
vano in essa peregrinatione et viaggio del S. Sepolchro del Salvatore
nostro Jhesu Christo nella città di Jerusalem, il quale viaggio fece frate A.
da Firenze nell'anno domini 1474 partendosi dalla città di Firenze Giovedì
mattina a dì 2 del mese di Giugno alla via che va a Venezia • .
In questa seconda parte l'autore non parla di sé, ma con grande eru-
dizione sacra e con molta esattezza nota coi più minuti dettagli tutti i
luoghi di Terra Santa dandone talvolta anche una chiara benché succinta
descrizione, e nota le indulgenze, che visitandoli, vi si acquistano. È questa
certamente la più completa ed esatta descrizione topografica che si possa
trovare della Terra Santa , tanto più preziosa che molte delle cappelle da
lui visitate e descritte sono ora al tutto rovinate o trasformate.
Terminata al verso del fol. 119 la descrizione della Terra Santa, vi ag-
giunse alcune brevi notizie sul viaggio al Monte Sinai che scrisse dietro
altrui relazione non essendovi egli andato. E forse si servì delle memorie
lasciate da un suo agnato Andrea Rinuccini che andò a quel pellegrinaggio
con altri compagni, fra cui Leonardo Frascobaldi nel 1384. Del qual diario
esiste un Codice nella Magliabecchiana , Classe XIII , Cod. 67. Benché non
sia terminato questo Codice si vede che poco mancava a finirlo. Le ultime
Sarole Questo so evidentemente interrotte potrebbero indicare il principio
ella conclusione di questa relazione.
ALESSANDRO (juniore) di Francesco Rinuccini nacque nel 1555 e morì
nel Gennaio 1622. Fu dotto ed elegante prosatore e poeta, e coprì
con successo diverse cariche civili. L'Ajazzi (Ricordi Storici Rinuc-
cini, pag 168) ne diede una succinta biografìa e l'elenco delle sue
opere sia stampate che inedite.
ALESSANDRO. — I. Precetti di rettorica , come egli stesso dice sul
1° fol, ex scriptis Marini Bolizzae. (Cod. N. 1894).
Cod. cart. in 8°. Inedito. Autografo.
ALESSANDRO. — li. De morte Beatae Catharinae liber I et IL
(Cod. N. 1895).
Cod. cari in 8°.
Vi sono molte correzioni autografe ed in fine degli Scolii. Venne stam-
pata quest'opera a Firenze dai Giunti nel 1613.
ALESSANDRO. — III. Adnotationes ad Q. Horatium Flaccum de arte
poetica. Epistola. • (Cod. N. 1896).
Cod. cart. in 8°, autografo, inedito.
BINUCCINI 383
ALESSANDRO. — IV. Variorum carminum liber. (Cod. N. 1897).
Cod. cari in 8°.
Autografo inedito, meno qualche poesia stampata, come sarebbe quella
sulla morto del Tasso.
*
ALESSANDRO. — V. {Cod. N. 1898).
1. Discorso morale sui conviti dei Romani letto nell'Accademia degli
Alterati (copia con correzioni autografe).
2. Discorso morale sulla carità verso i poveri e sulla elemosina (auto*
grafo).
3. Orlandini Pietro. Oratio habita in funere Jobannae Austriacae Magni
Ducis Etruriae oonjugis (autografo).
ALESSANDRO. — VI. Discorso al Granduca Cosimo II sui provvedi-
menti annonari. (Cod. N. 1899).
BARTOLOMEO di Neri. (Cod. N. 966).
Cod. cari in 8* del See. XVI.
Quadernuccio di varii ricordi scritto dal 1532 al 1548. Seguono quattro
capitoli morali in terza rima: poi un estratto delle più belle comparazioni
della Divina Commedia di Dante. Autografo.
CAMILLO di Tomaso Rinuccini nato nel 1564, morì nel 1649.
(Cod. N. 1900).
Cod. cart. in fol. del See. XVII.
L'Ajazzi, a*jpag. 151 dei sopradetti Jjftcowfó, dà, in nota, il contenuto dei
Codici seguenti:
Prose accademiche e varii studi sulla Storia e milizia Romana. Sulle
viti,, vini e sugli alberi. Vi è pure una supplica in Spagnuolo al Papa.
È questo Codice composto di fol. staccati autogran. Vi sono unite in
altro fascicolo alcune poesie italiane e varie lettere.
CAMILLO — Studii diversi di letteratura e storia, cioè Descrizione di
un calendario o lunario colle insegne dei mesi. (Cod. N. 1901).
Cod. cart. del See. XVII.
Nota dei Vescovi e Commissari di Cortona.
Appunti di discorsi di circostanza.
Poesie nelle nozze di Vittoria della Rovere col Granduca Ferdinando II.
Canzone sopra lo sdegno: traduzione dell'Epistola del Petrarca a Nicolò
Fiorentino (Acciajoli).
Spoglio della Cronaca di Dino Compagni e delle Memorie di Melchiorre,
di Coppo Stefani pel Vocabolario della Crusca, all'impressione del quale fu
deputato.
Alberi genealogici delle principali famiglie regnanti.
Tutti questi opuscoli sono sopra fogli e quaderni staccati.
384 KENUCCINI
CAMILLO. — Alcuni esercizi spirituali per i quali l'uomo s'invia et
indirizza di maniera che possa vincere se stesso. (Cod. N. 1902).
Cod. cari in fot
In fine vi è la seguente sottoscrizione: « Giovanni Chellini scriveva il
dì 4 di Giugno 1513 neirimpruneta ».
CAMILLO. — Abbozzi di varie orazioni recitate nell'Accademia Fio-
rentina e nella compagnia di S. Benedetto bianco. (Cod. N. 1903).
Cicalata in biasimo delle parole in lode delle mosche. Vi sono pure
altri opuscoli, dei quali vi ò la nota al principio del volume.
CARLO di Pier Francesco Rinuccini nacque nel 15Stf>, e morì nel 1666.
(Cod. N. 1904).
Cod. cari in fol. del Sec. XVII. Sono fascicoli staccati.
1. Nota de' suoi dispacci alla Corte di Toscana quando andò in Germania
ed in Olanda.
2. Copia dell'arringa del Cardinal di Roban alla Regina (in francese).
3. Copia dell'opinione di più teologi sulla questione se Filippo IV potesse
dopo la rinuncia riprendere la corona di Spagna. — Vi sono pure altre
carte relative alla successione di Spagna con altre note: in tutto 10 pezze.
4. Relazione della presa di Nizza fetta dal Generale Doxat (pare auto-
grafa del detto Generale).
CARLO. - Chronologiae compendium. (Cod. N. 1908).
Cod. cari in 4°, autografo : scritto nell'infanzia.
CARLO. — Commentarius et explanatio in Aristotelis artem dicendi.
(Cod N. 1909).
Cod. cart. in 4° del 1613. Autografo.
CARLO. — Artis logicae compendium. • (Cod. N. 1910).
Cod. cart. in 4°, per la maggior parte autografo.
CARLO. — Raccolta di varii documenti storici e politici concernenti
!|li affari pubblici del 1718 e 19, particolarmente della Toscana coi
atti di famiglia prima e dopo la morte del Granduca Gian Gastone.
Cod. cart. in fol.
CARLO. — Ragguaglio della Corte ed interessi di Toscana concernenti
la successione a quello Stato in mancanza della casa Medici.
(Cod. N. 1906).
Cod. cart in fol.
FILIPPO ALAMANNO E NERI 385
CARLO. — Istruzioni date dal Granduca di Toscana Ferdinando II al
Marchese Carlo Rinuccini andando ambasciatore residente a Roma
nel Marzo 1658. (Cod. N. 1907).
Cod. cart. in fol. pico.
Documento originale colia firma del Granduca e del segretario Gian
Battista Grandi. Vi sono pure unite le istruzioni date al Marchese Gabriello
Riccardi e ad altri residenti presso la Corte di Roma durante il pontificato
di Innocenzo X e quello di Alessandro VII.
COSMO nacque nel 1693 e morì nel 1754. — Commentarla in quatuor
institutionum libros Justiniani imperatoria. (Cod. N. 1911).
Cod. cart. in 4°. Autografo.
COSMO. — Recensiones haeresum quae pugnant contra sacramenta.
{Cod. N. 1912).
Cod. cart. in 4°.
COSMO. — Aris to tei is logicae et physicae compendium.
(Cod. N. 1913, 1914 e 1915).
«
Cod. cart in 4#, 3 voi. Autografo.
COSMO. — Trattato di geografia degli Stati Europei. Fu scritto nel
collegio Tolomei di Siena nel 1712. (Cod. N. 1916 al 1929).
Sono 14 voi. in 8°. Autografi.
COSMO. — Sovrani d'Europa. Vi sono unite delle lettere a lui dirette.
(Cod. N. 1930).
Cod. cart. in 4°.
COSMO. — Breve trattato dei Principi Sovrani d'Europa. (Cod. N. 1931).
Cod. cart. in 4*.
FILIPPO Alamanno e Neri. — 11 Priorista Fiorentino. Ha i nomi dei
priori e notizie storiche dal 1282 al 1508. (Cod. N. 205).
Cod. cart. in fol. di carte 243* Autografo.
Questo prezioso Codice fu incominciato da Filippo di Cino Rinuccini, nato
nel 1392 e morto nel 1462, il quale coprì diverse cariche in Firenze e fuori, e
nel 1430 fu eletto capitano, di parte guelfa, che allora era la più grande
e più potente magistratura della Repubblica. Venne continuato da Alamanno
suo figlio» nato nel 1419 e morto nel 1499, poi dall'altro suo figlio Neri,
che nato nel 1136 morì nel 1508. Alamanno fu uomo coltissimo, amico dei
più distinti letterati del suo tempo , lasciò delle eleganti traduzioni latine
dal greco: coprì esso pure le primarie cariche nella sua patria, che nel 1475
lo mandò ambasciatore al Papa. — Neri che continuò a scrivere il Priorista
e le memorie storiche fu pure uomo di vaglia, sì che si meritò di andare
a partito nel 1502 per gonfaloniere a vita. Ognun vede di quanta impor-
rate!. TrhmtMkma [Stampato U 27 dicembre 1883) 49
886 BINUCCINI
tanza siano i ricordi storici scritti da tali uomini. Essi vennero pubblicati da
G. Ajazzi bibliotecario della Binucciniana nel 1840. Questi ricordi sono scritti
in margine all'elenco dei Priori, i quali venivano nominati ogni due mesi.
Né meno preziosi dei ricordi sono questi elenchi che ci danno i nomi di
tutti i personaggi che* coprirono quella magistratura. Benché i nomi dei
priori giungono sino al 4508, i ricordi non arrivano che al 1506.
FOLCO (di). — Studii fatti sopra diversi autori ossia selva di diversi
concetti estratti da vani scrittori antichi e moderni disposti per
ordine di materie in 23 fascicoli. (Cod. N. 1932).
Cod. cari in 4*. Autografo.
FOLCO (di). — Abbozzi di varii scritti su diverse materie» come logica,
fisica, metafisica, astronomia, giurisprudenza ecc. {Cod. N. 1934).
Cod. cart in fol. Sono foL staccati, quinterni scritti da mani diverte.
FOLCO (di). — Sbozzi di varii studii letterari e critici. (Cod! N. 1934).
Cod. cari in fol. composto di quinterni e fol. staccati.
Vi sono pure diverse poesie giocose in dialetto Veneziano, ed i seguenti
due opuscoli Heliano Lodovico vercellese ambasciatore del Re di Francia:
orazione fatta all'Imp. Massimiliano ed ai Principi elettori di Germania.
Gremosino D. Cesare. Orazione recitata nel collegio di Venezia a favore
dell'Università di Padova contro i Gesuiti.
FRANCESCO. — Elementi di Astrologia. (Cod. N. 1942).
Cod. cari in 8* del Sec.XVIL Autografò.
FRANCESCO. — Scritti che trattano di cose di Architettura cavate
dai libri di Giacomo Barozzi da Vignola, di Bastiano Serlio e di
Andrea Palladio. (Cod. N. 1940).
Cod. cart. in (P. Autografo.
FRANCESCO. — Orazione in morte di Margherita d'Austria.
(Cod. N. 1941).
Cod. cart in 8*.
Pare autografo, ma non è completo.
FRANCESCO. (Cod. N. 1935).
Cod. cart in fol. Sono fogli staccati.
Discorso a Mona/ d'Elei Arcivescovo di Pisa eletto Nunzio a Venezia.
Autografo.
Orazione funerale in lode di Luigi XIII Re di Francia. Autografo.
Appunti storici e geografici e genealogici dei suoi tempi. Autografo.
Lettera nella quale si dimostra qual sia la prima materia dei filosofi ecc :
scritto Tanno 1616.
BINUCCINI 8S7
FRANCESCO. — Relazione del viaggio del Ser.mo Princ Giovanni Carlo
de1 Medici, Generale del mare di S. M. Cattolica Tanno 1642. Au-
tografo. (Cod. N. 1939).
Cod. cari in 4*.
Contiene pure altri 32 opuscoli, de' quali vi è una nota al principio del
volume.
FRANCESCO. — Studii Astrologici per indovinare i casi della vita, e
la morte di varie persone del suo tempo. Autografo.
{Cod, N. 1943).
Cod. eart in 4°. Contiene 15 opuscoli.
FRANCESCO. — Annotazioni e studii sulle opere di Nicolò Macchia-
velli. {Cod. N. 1944).
FRANCESCO. — Ulisse: Dramma. Pare autografo. (Cod. N. 967).
Cod. cari in 4*
FRANCESCO. (Cod. N. 1936).
Cod. eart. in fol. Autografi).
1. Proserpi na rappresentazione drammatica per musica. 2 copie.
2* Garbino ed Isabella, commedia in prosa.
3. Maurinda di Carinzia, commedia in prosa.
FRANCESCO. — Garbino ed Isabella, commedia in prosa.
(Cod. N. 1937).
Cod. cari in fol. ,
FRANCESCO. — Maurinda di Carinzia. commedia in prosa.
(Cod. N. 1938).
Cod. eart. in foL
GIOV. BATTISTA, Arcivescovo e Principe di Fermo.
(Cod. N. 1952 e 1953).
Cod. eart. in ibi. 2 toI. in parta autografo ed in parte con correzioni dell'autore.
Considerazioni sopra la Storia Romana e Greca di Dionigi d'Alicarnasso,
Tito Livio, Polibio, Plutarco, Tacito ecc.
GIOV. BATTISTA. — Quaestiones Theologicae morales ac dogmaticae
nec non de Sacramentis. (Cod. N. 1976).
Cod. eart. in foL
Molte di queste sono di mano dell'autore, le altre trascritte hanno delle
correzioni autografe.
888 KINUCCINI
GIOV. BATTISTA. — Discorsi quaranta sulla dignità del Vescovo.
(Cod. N. 1978).
Cod. cart. in fol.
fi una copia ma con molte correzioni dell* autore.
GIOV. BATTISTA. — Miscellanea di varie operette in prosa ed in versi
italiani e latini in parte autografi. (Cod. N. 1956).
Cod. cart. in fol.
GIOV. BATTISTA. — Compendio di Geografia, per la maggior parte
autografo. (Cod. N 1958).
Cod. cart. infoi, piec.
GIOV. BATTISTA. — Scritture varie, cioè: (Cod. N. 1975).
1. Domanda fatta alla Congregazione dei riti e le risposte date sopra
dubbii nati nel recitare l'Ufficio e celebrare la messa (sono originali). Vi
sono anche delle correzioni al Martirologio del Card. Baronio.
2. Minute di lettere della Ruota per la canonizzazione di Suor Giovanna
della Croce badessa del convento di S. Maria della Croce nella diocesi di
Toledo, ed altre per fra Nicola de Flue Svizzero; per la stessa causa.
3. Stratagemma del Crist.mo re Carlo IX di Francia verso li ribelli di
Dio Tannò 1572, descritto da Camillo Capilupi.
4. Poesie italiane e latine sopra varii argomenti.
5. Lettera di Mons. Agucchi al Card. Barberino.
6. Capitolazione fatta fra S. M. Cattolica Filippo II et il procuratore del
Duca di Parma Girolamo da Correggio.
7. Testamento del Card. Lodovico Ludovisi.
8. Estratti di Storie Napoletane e di Sicilia.
9. Margitis Aristarchi.
10. Relazione della fuga del Duca e Duchessa di Lorena da Nancy.
11. De Sinaxi et antiquis conventibus Christianorum.
12. Lettera di Giov. Battista Nini.
13. Lettera di Marco Guiducci (stampata).
14. Istruzioni a M.r Vescovo di Montefiascone destinato Nunzio a Ve-
nezia da Paolo V.
15. Soracti seu S. Silvestri Mons.
16. De vestibus quotidianis summi pontificia et cardinali um ac eorum usu.
17. Trattato del far orazione.
18. Prolusio de nominis felicitate ab Aristotele tradita.
19. De canonica Summi Pontificia electione a Cardinalibus facienda.
20. Sunto delle Casate Fiorentine che cominciarono avere onori sino
all'anno 1596 raccolto da Giuliano di Giovanni Ricci.
GIOV. BATTISTA. — Selva di varii pensieri disposti per materia ed
estratti dalla Sacra Scrittura e dai Ss. Padri per tesserne sermoni
e prediche. (Cod. N. 1979).
Cod. cart in fol. Autografo.
GIOV. BATTISTA. — Sei dialoghi del Governo Episcopale in occasione
, della visita della diocesi di Fermo. (Cod. ÌV. 1960).
Cod. cari, in fol. Autografo.
BINUCCINI 889
GIOV. BATTISTA. — Copia del precedente con correzioni autografe.
(Cod. N. 1961).
GIOV. BATTISTA. — Altra copia coi nomi degli interlocutori in rosso.
(Cod. N. 1962).
GIOV. BATTISTA. — Quaestiones in octo libros Aristotelis de phisica.
{Cod. N. 1963).
Cod. cart in fol. Autografo. /
GIOV. BATTISTA. — Libellus de recta argumentandi ratione ad quae-
stiones logicas intelligendas. (Cod. N. 1964).
Cod. cart. in 4°.
GIOV. BATTISTA. — Minute di molte lettere da esso scritte a varii
personaggi tanto ecclesiastici che secolari risguardanti la sua min-
ciatnra d'ibernia ed altri affari politici. (Cod. N. 1965).
Vi sono uniti altri suoi scritti , in parte autografi sopra diversi argo-
menti; non che jdue bolle pontificie di Innocenzo X, una del e quali (del
10 Marzo* 164 5) è la nomina a Nunzio Apostolico in Irlanda Vi è pure la
copia di una piccola parte della sua nunziatura in Irlanda.
GIOV. BATTISTA. — Relazione deir ambasciata di Giulio Vitelli per
congratulazione al Card. Richelieu. Marzo 1629. (Cod. N. 1980).
Cod. cart. in fol. picc.
GIOV. BATTISTA. — Minute di lettere da esso scritte a distinti per-
sonaggi della sua Nunziatura d'Hibernia ed in altre occorrenze dal
7 Aprile 1645 al 21 Luglio 1649. (Cod. N. 1967).
La maggior parte di queste minute sono autografe.
GIOV. BATTISTA. — Commentarius de haeresis anglicanae in Hiber-
ni&m intrusione et progressu, et de bello catholico ad annum 1641,
coepto exinde per ali quo t annos gesto. Autografo.
(Cod. N. 1969 al 1974).
Cod. cart in fol. 6 volumi,
GIOV. BATTISTA. — Peregrinatio ad heremum fontis Avellanae anno
1636 in tres partes distributa. (Cod. N. 1955).
Cod. cart. in fol.
Dedicata a M. Roberto Strozzi.
GIOV. BATTISTA. — Varie considerazioni sulla Storia ecclesiastica.
(Cod. N. 1-954).
Cod. cart. in 4*. Autografo.
390 RINUCCINI
GIOV. BATTISTA. — Istruzione pratica per la cura Episcopale.
(Cod. N. 1077).
Copia preparata per la stampa. Alla fine vi è V Imprimatur.
GIOV. BATTISTA. — Considerationes variae legales quae disputatae
sunt Perusiae ab Archiepiscopo. (Cod. N. 1959).
Cod. càrt. in 41. Autografo.
GIOV. BATTISTA. — Copie delle lettere scritte da esso dall' Hibtrnia.
(Cod. N. 1966)
Queste lettere sono copiate dalle minute originali che stanno nel Sovra-
citato Codice 1965. — Istruzione a Mr Riuuccini Vescovo di Fermo desti-
nato Nuncio straordinario in Irlanda da S. S. Innocenzo X.
GIOV. BATTISTA. — Relazione al Pont.' Innocenzo X della sua Nun-
ziatura in Irlanda. (Cod. N, 1968).
Copiato dall'originale con correzioni e postille autografe.
GIOV. BATTISTA. — Iter Ophidanum : Peregrinatio ad eremum fontis
Avellani. (Cod. JV. 1957).
Questo è l'originale da cui fu tratta la copia Cod. 1955 sopracitato. AI
incipio vi sono alcune lettere del Card. C" ' ~ " * ~ " " *'
rdinali ed a Clemente VIII colle risposte.
principio vi soncTalcune lettere del Card. Ottavio Bandini al 'Collegio dèi
Ca
GIOV. BATTISTA. — Appunti e Diario dal Gen. 1649 e seg. anni di
ciò che gli accadeva e sapeva relativamente alla sua spedizione in
Irlanda. (Cod. N. 1951).
Cod. momb. in 4*. Autografo.
ORAZIO e Francesco. (Cod. N. 1945).
Sono fogli staccati, autografi, riuniti in un yoL
Orazioni e sermoni recitati in varie solennità dell'anno con abbozzi e
ricordi sopra soggetti ascetici.
OTTAVIO. — Raccolta delle sue poesie. (Cod. N. 1005 e 1006).
Cod. cart. in fol. picc. 2 voi.
Pare che abbian servito di testo alla Scelta che fu stampata nel 1622 9
essendovi notati tutti i componimenti ehe vennero pubblicati. Ve ne sono
moltissime di inedite , e di bello stile che meriterebbero d'esser date alla
luce. Furon levati alcuni fol. non si sa da chi nò perchè.
OTTAVIO. — Miscellanea. (Cod. N. 1003).
1, Cicalata sul Cacimperio col memoriale in quarta rima.
MNUCCINI 891
2. Lenci Filippo. Ragionamento filosofico recitato dall'autore nell'Acca-
demia deir Arcadia il S9 Luglio 1645 (autografo).
3. Sermone recitato il Venerdì Santo in una confraternita.
4. Anacreontica Al suon di questa eetra di Ottavio Rinuccini.
5. Lamberti. Capitolo burlesco al P. Lorini.
6. Capitolo al Sig. Pier Francesco Rinuccini.
7. Cicalata in lode delle trippe recitata dal Rinuccini la sera dello stra-
vizio dell' Accademia della Crusca il 17 Maròio 1613.
8, Villani Filippo. Vite di alcuni uomini illustri, trad. dal latino diltaccio
Valori. Vi è unita una lettera di Nic. Valori a Leone X nel dedicargli la
vita di Lorenzo il Magnifico.
Copia fatta da Baccio Valori.
9 Della Casa Mons. Giov. Orazione per muovere i Veneziani a collegarsi
col Papa, col Re di Francia e cogli Svizzeri contro Carlo V.
PIER FRANCESCO. (Cod. N. 194 6)
1. Commentarla et disputationes ad Aristotelis physicorum libros ezpli-
candos.
2. Storia della famiglia Ma rescotti.
3. Finotti Christopbori , Oratio in funere Joh. Medices (stampato 1621).
4. Predica sulla incarnazione del Divin Verbo.
5. De Laudibus S. Tbomae Aquinatis.
6. Quaresimale di un P. M. frate cappuccino.
7. Collectio chartarum quae ultro utroque transierunt inter Mar.n Or-
moniae et Sir Thomas Whorton. Sembra copia d'un opuscolo stampato a
Dublino nel 1646.
8. Rondi nel li Giov. Discorso al O. D. Francesco de' Medici sullo Stato
d' Inghilterra.
9. Relazione di Firenze e di Siena.
10. Copia di una lettera di Scipione Ammirato al Sig. Virginio Orsini
Duca di Bracciano.
11. Orlandini Petri Animadversiones ad Aristotelis librum de siccitate
et humiditate.
12. De Fluoribus tractatus.
13. Scarbotius Marcus. Adlocutio ad Cardinalem Florentinum missum
in Franciam, 1593.
14. Pratica per fare bene l'orazione mentale.
15. Regole per le monache di Forlimpopoli date dal Vescovo Accoram-
boni, 1580.
16. Compendio di Grammatica.
17. Dassetti discorso sulle imprese.
PIER FRANCESCO. — Zibaldone di Studii storici , minute di relazioni
politiche, estratti di sentenze di varii scrittori latini ed italiani di-
sposti per ordine alfabetico e ad uso di poli an tea: studii geografici
di diverse regioni d'Europa. (Cod. N. 1947).
•
Cod. cari in foL : per la massima parte autografo.
Dovevano essere 2 voi., ma non vi è che il 1°.
PIER FRANCESCO. - Ruolo degli Accademici della Crusca dal suo
principio sino al 1653 colla indicazione delle imprese e nomi ac-
cademici. (Cod. N. 1948).
Cod. cart. in foL Autografo.
392 RINUCCINI
TOMMASO. — Abbozzo di Calendario Fiorentino isterico estratto dal-
l Istorie deirAmmirato e dalla vita di Cosimo I Granduca di Toscana
del Cini. {Cod. K 1982 e 1983).
TOMMASO. — Relazione e Diario del suo viaggio da Roma a Parigi
dove andò per accompagnare il Card. Barberini legato nel 1625:
colla descrizione del ritorno. Autografo. {Cod. N. 1985).
TOMMASO. — Ruoli dei Cavalieri ed altri dignitari dell'Ordine di San
Stefano (di cui Ottavio R. era ricevitore) collo stato delle rendite
di ciascuno. Albero della consorteria Rinuccini e Guidacci da essi
presentato il dì 25 Febb. 1638. {Cod. N. 1891).
Cod. cart. in fol. Originale.
TOMMASO. — Libro di ricordi spettanti alla sua corrispondenza col-
TArci vescovo di Fermo e Nunzio in Hibernia, Mons. Giov. Battista
suo fratello dal 1645 al 1649. {Cod. N. 1984).
Cod. cart in foj. Autografo.
TOMMASO. — Trattato da usarsi dalla Ser:ma Vittoria Principessa di
Urbino, Granduchessa di Toscana, per ricevere i personaggi e mi-
nistri di Principi. {Cod. N. 1986).
Cod. cart in fot
RINUCCINI. — Miscellanea. Poesie .e prose di varii autori.
{Cod. N. 1004).
Cod. cart. in fol. del Seo. XVII. Contiene :
1. Una raccolta di 43 documenti e lettere sopra disparatissimi soggetti.
Fra questi è da notarsi una lettera scrìtta da Filippo Gaudi del 17 Luglio
1617, nella quale dà una dettagliata relazione del supplizio della celebre
Marescialla d'Ancre (Eleonora Gori Galligai). Questi documenti appartene-
vano a Pier Francesco Rinuccini.
2. Poesie varie ed abbozzi di diversi componimenti drammatici autografi
di Pier Francesco Rinuccini La maggior parte sono fol. staccati.
3. Altro fascicolo contenente abbozzi di varie poesie e prose. Autografo
di P. Francesco Rinuccini.
4. Traduzione del libro di Lattanzio Firmiano De ira Dei fatta da P. Fran-
cesco Rinuccini con una prefazione autografa.
5. Ragionamenti sulle Indie Orientali diretti al G. Duca di Toscana da
Fr. Cadetti. Sono due quaderni : il primo è copia con correzioni autografe,
ed il secondo è tutta originale. Vi si parla di un viaggio fatto al Perù,
Panama ecc. nel 1596. È incompleta l'opera, ma sembra che fosse raflazonata
dal Magalotti e da altri per la stampa.
6. Poesie amorose. Sono 33 fol. staccati di mani diverse Sembrano au-
tografi.
7. Poesie e prose. Autografe di Ottavio Rinuccini.
8. Poesie liriche di vano genere ed autori diversi.
ROFFIÀ MARC'ANT. FRANCESCO 398
RINUCCINI. — Miscellanea. (Cod. N. 1899).
Cod. cart in fol. del Sec. XVII.
Contiene 32 pezze. Molte si riferiscono a fatti storici di quel secolo.
Risguardano non solo la Toscana, ma anche la Corte di Roma, la Francia,
Napoli ed altri paesi. Al principio del voi. vi è la nota degli opuscoli.
Situale Romano ad uso della chiesa di Lodi. {Cod. N. 393).
Cod. cart. in 4* del Sec. XV.
D. Carlo Trivulzio premise al voi. delle erudite annotazioni, per provare
che questo rituale apparteneva alla chiesa di Lodi. Il Codice pare scritto,
secondo lui, nella- prima metà del sec xv. Alla fine del Canone, cioè al
fol. 31 v. trovasi la nota seguente: « Finis psbr (presbiter) Franchili us de
« Fix (Fixiraga) scripsi hoc opus ». La famiglia Fisiraga era fra le più
distinte di Lodi.
Rituale antico latino e tedesco. (Cod. N. 458).
Cod. merab. in 8° del Sec. XV.
Ha alcune iniziali miniate.
Situalo de' Monaci S. Sepolcro, poi S. Lanfranco presso Pavia.
(Cod. N. 512).
Cod. memb. in foL del Sec XII.
D. Carlo Trivulzio vi unì delle annotazioni relative al detto convento
di S. Lanfranco. Alla fine del rituale vi sono alcune notizie storiche scritte
nel sec. xm. Fu anche unita una vecchia carta topografica delle fortifica-
zioni di Pavia e contorni esplicativa delle operazioni dell'assedio postovi
dai Francesi nel 1655.
RIVA Pr. Lot. — Istituzioni filosofiche. (Cod. N. 320).
Cod. cart in ibi. del Sec. XVIII.
ROBECCO Giuseppe. — - Causa fra il Fisco e gli Utenti della Muzza.
(Cod. N. 1711 e 1712).
Cod. cart in 8° del Sec XVIII. 2 voi.
ROFF1A Marc'Ant. Francesco. (Cod. N. 1891).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI II.
Memorie e notizie per l'uso e la navigazione di Galere da esso raccolte
nelle navigazioni da esso fatte dall'anno 1701 al 1720. Dedicate all'Ili."0
Sig. Marchese Carlo Rinuccini segretario di Guerra e Consiglio di Stato.
Celai. TrtvuUUma (Stampato il 27 dicembri 1883) 50
894 RUBINI IRÀNCISCI
Rogiti del Notaio della Curia Arcivescovile di Milano Giovanni de
Gallare ti. (Cod. N. 1689).
Cod. eart in fol. del Sec. XV.
ROSSI Pio. — Discorsi sopra materie ecclesiastiche. (Cod. N. 272).
Cod. eart in fol. del See. XVII.
In gran parte autografo: l'autore si qualifica Priore et visitatore di
S. Savino. I primi discorsi vertono sulle visite ai Monasteri , altri sono
prediche.
ROTA Vincentius. — Jacobi Facciolati Oratio prò funere Aloysii Pisani
ducis Venetiarum IV Nonas Julias mdccxxxxi, celebrato cum auctoris
ejusdem palinodia et Typographi Yen. confessione. Accedunt postremo
Dialogi VI. Altera editio et accuratior cum privilegio.
(Cod. N. 673).
Cod. eart in 8° del Sec. XVIH.
La palinodia ed i dialoghi sono una satira del Rota contro il Facciolati,
il quale aveva stampato coi torchi dell' Albrizi di Venezia un'orazione da
lui scritta, ma non recitata pei funerali del Dosre Pisani, pochi giorni dopo
ch'era comparsa alla luce quella che ne' funerali era stata detta dal Gesuita
Gerolamo Lombardi. Anche la confessione del Tipografo è scritta dai Rota
contro il Facciolati.
RUBEUS Honoratus Franciscus. — Chorus virtutum insulatus in Ill.mo
D. Joh. Hier. Nasellio Episcopo Intemeliensi. (Cod. N. 525).
Ood. cari in 8* del Seo. XVII, autografo.
Giov. Gerolamo Naselli di Sarzana venne fatto Vescovo di Ventimiglia
nel 1685, e dopo 10 anni passò alla Sede Vescovile di Sarzana, ove morì nel
1709, come vedesi neirUghelli, T. I, col. 311 e T. IV, col. 856. Questi elogri
Suindi che Onorato F. Rossi scriveva per il di lui ingresso in Ventimiglia
evono essere stati scritti nel 1685. Non ho potuto trovar notizie del Rossi
che probabilmente fu della riviera di Genova. Lo Spo torno: Storia della
letteratura Ligure non la nomina.
RUBINI Francisci. — Prolusiones Accademicae et Orationes.
(Cod. N. 622).
Cod. eart in 4* del Sec XVII.
Francesco Rubini Milanese fu professore di belle lettere. Viene assai lo-
dato come oratore nella Bib. Scrip. Med., T. II, col. 1256, dall' Argelati che
dà la nota delle opere da lui date alla stampa, ma non cita che qualcuna
di queste prolusioni ed orazioni. Esse sono corrette di mano dell'autore. La
prolusione Vili e V ultima orazione sono manoscritte e forse non furono mai
stampate. Pare che il Rubini sia nato nel 1600 o 1601. Morì in Bergamo,
ma si ignora in quale anno. Unito al Codice vi è un suo ritratto inciso
colla leggenda in giro Franciscus Bubinus Mediolanmsis Uteris usuque
armarum clarissimus aetatis xxvu. L' Argelati dice che questo ritratto fu
inciso nel 1627.
BUFFO IORDÀNO 395
Bufarlo* di tutte le Pieve et sue terre civili nel ducato di Milano estratto
dai libri originali di essa città nel 1682, con varie carte annesse
risguardanti il perticato ed il censo in varii luoghi. {Cod. N. 1258).
Cod. c*rt in fbl del Sec. XVII.
Vedi anche più sotto Soldati Giuseppe che cavò una simil rubrica nel
1697.
Batolo* instrumentorum rogatorum per Galeatium Vicecomitem Mediol.
notarium. (Cod. N. 1295).
Cod. out in foL del Sec. XVI.
Batolo* di istromenti risguardanti la Certosa di Pavia. (Cod. N. 1 337).
Cod. memb. in 4* del Sec. XYI.
Il primo istromento citato è del 1510 e l'ultimo del 1571.
l'originale che esisteva nell'Archivio di quel Monastero.
Credo che sia
/
Statolo* castellorum ci vita tu m et terrarum ducalium in Lombardia.
{Cod. N. 1 396).
Cod. memb. in 4* del Sec. XV.
Malgrado il titolo sono comprese in questa rubrica tutte le città e ca-
stelli che erano soggetti al Duca di Milano , compresavi la rocca di Bari
nel regno di Napoli. In seguito alla detta rubrica vi sono i nomi dei ca-
stellani e le istruzioni date a ciascuno di essi , e la data del giuramento
prestato di osservarle. La maggior parte sono del 1495 , ma ve ne sono
anche degli anni susseguenti sino al 1498. Alla rubrica precede una lettera
del 15 Novembre 1498 diretta a Tristano Calco in cui Lodovico il Moro dà
ordini rigorosi per i constabili delle porte di Milano, i quali abusivamente
aprivano di notte i ponticelli delle porte a lóro affidate e permettevano
l'ingresso di persone e di vettovaglie. Il Codice è benissimo scritto e con-
serva la sua legatura originale. *
Eràrio* dell'Archivio dei Duchi di Milano. {Cod. N. 1796).
Cod. cari in foL del Sec. XV.
Sgraziatamente fu lacerata la parte superiore del 1° fol., per cui non ri-
mase intero il titolo. Questa rubrica è divisa in 30 capitoli , cioè quanti
erano i volumi in cui erano raccolti i documenti. Benché non vi sia il testo
e sia molto succinto il sommario dei documenti questo Codice può essere
utile per la nostra Storia essendovi indicati molti privilegi accordati dai
Duchi di Milano e molte investiture feudali a cominciare dall'epoca di Fi-
lippo Maria Visconti sino al 1495. Mancano nell'interno alcuni togli.
RUFFO Ioroàno. — Trattato di Mascalcia. (Cod. N. 91).
Cod. cari in 8» del Sec. XVI di fol. 84
compresi due non nnmerinati in principio e eei bianchi in fin*
Nel 1* fol. in messo Trattato di Mascalcia.
396 BUZINELLO SDIONINO
Nel 2° fol. Tavola dove si tratta de nascimento per fino atti accidenti dei
cavalli.
Il trattato termina al fol. 66 , nei fol. rimanenti vi sono , di carattere
posteriore, delle ricette più o meno stravaganti e superstiziose per diversi
mali, anche per l'uomo e per la donna. Nel prologo di questo trattato se
ne dichiara autore lordano Rosso de Calavria cavatevi che fui di Missere
lomperatore Federigho secondo. Il nome dell'autore fu scritto male dal co-
pista, non essendo Rosso, ma bensì Ruffo. Il trattato fu scritto originaria-
mente in latino, ma poi venne tradotto. La versione italiana fu stampata
per la prima volta a Venezia, secondo il Denis, nel 1492. Neil' Ed. di Bo-
logna del 1561, il nome dell'autore fu storpiato in Rusto in luogo di Ruffo.
Ne furono fatte in seguito diverse edizioni. Gli Accademici della Crusca
citano un Trattato detta Mascalcia de9 cavalli Ms. appartenuto a Francesco
Sedi. Essi pure ne possedevano un altro esemplare. Il vederli citati senza
nome d'autore mi fa sospettare che possa essere un'altra opera, ovvero che
quei Codici mancassero della prefazione in cui è palesato il nome dell'autore.
*
RUFFO Giordano. — « Arte di conoscere la natura dei cavalli di reg-
ie gerii e governarli delle infermità loro e del sanarli chiamata l'arte
« del Manscalco, composta da Giordano Ruffo Calabrese cavagliere
a dell'imperatore Federico Barbarossa dedicata e mandata alllll.mo
« Sig. Conte Giorgio Cosù , dal quale per pubblica esperienza fu
« approvata ». (Cod. N. 276).
Cod. cari in fol. del See. XVII di pag. 91.
Questa pretesa versione della Mascalcia di Giordano Ruffo è, ad onta del
titolo e dello stesso nome dell'autore, un opera diversa dalla precedente,
essendo persino dissimile la disposizione dei capitoli. La credo fattura di
persona che volle aggiungere autorità al suo lavoro facendolo credere opera
del Ruffo, la quale godeva in quei tempi molta riputazione. Non pare
finito.
RUPESCISSA Johannes. — Libri duo de consideratione quintae essentiae
omnium rerum. (Cod. N. 1621).
Cod. eart. in fol. del See. XIV.
Froissard de Rochetaillade che prese il nome di Giovanni Rupescissa visse'
nel see xiv e fu autore di. diverse opere che furono registrate dal Wadingo
(Ann. Ord. min., T. IV, ad an. 1357) e dal Fabricio, T. IV, pag. 126. Questa
sua opera venne stampata per la prima volta a Basilea nel 1561 , e più
altre in seguito. Le molte correzioni , cancellature e cambiamenti provano
che questo Codice è autografo. Sul 1° fol. di risguardo ed in fine vi sono
delle ricette.
RUZINELLO Simonino. — Inceptum fuit hoc opus qui appellati^ Platica
Notariorum per spectabilem et Egregium virum Simoninum de
Ruzinello sub anno dm curso mcccIxxxx ob et ex grafia dictorum
notariorum et in eorum exemplum et documentum. (Cod. N. 1518).
»
Cod. cart in fol.
Il Codice incomincia colla sopradetta intestazione: consta: di 172 fol. nu-
merizzati fin dall'origine. É un formulario per ogni genere di istromenti.
Incominciato nel 1390 venne proseguito sino ai primi anni del see. seguente.
SACCHETTI PBANCO 897
S
SACCHETTI Franco. — Novelle. (Cod. N. 192).
Cod. cart in fol. del Sec XVII.
t
Di questo Ms. parla Apostolo Zeno nella nota al Fontanini, T IT, pag. 176.
esso apparteneva dapprima ad un amico di Giulio Ottonelii, il quale aveva
preso copia per sé soggiornando in Firenze della scelta di 35 Novelle (che
i deputati alla correzione del Boccaccio avevano fatto per istamparle dopo
il Decamerone da essi riveduto) ed altra copia ne aveva comunicata al suo
amico suddetto, ed è la presente, che passò di poi nella libreria Soranzo,
quindi nella Correr di Venezia ed ora nella Trivulziana.
Al principio del Codice vi è il catalogo delle novelle scelte dai deputati
segnate nel margine corrispondente a quelle del Salviati, e dopo questo
leggesi il giudizio del Salviati sopra esse novelle tratto da' suoi Avverti-
menti. Il Codice comincia colla dichiarazione seguente dell'amico deli'Otto-
nelli. « Queste novelle di Franco Sacchetti sono state tratte da una copia
a mandatami dal Sig. Giulio Ottonelii Tanno 1612 con sua lettera delh 9
« d'Aprile, la quale copia egli l'ebbe in Firenze, ed è quella di cui servi-
« ronsi quei valentuomini che Tanno 1572 corressero il Boccaccio e le quali
« volevano far stampare. Il Sig. Giulio Tebbe in prestito mentre stanza va
« in Firenze a servigio del Granduca Ferdinando etc. ».
Nel fol. di risguardo vi è una nota relativa a questo Codice ed alle
novelle del Sacchetti scritta e sottoscritta da Bartolomeo Gamba.
SACCHETTI Franco. — Rime. Copiate dal Codice originale che fu di
Giuliano Giraldi citato dal Vocabolario della Crusca e che ora si
conserva presso i Sig.ri Giugni di Firenze, e da altri Mss.
(Cod. N. 1012).
Cod. cart. in fol. del Sec. XIX.
In fine si legge l'annotazione seguente: « Riscontrato sul Codice Ms.
« da me Francesco del Furia questo dì IO Gennaio 1810 ».
SACCHETTI Franco. — Quattro cantate delle belle donne di Firenze,
e la battaglia che fanno colle vecchie. (Cod. N. 1013).
Cod. cart. in fol. del Sec. XIX
tratto dal Cod, 49, Pale. II della Magliabecchiana secondo la moderna numerazione a pag. 149.
398 SALLUSTIUS C. CBISPUS
Saooo di Roma. (Cod. N. 28 e 29).
Cod. cari in 8° del Sec. XVII. 2 voi.
L'autore in Questa istoria incomincia la sua narrazione dell'anno 1500 ,
e la termina colla elezione di Cosimo de' Medici a capo e Principe della
Rep. Fiorentina seguita nel 1537. Nella prefazione egli dice di averla com-
E osta sopra memorie lasciate dal suo avolo Francesco De Etossi (fratello del
ardinale Luigi De Rossi), che fu testimonio oculare del famoso saccheggio
dato alla città di Roma nel 1527 dall'armata di Carlo V sotto gli orami
del Connestabile di Borbone. Quest'opera venne pubblicata in Roma nel
1837 col titolo : « Memorie storiche de' principali avvenimenti d'Italia ecc. »
di Patrizio De Rossi Fiorentino in 4 voi.
Saooo di Roma. (Cod N. 147).
Cod. eart. in fol. del Sec. XVIII.
Questo Codice non contiene che la seconda parte delle Storie scritto da
Patrizio De Rossi, qui sopra descritta, Cod. 38.
Baoramontarlnm Ainbrosianum. (Cod. N. 510).
Cod. memb. in 4° del Sec XIII.
Vi è unita l'Illustrazione che ne fece il O. B. Castiglione Vi sono pure
delle note di D. Carlo Trivulzio relative al Codice, ed alla chiesa di S Sto*
fano in borgo recto in Porta Nuova di Milano. Vi si trova anche un mezzo
fol. in pergamena, che è un frammento di un Rituale del x secolo.
Saggio di diversi caratteri antichi e moderni esegniti a penna.
(Cod. N. 1694).
Cod. cart in fol. del Sec. XIX.
SALLUSTIUS, Cajus Crispds. - Opera. (Cod. N. 694).
Cod. memb. in fol. picc. del Sec. XV.
i
Incomincia col titolo seguente scritto in lettere capitali in oro: C. SAL-
LVSTII DE CONSVLATV CATILINAE LIBER. L'iniziale è dorata e miniata.
Questo 1* fol. ha un contorno assai finamente miniato. Vi sono alcune im-
prese ed un busto di filosofo con la penna in mano assai bella . |
Al fol. 28 : CRISpi Sallustii de coniuratione Catilinae liber explicit. Al |
fol. 29 incomincia il libro « De Bello lugurtino » con una bella iniziale con
ornati miniati.
Al fol. 84 v. CRISPI SALLVSTII DE BELLO IVGVRTINO LIBER EX !
Per me Sigismundum de Sigismundis Carpensem. Al fol seguente: C. SAL-
LVSTII IN M. T CICER.
Termina al fol 91 senza sottoscrizione. Tutte le lettere iniziali sono in
oro. Sulla legatura in pelle vedesi Io stemma di papa Pio VI colla tiara e
le chiavi. Bellissimo Codice benissimo conservato.
SALLUSTIUS C Crispus. - De bello Iugurthino. (Cod. N. 791).
i
Cod. memb. in 8° del Sec XV. !
i
Manca del titolo che non vi fu mai scritto, ha l'iniziale miniata sopra
fondo d'oro ed in fine il distico. j
SÀNGUÀNÀZZI GIACOMO 899
« Qui cupis ignotum Iugurthae noscere letum
« Tarpeae rupis pulsus ad ima ruit ».
Salmof penitenciales traducidos in lyras per el Gap. D. Franco Loren-
zana naturai de la ciutad de Leon y entratemdo por su Majestad
en este Rey de Nap. Dirigido a mi Seri Dona Maria de Acuna 1635.
(Cod. N. 360).
Cod. cari in 12° del Sec. XVII.
Salterinm Romanum. (Cod. N. 327).
Cod. memb. in 12° del Sec. XV.
Satterlum Romanum. — Altro simile in 8°. (Cod. N. 266).
SALUTIO (fra Bartolomeo da). — Canti, ovvero profezie cantate in spirito
ed estasi con preludio al devoto lettore di fra Francesco Turano.
(Cod. N. 361).
Cod. «art in 12* del Sec. XVII.
Fra Bartolomeo della famiglia Cambi nacque in Saluthio castello nella
diocesi d'Arezzo. Il Quadrio che, ba parlato di lui dando anche la nota delle
Aie opere non cita questi inni e profezie che ritengo siano inedite.
SALVI ATI Leonardo. — La canzone del pino ultima dell'Infarinato ac-
cademico della Crusca. (Cod. N. 893).
Cod. memb. in 16° del Sec. XIX.
Questa canzone venne stampata a Firenze da Filippo Giunti nel 1589, e
ne fa fatta una ristampa a Venezia nei 1822 di soli 28 esemplari. Si trovano
amendue in questa Biblioteca.
SANCTA CRUCE (Andrea de). — Ad Ser.m Caesarem semper Augustum
Albertum romanorum regem dialogus Andreae de Sancta Cruce de
Roma Apostolici concistori! advocati in Ludovicum Pontanum ro-
manum de Ecciesiae primatu et gestis per latinos Graecosque pa-
tres in Ferrariensi, Florentiam demum translata Oecumenica Synodo
in Spiritu Sancto legitime congregata. (Cod. N. 319).
Cod. cari in fol. del Sec. XVI.
Non mi venne fatto di trovar citata quest'opera, né di aver notizie del
suo autore, che non è citato da Fabricio, dal Mansi, nò da altri.
SANGUANAZZI Giacomo- - Poesie. (Cod. N. 970).
Cod. cari in fol. j>icc. del Sec. XV.
Queste poesie sono scritte in una specie di vernacolo Italiano Veneto.
400 SAEDI PIETRO
Il nome dell'autore si trova alla fine di una di queste poesie ed è il se-
guente:
« Jacobi Sanguanatii artium doctoris et utriusque juris scollaris peri-
o tissimi explicit frotola ad dmn And rea m Venenum ».
Il Quadrio parla di questo autore, che era Padovano, nel Voi. IIt pag. 196.
Ed il Cresci m beni nei Commentari intorno alla sua « Storia della Volgar
poesia », Voi. IV, pag. 35, N. 86.
SANPIETRO àluigi. Il famoso e maestoso tempio di nostra Si-
gnora in Saronno. Stampato a Milano nel 1658. (Cod. N. 1246).
Cod. cari, in 8° del Sec. XVII.
Vi sono delle note e delle aggiunte manoscritte, dalle quali appare che
il Sanpietro dopo aver servito questa chiesa durante 40 anni mori il 10 Set-
tembre 1669. Parlano di lui l'Argelati, T. II, col. 1910, ed il Picinelli nel-
T « Ateneo de' letterati Milanesi » a pag. 405.
SANSEVERINO Roberto. - Viaggio in Terra Santa. (Cod. N. 83).
Cod. cari in 8° del Sec. XVIII di fol. 130.
Roberto Sanse verino, celebre condottiero fu figliuolo di Simonetto e di
Elisa Sforza sorella di Francesco, che fu poi Duca di Milano.
Questo viaggio in Terra Santa è tuttora inedito. Ne esistono diverse
copie e fra le altre una nella Biblioteca di Parma. Ritengo però che il più
prezioso di tutti i Codici di questa relazione sia quello in pergamena che
esisteva nella Biblioteca Silva a Ci ni sei lo ed è ora posseduto dalla vedova
del Marchese Arconati. Esso ha in fine la data 11 59 ed al principio lo stemma
dei Botticella di Pavia. Un membro di questa famiglia, il quale fu poi se-
gretario Ducale, era uno dei compagni del- Sansevenno, e però crederei che
questa relazione del loro viaggio sia stata scritta da lui e non dal Sanse-
verino uomo di spada e non di penna. Questa copia fu certo fatta sul Co-
dice Arconati.
Di questo viaggio trovasi fatto menzione nella dedica, diretta al Sanse-
verino dal Ramusio, della traduzione in volgare dell'opera del Valturio
a De re militari » stampata a Verona nel 1483 da Bonino de Boninis. Nel*
T Archivio di Stato a Milano, dove si conservano molti documenti e lettere
di Roberto Sanse verino , vi è precisamente una lacuna di alcuni anni a
partire dal 1457, e quindi non si hanno le lettere ch'egli di certo scrisse
allo zio Francesco Sforza durante il suo viaggio ; e per lo meno dovevano
esistere quelle che furono scritte prima che s'imbarcasse a Venezia.
•
SARDI Pietro. — Aritmetica militare. Zibaldone. (Cod. N. 288).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
Pietro Sardi romano venne ricordato, come uno dei più rinomati scrittori
d'architettura militare del suo secolo , dal Tiraboschi (T. Vili, p. 270), che
parlando de' suoi scritti, aggiunge: « benché a me pare ch'essi poco o nulla
« aggiunsero a ciò che nel secolo precedente si era scritto ». Non diede
però l'elenco delle sue opere. L'Haim (Bib. St., pag. 578) invece dà il titolo
di alcune di esse che furono stampate, ma non fece menzione di quella con-
tenuta in questo volume, che è certamente autografo. Questo Codice, dopo
un Trattato d'Aritmetica , discorre di geometria e di fortificazioni , ed ò
SCACCHI (FRA FORTUNATO) 401
pieno zeppo di disegni e piani di fortezze» Più che un'opera compiuta è un
zibaldone di notizie, una raccolta di materiali.
SARPI fra Paolo. — Opinione data ai SS. Inquisitori di Slato, in qual
modo debba governarsi . la Repubblica di Venezia internamente ed
esternamente per avere perpetuo dominio con la quale si ponderano
gli interessi di tutti i Principi, da lui descritta per pubblica com-
missione Fanno 1615. (Cod. N. 1870).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVII.
SASSI D. Giuseppe. — Risposta all'Arcivescovo di Milano sull'ultimo
trattato del libro intitolato Politica, Diritto e Religione, del Gorini
Corio dietro suo eccitamento esaminato. {Cod. N. 584).
Cod. cart. in fol. dei Sec. XVIII.
Satire e composizioni di vari autori del sec. xvi. (Cod. N. 954).
Cod. cart. in foL picc. del Sec. XVI II.
Il O Giulio Bernardino Tomitano vi scrisse la nota seguente : « Questo
« volume è scritto di mano, per quanto me ne sovviene, dall' Abb. Iacopo
§ Vezzi Viniziano ». Vi è unita la nota degli autori che sono 28, oltre gli
anonimi.
SAULI Domenico. — Relazione a suo figlio. (Cod. N. 201).
Cod. cart in fol. del Sec. XVI. Autografo.
Il Sauli ebbe parte non piccola nelle trattative che il Gran Cancelliere
Morone iniziò, e delle quali fa l'anima, colle diverse potenze italiane e colla
Francia nel 1525 in seguito alla preponderanza eccessiva che aveva presa
Carlo V dopo la battaglia di Pavia in cui era rimasto prigioniero Fran-
cesco I, re di Francia. Il Sauli in questa relazione ci scopre i motivi che
indussero il Morone ad avere tanta fiducia nel Pescara, che poi lo tradì nel
modo il più vergognoso e sleale, e racconta i particolari di guanto venne
fatto per formare una lega che liberasse l'Italia dalle armi straniere. É
opera di grande importanza per la storia di quel tempo e merita di essere
unita agli scritti del Morone che furono pubblicati nella Miscellanea storica
dalla R. Deputazione di Storia Patria di Torino. Alla fine vi sono diversi
documenti risguardanti il Sauli che si . era messo egli pure agli stipendi
del Re di Spagna dopo la morte dell'ultimo Sforza.
(Venne da me pubblicata nella Miscellanea della R. Dep. di Storia Patria
Torino nel 1878, Serie II, Voi. II).
SAVORGNANO Ascanio. - Relazione di Cipro. (Cod. N. 1192 e 1193).
Cod. cart in 8° del Sec XVL 2 copie.
SCACCHI (fra Fortunato). — Risposta alle diciannove Proposizioni sot-
toscritte dalli sette Teologi Veneti. {Cod. N. 530).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII. Autografo.
Il P. Scacchi era Agostiniano. Era nato in Fano. Nella Biblioteca del
Citai. Trivuliiana [Stampato il 27 dictmbr* 1883) 51
408 SEDENO (JUAN)
Card. Imperiali a pag. 446 sono registrate due opere di questo frate , ma
non già la presente. Ho veduto una grossa raccolta di opuscoli risguardanti
questo Interdetto, ma la presente opera non vi era , perciò è protobile che
sia inedita. È una difesa dell'Interdetto lanciato da PP. Paolo V contro i
Veneziani. Ricavo Questa notizia da una nota di D. Carlo Trivulzio che tro-
vasi al principio dei volume.
SCARPERIA (Pace di Giuliano dalla). — Leggenda di S. Tandalo ca-
valiere. ' (Cod. N. 132).
Cod. cart. in 8° dell'anno 1462.
In fine si legge la nota seguente : « Finito questo libro Io. Pace di Gu-
« liano (sic) della Scarperia oh scripto in casa de frati Jhesuati de Melano
« fuora di Porta Vercellina nel 1402 et oh scripto a honore di dio et della
a Vergine Maria et di Messere Tandalo il quale fu vero servo diddio e per
« mia consola tione ».
Il Cav. Morelli vi scrisse al principio. « Ila di buone frasi e potrebbe
« cavarsene profitto. È del sec. xv, fatto in Toscana.
Il Canonico Carlo Giuliari di Verona pubblicò nel 1870 nella Collezione
di curiosità inedite (Bologna. 6. Romagnoli) il libro di Theodolo o vero la
visione di Tandalo da un Codice del sec. xiv della Bibliot. Capitolare di
Verona , ma il testo differisce da questo. Un'altra visione di Tandalo fu
stampata a Bologna nel 1872.
SCAURUS Angelus. (Cod. N. 703).
Cod. memb. in ibi. del principio del Sec. XVI.
Incomincia: « Àrtium ac medicinae doctori excellentissimo domino Va-
« lerio de bilance Mediolanensi. Angelus Scaurus Parmensis ordinis predi-
le catorii ac sacrae paginae baccalaureus formatus S. P. D • .
La prima carta ha l'iniziale miniata e dorata, come lo è aucor$ il fregio
tutto all'intorno e così pure la terza carta ove incomincia la « Oratio
« Baptistae Mantuani sacrarum literarum professoris famatissimi in laudem
« Maestri Valerii de Bilance Mediolanensis arti uni ac Medicinae arciperi-
« tissimi ».
Il Codice termina con un epigramma diretto a Valerio de Bilance dal
Pio Bolognese.
Chi fosse Valerio de Bilance, come pure Angelo Scauro dell'Ordine de*
Predicatori che scrisse l'Elegia colla quale iticomincia il Codice, è ignoto.
L'orazione di Battista Mantuano è inedita non trovandosi stampata nel*
1' « Opera omnia » di lui raccolte e impresse in 4 voi. in Anversa nel 1576.
Così pure non trovasi alcun cènno dell'epigramma di Pio nel suo articolo
!>resso il Fantuzzi degli Scrittori Bolognesi. É unita una illustrazione del-
'Ab. Mazzuchelli dalla quale venne cavato questo estratto.
SECTANI (Quinti). — Satyra inedita ad Clementem XI.
(Cod. N. 628).
Cod. cart. in 4° del 3ec. XVIII.
L'autore di questa Satira è Mons. Lodovico Sergardi Sanese che scriveva
sotto il pseudonimo di Quinto Settano. Il Tiraboschi nella sua Storia della
letteratura non parla di questa Satira.
SEDENO (Juan). — Las lagrimas de S. Pedro de Luis Tansilo tradu-
SEGRETI DIVERSI 403
zidas de lengua Toscana en Castellana por Juan Sedeno castel-
lano de la cindadella de Alexandria. Yel Uauto de S. Maria Ma-
dalena de Erasmo Valvason con un capitalo al crucifixo el viernes
Santo del R. P. don Angelo Grilo traduzido per el mesmo al Se-
renissimo Senor D. VinQenqio Gonzaga duque de Mantua y Monferrar.
(Cod. N. 1107).
Cod. cart. in 4° del See. XVIII.
Sul frontispizio vi è lo stemma Gonzaga disegnato a penna. É l'esem-
plare offerto al Duca Vincenzo.
SEGALONI Francesco. — Priorista Fiorentino riformato nel 1625.
(Cod. N. 602).
Cod. cart. in fol. mas. del See. XVII.
Le casate Fiorentine non sono in ordine alfabetico. In ciascuna famiglia
poi ò tenuto l'ordine cronologico.
SEGHEZZI Anton Federico. — Rime piacevoli. Cod. N. 992).
Sul fol. di riguardo 'di questo Cod. cart. in fol. si legge la seguente
nota del C. Giulio Bern. Tornitane « Volume tutto scritto di pugno di
« Daniel Farsetti cavato dall'originale dell'autore. Milano 11 Febb. 1811 ».
SEGNI Bernardo. — Storie Fiorentine. (Cod. N. 154).
Cod. cart. in fol. picc. del See. XVI.
Non contiene che dal libro IX al XIV. Non vi è il nome dell'autore:
manca il lib. XV e vi fu sostituito quello del Varchi, ma senza titolo.
SEGNI Piero. — Volgarizzamento di Demetrio Falereo. (Cod. N. 33).
Cod. cart in fol. pioc de) See. XVII di fol. 64.
Il testo corrisponde perfettamente a quello della rara edizione del 1603,
della quale questa Biblioteca possiede due bellissimi esemplari. Nelle anno-
tazioni però vi sono delle differenze essendovi delle ommissioni nelle cita-
zioni degli autori. Noto pure che vi sono quegli stessi errori pei quali l'autore
pose in fine all'edizione del 1603 un'errata corrige. Ciò mi farebbe sospettare
che questo Codice potesse essere autografo. Gli errori ch'egli corregge non
tono errori di stampa, perchè non è sbaglio del compositore di caratteri di
scambiare l' Iliade per 1 Odissea : un Superbo
per nembosi ed altri.
Sagrati diversi. (Ccd. N. 4).
Cod. cart. in 8° del See. XVII 1.
Incomincia senza prefazione o titolo, con una ricetta: « Pour fa ire du
« vit argent avec du plomb ». Dopo la pa£. 2*0 vi è la Tavola delle ri-
cette « che sono in questo mio libretto, e di molti altri segreti curiosissimi.
« Cremona dell'anno 1747 ».
Queste ricette sono parte in lingua francese e parte in italiano: sono
scritte senz'ordine di materia e risguardano la medicina , l'arte culinaria,
la chimica ed altro.
404 SENECE L. ANNAEI
Senato e Magistrato di Milano (Storia del) in Spagnuolo.
(Cod. N. 1732).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
SENECA L. Anneus. — Epistolae. (Cod, N. 722).
Cod. memb. in fol. del Sec. XV.
Vi è in rosso l'intestazione seguente:
« De colligenda et retineuda tuga temporis ». La lettera iniziale ha una
bellissima miniatura con ornati che si estendono a' tre lati del fol. A pie
della pag. vi è lo stemma col leone rampante accostato nel campo a destra
dalla lettera A. La lettera a sinistra fu cancellata: da qualche avanzo si
potrebbe crederla un B o un S, cioè Bolognini o Sforza avendo queste due
famiglie il medesimo stemma ed il nome di Attendolo. Nel Codice vi sono
altre iniziali miniate.
I. Al fol. 102 v si legge: « Expliciunt Epistolae Senece ad Lucilum nu-
« mero cxxm complete per me fratrem Martinum de Rochis de Cumis or-
a dinis minorum Sacre theologie professorem indignum anno dai mccccxv
« die vi Augusti ».
IL Al fol. 103 in rosso: « Beatus Hieronimus in libro illustrium virorum
« sic scribit: » seguono le lettere apocrife di S Paolo a Seneca e le risposte.
III. Fol. 105. « Liber divi Tullii de paradoxis ».
IV. Fol. 109. « Liber de Senectute per modum dialogi Marci Tullii Ci-
« ceronis viri dissertissimi leviter portande ».
V. Fol. 117. « Incipit liber Marci Tullii Ciceronis de Amicitia ».
VI. Fol. 127. « Incipit liber etice Guilelmi de Conciìs vel aliter liber'
« morum vel aliter liber dogmatis moralium philosophorum ».
Di Guglielmo de Conchis monaco Normanno che morì nel 1150 vedasi
il Wadingo che erroneamente lo chiama de Combis, ed il Fabricio, Voi. I,
pag. 408. Quest'opera per altro non è da loro citata, ed è non solo inedita,
ma sconosciuta a quanto mi consta. È scritta in forma di dialogo ed in-
tervengono allocutori Cicerone, Seneca, Boezio, Giovenale, Orazio, Salomone
ed altri. Pare che il De Conchis prediligesse tal forma, poiché scrisse anche
un'altra opera a modo di dialogo fra Enrico 11 Duca di Normandia ed il
Conte Anaegavense.
VII. Al fol. 141. « Titi Li vii hystoriographi celeberrimi lib. X ».
È soltanto un brano della fine della seconda guerra Punica ove trovasi
il discorso di Annibale e la risposta di Scipione.
Vili. Fol. 142 v. a Incipit tabula super Epistolas Senece composita per
« me fratrem Martinum de Rochis de Cumis ordinis minorum sacre theo-
« logiae professorem Modoetie mccccxvìj et completa in vigilia S. Ambrosi i ».
SENECE L. Annaei. — Tragediae. (Cod. N. 807).
Cod. cart. in fol. del Sec. XIV.
i
Al v. del 1° fol. vi è: « De materia et ordine tragediarum » e Tepitafio
di Seneca.
Al fol. 2 in rosso: a L. Annaei Senece hercules furens incipit ».
L'iniziale assai grande è miniata come lo sono tutte le altre al principio
di ciascuna tragedia. A pie della detta pagina vi è uno stemma composto
di due stelle d'oro in campo azzurro attraversato da una fascia bianca con
cimiero crestato. Termina colla seguente sottoscrizione: « Pubblii Lucii
« Annei Senece tragediarum liber explicit anno dni 1386 die 13a dierum
Martii.
SERBELLONI . 405
Il Codice » larghissimo di margini , forse per farvi le note , è assai ben
scritto.
SENECA L. ànneus. — Tragediae. (Cod. N. 809).
Cod. memb. in fol. del Sec. XIV di fol. 127. •
Questo pregevolissimo Codice ha delle miniature assai belle al principio
di ciascuna tragedia. Precedono due fol. di risguardo, e due alla fine, in
cui sono scritte due lettere: la prima è di Nicolo Vescovo di Ostia diretta
a « Fr. Nicolao Treveth ordinis predicato rum : » la seconda è la risposta di
Juesti. Vi sono moltissime note interlineari e sui margini d'ignoto autore
el sec. xv. Il Codice fu scritto e miniato in Italia.
Sententia contro a Maestro Cecco di Maestro Simone degli Stabili da
Ascoli data in Firenze Fanno di nostro Signore 1328. (Cod. N. 30).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVII.
Questo voi. di 30 fol. contiene un riassunto del processo contro Cecco
d'Ascoli e della sentenza e sua esecuzione. É in italiano e ciò basta a pro-
vare che non è una copia dell originale proprio, come si legge alla fine del
volume. É però preziosa questa Sententia che sembra cavata dagli Atti pro-
cessuali, che non credo siano stati pubblicati , se pur ancora esistono. Il
Lami nel « Catalogus Mss. Bib. Riccardianae » a pag. 326 riporta la sen-
tenza di morte pronunciata dall'inquisitore Fr. Accursio Francescano nel
13*7, non che la condanna contro Cecco d'Ascoli che l'inquisitore Lamberto
de Cingulo aveva data in Bologna nel 1324.
Sententia lata prò dno Floramonte Castiliono contra Comunitatem
Laude prò restauratone cujusdam pontis super flumine Abduae
1534- . {Cod. N. 1226).
Cod. memb. in 4* del Sec. XVI.
È autenticata dal Notare Cristoforo Sacchi.
Sententia condemnationis D.1 Cichi Simcnettae lata et promulgata a
dno Bocino de Collis capitaneo Justitiae an. 1480. {Cod. JY. 1378).
Cod. memb. in 4* del Sec. XV.
Fu stampata dal Rosmini nella Storia di Milano.
Sententiae Senatus Mediolani ordine alphabetico collectae.
{Cod, N. 1733).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
Vi è un'aggiunta di alcune sentenze del sec. xvm.
SERBELLONI — Origine e notizie storiche della famiglia.
{Cod, N. 1809).
Cod* cart. in fol. del Sec. XVII.
406 SEEIPANDUS HIERONIMUS
i ' i ■ , , ■ i ■ , - —
SERCAMBI Giovanni. — Novelle. (Cod. N. 193).
Cod. cart. in foL del Sec. XIV.
Questo Codice contiene centocinquantasei novelle che l'autore , il cai
nome si trova in un sonetto acrostico che sta nel proemio, finge siano state
raccontate in una brigata di uomini e di donne riunitasi nel contado di
Lucca nel 1374 quando vi infierì la peste.
Da questo Codice furon tratte ie XX novelle che Bartolomeo Gamba
pubblicò in Venezia nel 1826. Questa edizione (di cui fu tirato un unico
esemplare in pergamena che trovasi in questa Biblioteca) fu dedicata al
M.0 G. G Trivulzio, ed il Gamba nella lettera dedicatoria ragiona diffusa-
mente dell'opera e del suo autore. L'edizione fatta dal Gamba ha molte
scorrezioni derivate dalla inesatta lettura del Codice non facile a decifrare
>er la cattiva scrittura dell'amanuense. La ristampa delle venti novelle della
"". Veneta, eseguita nel 1871 dal Prof. Ales. D'Ancona riprodusse gli errori
talvolta assai gravi commessi dal Gamba.
I titoli delle Novelle soi^o in latino. In questo Codice probabilmente unico,
poiché finora non se ne conoscono altri d'antichi , si hanno a lamentare
molte lacune, essendovi delle novelle di cui non furono scritti che dei fram-
menti. In grandissima parte inedito.
SERCAMBI Giovanni. — Novelle fatte copiare dal Codice precedente per
cura del Gamba: è diviso in due volumi e vi sono riprodotti gli
errori di lingua e di ortografia dell'originale. (Cod. N. 194 e 195).
Serio botanica di piante, erbe, fiori e frutti dipinti a colori col nome
secondo il sistema di Linneo. (Cod. N. 874 al 879).
Cod. cari in fot. mas. del Sec. XVI 11. 6 voi.
Serio di personaggi più qualificati di casa Pietra. (Cod. N. 1807).
Cod. cart. in 4' del Sec. XVIII.
SERIPANDUS Hieronimus. — Expositio Epistolae Divi Pauli Apostoli ad
Romanos. (Cod. N. 378).
Cod. cart in 8° del Sec. XVI.
Il Card. Seripando dell'Ordine di S. Agostino fu uno de$li uomini più
dotti del suo tempo. Scrisse molte opere di cui diverse Mss. si conservavano
nella libreria di S. Giovanni Carbonara in Napoli. (V. Tiraboschi , T. VII ,
pag. 338).
I commenti sulle Epistole di S. Paolo furono stampati. Questo Codice
che contiene l'esposizione dell'Epistola ai Romani fu scritto da due persone.
La prima parte è opera di un amanuense qualunque , ma a partire dal
Cap. Vili sino alla fine è certo di mano dello stesso Seripando, che fece in
questi ultimi capitoli non solo, ma anche nei precedenti delle correzioni e
cambiamenti notevoli. E mi confermai in tale certezza col confronto fatto
di questo Ms. colla firma originale del Seripando che trovasi apposta ad
una Istruzione sottoscritta in Trento nel 1 572 da lui e da altri quattro car-
dinali. Quel documento esiste in questa Biblioteca nella Miscellanea, Codice
1132. Una nota che si trova sul cartone in principio, dice che questo Co-
dice era nella libreria di Marcello II Sommo Pontefice e fu venduto in Fi-
renze nel 1811.
SESTINI DOMENICO 407
8ermonei anonimi auctoris. (Cod. N. 653).
Cod. momb. in 8° del Sec. XI.
È mutilo alla fine. Fu scritto in Spagna.
Benno de Oratore et Giceronis Rhetoricorum novorura libri.
(Cod. N. 862).
Cod. cart. in fol. del Sec XIV.
Questo discorso sopra gli antichi autori e sull'arte del dire non ha in-
testazione.
Al fol. 3 v. incominciano i libri di Cicerone Rhetoricorum novorum essi
pure senza intestazione. Vi sono moltissime note marginali ed interlineari
che formano un intero commento. Il carattere ed il formato di questo Co-
dice sono uguali ai due Codici del De Bonis Carmina, per cui propenderei
a credere che questo commento sia opera sua.
Sermoni sacri. (Cod. N. 384).
Cod. cart. in 8° del Sec. XV.
Questo Codice manca di alcune carte al principio, e contiene 46 sermoni.
Nelle memorie di religione morale e letteratura di Modena, T. XVI trovasi
la Lettera seconda al Sig. Gaetano Majocchi del Sig. Marc. Ant Parenti,
in cui il dotto Professore, a pag. 146, dà il seguente giudizio sopra questo
Codice. « Sermoni sacri volgari scritti per quanto apparisce nel sec xv ,
« perchè vi si parla una volta d avvenimenti funesti degli anni 1450, e
« 1465, come di cose accadute ai tempi di chi teneva Quel discorso. Ma vi
« mancano alcune pagine al principio , e così mi è tolto saperne il titolo
« preciso, e quel che più rileva l'autore , il quale da quanto si vede non
« poteva essere un dicitore meritevole d'essere dimenticato. I sermoni sono
a quarantasei pieni di dottrina, distinzioni ed autorità ch'ora sembrerebbero
« più convenienti a trattati di cattedra che ad istruzioni di pergamo ».
SESTINI Domenico. — Opere Numismatiche. (Cod. iV. 1994 al 2010).
Cod. cart. in fol. del Sec. XIX. 17 volumi.
Il Prof. Sestini è riconosciuto per uno dei più distinti nummofili del
principio del secolo presente, ed è certamente fra i più benemeriti cultori
di questa scienza. Le sue pubblicazioni che attestano una vasta erudizione
sono preziose, non essendo un semplice elenco di monete considerate sol-
tanto dal lato della loro rarità, e del loro valor venale, ma bensì uno studio
scientifico. I suoi libri contengono preziosissime notizie sulla Storia e sulla
Geografia antica. Do l'elenco delle diverse opere di lui , che trovansi in
Juesta Biblioteca, ed un sunto del loro contenuto. Tutti questi volumi sono
i mano del Sestini. Alcuni servirono per la stampa , altri sono sbozzi e
quindi ancor più preziosi, perchè vi si trova la successione delle notizie da
lui raccolte, e le correzioni ed i cambiamenti da lui fatti man mano che gli
giungevano nuovi documenti.
I. Studii sulla geografia e sulle monete antiche della Spagna.
(Cod N. 1994).
Vi sono riportati molti brani nella loro lingua originale di Florez e di
408 SESTINI DOMENICO
altri numismatici Spagnuoli, che poi gli servirono per la Descrizione delle
medaglie Ispane del Museo Herderveriano. Sono fol. 44.
IL Descrizione delle monete Ispane del Museo Herderveriano.
{Cod. N. 1 995).
Non mi è stato possibile di ordinare completamente questo Codice per
ragione che il Sestini si servi sovente dello stesso fol. per dare notizia di
una città che per ordine alfabetico è lontana da quella di cui aveva scritto
prima. Ho indicato in numeri rossi le pagine corrispondenti al Ms. della
edizione che fu fatta di questa opera a Firenze nel 1818. Ma siccome questi
non sono che sbozzi, cosi il testo ben sovente non è il medesimo 9 benché
con altra dicitura ne sia uguale il soggetto. Il Ms. si compone di 246 fol.
cosi distribuiti: Itf fol. per la dedica e prefazione — 104 fol. per le città
della Baetica — 109 fol. per quella della Tarraconese — 5 fol. eli aggiunte
e descrizione delle monete dell'ultima tavola — 16 fol. di indici ed alfa-
beti. Mancano alcuni fol di questi sbozzi, che essenzialmente contengono
la parte risguardante la geografìa , ma raramente quelli della descrizione
delle monete che si trovano nello stampato.
III. Volume III delle lettere stampate a Milano nel 1817.
(Cod. N. 1996).
Il testo di questo Codice corrisponde allo stampato. Manca tutta la let-
tera 12 che doveva constare di 12 fol. che trovansi saltati nella numera-
zione fattavi dai venditori. Questa lettera era diretta al direttore del Gabinetto
numismatico di Milano Sig Gaetano Cattaneo.
Il fol. 71 di questo Ms. contiene delle leggende che non travansi nello
stampato. Ritengo che sia un fol. inutile, ed infatti è lacerato Vi sono unite
le tre tavole con alcune correzioni. Vi sono 6 fogli di correzioni ed avvisi
allo stampatore. Nel testo vi sono cancellature e cambiamenti. Servì per la
stampa. In rosso ho notato i riferimenti dello scritto allo stampato.
IV. Edizione 2' del Voi. V delle Lettere e Dissertazioni numisma-
tiche stampato a Firenze nel 182i. (Cod. N. 1997).
Il Ms. è completo , e vi è aggiunta una nota in cui sono indicate le
poche diversità che esistono fra il testo e Io stampato, ed i fogli che vi
sono 'in doppio. Vi ho notato i riferimenti fra lo scritto e lo stampato.
V. Sbozzi della seconda Edizione del Voi. V delle Lettere e Disser-
tazioni. {Cod. N. 1998).
Sono fol. 24 con varianti e correzioni. Vi ho fatto in rosso i soliti rife-
rimenti.
VI. Tomo VII delle Lettere e Dissertazioni. Firenze 1820.
(Cod. N. 1999).
Il Ms. è completo , compreso V indice e le tavole. Oltre al solito riferi-
mento collo stampato vi ho unito un fol. in cui sono indicate le poche
differenze che esistono. Sono fol. 60 comprese le tavole.
M1SSALE ROMANUM
per il
DUCA CARLO DI BERY
Codice N-2166 Pagina N? 246
FrtagrAf. DelUd-oc* *',**° - «.W^CArw«
SESTINI DOMENICO 409
VII. Volume Vili delle Lettere di continuazione. Firenze 1820.
(Cod. N. 2000).
Il testo è completo : mancano le due tavole. In un fol. aggiunto ho no-
tato le differenze fra il Ms. e lo stampato, ed in rosso i soliti riferimenti.
Vili. Volume IX delle Lettere e Dissertazioni. Firenze 1820.
(Cod. N. 2001).
Il testo è completo. Mancano le quattro tavole. In rosso ho segnato i
riferimenti, e sopra un fol. unito le piccolissime differenze.
IX. Sbozzi del Voi. IX. Sono fol. 46. (Cod. N. 2002).
X. Descrizione di alcune medaglie greche del Museo particolare del
Principe ereditario di Danimarca. Firenze 1821. {Cod. N. 2003).
Il testo è completo e ordinato. Mancano però le due tavole. Vi è unita
una mia nota e vi sono notati i riferimenti collo stampato. Servi per l'edi-
zione fattane.
XI. Sbozzi della sopradetta Descrizione delle medaglie del Principe
ereditario di Danimarca. (Cod. N. 2004).
Questo fascicolo si compone di 34 fol. Non è completo e vi regna gran
confusione, perchè sullo stesso fol. si trovano monete di città diverse che
non si seguono in ordine alfabetico. Vi è una mia nota ed i soliti riferi-
menti.
XII. Classes Generales seu moneta vetus urbium populortfm et regum
ordine geographico et chronologico descripta. Florentiae 1821.
(Cod. N. 2005). '
Questo autografo servi per la stampa. Vi si trovano alcuni fol. doppi i,
ed altri mancanti. Queste differenze furono notate da me in un fol. unito
al Ms.,Sono notati i riferimenti. Alla fine dopo le tavole vi sono 13 fol. di
sbozzi.
XIII. Descrizione di alcune medaglie greche del Museo del Sig. Carlo
d'Ottavio Fontana. Firenze 1822. (Cod. N. 2006).
Questo autografo servì per la stampa. Vi è qualche lacuna che ho notato
in un fol. unito al fascicolo, come pure i riferimenti.
XIV. Miscellanea. (Cod. N. 2007),
Vi sono 40 fol. compresi 4 di due copertine. Vi sono lettere e tre pre-
fazioni, una al Sig. Italinsky, le altre due al. Barone Chaudoir, ma diverse
da quelle stampate. Oli altri fogli non hanno indicazione dell'opera cui
appartengono.
XV. Miscellanea. (Cod. N. 2008).
Sono 60 fol. di note e sbozzi di opere di questo eruditissimo autore, ma
Coiai Trivuliiana (Stampato a 9 gennaio 4884) 52
410 SFONDRÀTUS HERCULES
non avendo indicazione sarebbe difficile il classificarle e verificare se furono
stampate e dove.
XVI. Miscellanea. (Cod. N. 2009)-
Questo voluminoso Ms. è composto di 48 fascicoli e contiene in ordine
geografico la descrizione di medaglie essenzialmente greche dal Sestini
inserte nelle molte opere di numismatica da lui pubblicate. Nessuna serie
è completa, ma vi si potranno forse trovare monete e notizie geografiche
tuttora inedite.
In un fol. unito al Ms. ho dato il catalogo del contenuto dei singoli
fascicoli, che dovevano essere in numero maggiore , perchè vi sono delle
lacune nella numerazione progressiva dei fascicoli che era stata messa dal-
l'autore. Ve ne sono poi diciannove senza numero. Dovevano essere più di
ottanta.
XVII. Lettere critiche contro Ramus ed Harwood. (Cod. N. 2010).
Questo Codice consta di tre fascicoli. Il primo ha sulla copertina Tinte-
stazione seguente: « Critica al catalogo numismatico del Museo di Dani-
« marca redatto da Ramus: con una aggiunta che non trovasi nella edizione
« fatta di questo opuscolo ». Consta di 30 fol.
In testa al secondo fascicolo leggesi: a Lettera III critica numismatica
« di D. S. F. all'autore estensore dell'opera numismatica intitolata Cata-
o logus Numorum veterum Graecorum et Latinorum Musaei regis Daniae » .
Sono fol. 21.
Il terzo fascicolo di 33 fol. è così intitolato: « Lettre critique de D. S.
« sur l'ouvrage numismatique de M. E. Harwood publié à Londres Tan 1812
« in 4° avbC 7 planches de médailles Grecques ». Questo fascicolo contiene
quattro copie della stessa lettera. Tre sono in francese con notevoli diffe-
renze tra di loro: la quarta è in italiano.
Sfide e duelli. (Cod. N. 175, 176 e 177).
Cod. cart. in fol. 3 Yolumi.
Il 1° voi. contiene 141 documenti risguardanti sfide e duelli, o trattative
per essi: alcuni sono stampati, altri originali, alcuni in pergamena: com-
prendono dal 1540 al 1651.
Il 2° voi. contiene 1 75 documenti dello stesso genere del precedente dal
' 1660 al 1741.
Il 3° voi, come i precedenti, contiene 28 documenti dal 1541 al 1766.
Sono interessantissimi questi tre volumi, che servono a mettere in evi-
denza la parte cavalleresca dei costumi dei secoli passati.
Vi sono molti documenti originali e fifme di personaggi illustri.
SFONDRÀTUS Hercules. — Carmina. (Cod. N. 248).
Cod. cart. in 8* del See. XYII (1620).
Precedono delle poesie latine e greche dirette a Paolo Camillo Sfondrati.
alcune sono fatte in occasione della elezione al Papato di Gregorio XIV. In
seguito la « KXnpoYoiMùL 111. Comitis Valeriani Sfondrati ab Ex."0 Hercule
« Sfondrato » , che è datata da Bellagio 1 626.
SIDKACH 411
SFONDRATI Nicolò (Papa Gregorio XIV). — Lettere scritte al Barone
suo fratello dal Concilio di Trento negli anni 1561-62-63.
(Cod. Ni 1608).
Cod. cari in fol. del Sec. XVIII.
Importantissima corrispondenza per la Storia del sec. xvi.
SFONDRATI. (Cod. N. 1605, 1606).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI.
Il 1° voi. di questi due preziosi Codici contiene le lettere originali di-
rette al Baron Sfondrato Fratello del Papa Gregorio XIV da Margherita
d' Austria figlia naturale di Carlo V e del di lei marito Alessandro Farnese
dal 1581 al 1586. Alcune, ppche, sono in copia, qualcuna in cifra: trattano
di affari politici. Vi sono alcune minute del Cara. Granuela. Alla fine del
volume furono aggiunti alcuni documenti, come notizie della guerra, liste
di prigionieri , e morti : una Complainte in versi per il massacro fatto ad
Anversa nel 1583 di Signori francesi. Lo Sfondrato in quel tempo era
ambasciatore pel Re di Spagna presso il Duca di Savoia. Non occorre spender
parole per dimostrare quanta importanza storica abbia questa corrispondenza
tenuta da tali personaggi ed in quegli anni.
Il secondo volume contiene le lettere originali dirette al medesimo Baron
Sfondrati dal 1579 al 1586 dal Cardinal Granuela. Molte di esse sono in
cifra. Ognuno vedrà l'importanza di queste lettere scritte dal celebre mi-
nistro di Filippo IL
SFONDRATI famiglia. {Cod, N. 1589 e 1590).
Cod. cari in fol. del Sec. XVI. 2 toI.
Questi due volumi contengono una preziosa raccolta di lettere autografe
dirette a diversi membri della famiglia Sfondrati. Esse sono scritte da rag-
Suardevoli personaggi come sarebbero Benedetto Giovio, il Card, di Pavia,
Card. Ippolito d'Este, Ferrante Gonzaga, Andrea D'Oria ed altri molti
uomini illustri. Al principio di ciascun volume vi è la nota delle lettere e
dei documenti in esso contenuti.
SIDRAGH. — Le domande e le risposte de lo savio Sidrach.
(Cod. N. 139).
Cod. cart in fol. del Sec. XV, di carte 99 e 5 bianche.
Il 1° fol. contiene un indice delle domande.
Nel 2° f°l- incomincia una specie di prologo , poi seguono le domande
e le risposte ciascuna delle quali ha la prima lettera in rosso. Termina
questo dialogo al verso del fol. 95 colle parole : « Explicit Sidrach philo-
« sofus Deo gratias ».
Al foL 96. « Lettere messe ad imperadore Fiderico • Barbaroscia Roma-
« norum imperadore a presto Janni rege Indie » le quali terminano al
fol. 99 colle seguenti parole: « Queste sono lepistole che mando lu presto
« Janni Singiore dindia a Federico barbaroscia imperadore di Roma con-
« taudoli et dicendoli le maraviglie et le grandette et le recheze dindia
a laove sta il corpo di Misser Sancto Thomasso A postulo. Deo Gratias Amen.
a Iste liber est clarissimi ac generosi viri domini Johannis Leonardi de
* Vincemalis ». I Vince ma la, in italiano Vismara, sono famiglie Milanesi ,
412 SERONI CAMILLUS
ma io credo che il Codice sia stato scritto nel Napoletano od in Sicilia ve-
dendo l'articolo lo sovente scritto lu ed altre consimili diciture: oltredichè
la marca della carta è di quei paesi e non dell'Alta Italia. Quest'opera fu
pubblicata a Bologna dal Prof. Adolfo Bartoli nel 1868 sopra un testo To-
scano trascritto da Benedetto di Banco degli Albizzi nel 1382.
SILVA (Paulus de). — Vota Fiscalia et Consultationes de controversiis
et muluis petilionibus inter Ducatum Mediolani et Rhaetiorum Rem-
publicam. (Cod. N. 1672).
Cod. cart in fol. del Sec. XVIII.
Questo Ms. apparteneva alla Bib. del Conte di Firmian come appare da
una nota di Francesco Bellati che lo comperò alla vendita di quella libreria.
É segnato Voi. I, ma non vi sono gli altri seguenti.
SILVA (Paulus de). — De stemmatibus gentilitiis praedicatis et titulis
honorum ac exteriori nobilium ornatu, deque magistrali Haraldico
votum fiscale. • (Cod. N. 1788).
Cod. cart. in fol. picc. del Sec. XVIII (1751).
SILVA (Paulus de). — Opuscula theologica. (Cod. N. 1725 e 1726).
Cod. cari in 8* del Sec. XVIII 2 voi.
SIMONETTA Giovanni. — Compendio de la istoria Sforzesca facto per
Johanne Symonetta allo lll.m0 S. Lud. Maria Sforza ducale capitano
generale et locotenente ad eterna memoria de la vita et gesti excel-
lenti del S. Duca suo padre. (Cod. N. 1327).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV.
Sul primo fol. vi è una bella iniziale miniata con un ornato che inquadra
tutta la pagina, a pie della quale vedesi lo stemma Sforzesco inquartato
con quello del ducato di Bari. Fu dedicato questo esemplare a Lodovico il
Moro certo prima del 1480, anno in cui egli fece decapitare a Pavia Cicco
Simonetta fratello dell'autore di questo opuscolo, che è un compendio della
sua Sforziate, che venne stampata per la prima volta a Milano dallo Zaroto
nel 1479.
L'Argelati ha parlato di questo Codice nell'ultimo volume della Bib.
Scrip. Med., col. 1271. Il Codice è in pergamena bene scritto e conserva la
sua legatura originale di cuoio con ornati impressi.
SIRONI Camillus. — Collectanea de Aedificiis Urbis Mediolani.
(Cod. N. 1355).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
Questo Codice è una copia, di mano di Giov. Ant. Trivulzio, molto ac-
curata di quello autografo esistente nella Bib. Ambrosiana, del quale parla
l'Arsela ti alla col. 1415. É un emporio prezioso di notizie e di date storiche,
ma l'autore non serbò sempre una critica severa e riferisce talvolta anche
racconti favolosi. Non cessa però di essere un lavoro molto pregevole ed è
inedito*
SONETTI 413
SIRONI Gian Maria. — Cronica di Milano dall'origine sino al 1559.
(Cod. N. 1323).
Cod. cart. in fol. p. del Sec. XVI.
Vi sono disegnati, frammisti ai testo , rozzamente alcuni stemmi ed al-
cune imprese dei Visconti ed altri personaggi colla loro spiegazione. Né
rArgelati, né il Predari parlarono di questo autore che rimase loro ignoto.
S1T0NI de Scotia Johannes. — Theatrum Equestris nobilitatis seu Chro-
nicon insignis collegii nobilitili] medicinae peritorum, Equitum et
Comitum civitatis Mediolani. {Cod. N. 1699).
Cod. eart. in fol. del Sec. XVIII (1708).
Il Sitoni aveva pubblicato nel 1706 il « Theatrum equestris nobilitatis
lavoro
diede
che ne
copie. Come l'altro lavoro sui Giureconsulti questo volume è
(Prezioso per le moltissime notizie che ci dà sui medici Milanesi. A facilitare
e ricerche è arricchito esso pure di indici abbondantissimi. É diviso in due
parti. L'autore lo qualificò Voi. II per rispetto all'altro sui Giureconsulti,
ma é opera completa e che può stare da sé. Meriterebbe di essere stampata
come raccolta di documenti. Vi sono uniti gli Statuti dei Medici del 1396,
ed altri documenti Mss. e stampati relatiyi al Collegio dei Medici ed a per-
sonaggi che gli appartenevano.
SOLDATI (Giuseppe Maria De). — Rubrica di tutte le pievi, terre e
cassine che pagano perticato civile nel ducato di Milano, con la
distinzione di quello pagano ogni qualità di terreno cavata dai libri
dell'inclita città suddetta. (Cod. N. 1259).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
«
Sotto il titolo Rubrica (Cod. 1 258) vi è un Codice che tratta dello stesso
argomento.
Sommario della grandezza dell'imperio Romano cavato dai libri di Giusto
Lipsio con la nota sopra alcune voci contenute nell'opera.
{Cod. N. 44).
Cod. cart in 8* del Sec. XVII.
Sommario df tutti li Concilii di Spagna fatti 12 anni dopo la pubbli-
cazione del Tridentino posti insieme et compilati dal ll.mo Liconsilli
Vescovo di Gasane ma ti. {Cod. N. 251).
Cod. cart. in 8* del 1576.
Sonetti sopra varii argomenti specialmente politici della fine del sec. xvn
e principio del xvm, con una canzone, ed una parafrasi del Dies trae
scritta in dialetto Milanese. {Cod. N. 1031).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
414 SPECIANUS JO. BAPTISTA
SORANZO Angelo. — Relazione della Corte di Roma.
Cod. cart. in 8° pica del Sec. XVII.
É posteriore di almeno tre anni alla elezione di papa Alessandro VII.
SPERONI Sperone. — Discorso 1° sopra Dante. (Cod. N. 1111).
Cod. cart in foL pica del Sec. XVI.
Nelle opere di M. Speron Speroni pubblicate a Venezia nel 1 740 questo
opuscolo venne stampato a pag. 504 del Voi. V, ma vi è notato come Di-
scorso secando. Vedasi quanto ne scrive in proposito (paff. xiv) Marco Por-
cellini nella vita dello Speroni che trovasi nello stesso voi. V. In questa
Biblioteca trovasi un esemplare della Divina Commedia della rara edizione
di Aldo 1502, postillato dallo Speroni e dal Tassoni.
SPANZOTTA Ambrosius. — Rubrica Istrumentorum ab anno 1402 ad
1430. {Cod. N. 1271).
Cod. cari in 4° del Sec. XV.
Alla fine vi sono delle note risguardanti la famiglia del detto notaro.
SPECIANUS Caesar. — Propositioni Christiane et civili subalternate a
Dio con le quali s'intende et pratica le cose politiche senza offen-
dere la propria coscienza. Questo libro si cominciò a Roma di Ot-
tobre Tanno 1585. (Cod'. N. 1544).
Cod. cart. in foL del Sec. XVI:
Alla fine vi è la nota seguente:
« Questo santo prelato prevenuto dalla morte non ha finito così lodevole
« fatica piena di tanta prudenza e sapere. Morì santamente alli 21 d'Agosto
« alle 18 hore e mezza l'anno 1607 nelle mia mani, pianto da tutti ì suoi
« e universalmente dalle sue chiese. Si ammalò di postema alli 8 di Luglio,
o Nicolò Botti della Compagnia di Gesù ».
Quest'opera di M. Speqano Vescovo di Cremona è inedita. Sul fol. di
risguardo vi è il suo stemma. Egli scrisse nel primo fol. sotto al titolo:
Pro me solo non aliis donec marno. Questo volume era nella Biblioteca dei
Gesuiti di Cremona, come appare da una nota sulla prima pagina.
SPECIANUS Jo. Baptista. — Commentaria de bello Gallico in Medio -
lanensi dominio gesto. (Cod. N. 1425).
Cod. cart. in fol. del Scic. XVII.
Precede una lettera di Omobono Offredo. Il testo è interrotto alla fine
del II libro. Alla fine vi è un'altra opera dello stesso autore col titolo :
« De obsidione arcis Mediolanensis ».
SPECIANUS Jo. Baptista. — Opera historica. (Cod. N. 1426).
Cod. cart io fol. del Sec. XVIII.
Precede una lettera di Omobono Offredo al « Collegio Cremonensium
« Jurisconsultorum Equitum Comitumque ». Indi segue:
STATUTS etc. 415
« De bello Gallico Commentariorum lib. I ».
Al fol. 34 incomincia il II libro.
Al fol. 80 vi è un fragmentum de secando bello Gallico.
Al fol. 100. « De obsidione arcis Mediolanensis » dopo molti fogli bianchi
« Commentariolus de vita et rebus gestis Francisci Bonhomii Cremo -
« nensis Vercellensis Episcopi ».
Gian Battista Spedano, benché Cremonese fu registrato da] Sassi nella
Bib. Scrip. Med., T. II, col. 2172, come scrittore estero che ha rapporti con
Milano. Égli dice che di quest'opera non mai stampata , esisteva il mano-
scritto presso la sua famiglia in Cremona. L'Ambrosiana ne possiede l'auto-
grafo. Non sono terminati che i primi due libri ; del terzo vi è soltanto un
frammento, e bisogna dire che lo Spedano non abbia mai ultimato questa
sua opera, perchè in questo Codice, dopo il frammento del III libro, leggesi :
coetera non extant. L'altro brano De obsidione urbis Mediolani probabilmente
faceva parte di quest'ultimo libro. Il Sassi non ne parla.
Quest'opera è assai pregevole e di grande importanza, perchè di un au-
tore che prese parte attivissima negli avvenimenti che racconta. Gian Fran-
cesco Bonomi , di cui qui leggesi la vita, nacque in Cremona, fu assai
protetto da S. Carlo Borromeo» che gli cedette la ricca Abbazia di Nonantola,
alla quale avendo rinunciatolfu fatto Vescovo di Vercelli nel 1572, e morì
nel 1587.
Spogli fatti nell'Archivio del Castello di Milano di registri, missive etc.
(Cod. N. 312).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII l.
Va unito M'Indice delle carte del Castello di Afilano (Cod. 308 al 311).
Queste lettere missive vanno dal N. 1 al 19, manca però il N. 18, e com-
prendono dall'anno 1450 al 1456.
STATIUS (P. Papinius). — Achilleides lib. I. (Cod. N. 792).
Cod. cart in fol. pice. dal Sec. XV.
Ha alcune glosse interlineari coetanee al Codice, ed altre di poco poste-
riori: termina al verso 337 del I lib. dell' Achilleide.
Statut de l'ordre du très chrétien Roy de Franca Loys VI à Thonneur
Sainct Michel. (Cod. N. 1394)
Cod. memb. in fol. pica del Sec XV.
Incomincia colla a Table des chapitres » .
Sulla pagina ove incominciano gli Statuti dell'Ordine vi è una bella mi-
niatura che occupa tutto il fol. in cui è rappresentato il Re seduto sul trono
avendo in mano lo scettro e la mano di giustizia, circondato da Cavalieri
di S. Michele. Il Re ha esso pure la collana dell' ordine sopra il manto az-
zurro coi gigli d'oro.
Statuti, ordonnances et armoiries de la Toison d'or. (Cod. N. 1393).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
Dopo gli Statuti scritti in francese seguono gli stemmi colorati dei Ca-
valieri dell'Ordine dàlia sua fondazione sino all'anno 1622, in cui pare sia
stato fatto questo armorìale da tin H. Malebail , la qual data e nome si
trovano sul fol. precedente a quello in cui incominciano gli stemmi.
416 STATUTI ecc.
Statati di Antignate. (Cod. N. 1228).
Cod. cart in 4° del Sec. XVI.
Questi Statuti portano il titolo di Provisioni e Consuetudini. La terra di
Antignate fu data in feudo da Gian Galeazzo Sforza Duca di Milano , ad
Ippolito Bentivoglio con decreto del li 8 di Gennaio del 1 480. Tali provisioni
erano però già in vigore prima di quell'anno. La prima di esse è del 30
Dicembre 1471, cui ne seguono altre. Furono confermate da Alessandro Ben-
tivoglio ai 17 di Gennaio 1518, e da Ferdinando Bentivoglio nel 1534. Sono
originali essendovi le firme autografe ed i sigilli di questi due Signori.
Statata Aronae. (Cod. N. 1318).
Cod. cart. in fol. dei Sec. XV, XVI e XVII.
La nota seguente è di D. Carlo Trivulzio.
Questo Statuto <T Arona non è compilato d'ordine della famiglia Visconti,
né della Borromea , il che mi fa supporre essere stato disteso prima che
queste case godessero la Signoria d'Àrona, avvertendo che parlo dello Sta-
tuto e non de* privilegi, che vengono in seguito allo Statuto (I).
La famiglia Visconti, quella che è Signora di Breme, Groppe Ho, Zerbolate
e Mira dolo era feudataria d'Arona circa l'anno 1390. Piacque poi al Duca
Filippo Maria Visconti 'di infeudare Arona alla famiglia Borromea , come
signore
spedendogli il diploma li 7 Maggio 1439 col patto di rilasciare Arona.
Statuti et ordini del Paratico dei Calegari di Lodi del 1565.
{Cod. N. 1234).
Cod. memb. in 4° del Sec. XVI mutilo.
Questi Statuti sono una riforma di quelli che erano stati fotti nel 1261
con aggiunte del 1263 e 1283, i quali tolti da un Codice della Bib. Ambro-
siana furono pubblicati dall' Ab. Ceruti nel Tomo VII della Miscellanea edita
dalla B. Deputazione di Storia Patria a Torino.
Statati et novi ordini da osservarsi da qualunque vuole o vorrà per
l'avvenire esercitare Parte de Zavattini nella città e suo ducato ap-
provato dal Senato di Milano li 3 Luglio 1666. (Cod. N. 1216).
Cod. memb. in 8* pica del Sec. XVII.
Statati dei Calegari di Milano. — Questa è la confirmatione delli Sta-
tuti et ordinationi delli Caligari» Cibrari et Zoccolari della città delli
Borghi et delli Corpi Santi di Milano che sono in questo presente
volume tradotto dal latino in volgare concessa per 1 Ill.mo et Ex.mo
principe Francesco Sforza Visconti duca di Milano Conte di Pavia
et d'Angera Signore di Cremona, et furono concessi a di 20 Novembre
dell'anno Mille quattrocento settantuno. (Cod. N. 1264).
Cod. cart. in fol. del Sec XVI.
Vi sono aggiunti altri decreti posteriori risguardanti i Calegari. Il Co-
li) Questi sono posteriori ed arrivano al 1005 e Bono scritti da mani divene.
STATUTI btc. 417
dice appartenne ai Tavegia calzolai, de' quali si legge il nome sul cartone:
alla fine vi sono alcune memorie di quella famiglia, fra queste trovasi no -
tato il giorno in cui fu posta la prima pietra del palazzo Marino, ora Mu-
nicipio , e la funzione che si fece in quella circostanza*. Secondo questi
Statuti ogni Capo di bottega doveva averne un esemplare.
Statata et ordinamenta terrae Castrinovi Torto nensis. (Cod. N. 1407).
Cod. cart in fol. del Sec. XV.
Gastelnuovo Tortonese , o come anche lo dicono di Scrivia , subì la do-
minazione di diversi Signori. L'anno 1414 Filippo Maria Visconti Duca di
Milano lo infeudò al celebre Conte di Carmagnola , che si trova poi già
decaduto dal feudo sin dal 1424, quando venne decapitato a Venezia nel
1432. Con privilegio del 6 Aprile 1443 lo stesso Duca lo diede in feudo a
Borso d'Este Signore di Ferrara, il quale nel 1450 fece compilare questi
Statuti, come leggesi nel prologo. Nel 1472 fu investito di questo feudo
Ermete figlio secondogenito del Duca Galeazzo Maria Sforza, poi lo ebbero
i Sanse ver ino/ Quando questi nel 1500 furon fatti prigionieri con Lodovico
# il Moro il Re di Francia diede quella Signoria a Jo. Iacopo Trivulzio detto
il Magno. Carlo V investì di quel feudo il Marchese di Pescara nel 1526:
indi passò, per vendita, nel 1568 ai Marini di Genova che lo possedettero
sino alla fine dello scorso secolo. Questi Statuti vennero compilati , come
dissi, nel 1450 durante la Signoria di Borso d'Este, essendo per lui gover-
natore di quella terra Venceslao da Gonzaga.
Alla fine di essi leggesi la conferma che ne fece il predetto Marchese
Borso, il quale emanò pure alcuni altri decreti di parziali riforme nel 1450,
che trovansi alla fine ael volume. Il Codice fu di certo scritto alla metà
del sec. xv e crederei sia stato eseguito per un membro della famiglia Bassi
e probabilmente per quello Stefano che trovasi notato fra i compilatori di
Juesti Statuti. Ciò che mi suggerì questa confettura è il vedere il cognome
lassi scritto a pie del terzo fol. benché sia di carattere posteriore.
Il Codice fu molto adoperato come lo mostrano le estremità inferiori
delle carte che portano l'impronta delle molte mani che le svolsero. Fin dal-
l'origine, e dallo stesso scrittore del Codice vi furon fatte delle aggiunte
ed interpolazioni. Nel secolo seguente ne furon fatte delle altre.
Statata civilia et criminalia Jurisdictionis Clavennae. (Cod. N. 1403).
Cod. cart. in foL del Sec XVI.
Sono quelli accordati dalla lega dei Grigioni a Chiavenna nel sec. xvi.
Statata civitatis Cumanae. (Cod. N. 1267).
' Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
Contiene gli Statuti riformati per ordine del Duca Francesco Sforza nel
1458.
Statata civitatis Cumanae. (Cod. N. 1451).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI.
Coiai TrivuUiana [Stampato il 9 gennaio J883) 5$
418 STATUTI etc.
Statata civitatis Comi. (Cod. N. 1512).
Cod. cart. in fol. dol Sec. XVIII.
Sono indici ed estratti delle sei rubriche in cui furono divisi gli Statuti
di Como. Pare sia opera di un Erasmo Parrà vici ni Giureconsulto della Co-
munità di Como, come appare da una nota che vcdesi in calce al 2° fol.
Al principio vi sono le lettere ducali di Francesco Sforza con cui ordina la
riforma degli Statuti.
Statuti dei Fustagnari di Milano. (Cod. N. 1401).
Cod. cart* in fol. del Sec. XVII.
Questi Statuti sono quelli riformati nel 1564 e da Filippo II approvati.
Vi sono unite due gride originali risguardanti i Fustagnari.
Statuti e decreti dell'Isola e Comunità della Riviera di S. Giulio d'Orla.
{Cod. N. 1319>
Cod. cart in fol. del Sec. XVII.
Ulsola di S. Giulio d'Orta, ultjmo rifugio della regina Willa moglie di
Berengario II, fu, assieme alla sua riviera, restituita dall' Imp. Ottone I nel
962 alla Chiesa di Novara che pretendeva di esserne stata spogliata dal
suddetto re Berengario II. Ciò viene riferito da Lazzaro Agostino Cotta
nella sua Corografia dell'Isola e Riviera di S. Giulio.
Guglielmo Amidano Vescovo di Novara ordinò nel 1343 che venissero
compilati questi Statuti , che furono confermati ed ampliati dai suoi suc-
cessori sino al 1630 in cui reggeva quella chiesa Gian Pietro Volpi.
Statati et regole per gli Ingegneri et Agrimensori del Ducato di Milano
dati et stabiliti per Bartolomeo della Valle, Gian Pietro Bassi, Lazan
de Galazzi, et Maffeo de1 Glussiani ingegneri della R. Ducal Camera
di Milano Tanno 1505. (Cod. N. 2?5).
Cod. cart. in 4« del Sec. XVIII.
Vi è annesso un libro stampato col titolo : « Taxatio solutionum salariis
« Ingenierorum prò extimationibus, Milano 1646 », e cinque petizioni stam-
pate e documentate, con una Ms. di ammissioni nel collegio degli Ingegneri
ed Agrimensori del Ducato di Milano.
Statata Lesae Verganti, et Castellantiae de Medina nec non Sta tuta
Canobii. {Cod. N. 1405).
Cod. cart. in fol dei Sec. XV, XVI e XVII.
Queste terre poste sulla riva occidentale del Lago Maggiore erano già
nel sec. XIII soggette air Arcivescovo di Milano come risulta da una per-
gamena del 1° Ottobre 1256 che era nel Monastero di Arona, e che fu pub
blicata dal P. Zaccaria. Contiene essa un decreto con cui l'Arcivescovo Leone
da Perego ordina al suo castellano di Lesa e di Vergante di far pagare da
auei terrieri il vino ed il grano che dovevano annualmente al Monastero
i Arona. Nel 1 389 reggendo la chiesa Milanese Antonio da Saluzzo furono
delegati alcuni abitanti di ciascuna di quelle terre, come appare nel prò-
STATUTA etc. 419
logo, per compilare questi Statuti, da essere poi sottoposti alle correzioni
del detto Arcivescovo e di Gian Galeazzo Signore di Milano. Quei luoghi
vennero in seguito infeudati alla casa Borromeo , ed il Conte Filippo nel
1455 con lettera del 26 Marzo ordinò al suo Podestà Bellolo de Paganis di
pubblicare alcune riforme ad essi fatte ; il che venne solennemente eseguito
il 6 del susseguente mese di Aprile.
Seguono nel Codice a questi Statuti molti decreti civili e criminali dei
Visconti e de<*li Sforza che riguardano lo Stato in generale, ed alcuni di
Bartolomeo Visconti per la chiesa di Novara , della quale egli fu Vescovo
dal 1429 al 1457.
Dopo questi decreti vengono gli Statuti e decreti risguardanti Cannobio
pure sul Lago Maggiore, il primo dei quali porta la data del 1392 Termina
il volume cogli Statuti, stampatici Cannobio del 135? e quattro decreti dei
Conti Borromeo Signori di quella terra nel sec. xvi , ì quali sono pure
stampati.
Statata Vallis Lugani. (Cod. N. 1227).
Cod cart. in 4° del Sec. XVI.
Questi Statuti compilati sopra altri più antichi, come è detto nel proemio,
furono redatti nel 1439, essendo Signore della Val di Lugano il Mag.co D.no
Luigi de Sanseverino.
Statata Vallis Maserae an. 1369. , (Cod. N. 1224).
Cod. memb. in 4° del Sec. XIV.
La Val di Masera giace sul versante delle Alpi poco discosta da quella
di Domodossola e fa parte della diocesi di Novara, al cui Vescovo è pro-
babile che anticamente appartenesse: in seguito si diede spontaneamente
ai Visconti. Ebbe il suo istoriografo in Giovanni Copis che pubblicò in Mi-
lano nel 1673 le Memorie della carte di Mattar ella. Questi Statuti però non
sono i primi che ressero gli abitanti di quella vallata, giacché al principio
di essi si legge che convocati gli uomini dei diversi paesucoli di quella
valle essi ordinarono che quattro di loro , ivi nominati , dovessero mdere,
examinare et providere omnia velerà Statuta et ordinarnenta dictae terrae
Maxeriae , et ipsis Statutis (sic) ardere et dimunuere et alia Statuta bona
fide facere- Ciò che venne eseguito essendo decretato nell'articolo 68 Quod
velerà Statuta sint cassa. Quando questi nuovi fossero redatti lo abbiamo
al principio» cioè ai 2 di Maggio del 1369. Ivi si legge anche il nome del
loro Signore. « Ad honorem gloriosissime Virginis. . . nec non ad honorem
« et Statum Magnifici et excelsi domini nostri dni Johannis Galeaz Comitis
« Virtutum ejus fili ì ». Vennero poi letti e pubblicati nello stesso anno ai
15 di Agosto dal notaro Petrino de Marquixio in loco Maxeriae sub por-
fichu S. Martini, ed esaminati poi e confermati, come da altra nota in fine,
dal nobile e sapiente dottore Iacopo de Presbiteri Bolognese per ordine di
Galeazzo Visconti.
La Val di Masera con altri luoghi venne poi infeudata nel 1439 ai Conti
Giovanni e Vitaliano Borromeo, e però si legge sul fol. di risguardo pre-
cedente il testo la nota seguente:
« Christi Salvatoris nomine premisso nec non ad honorem statum
« gloriata et augumentum perpetuum et feliceni magnificorum et po-
« tentum dominorum nostro rum domi noni m Johannis militis consiliarii-
o que ducalis, ac Vitaliani fratrum de Bonromeis filiorum quondam ma-
a gnifìci militis et domini nostri dni Filippi, comitum Arone etc. ac Vogonie
« Maxerie ac totius partis Ferrane dominorum etc. ordinata et compilata
a sunt hec statuta et ordinarnenta prò Comunitate et hominibus Maserie etc.
« anno a nativitate domini currente mgggclxx octavo, confirmata ».
420 STATUTI NOVABIÀE
Sotto Questa nota vi è una miniatura rappresentante un personaggio,
che probabilmente sarà il Conte Giovanni Borromeo, seduto sopra una specie
di trono: ai due lati due personaggi in piedi in atto di presentare un'of-
ferta. Questi Statuti sono inediti.
Statata nova Mediolani. (Cod. N. 1262).
Cod. cari in fol. del Sec. XVI.
Questi Statuti sono quelli compilati per ordine di Gian Galeazzo Visconti
nel 1396.
Questo Codice fu scritto nel 1617 da un tal Pietro Ceearino come appare
da una nota al fol. 4 del Codice. Vi sono molte annotazioni del G. C.'° Raf-
faele Fagnani l'autore dei volumi di memorie sulle famiglie patrizie Mila-
nesi, che ora trovansi nella Bib. Ambrosiana. Vedi sotto il titolo di Con-
suetudines una più ampia descrizione ed illustrazione di questo volume.
Statata Mercatorum Mediolani. {Cod. N. 1409).
Cod. cart. in fol. del Sec. XV.
Sono quelli che poi vennero stampati dal Suardi nel 1480. Questo Codice
però termina colla disposizione che porta la data del 1° Agosto 1449 che
nell'edizione predetta termina al fol. che segue quello segnato d 3.
Statata Mercatorum Mediolani. {Cod. N. 1410)
Cod. cart. in fol. del Sec. XV.
Sono da farsi a questo Codice le identiche osservazioni che al precedente
(1 409) , soltanto che alla fine di questo vi èja nota seguente : « Statuta
« mey Arasmi de Copa prò me factis anno dni 1469 ».
Statata Sacrosanctae Mediolanensis ecclesiae. (Cod. N. 389).
Cod. cart. in 4° del Sec XVI.
Portano la data del 1377. In fine agli Statuti trovasi quell'elenco delle
famiglie nobili di Milano e del contado, che l'Arcivescovo Ottone Visconti
fece redigere nel 1277 ordinando che da esse esclusivamente si prendessero
gli Ordifiari, cioè i canonici della Metropolitana. Questo elenco fu pubbli-
cato dal Giulini nel Voi. Vili a pag. 312.
Statata Novariae. (Cod. N. 864).
Cod. memb. in fol. del Sec. XIII.
Questo prezioso Codice contenente i primi Statuti di Novara è quel me-
desimo che stava presso il Comune di quella città. È mancante qua e là
di alcuni pochi fogli. Non se ne conoscono altri esemplari. Furono pubblicati
dall' Ab. Ceruti a Torino nel Voi XIV dei * Monumenta Historiae Patriae »
e poi a Novara in separata edizione.
Questi Statuti devono essere stati compilati prima del 1287, perchè uno
di essi portante quella data trovasi scritto verso la fine del volume. Ne fu-
rono aggiunti altri dopo questo a misura che venivano decretati.
STATUTI etc. 421
Statata Novariae. (Cod. N. 1411).
Cod. cart. in fol. del Sec. XV.
Non sono una copia de^li Statuti originali del Cod. precedente (864) del
sec. xiii, ma bensì quelli riformati in seguito. Sono divisi in cinque libri ,
e non hanno data.
Statuti degli Aromatari di Novara confermati da Filippo II Re di Spagna
ai 20 Novembre 1575. {Cod. N. 1991).
Cod. memb. in 4° del Sec. XVI di fol. 14.
Il diploma è originale, essendovi il sigillo in cera rossa e la firma au-
tografa del cancelliere Annibale Crucejo.
Statata Gollegii Notariornm civitatis Placentiae. (Cod. N. 1450).
Cod. memb. in foL del Sec. XIV.
Il Codice incomincia colla
« Matricula collegii notariorum Placencie edita et compillata tempore
« consulatus dnorum Bartholomei de Caverzago, Antonii Gnocchi, Jeronimi
« Caraxii et Francisci Duchi consulum dicti collegii: scripta et reducta fuit
« in hoc volumine per me Benedictum de Corvis notarium et camerarium
• dicti. collegii anno dni currente millesimo quadringentesimo vigesimo In-
« dictione terciadecima ».
Queste ed altre matricole scritte da Benedetto de Corvis furono ag-
giunte in seguito e sono infatti di carattere diverso da quello del Codice
e di forma alquanto più piccola. Il vero Codice originale incomincia colla
Rubrica primi libri Statutorum laudabilis et honorabilis Collegii notariorum
civitatis Piaceri tie. Dopo le Rubriche dei tre libri che occupano quattro fol.
incominciano gli Statata ed ordinamenta honorabilis collegii notariorum
civitatis Placentie et districtus ad laudem et honorem omnipotentis dei et
individue etc.. . . lecta et approdata in pieno etaenerali Consilio dicti collegii
in palatio ipsius mare solito congregato Millesimo trecentesimo trigesimo
quinto* Ina. tercia die lune vigesimoquarto mensis Aprilis.
Erano consoli Gulielmus de Filippis — Antoninus Kozonus — Albertonus
Oliarius — Leonardus Bigulus — Boso Bosonus — Niger de Gimis. —
Questi Statuti sono divisi in tre libri. Vi furono fatte delle aggiunte sino
dal 1339 e man mano in epoche posteriori. Vi si leggono molte liste di
nomi di notai dell'epoca in cui fu scritto il Codice , che ritengo sia ante-
riore al 1339.
Statati dell'Ordine di San Jago della Spada in lingua Spagnuola.
(Cod. N. 1253).
Cod. cart in i 2° del Sec. XVIL
Statata et ordinamenta Burgi Sexii facta et ordinata tempore et sub
felici regimine dominationis lll.mi Principis ac Magnifici et Ex.mi
dnTdnT Johan. Galeaz. ducis Mediolani. (Cod. JV. 1404).
Cod. memb. in fol. del Sec XV.
Questi Statuti con piccole varianti furono stampati in Milano Tanno 1646,
422 STATUTI btc.
col titolo: « Forma Statutorum Vallis Uziae cu ria e inferioris Vallis Siccidae ».
Vi sono aggiunti dei decreti ed una parte di Statuto mandato nel 1391 da
Gian Galeazzo non ancora Duca al Podestà di Valsiccida. Credo che questo
volume sia l'originale di questi Statuti. È scritto in rosso e nero molto ac-
curatamente.
Statati delle strade ed acque del contado di Milano. (Cod. N- 1 398).
Cod. memb. in 4° del Sec. XV
Il Codice incomincia colla Rubrica de li Statuti, che occupa due fogli,
poi trovasi la seguente intestazione:
« Nel nome del Signore Dio e de la gloriosa e beata Maria Vergine pre-
ci ciosa e de tuta la celestiale corte. — Questo si è lo libro novamente facto
« de la compartitone de le strato et fagie a la Comune de li burghi lochi
« cassine molini e case de religiosi del Contato de Milano seguendo le
« forme de la provisione facta nel anno del milletrecentojjuarantacinque
a de comandamento de li Magnifici et excelsi Signori et dni Johanne per
a Dio gratia de la Sancta chiesa de Milano Arcivescovo et Luchino fratelli
« de li Visconti Signori generali de la prefata cita de Milano etc. » . Se-
guono i nomi di tutte le strade coi borghi e cascinali cui spettava la ma-
nutenzione di esse, colla misura delle distanze dall'uno all'altro luogo: oc-
cupano 75 fol. Vengono in seguito gli Statuti dal fol. 78 al 99.
Il Codice è assai ben scritto con le intestazioni in rosso: conserva la
sua legatura originale di cuoio impresso colle borchie. Questi Statuti, assai
curiosi, vennero da me pubblicati nel 1869 nella Miscellanea edita dalla
R. Deputazione di Storia Patria a Torino.
Statata Tri vi li i. {Cod. N. 1603).
Cod. cart. in fol. del Sec* XV.
Sul primo fol. vi è una figura rappresentante la Giustizia inquadrata da
ornati. Seguono le Rubriche dei quattro libri in cui sono divisi gli Statuti,
dopo le quali vi è una lettera di Gian Galeazzo Visconti del 10 Maggio
1389 al Podestà %e Consoli di Treviglio colla quale ordina di mandargli i
loro Statuti bene ordinati e corretti. Nel fol. feeguente, che sarebbe Fun-
d ecimo, vi è una lunga intestazione in caratteri maiuscoli, nella quale vien
detto che furono riformati nel 1392 sotto il dominio di Gian Galeazzo Vi-
sconti e sotto il regime di Matteo di Ferrando da Pisa pretore di quel
Castello. Alla parte IV furono fatte da altra mano delle aggiunte che arri-
vano al 1497, ed alla fine fu inserto un decreto, a stampa, di Carlo V del
13 Maggio 1539. Questi Statuti sono inediti.
Statata comunitatis Burgi Varisii ac aliae ejusdem Burgi prcrogativae
an. 1347. (Cod. N. 1420).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
Questi Statuti furono pubblicati a Milano nel 1864 dal Prof. Berlan, che
diede in seguito la nota dei Codici da lui veduti e dei documenti riguar-
danti Varese che stanno nell'Archivio di Stato in Milano. Egli pero non
conobbe questo Codice , che in quel tempo non era ancora entrato nella
Trivulziana dalla Bib. Belgiojoso; e fra i documenti da lui citati non si
trovano quelli contenuti in questo Codice, il primo de' quali è del 1570 e
l'ultimo del 1661.
STATUTA VOGONIAE 423
Statuti Veneti dati dal Doge Nicolò da Ponte nel 1578 ad Angelo
Dolfin mandandolo Podestà a Crema. - {Cod. N. 1331),
Cod. niemb. in 4° del Sec. XVI.
»
La legatura è bellissima nel genere dei Codici Arabi con ornati in oro
e colori. Sul primo fol. vi è una grande e bella miniatura rappresentante
il Crocefisso colla Vergine e S. Giovanni ed un Vescovo colla mitra e pa-
storale; il tutto inquadrato in ornati. In alto il leone di S. Marco, a pie
di pagina lo stemma Dolfin.
Statuto Viglevani. (Cqd. N. 865).
Cod. memb. in fol. dei Sec. XIV e XV.
Sul 1° fol. vi è dipinto in rosso lo stemma di Vigevano: nel seguente
la Rubrica rubricarum e poi le altre divise per materia, ed occupano 1 5 fol.
Al fol. 16. « Literae gratiose concessae Comunitati et hominibus Viglevani
a prò Rugia noviter Menda in valle Ticini subtus montem ». Questa con-
cessione è di Filippo Maria Visconti. Nel fol. che vien dopo numerizzato 1
incominciano gli Statuti, che finiscono al fol. 113 verso. Dopo questi vi
sono molti giuramenti prestati dai notai in diverse epoche, e delle aggiunte
fatte dal duca Filippo Maria Visconti. Questo volume, che è l'originale che
si conservava presso il Comune di Vigevano , contiene gfli antichi Statuti
compilati al tempo che 6. Galeazzo Conte di Virtù e Signore di Milano ,
non era ancora stato fatto Duca, quindi sono anteriori al 1395. Sono però
posteriori al 1385 anno- in cui Gian Galeazzo avendo fatto prigioniero Bar-
nabò suo zio divenne Signore di Milano. Questi Statuti vennero poi rifor-
mati nel 1531 e stampati nel 1532, e ciò avvenne per essere stato Vigevano
nel 1529 eretto in città con Vescovado.
Statata Vogoniae. (Cod. N. 1406),
Cod. cari, in fol. del Sec. XVI.
Vogogna è una grossa terra del Comitato di Ossola vicino al fiume Tosa,
che scarica le sue acque nel Verbano. Vuoisi nascesse sulle rovine di altra
borgata detta Vergonto che non si sa bene in qual epoca sia stata distrutta.
Era soggetta alla giurisdizione del Comune di Novara , ed a quel Vescovo
per lo spirituale.
Al principio di questi Statuti si legge: a In nomine Sancte et individue
« Trinitatis. Istud est volumen Statutorum sive municipalium legum Co-
« mitatus Ossulae jurisdictionis Comunis Novariae tam provide quam uti-
li liter compilatimi ad laudem et gloriam jnagni Dei et Salvatons ac
a etiam ad exaltationem et reverentiam dni Johannis dei et apostolice sedis
« gratia Sancte Mediolanensis ecclesie archiepiscopi, ejusdemque civitatis
« Novarie et districtus domini generalis et prq_coinune bonum et statum
« pacificum civitatis prefate tempore nobilis dni dni Johannis ^de Lixono
« Mediolanensis civis vicarius (sic) jurisdictionis predicte anno dni mccc ».
In questa data però furono ommessi molti anni, atantechè nel 1300 era Ar-
civescovo di Milano Franchino Fontana Parmense, che eletto nel 1296 durò
in quella cattedra sino alla sua morte seguita Tanno 1308.
Giovanni Visconti creato Vescovo di Novara nel 1329 non venne trasfe-
rito alla sede Arcivescovile di Milano da Clemente VI che nel 1342. — Al
fol. 67 v. vi è la seguente sottoscrizione: « Finis voluminum statutorum
o veterum comunitaria Vogoniae editorum per curiam Novarie civitatis
« nostre ». — Segue la Rubrica degli Statuti nuovi, che incominciano al
424 STATUTO DELLA VALSOLDA
•
fol. 70 precedati dalla seguente intestazione: • Istud est volumen stata -
« torum sive municipalium legum civitatis Novarie tam provide etc^ . ac
« etiam ad exaltationem et magnificentiam Magnifici et excelsi dni dm
« Galeaz Vicecomitis civitatis Mediolani et Novarie et imperialis vicarius (sic)
« et generalis et dm" Johannis Galeaz ejus fìlli et ad comune bonum et
« pacificum statutum civitatis prefate, tempore nobilis et potentis viri
« dni Johannis de Pirovano de Mto honorandi potestatis Vogonie Novarie,
« et prudentis viri dni Bernardini de Ranonis de Regio ejusjricarii tam
a legum doctrina, quam rerum experientia docti , sub anno dni millesimo
« trecentesimo sexagesimo. Tertiadecima indictione ».
Termina il Ck)d. al fol. 102 ove trovansi i nomi dei Comuni componenti
il Comitato di Ossola col loro estimo.
Statuii (Documenti relativi a). (Cod. N. 1263).
Cod. cart in fol. dei Sec. XV, XVI e XVII.
Sono nove pezze contenenti decreti ducali ed estratti di Statuti di Milano
relativi a diverse rubriche. Il più antico decreto è di Gian Galeazzo Visconti
del 1389. In questo fascicolo furono poi riunite 12 gride o decreti stampati
(due sono doppi) che sono delle rarità bibliografiche, specialmente le prime
auattro che appartengono al sec. xv. Due sono di Lodovico il Moro, e due
i Luigi XII re di Francia come Duca di Milano: una di esse contiene il
decreto con cui venne eretto il Senato di Milano. In questa Biblioteca vi è
anche un esemplare, che credo unico, della grida dello stesso monarca del
19 Gennaio 1500. Sulle monete che potevano aver corso o ne era proibita
la circolazione nello Stato di Milano colle loro impronte.
Statuto della Valsolda. {Cod. N. 1408).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
La Valsolda, in cui trovansi nove villaggi, faceva parte della Riviera o
Contea di Lecco. Da una carta del 1037 appare che sino da quell'epoca ap-
parteneva agli Arcivescovi di Milano. Molte furono le vicende e contro-
versie cui andò soggetto il possesso del contado di Lecco, ma pare che su
quello della Valsolda non esistessero dubbii, perchè la vediamo sempre pos-
seduta dagli Arcivescovi di Milano. Manca il 1° fol. di questo Ms., per cui
non si può dire quando venissero compilati questi Statuti. Per altro al prin-
cipio del 2° libro che ha l'intestazione. Seguita V aggiunta de Statuti, si
legge che « L'anno del 1472 al 2 Febraro venne convocato et congregato
a il Conseglio del Università della comunità et homini et ciascheduna per-
« sona di tutta la Valsolda » e da ciò può dedursi che gli Statuti dovevano
essere anteriori a queir anno, e che erano stati deliberati dagli stessi abi-
tanti e non concessi loro dagli Arcivescovi che vi aveano giurisdizione.
Ed infatti fra i Codici di Don Carlo che passarono in proprietà della Prin-
cipessa Cristina Belgiqjoso figlia del Marchese Gerolamo Trivulzio ed ora
appartenenti alla Marchesa Trotti sua figlia trovasi una copia fetta nel
sec. xvi i degrli Statuti della Valsolda dell'anno 1246 con aggiunte posteriori,
ed annessivi alcuni stampati dell' Avv. Vandoni e del D.r Valési in difesa
dei diritti che vi aveva l'Arcivescovo di Milano. — Al fol. 27 trovasi, colia
medesima formula, una deliberazione presa nel 1504, ed un'altra al fol. 29
del 1518. Se ne trovano anche altee di anni successivi nel sec. xvi. Vi sono
delle ordinazioni fatte quando S. Carlo Borromeo andò a visitare la Valsolda ;
il giuramento di fedeltà al Card. Federico Borromeo nel 1606. L'ultimo atto
STORIA etc. 4S5
sono le ordinazioni fatte da un Podestà nel 1646. Termina il Codice con un
indice per materie , dal quale si rileva che il primo articolo (che manca)
riguardava gli omicidi ed il secondo le ingiurie. Questi Statuti sono in
italiano, e furono probabilmente tradotti per uso di qualche famiglia della
Valsolda. Vi è aggiunto un foglio ove trattasi della giurisdizione dell'Ar-
civescovo di Milano sulla Valsolda.
Stemmata plurium familiarum. (Cod. N. 1778).
Cod. cari in foL del Sec. XVI IL
Raccolta di stemmi colorati. Alla fine vi è unito un fascicolo di dodici
fogli contenente 64 stemmi per la maggior parte Genovesi. Questi ultimi
fol. sono più antichi che gli altri del Codice.
STELLA Giorgio. — Storia di Genova. (Cod. N. 1498).
Cod. cart. in fol. del Sec XV.
Questo Codice contiene anche la continuazione sino al 1435 che vi ag-
K'unse il fratello di lui Giovanni. Venne pubblicata dal Muratori nel vo-
me XVII degli S. R. I. Questo esemplare è ben scritto, ed è opera di un
frate, che vi pose il suo nome in modo da renderlo inintelligibile compo-
nendolo di sole consonanti, alcune delle quali servono di vocale. Termina
così : « Laus deo. Pax vivis et requiem defunctis Presbiter Xlbbnxs df
« Ffrbrkis Fknkxkt hora vespertina a die xviu Man anno d. mcccc8i ad
« honorem Dei et gloriose Virginia Marie ». Credo che Quello strano accoz-
zamento di consonanti possa tradursi: a Presbiter Urbanus de Ferariis finivit ».
Stemmi ed imprese Visconti. (Cod. N. 1391).
Cod. cari in fol. del Sec. XVII.
Sul terzo fol. in £iro del margine leggesi:
« Familiae meae insignia quae adhuc in perantiqua fumarii testudine
« depicta cernuntur in uno ex cubiculus inferiori bus castri Roziani meo
« jussu inde desumpta xvi Augusti mdclv.
« Vercellinus Maria Vicecomes Jo. Baptistae Senatoris filius ».
Questi stemmi sono ben eseguiti e colorati. Sono fol. 22 compreso uno
piccolissimo dove è disegnata una moneta di Thurium nella Magna Grecia.
STEPHANUS Bizantinus. — De civitatibus et pagis. (Cod. iV. 737).
Cod. cart. in fol. del Sec. XV.
Questa traduzione non è quella di Tomaso de Pinedo , nò quella del
Berkelius, ma bensì un'altra assai più antica e più conforme al testo greco
che vien tradotto quasi alla lettera. Il Codice fu per certo scritto da un
italiano a giudicarne dal carattere. Sembra autografo stante le moltissime
correzioni. Mancano alcuni quinterni alla fine non giungendo che alla voce
Phrada.
Starla di Barlaam e Giosafat. (Cod. N. 89).
Cod. memb. in 8* del See. XV di fol. 52.
Ha numerosi e bei disegni a penna che rappresentano i fatti narrati
Ole*. JHvuUkma {Stampate il 27 gennaio 4884) 54
426 SUCCESSIONE D'INGHILTERRA
nella leggenda. È mutilo in principio ed in fine- Deve mancare in principio
di un intero quaderno, giacché il primo fol. incomincia colle parole perchè
nissuno uomo si lassava entrare dentro a lei, le quali si trovano alla metà
della pag. 13 dell'Edizione di quest'opera fatta a Roma nel 1734. Alla fine
è mancante di un solo fol. terminando colle parole: a e fecelo trapassare
in pace • seguite da un disegno. Le quali parole nella predetta Edizione
si trovano a metà del fol. 126. Il testo, malgrado le molte diversità che vi
si trovano, è lo stesso di quello della Ed. di Roma. Il Gamba nella serie
dei testi di lingua (Venezia 1839, pag. 280, nella nota, 1* colonna) cita un
Edizione senza data del sec. xv di questa leggenda , la quale esiste nella
Trivul?iana. Il testo però non è quello contenuto in questo bel Codicetto.
Storia Milanese dal 1523 al 1525. (Cod, N. 1376).
Cod. memb. in fol. del Sec. XVIII.
Non è la traduzione della continuazione fatta da Gaudenzio Menila al
Vegio. Pare però che sia un brano di opera maggiore. Manca il nome del-
l' autore.
STORMÀNICO (Fr. Pietro Paolo). — Origine e fondazione del tempio
di S. Nazaro in Pietra Santa in Milano. (Cod. N. 1414).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII. Autografo.
STRASOLDUS Johannes. — Maximi Hispaniarum regis Catholici Filippi
Austriaci figura celestis. (Co$. N. 243).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVI (1583).
L'autore di questo oroscopo, gentiluomo Friulano, scrisse dei componi-
menti poetici che sono sparsi in diverse raccolte , del suo tempo , e sono
ripetutamente citati dal Quadrio nella Storia e ragione d 'ogni poesia. Pare
che lo Strasoldo sia stato molto devoto ai monarchi Spagnu oli, giacché, oltre
a questo oroscopo di Filippo II non ricordato da alcun oibliografo, fece nna
Raccolta de Poemi parte in italiano, parte in latino (di autori Friulani) in
lode della Sacra real fabbrica dell Escuriale -, che fece stampare in Udine dal
Natalino nel 1592.
STROZZI Filippo. — La congiura de1 Pazzi notata di propria mano da
Filippo di Matteo Strozzi che vi fu presente. (Cod. N. 1949).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
Successione d'Inghilterra. — Racoriamento y parecer de dos letrados
Ingleses sobra el caso de la succession del reyno de Ingalaterra
dividido in dos libros. {Cod. N. 231)-
Cod. cart. in 8° del Sec. XVII.
Vi è unito un albero genealogico della famiglia reale d'Inghilterra fetto
da un Dolemannus nel 1593.
SUMMARIOLUM btc. 427
SUETONIQS Tranqoillus, Cajos. — Vitae duodecim Caesarum.
(Cod. N. 696).
Cod. memb. in fol. del Sec. XV di fol. 160.
Fol. 1. « Versus Sydoney ia librum Gaii Suetonii Tranquilli de vita
« duodecim Caesarum ut inferius sequitur Rubrica, et primo de Jullio Ce-
fi sare imperatore ».
D. Carlo Trivulzio prepose al Codice una nota che riassumo, ed a cui
aggiungo alcune notizie.
La prima pagina ha un contorno e l'iniziale miniata , in alto vi è il
nome ai Gesù in quella forma che lo descrive S. Bernardino da Siena.
Nella parte inferiore vi è lo stemma Visconteo sormontato da una mitra
vescovile sostenuta da un angelo, ai lati di esso vi sono le due sigle
v cC* Da ambo le parti di questo stemma e sigle vi è un licorno ac-
covacciato col motto ripetuto, in una fascia che esce dalla loro bocca, a Quo
« difficili us eo preclarius ». Don Carlo interpretò le due sigle per Johannes
Archiepiscopi^ , e secondo lui sarebbero le iniziali del nome e della dignità
di quel Giovanni Visconti figlio di Vercellino capitano d'armi che fu eletto
Arcivescovo di Milano da Gregorio XII. Ma siccome una tale elezione era
stata fatta dopoché questi era stato deposto dal Pontificato , il Concilio di
Costanza dichiarò illegittima l'elezione di Giovanni Visconti e sussistente
quella di Bartolomeo Capra. Dopo tal successo Giovanni fece vita privata
ritenendo sempre il titolo di Arcivescovo, del qual titolo fu onorato da Papa
Eugenio IV nella bolla di conferma della prepositura da lui istituita nella
Metropolitana. Seguita la morte di Enrico II Arcivescovo di Milano Gio-
vanni per intercessione del Duca Francesco Sforza fu legittimamente messo
nella Sede Arcivescovile di Milano da Nicolò nel 14.50, e morì nel 1453 e
fu sepolto nel Duomo. Altri invece opinò che quelle due sigle significassero
itertholomeus, ed allora il Codice avrebbe appartenuto a quel Bartolomeo
Viscontf creato Vescovo di Novara al 12 Dicembre 1429 e che morì nel 1457.
Anziché all'opinione di D. Carlo io mi atterrei alla seconda per la ragione
che Bartolomeo Visconti dopo assai gravi peripezie era tornato in grazia
del Pontefice e sedeva tranquillamente nella cattedra di Novara , e quindi
il motto Quo difficilius eo preclarius poteva più convenientemente essere
adottata da lui che da Giovanni Visconti, il quale nel 1444, anno in cui fu
scritto il Codice era già vecchio , ed aveva veduto dopo la sua prima no-
mina, annullata , tre Arcivescovi succedersi nella cattedra Milanese senza
ch'egli avesse potuto riuscire ad insediatisi, il che non accadde, come dissi,
che nel 1450, cioè sei anni dopo che fu scritto questo Codice.
Alla fine del Codice vi è la seguente sottoscrizione che ci dà il nome
dell 'amanuense e la data:
• Libri scriptorem bone Jesu fac meliorem
1444 Maij.
« Qui librum scripsit de Crivelis prolem habuit ».
Suinotna (Antonitcs).
La data è posta precisamente in fianco alla sottoscrizione.
Il Codice è benissimo conservato colla sua legatura originale di cuoio
impresso collo scudo Visconteo nel mezzo. La miniatura della prima pagina
è assai fine e graziosa. Sgraziatamente quella che stava nella lettera ca-
pitale fu levata, cóme lo furono le altre che erano al principio di ciascuna
delle vite.
Summariolum ex libris omnimodae historiae a beato Hieronymo editis.
(Cod. N. 353).
Cod. memb. in 8* del Sec. XV.
A pie della prima pagina vi è uno stemma sormontato dall'Aquila Sveva:
428 SYLVA PAST0R1LIS
la prima lettera è miniata, le altre iniziali sono disegnate a penna in rom>,
azzurro e violetto. É benissimo scritto e conservato.
fiuto e ristretto di tutte le congiure et conspirationi state fatte in di-
versi tempi et da diversi cittadini Fiorentini dall'anno 1530 sino
all'anno 1600 contro le persone et stato di loro Ai.86 Ser.106 e Ser.ma
casa de* Medici , con la descrizione de1 nomi, cognomi e casate di
tutti li congiuranti e cospiranti che vi sono intervenuti , le cause
delle loro congiure con la distinzione dei tempi et perchè li sono
state date. (Cod. N. 240).
Cod. eart. in foL p, del Sec. XVII.
Arriva soltanto all'anno 1534. I fogli biacchi che seguono a quell'epoca
sono stati riempiti da annotazioni di un agente di campagna, che pare tosse
al servizio delle monache di S. Chiara di Firenze.
SUR1ANO Michele. — Relazione del Re de9 Romani letta in Senato ai
12 Ottobre 1557. (Cod. N. 1208).
Cod. eart in 8° del Sec. XVI.
V
SUSIO Henricus. — Horologium vitae aeternae. Vita S. Catharinae Se-
nensis a Fr. Raimundo a Gapua. (Cod. N. 502).
Cod. cari in 4° del Sec. XV con molti disegni a penna.
Questi due Codici , benché legati assieme , sono di mano diversa e non
hanno altro nesso fra loro che Tessere opera amendue di autori Dpmenicani.
— Il beato Enrico Susone di Svevia nacque l'anno 1300, e mori nel 1366.
Alcuni autori pretendono ch'egli avesse scritto quest'opera in lingua teu-
tonica , ma l'Èchard nella « Bibliotheca Ordinis praedicatorum » Voi. I ,
pag. 653, dice di averne veduti dei Codici antichissimi in latino. Alla fine
deli' Or oloffitm trovasi la nota seguente: « Iste liber orologium sapientiae
« intitulatus est. Reverendi in Xpb patria dm Johannis dei gratia Episcopi
« Gebennensis et principia. Scriptus Constanciae provincie Maguntinensis
« anno dui mccccxviii sacro generali concilio ibidem vigente ». Questo Gio-
vanni Vescovo di Ginevra era della casa De la Rochetaillée , latinamente
Petrascissa. Fu fatto Vescovo di detta città nel 1417 o 1418, e morì a Bo-
logna, dove fu sepolto nel 1 437 , come leggesi nella « Gallia Christiana »
T. II, pag. 596. Dopo l' a Horologium » si trova l' « Ufficio dell'eterna sa-
pienza » opera dello stesso autore Susone. Fu scritto questo Codice da un
amanuense tedesco.
La terza opera contenuta in questo volume, la vita cioè di S. Caterina,
è scritta da fra Raimondo da Capua suo confessore e ministro generale del-
l'ordine di S. Domenico. Fu stampata varie volte non solo nel testo origi-
nale latino, ma anche tradotta. Ve ne sono due edizioni di Milano del sec. xv.
In fine leggesi la nota seguente: « Nicola us de Bexana scripsit in Melli-
« gnano a. d. 1453 ». Malgrado il titolo di beata che le vien dato dall'a-
manuense, quest'esemplare fu scritto prima della canonizzazione di S. Caterina
che seguì soltanto nel 1461 sotto il pontificato di Pio II. Queste notizie
sono estratte da due note di D. Carlo Trivulzio preposte al volume.
SyWa pastoralia. (Cod. N. 494).
Cod. eart. in 4« del Soc. XVII.
Quest'opera viene attribuita a S. Carlo Borromeo, perdio al dire del
SYLVA PÀSTOBÀLIS 429
Passerino (nel libro intitolato: « Discorsi sulla vita et attioni di Carlo Bor-
ie romeo Arcivescovo di Milano ». Roma 1591 , pag. 46) egli aveva redutto
insieme una infinità di luoghi della Sacra Scrittura et de Santi padri per-
tinenti a qualsivoglia persona ecclesiastica et s* el tempo lo avesse la-
sciato digerire perfettamente et ordinare questa sua opera disegnava di
chiamarla Sylva pastoralis ; che è il titolo preposto a quest'operette. Questo
libro fa trascritto da Gabriele Maggi, come appare da una nota marginale
che trovasi al verso del fol. 44: « Me ista seri ben tem parentes mei etiam
« ante ortum deo destinarunt. . . Augustus videlicet Magius et Julia Mari-
« nona Nob. Gabrielis Magli D. Theol et rectoris S. M. P. ferentes ».
Questo Gabriele Maggi fu tra i primi Oblati istituiti da S. Carlo ; scrisse
un'opera che dedicò al Card. Federico Borromeo, della quale parla l'Argo-
* lati nella Bib. Scrip. Med.f T. II, col. 823. Vi è una nota di D. Carlo Tri-
vulzio in principio del volume da cui furono cavate parte di queste notizie.
430 TADDEO DA PESCIA (MAESTRO)
T
Tabula epistolari] m dominicalium totius anni ri tu Ambrosiano.
Tabula Evangeliorum dominicalium totius anni ritu Ambrosiano.
(Cod. N. 375).
Cod. cart in 4° del Sec. XVII.
TADDEO da Pescia (Maestro). — Volgarizzamento dell'etica di Aristotele.
(Cod. N. 87).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV di fol. 38
compresi 9 bianchi in fine ed uno di risguardo in principio: scritto in due colonne.
Sul primo fol. in oro si legge: « Incomincia letica di Aristotile volga-
la rizzata da mastro Taddeo da Pescia ».
Al fol. 31 in rosso: a Finita letica daristotele volgarizata dal maestro
« Taddeo, scripta per lo spectabile Giovane Symone di Gagliardo bonciani.
« Scripta nell'anno mille quattrocento lxiii die vero decima Januarii Laus
« deo ».
Sui fol. di risguardo vi è una nota del Marchese G. G. Trivulzio che
essendo preziosa per le notizie intorno a quest'opera viene qui trascrìtta.
a Di Taddeo dell'etica di Aristotile accennato da Dante nel convitto ve-
dasi oltre Quanto fu detto dal Biscioni nelle note alle prose di Dante, pa-
gina 310 , la vita di esso scritta da Filippo Villani con altre di uomini
illustri Fiorentini pubblicate per la prima volta dal Conte Gian Maria Maz-
zuchelli in Venezia 1747, in 4°, a pag. xml È da notarsi che questo Taddeo»
che da tutti vien detto Fiorentino, nel presente Codice vien chiamato da
Pescia. Tre sono i Godici di questa traduzione citati dalla Biblioteca de' Vol-
garizzatori come esistenti in Firenze, ma ignoto fu il presente che acquistai
pure in Firenze nel Gennaio 1824. Quest'opera non fu mai impressa col
nome del suo vero traduttore Taddeo Ipocrasista ; ma bensì con quello di
Brunetto Latini: vide imperfettamente la luce unitamente ad altre prose
antiche in Lione colla stampa di Giov. da Tournes nel 1 568 per cura di
Iacopo Corbinelli. In Veaezia però dal Sessa nel 1533 era già stata impressa
col Tesoro di Brunetto tradotto da Bono Giamboni , e ne forma il sesto
libro. Il Manni poi la riprodusse colle sue stampe (Firenze 1734) insieme
alla Retorica di M. Tullio col libro di Catone de1 costumi, fi da osservarsi
che Brunetto non tradusse mai l'Etica in italiano, ma bensì in francese per
far la parte del suo Tesoro , e Bono Giamboni trovandola già tradotta da
maestro Taddeo si servì di questa stessa versione, senza farne altra per in-
trodurla nella sua traduzione del Tesoro ».
TANZI ANSELMO 4SI
TADDEO d'àlderotto. — Incipinnt curae notabiles et prescriptiones
Magistri Taddei. (Cod. N. 712).
Cod. memb. in 8° del Sec. XIV.
Taddeo d'Alderotto Fiorentino fu celebre medico e visse nel sec. xiii. Il
Conte Gian Maria Mazzuchelli stampò la vita di lui scritta da Filippo Vil-
lani aggiungendovi delle note. Vedasi la quarta di queste a pag. xliv ove
parla delle sue opere. Questa però non vi è registrata.
TADINA gens. (Cod. N. 1829).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVII.
Sono notizie sulla famiglia Tadini.
TANINIUS Hieronymus. — Numismatum Imp. Rom. a Trajano Decio
ad Constantinum Draconem ab Anselmo Pandurio editorum sup-
plementum. (Cod. N. 315, 316 e 317).
Cod. cart. in fol. p. del Sec. XVIII. 3 voi.
Questo Codice, autografo , è quello stesso che servì per la stampa che
ne fu fetta in Soma nel 1791 coi tipi di Antonio Fulgorino. Vi sono unite
le prove delle tavole.
TANZI Anselmo. — Volgarizzamento del libro De consolatione philo-
sophica di Boezio. {Cod. N. 27).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVI di fol. 92.
Sul cartone, nell'interno, vi è la nota seguente: « Avvertesi per me
« Cari' Antonio Tanzi che il presente Codice varia in moltissime lezioni dallo
« stampato ». Sotto queste parole vi è un sigillo in ceralacca rossa, là cui
impronta è scomparsa. Il 1° fol. è bianco, nel secondo vi è il Prologo , ed
accanto, di carattere del sec. xvh, il nome di Jo. Jacobi Negretti, che pro-
babilmente fu possessore di questo Codice: poi in due righe:
« Prologo di Don Anselmo Tanzo Milanese canonico regulare sopra la
« traductione di Boetio de consolatione philosophica di latino in vulgare».
Termina al fol. 90 v. Nel fol. 92 vi è una poesia amorosa.
Il Tanzi nel 1 520 fece stampare questa sua traduzione di Boezio , ma
come osserva benissimo il suo agnato nella nota qui sopra riportata essa,
differisce molto dal testo contenuto in questo Codice. Sarebbe troppo lungo
ed inutile il riportare tutte le differenze, solo noterò che il prologo contiene
al principio una dedica a Giov. Iacopo Tanzi fratello dell'autore di questa
rrafrasi, la quale manca nel presente manoscritto. Nel rimanente il prologo
uguale.
Questa traduzione è divisa in sei libri, mentre nello stampato è divisa
in cinque come in tutte le edizioni che vi sono di quest'opera di Boezio.
Nella succitata Ed. del 1520 (che trovasi in questa Biblioteca) il Tanzi dopo
il V libro mise una esposizione di ciascuna parte delia donna , cioè Patto-
sophia. Questa manca nel Ms. Trivulziano. Ritengo che questo Codice è
autografo, e scritto molto prima del 1520. Quando il Tanzi si decise a far
stampare la sua traduzione, vi fece delle correzioni e cambiamenti non pic-
coli e volle dedicarla al fratello. Questo lavoro corretto venne pubblicato,
ed il precedente, che sarebbe questo , rimase presso la famiglia , probabil-
mente come autografo di un membro illustre di essa.
492 TEATRO boc.
Tmm. — Ordini e decreti relativi alle tasse ed agli alloggiamenti mi-
litari nello Stato di Milano. (Cod. N. 1678 e 1679).
*
Cod. cart. in fol. in parte stampato. 2 voi.
Il 1° voi. contiene gli ordini e decreti dal 1441 al 1640 posti senz'ordine
di data. Il 2° quelli dal 1549 al 1714. Alcuni si riferiscono all'estimo dello
Stato di Milano.
TASSO Torquato. — Rime e prose. (Cod. N. 116).
Cod. cari in fol. picc del Sec. XIX.
Sono copiate da un Codice del Torelia di Napoli. Vi sono unite tre lettere
del Comm. Melchiorre Delfico, relative a questa copia, dirette al Marchese
6. 0. Trivulzio, ed in fine due fol. di annotazioni di mano dell' Ab. Maz-
zuchelli prefetto dell'Ambrosiana.
TASSONI Alessandro. — Postille al Vocabolario della Crusca delle voci
Fiorentine. (Cod. N. 160).
Cod. cart in fol. del Sec. XIX di pag. 24.
TASSONI Alessandro. — La Secchia rapita: poema heroicomico del
Bisquadro accademico humoristico ovvero dAndromico Melisone.
(Cod. N. 963).
Cod. cart in 4* del Seo. XVII
Le curiose varianti che incontransi in moltissimi luoghi , diverse delle
quali non sono fra Quelle registrate dal Baretti nella Ed. del 1744, rendono
prezioso questo Codice che, sebbene non autografo» deve essere stato scritto
sotto gli occhi del poeta. Vi si trova unita una Memoria nella quale sono
notati i pregi del Codice, e le varianti.
tavole militari. (Cod. N. 287).
Cod. cart in fol. del Sec. XVII.
Incomincia: « Dell'azione bellica che si fa in campagna e intorno alle
« fortezze. Generalità ». Alla fine vi sono alcuni disegni di dettaglio di
fortificazioni. Credo che anche queste tavole siano opera del mastro di campo
Gaspare fioretta, di cui vi sono altri Mss. in questa Biblioteca.
Tute del sale dello Stato di Milano. (Cod. N. 1222).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVI.
leatro genealogico delle famiglie illustri e cittadine di Milano.
(Cod. N. 872).
Cod. cart [in fol. del Sec XVIII.
Precedono degli Avvertimenti, poi un indice, sono in ordine alfabetico.
— Altro esemplare. (Cod. N. 1789 al 1790).
Cod. o»rt. in fol. pioc. del Sm. XVIII. S w>l.
TEMPO (ANTONIUS DA) 488
TEBÀLDEO Michele. — Le sacre metamorfosi di S. Nicolao.
(Cod. N. 296).
Cod. cart. in fol. del Sec XVII.
Sul frontispizio vi è la nota seguente scritta a quanto pare dall'autore.
« Orazione recitata da un fanciullo di grande spirito la quale intende Tal*
« tore ampliare di molte altre cose notabili della vita del Santo e ridura
« in istorietta a modo di romanzo ». Nel iv fol. verso trovasi quest'altra
nota. « Opra del Molto 111." e Molto Rev.do D. Michele Thebaldeo sacerdote
« Mortarino che passò di questa a miglior vita il- dì d'hoggi 28 di Aprile
« 1650 tenuto in considerazione di Santa vita ».
TELOPHORUS (frater) presbyter. — Libellus. (Cod. N. 199).
Cod. cari, in fol. del Sec XV.
Il Codice incomincia con una « Epistola fratris Thelofori heremite ad
« magni ficum virum Antonium Janue ducem clarissimum de devotione
« religionis et ecclesiae militantis ». — Al fol. 2 vi è il seguente titolo:
« In nomine domini nostri Jhesu Xpi et geni tri ci s ejus ac totius ecclesiae
« curiae. Incipit libellus fratris Thelofori presbiteri heremite secundum
« anctoritatem sanctorum prophetarum et ve te rum chronicarum de causis
• statu ac fine presentis sismatis (sic) ac tribulationum futurorum, maxime
« tempore futuri regis Acquilonis vocantis se Federicum imperatorem ter-
• tium usque ad tempora futuri papae vocati Angelici pastoris usque ad
« te m pus ultimi antichisti. Item a tempore et per tempus dicti antechristi
a ac post mortem dicti antechristi usque ad extremum dei judicium et fi-
« nem mundi ». — Questo libello termina al fol 19 colla sottoscrizione
seguente: « Finis 1496 die 10 Septembris per me magistrum Bartolomeum
« Trottum physicum » .
Al verso dello stesso fol. 19. « Incipit epistola dni nostri Jhesu Xpi
« ad Thomam discipulum suum de futuns temporibus ».
Al fol. 20. « Evangelium dni nostri Jhesu Xpi Secundum Matheum »
dopo questo frammento vi sono le profezie di Daniele sulla desolazione di
Gerusalemme sotto Vespasiano e Tito, e la desolazione della chiesa al tempo
di Federico III imperatore: terminano al fol. 21 colla sottoscrizione seguente:
• 1496 die 15 Septembris: transcriptum per me Mag.m Bartholomeum Trotum
« phisicum in Corano piacentino ».
Al verso dello stesso fol. 21 incomincia una lunga Epistola diretta da
Giovanni Rupescissa ad un cardinalem Guillelmum , la quale termina al
fol. 29: al verso di questo fol. incomincia un altro libello dello stesso Ru-
pescissa che era dell Aquitania e che si dice carcerato per ordine del Papa.
Questo libro termina al v. del fol. 34 cplla solita sottoscrizione di Barto-
lomeo Trotti 1496, 27 Settembre.
Sotto forma di cronaca mista a profezie questi opuscoli trattano della
lotta fra la chiesa e l'impero; e dei numerosi scismi prodotti dalle elezioni
dei papi ed antipapi. La cronaca arriva sin verso la metà del sec. xv È
uno dei tanti libri scritti nei conventi ispirati dalle celebri profezie del-
l'Ab. Gioachino, che viveva nel 1130, le quali furono stampate più volte.
Questo Codice è ornato con molte strane figure rozzamente disegnate a
penna e colorate.
TEMPO (àntonius da). — Ars et modus componendi rhithmos.
{Cod. N. 697).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV.
Il 1° fol. ha un fregio miniato assai bello e nella parte inferiore lo
Citai Tripudiane {Stampato il 27 gennaio 4884) 55
484 TESTA FRANCESCO
stemma Moceni^o col berretto o corno ducale. L'intestazione in rosso è la
seguente : « Incipit ars et modus simul cum praticha componendi Rhythmos
« sonettos et balladas in omni modo spetia et forma quibus fieri possunt
a edita ab eximio jurisperito domino Francisco Petrarcha canonico pa-
ci duano ».
Il Quadrio, Apostolo Zeno, ed il Tiraboschi hanno parlato di quest'opera,
qui malamente attribuita al Petrarca , la quale venne anche stampata a
Venezia nel 1 509 da Simone de Luere, col titolo : De Ritimis vulgaribus etc
Rimando ai suddetti autori quelli che volessero avere un giudizio sul va-
lore di quest'opera; mi limito a parlare del Codice Tri vulziano.
Dopo l'intestazione surriferita, segue una dedica del Petrarca ad Alberto
della Scala. Nel Prohernium, per altro , che segue quella dedica , Antonio
da Tempo, dirigendosi sempre allo stesso Alberto della Scala, si appalesa
autore di questf opera. Questo Codice è fuor d'ogni dubbio anteriore all'e-
dizione del 1 509 essendo come dissi detta seconda metà del sec. xv. Manca
in esso quell'ottava che secondo lo Zeno (Lettere, T. II, pag. 240) prova
o che questa forma fu inventata prima del Boccaccio , che comunemente
credesi sia stato il primo ad usarla , o che essa vi fu inserita da un altro
Antonio da Tempo. Alla fine del volume trovasi un'altra volta attribuito il
libro al Petrarca e vi si legge quel sonetto acrostico che lo Zeno attribuisce
a M.r Zuane Valeresso, ed m cui trovasi il nome di Antonius de Tempo.
— Il Codice è benissimo conservato , scritto con molta cura in carattere
rotondo colle iniziali in oro ed i titoli in rosso. Ha una bella legatura Ve-
neziana del sec. xvi in marocchino rosso con ornati impressi in oro. Sul
dorso si legge il nome dell'autore col titolo: « Ars ritmandi ».
TERENTIUS P. Afer. — Comoediae. (Cod. N. 663).
Cod. cart in 4° del Sec. XV
col primo fol. di ciascun quinterno in pergamena.
Contiene le sei commedie di Terenzio con glosse e scolii. Precede , di
mano diversa, un indice di voci latine colle loro spiegazioni ; dopo il quale
leggesi ancora di mano diversa una ricetta prò D. Ùdalrico lieck tenstain,
donde si vede che questo Codice dovette appartenere a quel Principe ve-
scovo di Trento, di tal nome, che sedette su quella cattedra dal 1490 al
1505.
TERENTIUS P. Afer. — Comoediae cum glossis. (Cod. N. 727).
Cod. memb. in fol. dei sec. XV.
Precede la vita di Terenzio seguita dal suo epitafio. La prima pagina
ha due belle iniziali miniate con ornati che si estendono sul margine, vi è
pure lo scudo per lo stemma, ma non fu riempito. Al principio d'ogni com-
media e degli argomenti si trovano le iniziali miniate. Vi sono molte po-
stille marginali ed interlineari probabilmente di mano del possessore del Codice
Baldo Martorelli, che fu maestro di grammatica di Galeazzo Maria Sforza
e di Ippolita sorella di lui, figli di Francesco I Sforza. Vedi alla voce Mar-
torelli la descrizione della grammatica ch'egli fece per la Ippolita Sforza,
ed alcune notizie su di lui. I fogli di risguardo di questo Codice furono
scritti nel sec. xiv e contengano dei frammenti di un'opera legale.
TESTA Francesco, col pseudonimo di Casto Frescante Ticinveno. — La
TEODOLDS 435
culeide ossia cento sonetti in lode del e. • . della Sig. Annetta Ba-
seggio Raselli. (Cod. N. 919).
Cod. cari in 4° p. del Sec. XIX.
Precede un fol. staccato in cui vien raccontata Y occasione che diede ori-
gine a queste poesie, che sono autografe.
Testamento politico (ultimo consiglio) di un Ministro all'I mp. Leopoldo
tradotto dal Tedesco in Italiano. (Cod. N. 39).
Cod. cart. in 8* pica del Sec XVIII.
Teitamenta et alia existentia in Archivo Fabricae ecclesiae Majorìs
Mediolani. (Cod. N. 1257).
Cpd. cart. in fol. del Sec. XV.
Incomincia il Codice con un indice di testamenti senza data ed in se-
guito vi è una rubrica di istrumenti ed obbligazioni di società e individui
in favore della Fabbrica del Duomo. Ve ne sono non pochi anteriori al 1386,
anno in cui ebbe principio il magnifico tempio che oggi ammiriamo. Non
sono in ordine cronologico.
Testamentum novum. (Cod. N. 454).
Cod. memo, in 8° del Sec. XII di fol. 273.
Benissimo conservato: ben scritto colle iniziali a colori. Vi sono tutti i
libri che compongono il Nuovo Testamento.
Testamentum dni Gasparis Yicecomitis 1430. Id. dni Philippi Mariae
Vicecomitis 1482. (Cod. N. 1418).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
Gaspare Visconti fu uomo di grande autorità, cui vennero affidate im-
portanti missioni diplomatiche in Inghilterra , in Germania ed altrove. Si
vede il suo sepolcro, come pure Quello della di lui moglie Agnese Besozzi
nella chiesa di S. Eustorgio in Milano. Filippo Visconti era figlio del pre-
detto Gaspare.
TEODOLUS. — Carmina. (Cod. N. 629).
Cod. cart. in fol. p. del Sec. XV.
In fine vi è d'altra mano il iforetum attribuito a Virgilio, manca però
del principio non cominciando che dal verso:
Infert inde foco cibele mundaverat aptum.
m
Vi sono delle glosse interlineari ad ambo questi componimenti. L'Egloga
di Teodulo fu stampata molte volte sin dal sec. xv.
Vedi su questo autore il Fabricio , Bib. latina , che ne parla in diversi
luoghi.
436 THONSIUS PETBUS
Thenutms pauperum. {Cod. N. 657).
Cod. memb. in 8° del Sec. XIV.
I fol. « Incipit thesaurus pauperum in quo trac tatù r fere de omnibus
« morbis qui possunt accedere omnibus hominibns ».
II Codice è mutilo non arrivando che alla fine del capitolo cantra an-
tracem et venenum, che sarebbe il xlvu0.
Petrus Julianus Ulissiponensis, che fu papa col nome di Giovanni XXI,
è l'autore di questo trattato. I suoi scritti sono conosciuti sotto il nome di
Giovanni Ispano o Spano. Vedi « Fabricius, Bib. Med. et inf. lat. » T. IV,
pag, 45. La prima edizione con data che si conosca *li questo trattato è
quella di Teodorico Martini di Anversa del 1486. Fu anche tradotto in ita-
liano e stampato a Venezia nel 1494 da Gioani Bagazo e Gioani Maria Com-
pagni, ma ritiensi che l'edizione principe di questa versione sia quella senza
noto tipografiche, ma riconosciuta di Firenze.
*
Texauro de poveri infirmi. {Cod. N. 708).
Cod. eart. in fol. p. del Sec. XIV.
Fol. 1 . a Incomincia lo prologo de questo libro chiamato de consolatone,
« o texauro de li poveri infirmi » . Alia fine di questo trattato di medicina
vi è la Rvbrica generale di questo libro, che termina al fol. 31 v.
Al fol. 32 preceduto dalla rubrica: Incipit Uber texaurus pauperibus, che
è l'opera di papa Giovanni XXI, conosciuto sotto il nome di Giovanni Hi-
spano, del quale ho parlato nelle note al Codice precedente (657).
Al fol. 45 finisce questo trattato, cui ne segue un altro preceduto dalla
seguente intestazione:
« Queste sono le nobilissime virtude che ha lo Osmarino et le due pro-
a prietade, le quale sono poste in volgare et sono xxvi per conto , per le
« qualle noy avemo intendimento de tractare in questo modo: secondaria-
« mente che uno monaco de Ingal terra lo portò de le parte de India, et lo
« abate suo dello ordine de castella ».
Di questo trattato, che termina al fol. 52, vi è in questa Biblioteca un
altro esemplare.
Theodora, tragedia sacra rappresentata in Roma di M. R. Bonifatio,
tragedia rappresentata in Roma dì M. R. {Cod. N. 891).
Cod. eart in 12° del Sec. XVIII.
Il Quadrio, T. III. pag. 86, cita una tragedia sacra di Bonifacio di Sci-
pione Agnelli Maffei vescovo di Casal Monferrato, ma non può essere questa
essendo diverse le iniziali del nome. L'autore di queste due deve essere
stato un gesuita, se può esserne indizio il monogramma « Hiesus » colla
croce ed i tre chiodi ch'egli ebbe la cura di mettere sul frontispizio di cia-
scuna delle due tragedie.
THONSIUS Petrus. — Oratio prò collegio phisicorum coram illustri co-
mite Francisco Sfortia. Responsio ìllustris comitis Francisci Sfortiae
ad collegium phisicorum venetorum de patrio sermone in latinum
conversa. (Cod. N. 689).
Cod. memb. in 4* p. del Sec. XV.
D. Carlo Trivulzio prepose al volume una diffusa illustrazione del Codice.
Riassumo in breve quanto egli dice.
TODI (DA) BEATO JACOPONB 437
Il Conte Francesco Sforza prima di diventare Duca di Milano fa tre volte
a Venezia nel corso di diciotto mesi. Vi andò per la prima volta sul finire
del 1440, e l'ultima nell'Aprile del 1442. La terza volta vi andò colla mo-
flie Bianca Visconti. In questa orazione non è fatta menzione di questa
rincipessa, è quindi poco probabile che essa sia stata recitata in quest'ul-
tima occasione, ma lo è assai più che venisse letta durante il primo o. se-
condo viaggio. D. Carlo dice che queste orazioni furono trascritte frettolo-
samente, come lo comprovano le correzioni (le quali per altro sono dell'età
in cui fa scritto il Codice) che si vedono tanto nel testo che nel margine.
10 aggiungerò che la risposta dello Sforza è di mano diversa , e che po-
trebbe darsi benissimo che la fretta nello scrivere fosse derivata dal desi-
derio espresso dallo Sforza di avere in iscritto il testo di quella orazione,
nella quale egli veniva altamente lodato, e che per soddisfarlo subito si
fosse un po' trascurata la scrittura , alla quale vollesi però dare la forma
più elegante, e non la corsiva. Il Codice conserva la sua legatura originale
in pelle rossa. Queste orazioni ed il loro autore non furono registrate dal
Cicogna nella Bibliografia Veneta.
TIBULLl (Albi). — Carmina. (Cod. N. 787).
Cod. memb. in 8° del Sec XV.
Questo bel Codicetto scritto in carattere romano colle iniziali miniate
ha la sua legatura originale in cuoio con ornati impressi. In seguito al
testo di Tibullo vi è una lettera diretta a Johanni Ariminensi phisico da
Tomaso Seneca, colla data di Prato x Kal. Decembris 1434. Termina colla
nota seguente in rosso.
« Franciscus de Galvanis de Monte Scuttello comitatus Arimini ecripsit.
Laus deo ».
Il Codice ha delle singolarissime differenze e varianti col testo ordinario.
TIMOTHEUS Veronensis Canonicus regularis. Cunctis Italiae principibus
exhortatio. {Cod. N. 637)*
Cod. cart. in 8° del Sec. XV di pag. 37.
Alla fine trovasi la nota seguente :
« Valete ex Bononia 1453. Timothei Veronensis canonici regularis finit
« Epistola qua cunctos Italiae principes exhortatur quo suis copiis in bar-
« barorum nature (sic) contendant , qui nuper civitate Constantinopolitana
« potitns est ».
L'ultima pagina è di scrittura diversa, ma dello stesso secolo del Codice.
11 Fabricio parla di questo autore nella « Bib. Med. et inf. latinit. • T. VI,
pa£. 273. É stampato questo opuscolo nel Tomo III « Codicis Pezio Hen*
« Soriani ».
TODI (da) Beato Jacopone. — Laudi. {Cod. N. 980).
Cod. cart in 4° del Sec XV.
Queste laudi sembrano trascritte da un Veneto, essendovi numerose le
tracce di quel dialetto. Otto delle laudi contenute in questo Ms. non si leg-
gono nella edizione di Firenze del 1490., né in quella di Venezia del 1617
(che ambedue esistono in questa Biblioteca), sia perchè credute apocrife da
quegli editori , sia perchè a loro ignote , sia perchè essendo state scritte
contro gli abusi e la vita sregolata dei prelati di quel tempo, la Inquisi-
zione non ne avrà permessa la stampa. La coperta elei Codice è composta
438 TOMMASO (FRA) DA FERRARA
in parte di fol. Mss. di un breviario del sec. xv, e di due istruménti nota-
rili su pergamena, il primo del sec. xiv, l'altro del 1482.
TOLOMEI Claudio. — Discorsi politici. (Cod. N. 318).
Cod. cart. in fol. p. del Sec. XVI.
Tre sono i discorsi contenuti in questo Codice.
I. Sopra quello che potesse fare papa Paolo III per la salute di sé, delle
. cose sue et dello Stato suo Tanno mdxlihi.
IL Al re Filippo. Trattato de li disordini che nascono per il mal governo
et male pratica degli Spagnuoli, Francesi et altri forastieri che governano
r Italia con li rimedij alli sopradetti disordini.
III. Discorso sopra le precedenze fra Spagna et Francia.
Il Marchese Polani, che scrisse la vita di C. Tolomei, cita varie operette
di lui, che sono inedite, e fra l'altre il primo discorso qui notato cne esi-
steva Ms. nella Biblioteca di Venezia. Gli altri due sono pure inediti e me-
riterebbero d'essere stampati sia per lo stile, sia perchè in essi vedonsi posti
in evidenza i mali infiniti recati all'Italia dal mal governo degli stranieri ,
e le strane pretese dei Francesi e dei loro Re. Il Tolomei, come dice il Ti-
• raboschi nella Storia della Letteratura Italiana (T. VII, pag. 1346), fu uno
dei più benemeriti scrittori della lingua italiana che avesse il sec. xvi.
TOLOMEO Alessandrino. — Libri IV del Quadripartito tradotto dal
Greco. {Cod. N. 45).
Cod. cart. in 4° p. del Sec. XVI, di pag. 443.
In fine del volume sono aggiunti quattro altri fol. con caratteri più
moderni contenenti un trattato: De intentionibus.
L'Argelati nella Bib. de' Volgarizzatori registra il Quadripartito di To-
lomeo tradotto da Pietro Angelo da Barga, che esisteva Ms. presso Do-
menico Maria Manni ed era quasi tutto scritto di mano dello stesso Barge o.
TOM1TANO Giulio Bernardino. — Novelle. (Cod. N. 113 e 114).
Cod. cart in fol. del 18i8.
É scritto con molta diligenza dallo stesso autore e dedicato al Marchese
Trivulzio. Oltre a questo Codice vi è un'altra copia delle nov. 3% 4* e 5*,
con alcune diversità nel testo. Queste sono in fol. volanti.
TOMMASO (Fra) da Ferrara. — Trattato del modo di ben governare.
(Cod. N. 86).
Cod. mem. in 8° del Sec. XV, di fol. 29.
In principio vi sono quattro fol. cart. con note di mano di D. Carlo
Trivulzio, le quali vengono fuse in questa descrizione. Il Codice conserva
V ancora la legatura originale in cuoio , con ornati impressi , ad eccezione
jjjpjrò delle borchie che furono levate. Fu scritto fra il 1452 ed il 1471. Lo
si dedùce dal vedere fra i titoli dati a Borso d'Este, cui è dedicato il libro,
quello di Duca. Tal dignità l'ebbe per la città di Modena e di Reggio ranno
1452 dairimp. Federico III e nel 1471 in Aprile l'ottenne sopra la città di
Ferrara dal pontefice Paolo II: addì xxvn del seguente Maggio egli morì.
Il vedere nelle miniature il Duca rappresentato in età avanzata mi fa cre-
dere che il Codice fu scritto negli ultimi anni del periodo qui sopra indicato.
TONIOLI GIULIO 439
•***•
L'Echard nell'opera Scriptores Ordinis Praedicatorwn non parla di questa
operetta: il Borsetti nelVffist. Almi Ferrariae ginnasti, T. II nel Catalogo
[Album doctorum Ferrariensis collegii Theologorwm ab anno 1460 usane ad
1579) registra un Thomas Alcutis domenicano Ferrarese. Parimente nel T. II,
j)ag. 367 si fa menzione di Tommasino Liuti Ferrarese domenicano, teologo,
filosofo, oratore celebre, che fiori nel sec xv e fu scrittore di vari sermoni.
Ad uno di questi due verosimilmente appartiene questo trattato. Noterò
anche che Luigi Ughi nel Dizionario storico degli uomini illustri Ferraresi
parla di un Tommasino Leuti (forse Liuti) domenicano che visse alla fine
del sec. xiv. Se questa data è sicura e se il Leuti dell'Ughi è lo stesso frate
domenicano del Borsetti il presente trattato non dovrebbe essere di lui.
Sul primo fol. si vede una bella miniatura chiusa nella lettera C. Essa
rappresenta Borso d'Este seduto in abito ducale avente la calza della gamba
sinistra foggiata colla impresa dello Steccato colle onde ed il motto Fido
che trovasi pure nel fregio che contorna tutta là pagina. Il Duca tiene
nella mano sinistra lo scettro ducale e colla destra piglia il libro che gli
vien presentato dal religioso domenicano posto in ginocchio. Il ritratto di
Borso corrisponde a quello che si vede sulle sue medaglie. A destra vi è
la Giustizia e dirimpetto due giuristi. A pie della pag. vi è l'arme Estense
dei gigli d'oro inquartata coll'aquila nera in campo a oro, ed uno scudetto
nel mezzo coll'aquila bianca in campo .azzurro. Prima d'incominciare il
testo si legge la seguente dedica in caratteri dorati.
n Ad glorio^issimum et excellentissimum principem ducem Bursium
« Marchionem Estensem atque Rodigii comitem fratns Thomae de Ferraria
a 6acre theologie professoris Oifdinis predicatorum breve vulgare opus ».
Al fol. 8 vi è un bel fregio ed una lettera iniziale S in cui si vede il
Duca che mostra il libro aperto a tre giuristi.
Sul fol. 10 evvi un bel fregio e nella iniziale T è rappresentata la Giu-
stizia.
Sul fol. 14 la miniatura della lettera che doveva essere un D fu sgra-
ziatamente tagliata e solo rimane il bellissimo fregio.
Al fol. 16 nella iniziale D si vede il Duca che incorona un giovane Prin-
cipe vestito alla stessa sua foggia, e coi medesimi colori.
Al fol. 2i nell'iniziale S è nuovamente rappresentato il Duca, che pare
faccia un'allocuzione ai soliti giuristi.
- Al fol. 23 nell'iniziale S scorgesi il Duca a mezza figura davanti ad un
crocifisso appeso alla parete. Tutte le lettere maiuscole che si trovano in
questo bel Codicetto sono pure vagamente miniate e dorate.
Al verso del fol. 27 , dove termina il trattato , si leggono i distici se-
guenti :
Si mihi divitie si amplaf et pretiosa ^suppellex misissem tanto munera
digna duce.
At me Dominus sua per vestigia Christo Traxit et humanas te vivere
jussit opes.
Non tamen est animus non est spernenda voluntas.
Et qui me magnus scribere cogit amor.
Excipe tranquillo regum placidissime vultu.
Que tibi dat Thomas munera parva libens.
Te\o$
Jacobus Antonius Siverinus notarius scripsit.
Le miniature sono di Cosimo Tura detto il Cosmè da Ferrara, morto
verso il 1490, del quale trovansi altre miniature nella Bib. di detta città.
TONIOLI Giulio. — Regole generali ove si vede il vero modo che si
440 TOEEE (DELLA) GUGLIELMO
deve operare per solvere ogni sorta di quesiti in Aritmetica come
in Geometria. (Cod. N. 78).
Cod. cart in 8° del See. XVII.
TORELLI Don Prospero. — Orazione fatta e recitata nelle esequie del-
TEmin. Card. Giberto Borromeo morto il 1 8 Feb. 1 673. (Cod. N. 1 23).
Cod. cari in fol. del Sec. XVII.
TORELLI Pomponio d'Aragona Conte di Montechiarugolo. — Dei movi-
menti dell'animo. Novella. (Cod. iV. 568).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVIII.
Copia diligente di mano del Cav. Lazzaro da quella posseduta dal Conte
Borromeo. (Vedi catalogo de* Novellieri^ Ed. II, pag. 95). Vi è pure un'altra
novella di Domenico Salvagnini, che pure è citata nei Novellieri a pag. 65,
e fu tratta ugualmente dall'esemplare posseduto dal predetto Conte Ant.
Maria Borromeo.
TORQDEMADA. — Opuscola. (Cod. N. 554).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI.
I. Besponsio in blasphemas et sacrilegam invectivam ad sanctissimum
canonem iustissimae condemnationis damnatissimae congregationis Basi-
liensium.
II. Tractatus factus per Fr. Job. Turrecremata contra avisamentum
quoddam Basiliensium quod non liceret appellare a Concilio ad Papam.
III. Eiusdem contra avisamentum Basiliensium quod Papa debeat jurare
servare decreta de Conciliis generalibus.
IV. Reprobationes triginta octo articulorum quos.tenent haeretici Hussiti
de Moldavia.
V. Flores sententiarum collecti ex dictis B. Thomae de Aquino de aucto-
ritate Summi Pontificia.
Giovanni Torquemada , latinamente Turrecremata , nacque a Valladolid
nel 1388. Fu Cardinale prima sotto il titolo di S. Sisto, poi sotto quello di
S. Maria in Transtevere. Morì a Roma nel 1468, e lascio molte opere che
furono in parte stampate, e parte rimasero inedite. Fra queste ultime 6ono
da annoverarsi i primi quattro opuscoli qui sopra citati, i quali secondo
TEckard [Scriptores ordinis praedicatorum , T. I, pag. 842) si trovano con
altri nella Bib. Vaticana. L' ultimo, cioè i Flores sententiarum* fu stampato
per la prima volta a Colonia da Henrico Quentel nel 1480 col titolo: Stemma
de ecclesia contra impugnatores potestatis summi pontificia Non è che nella
terza edizione fattane a Lione da T ree h sei nel 1496, che si legge nella sot-
toscrizione il titolo da me posto, che si trova uel Ms L'Eckard che ne parla
nell opera sovracitata a pag. 840 gli dà il titolo di Flores sententiarum
collecti etc.% ma erra nel dire che la prima edizione sia quella del 1496.
Vedi il Maittaire An. Typ.% Tom. I, pag. 612, Panzer Ann. Typ.* Tom. I,
p. 287 e XHain Repertorìum Bibliog., T. II, p. 445, N. 15730, 15731 e 157S2.
TORRE (Della) Guglielmo Vescovo di Como. — Costituzioni date ai
canonici di S. Maria di Torello. (Cod. N. 1335).
Cod. memb. in 4° del Sec. XIII.
Al principio del voi. trovasi la seguente illustrazione di D. Carlo Trivulzio.
TOBKESINI GIAN IACOPO 441
f Questo Codice contiene due illustri monumenti di una sol chiesa, cioè
le Constituzioni di Guglielmo del a Torre da Memlrisio Voscnvo di Como
fatte nel a erezioue della Canonica di S. Maria di Torello (luogo posto nella
valle di Lugano) seguita Tanno 1<M7.*II Codice è scritto circa il 1273, come
si deduce dall' ultimo tol. della EpacLkg Pasqua che principia col detto anno.
L'altro monumento è un Calendarioxhe serve anche di Nierologio ad uso di
Quella chiesa, dove oltre ai sauti sono notati i morti, i loro anniversari ed
1 lasciti. Questo sembra scritto sul cadere del sec xm od al più al principio
del xiv Le Costituzioni sono state stampate dal P. Tatti a pag. 9<)3 della
seconda « Decade degli Annali di Como ». Il Codice di cui egli si è servito
per darlo alla stampa era di Alessandro Torriano arciprete di Balerna Dio-
cesi di Como. Essendomi per l'appunto questo Codice venuto dal Comasco
potrebbe forse essere quello del medesimo arciprete: ciò anche mi persuade
l'osservare che il Tatti si serve dell' au nesso calendario dove alla pag 536
e seguenti dell'annunciata Decade seconda parla della famiglia Della Torre
di Mendrisio da cui discende il Vescovo Guglielmo. Quanto poi alla ca-
nonica di S. Maria di Torello questo Vescovo dotò così la chiesa come la
canonica di varie rendite della sua mensa episcopale, quali come egli dice
al principio di Queste Costituzioni in alios usus consumere potueramus. De-
teriorate le rendite e mancati anche i religiosi, Clemente Vili nel 1598 un)
questa canonica a quella di S. Antonio di Lugano dandola alla Congrega-
zione dei Chierici Somaschi.
TORRE (Della). — Lettere autografe, (Cod. N. 158i%al 1586).
Questi sei volumi contengono le lettere dirette da Jacomo Antonio, e Gian
Francesco della Torre al Marchese Filippo d'Este marito di Maria di Savoia,
figlia naturale del Duca Emanuel Filiberto. Queste lettere incominciano dal
1571 ed arrivano al 1608. Non ho potuto scoprire qual grado di parentela
vi fosse fra i due Della Torre Jacomo Antonio fu prima residente a Milano
pel Duca di Savoia, ed in seguito fu mandato alla Corte di Spagna come
ambasciatore. Questa voluminosa corrispondenza verte sopra cose famigliari,
ma vi sono anche moltissime notizie politiche e risguardanti personaggi di
quel tempo.
In questi sei volumi si trovano frammiste lettere di altre parsone dirette
sia al Marchese Filippo d'Este che allo ètesso Della Torre specialmente nel
sesto volume, nonché qualche documento. Vi sono pure delle lettere dirette
ad uno dei tigli del Marchese Filippo, Don Alfonso, che era commendatore di
Malta. Questa corrispondenza non è senza importanza storica.
TORRESANUS Jacobus. - «Carmina. (Cod. N. 627).
Cod. cart. in 8° del Sec. XV.
Incomincia con una lettera colla quale il Torresani o Torrigiani dirige
queste poesie a Lorenzo de' Medici L'Ab. Mazzu'helli in una nota annessa al
Codice dice di non aver trovato notizie di questo Iacopo Torresano. il quale
doveva essere Fiorentino, perchè la famiglia Torresani o Torrigiani fiorì in
quella città sin dal sec. xv.
TORRES INI Gian Iacopo. — Notizie sulle famiglie Cremonesi.
(Cod. N. 1617).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI (1596).
Sono brevi cenni biografici sopra personaggi Cremonesi *senza ordine di
data, o di comi. Il Torresini era patrizio e decurione di Cremona, giure-
OUal TrivuUittna {Stampato U 9 fèbbrtfo 4884) 56
442 TRATTATI ecc.
consulto e membro del collegio dei Giudici, come egli si qualifica nel fron-
tispizio. Il Codice è autografo, ed è prezioso per la storia di quella città.
TORTI Giovanni. — Il Carme latino di Lattanzio Firmiano sulla pas-
sione di Gesù Cristo rifatto »ftf terzine. (Cod. N. 1029).
Cod. cart. in 4° del Sec. XIX. Autografo.
Sui versi del Torti, Manzoni diceva : pochi, ma buoni.
Torto (il) e il diritto della nobiltà Napoletana. (Cod. N. 1786).
Cod. cari in fol. del Sec. XVIII.
Sono osservazioni critiche sulle origini di molte famiglie.
Trattateli*» delli consigli della salute del peccatore di fra Antonio da
Vercelli dell'Ordine o Regola delli frati Minori alti Magnifici Con-
servatori Cav.ri e cittadini del Borgo di Santo Sepolcro- — Segue
un discorso sul Purgatorio, ed in fine la data mcccclxx die Marlis
quinti Junii finitum fuit hoc opus. (Cod. N. 434).
Cod. cart, in 4° del Sec. XV.
Vedi Balocho Antonio detto Ant. de Vercelli.
Traotatui avium. (Cod. N. 695).
Cod. memb. in 4° del Sec. XV.
Precede un indice* ed al fol. 4° F intestazione seguente:
« Incipit tractatus Avium de doctrina eorum et de medicaminibus in-
« firmitatum eorundem, qui liber est translatus de Persico in latinum ».
Al fol. 20. « Incipit liber magistri Moammi Falconerii translatus de ara-
ti bico in latinum per magistrum Teodorum phisicum demini Federici ro-
a manorum imperatoris et correptus est per ipsum im pera torem tempore
« obsidionis Faentie, de quo libro sunt tres tractatus ».
Al fol. 29. « Incipit prohemium quod debet precedere narrationes egri-
« tudinum intrinsicarum ». #
Al fol. 42 v. De medicamine albuginis nate in oculo ». — Termina al
fol. 47 v.
Tutte le iniziali di questo bel Codice sono dorate. Le lettere capitali dei
quattro trattati racchiudono un'impresa della famiglia Borromeo. La prima
è il cammello, la seconda e la quarta il morso, la terza Fa Humilitas ».
Maestro Teodoro traduttore di uno di questi trattati, e forse di tutti, era
medico ed astrologo, ed era in grandissimo favore presso Federico II imp.
Ne parla F Amari nella « Storia dei Mussulmani in Sicilia » Voi. III, p. 692
e seguenti. Il di lui nome viene anche citato nella « Cronaca del Rolandino
E. I. S. » T. Vili, pag. 228.
Trattati di morale religiosa. (Cod. N. 12)
Cod. cart. in 8° del Sec. XV.
È mancante del 1° fol. ed è mutilo alla fine.
TRÀCTÀTUS METHEOROLOGIÀE. 443
Il primo trattato è su^li articoli di fede , poi sui peccati mortali : sui
comandamenti: sulle virtù teologali. Credo che se non l'autore, almeno il
copista fosse Milanese se vale come indizio la marca della carta che è la
rosa, molto usata nelle nostre cartiere, ed alcuni idiotismi lombardi. Con*
tiene il medesimo testo del Codice seguente 343.
Trattato di morale religiosa. (Cod. N. 343).
Cod. memb. in 12° del Sec. XV.
Traotatu* de Alchimia. (Cod. N. 245).
Cod. memb. in 4° del Sec XV.
Vi è scritto in fine il nome Joannes Jordanus de Blankenborch, che po-
trebbe credersi da qualcuno il nome dell'autore, ma che io credo piuttosto
il trascrittore o il proprietario di questo Codice. Il Fabricio non ha citato
alcun Giovanni o (Giordano di Blanckenborch.
Traotatu* varii. (Cod. N. 348).
Cod. memb. in 12° del Sec. XV.
Fol. 1. « Incipit prologus in libro qui dicitur stimulus amoris in dui-
« cissimum et pium Jhesum ».
Fol. 54 v. • Incipit prologus beati Gregorii super cantica canticorum » .
Fol. 87 v. « Incipit titulus Jhesus sacratus panis ».
In seguito vi sono altri capitoli: « De cari tate: de speciebus divini
a amoris, etc. ».
Traotatu* de urinis: et alia medica et astronomica. (Cod. N. 720)
Cod* cart. in fol. del Sec. XV.
Il 1° fol. è in pergamena. Il trattato « de Urinis » non ha intestazione,
ma fu lasciato in bianco lo spazio per mettervela. La prima lettera ha una
bella miniatura: a pie del fol. vi è uno stemma coir aquila Sveva ed un
giglio rosso in campo d'argento. Questo trattato non è completo, dal fol. 20
al 34 le pagine sono bianche ad eccezione di alcune righe del fol. 27. Al
fol. 35 trovasi : « Excerpta de libro Galeni de ingenio sanitatis in capitulo
« 3° in quo docet curare Sinocham » . Questo opuscolo arriva al fol. 38, ma
non è finito. Dopo molti fol. bianchi vi è un calendario con alcuni dati
astronomici sulle ore. Vi è notato l'anno 1470, ed in margine di carattere
diverso il 1479. Ha la sua legatura originale benissimo conservata con bor-
chie in ottone, lavorate.
Traotatu* varii. — De habitibus in communi. De scientia.
(Cod. N. 1250).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVIII.
Traotatu Metheorologiae. (Cod. N. 1251)
Cod. cart. in 8> del Sec. XVII.
È diviso in dieci questioni e tratta di argomenti diversi di fisica.
444 TRATTATI ice.
Traiti sur l'art militaire. (Cod. N. 108).
Cod. cart in 4P del Seo. XVIIL
Incomincia con un trattato sulle fortificazioni, al quale ne segue un altro
sull'artiglieria.
Traité de Geometrie et de Trigonometrie. (Cod. N. 107).
Cod. cart in 4° del See. XVIII.
■ *
Traité» de Mathématique et de fortification. (Cod. N. 279)
Cod. cari in 4° g. del See. XVIIL
Trattati di Methoscopia e di Chiromanzia. (Cod. N. 381).
Cod. cart in 8? del See. XVII .
Trattato di Aritmetica ed Algebra. (Cod. N. 94).
Cod. cart. in 8° del See XV.
La copertura in pergamena di questo libro è un frammento di messale
del see. xi.
*
Trattato di arte militare * di fortificazione. (Cod. JV1. 285).
Cod. cart. in feri, del See. XVII.
L'autore dovrebbe essere Toscano riducendo egli tutte le misure al braccio
e piede di Firenze.
Trattato morale. — Frammento. (Cod. N. 411).
Cod. cart in 4* del Seo. XV.
È in latino ed è mutilo in principio ed in fine: le carte sono numerate
ed incominciano colla 69, al piò della quale si legge in rosso: Deforma
« amoris secundus tractatus , il quale incomincia al verso dello stesso fol.
L'ultimo capitolo tratta: De temperanza et specieòus ejus.
Trattato militare per l'esercizio delle truppe di S. M> Imp. Reale Ap.
(Cod. N. 1863).
Cod. cart in 4* del See. XVIII.
Trattati politici risguardanti il regno di Napoli e di Roma dal 1701
al 1702. (Cod. N. 1186).
Cod. cart in 8° del See. XVIII.
Contiene documenti storici, aneddoti e satire.
TBOLLI 445
Trattato di Siviglia sottoscritto il 9 Novembre 4729. (Cod. N. 1301).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
Trantlatio inclitae civitatis Januae ejusque dominii in Christianissimum
regem Francorum Ludovicum XII. {Cod. N. 1240).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVI.
Vi sono i patti e le condizioni stipulate fra i Genovesi ed il Re di Francia ;
portano la data del 26 Ottobre 1499.
Tregua tra rill-mo et Ex.mo Sig. Rafaele Adorno doge di Genova e
PIlLmo et Ex.mo principe Filippo Maria Visconti duca di Milano.
{Cod. N. 1415).
Cod. memb. in fol. del 22 Maggio 1445
autenticato dal notaro Prospero de Camulio cancelliere del Comune di Genova.
»
TRILLO (Pedro Messia de). — El origen y principio de lo Orden y-ca-
valleria de Alcantara. {Cod. N. 252).
Cod. cart. in 8» del Sec. XVII.
TRISSINO Giov. Giorgio. — I Simillimi CQMsDIA {Cod. N. 18).
Cod. cart in 8° picc.
imitante la stampa di Venezia Per IWomew Janiculo da Bressa nell'anno mdxlvih de ottobre
In fine leggesi: e Camelia haec cui titulus i Simillimi auctore Jeanne
« Georgia? Trissino ab exemplari typis impress» desumpta transcripta fuit
« a Damino Amadeo Mazzoli Faroiuliensi ann« a Parta Virginis mdgglvi ».
e
tazione
non si crederebbe "che fosse fatta a penna.
TRISSINO Gio. Giorgio. — Lettere di Principi, Cardinali e letterati a
lui dirette dall'anno 1507 al 1550, tratte dagli autografi esistenti
presso la famiglia Trissino in Vicenza. {Cod. N. 117).
Cod. in fol. p. del Sec. XIX.
TRTVTJLZIO. — Essendo molti i Godici risguardanti la famiglia, ed i
singoli membri di essa, se ne fece una classe a parte, che viene
rimandata alla fine del Catalogo.
TROLLL — De Alberico magno. {Cod. N. 64).
Cod. cart in 8* del Sec XVIII.
Questo Codice contiene la traduzione in versi sciolti del poema latino
446 TURBOLENZE (DELLE)
dei Barelli, che ha per titolo: De Alberico VII cognomento Magno, in cui
sono cantate le lodi del celebre condottiero Alberico da Barbiano l'istitutore
della milizia italiana nel sec. xiv, il vincitore dei Brettoni e Guaschi capi-
tanati dal Malestroit nella sanguinosa battaglia di Marino nel 1379. Nel
Catalogo della libreria Belgiojoso, dalla quale venne nella Trivulziana questo
Ms., la presente operetta è attribuita ad un Trolli, sul quale non ho potuto
trovare notizie.
TROTTUS Ugo. — De multiplici ludo tractatus editus per Dnm Ugonem
Trottum. (Cod. N. 767).
Cod. memb. in 4* del Sec. XV.
V
Le iniziali sono in oro. In fine leggesi : « Edidi anno domi." in scholis
a magnis Canonistarum ». Dalle molteplici correzioni della stessa mano
appare che questo Codice è autografo. Le scuole dove leggeva il Trotti
erano quelle di Ferrara. Unita al Codice vi è una nota dell' Ab. Mazzuchelli
relativa all'età in cui visse l'autore, e rettifica gli errori ne' quali, in pro-
posito, cadde il Borsetti e dietro lui Luigi Ughi. Alla fine vi sono alcune
note in carattere rabbinico.
Turbolenze religiose (Memoria delle) che esistono fra il clero ed il
Parlamento francese. {Cod. N. 314).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
Questo opuscolo si riferisce ai torbidi cagionati dalla famosa bolla Uni-
genitus ed ai rigori usati da Monsignor di Beaumont Arcivescovo di Parigi.
Turbolenze (delle) nate in Francia sotto il regno di Luigi XV fra il
clero ed il Parlamento negli anni 1752 e 1753. (Cod. N. 1374).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
Autore di questa Memoria è un Raimondo Cecchetti, che la fece stam-
Kre all'Haja per P. Hondt nel 1756. In una lettera avanti il racconto v
.utore dice ai averla fatta stampare per far comprendere qual abuso sia
stato fatto, contro la buona fede, del suo Ms. Questa copia diversifica dalla
stampata, ed è quindi una di quelle incriminate dall'autore.
UBBINO 447
U
UBERTI (Fazio degli). — Rime tratte da più Codici I^aurenziani , Ma-
gliabecchiani, Marucelliani e Riccardiani. {Cod. N. 1304).
Cod. cart.in fol del Sec. XIX.
Urbino. — Raccolta di Documenti risguardanti l'impresa d'Urbino dal
1515 al 1518. (Cod. N. 1476).
Cod. cari in fol. del Sec. XVI.
Questa raccolta consiste in
I. Tre lettere ed un salvacondotto colla firma originale di Lorenzo de*
Medici Duca di Urbino dal 1515 al 1517.
II. Un salvacondotto di Francesco I re di Francia.
III. Un salvacondotto del Cardinale di S. Maria in Portico.
IV. Dieci lettere autografe di Goro Ceri, relative all'impresa d'Urbino
V. Otto documenti, cioè istruzioni e note relative a detta impresa.
Papa Leone X dimentico dei benefìci i che la sua casa aveva ricevuto da
Francesco Maria duca d'Urbino, nel 1515 gli tolse gli Stati per darli al
proprio nipote Lorenzo de1 Medici, che ne rimase in possesso sino alla sua
morte avvenuta nel 1519. Non fu però senza ostacoli ch'egli potè ottenere
il suo intento : i documenti qui raccolti si riferiscono a quella usurpazione.
Essi provengono dalla casa Buondelmonte di Firenze. Molti di essi sono di-
retti a Benedetto Buondelmonte che ebbe grandissima parte in quella im-
presa. Vi è unito un indice delle pezze.
448 VALEBIUS JÀGOBUS
v
VALERIUS Augustinus Episcopns Veronae. — De araissa Nicosia ad
Philippum Mocenicum Nicosiensem Archiepisctpum.
* (Cod. N. 1159).
Cod. cart. io fol. del Sec. XVII.
I
Agostino Valier , patrizio Veneto successe allo zio Bernardo Navagero
nella sede episcopale di Verona nel 1&65: creato Cardinale nel 1583, mori
di 75 anni nel 1606. Scrisse molti opuscoli, dei quali trovasi le note al prin-
cipio del libro: De cautwne adhibenaa in edendis libris ete.. che venne stam-
pato a Padova dal Cornino nel 1 > 19 (I). In quel suo opuscolo egli parla di
zione di S. Gregorio Nazianzeno in jplagam grandinis. Non credo che sia
stata stampata. Parla di lui l'Ughelh nell'Italia Sacra. T. V, col. 992, evi
cita questo opuscolo. Il Cicogna, Bibliografia Veneta, rimanda per le opere
di questo insigne porporato al suddetto indice dell'edizione Cominiana 1719.
VALERIUS Jacobus. — Inscriptiones Mediolani. (Cod. N. 604).
Cod. cart. in fol. mas. del Sec. XVII.
L'Argelati, T. II, col. 1*49 e "seguenti, nell'articolo dedicato a Io. Iac
Valerio giureconsulto e canonico di S. Maria della Scala non parlò di Que-
st'opera, ma invece registrò nella col 1554, N. vin, le a Inscriptiones Me-
diolani » come opera del fratello di lui Matteo, che fu monaco e priore nella
Certosa di Pavia. Mi era da principio nato il dubbio che il dotto autore
della « Bib. Scrip. Med. » avesse equivocato attribuendo a Matteo ciò che era
di Iacopo, ma ogni mia incertezza cessò quando in un Ms. di questa Bi-
blioteca, opera di G. B. Castiglione che ha per titolo: Bibliografia Milanese
del Dipartimento d'Italia, trovai registrate amendue queste opere colla pre-
cisa indicazióne che quella di Iacopo era nella libreria dei monaci di S. Am-
brogio, e che quella di Matteo trovavasi alla Certosa di Pavia (2). Questo
(1) Nel detto Index opusculorwn ve ne sono notati 128; ma nell'esemplare di quest'opera esi-
stente nella Trivulziana ve ne furono aggiunti a mano due altri. Notisi che questo libro fa parte
della collezione completa delle edizioni Cominiane, esistente in questa Biblioteca, che apparteneva
ai fratelli Volpi direttori di queUa celebre stamperia, ed è quindi probabile che l'aggiunta sia stata
fetta da uno ai loro.
(2) Ora trovasi nella Biblioteca di Brera.
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Codice N?2166
Pagina H^2^6
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VALTELLINA 449
volarne è precisamente quello ch'era dei monaci di S. Ambrogio. Che sia
opera di Iacopo appare chiaramente dalle seguenti parole che tróvansi al
fol. 23 di questo Codice.
« Inscriptiones monumenta et epitaphia selectiora exìstentia in tempio
« majori Mediolani recentiorum Mediolanensium et aliorum advenarum a
• Jacobo Valerio jure consulto et Sanctae Mariae Scalensis Canonico obser-
« vata vel apud msignes auctores deprehensa et notata ».
Il Codice consta di 200 fol. ed è scritto in caratteri maiuscoli. Vi furono
aggiunte qua e là delle iscrizioui in carattere corsivo, sulla fine dello scorso
secolo. Incomincia senza alcuna prefazione alla prima pagina come segue :
« Inscriptiones selectiores in locis publicis ci vita ti s Mediolani existentes ».
Le iscrizioni copiate non rimontano al di là della fondazione delle chiese
in cui si trovano. Solamente nella chiesa di S. Ambrogio l'autore ne copiò
due che rimontano ai primi secoli del cristianesimo. Non ne trovai di
pagane all' infuori di quelle che furono aggiunte nello scorso secolo al fol. 94
verso, e che stavano a Legiuno borgo sul Lago Maggiore. Oltre alle iscri-
zioni che erano nella città vi sono quelle di alcune chiese suburbane e fra
l'altre quelle importantissime de ila Certosa di Chiaravalle. Questo Codice,
che ritengo unico e prezioso, perchè ci ha conservato il testo di molte iscri-
zioni sepolcrali che ora più non esistono, o sono perdute, o furono mutilate,
e che stavano nelle chiese state soppresse sotto Giuseppe II o durante ì pe-
riodi della Repubblica Cisalpina e dell'Impero francese.
VÀLERIUS Jacobus. — In fastos Panvinii adnotationes et descriptio
Musaei ejusdem Valerii. (Cod. N. 669).
Cod. cart in 4* pica del See. XVII.
L'Argo lati B. S.M., T. II, P. I , col. 1551 , dà la nota delle opere del
Valerio, e sotto il N. v pone il Catalogo delle sue monete e Mss. , ed al
N. x le « Adnotationes in fastos Panvinrì ». In questo Codice, che ritengo au-
tografo, esse sono riunite. L'autore morì ottuagenario nel 1651.
VALMAGGINI. — Trattato morale religioso dedicato alla nobile D. Maria
dEste destinata principessa Colonna. (Cod. N. 1121).
Alla fine vi è la data Milano SO Settembre 1759 e la firma dell'autore
in semplici iniziali.
Valtellina. — Relazione della Nunziatura di Lucerna di quel che tocca
la Rezia e Valtellina con contado, fatta a M.r Caraffa Nunzio a Sviz
zeri, dall'Arciprete di Sondrio fatto poi Vescovo di S. Severina.
(Cod. N. 1162).
Cod. cari in fot picc. del See. XVII.
Questa relazione assai importante per la Storia ecclesiastica della Val-
tellina è opera di Qiov. Antonio Parrà vici no arciprete di Sondrio (1620) che
fu creato Arcivescovo di S. Severina nel 1653 da Innocenzo X. Il Quadrio
nelle Dissertazioni critico storiche della Valtellina parla più volte di lui
con molta lode e specialmente nel Voi. Ili, pag. 280 e seguenti. Egli dice
che lasciò un grosso volume sullo stato della pieve di Sondrio e tre altri
sullo stato di detta chiesa e della città di Sondrio che si conservavano nel-
l'Archivio di quella Arcipretura; ma non fa alcun cenno di questa relazione,
la quale da alcune date che vi si trovano fu scritta dopo il 1641. Il Pa-
ravicino era stato mandato più volte a Lucerna per gli affari ecclesiastici,
CaUU TrivulHana [Stampato U 9 febbraio 1884) 57
450 VALVASSORIBUS (PETRUS DB)
e si era molto adoperato per sostenere in Valtellina il partito Cattolico per-
seguitato dai Grigiori, ed era quindi in posizione da poter dare esatte no-
tizie al Nunzio Caraffa.
Valtellina (Miscellanea storica sulla), (Cod. N. 1163, 1164 e 1165).
Cod. cari in toh 3 voi.
Questi tre volumi contendono molti documenti riguardanti la Valtellina.
Ve ne sono di stampati e di Mss., alcuni de' quali sono originali. Abbrac-
ciano i* sec. xvi, xvu e xvm.
VÀLTRINO P. Giov. Antonio Gesuita — Vita di S. Luigi Gonzaga della
Compagnia di Gesù. (Cod. N. 321).
Cod. cari, in 8° del Sec. XVII di ibi. 217.
Nella « Bibliothèque des écrivains de la Compagnie de Jesus ». Quatrième
sèrie, pag\ 714 (Liège 1858) all'articolo Valtrino sta scritto: « Vitae B. B.
• Aloysii Gonzagae et Stanislai Eostkae compendiose quas si non edidit
« Itahce tamen conscripsit ». I signori Augustm ed Alois de Backer com-
pilatori di quella « Bibliothèque n non citarono l'autore da cui trassero quelle
parole, che sono del P. Virgilio Gepari nella prefazione alla vita di S. Luigi
Gonzaga stampata a Roma nel 1630. Ch'io mi sappia questa vita è tuttora
inedita.
VALVÀSSORIBUS (Petrus de). — Opuscula varia. (Cod. N. 97).
Cod. cart. in 4* del Sec. XV.
L'Argeiati nella • Bib. Scrip. Med. » T. II, P. I, col. 1568, parla dell'au-
tore di questo libro ch'egli dice Milanese rettificando l'asserto del Cotta,
che nel Museo Novarese lo vuole di questa città. Egli nota i diversi opu-
scoli contenuti in questo Codice, ch'egli dice autografo, come ancor io lo
credo, e che apparteneva in quel tempo ai fratelli Marchesi Visconti. Quella
numerazione per altro non è esatta, e però io ne darò una nuova descri-
zione.
Nel 1° fol. vi sono due linee insignificanti di scrittura del sec. xv ed il
titolo: Petri de Valvassoribus et aliorum varia. Gli altri tre fol. di auesto
primo quaderno sono bianchi ad eccezione di due linee e mezza insignificanti
nel terzo fol., che sono del medesimo carattere di quelle del 1° fol. Al 5° fol.
incomincia un indice di un trattato di morale. Al verso del 6° fol. vi è una
lettera ad un Vescovo probabilmente di Novara che gli aveva affidata l'e-
ducazione de' suoi nipoti, sottoscritta Petrus de Valvassoribus Novarie Qratnr
ma ficus. Dal fol. 7 al 10 vi sono lettere del Poggio e di Guarino Veronese.
Al fol. 10 v. incominciano delle poesie latine del Valvassori, che interrotte
al fol. 18 v. dalla Declamatici Coluta Petri canzellarii Florentinortm prose-
guono sino al fol. 27, ove trovasi la lettera apocrifa di Pilato a Tiberio. Poi
vi sono, un Sermo S. Bernardini ed un altro S. Nicolai. Al fol. 30 vi è un
trattato di prosodia. Al fol. 33 incominciano le epistole latine ed italiane inter-
rotte da scritti diversi, sino al fol. 53, ove riprendono le poesie latine sino al
fol. 63. Al fol. 64 la Grado Demosthenis ad Alexandrum magnum tradotta da
Leonardo Aretino. Al fol. 65 principia il Sermo matrimoniahs, seguito da altri
Sermoni sino al fol. 88. Al fol. 89. Oratio Catilinae ad M. Tullium Ciceronem*
Fol. 89 v. Claudii Claudiani de Phoenice , poi, de Magnete. Termina al
fol. 97 v. con una poesia De Salvator. Dopo tre fol. bianchi se ne tro-
VECCHI CARLO GIUSEPPE 451
vano altri 22 di carta e caratteri diversi, ma dello stesso secolo, contenenti
Tractatus aruspe de graeco in latinum ad Baptìstam romanum de presidentia
Alewandri Scipionis et Annibalis.
L'Argelati dice che non ha trovato notizie del Valvassori dopo il 1436,
ma egli non osservò che al fol. 62 vi è una poesia col titolo : Passar missus
ad invictum principem Franciscum Sfortiam Mediolani ducem per Lazarum
Scarampum Oomensem presulem prestantissirmm, 1461..
Lo Scarampi venne creato Vescovo di Como da Pio II ai 24 d'Agosto
del 1461, come si ha dall'Ughelli, It. Sa., T. V, col. 312 (Ven. 1720. Tale
poesia pare sia precisamente del Valvassori, ed è di egual carattere del
rimanente, e perciò devesi ritenere ch'egli fosse ancor vivo in quell'anno.
Queste poesie e le lettere meritano di essere esaminate , perchè assai ben
scritte , come dice il Cotta , e perchè vi si possono attingere notizie sulle
cose e sui vari personaggi di quel tempo.
VANNETTI Valeriano Giuseppe. — Prose recitate nell'Accademia degli
Agiati eretta in casa Saibante sotto il finto nome di Enea Yispotto
Polemi da Ginevra. (Cod. N. 65).
Cod., cart. in fol. del Sec. XIX.
Sono novelle precedute da una prefazione, ed innanzi alla seconda tro-
vasi un sonetto. Furono tratte dall'autografo esistente nella libreria del
Conte Giulio Bernardino Tomitano di Oderzo.
VANNUCC1 Camillo. — Rime. (Cod. N. 978).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVI.
Queste rime furono dall'autore dedicate « All'Ili.1110 et Rev.mo Signore il
appello C
potuto trovar notizie intorno al Vannucci. Queste poesie sono divise in due
parti: la prima contiene delle stanze in lode di D. Giovanni d'Austria: la
seconda dei sonetti sopra diversi argomenti.
VARILLAS. — Histoire de la vie de Francois I Roy de France.
(Cod. N. 835).
Cod. cart in fol. del Sec. XVII.
VECCHI. — Raccolta di varie poesie di autori diversi copiate da Mss.
in varie Biblioteche d'Italia. (Cod. N. 958).
Cod. cart. in 4<> del Sec. XVIII.
Il Quadrio nel volume ultimo della a Ragione d'ogni poesia » pag. 101,
parlò idi questo Codice con molta lode , e da V indice degli autori in esso
contenuti. Ne fa cenno anche il Ciampi nel supplemento alle Rime di Cino
da Pistoia alla pag. 16.
VECCHI Carlo Giuseppe. — Memorie genealogiche e storiche della ce-
lebre prosapia dei Conti di Cuneo Lijgo e Barbiano ora Belgiojoso,
1726. (Cod. N. 1485 e 1486).
Cod. cart in fol. del Sec. XVlII. Ve ne tono 2 copie.
452 VENETIAKUM (DE)
VEGIUS Scipio. — Historia rerum in Insubri bus gestarum sub Gallorum
dominio ab anno 1515 ad 1522. {Cod. N. 1336).
Cod. memb. in 8° del Sec. XVI.
Questo è l'esemplare di dedica al Card. Agostino Trivulzio, di cui parla
TArgelati nel T. Il, della « Bib. Scrip. Med. » col. 1520. Sul fol. di risguardo
in principio vi è una miniatura che rappresenta il Vegio, già vecchio, in-
ginocchiato, offrire il suo libro al Cardinale che è seduto in una cattedra,
sul fianco della quale vedesi lo stemma Trivulzio. Al disotto vi è la se-
guente iscrizione:
SVM FACTVS DOMI | TVE SENEX PA
VPER NEGLECTVS.
VEGII. — Historiae et Ephemerides, sive Historiae rerum in Insubribus
gestarum sub Gallorum dominio. {Cod. N. 1343).
Cod. cart. in fol. del Sec XVII I.
VEGIUS Scipio. — Ephemeridum libri duo cum continuatione Gaudentii
Merulae. (Cod. N. 1175).
Cod. cari in fol. del Sec. XVI.
L'Argelati « Bib. Scrip. Med. » T. II, P. I, col. 1580 notò queste Efemeridi
e scrive: « Ephemeridum libri duo, in cjuibus continentur suae aetatis res
« gestae, sed precipue Insubriae acerbissima bella contra Gallos tempore
« Francigci II Sfortiae ducis Mediolani annis 1522 et 1523. Gaudenti us Me-
« rula prosecutus est hanc historiam in libro tertio et quarto usque ad
« captivitatem Francisci I • .
Questo Codice ha tutti quattro i libri sopra nominati. Il primo di essi
non ha intestazione. Il secondo ha la seguente: • Scipionis Vegii protho-
« pbysici Mediolanensis Ephemeridum li ber secundus • . Il terzo ha : « Gau-
• dentii Merulae suae aetatis rerum gestarum liber III » . Il quarto non ha
intestazione. 11 Codice è ben scritto e mi sembra coevo de' suoi autori.
VEGIUS Scipio. — Ephemeridum libri IV. Accedunt opuscula Andreae
Alciati. — De tempio S. Eustorgii — De tribus Magis — De S. Petro
Martyre — De Porta Ticinensi — De B. Laurentii tempio — De
aliis scitu dignis. (Cod. N. 1274).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
Gli opuscoli dell' Alciato sono di mano diversa e posteriore di un secolo
al Codice.
Venttiarum (de) urbe relatio. (Cod. N. 1207).
Cod. cart in 8° del Sec. XVI.
Tratta del commercio e del Governo della Repubblica Veneta. È divisa
in V libri.
VERBO AGOSTINO 45S
Venuta e dimora di S. M.tà Cesarea in Milano nel 1769.
(Cod. N. 1684).
Cod. cart. in foL del Sec. XVIH.
VERA (Antonio db). — Fragmento historico de la vida de D. Gaspar
Felipe de Guzman comendador Mayor de Alcantara Conde de Oli-
vares. (Cod. N. 257).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVII.
VERDANI Gian Antonio. — 23 Sonetti contro l'Ab. Schiavo dell'Ospi-
taletto d'Este.
2° Patriarchi Gasparo Padovano tre sonetti contro l'Ab. Giovanni
Brunacci di Monselice.
3° Fortis Alberto. Quartine agli Accademici della Crusca.
(Cod. N. 920).
Cod. cart. in 8« picc. del Sec XIX
scritto di mano del Conte Giulio Tomitano di Oderzo.
VERINO Alessandro. — Il Mercante : opera utilissima per ciascuno che
faccia traffico di diverse mercanzie nuovamente investigato per Ales-
sandro Verino Milanese intitolato il Mercatante, cosa utilissima per
ciascuna persona. A dì primo di Genaro del 1553.
(Cod. N. 185).
Cod. cart in 4° del Sec. XVI.
Alla fine di questo trattato vi è un indice colla spiegazione delle abbre-
viature. Vi sono per entro mescolate delle poesie sopra argomenti diversi,
cioè sonetti amorosi, ed altri sulle operazioni aritmetiche. Questo Codice -è
prezioso, perchè ci dà la spiegazione di alcune misure che sono scomparse,
delle quali anche il Giulini cercò inutilmente l'entità , delle quali io feci
cenno in una nota agli Statuti delle strade ed acque del 1346 da me pub-
blicati nella Miscellanea della R. Deputazione di Storia Patria a Torino nel
1869.
Verità (la) smascherata. — Sulla origine di varie famiglie Milanesi.
(Cod. N. 1792).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
VERRI Gabriel. — De capitatone rusticanae plebis dissertatio historico
legalis. (Cod. N. 608).
Cod. cart in fol. del Sec XV1IL
Questa dissertazione ha in fine la firma autografa del Verri. Sembra es-
sere stata scritta da lui coite consulto per il Governo austriaco. Essa è
inedita e non è registrata dal Predari nella Bibliografia Milanese.
VERRO Agostino. — Multae notae et memoralia contractuum et instru-
mentorum facientium prò me Augustino Verro. (Cod. N. 1328).
Cod. cart in 8° del Sec. XVI. Autografo.
454 VICAEII ktc.
Veni italiani ed alcuni latini di vari autori del sec. xvn sopra argo-
menti diversi. (Cod. N. 898).
Cod. cart. in 8° p. del Sec. XVII.
Incomincia con rime amorose. Sul cartone leggesi la nota seguente :
« Alcuni de' componimenti contenuti nella presente raccolta si trovano stam-
pati, pochi furono cavati dal registro delle composizioni recitate in vari
tempi in una Accademia di Firenze , li cui autori li diedero poscia con le
altre loro composizioni alle stampe ».
VETERANI Francesco. — Aforismi et riflessioni militari dal principio
dell'assedio di Vienna sino all'anno corrente (dal 1683 aj 1693 in-
clusivo). (Cod. N. 1856).
Cod. cart in fol. del Sec. XVII.
Vi sono delle correzioni autografe. É l'esemplare dedicato ed offerto al
Conte Kinsky. É di pregio raccontando Fautore cose da lui vedute, ed a
cui prese parte.
Vij*g£Ìo in Germania ed in Olanda fatto nel 1717 e 1718 da un gen-
tiluomo italiano. (Cod. N. 1235).
Cod. cart in 8° p.
L'autore di questo viaggio non dà alcun indizio dell'esser suo e del suo
nome in verun luogo. Doveva però esser ricco, e di nobil famiglia, perchè
viaggiava per la posta ed ebbe inviti alle diverse Corti che visitò. Il viaggio
incomincia da Vienna e finisce in Olanda, ove rimase interrotto.
Viaggio (diario del) fatto dal Card. Pietro Aldobrandkri nell'andar le-
gato a Firenze per la celebrazione dello sposalizio della Regina di
Francia, e di poi in Francia per la pace. (Cod. N. 153).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI.
11 Ciacconi [Vitae Pontificum, T. IV, col. 282) parlando della legazione
a Firenze del Card. Pietro Aldobrahdini per celebrare il matrimonio fra
Maria de1 Medici ed Enrico IV re di Francia, e del successivo suo viaggio
a Parigi per trattare con quel Re della pace, aggiunge: « legati onem fianc
« iterque legati vir eruditus Jo. Bapt. Agucchius Ms. complexus est com-
• mentano ». Egli però non dice ove esistesse quel manoscritto che forse
è questo medesimo. Il diario del Card. Pietro Aldobrandini non fu miti stam-
pato, ch'io sappia, e rimase perfino sconosciuto al Litta, che, nelle Famiglie
celebri, non lo cita fra gli autori che parlarono di questa illustre Casata.
Vioatii provisionum Mediolani ab annodi 385 ad an. 1513 ex antiquis
codicibus qui in Archivo eiusdem cfvitatis asservantur excerpta
(Cod. N. 1812).
Cod. cart. in foL del Sec. XVIII.
In seguito vi è l'elenco dei sessanta Decurioni della città di Milano, dei
Duodecim viri , dei Giudici delle strade , delle vettovaglie , della legna . e
dei conservatori del patrimqnio.
YIÒOMERCATO (RAPHAEL DE) 455
VICECOMES Johannes Archiepiscopi^ Mediolani. — Ordines ann. 1353,
1354. (Cod. N. 1511).
Cod. cari in fol. del Sec. XIV di fol. 64.
t
Il primo fol. contiene la nomina di Pietro Visconti a Podestà di Brescia,
e le lettere che si succedono sino al fol. 44 sono a lui dirette e riguardano
affari di quella città. Dopo queste pare siano stati levati alcuni Quinterni.
Al fol. 45 incominciano ordini e lettere del Podestà di Brescia Pietro Vi-
sconti sempre relative ad affari di detta città, e vanno sino al fol. 64, che
è l'ultimo del Codice; ma si vede che ne furono levati diversi e che il Co-
dice è mutilo.
VICECOMES Prosper. — Epistolae ab anno 1569 ad an. 1579.
{Cod. N. 168).
Cod. cari in foL picc del Sec. XVI.
Questo Codice, autografo , contiene le copie delle lettere ch'egli scrisse
a diversi Principi di Baviera, nonché ad alcuni personaggi in Italia. L'Ar-
gelati loda il vasto sapere di Prospero Visconti, e dopo aver parlato della
sua Biblioteca ricca di preziosi Codici antichissimi cita questo volume (T. II,
P. I, col. 1650) che apparteneva allora ai suoi discendenti. Queste lettere
meriterebbero d'essere pubblicate per le notizie che dà anche sopra argo-
menti che riguardano la storia.
VICOMERGATO (Raphael de). — Oroscopo di Galeazzo Maria Sforza.
{Cod. N. 1329).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV.
Trascrivo la nota di D. Carlo Trivulzio unito al voi. Questo Codice con-
tiene l'Oroscopo ossia il Tema celeste della nascita di Galeazzo Maria Sforza
figlio primqgenitp di Francesco I Duca di Milano. La seguente finale del
Codice esprime ciò che in esso si contiene: E&plicit liber judiciorum, in
natìviiate Oomitis (1) Qaleaz Marie Vicecomilis Ligurum (2) futuri ducis di*
gnenter electi, quem Raphael de Vicomercato composuit Finis 1461 die Martis
secundo mensis Junii hora octava precise.
A capo del Codice vi è una bella miniatura, la quale rappresenta il gio-
vane principe Galeazzo Maria Visconti in piedi che graziosamente prende
con la destra il libro che li vien sporto da RafaelJo vimercato prostrato ai
piedi del Principe. Sopra del capo di Galeazzo vi è il Padre Eterno con una
corona d'oro in mano in atto di posarla sopra il capo del Principe. Di contro
poi a questa miniatura si leggono i seguenti versi :
Galeaz anguìgero Lugurum cum tempora poscent
Regi quemque ducum firmavit maximus heros
Sfortiades genitor post se regnare perhennem
Omnis in Geleaz cari quia cura parentis
(1 ) Qui Galeazzo Maria si chiama Conte atteso che i figli primogeniti dei nostri Duchi si chia-
mavano Conti di Pavia. Questo Galeazzo Maria fu anch' egli Duca di Milano. Secondo il Muratori
ne' suoi Annali d'Italia nacque alli 24 di Gennaro 1444. Divenne Duca per la morte di suo padre
ranno 1466 e fu ucciso li 26 di Dicembre 1476 in S. Stefano in Brolio.
(2) L'autore chiama Liguria lo Stato di Milano. Cosi chiama questo paese sì Antonino nel suo
itinerario, che Paolo Diacono nelle sue storie ; anzi fino al secolo decimo ebbe tal denominazione.
Piacemi qui aggiungere che in una vita del Filelfo premessa alle sue lettere dell'Edizione di Pa-
rigi del 1513 nominandosi Filippo Maria Visconti duca di Milano vien chiamato Dwe Langobar-
derum.
456 VILLANI GIOVANNI
Ut nostris patrum consurgant nomina' rebus
Qaem Vici (l) progenies mercati grata creavit
Insubris Raphael offert sua munera. Salve
Rex promisse Deo Latio fulgentibus astris.
Perlege quod magnos et honores dant tibi lata
Namque tuum superum conscendet nomen Olimpum.
Questa operetta è divisa in tre parti, al capo decimo della terza parte
1>arlasi che questo Principe supererà le insidie de' suoi nemici, ma lo stro-
ogo la fallava di molto, mentre fu assassinato appunto dai suoi nemici.
L'Argelati nella Biblioteca degli Scrittori Milanesi non fa menzione di
Rafaello Vimercati onde è uno scrittore da aggiungersi C. T.
In seguito a questa nota D. Carlo Trivulzio ne aggiunse un'altra assai
erudita per dare delle spiegazioni sull'abito portato dal Principe, il quale
ha la gamba destra calzata di bianco e la sinistra di rosso. La si ommette,
perchè non si riferisce soltanto al Codice presente, ma in generale al modo
di vestire di Galeazzo e dei Principi suoi contemporanei.
Vie (la) de Jacques II roy cTAngleterre. {Cod. N. 1115).
Cod. cart. in fol. p. del Sec. XVIII.
VIGNALI Antonio da Siena col pseudonimo di Arsiccio Intronata — Tra-
duzione in versi sciolti del XI e XII libro dell'Eneide.
(Cod. N. 1110).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVI.
Il libro XI è diretto dall'autore alla valorosa signora Madonna Camilla
Saracini gentildonna Senese con lettera da Siviglia del 9 Novembre tb40.
11 libro Ali le è pure diretto con altra lettera del ?0 Marzo 1541.
Il Melzi « Dizionario delle opere anonime e pseudonimo • Voi. I, pag. 89,
parla di questo autore a proposito di altre sue produzioni che furono stam-
pate, ma non parla di questa traduzione dell' « Eneide • . Il Quadrio lo cita
più volte, ma e ancora più scarso di notizie del Melzi. È opera inedita, ed
ignoro se il Vignali abbia tradotto altri libri dell' • Eneide».
VILLANI Giovanni. — Le cronache dal principio del Mondo all'anno
1299. {Cod. N. 149).
Cod. cart in fol. del Sec. XV di fol. 217.
Incomincia al 1° fol. in rosso: Prohgho di queste cronache. Alla fine vi
è la nota seguente: « El quale libro è scripto tuto per mano di me Gio-
• vanni Dalpino chomenciato adi xxvi di Luglio effluito questo dì xviiii
% « daghosto apresso 1' anno mccccxlviii pregando ciasquno lo leggiera la-
• mendi dove trovassi alquno manchamento che in verità nonne afa mara-
• vigliarsene se ve ne troverà abiandolo scripto nel modo facto essi richordo
e di quello che ragionevolemente mi debbo sempre ricordare io daverllo
• veramente scripto nel provato luogho zoè in
SIPVLCRO VIVORVM
PROBATIONE AMICORVM
EXPERIMENTO VITIORVM.
£ WyKT + LyT + ENDE + VERBEIT +
DEN + TyT t
(1) Questa spezzatura del nome Vie mercati si chiama figura rettorica detta Hiperbaton.
VINCI ANTONIO 457
Questo indice non contiene ohe i primi sette libri e parte dell'ottavo ,
cioè sino alla fine del Cap. XXXV.
VILLANI Giovanni. — Lib. XI e XII della Storia Fiorentina.
(Cod. N. 164).
Cod. cari in Ibi. della fine del Seo. XIV, di carte 180.
Il Codice incomincia cosi : « Convenevole et più atto ne pare per ac-
• concio di lettori et meno vilume di scriptura questa ultima parte della
• parte nuova cronicha di Gioane Vilani metter in novo libro et none sanza
• ragione considerato innovi accessi venuti alla nostra città di Firenze et
« sì per lo diluvio sì per la nostra libertà ochupata per la tiranescha fei-
• gnoria del Duca d'Atene ». Dopo questa specie di preambolo segue: « Qui
• mcomentia Tundecimo libro nel quale nel suo comentiamento faremo me-
• moria d'uno grande diluvio d'acqua etc.
Il libro XII non è completo essendo mancante dalle parole dei Cap. XLII,
quello che ri amaestra Aristotele nella sua politica cioè che rettori delle cit-
iodi siano i più savi et più discreti sino al Cap. CI V, dove si legge : a dì
xx di Novembre del decto anno essendo facta una congiura et cospiratone etc.
Di qui il racconto segue senza lacuna sino alla fine del lib. XII.
Questo Codice è un po' scorretto, ma ha molte e singolari varianti dal
testo stampato dal Muratori nel Voi. XIII degli • Scrip. Éer. Ital. ».
VIMERCATI. — Antichità e nobiltà della famiglia. (Cod. N. 1808).
Cod cari in fol. del Sec. XVIII, composto da vari quaderni staccati.
VINCEMALA Hercules. — Peregrinalo ad Mariae Virginis aedem Lau-
retanam: dialogi XV- (Cod. N. 1109).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVII.
Questo Codice venne citato dall'Argenti « Bib. Scrip. Med. • T. II, P. I,
col. 1677. Ercole Vismara morì nel -15^5 e lasciò diverse opere. Questa è
inedita.
VINCI Aotohio, detto il Pistoja. — Rime. (Cod. N. 979).
Cod. merob. in 8° del Sec. XVI di pag. 388»
ed altre 12 di indice scritte dal Marchete 0. G. Trivukio.
Poche notizie si hanno di questo scrittore. Il Quadrio, T. II, pag. 310,
si limita a registrare, in seguito a quello di Paolo Hier di Fiesco, il nome
di Antonio Vinci da Pistoja quale autore di poesie e nel Voi. Ili a pag. 64
gli dedica alcune righe per due drammi da lui composti che furono recitati
ali* Corte di Ercole I Duca di Ferrara. Di questi drammi parla anche il
Tiraboschi nel Vói. VI. pag. 903 ma non dice verbo di queste poesie che
ritengo inedite. Esse sono tutte in forma di sonetti colla coda in numero
di 380, e sopra svariati argomenti Da alcuni di essi appare che andò in
Francia ali epoca in cui Luigi XII stava facendo i preparativi per calare in
Lombardia alla conquista dei Ducato di Milano , e vi parla della jattanza
dei Francesi, e delle sciagure ch'egli prevedeva sarebbero cadute sull'Italia
per quella guerra. Sono moltissimi i sonetti che versano sopra questo ar-
gomento Ve ne sono parecchi contro Bernardo Bellincione, poeta che fu
caro a Lodovico il Moro.
CakU. TrUmUiama {Stampato U i\ febbraio m\) Jtó
458 VISCONTI ANTON MABIA
VIRGILIO P. Marone. — Il secondo libro dell'Eneide tradotto in versi
sciolti dal Cardinale Ippolito de1 Medici, sotto il nome di Cavaliere
errante. {Cod. N. 907).
Cod. memb. in 8* del Sec. XVI.
La lettera dedicatoria (Hl.ml Signora) è scritta sul verso del 1* fol. Al
principio del libro vi è una miniatura che rappresenta un cielo stellato con
una cometa col motto Inter omnes. Questa traduzione fu stampata a Ve-
nezia per Domenico e fratelli Volpini nel 1540.
Viriate1! psalmorum. [Cod. N., 412).
Cod. cari in 4° del Sec. XVII.
Vi sono alcuni commenti sui Salmi, e molte credenze superstiziose sulla
loro efficacia, recitandoli.
VISCONTI. — Genealogia e notizie della famiglia. (Cod. N. 1204).
Cod. cart in 8» del Sec. XV11.
VISCONTI. — Genealogia della famiglia con documenti {Cod. N. 1752).
Cod. cart. in fol. del Sec XVIII.
VISCONTI. — Genealogia e documenti della famiglia Visconti.
(Cod N. 1748 al 1751).
Cod. cart in fol. del Sec. XVII. 4 volami.
VISCONTI. — Istrumenti antichissimi provanti la nobiltà della famiglia
Visconti. {Cod. N. 1738 al 1745)
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII. 8 voi.
VISCONTI. — Notizie storiche e documenti relativi alla famiglia Vi-
sconti. (Cod. N. 1746).
Cod. cart in fol. del Sec XVII.
VISCONTI. - Miscellanea storica. , (Cod. N. 1747).
«
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
Sul 1° fol. vi è il titolo seguente: « Varie erudizioni e memorie dame
« raccolte per comporne un li oro attenente alla nostra famiglia, alle nostre
a arme et a favolosi Conti di Aligera ». — Manca il nome dell'autore, ma
credo che sia opera di Vercellino Visconti, che raccolte alle memorie e stemmi
Viscontei, esistenti in questa Biblioteca, si troveranno sotto al suo nome.
VISCONTI Anton Maria. — Poesie. (Cod. N. 1755).
Cod. cart. in foL del Sec. XVII.
Sono poesie latine scritte nerfi anni 1677 e 1678 mentre era nel collegio
Calchi, e sono dedicate al Marchese Vercellino Maria suo padre,
VISCONTI GALEAZZO 459
VISCONTI Galeazzo. — Miscellanea. {Cod. N. 1436).
Cod. cari in fot. del Sec. XVI di pag. 668.
Questo Codice apparteneva in origine alla Biblioteca dei fratelli Marchesi
Visconti che venne acquistata nel secolo scorso dal Principe Belgiojoso, e
quindi passò nella Trivulziana. Esso è un vero zibaldone e contiene una
miscellanea di cose latine, la maggior parte di genere storico. Molti fogli
interpolatamente rimasero bianchi: è tutto scritto da una stessa mano ad
eccezione di pochi fo^li dalla pag. 228 alla 254, ove da un ignoto del
sec. xvu furono copiati tre documenti corcernenti G. Galeazzo Visconti, cioè
la descrizione de' suoi funerali fatta dall' Azanello : TepitaSo dettato da Vin-
cenzo Luschi, ed il diploma di Venceslao imp. del 1396. Di questa seconda
mano non occorre parlare , non così dell'altra. La seguente intestazione
premessa ad uno scritto che incomincia a pag. 189 ci dà il nome deside-
rato « Galvanei Flammae theologi predicatori ae faroiliae ex autographo
« excerpta et compendiose recitata Galeatius Vicecomes 1523 15 Aprii,
excerpsit hora 17* ».
Oltre a questa trovatisi le seguenti intestazioni che valgono a provare
che questo volume è opera di un_ Galeazzo Visconti. __
Pag. 6. « 1524 Prohemium Gz. Vice.tU Eqtis ad historia Vice. ».
Pag. 7. « Ricobaldi Ferrariensis historia a Galeatio Vicecomite in com-
* pendium redactus (sic) ».
»^-
% Pag. 43. a Petri Martyris Lampugnani Gal0 Vicecoite interpte ».
Pag. 161. « Galeatius Vicecomes recognovit et latinius descripsit Praeliu
« Parabiaghi ex cronicis Crucini g,b* titulus cronicha de Garbagnate ».
In quest'ultima opera vi sono molte correzioni della stessa mano del testo:
abbiamo dunque l'autografo dello scrittore di questa Miscellanea, cioè di
Galeazzo Visconti , il nome del quale trovasi ripetuto in altri luoghi che
ommetto per brevità.
L' Argelati « Bib. Scrip. Med. » col. 1602, parla di un Galeazzo Visconti
ascritto al collegio dei Giureconsulti nel 1566 e morto nel 1607 egli attri-
buisce il « Preahum Parabiaghi », gli « Excerpta » da Galvano Fiamma, come
Sure la Cronaca di Pietro Martire Lampugnano da lui veduti nella Biblio-
ìca de' fratelli Marchesi Visconti. Egli cadde in un grave errore, giacché la
data nostra del 1523 e l'altra 1524 non lasciano alcun dubbio sull'età in
cui visse Galeazzo Visconti. É pure» indiscutibile l'identità del nostro Codice
con quello veduto dall' Argelati vistane la sicura provenienza. É vero che
egli assegna 18 pagine al « Praelium » e 20 all' « Excerpta », mentre invece
ne ha 20 il primo e 18 il secondo, ma questa non è che una inesattezza
dovuta ad uno scambio di numeri.
Che il Codice veduto dall' Argelati sia questo medesimo, oltreché dalla pro-
venienza è provato chiaramente dai tre opuscoli precitati e dalla genealogia
dei Visconti, in esso contenuta, di Tristano Calco (citato alla col. 427) come
esistenti in un Codice della suddetta Biblioteca dei fratelli Marchesi Visconti,
il quale conteneva anche le Ragioni delY imprigionamento di Barnaba Vi-
sconti. Ora questi due opuscoli si trovano essi pure precisamente in questo
* Codice rimanendo così ancor meglio provata 1 identità del Codice veduto
dall' Argelati col presente. Bimane a vedere chi fosse lo scrittore di questo
zibaldone. La genealogia dei Visconti (pag. 445) cui segue quella degli
Sforza, venne dal Calco offerta a Lodovico XII re di Francia quando entrò
a Milano nel 1499. A questa venne fatta gualche aggiunta, come sarebbe
la morte di Cesare Maria figlio naturale di Lodovico il Moro e della Gale-
rani avvenuta nel 1514: quella del Card. Ascanio Sforza 1506, ed altre.
Affatto distinta però è una genealogia che fa seguito alla precedente (pa-
gine 452 e 453). Essa è affatto speciale ad un ramo della famiglia Visconti,
e non contiene che poche generazioni. È la discendenza di Gasparo padre
di Pietro e di Filippo Maria. Nel Litta essa trovasi alla Tav. 13, ma questo
460 VISCONTI GALEAZZO
documento, che è autorevolissimo, porta un numero maggiore di nomi «co-
nosciuti a questo autore. Galeazzo obbedendo ad un sentimento ben naturale
ha voluto aggiungere all'opera del Calco l'albero della propria famiglia.
In esso per buona sorte troviamo un solo Galeazzo. Riporto quest'albero per
maggior chiarezza:
Gaspar Senior
Petra* Philippui Maria
i 1 1 -
Io. Petrus Io. Angelus Gaspar m. Margarita Alciata
Gaspar Ambrosias senator et poeta
• u, Cek. Saetta
I
Galeaz.
Questo Galeazzo è quello di cui il Litta dice che fu cavaliere Gerosoli-
mitano e che morì nel 1524. Che la qualifica di cavaliere spettasse all'au-
tore di questo Codice è provato dalla intestazione dell' Bistorta Vicccomitom
sopra citata, pag. 6, ove egli' si nomina JEgues. Parrà strano che in quel-
l'albero genealogico dove registrò accuratamente i suoi molti cugini , non
abbia ugualmente nominati ì suoi fratelli ; ma forse ciò gli parve inutile,
non avendo altro scopo che di accertare la sua personalità. Abbiamo un'altra
sémiprova nel fatto seguente. Il Litta tra i fratelli di Galeazzo cita un
Paolo, capitano, che mori nel 1519. Or bene, la pag. 665 e la seguente di
?uesto Codice sono riempite di versi e di epigrammi in morte di Paolo
iaconti. Non havvi Quindi alcun dubbio che il Galeazzo del Codice Trivuhiano
sia figlio di Gaspare visconti, di quel Gaspare ben noto alla Corte di Lodovico
il Moro, autore dei Rhiimi stampati nel 1493 del Paolo i Daria, 1496, e di
quelle poesie inedite, il cui autografo trovasi in questa Biblioteca (Cod. 1 093},
ove pure vi si trovano le due precitate edizioni. — Quando nascesse Ga-
leazzo è difficile sapere. Nel precitato Codice 1093 è notata la nascita di
Paolo come avvenuta nel 1479. Questi era probabilmente il primogenito, ed
il nostro Galeazzo dovrebbe essere nato dopo. Si rifletta che Gaspare morì
ilei Marzo 1499 di 38 anni, e che per conseguenza nel 1479 ne aveva 18.
Aveva sposato la figlia di Cicco Simonetta nata nel 1461. Non è da mera-
vigliarsi di un matrimonio fra due persone uscite appena di puerizia. Quando
la convenienza e la politica li rendeva utili si videro in que' tempi sposi
ancor più giovani, valga ad esempio il matrimonio contratto dal Conte
Gerolamo Riario, nipote a Papa Sisto IV, che lo approvò , con una figlia
naturale di Galeazzo Maria Sforza Duca di Milano, la quale aveva soltanto
dieci anni, e lo sposo volle ad ogni patto consumare il matrimonio , come
consta dai documenti da me veduti, e che si trovano nell'Archivio di Stato
Milano.
Non citerò tutto quello che contiene il Codice, ma soltanto le cose prin
cipaK e degne di nota.
Pag. 7. « Estratto della Cronaca di Ricobaldo Ferrarese ». Venne pub-
blicata dall' Eccard, poi dal Muratori nel Voi. IX degli S. R. I. Questi opina
nella prefazione che non sia opera di Ricobaldo da Ferrara, ma di un altro.
Questo estratto incomincia dal 1279* e va sino al 1313: ma vi fu poi ag-
giùnta una notizia del 1314.
Pag. 33. a Fabricii Marliani series Episcoporum Placentinoram ». Fu
pubblicata dal Muratori nel T. XVI degli S. K. I. Questo è uno degli opu-
scoli che l'Argelati cita come esistente nella Bib. Visconti.
Pag. 43. « Petri Martyris Lampugnani Chronicon ». Questa cronaca ine
dita, che va dal 1367 al 1485, è citata dall'Argenti, T. II, col. 701, eome
^éèistetite netto sopradetta Bib. Visconti, e ciò serve a confermare che (jnesto
VISCONTI GALEAZZO 461
Codice è precisamente quello da lui esaminato , stantechè fra quei Codici
Viscontei non trovasi altra copia né di questo, né dei precedenti due opu-
scoli.
Pag. 57. Estratto « Ex Cbronica Piacentina Gal.8 ». Non è un estratto
della Cbronica Piacentina edita* dal Muratori nel T. XX dei R. I. S. Quella
del nostro Codice incomincia dal 1397: la Muratoriana ha principio col 1401
e va sino al 1484.
Pag. 97. « Placentinorum consulum et rectorum Chronica ».
Pag. 129. « Mores Italiae ex Chronica Piacentina ».
Pag. 161 a 180. « Praelium Parabiaghi ex Chronicis quibus titulus est
« Chronaca de Garbagnate Galeatius Vicecomes recognovit et latimus de-
ce scripsit ». La Cronaca del Garbagnate andò certamente perduta, perchè
non la trovo citata nò dall' Argelati, né da altri autori. Questo racconto dif-
ferisce dalla relazione di questa battaglia stampata a Milano da Filippo de
Mantegazzi nel 1494, la quale é in volgare, mentre questa è in latino. Ed
in un latino assai barbaro doveva averla scritta il Garbagnate se il Visconti
trovò di doverla latinius descrìbere. Alla descrizione della battaglia seguono
le notizie storiche che arrivano sino al 1345.
Pag. 1 89 a 306. « Galvanei Flammae Theologi predicatori ae familiae ex
« autographo excerpta_et compendiose recitata Galeatius Vicecomes 1523,
« 1 5 Aprii. excerpsit hoa 17* » .
In questo estratto il Visconti non copiò letteralmente la Cronaca di Gal-
vano Fiamma detta Manipulus Jlorum (edita dal Muratori nel T, XI degli
S. R. L), ma tolse le notizie accorciandone il racconto e talvolta amplian-
dolo. Incomincia il suo estratto soltanto dal Cap. 311, cioè dal 1275, e non
arriva più in là del Cap. 373, cioè ali anno 1335.
Pag. 221 a 227. « Ex chronica Johannis Mòntii sacerdotis cujus copiam
fecit a Mag. D. Jo. Andreas Vicecomes vir huuianissimus ««
L' Argelati, col. 953, dice che questa cronaca esisteva nella Bib. Archinto,
ora dispersa. Non si sa dove sia andato a finire quel Codice, ed è quindi
tanto più prezioso questo estratto.
Dalla pag. 228 alla 254 vi sono le tre scritture , più sopra accennate ,
risguardanti Gian Galeazzo Visconti, le quali sono tutte edite, e sono quelle
scritte da altra mano.
Dalla pag. 317 a 415. a Federici Aenobarbi gesta > .
Di questo importantissimo poema esiste un altro esemplare nella Vati-
cana, il quale è assai scorretto, e di data anteriore, ma non coevo all'au-
tore. Il Prof. Monaci che lo scoprì , dopo aver fatto esaminare il Codice
Trivulziano osservando che quelle stesse brevi lacune che esistono nel Codice
Vaticano si trovano anche in questo , fu di opinione che il nostro Codice
fosse una copia di quello della Vaticana (che non è di certo l'originale) fatta
dal Visconti, il quale, buon latinista come era, vi fece delle correzioni che
corrispondono, in massima parte, a quelle da lui proposte nel brano di questo
poema, ch'egli fece stampare in Roma nel 1878. Potrebbe però darsi che il
visconti avesse fatta la sua copia sull'originale. Comunque sia il testo del
Codice Trivulziano è di gran lunga più corretto dell'altro. Questo poema,
come disse, ha una importanza storica grandissima e sembra scritto da un
contemporaneo del Barbarossa. Prima che io ne facessi k scoperta in questo
zibaldone, e prima che in seguito lo trovasse il Prof. Monaci nella Vaticana
se ne ignorava l'esistenza anche in Germania. L' Argelati che ebbe in mano
questo Codice non vi badò, tratto probabilmente in inganno da una nota
in margine al sommo della pagina ove incomincia il poema, di scrittura
della fine del seo. xvu, in cui è detto che è stampato in seguito alla Cro-
naca di Benvenuto da S. Giorgio edita a Casale. Ch'io sappia non è ancora
stampato, ad eccezione di quel L'episodio ove è narrato il supplizio di Ar-
naldo da Brescia.
Pag. 445 a 453. a Tristani Calchi Genealogia Vioecomitum ».
È quella di cui ho parlato più sopra.
462 VISCONTI GASPARE
Pag. 447 a 484. Lettera dei Genovesi al Duca Filippo Maria Visconti e
risposte fattavi, scritta da P Candido Decera brio. Vi sono in seguito delle
Epistolae di Federico Imp., di Papa Eugenio IV ed altri.
Pag. 499. Una poesia senza nome d'autore col titolo seguente: «Cracifixi
« carmina Christus viatorem alloquitur: » seguita da una lettera di Inno-
cenzo Vili a Gian Galeazzo Duca di Milano del 1 487 ed una relazione della
peste di Granata.
Pag. 509 a 519. « Translatio latina Alcorani ».
É seguita da un breve lessico Arabo latino. Precede una lettera ad un
Principe, di cui non vi è il nome. Il traduttore non si sottoscrisse. Solo in-
dizio dell'esser suo è il dire d'aver intrapresa questa traduzione per aver-
velo sollecitato : « K. D. mei Caroli Melntensi auctoritas » .
Pag. 548 e 549. « Imperatoria defensio contra Francorum regem » 1491
e ì y«p*.
Pag. 551 a 561. « Venetorum excomunicatio prò Ferrariensi bello. Joan.
« da Gallarate notarius Archiepiscopalis transumptavit anno 1483 ».
Questo Giov. da Gallarate rimase sconosciuto air Arge lati.
Pag. 562 a 567. « Petri Nuvoloni Carmelitae Obser. funebris oratio Fer-
ii dinandi Neapolitani regis. Mantuae habita in S. Francisco ».
Pag. 573, 574. « Nonnulla a Barnabove Vicecomite peracta ».
Pag. 575, 576. Causae quibus IH. Comes Virtutum Barnabovem carcera vit ».
Pag. 665, 666. Epigrammi e poesie in morte di Paolo Visconti.
Il volume conserva la sua legatura originale in pelle con tre liste di
pelle per rinforzo.
VISCONTI Gaspare. — Rime. (Cod. UT. 2157).
Cod. memb. in 12° del Sec. XV.
Questo magnifico Codice era nell'Archivio del convento di S. Barnaba
in Milano: fu descritto dal Quadrio, T. II, pag. 211: ne parlò l'Argelati ,
T. Il, P. I, col. 1604: è scritto in oro ed argento sopra pergamena che do-
veva essere purpurea, ma che il tempo fece scolorire e diventare d'un giallo
scuro. La sua copertura non è di lamine d'oro, come vuol l'Argelati, ma
di rame dorato con fregi bramanteschi , e con fiammelle di smalto rosso
emblema delle fiamme amorose descritte nei sonetti. Da uno dei lati della
coperta rimane un'impresa lavorata a smalto che rappresenta un praticello
fiorito circondato da fiamme , nel mezzo del quale vedesi un cingolo con
dei nodi. La spiegazione di questa impresa trovasi in un sonetto al fol. 18
del Codice, preceduto da queste parole : « Havendo una certa Zentil Ma-
fi donna facto avvisare per suo messo un giovane ch'ella singularmente lo
« amava, lui per più farsi certo domandò che ella come fosse a la presencia
« sua facesse groppo in una cintola sua , il che essendo seguito parla il
« seguente sonetto al groppo • :
Felice groppo a me dato per segnio
Ch'el mio servir non spiaccia al mio signore
Groppo per propria man fatto de amore
Che de le voghe sue me da buon pegnio.
Prima che de vederti fosse degnio
Tu m'eri già molt'anni intorno al core
Con sì tenace e con si dolce ardore
Che a quel pensando in vita mi mantegnio.
Beato più d'ogni altro e sacro nodo
Che mi dai nocte e giorno tal conforto
Che vivo in terra il ben celeste (rodo.
Già mai del cor non mi sarai distolto
Però che stringi con sì stretto modo
Che anchor me stringerai ch'io sia morto.
VISCONTI GASPARE 463
Dall'altro lato all'impresa, forse guasta, fu sostituita una lamina d'ar-
gento colla seguente iscrizione:
INTEGUMENTUM ELABORATUM A. MCCCCLXXXXVI III FERE POST
SECULO INSTAURÀTUM.
La costa della carta è dorata e vi si legge impresso :
BE. SF. ANGLA ESTENSA DVCISSA MEDIOLANI.
Il Codice incomincia colla dedica seguente alla Duchessa scritta in oro:
AD ILLDSTRISSIMAM DOMINASI BEATRICEM SFORTIAM DUCISSAM
MEDIOLANI ANGLAM DOMINAM SDAM MAXIME COLENDAM EJUS HU-
MILIMUS SERVITOR GASPAR VICECOMES. Questa intitolazione è posta in
un quadrato con ornamenti in argento ed oro, sotto al quale appare una
fenice che coir agitar delle ali accende il rogo su cui posa. È questa una
allusione alla Duchessa che nella dedica è chiamata Unica fenice del secol
nostro Fu Qui aggiunto il ritratto , erroneamente creduto della duchessa ,
copiato dal bellissimo quadro di Leonardo .esistente nell'Ambrosiana e fatto
in miniatura dal valentissimo Cigola. La dedica che viene in seguito fu
stampata nella Raccolta Milanese Tanno 1756 dal poeta Cari' Antonio Tanzi.
Vengono dopo 157 sonetti, non 159 come dice l'Argelati, quattordici dei
quali sono di altri autori. Nel Codice autografo del Visconti questi sonetti
sono soltanto 156. perchè vi manca quello di Giovanni Pietrasanta (fol. 44)
che incomincia : La tenace catena e stretto nodo, il qual sonetto è in risposta
a quello del Visconti che trovasi a carte 21 del Codice autografo, e che
principia: Botta è £ aspra catena e il fiero nodo.
Questa nota è, in parte, una riproduzione di quella che vi fece D. Carlo
Trivulzio. Circa l'autore Gasparo visconti ed alle sue poesie vedasi quanto
ne dico nel descrivere il seguente Codice autografo.
VISCONTI Gaspare. - Rime. (Cod. N. 1093).
Cod. cart in fol. del Sec. XV.
Questo Codice, specie di Zibaldone , è tutto autografo. Sul 1° fol- sono
notate le nascite di Paolo e di Faustina nati amendue nel 1479 con l'indi-
cazione dei segni del Zodiaco occorrenti per trarne il loro oroscopo. Nella
Tav. 13 del Litta (Famiglie celebri) è notato il Paolo capitano, che mori
nel 1519. Nell'agnazione Visconti non ho trovato la Faustina, che forse mori
nell'infànzia. Le poesie incominciano al verso dello stesso fol. col sonetto:
Ogni modo io voglio esser ìmon compagno.
Al fol. 4 incomincia la numerazione dei fogli fatta dallo stesso autore e
che per conseguenza io seguirò, esso è segnato 1. In esso, vi si trova la
lettera dedicatoria alla Duchessa Beatrice d'Este moglie di Lodovico il Moro,
indi i 156 sonetti scritti in oro ed argento che formano il Codice descritto
precedentemente a questo.
Altre poesie di metri e forme diverse sopra molteplici argomenti e di-
retti a varie persone hanno principio al fol. 42 per terminare al fol. 75, dove
al verso incomincia una commedia in versi intitolata Pasithea, che termina
al fol. 100, poi trovansi altre poesie sino al fol. 1'U. seguite da un indice.
Dopo alcuni fol. bianchi vi è la favola della Ninfa Eco in ottava rima, che
però non è terminata. Passati molti fol. bianchi vi è una poesia latina di
scrittura del sec. xvi di Lancino Curti: In interpretatione Aymnorum Calli-
machi, che ritengo inedita non essendo essa fra le stampate nel 1521 tanto
nei X libri Sylvarum, quanto negli Epigrammaton. Nella Raccolta Milanese
che usciva in luce nel 1756 Cari' Antonio Tanzi pubblicò la lettera di Ga-
spare Visconti alla Duchessa Beatrice d'Este con venti dei sonetti tratti dal
già sopra descritto Codice purpureo che era nell'Archivio di S. Barnaba,
li altri 1 37 di quel Ms. e tutte le altre poesie contenute in -questo sono
inedite non solo, ma affatto sconosciute, non avendone parlato neppure il
Sassi, il quale sebbene abbia veduto il Codice, come egli asserisce, che era
\
444 VISCONTI GIOVAN BATTISTA
nettai Bib. de' fratelli Visconti , non lo ha di certo esaminato, perchè non
parla del suo contenuto e non fa cenno di uno de' suoi pregi maggiori che è
ouetlo di essere autografo. In questo volume non si trovano le poesie che
Gasparo Visconti fece stampare a Milano nel 1 193 col titolo di Rithmi e che
dedicò « Ad 111.™ dnm Nicolaum Vicecomitem et Goregiam » . Durante la
sua vita alla Corte di Lodovico il Moro, che lo ebbe in grandissimo favore,
Gasparo fu portato alle stelle come poeta , e l'adulazione giunse al punto
di porlo al disopra del Petrarca. Su di che il Visconti scrisse un souetto.
che leggesi a carte 2i di questo Codice. Lasciando in disparte il merito
letterario di queste poesie dirò che molte di esse hanno un'importanza per
gli argomenti in esse trattati e per le persone cui sono diretti. Nell'opera
precitata di Lancino Curti, ora troppo dimenticata, e pure di tanto inte-
resse storico, o se vuoisi biografico , si trova un acrostico ed altre poesie
dirette al nostro autore. Gasparo Visconti nei 1 '»99 mori nella fresca età di
9B anni. Anche dopo la sua morte fu lodato da molti scrittori, ma ora ira-
meri temente è scordato, e soltanto lo conoscono i bibliofili , perchè i suoi
Rithmi e il suo poema di Paolo e Daria sono ricercati come libri rari.
VISCONTI Giovàn Battista — Opere drammatiche. (Cod. N. 5 e 6).
Cod. cart in 8° del Sec. XVI. 2 voi.
1 Voi. Armenia. Egloga rappresentata a spese della città alla presenza
della Serm* Infanta Donna Isabella d'Austria e del Ser.*0 Arciduca Alberto
suo marito nel Luglio 1599.
2 Voi. Za Grangia. Tragedia rappresentata Tanno 1589 l'ultimo Giovedì
ai Carnovale.
L'Argelati « Bib. Scrip. Med. » T. II, P. I, col. 1617 cita queste due pro-
duzioni. La prima venne stampata in Milano dal Malatesta nel 1599, e se
ne trova un esemplare in questa Biblioteca. Questi due volumetti erano
nella Bib. dei fratelli Visconti. Sono autografi. 6. B. Visconti scrisse molte
altre opere. I suoi libri e Mss. alla di lui morte furono divisi ed una parte
sola pervenne al figlio suo Vercellino
VISCONTI Oiovan Battista. — Relatione della sua legazione a Roma.
(Cod. N. 1171).
Cod. cart. in fol. del See. XVII.
G. B. Visconti, di cui il Laudi e l'Argelati lodarono l'ingegro ed il sa-
Sere, fu autore di molte opere, delle quali si ha l'elenco nella « Bib. Scrip.
[ed. » T. II, P. I, col. 1116 e seg. Fu Senatore e venne mandato in mis-
sione al Papa nel 1618 nell'occasione che il clero pretendeva che i beni
a lui appartenenti dovessero essere immuni dalle requisizioni militari, gra-
vosissime allora per la guerra che si combatteva in Lombardia ed in Pie-
monte. Da questa pretesa ne veniva un aggravio maggiore per gii altri.
Ne fu riferito al Pontefice ed il Visconti venne incaricato di procurare ap-
presso a S* Stà il rimedio di queste novità et turbationi. Di queste tratta-
tive egli volle stendere la relazione per beneficio dei posteri. Questo Codice
rimase sconosciuto all'Angolati, ma ciò che parrà strano anche al Salomoni,
che nelle • Memorie Storico- Diplomatiche» ch'egli fece stampare a Milano
nel 1806, nelle quali dà notizie sulle ambasciate spedite dalla città di Mi-
lano dal 15U0 in poi, non parla affatto di questa missione, benché Orazio
Laudi nella sua opera a Senatus Mediolanensis » a pag 244^ a proposito del
nostro autore abbia parlato di questa missione scrivendo: « Senator amplis-
« simus Mediolanensis diu in Urbe apud summum pontificem orator »,
VISITA ice. 465
VISCONTI Giovan Battista. — Opera varia. (Cod. N. 1176).
Cod. cart in fol. del Sec. XVII.
L'Argelati nella coL 1618 cita gli opuscoli contenuti in questo volume
ch'egli ebbe fra le mani. Da una nota che trovasi al principio appare che
ve n erano alcuni ohe non furono da lui registrati, e cne mancano e furono
probabilmente levati prima di quel tempo, forse per la natura del loro ar-
gomento.
VISCONTI Giovan Battista. - De eloquentia. (Cod. N. 1247).
Cod. «art in 8» del Sec. XVII. •
Questo Codice è autografo ed è citato dall' Argelati nella col. 1618, N. IX.
VISCONTI Monsignore. — Lettere al Card. Borromeo nel Concilio di
Trento et ancora lettere dei SS. Legati del Concilio al Card. Bor-
romeo.* (Cod. N. 526).
Cod. eart in fol. del Sec XVII.
Sotto T intestazione Lettere di Mons. Visconti ecc. si legge: « Dove si
« scorgono molte curiosità con quasi tutte le cose che giornalmente ne
« accadevano in Trento, e si vede il modo che si teneva, o che si poteva
« tenere nel farp il Concilio detto. L'originale che era in casa si mandò a
o Mons. Sfondrato mentre era governatore di Spoleto per TEm^Sig. Car-
« dinaie Barberino ». — Queste lettere che contengono parte della Storia
secreta del Concilio vanno dal 22 Maggio 1562 alh xi Febbraio 1563.
VISCONTI Uberto. — Carte relative all'assassinio di questo prelato che
era governatore di Fermo nel 1648. Vi sono diverse lettere ori-
ginali. {Cod. N. 1610).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
VISCONTI Vercellino — Vita di Vercellino Visconti il terzo di guesto
nome Signore di Cilavegna descritta da Vercellino Maria Visconti
suo abnepote Marchese di S. Alessandro etc. Tanno mdclix.
(Cod. N. 1753).
Cod. cart in fol. del Sec. XVII.
Vi sono aggiunte notizie sui discendenti di lui. V opera è inedita , ed
autografe.
VISCONTI Vercellino. — Stemma e genealogia della sua famiglia.
(Cod. N. 1754).
Cod. eart in fol. del Sec. XVII.
Visita del Canonico ordinario Francesco Sassi nella Pieve di Abbiate-
grasso nel 1722. (Cod. N. 531).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
QtiaL TrivmlxUma {Stampato U II febbraio 4884) 59
466 VITA «te.
▼Mtatio plebis Abbiati Crassi per Ecc.» D. Joseph S. R. E: Pfttìty-
terum Cardinalem Archintum Àrchiepiscopum Mediolani peracta
mense Decembris 1703 cum appendice clecretorum. {Cod. N. 1364).
Cod. cari in ibi. del Sec. XVIII.
Questo Codice è precisamente quello di cui parla l'Argelati, T. II, coli 117,
come opera scritta dal Canonico Daniele Porro.
VISMARA. — Rime milanesi e facchinesche.1 {Cod, N. 930).
Cod. cari in 4* del Sec. XVII.
Queste rime inedite rimasero sconosciute al Sassi ed al Predari. Sono di
argomenti diversi.
m
Vita Ven. Roberti Card. Bellarmini quam ipsemet scripsit. — Segno:
Voto dell'Em. Card. Domenico Passionei presentato a N. S. Bene-
detto XIV nell'anno 1713 sulla causa di beatificazione del Yen.
Card. Roberto Bellarmino. (Cod. N. 106).
Cod. cart in 8° del Sec. XVIII.
«
È scritto di mano di G. B. Castiglioni. Vi sono uniti dei ritratti del
Card. Bellarmino.
Vita S. Brandani Archiepiscopi e Storia della B. Vergine con alcuni
sermoni in lode di lei. v (Cod. N. 430).
Cod. memb. in 8° del Sec. XIII.
In principio del volume trovasi la seguente nota di D. Carlo Trivulzio.
Questo Codice sembra scritto dentro il sec. xih , ma contiene cose molto
più antiche di Quel secolo. Primieramente vi è la vita di S. Brandano abate
nella Scozia, del quale parla il Martirologio Romano alli 16 di Maggio. Il
Baronio «nelle note al detto Martirologio sotto all'accennato giorno dice che
di S. Brandano molto ne parla Sigiberto nelle cronache all'anno 567 ed
il Suxio nel T. VI, ove riporta la vita di S. Maclodio» come pure il « Tri-
« temio de Viris Illusi Ordinis S. Benedicti » Lib. Ili, cap. 39, ma in questa
vita si trovano delle cose apocrife. In appresso viene un trattatello che ha
rapporto alla Vergine Maria; ecco il titolo: De quibus parentibus nata futi
B. Virgo Maria, opuscolo diviso in più capitoletti e lavorato alla maniera
dell' Bvangelium de nativitate Marine, che si ha nel Codex apocriphus navi
testamenti unito da Giov. Alberto Fabricio. Anche il dotto TP. Ab. Minga •
rolli nella raccolta Anecdota literaria Romae 1773, Tom. HI, ha pubblicato
un opuscolo di Epifanio monaco De vita SS.** Deiparae liber scritto in greco
esistente nella libreria del Senator Nani [a Venezia resa latina dal detto
P. Abate edJarricchita di dotte note. Dopo si hanno tre omelie in onore
della Vergine.
Vite S.*»6 Catharinae V. et M. in qua multa apocrifa sunt inserta.
{Cod. N. 358).
God. memb. in, 8* del Sec. XIV di fol. 39 mutilo.
Il titolo soprascritto si trova sul 1° fol. ed è di carattere moderno.
VITA ecc. 467
▼ite di Tiberio Fiorillo detto Scaramuccia tradotta dal francese da
Giulio M. Giuseppe Savino Migliavacca Novarese. (Cod. N. 121).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVIII.
Questa vita fu scritta da Angelo Costantini Milanese che la fece stam-
fare a Lione nel 1695. Questo autore non è ricordato dall' Argelati, né dal
redari.
▼Ite di Mazzarino. (Cod. N. 59).
Cod. cari, in 8° del Sec. XVII di pag. 366, oltre l'indice che occupa 6 fol
In un lunghissimo frontispizio è detto autore di questa vita un abbate
Deidone romano, poi ricopiata et amplificata da Aenea Oattibista Canuto
delia città dì Piamo. In Sfilano a di 26 Agosto mdglix.
Vite del Card. Mazzarino dal dì de' suoi natali sino al 1657.
{Cod. N. \%n).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVII.
Vite e morte di Giulia Monti composta da Fra Flaminio da Milano
dell'ordine di S. Francesco. (Cod. N. 366).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVIII (1746).
Vite e gesta di Sforza da Gotignola ecc. scritta da Marco di Gotignola
ed altro memorie. (Cod N. 544).
Cod. cart. in 4° del Sec. XV.
Questa biografia dello Sforza tradotta in latino da Matteo Caranto fu stam-
pata in Bologna nel 1525. Un esemplare, forse unico, di questo libro esiste
inserto in una Miscellanea della Bib. dell'Università di Bologna. Ne aveva
parlato il Muratori nella prefazione alla vita di Muzio Sforza scritta da Leo-
drisio Crivelli nel Voi. XiX degli S. R. I. Credo che il testo originale ita-
liano sia inedito. Io ne feci cenno nella mia prefazione alla vita di Muzio
Sforza scritta da Antonio Minuti, che fu stampata a Torino nel 1868 nella
Miscellanea edita dalla B. Deputazione di Storia Patria. Alla fine del vo-
lume sono notate le nascite di molti (membri della famiglia Sforza e loro
attinenti a cominciare dal 1374 sino al U54.
W» di Sisto V. (Cod. N. 152).
Cod. cart. in fol. del See. XVIII.
■ Questa vita del severo Pontefice è scritta da autore anonimo, di cui non
mi venne fatto di trovare il nome. Non è però quella di Gregorio Leti.
Contiene molti dettagli sulle condanne a morte da lui ordinate ed è assai
pregevole.
Vite di Innocenza Tradati. (Cod. N. 371).
Cod. oart in 4° del See. XVII.
Questa donna morì il 2 di Gennaio 1634 e fu dal volgo reputata santa.
468 VOBAGINE (JACOBUS DE)
Vita de1 Santi Padri, raccolte da S. Gerolamo. (Cod. N. 544).
Cod. memb. in fol. del Sec. XV.
Questo bellissimo Codice assai ben conservato e scritto ha le iniziali
miniate, ed a pie della prima pagina ha uno scudo sormontato da cimiero
col drago crestato sotto le due nappe, imprese Visconteo Sforzesche. Lo
scudo tu sgraziatamente a bella posta coperto d'inchiostro onde impedire
che si vedesse qual fosse. Ai lati di esso si vedono le due lettere T. 0. Ap-
S trienne già a D. Matteo Pertusati canonico in S. Maria della Scala iu
ilano che lo diede in cambio a D. Gio. Ant. Trivulzio, il quale lo permutò
con altri libri col Sig. Pieve Veneziano mercante di libri antichi in Milano,
da cui lo acquistò D. Carlo Trivulzio, e ciò fu da lui consegnato in una
nota che trovasi unita al volume. — Quando il Manni volle stampare que-
st'opera non trovò un solo Codice che fosse scevro di errori di lingua e
dove ricorrere a diversi Mss. per fare la sua edizione. Si notano fra i Codici
molte differenze non solo nel testo, ma anche nei capitoli, e ciò si riscontra
anche nelle antiche edizioni. Questo Ms. è pregevole anche per la corre-
zione del testo , ma non contiene che i primi tre libri. In fine si legge:
Qui finisce la terza et ultima parte de le vite di Santi ^atri , la quale si
appella LI SERMONI, mccgcxlvi di Novembre fornito felictter.
VOLPI Gaetano. — Lettere autografe in numero di 60 dirette all'Abate
Carlo Barbieri dell'Oratorio ed una al P.10 Caterino Zeno.
(Cod. N. 50).
Vi è unita una lettera pure autografa di Fr. Michiel Pasini ed una del
celebre tipografo Giuseppe Cornino. Trattano di cose letterarie.
VORAGINE (Jacobus de). — Legenda aurea. (Cod. N. 536).
Cod. cart. in foL del Sec. XV di fol. 202.
È scritta in due colonne. Jacopo de Voragine dell' Ordine di S. Domenico
La leggenda aurea o Longobardica, come era chiamata anticamente, ebbe
moltissime edizioni fin dal sec. xv. La prima che abbia data certa è quella
senza nome di luogo e di stampatore del 1474 citata dal Panzer, T. IV,
pag. 12. Vuoisi però che altre senza alcuna nota tipografica e di anno siano
anteriori.
VORAGINE (Jacobus de). — Legenda aurea seu vitae Sanctorum.
(Cod. N. 503).
Cod. memb. in 4° del Sec XV.
Precede l'indice alfabetico.
VORAGINE (Jacobus ds). — Ghronicon Januense. (Cod. N. 1495).
Cod. «art. in ibi. del Sec. XIV.
Sul 1* fol. leggesi in rosso la seguente intestazione:
« Incipit Cronica de Janua edita per dnm
« Jacobum de Voragine Archiepiscopum Januense ».
VORAGINE (JACOBUS DE)
469
Alla fine della cronaca, in margine, le$gesi:
« Explicit cronica de ci vitate Janua cujus ut anni et textus totus vere
scriberentur et recte semper de ipsa cronica libros tres habui pre oculis
ego scriptor ».
Terminata la cronaca al fol. 73 si trova:
« Incipiunt memoratu digna scripta et narrata in capitulis cujuslibet
presentis cronice ».
Il Codice è mutilo alla fine non arrivando che al fol. 81 dove trattasi
dell'Arcivescovo Gualterio da Vezzano. Poco però deve mancare , perchè
questi fu eletto Arcivescovo di Genova da Papa Innocenzo IV nel 1253 e
morì nel 1274, e la cronaca termina all'anno 1297 non essendovi stati fra
lui ed il De Voragine c^ due Arcivescovi, i quali sedettero, dopo un biennio
di sede vacante, dal 1276 al 1292.
«
41» WOLP DAVIDE
W
WOLF Davide. — Descriptione del Regno d'Irlanda, delli suoi porti
marittimi et cittadi di quella insieme !con li nomi de li Vescovi
delli S.1 Conti et nobili di quel regno fatta ad istanzia dell'Ili.1110
Sig. D. Gianni di Borgia ambasciatore di S. M. Cattolica nel regno
di Portugallio, 1574. (Cod. N. 1203).
Co*, cart. in 8* dtl Sto. XVI. Autografo.
sfate
SENOFONTE 471
X
XENOFONTE. — La Giropedia tradotta in volgare. (Cod. JV. 304).
Cod. Mrt. in foL del Soc XVI di toh 129.
Questa traduzione è di un autore anonimo. L'ho confrontata con quelle
del Poggio, di Lodovico Domenichi e di M. Ani Gandini * ne differisce di
molto. II lavoro per altro non è completo essendo troncato ad un quinto
circa del VII libro.
472 ZIBALDONE
' ■ " i, i ■ in. , . , ■■■■> .'■,'■ ■ * j.
Z
ZELO Giorgio. — Giardino Austriaco. x (Cod. N. 292).
Cod. c&rt in fol. del Sec. XVI.
Il Ms. è mutilo al principio ed in fine.
Al principio del II libro leggesi: Il secondo libro del Giardino Austriaco
compilato per Giorgio Zelo di Sierra di Picighettone.
L'opera è composta a modo di cronaca , ed incomincia dalla nascita di
6. Cristo. Il primo libro doveva contenere la descrizione dell'Europa, ma
non rimane che quella dell'Italia e precisamente della città di Trani, e quindi
passa alla Spagna, la quale, dice Fautore, essendo ? ultima parte di Europa
sarà ancora V ultima pòrte di la nostra descriptione quale dicemo essere il
primo libro.
Non rimane alla fine che parte del IV libro, in cui vengono narrati gli
avvenimenti sin verso la mera del sec. xnr. Manca il resto. Dalle correzioni,
cancellature ed aggiunte appare chiaramente che il Codice è autografo.
L'opera è inedita ed il suo autore non è ricordato da alcun bibliografo.
ZENO Apostolo, -p Lettere autografe. (Cod. N. 48 e 49).
133 di queste lettere sono dirette al Dottor Gerolamo Baruf&ldi a Fer-
rara, il quale venne fatto arciprete a Cento. Ad eccezione di tre sono ine-
dite. Altre 49 sono dirette a Gian Andrea Burotti a Ferrara e di queste ne
furono pubblicate 13. Trattano di argomenti letterari.
Zibaldone. (Cod. N. 964).
Cod. cari in 8» del See. XV.
Serve di copertura a questo curioso Codice una pergamena che contiene
nella parte interna un atto notarile del sec. xiv. Al di fuori è scritta la data
« Anno dm mccccxxiiii Ind. V » e più sotto un Ben entro un quadri-
lungo ornato. Sul fol. di risguardo vi sono delle annotazioni insignificanti.
Il Codice incomincia coi sonetti di Fazio degli Uberti sui sette peccati ca-
pitali. Al fol. 2 verso vi è una poesia latina in strofe di quattro versi rimati
m cui vien descritta la fine del mondo che deve durare 15 giorni , colla
rinnovazione di esso, ed altre poesie tanto italiane che latine , fra le quali
ZOVENZONIUS RAPHAEL 478
al foL 1 1 si trovano dei sonetti di un Francesco da Vanocio di cui non
fecero menzione né il Tiraboschi, né il Quadrio. Vi sono pure fram-
miste delle prose ed i Sette sajmi penitenziali. Al fol. 44 vi sono alcune
memorie della famiglia dello scrittore del Codice che incominciano dal
Febbraio 1429 e vanno sino air Agosto 1432. — Al fol. 45 trovasi un
Calendario. — • Dopo 10 fol. bianchi al 63 incominciano altre memorie di
famiglia che hanno principio nel 1430 e vanno sino al 1493. — Al fol. 77
Indutgeniiae ecclesiae Romanorum, le quali terminano al fol. 81 colla nota
seguente: Expliciunt induìgentiae ecclesiarum alme urbis romanorum scri-
ptum (sic) per Oswaldum Onperger anno dm 1437 die veneri* post Anthonii
confessoris. — Al verso del detto fol. vi sono le Mirabilia urbis Romanorum,
che differiscono da quelle contenute nel col. 368 e nel 369 di questa Bi-
blioteca notate col titolo di Ghronicae; e non sono quelle stampate a Roma
dal Planck nel sec. xv. — Oltre alle curiose poesie latine ed italiane che
vi si leggono, questo Codice è pregevole per le notizie storiche che
sono frammiste a quelle riguardanti la famiglia dell'autore. Vi è no-
tato, v. g., l'arresto del celebre Conte di Carmagnola, la visita fattagli in
carcere dalla moglie ed il suo supplizio. Il Codice fu scritto da un Barto-
lomeo di Simone Muronovo che dimorava a Verona. A differenza del padre,
che era notaro, egli deve essere stato un mercante, perchè accenna in un
luogo, al fol 73 v, ad una bottega da lai occupata. Deve essere morto in
età molto avanzata, perchè l'ultima nota da lui scritta è del 1489, e quella
che chiude il libro, e che è del di lui abiatico, è così concepita: a A di 25
• Marzo 1493 mio padre dete Libera mi sorela per mugere a Hieronimo da
« Cluxon in Santo Toma insieme cum Mis Inn. Ramanzan suo barba cnm
« dota de ducati 1000 ». Questa Libera era figlia di Francesco, nata il 24
Marzo 1470 (fol. 71). Sino alla data 25 Marzo 1493 non si fa cenno della
morte del Bartolomeo Muronovo, ed è quindi presumibile che fosse ancora
vivo in quel giorno.
ZILIOLI Alessandro. — Storia delle vite dei poeti italiani.
(Cod. K. 14).
Cod. cart. in 4° del Sec. XIX.
Alla fine, prima dell'indice, vi è la nota seguente:
• Qui finisce la Storia delle vite dei poeti Italiani di Alessandro Zilioli
« Viniziano , che io Giulio Bernardino di Pompeo Tomitano questo di 4
• Maggio 1804 al mezzogiorno in punto ho finito di copiare con qualche
• diligenza e con molti confronti da uno scorrettissimo Codice segnato
• N. 356 della Sammicheliana di Murano tratto da un'altra copia che fece
• fare il chiar.m6 Apostolo Zeno sull'originale medesimo dell'autore che si
« custodisce in Ventimiglia nella Bib. Apros ».
All'Istoria del Zilioli precedono le sue notizie estratte dalla Biblioteca
Ms. del Bali Tommaso Giuseppe Farsetti. — Quest' opera è tuttora inedita
e contiene sui poeti italiani delle notizie e aneddoti singolari che merite-
rebbero di essere pubblicate.
ZOVENZONIUS Raphael. — Istrias ad divum Joannem Inderbacchum
Antistitem Tridentinum. {Cod. N. 776).
Cod. memb. in 8° del Sec. XV.
Sotto questo titolo di Istriade si trova la raccolta in tre libri di varie
poesie latine del Zovenzoni. — Le iniziali di ciascun libro sono miniate e
dorate riccamente. I titoli dei componimenti sono scritti con vari colori. A
pie della prima pagina vedesi l'arme dell' Inderbach accoppiata a quella del
Oliai. Trivulrtana [Stampato il 28 fthbrato J884) 60
474 ZUCCONI GIUSEPPE
principato di Trento e sormontata dalla mitra. Sul recto del primo fol. di
risguardo si leggono i seguenti versi:
• Divino quantum Oraeci testantur Homero
« Quantum Virgilio Romana potentia gaudet
• Foelices latri tantum Raphaello triumphant
« Alter ab astreo cecidit Melibeus Olympo.
• Jo. Matthias •.
«
Del Zovenzonio parla con lode Lilio Gregorio Giraldi « De poeti» suorum
« tèmporum • Lib. I, p. 78.
Questo Codice benissimo conservato è quello stesso che il Zovenzonio
fece presentare al suo mecenate come risalta dal seguente epigramma scritto
in fine a foggia d'iscrizione:
Divo Jo. Inderbach Antist. Trident.
• Accipe purpureum pater Inderbacche libellum
• Quem dicat ille tibi musa Zovenzonii
Finis. Felix. Vale.
Il Codice termina con un epigramma di Giovanni Mattia Clarense al
Vescovo Inderbach.
ZUCCHI Bartolomeo. - Le glorie di Monza. {Cod. N. 239).
Cod. eart in 4* del Sec. XVII.
Vi sono molte aggiunte autografe, e vi è unito un libro stampato col
titolo:
• Le glorie di S. Ambrogio di Bald. Parravicini » .
ZUCCONI Giuseppe, minor conventuale. — Opere varie. (Cod. N. 112).
Cod: cart. in 4° del Sec. XIX (1826).
Questo Codice scritto di mano del Conte Bernardino Tomitano di Oderzo
fu da lui indirizzato con una iscrizione al Marchese 0. 0. Trivulzio. Al
principio vi à fatto a penna, ad imitazione dell'incisione» il ritratto dello
zucconi, che morì nel 1478.
Il volume incomincia colle notizie intorno all'autore tratte dalla Libreria
Volpi illustrate da D. Gaetano Volpi (Padova Concino I75G).
Le opere del Zucconi consistono in Lettere giocose — Rime varie —
Rime piacevoli — Rime amorose — Stanze — Ditirambi — Cicalate, ecc.
— Alcune di queste poesie che erano inedita furono stampate nel 1827 in
Venezia per Giuseppe Pirotti in occasione delle nozze Contarmi Bentivoglio.
3=e
TRIVULZIO 475
TRIVULZIO
E
Supplemento,
Abojao di esequie fattesi in Monaco dalFEcc.mo Principe di Monaco
alla di lai sorella Donna Giovanna Trivulzio. (Cod. N. 2080).
Cod. cart del Sec XVII.
Vi sono uniti i seguenti opuscoli stampati :
Theodori Prìnc. Tnvultii nox atra.
Informatione delle entrate del feudo di Maleo.
Altri opuscoli stampati .riguardanti i possessi della famiglia* Trivulzio
ALBRIONO Giov. Giorgio. — La incoronatione de la regina Biancha
sorella del re de Inghilterra et molier del re Aloysio de Franza a
dì 4 Novembre 1514.
La intrata qual fece la prefata regina Biancha dentro de Paris:
fu alli 7 de Novembre de Fanno 1514.
Lo ordine de le exequie del re Aloysio de Franza facto in Paris
a dì 10 de Zenaro Tanno 1515.
La intrata del re Francisco de Franza dentro de Paris a dì 1 5
de Febrario Fanno 1515. {Cod. N. 2113).
Cod. cart in Ibi. piee. del Sec. XVI..
\
Nell'Archivio Trivulziano se ne conserva l'originale. L'AIbriono era
cameriere del Maresciallo G. G. detto il Magno. Fu pubblicato in occasione
delle nozze Trivulzio Archi a to dal Oav. Carlo Rosmini col titolo : Quattro
opuscoli inediti del Sec. XVI.
ARGUMENTO. Vedi Valguarnera ove è descritto il Codice.
ARISTOTELES. — Brevis introductio in logicam. (Cod. N. 2091).
Cod. cart in 8* del Sec. XVII.
É dedicato al Principe Ercole Trivulzio da Agostino Baratelli, che è
probabilmente Fautore di questo librQ.
476 TftIVULZIO
BESALIT Aloisio. — Trattato sopra i falconi e sparavieri diviso in
quattordici libri. (Cod. N. 2141).
Cod. cart. in fol. del Sec XVI di fol. 238.
Questo Codice contiene un trattato assai diffuso sopra i falconi e spa-
ravieri, cioè della loro natura, delle diverse specie, generazioni, ammae-
stramenti, mali e medicine. Il primo libro tratta solo delle aquile» — Dalla
lettera che sta di fronte a questo trattato scritta da Giov. Pietro Balbasso
Vigevino, si rileva il nome dell'autore maestro Aloisio Besalù, spagnuolo,
e che il correttore e revisore fu il medesimo Balbasso, che dice d'aver ag-
giunto la rubrica ossia tavola de' capitoli e di aver egli messo in luce
* quest'opera. — Dopo la detta lettera segue una dedica che incomincia:
« Ijl.no Principe; la più parte de miseri mortali ». Questo Principe era il
Duca Galeazzo Maria Sforza come si vedrà in seguito. Al di sopra di questa
dedicatoria vi è una pittura rappresentante un cacciatore con un falcone
sul pugno e due cani ai piedi. A pie di questa pagina vi è un piccolo
scudo coll'antico stemma Trivulzio con in giro le parole IO. IACOBUS
TRIVL. MAR. VI. ET F. MAR.
Oltre alla dedicatoria vi è un'altra lettera intitolata : Argomento del-
l'opera, ed in seguito un prologo, dopo il quale incomincia il primo capi-
tolo. — Nell'ultima pagina si legge: « Finita l'opera la quale per oboli -
« gatione et servitute mia me ha astretto lo amore et fede scrivendola al
« piacere et diletto de lo Ill.mo principe Galeacio Maria Duca de Milano
« Quinto etc. » poi « Vigevii decimo septimo Julii millesimi quingentesimi
« decimi per me Jo. Petrum Belbassum Vigeviatem ».
Il carattere è bello e sì può crederlo dello stesso Balbasso, il quale dopo
aver fatto il primo esemplare per il Duca Galeazzo Maria (ucciso nel 1476
ne avrà fatto probabilmente un altro nel detto anno 1510 per il Maresciallo
Trivulzio signore di Vigevauo. — 11 Sacchetti, Vigevano illustrato, pag. 87,
parlando della famiglia Barbassi, scrive: « Visse d'essa famiglia centocin-
« Quanta anni sono Giovanni Pietro Barbasso huomo letterato come appare
dall'antico volume degli Statuti vecchi ».
BELLONE D. Giuseppe. — In universam Aristotelis Physicam questiopes,
Voi III. {Cod. ti. 2089).
Cod. cart in 4* del Sec. XVII.
Questo volume, che è autografo , fu donato dagli eredi dell'autore al
Princ. Trivulzio con Ietterà accompagnatoria del 10 Maggio 16(9.
BISSAR! — Memorie della campagna dell'anno 1616 sotto il governa-
tore di Milano Cardinale Principe Trivulzio. (Cod. N. 2072).
Cod. cari in fol. p. del Sec. XVII.
Questo autore rimase sconosciuto all'Argelati ed anche al Predali. È
mutilo alla fine.
BOCCACII Johannis viri eloquentissimi ad Flammetara Pamphili ama-
tricem libellus materno sermone aeditus. (Cod. N. 2142).
Cod. memb. in fol. del Sec. XV di quinterni 13,
nell'ultimo de* quali fu levato un fol. bianco, ed un altro servì di risguardo al volume :
conserva la sua legatura originale in cuoio impresso.
La prtm» pagina ha un bellissimo contorno miniato con pattini ed ani-
TEIVTJLZIO 477
mali e diverse altre vaghissime figure. Nella parte inferiore inquadrato
bell'ornato vi è lo stemma Trivulzio , che pare eia stato anticamente so-
vrapposto ad un altro prima esistente. Nella prima lettera iniziale è rap<-
!>resentato Fautore con un libro in mano. Il titolo seguente è in oro sopra
ondo d'oltremare.
IOHANNIS BOCHAQI VIRI ELOQVENTISSIMI AD FLAMET
TAM PAMPHILI. AM ATRICEM LIBELLVS M ATER
NO SERMONE AEDITVS. INCIPIT PROL" CV* ARTiFiQOSV*
À pie della pagina vi è scritto in carattere antico S. Atnbrosii Nemoris
Medio* Tutte le iniziali sono miniate, e sono opera della scuola di 6. Am-
brogio Bevilacqua detto il liberale, che dipinse nella chiesa parrocobiale
ai fyndriano. — Questa operetta del Boccaccio fu stampata per la prima
volta in Pàdova nel 1472 ed è anzi il primo libro impresso in questa città.
La Trivulziana ne possiede un bellissimo esemplare. Questo magnifico Co-
dice è di una perfetta conservazione.
« •
CALLIMACHUS Angelus. — Panegyris Trivultia. (Cod, N. 2158).
Cod. memb. in 8° del See. XVI.
Sul 1° foL è disegnata una corona d'alloro entro cui è scritto:
NVLLI
DEBETVR MAIORI
LAVREA POMPA
QVAM TIBI QVI
IMPERIVM LAVDE
IACOBE TENE8
Sul fol. seguente è miniato sopra fondo azzurro un trofeo a pie del quale
è scritto in oro sopra fondo rosso :
MILIT1A EGREGIIS OVGIBVS
SCEPTRA FOVETQVE
IMPERIVM NON STAS LEGIBVS
ARMA TIME
Sul terso dello stesso fol. fu miniata la statua equestre del Magno Tri-
jralzio armato e col bastone di comando : sul piedestallo di essa è scritto
in oro sopra fondo azzurro:
1NVICTISS. ARMOR. DVC1 IACOBO
TRIWLTIO QVI MILITARE IMP. STREN
VISS: GERIT ET OMNIA SVMMA CV
LAVpE GVBERNAT MERITO
POSITA
478 TRIVULZIO
Il fol. seguente ha il contorno miniato collo stemma Triv. A pie della
pagina, allo stemma, è sovrapposto il cimiero sormontato dalla sfinge col
motto NETE SMAY. Il testo è preceduto dal seguente titolo scritto m oro
sopra fondo rosso:
A CALLIMACHI SICVLI
IN PANEGYRIN TRI
VVLTIAM PROLÒ
GION.
Termina FINIS — TEL02 XAPI2.
Segue la vita « Divi Thomas Aquinatis » che si chiude con una pre-
ghiera per la stirpe Trivulzia. - .
Il Rosmini nella vita del Magno Trivulzio, T. I, p. 613, ha descritto questo
Codice e diede le poche notizie che gli venne fatto di raccogliere intorno
ad Angelo Callimaco traendole dalle Dissertazioni Vossiane di Apostolo Zeno
e da alcuni passi del proemio di questo medesimo panegirico. Il Còdice e
le miniature sono perfettamente conservate.
CALLIMACHI Angeli. — Panegyris Trivultia. . (Cod. M 4104).
Cod. cart in 8° del Sec. XVII.
£ una copia del Codice precedente. Nella parte interna, del cartone, alla
fine, vi è il nome di Tomaso Turati che nel 1702 possedeva questo Codice.
Vi è unito un fol. autografo di D. Carlo Trivulzio che illustra il Codice
originale.
Catalogo dei manoscritti della Bib. Belgiojoso (Cod. N. 2258).
Cod. cari in fol. del Sec. XVIII.
Catalogo degli stampati della Bib. Trivulzio. (Cod. N. 2264 e 2$65).
Cod. cari in fol. del Sec. XIX. 2 toL
« * ~
Catalogo della Bib. Rinuccini di Firenze. (Cod. N. 2259 al 2271).
Cod. cart. in fol. mas. del Sec XIX. 3 toL
Catalogo dei manoscritti della Bib. Rinuccini. (Cod. N. 2266).
Cod. cart. in fol. del Sec. XIX. 4 fascicoli
CIAMPI Sebastiano. — Lettere autografe dirette al Marchese G. Giacomo
Trivulzio dal 1813 al 1832. * (Cod. M' 2038).
CIS. — Astrologia alPEminentissimo Card. Trivulzia (Cod. N. 2110).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVII.
È T oroscopo fatto per il Pr. Ercole Trivulzio nato il 27 di Ottobre 1597.
Sulla legatura in pergamena vi è in oro l'arme Trivulzia col cappello car-
dinalizio.
TRIVULZIO 479
COLOMBINO Filippo. — Poesie. {Cod. N. 2103).
Cod. cart. in 4* del Sec XVII.
i
La più parte sono in lode di S. Filippo Neri e sono dedicate al Principe
D. Antonio Trivulzio.
Compendio di notizie risguardanti l'antichissima famiglia Trivulzio, che
cominciano dal 988, e giungono sino al principio del Sec. xv.
(Cod. N. 2067).
Cod. cart in fol. pica del Sec. XVIII.
Vi è unito un altro fascicolo che ha per titolo: « Notizie risguardanti
« a la famiglia Trivulzio ».
COPPA Giov. Donato. — Tentativo di Storia della famiglia Trivulzio.
(Cod. N. 2074).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
Vi sono tre copie, oltre P autografo, di questo libro, che è dedicato alla
Contessa Ottavia Marliani Trivulzio. Contiene un estratto dei beni, dei te-
stamenti e lasciti, oltre alle memorie delle cariche, titoli e gesta di ciascun ,
individuo di questa famiglia.
CODSSI (Claude de). — Fantaisie sur le plaisant et bien aymé casal
de Monseigneur Mons. le Rev.me Cardinal de Trivulce mon très re-
doubté et souverain seigneur. (Cod. N. 2100).
Cod. cart. in 8* pica del Sec. XVII.
Stanze in versi francesi precedute da una dedicatoria in prosa al sud-
detto Cardinale. Il nome dell'autore si ritrae da un rondeau acrostico alla
fine del libro. La prima iniziale della dedicatoria è colorata e dorata, e Io
è pure l'iniziale del componimento in vèrsi.
GRASSUS Antonius. — Proema. (Cod. N. 2098)
Cod. memb. in 8° dei Sec. XV e XVI.
Questo Codice contiene tre opuscoli:
I. Ad excellentem dominum Johannem Jacobum Triultium Comitem du-
calemque armorum invictum capitaneum et consiliarium : de gestis ejus
atque laudibus.
Questo titolo è scritto in oro colla iniziale e fregio dorato e miniato.
In fine vi è la data seguente in carattere rosso: « Neapoli x° Januarii
« m0cccc°lxxxvii0 ».
IL In IU.mi Imperatoria Jo. Jacobi Trivultii funerali pompa epicedium.
Cod. cari in 8° del Sec. XVL
È in versi esametri latini: sembra autografo.
III. Altro epicedio in terza rima di autore ignoto.
4 Cod. cari in 8° del Sec. XVI.
Anche questo paté autografo. Il Rosmini parla di questo Antonio Crasso
4&0 TEEVULZI0
nella « Vita del Magno Trivulzio » a pag. 608 del I voi. Degli altri due
poemetti a pag. 617 dello stesso volume.
Oronaoa di Gian Giacomo Trivulzio. (Cod. N. 2076).
Cod. oart in 4* del Sec XVI.
Si compone di fascicoli di carta di dimensioni e di caratteri duerni le-
gati assieme e non tutti della stessa epoea II Rosmini se ne servì per la
sua Vita dèi Magno Trivulzio ». Sono in una busta.
Dooumratl storici dall'anno 1463 al 1499. (Cod. N. 2235 al 2249).
Cod. cart in fol. del Sec. XIX. VoL 15.
Sono copiati dai documenti originali esistenti nell'Archivio di Stato di
Milano.
Elenoo delle edizioni del Sec. xv che si conservano nel Museo Trivulzio.
(Cod. N. 2031).
Cod. cart. in fol. del Seti XVIIL
ELIANO. — Della istrutione delle squadre tradotto dal latino in italiano
per Gull. Maria Grasso Castronovense e dedicata al Si£ Gian Gia-
como Trivulzio Marchese di Vigevano e generale di Francia.
(Cod. N, 2123).
Cod. cart. in foL del Seo. XVI.
Don Carlo Trivulzio aggiunse a questo volume una sua dotta illustra-
zione intorno alla traduzione dal Greco delle opere di Eliano e delle edi-
zioni che ne furono fatte. Parla in seguito di Castelnuovo di Scrivia, nel
Tòrtonese (patria del traduttore Grasso) e dei signori che lo possedettero
in feudo.
Estratti di vari Mss. francesi della Biblioteca Nazionale di Parigi ri*
sguardanti la Storia d'Italia. f , (Cod. N. 2071).
Cod. eart. in fol. del Seo. XIX.
Questa raccolta di documenti e di lettere ò importantissima per quanto
riguarda la vita dei due Marescialli di Francia G. G. e Teodoro Trivulzio
non solo ma anche quella di altri personaggi che ebbero grandissima parte
nelle vicende d'Italia in quel periodo di tempo che fu cosnfecondo di straor-
dinari avvenimenti.
FANIANUS Raphael. — Principiuin historiae Trivultioruin.
(Cod. ti. 2138).
Cod. oo* in fol. del Bea ITU.
Sono due i Codici contenuti nella busta che porta questo numero. Il
primo che mi pare autografo ha al piede del 1° Ibi. la seguènte annota-
zione. « Pro Ul.° Card. Trivult. 1648 *. Parrebbe da ciò .che il Fagnani
avesse scritto questo volume per il Card. Teodoro. Ne fu levato il cartone.
TBIVULZIO 481
Il secondo che è legato in pergamena ha sul piatto lo stemma Trivulzio
da cui pende il Toson doro. Vi è sulla prima pagina il titolo seguente:
« De Trivultiis Illustrissimae familiae peculiaris enarratio ». È un estratto
dell'altro Codice.
FRÀNCESCONI Daniele. — Lettere autografe al Marchese G. G. Tri-
vulzio. (Cod. N. 2036).
L'Ab. Francesconi era bibliotecario a Padova. Fu uomo assai erudito,
come appare da questa corrispondenza.
GILODI Paolo. — Saggio di architettura militare dedicato al cittadino
Trivulzio ministro della guerra della Repubblica Cisalpina. È diviso
in due parti, difesa ed attacco. (Cod. N. 2116).
Cod. cart in fol. del 1803.
Horaa Beatae Mariae Virginis secundum usum Romanum.
(Cod. #2155).
Cod. memb. in 8* del See. XV.
Sul primo fol. rinchiuso in un ornato leggesi scritto in caratteri d'oro
sopra fondo azzurro : « Horae beatae Virginis Mariae secundum usum Ro*
« manùm, 1570.
Al verso dello stesso fol. si trova lo • stemma Trivulzio bipartito con
quello Estense.
Segue il calendario, poi il 1° capitolo dell'Evangelo di S. Giovanni ed
in seguito quello degli altri tre evangelisti. Questi ultimi sono contornati
da' un fregio coir iniziale miniata in cui si vede l'evangelista che scrive
con allato i loro animali emblematici. Vengono dopo le solite officiature,
ciascuna delle quali è preceduta da una grande miniatura che occupa tutto
il foglio.
Gli ultimi dieci fol. che contengono i Sufragìa sanctorum hanno tutti
il contorno miniato. È scritto in carattere quadrato a modo di stampa, con
tutte le iniziali miniate e dorate. Le miniature sono di stile fiammingo del
sec. xv. Quest'Ufficio appartenne a Barbara d'Este moglie del Conte Fran-
cesco Trivulzio. Evidentemente il fol. collo stemma fu aggiunto nel 1570
quando venne legato per la Contessa Barbara.
Indioa della Storiar della famiglia Trivulzio scritta dall' Ab. Don Pio
Muzio, fatto in forma di compendio con ordine alfabetico, il quale
corrisponde all'originale di detta Storia che si trova nella Biblioteca
Ambrosiana. {Cod. N. 2066).
Cod. cart. in fol. del Sec XVIII.
Vi sono unite delle annotazioni di D. Carlo.
*
Indioa per ordine alfabetico delle materie contenute nei registri di un
Archivio Milanese. (Cod. iV. 2122).
Cod. cart. in ibi. del Sec. XVII.
Probabilmente sarà stato quello ora detto di Stato, ohe allora stava nel
Castello di Milano. .
Coiai. TrUmlziana {Stampalo U 28 febbraio 4884) IH
482 TBIYtJLZIO
L«tt«r«, decreti ed altre carte relative al Governo della Lombardia du-
rante il regno di Maria Teresa e di Giuseppe II dal 1746 al 1780.
{Cod. N. 2042).
Ve ne sono di stampati. La massima parte riguardano il Collegio Lon-
fone di Milano, detto dei Nobili, e sono dirette ài Marchese Alessandro Teo-
oro Trivulzio che ne era il Delegato Regio. Vi sono anche informazioni e
notizie; e fra queste alcune curiose, come sarebbe Quella su di an parroco
di Serisole ottuagenario che passava per santo , al quale ricórrevano gli
ammalati per farsi guarire. Parecchi ne morirono, in forza de' rimedi da lai
prescritti, fra i quali aveva una predilezione per il ranno, che faceva bere
in larga dose, alla mattina, ai suoi clienti.
Lèttere dirette dalla Spagna al Principe Ercole Trivulzio da diversi
personaggi, {Cod. N. 2082).
Cod. cart. in fol del Sec. XVII (1661 al 1664)
Queste lettere in ispagnuolo sono originali. Di alcune vi è la traduzione
fatta e scritta di mano dell' Ab. Pietro Mazzuchelli. Riguardano affitti pri-
vati e di complimento. Vi sono anche delle lettere dirette al Pr. Ercole dal
Card. Teodoro Trivulzio suo padre. Vedi Triv. Teod.
Llbto d'imprese • usate da Sforzeschi e Trivulzio. {Cod. N. 2068).
Cod. cart in 4« del Sec. XVII.
Le figure sono colorate.
Libro de pagamenti dei soldati Alemanni. (Cod. N. 2069).
Cod. 'cari in fol. del 1678.
Noti vi è il nome del Oapo militare pel quale tenevasi questo registro,
ma potrebbe darsi che fosse il Marchese Vercellino Visconti essendovi sai
cartone un V ripetuto anche alla fine, dove si trova un riassunto delle par-
tite inscritte.
MÀDRIGNANO Arcangelo. — Gestarum rerum illustrissimi viri Magni
Trivultii lib. IV. {Cod. N. 2079V
Cod. cart. in fol. del Sec. XVI.
Il Madrignano fu monaco Cisterciense nel monastero di Chiara valle presso
Milano.
L'Argelati parlò di lui nella « Bib. Scrip. Mediol. » col. 829 e 2002, dove
cita quest'opera, ma pare ohe non l'avesse mai veduta , perchè la ricorda
soltanto citando l'autorità di Lancino Curti che scrisse su di essa alcuni
versi.
MÀDRIGNANO Arcangelo. — Altra copia del Sec. xvm. {Cod. N. Si 32).
MADRIGNANO Arcangelo. — Prefatione sopra li Commentàri deUllL*
Pr. Gio. Giac. Trivultio di Arcangelo Clarevallenae. {Cod. ft. 21 24).
TRIVULZIO 499
MÀDRIGNANO Arcangelo. — Gestarum rerum HLroi Princ. domini Jo.
Jacobi Trivultii Marchionis Viglevani exereituum imperatoria optimi
Commentarti lib. IV. (Cod. N. 2063).
Cod. eart. in fol. del See. XVI.
Alla fine vi è la Expeditio in Ausimenses, della quale vi è. un altro
esemplare, Cod. 1388.
MARCALDI Francesco. — Narratone dello Stato della Regina di Scozia
del Principe suo figliuolo. Al molto Illustre Sig. il Sig. Conte Ales-
sandro Tnulzi. (Cod. N. 2105).
Cod. cart. in 4° pice. dell'anno 1582. «
La lettera con cui la Narratione è indirizzata al suddetto signore ha la
data « In Milano a' xxn di Maggio mdlxxxii ». É autografa. Vedi altre opere
del Marcaldi nel Catalogo lettere M.
Memorie biografiche di G. Giac. Trivulzio detto il Magno.
(Cod. N. 2077).
Sotto questo titolo, in una busta, si trovano i seguenti documenti!
I. Memorie circa il Maresciallo Teodoro Trivulzio morto a Lione nel 1531
(copia del sec. xix di carte esistenti nell'Arch. del Luogo Pio Triv.).
II. Privilegio di G. G. Trivulzio detto il Magno concessogli da Lodo-
vico XII re di Francia nel 1502.
È stampato e vi è unito un Memoriale al Magistrato Cam. del Pr. Teo-
doro Trivulzio del 1623.
III. Copia di due lettere scritte da Luigi da Porto e dal Gelini , in cui
si parla del Magno Triv. (copia del sec xix).
IV. Testamento e codicillo del Magno Triv. Sono stampati e vi è unita
una copia Ms.
V. Istruzione di Martino Buvolino al Marchese Gian Giac. Trivulzio (del
. sec. xvi).
VI. Memorie biografiche del Magno Triv. (sec. xvi).
VII. Lettera di Gian Giac. Albriono al Marchese Trivulzio, 1 515. Originale.
VIII. Notizie biografiche del Maresciallo G. G. Triv. (sec. xvii). .
MteoelUmea storica. (Cod. N. 2040).
Cod. cart in fol.
Sono 24 fascicoli contenenti documenti storici, che per la massima parte
si riferiscono a Milano: alcuni di essi sono assai importanti. Il più aptico
è una copia di un diploma dell' Imp. Lotario dell' 847 risguardaate la corte
di Locate presso Milano. Il più recente è del 1716, e contiene le istruzioni,
anche secreto, date al Pr. LOwenstein, che era stato nominato governatore
dello Stato di Milano. La maggior parte sono manoscritti, alcuni pochi stam*
Siti. Trovansi in un involto e sono slegati. Vi ha unito la nota del con-
mito di ciascun fascicolo o documento.
Uoellanea. (Cod. N. 2065)
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII in parte stampato,
I. Tratado de paz entre està corona y la de Francia (stampato in Milano
1660).
484 TRIVULZIO
IL Prima parte della relazione delle reali disposizioni a consegnare
la S.mi D. Maria Teresa al Cristianissimo Luigi aIV (1660).
III. Relazione della solenne e celebre entrata delle LL. MM. Luigi XIV
e Maria Teresa di Spagna in Parigi.
IV. Vita del Card. Mazarino (Ms. del Dicembre 1657).
V. Thedori principis Card. Trivultii nox atra ab Haimone Corio edita
Med.Di 1657.
VI. Orazione di Mons. Alessandro Porro Vescovo di Bobbio pei funerali
del Card. Teodoro Trivulzio (1657).
VII. Funebris pompa Orsinae Sfortiae Vicecomitis ab Aymone Corio edita
(1655).
Vili. Controversia relativa ai funerali del Cardili. Teodoro Trivulzio.
MONETA Carlo. — Orazione da lui recitata nella grand'aula del Col-
legio di Milano alla presenza del Senato e dei principali della città
in occasione che l'Ili.0 Ordine dei giudici fece le sue congratula-
zioni al suo alunno Pr. Teodoro Trivulzio per il suo innalzamento
alla sacra porpora il giorno 18 Marzo 1630. {Cod. N. 2111)
Cod. cari in fbl. pica del Sec. XVII.
MUTIUS Pius. — Historia Trivultia. {Cod. N, 2140).
Cod. cart. in 4» del Sec. XVIII.
*
L'autografo di quest'opera si trova nella Bib. Ambrosiana Vi è unito
un locupletissimo indice (an. 1705) ed un albero genealogico.
NAGONIUS Jo. Michael. — Carmina varia de laudibus I. 1. Trivultii
Magni (Cod. N. 2097).
Cod. cart. in b° del Sec. XVI.
Sulla prima carta di risguardo si legge, in rosso, un epigramma: « Ad
« Illustrissimum dominum D. Jo. Jacobum Trivultium Magnum Magistrum
« Franciae ductoremque regium fortissimum quem poeta rogat ut legat
• suum opusculum ». Questo epigramma ha la sottoscrizione autografa
« V. 111."» D.M Servulus Jo. Michael Nagonius poeta laureatus ». — I titoli,
le iniziali e le postille marginali sono scritte in rosso.
Il Rosmini nella «'Vita del Magno Trivulzio » (Voi. I, pag. 611 e segr.)
descrisse questo Codice e parlò del suo autore , che il Tiraboschi (Voi. VI ,
pag 989 e seg.) dubitò potesse essere lo stesso che il Pingbnio che scrisse
altre poesie latine e fu laureato poeta a Roma. A confermare questa sua
opinione nota che amendue si dicono poeta laureati e portano l'identico
nome di Gian Michele.
NERI (San Filippo). — Lettere da lui dirette a diversi dal 1566 ai 1621 .
(Cod. N. 2039).
Cod. cart. in 4* del Sec. XVIII.
Hot* e conti di libri, elenchi di librerie e di Mss. dirette ai AL* Gian
Giacomo, e Giorgio Trivulzio, in fascicoli e fogli staccati del sec. XIX.
(Cod. N. 2013).
Vi si trovano delle notizie bibliografiche di qualche interesse , come
TRIVULZIO - 485
: i
sarebbe la nota dei Codici che appartennero al Monastero di S. Ambrogio
a Milano.
Notisi*' storiche. (Cod. N. 2122).
Cod. cart. in fol. del- Sec XVII.
Vedi Indice per ordine alfabetico (Cod. 2122)
OratlonU (de partibus). (Cod. N. 2150).
Cod. cart. in 4* del Sec. XV.
•
Incomincia: « De partibus orationis brevi compendio et de bis potis-
« simum que flectuntur Andree fili ad te seri bere constitui etc. ».
La prima iniziale ba una miniatura ed un fregio, ed a pie della pagina
lo stemma Trivulzio. Sul cartone in fine del volume nella parte interna è
scritto: « Hic liber est Renati Trivultii ci vis Mediolanenòis ».
Órdine (lo) de le esequie del quon IU.mo Signor Jo. Jacomo Trivultio
gran mareschiallo de Franza facte in Milano: ad honor primo del
omnipotente Ydio et poi del prefato Signore. Amen Deo gratias.
(Cod. N. 2112).
Cod. cart. in fol. piec. del 1519.
Oroioopo nella nascita del Conte di Bassignana e Musocco.
{Cod. N. 2108).
Cod. memb. in 4° del Sec. XVI.
Gian Francesco , pel quale fu fatto questo oroscopo era figlio di Gian
Nicola, il quale premorì al padre nel 1512 Gian Francesco nascendo ebbe
il titolo di Conte di Musocco e di Bassignana: titoli che spettavano al pri-
mogenito della casa. La contea di Musocco era stata comperata dall'avolo,
il celebre G. Giac. detto il Magno. Il feudo di Bassignana era stato con*
cesso al medesimo da Lodovico XII re di Francia nel 1500. Gian Francesco
nacque il Venerdì 5 d'Ottobre del 1509. Ebbe una vita molto avventurosa,
e morì in Mantova nel 1573. Se ne può leggere la biografia nelle Famiglie
celebri del Litta, Tom. IV, Tav. III. Il di lui ritratto, opera del Morone, si
conserva nella famiglia.
«
PALEOLOGO (Giov. Batt. Diana). — Il Cavaliere ravveduto: idee poli-
tiche morali. (Cod. N. 2092).
Cod. cart. in 8° picc. del Sec. XVII di pag. scrìtte 96.
Sopra un fol. non numerizzato si trova a modo di frontispizio quanto
segue :
« Il Cavalier ravveduto: idee politiche e morali di Giov. Batt. Diana
« Paleoiogo Secre.i0 Gentil.0 di S. E. il Sig. Princ. Trivultio ed Accademico
a faticoso ».
É un romanzo politico: non è terminato: vi sono delle correzioni di pa-
role che indicherebbero che fu riveduto dall'autore.
Poeti* diverse. (Cod. N. 2014).
Grossa cartella di poesie del sec. xvm e del sec. presente, parte inedite,
480 TBIVULZIO
alcune col nome dell'autore, moltissime anonime. Trattano (Tornii genere
d'argomenti. Sono fogli staccati. Vi è anche un volume del Capito le dei
frati del Chiesa.
PORRO Alexandre. — Le très grand Trivulce, c'est à dire la vie de
Théodore Cardinal Prince Trivulce gouverneur de Milan oratoire-
» ment descripte et representée par nllusme et reverendissime sei-
gneur Alexandre Porri évesque et Comte de Bobio aux funérailles
solemnement faites et célébrées pour ses obsèques en Téglise de
Saint Pierre Gessate à Milan le f 2 Mars 1 657 dédié à I. G. Prince
Trivulce. Imprimé à Milan et traduit d Italien en Franqais P. S-
(Philippe Savageot). (Cod. N. 1206).
Ood. cari, in 4° del Sec. XVII.
L'Argelati nel T. II, col. 11 13, all'articolo Alessandro Porro citò l'ora-
zione latina da questi recitata probabilmente a Pavia, ove il Card. Teodoro
morì ai 3 d'Agosto nel 1656 (per errore di stampa vi è detto 1616) e quel-
l'altra ia italiano recitata nella chiesa di S. Pietro in Gessate nel 1657, in
occasione delle solenni esequie ivi celebrate , ma non fa cenno di questa
traduzione francese, che forse egli non conobbe.
REBUCCO Antonio. — Vita del Magno G. Giacomo Trivulzio.
(Cod. N. 2184 e 1186).
Cod. eart. in foL del Sec, XVI.
L' Argelati non ha citato questo autore , ma lo fu dal Predari (Bibliog.
Mil., pag. 534). Il Rebucco era cameriere del celebre capitano: narra la
vita ai lui incominciandola dal 1450 e proseguendola fino alla sua morte,
in forma di diario. Questo Codice è autocrata Ognuno può immaginare di
quanto valore sia per la Storia la narrazione di un testimonio oculare delle
gesta di un tal personaggio. Il Rosmini se ne valse assai* Si compone di
vari fascicoli. — Nella stessa busta vi è una copia di questo lavoro fotta
dall' Ab. Mazzuchelli nel 1807.
«
REBUCCO Antonio. — Vita del Maresciallo Trirulzio. (Cod. N. 2136).
Cod. cari in foL del Sec XVI.
I
Questo pure è autografo. Nell'interno della copertura vi è il nome se-
guente: a Canonici Jonannis Andreae Irici I. C. et tbeologi Tridinensis ».
Bitratti di personaggi della famiglia Trivulzio e loro imprese. Voi. 4.
Sono rozzi dipinti sopra cartoncino azzurro. {Cod. N. 2117 al 2120),
I ritratti contenuti nel I e II Voi. sono tutti dipinti in chiaro scuro. Sul
1° fol. del III vi è la seguente intestazione: « Imagini ricavate dal natii -
« rale di molti personaggi della Casa Trivultia, e particolarmente dalle ga-
« lerie di Codogno, Mausoleo Trivultiano di S. Nazaro, Salone di Formipara,
« lapide e medaglie antiche così di marmo come di bronzo , archivio de
, « Principi Trivuftii, de Conti di S. Fiorano, Marchesi Trivuitii de Homate » .
I ritratti di questo III Voi. sono a colori diversi.
Nel quatto Voi. si vedono molte delle imprese Trivulzie, colla loro spie-
TBIVULZIO 487
gazione, dove si trovano, e quando incominciate. Da alcune di esse appare
ohe sono scritte da un membro di questa famiglia, ma non si sa da quale.
Vi sono pure alcuni ritratti.
ROSMINI Carlo. — Lettere. (Cod. N. 2033, 2034 e 2035).
Queste lettere sono divise in tre volumi :
Il 1° contiene quelle dal 1798 al 1804.
Il 2° dal 1805 al 1809
Il 3° dal 1810 al 1826. Sono autografe e dirette al Marchese Gian Gia-
como Trivnlzio.
SCAURUS Franciscus. — De laudibus Jo. Ja. Trivultii Magni.
. {Cod. N. 2096).
Cod. memb. in 8° del Sec. XVI.
Lo Scauro nel mandare il suo poema al Trivulzio, scritto su carta , (rii
dice che se questo gli piacerà, verrà trascritto su pergamena e forse anche
stampato. Pare che le lodi dello Scauro siano piaciute al Maresciallo, perchè
infatti il presente Codice è membranaceo. L'autore fu Novarese, come
egli stesso dichiara nell'indirizzo della lettera dedicatoria. Il Rosmini parla
di questo poemetto a pag. 609 del I Voi. della « Vita del Magno Trivulzio ».
Stemmi ed imprese dei Trivulzio. {Cod* N. 2168).
Cod. cari in 4« g. del Sec. XVII.
Stimmi ed imprese dei Trivulzio. (Cod. N> 2266).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
Stemmi. — Altro simile. (Cod. N. 2267).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
Questi tre Codici sono sopra carta assai sostenuta , quasi cartoncino
Sono colorati ed in alcune pagine vi è la spiegazione dell'impresa , ed in
qual occasione venne usata.
Stemmi di famiglie diverse alleate per matrimonio coi Trivulzio.
[Cod. N. 2268).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII, sono 47 fogli staccati.
Stèmmi ed imprese diverse. {Cod. N. 2269).
Cod. cart. del Sec XVIII.
Sono fol. 34 sciolti di imprese e stemmi di famiglie diverse.
STORIONI Fidklis àntomto Màrìus. — Ad Illustrissimum onnipotentem
488 TBIVULZIO
dominum d. Johannera Jacobum Triultium Marchionem Viglevani
Mareschalcum Franco rum dictatorem dignissiraum Fidelis Anton ii
Parmensis Panegyris Marii Sturioni. (Cod. N. 2099).
Cod. cart. in 4* del Sec. XVI.
Sul primo fol vi è un epigramma che serve di dedicatoria. La prima
pagina del Panegirico ha l'iniziale d'oro sopra foiido azzurro con un fregio.
A pie della pagina vi è Tarme Trivulzio colle iniziali TOT 1A. del nome del
Maresciallo. In fine leggonsi alcuni versi: « Ad musam ut adoat dom m
« Illustriss. Trivultii ».
Il Rosmini nella « Vita del Magno Triv. » (T. I, pag. 613) parlando di
questo Codice dice di non aver trovato notizie di questo autore neppure
negli « Scrittori Parmigiani » del P. Ireneo Affò.
TESTA Francesco. — Lettere autografe dirette al M.w G. Giac Trivulzio
dal 1811 al 1830. (Cod. N. 2037).
TOMITANO Giulio Bernardino, e Clementino suo figlio. — Lettere au-
tografe dirette al M.M G. Giacomo Trivulzio dal 1809 ai 1828.
(Cod. N. 2032).
TRIVULZIO. — Documenti originali in pergamena in N° di 11 chiusi
in una busta. (Cod. N. 2060).
I. Privilegio accordato dal Vescovo di Mantova Card. Francesco Gonzaga
al Magnifico Jo. Jacobo Trivulzio di eleggersi un confessore che lo assolva
dagli omicidi da esso commessi personalmente, o da lui comandati, 1483.
IL Sentenza nel processo pel feudo di Castelnuovo mosso da Galeazzo
Sanseverino al Marchese Io. la. Trivulzio, 1520. Vi è appeso il gran sigillo
in cera rossa del re di Franbia Francesco I.
III. Dispensa accordata da frate Grattano da Fuligno per la messa Uffici
digiuni etc. al Nob. Agostino Trivulzio ed alla di lui moglie Susanna, 1502.
IV. Testamento del Conte Giov. Trivulzio, 1548.
V. Approvazione del decreto del Maresciallo Jo. Ja. Trivulzio in favore
dei Bentivoglio, 1499. .
VI. Diploma in tedesco del 1550.
VII. ferramento per il Vescovo di Parma ed Arasmino ed altri consorti
Trivulzio, 1453.
Vili. Altro simile dello stesso anno.
IX. Dispensa di matrimonio fra Urbano e Donnina Trivulzio, 1501.
X. Tre diplomi in favore del Princ. Teodoro Trivulzio con due copie in
carta della traduzione in tedesco. Sec. x vii.
XI. Sei scritture concernenti il trattato col Duca di Parma per mettere
la posta in Casale. Sec. xvii.
TRIVULZIO. — Lettere dei Signori Trivulzio dall'anno 1482 al 1496,
copiate dagli originali documenti esistenti nell'Archivio dei Duchi
di Milano (ora di Stato). . , (Cod. N. 2220 al 2228).
Cod. cart. in fol. del Sec. XIX. 0 voi.
TRIVULZIO. — Lettere e corrispondenze degli Ill.mi Signori Trivulzio
datai. TV-fonfetaiia
fMttmjM» li ST/Ufa* 4«tt)
6*
TBIYUL?IQ 4§?
favate come le precedenti dall'Archivio di Stato dal 12H al
1531. (Cod. N. 2229 al" 2234).
Cod. c*rt in fol. dal 8ee. XIX. 0 toI.
TR1VULZI0. - Miscellanea e documenti. (Cod. N. 2250 al 2256).
Sono flette cartelle di copie di istrumenti di epoche diversa.
Cart. 1. (Corf. N. 2?50).
Miscellanea I. N. 12 documenti dal 146? al 1536.
Miscellanea IL Documenti 25 dal 1487 al 1697.
Miscellanea IH. Documenti 4 dal 1 499 al 1 520 ri$guprfla||ti il femìfl di
Castelnuovo Tortonese. •
Cart. IL {Cod. K 2251).
Documenti Nam. 36 risguardanti Gian Giacomo Trivulzio emanati da
luigi XII re di Francia dal 1499 al 1513.
Cart. III. {Cod. N. 2252).
Miscellanea I. Documenti N. 8 dal 1477 al 1513 riguardano il Maresciallo
G. Giacomo Trivulzio.
Miscellanea IL Doc. N. 3 dal 1485 al 1517, riguardano il Maresciallo.
Miscellanea III. Doc. N. 4 dal 1475 al 1487, privilegi e feudi p$l Napp-
Jetaoo del Maresciallo.
Miscellanea IV. Doc. N> 4. Lettere al Maresciallo Trivulzio dal 1498 al
1514 (scritte da Venezia).
Miscellanea V. Diploma di Federico III Imp. per il feudo di Musocco
(1487) del Maresciallo.
Miscellanea VI. Diploma di Massimiliano Imp. 1516 del Maresciallo.
Miscellanea VII. Documenti N. 13. Diplomi e patenti di Carlo VIII dal
1494 al 1496, e transunti di altri successivi sino al 1518. Del Maresciallo.
Miscellanea VIII. Documenti N. 8 dal 1515 al 1517 di Francesco I redi
Francia. Del Maresciallo.
Miscellanea IX. Patente di Enrico II re di Francia del 1517 al Sig. Fran-
cesco Trivulzio-
i
Cart. IV. {Cod. N. 2253).
Miscellanea I. Docmneitfi N. 8 dal 1499 al 1503. Riguardano lg contea
di Pezenas in Francia, del Maresciallo.
Miscellanea IL Documenti 2 dal 1502 al 1553: riguardano Vigevano e
la famiglia Trivulzio.
Miscellanea HI. Documenti N. 41 dal 1480 al 15)8, riguardano Mtpoqco
e la Val Misolcina, del Maresciallo.
Miscellanea IV. Documenti N. 17 dal 1517 al 1665, riguardano affari e
personaggi diversi della famiglia Trivulzio.
C**t. V. {Cod. N. 2254).
Miscellanea di documenti , alcuni originali in foL staccati, di materie
diverse: la maggior parte riguardano la famiglia Trivulzio.
Caldi. Tripulziana [Stampalo li 28 febbraio 4884) 62
4M TBIVULZIO
Cart. VI. {Cod. N. 2255).
Miscellanea di documenti , alcuni originali , ma per la maggior parte
copiati riguardanti la famiglia Trivulzio. Vi sono testamenti, copie di dodici
e libri cbe trattano di cose relative alla detta famiglia.
Cart. VII. (Cod. N. 2256).
Miscellanea di copie di documenti , libri stampati , alberi genealogici ,
statuti ecListrumenti diversi risguardanti la famiglia Trivulzio, e terre del
contado Milanese.
MUoellanea Trivulzio. (Cod. N. 2078).
Cod. cart. in fol. dei Sec. XV e XVI, in busta.
Sonò N. 44 fascicoli o fol. contenenti documenti che riguardano la fa-
miglia Trivulzio ed in particolar modo il Maresciallo 6. Giac. detto il Magno,
ed il Maresciallo Teodoro. Erano legati assieme, benché non tutti di ugual
dimensione, e serviva loro di coperta una pergamena, con miniature, di-
retta ad un pontefice , di cui manca il nome , nella quale diversi membri
della famiglia Taverna chiedono diversi privilegi, fra i eguali la facoltà di
eleggersi un confessore che li possa assolvere dai peccati riservati. La do-
manda venne loro accordata colla semplice formula, senza sottoscrizione.
Fiat ut petitur.
Miscellanea Trivulzio. — Scrittori. {Cod. N. 2062).
Cod. cart. in 8» del Sec. XIX.
Contiene le copie dei seguenti Codici che esistono in questa Biblioteca.
1. Antonii Crassi carmina ad magnum Jo. Jacobum Trivultium.
2. Francisci Scauri carmina ad magnum Jo. Jacobum Trivultium.
3. Michaelis Nagonii Panegyris ad magnum Jacobum Triv.
4. Antonii Marii Sturionis Panegyris ad magnum Jo. Jac. Triv.
5. Callimachi Siculi Panegyris Trivultia.
6. Vita divi Thomae Aquinatis.
7. Ad IH.™ dnm Joh.Franciscum Triv. Epistola.
8. In IH.1111 Imperatoris Jo. Ja. Triv. funerali pompa epicedium.
TRIVULZIO Alessandro. — Lettere autografe da lui dirette alla Con-
tessa Veterani nata Trivulzio sua zia dal 1717 al 1725,
(Cod N. 2084).
TRIVULZIO Alessandro. — Lettere di stampatori e librai dirette allo
stesso. Autografe. (Cod. N. 2083).
TRIVULZIO Alessandro. — Lettere di diversi dirette allo stesso.
(Cod. N. 2085, 2086 e 2087).
Cod. cart. del Sec. XV11I. 3 voi.
Queste lettera, tutte autografe, sono disposte per ordine alfabetico. Se
TRIVULZIO 491
ne trovano del Muratori e di altri letterati e personaggi distinti di quel
tempo. È una preziosa raccolta che può servire anche alla storia letteraria
del secolo scorso.
TRIVULZIO Antonio protonotariq. — Corrispondenza : dall'anno 1480 al
1484 copiata dagli originali documenti esistenti nell'Archivio di
Stato di Milano. (Cod. N. 2206 al 2219).
Cod. cari in fòl. del Sec. XIX. VoL 7.
TRIVULZIO Card. Antonio. — Lettere e minute di lettere la maggior
parte autografe. {Cod. N. 2317).
Cod. cart del Sec. XVI.
Al principio vi è una lettera di dedica di Paolo Martinengo alla Signora
Catterina Gonzaga Trivulzio, cui offre questa raccolta.
TRIVULTIUS Antonius. — Artificia rethoricae et scripta de componendis
orationibus et carminibus. {Cod. N. 2090).
Cod. cari in 4° del Sec. XVII.
Vi è unito un trattato: « De componendo epigrammata et madrigalia
« a Rev. patre Bartholomeo Pusterla ».
TRIVULZIO Don Carlo. - Zibaldone. . {Cod. N. 2094).
Cod. cart. in 8° del Sec. XVI II di fol 140.
Contiene memorie svariatissime sopra argomenti d'ogni genere. Alla
fine vi è un indjce delle materie. É autografo e prova la vasta erudizione
e somma diligenza di questo esimio personaggio, che fu il fondatore della
Biblioteca e del Museo Trivulzio.
TRIVULZIO Don Carlo. — Libro di annotazioni e memorie diverse
sopra antichità e libri. (Cod. N. 2095).
Cod. cart in 8°. Autografo.
TRIVULZIO Don Carlo. — Memorie succinte delle mutazioni avvenute
ai regolari ed alle monache nella città di Milano, et sì anche delle
nuove fabbriche e del disfacimento di alcune antiche e di altre
cose relative alle medesime quanto sia dell'anno 1750 sino al 178...
(Cod. N. 2102).
Cod. cart in 8°. Autografo.
TRIVULZIO Don Carlo. — Miscellanea. (Cod. N. 2048).
È impossibile di dare la nota e la descrizione di quanto è contenuto in
questa Miscellanea composta di fogli staccati e di piccoli pezzi di carta
con annotazioni ed illustrazioni di Codici , di avori , di bronzi , di oggetti
antichi d'ogni genere. È un grosso fascicolo contenente parecchie migliaia
4è2 TfcìmztÒ
di notizie che fàuno chiara testimonianza della vasta erudizione di questo
instancabile raccoglitore ed illustratore degli oggetti è Codici preziosi da
lui posseduti.
ttóVtJLZIO Dqn Carlo. — Persone illustri o per nascita o per erudi-
zione che furono da me Carlo Trivulzio per osservare le mie pìccole
cose antiche. (Cod. N. 2107).
Còd. óàrt. in 'fòl. picè. Autògrafe.
Non è trab tiemplieb e sterile noriaeirclatura , tùk una tttóciuta *elafciéhè
della vidita ricevuta coi giudizi dati, sulle cose del sub muieo. dai distinti
letterati ed artisti che furono a visitarlo.
TRIVOLÉK) Don Carlo. — Nnmismata augdstofum et augustarum tam
in Oriente guani in occidente in auro excusa a Julio Cesare ad
Josephum II quibus preeunt nonnulla regum urbium et iamiliarura
à Carolo Trivultio patritio Mediolahensis collecta ab anùo 1746
nsque ad 1769. (Coti. M 2093).
Còl. cut la S9. Autogfeft.
tftìVULÌIO Don Carlo. — Zibaldone, nel genere di quello segnato
sopra, Cod. 2094, ma non autografo. (Cod. N. 2101).
TRIVULZIO Conte Claudio. — Carte diplomatiche e di affari privati
a lui appartenenti. (Cod. N. 2088).
Cod. cart. in fol. dei Sec. XVI e XVII.
fi composto di fascicoli e carte legate assieme ita parte autografe.
Il Litta è molto sobrio nel dare le notizie sul Conte Claudio Trivulzio
(Tav. IV). Da un ricorso (che trovasi in questo volume) da lui presentato
all'Imperatore risulta che prima della fissione avuta nel 1575 egli aveva
fóà avuto l'incarico di trattare col Papa relativamente al titolo di Gran
Duca che il Pontefice voleva accordare ai sua autorità al Duca Cosimo de9
Medici. Di questa missione si trovano nel presente volume le istruzioni e
qualche lettera. Risulta pure dallo stesso ricorso ch'egli fu uno degli ora-
tori che l'Imperatole mandò al Re di Persia in restituzione dell'ambasciata
spedita da quel sovrano in occasione della guerra col Turco. Ebbe pure
altre missioni diplomatiche. Egli aveva incominciata la 6ua carriera ser-
vendo sotto gli ordini di suo padre il Conte Gian Fermo hello armate di
Cario V.
In quésto grosso volume, oltre alle carte relative al Conte Claudio, vi
sono raccolti moltissimi documenti storici , alcuni de* quali arrivano sin
verso la metà del sec. xvn, e quindi posteriori alla morte del Conte Claudio
avvenuta, secondo il Litta, nel 1591. Di questi documenti alcuni pochi 8k>no
originali, ina per la massima parte sono copie, e traduzioni. Ve ne sono
di italiani, latini, spagnuoli e tedeschi. Moltissimi di questi ultimi riguar-
dano gli affari di Polonia.
WtlVULZIO Otàn. Francesco. — Libro nel quale il Sig. G. Francesco
flUVtt-tìo 4dS
Trivulzio marito della Sig. Giulia Trivulzia nota e racconta gli af-
fari di sua c*3à dal 1518 in avanti. (Cod. N. .2073).
Cod. cari in fol. pica del See. XVI.
Non vi (sono soltanto notizie di a&ri, ina anche di quelle inguantanti
hi Storia. Libiti abbastanza curioso.
TRIVULZIO Gian Giacomo., detto il Magno. — Libro delle paghe delle
su* militie. (Cod. tt 2125 al 2131).
Cod. cari in fol. del See. XV. 7 voi.
Assai curiosi volumi dove sono registrati i nomi di tutti i soldati che
brano agli stipendi del Trivulzio , non già come capitano ai servizio di
Francia, ma come condottiero. Da questi volumi si può vedére quale fosse
il modo con cui venivano composte e pagate le compagnie di ventura, e
còme venissero liquidati i conti coi Sovrani che egli servi colle sue Com-
pagnie. Questi volumi conservano la loro legatura originale in carta pecora
éógli stemmi ed imprese del Magno Trivulzio.
TRIVULZIO Gian Giacomo. - Zibaldone. (Cód> JT. 2133).
Cod. cart. in fol. del See. XV.
Sul cartone sta scritto Zibaldone I, ma quasi illeggibile. Non ha intesta-
zione, incomincia con una lettera sottoscritta da Bernardino Bucca datata
da Milano il 20 Novembre 1499. Seguono altre lettere sempre del Bucca
delio dtedso anno e del successivo; poi vi sono annotate delle ricevute di
denaro, l'ultima delle quali porta la data del 31 Dicembre 1506. Tutte si
riferiscono air amministrazione patrimoniale del Maresciallo.
TRIVULZIO Gian Giacomo. - Zibaldone. (Cod. ». 2114).
Cod. cart. in 8° del See. XVI.
Sul prìitoo fol. sta scritto Zibaldone X\ Sul secondo vi è la seguente
intestazione :
« Registro de letere patenti de officii instructione gride assignatione et
« donne altra expeditione se farà per lo IU.mo S. Jo. Jaeobo Trini lt io Mat*
« chese de Viglevano Mareschalcho de Francia et regio locotenente generale
« aeu per Bernardino Bocca secretano de sua excellentia nell'anno presente
« 1501 per lo gobernio del Stato ac terre de lo Stato et spese de la Si-
« gnoria sua ».
Questo registro arriva sino al 1505> ma vi sono in seguito alcune altre
poche annotazioni sino al 1520.
TRIVULZIO Gian Giacomo. - Notizie biografiche. {Cod. N. 2075).
Cod. cart in fol. del See. XV.
Comprende due scritti autografi intorno ai primi anni del Magno Tri-
vulzio, uno in lingua latina, l'altro in italiano. Sono tutti e due dello stesso
carattere. Contengono le stesse cose e vanno di pari passo : se non ehe il
primo si ferma air anno 1467 ed il secondo continua sino al 1483. Il Rosmini
494 TBIVULZIO
non li conosceva quando pubblicò la vita del Trivulzio, ma poi avutone
notizia li illustrò con una prefazione onde darli alla stampa come appen-
dice : ma ciò non ebbe luogo. Essi si trovavano nell'Archivio di Lodi. Vi
sono unite due copie moderne. Sono in tutto sei fascicoli entro una busta.
TRIVULZIO Gian Giacomo. — Corrispondenza dall'anno 1467 al 1518.
(Cod. N. 2171, e 2205).
Cod. cari in fol. del Sec. XIX. Voi. 35.
È copiata dagli originali esistenti nell'Archivio di Stato di Milano.
TRIVULZIO March. Gian Giacomo. (Cod. N. 2043).
Il Marchese Gian Giacomo Trivulzio , morto nel 1832 , era nipote di
D. Carlo Trivulzio, dal quale non solo ereditò una parte del Museo e della
libreria, ma anche l'amore allo studio ed alle collezioni. Egli ebbe un'attiva
corrispondenza con molti uomini dotti. Alla sua morte il figlio di lui Mar-
chese Giorgio cercò di avere le sue lettere, e dove non potè ottenere gli
originali volle almeno possedere le copie. Questa raccolta fu divisa in due
parti : le lettere autografe e le copie. Sotto questo numero si trovano le
prime e sono le seguenti :
I. Lettere N. 240 dal 1804 al 1829 dirette al libraio Molini di Firenze.
Sono interessantissime dal lato bibliografico. Risultano da esse i numero-
sissimi ed importanti acquisti fatti da lui, il prezzo de9 libri in quei tempi,
l'insistenza per avere cataloghi da cui scegliere libri per la sua Biblioteca
e la cura nel cercare edizioni principi, in pergamena, ed in carta grande.
II. Nove lettere dirette al Prof. Giuseppe Biamonti (1803) di argomento
letterario e bibliografico.
III. 5 lettere d invito al Conte Giuseppe Casati Delegato di Lodi datate
dalla Corte Palasio.
IV. 22 lettere al pittor Bossi. Nello stesso fascicolo ve ne sono altre tre
del Marchese Gerolamo Trivulzio, e due note del Bossi relative ad un quadro
del Poussin che i fratelli Trivulzio acquistarono per mezzo suo.
V. 40 lettere al Conte Prospero Frecavalli di Crema dal 1821 al 1829.
Sono molto interessanti, perchè trattano di argomenti letterari , artistici e
bibliografici.
VI. 7 lettere al Conte Gerolamo Oldofredi: due sono relative all'acquisto
di un dittico d'avorio.
TRIVULZIO March. Gian Giacomo. — Lettere in copia. {Cod. N. 2046).
I. 28 lettere all' Ab. Fortunato Federici a Padova (1819 al 1829) di argo-
mento letterario e bibliografico.
II. 7 lettere al Sig. Giovanni Galvano.
III. 3 lettere al Prof. Gius. Baraldi, bibliotecario della Bib. Estense a
Modena.
IV. 5. lettere al Sig. Fortunato Cavazzeni Pederzini.
V. 1 lettera al Prof. Marc. Antonio Parenti.
VI. 17 lettere all'Ab. Domenico Moreni di Firenze.
VII. 20 lettere al Conte Mario Valdrighi colla copia di una illustrazione
del Codice De vulgati eloquio dell' Ab. Mazzuchelli.
Vili. 56 lettere air Ab. Francesconi di Padova. Dell'ultima è unito Fo-
rignale.
IX. 2 lettere al pittore Filippo Agricola con unite altr.e tre lettere al
Pr. Odescalchi relative al quadro da esso fatto pel Marchese Trivulzio,
TRIVULZIO 495
X. 24 lettere al Prof. Salvatore Belli a Roma (1823 al 1830).
XI. 10 lettere ai fratelli Filippo ed Ercole Visconti a Roma.
XII. 22 lettere al Prof. Sebastiano Ciampi.
XIII. 27 lettere all' Ab. Quirico Viviani (1822 al 1830).
XIV. 14 lettere ali* Ab. D. Michele Colombo (1821 al 1826).
XV. 14 lettere al Cav. Emanuele Cicogna, da questi trascritte ed anno-
tate: Vi sono unite: una lettera al Marchese Manfredini ed altre quattro
all' Ab. Gian Ant. Moschini parimenti trascritte ed annotate dal Cicogna.
XVI. 6 lettere al Barone Giuseppe Vernazza.
XVIL 12 lettere al Marchese Carlo Cornaggia.
XVIII. 30 lettere al Marchese Giuseppe Pallavicino.
XIX. 29 lettere al Conte Prospero Frecavalli.
XX. 32 lettere al Prof. Bartolomeo Gamba (1812 al 1830).
XX. 8 lettere al Sig. Rosnati (1829 al 1831).
XXII. 5 lettere all' Ab. Celestino Cavedoni.
XXIII. 10 lettere al Sig. Angelo Pezzana a Parma.
XXIV. 11 lettere dirette ai seguenti: Contessa Lucrezia Valmarana. Al
Sig. Giuseppe Pasquali. — Queste due sono scritte ed annotate dal Cicogna-
Melchiorre Missirini 3 lettere.
Mons. Eman. Muzzarelli.
Conte Domenico Morosini colla risposta 2 lettere.
Sig. Roner 3 lettere.
Queste lettere, che non sono che una piccola parte di quelle scritte dal-
l'erudito M. Triv., meriterebbero d'essere stampate, anche come modello di
buona lingua e mostrano che non era un indegno socio dell'Accademia
della Crusca. Vi sono trattati molti argomenti di letteratura, di archeologia
e di bibliografia.
TRIVULZIO March. Gian Giacomo. — Lettere autografe dirette all'Abate
Daniele Francesconi di Padova. {Cod. N. 2044).
Sono 80 ed assai importanti per la letteratura, archeologia e bibliografia.
TRIVULZIO March. Gian Giacomo. — Lettere autografe dirette all'Abate
Pietro Mazzuchelli Prefetto dell'Ambrosiana con annotazioni e ri-
sposte di questi (Cod* N. 2045).
Vi sono delle illustrazioni di uno dei dittici d'avorio e di alcuni Codici
della Trivulziana.
TRIVULZIO March. Gian Giacomo. — Inventario dei libri da lui acqui-
stati. , (Cod. N. 2061).
Cod. eart in fol.
fi tutto di suo pugno, e vi sono unite altre memorie sopra libri prestati.
TRIVULZIO March. Gian Giacomo. — Catalogo de' suoi libri a stampa.
(Cod. N. 2047).
Cod. cart. in fol. gr.
È tutto di sua mano.
TRIVULZIO Renato. — Rime a Francesco I re di Francia. Copiate nel
«e trivtojq
1819 dft un Codice del xvi sec. esistente nell'Ambrosiana epn note,
e documenti sull'autore, (Cod* N. 2070).
TRIVULZIO Renato. — Altra copia. (Cod. N. 1011).
TRIVULZIO Renato. — Corrispondenza dell'anno 1483 al 1493 copiata
dagli originali esistenti nell'Archivio di Stato di Milano.
{Cod, N. 2213 al 2219).
Cod. cari in fol. del Sec XIX. 7 voi.
TRIVULZIO Teodoro Cardinale* — Lettere da lui dirette al Pr. Ercole
suo figlio dal 1639 al 1653. (Ood. N. 2081).
Cod. cart. in foL del Sec. XVII.
Queste lettere autografe sono scritte da Roma e dai contorni di quella
città. Trattano generalmente di affari di famiglia. Vi sono delle copie di
alcune fette dall' Ab. Mazzuchelli, le quali sono inserte nel volume.
TRIVULZIO Teodoro. — Lettere da lui dirette al Pr. Ereole sua figlio
nel 1654 e 1655. (Cod. N. 2181Ks).
Cod. cart. in fol. del Sec. XVII.
Vi sono unite delle copie fatte dall' Ab. Mazzuchelli.
TRIVULZIO Teodoro. — Minute di lettere da lui dirette a diverse per-
sone nell'anno 1620. (Cod. N. 2041).
Cod. cart in fol. del Sec. XVII.
Sono interessanti, perchè vi sono dei dettagli sulla ribellione degli abi-
tanti di Meldole contro l'autorità dei principi Gonzaga, dei quali era tutore.
Non vi è mai la sottoscrizione fuorché ad una Istruzione data all'aiutante
G. B. Gallo del 9 Febbraio.
TRIVULZIO Teodoro Monsignore. — De ordinariis Sanctae Mediolanensis
Metropoli tanae ecclesiae. (Cod. N. 2064).
Cod. cart del Sec XVIII. Autografo.
VAJUJUARNERA Cibolus. — Flosculos academicos ad laudem Card>
Theodori Trirultii. (Cod. N. 2109).
Cod cart. in 8° del Sec. XVII.
Ha l'intestazione seguente: « IH."10 et Emin."10 d.no Principi Cardinali
« Theodoro Trivùltio optimo Biciliae proregi sacrae purpuree decori Austriaco
« atlanti scelerum vindici integerrimo Panhormitanae foelicitatis restaura-
ci tori accademicos hosce flosculos ad plausus Panonni renaseenti emissos
« ejusque perennis gloriae Mausolas insculptos Don Carolus Àrgumento et
« Valguarnera dicavit DD. ».
TRIVULZIO 497
Fu scritto questo Codice durante il tempo in cui il Card. Teodoro Triv.
era Viceré di Sicilia. É l'originale presentato al detto Cardinale: è scritto
in nero ed oro, ed ha la sua legatura primitiva in velluto verde.
VALLA Georgius. — De Hieroglyphicis Aegyptiis. (Cod. N. 2154).
Cod. memb. in g° del Sec. XVI.
Incomincia colla seguente intestazione:
IOHANNES PETRVS VALLA
ILLVSTRI PRINCIPI IOHANNI
IACOBO TRIVVLTIO SAL. D.
AETERNAM.
Unita al volume vi è la seguente^ illustrazione fatta da D. Carlo Tri-
vulzio, e scritta di sua mano. Questo Codice contiene, un trattato di Giorgio
Valla « De Hyeroglyphicis Aegyptiis » dedicato da suo figlio Gian Pietro
a Gian Giacomo Trivulzio Marchese di Vigevano e Maresciallo di Francia,
uno de1 più sperimentati condottieri dell'età sua. Questo tratta tei lo è ine-
dito. Il valla era Piacentino e fu maestro dei figli di Francesco Sforza Duca
di Milano, come ancora del suddetto Gian Giacomo Trivulzio (1) al quale
portava grande riverenza e amore. Egli ha composto un gran numero di
vari trattati , molti de' quali dopo la sua morte , seguita o negli ultimi
giorni del 1498, ovvero nei primi del 1499 (2), furono fatti stampare da Gian
Pietro suo figlio, il quale vi ha premesso una bellissima dedica a Gian Gia-
como di sopra nominato. 1/ Edizione che fu fatta in Venezia dall'Aldo ha
la seguente data: « Venetiis in aedibus Aldi Romani imperi sa ac studio
« Jo. Petri Vallae filii pientissimi mense Decembris mdi ». Di Giorgio Valla
ne parla TArgelati nella « Biblioteca de' Scrittori Milanesi » a pag. 2181,
N. lxix, dove fa l'elenco' delle sue opere, e fra queste alcune tuttora inedite
si conservano nella Biblioteca Ambrosiana. Il Sassi nella sua opera « Hi-
fi storia Literaria Typographica Mediolanensis » ne parla anch' egli a pa-
Sina nxxxvi. Avverto che neir accennato elenco delle opere del Valla fatto
alTArgelati non vi è il presente trattato.
Gian Pietro Valla stampando in Venezia l'anno 1511 i suoi commentari
sopra Plauto insieme a quelli di Bernardo Saraceni e di Pio Bolognese de-
dicolli a Scaramuzza Trivulzio, ove dà grandi lodi a Gian Giacomo. L'anno
poi della morte di Gian Pietro non lo so.
Passando poi alla lettera dedicatoria, ivi Gian Pietro parla di una vit-
toria ottenuta da Gian Giacomo sopra i Tedeschi, lo stesso periodo ci
istruisce che Giorgio Valla era morto, e che Gian Pietro presentò al Tri-
vulzio questo libro poco dopo T accennata vittoria. Pertanto trovato Tanno
in cui Gian Giacomo vincette i Tedeschi si viene in chiaro del tempo in
cui Gian Pietro li presentò questo libro.
L'indicata vittoria altra non può essere se non quella che raccontano gli
storici che avvenne Tanno 1508, allorquando discese in Italia l'Imperatore
(1) Zeno Apostolo, Giornale de9 letterati, Tomo XXXIV, pag. 282. Le Vossiane dello stereo
autore, Tom. Il, pag. 315. Sacrine Historia Literaria Typographica Mediolanensis, pag. dxxxyi.
(2) Raccolta Calogeriana Tom. XXXIII, ivi in un opuscoletto del Pa. Agostini si pubblica un
decreto della Signoria di Venezia spettante al di 10 di Febbraio 1499 che incomincia cosi : Vacante
nuper lettura Unguae latinae per ooitum clari et eruditi viri Georgii Vallae in mane publice pro-
fitevatur etc.
Il Rosmini che usò largamente di questa nota di D. Carlo, senza citarlo, parla di questo Ms.
nel I voi. della Vita del Magno Trivulzio a pag. 640.
Celai Trhmlziana (Stampato il 27 marzo 4884) 63
498 TKIVTJLZIO
Massimiliano per guerreggiare contro i Francesi e Veneziani. In quel fran-
gente fu spedito in aiuto de' Veneziani Gian Giacomo Trivulzio con buon
nerbo di truppa Francese, il quale operò in maniera che l'Imperatore do-
vette tornarsene in Germania. 11 Muratori ne1 suoi « Annali d'Italia » parlando
di questa guerra fa per condottiere delle truppe Francesi Carlo d'Ambosa,
e Gian Giacomo ; ma il Guicciardini autore contemporaneo parla solamente
del Trivulzio, ed anzi dice che quando -si trattò di tregua per la parte de'
Francesi tutto fece Gian Giacomo unitamente con Cario Giuffrè Presidente
del Senato di Milano. Il P. Don Pio Muzio monaco Cassinense nella Storia
latina manoscritta della famiglia Trivulzio (pag mihi 335) portando una
lettera di PP. Giulio II scritta al Re di Francia acciò si movesse contro de'
Veneziani, come di lì a poco seguì per la lega di Cambray parlando di Gian
Giacomo Trivulzio dice cosi: « Quem magno Trivultio ìlli fortissimo ei-
« demcjue peritissimo conflictibus habuisti invictum et fortunatum , qui
« proximis mensibus irruentem ex Alpibus Germanum repressit ».
Dal Cavriolo poi nella Storia di Brescia sotto l'anno 1508 si ha che, fatta
la tregua fra i Tedeschi, Francesi e Veneziani, Gian Giacomo Trivulzio do-
vendo ritornare nel Milanese passò per il Bresciano alli 12 di Giugno con ■
le truppe Francesi. Pertanto dal fin qui detto viene in chiaro che Gio. Pietro
Valla presentò questo libro a Gian Giacomo poco dopo il mese di Giugno
dell'anno 1508.
Al piede del 1° fol. si vede l'arme Tri vulzia con le lettere iniziali IO. IA.
cioè Giovan Giacomo.
Nel 1° fol. di risguardo di pergamena sta scritto in carattere maiuscolo
I1IERONIMUS K, e dopo il detto Diligitur nemo nisi cui fortuna secunda
est. Io sono di sentimento che la lettera K voglia dinotare il cognome
Kardamis* onde ne verrebbe che Gerolamo Cordano illustre ed assai cognito
letterato Milanese del xv secolo, col tratto del tempo fosse stato in possesso
di questo Codice. Tempo fa vidi un manoscritto in fol. di mano del Cardano
esistente nella Bib. Pertusati, e per la memoria che ne ho mi sembra che il
carattere del detto Diligitur etc eguaglia il carattere di quel Ms. Quanto al
K adoperato invece della lettera C ne* secoli addietro era cosa assai fre-
quente, ed alcuni tuttora l'usano. Il Marchese Marcello Venuti nello stendere
un'iscrizione in onore del Re di Napoli da porsi nella real villa di Portici,
principia Karolus rex% e i Veneziani ancora presentemente nell' intitolarsi
cavalieri molti scrivono Kavalier, come si veae dalle licenze dei libri che
si stampano nel dominio Veneto.
V1VIANI Quirico. — Versi sciolti alla memoria dell'amico Marchese
Gian Giacomo Trivulzio. (Cod. N. 2121).
God. cart. in fol. del Sec. XIX.
CODICI ÀKABI, PERSIANI, MALABARICI 499
CODICI
Arabi , Persiani, Malabarici
Codicfo Indo Persiano in carta bombaci na del sec. xvii, di fogli, o meglio
cartoncini 61, di m. 0,42 di altezza per m. 0,29 di larghezza. I larghi
margini sono tutti spruzzati in oro. {Cod. N. 2257).
Questo prezioso Codice di una perfetta conservazione venne donato al
Marchese & G. Trivulzio dal Principe Eugenio Beauharnais Viceré d'Italia,*
e fu accompagnato da una lettera del suo aiutante di campo Colo mi. Bataille
in data 14 Febbraio 1812, la quale è unita al volume. Il Codice proveniva
dall'Egitto e probabilmente sarà stato portato in Europa da qualche ufficiale
che faceva parte della spedizione del General Bonaparte.
Il Codice venne esaminato e descritto dal celebre orientalista Hammer,
per cui io non fo che trascrivere la sua relazione che, autografa, trovasi
unita al Codice. Egli v'aggiunse anche l'indice del contenuto di ciascuna
pagina tanto delle dipinte quanto delle scritte. Eccola:
• Il Codice preziosissimo Indico Persiano riesce una raccolta di ritratti
e di modelli di calligrafia dei pittori e scrittori i più famosi alla Corte
del Gran Mogol dalla fine del sec. xvii al principio del sec. xvin. — Due
date apposte alla scrittura sono Puna dell'anno 1148, e l'altra dell'anno
ti 42 dell'Egira.
« Vi sono due ritratti di Gran Mogol ovvero imperatori dell'India l'uno
(pag. 4) di Djihanguis, il quale cessava di regnare nell'anno 1605 dell'era
Cristiana, e l'altro, pag. 8, dell'imperatore Sciah Djian successore del
precedente, il quale regnava sino all'anno 1628. Cr si è fatto menzione
ancora di due Gran Mogoli, pag. 55, d'un Musico Diakber Sciah, il quale
regnava durante la prima metà del sec. xvi. Ed a pag. 27 un'ode scritta
dall'imperatore Mohamed Sciah, o almeno al tempo suo. '
« Probabile assai che questa raccolta gli abbia appartenuto. I tesori di
?uesto Mohamed Sciali due volte detronizzato furono saccheggiati dal-
usurpatore Nadir Sciah. È assai probabile che a quest'epoca questo Co
dice sia passato in Egitto da dove esso proviene » .
Oltre i ritratti mentovati di due Gran Mogoli vi sono quelli di vari altri
Principi del sangue; come alla pag. 12, 33, 63 di Governatori e Cani, come
pag. 1, 9, 16, 17, 21, 24, 28, 32, 37, 82, di Sciekhy e uomini santi ; paf* 20,
66, 67 di donne, 45, 75; di servi, di carte pag. 40, 55, 59, 70, 122, di ele-
fanti regii 43, 50, 51, 54. — Il nome delle persone dipinte è scritto di sopra,
500 CODICI ABABI, PERSIANI, MALABAB1CI
e il nome del pittore di sotto. Molti di questi sono propriamente indiani,
fli altri persiani. Persiani sono i nomi dei calligrafi che hanno scritto versi
ei poeti i più famosi in elegantissimo carattere Taelik. — Alla pag. 94 è
rappresentata la scena finale dei celebre poeta del Nicemi Oli amori di
Scirin. Due o tre pitture sono state fatte ad imitazione di qualche quadro,
e alla pag. 75 nota l'iscrizione che sia ritratto di donna franca.
Non ho veduto Codice simile a questo che quello posseduto da Sir Henry
Wellesley, il quale tuttavia non consiste di tante e sì ben finite pitture e
non contiene che due pagine di carattere Persico, del quale ve ne sono qui
sessanta.
Milano, 21 Giugno 1825.
I. Hammer.
Alcorano in lingua Araba in carta bombacina con ornati miniati con
oro nelle prime due pagine, e con contorni d'oro a tutte le pagine
e punti d'oro a ciascun versetto. (Cod, N. 838).
È un fol. picc. dell'anno 1182 dell'Egira (sec. xvn di carattere Nesky e
coi titoli delle Sure in rosso.
Fudhail Oehnd; cioè dei Vantaggi delle continue guerre di religione.
(Cod. N. 839).
Cod. cart. in fol. pice. in carta bombacina.
Il Codice fu scritto in Belgrado Fanno 1094 dell'Egira (1682 dell'era
Cristiana.
Abiti e costumi orientali colorati. (Cod. N. 840).
Cod. cart. in 4° del Sec. XVIII.
É in carta bombacina; non vi è testo: ha la legatura in marocchino
con ornati impressi.
Abdallah ben Ahraet-ben Mohamed el Asabe: Il Malekita noto sotto
il nome di Ibn el Bedani. (Cod. N. 84 1 ).
Trattato dell'efficacia dei rimedi e dei medicamenti. Parte I. Scrittura
Nesky. Sec. xvn.
Libro di preghiere Arabo. (Cod. N 842).
Cod. in carta bombacina: carattere Nesky coi punti in oro.
Vi è unita nna lunga nota di D. Carlo Trivulzio sul volume, e sopra
D. Carlo Emanuele d'Este Marchese di Santa Cristina. — Al fine del volume
che corrisponde al principio dei nostri, vi è la nota seguente:
• Questo libro è stato preso da me D. Carlo Emanuel d'Este Marchese
« di S. Cristina il giorno primo di Ottobre 1716 nell'assalto della Palanca
• di Temesvar, essendo volontario di S. A. il Sig. Principe di Wirtemberg
« che lo comandava »,
CODICI ARABI, PERSIANI, MALABABICI 501
Kitabo Kalila we Dimna: ossia il Romanzo di Kalila e Diurna.
(Cod. N. 843).
God. cari in 8° del Sec. XVII.
É una parte del Sanciatantra, libro che dall'indiano fu volgarizzato in
più lingue, e servi al discorso sulla prima veste degli animali del Firen-
zuola.
Jus canonico e civile Maomettano. (Cod. N. 844).
In scrittura Nesky dell'anno 1084 dell'Egira (1672 dell'era Cristiana).
Libro Persiano di poesie, con miniature. (Cod. N. 845).
Cod. cari in 8° del Sec. XVII.
É una carta bombacina coi fogli coperti leggermente di disegni di foglie,
rami ed erbe, dorati. Le miniature rappresentano scène della vita molto
intima e sono assai belle. La legatura è in pelle con ornamenti impressi
dorati.
drammatica Araba in scrittura Nesky. (Cod. N. 846).
Cod. cart in 8° del Sec XVH.
te
Trattato di logica Arabo: scritto nell'anno 971 dell'Egira (1563) in
carattere Nesky. (Cod. N. 847).
Comincia colla solita invocazione alla divinità. x
Libro di Memorie e Sentenze Àrabe: scrittura Nesky, (Cod. N. 848).
In mezzo alle note si trovano molti numeri in Arabo.
Corano in caratteri Nesky in carta bombacina. Sec. xvm. (Cod. iV. 849).
Corano. — Alcune Sure, e Aiat. % (Cod. N. 850).
Cod. cari in 8° del Sec. XVII.
È scritto molto accuratamente in caratteri d'oro.
♦
Lettera di Mahmud Kan ben Mustafa ben Mahmud , data nell'anno
dell'Egira 1153 (1739). (Cod. N. 851).
È rotolata dentro un astuccio di latta.
Firmano Imperiale diretto al fiascià di Nissa, e trovato in quella città
. dal Generale D. Cristoforo Pertusati in occasione che quella città
si rendette all'armi Cesaree nel Luglio 1737. (Cod. N. 852),
502 CODICI ARABI, PERSIANI, MALABABICI
Formulario di lettere in Arabo, in carattere Talik. Sec. xvn.
(Cod. N. 853).
Codici Malabarici scritti sopra foglie di palma.
(Cod. N. 854, 855 e 856).
Sono tre Codici in una cassetta.
NB. Dei Codici Arabi dall' 838 all' 853 mi venne data la descrizione dal
Prof. Cav. Isaia Ghiron ora bibliotecario alla Vittorio Emanuele a Roma.
PORTOLANO 503
2° SUPPLEMENTO
FERRARI Ottavio. — Lettere a Carlo Bartolomeo Piazza.
{Cod. N. 828).
Cod. cari, in fol. del Sec. XV11I.
Lettere' di diversi. {Cod. N. 2169, 2170).
Cod. cart. in fol. del Sec. XIX. 2 voi.
Sono corrispondenze con letterati che chiedono notizie sopra Codici di
questa Biblioteca dal 1854 al 18. . .
Lettere di diversi. — Miscellanea. (Cod. N. 2015 al 2030).
Libro d'oro della Nobiltà Genovese. {Cod. N. 1760, 1761).
Cod. cart. in fol. del Sec. XV11I. 2 voi.
Vi sono semplicemente notati sotto quello di famiglia i nomi di bat-
tesimo di persone a quella appartenenti, ma senza indicazione di data, di
paternità o nesso fra loro.
LOLLINI Luigi. — Novelle. (Cod. N. 569).
Cod. cart in 4* del Sec. XIX.
Sono tre novelle copiate dall'autografo. Mons. Lollini era vescovo di
Belluno.
Pasquinate diverse. (Cod. N. 2012).
Cod. cart in fol. del Sec. XVIII.
Portolano. (Cod. N. 2271).
In pergamena. Alt. m. 0,91. Larg. 0,61.
In alto è dipinta la Vergine col putto: più basso, sul lato destro, si
legge:
Jacobus russus Mossane me/ecit^
in nobili civitate Méssane qnno dni 1364.
504 PORTOLANO
Questa data è certamente erronea, quantunque non possa nascer dubbio
sulla cifra 3 scritta chiaramente. A confermare la mia asserzione valga il
Portolano seguente N° 2272, il quale fu eseguito dallo stesso individuo nel
• 1 588. Il nome di Russus potrebbe anche essere letto Ruffus essendo le due
lettere F. ed S. scritte ugualmente. — Vi sono delineate le1 coste del Por-
togallo, il Mediterraneo, il Mar Nero, il Mar d? Azof , parte del Mar Rosso t
E arte del corso del Nilo e tutta la costa Africana sino al lato occidentale del
tarocco. Vi è la rosa dei venti. É di fina esecuzione e ben conservato.
Portolano. (Cod. N. 2272).
In pergamena. Alt. m. 1,07. Larg. m. 0,71.
In alto è dipinta la Vergine col divino infante. Sotto di essa vi è la
rosa dei venti: in fianco la seguente iscrizione:
Jacobus russus me feci t in nobili civitate Messane anno dm 1588.
Vi sono delineate le coste meridionali dell'Inghilterra e dell'Irlanda;
tutte le coste settentrionali e occidentali della Francia, quelle della Spagna
e del Portogallo, e quelle dell'Africa sino al Rio di S. Giovanni: tutto il
Mediterraneo, il Mar Nero, quello d' Azof ed il Mar Rosso, e tutta la costa
settentrionale dell'Africa sino all'Oceano. Vi è pure dipinta a parte, chiusa
in un Quadrangolo dorato, la Sicilia anche coi nomi delle città dell'interno
di quell'isola.
Sui margini della pergamena sono dipinti alcuni sovrani dei paesi Orien-
tali seduti in trono: il prete Gianni: il Russo, l'Ungaro: un camello ed
un elefante. Nell'interno vi sono dipinte alcune città colle loro bandiere,
tì eseguito con molta cura e benissimo conservato.
Portolano. (Cod. N. 2273).
In pergamena. Alt. m. 0,9r. Larg. m. 0,34.
In alto è dipinto il Crocifisso, ed a mano destra la seguente iscrizione :
Matheus Prunes mejecit in civitate Majoricarum . ano 1504.
Vi sono delineate le coste meridionali dell'Inghilterra: tutto il Medi-
terraneo e parte del Mar Nero. Ha la rosa dei venti. Sui margini sono di-
pinti diversi animali, fra cui alcuni favolosi, come il licorno ed il dragone
alato. È ben conservato.
Portolano. (Cod. N. 2274).
In pergamena. Alt m. 0,86 Larg. m. 0,50.
In alto è dipinto il Crocifisso; più basso a mano destra è scritto:
Jovanes Oliva fecit, in civitate Liburni anno 1634.
Vi sono delineate le coste occidentali della Francia, della Spagna e Por •
togallo: il Mediterraneo ed il Mar Nero: la costa Africana sino allo stretto
di Gibilterra. Vi sono dipinte alcune città dell' interno. Ben conservato.
Portolano. (Cod. N. 2275).
In pergamena. Alt. m. 0,83. Larg. m. 0,45.
In alto è dipinto il Crocifisso ed in fianco è scritto:
1623. Pierre Bernard.
TBIVULZIO
505
Credo che questo sia il nome di uno dei possessori di questo Portolano,
non già di quello che lo fece, perchè il carattere è assai diverso. Ritengo
che tu delineato nel sec. xvi. Rappresenta tutte le coste del Mediterraneo
e parte di quelle dell'Oceano. Ha la rosa dei venti. Ben conservato.
Portolano.
In pergamena. Alt. m. 1,06. Lar. m. 0,70,
(Cod. N. 2276).
Vi sono delineate in parti distinte Y Africa e le due Americhe. Sul mar-
gine si legge:
Joseph da Costa Miranda. A Fés C M |_X anno 1685.
Vi è la rosa dei venti. Ben conservato.
Raccolta di poesie politiche.
Cod. cari, del Sec. XIX.
(Cod. N. 1892). •
Sono fogli staccati , in tutto 35 pezze. La maggior parte risguardano
Milano e la dominazione austriaca in Lombardia.
9
TRIV.ULZIO. — Miscellanea di documenti e carte diverse.
* {Cod. N. 2048 al 2059).
Coiai. TrivuUiana
64
507
CORRIGE
Anagramma del Dome del C. Ant. Belgloioso
Andato
Adnotaliones
Bajardl Mona. Lettere
Barziza Gasparinus. — Pergomensis In . . .
Bercila. Assiomi fondamentali
Bizozero Jo. Bapt
Blancbinus Jo. Bapt
BreTiaritim Ambrosiani») . . .*
Bruni Leonardo
Calabro Quinto
Campano Nicolò
Castiglionl Giarab. Fasciculus folior. . .
Casliglioni G. Batta. Adnotallones
Castiglionl G. Batta. Episcopum Medici. .
Cicerejus Fran. Eplslolae
Cronica de tute le cazade
Dante
Dante
Declaratorio
Description de la Corse
Descrizione dell'Italia
Discorso, brevi del Magistrali eie
Dominici» de Flandria
Esercizi Spirituali di M. M
Este Gabriele. Memorie diverte ed Este Gab.
Ezpedillo In Auiimenses
<ì allori Progetto per compire
Gerardina, famiglia, notizie
Goldoni, li cavaliere di spirilo
istituitone (de) pag. 485, Un. 4
tradotto, pag. 185, Un. 35
Jovius Ben Opuscula varia
Leggenda di S. Orsola
Lettere. Quinlernetlo dove ecc
Lucanus. Pbaraalia
Marini
Miscellanea
Miscellanea
Offlcies, lin. 7, pag. 318
Ordinazioni stralcio
Panlgarola
Raccolta di stampe Incise
Rinuccinl Carlo. Raccolta di vari doc. . .
Rinuecinl Folco. Abozzi di vari scritti . .
Soranzo Angelo. Relazione di Roma . . .
Turbolenze nate in Francia
Ubertl (Fazio degli)
Verro Agostino
VIsitatio plebls Abblategrassi
Vita di Mazarino
Vita e gesta di Sforza da Cotignola. . . .
Catalogo della Biblioteca Rinuccinl. . . .
Catalogo del manoscr. della Bib. Rinuccinl
Porro Alex. Le tres grand Trlulce ....
Trivulzio Ant. Corrispondenza
Trivulzio card. Ant. Lettere
Trivulzio Teodoro
Valguarnera. Cod. 2109, pag. 496
Cod. *220 Cod. 1120 pag. il
Cod. 452 Cod. 542
Cod. 563 cod. 523
Cod. 329 Cod. 229
Barziga Casoario us Pergamenato. In. .
(manca il numero) Cod. 281
Cod. 683 Cod, 623
Cod. 1448 Cod. 1484
Cod. 2260 Cod. 2262
Cod. 78 Cod. 2H5
Cod. 1206 Cod. 4026
Cod. 982 Cod. 922
Cod. (manca II numero) Cod. 555
Cod. (manca il numero) . . Cod. 556
Cod. (manca il numero). Episcoporum Mediol. Cod. 559
Cod. 655 Cod. 665
Cod. 4589 Cod. 1389
Cod. 1079 . . . . Cod. 4076
Cod 1071 Cod. 4073
Cod. 345 Cod. 346
Cod. 580 Cod. 581
Cod. 4336 ..." Cod. 1236
Cod. (manca il numero) Cod. 286
Cod. 1648 Cod. 1683
Cod. 464 Cod. 424
Memorie e minute Cod. 1572 sono la stessa opera
Cod. 1383 Cod. 4388
Cod. 1413 Cod. 4412
Cod 1800 Cod. 1810
Cod. 4402 Cod. 1042
Insti lui ione
tradotta
Cod. 745 Cod. 743
Cod. 1537 Cbd. 537
Cod. (manca il numero) Cod. 1360
Cod. 961 Cod. 691
Cod. (manca il numero) Cod. 58
Cod. 753 Cod. 53
Cod. 1135 . .* Cod. 1134
Office*
Cod. 4272 Cod. 4772
Cod. 4413 Cod. 4413
Cod. 4571 Cod. 4871
Cod. (manca ti numero) Cod. 4905
Cod. 4934 Cod. 4931
Cod. (manca il numero) Cod. 1200
Cod. 4374 Cod. 4364
Cod. 4304 Cod. 4034
Cod. 4328 Cod. 4238
Cod. 4364 Cod. 4368
Cod. 59 Cod. 56
Cod. 544 Cod. 4326
Cod. dal 2259 al 2271 Cod. dal 2259 al 2261
Cod. 2266 Cbd. 2270
Cod. 1206 Cod. 2106
Cod. dal 2206 al 2219 Cod. dal 2206 al 2212
Cod. 2317 Cod. 2137
Cbd. 2I84W Cod. 200IW'
Flosculos Academicos Flosculi Academicl
42
44
22
24
27.
32
32
45
50
54
55
63
63
63
76
404
400
407
431
434
434
437
439
448
449
453
464
468
471
485
485
195
206
211
227
233
273
297
318
320
338
369
384
386
414
446
447
453
466
467
467
478
478
486
491
491
496
496
INDICE
CATALOGO DEI MANOSCRITTI
JNm. Faglila
del •>!
Codice CaUl.
4. Pellico Silvio. Poesie 340
2. Erudizieni historlctie dello scisma dei Greci . 448
3. Boeri Giuseppe. Descrittone del moBomeote di
Gaeta» de Fori 42
4. Segreti diverti 403
5. Visconti Gian Ballista opere drammatiche. . 464
6. id. id. . . ivi
7. Pontoni Giov. Jacopo d'Adria. Novella ... 355
8. id. id. ... ivi
9. Lettere di autori divedi .210
46. Cono Binatilo. Lettere autografe 99
41. Gosellini Giulio. De le Uudi di Helena ... 471
42. Trattati di morale retigtasa 442
43. Novelle di vari avieri 315
44. Ztftoli Alee. Storie dette vile de' poeti Italiani 473
45. Doni Anton Francesca Le ville 444
46. Grautoi eletto fl Late». NoveHa X 473
47. Id. id. La prima cena ... 474
48. Trlssène, I Seminimi, tragedia 445
49. Miscellanea Sacra 257
20. tìimaco, Giov. Opuscoli 82
21. CUmaoo S. Giov. La ecaia del paradiso ... 82
22. id. id. ... 82
23. Cessole (Iacopo da). El glocho de scacchi . r 70
24. .Cessole (Jacopo da). De ludo echaccoram . . 70
25. Castaldo Aol Historla delle cose occorse in
Napoli 61
26. Favola d'Amore e Psiche «56
27. Tanti Anselmo. Vofgarksameato del libro di
Beetio . 431
28. Sacco -di Roma 398
29. Id. ivi
Num. Pagina
del del
Codice Calai.
30. Seoteotia contro Cecco eVAseoH 405
31. Novella anonima. Ettore de' Pellegrini ... 315
32. Brlvlo Joaefo. Lamento de.' Piemontesi centro
Francia 49
33. Segni Piero. Volgarizzamento 4M Demetrio Fa-
lereo 403
34. Capraeci Marino. Orazione io lode di Carlo V 57
35. OraUooe nelie esequie di D. Ferdinando d'Esto 319
36. Considerazioni sopra le amicizie del giovinetta* 90
37. Orazione per la morte di D. Alfonso d'Avalos 319
38. CronichetU di casa Farsetti 404
39. Testamento politico di sm mio latro 435
40. Orazione in morte di Filippo HI 320
41. Notizia delie medaglie anflche degli imp.Bom. 314
42. id. altra copia fri
43. id. altra copia ivi
44. Sommario deUa grandezza dell'Impero Besnano 413
45. Tolomeo Alessandrino. Libri IV del Quadri-
partito 438
46. Memorie soientiBche 240
47. Borghesi Lorenzo. Vita di Chiappino Vitelli 39
48. Beno, Apostolo. Lettere autografe 472
49. id. id. . ... ivi
56. Volpi Gaetano. Lettere autografe 468
31. Besozzi Gioachino. Lettere 29
52. Collectanea ufologica 83
53. Miscettonta di aritmetica od alchimia .... 257
54. Adami AnL Principi! detta morale: poema 41
Pope #. 3
55. Canzonette poste In musica 56
56. Vita del card. Mazarino . . 467
57. Beroasdi, de Monti. Pratica d'aritmetica ... 28
510
INDICE
Num. Pagina
del del
Codice Calai.
58. Marini G B. Squarci del suo poema l'Adone 233
59. Montifalcus. De cognominibus deorum ... 254
60. Parlni ab. Giuseppe. Studio delle belle lettere 339
61. Gori Giulio. Vita di Carlo VI 171
62. Latini Brunetto, Il Patatìo 203
63. Poesie spagnudle 352
64. Trolli. De Alberico Magno 445
65. Vannelti Val. Gius. Prose 451
66. Colombo Michele. Ire novelle 83
67. Baldaccini Pietro. Poema 22
68. Baldaccini. La bellezza delle donne. . . .23
69. Fortini. Novelle de' novizi 461
70. id. id ivi
71. id. Id ivi
72. id. id fri
73. Id. Id ivi
74. id. Id ivi
75. Id. id ivi
76. Columella Junio. Delie cose della villa ... 84
77. Falaride. Lettere 154
78. Tonioli Giulio. Regole generali 439
79. Ragioni cbe hanno mosso Ferd. Gonzaga ad ab-
bandonare il mondo 370
80. Boccaccio Giov. Vita di Dante 33
81. Palmieri Matteo. Dialogo 337
82. Rinuccini fra Alessandro. Viaggio in Terra
Santa 381
83. Sanseverino Roberto. Viaggio in Terra Santa 400
84. Eusebio. Transito di S. Gerolamo 151
85. Giovanni ser. Fiorentino. Il Pecorone. ... 169
86. Tommaso (fra) da Ferrara 438
87. Taddeo da Peseta. Volgarizzamento dell'elica
d'Aristotele 430
88. Bigollna Giulia. Urania, novella 31
89. Storia di Barlaam e Giosafal 425
90. Jacopo da Firenze. Tractatus Algorisml . . . 193
91. Ruffo Sonlano. Trattato di Mascalcia .... 395
92. Laudi spirituali, leggende, eie 203
93. Miscellanea 258
94. Trattato di aritmetica e di algebra 4H
95. Lignaggi ovver generation! quali sono discese
da Adam. 224
96. Busca Gabriele. Discorso di fortificazioni . . 53
97. Valvassoribus (Petrus de). Opuscula varia . . 450
08. Moneti. Cortona convertila 254
99. Cavalcanti Bari. Discorso circa la mllitia Ro-
mana G7
100. DiuUle: dies uliles 138
401. Itinerari diversi per Tllalia 193
402. Este (Alfonso duca d'J. Lettera apologetica . 148
103. Novità giornaliere di Milano dal 1705 al 1707 3IG
404. Decembri us Pel. Caud. Opuscula 430
405. Compendio di varie cose spellanti a Milano,
Pavia, eie 85
106. Vita card. Roberti Bellarmini 466
407. Traile de geometrie et de trigonometrie. . . 4M
408. Traile sur l'art mi li taire ivi
409. Raccolta* di carie, lettere, eie. relative alla
stamp. A ce. Veneta Aldina 3G8
410. Grapputo Tom. Convito Borghesiano .... 173
4M, id. * Novella ivi
Num.
del
Codice
Pagina
del
Calai.
42.
13.
44.
15.
16.
17.
48.
19.
20.
21.
22.
23.
24.
25.
26.
27.
28.
29.
30.
31.
32.
33.
34.
35.
36
37.
38.
39.
40.
41.
42.
43.
44.
45.
46.
t7.
48.
49.
50.
51.
52.
53.
5».
56.
57.
5S.
59.
00.
GÌ.
G2.
G3.
Gì.
65.
60.
67.
Zucconi Giuseppe. Opere varie 474
Tomilano Giulio Bern. Novelle 438
id. id ivi
Miscellanea 259
Tasso Torquato. Rime 432
Trisslno. Lettere di principi a lui dirette . . 445
Leggenda di Giov. da Precida 206
Istoria di Bianca Cappello 489
Macinazioni del D. fisico Gemello 229
Vita di Tiberio Fiorillo 467
Delfino Melchiorre. Osservazioni su Macchia-
vello -134
Torelli Prospero. Orazione pei funerali del
card. Borromeo 440
Medici Lorenzo. Lettere 237
Caro Annibale. Lettere 59
id. id ìvì
id. id : . . M
Canclani fr. Paolo. Discorso sulla poesia antica 56
Bolero Gio. Osservazioni sopra Tacilo. ... 43
Mémoires de Mad. Vendramin Sale 239
Casa (Monsignor della). Lettere 59
Scarperia. Leggenda di San Tandalo .... 402
Esopo. Favole ed insegnamenti 448
Concordio fr. Bari, (da San). Ammaestramenti
degli antichi 89
Istoria di Rinaldo da Montalbano 488
Abbaco (libro d') j
Colonne (Guido dalle). Storia Troiaoa .... 83
Garalis (de). Tractatus 4G6
Sidrach. Le domande e le risposte 411
Interpretazione dei sogni secondo i filosofi . 485
Casola Pietro. Viaggio in Terra Santa. ... 60
Minuti, Vita dì M. Sforza 243
Besutio (de) Johannolus. Liner irobrevlalurarum 29
Aristotele. Elica tradotta in volgare 47
Nores Pietro. La guerra mossa da Paolo IV . 314
Guicciardini Luigi. Succo di Roma 476
Sacco di Roma 398
Centorio M. Ascanio. Libri V della innamorala
Olimpia 69
Villani Giovanni. Le cronache 450
Angela, Beala, da Fuiigno. Visioni 42
Pontanus Joh. Commenti ti ones in Ptolomeum 355
Vila di Sislo V 467
Viaggio fatto dal Card. Aldobrandino .... 45-4
Segni Bern. Storie fiorentine 403
Baldi Bern. Vila e fatti di Guidobaldoi» duca
d'Orbino 23
Baldi Bern. Vita di Federico da Monlefeltre . ivi
Perticar! Giulio. Leltere 340
Quadrio Zaverio. Opuscoli 3C6
Novelle diverse copiate da mss. antichi ... 346
Tassoni. Postille al voc. della Crusca .... 432
Miscellanea 059
W fri
Perlicari. Degli scrillori del trecento .... 340
Villani Giov. Storie fiorentine 457
Latini Brunello. Il Tesoro 202
Livio Tito 226
Berloli Gian Dona. Delle antichità d'Aquilej.i , 29
INDICE
511
Num. Pagina
del del
Codice Calai.
468. Vicecomes Prosper. Epistola 455
469. Bossi M. Ani Legazione agli Svizzeri .... 42
470. Attendolo Bolognini. Lettere 20
471. Miscellanea Genovese 260
472. Fregoso G. Ball. De dictis et factis memora-
bilibus 462
473. Miscellanea storica Milanese . 260
474. id. id ivi
475. Sfide e duelli 410
476. id. ivi
477. id. ivi
478. Quadrio Zaverio. Dell'istoria delle piante . . 366
479. Pagliarino Alessandro. Zibaldone 336
480. Desta Gian Filippo. Descrizione e storia di Mi
lano 30
481. Beala Gian Filippo. Descrizione e storia di Mi-
lano ivi
182. Beala Gian Filippo. Descrizione e storia di Mi-
lano ivi
483. Desta Gian Filippo. Descrizione e storia di Mi-
lano ivi
184. Libro di meraviglia chiamalo Felix 221
485. Velino Aless. Il mercante, opera utilissima . 453
186. Beretla Gaspare. Giornale dell'assedio di Va-
lenza 27
187. Cardanus Dieronimus. Ars Magna 58.
488. Abbaco (libro d') , 2
489. Medici Loreozo. Lettere 237
490. id. ivi
191. G razzin i detto il Lasca. Novelle 474
492. Sacchetti. Novelle 397
493. Sercambi. Novelle 106
194. id. ivi
495. id. ivi
496. Lettere originali 210
497. Miscellanea storica 260
498'. Miscellanea medica 261
499. Telophorus. Libellus 433
200. Notizie storiche 214
201. Sarchi Domenico. Relazione a suo figlio . . 401
202. Processo di fra Gerolamo Savonarola . "... 361
203. Ragguaglio del tumulto di Napoli del 4647 . 369
204. Xenofonle. La Ciropedia 471
205. Rinuccini Alam. e Neri. Priorisla fiorentino . 385
206. Estrallo de) libro della Congregazione di San
Giovanni 450
207. Memoriale della confraternita di S. Giov. di
Firenze 238
208. Ferrara (duchi di). Lettere 156
209. id. ivi
210. id. ivi
211. id. ivi
212. id. • ivi
213. id. ivi
214. id. • • ■ / M
215. id. ivi
246. Id. ivi
217. Gouvernement de France . 472
218. Geometria. Traclalus 468
249. Pirovano. Tractatus algebrae 349
220. Carini Fabrizio. Discorso sull'archi lettura . 58
Num Pagina
del del
Codice - Calai.
221. Carini Fabrizio. Disegni d'archi tet tura ... 58
222. Richino, Pratica mercantile o libro d'Abbaco 379
223. Richino Bern. Pratica degli ingegneri ... ivi
224. Richino Bern. Trattato di finezze, legature e
saggio di metalli ivi
225. Statuti per gli ingegneri e agrimensori di Mi-
lano. . . . m 418
226. Controversiae Inter Joh. Longonum el Fran-
chinum Ruscham 94
227. Beretla Gaspare. Estratto di fortificazioni . . 26
228. id. Memorie 27
229. Bajardi. Lettere 22
230. Controversie Sinenses 95
231. Successione d'Inghilterra 426
232. Paez de Castillio 336
233. Istrumenlo di vendita del dazio del vino e sale
di Milano 491
234. Istrumenlo di liberazione tra i Brebbia ... ivi
235. Dallo di Melegnano 429
236. Patente di proto no la ri alo ad Ani. Belinzago . 339
237. Apparecchio per la visita fatta dal Card. Monti
in Brianza 45
238. Precetti morali per la Ser.ma Claudia De Me-
dici 359
239. Zucchi. Le glorie di Monza 474
2 SO. Sunto e rislretto di tulle le congiure falle in
Firenze 428
241. Decreta a Vicecomilij)Us edita 431
212. Cronaca autentica Veneziana 403
2 13. Slrasoldus Joh. Maximi Filippi regis Hisp. figura 426
244. Chiromantia 73
215. Traclalus de alchimia 443
216. Perez Ani. Lettera ai Duca di Lerma .... 340
217. Discorso politico militare a S. M. Cattolica. . 436
218. Sfondratus Hercules. Carmina 410
219. Basilicapetri Giov. Balta. Consigli medici . . . 25
250 Inslructio circa conficiendos processus inqui-
sitionis 485
251. Sommario di tutti li Concili! di Spagna. . . 443
252. Trillo. Origen y principio de Porden de Ca-
lalrava 445
253. Fiucubraliones accademicae .446
254. Norie. De principe» Vireyes Governadores eie. 314
255. Relazione delle virtù della M Maria Francesca,
abbadessa 373
256. Cristiani Giov. Batta. Trattato di scherma . . 402
257. Vera (Antonio de). Fragmenlo historìco de la
vida del D. d'Ossuna 453
258. Perù Gesuitico 344
259. Epigraphia varia 446
260. Majoragius. De Senalu et Senaloribus. ... 231
261. Caraffa (Cardinale). Istruzioni, guerra fra
Paolo IV e Carlo V .' 75
262. Discorso sulle cose di Spagna, di Savoia e
d'Ilalia 436
263. Breviarlum monaslicum Klssingense .... 48
264. Breviarlum romanum ivi
265. Breviarlum Vallombrosianum 49
266. Sallerium romanum 399
267. Breviarium Olivetanum 48
268- Gal uzzi suor Mar. Domitilla. Rivelazioni ... 465
512
INDICE
Nudi. Pagina
del del
Codice Olalj
269. Index numlsmatum Romanorum 483
270. Orazioni sacre relloriche 320
271. Informazione del modo di trattare le cause in
Milano .184
272. Rossi. Discorsi sopra materie ecclesiastiche. . 394
273. Informazione delP assemblea del Vescovi fran-
cesi nel 4681 184
274. Controversia de precedenlia inler. Laudem et
Comuni 95
275. Mendoza. Memorlal que dio D. Pr. Mendozal
al Bey D. Felipe 241
276. Ruffo Giordano. Arte di conoscere I cavalli . 396
277. Mascalcia (libro di) 349 e 235
278. Bolzone Jacopo. Libro di Àbbaco 36
279. Traile de malhématfque 444
280. Bercila Gaspare. Catalogo delle sue opere . . 27
281. Bercila. Assiomi fondamentali ivi
282. Beretta. Assiomi fondamentali ivi
283. Miscellanea militare 261
284. Bercili conte Giuseppe. Pratica e massima della
guerra. . . 28
285. Trattalo di arte miniare 444
286. Discorso breve del li Magistrati etc. di Carlo Em. 437
287. Tavole militari 432
288. Sardi Pietro. Aritmetica militare 400
289. Carbone Venceslao. Delle fortificazioni. ... H8
290. Frisi Paolo. Sulla navigazione da Milano a
Pavia. 162
294. Pitti Jacopo. Istoria 350
292. Zelo Giorgio. Giardino Austriaco 472
293. Miscellanea politica 261
294. Id. ivi
295. Morula Gaud. Laudalivae formulae 242
296. Tebaldeo Michele. Metamorfosi di S. Nicolao. 433
297. Fablus de Ogublo 454
298. Erbarlum figuratala. ....'. 447
299. Gonzaga. Origine della famiglia 474
300. Baroni! Caes. Card, errores 24
301. Miscellanea politica 261
302. Miscellanea storico- politica 262
303. Annotazioni diverse 44
304. Porro Daniele. Origine di varie cose .... 356
305. Controversie di lingua e letteratura. .... 96
306. Giudizio della abilità dei ministri del Granduca. 470
307. Istoria di Bianca Cappello 189
308. Indice delle carte dell'Archivio del Castello di
Milano. 484
309. Id ivi
340. Id ivi
311. Id ivi
312. Spogli fatti nell'Archivio del Castello di Milano. 415
313. Convenzione per I redditi dello stato di Milano. 96
314. Turbolenze tra il clero ed il parlamento
francese 446
315. Tanmius Hier. Numismata Imp. Romanorum. 434
316. Id. id. id. ivi
317. Id. Id. id. ivi
318. Tolomei Claudio. Discorsi politici 438
319. Sancta Croce (Andrea de). Dtalogus. .... 399
320. Riva Pr. Lot. Istituzioni filosofiche 393
324. Valtrtno P.Glov.Ànt. Vita di S. Luigi Gonzaga. 450
Noto. Pagina
del del
Codice Calai.
322. Breviarium Ordini* minorato. ....... 47
323. Miscellanea latina. 262
324. Miscellanea latina Italiana sacra. ivi
325. Frammento di un'opera ascetica 462
326. Miscellanea Ialina sacra 263
327. Salterium romanum 399
328. Constitutione de li poveri heremiti di fr. Riero
da Pisa 91
329. Costituzioni degli Eremitani Scalzi ivi
330. Liber medttatioDum 214
331. Forma recipiendi novitios 460
332. Litania* Sci Bernardi 225
333. Lllanlae Ambrosiaoae ivi
334. Officio di nostra donna ad uso de' Cteterclensi 325
335. Officium B. Virg. Mar ivi
336. Id. id h>i
337. Id. id ivi
338. Id. id. ivi
339. Id. Id. ivi
340. Psalterium graecum 364
341 Diurnum 438
342. Breviarium 48
343. Trattato di morale religiosa 443
344. Officium 325
345. Declaratorio sopra le regole di S. Benedetto. 431
346. Id. id. Id. M
347. Hymnarlum Ambrosianum 480
348. Tractatus vari! 443
349. Officium secundum consuet Rom. curiae . . . 326
350. Coofanonerius Caesar Epltomae historiarum a
mundo condito 90
351. Bistorta di quelli tre monaci 478
352. Cavalca Domenico. Le trenta stullitle .... 66
353. Summarlolum ex libris hisL S. Hieronymi. . 427
354. Miscellanea latina sacra 263
355. Raymundi, inagistri. Summa de poeotteotia . 370
356. Dionisii Areopagitae opera 435
357. Ordo matutlol mortuorum 322
358. Vita S. Catharinae 466
3591 Miscellanea Ialina sacra 264
360. Salmos penltentiales Iraducldos In lyrat. . . 396
364. Salutio fra Bari. Canti ovvero profezie. . . . ivi
362. Libro di varie cose spirituali 221
363. Pratica dell'affettuoso tratto dell'anima con Dio 358
364. Processionale romano 364
365. Processionale ivi
366. Vlia e morie di Gialla Monti 467
367. Regola della Compagnia di S. Orsola ... 374
368. Mirabillbus (de) Roaae 243
369. Chronicae de Mirabillbus Romae 74
370. Ioni ecclesiastici tradotU 484
371. Vita di Innocenza Tradati 457
372. Relazione di varie Immagini della B. V. M. In
Milano 373
373. Besozzo Giov. Pietro. Sermone 30
374. Immagini di M. Vergine in Milano 484
375. Tabula eplstolarum dominlcalhim 430
376. Oratloae (della continua) 348
377. -Liber congregationum saper Brev. Asabroa, • 244
378. Seripandus Hier. Expositio entftoiaa Paul! apo-
stoli 406
INDICE
513
Num. Pagina
del dei
Codice Calai.
379. Antifonari una 44
380 Privilegia el sententiae prò monaslerio Castellaci! 360
381. Trai tati di methoscopla e di chiromanzia . . 4M
382. ConaUlutlone delle Santimoniali de Sco Ago-
stino 91
383. Libro di preci per I disciplini di Sant'Agata. 222
384. Sermoni sacri 407
383. Fioretti di S. Francesco 156
380. Processionale secundum usuui £c. S. Job, Hie-
rosolim 361
387. Breve di PP. Sisto IV a favore dei Canonici
Lateranensi 41
388. Consta utlones Innocenti i III 91
389. Statala Sacro» E ed. Mediol 420
390. Nicodemo. Passione di G. Cristo 312
391. Duhia Magistri Paul! 444
392. Officium diuroum ad usuai ord. Humiliatorum 326
393. Rituale Romano ad uso della Chiesa di Lodi. 393
394. Breviarium 47
395. Mlssale Romanum 24 1
396. Officio in lingua Olandese 326
397. Officium (Horae) de Sancio Spirili! ivi
398. Brasca (Santo). Viaggio in terra Santa. ... 41
399. Ambrosi us i Sanctus) Traclatus de poenitenlia. 10
400. Agostino, S., Sermoni 5
401. Agostino, S., Sermoni tradotti da Fi*. Ago», da
Scarperla ivi
402. Amadeus (beatus). Apocahpsis nova lo
403. Hugo de Sancto Vittore. Claustrale 179
401. Instilulione (de) el origine Crucesignatorum . 185
405. Cavalca Domcn. Specchio della croce .... 66
406. Cavalca Dom. Le (retila stultilie 67
407. Cavalca Dom. Trattalo con tra il peccalo della
lingua ivi
408. Mtssae aliquot devotissima 243
409. Musale vollvum 250
410. Flos palfum et fomentum rcligiosorum . . . 159
'4M. Trattalo morale 444
4I2.# Virtules psalmorum 458
413. Domis, suor Angela, Meditazioni 139
414. Compendio della vita e morte di Suor Vero-
nica Calcaterra 86
4(5. Opere mistiche della madre Alma Colomba . 318
416. Libro di preci ad uso dei disciplini di S. Marta. 222
417. Id. id. id. id. ivi
418. Id. id. id. Id. ivi
419. Id. id. ld. Id. ivi
420. Ragionamenti dell'Orazione Sacra 369
421. ÀtU delle virtù teologali 20
422. Franckio prete Paolo. Ricreazioni spirituali . 162
423. Loyola (Ignatius de). Fxercltia spirituale . . 226
424. Esercizi spirituali di M. M 148
425. Cassiano Giovanni. Istituti de 11 Monaci. . . 61
426. Bernardi (Sci). Psalmographium 28
427. Ammaestramenti santi ed utili Il
428. Lettere divole per un G. Duca di Toscana .211
429. Responsa per totum annum 378
430. Vita S. Brandani e Storia della B. Vergine . . 466
431. Regula Ordinis fratrum miiiliae U. Mariae . . 372
432. Gloria delle donne. Leggende 171
433. Hieronymus (S.) Epislolae ad Eustocblum . . 178
Calai* TrhmUùana
Ntim. Pagina
del del
Codice Calai.
43 1. Balocho Ani. Consigli della salute del peccatore. 23
435. Privilegia monachis Monti» Ollveli a Julio II
concessa 360
436. Convivium Sacrum Carmelitanum 97
437. Bonaventura (S.). Breviloqium calholicae ve-
. rilatis 37
438. Con cor dio (Bart. da San). Ammaestramenti
degli antichi ... 89
439. Davidls psalterium 429
440. Officium B. V. M 327
441. Id. Id ivi
412. Id. id ivi
443. Id. id ivi
414. Id. id ivi
415. Id. id. ivi
416. Id. id 328
447. Id. id ivi
448. Id. id. libro di preghiere e d'ore ivi
449. Id. id . 329
450. Id. id • ivi
451. Psalterium secundum ord. frat. Predicatorum. 364
452. Ambrosius Sanctus: de Abraham et Isaac . . Il
453. Georgius Benignus: de assumptione Virginia. 168
454. Teslamentum novum . . . 435
455. Gandinus Petrus. Lecliones Sacrae 466
456. Psalterium secundum cons. Ord. fr. Moulis
Oliveti 364
457. Breviarium Ambroslanum 46
458. Rituale aulico latino e tedesco 393
459. Officium secundum. Rem. cur. 329
460. Deprccalio animae ad Deum 431
461. Officium. Libro di orazioni o officio 329
462. Officium B. V. M. ivi
463. Id. id 330
464. Id. id ivi
465. Id. Id hi
466. Id. id ivi
467. Id. id. . '. 331
468. Id. id. ; ivi
469. Id. id ivi
470. Id. id hi
471. Officium (Horae) B. V. M. . . 331
472., Id. Horae prò varlls fcsli vitali bus ... ivi
473. Id. B. M. V 332
474. Id. Eserciti um piclatis ivi
475. Id. secundum ordinem R. Ambrosi!. . . ivi
476. Id. secundum ordinem Rom. Curiae . . ivi
477. Id ivi
478. Id ivi
479. Id 333
480. Id ivi
481. Id. B. ▼. M. ..... .- ivi
482. Id. Id. ivi
483. Id ivi
484. Id ivi
483. Id. Horae B. V. M 33*
486. Orazione alla B. Vergine 320
487. Dieta el ploraliones Vlrg. Mariae super fllium
suum 134
488. Psalmi poenilentiales 363
489. Genealogia da Adamo a G. Cristo 467
514
INDICE
Num. Pativa
del del
Codice Calai.
490. Galluzzi suor M. Domil. Rivelazioni 165
491. Galluzzi suor M. I). Vero lume del modo d'os-
servare, eie ivi
492. Borromeo (S. Carlo). Bollettini autografi ... K I
493. Id. id. id. id 42
494. Sylva pastorali» 428
495. Miscellanea 264
496. Confanonerius Ani. Vilae Archiep. Mcdlolani . 90
497. Llber dlvinae doctrinae 214
408. Wosper Aqullanicus. Epigrammala 3(>3
499. Miscellanea Ialina sacra 265
500. Miscellanea Ialina sacra 265
501. Bulla officil Cubtculariorum et scutlferorum . 51
502. Sullo Hènr. Horologfum vitae aelernae . . . 428
503. Voragine. Legènda aurea 468
504. Llber de patriarchi* 2(5
505. Cascia (Simeone da) 60
506. Martyrologfum 235
507. id ivi
508. Regola dell1 Ordine di S. Marco di Mantova . 372
509. OJBcium Beati Victoria marlyris 334
5(0. Sacramen tari una Ambrosianum 398
511. Casliglionl G. Balta. Illustrazione di un Sacra-
mentario Amb 63
5(2. Rituale de' monaci di S. Lanfranco di Pavia. 393
5(3. Mlssale Ambrosianum 244
5(4. LItanlae Trlduanae 225
5(5. Gregorius (Sanctus). Pastorale (74
5(6. Brevlarium Augustinlanum 47
5(7 Officium diurnum ad usum Humiliatorum . . 383
518. Antiphonarlum Humiliatorum (4
519. M'issale Romanum 244
520. Officium B. M. V 335
521. Inni secondo il rito Homano per la scuola di
S. Marta (84
522. tassale Ambrosianum 244
523. Annolationcs et decisione» in Concilium Tri-
dentinum (4
524. Acta Concilii tridentini sub Pio IV 2
525. Elucidationes quorundam locorum Concilii Tri-
dentini 145
526. Visconti Mons. Lettere al Card. Borromeo . . 465
527. Acta consisloralia Pil IV an. 4563 3
528. Acta consisloralia Sixtl V ab anno (585 ad
annum (590 ivi
529. Decislones Congregationis Card. S. Inqulsi-
tionis . (31
530. Scacchi, fra Fortunato. Risposta alle (9 propo-
sizioni, etc 401
531. Visita del fan. Sassi nella Pieve d'Abbia te-
grasso 465
532. Correzioni proposte pel messale Ambrosiano . 99
533. Palontrollo Melcb. Loca praecipua et difficiliora
S. scripturae 337
534. Caramuel Job. Opera varia ... 57
535. Laudi della fraternità del beato Francesco . 203
536. Voragine Jacobua (de). Legenda aurea ... 468
537. Leggenda di S. Orsola 206
538. Belcari Feo. Prato spirituale 25
539. Gregorius S. Papa. Dialoghi 474
5i0. Libro di preci ed i 7 salmi ad uso de1 disciplini 222
Num.
del
Codice
54(.
542.
543.
544.
545.
546.
5(7.
5(8.
549.
550.
551.
552.
553.
551.
555.
556.
557.
558.
559.
560.
561.
562.
563.
564.
565.
566.
567.
568.
569.
570.
57(.
572.
573.
574.
575.
576.
577.
578.
579.
580.
581.
582.
583.
584.
Calai.
Basilius S. De deitale filli et Spiritus Sane. 25
Andato (fr. da Imola). Verba Salvatoris nostri
Jcsu Chrisli (2
Liber meditalionum annuncialionis incarnatio-
nis, etc 2(5
Vita e gesta di Sforza da Colignbla 467
Istoria dell'antico testamento 189
Breviarium Ambrosianum 47
Controversie fra l'Arciv. Carlo Borromeo ed il
Senato 96
Regola della compagnia di San Gerolamo in
S. M. Falcorìna 373
Profezie intorno ai Pontefici Romani .... 362
Concilium Tridenlmum. Miscellanea .... 86
Borromeo (S. Carlo). Miscellanea 40
id. id. ivi
Castelli Siro Giuseppe. Storia dei Vescovi di
Pavia 62
Torquemada. Opuscula 440
Casliglioni G. B. Fasciculus fasiorum, mss. . 63
id. Adnolationes ad vlmlitandam
veritalem ivi
Casliglioni G. Batta. Excepla ex \ariis auclo-
ribus ivi
Casliglioni G. Balta. O user vallone* ad Mura-
torli dissertai iones ivi
Castiglioni G. Batta. Eienchus chronologicus
ex Arcb. S. Ambrosi! ivi
Casliglioni Bonaventura. Vila degli Arcivescovi
di Milano 62
Cnlalogus praeposilurarum 65
Castelli Francesco. De Slalu Mediol. Eccl. . . C2
Decislones casuum quaesingulia mensibus di-
rimi so leni in reclorum Porlae Cum. ... (31
Archinlus Alex. De praedeslinalis (5
Decislones casuum quae singulis mensibus, eie. ( 3 1
Novelle : Miscellanea di diversi autori . . . . 3(5
id. i(L ivi
Torelli Pomponio, pei movimenti dell'animò.
Novelle - 440
LoUiol. Novelle
Galeola Francesco. Novella 464
Novella in versi. Smeralda e Bonifacio . . . SI 6
Notizie intorno alla novella di Giulietta e Romeo 345
Giacomini Tebalduzzi. Ragionamenti d'amore. 469
Labus Glov. Sul Decameron? del Boccaccio . 200
Berlini AnL Frane. Frammento di una apologia 29
Discorso in elogio del M. G. G. Trivulzio . . 437
Ledere di celebri autori eslralte dall'Archivio
di Mantova 2(1
Discorso o introduzione al Parchi lettura di Vi-
Iruvio (37
Miscellanea £65
Porta. Glov. Mar. Visconti 357
Description de Wsle de Corse 134
Observations sur la nouvelle édition dea oeu-
vre» de S. Jerome 318
Paraino Michele. Origine della divozione a M. V.
presso S. Celso . . . 338
Sassi D. Giuseppe. Risposta all'Arcivescovo di
Milano 404
ItfWCE
516
Num,
GoSfe
Calai
Codice
Cittì
585. Compendio della vita d! Bari. BomoJU . , . 66
$86. Merini Paolo. Lettera dall'Isola di Francia. . 312
587. Relazione della degradatone del pale G. B.
Berangerio 374
388. Conclliam Tridcntinum. Consnltaiio de articulis
reformatioois 66
589. Bullarium Cislerciense 31
$90. Instiluliones canonìcae 185
591. Giannone Pietro. Professione 4i fede . ... 169
592. Cunlculus. De liberiate et Imnaunilate ecde-
siarum M3
593. Ma gal olii Lorenzo. Lettere famigliari .... 229
594. Conciiiiun TridenUnum 87
595. Miscellanea politica slorica 266
596. Frammenti di Codici di diversi secoli. . . . 161
597. Libro di noie musicali . .' 223
$98. AcU congregsllonjum sub Card. Monito prò
edil. Mis. Àmb. ,\ 3
599. Grattarola Marco Aur. Vita di §- Cario . . . Ì73
600. Giussani: Vita di S. Carlo 170
601. Burehardus. Collectio canonum 51
602. Segaloni F/an. Priorista fiorentino 403
603. Jovius Benediclus. Apparalo* novocom.in aóV
ventu Caroli V . . 195
604. Valerius Jac. Inscriptlones Medlolanl .... 448
605. Regislrum expeditionum prò Card. Carolo Bor-
romeo 371
606. Imbotlj. Livrea d'embouchures 481
607. Richino Bern. Regola et tractato d'architettura
militare . . 379
608. Verri Gabriel. De capUatlone rusljcanac plebls 453
609. Landrianus Marsilius. Synodu» Viglevanensis . 200
610. id. id. id. ivi
611. Llgorio Pirro .... 224
612. Johannes de Janua. Cathollcon 193
613. Missale Romanum 245
614. Id. ivi
615. Missale Ambroslanum 244
616. Ordo officii dierum dominicajiura 223
617. Llber hiemalis 214
618. Antiphonsrium Romanum 44
619. Areslnus (Pe. Fran.). Llterarium vlridarium . 46
620. Areslnus (re. Frane.). Eplgrammata ivi
621. Miscellanea Ialina e italiana 266
622. Rubini Fran. Prolusione* 364
623. Blzozero. Traclatus qualuor 32
624. Pantheistleon 338
625. Rubens Honoralus. ChQrus vlrtuliun .... 364
626. Cattaneo Gerolamo. Le ssggie difficoltà della
Rep. di Genova 66
627. Torresonus Jacòbus. Carmina. ....... 441
628. Sectani (Quinti). Satyra 402
629. Teodoll. Carmina 435
630. Arminii mane* ad Germaniae proceres ... 49
631. Goarini Veron. Regujae 175
632. Mitcertarea latina 266
633. Bonacursiua. 'Declamano de nobilitate generis 36
634. Poggius florenlinus faccliae 354
633. Marinonos. Formularlo di lettere 233
636. Miscellanea di cose grammaticali 207
637. Thnolbeus Veronensis. Exhorlatio 437
638. Miscellanea ftft
639. Ovidli. EploUloe e/oides #4
440. Jovius Bened. Opuscula 495
£41. Miscellanea storica 207
642. Miscellanea latina .,„... 268
643. Epistola* yariprum M6
644. Plinti. Epistolae 351
£45. Fulgeotlus Planclades. EuarraliQnes faJbuMum 463
646 Boethius Seperinus. iritmelliica et musica . 31
647. Philomedis. Carmina 348
618. Luscus Franciscus Oratio ad Fr. SforUam . 228
649. Platina. De amore 350
650. Miscellanea , . 269
654. Gallerò Filippo. Alexanjjreja 463
652. Euclide. Elemenlorum 451
653. Sermpoes anonimi aucjoris . 407
654. Prato Tommaso 358
635. Prisclanus io XU lìb. Virgili 359
656. BonamJcus l^azarus. EpUtolae 36
H57. Thesaurus pauperum 436
658. Miscellanea latina 269
659. Florius Dom. Carmipa 351
660. Miscellanea latina 269
661. Cicero M. T. De officUs 78
662. Miscellanea 270
663. Terenlil. Comoedlae 434
664. Belius Jacobus. Epjsjolae ......... 4
665. Clcerejus Fran. Epistola* latina* et llaUoae . 76
666. Guarini Veron. Opuscuja 475
667. Phalarldes. Epistolae 345
668. Jovius Bened. Opuscuja 495
669. Valerius Jac. In faslos PauvlnJM adnoJaAiones 449
670. Numlsmala Lomenlana. Imp. Rom il 7
674. id. id. M
672. id. Id. ivi
$73. Rota Vlnc Jacobi Facciolati Gratto pio funere
Al. Pisani 394
674. Bernardini» de Senis. Tractalus de contraclibus 28
675. Bonis (De) Jòh. Bucolica et Uomulea . ... 39
* 676. Grammatica Ialina 473
677. Adversaria medica . . . . 4
678. Macroblus. Commentari um in somnium Sci-
piools 229
079. Alberlànus causidlcus Brixiensis. Opuscula . 6
680. Juvenalis. Salyrae. 499
681. Gualfredus. Poetica 475
682. Miscellanea latina 270
683. Platools. Politica 350
684. Phileiphus. Oratio parentali* prò Fr. Sforila . 345
685. Galeni. Opera 464
686. Cresconlus Corlppus FI. Jotiannides seu de
belila Ubicts . 401
687. Petrus de Riga. Aurora sue biblia 044
688. Juliani. Epitome 497
689. TbonsiusPelrus. Oratio prò collegio phlaiqqrum 436
.690. Byginlus de Slgnis .480
691. Lucanus An. Pharsalia 227
692. id. id ivi
693. Clceroois M. Tullii. Opera 77
694. Saliustli. Opera 998
693. Traclatus avium 442
516
INDICE
Num. Pagina
del del
Codice Citai.
696. Svetonius. Vi tao XII Caesarum 427
697. Tempo (Ani. da). Ars et modus componendì
ritbmos 433
698. Porta Nlcolaus Gambertus (de la) 357
699. Lazaroous Petrus. Libeltus 205
700. Petrasanla Frane. De laudibus Galeacli ducls
Medlol 343
701. Cicero M. T. Dialogo nomato Lelio 80
702. Boelhius. De consolatiooe pbilosopliiae ... 34
703. Scaurus Angelus 402
704. Miscellanea latina . 270
705. Gallaralus. De bello africo - - 464
706. Arlunus Bern. Hisloria patria 48
707. Morliol. Novellarum opus . . 255
708. Texauro de poveri Infirmi 436
709. Epislolae scriplae ad vario* cardinales. ... 447
740. Pojellus Bari. Epislolae 336
711. Campegius Jo. Index legum 56
712. Taddeo d'Àlderotlo. Curae notabiles .... 434
713. Mathasilanis (Malheus de) 236
714. Orallones varlae 347
715. Doctrina ludi aritbmomachiae 438
716. Clemenlis XI. Homelia habila an. 4708 ... 80
717. Libro di predizioni astronomiche e astrologiche 223
718. Bellarminl Roberti. Admonilio ad Jacobum
Brìi, regem 25
719. Petrus novariensis. Sentenliae 344
720. Tractatus de urlnls 443
724. Boncompagnus. Trac lalus vari! 37
722. Seneca. Epislolae 404
723. Cicero M. T. De oratore 78
724. Arlunus Bern. Panegirici!* Carolo V nuncupatus 48
725. Ferii i Bern. Naufragium Itali rum 456
726. Johannes lspalensis. Astronomia 494
727. Terentii. Comoediae 534
728. Gualfredus. Poetica 475
729. Laclanlil Firmimi. Divinarum inslilutionum . 200
730. Philelphi. Opera varia . . ., 345
731. id. Sphortiades ivi
732. id. Vita di S. Giov. Ballista ..... 346
733. id. Lettere ed orazioni latine . . . ivi
734. Platina. De Monista voi u piale 350
735. Ovidii. Faslorum Lìb VI 324
736. Horalii Flaccl. Carmina 178
737. Slephanus Byzanlinus 425
738. Alcialus Andreas. Opuscula 7
739. Alcialus And. Opusculum el anliquarium Cicerei ivi
740. Barbarigo Card. Lettere 23
741. Casllglioni G. Ball. Miscellanea historica . . . 63
742. Epislolae clarorum vlrorum 447
743. Jovius. Opuscula varia 495
744. Jovius Bened. Opuscula varia 496
745. id. id. 495
746. Dlctionarium latinum 135
747. Barziza Gasparinus, in Epislolas Senecae. . . 24
748. Cessole (Jaoobus de). De Ludo Scharcorum . 70
749. Lazaronu* Petrus. Carmen de IV virlutibus . 204
750. Boccacius Job. De casi bug virorum ci foeml-
narum iiluslrium 34
751. Miscellanea * 271
752. Prosodia 623
Num. i Pagina
del dei
Codice Calai.
753. Glossulae super veterani logicami a Gir. de
Nogento 474
754. Jov. Bened. Velerum monumentorum eoi-
lectanea 496
755. Cicerejus Fr. Satyrae 76
756. Cicerejus Fr. Opera varia ivi
757. Alcialus Andreas: Inscripllones palrìae ... 7
758. Medica ed astrologica quaedam 237
759. Concorezzo (Gabriel de). Fabulae cum Allegoriis 89
760. Miscellanea latina 273
761. Miscellanea 274
762. Gualfredus Poetica 475
763. Carrara Joh. Micb. Admiranda acla ludis eie. 59
764. Aristotele». Opera quaedam 47
765. Crlbelll Leodrtoi. De cxpedllione Pii II In Turcos 402
766 Miscellanea. .' 275
767. Troltus Ugo. De multiplici ludo tractatus. . 446
768. Miscellanea. 276
769. Cicero M. T. De Officila 79
770. Id. ivi
774. Ciceroni» Opuscula ivi
772. Cicero Hhetoricorum novoram liber ivi
773. Calo Marcus. Opus de agricullura 65
774. Miscellanea 277
775. Miscellanea greca 278
776. Zovenzonius (Raphael). Istrias 473
777. Poggi us florentlous de nobilitale 354
778. Lazaroous Petrus. De septem praerogalivls. . 205
779. Id. Carmina ad Gasp. Vlce-
comitem ivi
780. Brutus (M. Junius). Epislolae SI
781. Acciajoli. Vita Caroli Magni 2
782. Canis Jo.Jac. Mucenici carmen 56
78^. Philomusus Fianc. Carmina . 348
784. Petronius Bari. Grammatica 343
785. Clericus Ubertinus. Gralulatorium carmen . 84
786. Martorelli Baldo. Grammatica 234
787. Tibulli. Carmina 437
788. Horalii Flacci. Carmina 479
789. Id. Odae ivi
790. Id. De arte poetica. ivi
791. Sallustio. De bello Jugurlino 398
792. Slalius. Achllleides 415
793. Decembrius Pe. Cand. Fpigrammata et opu-
scula. . 430
794. Brembatus Leoninus Gralulatio prò Rep. Ber-
gomensi 44
793. Catonis liber In vulgaristas rismas trans. . . 65
796. ,Philelphus Apophtegmata 346
797. Id. 347
798. Id. Opuscula varia ivi
799. Id. Oralio parentalis prò Fr. Sfor. . . ivi
800. Id. Id. . . ivi
801. Id. Opuscula varia ivi
802. Bruni Leonardus. De bello golbtco 50
803. Epislolae variorum 446
804. Porcelli us Petrus. Commentarla Jac. Piciolni . 355
803. Platina de falso el vero bono 350
806. Invenalis Satyrae 499
807. Seneca Tragoediae 404
808. Ciceronls, Epislolae fajniliares , . 79
INDICE
517
Num. ftgto»
del del
Codice CaUl-
809. Seneca Tragoedlae 405
810. Boethltis Sever. De consolatone philosophiae 35
811. Clcerejus Monumenta antiqua Mediolanl. . . 76
812. Alciatns Andreas. Patri» Inscrlptiones. ... 7
813. Id. Rerum palriae, libri IV . . 8
814. Joviue Bened. Opoacula 496
815. Polentonus Sicco 354
816. Mandeville Jobao. Viaggio 231
817. Miscellanea latina 278
818. Porpblrlonhi et Acronlus Commentarla. ... 356
819. Morone fierol. Miscellanea. 256
820. Id. Opere 255
821. Id. ld 256
822. Id. ld ivi
823. Id. Opuscula. , ivi
824. Justlnianl. Corpus Joris civllis 198
825. Caatlglionl 6. Balta. Bibliografia milanese . . 64
826. Id. Bibliografia M
827. Id. Storia del primi IV secoli
della Chiesa ivi
828. Ferrari. Lettere a M. Piazza 503
829. Castlglioni G. Balta. Antifonario dei secolo XII. 64
830. Id. Note al documenti del
Mon. di S. Ambrogio ivi
831. Castlglioni 6. Balta. Osservazioni Intorno alla
censura del libro sogli spettacoli ivi
832. Brani Leonardus. Versione* varlae ex graeco. 50
833. Caleppius Ambrosius. Dictionarlum .'.... 55
834. Crescenti!* (Petrus de). De re rustica .... 400
835. Varlllas Hlstoire de Francois I. 451
836. Miscellanea medica 279
837. Aegldios Romanus 4
838. Alcorano in lingua àraba 500
839. Fudhal Gehud. Vantaggi delle continue guerre
di religione. ivi
840. Abiti e costumi orientali colorali iti
841. Abdallab ben AbmeL Trattalo sull'efficacia del
medicamenti ivi
842. Libro di preghiere arabo ivi
843. Rllaba lalila we Dlmoa: romanzo 501
844. Jos canonico e civile maomettano ivi
845. Libro persiano di poesie con miniature . . . tot
846. Grammatica Araba ivi
847. Trattato di logica arabo ivi
848. Libro di memorie e sentenze ivi
849. Corano In caratteri Neschy ivi
850. Id. Alcune surt e Alai ivi
851. Lettera di Mahmud Kan ben Mustafa .... ivi
852. Firmano Imperlale al Bascià di Nissa .... ivi
853. Formulario di lettere arabe in carattere Talik. 502
854. Codici MalabarlcI scritti sopra foglie di palma ivi
855. Id. ld. ivi
856. Id. ' id. ivi
857. Commentarla decretallom Bonifacl Vili ... 85
858. Repertorium legale utriusque Juris 378
859. Funerali per la regina di Sardegna nel 1735. 463
860. Bonis (de) Joh. Carmina 38
861. Id. 39
862. Sermo de oratore 407
863. Averlino Ani. dello Fllarele. Trattalo d} Ar-
chitettura, 20
Num. Pagina
del del
Codice Calai.
864. Staluta Novariae 420
865. Id. ViglevanI 423
866. Alberi genealogici di famiglie nobili e cittadine
di Milano 5
867. Id ivi
868. Alberi genealogici delle famiglie nobili di
Milano ivi
869. Id ; ivi
870. Excerpta e monumentis de famlliis Nob. Med. 155
871. Elenco dei magistrati di Milano 145
872. Teatro genealogico delle famiglie illustri di
Milano 432
873. Pbilelphi. Epistolae Graecae 318
874. Serie botanica di piante, erbe e fiori .... 406
875. Id. id. . ... ivi
876. Id. ld. . ... ivi
877. Id. ld. . ... ivi
878. ld. id. ... ivi
879. Id. id. . . . ivi
880. Poesie varie 333
884. Id ivi
882. Id ivi
883. Id ivi
884. Id ivi
885. ld ivi
886. Id ivi
887. Id ivi
888. W ivi
889. ld ivi
890. Parinl Gius. Poesie 336
891. Teodora. Tragedia sacra 436
892. Maggi Carlo Maria. 11 Manco male. Commedia. 230
893. Salviati Leonardo. La canzone del pino. . . 399
894. Rime In lode di una donna per nome Cornelia 379
895. Canzoni dilettevoli in dialetto siciliano. ... 57
896. Minchionerie (le) di Gorzegno 243
897. Bracciolini Francesca La croce riacquistata
Poema 44
898. Versi italiani e Ialini di varil autori . . . 454
899. Poliziano. Canzoni a ballo 355
900. Anglolieri (Checco degli). Sonetti 43
904. Dati la Sfera 428
902. Petrarca. I trionfi 341
903. Id. Rime, ivi
904. Id. id ivi
905. Id. id. 342
906. Martelli Guglielmo. Stanze 234
907. Medici, card. Ippolito. Traduzione del II llb.
dell'Eneide 458 e 237
908. Manfredi (Lelio de). Poema 232
909. Phllelpho Giov. Mario. Officio della B. V. M. 348
910. Conti (Giusto de). La beila mano 94
911. Mallplero Gerol Petrarca Spirituale 231
912. Gallesio Mariolto. Versi italiani e novelle . . 465
913. Laudi spirituali { 204
914. Checco d'Ascoli. L'Acerba 68
915. Quadrio Zaverio. Rime 366
916. Cavalcano Desiderio. Rime 67
917. Mercadioi Bari. Idlllo sopra la sua miseria . 242
918. Rime d'autore ignoto 379
919. Testa Fran. La culeide 434
5i€
INDICE
Codice CaUi.
420. Verdanl Gian. Antonio. Sonetti 453
921. Giostra (la stupenda) fatta in Padova.. . . . Ì69
921 Campan* Nicolo. Lamento dj quel tribolato di
Strascino - . . . . 55
923. Raccolta di Sonetti 368
924. Miscellanea di poesie italiane e latine .... 230
925. Ambrogi Giov. Paolo. Tre capitoli Intitolati:
I giusti ricordi - . 40
926. Riagia (la) da Dioomeno. Commedia- .... 30
927. Leonino Egloga volgare 210
928. Aocorambonl Virginia. Lamento in terza sima 2
929. Guarnello Alea. Traduzione del Uh. VI del-
l'Eneide «76
930. Vismara. .Rime milanesi 4jB6
931. Bellinclone Bern. Alcune poesie 26
932. Maria regina di Scozia. Tragedia. 233
933. Monache (le) In gala. Poemetto 254
934. Id. in disordine ivi
935. Chiesa Sebastiano. II Capitolo dei (rati ... 73
936. MonetL Cortona coofertita 254
937. Mustoxidi. Poesie per la M. Trivulsio. ... 257
938. Lemene. Della discendenza e nobiltà dei Mac*
caronl 207
939. Naplni Sonetti. . • 312
940. Miscellanea spagnuola -280
941. Lettere e rime d'autori diversi 213
442. Clemente PP. IX. Drammi 89
943. Id. ivi
944. Id. ivi
945. Id. • ... ivi
946. Id. M
947. Id. . ivi
948. Id. M
949. fyime e prose per la guerra di successione. . 379
950. Paul (Alfr. de). Poesie . . 339
951. Miscellanea 280
952. Consoni antiche copiate da un antico codice. 57
953. Missirini Melch. Sonetti 250
954. Satire e composizioni di diversi autori ... 401
955. Bronzino Agnolo. Poesie 49
956. Rime di diversi autori 379
957. Moreto (il). Egloga . 255
958. Vecchi. Raccolta di varie poesie 451
959. Panlgarola Al. Componimenti giovanili ... 338
960. Colletto Rambaldo (Conte di). Rime 82
961. Id. id ivi
962. Id. id ivi
963. Tassoni Alesa. La secchia rapita 432
964. Zibaldone 472
965. Franco Matteo. Sonetti 462
966. RhiueciaJ Bartolomeo di Neri. Quadernetto di
ricordi 383
967. Rlnucclni Francesco. 'Ulisse, dramma. ... 387
968. Rime amorose 380
969. Boccaccio Giov, Ninfale Fiesolano 33
970. Sanguinaci. Poesie 399
971,; Chartier (Alain). Poesie 71
972. Gamblno d'Arezzo. Rime 466
973. Miscellanea di poesie italiane. 281
974. Miscellanea. Stanze ivi
975. Burchiello Gian. Dom. Sonetti ....... 52
Coffee
976. Burchiello Gian. Dom. Sonetti 52
977. Petrarca. I iriumphi. 342
978. Vanniacoi Camillo, Rime 451
979. Vinci Ani R.ime 457
980. Todi (ira Jaoopooe da). Laudi 437
981. Miscellanea 281
982. Campano Nicolò. Lamento di S Uncino Campano 55
983. Ovidio de arte amandl in volgare 124
98 1. Caldi Domenico. Poesie 54
985. Conti (Giusto de). La beJJa mano. A4
986. Lippi Lorenzo. li MahQMMle. 325
987 Lucrezio (Tito Caro). Della natura delle cose. 228
988* Mariscalco. L'Assielta, commedia 234
989. Id. Id. ivi
990. Carcerano Ottavio. Q Tancredi, tragedia. . . 55
991. Comedia (la gran) de lo* Cabajleros TejnDjarioa £4
992. Sedevi Ani. Fefcfteo. Rime -p ia^eaoli ... 403
993. Castiglionl & Baila, «Poesie. . . £4
994. Poesie Spagnoli© |52
995. Birago Gerolamo. Meneghino a^aSenav/a. . 32
996. Id. ini . . ivi
997. Giudizio (ij.) universale del nota/o wezjano 470
998. Cambiaghi Alessandro. Raccolta «U prose . . 55
999. Maggi Carlo Mar. La Gtiaetfa 41 SaJwpo . . 230
1000. 14. II Xalso jQJoaoto, M
4001. Raccolta di tutfe Poesie. ... A ..... 368
4002. Poesie latine e italiane di a>j»r»i Autori. . . 351
4003. Rlnucclni Ottavio. MisoMUna* ....... 390
1004. Id. id. .di pqesje. .. . 392
t005. Id. Baccella (jb^ sue ffojete. 390
4006. Id. i<J, . M
4007. Epigrammi In versi latini 146
4008. Poesie Spagnuole 353
4009. Poesie per l'Incendio del leatio ducale a Milano ivi
4010. Beroardelli Matteo. Poesie . • 28
4011. Trivulzio Renato. Rime ,496
1012. Sacchetti Franco- Rime »... 397
1013. Id. Quattro cantale «ile belle
donne di Firenze . . ivi
4014. Petrarca. Eplstolae 342
1015. Id. Rime * « ivi
4016. Id. I trionfi 343
4017. Boccaccio Giov. La Teselde 33
4018. Brocardus Domi II us. Vulgaria Fjragmenla . . 49
4019. Poema eroico in 8" rima, 351
4020. Cecco d'Ascoli. L'Acerba .68
4024. Id. id ivi
4022. DaU La Sfera 428
4023. Id |29
4024. Miscellanea di peate e poesie 282
1025 Mplpage (le) de Guillaume 250
4026. Calabro Quinto. Paralipomeni d'Ondo ... 54
4027. Rime antiche 380
4028. Miscellanea di poesie . . . . ' r . 282
4029. Torli Giov. Traduzione del Carme di Lattanzio 442
4030. Folengo Theonlo .459
4031. Sonetti sopra vari argomenti. ....... 413
4032. Quadrio, sotto il pseudonimo di Grillo da Lur
cemburgo. 11 mondo lunare 367
1033. Nichelini Ab. Capto per i funerali dei re Fé»
derico Adolfo 242
INDICE
519
Nulli. Pattina
dtl del
Codice Calai.
♦034. Obero* (Fazio degli). Ritte 447
♦035. Poliziano Angelo. Rime 355
1036. Poesie farle 353
1037. Id. M
4038. Medici Lorenzo Giuliano e Piero. Poesie . . 237
1039. Rime antiche con aggiunte ..... ... 380
1040. Id. id • ivi
1041. Id. id ivi
1042 Goldoni. II cavaliere di spirilo
1043. Maggi Carlo M. Il Barone di Birbanza. ... 230
♦044. Id. Versione dell'atto IH delta
Troade di Seneca ivi
1045. Dante. La Ditinà* Commedia 114
1046. Id. id. HO
1047. Id. Id. HO
♦048. Id. id. 409
♦040. Id. Id. 119
1050. Id. fila Nuo?a 124
♦051. Id. I selmi penitenziali 120
4052. W. Rime . . '. 121
•953. Id. Canzoni e Biado Bollichi ivi
1954. Id. Purgatorio e Paradiso 419/
4055. Id. Il Paradiso 120
♦056. Id. La Divina Commedie 4 15
1057. Id. id. 114
1058. Id. Rime antiche 121
1039. Id. fomento del Buti della Dtv. Commedia 420
♦060. Id. id. ivi
♦061. Id. id. ivi
♦062. Id. id. ivi
♦063. Id. id. ivi
♦661. Id. id. ivi
♦065. Id. id. ivi
♦066. id. id. ivi
♦667. Id. id. ivi
♦068. Id. Postille sulla Divina Commedia. ... ivi
♦069. Id. Il Convito : 427
♦070. Id. Postille alle rime di D.nte di Giov.
Galvani 421
♦071. Casti Giov. Balta. Novelle 62
♦972. Dante. La Divina Commedia ♦IO
♦073. Id. Id. 107
♦074. Id. id. 118
♦075. Id. id. 116
♦ 076. Id. id. 406
♦077. Id. id. 113
t078. Id. id. 116
1079. Id. id. 114
1080. Id. Le tre cantiche tvi
♦081. Id. La Divina Commedia 109
1082. Id. id. 419
♦083. Id. id. 117
♦084. Id. id. 412
4085. W. id. 114
1086. Id. L'Inferno ed i primi 14 C. del Pllrg. . 119
1087. Id. col Cornm. del Buti 420
10$8. Id. De vulgari eloquio 124
♦089. Id. Convito 127
♦090. Id. Il Convito e le canzoni ivi
1091. Id. e Petrarca. Rime 123
♦092. Id. Commento del Magalotti 120
Ntun.
del
.Codice
♦093.
♦094.
♦095.
♦096.
♦097.
Pigia*
Calai.
Visconti Gaspare. Rime 46S
Bojardo. Orlando Innamorato 35
Dante. Commento sulla canzone: Tre donna, etc. 121
Id. Misccllaaea di poesie e prone riguardanti
Dante , 128
Dante. Spoglio di alcune voci adoperale da
Dante ivi
098 Dante, n Convito 427
099. Id. 428
00. Id. Commenti del C. Giulio Porlicari 340 e 421
01. Id. il Convito 427
02. Id. Confronto generale delle rime. ... 421
03. Rime antiche 380
04. Morbo (il). Campano, commedia 255
05. Matrimonio (il) stravagante 230
06. Miscellanea di poesie ed orazioni 283
07. Sedeno (Juan). Las lagrimas de San Pedro . 402
08. Cimilochi Herculis. Carmina 80
09. Vincamela. Hercules. Peregrinano ad M. Vlrg.
aedem laur ' . . . . 437
10. Vignali AdL Traduzione del II e del XII llb.
dell1 Eneide 456
11. Speroni. Discorso sopra Dante 414
12. Guzman (Francisco de). Triumphoa morale». 177
43. Belli Italici compendiosa dcscripUo 26
♦ 4. A leale Minino. Poesie ♦O
15. Vie de Jacques II, roi d'Anglelerre 456
16. Caiani Baldo. Rime 65
17. Rime d'ignoto autore 380
18. Buscarmi Lorenzo. I trioni! di Meleagro. . . 25
19. Forieri. Il matrimonio a sindacato 160
20. Anagramma del nome del C. Antonio Belgioioso 41
21. Vaimagglnl. Trattato morale religioso. . . . 449
22. Chiesa Sebastiano. Il capitolo de' frati. ... 73
23. Miscellanea poetica storica 283
21. Id. ecclesiastica ivi
2~». Id. storica ecclesiastica 284
26. Id. id. 285
27. Id. id. ivi
28. Id. id. 287
29. Id. id. 289
30. Id. storica. 290
31. Id. id 292
32. id. id 293
33. Id. id. Cerimoniali, precedenze . 295
34. Id. Id. id. . 297
35. Clemens PP. Vili. Copia brevium missorom in
Germanlam 80
36. Miscellanea storica 297
37. Id. 298
38. Id. ivi
39. Corona. Fatti tragici avvenuti nel Regno di
Napoli 99
10. Castelli (Mons.) Vescovo d'Armenia. Miscellanea 62
41. Miscellanea storica 298
42. Id. 299
43. Id. milanese 300
44. Miscellanea fri
45. Condavi 07
40. " Id ivi
47. le ivi
520
INDICE
Non.
dei
Codice
Pagina
del
CataL
<48. Concia?! 88
J49. Id. . * ivi
150. W ivi
151. Id. e pasquinate M
152. Istruzioni a legali apostolici 192
Ì53. Id. id. M
154. Persio Adì. Portamenti della Rep. Ven. ... 340
1155. Relacion de Ios sucesos de las armas de su
M. FUipe IV 373
M ivi
Id évi
Id ivi
Valerius Augustinus. De amista. Nlcosla. . . 448
Miscellanea storica Pavese 300
Miscellanea slorica ivi
Valtellina. Relazione della Nunziatura di Lu-
cerna, ecc 449
Valtellina. Miscellanea slorica. 450
Id. id ivi
Id. Id ivi
Inquisizione di Como e Validi ina 184
Fracasloro Ger. Lettera autografa 161
Carmina variorum 58
Id. ivi
Miscellanea 301
Visconti Gio. Balla. Relazione della sua lega-
zione a Roma 464
Morone Gerol. Opere 250
Id. Id ivi
• Id. id ivi
Vegli Ephemeridum, libri duo 452
Visconti G. Balta. Opera varia 465
Galuzio Ani. Estratto del suo processo . . . 165
Arcivescovi di Milano ; 46
Daini Glac. Origini della casa Gonzaga ... 106
Origine della R. casa de7 Medici 323
Amelonghl Hieronimo. Glgantea 41
Caso seguito. Novella In terza rima. .... 60
Nascita, vita e morte di fra Cipolla. . . . 312
Relazione della corte di Roma ....... 374
Koch. Hlstoire Ancienne 199
Trattati politici riguardanti il regno di Napoli 414
Relazioni diverse sugli affari d'Europa. . . . 375
Libro de' nobili Veneti 223
Magistrature ed Uffici della Rep. Veneta ... 230
Arco (d') Sigismondo. Opuscoli 16
Massaglia. Trattalo sulle misure 236
Savorgnano Ascanio. Relazione di Cipro, . . 401
Id. id. . . ivi
Marcaldi. Storia di Maria Stuarda 232
Id. Relazione di Venezia ivi
Marcaldi Francesco. Relazione del regno di
Napoli ivi
197. Id ivi
198. Marcaldi Francesco. Relazione di Ferrara. . 233
199. Id. Relazione di Spagna . . ivi
1200. Soranzo Angelo. Relazione di Roma 414
1201. Morosini Giov . Relazione della Corte di Francia 257
1202. Mocenigo Pietro. Relazione della Corte Bri-
tannica 250
156.
157.
158.
159.
160.
161.
162.
163.
164.
165.
166.
167.
1168
169.
170.
171.
172.
173.
174.
175.
176.
177.
178.
179.
180.
181.
182.
183.
184.
185.
186.
187.
188.
189.
190.
191.
192.
193.
194.
195.
196.
Num.
del
Codice
203.
204.
205.
206.
207.
208.
209.
240.
211.
212.
213.
214.
215.
216.
247.
218.
219.
220.
221.
222.
223.
221.
225.
226.
227.
228.
229.
230.
231.
232.
233.
234.
235.
236.
237.
238.
239.
240.
244.
242.
243.
244.
245.
246.
247.
248.
249.
250.
251.
252.
253.
254.
255.
% Pagina
CataL
YVolf Davide. Descrizione del regno d'Irlanda 470
Visconti. Genealogia e nobiltà della famiglia. 458
Consuetudine» Neapolitanae 93
Jus feudale fSeipolitanum 199
Venetlarum (de) urbe relatio 452
Suriano Michele. Relazione del re de' Romani 428
Constitultones collegi! BorromeL 91
Narrazione del Borgo di Soma 312
Riccardi Giacomo. Discorso al Governatore di
Milano 378
Descrizione dell'Italia 434
Lampugnana. Studio geografico 200
Fondiaria delle Cappelle del Duomo di Milano 159
Documenti storici 438
Statuti et novi ordini de Zavatini di Milano. 416
Croniche del Mar. di Mantova 404
r.hronka Philipp! de Castro Seprio. .... 74
Ordines diversi prò administratione inlratarum
Ducalium 321
Anagramma del nome del C AnL Belgioloto. 41
Compartito di alloggiamento di cavalli ... 85
Taxe del sale nello Stato di Milano. ... 432
Vita del Card. Mazarino 467
Statula vallis Maserae * 419
Privilegia confimela et nuper concessa coml-
tibus Tolentinl 360
Sententia lata prò dno Florimonle Gastiliano. 405
Slaluta vallis Lugani 419
Statuti di Anlignate 416
Formuiarlum Cancellarne due Mediol. ... 460
Decreti dei Duchi di Milano sulle granaglie . 431
Orsini Orso. Dei reggimento degli Stali. . . 323
Leghe degli Svizzeri 206
Barronlo Brocardo. Ritratto della Rezia. . . 24
Statuti del paratici e calegari di Lodi. . .416
Viaggio in Germania ed in Olanda 454
Descrizione dell'Italia 434
Cronaca Veneta 403
Verro Agostino. Multae nolae 453
Istrumento di confesso dei C. Bolognini. . . 191
TransJallo civitatis Januaeln regem Francoram 445
Casali. Memorie sulla famiglia ....... 60
Istrumento di vendita fatta dal Gov. di Mil. ad
Ant. Gropaliò 491
Istromenlo di vendita di beni camerali a Gab.
Olocali ivi
Id. (altra copia) ivi
Id. a Massimo del Piero. ivi
Sanplelro Luigi. Il (empio di nostra aignora
In Saronno 400
Visconti G. Batta. De eloquente 465
Gesuitica milanese 468
Mazzoleni Benedetto. Notizie sul seminari
milanesi 236
Traclatus vari!. De habltibus in communi. . 443
Traetalus metbeorologiae, . . ivi
Cerimoniale Spagnuolo>Milanese 69
Statuti dell'ordine di S. Jago della spada . . 421
Officlum 3*5
Formularlum Cam. Senatus Mediol 460
INDICE
521
Nubi. Pagina
del del
Codice Calai.
4256. Panizia Pietro. Rogiti 338
4257. Testamela et alia existentla in Archivio Ecc.
MajorU 435
4258 Rubrica di tulle le pievi nel Ducato di Milano 395
4259. Soldati Giuseppe. Rubrica di tutte le pievi .413
4260. Decreta provisionalia prò plebe. Jnrini ... 132
4264. Gridario Milanese 174
4262. Coosueludiues ci vitati* M.li et statuta anni 4396 92
4263. Statuti (Documenti relativi a) 424
4264. Statuti dei calegari di Milano 416
4265. Decreti dei Duchi di Milano per Cremona. . 431
4266. Ordine* sive statuta domin. ' Collateralium . . 321
4267. Statuta civitatis Cumanae 417
4268. Decreta antiqua divi tali* Cumarum .... 432
1269. Rebus (de) gestis Episcoporum Comensium. . 370
4270. Ordines Jussu Exc. Senatus nuper impressi . . 322
4271. Spanzota Amib. Rubrica Islrumentorum ... 4M
4272. Furiceli! S. Satiri et S. Ambrosi! tumulus . . 364
4273. Decembri us Pel. Cand. Vita PMlippi Vìceco-
mitts, eie 430
4274. Vegius. Ephemerfdum libri IV 452
4275. Fiamma. Galvaneo De arcMopiscopis Med. - 157
427G. Id. Annales Mediol ivi
4277. Miscellanea MediOlaoensis 361
4278. Ordine dell'esercito Ducale milanese 321
4279. Id. (altra copia) ivi
4280. Id. (altra copia) ivi
4261 Miscellanea Milanese 301
4282. Miscellanea Val teli inese e di Francia .... 302
4283. Jovius Bened. Historla patria 497
4284. Id. Id. ivi
1285. Privilegia et in vesti iurae feudorum concessa
Ani. de Porrla 360
4286. Quaderno de varias escrlluras 366
4287. Bianchi Ercole. Memorie. 31
1288. Miscellanea slorica 302
4289. Fascicolo di carie spettanti alia corona di ferro
di Monza. 155
4290. Miscellanea Monasteri! Clarevallensls .... 302
4291. Miscellanea delle Cappuccine di S. Prassede e
S. Barbara ivi
4292. Miscellanea storica. Repubblica Ambrosiana . 303
4293. Foscarlni Marco. Relazione di Torino. ... 461
4294. Alghisi P. Fulgenzio. Estratto della sua storia
del Monferrato 9
4295. Rubrica inslrumentorum Gal. Vicecomitls . . 395
4296. Processo offensivo e difensivo nella causa del
Col.Leyzaldl 362
4297. Id ivi
4298. Manifesto della casa Corsini 232
4299. Entrata di Carlo V in Roma 446
4300. Investitura dello Slato di Slena 186
4301. Trattato di Siviglia 443
1302. Mnzarin (Cardinal). Commencement du Mi-
nlstère 2?6
4303. Ragguaglio della occupazione della Carpegna. 369
4304. Relazione dell'origine dell'Annona di Firenze. 374
4305. toémolres concernanl les monnoles de l'Élat
Eccles 239
4306. Ragguaglio del Concistoro degli Eminentissiml
Cardinali per l'elezione Coscia 369
Calai. TrivuUiana
Num. Pagina
del del
Codice Calai.
4307. Osservazioni per le secrelerie 324
1308. Note diplomatiche fra II secretarlo di Stato di
Pio VII, etc 314
4309 Milizia del Ducato di Milano 242
4310. (strumenti vari del secolo xv 191
1311. Relazione del modo di trattare le cause civili
in Milano 374
1312. Id ivi
4313. Id ivi
4314. Forrmtlarium expedilionis Senalus Mediol. . 460
4315. Decreta condita a Rev. Septala prò plebe
Sucini ' 432
4316. Lunati. Compendio slorico della città di Milano 228
4317. Cenni su Milano e sulla Lombardia 67
4318. Slatuta Aronne 416
1319. Statuii della riviera di S. Giulio d'Oria. . . 448
4320. Porro Daniele. Atti della Cancelleria Arci v. di
Milano 356
1321. Formularium Cancel. Arcbiep. Mediol. ... 460
1322. G ose lini Giuliano. Vita di D. Ferrante Gonzaga 172
1321. Sironi Gian Marco. Cronica di Milano. ... 413
4321. Decreta ducum Mediolani 132
4325. Miscellànea storica col titolo Varia ab Ailfero
colicela 303
4326. Vita e gesta di Sforza da Colignoln 467
4327. Simonetta. Compendio della Sfornale 112
1328. Decembrius Pe. Cand. Vita di Francesco Sforza 430
4329. Vi come reato (Raphael de). Oroscopo di Ga-
leazzo Maria Sforza 453
1330. Leggi emanate dal Gov. Veneto 207
4331. Statuti Veneti del Doge Nicolò da Ponte . . 423
1332. Convenzioni per il matrimonio di Valentina
Visconti ed il Duca di Turena 97
4333. Dotaliones et privilegia Comitissae Meltii. . . 443
4334. Lavai. La seconde Philippique de Ciceron. . 204
4335 Torre (della), Vescovo di Como. Costituzioni 440
4336. Vegius Scipio. Historla rerum geslarum in
Insubribus e 452
1337. Rubrica di istromenti riguardanti la Certosa
di Pavia 395
4338. Offices et charges de France ........ 318
4339. Chronicon Cremonae ab anno 4167 ad 4268. 75
4310. Confanonerlus Ani. Vitae Àrdile». Mediolani 90
4341. Id. Id, ivi
/342. Prato. Cbronica de rebus Mediol 359
4343. Vegil Scip. Htstoriae et Epbemerldes . ... 452
1344. Miscellanea Historica Mediolanensis 304
4345. Martnonus Diam. De origine urbis Mediol.. . 234
4346. Cremosano Marco. Memorie storiche di Milano 400
4347. Miscellanea Historica 301
4348. Arnulfus. Historla de geslis urbis Mediola-
nensis 49
4349. Burcbardus. Diaria Pool. Innocenti! Vili . . 52
1350. Burcbardus. Diarium Pont. Alexandri VI. . . ivi
1334. Cronaca autentica Veneziana 403
4332. Miscellanea storica 305'
4353. Id. ivi
4354. Indici degli Ordini della città di Milano. . . 484
4 335. Sironi Camiltus. Collectanea de cdlflciis Mediol. 4 1 2
4356. Gaytan Pedro. Istoria de Orai) 467
1337 Relazione dell'ingresso in Venezia di M. Stampa 374
66
522
INDICE
Num.
del
Codice
4358.
4359.
4300.
4361.
1362.
1363.
4364.
4363.
4366.
(367.
4368.
4369.
4370.
4371.
1372.
4373.
4371.
4373.
4376.
4377.
4378.
4379.
4380.
4381.
4382.
° 4 383.
4384.
4385.
4386
1387.
4388.
1389.
1390.
1391.
4392.
4393.
4394.
4395.
1396.
4397.
4398.
4399.
1400.
HO).
1102.
1103.
1104.
1105.
• i 106.
1 107.
1108.
1109.
4410.
UH.
Pagina
del
Calai.
Miscellanea milanese 305
Discorso sopra 11 futuro conclave 437'
Lettere. Qulnternello dove si copiano le lettere 24 4
Lettere del Duca d'Orléans to'
Lettera sulla caducità del C Duca Olivares . 210
Beguine coltegli Elvetici Mediol . . 372 ,
Turbolenze sotto Luigi XV 446
Bagattini Natale. Esposizione di mail tratta-
menti avuti 22
Consulta dello Stalo di Milano ...... 93
Relazione del modo di trai lare le cause civili
in Milano 374
Visitano plebis Abbialegrassi 466
Bossi Ambroslus. Flos Florum seu Cbronica
Mediol 43
Lettere di personaggi ragguardevoli dal 4518
ai 1525. . 212
Puricclli Jo. Petrus. De Guillelmina Boema . 364
Marinonus Diam. De origine urbis Mediol. . 234
IU. id. . 233
Cliozis (Ambroslus de). Memorie sulla peste
del 4576 73
Cronache Lombarde 404
Storia Milanese dall523 a II 525 426
Merlila Gaud. De claris anliquissimisque faceliis 212
Senlentla condemnationis D. Cicli! Simonetae. 405
Cfaronicon ab anno 4248 ad 4553 405
Miscellanea storica Milanese 306
Annalcs Mediolanenses 43
Crlspi Pel Ant. Relaliones de oppido Busti . 402
Biiiis (de) Andreas. Historia 31
Palearl Gabriele. Lettere 337
Galvano Fiamma. Manlpulus Florum .... 157
Id. Chronicon Mediol 158
Gru mei tb Api. Cronaca 475
Expeditio in Auximenses 158
Cronaca de tute lo caxade de Venelia. ... 104
Arme e slcmm^ antichi 49
Slemmi ed Imprese Visconti 425
Libro delle famiglie ascritte alla nobiltà Veneta 223
S tal ul8,ordonnances et armoiries de la Telson d'or 415
Statuì de l'ordre de S. -Michel ivi
Noma, armes et blasons des chevaliers de la
Table Ronde 313
Rubrica Casteliorum civ. et terr. Ducalium
Lomb 395
Ordines servandl per Officiale* bu Iettar um. . 322
Statuti delle strade ed acque di Milano. . . 422
Decreta antiqua Mediolanensia 132
Decreta ducum Mediolani , ivi
Statuti dei fustagnari di Milano 418
Dalium vini tahernarum Cumarum 129
Staluta Clavennae 447
Statuta Burgl Sexii 424
Staluta Lesae Verganti Castellante el Canobii 418
Staluta Vogoniae 423
Statuta Castrinovi Torlonensis 417
Statuti della Valsolda 424
Statuta Mercaloru ni Mediolani 420
Id. ivi
Staluta Novariau 421
Num. Pagio*
del <M
Codice Calai.
4412. Galiori. Progetto per compire la facciata del
Duomo - 164
4413. Diploma di nobiltà con titoli ai fratelli Ga-
gliardi . 435
4414. Stormanico. Origine di San Nazaro Pietrasanla 426
4415. Tregua tra il Doge Raffaele Adorno e Filippo
M., duca di Milano 445
4416. Petitlones civitatis Mediolani 341
4417. Compendio storico della città di Milano. . . 86
4418. Testamentum D.ni Gasparis VicecomitU. . • 435
4419. Drolt des Ambassadeurs 444
4420. Statuta communitaUs Varisi! 422
4421. Miscellanea di fogli volanti 306
4422. Crescenzio Gio. Pietro. Anfiteatro romano. . 101
1423. Id. id. . . M
4424. Id. id. . . ivi
4425. Specianus Jo. Bapt. Commentarla de bello
Gallico 414
4426. Id. «Opera h isterica ivi
1427. Decreta Ducalia Mediol 433
4428. Decreta Ducalia prò Cremona ivi
4429. Registro di Documenti appartenenti alla fami-
glia Gonfalonieri 370
(430. Bilils (de) Andreas. Historia 32
1431. Murali us Frane. Historia de rebus gestis in
Lomb 257
4432. Burigozzo Marco. Cronaca Milanése 52
4433. Id. id. ivi
(431. Id. id 53
1435. Pietragrossa. Storia di Pavia 349
1436. Visconti Galeazzo. Miscellanea 459
1437. Chroniques de Savoye . 75
4438. Fiamma Galv. Cbronica de antiq. Mediol . 458
1439. -Diplomi dei Duchi di Ferrara in favore della
Certosa di San Cristoforo 135
4440. Id \ . ivi
4411. Documenti della Certosa di S. Cristoforo presso
Ferrara. . 438
1412. Id ivi
4443. Panigarola. Notizie sull'Archivio 338
1441. Colta Lazzaro. Museo Novarese 99
1445. Id. Corografia di S. Giulio d'Orla 100
4446. Id. Gozzano ivi
1447. Arlunus. Historia Medlolanensls 18
1448. Diarlum maglstri ceremoniarium Ecc. Metrop.
Mediol , 434
1419. Arlunus Bern. Paneglricu*. Carolo V ouncu-
patus 48
1450. Statuta collegi! notariorum Placenttae. ... 424
4451. Statuta civitatis Cumanae 447
4452. Qulnternello delle elemosine del Card. Erba
Odescalchi 367
4453. Decreta ducalia Mediol 433
4454. Consti tul ione* Ducum Mediol. Novariae atti-
nenles 92
4455. Borghi Luigi. Storia della lega di Cambra! . 40
1456. Relazioni di Persia 376
1457. Id. di Polonia ' . ivi
4458. Id. d' Ungheria ivi
4459. Id. di Germania ivi
4460 Id. d'Inghilterra 377
INDICE
523
Num. Pagina
dal del
Codice Catti.
4461. Relazioni di Francia 377
1462. fd. della Corte di Roma Ivi
1463. Id. di Spagna ivi
1 164. Id. varie ivi
1465. Id. Venete 373
1466. Erlzzo. Relazione della Corte di Roma 375 e 148
M67. Comendone (Cardinale). Relazioni. . . 375 e 84
1168. Mocenigo Pietro. Relazione della Corte di
Roma 250
1469. Navagero. Relazione 375
1470. Comendone (Cardinale). Discorso sopra la
Corte di Roma 375 e 84
1471. Badoaro Fed. Relazione di Spagna . . 375 e 22
1472. Corer Legazione In Francia 375
1473. Relazione di Francia degli anni «647-48-49 375 e 374
1474. Badoaro Federico. Relazione di Spagna. . . 22
1475. Cavezza Conte Gerolamo. Lettere e relazioni
di Polonia 67
1476. Urbino. Raccolta di documenti 447
1477. Miscellanea 306
1478. Relazioni Venete 376
1479. Relazione fatta da D. Alfonso della Queva. . 375
1480. Giustiniani Gerol. Relazione di Roma . 375 e 170
1481. Miscellanea slorica 306
1482. Miscellanea politica 307
1483. Como. Raccolta di documenti sugli scrittori
Comaschi 85
1484. Bianchirne. De antiquitate familiae Crassae . 32
1485. Vecchi Carlo Gius. Memorie genealogiche Cuneo
Belgioioso 451
1486. Id. ivi
1487. Cooventlones Inter Remp. Januensem et
Chlensem 97
1488. Barbiano di Belgioioso C. Ludovico. Memorie
storiche 2+-
1489. Miscellanea Pavese . • 307
1490. Cerimoniale per i Governatori di Milano. . . 70
1491. Facius Barin. De bello Clodiano 454
1492. Genealogie di famiglie Genovesi 467
1493. Id. ivi
1494. Liner nobilitati* Relp. Genuae 215
i 495. Voragine (Jacobut de). Chronicon Jauuense . 468
1496. Annales Januenses 14
1497. Bonfadlui Jac. Annales Januenses. ..... 38
1498. Stella. Storia di Genova 425
1499. Lercaro Glov. Balla, Historia dei tumulti di
Genova 210
1500. Guerre d'Italia dal 4613 al 4615 476
1 504 . Anattasius bibliothecarius. Historia ecclesiastica 4 2
1502. Bilils (de) Andreas. Historia 32
1503. Statata Trivilii 422
1504. Annona della città e stato di Milano .... 44
1505. Decreta Ducalla 433
1506. Investitura dello Stalo di Milano 486
1507. Privilegia varia ab anno 4081 ad 1569 . . . 360
1508. Origine della città di Lodi 323
1509. Alfieri Catalano. Corrispondenza 9
1510. Decreta Ducum Mediol 133
1514. Vleecomes Job. Ordine* 455
1312. Statuti civltatls Comi 418
1513. Memoratila Senatus Mediol 237
Calai. TrivuUiana
Ifum. Pagina
del del
Codice Calai.
1544. Paraino Mich. Guida de' forestieri per Milano 339
4515 Puricelll Jo. Pel. Dissertano historica de decu-
mani8 Eccles. Mediol. 364
4516. Puricelll. Interdici! Mediol. ao. 1632. narratio 365
1517. Processus per resignatione Ecc. Mediol. . . 362
4518. Ruzi nello Simonino. Opus qui appellai ur Pietica 396
1519. Registro dei convocali tenuti in Albuzago. . 374
4520. Istrumenti del notaio de Sanctis 491
4524. Correspondance d'Italie 99
4522. Id. ivi
1523. Id. ivi
4524. Id. ivi
•525. Id. ivi
4520. Allagazioni varie 9
4527. Il ivi
4528. Id. ivi
4529. Id. .ivi
4530. Id. ivi
1531. Id ivi
1532. Comparizioni di collegio dei Giurisperiti fisici ecc. 85
1533. Id id. ivi
1534. Id. id. ivi
1535. Id. id. ivi
1536. Id. id. ivi
1537. Lunati. Compendio della Storia di Milano. . 228
1538. Corda (De la). Contro versiae et iiles prò suc-
cessione 69
1339. Miscellanea. 307
4540. Anse Conte Benedetto. Lettere 46
1541. Commenlariolus de vita et rebus geslis Fr.
Bonomi 85
1542. Encomio di M. Angelo Cornazzano 446
1543. Id. Id. ivi
4544. Specianus Caesar. Propositionl Christiane . . 414
1343. Regalie. Diciannove trattati e discorsi sulle
regalie 370
1546. Cornazzano Angelo. Volumen AllegaUonum . 07
1347. Cornazzano Pompeo. Lettere a lui dirette . . ivi
4518. Cornazzano, famiglia. Corrispondenza. (20 voi.) 98
4549. Id. id. ivi
4530. Id. id. ivi
4551. Id. id. ivi
4552. Id. id. ivi
4553. Id. Id. ivi
4554. Id. fd. ivi
4553. Id. id. ivi
1556. Id. id. ivi
4557. Id. id. ivi
1538. Id. id. ivi
4359. Id. Id. ivi
4560. Id. id. ivi
4561. . Id. id. ivi
4562. Id. id. ivi
1563. Id. Id. ivi
4564. Id. id. ivi
4563. Id. id. ivi
1566. Id. id. ivi
4567. Cornazzano. Corrispondenze ivi
4568. Documenti francesi 439
4569. Id. ivi
4370. Este Gabriele. Miscellanea di memorie . .149
66'
524
INDICE
Num. Pagina
del del
Codice Calai
(571. Esle Gabriele. Minute di ledere a diversi . . 149
1572. Id. Memorie diverse. ivi
4573. Id. Mémoires secréto ivi
4573. Lettere dirette a D. Carlo Eni. d'Este .... 21 i
1575. Id. id. .... ivi
1576. Id. id ivi
4577. Este Filiberto d'Este. Lettere 449
4578. Id. id ivi
4579. Lettere dirette al Conte Ant. Belgloioso. . . 212
4 580. Lettere dirette al M. d'Este di S. Martino . . ivi
4581. Torre (della). Lettere autografe 441
4582. Id. id. ivi
4583. Id. Id. ivi
4584. Id. id. ivi
4585. Id. id. ivi
4586. Id. id. ivi
4587. Lettere di personaggi del Secolo xvi .... 213
4588. Id. dei Secoli xvii e xvui . ivi
4589. Sfondrati, famiglia 4(1
4590. Id. ivi
(591. Lettere di Cardinali dirette al Card. Visco. . 212
1592. Lettere del Card. Sai viali al Card. Farnese . ivi
4593. Miscellanea. Epistoloe variorum 308
4594. Lettere originali diverse 213
1595. Ricci Innocenzo. Lettere autografe al M.d'Fste 378
4596. Fórni Antonio. Lettere al M. d'Este . . .-. 461
1597. Marooa Silvio. Id. .... 231
1598. Instructlo secretissima Gallo- Britannica ... 485
, 4599. Consilia variorum prò domino Sigismundo
Estense 90
4600. Lettere diverse dal 4566 al 1595 213
4604. Alciato. Miscellanea 8
4602. Id. ivi
4603. Id. . . ivi
4604. Id. ivi
1605. Farnese Al. Lettere sotto Sfondrato . . 411 e 455
1606. Gran vela Lettere sotto Sfondrato. . . 4M e 473
(607. Libro di Soldati di milizia levati Tanno 1647 224
1608. Sfondrati Nicolò (PP. Gregorio XIV). Letture. 4M
46Ò9. Bossi Fabrizio. Lettere autografe 43
16 10. Visconti Uberto. Carle relative air assassinio
di lui 465
4611. Annales civitàlls Lucae. 44
4612. Diutile Filippi de Liscate 138
1613. Excerpta hlstorica dierum utilium ..... 152
1614. Miscellanea , 308
4615. Cbartarium Monasteri! Ripaltae 74
4616. Id. 72
1617. Torreslni Gian Jacopo. Notizie sulle famiglie
Cremonesi 441
1618. Privilegia dotationes tic. concessa a Gubern.
Mediol . 360
16(9. Id ivi
1620. Id ivi
1621. Ru pese issa Job. Libri duo de coosideralione,etc. 396
4622. Puricelll Jo. P. Miscellanea et Sormani allegata 365
4623. Montius Hier. Opera varia 255
(624. Diego del Castillio chrónlca del rey D. Henrique 435
1025. Libro della riscossione delle biade nella Pro v.
. di Pavia 224
1626. Ambrosius Camaldulerisis. Epistolae 44
Num.
del Òal
Codice Calai.
1627. Menocbius Job. Meoocbiae fam. monumenta. 241
4628. Id. Mcnochiae fan. Miscellanea. . tei
4629. Id. De more i9i
4630. Id. De necessitale ejusque pri-
vilegi* 242
4631. Borromeo (San Carlo). Lettere copiate dagli
originali 42
4632. Id ivi
4633. Id tH
4634. Id ; ! . . iti
4635. Id ivi
4636. Id ivi
4637. Id i9i
4638. Borromeo Card. Federico. Carteggio copiato
dagli originali ivi
4639. Id ivi
1640. Eplslolae ad Romanos pontiOces 447
4641. Id. ivi
4642. Id. ivi
4643. Id. ivi
1644. Ferni Bern. A n notati ones et Statata Mediol. 456
4645. Miscellanea di cose Milanesi 308
4616. Formularium Cane. Senalus Mediol 460
1647. Gorinl Innocenzo. Discorso sulla nascita di
Giuseppe II 171
1648. Dominicus de Flandria. Questione». . . . 439
4649. Deliberazioni del Consiglio Generale di Milano 134
4650. Frammento di rogiti notarili 461
4651. Dispacci imperiali dal 4750 al 4777 per la
Lombardia 437
4652. Id ivi
4653. Id ivi
4654. Id ivi
4655. Id ivi
4656. Id ivi
4657. Id ivi
4658. Id. (serie di) riguardanti la Lombardia ivi
4659. Id. id. ivi
4660. Id. id. ivi
4661. Id. id. ivi
4662. Id. id. ivi
4663. Id. id. ivi
4664. Id. Id. ivi
4665. Id. Id. i'dI
4666. Id. id. ivi
4667. Avvisi diversi 21
4608. Id ivi
4669. Id ivi
4670. Progetto di una nuova taglia nello Stato di
Milano 362
(671. Redenasco. Collectanea monumentorum Se*
nalas 370
4672. SU va Paulus. Vota fiacatia 442
4673. Descrizione compendiosa della navigazione sul-
l'Adda 434
1674. Memoria sulla economia defto Stato di Milano 237
4675. Miscellanea di carte riguardanti P Arclv. di
Mallnes 309
IU76. Memoria suda Chiesa e collegiata di S. Maria
della Scala 3(37
4677. Relation sur la province de Languedoc . . 373
INMCfE
525
Num.
dèi
Codice
Calai.
Num
del
Codice
Pagina
del
CaUI.
1678. Tasse (Ordini e decreti relativi alle) .... 432
1679. Id. id. .... ivi
1680. Istruzioni date dalla Città di Milano al suoi
Inviati 193
1684. Hieronymus a Sancta Fide. TracUtus conica
Judeos 478
4682. Antonlus de Nespoli. Questione* 15
4683. Dominici* de Flandria 439
4684. Venula e dimora di S. M. Cesarea in Milano
nel 1769 453
4685. Contribuzioni e carichi delio Stato di Milano 94
4686. Lettera del P. N. N. intorno al gran peso della
dignità Cardinalizia 210
4687. Id ivi
1688. Lanzalotlo da Montebretto. I strumenti no-
tarili 201
4689. Rogiti del notalo Gallanti 394
4690. Formularlum ad usum nolariorum 461
1691. Magni Franciscus. De rebus Hungaricis. . . 230
1692. Gallndez de Carvajal. Genera* iones semblancas
y opras eie 464
4693. Catalogo di una libreria posta In vendita . . 65
4694. Saggio di diversi caratteri antichi e moderni. 398
4695. Castiglloni Gaetano. Due cause criminali . . 63
4696. Constitutlones fratrum de Monte Carmelo . . 92
.4697. Miscellanea Milanese. . . . 309
4698. Id. ivi
4699. Sltonl de' Scoila Joh. Theatrum equestris
nobililatis 443
.4700. Estimo e perticato dello Stalo di Milano . . 450
4704. Ordinazioni falle dal Consiglio generale di
Milano 320
4702. Consulta sulle pendenze di conline fra Novara
e Tortona . . 91
4703. Orsi Gius. Dizionario di scienza cavalleresca. 323
4704. Id. Id. ivi
4705. Id. id. ivi
4706. Miscellanea Medica . 309
4707. Id. 310
4708. Id. ivi
4709. Id. iti
4740. UT. ivi
4711. Robecco Giuseppe. Causa Ira II fisco e gli
utenti della Muzza 393
4712. Id ivi
4713. Praelectiones ad rubricami ff. ...... 358
4714. Gesuitica. Forma del. Governo Gesuitico. . . 468
4715. Gesuitica. Cose memorabili della casa di San
Fedele 469
4746. Id ivi
4747. Id ivi
4718. Id ivi
4749. Gesuitica. Rinnovazioni originali del voti in
S. Fedele ivi
4720. Antonelll, prelato di S.S. Lettera 45
1721. CasUglionl G. Balla. Deli' antichissimo rito di
pregare per PImp. 64
1722. Quirico Domenico. Relaclon de los priorados
de CasUllia y Leon 367
.4723. Dissertazione sul voto di povertà dei Cav. di
Malta 437
4724. Ordine Gerosolimitano. Nomi, eie 321
4725. Silva Paulus. Opuscula litologica 412
4726. Id. id. ..... ivi
4727. Adda (fiume). Sua navigazione 4
4728. Martigoonibus ( Laureo U a» de). Instrumenta
varia 234
4729. Nicolaus Bononiensls. Exposiliones chirur*
gicales • . 313
4730. Albertus de Saxonia. Commenlarlus in Ari-
stotelem 7
4731. Formularium Cane. Senat. Medlol 460
4732. Senato e Magistrato di Milano 404
4733. Senlentlae Senalus Mediolani 405
1734. Decisione» Magislratus ordinarli Medlol. . . 131
1735. Competenze precedenze cerimoniali 86
4736. Colonica. Memorie diverse 83
4737. Miscellanea 211
4738. Visconti. Istromenti antichissimi provanti la
loro nobiltà 458
4739. Id ivi
4740. Id ivi
4741. Id ivi
4742. Id. ivi
4743. Id ivi
4744: Id ' ivi
4745. Id tri
.4746. Id. Notizie sloriche e documenti. . . ivi
4747. Id. Miscellanea storica ivi
4748. Id. Genealogia e docum. della famiglia ivi
4749. Id. Id. ili
4750. V Id. ivi
4751. Id. Id. ivi
4752. Id. Genealogia della famiglia con do-
cumenti ivi
4753. Visconti Vercelllno. Vita di Vercellino Visconti 465
4754. Id. Stemma e genealogia della
sua famiglia, fri
4755. Visconti Ant Maria. Poesie 458
4756. Islromento di elezione dei 900 falla nel 4447. 492
4757. Instrumentum conventionis Inter Fr. Sfortiam
et civ. Mediol 492
4758. Cronache della ciltà di Venezia 404
4759. Cronaca Genealogica della Nobiltà Veneta . . 103
4760. Libro d'oro della Nobiltà Genovese ....
4761. Id. ....
1762. Genealogia Comitum Blandenti. ... 168
4763. Eslimo dello Stalo di Milano 150
4764. Islromento di deposito di denaro fatto da
Lod. Maggi 192
4765. Memorie sulle sante Croci in Milano .... 240
4766. Cifre per lettere diplomatiche 80
4767. Alti della Rep. Milanese dal 1447 al 4450. . 20
4768. Elenchi cronologici del Vicari di Provvisione 145
4769. Lualdl Ignazio. Storia compendiosa del Senato
di Milano .226
4770. Elenco dei Vicari di Provvisione 445
4774. Ordinazioni fatte dal Consiglio Generale di
Milano 320
4772. Ordinazioni (studio delle) del Consiglio Generale
di Milano ivi
4773. Decurioni della Città di Milano 434
526
INDICE
Nom. Pagina
dal del
Codice Calai.
4774. Nomina et cognomina J. C. Collegi! Mediol. . 313
4773. Feudi delle Laìighe 156
1776. Lodi Derendente. Istoria della famiglia VI-
starini 226
1777. Relazione sull'Isola di Corsica del 1767 ... 373
4778. Stemmata plurium famlliarum . 425
1779. Raccolta di stemmi gentilizi dipinti 36S
1780. Coloretti Agostino. Apologia per la famiglia
Benzoni 84
4781. Fanusius Campani» de familils IH. Hai. ... 155
4782. Bianchina» Jo. Bap. Historia genita Cribellae. 33
1783. * Id. Langobard. genus, etc. ivi
4784. Id. Series genealogica loti uà
gentis vlcecomitum ivi
4785. Id. De origine familiae Crassae 33
4786. Torto (il) e II diritto della Bobillà napoletana 442
4787. Catalogo di famiglie nobili Milanesi 65
4788. Silva Paulus. De slemmalibus genlilltiis. . . 412
4789. Teatro genealogico delle famiglie illustri Mi-
lanesi ... 43.2
4790. Id W
4791. Nobiltà (la) di Milano smascherala . . 453 e 313
4792. Id. ..... ivi
4793. Nobiltà di Milano smascherala . .*. , . ivi
4794. Magnificenze di Milano 231
4795. Genealogia della famiglia Arrigoni 468
4796. Rubrica dell'Arch. dei Duchi di Milano . . 395
4797. Conto generale delle spese per il nuovo Ar-
chivio 94
*!798. Copiae aulenticae notarli Pelri de Jerundis . 97
4799. Controversia epularis 95
4 800. Comnenus And. Ang. Genealogia dlversarum
famlliarum 85
1801. Genealogia della Real casa di Toscana e dei
Mediol di Napoli 168
4802. PrlorisU Fiorentino scritto da Luca Chiari. . 359
1803. Id. id. . . ivi
4804. Id. id. . . M
4805. Prlorista delle famiglie Fiorentine ivi
4806. Pietra, famiglia. Notizie della loro nobiltà. . 3 «9
1807. Serie di personaggi più qualificati di casa
Pietra 406
1808. Vlmercali. Antichità e nobiltà della famiglia. 457
4809. Serbellonl. Origine e notizie della famiglia . 405
4810. Gerardina, famiglia. Notizie storiche .... 168
1811. Albricia, famiglia. Dissertazione slorica sulla
loro nobiltà 7
4812. Vlcaril provvisionum Mediolanl 454
4813. Alberi genealogici di famiglie Milane*!. ... 6
1814. Id. id. ... ivi
4815. Apocalypsis Medlolanensis 15
4816. Id. ivi
4817. Id. Irl
4818. Id. W
4819. Id. ivi
4820. Id. ivi
4821. Id. ivi
4822. Id. ivi
4823. Id. ivi
4824. Id. ivi
4825. Arme gentilizie dei Governatori di Milano . 18
Num. Pagina
del del
Codice Calai.
1826. Famiglie eslratte dall'indice degli Statuirete. 155
4827. Alberi genealogici cavati da protocolli bi-
storte! 6
1828. Capitani (de) e Beccarla di Valtellina .... 57
4829. Tadina gens 431
4830. Orchi. Nobiltà della casa De Orchi .... 320
4831. Alberi genealogici 6
4832 Elenco dei Cavalieri ammessi agli onori di
Corte, 145
4833. Id ivi
4834. Id ivi
1835. Compendio genealogico delle famiglie nobili
Venete 86
4836. Id ivi
4837. Id. iti
1838. Id. ivi
1 839. Dispense accordate al(e mani morte per acquisto
di bi-ni 437
1840. Id ivi
4841. Id M
4842. Id ivi
1843. Id ivi
1844. Id. M
4843. Id ivi
1846. Id ivi
4817. Id. fri
1848. Id fri
1849. Id fri
1850. Id iri
1851. Id fri
4852. Dimostrazione del valore dei beni delle mani-
morte .' 435
4833. W fri
1834. Notizie tratte dalle suppliche sul beni delle
mani-morte. 314
I.K55. Breme (de) Louis. Traile de Paride la guerre 44
4856. Veterani. Aforismi e riflessioni militari ... 434
4837. A lem ari Doroteo.' Il quartier maslro generale 9
4858. Montecuccoli Raimondo. Tavole militari. . . 234
1859. Memoria sopra il miglior regolamento mi-
litare , 239
1860. Aperfu sur l'école mili taire de Neuslad ... 15
1861. Esercizio per l'Infanteria di S. M. Imp. ... 148
1862. Regolamento militare del 1769 374
4863. Trattato militare 444
1864. Estratto della pratica militare 150
1 863. Contenimento appartenente alla spedizione, etc. 94
4866. Itinerari per diverse parti delta Francia e
d'Italia 193
1867. Regolamento di compagnia militare per Pescr-
cllo Austriaco 371
1868. Exercilium fùr sammenlllcb Mais infanterie • 133
4869. Id. id. . fri
4870. Sarpi fra Paolo. Opinione data ai signori
Inquisitori 401
4874. Raccolta di slampe incise da Antonio del Re. 369
1872. Raccolta di Alberi genealogici di famiglie
Milanesi 5
4873. Id ivL
4874 ld ivi
4873. Id ; ivi
INDICE
527
Num. P*«taa
del - del
Codice Calai.
1876. Raccolta di Alberi genealogici di famiglie
Milanesi 5
1877. Id ivi
4878. Id . M
1879. Id. ivi
4880. Id M
4881. Id ivi
4882 Id ivi
4883. Id ivi
4884. Id ivi
4885. Id ivi
4886. Id ivi
4887. Id. ivi
#1888. Id. ivi
4889. Merona, familia. Documenti 242
1890. Miscellanea. Fogli staccali 311
4891. Roffia Marc Ani. Memorie e notizie 393
4892.
4893. RiDuecini Alamanno. Vocabolario di voci
latine 381
1894. Rinuccini Alessandro I. Precetti di retlorka 382
1895. Id. II. De morte B. Catharinae. . . . ivi
1896. Id. III. Adnotatlones in Horatiom . . ivi
4897. Id. IV. "Variorum carminimi liner . . 384
1898. Id. V. Discorso etc ivi
4899. Id. VI. Discorso al Gran Duca. ... ivi
4900. Rinuccini Camillo di Tommaso. Prose acca-
demiche . . . . 383
4901. Id. Studi diversi di letteratura e storia ivi
1902. Id. Esercizi spirituali 381
4903. Id. Abbozzi di varie orazioni ivi
4904. Rinurclnl Cario. Nota de' suol dispacci alla
Corte di Toscana ivi
1905. Id. Raccolta di documenti storici. . . ivi
4906. Id. Ragguaglio della Corte di Toscana, ivi
4907. Id. Istruzioni date dal G. D. di Toscana 385
4908. Id. Cbrooologiae cempendium .... 384
4909. Id. Commentarius In Aristoteli* arlem
dlcendi Ivi
4910. Id. Artis loglrae compeudium ivi
4914. Rinuccini Cosmo. Commentarla in IV lib.
Just. Justinianl 385
1912. Id. Recensione* heresum. ivi
4913. Id. Aristoteli* logicae et pbisicae com-
pendium M
4914. Id ivi
4915. Id ivi
4916. Id. Trattalo di Geograua ivi
4917. Id. id. ivi
4918. Id.* id. ivi
4919. Id id. ivi
4920. Id. id. ivi
4921. Id. id. . ivi
4922. Id. id. M
4923. Id. id. ivi
4924. Id. id. ivi
4925. Id. id. ivi
1926. Id. id. ivi
1927. Id. id. ivi
4928. Id. Id. ivi
4929. Id. d. ivi
Num. Pagina
del del
Codice Calai.
930. Rinuccini Cosmo. Sovrani d'Europa 385
931. Id. Breve trattato dei Principi e Sovrani
d'Europa ivi
932. Rinuccini Folco. Studi falli sopra diversi
autori 38C
933. Id. Abbozzi di vari scritti ivi
934. Id. Sbozzi di vari studi letterari e critici ivi
935. Rinnuccini Francesco. Discorso a M. D'Elei, ivi
936. Id. Proserpina, Garbino, Maurlnda. 387
937. Id. Garbino ed Isabella Ivi
938. Id. Maurlnda di Corinzia ivi
939. Id. Relazione del viaggio del Sm* Prin-
cipe Gian Carlo de1 Med ivi
940. Id. Scritti che trattano U'archileUura . 380
941. Id. Orazione in morte di Margherita
d'Austria ivi
942. Id. Elementi di Astrologia ivi
943. Id. Sludi Astrologici 387
914. Id. Annotazioni a studi su Maccbiavdlo ivi
945. Rinuccini Orazio e Francesco Orazioni e ser-
moni 390
9 '.6. Rinuccini Pier Francesco. Commentarla. . . 391
947. Id. Zibaldone di sludi storici ivi
948. Id. Ruolo degli Accademici della crusca ivi
949. Strozzi. La congiura de' Pazzi 426
950. Istoria del Conte d'Arco 189
954. Rinuccini Gio. Batta. Appunti e diario della
sua spedizione in Irlanda 390
952. Id. Considerazioni sulla storia Romana 387
953. Id. " id. iti
954. Id. Varie considerazioni sulla storia
ecclesiastica 389
955. Id. Peregrinano ad heremum fonlls A-
veilanae ivi
956. Id. Miscellanea di varie operette ... 388
957. Id. iter Opbidanum 390
958. Id. Compendio di geografia 388
959. id. Considerai iones variae legale*. . . 390
900. id. Sei dialoghi del Governo episcopale 388
961. Id. Copia del precedente 389
962. s Id. Altra copia ivi
963. Id. Questione* in Vili libro* Aristoteli* ivi
964. Id. Ubellus de recta argumentandi re-
ttone ivi
965. Id. Minute di molte leUere ivi
966. Id. Copie delle lettere da esso scritte
dall'Hibernia 390
967. Id. Minute di lettere 389
968. Id. H dazione della sua nunclatura in
Irlanda. 390
969. Id. Commentarius de herests Anglicana 389
970. Id. Id. ivi
971. Id. Commentarium de bere*!* .... ivi
972 Id. id. , .... ivi
973. Id. Id. .... ivi
974. Id. Id. . . . ivi
975. Id. Scritture varie 3S8
976. Id. QuesUones Theologicae 387
977. Id. Istruzione pratica per la cura epi-
scopale. 390
1 978. Id. Discorsi 40 sulla dignità del Vescovo 388
528
INDICI
Num. Pagina
del (MI
Codice GataL
i
1979. Rinuceini Gio. Batt Selva di vari pensieri . . 388
1980. Iti. Relatione delP Ambasciata di Giulio
Vitelli 389
1981. Rimicelo! Tommaso. Ruolo del Cav. di San
Stefano 392
I9«2. Id. Abbono di calendario fiorentino . ivi
1983. Id. id. . ivi
1984. Id./ Libro di ricordi ivi
1985. Id. Relazione del suo viaggio a Parigi, ivi
4980. (d. Trattato da usarsi , ecc ivi
1987.' Rinuceini, famiglia. Scritture della consorteria
Rinuceini 384
1988. Id. Sommario del documenti della fa-
miglia ivi
1989. Crivelli Libro de1 privilegi della famiglia . . 402
1990. btromento di compera di un palazzo In Roma
da Tom. Marino. 492
4991. Statuti degli Aromatari di Novara. 421
1992. btromento di vendita falla dall' Arcivescovo di
Milano 492
1993. Istoria de la Passione de nostro Seg. J. Cristo 190
4994. Seslinl Domenico. Opere numismatiche. . . 407
4995. Id. Id. ... ivi
1990. Id. id. ... ivi
4997. Id. Id. ... 408
4998. Id. id. ... ivi
4999. Id. id. ivi
2000. Id. id. ... ivi
2001. Id. id ... ivi
2002. Id. Id. ... ivi
2003. Id. Id. ... ivi
2004. Id. id. ... ivi
2005. Id. id. . . . ivi
2000. Id. id. . ivi
2007. Id. id. ... ivi
2008. Id. Id. ... ivi
2009. Id. Id. ... ivi
2010. Id. Id. ... ivi
2044. Pasquinate per la morte di Clemente XII . . 339
2012. Pasquinate
2013. Note e conti di libri, elenchi di biblioteche
dirètte ai Marchesi Trivulzio 484
2014. Poesie diverse 485
2015. Lettere di diversi 503
2016. Id. ivi
2017. Id. ivi
2018. Id. ivi
2019. Id. ivi
2020. Id ivi
2021. Id ivi
2022. Id ivi
2023. Id ivi
2024. Id ivi
2025. Id. ivi
2026. Id. ivi
2027. Id. ivi
2028. LI. ivi
2029. Id. ivi
2030. Id. ivi
2031. Elenco delle Edisioni del secolo XV della ivi
Bib. TrivoJrio 480
Num.
«al
Codice
Pagina
Gatal.
2032. Tomltano Giul. Rem. Lettere autografe. . . 488
2033. Rosmini Cario. Id. . . , . 487
2034. Id. Id. . . . ivi
2035. Id. id. . . . ivi
2036. Franeeseoni Daniele. Id. ... 481
2037. Testa Francesco. Id. ... 488
2038. Ciampi Sebastiano ^ Id. ... 478
2039. Neri (S. Filippo). Lettere . . 484
2040. Miscellanea storica 483
2041. Trivulzio Teodoro. Minute di lettere . . . . 49C
2042. Lettere, decreti ed altre carte relative alla
Lombardia 482
2043. Trivulzio Marchese Gian Giacomo. Lettere
autografe 494
2044. Id. Lettere autografe all'Abate France- *
sconl 495
2015. Id. Lettere autografe all'Abate Mazzu-
chelll ivi
2046. Id. Copie di lettere 494
2047. Id. Catalogo de' suol libri 495
2018. Trivulzio D. Carlo. Miscellanea 491
2049. Id. Miscellanea di documenti 505
2050. Id. id. . ... ivi
2051. Id. Id. ... ivi
2052. Td. Id. .... ivi
2053. Id. Id. . . . fri
2054. W. Id. . ... ivi
2055. M. id. . . . . M
2096. id. Id. . . . . A»
2057. Id. td. .... Ivi
2058. id. Id. . ... ivi
2059. Id. M. .... IH
2000. Trivulzio. Documenti originali in perga-
mena 488
2061. Trivulzio Marchese G. Ciac. Inventario del
libri da lui acquistati 495
2062. Miscellanea Trivulzio. Scrittori. 490
2063. Madrignano Are. Gestarum rerum Magni Tri-
vultil, lib. IV 483
2064. Trivulzio Teodoro (Moni.). De ordinariis S.
Med. Ecclesia* 490
2065. Miscellanea 483
2066. Indice delia storia della famiglia Trivulzio. . 481
2067. Compendio di notizie riguardanti la- famiglia
Trivulzio 479
2068. Libro d'Imprese Sforzesche eTrivulile. ... 482
2069. Libro de' pagamenti de5 soldati Alemanni . . ivi
2070. Trivulzio Renato. Rime 496
2071. Estratti di vari! manoscritti «ella Bib. di Pa-
rigi riguardanti Pllalia. 480
2072. Rissar!. Memorie della campagna del 1616. . 476
2073. Trivulzio G. Frane. 'Libro In cui notava gli
affari di casa sua 492
2074. Coppa Giov. Donato. Tentativo di Storia della
fam. Trivulzio 479
2C7a. Trivulzio Gian Giacomo. Notizie biografiche. 493
2070. Cronaca di G.G. Trivulzio. 480
2077. Memorie biografiche del Magno Trivulzio . . 483
2078. Miscellanea Trivulzio 490
2079. Madrignano Arcangelo. Gestarum rerum Magni
Triv. IH». IV 482
INDICE
529
Noea. Pagina
del dli
Codice CataL
2080. Abozzo di esequie falle in Monaco a D. Glov.
Trivulzio 475
2081. Trivulzio Teodoro. Lettere al P. Ercole suo
tiglio 496
2081***. Id. altra lettere come sopra ivi
2082. Lettere dirette dalla Spagna al P. Trivulzio . 482
2083. Trivulzio Alessandro. Lettere di stampatori e
librai 490
2084. Id. Lettere autografe ivi
2085. Id. Lettere a lui dirette ...... ivi
2086. Id. id. ivi
2087. Id. id. ....'... ivi
2088. Trivulzio Claudio. Carte diplomatiche. ... 492
.2089. Bellone D. Giuseppe. In Aristoteli* physicam
questiooes 476
2090. Trivultius Anton. ArtiAcia rethoricae . ... 491
2091. Aristoteles B re vis introducilo in logicam . . 475
2092. Paleologo. Il cavalier ravveduto 485
2093. Trivulzio D. Carlo. Numismala Augustorum
ab eo collecta 492
2094. Id. Zibaldone • 49f
2095. Id. Libro di Annotazioni ivi
2096. Scaurus Fr. De laudibus Jo. Ja. Trivultil . . 487
2097. Nagonius. Carmina de laudibus Jo. iac. Tri v ulti i 484
2098. Crassus Ani. Poema. . 479
2099. Sfurioni Fed. Ani Panegyris 487
2100. Cousai (Claude). Fantaisie sur le Casal, etc. . 479
2fOI. Trivulzio D. Carlo. Zibaldone 492
2102. Id. fifteniorie sulle mutazioni
e soppressioni di Monasteri 491
2103. Colombino Filippo. Poesie. 479
2104. Callimachl Aug. Panegyrls Trivultia, .... 478
2105. Harcaldi Fran. Narratone dello Stai» della
Reg. di Scozia 483
2106. Porro Alex. Le trés grand Triulce 486
2107. Trivulzio D. Carlo. Nota dei visitatori del suo
museo 492
2(08. Oroscopo della nascita del Conte di Basslgnana 485
2109. Valguarnera Carolo*. Flosculos Academicos . 496
2110. Ci* Astrologia al Card. Trivulzio 478
2MI. Moneta Carlo. Orazione per il P. Teodoro
Trivulzio 484
2112. Ordine de le esequie del Magno Trivulzio. . 485
2113. Albrlooo Gian Giacomo. La incoronazione eie. 475
2114. Trivulzio Marcello. Zibaldone 493
2115. Bruni Leonardo. La guerra del Goti . . . . „50
2116. GHodi Paolo. Saggio d'architettura militar»! 481
21 17. Ritratti di personaggi della famiglia Trivulzio 486
2118. Id. id. ivi
2119. Id. id. ivi
2120. ' Id. id. ivi
2121. Vivianl Qulrico. Versi in memoria del Mar-
chese G. G. Trivulzio 498
2122. Indice per ordine alfabetico di un Archivio
Milanese 481
2123. Ellano della istruzione delie squadre .... 480
2124. Madrignano Arcangelo. Prefazione sopra li
Commentari Triv 482
2125. Trivulzio Maresciallo. Libro delle paghe de1 suoi
soldati 493
2126. Id ivi
Num. Pagina
del &
Codice calai.
2127. Trivulzio Maresciallo. Libro delle paghe de' suoi
soldati 493
2128. Id ivi
2129. Id ivi
2130. Id ivi
2131. Id ivi
2132. Madrignano Are. Gestarum rerum Magni Tri-
vultil, lib. IV 482
2133. Trivulzio Maresciallo. Zibaldone 493
2134. Rebucco AnL Vita del Marchese Trivulzio. . 486
2135. Id. id. ivi
2136. Id. id. ivi
2137. Trivulzio Card Antonio Lettere autografe. . 491
2138. Fanlanus Raphael. Principium historiae Tri-
vultiae 480
2139. Bibbia Sacra 31
2140. Mutius Plus. Historla Trivultia 484
2141. Besalù Aloisio. Trattalo sopra i falconi ... 476
2142. Boccacil Job. FlametU ivi
2143. Incisioni (Libro di) 181
2144. Libro d'orazioni ad uso d'Isabella d'Aragona. 220
2145. Raccolta di disegni 369
2146. Fiorettili musici lift
2147. Lascaris. Grammatica Greca 204
2148. Evangelisliarum ad usuro Fr. Sfortiae f 51
2149. Avellino (S. Andrea). Trattato per conoscere
la vera umiltà 20
2150. Oralionls, de parllbus 485
2151. Isocralis Oralio ad Nicoclem 188 <
2152. Isocrate Oraison à Nicocles 187
2153. Borromeo (S. Carlo). Libro di memorie ... 40
2154. Valla Georglus de HierogliplifcU Argypttis. . 497
2155. Horae B.V.Marlac 48f
2156. Arme miniate fff
2157. Visconti Gaspare. Rime 462
2158. Callimachus Aug. Panegyris Trivultia .... 473
2159. Nucetus Joh. Ambroslus. Ritratti di Signore
Milanesi 316
2160. Portolano 357
2161. Psalterium Davidi* greco-latlnum 363
2162. Leonardo da Vinci. Libro d'annotazioni. . . 207
2163. Libro del Jesus per uso di Massimiliano Sforza 2(5
2161. Offlclum B. V. M 335
2465. Mlssale Romanum (Este) 245
2166. Id. (Berry) 246
2167. Donati (Aelil). Grammatica. 139
2168. Stemmi ed Imprese Trivulzio 487
2169. Lettere risguardantl la biblioteca 503
2170. Id. ivi
2171. Trivulzio (Maresciallo). Corrispondenza dal
4467 al 1518 494
2472. Id ivi
2173. Id ivi
2174. Id ivi
2175. Id ivi
2476. M ivi
2177. Id ivi
2178. Id ivi
2179. Id ivi
2180. Id ivi
2181. Id ivi
530
INDICE
Nam. Pagina
del del
Codice Calai.
2182. Trimlzlo (Maresciallo). Corrispondenza dal
4467 al 1518 191
2483. Id ivi
2184. Id ivi
2185. Id , ivi
2186. Id ivi
2187. Id . ivi
2188. Id ivi
2189. Id ivi
2190. Id Ivi
2191. Id ivi
2192. Id ivi
2193 Id ivi
2194. Id ivi
2195. Id ivi
2196. Id ivi
2497. Id ivi
2198. Id ivi
2199. Id. ivi
2200. Id. ivi
2201. Id ivi
2202. Id ivi
«03. Id ivi
2204. Id ivi
2205. Id ivi
2206. Trivulzlo Anton. Protonot. Corrispondenza dal
4480 al 1484 491
2207. Id .' ivi
2208. Id. . M
2209. Id ivi
2210. Id ivi
2214. Id x ivi
2212. Id iti
2213. Trivulzio Renaio. Corrispondenza dal 1483
al 1493 196
2214. Id M
2215. Id. ivi
2216. Id m
2247. Id ivi
2218. Id ivi
2219. Id ivi
2220. Trivulzio. Lettere dei signori Trivulzlo dal
1482 al 4496 488
2221. Id m
2222. Id ivi
2223. Id M
2224. Id ivi
2225. Id ivi
2226. Id ivi
2227. Id ivi
2228. Id ivi
Num.
del
Codice
2229.
2230.
2231.
2232.
2233.
2231.
2235.
2230.
2237.
2238.
2239.
2240.
2241.
2242.
2243.
2244.
2245.
2246.
2247.
2248.
2249.
2250.
2251.
2252.
2253.
2254.
2255.
2256.
2257.
2258.
2259.
2260.
2261.
2262.
2263.
2264.
2265.
2266.
2267.
2268.
2269.
2270.
2271.
2272.
2273.
2274.
2275.
2276.
\
OC*
Catti.
Trivulzlo
Lettere
e corrispondenze TrivuJz.
dal 4211 al 4531
1 . .
488
Id.
M
Id.
ivi
Id.
ivi
Id.
ivi
Id.
iti
Documenti storici dall'anno
1463 al 4499 . . 480
Id.
Id.
. . ivi
Id.
id.
. . ivi
Id.
Id.
. . ivi
Id.
Id.
. . ivi
Id.
Id.
. . ivi
Id.
Id.
. ivi
Id.
id.
. ivi
Id.
id.
. . Ut
Id.
id.
. . ivi
Id.
Id.
. . ivi
Id.
id.
. . ivi
Id.
Id.
. . ivi
Id.
Id.
. . ivi
Id.
Id.
. . ivi
Trivulzio. Miscellanea e documenti.
Cartella I 489
Id.
id.
Cartella II ivi
Id.
Id.
Cartella III ivi
Id.
Id.
Cartella IV ivi
Id.
id
Cartella V ivi
Id.
id.
Cartella VI 490
Id.
Id.
Cartellavi! ivi
Codice lodo- persiano 499
Catalogo dei manoscritti della Bib. Belgioioso 478
Catalogo della Bib. Rmuccinl ivi
Id. ivi
Id. ivi
Breviarium Ambrosianum 45
Dante. Divina Commedia 108
Catalogo degli stampati della Biblioteca Tri-
vulzio * 478
Id. id. ivi
Stemmi ed imprese Trivulzlo 487
Id.
Id.
Stemmi ed Imprese divene
Catalogo del manoscritti della Biblioteca Ri-
nuccini
Portolano
Id
Id.
Id.
Id.
Id.
ivi
ivi
ivi
478
503
504
ivi
ivi
ivi
505
J
*0 .
INDICE DEI CODICI
contenenti Notizie storiche delle Città e Regioni italiane
(NB. I Codici sono notati seguendo l'ordine alfabetico].
Areno. Cod. Pi. 861.
Bergamo. Cod. 794.
Brescia. Cod. N. Il 32, 4511.
Como. Cod. N. 1811, 1483, 271, 441)2, 1268,603, 640,
668, 743, 744, 745, 731, 754, 814 , 1283 , 1281,
IBI, 1830,4269, 1403, 1267, 4151, 4512, 1335.
Cremona. Cod. N. 1339, 1541, 1265, 1428, 302, 1126,
4128, 4(29, (130, 1137, 1470, 1617.
Genova. Cod. IV. 1113, 1496, 1497, 626, 1487, (491,
1402, 4493, (499, 1494, 1899, 171, 293, 4(36,
4137, 1138, IMI, (325, 1408, 4778, 1498,(240,
(415, 1760, 1761.
Lodi. Cod. N. (780, 274, 1130, 1132, 1142, 4508, 1226,
4234.
Lucca. Cod» N. 436, 1611.
Mantova e Gonzaga. Cod. N. 12(7, (179, 299, (322,
(71, 1125, 1131, 1133, 1137, 1161,153, 79, 508.
Milano e «uo Ducato. Cod. N. 598, 866, 867, 868,869,
(872 al 1888, 1813, 181), 1827, 1831, 739, 757,
812, 813, 1601 al 1601, 1526 al 4531', 4381,
4504, 1815 al 1821, 237, 1(78, 706, 1417, 4449,
724, 1825, 1390, 13(8, 170, 1767, (667 al 1669,
1365, 1488, 143, 180, 181,182, 183,1287,
4383, 1430, 1502, 1484, 1785, 1782, 1783, 1784,
551, 552, 2153, 1631 al 1637, 1638, 1639, 1369,
4609, 387, 589, 1132, 1433,1431, 1241,562,560,
4695, 511, 536, 559, 741, 823, 827, 830, 1721,
361, 1787, 1317, 1232, 1490, 1374, 1218, 811,
756, 785, 1736, 1780, 1532 ni 1530 , 1221, 105,
414, 585, 14(7, 4733, 1340, 1311, 406,350,382,
1151, 1262, 4366, 4797, «685, 226, 547, 313,
1332,332, 1346, 1422, 1423, 1424, 1382, 1989, 1375,
1102, 235, 101, 1273, 1338, 1734,563,241,1230,
1265, 1399, 1400, 4260, 4315, 1324, 1453,4427,
1428, 1503, 1510, 4773, 4649, 1673,1448, 1852,
1853, 1651 al 1657, 1658 al 4666, 1839 al 4851,
(00, 1612, 2167, 1333, 1768, 871, 1832 al 4831,
4770, 1220, 1700, 1763, 1613, 1826, 1813, 1814,
1827, 870, 1289,725, 1644, 1275, 4276, 4385,
4386, 1138, 1211, 494, 4229, 1255, 1314, 1321,
1646, 1731,290, 859, 1412, 4177, 1795, 1248,
1715 al 4718, 1719, 1648, 600, 1322, 599, 1261,
4387, 1500, 374, 308 al 311, 1354, 271, 521,
1506, 233, 234, 1239, 1212, 1243, 1244, 1245,
1520, 1992, 1736, 4757, 4764, 4680, 699, 4360,
1370, 1594, 377, 343, 2163, 1607, 4769, 4537.
Segue Milano e Ducalo. Cod.N. 4316, 648, 4794, 260,
4373, 1372, 4345, 1728, 1191, 1249, 124, (89,
490, 1513, 1674, 1676, 4765, 1627, 4628, 4889,
4309, 513,820, 821, 822, 4172, 1173, 1174,823,
819, 1431 , 161 , 473 , 174, 197, 704, 751, 760,
766, 1121, 1426, (127, (128, 1129, 4130, 4(34,
1132, 1133, 1134, 4141, 4142, 1143, 1277,1281,
1290, 1291, 1292, (325, 1314, 1347, 4358, 1380,
1421, 1481, 1339, 1614, 1615, 1697, 1698, 1706,
al 1710, 1210, 1791, 4793, 4792, 1774,200,1854,
103, 215», 714, 37, 4701, 4771,1772,4278,4279,
1280, 1219, 1266, 1270, 1397, 509, 1384, .1443,
583, 151 1, 1416, 700, 781 , 684, 730, 731, 732,
733, 798, 799, 800, 801, 1009, 1320, 698, (342,
380,1225,1285,4507, 1618 al 1620, 4296,
4297, 1517, 1670, 1272, 1371, (515, 1516, 1622,
1286, I(j2, 1871, 1671, 1429, 1519, 605, 367,
1363, 548, 1135 al 1138, 255, 372, 4357, 1311,
(312, 1313, 1367, 1474, (211, 221, 1711, 1712,
1689, 1258, 1295, 1396, 1796, 1246, 201, 4732,
4378, 1733, 1809, 1589, 1590, 1l>72, 1788, 4327,
4355, I323,»I099, 1259, 1271 v 1425, 4426, 312,
1228, 1318, 1216, 1264, 1401, 225, 4405, 1224,
1202, 1(09, 1410, 389, 140-4, 1398, 150*, 1420,
1263, 1408, 1391, 1376, 4414, 4829, 4678,4679,
1222, 872, 1789, 1790, 1257, 1418, 689,123,64,
604, (485, 1486, 1336, 1313, 4175, 1274, 4684,
1792, 608, 4812, 1511, 1329, 1808, 4204, 4752,
1748 al 1751, 1738 al 1743, 4746, 4747, 1436,
1171, 46(0, (753, (754, 531,4368,366,374,239,
2080, 2072, 2138, 2104, 2258, 2264, 2265,2110,
2067, 2074,2100,2098,2076,2235 al 2249, 2071,
2138, 2066, 2122, 2042, 2082, 2068, 2069,2079,
2132, 2121, 2063, 2077, 2040, 2065, 2111,2140,
2097, 2112, 2108, 2106, 2134, 2135, 2(36, 2117
al 2120, 2096, 2168, 2266, 2267, 2268, 2269,
2099 , 2060 , 2220 al 2228, 2229 al 2234, 2250,
al 2256, 2078, 2062, 2206 al 2212, 2137, 2094,
2102, 2048,2088,2125 al 2131,2133,2144,2075,
2171 al 2205, 2213 al 2219, 2081, 2084**.
Napoli e Sicilia. Cod. N. 25, 4203, 1139, 4206,1801,
118, 1196, 1197, 190, 293, 650,1129,1141,1325,
801, 203, 1786, 1186.
Novara. Cod. Pi. 4 454, 4441, 864, (III, 1991, 4404.
Pavia. Cod. N. 553, 103, 4625, 4776, 4141, 1142,1441,
4460, 1489, 4593, 4435, 512, 1337, 1807.
532
INDICE
&
Piemonte Cod. N. 4509 , 1294, «86, 32, 4615, 1616,
1437, 4702, 4445, 1446, 4379, 262, 286, 1293,
859, 1762, 609, 610,704, 1130, 4131,1133,4134,
4136, 1137, 4138, 1806, 1318, HOT, 1319,4224,
865, 4406.
Soma (Romagna). Papi. Concilio di Trento. Storia ec-
clesiastica. Inquisizione. Cod. N. 524, 527. 528,
1501. 523, 4720, 4631 «I 4637, 501, 589, 601,
4349, 4350, 261, 131, IMO, 369, 1 »35,7 16, 1736,
1467, 1470, 837, 550, 588,594,4145,1(46,1(47,
4148, 1149, 1150, 4151 , 388, 529, 4359, 525,
4299, 4640 al 1643, 1388, 148», 146, 1166, 404,
250, 1990, 190, 4152, 1153, 1370, 64, 1305,368,
4468, 1623, 301,505, 754, 761,4124, 4125,
4126, 4427, 1128, 1129, 4130, 1431, 1132,1133,
4141, 4442, 4161, 4288, 4325, 1352, 1353, 1482,
1539, 445, 4308, 4854, 2011 , H54 , 435, 549,
Segue Roma, ecc. Cod. N. 4779, 4303, 4306,605,4 484,
4462, 4 465, 4466, 4467, 4468, 4469, 4470, 4480,
4478, 1462, 1464, 1965, 4967, 4969 al 4974,
4954, 1966, 4968, 4951, 28, 29,147,1608, 4200,
4186, 1171, 526, 1326, 452,2012.
Toscana. Cod.li.iZ6, 4(81, 206, 1801, 306, 4300, 119,
307, 1298, 124, 189, 190, 207, 595, 721, 1425,
1127, 4431, 4132, 1133, 1134, 1141,1352, 1484,
1180, 291, 1802 al 1801, 4805, 202, 1304, 1184,
•304, 1474, 1987, 1899, 1900, 1904, 4905, 1906,
4907, 205, 4939, 4975, 4965, 1982, 1983, 1891,
41)84, 4986, 154, 602, 30, 1949, 240, 153, 449,
464, 2259 al 2261, 2270.
Urbino. Cod. li. 153, 456, 1131, 4476.
Valtellina. Cod. N. 4828, 4131, 2282,4462,1163,1164.
1105.
TRI \ VLZI
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CATALOGO
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OSGRITTI
EDITO PER CURA
DI
GIULIO PORRO
Vice-Prerid. della R. Depn't. di Storia Patria
TORINO
STAMPERIA REALE DI G. B. PARAVIA E COUP.
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MDCCCLXXXIV\
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